Single is Better?

Quando sei single, dopo essere stata accoppiata per molti anni, ti chiedi quale delle due condizioni sia la migliore. Naturalmente, come tutti i saggi nominati da Napolitano sanno, ci sono pro e contro in entrambi gli status di Facebook.

Ne parlavo qualche sera fa con la mia amica IndieVagina,  famosa per il suo sense of humour Made in Bari e per il fatto di essere la mia più cara amica single, che mi diceva di essere giunta al suo quinto singleversario. La frase era velata da un sottile scoramento e ciò che una buona amica single (io) deve fare in questi casi, è lanciarsi senza paracadute in un’inoppugnabile arringa sugli innumerevoli e indiscussi vantaggi della singletudine.

Chiaro sia, essere accoppiati, in linea di massima, torna utile in una moltitudine di situazioni esistenziali e sociali come ad esempio: quando troviamo un insetto in casa, quando bisogna parcheggiare ad agosto di domenica mattina per andare in spiaggia, quando salta il contatore della luce alle 23 di una sera di gennaio e bisogna scendere in cantina per riattivarlo, quando c’è da imbustare la spesa mensile alla cassa dell’Esselunga, quando viaggiamo con una valigia di 27 kg e dobbiamo sollevarla, quando compiamo gli anni e quando c’è da lavare la macchina. Non perché lavare la macchina sia una cosa difficile. Semplicemente il nostro dna non contempla il gene deputato al lavaggio auto. Non ci riesce di comprendere, in parole povere, che l’automobile, parimenti con tutto il resto del creato, è passibile di insozzamento e necessita d’esser pulita almeno una volta a biennio.

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Per contro, essere single ha naturalmente molti ma molti più vantaggi. Ora, senza arrivare a eccessi disdicevoli come farsi tatuare sul pube “Single is better” che, davvero, non ce n’è bisogno, essere single significa un sacco di cose splendide.

Per esempio:

1. Non devi mai per nessun motivo ringraziare un uomo per averti regalato un peluche

2. Non devi mai per nessun motivo ringraziare tua suocera per averti regalato un golf a rombi taglia M

3. Non devi mai svegliarti la domenica mattina con l’idea di andare a pranzo dai suoi.

4. Non devi mai fingere che ti interessi ascoltarlo mentre parla del suo lavoro.

5. Non devi tenere un tutorial quotidiano sull’incapacità dei calzini di riporsi da soli nella cesta della biancheria

6. Non devi mai sentirti dire mai cose come: “Sei pazza/calmati/cambia il tono/non farti le paranoie/mi hai rotto il cazzo/sei in premestruo quindi vuoi sicuramente litigare per questo io ora farò di tutto per rendermi insopportabile così da farti confermare la mia tesi sulla tua irragionevolezza ovarica”

7. Non devi spendere ore della tua vita a stendere le sue mutande.

8. Non devi mai sopportare che lui sia in viaggio di lavoro all’estero con il suo capo milf

9. Non sei mai obbligata a fingere di desiderarlo e non devi mai nutrire sensi di colpa se desideri un altro

10. Non devi sopportare il fatto che il suo diritto di russare ti privi del tuo diritto di dormire.

11. Non devi schivare un’ischemia al giorno, realizzando che è stato su whatsapp fino alle 4.30 del mattino non sai con chi

12. Non devi mai sentirti mediocre a guardare le fotografie delle sue ex su Facebook, tutte straordinarie testimonial Amerika Star

13. Puoi usare disgustosi pigiami in pile senza praticare un’eutanasia permanente alla sua libido

14. Puoi continuare a ritenere che crackers riso su riso e philadelphia siano una pietanza dignitosa

15. Se hai mangiato legumi, puoi fare le puzzette senza per questo compromettere la tua incommensurabile, inodore e silenziosissima femminilità.

A me, comunque, non sembrano vantaggi da poco.

marzia

Ma soprattutto, più di ogni altra cosa, essere single significa dedicarsi alla propria pelle (sia in senso cosmetico che concupiscente). Significa esplorarsi e scoprirsi. Significa conoscersi e diventare padrone di sé, compiersi il più possibile, indagarsi nei propri limiti, risolversi o accettarsi. Salvo che non ci risolviamo mai fino in fondo, e non ci accettiamo mai fino in fondo, ed è su questa antitesi dinamica che consumiamo il nostro personale odi et amo, la ricerca di un equilibrio con il nostro – più o meno gigantesco – ego.

E poi compiamo la missione più difficile. Più straordinaria. Più miracolosa: impariamo ad amarci, o almeno ci proviamo. Per forza. Perché facciamo di necessità virtù. Perché non possiamo demandare a un cazzetto l’ingrato compito, il vituperato amore per noi stesse. Perché siamo le uniche che di noi si prendono cura. E dobbiamo imparare a farlo per bene.

Bene, come nessun uomo potrà insegnarci mai.

Bene, come non dovremmo smettere di fare mai.

E questo, le vagine single lo sanno bene, è un piccolo miracolo quotidiano.

115 pensieri su “Single is Better?

  1. I barattoli. Non riesco a capire come tu possa aver scordato “aprire i barattoli” fra le situazioni in cui, in effetti, serve quel tipo di corredo cromosomico al tuo stesso numero civico.
    E fare la brace, ecco.
    Per il resto approvo in pieno, se vuoi sparo qualche altro vantaggio della singlézza:
    1) non devi fingere di gradire le tradizioni familiari di un altro nucleo di individui.
    2) nessuno ti dice che “610 € per una borsa sono uno schiaffo alla miseria”. O almeno, non devi prenderti la briga di rispondere “e invece consumare il triplo del proprio fabbisogno calorico come fai tu non sottrae risorse al Sud del Mondo?”
    3) Calcolare quanto si risparmia in regali in un anno.

    Smack! 😉

  2. A parte che la tua ironia è fantastica – macchettelodicoaffa’? – sai, una volta la pensavo come te: o meglio, sì, evviva il provare ad amarci, bisogna prima amare noi stessi, io come priorità, maturità sentimentale, e cose varie.
    Non so se io una volta mi stessi auto-supercazzolizzando, ma so che a ricordare adesso come ero allora, mi viene in mente che mi convincevo di amare me stesso quando in realtà era tutto un’illudersi fino all’innamoramento successivo.
    Adesso sto in questa fase che non voglio nessuno. Forse solo una persona, ma non cerco, non provo invidia, non mi trovo mai a pensare “certo che bello che sarebbe se fossi fidanzato”. No, sto così, da me. Che non vuol dire stare bene, eh. Ma forse, non so, dimmi te, ditemi voi, vuol dire amarsi un pochino?

  3. Spero che questo tuo post possa infondere coraggio a qualche vagina, e magari a qualche cazzetto. Così che un giorno, lontanissimo, ma in cui continuo a sperare, le persone non debbano sfigurarsi a furia di compromessi, vivendo quelle tristissime storiette sentimentali di coppia che portano all’odio e al disgusto.

    Sì, single is better! Prima l’amore per noi stessi, poi, se ne resta, per gli altri. E nel frattempo ci si tromba chi si vuole senza fregnacce!

  4. Posto che se fossi single il serbatoio della mia auto sarebbe perennemente vuoto e io dovrei elemosinare passaggi vestita da lucciola per strada, dopo questo post, quasi quasi, ti invidio 😀

    Soprattutto per i pranzi della domenica. A quelli non mi abituerò mai.

  5. comunque avere qualcuno di fisso su cui scagliarsi senza pieta’ in pre-mestro rende la tua vita sociale e lavorativa migliore!!!!!!
    rileggero’ questa lista ogni volta che sentiro’ le gambe vacillare per essere zitella alle porte dei 30….
    ma vabbè noi uno qualunque non lo vogliamo!!! o anche si ma che vada a dormire a casa sua!!!

  6. l tuo blog merita commenti irriverenti, i know, ma visto che per la prima volta non “condivido” un tuo intervento, vorrei dedicare a questo momento un commento serio: io sono stata single (per scelta mia o altrui a seconda della situazione) per i primi 20 anni della mia vita. E ora, dopo tre anni della mia prima relazione seria, posso dire che stare con lui mi ha fatto conoscere me stessa molto più di quanto avessi mai fatto da sola. E mi ha fatto acquisire una sicurezza su di me e sui miei obiettivi talmente profonda che nessuno potrà più portarmela via, nemmeno lui stesso se un giorno decidesse di andarsene. Però è anche vero che secondo me stiamo così bene insieme perché siamo due persone che campavano benissimo anche da sole. Non ci siamo legati per disperazione, ma per scelta.
    Ma vuoi mettere, tornare a casa tesa e avere un uomo che ti fa un massaggio per farti rilassare, per poi fare l’amore con te, e ricominciare subito dopo a farti un massaggio finché non ti addormenti? Scoppiare a piangere e avere qualcuno che ti stringe in silenzio finché non riesci a calmarti? Svegliarsi affamata e sentire il profumino del pranzo che ti sta già preparando in cucina? E avere improvvisamente voglia di preparare in continuazione manicaretti quando per te stessa non prepareresti nemmeno un panino, e guardarlo e pensare che è l’uomo più bello che tu abbia mai incontrato, e desiderare ogni secondo di fare l’amore con lui, e aiutarlo a risolvere i problemi perché sei l’unica persona a cui chiede aiuto nonostante l’orgoglio, …?
    Che dire… Vivere da single è divertente, ma secondo me vivere in coppia è molto, molto più appagante.

    1. La tua storia pare la fotocopia della mia. Oddio, io son stata single per scelta fino a 32… uhhh … ma poi sii … è arrivato lui e… che botta… che bello… il paradiso insomma!!!
      Prima.
      Adesso, dopo 12 anni, che palle però.
      Single is Better.
      DIS.

    2. 20+3= 23= troppo presto per trarre delle conclusioni (lo dico senza spocchia).
      20+1+1+3+3+1+2+3+1+8+1= 28 vs 16 abbastanza per dire che in coppia è si appagante ma finchè dura e che da single dire divertente è riduttivo anche perchè a volte non è affatto divertente, ma di sicuro “ricostruente” e “completante”.

    3. No davvero???
      Figurarsi che a me non piace nemmeno andare di fiore in fiore della singletudine..
      poi fiori non ne vedo..:P
      Ma io vorrei spesso ******** ( censura) quelli che rimpiangono le trombate a caso e stanno in coppia.. certo c’è pure chi ” tiene moglie\ marito e figli ” e si distrae nei locali..
      ecco.. mi fermo qui..è meglio.
      SVEGLIATEVI!

      1. Lo so che non lo era, per quello ho specificato che la risposta sarebbe voluta essere più ironica 😀 Ma più che a te, era una risposta ai commenti che lessi soprattutto su Facebook, perché mi stanno un po’ sui cosiddetti le persone che fanno finta che essere single sia una gran figata e poi stanno lì a piangere come vitelli e a chiedersi perché sono sole a fine giornata. Era un consiglio a lavorare su se stessi per trovare stabilità in due, e a non fare finta che la vita in coppia sia una disgrazia solo per sentirsi meglio, ecco. Lapalissiano? Chiaro. Inutile? Certamente. XD Ma mi sentivo comunque di scrivere quel commento.

      2. ma hai fatto benissimo ad esprimere la tua.
        io credo che si stia bene e male in entrambe le situazioni. cercare di vedere il meglio in quella che si vive è sopravvivenza. piangere a fine giornata può succedere, ed è umano.
        alla prossima, mi auguro 🙂

  7. Capitata qui per caso, dico la mia. Io non ho avuto molte storie con uomini, quindi forse non ho abbastanza esperienza, ma ho avuto la fortuna di averne “pochi, ma buoni”. Certo, le storie precedenti ad un certo punto sono finite, anche con dolore, con qualche piccola delusione, ma nessuna ha lasciato in me il rancore verso l’altro sesso che traspare da quello che scrivi. Anzi, da ognuno ho imparato. Ad ognuno sono grata per il tempo che ha camminato accanto a me, fino a che i nostri percorsi hanno preso direzioni diverse. Ognuna di queste persone aveva i suoi difetti, come io i miei. Ed errori, nella relazione, ne hanno commessi loro, ma anch’io.
    Ora sono con lo stesso uomo da quasi 20 anni e ci vogliamo bene come due adolescenti. Nessuno dei 15 punti che elenchi affligge la nostra vita. Men che meno il punto 6, che è un riassunto di una totale mancanza di rispetto.
    Però constato invece che molte mie amiche vivono, se sposate, situazioni simili a quelle che descrivi. E se divorziate hanno la stessa amarezza di fondo e diffidenza nei confronti degli uomini. Purtroppo penso che sia anche colpa loro, ma non lo vogliono ammettere. O forse non lo capiscono. Colpa no, responsabilità. Proverò ad elencare quelli che, secondo me, sono gli errori che queste donne hanno fatto e spesso, hanno continuato a fare:
    -fare del matrimonio una meta imprescindibile della loro vita
    -avere nei confronti della relazione di coppia idee pre-concette e rigide
    -avere idee antiquate sui ruoli femminile e maschile, nella vita di coppia e nella vita sociale
    -trovarsi uomini che hanno le stesse idee sopra elencate
    Farò degli esempi pratici: ho amiche che non hanno fatto altro che aspettare il principe azzurro e anelare al matrimonio da quando avevano 13 anni. Personalmente invece non ho mai fatto di questo una meta nella mia vita: per me non è mai stato importante sposarmi. Era importante trovare la persona per me. Non l’avessi trovata, non mi sarei sposata. C’è chi si sposa perché ha deciso, è convinta che si debba fare. E spesso fa anche figli con la stessa “motivazione”… :o/
    Le idee preconcette e antiquate a cui faccio riferimento, sono quell’insieme di idee del cazzo come il fatto che la donna debba essere così e l’uomo colà. Che la donna si mette sexy, e l’uomo le regala l’anello. Che la donna debba essere sempre bella e l’uomo potente e abbiente. Che la donna circuisca l’uomo per ottenere vantaggi. Per convincere a sganciare un regalo o a farsi sposare…E, una volta sposati: che la donna si debba occupare di lavoro-casa-figli e che l’uomo possa continuare a occuparsi solo di sè stesso. O addirittura che la donna possa fare a meno di lavorare. Insomma, le lei e i lui che si fanno imbabolare da questioni di apparenza, da condotte trite e ritrite, che non sanno uscire da questi schemi, da queste gabbie PER TEMPO poi pagano caro.
    Le coppie felici che conosco hanno una relazione improntata sulla parità, sull’onestà, sulla chiarezza. Non certo sulle apparenze, le sovrastrutture. Si tratta di persone che hanno valori umani forti, basati sul rispetto, la fiducia, la generostià, che sono femministi e non maschilisti, che dividono i compiti in base alle attitudini individuali, non in base a ciò che dovrebbe fare la donna e cosa l’uomo secondo la nostra antiquata società patriarcale.
    E se nessuno dei due ama stirare: si fa senza stirare e non succede niente!.
    E con tutto questo: che vuoi che sia se ogni tanto scappa una puzzetta… 😉

    1. come in tutte le cose, in qualunque manifestazione sociale, esistono esempi di successo ed esempi di insuccesso.
      conosco coppie bellissime. e coppie che lo sono meno. le persone sono varie e varigati sono i risultati umani.
      poi lo spirito della dissertazione mi pare chiaro. e io cmq non ho mai fatto puzzette con i miei uomini.

  8. Nella tua lista ho visto almeno 3 cose che oddiooooo no! della coppia, tra cui calzini da spostare dal pavimento/appaiarli/stendere le sue mutande ecc.
    Io sono una delle poche persone che conosco(forse l’unica) che ammette che la convivenza è stata uno shock(per me, lui figurati), mi ci sono abituata(forse)solo ora, dopo un anno e mezzo. Per quanto l’altro/a sia meraviglioso destabilizza essere in 2, perché quando sei sola decidi tu, fai tu, vuoi tu, in due devi mediare, sentire, capire, ascoltare. Bisogna essere forti e sicuri sennò è durissima! potrò risultare cinica, ma poche palle, la vita a 2 necessita di lavoro lavoro lavoro se si vuole essere felici in 2 senza reprimere nulla di sé.

  9. Prossimo regalo di compleanno: un bel peluche! Noto che lo citi un post sì e l’altro no, ed era anche nella prima cosa della lista!! 😀
    Tanto non te ne devi mica occupare tu, c’è il peluche-sitter! 😉

  10. singletudine, coppiatudine…..in entrambi i casi ci sono sempre un pro, un contro, un procontro e un contropro……. nell’ordine preferito!!!
    quello cui non rinuncerei mai sono le masturbazioni mentali! sempre in entrambi i casi! 😉

    p.s. come sempre sei stupendamente unica 🙂

  11. Va bene, visto che ormai è n volte che leggo quanto sia “fantastico-da super fighi/super eroi-meraviglioso-divino-appagante” essere SINGLE usando come esempi di svantaggi nel non esserlo situazioni che manco la coppia peggio assortita di Barbie e Ken lobotomizzati vivrebbe, farò un elenco di vantaggi tratti da relazioni assolutamente reali che in un mondo non virtuale possono succedere senza tanti miasmi e paranoie.
    Detto ciò, se sei felicemente accoppiato e il tuo partner non è una triste protesi umana che ti aiuti a camminare, puoi:

    1) guardare la tv in pigiama anti stupro e sentirti donna “dentro fuori e anche di piu'” perchè c’è un pene che ti guarda e ti stringe comunque,
    2) guardare la stessa tv di cui sopra condividendo commenti favolosamente acidi su un programma spazzatura senza sentirti decerebrata,
    3)fare la spesa in modo “salutare e consapevole” con qualcuno che ti guarda malissimo se i cibi grassi superano di gran lunga quelli proteici,
    4) sforzarti di convincerlo sviluppando il tuo lato pragmatico perchè se i cibi grassi superano quelli proteici c’è una plausibile ragione ormonale,
    5)decidere insieme come cucinare i suddetti cibi grassi per poi mangiarli complimentandosi a vicenda,
    6)accusarlo di farti ingrassare,
    7) ricevere continui complimenti riparatori (che comunque i complimenti sono come il maiale: non si butta via niente),
    8)preoccuparti di mantenere una decente forma fisica ed evitare lo svaccamento atomico perchè “cosi vedi la ex come ci rosica”!
    9) tornare a casa dopo una giornata intensa e trovarlo che ha rifatto il letto e lavato la cucina anche se non sei in premestruo
    10) tornare a casa e trovare il tuo dolce preferito perchè sa che sei in premestruo,
    11)avere il doppio dei mobili e dei quadretti e dei complementi d’arredo con cui arredare stanze a sua insaputa per vedere l’espressione che fa quando torna a casa,
    12) sentire un flebile ma convincente “è bellissimo cosi, amore” alla vista del lavoro da designer ormai compiuto,
    13) essere chiamata perchè sei fuori casa con il diluvio universale e “l’ombrello l’hai preso?!”
    14) ridere per mesi pensando ad una figuraccia fatta al pranzo domenicale dai suoi,
    15) farlo ridere mesi per una frase fuori luogo di tuo padre,
    16)provare cose nuove (cibi, locali, drink, stili musicali) e rimanerne piacevolmente sorpresa,
    17) parlare con lui di tutto ma proprio di tutto, di qualunque puttanata ti venga in mente, paranoia, fissazione, pippone e paura irrazionale per poi sentire la stretta delle sue mani e “dai, andrà bene. Ci sono io con te”.

    Per finire, l’ultima. La frase che ha senso se e solo se nella vita si ha vissuto di tutto e si è saputo vivere con tutti, soprattutto con se stessi:
    18) “non ci riesci? arrivo subito e lo facciamo insieme.”

    Essere single è facile, stare insieme e confondersi le cellule e i pensieri impone coraggio.

    1. una cosa non capisco dell’ articolato discorso: perché prendersi la briga di elencare 18 punti 18 sul vantaggio di essere in coppia e sostenere, dopo appena due righe, che richiede coraggio?

      1. Perchè in tutto quello che ha elencato nell’articolato discorso è palesemente evidente un continuo compromesso tra le due persone in questione.. Così deve essere, altrimenti senza compromesso in una relazione amorosa è meglio starsene da soli.. si fa meno danno!

      2. Perchè tutte le cose veramente belle e importanti nella vita richiedono impegno e coraggio.
        Non siamo in un film della Disney, purtroppo “la persona giusta” non ci cade tra i piedi mentre passeggiamo odorando fiori e parlando agli uccelli.

    2. esprimo il mio plauso sulla capacità di distinguere il serio dal faceto.
      quanta perfezione e felicità e coraggio inutilmente sbrodolati addosso a persone che semplicemente sdrammatizzano le carenze della propria vita.

      1. Mi è sembrato di leggere una rappresentazione femminea e ormonale della propaganda politica fatta negli ultimi anni dal centro sinistra: zero alternative costruttive, meno-infinito autocritica e un continuo tedioso “bleahcaccaschifo” lanciato sulla parte opposta.
        Non mi sembra di aver assistito ad una “sdrammatizzazione”, piu’ ad una serie di accuse alla contro parte basate su stereotipi degli anni ’50 spesso ben costruiti su false realtà.

        Vagina rinnovati.
        Ne hai facoltà.

      2. @jeanesgenes: persone ben più autorevoli di me e te messe insieme insegnano che il testo non è mai una creatura completa. presenta spazi bianchi che chi legge riempie, con ciò che vuole. tu evidentemente li riempi così.
        e io sono, naturalmente, d’accordo con quelle persone più autorevoli di me e te messe insieme.
        alla prossima.

    3. A volte credo che abbiano ragione i saggi zen quando invitano a coltivare il silenzio e ad imparare ad ascoltare.. Cara, non hai capito un *****?
      Essere consapevoli è la più dura lotta che si può ingaggiare con sè stessi.. ” Si sa che la gente dà buoni consigli…”
      E spesso si è anche finocchi col culo degli altri, per usare un francesismo..
      Non hai compreso nemmeno 1\4 di ciò che Vagy ha scritto. :((.. e inoltre c’è pure la statistica.. etc..
      Scusatemi per l’ ennesimo commento..

      1. Ho capito e sono ben in grado di leggere ciò che viene scritto (altrimenti il primo commento con tanto di punti in merito non avrebbe trovato consensi).
        In un paese (che si crede) democratico ognuno detiene il potere di “dire la sua”, con pro e relativi contro.
        Le statistiche lasciale a chi ne capisce e se ne occupa seriamente, non chiamiamo in causa cose serie per delle minchiate, suvvia.

        “cara, non hai capito un ******?” Menomale che ci siete voi a regalare continue perle di saggezza e ad avere la verità in tasca.
        Se non si è in grado di sostenere un confronto basato su opinioni e punti di vista diversi evitate di scrivere proprio.

        Visto che ti piace tanto parlare per citazioni:
        “Per bene che si parli, quando si parla troppo, si finisce sempre per dire delle bestialità.”

        Alexandre Dumas

  12. O andare la domenica mattina al battesimo della figlia di checazzoneso invece che a una sacrosanta/combattutissima/imperdibile partita di Basket.

    Già è un tema senza fine, senza una vera soluzione.
    Coccolare insieme i figli nel lettone la mattina per quei due decimi di secondo in cui sono affettuosi?
    Mandarsi affanculo come palestinesi e israeliani per una strada sbagliata in macchina?
    Che dire, attualmente ne avrei bisogno un sei mesi (lascio?) di singletudine, poi non saprei.
    Preferisco sbronzarmi giovedì e non pensarci.

    1. “Mandarsi affanculo come palestinesi e israeliani per una strada sbagliata in macchina?” hahahahaha son morta dalle risate!!! però si, capita anche questo: iniziare a coccolarsi 2 minuti prima che si sveglino le pesti, bestemmia pesante quando si svegliano poi coccolarsi tutti e 4 per quei 3 nanosecondi, e riproporre il conflitto israelopalestinese per una minchiata… ogni tanto una parentesi di singletudine mentale serve a tutti… anche io ogni tanto la desidero, senza che questo comporti amare di meno… ma… si, ogni tanto la desidero…

  13. “L’unica ossessione che vogliono tutti: l'”amore”. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.”
    [Philip Roth]

  14. eh alla fine credo sia sempre la vecchia storia dell’uva, se sei single desideri qualcuno accanto, se hai qualcuno desideri ardentemente tornare single.
    è che non siamo mai veramente soddisfatti di ciò che abbiamo,
    Ho smania del paese inesistente perché desiderare l’esistente mi ha stancato…

  15. Sono stata “single” fino a 19 anni, quindi per circa la meta’ della mia vita, non ero contenta della cosa perche’ da quando avevo 6 anni e ho visto per la prima volte il cartone animato di Cenerentola ho sempre sognato il principe. La seconda meta’ della vita l’ho passata a rompermi l’anima con gli uomini, rendendomi conto che il principe in realta’ non esiste. Forse mi manca un po’ il fatto di non aver mai osato trascorrere un periodo da sola dopo le mie storie importanti…sicuramente mi avrebbe fatto bene, perche’ e’ vero che finche’ sei “accoppiata” tendi a vedere te stessa sulla base dell’andamento del rapporto…se va bene ti senti bene e anche figa, se va male, ti senti un cesso, e magari non e’ cosi’, ma ti senti lo stesso in quel modo. Condivido molte cose dette da Sibilla, aggiungo che secondo me la coppia felice non e’ una fusione ma un incontro fortunato di due realizzate solitudini. nel senso che se sai star bene con te stessa troverai una persona che non sara’ un appiglio, una stampella, un peso, una rottura ma semplicemnte quell'”altro da te” che rendera’ piu’ bella la tua vita. Kiss

  16. Non voglio fare la splendida, ma da accoppiata non rientro in NESSUNO dei 15 punti sopracitati. Specie per quanto riguarda il pigiama di pile e il dare sfogo agli effetti collaterali dei legumi. Non è che se stai con uno devi vivere come se stessi recitando uno spot pubblicitario. Con la fantomatica persona giusta puoi essere te stesso, rilassarti, e non per questo rinunciare al romanticismo. E anche da accoppiata puoi stare da sola se lo vuoi, è una cosa a cui mai rinuncerei.
    Cosa mi manca della singletudine? Lo sfarfalleggiamento (quando c’è) e, soprattutto, avere pettegolezzi succulenti da raccontare alle amiche e su cui imbastire discussioni per ore. Null’altro, credo.

  17. “E poi compiamo la missione più difficile. Più straordinaria. Più miracolosa: impariamo ad amarci, o almeno ci proviamo. Per forza. Perché facciamo di necessità virtù. Perché non possiamo demandare a un cazzetto l’ingrato compito, il vituperato amore per noi stesse. Perché siamo le uniche che di noi si prendono cura. E dobbiamo imparare a farlo per bene.”

    mi sento di dire che sono recentemente arrivata a questa tua stessa conclusione, nel senso… in questo momento desidero NON incontrare chi mi farà di nuovo perdere la testa. Mi manca avere qualcuno accanto da amare a da cui farmi amare ma beh, io credo che relazioni buone siano quelle in cui comunque i partner hanno raggiunto una certo equilibrio, una certa consapevolezza di se. Incontrarsi e scegliersi tra due persone complete e a tutto tondo.

  18. Grazie per questo post. E anche per tutti i commenti.
    In qualche modo “rubo” qualcosa da tutti.

    Chissà che faccia stare meglio.
    “Perché non possiamo demandare a un cazzetto l’ingrato compito, il vituperato amore per noi stesse. Perché siamo le uniche che di noi si prendono cura. E dobbiamo imparare a farlo per bene.”
    Cazzo se c’hai ragione.

  19. adesso capisco perché chiami cazzetti gli uomini.
    quando passi a Cagliari, avvisami per favore, che ti faccio visitare la città…..

      1. volevo solo dire che non siamo tutti uguali, ma se non hai capito la prima, perché dovresti capire la seconda?

    1. Alla faccia della leggerezza, Franz.. Cadi in contraddizione. .Hai messo sotto gli occhi di tante persone, che non conosci, il tuo dramma.. Mi auguro che la tua vita corra su binari più sereni ora..
      Posso essere molto ironica ed autoironica.. Leggera ? Noo.. Ma sono estremamente lineare e chiara nei rapporti.. E ci vuole “un gran fisico” sai.. oltre che l’ intelletto e la sensibilità con me.. 
      Anche io ringrazio Vagy di tutto! E’ splendida.. 

  20. scusa dimenticavo…non c’entra niente, ma ho letto il tuo “Storia di una Taranto non detta” . qua c’è la saras e la situazione è simile…..l’unica differenza è che è lontana una ventina di km dalla città ed il maestrale un po’ porta via. ma là le persone…i bambini si ammalano…..fa male pensare che tanti soldi che possono essere usati per bonificare, dare sostenibilità alla produzione, invece vadano ai politici e ai giornalisti per starsi zitti….che merda.
    per il resto, regalo libri, musica e fiori (zero peluche), le mie cose me le lavo io, babbo e mamma sono i migliori e il mio capo è alto 195 cm x 150 kg e devo stare attento che non sia lui a darmi una passata di minca.
    con le puzzette, poi, non bisogna sfidarmi perché sarebbe una guerra dalla quale non si salverebbe nessuno.
    un abbraccio. se hai bisogno chiama (non chiedere pilla però che è già passata equitalia).

      1. il post hot è nell’occhio di chi guarda. e poi, scusami, ma non sono così fissato con il sesso che lo metto dappertutto. E’ solo che esiste anche l’uomo che ha rispetto e, se vuoi, te lo faccio cortesemente vedere. Non tutto può essere rigidamente ricondotto alla categoria del cazzetto, che purtroppo esiste e ci fa fare una figura di merda anche a noialtri. A me piace essere uomo e scusa allora se ho risposto.
        Comunque, non so su Urano, ma qui abbiamo già messo la pelle nuda al sole e allora niente può più preoccupare.
        Un abbraccio,
        Francesco

    1. Rispondo al post di Franz qui sotto che mi chiama in causa..
      Sono contenta che tu sia un uomo che ha rispetto.. Non vi detesto in blocco.. Solo che adesso ..per convincermi.. un po’ – tanto..-ci vuole 😛
      Scusami ma mi pare palese che quello dopo Congedo post coitum era un post sul sesso e sulle tue doti . Scrivo e parlo anche io di sesso ma in altri contesti.. e ne ho ben donde ;)!! E hai fatto bene a scriverlo se ti andava.. perchè capisco il tuo bisogno di riaffermare la tua virilità in un “consesso” di femmine esacerbate e incaxxate come foche..
      Urania è il nome di una Musa e significa la Celeste.. che non è un nickname a caso.. ma è questa è un’ altra storia.. non c’ entra la vita extraterrestre :P.
      Ricordate gente: ” LA VERITA’ TRASCENDE I GESTI EPPURE MORDE PIU’ DEL CANE.. “(Simona Gretchen)

      1. Una Musa…uau….quella del cielo stellato? Sei intelligente e complicata, sorella, e quello che dici è giusto. Però questo è il luogo non luogo dove la donna è vagina e l’uomo è cazzetto e dove Vagi (quella figa!) usa l’ironia e l’autoironia come farmaco salva vita. La voglio ringraziare per le risate di pancia che mi fa fare ogni volta. Non bisogna prendersi troppo sul serio, Urania, e si vive più liberi e quindi più felici senza dovere continuamente giudicare.
        Il mio post ti è sembrato sessista, maschilista? Ma io di quella donna ero innamorato, non era un oggetto di consumo. Se poi parliamo delle relazioni con l’altro sesso, ti racconto che sono figlio di una donna e padre di tre figlie. Anche io, come te, ho avuto esperienze di sofferenza nella vita di coppia. Mia moglie, infatti, si è ammalata. E’ stato in corrispondenza con la nascita della terza bambina. Un brutto esaurimento nervoso. Sono stati anni pesanti. Era fragilissima, isterica, violenta, crudele, disumana. Io e le bambine siamo diventati di colpo le persone sulle quali lei sfogava la rabbia e il dolore della sua infelicità. Non ci voleva più. Non voleva sue figlie, che più si sentivano abbandonate più desideravano la madre con disperazione straziante. Non puoi capire cosa è stato dovere persino proteggere quotidianamente mie figlie dalla persona che invece avrebbe dovuto amarle più di ogni altra cosa e come, di conseguenza, tutta la mia vita sia stata trasformata.
        Volevo solo continuare ad amarla, essere il suo uomo, il padre dei suoi figli, nient’altro. E invece sono sceso nell’inferno.

        C’è un’ape che si posa
        su un bocciolo di rosa:
        lo succhia e se ne va…
        Tutto sommato, la felicità
        è una piccola cosa.

  21. Lo stato di single va visto come una terapia. Solo da single si impara veramente a volersi bene, salvo i momenti di ricaduta in cui ti ritrovi a farti fuori un pacco famiglia di patatine sancarlo, rigorosamente Le Rustiche.
    Solo da single impari che lo sbaglio per eccellenza è quello di mettere l’altra metà della coppia al primo posto. Sarà banale, ma se non ci si ama e ci si rispetta noi per prime/i, nessuno ci amerà mai sul serio.

    1. CAVOLO .SOTTOSCRIVO DOVESEI..mi hai letto nel pensiero..:) così come sottoscrivo questo post..!! Ma si era capito dai miei precedent interventi.. che sono ormai persuasa del valore della singletudine.. Anche se in coppia non mi è mai pesato nulla di ciò che Indievagina ha indicato..Che forse era anche autoironico..

      E certamente SENTO la dimensione della coppia è parte di me..
      Ma, come già detto, basta palliativi, cazzetti INUTILI..storielle improbabili..nè salvatori\ ricattatori dominanti ..
      Vorrei restare un individuo autonomo.. vorrei DARE E RICEVERE rispetto e passione.
      Nel mio radicalismo io sono arrivata sempre in fondo alle storie per salvarle o sfracellarmi..Be’.. io ho di queste perle- altro che mutande sporche:
      ” Sei una donna troppo impegnativa ad ogni livello..”
      ” sei un’ intellettuale depressa, non puoi aiutarmi a fare carriera”
      Il divertente è che questi due erano davvero follemente presi da me..
      Il consolante è vedere come sono messi ora.. a proposito di utilitarie in tempi di crisi.. :P..( Utiltarie ricche, racchie e dittatrici isteriche pure.. )
      Il deprimente è non essere scappata prima.. da ciò che spesso è UNA DIPENDENZA EMOTIVA ED EROTICA.. ETC.. ed essermi ammalata..
      Adesso che sono guarita spero di avere imparato.. e infatti non abbocco e non sento nulla che mi porterebbe lontano da me.
      Fate meditazione gente e psicoterapia. Serve un approccio nuovo e direi buddhistico alla vita..
      Su molto scritto dalle signore accoppiate qui mi viene da ridere..

      1. Vagy, non aver fretta di acquisire la mia ottica e la mia misura, perché non è questione di esperienza, ma solo di maturità anagrafica.

        O.T: se dici ancora d’esser GRASSA vengo lì e ti corco. T’ho vista bene nelle foto di Vaginait! La moglie del mio macellaio è GRASSA, guarda, neanche Orietta Berti per me è GRASSA. Tu sei bella e basta. Tsk!

  22. Tutta la celebrazione della singletudine fatta da Vagi nasce, come lei spiega, dalla necessità di consolare la single scoraggiata di turno (in questo caso la sua amica); questa funzione autoconsolatoria è la chiave per leggere il post. E’ chiaro che se una si deve autoconvincere che la propria situazione non è poi così malaccio, riesce a inventarsi elenchi persuasivi su qualunque cosa; elenchi ironici nei quali un po’ crede veramente e un po’ no. Quindi anche questo elenco non sono i dieci comandamenti, va preso un po’ così.
    Detto ciò, sul fatto che la singletudine favorisca l’imparare ad amarsi, non sono poi così d’accordo. Amarsi, stare bene con se stessi, sfidare i propri limiti e accettarsi sono obiettivi che possiamo raggiungere sia soli che in coppia. Anzi, in fondo da soli è per certi versi più facile; è nel confronto – a volte anche nello scontro – con l’altro che l’amore per noi stessi (e conseguentemente il nostro saperci relazionare positivamente con l’altro) è spinto a rafforzarsi e mettersi alla prova.
    Spesso poi vedo che chi non sa stare bene da sola non sta bene neanche in coppia ma anche viceversa, chi sa stare bene da sola sa essere felice in coppia. La coppia non è necessariamente una gabbia. Ci sono tante cose belle nell’essere single, però penso che la coppia sia una sfida più ricca, impegnativa e soddisfacente, con la persona adatta e non una scelta solo per fuggire dalla solitudine.

    1. grazie cara.
      del resto chi sa leggere, capisce. e tu sai leggere da tempo.

      per il resto credo che stare sola a me stia servendo per capire e risolvere delle cose che io devo capire e risolvere. credo sia una fase importante da passare, e credo possa essere formativo.
      per il resto, concordo sulla ricchezza della sfida. purché la persona sia giusta.
      purché sia una scelta.
      come in tutto le cose non hanno un valore assoluto. hanno il valore che ci mettiamo noi.
      un abbraccio
      v

  23. Ciao Vagi,
    ti ringrazio per questo articolo, dà molta forza a quelle come me che improvvisamente si sono accorte che stavano dando il meglio dei propri anni ad un uomo che aveva troppe cose irrisolte con se stesso per stare bene in coppia. Da quel giorno ho iniziato ad amarmi e va avanti così da 3 mesi ormai. Mi sento molto sola a volte ma finalmente mi gusto il piacere di decidere per me stessa come e quando voglio io e soprattutto mi ricordo che io sono la cosa più importante che ho. E poi sto esplorando il fantasmagorico mondo del sesso senza legami (uh uh! un mondo alieno!) . Girls just wanna have fun, soprattutto alla “veneranda” età di 25 anni 😀

    Un abbraccio vagi, continua così.

  24. Non ho mai goduto di alcuno di quei privilegi, né di altri, da accoppiata (e a distanza), né di alcuno di quei problemi che essere single risolve, eccetto uno, l’unico che citi legato intimamente al rapporto. MI sa che dovrei prestarvi il fidanzato (ex, non si sa), giusto per farvi capire che non sono tutti uguali. Grazie, mi sento una donna fortunata:)

  25. Cara Vagy, secondo me essere tornato single è un po’ come nel film La Haine, quando un uomo che precipita da un grattacielo si ripete a ogni piano “fino a qui tutto bene”, sapendo che quello che conta non è la caduta ma l’atterraggio. All’inizio si è pieni di aspettative, si sognano le trombate acrobatiche che da tempo non c’erano più, le sconosciute con gli occhi zingari ma sostanzialmente si cerca un po’ di magia, di testare se ancora il cuore può battere, insomma di sapere che non è ancora tutto scritto e qualcosa può ancora succedere. Ovviamente se uno vive in coppia un rapporto meraviglioso non c’è bisogno di sottoporsi a simili prove, va benissimo. La lotta dura DOPO, è quella di avere grandi speranze ma di trovarsi di fronte a persone già stanche, già annoiate, stradeluse e a volte perchè no…psicopatiche vere. Tra depresse, narcisiste, cercatrici di dote, guerriere la fauna è variegata, mentre tu sei appena tornato single e ti senti carico di eccitazione e di slanci in mezzo a un deserto di aride trucide. Ma se uno non si accontenta proprio di tutto, fa un minimo di selezione anche quando è così solo da abbracciarsi un Coccolino (magari provando anche tentativi di accoppiamento) e si sforza di non diventare Capitan Trinchetto, qualcosa di buono sono sicuro che arriva.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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