Milano lo sa

E’ strana, questa Milano rarefatta di inizio agosto. Questa anziana signora spossata, fatta di rotaie e cemento, di cantieri e negozi chiusi. E’ strano questo crogiuolo di occhi scuri e puzza di sudore e caviglie gonfie.

D’improvviso non c’è più perfezione nella città che pretende perfezione sempre. Il luccichio è andato via, partito per il mare della Thailandia o per le coste della Sardegna. Quello che rimane, a noialtri, è questo: un’umanità appiccicosa e residuale. Stanca. Polverosa. Rallentata. Nella quale sprofondare, come tacchi nell’asfalto fuso delle 12.

Sai, è strana, questa Milano solitaria in cui il silenzio si fa riflessione, che fa eco alle paure e alle inquietudini e tutto si confonde, in una melma vischiosa e senza soluzione, in un divano di pelle che sopra ci pezzo pure l’anima. In un ventilatore che tenta, invano, di rinfrescare la pelle e i pensieri.

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Per il resto, sì, hai ragione tu. Io non sono adatta. Povero quello stronzo che capiterà al mio fianco, hai ragione. Quello che dovrà avere tantissima pazienza per averne in cambio quasi zero. Quello che dovrà sopportare il mio temperamento umorale. Quello che ci sarà, ogni volta che qualcosa mi farà incazzare ingiustificatamente troppo, ogni volta che avrò paura di non farcela, ogni volta che sarò feroce e impietosa. Quello che non dovrà masticare a bocca aperta, che io non capisco perché la società sia così tollerante verso quelli che masticano come scimpanzé pubblicamente. Quello che dovrà vedere le mie espressioni intollerabili di disprezzo e insofferenza quando sono in premestruo e maltollero qualsiasi organismo pluricellulare, vegetali esclusi. Quello che dovrà mangiare la mia pasta scotta, preparata con pochissimo amore e tantissimo scazzo perché io odio cucinare. Quello che assorbirà la mia acidità, la mia spocchia, il mio egoismo, il mio egocentrismo, il mio sarcasmo che farebbe perdere la pazienza pure a Giobbe, come diceva la Vagina Maestra, quando ero piccola. Sempre, me lo diceva. Sempre. Che io avrei strappato gli schiaffi dalle mani pure al sant’uomo, mi diceva.

Non si sa mai come prenderti, anche, mi diceva sempre, mia madre. Me lo dice ancora, in verità.

Hai ragione tu. Sarà un pover’uomo, quello. Lo so io. Lo sai tu. Lo sa anche Milano. Perché sì, Milano lo sa. Sa che non voglio incastrare, accettare, comprendere, concordare. Sa che non voglio condividere e codificare. Sa che non voglio fingere di essere ciò che non sono né pretendere di diventare ciò che mai diventerò. Sa che non mangio gli avanzi, sì che lo sa, Milano, che altrimenti non ci vivrei. Altrimenti mi accontenterei. Altrimenti mi sarei accontentata già da tempo. E forse, da tempo, sarei stata più felice. Fossi stata un’altra.

Milano lo sa che se fossi stata più giovane, più incosciente, più inesperta, se solo avessi avuto un po’ meno ansia di vita da ragazzina e più cicatrici da farmi scorticare adesso, ecco forse in quel caso ti avrei dato qualcosa di me, da rovinare. Da distruggere. Da intossicare.

Però non sei tu quel pover’uomo che dovrà sopportarmi. Che dovrà guardare i film insieme a me sul divano e poi parlare di tutto quello che c’è dentro. Quello con cui riderò da stare male. Quello con cui ozierò nel letto al mattino, alla domenica, prima di iniziare la giornata insieme. Non sei tu quello con cui andrò a cena fuori, con cui partirò, cui camminerò accanto per le strade del mondo che avremo la fortuna di visitare. Non sei tu, quel poveraccio che c’avrò voglia di spartirci la vita insieme. Non sei chiamato a toccare i limiti miei con i limiti tuoi. Non devi farci l’amore, con tutto il bene e tutto il male che porto appresso. Puoi scoparci, se vuoi. Ma per tutto il resto, come dici tu, come dico io, come Milano sa, io non sono adatta.

Non ora. Non con te. Che sei, come altri che ti hanno preceduto e altri che ti seguiranno, ormai, una perdita di tempo, una distazione dall’obiettivo, un pezzo di cervello sottratto ai miei impegni. Un habitus di cui spogliarmi.

Prima che tu possa farmi male.

Milano lo sa: io non sono più disposta a farmi fare male. Nemmeno un po’.

Anche se sono dello scorpione. Anche se ho velleità letterearie.

Anche se agli innamorati, storicamente ho preferito i carnefici.

82 thoughts on “Milano lo sa

  1. In altre parole, sebbene (mi pare) Milano non ti aggrada molto, è però il luogo dove riesci ad essere compiutamente te stessa, una moltitudine in perenne fermento. Insomma una Vagina un pò incazzata e tanto provata.
    Nella foto (solo per mera curiosità) sei tu?

  2. Facile che venga fuori una roba un po’ lunga, per cui abbi pazienza.

    Sono i refusi che lo dicono.
    Che dicono quanto è vero questo pezzo.
    Come già spiegato abbondantemente, questi violenti spleen sono le tue cose che preferisco e quando ci schiacci dentro Milano, beh lo sai.
    Ne abbiamo scritto tutti e due a distanza di tre giorni e davvero in questo ore Milano è in grado di dare il peggio ma anche il meglio di sé.
    Soprattutto il vuoto bollente ti costringe a pensare, a non aver voglia per nessuna ragione di tornare a casa, a spillare ancora una bottiglia di bianco in vineria per sciogliere la lingua con gli amici di turno.
    Io non so bene se tu sia davvero come dici, piena di aculei da rizzare al minimo sentore di rottura di balle, so quello che ho potuto annusare per pochissimo.
    E non è PROPRIO così semplice.
    Io sbaglio molto, quando si tratta di scelte durature che mi coinvolgono da quel CERTO punto di vista.
    Ma.
    Leggo molto bene le persone, anche se pare davvero un cazzo di ossimoro.
    E una cosa te la voglio dire, molto, molto banale.
    Il tizio che prima o poi si sveglierà al tuo fianco la domenica mattina, beh, quel simpatico coglione sarà un tizio fortunato.

    Buone vacanze Vag, quando sarai col culo a mollo, spero mi tributerai una delle prime Raffo.

    1. guarda io non lo so se quelli aculei ce li ho e sono così tanti, così rigidi, così velenosi.
      ma dicono di sì.

      è che sono scorpione. ecco. mettiamola così.
      e sì, non so se proprio la prima, ma una raffo te la tributerò!
      un abbraccio
      v

  3. Ne fortunato ne sfortunato, sembra la saga dei luoghi comuni a parlare di fortuna, si scelgono e si viene scelti, se si viene scelti si sceglie di esserlo e viceversa. Tutto qui, poi il tempo separa le speranze dalle realtà ed alla fine tiri la somma per capire se hai scelto bene e non se sei stato fortunato.
    La fortuna è azzeccare sei numeri non una compagna/o,

  4. Bello l’incipit dedicato a Milano. Molto toccante. Ma dì un po’, questo tizio che rischia di farti male chi sarebbe, che qua la curiosità è all’ennesima potenza?? 😀

      1. Lascia stare, valà, che dietro di te, lasci una bella carta moschicida per i pensieri che noialtri, spesso, non vogliamo affrontare.

        Io apprezzo sempre molto chi sa farmi pensare… insomma chi mi ispira…

  5. Vagì…che te devo dì… Anche Cagliari lo sa…e concordo con chi dice che dovrebbero farci una canzone i Baustelle… Tu e Bianconi dovreste vagliare l’ipotesi di una collaborazione…

  6. Credi che lo scorpione fino a quando può sopportare torture morali e ansie ingiustificate????, no, perchè per quanto uno scorpione possa amare alla fine c’è un limite alla sopportazione…… smuak

  7. Cara Vagy, stare in città in estate quando si svuota aiuta a riflettere. Ecco perchè io adoro il mare in inverno, quano tutti i turisti se ne vanno e posso ascoltare davvero i miei pensieri! Per farlo quando Roma si ” svuota ” un pò, cammino in Via Prenestina, poprio in mezzo alla corsia, alla faccia del traffico che c’è di solito e inseguo i miei pensieri!

  8. Post un po’ sfiduciato in qualche modo o almeno è quello che mi è arrivato a prima lettura. Parli del futuro uomo che starà al tuo fianco come di un povero martire e di conseguenza mi viene da pensare che vedi te come un peso da accollarsi piuttosto che una donna da scegliere e volere come compagna. L’impressione è che ora come ora tu non abbia quell’equilibrio per vederti a fianco di qualcuno (perchè un po’ ci vuole, se no si esce matti) e quella che prevale è l’insoddisfazione e lo spirito critico. Ma c’è solo questo? Non credo dai, e non credo che in futuro non cambierà nulla per cui non potrai trovare e vivere e far vivere bene una persona con te senza che questa si rivolga alla santa sede per essere diventato martire. Oggi sei così, magari tra sei mesi avrai risolto qualche nodo, puoi dirlo con certezza? 😉 (nb. queste vene di ottimismo non mi appartengono, negherò tutto sino alla morte)

      1. ciclo+caldo+ancora a lavoro (pure te ancora no?)+stanchezza= tripudio di seghe mentali 😀 ti capisco, lo attendo (senza ansia ma con scazzo)

  9. ha ragione Alexiel80…c’e’ qualcosa di non-giusto nel percepirsi come un peso che qualcuno deve sopportare piuttosto che come una favolosa e divertente compagnia. ma posso capire…pure io a volte mi peso, e andando avanti con gli anni ho iniziato a rendermi conto di quanto potrei pesare anche a qualcun altro. detto cio’ non e’ l’atteggiamento giusto. autostima e amore per se’ prima di tutto. e poi checchezzo, tutti gli altri sono perfetti???? abbiamo troppo tempo per pensarci su, questo e’…

  10. Io sono della bilancia,una bilancia quasi “scorpione” alla fine del segno e abito a Roma, nn a Milano. Sono sposata. Ma tutto quello che hai scritto e’ parte di me e io nn ho mai avuto la forza di dichiararlo a me stessa, per qsto ti ringrazio.

  11. Sei un dono per chi ti legge. Grazie.
    Non mettere già epigrafi.. LASCIATI VIVERE E SCORRERE. da chi c’è..
    E certo tuteliamoci dal dolore.. mani avanti.. Ma sorridi 🙂
    A presto spero.

  12. Scusi, è qui si commentano i post di Vagina?
    Si si prego dica pure, è in diretta…
    Ecco volevo dire a Vagina che io la seguo sempre, che ho comprato tutti i suoi libri, che la vedo sempre alla tv, che ho pure regalato a mia nonna il libro di ricette di Vagina, che spero che andrà a domenica in perchè è brava giovane e bella e secondo me pure a San Remo deve andare ed è meglio della De filippi che quella è la raccomandata da Costanzo!!

  13. C’e’ tempo
    C’è tempo
    C’è tempo
    Per questo mare infinito di gente.

    Mr. Wright non esiste. Esiste qualcuno col quale farsi un pezzo, anche lungo, di strada insieme, e col quale sia appagante anche dopo parecchio tempo e carneficine varie, svegliarsi insieme la mattina e condividere minimalia.

    Bacissimi. -Zia-

  14. “…quel pover’uomo che dovrà sopportarmi. Che dovrà guardare i film insieme a me sul divano e poi parlare di tutto quello che c’è dentro. Quello con cui riderò da stare male. Quello con cui ozierò nel letto al mattino, alla domenica, prima di iniziare la giornata insieme. Non sei tu quello con cui andrò a cena fuori, con cui partirò, cui camminerò accanto per le strade del mondo che avremo la fortuna di visitare. Non sei tu, quel poveraccio che c’avrò voglia di spartirci la vita insieme. Non sei chiamato a toccare i limiti miei con i limiti tuoi. Non devi farci l’amore, con tutto il bene e tutto il male che porto appresso. Puoi scoparci, se vuoi…”

    io ti auguro di cuore di trovarlo prima o poi questo “pover’uomo”, ma soprattutto di non dover scoprire DOPO che anche questa volta si tratta di uno come tanti, o come dici tu di “…una perdita di tempo, una distazione dall’obiettivo, un pezzo di cervello sottratto ai miei impegni. Un habitus di cui spogliarmi…”

    perché in quel caso, credimi, meglio continuare ad avere sempre la coscienza di quel che si ha davanti…..

    e chiudo dicendoti, come sempre, BRAVA, BRAVA, BRAVA!!!

  15. bel polpettone, robaccia degna del peggior blog lamentoso anni ‘2000. spero vivamente che tu abbia meno di vent’anni (ma scommetto che sei prossima ai trenta). la vita è bella, cresci un poco e non rompermi le palle

    1. “…e non rompermi le palle”

      scusa l’intromissione,Paolo, ma come fa Vagina a romperti le palle dal suo blog? sei tu che ci sei andato ergo……

      scusate, Paolo e Vagina, ma, per parafrasare una frasse storica televisiva, l”la domanda è nata spontanea”!!!

  16. Però non sei tu quel pover’uomo che dovrà sopportarmi. Che dovrà guardare i film insieme a me sul divano e poi parlare di tutto quello che c’è dentro. Quello con cui riderò da stare male. Quello con cui ozierò nel letto al mattino, alla domenica, prima di iniziare la giornata insieme. Non sei tu quello con cui andrò a cena fuori, con cui partirò, cui camminerò accanto per le strade del mondo che avremo la fortuna di visitare. Non sei tu, quel poveraccio che c’avrò voglia di spartirci la vita insieme. Non sei chiamato a toccare i limiti miei con i limiti tuoi. Non devi farci l’amore, con tutto il bene e tutto il male che porto appresso. .. QUESTA PARTE E’ MERAVIGLIOSA.

  17. Sei solo una vagina? Controcorrente! Hai scritto nella stessa data del bombardamento atomico di Hiroshima, non so se otterrai lo stesso effetto.
    Non mi piace quello che hai scritto ma è scritto bene, Milano se ne frega io ti ho letto con attenzione. Ciao Vagina.

  18. Da uomo faccio un piccolo riepilogo, per dire come ti ” vendi” nonostante i giri di parole:
    1) Sovrappeso, che vabbe’ uno ci può anche passare sopra perché sei carina, magari sotto le coperte ci metti impegno e quindi passi e che poi ” de gustibus” che dalle mie parti si dice che non si è mai visto un gran bel pezzo d’osso ma sempre un gran bel pezzo di carne. Però checcazzo smetti di lamentarti e al limite vai in palestra e fai come tutte le donnine che accentuano il meglio e nascondono il resto.
    2) Umorale, credimi non è una novità. Per quanto voi donne pensiate di essere le più umorali vi rassicuro, non è così.abbiamo visto di più, abbiamo visto peggio. Tutti. Quindi accettiamo la vostra umoralita come parte del pacchetto ( vedasi punto 1)
    3) Non cucini, personalmente le donne che quando entrano in cucina fanno battute tipo ” sai io non sono una da cucina ” o ” non mi piace cucinare” o peggio ” la uso solo per qualche aperitivo con gli amici” tendenzialmente finiscono nella categoria “una botta e via” se sono apprezzabili o ” togliti dalle palle!” Se lo sono meno. Ho capito che un ottimo indice di valutazione dell’egoismo femminili si misura ai fornelli, perché cucinare , nel senso più traslato che si possa trovare, e’ prendersi cura di un altro. Se non ti piace, probabilmente sei troppo impegnata con te stessa e grazie, io passo.
    Considerazioni,
    Probabilmente oltre a qualche blogger dalla vita sociale più infelice della tua e a qualche milanesino annoiato questo tuo stoico atteggiamento non ti porterà al tanto agognato principe azzurro( che per la cronaca e’ sicuramente Gay visto che non ci si può agghindare in quel modo ed essere etero) o quantomeno alla tua dolce metà. E Cristo santo hai 27 anni, smettila di parlare come se fossi una quarantenne disperata.
    Buona pesca! Enjoy your meal.

  19. Che storia… probabilmente ne sto tenendo conto più di quanto dovrei fare, perchè alla “massa del perfezionismo” certo non capiterà mai di venire qui a leggere tutto ciò, forse dovrei essere più così anche io.
    Ma è probabile che invece per via di quello che ha scritto un lettore qualche post sopra, cioè “una vita sociale più infelice della tua” io sia qui a leggere queste parole e a meditarci su.
    Per certi versi mi vedo molto vicino a te, per altri meno, e altri ancora per niente.
    Però sai, quella Milano imperfetta di inizio Agosto a me piace più che la Milano perfetta, meno gente c’è meglio è.
    Se non fosse per il lavoro o l’aver sempre un po’ avuto “il culo nel burro” per via di genitori che mi hanno viziato troppo, a quest’ora sarei già da tutt’altra parte, in un posto dove la gente vola meno in alto (ai miei occhi) e tutto sembra più vita, ma vita vera.

    Che dire, seguirò un po’ questo blog, è il primo post che leggo ma mi attira!

    Ciao

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