Il mio nome è Fest, Blogfest

Sono stata alla Blogfest.

Ci sono stata perché in ufficio mi hanno proposto di andarci, non per mia autonoma scelta, nel senso che se non me lo avessero chiesto – come tutti gli anni – mi sarei interrogata se investire tempo, denaro ed energie nell’impresa e avrei concluso – come tutti gli anni – che anche mi vado piuttosto a fare un giro di shopping al Portello.

E invece, a sto giro, son partita, con il mio trolley insensatamente pesante e un moderato entusiasmo. Perché, tutto sommato, si parlava di un sacco di cose interessanti e poi ci andavano un sacco di persone che leggo e seguo. E pure che mi leggono e mi seguono.

Così sono arrivata, ho visto il mare, mi sono emozionata perché – non per dire – ma quando vivi a Milano persino il mare di Rimini è capace di emozionarti. Ho iniziato a godere dell’atmosfera del luogo, decisamente trash con venature felliniane, e a ingozzarmi di piada. Insomma: ero presa bene. Un, due, tre, via. Sono pronta a imparare un sacco di cose e a conoscere un sacco di persone awannasgheps proprio! Sì, dai. Che fico. Che fica la Blogfest. Essere tutti qui. Noi blogger! Tu, proprio tu che mi fai tagliare dal ridere su twitter, chissà come sei dal vivo! Che emozione la Blogfest.

blogfest

Ecco, questo stato di lieve frenesia mi è durato giusto un’ora. Poi mi sono accorta che:

– Quelli che mi fanno tagliare dal ridere su twitter, talvolta hanno una faccia vagamente da stronzi che levati

– Ero praticamente alla sagra della porchetta in salsa blog

– Essere vestiti demmerda&appariscenti appariva, a molti, un plus

– Un gruppo di 13enni che si fanno le pugnette insieme di fronte a un video di Naomi Russell praticherebbe un tipo di onanismo collettivo comunque assai più discreto di quello cui stavo assistendo

– L’invadenza degli sponsor era solo il minore dei mali (e io non ho nulla, per inciso, contro gli sponsor)

– I giornalisti hanno più paura dei troll che della mucca pazza e dell’aviaria. Forse la Bayer dovrebbe tenerne conto.

– La Blogfest è la declinazione influencer del “Siamo amici su Facebook ma non ti saluto per strada”

– Gramellini può parlare molto, molto a lungo di Twitter, senza usarlo. Quindi domani mi metto anche io a parlare di Yoga, che non mi toccavo le punte dei piedi manco a 7 anni

– Forse sui badge dei welcome kit andrebbe scritto “Ricordati che non sei Justin Timberlake. E nemmeno Rihanna. E nemmeno Naomi Campbell nel 1995″

– Forse andrebbe pianificata una campagna di affissioni per l’occasione con su scritto: “So che ora ti senti estremamente fico, ma ricorda che a scuola le ragazze non te la davano”

Poi sì, sia chiaro, ho incrociato alcune tra le menti più brillanti del panorama culturale italiano: scrittori, opinionisti, giornalisti, addetti ai lavori e collettivi di scrittura satirica che sono davvero stati gli interpreti della comunicazione degli ultimi anni. Ho apprezzato molto l’intervento di Calabresi, il panel sulle web series tenuto da Niola, la verve di Davide Maggio. E poi c’è da considerare che l’evento è gratuito, vivadio che c’è, l’idea stessa è una figata. E poi è stato bello rivedere amici e colleghi che non vedevo da un pezzo, conoscerne di nuovi, passare qualche ora con la mia amica VagiGlitter e aggiornarci sulle rispettive vite, peni e lavori, così, tra un dibattito con Gilioli e una tetta di Selvaggia Lucarelli. Per non parlare delle mie carni cinte al corpo di Chef Rubio. O della passaggiata sul lungomare, davanti a Peter Gomez che cena con la sua famiglia che cioè, son robe che ti fanno pensare di essere in un posto in cui qualcosa forse sta succedendo.

Insomma, tutto questo è vero, indubbiamente. Però c’è un però. C’è che in quel crogiuolo di twitstar, opinion leader, influencer, blogger e blogstar (perché ufficialmente sopra i 5000 follower sei una diva tipo Elizabeth Taylor), c’era qualcosa che non mi quadrava. Mentre ero alla Blogfest ho pensato che a me va bene tutto: vanno bene le socialcazzi-pr,  vanno benissimo le markette, va benissimo il tentativo di attirare l’attenzione delle aziende e di accreditarsi come soggetti autorevoli in questo magma liquido di voci “dal basso”, ecco, a me va bene tutto, ma si può avere un medio successo (o anche un grande successo) senza atteggiarsi come se si avesse un traliccio dell’Enel piantato in parti anatomiche in cui un traliccio dell’Enel non dovrebbe essere piantato mai.

Cioè: relax youselves!

internet

E che, tra tutto ciò che odio di me stessa, amo la capacità di stupirmi sempre quando qualcuno mi fa un complimento o mi sorride, o riconosce, o mi chiede una foto insieme, o partecipa a un mio evento. Amo il desiderio di incontrare e parlare e condividere, anche quando resta inespresso. Amo la capacità di provare ancora, oltre a un discreto appagamento della mia vanità, uno stupore infantile che nemmanco Pollyanna sotto mdma, quando ricevo apprezzamenti per ciò che scrivo.

E penso che quando quello stupore svanisce, è finita la parte più bella, hai iniziato a sentirti un po’ troppo stocazzo, qualcosa s’è rotto in quel bisogno autentico da cui eri partito.

E mi rassereno perché so che il motivo per cui scrivo questo blog sono io e le persone che mi leggono. Punto. Se poi un’azienda s’accorge di me e mi vuole ricoprire d’oro, perché no. Ma se non succede, sticazzi. Non è quello il mio movente. Non che ci sia qualcosa di male ad averlo, come movente. Anzi. Semplicemente non è il mio, è un altro modo di essere blogger, è una roba diversa.

Per quanto mi riguarda, però, preferisco pensare che quando lo stupore non lo proverò più, mi ritirerò e mi dedicherò ad altri hobbies. Tipo un’alimentazione corretta, una regolare attività fisica, un corso di cucina, una relazione sentimentale.

Per ora, comunque, continuo così.

Saluti e alla prossima Blogfest!

69 thoughts on “Il mio nome è Fest, Blogfest

  1. Wow , il tuo blog è stupendo! Scrivi in maniera sublime e il tuo stile è meraviglioso, davvero, davvero, davvero mille complimenti, sopratutto per un punto di vista critico così naturale e spontaneo.
    Tra 8 anni vorrei essere anch’io così *-*

  2. Rimani coi tuoi moventi, continua così e futtatinni di quel che dice/pensa/fa la gente…purtroppo a molti basta un briciolo di notorietà (spesso neanche reale, ma fittizia) per sentirsi “ce l’ho solo io e non te lo/la do”…è sempre stato così e sempre sarà così…io pure tengo un blog, ma scrivo per me, controllo raramente le visualizzazioni e sono felice solo per un commento o per qualcuno che mi dice che leggendo quel che scrivo ha notato qualcosa che altrimenti non aveva notato…forse siamo stupidi, ma esser lieti di questo ci rende migliore una giornata..e affanculo visualizzazioni, fama e coperture dorate…

  3. Ogni cosa va fatta con passione….se poi arriva qualcosa è solo un valore aggiunto. Se apri un blog per diventare qualcuno sei già partito con il piede sbagliato. Ma hai ragione, la maggior parte se la tira a dismisura. Di solito però me ne accorgo leggendo e per quanto uno si nasconda, si mascheri, spesso favorito dall’anonimato, prima o poi se ne percepisce la vera essenza. Anche per questo di solito commento poco in giro, non so mai bene come prendere le persone. Beh…mi son dilungata…e oggi ho buttato la mia timidezza nel …..ecco …hai capito…
    ciao

  4. Momento! Momento! Momento!

    CHEF RUBIO! *w* Io potrei svenire, avvinghiata a uno così. O forse no… ù.ù

    Concordo con chi, prima di me, dice che le cose vanno fatte con passione. Se non c’è quella, possono esserci tutti gli sponsor/soldi del mondo, ma nessuno ti si fila, a lungo andare.

    E leggendoti, si nota. Assai.

    p.s.: Se c’è Chef Rubio in zona, lancia un urlo, che corro più veloce della luce! AHAHHA!

  5. Sei superiore.. e infatti ho scelto te e pochi altri.. che noia il narcisismo l’ onanismo dei social network e della blogosfera.. Gente che spesso si crede originale, geniale.. Donne che si credono vamp e si fanno sbavare dietro e oche telematiche .. Spesso la libertà d’ espressione nuoce all’ umanità e può aggravare certe piaghe.
    Il mondo resta dall’ altra parte del display.

  6. Dopo l’ennesimo post letto sulla Blogfest, avevo detto basta. Però tu l’hai scritto come avrei voluto scriverlo io, se non fossi così dannatamente puccy e sentimentale. Sono Pollyanna senza mdma.
    Quindi niente. Forse ci siamo pure incrociate tra una piadina e un panel, chissà.

  7. Parole sante, cara Vagina! Alla fine non ci siamo più beccate alla Blogfest, ma condivido tutto il sentimento (non che le due cose siano correlate, effettivamente..).
    A me ha ricordato più i tempi delle chat (un po’ più antichi..), in cui tutti si conoscevano online, nascosti da un nickname, si dicevano i fattacci loro (e degli altri), si intrecciavano sordide relazioni esclusivamente cyber e poi, di persona, manco ci si salutava oppure – peggio ancora – si credeva che tutto ciò che veniva fatto/detto in chat era legge suprema, con conseguente innalzamento in gloria dei “capetti”, che altro non erano che ras del quartiere. In realtà non erano altro che veri e propri sfigati che nella vita reale non erano capaci neanche di dire un “ciao” ad una ragazza senza avere conseguenze irrimediabili nelle parti basse.
    Insomma… gran delusione da questo punto di vista e troppi “stocazzo” in giro per le strade di Rimini, ma altrettanta gente figa che aveva e ha tanto da raccontare!

  8. innanzi tutto…chef Rubio…te lo auguro miseria come ti invidio!
    Per il resto, personalmente potrei solo azzardarmi di chiederti due cose: 1) berresti mai un caffé con me? 2) non smettere di scrivere come fai perché sei uno spasso e riesci sempre ad emozionarmi, anche quando parli di cose frivole.
    Nsomma se avessi denari in abbondanza io ti “sponsorerei”

    1. oooohhh ma che ninni sei!
      berrei un caffé con te e con molte altre vagine che mi contattano. il problema, in genere è il tempo. o la distanza geografica.
      però – tipo la vaginight – era un evento che tra le varie missioni aveva anche quella di bere insieme. cocktail però 😉

  9. Apprezzo molto questa tuo essere come sei, pregi e difetti, ti seguo da tantissimo, e, la maggior parte delle volte, mi incollo ancora al monitor quando leggo i tuoi post. Un effetto che non mi fa nessun altro. Amo il tuo “non essere ipocrita” nel dire che, se qualcuno ti ricoprisse d’oro, non disdegneresti, salvo il fatto di mantenere integra la tua autenticità. Grazie ar cazzo, chi dice di no è un falso (o sta a rosica’). Lo trovo un discorso sano e reale. Vieni dal “basso”, e, nonostante il successo, sento ancora che spingi con rabbia e sentimento, questo conta, se ti ricopriranno anche d’oro, tanto meglio, sarai una “bomba” di emozioni scrittura e novità ricoperta d’oro, il tuo messaggio non cambierà, il nostro appagamento, nel leggerti, nemmeno, e finarmente (e soprattutto) me pagarai ‘na cena, sarebbe pure ora!

  10. Ma perché… ? Esiste una blogfest? Prendo atto. Io sono stata alla festa del fagiolo dove tutto, perfino lo strudel, era col ripieno di fagioli. Vagy, tesoro… La vera festa del blog e’QUI, e in pochissimi altri, dove si sorride, si pensa, si ride, e a volte ci si incazza pure.

      1. Ma sai che non era male? 🙂
        Poi comunque dopo un dolce a base di melanzane e cioccolato fondente mangiato in Sicilia, non mi stupisco più di nulla, culinariamente parlando. Forse non mi stupisco più di nulla, tout court.
        Dai tesò, riprenditi tutto, PRENDI TUTTO ciò di cui hai bisogno, che si deve, e forse si può anche.

        Bacissimi.

  11. “E mi rassereno perché so che il motivo per cui scrivo questo blog sono io e le persone che mi leggono”…
    Si Vagy, sicuramente anche chi ti legge viene qui per leggere te…non certo sponsor o che altro…
    Scriviamo perché amiamo farlo. perché scrivere ci fa sentire meglio, ci impedisce di naufragare nelle nostre mille seghe mentali quotidiane perché le condividiamo, ci ridiamo su e a volte ci scappa pure una lacrima. Tutto il resto…essere riconosciuti, considerati come “blogger di successo”…si, e’ bello, puo’ darti una certa gratificazione…ma in fin dei conti non e’ essenziale. E tu comunque il tuo successo te lo meriti. ^_^.
    PS: Grande Chef Rubio…il re degli “Unti e Bisunti”! ^_^
    Baci

    1. è esattamente come scrivi, sul perché scriviamo.
      son felice di leggere che siamo in molti ancora, a scrivere per questo 🙂
      grazie mille e un abbraccione
      ps: mi pare di capire che tutte ci faremmo bisungere da Rubio

  12. Io invece ero a Isernia alla BORGFEST…è una festa che fanno tutti gli anni i fan molisani del tennista Bjorn Borg e ci si veste da svedesi e si cantano le canzoni della Bertè intorno ad una libreria BILLY!!
    Superfigo…se vuoi ti ci invito l’anno prossimo perchè si può entrare solamente se ti presenta un supereroe…

      1. io vengo pure alla BrumFest, alla BerghemFest e alla Bim Bum BamFest…a quest’ultima in modo particolare ci verrei di corsa…con tutti i personaggi di bim bum bam che ritorniamo tutti bambini e tiriamo i capelli a quella persona insulsa che è Cristina D’Avena!!

  13. Ciao Vagina…intanto grazie anche per l’ultimo post. Non riesco a trovare l’articolo che avevi scritto sulla casa di Barbie a Berlino ma ad ogni modo ti avevo detto che avrei salutato Ken anche per te.Ecco io Ken l’ho salutato, anche in modo caloroso, ma come molti uomini di oggi la reazione é stata Bye bye…sará che non saremo mai abbastanza bionde? Buona giornata https://www.facebook.com/Lasnoblovesberlin

  14. Ti dico solo due cose: 1. quando passi per l’emilia romagna devi avvisarmi, non voglio perdere l’occasione di portarti un foglietto con le regole base per fare un corretto cambio di stagione.
    2. La foto che hai messo su twitter con chef rubio ha avuto come conseguenza un sogno erotico in cui il sopracitato chef, tra un piatto di bucatini ed uno di gnocchi, mi dava già che mi dava giù……
    Comunque sia: brava!

    1. madonna cuore è che andavo di corsa come una forsennata. ma se torno per piacere giuro che t’avviso. ma di dov’è che sei esattamente? (puoi scrivermelo anche in posta, se la info è riservata)

      secondariamente: non posso che gioire all’idea di averti donato un sogno erotico di siffatta portata
      ahahah un bacio
      v

  15. Ciao Socia,
    pensavo la stessa cosa: quando mi dicono che sono brava continuo a stupirmi e/o a pensare che mi piglino per il culo.
    E invece c’è gente convinta di essere una star per aver scritto 140 caratteri che fanno ridere.

  16. Accidenti, non uso FB né Twitter, ed ho “ammazzato” il primo blog per tenerne un secondo che non ne è neppure la misera ombra. Devo capire se sto invecchiando o se sono solo molto snob.
    Ovviamente sono arrivato qui attirato dal nick (anche se il mio nulla ha a che vedere con quanto comunemente ne viene associato). Però ho trovato questo post sufficientemente caustico per provare a leggerne altri 😉

  17. Capisco che il rumino porta su succhi gastrici che danno acidità. Insomma il piantino del coccodrillo sul perchè fai blog e invece te ne vai alla festa per fare PR non è da te….
    O meglio non è da chi io penso tu sia.
    Sei andata là perche pensavi di guadagnarci qualcosa. Fosse anche solo una bella giornata a cazzeggiare anche se segretamente punti al successo “vero” per tua ammissione.
    E allora perchè ruminarci sopra.
    Se diventi famosa davvero ti leggerò ancora lo stesso
    perche non sono snob
    Sei brava e tanto basta.

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