Fat Rating e Fat Talking

Nella vita di ogni natural-born-fat, esiste un momento critico, che è quello in cui si accorge che sta ingrassando (di nuovo o di più, dipende dai casi).

Quella storia dell’effetto fisarmonica, di fatti, è vera: noi spendiamo la nostra vita a espanderci e ritrarci, a entrare e schiattare dentro lo stesso range di taglie, legandoci in maniera morbosa all’ultimo jeans non conformato nel quale riusciamo ancora a infilarci, così da perpetrare l’illusione, il negazionismo della taglia, quella roba che a me fa ancora sostenere che sono una taglia 46 anche se ho smesso di essere una taglia 46 almeno tre o quattro anni fa.

Ecco, una natural-born-fat presta sempre attenzione al suo sovrappeso e il suo sovrappeso diventa la cifra caratterizzante della sua esistenza. Anche quando si impegna a dimostrare che oltre alle maniglie dell’amore c’è di più, anche quando riesce a trovarsi piacente, anche quando si ama così com’è tutta imperfetta dududu-in-cerca-di-guai, anche quando prova a essere self-confident mentre i collant a vita bassa le si arrotolano sui fianchi sotto il vestito, nel bel mezzo di una riunione e tutto ciò che vorrebbe fare è dire ai presenti: “Scusate un attimo”, alzarsi la gonna e tirarsi su le calze come un incrocio genetico tra Sofia Loren e Platinette. Oppure quando i collant a vita alta le tranciano l’addome, che vorrebbe prendere il maggiore azionista di SìSì e farlo andare in giro con scarpe 2 numeri più piccole per un mese, ma vendendogliele come fossero della sua taglia. Oppure quando le altre vagine si lamentano delle autoreggenti che scendono e alla natural-born-fat no, gnente, le autoreggenti non calano manco pe sbajo, al massimo stringono l’internocoscia come manco Arnold Schwarzenegger all’apice del suo fulgore avrebbe fatto.

fattie

Il punto è che una natural-born-fat, il Tilak non ce l’ha in mezzo alla fronte ma dentro l’ombelico. Non vive la vita, ma il girovita. Prova di ciò è che molti banali piaceri subiscono mutilazione emotiva. Il piacere dello shopping diventa lo stress di non entrare nei capi che si vorrebbero acquistare. Il piacere della spiaggia (o di qualunque contesto preveda una condizione di parziale nudità) diventa attenzione compulsiva a porsi in pose plastiche che permettano di minimizzare l’eccesso di adipe, aggirando goffamente e per lo più invano il tripudio di rotoli (d’altra parte la prospettiva di Brunelleschi non ha mica gli stessi poteri divinatori della Madonna di Lourdes). Il piacere di scattarsi le fotografie con gli amici svanisce all’ombra della tragica Evidenza Doppiomento, che – per quanto mi riguarda – ha chiuso definitivamente il capitolo della fanciullezza per aprire quello dell’invecchiamento. Che poi, ogni volta che in fotografia vedi il doppiomento imputi a lui tutta la tua infelicità, che grazie che morirai sola, con quel cazzo di doppiomento! Questo per non parlare delle braccia Rovagnati.

Certo, per carità, io poi vivo nel regno della Dukan, qui presto brevetteranno bio-automobili ecologiche che andranno a bresaola e Maroni ha già stanziato i fondi per un piano di Riqualificazione Benzinai: via le pompe, largo alle affettatrici, con buona pace dei vegetariani. Quindi, come dire, forse sono ancora più sensibile al tema, ma resta il fatto che, a Milano più che mai, la taglia è una questione sociale. Se ti trovi in mezzo all’alta borghesia, nessuno ti rivolgerà la parola, non tanto perché sei vestita H&M mentre loro sono vestiti Chanel, o perché la tua borsa costa quanto il loro Arbre Magique Platinum. Il primo insormontabile stigma è che tu, a differenza loro, sei grassa, quindi quasi sicuramente plebea, ignorante, sciatta, volgare e non-milanese.

Ora, non importa quanta intelligenza possiamo applicare alla materia, quante analisi socio-demografiche della situazione possiamo elaborare, né quante conferme possiamo avere dalla vita. L’unità sovrana che misura il nostro benessere psicofisico e la nostra realizzazione sociale è il Fat Rating. Al punto che anche vagine di successo (chessò, prendi la Geppi) sposano confessioni religiose non riconosciute come la Tisanoreica: praticamente è più o meno come se un essere umano in età adulta, al culmine del suo successo e nel pieno possesso delle proprie capacità cognitive, decidesse di iniziare a nutrirsi di costosissimi omogeneizzati.

Il Fat Rating si fonda su un semplice postulato: se sei ingrassata, stai male. Se sei dimagrita, stai bene.

Si chiama Equazione di Lagerfeld, per chi non lo sapesse.

A ciò si aggiunge un altro peculiare fenomeno, che in genere investe tutti coloro che non sono normopeso e che non combaciano con la silhouette che il mondo lì fuori si aspetta per loro: il Fat Talking. Dicesi Fat Talking quella deliberata e inconsulta tendenza sociale a esprimersi sull’altrui peso come se si stesse parlando delle previsioni metereologiche. Il popolo, infatti, si sente mediamente piuttosto libero di parlare dei kg in eccesso, molto più che di altri difetti (state sicure che sono molto più numerosi quelli che vi danno della “culona” che non della “stronza acida e supponente”, per esempio). Il Fat Talking può essere Behind, cioè fatto alle vostre spalle (e va ancora bene), e Front, cioè spacciato per “sincerità” e quello no, non va bene per niente.

A sentirsi legittimati a praticare Front Fat Talking, in genere, sono amici storici e parenti. Per esempio, io l’anno scorso mi sono sentita dire: “Ma per caso i 12 kg che ho perso io, li hai presi tutti tu?” (l’emittente, per inciso, era un’entità quasi cubica di un metro e quaranta per un metro e trenta). Di recente, invece, mi ha vista una parente che non mi vedeva da mesi, e mi ha detto “Ti trovo bene” che – come tutte le natural-born-fat sanno – significa solo una cosa: hai perso almeno 5 etti. Poi ha aggiunto “Sei più sgonfia, quest’estate ti ho trovata peggio”. Ma pensa!

La cosa m’è risultata ironica perché, in effetti, io in questo periodo sto proprio un cesso.

Non sono in forma, sono stressata, che è diverso.

Quello che ti fa apparire il mio viso più asciutto, è la mia somiglianza a un limone spremuto fino all’ultima goccia di lardo. Quello è lo stress e lo stress non è salute. Prenderei adesso 3 kg di più, se ciò mi ridesse i capelli che sto perdendo e ridesse regolarità al mio ciclo mestruale.

Quindi, voi, che siete all’esterno, che ci giudicate con il Fat Rating e che praticate impunito Fat Talking mentre guardate il nostro costante oscillamento di peso, non deducete necessariamente da esso quanto stiamo bene o quanto stiamo male.

Forse stiamo sempre uguale e il disordine nella nostra dispensa è specchio delle nostre anime irrisolte.

Di quello sturm und drang che ci rende pezzi unici. Non lo so.

Nel dubbio, resta inteso che l’Equazione di Lagerfeld è una minchiata.

142 thoughts on “Fat Rating e Fat Talking

  1. Pur essendo nordica e stressata e capendo bene quello che tu dici penso che bisogna alla fine fare pace con se stessi. Si è quel che si è e purtroppo non saremo mai acciughine… vabbeè.
    Ah la taglia 46 dei negozi odierni credo sia studiata per essere l’equivalente della 42 di quando io ero giovane, insieme alla xl che nessuna xl sul serio potrebbe portare. MAh

  2. Va da sé che karllagerfeld è morto e quella roba lì che va in giro è un cyborg, soprattutto va da sé che se hai “lager” all’interno del nome mica puoi essere tanto simpatico.
    Infatti l’idiota, sulle taglie, di cazzate ne spara parecchie.
    Per il resto aggiungo solo che finalmente arriva il freddo, geleranno le verze, è tempo di polenta, cassoela e vini rossi.
    Dimenticavo.
    Conosco dei cantieristi bresciani che Dukan lo pronunciano in maniera leggermente diversa.

  3. Sono milanese doc (a dire il vero sono mezzosangue, ma il mezzo austro-ungarico che è in me mi consentirebbe di dare dei “terroni” a Bossi e Maroni – che soddisfazione!!), e confermo: l’abito FA il monaco, in molti ambienti milanesi (e non solo in quelli “elevati”). E per abito si intende sia il contenitore che il contenuto. Spesso il cogito ergo sum è sostituito dal posside ergo sum.

    Quanto all’invettiva, da sempre quella più facile è rivolta agli aspetti fisici, che sono obiettivamente più evidenti di quelli caratteriali, almeno a prima vista. È più facile dire culona (o culattone, pelato, ecc.) che non acida stronza, per questa seconda affermazione bisogna conoscere l’interlocutore/trice. In questo noi milanesi dovremmo imparare di più dai romani (ed un pochino l’ho fatto, avendo trascorso oltre un anno con fidanzata residente nella capitale), che sono dei maestri dell’invettiva arzigogolata.

    Non entro in merito nel discorso del peso, preferisco parlarne alle spalle 😛

  4. Non puoi capire come mi ha risollevato la giornata questo articolo!!! Io natural born fat come te stamani mi sono svegliata e mi sono resa pesantemente conto che sto ricominciando a lievitare, anzi sono bella e lievitata di nuovo!!!
    Quindi addio shopping, roba che l’umiliazione di provarmi il mondo e non riuscire a farmi entrare nulla io non la provo stavolta, preparazione psicologica al natale e alla sfilza di parenti che chiederanno, diranno, vangelizzeranno, e in ultimo pronta a lievitare ancora e ancora nel prossimo mese, perché che non vuoi mangiare a natale?!? Sottoscrivo ogni singola parola che hai scritto!
    :*

  5. Pure io sono natural born fat, il fatto è che nell’ultimo anno e mezzo sono dimagrita davvero, come non ci riuscivo da anni…adesso però sono in crisi mistica. Sto già riingrassando naturalmente e il Natale si avvicina…e per me Dicembre ha sempre significato l’accoppiata compleanno + festività che equivale allo sfondarsi di cibo godurioso. Il problema è che non ce la faccio più a stare a dieta..e mi sto anche rompendo di andare in palestra. Che vita difficile quella di noi natural born fat!

  6. Giorni fa stavo accompagnando la coinquilina a comprare una gonna come regalo di compleanno per una sua amica (relazioni che solo noi Vagine possiamo comprendere). Orbene, la sua amica (che è una delle persone più simpatiche e intelligenti del pianeta, grazie al cielo) ha un solo difetto: una taglia 40. Non puoi capire l’effetto che fa scegliere fra un migliaio di modelli di minigonne diversi, tutti taglia 40/42, pensando “molto bene, per me che sono una 46 abbondante sarebbero perfette come scaldamuscoli o, al più, come giarrettiere”. Un attacco di malinconia che non ti dico. Ma poi mi sono guardata allo specchio e mi sono ricordata di essere una gran figa e che, avrò anche la 46, ma ho un paio di tette che una 40 (a meno che non sia una pin up) se le sogna. Ecco.

  7. Il discorso sarebbe lungo. Anche io ho vissuto la tua situazione ma all’incirca dai 17 ai 20 anni: va tutto bene è tutto ok ma se ci si stressa vuol dire che non va bene affatto e non è tutto ok: la lingua batte dove il dente duole e non è una questione estetica, io ero a disagio e quel corpo non mi apparteneva. La svolta per me fu l’università fuori sede. Non avere le dispense e il frigorifero made in Bologna e la mamma che mette il burro anche nelle tisane è stato di grande aiuto. Avevo una collega giapponese (e come tutte le giapponesi secche da far paura), sembrava che si vestisse in una boutique di lusso, tutto le stava perfettamente. Ho scoperto che si comprava i vestiti al mercato nelle bancarelle a tutto 1000 lire (il tutto un euro di vent’anni fa). Essere magre (per magra intendo normale 166 per 56 kg) ha abbattuto i costi per il vestiario e ho imparato ad avere cura di me senza entrare nella perversione dell’estetica. Alcune vecchie compagne di merende (alla lettera) oggi a 45 anni hanno problemi di circolazione, problemi alla schiena e problemi ormonali connessi al sovrappeso. Grasso è bello? Forse ma magro è salute. Devi solo vedere la prospettiva giusta e la motivazione giusta…un po’ come smettere di fumare. Poi essere magre con il cervello e la personalità che si è formato da rotondette…beh non ce ne è per nessuna!!!!

    1. quoto.. ma aggiungo che non è che chi non è mai stata rotondetta è stupida per forza! il cervello e la personalità se dio vuole esulano dal peso

      1. ma a me nun me pare d’aver mai detto che se una è magra è stupida. ho un pacco di amiche magre. certe anche fighe. ma se son mie amiche è naturalmente perché sono intelligenti 🙂 tsè.

  8. Cara amica culona, non ho capito assolutamente niente di questo post, troppo difficile, troppi inglesismi, la foto del conte Dracula, la citazione di Lourdes, la figlia di Madonna. Per me ti fai troppi problemi, l’importante è che le tette stiano bene. Mi sono chiesto solo una cosa: cosa ci fai insieme all’alta borghesia milanese? Ti stai rimbambendo?? Ti vedremo girare in Brera con Dudu al guinzaglio?

    1. troppo forti Pinza e Lupo! oh anche io amo gli uomini con le tette.. cioè con un petto ampio.. dopo però cerco di ascoltare le altre parti del corpo..e vedere se TUTTO FUNZIONA..
      COME GIà DISSI basta essere in salute e piacersi.. Migliorie sono sempre possibili quando si tratta di taglie ! Non vorrei andare nel tecnico.. Ma se il sovrappeso persiste potrebbe trattarsi di problemi alla tiroide e via discorrendo.. ormoni etc..

      1. e non solo l’ avatar.. 😛 . prendiamola con simpatia.. e aggiungo :” Donna nana”.. L’ autoironia è una grande arma..

  9. veramente fino agli inizi del ‘900 le donne robuste tutte ciccia e doppio mento erano simbolo dell’alta borghesia. loro potevano permettersi di mangiare e di smaltire pigramente i chili in eccesso sedute su un chester in pura pelle umana. le magroline, le sciatte, le anoressiche erano le figlie di poveri contadino ed operai della quarta classe sociale e la loro insulsa linea era il frutto di forzate astinenze alimentari e di una vita divisa fra casa e lavori pesanti. o a volte martoriata da numerose gravidanze considerate come un investimento sociale alla forza lavoro.
    il mio ragazzo è robusto. oscilla fra l’essere un armadio a due ante e una scarpiera a 5 scomparti. mentre io sono una piantana flos di un metro e sessantanove. non ce lo sfotto, non potrei, mi lascerebbe su due piedi. però non ci vedo nulla di male in lui. non saprei vederlo magro, crollerebbe il mito dell’uomo forte e possente e non mi starebbe affatto bene!

  10. Cara Vagina, ti capisco dal profondo del cuore! Quest’estate dopo la fine dell’università (in cui ero dimagrita per lo stress da tesi e menate varie) sono ritornata a casa da mamma, che non è una di quelle che mettono il burro nelle tisane, ma non so perchè mi fa re-ingrassare subito! Poi figurati l’ansia di cercarmi un cacchio di lavoro e il non aver niente da fare.. Noia = cibo e cibo = kg! Ovviamente, in aggiunta, avevo due matrimoni a cui andare e quindi due vestiti da comprare. Non ti puoi immaginare lo stress di 6ore di camerino in cui la commessa mi portava l’intero negozio (partendo da degli abiti dai colori pastello che starebbero bene ad una 60enne, ma che a me, 25enne, fanno venire l’urto del vomito!) e ben SEI amiche vagine pronte al commento! (Fosse per loro sarei uscita con un centrotavola di pizzo “Ma va di moda, quest’anno!” “Ma chissene, è un centrotavola!” “Tu non sai cos’è la moda.” -.- ) Conclusione: un vestito l’ho riciclato e uno l’ho fatto fare su misura. Non ho perso neanche un kg per lo stress da vestito ma ho guadagnato una riga di brufoli che nessun correttore a Giugno può nascondere.
    Adesso sono in Germania e nella famiglia dove faccio la ragazza alla pari sono più o meno vegetariani e fanno un pasto al giorno. O.o Sto dimagrendo di nuovo (piano che per Natale torno a casa….!) e a Giugno prossimo ho l’ennesimo matrimonio a casa e alla fatica della ricerca di un altro cavolo di vestito (sempre le stesse persone invitate ai matrimoni!) si aggiunge anche lo stress di trovare qualcosa di umano in questo paese dal buongusto quasi inesistente! Ovviamente non posso comprare nessun vestito prima di Aprile/Maggio perchè non posso sapere a quale punto della fisarmonica sarò allora.

    PS Dopo tutto quello sfogo ho due cose da dire:
    1. per il doppiomento la foto di 3/4 è la soluzione 😀
    2. fanculo tutte le taglia 40, le mie tette se le sognano (e qua si potrebbe aprire una parentesi eterna sulla ricerca di un vestito che oltre ai miei kg, contenga anche le mie tette!)

  11. Quest’estate ho portato a casa per la prima volta il mio fidanzato.
    Mia nonna, nei suoi 82 anni di tendenza al commento senza filtri, mi chiede in dialetto (siciliano) “ma si’ fatta cchiù gruossa, ‘a nonna, quantu pigghiasti?”
    Confidavo nel fatto che il mio lui, essendo veneto, non comprendesse.
    Ovviamente non avevo speranze che andasse così.

    L’ultima, fresca fresca di ieri sera:

    – Ti piace questo vestito?
    – Sì, ti sta bene
    – Non mi fa vecchia e cicciona?
    – No amore, tu sei giovane.

    : |

    1. Dovete smetterla!! Non saremo mai obiettivi! Ne va della nostra sopravvivenza! Piuttosto chiedigli se in vestito ti fa sexy, vedrai che te lo ritroverai subito addosso! Queste sono soddisfazioni, no? 🙂

  12. Vagina for president!

    Sì, anche io sono diversamente magra, e mi sono un attimo rotta le ovaie di commentini e commentucci, alle spalle e non, sul mio peso.
    Tra l’altro, i signori, non sanno che mangio 1/8 di ciò che loro reputano “normale”, e per me quella piccola porzione è abbastanza, perché il mio fisico me ne chiede tanto, e tanto ne dò. E non sanno anche che mi sparo 2500m in 40 minuti per due volte a settimana, più 3000m in 1 ora e mezzo al sabato. Magari, se questa “stupida” pancia andasse via, si renderebbero conto che sono più magra e tonica di loro. E che la loro pelle flaccida (da dieta ferrea troppo veloce) non è poi migliore della mia trippa sparsa. Con fagioli, ovvio! xD

  13. La mia risposta preferita, quando mi dicono “ooohhh ma come stai beeeeeneeee come sei diiiimagriiiiita!!” (esattamente con quest’enfasi)… rispondo angelicamente “Fatti riempire di corna da tuo marito, poi fatti mollare con una bambina piccola, vomita tutti i giorni per almeno un mese e voilà! Otterrai il mio stesso risultato!! Buona fortuna!!”
    Che sì, riprenderei volentieri quei 7 kg persi, se potessi riavere un minimo di stabilità nella mia esistenza!

    1. io ho anche la risposta alternativa: “il tuo ragazzo viene ricoverato per un tso il giorno del tuo compleanno, tu non sapevi niente dei suoi problemi psichiatrici… e ti ritrovi in un attimo a visitare reparti dell’ospedale in cui mai avresti pensato di mettere piede…. vedrai come cali in un attimo!” :/ (però quanto perso… è stato ampiamente recuperato… tranne il rapporto con lui!)

  14. Ti dico solo una cosa, tu sei il mio alter ego Taranto/Milanese perché la verità è che viviamo fasi uguali in periodi uguali. Io do tutta la colpa a mia nonna che mi ha nutrita a briochine di nascosto! Dunque se ho delle cosce che sembrano due prosciutti Levoni è che lei era rimasta ai canoni Botticelliani. Odio le mie cosce amo te

  15. su di me funziona bene come deterrente alla Nutella il Fat selfTalking, ovvero pesarmi, misurarmi e poi stare due ore a piagnucolare a bordo-bidet (bello e dannato l’ovale che si impiante nella mia cosca mortadellosa, tra l’altro) su quanto io non sia buona manco a perdere un etto “con tutta la cyclette che faccio e i dolci che non compro” (cit. me)

  16. Cara Vagy, immagina se oltre a non essere una 40 la ex del tuo ragazzo per lavoro facesse l’attrice e la modella. Praticamente….quello che succede a me. Ora per molte donne sarebbe un’incubo, per me è la conferma che anche con qualche chilo in più se ha scelto me…..posso esserne orgogliosa, evidentemente c’è ancora qualche uomo che alla strafiga di turno preferisce una compagna con la quale può parlare di argomenti interessanti!

  17. Mi spiace che tu non stia bene, Vagy.. per questo un abbraccio forte!
    Per il resto, grazie per i sorrisi che, anche stavolta ci hai regalato. E, a conferma del dogma milanese, condivido questo aneddoto: qualche mese fa, ero a Milano in un locale (niente di fighissimo, suonavano rock e non erano neanche famosi), mi viene presentata una tipa che comincia ad adularmi, a dirmi che sono bellissima, a ripetermelo. Poi, come incantata, mi rimira e mi dice che, “assolutamente”, io dovrei fare la modella.. per le taglie morbide o come cavolo le aveva chiamate (mi rifiuto di ricordare il linguaggio evaporante che descrive le nevrosi contemporanee)! Io tra un po’ le scoppio a ridere in faccia. Lei era assolutamente seria e, quando ci siamo salutate, mi ha anche rubato un bacio sulle labbra. Ma si può? 😀

  18. beh vagina onestamente il grasso in te non lo vedo un problema serio (tranne colesterolo&friends…non so)….nel senso che non credo tu abbia disturbi alimentari o che la tua ciccitudine ti abbia bloccato con gli uomini e nelle relazioni interpersonali, perché evidentemente sei molto sicura di te, hai personalità o comunque ci sono persone che ti hanno garantito una certa autostima e resa quella che sei. quindi non mi pare il caso di forzare molto l’argomento perché cmq si capisce lontano un km (pensiero mio) che non te ne frega niente sotto sotto di essere magra perché hai già quello di cui hai bisogno…che dire..ti invidio perché a me il sovrappeso è stato spesso un blocco per le relazioni amorose, un vero complesso….e si sa il grasso è un problema cerebrale più che fisico. la ciccia è tutta lì.

  19. Mi sembra che tu stia esagerando con la descrizione degli eventuali giudizi milanesi. Il milanese che descrivi tu è quello degli anni 80. Il vero fashion non è piu milanese ma “importato” da non so quale paesiello. Il vero milanese se ne fotte da quel dì della moda, va in giro vestito tecnico montanaro specie in queste giornate di freddo, non giudica e si fa i cazzi suoi in giro, forse perchè perennemente attaccato al telefono, ma comunque si fa i cazzi suoi. Diffida delle imitazione, cara la mia bella Vagi!!!

  20. Tu leggi nella mia mente….tutto il gg in giro con i leggins girofianconi! Già perché se i pantaloni nn entrano ma le cosce ce l hai lunghe meglio i vestiti con i leggins, no problem di taglia ma spesso sono a vita bassa, e se la vita nn c è ritorna ad un attimo prima e li si annida…..tutto vero tutto vero ciò che dici, ma grazie al cielo ci sei, oggi me la ridevo mentre intorno a me un popolo di egoanoressiche seguiva attentamente la lezione! !!!

  21. Purtroppo temo che la lotta tra donne e grasso non cesserà mai. Io ammiro sempre quelle che riescono a perdere kg su kg, trovano un equilibrio interiore (e, suppongo, anche mentale), quei kg non li riprendono più e via, diventano fighe spaziali.
    Ma alla fine del discorso, kilo in più o kilo in meno, la verità è che dobbiamo sentirci bene con noi stesse e con il nostro corpo. Molte volte l’idea che abbiamo di noi stesse non rispecchia poi l’immagine che lo specchio riflette. E quindi non stiamo propriamente bene. Ho amiche con diversi kili in più che stanno davvero bene con loro stesse e non sentono il bisogno di dimagrire. Quindi, ecco, non sempre magro è bello o buono, ovviamente. Finché la ciccia non ti porta ad avere problemi di salute, allora lì magari uno sforzo in più lo farei per perdere peso.
    Sta di fatto, che da quando ho preso sti 7 kg che proprio non se ne vogliono andare (sarà colpa di mia madre e delle torte giornaliere che prepara!) ho due tette che mai mi sarei sognata! E direi che me le tengo! 😀

  22. Cara Vagina , io per lavoro sono a stretto contatto con il corpo delle donne e quelle messe peggio sono quelle dimagrite . Fottotene e tieniti le tue cosce sode per favore .

  23. Io non frequendo ambienti milanesi… me li immagino pieni di secche con il dopio mento da champagne.
    Io sono molto piu’ a nord, ma sai che ti dico? Parlare con intelligenza e umorismo come fai tu vale molto piu’ di una taglia 40.
    Ti auguro che lo stress passi presto!
    PS: mesi fa ero soto stress, perdevo i capelli, ero ingrassata molto, avevo una pelle orribile ed il ciclo ballerino e tutti a dirmi “come sei gonfia… come sei ingrassata, non ti riconosco piu’… ci dai sotto con la Nutella eh?”… ed era colpa della tiroide che aveva smesso di lavorare. Da allora le critiche sul mio peso mi scivolano addosso, che venirmi a giudicare solo per il mio girochiappe senza cognizione di causa e’ solo sintomo di una minuscola taglia mentale.
    M.

  24. Vagy è stupenda, anche giunonica.. per molte ragioni.. Quell’ imbarazzo l’ ho provato anche io. Sono certa che la formula giusta si trova.. ci vuole un po’ di pazienza e costanza. A quanto pare sono in minoranza finora. . Ho la 42, voglio restarci , ma il mio decolletè e il mio fondoschiena riscuotono sempre molto successo.. Esistono le magre con le forme.. ma sì ce n’è per tutti i gusti!
    Sapete che sorpresa quando voi maschi scoprite che c’è pure un mondo oltre le rotondità.. hihihi.

      1. Davvero.. :P. ma è il mio punto di vista. Vagy mi discriminano..
        (Per disquisizioni accademiche rimando altrove: comunque non parlo gratis.)

      1. De gustibus non disputandum est.. Comunque le donne intelligenti\ gli uomini intelligenti non si fermano alle taglie.. ;). Che gliene frega a un superoeroe della taglia? ! Qui rimando a commenti fatti sul tuo blog…li hai.
        Comunque se vi può consolare questa moda fa schifo addosso a tutti.. e le taglie sono opinabili.

  25. ecco.
    e ti è mai capitato che ti dicessero “sei troppo dimagrita” proprio quando sei perfettamente conscia di stare vivendo il periodo più fat dell’intero anno?
    le stronze lo dicono implodendo di gioia per il mio deplorevole stato. e, in cuor loro, tentando di incentivare il lievitar delle chiappe.
    ma io perdo peso e lo riacquisto a cadenza semestrale. come i gatti.
    d’estate mi ritiro, d’inverno mi gonfio.
    il secondo step è coadiuvato mio malgrado dal triplice fattore buio / freddo / lavorodelcazzo.
    posso vendicarmi solo da maggio in poi.

    1. Il top dei top è stato (dopo un po’ di mesi che non ci vedevamo ed io ero nel mio peggiore dei momenti):
      “Ehi, ti vedo in forma!”
      risposta mia con sguardo glaciale annesso: “Non dire cagate, lo so di essere messa male!”
      “Scusa, ma mi era uscita così bene..!”
      (sto stronzo! 😀 )
      poi ci abbiamo riso sopra venti minuti! 🙂

    2. ahahah no a me non lo dicono cara. io applico la “dichiarazione di grasso preventiva”.
      prima che possano fare commenti di simile portata.

      beata te che ti ritiri a maggio, dico, è la stagione giusta per seccarsi. io non mi ritiro mai, per esempio 🙂

      1. si beh ovvio, mica il primo coglione che passava lì per caso! 😀
        però, ti dirò.. essendo sempre stata rotondetta, ho puntato tanto sul carattere, sulla forza d’animo e su quella cosetta chiamata cervello (che a quanto pare è ancora una rarità in questo mondo!), che la mia prima reazione, è sempre quella di riderci sopra.. puoi essere anche il primo coglione che passa che è certo che ci rido sopra, se voglio rispondo anche a tono e vado avanti..! c’è altro nella vita! 🙂

  26. Continuo a non credere possibile di stare con un uomo che lavora in una palestra superglamour (dove si allena proprio il guru della tisanoireica!) e sta con me che ho una 50….ogni volta che mi faccio una sega mentale su questo e glielo espongo, mi manda a cagare. Non so se sono superfortunata o supercornuta (propendo “lievemente” per la seconda ipotesi)….
    Scherzi a parte…Vagy che dire, l’unico vantaggio di noi donne in carne e’ che non dobbiamo preoccuparci di ingrassare…tanto lo siamo gia! E questo non e’ poco credimi….una milanesina-ina non puo’ mangiare un pacchetto di sottilette fila e fondi senza farsi mille paranoie, noi si, tanto non si vede.
    Cmq…le corna le prendono pure loro…fidati…e guarda caso…le prendono spesso con donne come noi! (lo so per certo). Quindi…vai tranquilla, grasse o magre ai cazzetti gliene frega poco. Siamo noi a farci tutte le paranoie. ^_^

    1. “Cmq…le corna le prendono pure loro…fidati…e guarda caso…le prendono spesso con donne come noi! (lo so per certo).”

      uhm…. sicura che non sia il palestrato ad essere cornuto?

    2. condivido ciecamente, mia cara. sono tutte pugnette autoindotte le nostre, che ci alimentiamo a vicenda, così, per complicarci la vita. ecco.
      ma all’egofrocio milanese/milanesizzato, io credo, comunque, che il fisique durole importi notevolmente.

  27. ciao, 6 tropppo forte!
    Nei limiti del possibile e, soprattutto, della salute, smetti di farti pippe mentali.
    Vestiti con il tuo più bel sorriso che in quel modo quasi tutto il resto ai nostri occhi passa in secondo piano.
    Chi ha almeno 3 neuroni ci passa sopra alle taglie, alle mode e alla ciccia (alla salute no).
    Daniele Vanoncini

  28. Ho scoperto questo blog qualche mese fa, grazie ad un’amica che mise su FB il link al tuo post sulla felicità.
    Mi piacque molto, così ho proseguito nella lettura, come si fa con quei libri che inizi a leggerli e non riesci a distaccartene da quanto sono coinvolgenti le emozioni che trasmettono.
    Spesso ti racconti attraverso l’ironia, un’ironia intelligente che non è mai fine a se stessa, con la quale riesci sempre a far riflettere e commuovere.
    Non ti conosco, ma mi sembri una gran bella persona e ti auguro tutta la serenità che meriti. ❤

  29. Sarò pratica. Le taglie sono cambiate da almeno una decina di anni, e il motivo è semplice: chi fabbrica abiti RISPARMIA SUL TESSUTO E SE NE FREGA CHE UNA NORMALISSIMA 46 o 48 non siano più vestibili come tali, ma corrispondano a una taglia e mezzo in meno.
    Gli stilisti, specie se checche, odiano le donne e godono a proporre modelli impossibili, sia modelli femminili che modelli in senso lato.
    Vagy, se porti una 48 significa che porti la 46, che è una taglia UMANA, ma quand’anche portassi una 50 saresti bellissima comunque, sia perché LO SEI, sia perché hai un cervello che è il miss mondo dei cervelli.

    Poi: io non credo molto alle Barbie, quindi 42 sotto e quarta di reggiseno che non abbia il ripieno di silicone. La perfezione non è di questo mondo.
    Per il doppiomento chettefrega, un umanoide comme il faut guarderà la tua bocca e i tuoi occhi.

    Nota a margine per @Luperrimo e @Pinzalberto: mi fanno impazzire gli uomini che al fonema TET vanno in fibrillazione anche se volevi dire TETTO o TETRAGONO. Vi aspetterei al varco per mettervi alla prova perché tutti son bravi a dichiarare amore a prima vista di fronte a un bel paio di tette, ma capitolano mooolto facilmente di fronte a un’onesta seconda misura accompagnata da un paio di gambe nervose e caviglia sottile. Ripeto: Barbie non esiste.

    1. Non vorrei mai sembrare discriminatorio e a scanso di equivoci vorrei puntualizzare che le tette sono tette, dalla prima alla decima taglia! 🙂

      1. Ma anche delle modelle di Intimissimi. Io però mi rifaccio con Intimissimi uomo: Christof Innerhofen. Nome che sembra una bestemmia ma vedere per credere, ed è pure simpatico e modesto( si, conosco.)

  30. la 46 è una fuffaaaaaaaaa!!
    io bramo un fottuto cardigan liscio, nero, semplice, senza paillettes, senza borchie, senza nemmeno una fottuta scritta AI LOV IU o che altro, beh sappi che non ne esiste mezzo nemmeno presunta XL che non mi faccia sembrare una soppressa veneta
    ora, non sono un figurino, ma non ho nemmeno il fisico di platinette.
    I complessi te li fanno venire in negozio, e basta
    sono ancora una di quelle inguaribili romanticone che si comprano una maglietta di una taglia in meno perché è figa e vogliono fare sfide con loro stesse per entrarci… non so se sia da malate o meno ma ha la sua funzione.
    Pur essendo della provincia di Milano sappi che in ogni caso mi ci ritrovo in tutto quello che hai detto.

    1. grazie. qui c’è chi INSINUA che io inventi! 😀
      e sì, il confronto con il negozio non è mai indenne. quanto alle auto-sfida per entrare negli indumenti, ho smesso di farle tipo 5 anni orsono.
      ma tu continua. io credo in te!

      (ahaha sono morta sulle pailettes, le borchie, le scritte aillovviu)

      1. ahahah no non inventi un bel niente! o sono io che ho geni segreti del sud e non mi sono riuscita ad ambientare in 28 anni da autoctona della zona. Non so proprio che dire.
        no, però non dire così… ho bisogno di sapere che c’è gente che ce l’ha fatta prima di me a entrare nei vestiti più piccoli!! 😄 mi servono conferme

        guarda che la cosa delle paillettes ecc è il dramma di una vita. Sarò anche choosy coi vestiti, ma possibile che devono rovinarmi qualsiasi cosa che visto dall’omino sembri normale e anonimo? 😀
        si probabilmente sono solo io che vivo male, ma non importa. E’ una crociata e mi viene l’ansia a fare shopping.

      2. sinceramente non ricordo, comunque per quanto mi riguarda le borchie sono il dramma minore anche se, si, c’è da dire che ormai le mettono praticamente ovunque e la maggior parte delle volte davvero non hanno senso.

  31. Quando stavano male i miei (e con male intendo MALISSIMO), sono dimagrita 8 chili. In tre settimane. Mi mettevo a tavola e piangevo. E quando mi sono sentita dire “Ah, ma come stai bene, ma stai andando a correre?!?”
    “No, veramente ho dei problemi in famiglia”
    “Beh, dai, non tutto il male vien per nuocere!”
    Ecco, io quando mi son sentita dire quella cosa ti giuro che l’avrei chiusa in una torre a morire di inedia ripetendole quanto stesse bene, così magra.
    Magna, Vagy, magna. Quelle come noi son belle quando stanno bene e magnano con gioia, e che le altre si accontentino di assomigliare a Christiane F,!

  32. Amò con lo stress che c’hai manco un grammo puoi perdere. Anzi ti gonfi, ti gonfi, ti gonfi.
    Priorità: sciogliere (in qualche modo) la tensione.
    Coprire gli specchi e cercare una dimensione di benessere dentro. Fuori arriva poi.
    Ti capisco e sono solidale.
    Poi, però, donna intelligente e volitiva che sei, ti vorrei più combattiva sul fronte “ciccia”. Cioè te tu devi insegnare loro, alle magre che ti circondano, l’elogio della “diversità” che a te, essere una slim dentro/fuori/etuttointorno non ti interessa.
    Cambia le cose, inventa la tua nuova equazione, quella rotonda. Cerca il tuo benessere, taglia le etichette dei vestiti che sono impazzite (e te lo dice una “magra” che non sa mai quale taglia scegliere dalla rella), respira e vogliti bene, così come sei.
    La tua testa non è magra, per questo il tuo corpo non lo sarà mai. Ma dov’è il problema?
    Su quelle secche, lo sguardo del meraviglioso senegalese che tante emozioni ti ha regalato, non si sarebbe MAI posato. E che vorresti fare a cambio? Non credo.
    TIENITI STRETTA LA TUA “DIVERSITA'”, DIFENDILA E IMPARA AD ESSERNE FIERA!

    Ti abbraccio, Meraviglia

    la zia Pimpra

  33. Ah ah, cara Vagi, so perfettamente di cosa parli! Tu ti risenti perché ti dicono che sei in forma quando in realtà sei stressata e quindi non stai bene per niente. Io mi sentii dire da mia madre che stavo davvero bene e che avrei dovuto mantenermi così dopo un incidente che mi ha quasi messa sulla sedia a rotelle, un’operazione alla colonna vertebrale, settimane di flebo e una quindicina di giorni di centro di riabilitazione in cui, per riacquistare in pieno le capacità motorie, dovevo fare ginnastica, all’inizio anche con molto dolore, più di sei ore al giorno. Alla fine di tutto ciò, io che ho sempre oscillato tra una 44 e una 46, stavo in una 40 e secondo mia madre, ero un bijou. Tranquilla, alle assurdità non c’è mai limite.

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