Duemilaquattordici

Come ogni anno, a Natale, sono tornata a casa, la casa vera, nella terronia in cui ci scambiamo l’amore profondo dandoci i baci più alti del mondo. Sono tornata e ho ritrovato la mia famiglia, mia zia che confonde l’altezza con il sovrappeso e sostiene che “grossezza è mezza bellezza”, i miei cugini, i miei pochi amici rimasti giù e tutti gli altri, emigranti, rincasati all’ovile in occasione della santa ricorrenza.

taranto inverno

Ogni anno è tutto uguale, anche se ogni anno qualcosa cambia. Anche se ogni anno ho paura che l’anno dopo non sia lo stesso, che noi putridi sentimentali c’abbiamo la nostalgia prima ancora di vivere e questo si sa, che prima o poi la gente smetta di tornare, che inizi a figliare, che viaggiare diventi un casino e che boh, ci vedremo tutti di meno. Per ora, però, ogni cosa è al suo posto, eccezione fatta per il fatto che non riusciamo più a digerire i ritmi alimentari del sud come un tempo e che non siamo più disposti ad acquistare alcol di risulta per le nostre feste. Per ora, però, ogni cosa è al suo posto: le serate nello stesso locale di sempre con i suoi cocktail a 4 euro e cinquanta; la tradizione del 27 a casa mia a giocare a poker; l’euro al parcheggiatore abusivo che ti chiama “Capo” se sei maschio e “Dottoré” se sei femmina; le polemiche sulle regole dell’Asso che Fugge; lo scopone scientifico alla fine di tutte le serate; il superpuzzone tarantino fumato su un balcone di periferia; i cani randagi che abbaiano in lontananza; l’umido della notte sopra le macchine e le nostre chiacchiere sopra l’alba inquinata; Viola Valentino nella playlist di Capodanno; la passeggiata al mare d’inverno; l’espressino con cacao; la cucina di casa che profuma di qualcosa che la Vagina Maestra ha appena infornato; gli acciacchi che aumentano; la voglia di stare insieme; gli abbracci lunghissimi; le risate; le lacrime; le confessioni; i ricordi; i progetti; devo fare il check-in; devo fare la valigia; no, non la voglio la scamorza affumicata da portare; che paranoia; rivediamoci presto; per piacere, andate.

E poi c’è l’anno che passa e quello che arriva. Ci sono quelli che dicono: “Speriamo che il nuovo anno sia migliore del precedente”, che io li prenderei a sberle, ma proprio da farci girare la testa stile Esorcista di 360 gradi netti netti. Non si dicono queste cose. Non si dicono per due ordini di ragioni. Il primo, scaramantico. Nel senso che proferire simili amenità corrisponde a sigillare un patto di sfiga atomica con i successivi 12 mesi. Il secondo, razionale. Nel senso che – a voler fare dei bilanci (attività che a noi vagine piace molto assai) – bisogna essere oggettivi e ammettere che – salvo disgrazie eclatanti – l’anno appena trascorso può non averci portato tutto ciò che avremmo voluto, ok, ma sicuramente ha avuto in sé anche qualcosa di interessante. Qualcosa che ha aggiunto dei pezzi. Qualcosa che ha contribuito a renderci un poco mejo e un poco peggio di quelli che eravamo.

Per quanto mi riguarda, per esempio, il 2013 sicuramente non mi ha portato l’amore of my life, non la ricchezza e persino la salute se l’è ciulata un po’. Però, a onor del vero, mi sono capitate cose che non mi erano capitate mai:

1. Non mi era mai successo di organizzare un’asta benefica di sex toys

2. Non mi era mai successo di restare a terra con la macchina

3. Non mi era mai successo che mi sbagliassero colore dei capelli, trasformando la mia criniera in un agglomerato inconsulto color giallo paglierino con venature arancioni

4. Non mi era mai successo di avere una relazione con un uomo di colore

5. Non mi era mai successo di andare in vacanza con sole coppie e stare bene

6. Non mi era mai successo di avere una rubrica su Cosmopolitan e una su Linkiesta

7. Non mi era mai successo di stressarmi al punto da farmi venire una tiroidite

8. Non mi era mai successo di volere un toy boy di 25 anni

9. Non mi era mai successo di preparare le mozzarelle in carrozza per i miei amici

10. Non mi era mai successo di andare alle terme

11. Non avevo mai rifiutato di scrivere un ebook per Mondadori

12. Non avevo mai pensato di trasferirmi all’estero

13. Non avevo mai visto i Depeche Mode dal vivo

14. Non avevo mai visto la mia faccia sul Fatto Quotidiano

15. Non avevo mai passato il San Valentino con la Vagina Maestra, in ospedale, capendo qual è l’amore più grande e incontrastato della mia vita

16. Non avevo mai saputo che una delle mie migliori amiche si sposa

17. Non avevo mai saputo che uno dei miei peggiori ex si è sposato

18. Non avevo mai smesso di fumare

19. Non avevo mai desiderato avere un figlio marroncino

20. Non avevo mai visto una mostra straordinaria su David Bowie al Victoria & Albert Museum di Londra

E queste sono giusto alcune delle cose che mi vengono in mente.

ioraffy

Cosa porterà il 2014 lo scopriremo.

Non posso che augurare che porti novità, curiosità, desiderio.

Che porti coraggio per essere ciò che siamo.

Che porti amore e comprensione. Energia per superare certi limiti e serenità per accettarne altri.

Che porti sesso di buona qualità. Se vogliamo esagerare, persino un po’ d’amore.

Che porti emozioni e crescita. Conferme e smentite.

Che porti mani da stringere e strade nuove da intraprendere. Ricche di curve e salite, che le curve e le salite non ci spaventano. Purché in cima, ad attenderci, ci sia un bel panorama.

Buon anno a tutti!

90 thoughts on “Duemilaquattordici

  1. Molto piacevole leggerti… anch’io ho riportato nel mio romanzo i ricordi “terroni” delle indimenticabili vacanze nei luoghi da cui, alla lontana, per parte di padre, provengo, sul litorale ionico (non t’inganni il mio cognome, che si riferisce al ramo materno…).

      1. Secondo me, un tempo lo era. Oggi non credo sia interpretabile in maniera offensiva, ma solo storica e talvolta simpatica: se così fosse avrei offeso me stessa. In ogni modo, se ti sei sentito offeso, mi scuso e prometto di non farlo più.

    1. grazie cara e tranquilla, in questo blog il termine “terrons” è ultra-sdoganato a patto che lo si usi nel modo corretto. io ne faccio un grande uso. l’errore non sta nella parola ma nel senso che le si da!
      baci
      v

  2. Godo nel leggere i tuoi bilanci ma penso che, a parte due o tre robe, io non ci perderei le ore a ricordare le cose che ho fatto. Non sono uomo da liste della spesa, di solito improvviso tra gli scaffali. Speriamo solo di trovare un supermercato aperto.
    Terrònia mia pòrtami via, cara Vagina.

  3. Grazie Vagy,
    il più bel post sul nuovo anno che mi sia capitato di leggere sin ora. Positivo, grato per le cose belle dell’anno passato. Soprattutto questa, ai più sconosciuta, la gratitudine, secondo me fondamentale.

  4. Grande Vagi, mi hai fatto scendere la lacrimuccia!! L’anno appena trascorso mi ha fatto perdere un lavoro e rinunciare a due belle offerte lavorative, ma in compenso ho accanto a me una pulce che dipende da me e che non avrei mai pensato di amare più di me stessa!!!
    Ti abbraccio!! Cacchio quanto sei brava!!

  5. un 2013 non male in fondo direi, e poi c’è da porsi una sottile domanda, ma visto che dall’alba dei tempi ci si augura un anno migliore, vuol dire che non c’è mai stato nella storia un anno, uno solo sufficientemente decente da chiedere perlomeno un bis?

      1. Credo sia la seconda che hai scritto, specie di questi tempi moderni. La società ci porta a guardare smepre avanti e a non vedere chi e cosa abbiamo vicino, prendendocene cura e apprezzandolo. D’altro canto, se così fosse, il consumismo materiale e psicologico/emozionale di questi tempi, non avrebbe più ragion d’essere…

      2. vero, e il dubbio è se sia un male o un bene, in fondo è grazie a questa spinta che sono giunte tutte le conquiste umane, le scoperte, l’arte e ogni cosa.. ma anche i grandi mali dell’umanità…
        bel dilemma 🙂

      3. Infatti… una sorta di “farsi dell’assoluto” di fichtiana memoria…
        Solo che, secondo me, siamo “andati oltre” nel modo sbagliato… e non si torna indietro…

  6. Bene, brava. E lo dico seriamente; sento e leggo troppe persone che si lamentano per ciò che non hanno o per quisquilie accadute, invece di godere per ciò che hanno avuto o vissuto. Avendo passato da poco i miei primi 50 anni, a volte mi accade di fare un bilancio della mia vita, e ne sono assolutamente contento; certo di alcuni accadimenti avrei fatto volentieri a meno, ma anche quelli mi sono serviti come elemento di crescita, e credo infine che ben poche persone possano dire di avere (avuto) una vita ricca e varia come la mia. Per dirla come pierangelo Bertoli, almeno potrò di dire che ho vissuto.
    È altrettanto vero che molte sono ancora le esperienze da fare, cose da costruire, emozioni da provare, ma non con l’ansia di recuperare tempo perso (?) bensì con la consapevolezza della pienezza del vissuto. Spesso ci scordiamo di questo, nella perenne irrequietezza di una insoddisfazione (direi) indotta da falsi modelli.
    Quindi ribadisco il brava, nonostante tu abbia più o meno la metà dei miei anni hai questa consapevolezza. Ed anche una buona dose di leggerezza.
    Buona vita, e non solo per il 2014

    1. la penso anche io come te Fedifrago, nonostante abbia 15 anni in meno, e mi riempie di gioia anche leggere che dici di avere altre esperienze da fare. Conosco gente che passata una certa soglia pensa che non ci sia nulla da fare e vive di rimpianti e rimorsi….

    2. @fedifrago: che poi io irrequieta lo sono di default, ma ogni tanto tocca darsi tregua, fermarsi e accorgersi che dopotutto non è che le cose facciano così troppo cagare come ci siamo abituati a pensare. perché in fondo non basta mai e siamo sempre in affanno a recuperare.
      ah eh bravo anche tu, ovviamente 🙂

  7. Non mi piacciono i bilanci di fine anno, li odio.. ma e’ bello ricordare le cose nuove che ci ha portato quest anno e che non ci erano mai capitate prima. 🙂 e’ sempre un piacere leggerti Vagy!

  8. Ti leggo nella mia pausa studio (stramaledettissimasessionedigennaio) e penso che, caraVagi, hai sentimenti puri…proprio come la Terronia.
    Coltiva le tue passioni ma soprattutto le tue soddifazioni…È un proposito che faccio a te ma anche un po’ a me stessa. Ogni anno può essere bellissimo.

  9. Anche a me nel 2013 sono capitate un sacco ma proprio un sacco di cose mai successe prima!
    Tutte orrende.
    Tranne per l’amore of my life.
    ..Ma quello me lo ha portato il 2006 quindi non vale.
    Anzi ora che ci penso quest’anno stavamo per lasciarci 2 volte.
    Champagne!

  10. Ciao, ti avevo promesso un post sul pranzo di natale di noi lumbard… lo farò a breve.
    Chissà che il 2014 non inizi in modo positivo con io che non insulto la mia famiglia anche via web
    Buon anno
    Magy

  11. Dopo una certa età la vita peggiora di anno in anno, è inutile negarlo, per questo motivo le festività cerco sempre di festeggiarle al meglio. So già che l’hanno prossimo cambierà qualcosa: nuovi acciacchi, i genitori che invecchiano, i figli che prendono nuove strade, amici che perderai per sempre. Bisogna vivere al meglio senza rimpianti, anche per chi non c’è più. Buon anno a tutti!!

    1. Non è sempre vero sai Pinza, o almeno… è vero in parte. L’importante è fare quello che già stai facendo, e cioè vivertela al meglio e con le orecchie sempre dritte, perché si sa che la vita è matrigna. Ma accadono anche cose belle, o si hanno intuizioni vincenti, e soprattutto l’importante è non vivere mai facendo finta di avere un’età, e quindi delle possibilità e potenzialità che appartengono ad un altro periodo della vita.
      Buon gennaio, intanto.
      -S-

      1. Ascolta sempre gli zii, che fra una cagata e l’altra ogni tanto qualcosa di giusto lo dicono!! Ma lo zio Lupo? La befana se lo è portato via con tutte le feste?

  12. Ti stimo molto, ed il brivido di gioia mentre vedo che c’è un nuovo post sul tuo blog me lo dà solo l’orgasmo, per dire che ti stimo. E ti auguro quello che auguri tu, a tanti sconosciuti che ti conoscono bene e si rivedono in te. Buon 2014 Vagi, sei sempre bella p.s. dal mio metro sessanta, confermo, altezza mezza bellezza, e non ci lamentiamo delle cose belle che abbiamo, ma valoriziamolo!

  13. Sono daccordo con te…. guardare indietro solo per vedere ciò che di buono o cattivo ci è stato portato dall’anno appena trascorso. Perchè nel bene e nel male, quell’anno ci ha poggiato nuove fondamenta sotto ai piedi, e se non facciamo in modo che siano stabili, diventeremo sempre più traballanti via via che passano gli anni….
    Buon 2014 di stabilità, dunque!

  14. Cara Vagy, sono Spirito Libero versione “wordpress” (fevvai…finalmente anche io ho il blog qui!). L’anno nuovo porta sempre con se dei bilanci (consuntivi e preventivi), il tuo mi sembra molto ricco…ed e’ un bene. Credo di essermi beccata pure io una tiroidite da stress….quindi sei in buona compagnia. ^_^
    Visto che non si fanno auguri per l’anno nuovo che sia migliore del precedente, ti auguro solo che il 2014 sia altrettanto ricco di cose…da fare, da scoprire. E da condividere con tutti noi, che ti amiamo e ti leggiamo sempre! Un grosso abbraccio…

  15. Tanti auguri Vagy! di cuore. Un anno molto travagliato anche questo, per me.. Ma sul finire mi ha portato preziosi doni. Nel 2014 dovrò essere ancora più determinata e combattiva. La pars destruens è chiusa. Devo riedificare su BASI RINNOVATE.

  16. E’ che appena metto le mani sul pc chiama qualcuno che rompe i coglioni per qualcosa.
    Auguri tùsa, e pure a quei due lissopra, il Pinza e la zia.
    Personalmente il 2014 sarà decisivo, o va o ti saluto italiettademmerda.
    Smack

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