Quelle che

Sto ricominciando a fumare. Mi dico che no, che non è vero, che smetto quando voglio, che una sigaretta ogni tanto (nel corso della giornata) non è poi questo dramma. Mi dico che non posso mica rinunciare a qualsiasi cosa, perché quelle come me non sono persone sane, non lo sono state mai. Non siamo buone e non siamo salutiste. E’ una postura, ce lo imponiamo, fingiamo di poter agire sulla nostra indole ma no, sono tutte stronzate, se nasci tondo non muori mica magro.

Ci facciamo un po’ male, quelle come me, ne abbiamo bisogno, almeno in qualcosa. Perché farci un po’ male ci è essenziale per vivere, perché non sappiamo fare altrimenti, nemmeno se vogliamo o crediamo di volerlo, nemmeno se ci proviamo o se fingiamo di essere di quell’altra razza lì. La razza di quelli che crescono, di quelli che la vita se la costruiscono, di quelli che maturano e tessono chilometri di evoluzione e automiglioramento. Di quelli che la stoffa diventa così lunga che devi attorcigliarla, e poi puoi farci dei vestiti, metterci dei bottoni e dei ricami. Noi no. Noi siamo la tela di Penelope. Tessuta e disfatta, giorno dopo giorno. Restiamo sempre lì: in potenza e incompiute. Ad aspettare che torni, la vita, a travolgerci, come quando l’abbiamo vissuta con le budella, come quando non avevamo paura, come quando non avevamo coscienza.

Quelle come me mettono su i mattoncini, da brave, e più ne mettono, più hanno voglia di radere tutto al suolo e ricominciare da capo. Forse, ricominciando, le cose possono riuscire meglio. Finché non sarà tardi. Finché i mattoncini ci sfuggiranno dalle mani e allora non sapremo cosa farcene, dei pezzi che restano. Dei pezzi che non abbiamo saputo tenere insieme, quando avevamo l’opportunità per farlo.

Quelle come me restano sempre lì, anche se cambiano in superficie. Continuano a debellare dolori che si sono causate da sole, per poi procurarsene altri, scongelando porzioni d’anima impacchettate nella memoria, all’occorrenza, e fingendo che il sapore e la fragranza non siano cambiati.

Fuori piove. E’ sempre così. Credi che sia arrivata la primavera e invece no. Invece lì fuori fa ancora schifo e farà schifo ancora a lungo. E la primavera non ci sarà, è un’illusione, la primavera. Arriverà all’improvviso il caldo, quello torrido, quello che ti toglie il fiato, quello che ti fa rimpiangere i collant 50 denari e ti fa agognare gli spazi chiusi con l’aria condizionata a palla.

gambemie

Sto ricominciando a fumare e il sabato sera non esco mai. E’ una mia scelta, rifiutare ogni proposta: ogni bicchieredivino&quattrochiacchiere, ogni cena, ogni spettacolo a teatro, ogni film al cinema, ogni serata a ballare. Restare a casa. Ho bisogno di restare a casa: di riposare, di rilassarmi, di fare il punto. Devo lavorare, scrivere i pezzi, valutare proposte di collaborazione, rispondere alle email. “Se continui a non uscire, certo che morirai sola”, m’hanno detto.

Forse è una scelta, anche quella.

Forse anche io ho le mie nevrosi, il mio tempo da organizzare e centellinare. Del resto vivo a Milano, tanto normale non sarò neppure io. E poi la verdura da comprare al mercato, la spesa da fare coi ticket, il plan alimentare, la cucina, le lavatrici, la palestracazzodibuddhalapalestra.

Quelle come me ci provano. Ma son frettolose. Dopo un po’ s’annoiano. Hanno bisogno di stimoli costanti, perché sono viziate nell’anima. Il mordente lo perdono in fretta.

Noi che la notte non dormiamo, troppo occupate a coltivare inquietudini nemmanco fossero sogni.

Sono stanca. Ho la metà dei capelli che avevo un anno fa, due occhiaie da eroinomane consumata e amici che non vedo più.

Sono in ritardo. Faccio troppo e tutto quello che faccio non è mai abbastanza. In compenso, non faccio una telefonata manco se mi paghi e, se la ricevo, quasi sicuramente non rispondo.

Ma è tutta una questione di equilibrio, dite. Di consapevolezza, di giusta distanza.

Il baricentro emotivo, per sentirsi vive, senza farsi a pezzi.

Sto ricominciando a fumare.  Dovrei non dimostrarmi più nulla, essere un’altra per un po’. Una che sappia decidere se stare al di qua o al di là della linea che divide ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Una che non abbia dubbi sul suo voler essere felice. Una che non abbia bisogno di sentirsi tormentata e decadente ogni stocazzo.

Sto ricominciando a fumare e non scopo da mesi. L’amore non lo faccio da anni. Mi dico che è una mia scelta. Non praticare ginnastica genitale con uomini di cui non mi importa nulla e a cui nulla importa di me. Mi dico che è una mia scelta. Non amare e non farmi amare. Non amare e non farmi male.

O forse dovrei solo spogliarmi. Per un po’. Dei vestiti e delle sovrastrutture.

Essere nuda. Come un verme.

Essere libera. Per un po’.

144 thoughts on “Quelle che

  1. Potresti provare con i cubani ….i sigari, intendo. Invece che ai polmoni fanno venire il cancro alla gola, ma di morire sano non mi interessa.
    Per il resto, non ho mai dato consigli, e me ne guardo bene pure ora; e comunque i consigli sono come le caramelle, mai accettarli dagli sconosciuti.

      1. Mmhhmm….mi mettono un po’ di acidità di stomaco. Preferisco i fumenti al bicarbonato e vicks e un’ottima tisana al finocchio.

      2. Sì, ma sono sempre io che torno a casa suoi gomiti, tutti i venerdì sera, a forza di aspettarti!!! E tu a casa, con la bavetta alla bocca, appisolato sul divano col tuo bel plaid…. 🙂

  2. Sei emozionante e poetica nel contempo. Sei pungente e sei incisiva. La parola giusta sempre al posto giusto. E da inquieta Scorpione, non posso far altro che immedesimarmi nelle tue parole, nonostante stia vivendo frangenti di vita felice. Ma nel sottofondo l’inquietudine resta sempre lì pronta q uscire fuori all’improvviso.

  3. “Odio la primavera è una troia che ti frega”
    (Selfie CIT.)

    Ricordo quando mi hai detto “io non rispondo al telefono” e sono rimasto lì fermo a pensare che stavo invecchiando, perché per me il telefono è una roba per parlare, il resto sono accessori quasi inutili che vanno tolti di mezzo quando la situazione è seria.
    Eppure lo capivo che i figli di questo tempo hanno esigenze e dubbi tutti diversi, incertezze radicali cresciute a colpi di papigirls che girano in Carrera 4S.
    Spallate terminali che possono fare buchi da cava davvero profondi, in attesa della dinamite.
    Credo che tu ti stia impegnando tanto, per tutto e questo comporta stanchezza emotiva, sfibrante sfinimento fisico.
    Lavorare sempre troppo, stressarsi di Milano, mangiare poco e troppo sano.
    Ce n’è di che darsi ai funghi messicani, altro che un paio di paglie al giorno.
    In sostanza abbruttirsi in casa di sabato sera non è mica vietato dall’ONU, fino a tre al giorno è concesso anche alle donne incinte (anche se il gine s’impiccherà pur di ammetterlo), scopare per forza perché bisogna è come bere Tavernello a tavola.
    Recupera gli amici, quello sì, invita gente in casa, quello sì.
    Continua con le foto delle gambe che a me, al Pinza e a qualche altro fai solo piacere.
    Poi scrivi, così fai contenti davvero tutti.

    1. Il lupo fa veramente paura quando scrive così. Me lo immagino nella sua tana, incazzato e con tanta fame. Io lo ascolterei, anzi, cerco subito su internet dove si possono acquistare i peyote. Da anziani tirerà meno, ma si diventa più saggi!

      1. Vetro, Pinza, il primo/a che mi chiama Gandalf o Silente o altri saggi di età DAVVERO importante, vengo lì e regalo testate.
        Per il resto, abbraccio e ovviamente inchino per i complimenti.
        🙂

      2. Cazzo, cosa c’è meglio di lupo?
        Sei l’apoteosi del cane, che è l’animale che preferisco.
        Dopo il lupo.
        Io, m’inchino.
        E il primo che se ne approfitta lo piglio a randellate sulla testa. Proprio quella testa.
        :mrgreen:

  4. E ti leggo e avrei voglia di citare un tuo pensiero, poi due, poi continuo a leggere e più leggo più è come se anche il mio sentire si materializzasse in parole che io, non avrei saputo scrivere meglio. Età diverse, realtà diverse, ma quell’inquietudine, quel malessere e senso d’assurda impotenza, sono gli stessi. Il tempo che passa, la voglia di starsene in un angolo al buio con le mani sulle orecchie…E che te ne fai di tutti noi che diciamo di sentirci un po’ come te? “Che palle” dirai…Invece spero che il sapere che le tue parole, la tua ricerca di serenità… aiutano tanti di noi a guardarsi dentro a sentirsi meno disperati possa farti capire quanto speciale sei. Buona Serenità o “Pace interiore” come dice Missouri4 a Gazebo 😉
    Kali

    1. Profonda, sincera e tormentata.. articolo bellissimo. Può capirlo solo chi sta passando un periodo simile e pecca di troppa sensibilità e poco menefreghismo. Delle volte penso “quanto sarebbe bello essere mediocre e non così complicata”, eh si..in quel modo si vive felice, in quel modo la noia non ti assale e nemmeno i crolli di autostima. Purtroppo non rientriamo nella categoria. Ammiro la tua capacità di concretizzare sofferenza e ironia nello scrivere, spero un giorno di diventare brava come te. Aspetto con ansia di leggerti ancora, spero più positiva.

  5. più che altro dovremmo spogliarci delle sovrastrutture dei pensieri.
    pensare troppo, ragionare troppo fa male, peggio del fumo, a volte si dovrebbe solo restare nudi con le proprie sensazioni, desideri e emozioni del momento.
    nulla sopravvive davvero alla riflessione

    1. Concordo Michele. Se trovi un modo (magari legale e gratis) di pensare meno, per favore insegnamelo. perché anche dirsi “non pensare” è solo un altro pensiero in più.

  6. “Quelle come me mettono su i mattoncini, da brave, e più ne mettono, più hanno voglia di radere tutto al suolo e ricominciare da capo.”

    Dopo questa frase posso anche non continuare a leggere, mi è bastata. Per oggi siamo davvero sulla stessa onda.

  7. quando un post parla anche di te..se fossi un’ottimista delcazzo ti direi “tranquilla non sei sola a questo mondo”..ma dato che invece Leopardi e Montale sono i miei mentori non posso far altro che apprezzare le tue parole che danno forma a quello che, vigliaccamente, mi rifiuto di constatare. In più vorrei farti una domanda: io dietro ad ogni sigaretta accesa nascondo l’illusione di bruciare per un attimo il dolore dell’anima..tu, fumando, cosa provi?

  8. Oddio Vagi, mi sembro io. Certo tu almeno per non uscire il sabato, hai la scusa che devi scrivere ma io nemmeno ho uno straccio di lavoro. Eppure sono mesi che mi sono chiusa qui, esco solo per andare in libreria o a fare la spesa o qualche commissione per mia madre. Ma io non lo so perchè a volte do la colpa al fatto che non sto bene nei miei chili di troppo che non riesco a far andare via e quindi non mi va di essere vista dagli altri come mi vedo io, altre volte al fatto che temo di non aver nulla da raccontare e quindi mi risparmio la fatica di mettermi in gioco. Che poi a dirla tutta c’è pochissima gente con cui potrei uscire, ma potrei aver la faccia di velluto di farmi avanti io con qualche vecchia amica il punto è che proprio non ci riesco. Grazie di aver scritto quest articolo perchè sei riuscita a farmi uscire ciò che mi tengo dentro da troppo!

    1. Che dolce Emy. Vedrai che le cose cambieranno, e quando starai meglio avrai voglia di essere più attiva e vedere amiche e avrai cose da raccontare, anche piccole e stupide, e riderai. A volte basta un piccolo sassolino di fiducia per poi far andare meglio tutto e, anche se non tutti i problemi non si risolvono magicamente, scoprirai di essere più serena e a tratti quasi felice. Te lo dico perché è successo anche a me.

  9. Ultimamente mi sento un po’ così, come hai scritto tu… E mi ripeto, a volte anche con estrema convinzione, che le cose cambieranno. Troppi pensieri, mille e più preoccupazioni… E intanto ho perso il conto dei sabati sera trascorsi sul divano a meditare su non so nemmeno io cosa…

  10. …Amati… lo troverai scritto in un sacco di posti più o meno spirituali, ma alla fine è solo questo, riuscire a guardarsi allo specchio e pensare qualcosa di bello e positivo su di sé…

  11. … ricominciare a fumare. Già sentita questa storia. Mille cose da fare? Anche questa. Mediocrità è la mia croce. Almeno tu porti avanti un interessante blog, io ho lasciato a metà anche quello (http://giovanipezzenti.blogspot.it/) e la perenne insodisfazione regna sovrana. Sarà malattia mentale, saranno gli ormoni … ma spesso mi annoio da sola. Azz. Ed è pure lunedì. E ti dicono aiutati da sola … ahahahah. Ricomonciare anche a bere … ma domani andrò dal nutrizionista. L’unica soluzione è prendersi a schiaffi. Così. Come sport.

  12. “Spesso il male di vivere ho incontrato”.
    E se fosse solo la vita umana ad essere il vero male di vivere? E se fossero “quelle che” ad aver capito tutto, mentre le altre salutiste a correre in tondo come dei criceti sulla ruota senza mai afferrare l’inconsistenza dell’essere fossero solo illuse come coriandoli convinti di volare per sempre, senza sapere che prima o poi si sfracelleranno al suolo?

  13. posso dire… checazzodipresaamale… scusa la brutalità ma qua poco ti manca per arrivare al centro della depressione. Ti prego parla con qualcuno… a me sta aiutando… un bacio irene

  14. Quando sono stata male davvero due cose mi hanno aiutato: aprire un blog dove dare una forma più chiara alle mie ansie e frustrazioni, prendere un gatto. I felini ti insegnano il significato più profondo della parola “rilassarsi”. Ti assomigliano: indipendenti, forti, permalosi a volte. Chiedono prepotentemente le tue attenzioni. Ma avere qualcuno che ti aspetta a casa è bello. E sanno esattamente che quando piangi hai bisogno di affetto. E poi non potresti fumargli vicino.

  15. Uhm… non è che mi eri rimasta in casa apposta, quel sabato sera, perchè in realtà VOLEVI vedere la finale del festival di Sanremo?! 😀
    p.s. gran bel post

  16. NOO. No no no. Non cedere. Corri a rileggere il tuo pezzettino dedicato al tuo apparato riproduttivo, in cui giuravi e stragiuravi al tuo utero e ovaie che ti saresti occupata di loro, che le amavi e volevi che stessero bene. Sono certa che dopo letto butterai le sigarette. Poi fai quello che vuoi, non sono certo la persona adatta a dire agli altri cosa fare. Esci, non uscire, scopa, non scopare. Whatever. Ma non fumare vuol dire volersi bene.
    Mela, la pasionaria anti-fumo.

  17. E la sensazione di non riuscire mai ad essere totalmente, con le scarpe, il pensiero e tutto il resto, in un posto ma di essere sempre un po’ da un’altra parte, vedere la propria vita come se fosse quella di qualcun altro ma molto vicino, quel senso di irrequietezza che ti fa cercare una sigaretta e ti fa venire voglia di una birra alle 10 di mattina, quella voglia di andare ma anche di tornare, sapere che c’è altro e che essere curiose, lanciarsi e lasciare la via vecchia per la nuova ne vale la pena, pensare che c’è un’altra possibilità e che in fondo non abbiamo niente da perdere, oscillare perennemente fra profondità e superficialità e nonostante tutto essere considerata dagli amici il punto fermo da chiamare in caso di crisi di coscienza e per le serate che non finiscono prima delle 48 ore successive.
    Insomma irrequietezza e pigrizia ma siamo condannate a vivere così se non altro io non mi annoio, t’immagini palle essere sempre uguali a se stessi?????
    Ps: ti mancasse l’aria qua in Versilia un posto letto c’è, non sarà come casa tua ma c’è il mare e quello aiuta parecchio!
    Pps: che inculata i cambi di stagione e gli scompensi ormonali, vero?!

  18. Certo che sei proprio scorpioncina fino al midollo tesò…

    Considerazioni alla Paolo Fox a parte, non vedo perché ci si debba privare della libertà di NON RISPONDERE ai vari telefono barra messaggi barra uozzap. Io credo che se si sente il bisogno di vivere come uno stilita lo si debba fare, magari non per un periodo lungo (anche perché poi ti romperesti i maroni,) ma se è di questo che hai bisogno, fallo. Chi ti conosce capirà, altri no. Pazienza.
    Penso che sia ora di finirla con la reperibilità totale ad ogni ora del giorno e della notte, che mica siamo the apprentice di briatore, né dei neurochirurghi all’avanguardia.
    Sul fumo mi trovi in disaccordo: fa male, oltre che ai polmoni fa male pure alla pelle, ai capelli, ai denti e all’alito, ma non sono qua per darti consigli salutisti, sennò mi chiamerei Lambertucci.
    Bacissimi.

    1. la lambertucci l’avevo rimossa e tra le altre cose ti adoro per averla riportata alla mia mente.
      col fumo stacco da lunedì. lo prometto.
      per il resto, totalmente concorde sulla necessità di non essere sempre reperibili. e per ora sì, va così.
      un bacio grandissimo!

  19. Ho ricominciato a fumare anche io. Per carità, vado a fasi alterne eh: oggi cinque, domani nulla, dopodomani chissà. Dipende molto dagli andirivieni emotivi. Io dico sempre: “O fumo una sigaretta, oppure ammazzo qualcuno”. Quindi mi unisco al coro qui sopra dei “Non sei sola, Vagy”. Ma in realtà lo sei: ed è proprio questo che ti dà l’opportunità di essere (o di ritornare ad essere) chi veramente vuoi essere.
    Baci!

  20. ..eppure ti dirò..che ne avrai della vita, se continui a viverla nel tuo stare male? come se stare male, fosse l’unico modo per renderti conto di vivere davvero..di sentire qualcosa dentro..l’unica cosa che possa ricordarti che ora come ora, tu sei viva! tutti i sentimenti sono attimi di vita, quella stessa vita che va ben oltre il semplice alzarsi al mattino, uscire a fare un giro..quella non è vita! la vita è il cuore che ti batte forte nel petto, il vuoto nello stomaco, l’angoscia di qualcosa..certo, anche quella è vita..momenti e sensazioni che non puoi scegliere di vivere quando vuoi tu, ma che capitano..tanto nella luce, quanto nelle tenebre..e questo vada..che tu vivi solo nelle tenebre..e passi il tempo a piangerti addosso, chiusa nella tua cameretta..al buio..che tanto nemmeno ci pensi che ti basta allungare la mano per aprire la porta..e vedere tutto un mondo che non hai mai conosciuto..la paura forse, di scoprire qualcosa di nuovo..ed intanto resti li, da sola, fuori dal mondo, e lontana da tante persone e tanti affetti, che magari verrebbero volentieri a bussare alla tua cameretta, e a chiederti di fare 1 salto fuori..anche solo per un po di compagnia..per scambiare una parolina, o un abbraccio.. essere felici è davvero semplice, e nella sua semplicità basta davvero poco..un abbraccio di un amico, una parola di conforto, che poi rasserena il cuore a tutti quanti..ed il tuo se ne bea, senza dir altro, nella soddisfazione di essere riuscito a tirare fuori un po di luce, anche nelle tenebre piu profonde.. sei una persona profonda, e mi dispiace che piuttosto che godere di quella tua profondità, di metterla a disposizione per chi ama un po di piu il sorriso, e meno il dolore e le lacrime..resti li, in disparte..a vedere il tempo che ti scorre addosso.. sai, dal momento in cui i tuoi ti hanno messa al mondo, loro hanno deciso che tu devi starci..che tu sia felice o triste, che sia sorridente o malinconica..in un modo o nell’altro il tempo ti passerà su senza mai fermarsi..e allora dato che ci sei costretta, fai in modo di trascorrerlo nel modo piu sereno possibile..perchè un domani, guardandoti indietro, tu abbia qualcosa da stringere tra le mani..che non sia solo un fazzoletto logoro, bagnato ed ormai asciutto da tutte quelle lacrime versate..se sei caduta per terra, alzati, e ricomincia a correre! perchè nella vita, alla fine di tutto, bello o brutto che sia stato, vince solo chi non se ne va via col sorriso..chi non ha mai perso la speranza di essere felice..chi si è reso conto che alla fine, per esserlo, basta davvero poco..che la felicità, è la cosa piu semplice di questo mondo..dai piccoli gesti, e dai piccoli affetti nasce la vita piu bella che si possa vivere.. perchè non si puo definire vita, il semplice scorrere del tempo..delle giornate, una dietro l’altra.. giornate morte e vuote..come la vita di chi, non vuole davvero vivere! la primavera arriverà un giorno o l’altro..non è un’illusione..l’illusione invece è credere che l’inverno non finirà mai..continuerà a piovere forse, per giorni..settimane..mesi..ma ricorda…non puo piovere per sempre! ti faccio 1 in bocca al lupo, sperando che un giorno, tu possa ritrovare la voglia di aprire quella finestra che si affaccia sul mondo, e sulla vita…e di spiccare il volo!

      1. ..io invece credo che quello di cui tu abbia bisogno..come i tanti di cui parli..è il sorriso..e la serenità..nel buio non troverài un riparo dai pensieri e dai dubbi..nel buio troverai quello che cerchi di evitare rifugiandotici..e resti li, nelle tenebre, a pensare a come sarebbe bello se tutto fosse luminoso..ma come puoi sperare di trovare la luce, se la cerchi nell’oscurità? sii positiva, e affronta la vita con il sorriso sul volto..quello è la vera luce che cerchi..la cosa di cui hai veramente bisogno..la cosa di cui tutti hanno bisogno..e della quale tutti corrono dietro in una disperata ricerca..ma in realtà è molto piu vicina di quanto si possa immaginare..e purtroppo spesso correndo..senza voltarsi mai..non ci si accorge che la si sta soltanto lasciando indietro!

  21. Forse, mi permetto che potrei essere la tua mamma, dovresti solo ripartire da quello che sei di fondo. Riparti dalla semplicità di quella ragazza del paese del sud da dove viene, che lavora a Milano, che ha bisogno di qualcuno che la ami come tutti e che è soddisfatta di quello che sta facendo con il suo lavoro. Punto. senza altre cose, con la mente aperta a tutto. Qualcosa arriverà.
    E rispondi al telefono!!!

  22. Ciao Vagy, io mi sono messa a dieta da qualche settimana anche se sinceramente preferirei morire mangiando tutte le porcherie del mondo, ma avendo un figlio da crescere non posso permettermi di avere le arterie foderate di colesterolo a 40 anni e poco piu’….fossi senza questa responsabilita’, farei come te. ^_^
    Sulla solitudine cercata: e’ da un po’ che io la pratico con successo, non esco la sera, mi faccio fondamentalmente i cazzi miei e sto bene. Mi sono resa conto che se dai un po’ della tua disponibilita’ agli altri questi li riversano addosso tutti i loro problemi esistenziali e aspettative come se tu potessi risolvere ogni cosa, ma se tu hai un problema, nessuno ti aiuta. Mi sono aiutata da sola e ora mi godo la mia liberta’ di non dipendere emotivamente da nessuno. Nemmeno dal moroso. Per arrivarci ci sono voluti anni…ma per fortuna, ci sono! ^_^ Ecco…non che si debba fare le eremite a vita, prima o poi ti tornera’ la voglia di un’uscita rilassante con le amiche, ma si vede che ora hai bisogno di stare centrata su te stessa.
    Sul fumo: inutile dirti cosa penso. Fa male, rovina la pelle, rende i capelli opachi ecc. Ma tu lo sai gia’. Un bacio.

  23. Clap clap clap.. Bellissimo post! Ma smetti di fumare.. te lo dice uno che ha ripreso dopo 3 anni di stopalletelefonate e che ogni sigaretta che ora si accende dice: “Non ha il sapore che avevano una volta…”
    Ciao nééé 😉

  24. Mi commuovi, come sempre. E la cosa assurda è che nonostante non ci siamo mai viste ormai ti considero un’amica. E adesso dividerei con te un barattolo di nutella, una sigaretta, e un bicchiere di vino, perchè queste cose cose, ogni tanto, riesco a sollevare un po’ l’umore.

    1. Concordo. Sei davvero IMPRESCINDIBILE.. Io parlo di te a tutti.. come fossi una vecchia amica 🙂 Dunque anche in questa dimensione liquida ci sono incontri veri e importanti ;). Siamo in così tanti a seguirti. TU SEGUI-TI, senza perderti. Prenditi ciò che ti serve ora..E ascoltati profondamente.. Questi periodi capitano.. Autolesionismi, tormenti? Fanno parte dell’ inquietudine che ti contraddistingue.. Guarda come gira, tritura e logora il mondo .. come si fa a essere pacati, sereni? Ci vuole tempo lo sappiamo. Se non vivi in superficie, occorrono passioni rabbie, errori, ostacoli, rese dei conti, sogni, ansie… PER IMPARARE A VIVERE.. E pazienza. Ma vivi IN PROFONDITA’ SEMPRE. e guarda avanti senza aspettarti soluzioni da altri..( Quello lo abbiamo già fatto.. ). un abbraccio.

  25. Cara Vagy…
    Settimana scorsa una persona, abbastanza seriamente, mi ha detto che io non sono sana (di mente).
    Reazione tra l’incredulo, il me ne frego, lo accetto.
    Il mio amico gayo, in tutta tranquillità e benechemivuole, mi ha detto: “Ma ha ragione: tu sei pazza. E’ inutile che menti sul tuo stato mentale”
    Ed è proprio così: noi siamo “quelle che…” sono fuori dagli schemi, a cui non vanno bene le maschere e che non vogliono più soffrire, e cercano di ritrovare un pò stesse ogni giorno, concedendosi degli spazi di solitudine. E siamo soprattutto quelle che non hanno paura di mostrarsi per quello che sono, fragili e forti, tragiche e sorridenti. E questo ci rende sole in un mare di attenzioni. Ci costringe a starcene un passo avanti agli altri e sentirci non integrate completamente nel mondo, perchè capiamo troppo e non ci adeguiamo.
    E a sognare, nelle nostre inquietudini, qualcuno che riesca a fare quel passo.

  26. Io sono una di quelle che ci provano e ci riprovano sempre. Che costruisce un muro mattone su mattone, proprio come te, e poi si ritrova a dover (o a voler) ricominciare da capo. Io non ho mai smesso di fumare, né tanto meno ad uscire il sabato sera, con un amico speciale che mi tira fuori dai guai ed è l’unico maschio con cui riesco a intrattenere una conversazione che non sia mio padre. Mi incasino sempre io, la notte non riesco a dormire, e di giorno vivo di caffé. Ho una carriera a cui far fronte e che a volte sembra che mi stia schiacciando. E allora chiudo la porta, lascio il mondo fuori, mi accendo una sigaretta e comincio a scrivere un racconto, ne ho scritti tanti, quindi presumo di esser stata molte volte triste.

      1. E’ brutto si, ma non posso fare altrimenti. Spero che tutti i sacrifici che sto facendo per realizzare i miei progetti lavorativi futuri serviranno a qualcosa. Ho perso anche l’amico speciale. Insomma, peggio di così non può andare. Mi rimangono solo le sigarette da fumare.

  27. succede….. a volte succede, a prescindere dalla vita che hai, dal condividere o meno lavatrice e frigorifero…… a volte succede di “doversi” fare male, di rintanarsi, di “appartarsi”……. forse è una pausa, o forse no, forse era una pausa l’altra vita…… l’importante è assecondarsi per poter ricominciare……..

  28. ma insomma, invece di girarci attorno in oziose volute metafisiche, quanti cazzo di chili hai perso ? Di che taglia sono i jeans fotografati su twitter ? Non ci avrai mica preso gusto al “plan alimentare” da suffragetta dell’ortodossia pre-anoressia ? Che invidia. Ero come te. Ma tutto finisce. Invecchi, perdi il lavoro, da giovane promessa del giornalismo (precario), ti ritrovi a 38 anni disoccupata, affamata, sull’orlo del suicidio. Ah già, neanche c’ho provato io, a fare le valigie, sono rimasta a Palermo, perchè in fondo ero un’inguaribile ottimista. Qui voli basso, per poco. Ma poi lo schianto ha fatto male lo stesso…

    1. ma no, ma come ti viene in mente? ho perso 1 taglia, i primi 5 kg, i più semplici da buttar giù che son tutti liquidi!
      palermo è splendida. solo che non offre moltissimo professionalmente, lo so.
      collaborare però si può. a distanza. con altre testate. no?

  29. Ok, accetto il suggerimento di WordPress e parlo con Vagina, perché Vagina risponde.
    È lampante, la similitudine con la tela di Penelope. E sì, anche io mi sfilaccio ogni giorno, partendo dagli occhi e dalle scelte che sono costretta a fare contro la mia volontà. Il filo si accumula intorno ai piedi, una massa di iridi e ricordi, mentre continuo a camminare in vicoli che ci vedono benissimo, ma che io non ho più gli occhi per riconoscere.
    Mi dico: ‘Saranno i tempi in cui viviamo’. Vorrei avere almeno un vizio, a volte, per riconoscere di esserci.

  30. ” Una che non abbia bisogno di sentirsi tormentata e decadente ogni stocazzo.”

    E’ sempre stato così per me, a volte penso di essere l’unica…poi leggo il tuo blog, e capisco che no, questa “malattia” non ha colpito solo me.
    Ti dico però che forse non è poi così tanto colpa nostra, forse è la società che ci mette pressione e noi, prese da ansiadeltempochescade-ansiadaprestazione-ansiaebasta, ci facciamo scappare quei famosi mattoncini di mano. E’ un dramma.

  31. tranquilla Vagy! Anch’io mi dico sempre che prima o poi eliminerò qualcuno dei 10 caffè che prendo al giorno……….me lo dico tutte le mattine con una tazza di caffè in mano, di quelle dove le persone” normali” prendono il cappuccino! Un bacio!

  32. Mi chiedo dove sono stata fino adesso, per averti scoperta solo ora. Leggere ciò che scrivi, ritrovarmi, perdermi, cercarmi.
    Poi sono arrivata a questo articolo e più lo leggo (l’ho letto molte volte), più ricomincio da capo e penso che sì, io sono davvero così, mi sento così, so di esserlo anche in quella parte dell’anima che tento di nascondere a me stessa. Eppure tu mi hai messa davanti allo specchio, mi hai obbligata a fare i conti con tutto. Quello che ammiro del mio carattere e di ciò che sono, ma soprattutto quello che mi getta nella malinconia, nell’insensatezza, nel domandarmi se farò mai pace con tutto quello che mi si agita dentro.
    Grazie perché hai fatto tutto, grazie perché ci mostri di te anche ciò che è più scomodo, ciò da cui si tende a fuggire.
    E i miei più sentiti, sinceri, profondi complimenti.
    Un abbraccio.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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