Coinquilini o Sexmate?

L’abbiamo detto più volte: ci sono una serie di regole nelle relazioni sentimentali. Regole su cosa fare e soprattutto regole su cosa NON fare. Mai con un compagno di classe. Mai con un professore dell’università. Mai con l’ex di una tua amica. Mai con l’attuale di una tua amica. Mai con un amico del tuo ex. Mai con l’ex. Mai con un collega di lavoro. Mai con uno fidanzato. Mai con uno sposato. Mai con il migliore amico. Mai con un coinquilino.

Man mano che cresci, capisci che dire “mai” non ha molto senso e che nella vita, da un lato, ti ritrovi a fare cose che non avresti pensato di poter fare. Dall’altro, se rispetti tutti i precetti di cui sopra, fai prima a cucirtela perché alla fine della cernita resta un recinto con dentro solo Giuseppe Simone.

giuseppesimone

Io, al momento, dei suddetti precetti, ne ho infranti diversi, mentre la mia amica Francesca, reduce da una relazione decennale, ne ha infranto uno soltanto, l’ultimo: mai con un coinquilino. Ma partiamo da principio.

Fancesca frequentava la mia scuola, è due o tre anni più giovane di me e ha deciso di trasferirsi a Milano per iniziare un Master. Quando l’ho saputo ho avuto voglia di dirle che sarebbe stato più ragionevole e redditizio restare a Taranto e imparare a fare nail art, ad esempio, però mi sono trattenuta, pensando che in fondo anche io avevo fatto esattamente la stessa scelta qualche anno prima. E così, da buona conterrona, le ho dato tutte le indicazioni del caso, a partire dal dove vivere a Milano (n.d.r.). Quando si è trasferita, nel giro di due negroni sbagliati le ho fornito il toolkit cognitivo minimo per affrontare il suo insediamento meneghino. Perché mi sembrava giusto prepararla, giacché Milano è una città molto challenging ma altrettanto demanding.

Le ho detto che a volte le sarebbe capitato di sentirsi sola; che la gente l’avrebbe invitata a cena fuori per festaggiare il proprio compleanno ma che la cena avrebbe dovuto pagarsela lei; che impovvisamente i suoi vestiti/scarpe/borse non sarebbero bastati più; che presto il suo nome di battesimo sarebbe scomparso in favore di un nomignolo esterofilo tipo “la Francis”; che non importa quanto si sentisse piacente a casa sua, a Milano avrebbe in fretta realizzato che le modelle circolano a piede libero in mezzo a noialtre e che c’è un’aspettativa di fighezza minima mortalmente più alta; che l’egofrocismo va per la maggiore, che depilarsi la vulva non è un optional e che, soprattutto, a Milano usare calze color carne è socialmente più deprecabile che dichiararsi un fervente e praticante satanista.

A circa una settimana dal trasferimento, Francesca mi ha scritto per dirmi che il Master era iniziato e pareva interessante, che in casa erano in 5, con doppi servizi però, che scusa se è poco, ma fa la differenza. Stanza fighissima, coinquilini simpatici, tutti suoi coetanei, tutti lavoratori tranne lei e una norvegese – molto bionda e molto magra – che studia fashion design. Tutti simpatici, i coinquilini, specialmente uno.

MilanoStanze Skyline-7348

Tempo un mese, Francesca e quell’uno, il più simpatico di tutti, avevano fatto conoscenza, poi amicizia, poi flirtato, poi limonato, poi fornicato, poi iniziato a camminare mano nella mano.

Quando l’ho saputo ho avuto voglia di chiederle come fosse possibile, essersi appena mollata dopo una storia pluriennale e avere già voglia di invischiarsi in una relazione. Come fosse possibile non aver voglia di curiosare, di vedere, di conoscere, di scoprire, di lanciarsi senza paracadute da sola nel mondo, di farsi male e rialzarsi e sentirsi forte, post-moderna e tormentata come tutte noi. Però mi sono trattenuta, pensando che in fondo chi minchia sono io per decidere cosa è giusto fare e cosa no, dall’alto della mia precarietà emotiva, per cui ogni 5 mesi mi sciroppo crisi mistiche esistenziali che in Tibet dovrei starci per 20 anni, non sette.

Insomma, magari ha ragione lei, e fa bene a fare come fa, che forse lei ha trovato una nuova dimensione, l’ottimizzazione esistenziale e sentimentale, perfetta per questi tempi, il Sexmate, che a ben vedere, presenta anche degli aspetti positivi:

1. Non devi prendere il taxi per raggiungerlo

2. Quando dormi da lui non devi portarti dietro lo spazzolino, le mutande, i trucchi, il ricambio per il giorno dopo.

3. Per riaccompagnarti a casa non deve usare la macchina e nemmeno mettersi la giacca, al massimo le mutande.

4. Se sei in ritardo per un appuntamento non devi perder tempo a whatsapparlo per dirgli che sei in ritardo per l’appuntamento.

5. Scopri subito l’impatto della sua presenza sul livello di pulizia del tuo cesso

6. Scopri subito se è consapevole del fatto che mutande e calzini non sono dotati di un micro-navigatore satellitare incorporato per condursi da soli nel cesto della biancheria

7. Scopri subito se è una persona puntuale con i pagamenti di affitto e fondo cassa

8. Scopri subito se crede nella metempsicosi della carta igienica o se gli è chiaro che una volta che il rotolo è finito, è finito. Ngéppiù. Non rinascerà. Bisogna cambiarlo.

9. Scopri subito se è un serial killer con istinti cannibali che nel frezeer congela resti umani

10. Scopri subito se sopporta la vista di te appena sveglia, struccata, con i capelli stile nido di struzzo, il pigiama di pile e le calze di spugna. E se sì, ci sono i presupposti per imbastire una seria relazione sentimentale.

Insomma, Francesca fa bene a fare come fa.

Io, per il momento, proseguo nella mia autarchia sentimentale ma metti che tra un due/tre anni stiamo ancora qua, fanculo al bilocale, vado anche io a vivere con MilanoStanze.it!

92 thoughts on “Coinquilini o Sexmate?

  1. Articolo ad alto contenuto condivisibile, ma questa frase: “che non importa quanto si sentisse piacente a casa sua, a Milano avrebbe in fretta realizzato che le modelle circolano a piede libero in mezzo a noialtre e che c’è un’aspettativa di fighezza minima mortalmente più alta” per cercare di sopravvivere nell’inferno del “lei, la perfetta da fare schifo e io, che faccio schifo e basta” è Vangelo! 🙂
    Baci,
    Ila (una che il “mai” non sa neanche dove stia di casa. Più o meno come il “per sempre”)…

  2. anche io ho avuto una trombamicizia con un coinquilino, ma è andata a finire malissimo, ossia che poco ci mancava e ci saremmo messi insieme; la rottura è stata drastica, ma ora che non vivo più con lui abbiamo amorevolmente ricominciato a bombarci!

  3. e no… voi ragazze predicate i benefici effetti della convivenza prima del matrimonio, che io non condivido.. e ora che addirittura la convivenza viene prima del fidanzamento non va bene??? ; ))

  4. “Man mano che cresci, capisci che dire “mai” non ha molto senso e che nella vita, da un lato, ti ritrovi a fare cose che non avresti pensato di poter fare. “: sacrosanta verità!!!

    “che la gente l’avrebbe invitata a cena fuori per festaggiare il proprio compleanno ma che la cena avrebbe dovuto pagarsela lei;”: ah!!! ecco svelato il mistero! qualche anno fa capitò ad una coppia di amici e raccontandolo a distanza di molto tempo si facevano ancora la croce con la mano sinistra!!! epperò! mica era successo al “NORDE”!!! il festeggiamento avvenne al “SUDDE”!!! vedi vedi che era un ex trapiantato ritrapiantato?!?

    ” Scopri subito se crede nella metempsicosi della carta igienica o se gli è chiaro che una volta che il rotolo è finito, è finito. Ngéppiù. Non rinascerà. Bisogna cambiarlo.”: eh! questo è uno dei tanti dogmi che pochi riescono ad accettare!!!

    p.s. grazie Vagì, era troppo che non ti leggevo: sei un toccasana come sempre! 🙂

    1. Ma per me è normale che se ti invito a cena al ristorante per festeggiare il mio compleanno, ognuno si paga la sua cena (o in genere si divide “alla romana”). Cioè secondo te e la Vagi io dovrei pagare la cena a tutti (ed è il MIO compleanno)??? Ti giuro che non sono polemica… è che non capisco la logica che c’è dietro al vostro ragionamento… a parte che non m’è mai capitato di incontrare un fenomeno del genere, di uno che paga la cena a tutti per il suo compleanno. Cioè si va a festeggiare un compleanno e ognuno si paga la sua cena e poi si fa il regalo al festeggiato.

      1. uhm….. a questo punto credo sia una questione di abitudini! dalle parti mie quando uno ti invita ti paga la cena. compleanno a parte. se invece si decide di uscire insieme ognuno paga per sé.

      2. E vorrei vedere che invito la gente a festeggiare il mio compleanno e devono pagare loro… Se io organizzo una cena, sono io che devo prendermene carico, magari invito un amico o un conoscente che non può in quel momento pagarsi la cena perché ha altre spese, magari quello per non dirmi no(che noi terroni ci teniamo), o non vuole dirmi le sue cose, finisce per venire e magari lo metto in difficoltà che so…
        Ragazzi, se invito qualcuno al mio compleanno ad un ristorante è perché pago io!!! Inviti al ristorante con la tasca altrui non se ne fanno…
        Non è questione di abitudini ma di buonsenso.

      3. Ilaria, in realtà il principio teorico che sta alla base del “tu mi inviti alla tua festa – io ti faccio il regalo” è il “do ut des” che consiste appunto nel ricambiare la cena/bevuta offerta con un regalo. Ovviamente dico “in teoria” perché poi è normale che ad un’amica stretta, ad esempio, o in generale a una persona a cui vuoi bene, il regalo lo fai lo stesso come pensiero carino e non perché hai avuto in cambio qualcosa 😉
        Posta come fate voi del nord allora, ci si dovrebbe pagare la cena anche ai matrimoni (secondo il presupposto che “la festa è mia quindi non devo pagare io”) ?
        No no, stavolta abbiamo ragione noi terroni, non si discute! 😀
        Bye 🙂

      1. decisamente!!! anche se, a dire il vero, proprio qualche giorno fa un’amica mi ha detto che ciò che più la ispira in un uomo è la pancia….. parlava di un preciso uomo il cui addome non ha nulla della tartaruga, è proprio una pancia…… che dire? evidentemente per alcune anche la pancia ha il suo perché 😀

  5. Sacrosanto.
    Io ho pure avuto un compagno di stanza, proprio ieri l’altro gli ho detto “Và che bello: sei quasi l’unico amico-amico che ho col quale non c’è mai stato niente di travisabile” e lui mi ha risposto: “Sì ma la nostra separazione l’ho presa come un divorzio, un fallimento, sei una stronza”.
    Viva gli spritz campari che ripristinano gli equilibri psicosociali.

  6. Ma…ma…MA SI PUO’, dico io, trasferirsi in una nuova città, poco importa se sia Milano, Bologna, Torino, Roma, Vienna o chennesò, e mettersi subito in coppia fissa e perdipiù col coinquilino e quindi forzatamente conviventi??

    No. Per me è no. non conosco la tua amica e non bisognerebbe sparare nel mucchio, ma non è che sia un tipico caso di paura della singletudine in contesto sconosciuto. Giusto così, senza cattiveria e con l’hastag #perdire.

    Bacissimi. Zia.

      1. Ma no dai, non credo. E’ solo che io sono del parere che dopo una relazione sia salutare respirare un po’. O forse sarò orrenda e glassata di cattiveria anch’io. 😀

    1. sulle prime ho pensato che subito dopo la fine di una storia importante comunque ti manca la vicinanza e l’intimità con qualcuno anche se con il tuo ex ormai eri a livelli tutone di felpa per dormire…e non ricordavi più come si faceva (soprattutto dopo 10 anni) ma ho un’amica, una compagna delle medie, che da quando ha cominciato a fidanzarsi non è mai riuscita a stare single per più di due mesi. della serie quel che cojo cojo. per me è una cosa impensabile.

    2. D’accordo, in linea di principio con l’articolo e poi col commento della “Zia”, veramente saggia.
      Detto questo, aggiungo che in queste cose, l’unica regola è che non ci sono regole, anche perché è difficile giudicare gli altri, senza indossare i loro panni… comunque se il risultato sono delle sane trombate, godetevele! E adesso beccatevi questo “http://papillon1961.wordpress.com/2014/05/29/la-fuga/”, c’entra poco ma forse, visti i temi trattati dalla “Vagi”, qui c’entra sempre.

  7. Mai con un compagno di classe. Mai con un professore dell’università. Mai con l’ex di una tua amica. Mai con l’attuale di una tua amica. Mai con un amico del tuo ex. Mai con l’ex. Mai con un collega di lavoro. Mai con uno fidanzato. Mai con uno sposato. Mai con il migliore amico. Mai con un coinquilino……………….

    Si insomma chi restano…. gli etranei conosciuti una notte in discoteca??

    1. che impovvisamente i suoi vestiti/scarpe/borse non sarebbero bastati più (vale anche per gli uomini escludendo le borse); che presto il suo nome di battesimo sarebbe scomparso in favore di un nomignolo esterofilo tipo “la Francis….

      Ecco perché pur essendo nato a Milano mai torneri a vivere li!

  8. Dunque. Vivo con coinquilini/e (non sempre i soliti) da quattro anni. Sia femmine che maschi, ma il rapporto maschi/femmine sta a 5 a 2 per gli uomini. E sono una di quelle che crede che vada ferreamente rispettata questa regola aurea secondo cui NO, IL COINQUILINO NO. Perchè è molto più pericolosa delle altre “infrazioni”, visto che rischia di andare a minare gli equilibri dell’intero appartamento e, quindi, di persone che vivono insieme a te. VIVONO. Tutti i giorni. Si rischia seriamente di scatenare l’Inferno quotidiano.

    Ma. Succede frequentemente di sentirsi attratte o di essere oggetto di attrazione. Ergo, è uno di quei casi in cui bisogna riuscire a dire no. Io l’ho fatto: ci ho perso delle scopate, ma ci ho guadagnato un amico (quasi un fratello) che ora è in procinto di sposarsi con una ragazza fantastica. Questo, narcisisticamente parlando, anche grazie al mio no 🙂

  9. alla fine resta sempre il fatto che qualsiasi regola ci si imponga, qualsiasi cosa si pensi istinto desiderio e passione seguono indiscutibilmente il caos, privi di regole e si spera anche di morale, sempre 🙂

  10. Mi sono sposata anni fa senza mai aver convissuto prima…solo vacanze estive e qualche notte insieme….mai errore fu più grande….perche l`uomo quando si sposa non so per quale santo motivo CAMBIA. Solitamente non in meglio. Inizia a darti per scontata, diventi quella che fa i lavori di casa e con la quale lo fai una volta alla settimana, se tutto va bene. Forse avevo delle aspettative romantiche e illusorie ma io un rapporto cosi non l`ho mai voluto ed infatti dopo un po è finito. Non so dire se la tua amica abbia fatto bene o meno a buttarsi subito con il coinquilino ma se è contenta perché no..meglio capire subito se si sta bene insieme che avere fidanzamenti di anni e poi accorgerti che hai sposato un idiota. 🙂

    1. C’è anche una sana via di mezzo: ci si conosce e ci si frequenta, si fanno “prove tecniche” di vita in comune, poi si convive (o ci si sposa).
      Partire dal fondo è sempre un errore 😉

  11. “Non ho mai fatto sesso con quella donna” (Bill Clinton)
    “Non ho mai tradito mio marito” (Valeria Marini)
    “Non ho mai pagato una donna” (Silvio Berlusconi)
    “Non allenerò mai la Juventus” (Fabio Capello)
    “Non ho mai avuto problemi con la droga” (Keith Richards) “…ne ho avuti con la polizia”
    Solo i primi episodi che mi vengono in mente circa il difficile rapporto che il genere umano intrattiene con l’avverbio di tempo “mai”.
    Io stesso qualche giorno fa “Droghe io ? Mai ?” all’incalzare di mia figlia quattordicenne “Dì la verità ti sei mai fatto una canna ?”
    La realtà è che la mutevolezza del nostro umore (e soprattutto dei nostri umori), le bieche convenienze, le dure necessità o le semplici tentazioni fanno crollare tutte le nostre risoluzioni più ferme e i nostri principi più solidi come una baracca nelle Filippine viene spazzata via dal tifone.
    Ha senso opporsi ? No perché 1) Non ci si riesce 2) Anche ci si riuscisse, il costo della rinuncia sarebbe talmente esoso da superarne di gran lunga i benefici.
    Quanto a te, dovessi tenere fede ai divieti del tuo decalogo, ti rimarrebbero solo i tuoi familiari e poco altro 🙂
    Aggiungerei anche che alcuni dei “mai” indicati all’inizio sono situazioni ad altissimo tasso di adrenalina cui è un peccato rinunciare ma ammettendo dopo la violazione della regola ti sei salvata in corner.
    Con stima, lo spin doctor.

    1. Se compri quelle misere confezioncine monoporzione da 3 grammi x 3 confezioni puoi cedere, non accade nulla. Certo, se calcoliamo che il godimento della nutella sta anche nell’affondarci il cucchiaio dentro, qua non c’è trippa per i gatti.

      1. …con me nn funziona… io nel maxi vaso ci faccio affondare un grissino e me lo infilo in bocca come un “mangiatore di spade” (di quelli del circo)… il godimento sta tutto nell’esagerazione… :)…

  12. Siamo nel 2014, perché non la smettete di discutere/argomentare/polemizzare/pianificare riguardo al sesso e non cominciate a farlo e basta? Fare sesso, così, a random, quando viene e come viene, senza doverci pensare su, senza paura del giudizio degli altri, maschi o femmine che siano. Poi vi chiedete perché gli uomini vi giudicano pazze..

  13. scrivo da latitudini terroncelle e devo confidarti che più ti leggo più mi piaci, anche se gongoli a fare la minchiona… ma non postare più foto della minchia, metti una cazzo di foto in costume e ne riparliamo…

  14. Ahah hai assolutamente ragione! Io è da qualche mese che noto strani flirt con un coinquilino in particolare, troppe attenzioni della serie “colazione a letto”, regalini, cene a base di pesce sofisticate.. Mah! Peró ormai me ne sto andando quindi se scappa qualcosa alla fine, non sarà più coinquilino almeno! Il punto è.. Mi sto trasferendo da Roma per andare a Milano e.. Oddio questa è la realtà? In confronto a Roma sono tutti un po’ bohemien!

  15. Questo post mi ha fatto tanto ridere! 😀

    Posso complimentarmi con me stessa: mai infranto nessuna delle regole che citi!

    … non è che sono una “sfigata” vero????

    :-DDDDD

  16. ma nessuno può imporsi di non amare o tantomeno innamorarsi, beata la tua mica che ha ancora voglia di condividere le cose importanti con una sola persona, questo non significa “non sperimentare”.

  17. Vagy, se l’uomo della sua vita abita già con lei, per tutti i punti che hai elencato è una donna fortunata! In fondo non poteva escluderlo solo perchè per una coincidenza se lo ritrovava già in casa! Un bacio!

  18. Quando abitavo a Milano eravamo in 6, 4 maschi e 2 femmine. Devo ammettere che i lati positivi sono molti, se sei single e hai voglia di flirtare hai un’ampia scelta, ma devi stare bene attenta che anche i coinquilini non stiano cercando l’anima gemella ma abbiano solo voglia di diverirsi un po’. Sappi però che ci sono anche i lati negativi…svegliarsi alle 4 del mattino perchè i maschietti hanno organizzato il campionato mondiale di PES in salotto la sera prima di un esame è terribile……..resta a vivere da sola, magari vai ogni tanto a dormire dalla tua amica se vuoi sperimentare la cosa 🙂

  19. Il “mai con un collega” devo toglierlo dalla lista, da quando è arrivato il nuovo collega ho serie difficoltà a sostenere questo comandamento…. ma resisto, ancora resisto! ;D

      1. Sì ma questo qua è istigazione a delinquere ogni santissimo giorno… resisto un giorno alla volta, mi faranno santa?! 😀

  20. Non è che siccome una è a Milano allora deve aver voglia di curiosare, di vedere, di conoscere (le mutande di chicchesia, s’intende)!
    Credo arrivi il momento per chiunque di riconoscere che il mondo è pieno di pazzi sclerati, che ci si è rotti le palle degli inviti a cena di persone noiosissime e con zero argomenti interessanti, che ci si è stufati di andare a letto col tipo rimorchiato il giorno prima e che si prende la briga pure di richiamarti quando a te te ne frega praticamente zero.
    Per cui se una si trova davanti uno che ti fa stare bene, che ti fa divertire e soprattutto che sembri minimamente sano di mente, assolutamente non è giusto farselo sfuggire solo perché ci si trova in quella città “sbagliata” del mondo forse da troppo poco tempo.
    Carpe diem, per lasciarsi c’è sempre tempo.

    Comunque bellissimo articolo, come sempre 😉

  21. Quoto Silvia, che mi pare abbia sintetizzato al meglio tutto il solito maelstrom emozionale che scateni con i tuoi pezzoni.
    Non ho esperienze in questo senso ma, boh, la tua amica si trova bene col coinqui? Ottimo, la convivenza prima di decidere una vera relazione mi pare un sistema bomba per far scapicollare fuori pregi e difetti di una vicinanza total global.
    Adesso vado nell’altro pezzo che mi pare foriero di gustosi coming out.

  22. Io ho veramente tanta pena per le persone che non riescono a vedere altro negli altri che qualcuno con cui scopare o no. Mi sembra una cosa assurda riuscire a concepire una vita vissuta solo con questa idea nella testa. Il sesso è importante ma se in ogni posto si deve vedere una chance per il sesso mi pare che sia una cosa ossessiva. Io mi son trovata a vivere in case miste quando studiavo, e quando ho vissuto a Londra, e non c’era questa cosa smaniosa di trovare il sesso dentro casa. Mai. Non riesco a concepire questa cosa, anche perchè di solito possono nascere problemi seri a dover dividere casa con qualcuno con cui sei stata, o no?

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