Allo specchio

Dovrei mettermi la crema in faccia ogni sera e ogni mattina, lo so.

Dovrei usare il contorno occhi. Dovrei rismettere di fumare.

Dovrei dormire, Cristo, guarda che occhiaie. Neanche il miracoloso correttore Kiko da 4,99 può nulla. Diventano grige invece che nere. Passo da Zio Fester a Spud di Trainspotting.

E poi le rughe. La grana. Il tono.

Dovrei mettermi l’olio dopo la doccia. Dovrei idratare. Dovrei fare lo scrub. Dovrei ricominciare con i massaggi.

Dovrei fare come le mie amiche, che prendono pasticche per pisciare di più, riducendosi ad avere la stessa autonomia vescicale di un colibrì. Tutto per combattere la ritenzione idrica in previsione della prova costume.

Dovrei chiedermi perché le unghie si sfaldano o perché i capelli cadono come se il periodo delle castagne durasse 12 mesi.

Dovrei svegliarmi prima al mattino e dovrei truccarmi. Ogni giorno. Perché non ho più 18 anni e la differenza con e senza make-up adesso si vede.

Dovrei impegnarmi di più a mostrare il meglio di me. Dovrei fare come tutte. Sarebbe giusto. Sarebbe intelligente.

foto (2)

Invece continuo a pensare che invecchiare non sia una colpa e che la bellezza non sia un merito, se non in parte.

Continuo a pensare che ci siano urgenze più serie cui far fronte nella vita, rispetto alla buccia d’arancia. C0ntinuo a pensare che ci siano attività più interessanti da intraprendere, nel mondo, invece che ossessionarsi per essere perfette, cosa che peraltro non saremo mai, salvo dedicare 3 ore al giorno alla cura estetica di noi stesse (e, con tutto il rispetto, 3 ore al giorno te le puoi concedere solo se sei estremamente ricca e/o estremamente fancazzista). Perché nella vita vera, a parte essere esteticamente gradevoli, facciamo altro: lavoriamo, viaggiamo,  mandiamo avanti una casa, a volte una famiglia, andiamo in palestra, dal parrucchiere e dal fruttivendolo, stendiamo il bucato e a volte lo stiriamo e, purtroppo, non abbiamo Diego Della Palma segregato nel mobile del bagno, pronto a renderci splendide in ogni momento della giornata.

No, non sto dicendo che dobbiamo diventare donne di Neanderthal, non curarci, mangiare solo pringles e mars facendo come un’unica attività fisica i 5 passi che ci distanziano dal cesso. Tanto meno sto dicendo che dovremmo intraprendere una crociata proto-femminista contro le case cosmetico-farmaceutiche che campano sui culi flaccidi delle donne ricche di mezzo mondo.

No. Semplicemente: se mi va di uscire a bere una birra e non ho 30 minuti da dedicare al make-up, sono libera di andare senza farmi inutili atti di onanismo cerebrale; se ho la ritenzione idrica e vado al mare, non devo sentirmi a disagio, son lì per godermela non per fare una sfilata e concorrere a Veline di Antonio Ricci.

Semplicemente: se desidero che la società smetta di pesarmi solo su quanto sono figa o quanto sono cessa, forse io per prima devo smettere di usare questa unità di misura per me stessa e per le altre donne.

Vedete, spesso gli uomini ci dicono che vediamo sempre difetti, che siamo sempre insoddisfatte, che siamo insicure. Vorrei vedere loro, se subissero la metà dell’aspettativa estetico-sociale che subiamo noi. Stai attenta al peso, stai attenta alla pelle, stai attenta alla cellulite, stai attenta ai capelli, stai attenta ai capillari, stai attenta alle smagliature, stai attenta ai peli, stai attenta alle rughe: devi stare attenta a così tante cose che è difficile tu possa stare attenta a tutto. Che è  difficile tu possa sentirti completamente a posto. Che è programmatico che tu sia sempre in parte insicura, che tu senta sempre di dover mettere qualcosa a posto di te, che ti senta in colpa a invecchiare (ed ecco che donne intelligenti e belle si devastano di botox, snaturando completamente i propri lineamenti, per esempio).

Fatto sta che io, quando mi guardo allo specchio, in tutti i difetti che vedo, non trovo qualcosa di più brutto rispetto a ciò che vedevo 10 anni fa. Trovo qualcosa di diverso, semmai. Trovo una donna, dove prima vedevo una pischella. Sono invecchiata. Certo. Lo vedo. E se mi guardo attentamente, analizzando le mie predisposizioni genetiche, so già che il mio collo imploderà nel quintuplo mento e che le mie guance tenderanno al suolo come quelle di un Mastino Napoletano. Sono invecchiata. Invecchierò ancora. E allora? Valgo meno come donna? Ma manco per la minchia.

mastino

Voglio dire che quelle occhiaie, che fanno oggettivamente cacare, sono un pezzo di me, delle mie inquietudini e della determinazione che mi fa lavorare la notte (no, non in circonvallazione), invece che dormire.

Voglio dire che quella ritenzione idrica sulle chiappe, fa parte del mio essere femmina. Fa parte del mio essere donna ed essere donna è più erotico di qualsiasi culo marmoreo (posto che i culi marmorei sono e restano cose bellissime).

Per carità, magari tra 1 mese cambio idea, magari tra un mese mi passa questo mood da fondamentalista bio-eco-friendly, ma per ora è così. Per ora mi  accorgo che sto invecchiando e non voglio nasconderlo.

Nemmeno agli uomini. Soprattutto agli uomini.

Quando ho un appuntamento a stento mi trucco e gli outfit sono molto più castigati d’un tempo, con tessuti mediamente sintetici che ammantano insensatamente sia le tette che le cosce. Non so da cosa dipenda esattamente. Forse è solo che non mi interessa più impressionare nessuno (diversamente da quando andavo in giro con minigonne raso-fica e tacchi da baldracca, evidentemente). Forse è solo che non mi interessa attirare tanti uomini. Forse preferirei, nel caso, attirarne uno intelligente, magari perché lo faccio ridere. Forse è solo che penso che se uno ha occhi, e orecchie, e naso, e tatto, e pelle, arriva lo stesso. O forse è solo che voglio che mi veda così. Come sono.

Senza trucco, senza plateau, senza ciglia finte, senza lenti colorate, senza push up, senza guaina contenitiva.

Anzi, voglio che mi veda al peggio e che sopravviva a quello.

Voglio che veda le mie occhiaie, le mie rughe, la mia ritenzione, i miei 10 kg di troppo, i miei capelli sfibrati.

Voglio che veda la mia età.

Voglio che veda le mie rinunce.

Voglio che veda le mie conquiste.

Voglio che tocchi la mia vulnerabilità.

Voglio che s’innamori della mia forza.

Poi viene tutto il resto.

Sparso, tra gli occhi e le caviglie.

Dalle clavicole, per le labbra rosse.

Fino alle ginocchia.

Forse è solo che. Per ora. Al momento.

138 thoughts on “Allo specchio

  1. eh… massi sarebbe bello così. Poi però scopri che quello che hai conquistato con la tua forza e la tua intelligenza corre dietro a un sedere sodo e che non conta un tubo che tu sia una donna intelligente, in gamba e sensibile se non fai le prodezze di una diva del porno. Però va bene pensarla così eh. L’ho sempre pensata così.

  2. Bello e puntuale. Ma sai invece che penso? Che anche se proviamo a mostrare il sense of humour, la forza, il coraggio, la versatilità e flessibilità, le nostre capacità manageriali 🙂 ecc ecc ecc e ipotizzando di non essere neanche tanto da buttare anche se ” adulte”, nell insieme insomma anche un bell’oggettino,…il problema non è in noi ma negli occhi che ci guardano…se non guardano o sono bendati ti puoi sbattere come vuoi..resti ferma al palo. Con grande simpatia.

    1. ma infatti nulla va fatto con l’aspettativa che così qualcuno lo noti e lo apprezzi. a meno che non sia un regalo. Uscire svaccata piuttosto che truccata bene, elegante piuttosto che provocante, dovrebbe essere perchè così ci interpretiamo ed abbiamo voglia noi, per compiacere noi stesse.

      1. anfatti… secondo me la prima cosa è sentirsi a proprio agio, tutto il resto poi è un di più….;-)

  3. Non so.
    Non credo vi siano molte parole da aggiungere.
    Ritengo tu sia “figa” per quel che sei e per quel che scrivi. Soprattutto, per quel che procuri.
    Perché nella vita ci si innamora di una voce, di cosa dice, di come lo dice, di quando lo dice.
    Una mini raso-pelo vale quanto un occhio distratto.
    E non è poco.
    Cavalca la tua malinconia, perché sei immensa.
    For real – amel larrieux

  4. Era una mia tattica qualche anno addietro, quella di esibire subito i difetti (caratteriali, altri non mi pare di averne ….ah, tra quelli caratteriali mi difetta completamente la modestia), in modo di poter dire: ora hai visto il peggio, immagina cosa potrai vedere poi!?!
    …poi ….accorgendomi che al poi non ci arrivavano ho smesso 😛

    Facezie a parte, credo che una sana via di mezzo sia sempre la migliore. Tra le occhiaie ed il botox, un po’ di crema non guasta. Tra una gonna che pare più un cintura alta che una gonna corta, ed il burqa, ci passa qualche abito che possa essere sexy senza farti sembrare una trans al lavoro. Poi noi uomini sappiamo anche andare oltre al puro aspetto fisico, ma un piccolo stimolo per voler andare oltre ce lo devi dare; in fondo siamo uomini, mononeuronici.

  5. C’è che tu hai ragione tesoro bello, e io penso che ragazze belle come te, a 360′, ce ne siano poche e questo chiuderebbe qualsiasi discussione.
    Il grosso, enorme, mastodontico problema e’ che questi tempi barbari ci instillano come un veleno l’idea che, qualunque età si abbia, si debba rappresentare il top di quell’eta’. Per un qualche periodo una riesce a fregarsene ma poi il confronto con le altre, o il medico, o il maschio alfa di turno ci spingono a fare cose che poi, nei periodi di serena accettazione di se’, guardiamo come periodi di scalci lamento totale. E poi c’è la maledetta pubblicità che continua a propinarci modelli impossibili per figaggine, capacità multitasking, potenzialità economiche. Poche balle: a 30 anni si hanno un sacco di obbiettivi e si deve restare a galla nel mare magnum della concorrenza sul lavoro e tra donne. A 40 devi nuotare ancora a bracciate possenti, magari da separata e con prole da guarnare. A 50 sei li che ancora ce la fai ma inizi ad essere stanca, e i figli vanno comunque sostenuti o ti preoccupi per averli in giro per il mondo, a magari si affaccia Madame Menopausa e magari sei di nuovo sola, o hai un qualche bipede che ti ronza intorno e allora, in ognuna di queste fasi della vita e ammaliata anche solo parzialmente da qualche modello stile Csaba Della Zorza o Sharon Stone, ri-inizi con gli integratori alla vie rossa e mirtillo svedese, e la corsa, o il pilates, e quella crema che sull’amica dell’amica della cognata della collega ha fatto il miracolo ( salvo poi venire a scoprire dalla barista del bar di fronte alla facoltà, che in realtà la tipa si è fatta i filler, grazie al cazzo.)

    Accettarci serenamente e farci accettare in questo mondo tutto involucro e niente ripieno: ecco lo sport più impegnativo.

    Baci. Zia

    1. ciao zia.
      hai ragione da vendere. punto. come sempre e persino di più.
      ma forse, il primo punto da cui partire, lo stesso a cui tornare, siamo noi.
      non so cosa possa legittimarci nella vita. se l’approvazione virile, di cui abbiamo sicuramente bisogno. se l’invidia delle colleghe per quella che ha le cosce turgide. se l’esigenza di fare quel che si può per combattere i segni del tempo, acerrimo nemico.

      non lo so. so che ho poco tempo. che ieri ho aiutato un signore non vedente che al supermercato faceva la spesa da solo. so che mi è venuto il magone e che ho pensato che mi piacerebbe fare volontariato. e che il volontariato mi gioverebbe più dei massaggi drenanti.
      forse sono una samaritana retorica.
      dico dico e non faccio un cazzo.
      ma prima o poi farò.
      qualcosa farò.

      un abbraccio
      v
      ps: io ci mettevo la firma ora per essere come te domani, ma questo già lo sai!

      1. Vagy, ho fatto anche quello (a ben pensare cos’è che non ho fatto in vita mia?) Il volontariato ti regala una visione prospettica diversa e molto dura, e questo ti rimane dentro e ogni tanto e’ un ottimo memento. Però, sono sincera come sempre, a me ha lasciato come strascico una sorta di spirito di evitamento della sofferenza. O forse l’ho fatto immediatamente prima di dover affrontare salite pesanti, e questa e’ la conseguenza.

        P. S: grazie per le tue proiezioni su di me. Sono inorgoglita.

      2. forse hai ragione, ma mi sembra che potrebbe essere giusto provare. sentirsi utili. in qualche maniera. in fondo c’è gente che ha bisogno d’aiuto da tantissimi punti di vista. specialmente a milano…

      3. Mio zio è un settantenne rampante che vive a Londra, inverno a Cortina, e scia come Tomba (di adesso,) e l’estate fa la spola tra Londra e la Costa del Sol, lasciando la moglie a gestire i suoi affari. Mi volesse come assistente… ma non mi vuole!

      4. Cambio del pannolone…..
        Maaa…. qualcosa di più vicino? Mi basterebbe anche dalle parti di Caorle.

      5. Pensa che mio cugggino è presidente della confartigianato del veneto, settore ristorazione, o qualcosa del genere, credo. E vado a rompere le balle a te….. e occupo pure spazio nel blog della Vagi invece di tirarle su il morale.

  6. Come non darti ragione, nonostante poi nei fatti ci si scontri nella realtà, e nonostante la maggioranza dei maschi dicano che ci preferiscano al naturale, salvo poi uscire con le “pheege” 😉

    Ma chissene… arriva un momento che di quel tipo di maschi non ti interessano più, arriva il momento che ti interessa più te stessa.

  7. Ho fatto una riflessione simile qualche giorno fa, proprio quando sono entrata da Kiko a prendere il correttore per le occhiaie finito. Ho pensato: “minchia, se sono disposta a spendere 7 euro e 50 per coprire le occhiaie sto invecchiando davvero”.
    Neppure io mi trucco tanto. Non vado a tette al vento, ho fatto la pace con i miei fianchi tondi e non entro in crisi se esco con i capelli legati.
    Ma non stiamo invecchiando, no. Stiamo prendendo consapevolezza di chi siamo. E di che cosa vogliamo.
    Gli uomini.
    Beh, qualcuno talmente intelligente da capire il nostro umorismo c’è. Poca roba, ma almeno puntiamo a roba di nicchia ( e nella nicchia metti: uomini che non si depilano,che non fanno lampade oscene, non hanno più creme di me, adorano afferrarmi dove sono più tonda…)
    Sei bella. E, te l’ho detto tante volte, mi fai sentire mono marziana.

    Grazie 🙂

  8. Quello che dici vale anche per gli uomini, vale per tutti. Ognuno di noi si crea un riferimento (del cavolo) cui rispondere e per il quale frustrarsi.
    Questo non è mai stato un mio problema (ero un brutto anatroccolo e non sono mai diventato cigno, figurati ora) ma lo comprendo.
    Vorrei solo aggiungere, che la cura del corpo dovrebbe essere finalizzata al mantenimento di una buona salute, senza eccessi da palestrati o maratoneti, per stare meglio con noi stessi.
    P.S. ho ri-smesso di fumare, ho ri-perso un paio di chili (dei 10 in eccesso, quindi ne restano otto) e sto già meglio, ma è maledettamente dura, cazzo!

  9. Mi associo. E comunque, anche io con il tempo sono diventata sempre più sicura. Mi sento bene nella mia pelle, anche se è tanto se mi metto un filo di matita sugli occhi, e tacchi tipo 3 volte l’anno. E ho un uomo al mio fianco da più di 10 anni.

  10. Alla base ci deve essere sempre l’accettazione di se stessi. Questo è indiscutibile. L’immagine non è la cosa più importante. Ma conta. E molto. Voi donne notereste per strada un uomo con la panza fino alle palle?! Sarei ipocrita a dire che non sono attratto in primis da un culo stratosferico o da una bella seconda di seno (si mi piacciono molto piccole!!). Che poi è quello che interessa a tutti gli uomini. Che poi ci sia altro in una donna, intelligenza, forza, carattere, tanto meglio. Ma nessuno corteggia una donna SOLO per il carattere, o per la sua forza, o per i suoi difetti, se alla base non c’è comunque una fottuta attrazione fisica. E chi dice il contrario è solo un campione in ipocrisia.

      1. Non sono nessuno infatti. Ma come te dico quello che penso ed ho la mia opinione al riguardo. Differenza di punti di vista. Tutto qui.

      1. Non ho mai parlato di “bellezza” o “bruttezza” nel mio commento. Non ho fatto alcun accenno ad i concetti da te citati. Chi lo dice che quelle relazioni che tu identifichi “prive di bellezza”, perchè tu soggettivamente giudichi “non belli secondo i tuoi canoni quei soggetti”, non siano per loro un mondo di bellezza e passione?! Io ho solo scritto che, secondo il mio parere, non esistono relazioni in cui non ci sia attrazione fisica, anche in quei soggetti che tu definisci “non belli”. Non esistono relazioni basate sulla sola attrazione caratteriale. Non si porta una persona a letto solo perchè ti piace il carattere e poi ti fa schifo il suo corpo.

    1. Condivido ogni singola parola! Forse a qualcuno sfugge la differenza tra la bellezza oggettiva e la “fottuta attrazione fisica” di cui parli!

    2. sephiroth, sono molto d’accordo con te. il punto, dimmi se condividi, è che io posso fottutamente attrarti anche se ho delle imperfezioni (a meno che tu non sia un medioman da cinepanettone convinto che sposerà Victoria Silvstedt).
      voglio dire che passa il concetto che non sei attraente se hai la cellulite, per esempio, e non credo sia corretto.
      voglio dire che conoscere il proprio corpo è più importante che essere perfette. che la consapevolezza e la libertà nel sesso attraggono. che il sesso, per quanto visivo sia (più per voi che per noi, certo), è anche fatto di pelle, di odori, di sensazioni.

      gli ingredienti che sono alla base di un’attrazione (come tu dici fondamentale) non sono soltato il culo marmoreo. anche se il culo marmoreo, a livello primitivo, vince e vincerà sempre sulla gran maggioranza degli uomini.

      non so se mi ho spiegata.

      1. Ti hai spieCata benissimo! 🙂
        La bellezza assoluta, non è sinonimo di assoluta perfezione. Una donna potrebbe avere la cellulite, la panzetta, i fianchi più larghi, o altro…ma se mi fa “arrapare” quando la guardo, quelli elencati come presunti difetti, diventano delle bellissime imperfezioni da amare. Quello che non vorrei passasse, era solo il concetto di trascuratezza, ma con un gran carattere!!
        “…non metto i tacchi, reggicalze, perizoma o altro…perché deve amarmi pure se ho il culo basso e grosso, o se metto i mutandoni della nonna e le ballerine…e poi sono intelligente cavolo, cosa se ne fà di una vuota ma bella?!” (ad esempio)
        …come scrivi sopra, per noi uomini il sesso è molto visivo, prima di ogni altra cosa, altrimenti di sotto non si smuove nulla, con buona pace delle donne intelligenti!

  11. penso che accettare se stesse sia più coraggioso di sottoporsi ad una seduta di botox, che, diciamocela, a lungo andare fa sembrare ad una gatta piuttosto che ad una donna. vedo in giro tante ragazze con fisici normalissimi, accettate da pezzi di uomini davvero bellissimi che, se gli chiedi, come mai stanno con una che magari ha tre strati di cellulite alle cosce, rispondono:”Si tocca qualcosa, almeno!”
    l’esperienza personale è che per anni ho inseguito la perfezione del corpo. mi son sentita dire che girare con una cicciona per la città è vergognoso, ne va dell’immagine dell’uomo che l’accompagna. poi ho visto quello stesso uomo sposarsi con una cicciona e abbracciarsela come il più prezioso dei suoi gioielli. e mi son detta che la gente è davvero pazza!

      1. il tizio alla fine si è sposato con una cicciona… sono cresciuta con il complesso che avere un pò di carne addosso è un reato! però in fondo lui alla fine la cicciona ce l’ha come mugliera!

      1. Leggere in senso mentale, non in senso fisico. Una può pure esser cozza, ma se ha il piglio da star e se ne frega di dieta ed estetista, non si fa problemi e vive libera da catene di questo genere… insomma, se non si fa troppe seghe mentali beh, allora è “leggera” e, quindi, desiderabile. Questo compatibilmente con un maschio non troppo chiuso cerebralmente, s’intende.

  12. sei sulla strada giusta Vagi, qui non si tratta di offrire il minimo sindacale. Si tratta di mostrare da subito le proprie carte, mostrare l’essenziale. E smettere di far finta di essere forti (cit. “L’amore è eterno finché dura”).

  13. QUANTO MI PIACE QUESTO POST!!!!

    sisisisisi hai ragione su tutta la linea e, confesso, mi è quasi scesa la lacrimuccia quando scrivi “adesso vedo la donna”.

    Ho conquistato un uomo con il quale ho vissuto una emozionante storia d’amore (forse la prima), presentandomi al nostro primo appuntamento nel peggiore dei modi possibili: in tuta e senza trucco. Mia madre, vedendomi uscire di casa disse “ma in queli stati ti fai vedere?”, tanto per rendere l’idea….
    Ho testato se voleva ME o l’apparenza di me. Ha scelto quello che stava dietro le maschere.
    Poi, ovviamente, come premio l’ho deliziato di mille e una magia di femminilità, tacchi, gonne, calze e chi più ne ha più ne metta.

    Vagi, sei tutte noi. E per questo ti amiamo. E permettiti di invecchiare come meglio ti va… 🙂

  14. Ti amo quando scrivi questi post.
    Mi guardo allo specchio anche io. Mi guardo e mi vedo diversa, ma non peggiore. Guardo tutti i miei difetti, faccio quel po’ che mi è concesso, senza troppi sbattimenti. Mi concedo il meglio che posso, e non mi importa se ho un cesto intero di agrumi al posto delle chiappe. Sono fatta così, ammazzarmi di creme/massaggi/altro non mi aiuterebbe quasi per niente.
    Mi trucco quanto basta, mi vesto come sto meglio, come mi sento meglio, non come faccio sentire meglio qualcuno.
    Mi sveglio con una faccia orribile e uccisa dal sonno, con le occhiaie, e il bacio sulla fronte della mia Metà non tarda ad arrivare anche se sono mostruosa e scontrosa, di prima mattina.

    Condivido tutto. La vita è fatta di priorità. E l’apparenza, con la maturità, scala di tanti tanti posti. ❤

  15. Ti posto questa bellissima canzone, di cui mi sono innamorata, ascoltandola per la prima volta dal vivo in una sera d’estate a Pozzallo, vicino Modica, quando Branduardi venne a fare lì un concerto qualche anno fa. Si intitola “La donna della sera”

  16. Stavo per scriverti anch’io: Standing Ovation! (mi hanno preceduta) 🙂

    Sai Vagy, anch’io sto facendo riflessioni sull’argomento in questo periodo. E lo faccio a 46 anni, (ogni tanto su fb ti definisco “sorellina” per una questione di età, ma posso dirti che sono fiera che tu appartenga al mio stesso genere 🙂 ).
    “Qualcuno che si innamori della mia forza”, ecco, ché tanto quella forza lì, sbuca da tutti i pori, è inutile travestirsi da bambolina, gli uomini annusano la tua potenza di donna e molti scappano, ma va bene così: non sono gli uomini giusti per il tipo di donna che sei, che siamo.
    Siamo questo, e quanto più ci impariamo a riconoscere e a voler bene, tanto più prende piede una calma meravigliosa.
    Ci sono persone che becchettano la vita, altre, dotate di quella mostruosa/meravigliosa intensità che le destina al non accontentarsi, all’essere irrequiete, pur nella loro normalità. Perché per me tu sei – normale – come lo sono io. Essere così non è strano, è bello 🙂
    E apprezzo ogni passo del tuo articolo qui sopra. E’ così liberatorio non dipendere dalla perfezione, saper uscire anche senza trucco e poi altre volte giocare alla femmina fatale. Giocare con la propria femminilità, con le sensazioni, con la vita. Spendere bene la nostra vita con ciò che ci interessa veramente.
    A me è capitato di smettere di fumare a 40 anni (dopo 20 anni interrotti da un paio di stop), perché mi ero spaventata per un problema di salute. Ma se ogni tanto ne ho voglia, ne compro un pacchetto e me lo godo.
    E da poco ho cominciato anche a mangiare in modo diverso, e sto meglio e non mi costa farlo, perché è il momento giusto.
    Prenderci cura di noi è qualcosa che si impara, e può passare dal corpo, dalle letture, da chi si sceglie di frequentare. La vita è un’avventura pazzesca, non permettiamo a regole esterne (tipo i parametri estetici di cui parli) di governarla al posto nostro! 🙂

    Un bacione, sorellina ❤

  17. Io ti stimo. Ti stimo, ti stimo, ti stimo. Penso esattamente quello che pensi tu e sono stufa marcia della superficialità imperante. Purtroppo però col cazzo che esiste un solo uomo sulla terra che abbia voglia di sopravvivere, come dici tu, alle mille imperfezioni estetiche di una donna e sia capace di innamorarsi di altro. Non esiste quel livello di profondità e sensibilità, non è nel pacchetto del DNA (maschile e spesso anche femminile).

    1. Populismo un cazzo!Questo pezzo descrive le ansie che tutti indistintamente da donna o uomo sentono in questa società fatta solo di apparenza e denaro!
      Bisognerebbe recitarlo come una preghiera tutte le mattine prima dell’inizio delle lezioni a scuola così le generazioni future potrebbero impiegare il proprio cervello in attività più costruttive!(Invece di aspirare ad apparire su uomini e donne o jersey shore).
      E non dico che dovremmo fregarcene di sentirci bene con il nostro corpo ma solo di non farne priorità assoluta come troppo spesso avviene oggi.

  18. Ho 29 anni, i capelli color argento, ho smesso di tingerli l’anno scorso: non sono nata per essere schiava della tinta, cominciava a pesarmi troppo. Mi trucco un filo, cerco di essere in ordine e pulita. Sauvage, ma con discrezione. Voglio essere sana, non perfetta. Donna, non manichino.
    Il mio compagno mi dice che gli piaccio, che quel rotolino nei fianchi gli piace di più di quando incontrava solo ossa, che divento brutta solo quando mi lamento…
    Perciò ragazze, una speranza c’è!

  19. Piano con l’invecchiamento: si inizia sul serio a invecchiare verso i 58/59 anni, credimi. Per il resto ricorda che il periodo d’oro (ma veramente D’ORO) della donna va dai 35 anni ai 45. Sei molto brava e scrivi benissimo, concetti spesso saggi

  20. Geena!!! Era dai tempi di Marx e Don Sturzo che non si vedeva un Manifesto alla libertà individuale di questa portata.
    Semplice, scarno ma incisivo fino all’osso. Siate ciò che volete essere, consapevoli fino in fondo di voi stesse/i, senza recriminazioni o paure di sorta!
    Se gli altri non vi/ci accettano è un problema loro, non deve diventare nostro.
    Va da sè che ogni gioco ha le sue regole. E’ chiaro che non mi presenterò al Gran Galà dell’Unicef col perizoma e le infradito se gli altri sono vestiti da gala. Siamo animali sociali e che ci piaccia o no il giudizio degli altri conta. A questo proposito mi viene in mente un antico proverbio arabo:-“Se un uomo ti dice che sei un somaro, non farci caso. Se cinque uomini ti dicono che sei un somaro, inizia a comprarti il basto”-
    La citazione non è casuale, perchè ogni società ha le sue regole, condivise (o comunque accettate) dalla maggioranza dei suoi appartenenti.
    Questo tende a limitare la libertà individuale del singolo nei confronti del gruppo.
    E qui parliamo di massimi sistemi… libertà non vuol dire fare ciò che ci pare, perchè a pensarci bene non capita mai di fare esattamente ciò che ci pare. Nel momento in cui questo accade, siamo automaticamente considerati dei soggetti devianti e quindi potenzialmente (o effettivamente) pericolosi per il resto del gruppo.
    E questo lo dice pure la statistica, non solo la sociologia, il diritto e l’etnologia.
    La quotidiana battaglia per essere accettati, inizia fin da bambini e più una società è competitiva, maggiore è il rischio di emarginazione o nel migliore dei casi di sentirsi inadeguati.
    Non è la tolleranza che sana i conflitti, ma la consapevolezza. Se sono consapevole che certi atteggiamenti, in certe situazioni, con certe persone non verranno accettati (o tollerati) allora eviterò il luogo, le persone e le situazioni.
    Siamo animali sociali, ma pure maledettamente conflittuali, quindi tendiamo a scegliere le persone con cui troviamo (o ritroviamo) affinità, altrimenti è scontro.
    La tolleranza di solito si usa sul posto di lavoro, quando si deve stare gomito a gomito con persone che faremmo volare dal balcone molto volentieri, ma con le quali dobbiamo convivere per raggiungere gli obiettivi richiesti dai nostri datori di lavoro.
    Altro sono i rapporti interpersonali all’interno di una coppia. Penso che ognuno di noi almeno una volta si sia messo in vetrina per far colpo sull’altra/o. Se poi abbia funzionato oppure no è da vedersi però l’abbiamo fatto. Abbiamo dato una immagine (nel senso più letterale del termine) di noi all’altra/o. Una immagine glamour, oppure seducente, o strepitosa… ma pur sempre una immagine.
    La sostanza del pensiero di Geena è che non possiamo essere immagine per 365/24. Lo straordinario è tale perchè non si verifica tutti giorni. Quindi la persona a noi affine ci dovrà apprezzare perchè avrà imparato a conoscerci giorno dopo giorno (a patto che noi glielo abbiamo permesso) nei nostri difetti e noi nostri pregi e viceversa.
    Un umorista americano disse che un amico, è quella persona che sa tutto di te e nonostante questo, gli piaci. Il resto…. è amore. 😉

      1. sono un’idiota e non ho memoria, ma mi consola sapere che wordpress ha più problemi di me.. mi segnava per non so quale motivo la tua notifica e mi ero dimenticata di averti già risposto XD vabbè… ciao Vagi

  21. Questo post “alla San Francesco” mi lascia perplesso. Spogliarsi di tutte le sovrastrutture da cui ci lasciamo eterodirigere mi sa oggi troppo di superfluo esso stesso.
    Allargando un poco il senso del tuo discorso, perché vivere le convezioni sociali sempre come una cortina di filo spinato quando fino al giorno prima non abbiamo neanche mai guardato oltre il confine del nostro consueto comportamento?
    Io penso che “si è come ci si mostra”, senza nessuna necessità di coerenza con quanto si è fatto ieri. Il modo di vestire, truccare, ma anche il modo di comportarsi, non esprimono “chi siamo”, ma cosa vogliamo essere. Se voglio essere qualcosa di diverso, basta riscrivere me stesso nella nuova ottica: ma c’è effettivamente differenza tra chi si trucca in un certo modo per attirare i maschi e chi non si trucca perché vuole attirare quelli intelligenti?
    Entrambe compiono una scelta e si preparano a cacciare o ad essere cacciate.
    Quello che penso io è che sia naturale conformarsi alle aspettative altrui e lo sia fa in un verso o nell’altro, sia nel caso dell’adesione cieca, sia nel caso della ribellione: è un adattarsi per contrasto, ma pur sempre un adattarsi.
    Senza voler fare una critica, sia chiaro: del resto io stesso sono giocatore di questo gioco, come tutti.

    1. Il problema è che la nostra volontà non è libera ma è condizionata da fattori che sfuggono al nostro controllo. Quello che decidiamo di fare o crediamo di decidere è determinato dalla nostra storia, dalle circostanze in cui abbiamo vissuto, dai condizionamenti ambientali e soprattutto familiari che ci hanno formato (cfr. David Hume). Così non è detto che le cose che crediamo di volere o le scelte che facciamo le vogliamo veramente.
      Il trasformismo però mi sembra tipico di chi va molto random

  22. Maccerto, ovvio che sia così, trucco&parrucco devono essere un piacere che ti concedi mica la fila davanti ai cancelli di un lager.
    Uomini che apprezzano gli occhi di una donna struccati che ridacchiano per una stronzata buttata lì esistono eccome.
    Frequentare quelli giusti, quello sì è un impegno tosto.
    Sai perfettamente che hai tutte le possibilità e le capacità per farlo.

  23. 1) Non ho capito se hai scritto per convincere te stessa o che altro.
    2) Ma essere figa dipende dai chili ? Ho idea che agli uomini dia fastidio la sciatteria più che l’assenza di perfezione.
    3) Quante seghe (che è meglio di onanismo) mentali; la perfezione, la 38 ( taglia, non calibro) eccetera servon solo agli sguardi di ammirazione in spiaggia, se a uno lo attizzi non sono i 5 chili in più. Magari i 50 sì, ecco.
    4) “…magari perché lo faccio ridere…” Se lo fai ridere non gli piaci. Oppure è gay. Stai serena.
    5) Il sintetico non è un problema. Il completo occultamento delle tette genere sipario teatrale è invece un crimine. Sintetico o non sintetico.

    1. 1. per condividere un pensiero direi
      2. si, su questo posso essere d’accordo
      3. se son 20 un pensiero te lo fai già. e comunque a milano se lo fanno anche per 3
      4. ho fatto sempre ridere i miei uomini che contavano qualcosa. e non erano gay ad alcun livello.
      5. eh. lo so.

  24. Ti ho scoperta su Cosmopolitan e visto che con poche righe mi hai fatta sorridere ho deciso di cercare il tuo blog. Ho letto solo questo articolo e già so che non smetterò più di leggerti! Vera e divertente 🙂

  25. Parto dal presupposto che il personaggio che emerge dal blog sia reale e non costruito a tavolino (si può dire?). Semplicemente per dirti che a soli (sob!) 28 anni sei onnipotente e hai il mondo in mano, tanto più se sei ironica, feroce, hai fantasia, autoironia, capacità di dissezionare “l’avversario” (che è sempre maschio ovviamente). Agli uomini (a parte certi miserrimi dall’encefalogramma piatto) non gliene frega niente di qualche centimetro di troppo (certo, essere un po’ atletica – basta fare un po’ di corsa, attività che ci deriva dai geni, ancorché inespressi, dei nostri avi africani – è il necessario correlativo oggettivo dell’agilità mentale, la sedentarietà è contro-natura). 28 anni non sono niente!!! Sei praticamente una bambina che può permettersi di sbattere la sua giovinezza in faccia, chessò, per esempio a un sapido quarantenne (scartare i quasi-coetanei), di essere capricciosa (mai intellettualoide, semmai falsa oca con spiazzanti ma divertenti uscite genialoidi) di esibire la sua perfetta autosufficienza (è questa la vera sirena di Ulisse per gli uomini), i suoi cambiamenti di umore (del tipo, “ieri mi andavi, adesso no, non ho tempo, ti richiamo io” – sottinteso, tra 100 anni). Il fatto è che a 28 anni non sai ancora quello che viene “dopo”, sei ancora all’inizio di quella specie di intricato e insensato feuilleton che è la vita. Ecco perché si dice sempre “col senno del poi”. Hai presente Flatland di Abbott? A 28 anni vedi solo le due dimensioni, ti manca ancora la terza. Tra 20 anni, quando avrai tutte le carte in mano, me lo saprai dire. Anzi, i 20 anni non li aspettare proprio!
    Firmato: una che ha vissuto 20 anni in più e lotta molto meglio di 20 anni prima, con tutte le rughe, i rilassamenti cutanei eccetera eccetera.

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