Questione di Target

Si è verificato un evento paranormale di recente: mi è piaciuto un tipo.

Un tipo da jeans e t-shirt, un tipo da concerto al Carroponte, uno del genere “maschio etero inequivocabile“, di quelli che giocano a calcetto e che hanno la barba sempre sufficientemente lunga da causarti abrasioni facciali quando ci limoni.

Mi piaceva lui e mi piacevano le nostre conversazioni ricche di allusioni e doppi sensi. Mi piaceva scoprirci lentamente. Mi piaceva che avessimo amici in comune. Mi piaceva non aver mai visto una foto del suo pene via whatsapp. Mi piaceva che era nordico e diverso da me, perché è challenging uno nordico e diverso da me. Mi piacevano gli occhi nerissimi che, secondo la mia alterata e delirante sensibilità vaginale raccontavano di lui molto più di quanto non facessero le sue parole. Mi piaceva la sua riservatezza sul passato. Mi piaceva la sensazione che si potesse parlare con lui prima e dopo il sesso. Mi piacevano le cose che diceva. Mi piacevano le cicatrici che non vedevo ma che intuivo. Infine, mi piaceva il fatto che mi piacesse perché, diobbuono, a me non piace mai nessuno.

Mi piaceva e quando siamo andati a letto insieme ho avuto una sensazione bizzarra: come se lo volessi davvero. Come se non mi importasse di una performance da Brazzers. Come se avessi proprio voglia di stare con lui, qualunque cosa fosse.

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Mi piaceva e l’ho assecondato, senza forzare nulla. E non per una mera questione di strategia, non perché tutti mi hanno svangato le ovaie con questa storia che se fai la femmina alpha li spaventi, te li magni, metti in discussione la loro virilità. Come se poi una femmina alpha non fosse al tempo stesso una femmina beta, una femmina teta e una femmina omega. No. Il motivo per cui ho voluto lasciarlo fare, non condurre, non assumere la mia proverbiale vena totalitaria, è che per la prima volta dopo ere geologiche mi sono chiesta cosa volesse lui, oltre a chiedermi cosa volessi io. Senza bisogno di dimostrare un cazzo. Solo di esserci. Esserci per condividere qualcosa. Una bottiglia di vino. Una playlist. Una discreta dose di fluidi organici. Un concerto. Un po’ di malinconia. Una cena. Qualche risata. Fin quando ci fosse andato.

E in tutto questo mi sono fatta un film meraviglioso, coadiuvata da uno struggente premestruo, sul fatto che a un certo punto è normale andarci piano. Sul fatto che abbiamo tutti le nostre escoriazioni nell’anima. Sul fatto che forse non abbiamo nemmeno bisogno di raccontarcele, perché le conosciamo già, anche se sono diverse, che in fondo sono tutte uguali.

Insomma, stavo per salpare nelle acque del vaginismo estremo, quando mi sono accorta che questo tipo che mi piaceva così eccezionalmente aveva un macroscopico difetto: non gli piacevo altrettanto.

L’evidenza ha naturalmente suscitato in me un passeggero disappunto ma, contravvenendo a uno dei postulati fondanti del vaginismo, non mi sono fulminata i neuroni per capire la recondita e imponderabile ragione in virtù della quale costui non fosse letteralmente impazzito di fascinazione per me.

Cosa importava, del resto, della causa, se l’effetto era quello? Cosa importava se non ero abbastanza, oppure se ero troppo, oppure se ero assai meno figa di tutte le altre che aveva in ballo, oppure se non era il momento giusto per condividere sudori e pensieri? Cosa importava se dopo esserci toccati, baciati, spogliati, scivolati l’uno nell’altra, il massimo di cui riuscivamo a parlare era Expo2015?

Così ho capito che in questa giostra individualista ed egoriferita, che è la singletudine metropolitana, comprendere il target è fondamentale. Un po’ come nel lavoro: puoi presentare il progetto più straordinario, ma se non è un progetto centrato, il cliente non avrà mai budget, il fee non lo porterai mai a casa e avrai solo sprecato tempo ed energie sul tuo timesheet sentimentale.

E il tempo è un bene prezioso. Più di qualsiasi uomo.

Persino di uno del genere “maschio etero inequivocabile” con la barba sempre sufficientemente lunga da causarti abrasioni facciali quando ci limoni.

 

ps: intanto ho parlato dell’Amore Iperconnesso qui!

153 thoughts on “Questione di Target

  1. Insomma hai beccato un pidiemme (PezzoDiMe..a) nella stagnola di un Rocher. Scarti, assapori e ti accorgi che era un tarocco (mica solo le borse!). Che vada a cercarsi la sua Morositas falsa sulla bancarella al mercato (solo simili) che il fondente 70% è roba per palati fini. E, insomma, volevo mandarti un po’ di dolcezza: spero solo non ti sia alzata la glicemia!
    Arriverà il fondente giusto.
    Un saluto.
    Kali

    1. Ma perchè se uno non è interessato allo stesso livello tuo è un pezzo di merda?
      Non mi pare abbia detto che andava con lei solo per portarsela a letto.

      1. Lo era per il solo fatto di aver lasciato intendere un livello diverso di interessamento. Io la vedo così, ma non significa che, la mia, sia la visione perfetta delle cose. Ho espresso solidarietà come so fare e come sento di fare, senza alcuna pretesa e sono certa Vagy legga proprio questo nel mio commento.

  2. Però… sono la prima a commentare… Un caso? E poi il Caso non esiste- come noi sosteniamo ormai con sapienza venata di Oriente e di Jung,un po’ rompicoglioni e un po’ delusi da tutta la commedia umana.. Il Caso è però fin troppo banale e beffardo, non vi pare? C’ è da incassare, imparare, aspettare.. e rammentare che la scintilla scoppia soprattutto tra opposti. Dunque lui era uno ganzo o leggero e meno cerebrale giusto ? E’ capitato varie volte anche a me. E a tanti. Pazienza Vagy. Non rattristarti troppo, e non smettere di sorridere e farti sorprendere. Se po dobbiamo farci due risate o scrivere gustose satire su presunti seduttori seriali o depressi e misantropi vari.. io non mi tiro indietro. Piuttosto ho capito una cosa : non ci sono regole. Le storie sono tutte diverse e molto è imprevedibile.

  3. E’ stata un’esperienza e visto che ti sei fatta il film…pure parecchio piacevole. Prendila per quella che è: non uno spreco di tempo piuttosto invece un piacevole passatempo. E questo a prescindere dal film che ti sei fatta… (del resto eri in premestruo). Sii grata per questo piacevole diversivo e non prendertela se non gli piacevi abbastanza o almeno non quanto lui piaceva a te.

    Pensaci…il problema è che ti sei fatta il film. Punto. Lui ti ha fatto capire subito che non condivide il film e ti ha quindi liberato di lunghi mesi di logoramento.. Perchè alcuni fanno così e lo sai. Lui è stato onesto e si è allontanato.

    Forse questo potrebbe fartelo piacere e rimpiangere di più. Ma io fossi in te mi limiterei ad essere grata per il piacere che ti ha dato seppure per poco tempo e soprattutto il regalo di confermarti che non sei strana…anche a te qualcuno a volte può piacere… e soprattutto perchè inaspettato, un indizio per il futuro.

    🙂

      1. ma che significa sto distinguo? Questi sono i momenti in cui mi chiedo perchè son nata con lo sticchiu in luogo della minchia. 🙂

        No davvero io sti distinguo tra il mi piace e mi piace l’idea che mi piaccia…non mi passano manco per l’anticamera del cervello. me sembrano roba da lettino del freudiano ortodosso. 🙂

  4. Eppure per me è triste. Il fatto di aver scambiato un po’ di tempo a letto con un tipo a cui nemmeno interessavi molto. Ai miei tempi ci si fermava prima. Prima di andare a letto insieme, quando si capiva che sarebbe stato solo un piccolo intermezzo ludico. Ma non sono i tempi miei. NOn è chiaramente una critica, è una amarezza personale perchè mi spiace che una ragazza intelligente come te si senta…. così.

    1. ma cara io non mi sento così perché ci sono andata a letto insieme.
      cioè, non ci fossi andata non sarebbe cambiato poi molto.
      inoltre per me vedere come funzionano le cose a letto è in sostanza molto importante e quindi è un check che comunque prima o poi devo fare! 🙂
      un abbraccio,
      v

  5. Ci penso da tempo. Dal tempo che ho trascorso (e volutamente non dico perso) in relazioni che non hanno funzionato; alcune volte ho lasciato che il tempo passasse consapevolmente (già sapevo che prima o poi le avrei chiuse, o che sarebbero comunque finite), altre ci ho creduto eppure non è servito. E sai qual’è la mia verità? È che procediamo per tentativi, perché per quanto ci si possa focalizzare sull’insieme sono sempre i particolari a fare la differenza.

    Quando i miei venditori mi dicono che non trovano clienti a target, rispondo loro che tutti i clienti sono target; in alcuni casi basta solo far emergere i loro bisogni indagando a fondo, in altre semplicemente non sono il NOSTRO target

  6. Cioé, dopo il primo incontro biblico e le chiacchere sull’Expo (che ci può stare V, i discorsi maschili post-coitali sono sempre un pò…cheap! Io personalmente preferisco taccia e mi accarezzi i capelli) occhi nerissimi si è defilato?!?
    Allora c’hai guadagnato tu, tesoro, capito il tipo al primo colpo: stronzo! 🙂
    Meglio subito che dopo mesi, no?!?
    E non per la questione femmina alpha, beta o gamma, tu hai fatto ciò che sentivi, hai fatto solo bene! Al prossimo target!

  7. Il mio “maschio etero inequivocabile”, che addirittura è bello come un dio greco anche se porta gli stramaledetti mocassini, che addirittura anche a me piace dopo non so quanti anni di apatia emotiva, con cui ho battute goliardiche e rido per cose cretina, è niente pop’ di meno che…fidanzato. O almeno l’estetica sociale è quello che fa credere a tutti noi. Il target lui lo tiene per convenzione, poi siccome gli sta sul culo lo raggira rilassandosi su altre spiagge.
    Ergo, scambio fluidi con un cacasotto facendo la parte della merda.
    La nostra generazione di trentenni è quella dei disillusi. E sì, certe cose non c’è manco bisogno di raccontarcele..perché in effetti le nostre storie sono tutte uguali.
    Barba compresa.

  8. Faccio l’avvocato del diavolo e spero tu mi perdonerai 🙂
    E se fin dall’inizio lui avesse lanciato segnali della serie “Sì, mi piaci. Sì, farei un giro sull’ottovolante ma sinceramente non è che io sia perso per te eh”. Magari non sei riuscita a coglierli in tempo (e per “in tempo” intendo prima del filmone da vaginismo 😉 )

    Comunque questa cosa del target è geniale. Mi sa che ci devo lavorare sopra anche io.

    1. ahahaha ma si tesoro di sicuro li aveva lanciati i segnali. ho detto il contrario? (se sì perdonami l’alzheimer)
      solo che a volte vogliamo provare a essere meno talebane. oppure a concedere il beneficio del dubbio (anche orizzontale) 🙂

  9. Mi capita spesso di leggere situazioni simili in altri blog. A quanto pare ci sono sempre meno uomini che vogliono crescere, che vogliono rischiare nella vita ma si accontentano di una futile esistenza senza amore; soprattutto a Milano. Sarà la facilità di trovarsi una partner occasionale, l’imbarazzo sulla scelta dove trascorrere una serata senza doverla condividere per forza con qualcun’altra. Questo è l’egoismo sentimentale delle grandi città e ho notato che ci sono sempre più donne che agiscono nello stesso modo. La gioia della condivisione, di crescere un figlio, occuparsi di qualcuno oltre che a se stessi fa sempre meno parte di questa società.
    Ho solo un dubbio: perché li becchi tutti tu? Hai scaricato l’App sbagliata? O è il tuo target che non va…..

      1. Ahahaha!!! Basta non puntare su un selvaggio villano. Un mio amico ha conosciuto la moglie a Londra, una splendida siciliana. Io pescherei fra gli spagnoli, mi danno ancora l’aria dei bravi ragazzi.

    1. Io ne farei più che altro un discorso di chiarezza; cioè se intendiamo solo buttare all’aria le lenzuola diciamocelo, e così siamo entrambi liberi di scegliere se ce ne sia il desiderio (ovviamente non parlo di me e te, inequivocabili maschi etero ….beh sull’inequivocabile si dovrebbe approfondire, ma fa niente).
      L’impegno è un’altra storia, e non lo puoi decidere in due incontri, a meno di voler prendere grosse cantonate.

      1. Inequivocabile etero tienitelo per te! Io ci tengo al mio lato femminile! 🙂 Tu sei una persona che ha rischiato più volte per amore e si è fatto pure male. Ma hai affrontato tutto a testa alta e adesso sei un adulto che non si nasconde dietro a beceri tentativi. Non ci sono più gli uomini con le palle di una volta…..

    2. 1. so che vi sembrerà impossibile ma non proveniva da un’app!
      2. pinza non credo di aver attirato nessuno di strano, l’unica è che non eravamo sulla stessa lunghezza 🙂
      3. sono d’accordo con il Fedi, purché ci sia chiarezza (e comunque c’è stata, cioè ho appunto parlato di vagissimo estremo nel mio trip)
      4. resta comunque assolutamente plausibile, per quanto mi riguarda, la tua lettura dell’egoismo emotivo delle grandi città, che respiriamo e di cui evidentemente siamo interpreti, anche inconsapevoli (perché anche io devo essere così, sia chiaro)

      un baCCio a tutti!

  10. Non mi piacciono alcuni commenti sopra che, personalmente, credo abbiano travisato le tue parole – oppure l’ho fatto io, eh. Si parla di uomo stronzo, egoista, incapace di amare e prendersi responsabilità. Ma sul serio è sempre colpa dell’uomo? Ma sul serio qualcuno ha colpa? No perché tu – o almeno a me sembra così – dici una cosa totalmente differente, accetti con semplicità e candore (e un po’ di rammarico, ci mancherebbe) che non gli “piaci abbastanza” (cit.) e va bene così. Perché non vuol dire essere stronzi, vuol dire essere onesti, secondo me. Anche perché non è che io mi sia innamorata di tutte le persone con cui ho fatto sesso, anzi, molte manco le ho più riviste. Altre mi hanno spezzato il cuore e ad altre l’ho spezzato io. Ma è il gioco delle parti, credo. Se le cose sono chiare fin dall’inizio, se nessuno ha illuso nessuno con paroloni e promesse io direi che non ci sono né stronzi, né colpe, semplicemente target sbagliati.
    Tu sei figa, non hai bisogno che te lo si dica ❤

    1. Secondo me, dopo una certe età, il gioco delle parti sarebbe d’accantonare e bisognerebbe tentare di fare le persone serie. Sempre secondo me. Dipende tutto da che cosa uno cerca nella vita.

  11. Maschio o femmina, essere alfa è una maschera. In questo racconto l’hai abbassata. Hei, calma, non sono un giudice, scrivo solo la mia criticabile opinione.
    Il finale è quello che ci divide. Target e obiettivo sono concetti che in amore non si possono applicare.
    Se essi ti dovessero condurre a viverne uno, credo che avrai di fronte uno come te, il quale avrà fatto – a sua volta – i propri calcoli. È questo che cerchi?

  12. Quanto mi piaci!! Mi piace soprattutto questo concetto: cosa importa scoprire la causa se tanto l’effetto è questo ed è del tutto visibile? Una volta che l’hai trovata sta causa non è che risolvi poi molto. Certi articoli mi leggono dentro! Ti adoro :*

  13. Poichè il caso non esiste, suppongo che se giusto oggi leggo questo tuo – intelletualmente onesto – articolo è perchè i nostri “struggenti premustruo” si sono sincronizzati dando vita a situazioni e similari esperienze ed ecco che (citandoti) non “abbiamo nemmeno bisogno di raccontarcele, perché le conosciamo già, anche se sono diverse, che in fondo sono tutte uguali.” .
    Thanks Vagina, avevo bisogno di un rinforzo alle mie deliranti osservazioni 😉

  14. Nel mio momento di presa di coscienza di una situazione praticamente identica, leggo questo Post. Mi illumini, sempre, d’immenso. #ehpppperòcheppalle

  15. Vagy, voglio andare controcorrente: se credi che il tipo ti potesse piacere *davvero* beh… perché arrenderti? Voglio dire, a meno che non abbia fatto qualcosa di grave e inequivocabile (tipo farsi beccare con un’altra), potrebbe essere solo spaventato, intimorito, magari anche indeciso (ci può stare, all’inizio) o non del tutto convinto di potersi/volersi buttare in una storia… se ti vede gettare la spugna allora sarà portato a pensare che ha fatto bene a defilarsi, perché tanto non eri poi così convinta nemmeno tu… insomma, persisti! (Lo so, ci vorrebbero la determinazione e la testardaggine cieca di quando si era ragazzine idealiste… e comprensibilmente non hai più nessuna voglia di combattere i mulini a vento. Come darti torto, dopo tutto!).
    Un bacione.

    1. Sono d’accordo. Parola di una che ha scelto di combattere contro “i mulini a vento”, e ne è pure uscita vincitrice. A volte, basta solo dare tempo, non a tutti scatta subito la scintilla.

    2. esattamente cara!
      cioè io ci provo ma mi scende la catena.
      ti piaccio? bene. non ti piaccio abbastanza? ok, è stato bello, ciao.
      scusami, ma ho troppe cose da fare per convincerti che sono una donna straordinaria, o qualcosa del genere 🙂

      1. Ciao Vagy (scusa se prendo subito confidenza così dal nulla) ho scoperto solo da un paio di giorni l’esistenza di questo tuo blog e sto andando a diritto a leggere tutti gli articoli, commenti compresi (perchè sono clamorosi, nel senso che permettono di approfondire il tuo discorso e di andare oltre; ognuno ha il suo punto di vista sulle cose, che a volte coincide, altre no, ma così permette di allargare anche un po’ i propri orizzonti)
        Ho deciso di lasciare il mio primo commento (in assoluto, non ho mai seguito un blog, nè tantomeno commentato) a questa tua risposta perchè è incredibilmente ciò che spesso mi ripeto, che mi serve per non arrivare mai ad abbordare il concetto di “accontentarsi”, anche se la condizione di singletudine perenne mi fa spesso vacillare. Alla fine mi dico anche che dovrei buttarmi un po’ di più, fare un po’ di “esperienza”, ma non è poi cosi semplice, mi fo un sacco di “seghe mentali”, rischiando appunto poi di finire per accontentarmi pur di non rimanere da sola (in quanto, a dirla tutta, mi sarei stufata!!).
        Comunque, detto ciò ti dico solo che ciò che ho letto, tutto d’un fiato, fino ad adesso l’ho adorato, punto per punto. Mi piace tanto quello che scrivi e come lo scrivi, xk lo fai senza mezzi termini, descrivendo situazioni, stati d’animo che ti fanno pensare “diamine, questo è proprio ciò che provo/sento e che non sapevo come esprimere”.
        Un abbraccio 🙂

  16. Questo è stato un Incontro con la maiuscola, però a quanto pare non ci sarà un seguito. Peccato. Vi siete trovati in un momento dove tu eri tu e lui idem, senza elmetti, armi offensive, falsi bersagli. Il fatto che la chimica organica abbia fatto il suo corso, ben venga. Ma c’è anche da dire che ci deve essere l’interesse a proseguire. Il fatto che dopo parlavate “solo di EXPO” non era il solito maledetto imbarazzo post-coito? Quel fottuto senso di estraneazione che a volte prende con un classico -“Ma cosa cazzo sto facendo?”- e lì si torna al mascheramento, perchè ci si sente vulnerabili, esposti, un maledetto Target al centro di un maledetto Mirino. Ma siamo sicuri che l’altro/a ci stia inquadrando per spararci? e poi perchè santiddio!!
    Non dubito che la tua esperienza e sensibilità ti abbiano fatto intuire che ci fosse una disparità di coinvolgimento, ma se tu dovevi essere l’avventura di una sera ok; visti e non (del tutto) piaciuti. Ma tu a questo punto se avevi delle aspettative e ti metti sulla difensiva in base ad una sensazione, come puoi pensare che lui non abbia percepito questo e si sia chiuso in difesa pure lui? Io lì non c’ero quindi le cose le sai bene solo tu e le mie sono solo ipotesi 😉
    Parlare di maschi e femmine alpha può fare figo per qualcuno, ma a me tornano in mente i vecchi esempi di dominanza studiati sulle galline livornesi brune. Pensa te che gli americani venivano a studiarle da noi le “Foghorn Leghorn” come le chiamavano loro.
    I rapporti personali voglio ancora sperare che non siano tutti alla “Milano Affari & Finanza”. Un Target è un bersaglio, fase finale di una Campagna, il Guadagno ne è la conseguenza se viene centrato nei Tempi e nei Modi Previsti. Tutto questo è marketing spiegato con termini militari…. cioè da guerra. E da che mondo è mondo la guerra non ha mai portato amore, solo vittime…

    1. siccome lavoriamo più di quanto amiamo, parlare di target mi pareva un buon modo per capirci 🙂
      detto ciò: tutto sacrosanto quello che dici tu ma se hai voglia di vedermi ce l’hai, se non ce l’hai non ce l’hai.
      non so se mi spiego. poca filosofia, semplici fatti, direi 🙂

  17. Mi dispiace questa cosa che ti è capitata, perché è una pessima sensazione il sentire di non piacere fino in fondo o per niente proprio al bipede di passaggio. E qui torna l’annosa questione del pussy keeeping o pussy giving. Magari a starci seduta sopra per un tempo più lungo avresti, come ha già detto qualcuno, colto qualche segnale. Che poi non è che accada nulla di irreparabile he…ma quando è accaduto a me, ha lasciato, come dire…”a bad taste in my mouth”.
    Probabilmente l’ometto era buono sulla carta, lui la sua barba e tutto il cucuzzaro, ma un’anima in pena dentro ( le cicatrici…UUUH CHE PALLE ‘STE CICATRICI!)
    Insomma ti sei lasciata trasportare e non hai valutato troppo, il che, se il sesso è stato buono, non può nemmeno considerarsi un crash totale.
    E ora, tesoro della zia, respira e riavvia: il mare è pieno zeppo di pesci, alla tua età.
    Alla mia il rischio di pescare uno scarpone (che poi di chi mai saranno ‘sti mitici scarponi? Di un morto?) o un più probabile sacchetto del Lidl è enormemente più alto.

    Bacissimi.

      1. Diciamo che per me “toyboy” sarebbe per me quello che per te sarebbe già uno speck stagionato.
        Quello che per te è giustamente e sacrosantamente “toyboy”, a me verrebbe voglia soltanto di fargli pat-pat sulla testolina. Smuack!

      2. Mia adorata Vagy, essere gerontofile nuoce gravemente alla salute. Da retta a zia, che a suo tempo e’ stata pure quello.
        Certo che, a commentare qua da te, mi si para davanti agli occhi il grafico della mia vita erotico-sentimentale…Decisamente non mi son fatta mancare nulla, proprio. 😱

      3. Aaahhh…… e adesso arriviamo anche al Conte Dracula, allora sei una vampira bicentenaria…… sapevo di una comunità succhiasangue nelle calle veneziane.

  18. Il rusticone non mi pare adatto al tuo ragionamento. Nel senso che, opinione personale, a lui non passerebbe nemmeno per l’anticamera del cervello di farsi un lavòrio di testa così fino e preciso.
    Io sono colpita, e affondo pure.
    Egli, il rusticone, sarà pure bono, ma varrà almeno la metà dello sforzo del tuo pensiero?
    Cazzo, dimenticavo: gran post.

  19. Perché? Solo perché vorrei sapere…forse perché sono uno stramaledetto romantico di merda e ci rimango male ancora…forse perché di indole tendo ad investire tanto,ancora nonostante…e ancora,ancora

  20. “….non gli piacevo altrettanto” arrivata a questo punto ho emesso un gemito: “nooooo”. A voce alta, tanto che la mia coinquilina (sì, perché a sto giro il blog me lo leggo davanti ai coinquilini, non i colleghi di lavoro!) si è sentita in dovere di chiedermi “tutto ok?”

    E le avrei dovuto dire che sì, va tutto bene, perché Vagina mi ha ricordato che se non gli piaccio abbastanza, sticazzi, è inutile che mi arrovelli il cervello sul motivo, meglio concentrarsi sul target giusto. Potrei impiegarci un po’ a individuarlo, sto benedetto target, ma ci proverò perché lo dice Vagina e quindi è Legge! 😀

  21. Ah tesoro…cosa posso dirti…ho iniziato a leggere sperando un finale diverso…
    Io basta per sempre uomini italiani. Veramente…
    Non ho ma capito né mai capirlo’ chi va a letto con una ragazza o donna senza che gli piaccia veramente….
    Ci ho nesso 40 anni a smetterla di desiderare che un essere peniforme del belpaese impazzisse per me…
    Me lo sono dovuto trovare in Turchia il maschio inequivocabile con occhi neri, barba selvaggia e attributi che mi vuole follemente, cazzo, e apprezza come sono, ovvero chubby e non “acciuga’…e anche molto più giovane. Ziocan! 🙂 Tie’ a tutti sti minchioni nostrani che non sanno minimamente apprezzare la bellezza, la ricchezza che hanno davanti. 🙂 Ti abbraccio forte

    1. PS. Ho trovato questo blog in inglese che parla di relazioni, self-awareness e singletudine: http://www.susanwinter.net. Buttaci l’occhio. L’ultimo articolo mi sembra ritagliato su di te. Il concetto e’ che sei single non e’ perché non piaci a nessuno, ma perché finora non hai trovato nessuno che fosse veramente alla tua altezza. Stampatelo bene in mente. Bacio

  22. Penso di capirti in toto, come sempre d’altronde. E non è tanto il fatto di tenersela o meno a cambiare le cose, non è il fatto che tu volessi una cosa e lui un’altra, nemmeno il fatto di averlo lasciato fare. Ti piaceva, tu non gli piacevi ugualmente. Fine. E’ andata come è andata e penso che ti abbia dato di più di tante altre storie con quelli a cui piacevi pure.
    Autocitandomi in una delle frasi che mi sono uscite in uno dei momenti come il tuo qua sopra:
    “Peccato per me, sembrava interessante.
    Peccato per lui, SONO interessante.”
    Basta.
    Ci ha perso lui e ci hai inesorabilmente perso pure tu. Basta non perdere mai la voglia di buttarci di nuovo, la prossima volta.

  23. alcuni dei commenti qua sopra non un pò comici, fra “è un pezzo di me**a”, o “è immaturo”, “egoista”, “irresposabile “ecc…
    il tipo quasi sicuro è una persona normalissima, semplicente non gli interessava molto la nostra vagi, pazienza, la prossima volta le andrà meglio

  24. L’importante è non entrare nel tunnel del “non è che non gli piaccio, è che ha paura di legarsi perché si è accorto che con me è diverso ed è spaventato dal turbinio di emozioni che gli ho provocato”. Perché le donne hanno questo viziaccio e la convinzione che essendo “diverse” e migliori delle altre lui non può non innamorarsi perdutamente! Da lì alla continua psicanalisi del povero malcapitato, sfiorando lo stalking whatsapparo, faceboocchiano twitteriano e chi più ne ha più ne metta il passo è breve!

  25. Sai cosa ti dico?
    Piaceva anche a me.
    Magari i jeans, la barba lunga, la FEDE (se non ricordo male), il calcetto.
    Insomma robe davvero poco metrosexualgayorientedpoliticallycorrect ma cazzo vere e solide.
    Ora non sbarellate tutti ecco il Lupo fascionaziskinrazzistajuventino, mi capita e mi è capitato di sguazzare in quel mondo lì molto Milano anni duemila e spesso ci ho trovato persone piuttosto valide e decise.
    Però secondo me la Vaggy aveva davvero bisogno di un robusto del genere, cicatrici, pallone e occhi neri annessi.
    Simo, ce lo so che le cicatrici hanno un pò rotto, epperò ci sono, tutti le abbiamo, va da sè che abusarne o fracassare i maroni è sport periglioso.
    Cosa non ha funzionato?
    ‘Mbeh succede che comunque Mrs. Sfigasolenne ci metta lo zampino, checcazzo succede.
    C’è la ex che si ripresenta, la Beneamata che ti fotte i week end, il lavoro che rischia, Milano che esagera, l’Expo che incombe (Sic!!), c’è stato un terremoto, una tremenda innondazione, le cavallette, non è stata colpa mia lo giuro su dio!!
    🙂
    Insomma la vera e unica frase in questi casi è:

    Shit happens

    E davvero non ci si può fare gnènte.
    Tranne non abbattersi, tirare dritto, essere consapevoli del proprio calibro, dei chili persi, della superfigaggine acquisita.
    Tutto lì.

      1. Ringraziando il cielo non ha un debole per me…… 🙂 Sono solo un po’ geloso, tra lui e il Fedi mi soffiano sempre via le donne sotto il naso…..

  26. non lo so… il post mi è piaciuto, come gli altri del resto, ma non credo sia una questione di target.
    certe cose le capisci solo “provandole” e pertanto non credo sia uno spreco di tempo averci provato, ma di sicuro bisogna porsi un limite (anche in termini temporali) con le prove.
    Quello che secondo me è sbagliato è crearsi troppe aspettative quando 1,2,3 cose di fila vanno per il verso giusto… è li che si resta fottuti

  27. Questo non succede solo alle donne. Succede a tutti, indiscriminatamente.
    Io, lo sto provando tutti i dannati giorni sulla mia pelle.
    Conosco una donna, non bella per i mostruosi canoni moderni, non impegnata a fotografare croissant la mattina, nemmeno cocktail la sera.
    Ma una donna intelligente, una donna che legge, che scrive e sa parlare. Di quelle che quando le conosci (e non “le vedi” attenzione) pensi “una così nasce 1 volta su un milione” (ah, Alex Britti non mi piace proprio, quindi per arrivare a scrivere questo lo penso davvero).
    Le scrivo, ok? Le parlo, ok?
    C’è affinità. Non penso al sesso, non stavolta. Per carità, la desidero, ma il sesso può attendere. La voglio conoscere. Lei fa lo stesso. Tutti e due abbiamo il passato, rapporti logori e stanchi che hanno svuotato ogni volontà di perdere tempo nel creare un rapporto duraturo. Che hanno svuotato qualsiasi voglia di fidarsi di altre persone, e di perderci tempo, anche.
    Ma le cose vanno. Una, due, tre settimane. Parliamo, per la prima volta senza nessun desiderio di apparire migliori di quello che non siamo (orsù, sincerità, lo facciamo tutti) e riuscendo a raccontare episodi bui delle nostre vite.
    Usciamo e usciamo, anche se lavoriamo nello stesso ospedale e i nostri turni non combaciano.
    Faccio di tutto per vederla, aspetto ore e ore anche dopo una notte devastante nel reparto dove lavoro.
    Non voglio dimostrarle nulla, ma regalarle delle cose che vedo e penso le stiano bene mi viene naturale.
    Dopo un mese e mezzo, non siamo ancora andati a letto, ma non mi interessa. Il tempo è poco, lei ha problemi con il sesso, e io non me ne faccio un problema.
    Lei non è la (passami il gergo metropolitano)”strafiga” che tutti si girano a guardare per strada.
    È piena d’imperfezioni, ma a me piacciono tutte. Adoro tutte quelle unicità.
    Per me è diverso: mio malgrado sono sempre stato considerato per il mio aspetto fisico, meno per quello mentale.
    Impersono il classico maschio inequivocabile di cui parli: nuotatore, alto due metri, occhi neri, moro e con la barba lunga sempre quanto basta per etc. etc.
    Ma a me non interessa piacere, a me interessa la donna, e lei è quella donna.
    Io non posso pensare di piacere ad una che mi dice: ammazza sei figo. E basta. Niente argomenti, niente di niente.

    Lei non mi ha mai detto:sei figo. E l’ho amata per questo. Lei mi ha detto: sei intelligente, interessante, colto.
    Le parlavo di Nietzsche, e lei mi rispondeva. Mi parlava di Allende, e io le rispondevo. I miei occhi brillavano.
    Per la prima volta avevo trovato una Donna (lettera maiuscola, n.d.r.) e non una “wannabe” del cazzo.
    Mi sono innamorato di una senza neanche andarci a letto, Cristo.
    Poi succede. Andiamo a letto.
    Lei si apre a tal punto da farlo. Niente romanticherie, niente serate perfette. Succede.
    E stiamo bene insieme.
    Più va avanti e più quella che doveva essere un’interessante conoscenza, si trasforma in qualcosa di profondo.
    E io, finalmente, respiro. Dopo tanto, respiro.
    Poi, un giorno, qualcosa si rompe. Lei diventa distante.
    “Che succede?”
    “Niente”
    “Che succede?”
    “Niente”
    “Che succede?”
    “Niente”
    Quel niente risuona come eco da unese a questa parte, da quando non la vedo più.
    Da quando ha deciso di mettere fine all’unica cosa che mi importava, importava davvero, dico.
    Avevamo creato la nostra piccola sfera di vetro. Tutto quadrava.
    Ora non faccio altro che spostare scheletri dall’armadio alla scrivania, solo per fare posto, nell’armadio, a lei.
    Per chiuderla. Ma non ci riesco.
    La sfera è caduta. I vetri sono ovunque e tagliano come lame. Anche se non mi muovo. Anche se sono immobile.

    Questo per dirti che, sì, ti capisco.

    1. Porca vacca, ti sposo io!! 🙂 Ma com’è possibile? Bello, intelligente, colto, sincero. E probabilmente ti ha mollato per un punkabestia…… Sei nel posto giusto, adesso ti ritroverai con la fila davanti alla porta…. P.s. Eri convinto che fosse la persona giusta? Se ti ha lasciato vuol dire che non lo era, punto. Questo vale per tutti, è inutile piangerci sopra.

    2. Falle una sola domanda Marco…. la stessa che feci io alla mia donna quando si mise sulla difensiva: – “io sono in campo per giocarla questa partita, tu cosa fai? Scendi in campo anche tu e la giochiamo insieme oppure vuoi rimanere in tribuna?”- lei scese in campo e dopo dieci anni andiamo benissimo. Fortuna? forse, ma anche no. 😉
      Non puoi trovare risposte se non te le darà lei, tu puoi solo fare domande e poi o aspetti o chiudi il discorso, anche se fa un male cane. L’ambiguità fa male all’amore.

    3. forse quel che manca è capire cosa si è rotto.
      e lo dico perché quando si rompe qualcosa con qualcuno che amiamo, ecco quello è l’unico caso in cui valga la pena indagare. in cui dire “sticazzi” è stupido.
      provaci. e buona fortuna.

  28. Ogni tanto mi riguardo l’inizio del film “La verità è che non gli piaci abbastanza”, che non ho mai visto tutto ma l’incipit è da Nobel.
    Eh già, capita.
    Anche se non capisco come tu possa non piacergli minimo minimo quanto lui piace a te.
    E non è una questione di sviolinata ma di oggettività: se fossi un uomo o se mi interessassero le donne, tu saresti il mio sogno.

  29. Le affinità elettive a volte hanno contorni netti, a volte frastagliati. Dipende dal percorso che le due anime hanno dovuto compiere prima di incontrarsi. Paolo Giordano ha trovato un bel titolo che dice tutto, per un libro che non dice nulla, e tanto cale fermarsi al titolo. I numeri primi sono soli per definizione. Ma sono anche primi. E questo qualcosa vorrà pur dire…

  30. No, vabbè. Non so se è più bello per il contenuto o per lo stile. O perché, da maschio Alpha Beta ecc. ho la terribile (quanto incomprensibile!) sensazione di vivere una cosa simile. No, dico, io sono un capolavoro, mica si può tentennare!

  31. Sei meravigliosamente puntuale. Sei straordinariamente lucida nell’auto analisi. Ed io leggo sempre me. In te. (e aggiungerei un sospiratissimo: eeeeeeh…cazzo!)
    maledetti uomini con la barba straordinariamente etero che oltrepassano quella barriera d’acciaio della nostra diffidenza, per poi lasciarci con un grande punto interrogativo sulla testa ed una confezione di Kleenex formato famiglia sul letto, stile Bridget Jones.

  32. Ciao cara, sei brava, bravissima.
    Ti consiglio di leggere “gli amori briciola” di Umberta Telefner, rispecchia psicoanaliticamente il concetto di singletudine metropolitana..
    Un abbraccio e grazie, grazie della tua spontaneità mai banale.

  33. Quanto è dura quando senti di esserci fino al collo ma di non essere ricambiata al 100%..io mi sento un po’ così nella mia attuale relazione (neanche 3 mesi,ma lui mi piaceva da 2 anni..), solo che non riesco a capire se davvero lui non ci tiene abbastanza(mi dice il contrario..) o se sono io che non riesco proprio ad accettare un briciolo di felicità..
    Forse devo solo avere pazienza, cercando di non farmi troppo male..

  34. ok, siamo a settembre 2015, ormai non è più un problema quest’omuncolo con la barba e la t-shirt, eppure ho bisogno di un pò della tua saggezza funzionale!
    No prchè mi ci sono imbattuta anche io nell’ uomo da barba lunga, t-shirt, problemi esistenziali, concerti al carroponte, ma soprattutto nell’uomo che “finalmente qualcuno che mi piace-piace, e piace-piace assai! E sono caduta nel brutto vortice del “non sono disposto ad una relazione, non è il momento, non ho ancora dimenticato una tipa inesistente, ma tu mi piaci da impazzire, vorrei ma non posso, viviamo i lpresente, non so cosa mim succede, non mi lego più, resterò solo salvami”. E l’istinto della crocerossina mi ha fatto drizzare tutte le antenne che posseggo 😀 ed ecco la sinrome del “sei l’ultimo uomo decente sulla faccia della terra, ep oi pensi anto e sei così complicato, iotisalverò!!!” e abbiamo condiviso molte playlist, una bottiglia di vino, molta ginnastica 😀 , molte risate, qualche ora di sonno, un concerto bellissimo (perchèsolonoisentiamomusicabuona). E ho ignorato i segnali inequivocabili di “non mi piaci abbastanza” perchè testarda e cocciuta hp pensato che con il tempo si sarebbe accorto che ero inevitabilmente IO quella giusta. Semplicemente perchè lo volevo proprio assai, io. Però poi c’è, poi scompare poi non sa, poi si fa vedere sempre di meno, poi minaccio di adnarmene ee non fa niente per evitarlo, poi le crisi isteriche “non riesco add avere un rapporto resterò solo” “non so cosa voglio scusami” fino a che capisco io cosa vogio davvero, e giro i tacchi e vado via. Allora mia cara collega Vagina, insegnami a essere fatalista e ad accettare che semplicemente non gli piacevo abbastanza, che passol egiornate a chiedermi come sarebbe stato, cosa in me non andava, cosa lui abbia pensato, se era il momento, e era lui, se ero io…e a frenarmi dal riscrivergli un semplice e autolesionista messaggio per sapere come sta.
    Ah, che frana che sono!

Parla con Vagina, Vagina risponde

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