Bilanci

Le persone normali hanno un rapporto normale con i bilanci esistenziali. Ne fanno uno all’anno, spesso meno, e quasi sempre in concomitanza con ricorrenze universalmente meritevoli di una riflessione: il settimo anno di matrimonio, la crisi di mezza età, la laurea, la menopausa.

Poi ci sono quelle come me che hanno un feticismo per la speculazione introspettivo-paranoide, specie quando corroborata da un folgorante premestruo, e quindi colgono qualunque occasione per imbastire un consuntivo della propria esistenza: la pasquetta, il solstizio d’estate, la festa dei lavoratori, la festa della repubblica, l’immacolata concezione, sanremo, ferragosto e infine, last but not least, l’inizio di un nuovo anno. E così, passato il 2014, iniziato il 2015, ripresa dai bagordi con le stelle filanti e il primitivo di Manduria, mi sono trovata a ripercorrere i 12 mesi appena trascorsi, così, tanto per avere una percezione un po’ più dettagliata di cosa minchia sia successo nell’ultimo anno. Anno in cui: non ho ricevuto alcuna sconcertante proposta di matrimonio, né organizzato un’asta benefica di sex toys, né fatto un viaggio epico ai confini dell’universo conosciuto, né scoperto l’elisir di eterna gioventù, né iniziato a condurre un programma in prima serata, né triplicato il mio reddito, né cambiato lavoro, né cambiato città.

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Eppure qualcosa deve essere successa.

Lavoro –> Per essere elegante come una signora: mi sono fatta il culo a tarallo. Mi sono regolarmente esaurita, trascurata, sbattuta, lavorando di giorno, di sera, al weekend. Situazioni che mi hanno fatto lucidamente comprendere che l’unico mestiere a me veramente affine sarebbe quello dell’ereditiera. Ma purtroppo non ho passato le selezioni nella sezione Chihuahua.

Famiglia –> I miei si sono trasferiti in Abruzzo e hanno lasciato la mia amata e deturpata Taranto. La mia casa è stata venduta, ma ok, niente pathos. Ciò che conta è che le persone che amo ci siano. Ciò che conta è che la tenerezza del loro affetto io la porti sempre con me, anche quando dimentico di averla. Ciò che importa è che mia madre continui ad essere una combattente, che il nostro amore abbia sempre meno bisogno di parole e che le parole siano solo chiacchiere tra donne, davanti a un caffè. Ciò che conta è che mio padre mi inviti ancora a nuotare fino alla boa o mi accompagni in escursione nella riserva naturale di Punta Aderci. Ciò che conta è che mio cugino continui a dipingere e a mostrarmi i suoi quadri, e a fare il presepe più bello del mondo intero. E che l’altro cugino continui a borbottare. E che mio zio continui a farmi ridere imprecando contro l’anima di San Procopio. E che mia zia continui a farmi mangiare come se stessi per partire per il Biafra per un semestre.

Sesso –> C’è stato quello ginnico, c’è stato quello sentito, c’è stato quello bisunto, c’è stato quello intermittente, c’è stato quello che i corpi si fondono e s’incastrano e diventano per qualche minuto una cosa sola, senza confini e senza alibi. Insomma: c’è stato. E già questo mi pare positivo.

Vacanze –> Interamente consumate tra Abruzzo e Puglia. Con una parentesi nuziale a Palermo (non credo che una suite spa nell’hinterland lombardo possa considerarsi una vacanza). Sia chiaro: non che io non voglia fare un Safari in Kenya, o ingozzarmi di ravioli in Thailandia, oppure scarpinare sulle Ande. Ma poi mia zia quando la rivedo?!

Amici –> Tutto regolare. Quelli di sempre ci sono. Ci sono per scambiarsi confidenze in una notte gelata di Natale, fumando un vurpo sotto la neve; oppure per raccontarsi vizi e virtù, in uno sguardo, bevendo una birra fuori a un nuovo locale di Taranto (perché dai locali di Taranto si sta sempre fuori, per fumare), che in realtà esiste da 15 anni e ha soltanto cambiato gestione. Ci sono per congelarsi sulle panchine di Piazza della Vittoria come quando avevamo 15 anni, di notte, parlando di sessualità femminile, e maschile, e zoofilia. Ci sono per mangiare le cozze al tramonto al Jamaica d’estate, e per bere, e per giocare a poker fino all’alba, e per andare a un concerto. Ci sono per fare progetti che ci avvicinino, anche se siamo tutti distanti, anche se ne faremo la metà. Ci sono per esserci meno, ma esserci sempre, mentre ci succede questa cosa terribile di crescere e di avere sempre più responsabilità, sempre più rughe, sempre meno abilità digestive, sempre meno resistenza fisica.

Salute –> Ho ricominciato a fumare e ho perso un bel po’ di kg nel 2014, quelli necessari a rientrare nei jeans dell’università. Ho, inoltre, appurato che continuare a dormire 4 ore a notte non va bene, che così non secerno sufficienti dosi di melatonina, il ché mi innalza la prolattina che mi fa venire i dolori alle poppe, e mi fa perdere i capelli, e mi potrebbe creare problemi qualora decidessi di sfornare un Vagina Jr (come se l’utero retroverso e i fibromi non fossero già abbastanza).

Gratificazioni –> i 3 acquisti dell’anno sono: il cappello fescion da H&M a 15 euri; gli occhiali da sole più fichi sul globo terraqueo, che nonostante un’accurata ricerca non sono riuscita a scorgerne modello oggettivamente più affascinante; il mio nuovo computer, caro quanto un viaggio in Messico, bello che male mi sento: si chiama Matthew, stiamo insieme da un paio di mesi e per adesso tutto è bellissimo, lui ha una pelle setosa, una tastiera retroilluminata ed è di sconcertante bellezza, leggerezza, comodità, efficienza.

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E questo è quanto.

Poi, naturalmente,  ci sono le parentesi. Quelle aperte, quelle chiuse, quelle lasciate in sospeso. Ci sono i volti che passano, quelli che arrivano, quelli che vanno via, quelli che ritornano. E ci sono, come dimenticarli, i propositi per il nuovo anno, che sono sempre gli stessi: regolare il sonno e la veglia, mangiare bene, smettere di fumare, dare un senso all’abbonamento assurdamente costoso che pago in palestra, fare un viaggio, organizzare l’addio al nubilato di una delle mie 2 amiche della vita, tenere la casa in ordine, coltivare i miei interessi, amare chi amo, essere educata con chi detesto, andare dal medico, pagare la Tari in ritardo, dare al lavoro il giusto peso, uscire più spesso,  leggere libri, lamentarmi di meno, sorridere di più. Sì. E poi c’era la marmotta che incartava la cioccolata.

Ad ogni modo, buon 2015 a tutti!

 

P.s: un fidanzato non ce lo posso mettere tra i buoni propositi perché sto ancora sperimentando le mie capacità di convivenza con una pianta. E gli esiti non sono incoraggianti.

 

74 thoughts on “Bilanci

  1. Il mio bilancio pende pericolosamente dalla parte sbagliata, sto a rosicà per un tipo che non mi si fila proprio e l’anno è cominciato mediocrissimamente.
    Quindi sono un po sgrunt e molto gnè gnè.
    E non ho la più pallida idea di cosa sia il vurpo.
    Sgruntissimamente, vetrocolato.

  2. ciao, per curiosità..e’ possibile che tu fossi in aeroporto a brindisi il 19 dic intorno alle 23? ho visto una ragazza che era sul mio volo da milano al nastro bagagli che mi ha fatto pensare potessi essere tu e.. aveva un cappello molto fescion! buon 2015!

  3. Aaazz…! Ma le tre vecch…cioè le tre donne della foto, da che serie saltano fuori? Perché ho ricordo delle facce ma non del titolo della serie.
    Bilanci. Ho fatto anch’io quello regolamentare e regolarmente pubblicato. Ho pubblicato pure quell’immane strunzata che ti manda WP sulle statistiche del tuo blog, e quello potrebbe tirarti su il morale, che tu l’Opera House di Sidney la riempiresti per tre mesi, tranquilla e scialla.
    Sesso: fatto.
    Lavoro: c’è e mi fa girare come una trottola.
    Famiglia: i figli vanno, tornano, scaricano bennate di roba da lavare, mi amano e li amo.
    Vacanze: al “mare dietro casa”, per amore in tutti i sensi e anche per comodità ed economicità. Quattro giorni a Londra.
    Amici: i due storici e immarcescibili, l’amico finocchio P. (CHE NON E’ PINZY CHE POI COME L’ALTRA VOLTA PENSA DI ESSERE PRESO IN MEZZO E CHE INVECE E’ ETERO, ok Pinzy? 😀 ) e l’amica F. Poi una serie di simpatici amici-conoscenti, piacevoli.
    Salute: c’è, ma sono sempre troppo stanca e molti ormoni oramai mi fanno ciao ciao con la manina, porcazzozza, ma c’est la vie e non voglio ridurmi come Samantha Johnes, a viaggiare con 20 tipi di integratori e la pomata rejuvenating da spalmare mattina e sera sulla patonza.
    Gratificazioni: il primo step di laurea della piccola di casa, un paio di fantastiche cene in fantastici posti offerte da Bip, un cappottino color fragola, linea anni ’50, preso in saldo, concerto di Liga, concerto di Ludovico Einaudi sempre gentilmente offerti dal fidanzato.
    Un anno, quindi, abbastanza neutro considerando che avevo fatto Grandi Pulizie nel 2013 e che tra 2011 e 2013 ho perso entrambi i genitori, rivoluzionato completamente il lavoro… ecco, fa un po’ paura fare bilanci troppo retrospettivi.
    Quindi buon buonissimo 2015 Vagy tesoro di zia, e avanti sempre.

  4. Si vede che sei gggiovane, visto che puoi permetterti di fare bilanci ad ogni piè sospinto. Io oramai li faccio quinquennali (come i famigerati piani di sovietica memoria …ah già, manco stavi in una idea, ancora), e per andare in media positiva dopo il 2014 me ne servirebbero altri 4 super sfavillanti …ma tant’è

  5. Buon anno Vagy…
    Io nei propositi non ci ho messo un fidanzato visto che quello che pensavo di avere mi ha abbondantemente cornificata…ma spero di fare tanto buon sesso felice con uomini altrettanto felici. Bacio*

  6. Giusto per sapere, tu oltre ai bilanci ad ogni occasione (che è più o meno il mio divertimento preferito) fai anche una serie di liste del “to do” appese sul muro che spunti con un pennarellone colorato?! No perchè altrimenti sei me in toto. Comunque, per dire, da domenica (prossima) mi trasferisco in una nuova città tedesca dove non conosco nessuno per inseguire il lavoro (della mia vita/per cui ho studiato/che mi dovrebbe piacere) e riparto da zero di nuovo, zero amici, zero uomini, zero pregiudizi. Carta bianca. Più tempo di bilanci di questo ce n’è?!?

    1. Auf Wiedersehen Medusenkopf. Bevi una buona birra alla mia salute e a tutti i tuoi buoni propositi (sempre che tu non sia astemia 😉 ) und Gute Zweitausendundfünfzehn!!!

      1. 😀 Ho riso un sacco. Medusenkopf è spettacolare!! Comunque sono in Germania da più di un anno ormai, quindi più che Aufwiedersehen siamo ad un “Non tornerai, vero?” detto da più o meno chiunque in queste vacanze. Quanto alla birra, quella qua merita veramente e costa niente. Non posso essere astemia, sono nata e cresciuta in Friuli. 🙂 Una birra alla tua e pure ai tuoi buoni propositi Buon 2015!

      2. Nel ormai lontano 1990 ero fidanzato con una ragazza tedesca di Darmstadt ed ho imparato a conoscere la Germania e i tedeschi sia dell’est che dell’ovest. La lingua tedesca mi rimane sempre ostica ma almeno riesco a girare senza perdermi e ad ordinare dal menu qualcosa da mangiare in modo educato senza sembrare “il solito italiano”. 🙂
        Per quanto riguarda il bere, incontro sempre donne che bevono più di me (inclusa la mia signora) e mi sembra incredibile, dato che ho ridotto parecchio le quantità ma ci do sempre dentro come un facocero 😀

      3. Beh direi che allora ne sai più di me sulla Deutschland. Fai a bene a “non fare il solito italiano” è esattamente quello che faccio anch’io. Io la lingua la sapevo e poi l’ho migliorata, vivere qui non mi dispiace alla fine. Sono e saranno sempre “troppo tedeschi” per i miei gusti, ma mica bisogna per forza vivere come loro!
        Quanto al bere, devo trovare anch’io uno che mi tenga testa. 😉
        E un Prosit anche alla tua signora allora! 😀

  7. Scrivi in una maniera allucinante (in senso positivo ovviamente) …. Inizio a leggere la prima frase del tuo articolo e neanche me ne accorgo sono già arrivata alla fine. Come ha scritto qualcuno qualche commento sopra riesci a rendere originale e interessante anche la solita palla che in questo periodo capita di leggere ovunque. Grande!

  8. …”Essere educato con chi detesto…” Grande proposito, che dovrei avere anche io specie al lavoro, ma il Manzoni, milanese d.o.c. nei Promessi Sposi fa incazzare come una pantera Fra’ Cristoforo contro Don Rodrigo dicendo che l’uomo vecchio si trovò d’accordo col nuovo… (sigh), il problema è che al rientro tutti gli stronzi che erano in gabbia o fuori città te li trovi al punto dove li avevi lasciati, e molto spesso non alle spalle come avevi creduto.
    Buon 2015 anche a te Geena. 🙂 (Tutte le volte che parli di Taranto mi scende interiormente una lacrima)

      1. Mamma di Taranto (ma Taranto Taranto 😀 ), papà siciliano, lui era in marina e io molta della mia adolescenza durante l’estate la passavo con i cugini fra Taranto, Lido Silvana, Isola di San Pietro, il Tramontone, Gandoli… e di sera pizzelle e panzerotti a gogo…. capisci perchè mi scende la lacrima? 😉

  9. Almeno tu hai il coraggio di fare un bilancio. Io non lo faccio perchè non so se alla fine sarebbe positivo o negativo. E non faccio propositi, perchè tutte le volta che ho provato a realizzarli alla fine ho fatto l’opposto. Quindi in alto i calici e buon anno a te Vagina 🙂

    1. ahahahaha ma io mica le so FARE le bombette.
      io le mangio e basta, quando vado giù!!!
      devo informarmi su un ristorante dove le facciano? ma vedete che non sono mica le stesse che arrostiamo in campagna da mia zia…sia chiaro…

Parla con Vagina, Vagina risponde

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