Nessuno si salva da solo

La prima volta che sono andata al cinema a vedere un film di Sergio Castellitto tratto da un romanzo di sua moglie Margaret Mazzantini (che non capisco mai se sia un tripudio di autoreferenzialità di coppia, oppure un buon esempio di ottimizzazione familiare), avevo 18 anni.

Ci andai con Frecciagrossa, il Frecciagrossa ante-outing, che forse mi dava dei chiari segnali di omosessualità latente accompagnandomi a vedere Non ti Muovere al cinema, ma io non ci badavo di sicuro (gli eterosessuali in quegli anni al massimo ti accompagnavano a vedere The Blair Witch Project, per intenderci, o, se erano nerd, Il Signore degli Anelli).

Io e Frecciagrossa, bellissimi e 18enni, al Cinema Ariston di Taranto. Penelope Cruz è straordinaria. La vicenda è stracciamutande. Un Senso di Vasco Rossi nella colonna sonora. Inizio a piangere a metà del primo tempo e smetto sui titoli di coda. Frecciagrossa non guarda il film. Frecciagrossa guarda me che singhiozzo, ride e mi cogliona alacremente. Fine.

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Uscii dal cinema innamorata, perché mi succede così quando un film mi piace davvero. Sono fuori dalla sala e continuo a pensarci, come dopo un appuntamento andato bene. Lo ripercorro, mi soffermo sui momenti che mi hanno emozionata o divertita o colpita di più, e poi lo guardo nel complesso, riprovo la sensazione generale che la storia mi ha dato, e mi compiaccio.

E, a esser franca, nutrivo la segreta speranza di poter passare almeno 1 ora a piangere come una disgraziata, protetta dal buio della sala cinematografica, deglutendo, tirando su col naso piano, lasciando cadere le prime lacrime con noncuranza, tenendo la faccia tutta tesa per non deformarla, per negare la commozione. E poi, finalmente, in un crescendo di disperazione narrativa, superato l’imbarazzo di fare una cosa così intima come piangere in mezzo a un crogiuolo di estranei, lasciarmi andare. Liberarmi. Ottenere la mia fottuta catarsi filmica.

E invece, la catarsi non c’è stata. O, per lo meno, non c’è stata quanto l’avrei voluta, che è un po’ come quando vai al cesso ed evacui poco e duro. Sì, hai evacuato, ma non è che ti puoi dire soddisfatta e pacificata con il tuo intestino. Ecco, mi è successa una cosa del genere.

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Perché, a onor del vero, Nessuno Si Salva Da Solo non è un brutto film, ma non è nemmeno un bel film. E’ un film che ti emoziona, ma per poco. Quasi mai illuminante. Ti lascia una specie di retrogusto amaro, o forse dolce, non si capisce. Hai un pot pourrì di stati d’animo, di scleri, di nostalgie.

[Gnente, sto periodo mi capita sta cosa di aver voglia di parlare dei film che vedo e pertanto d’ora in avanti potete pure non leggere, andare su maimuvis e approfondire con le recensioni quelle vere, mentre io proseguo sbrodolando le mie fondamentali opinioni su perché questo film non è brutto e perché non è bello]

Non è un brutto film perché ha alcune cose buone. Ha Jasmine Trinca che è meravigliosa, e brava. Perché Scamarcio, così, un po’ consumato, invecchiato, con l’occhio vitreo e l’aria maledetta, non è certo sgradevole.

Non è un brutto film perché in alcuni momenti è estremamente realistico e crudo. Perché in un passaggio è estremamente erotico (in pochi secondi batte 2 ore di 50 sfumature).

Non è un brutto film perché Nessuno Si Salva Da Solo nasce da un buon intento, parzialmente compiuto: raccontare qualcosa di verosimile e farlo con una dose necessaria e sufficiente di franchezza.

Non è un bel film, tuttavia, perché nonostante alcuni ingredienti giusti, il complesso non s’amalgama a sufficienza. L’emotività dello spettatore viene agganciata a intermittenza, in un continuo andirivieni tra passato e presente che, più che essere un espediente narrativo, limita lo sviluppo empatico nei confronti della vicenda. Come quando sei a letto con uno che soffre di eiaculazione precoce e proprio quando sta iniziando a piacerti e fai un gemito, quello rallenta, se no viene.

Non è un bel film perché s’affronta un tema dolorosissimo come la metamorfosi e la morte (apparente) di un amore, mentre sullo sfondo s’avvicenda un carosello improbabile di personaggi caricaturali: la nonna materna vecchia zoccola e alcolizzata, la nonna paterna che si fuma le canne, il nonno paterno ultra-coatto, il figlio finocchio (perché è giusto infilarci una fetta di omosessualità nel frullato di stereotipi), ma soprattutto [sto per spoilerare una cosa imprevedibilissima] la tipa con cui lui tradisce lei, che vi prego, pare un ibrido tra Meg Ryan e Irene Grandi, saltata fuori dal catalogo di H&M Bielorussia. Questo per non dimenticare il personaggio di Roberto Vecchioni, che io dico va bene tutto ma solo io avrei pensato “Cazzo vuole sto vecchio?”, che poi cosa c’entra il suo cancro, infilato alla cazzo, tanto per rendere la situazione un po’ più tragica in salsa radical chic. Il tutto mentre i personaggi principali avrebbero potuto essere naturalmente caratterizzati meglio, invece che risultare tipo così: la solita complessata-psicotica-anoressica-maniaca dell’ordine-fissata con gli acari-incline alla depressione incontra il solito belloccio-simpatico-stronzetto-un po’ volgare, a cui senza dubbio la si darebbe con scarsa esitazione. Solito schema del grande amore che poi implode nella noia coniugale, nelle incompatibilità caratteriali, nelle promesse non mantenute, nel calo del desiderio sessuale. Fino al punto di non ritorno: il disprezzo, la capacità di vedere soltanto ciò che dell’altro odiamo. Salvo poi accorgersi, dopo averlo perso, di amarlo ancora. Anche quando si dice di non amarlo più.

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Insomma, se c’è qualcosa da salvare davvero in questa ambiziosa polpettata esistenzial-vaginale sull’amore, è l’idea che l’amore in verità non finisca, che semplicemente cambi forma. E quando questo accade, quando quella forma cambia, non si deve odiare l’altro, perché è fisiologico, normale, endemico della vita, il cambiamento. Che bisogna affrontarlo, accettarlo.

E ricordare tutto ciò che ci fa appartenere all’altra persona.

E tutto ciò che fa sì che l’altra persona appartenga a noi.

E che quando due persone s’appartengono, questo sì, è inesauribile.

Lo diceva pure Ambra Angiolini.

71 thoughts on “Nessuno si salva da solo

  1. Non andrò mai a vedere questo film e non leggerò mai questo libro. Mi fa paura. Perchè anch ein una coppia che genericamente va bene ci sono momenti assurdi di odio che distruggono a volte il buono del’amore. Non riuscirei a vederlo.

  2. Dovresti mandare le tue critiche cinematografiche ad una rivista specializzata, credo apprezzerebbero soprattutto due passaggi: quello escatologico sull’evacuazione, e l’altro paragone dell’eiaculatore precoce 😄

    Quanto agli amori che finiscono e che lasciano ricordi dolci e amari ……forse dovrei smettere di contarli

  3. Io, il LIBRO “Non ti muovere” lo avrò letto una decina di volte, giuro.
    Sono stata così innamorata di quel romanzo, che quando poi è uscito il film (dai, diretto dal marito della scrittrice: deve essere bellissimo per forza!) ero in estasi.

    Bene.
    La regia di questo film mi ha fatto odiare in un modo indescrivibile Sergio Castellitto. Ma assai proprio! Per quel che mi riguarda, la pellicola è stata un tradimento bell’e buono della carta.
    D’accordo che in tutti i casi cinematografici generati da un romanzo c’è sempre questa dicotomia di impressioni, ma in questo caso io mi sono proprio incazzata tanto da sperare in un divorzio dei due. E’ stato totalmente sfasciato il romanzo che ho divorato così tante volte!

    E’ da allora che non mi dovete mai più parlare di un film di Castellitto, specie se ispirato da un’opera di sua moglie. ‘Sto stronzo..

    1. Pensa che io invece la penso esattamente all’opposto! Ritengo che la Mazzantini e Castellitto siano talmente in sintonia da riuscire, ogni volta, a rendere identiche le emozioni provate nel leggere il libro/nel vedere il film, non importa in quale sequenza si faccia o l’una o l’altra cosa.
      Tanto è vero che il libro “Nessuno si salva da solo” è stato quello che ho apprezzato di meno degli altri due che invece mi avevano lasciato senza fiato. Ed identica è stata l’impressione che ho avuto nel vedere il film.
      Come sempre tutto è relativo!

      1. E soprattutto, secondo me, dipende da quello che sei disposto a recepire.

        Io ho avuto due messaggi proprio diversi, nonostante le due cose parlassero della stessa storia.

        Un trauma, giuro 😁

    2. ti dirò, questa cosa l’ho percepita pure io che sono un’analfabeta e non leggo. ma ho pensato che, se avessi il dono della lettura, avrei forse potuto pensare di leggere il libro perché è evidente che nel libro le cose devono essere raccontate meglio.
      poi comunque non so se ce la farei a reggere la mazzantini così a lungo. potrei amarla oppure odiarla assai.
      in ogni caso, essendo incapace di leggere, non lo saprò mai 🙂

      ps: sono morta sul “ho sperato in un divorzio dei due” 😀

  4. A me fa super piacere se parli dei film che hai visto! Anche se non amo particolarmente Scamarcio, Nessuno si salva da solo prima o poi me lo vedrò. A proposito di Castellitto hai visto la serie TV In Treatment? Se te la sei persa ti consiglio di recuperarla… merita!

      1. Anche io al momento sono concentratissima su House of card anche se la terza serie mi sta piacendo meno e attendo con ansia la seconda serie di True detective con Colin Farrell

  5. Cos’è sta roba? Ma che cavolo di film vai a vedere?? Non stai bene? Vogliamo parlare di film? Il cinema italiano fa schifo!!! Il target italiano fa schifo!! Attori belli, incapaci e raccomandati che sussurrano ed ansimano invece di recitare. Ci ha surclassato anche il cinema francese con i suoi attori brutti ma di talento e dei film divertenti e a basso costo. In Italia non arrivano neanche nelle sale, ti tocca aspettare che vengano trasmetti su RAI Movie.

      1. Li ho visti tutti al cinema. Come mi divertivo col monnezza, almeno era un filone che non si spacciava per quello che non era: du’ parolacce, qualche schiaffone a Bombolo e si rideva come dei cretini…. E poi diceva che ciaveva la macchina che annava a stronzi, adesso la chiamano energia fecale: com’era avanti……..

      1. Sorrentino è già di nicchia, non per niente ha vinto l’Oscar. Con pochi altri che si salvano tutto il resto del cinema italiano è una schifezza, come parte della musica italiana. Da popolo di poeti gli italiani sono diventati una popolazione di poveri ignoranti.
        P.s. i film del monnezza erano per bambini, tante parolacce e schiaffoni, negli anni ’70 ci divertivamo così…..

      2. Pinza, però i film che vincono l’Oscar non sono di nicchia. Sono mainstream. Poi, certo, tra Sorrentino e James Cameron c’è differenza, non lo discuto.
        Ma se abbiamo Sorrentino, perché dobbiamo dire che il nostro cinema fa schifo? Indistintamente? 🙂

      3. Elencami 10 film belli italiani usciti in questi ultimi 10 anni….. è dura: Romanzo criminale, Vallanzasca, Questione di cuore, quelli di Checco Zalone, un paio di Ficarra e Picone e Ale e Franz. Altri? Sorrentino? Non ho visto il divo ma this must be the place mi è piaciuto molto. E poi? Pochi altri, il cinema francese al confronto ci fa impallidire.

        Per gli italiani esistono solo le “fiscion”, la Capotondi, Garko, Argentero e gli altri scureggioni che sussurrano invece di recitare….

        I film stranieri che vincono l’oscar in quella categoria sono tutti di nicchia, delle pizze spaventose, l’unico bello in questi ultimi 25 anni è stato “Mediterraneo”. Per me lo fanno a posta per sottolineare che i film belli li girano sono in ammeriga!!!

  6. Ho letto il libro, ho pianto una parola sì e l’altra pure, mi rifiuto di vedere il film… e la tua recensione mi convince di essere nel giusto 🙂

      1. Ho di recente assaggiato un canestrello. Sono cresciuta rubando i canestrelli dal negozio di alimentari di mio nonno, avevano quel gusto morbido, burroso, con una punta di limone, il dolce dello zucchero a velo… quello che ho assaggiato poco tempo fa, sapeva di farina mescolata male 😦

  7. Ciao Vagina! Polpettata essenzial vaginale mi sembra un’ottima definizione delle opere della Mazzantini! Io ho letto quasi tutti i libri, mi sono piaciuti, mi hanno coinvolta e mi hanno emozionato molto. La critica però l’ha sempre un po’ snobbata e mi domandavo perchè… Perchè, evidentemente, i critici sono maschi, mentre la Mazzantini è una produttrice di polpettoni vaginali!

    1. ecco vedi, è una spiegazione plausibile… però io resto dell’avviso che l’eccessivo vaginismo andrebbe stemperato. Anche se, ora che mi ci fai pensare, forse io ero andata al cinema proprio per sfogare liberamente quello 🙂

  8. Sto ancora ridendo per il catalogo di H&M Bielorussia.. sei fantastica!! 😀 Concordo pienamente sul primo film che citi… Questo che hai visto adesso non lo so.. può essere che lo vedrò in tv, o scaricato sul pc.. Comunque Scamarcio resta un bell’orsetto coccoloso da sbaciucchiarsi, e Jasmine Trinca da apprezzare. Quindi grazie per la tua opinione, stimolante (nel senso che stimola ad andare a vedere altro);-)

  9. Concordo in pieno… come dire, le idee sono buone ma non sviluppate adeguatamente o perlomeno in maniera convincente. Forse il libro è meglio chissà, ma il film non mi mi ha fatto venire tutta questa voglia di togliermi il dubbio. Personaggi troppo caricaturali, dall’anoressica coi denti corrosi (non dovrebbe essere bulimica? eggià), al bimbo già bollato come gay solo perché si mette le scarpe della mamma? Suvvia.

  10. Guarda il tuo post è una pubblicità al contrario. Col cazzo che vado a vederlo, se lo hai descritto bene è la sintesi di tutto ciò che detesto. Scamarcio mi sta sulle palle e la Trinca pure.
    Circa la sinergia Castellitto-Mazzantini le due alternative che hai offerto sono entrambe improprie: senza troppi sforzi di interpretazione, la fattispecie descrittiva della loro liaison la puoi rinvenire nel codice penale: il suo nome è associazione per delinquere.
    Salud

  11. A Roma, diciamo : “ER SANTARO … SE FREGA ‘NA VORTA SOLA” ! 😯
    Andai a vedere, spinto soprattutto dalla presenza nel cast di @Penelope Cruz ( un’ attrice che amo … ), il film NON TI MUOVERE, della premiata ditta Castellitto&Mazzantini : al netto della talentuosa attrice spagnola, quel film mi si rivelò una pretestuosa ciofeca, una pellicolaccia rubasoldi della madonna …. e, da allora, la famigerata sinergia “attore marito-moglie scrittrice” ( scrittrice ?!? … Beh, si fà per dire ) nè mi ha fregato più, nè dubito che in futuro mi possa fregare ancora ! :mrgreen:

      1. Dubbi ?!? 😯

        Nun se comanna ar core, o @Pinza caro,
        amo la @Cruz … pe’ mme cjà talento,
        fresca com’ è, e co’ tanto sentimento
        che ‘n mezzo a le cjiartrone è ‘n fjiore raro !

        Me piacque, ‘sta spaggnjiola in quer bber tango
        che se bballò cor capitan @Corelli …
        e anche in quer firmetto de poarelli
        lei trasformò in purezza puro er fango !!! 😀

      2. A parte che non è bella, non me ne voglia il Cavaliere: de gustibus….. altrimenti ci ammezzeremmo tutti per la stessa donna. Ma non mi sembra neanche quella grande attrice, la considero solo l’ennesima ex finta moglie di Tom Cruise che ha cercato visibilità sposandoselo.

    1. guarda io non riesco ad avere un’opinione sulla regia, perché ricordo solo di aver pianto tanto. ma TANTO. ma TANTO.
      e l’unica cosa che ricordo a parte le mie lacrime è, appunto, una straordinaria Penelope Cruz.

      1. Confermo … e qui, caro @Pinza non ci sono dubbi : Penelope è straordinaria ( altro che ennesima compagna del @Cruise … ), e lo dimostra il fatto che sia l’ attrice prediletta di @Almodovar …. e, se non bastasse, la sua stessa partecipazione, meravigliosa, sia nel film ‘ciofeca’ NON TI MUOVERE accanto ad un pessimo @cicchitto, sia ne IL MANDOLINO DEL CAPITANO CORELLI ben coadiuvata dal bravo @Cage e dall’ eccellente @Hurt ! 😀

  12. Il libro non è stato ne bello ne brutto.
    Un pugno nello stomaco.
    Soprattutto se sai che la tua storia d’amore sta andando nella stessa identica direzione.

  13. La Mazzantini attrice ne “Il barbiere di Rio” dove fa la parte della moglie divorziata di Abatantuono l’ho detestata per bene, tant’è che mi sono detto, se questa parte le sta cucita a pennello deve essere così pure lei…
    Da scrittrice mi sono rifiutato di leggerla, idem per i suoi film di guardarli sia al cine che in TV. Credo che di sfighe in giro ce ne siano abbastanza e il neorealismo è passato da mo’; quindi frantecarmi gli zebedei con la coppia Castellitto & Mazzantini ma anche no!
    Pensa te Geena che l’unico film italiano che ho visto di recente e che mi ha fatto piacere, perchè ho detto: una bella commedia senza vedere le vaccate alla Vanzina è stato, “Tutta colpa di Freud”. Il che la dice lunga sul mio stato d’animo che, di fronte ad un paese reale sull’orlo di una crisi di nervi oltre che istituzionale ed economica, figurati se ho voglia di vedere due che fanno flop alla distanza. Grazie ho già dato di persona…. (magari è meglio vedere la “Suite Francese” almeno parte da una storia vera)
    Sulle aspettative tradite dai film invece ti posso scrivere una tesi di laurea. Da bravissimo Nerd ho visto la vecchia trilogia di Star Wars (1977-1983) cappottando sulla poltrona. Quando sono andato a vedere il primo episodio della nuova trilogia (1999) ero partito di testa già ai titoli, salvo poi uscire dalla sala come uno che ha avuto un “coitus interruptus” con un calcio nei maroni….
    Su questo ti capisco al 1000%
    Se Carrie Bradshaw non esiste, non esistono nemmeno questi due, anzi regala un po’ di cioccolata alla Mazzantini, hai visto mai che le si liberano un po’ di endorfine e la smette di scrivere tragedie? 😉

  14. Suppongo di aver appena scacciato anche l’ultimo dubbio: non varcheró la soglia di nessun cinema per vedere questo film! Cambieró canale quando anche arriverá sul piccolo schermo! Grazie sei stata illuminante! Ahahah 😅😅😅
    Mitica, recensione spassosissima! 💪💪💪 certo su sca-marcio peró potevi osare di più!! 😆😆😆

  15. In realtà questo film non racconta banalmente la fine di un amore ma molto di più. E’ il racconto dell’accettazione di sé stessi e di come si cerca molto spesso una salvezza nell’amore e nella coppia, cercando solamente un rifugio temporaneo. Non ho visto una banale storia d’amore che finisce.

  16. Proverò ad essere seria. Uno dei problemi del film è Scamarcio: non va bene, non dovevano scegliere lui che invecchia male, come un cartone di San Crispino lasciato aperto per un mese in frigo.
    Il secondo problema è il libro. “Nessuno si salva da solo” è stato tirato fuori con la speranza del botto, quello che fece ai tempi “Non ti muovere”, operazione impossibile dato che “Non ti muovere” è un piccolo capolavoro dal punto di vista narratologico. Lì la Mazzantini ha dato il meglio di sé riuscendo a calarsi nei panni di uno dei personaggi più beceri, stronzi, violenti, inetti e cacasotto della narrativa italiana degli ultimi 30 anni. Uno verso il quale lei, come autrice, prova un’evidente comprensione per non dire simpatia. Mettiamoci dei bravi attori ( Gerini a parte,) e mettiamoci pure un Vasco indimenticabile con quella particolare versione di “Un senso” con il tuono e lo scroscio della pioggia all’inizio.
    Quello che tra le altre cose non funziona è il “too much” nella storia. Anoressia, aborto, tradimenti, malattia, parentame, sesso, il tutto in un continuo flash back e ritorno. Troppa roba.
    Insomma se il romanzo è rimasto tale per quattro anni prima di diventare un film, un motivo c’è: non era adatto a diventarlo.

      1. Davvero? Io la considero una delle più brutte e patetiche mai incise (però non sono sicuro di parlare della stessa canzone, non me ne intendo molto di Vasco). Mi hai risollevato il morale, ho creduto potessi essere una fan.

  17. “Insomma, se c’è qualcosa da salvare davvero in questa ambiziosa polpettata esistenzial-vaginale sull’amore, è l’idea che l’amore in verità non finisca, che semplicemente cambi forma. E quando questo accade, quando quella forma cambia, non si deve odiare l’altro, perché è fisiologico, normale, endemico della vita, il cambiamento. Che bisogna affrontarlo, accettarlo.”

    Stupendo, perfetto, eccezionale.
    Qualcuno per cortesia può spiegarlo alla stronza con cui divido il materasso!?
    Grazieeeeee

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