Pheeghe Vere

A Milano sta per partire Expo 2015. Ebbene sì, ci siamo.

Tutte quelle di voi che capiteranno da queste parti (per lavoro o per piacere, perché sì, pare che moltissima gente vorrà andare a Expo per piacere, sono io che sono grettamente immune al fascino esercitato da questa enorme fiera commerciale, ma no, sicuramente sarò smentita, è l’incontro tra le culture, un’occasione di crescita e confronto, di riflessione sull’alimentazione sana, infatti tra i main sponsor c’è Coca Cola), dicevo tutte quelle di voi che capiteranno a Milano in questi mesi, o che ci verranno in futuro, o che ci si trasferiranno, avranno modo di inciampare in alcuni autentici esemplari di Pheeghe Vere D.O.P.

E allora vi accorgerete dell’indiscutibile e indiscussa differenza che c’è tra loro e noialtre, vagine normali. Non vorrei fare una discriminazione su base territoriale, sia chiaro, l’Italia è piena di donne bellissime, ma l’essere Pheega Vera non c’entra in senso stretto con la bellezza. O meglio, la bellezza è condizione necessaria ma non sufficiente per l’autentica Pheegaggine.

Scopriamo insieme quali sono i tratti salienti della Pheega Vera milanese, così che possiate gestirne meglio il confronto quando la troverete davanti. Perché le Pheeghe Vere sono ovunque intorno a noi e se vogliamo comunicarci dobbiamo imparare a decodificarle, a comprenderle e a entrare nel loro cuore.

Parte la sigla di Super Quark.

Conduce Vagina Angela, che è la sorella segreta di Alberto, che è il figlio di Piero.

1. La Pheega Vera è magra. Su questo non ci sono cristi né madonne che tengano. Non esiste Pheega Vera che sia “cicciottella”. Il grasso tecnicamente è peccato, è volgare, è e resta sempre “povera terroncella paffuta” e se non sei terroncella, hai sicuramente antenati terrons. O comunque sei della provincia. O della periferia estrema. La Pheega Vera ha la 40. Se sfora nella 42 va di dieta detox. Se è una 44, è solo una wannabe. Essa è, inoltre, alta, longilinea, con gambe di 1 metro, il collo lungo, le mani ossute e due tettine eleganti.

2. La Pheega Vera ha di conseguenza un rapporto assai particolare con il cibo. Essa mangia poco. Mangiar poco è di classe. Nel piatto lascia sempre un avanzo. Voglio dire, ve la immaginate Carolina di Monaco che fa la scarpetta nel sugo di polpette? Onestamente? NO. Capisci che per quelle come noi cresciute a forza di “ci sono bambini che muoiono di fame in Africa”, ecco per noi è pressoché impossibile raggiungere il PheegaNirvana a tavola e mangiare la metà di quello che abbiamo davanti. Quando la Pheega Vera ha un buco nello stomaco mangia bacche, o frutta essiccata, o biscotti senza lievito, senza frumento, senza lattosio, senza grassi aggiunti, senza zucchero (tutti elementi a cui è intollerante). Snack privi di materia ma croccanti, perfetti per illudersi di mangiare praticamente senza mangiare.

3. La Pheega Vera conduce una lotta costante contro la propria ritenzione idrica, reale o immaginaria che sia, armandosi di tisane e massaggi drenanti. Raccontatele un nuovo trattamento infallibile studiato nei laboratori Guam e sarà vostra almeno per 10 minuti.

4. La Pheega Vera ha i capelli lisci e setosi. Non esiste Pheega Vera con i capelli crespi, per esempio.

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5. La Pheega Vera è attenta al look, sempre. Sceglie cosa indossare la sera prima e, soprattutto, non commette i clamorosi errori di stile che alcune altre, povere stolte, commettono. Cose tremende come indossare calze color carne (una Pheega Vera si darebbe fuoco, piuttosto che andare in giro con delle calze color carne) oppure usare lo smalto perlage (solo colori matt, per cortesia, possibilmente Chanel, per instagrammare poi la foto).

6. La Pheega Vera ha sempre l’outfit perfetto per ogni occasione e, se non lo ha, lo compra. Bisogna sempre essere appropriati, in qualunque contesto. Attenzione, però: essere appropriati non significa essere eleganti. Ci sono poche cose inappropriate come essere over-dressed, quindi lasciate pure a casa i vostri vestiti buoni della domenica, conservati dall’ultima festa del Santo Patrono. Sappiate che la Pheega Vera sceglie sempre un outfit che manifesti un certo distacco,  zero soggezione nei confronti della situazione, secondo una logica che a noialtre rimane comunque parzialmente incomprensibile, ma che alla fine sembra sempre dire: “Sono favolosa, sono all’altezza della situazione, vengo con le mie sneakers da 500 euro”.

7. Ma soprattutto la Pheega Vera ha una varietà inesauribile di indumenti e accessori, e scarpe, al punto che vi verrà il sospetto che siano usa e getta e che non possa conservarli tutti in una sola casa (questo finché non scoprirete che ha una scarpiera con le luci a led che s’accendono all’apertura delle ante,  con dentro ripiani di Jimmy Choo e Louboutin), tipo quella di Carrie Bradshaw – giuro, una mia amica ce l’ha così – e tutto sembrerà surreale, a voi, che ogni anno per fare spazio alle scarpe estive dovete conservare nel tramezzo quelle invernali).

8. La Pheega Vera ha visto tutte le puntate di Gossip Girl e vive nel segno di Blake Lively, che è indubbiamente la donna più bella, più elegante, più assurdamente meravigliosa del globo terracqueo.

"Mr.Turner" Premiere - The 67th Annual Cannes Film Festival

9. La Pheega Vera non parla quasi mai di politica, né di attualità. Salvo che per attualità non s’intenda lo speciale su X-Factor di Vanity Fair.

10. La Pheega Vera fa almeno un viaggio intercontinentale all’anno. Conosce gli States alla perfezione, possibilmente ci ha studiato e se ha un weekend lungo va a Nuova York a fare shopping.

11. La Pheega Vera ha senza ombra di dubbio l’iPhone e il Mac e, se iddio vuole, ha in casa almeno una sedia/lampada Kartell e uno Smeg.

12. La Pheega Vera non si spazientisce mai, non alza la voce, non dice parolacce, non è inopportuna, mai.

13. La Pheega Vera non esce mai struccata ma opta sempre per un trucco nude look.

14.  La Pheega Vera non ha mai avuto una Tessera Arci nella sua vita.

15. La Pheega Vera ha di sicuro fatto almeno una vacanza in barca e ha la casa di villeggiatura al mare. In Sardegna o in Costa Azzurra o a Miami. Chi ce l’ha in Liguria è Pheega ma non è Vera.

16. La Pheega Vera ha almeno un completino di Victoria’s Secrets nel cassetto.

17. La Pheega Vera  fa sport non perché ne abbia bisogno, ma perché le piace.

18. La Pheega Vera ha solo borse splendide. Niente sbavature, niente cadute di stile. La Pheega Vera regnerà sovrana nell’alto dei cieli, seduta alla destra del Padre, con il merito straordinario di non aver mai comprato una borsa Carpisa nella sua intera vita. Quando parlate con una Pheega Vera, eliminate dalla vostra mente tutte quelle ridicole marche che avete coniderato fino ad oggi, tipo Prima Classe, Borbonese, Etro, Byblos, Guess e fate largo a Prada, Balenciaga, Hermés, Céline, Chloé, Valentino, Miu Miu. E lei, l’intramontabile Chanel, che pure usata costa 1.600 euro. E se non ve le potete permettere (come me), ripiegate su borse unbranded, anonime, senza loghi, borse bastarde figlie di nessuno. Non fate, per piacere, quella cosa assurda di comprarvi la Coccinelle (che io ho avuto e mi è anche molto piaciuta) o la Furla, che sono il purgatorio delle borse, una vita di mezzo che vi costerà 300/400 euro, e comunque non vi renderà né pheega, né vera.

19.La Pheega Vera ha i denti perfetti, le sopracciglia perfette e il ritocchino che non t’aspetti.

20. La Pheega Vera non ha peli perché Madre Natura ha scelto di dargliene pochi e perché quelli che aveva li ha eliminati con la depilazione permanente, che ha fatto quando tu ancora non ti facevi i baffi, per intenderci.

A questo punto saprete come destreggiarvi quando avrete a che fare con una Pheega Vera. Che per quasi tutto sarà estremamente diversa da voi, ma se la diversità non vi spaventa, scoprirete che ci sono un sacco di cose nuove che potete imparare (come che le scarpe con il buco sull’alluce si chiamano “open toe”).

183 pensieri su “Pheeghe Vere

  1. Delle open toe ero a conoscenza, ma temo per deformazione professionale. Perché mi sa che con la tecnica Maometto che ho intenzione di adottare con l’Expo (lascerò che sia l’Expo a venire a me) di questa piega vera non vedrò l’ombra, continuerò ad accontentarmi delle imitazioni ;!

    1. insomma, in due parole la figa vera conduce una vita assolutamente vuota e priva di grandi schemi, o perlomeno di un minimo livello di profondità. mi spiace per chi si sente un tantino turbata nella propria sicurezza accanto ad una figa vera, ma io davanti alle fighe vere provo un gran senso di irritazione perche’ esistono persone cosi’ superficiali.
      quanto sono snob e noiosa? anche se fosse 10 su 10, va benissimo cosi’.

  2. Nei cibi preferiti ti sei scordata le gallette di riso e di mais, a parte questo hai fatto il ritratto del 90% delle mie colleghe, che probabilmente essendo di Genova non sono Pheege Vere, ma taroccate…. Dici che sulla carta d’identità come luogo di nascita si fanno mettere Portofino? Secondo me con quello qualche punto di veraggine lo prendono!

  3. La mia amica Pheega vera è di Bari, l’ho conosciuta a Roma, che lei aveva solo 20 anni ma già all’epoca aveva un guardaroba che avrei potuto pagare un anno di affitto qua a Milano comprese le utenze!
    Lei alta, bionda, magra, occhi verdi, la ragazza più bella che io abbia mai visto.
    Siamo diventate amiche perché lei era nella sua fase di ribellione dalla pheegaggine, perché non è tutto oro quello che luccica.
    La mia amica Pheega vera aveva una madre, Pheeghissima, che lei viveva nell’ansia al sol pensiero. Una di quelle bionde sulla quarantina, quasi simile alla Gisele.
    La mia amica pheega vera non lasciava avanzi nel piatto, ma tagliava tutto quello che c’era nervosamente e poi lasciava tutto lì.
    Quando uscivamo insieme/ la accompagnavo a fare shopping si andava solo a Piazza di Spagna, e non ce ne andavamo finché lei non aveva speso quello che serve a far campare una famiglia media italiana composta da quattro persone.
    Lei, i genitori hanno una casa a Bari, una a Roma ai Parioli, una in centro a Milano e una in Sardegna.
    Era già stata a NewYork e la adorava.
    Studiava medicina a Roma, ma voleva entrare al San Raffaele a Milano.
    Era molto determinata, e anche simpatica in realtà, poi io mi sono trasferita qui, lei ha avuto problemi all’università e i genitori l’hanno mandata a studiare in Albania.
    Praticamente vive su instagram e ha circa 6000 followers, ma ti assicuro che non è la ragazza più felice che io ho conosciuto.
    Anzi essere fighe è difficile è quasi una maledizione, recitare quella parte diventa un dovere davvero non indifferente, non sei libera neanche di uscire con chi vuoi.
    Perché il tipo deve essere pheego, ricco, intelligente, e nella maggior parte dei casi è cocainomane, quindi schizzato e nonostante tu sia la Pheega più Pheega dell’universo ti tratterà sempre come una pezza.
    Però è bella, bellissima.

    1. Sei simpaticissima Skeria88! 🙂 Concordo con te, queste tipe, fanno parte di un’altra realtà! Sono i soli esseri umani che mi fanno sentire come donna non classificata! Un bidé con capelli e manopole..per intenderci! E gli uomini..quando le guardano, le paragonano ad una fuori serie! Io al massimo potrei rappresentare una Fiat Panda! Che tristezza! Forse è vero. La loro vita non è facile, ed è anche un po’ vuota.
      Ciaoooooo da una barese che vive a Strasburgo! >purtroppo non pheega<

      1. Ciao Doriana,
        In realtà essere fighe é diverso, e ne ho conosciute di persone davvero fighe é che Milano ti da alla testa. Qui purtroppo l’apparenza é tutto ma si sa che pheega o non pheega le corna ce l’hai lo stesso :P…
        Scherzo, buona notte 😊

  4. Eh si..Milano è per antonomasia la portatrice sana di pheega Vera (che io chiamo figa di legno). In verità mi divertono e mi diverto a prenderle per i fondelli,è troppo bello farlo e ci cascano tutte come pere cotte…hanno il loro fascino,indiscutibilmente,ma sono vuoti a perdere,meglio perderle che trovarle…vuoi mettere vedere una donna che sorride soddisfatta davanti a un piatto vuoto,con tanto di scarpetta fatta,di parmigiana? Fnc le donne sedano.

  5. Ecco ….la mia seconda (ex) moglie è una “vorrei ma non posso”. Riesce a centrare tutto quanto riguarda outfit, scarpe, borse e peli …..ma le manca la metà dei punti per riuscire ad esserlo. Soprattutto non è alta, oscilla tra 42 e 44, ha capelli crespi ed ha origini terrons sebbene abbia un accento che neppure il compianto Guido Micheli …taaaac. E poi legge molti libri, il Corriere tutti i giorni e conosce i nomi di tutti i ministri.
    E soprattutto non ha case di vacanza, ma furbamente si fa pagare le vacanze in barca, in tutta Europa e a New York (rigorosamente in alberghi 5 stelle) dal maschio (pirla, lo ammetto) di turno.

    Lo sapevo di aver sposato una mezza pheegah (tu hai dimenticato l’h finale) …….e non dico cosa penso dell’altra metà

      1. fedi tu queste cose le regali alle donne sbagliate.
        non a quelle che già ne hanno o se l’aspettano.
        devi regalarle a quelle che vanno a serravalle e proprio non ci riescono a comprare una prada. che proprio mezzo stipendio per una borsa, cazzo, no.
        ogni riferimento alla sottoscritta è puramente casuale 🙂

    1. ah scordavo …..tutti i termini nuovi legati alla moda, tipo “open toe” li imparava subito e ripeteva sempre con l’aria saccente. Però il significato di cenote (così come altri termini) aveva dovuto chiederlo a me……

      1. Come al solito io non ci ho capito niente… Questa estate mi faccio due settimane in barca a vela, e tutte a spese mie. Ma anche te non stai messo bene comunque, se frequenti solo Vuitton-dipendenti 😉

      2. Bel metodo che hai scelto…. spero che tu ne abbia lasciata una per tuo personalissimo uso e consumo 😉
        Parlando di cenote, mi hai fatto venire in mente una dimenticanza nella mia wishing list, il cenote Pit.

      1. 1) Devi presentarti (essere è un altro conto) come imprenditrice ed economicamente agiata di tuo
        2) Devi esibire almeno tre carte di credito tue, di cui una obbligatoriamente American Express (meglio platino, ma possiamo far passare anche la oro)
        3) Devi cercarti uomini di elevata posizione lavorativa ed economica, dicendo che ti affascinano gli uomini di potere, ma non per i soldi (👿) bensì per il fatto che sono temuti e rispettati
        4) Devi dire che sei donna molto tradizionale, e che ti fa sentire più femmina se sia l’uomo a pagare. Ovviamente non certo per una questione meramente economica.
        Se riesci a rispettare tutti i punti ce l’hai fatta ….oppure sei la mia ex moglie

  6. Beh perché mai dovrei averci a che fare?
    Noi femmine normali non abbiamo nulla di cui parlare con ‘ste tipe..
    Male che vada tiro fuori Gossip Girl – che AMO anche se è finito – e le mie intolleranze che sono sicuramente più delle loro e non solo alimentari.

  7. Una delle prime tipologie di amiche incontrate al mio arrivo a Milàn, anche se devo dir che le le wannabefeegha peggiori le ho incontrate altrove. Tutte, insieme ai numerosi accessori trendy-chic-costosissimi, portano a corredo una tal quantità di nevrosi che mi fanno preferire di gran lunga la compagnia dei muratori.
    PS – fino a non molto tempo fa per me le borse carpisa erano già “livello superiore” 😉

    1. Il parrucco lo fa in via Manzoni o San Babila e comprende sempre lo shatoush.
      Gira con la Mini Cooper o con la Range Rover Evoque.
      Gioca a golf nel tempo libero, con il suo maestro personale, ultra Pheegoh naturalmente.

  8. Mmh ma pensavo che per pheega vera milanese intendessi un’altra cosa. Per me, approdata a milano dalla provincia varesotta, l’essenza della phigaggine milanese era rappresentata da tipe incredibilmente sicure di se’, con una parlantina incredibilmente sciolta e ironica e convincente, con una consapevolezza di se’ molto piu’ in la’ della mia e taboo dimezzati rispetto ai miei. Una tipa stra-indipendente e forte. A prescindere dall’aspetto fisico che, date tutte le di sopra caratteristiche, diventa in ogni caso spaziale.
    Quelle che descrivi tu le definirei piuttosto sciampiste,,o barbie, ma pheeghe no per favore, ci vuole molto piu’ spessore di cosi’!

    1. Ci sono diversi livelli, la pheega vera descritta dalla Vagi è l’ultimo livello, il più ambito, uscite dall’aristocrazia milanese e non hanno la necessità di lavorare.

      Le tue sono le pheeghe in carriera, magari nate come squattrinate e non molto carine che si ammazzano in palestra per migliorare e di professione fanno le tagliagole ed escono con quelli che benpensano. Anche queste da evitare come la morte.
      .

      1. Lo so, cercavo solo di spiegarti che hai una prospettiva distorta della realtà. Stai idolatrando delle poverette che non hanno nulla da invidiare.

      1. La Pheegah (insisto sull’h finale) Vera va solo al Finger’s o al Nobu. Alle sagre neanche morta (a meno che non siano al suo paese d’origine, lontano almeno 1000 km da Milano e previa verifica che non ci sia alcun/a altro/a milanese presente)

      2. Il Nobu di Milano non lo conosco, ma in quello di New York non mi ricordo di aver visto così tanta Pheega/h (con e senza l’h).
        Stasera vado alla sagra della chianina, a che livello della scala sociale mi sveglierò domani mattina?

      3. Un gradino in più sulla mia personalissima scala delle tope (invidia sovrumana per la suddetta sagra che qui abbiamo expo e cavallette fritte)

  9. ahahhahaha! meraviglioso il tuo Pheega Vera vademecum. Ascolta una curiosità: io che sono di Milano centro (ma non milanese doc), trapiantata in periferia – questo per dirti che non sto più sul pezzo – ma le unghie rigorosamente lunghe e laccate? non il gel, quella à vecchia storia, ci sono quelle con la resina se non sbaglio, fanno Pheega vera o no? sai com’è da qualche parte – se uno vuole – si deve cominciare e le unghie mi sembrano (forse) la cosa meno costosa. O magari no.
    Ciao cara! è sempre un piacere leggerti! da una vagina stra- normale.

    1. allora gioia, mettiamo le cose in chiaro: se sei figa vera le unghie NON le hai lunghe. ovviamente nemmeno mangiucchiate ma una lunghezza minima, molto bon ton.
      poi: se vuoi stare sicura devi farti un colore nude, anche sulle mani. se vuoi osare con il colore, ok, ma deve essere proprio perfetto.
      non sono a conoscenza della resina perché le mie unghie ho politicamente deciso di non massacrarle con queste robe e di farmele io, con lo smalto normale, alla vecchia maniera, che se non si sminchia che senso ha?!

      1. ahahahh! unghie corte nude bon ton, prendo nota! eh si vede che non sto sul pezzo della figa vera. Concordo con lo smalto alla vecchia maniera, che si sminchia e almeno si può cambiar colore quando si vuole. Io ho le unghie corte ma non vado di nude: niente manco quello di figo ho! ahahahah ciao!

  10. Sei geniale! (Io mi avvicino a una Pheega Vera solo per la numero 16, ma il DNA siciliano mi sa che affonda ogni mia speranza di poter diventare alta, snella e Pheega!

    1. tecnicamente nemmeno a me eppure ne ho una quantità importante.
      ma no, non per avvicinarmi a una pheega vera. in realtà la vera pheegaggine nelle scarpe sta nell’indossare le decolté chiuse, senza calze e non avere le vesciche poi (si vede che usano scarpe migliori delle nostre, comunque).

      1. gli zoccoli della birkenstock coi fiorellini, o il maialino, sono bellissimi! Se costassero un po’ meno in ospedale li userei supervolentieri… Ciononostante sono una rompiballe non noiosa 😉

  11. Secondo me non si godono la vita in pieno. Che noia, trovarsi davanti ad una splendida torta al cioccolato e non mangiarla..tutta. Per carità, non sempre, pero, al meno ogni tanto. Meglio noi ragazze normale con tanti difetti, ma pronte a divertirci ed a affrontare la vita al 100%.

  12. Ok, non sarò mai una pheega vera. Però cosa sono le open toe lo so, eh! :°D
    Onestamente, non so neanche quanto possa attrarmi una vita così, la scarpetta è una questione di vita o di morte per me… 😛

    1. cazzo sì, hai ragione, io a volte non riesco a trattenermi e la faccio anche in pubblico, ma con disinvoltura: butto un pezzetto di pane nel piatto, lo infilzo con la forchetta, lo inzuppo un po’ e me lo magno. madre, che ovvove.

  13. Io della pheega vera ho solo l’alimentazione, e forzatamente, dopo che ho avuto la mononucleosi. Ma ho un paio di amiche pheeghe vere, e una tipa per la quale sto traducendo cose. Francamente questa la invidio, perché a 52 anni suonati da chilometri per stile e personalità a donne di 15 anni più giovani. Poi vabbè, ognuno è come è, cerco di accontentarmi e comunque le open toe fanno un male boia. In ogni caso stando tra pheeghe e froci ho anche imparato cosa sia una empty pocket pochette.

    Baci, stellassa!

    1. ahahahah tesoro io l’ho imparato grazie a PIF, quando faceva reportage, prima di diventare il testimonial di TIM 🙂
      per quanto riguarda la tua 52enne…secondo me rientra in quella categoria deluxe di cui alcune donne fanno parte e non è colpa loro, anzi, e sono quelle che ispirano e basta per quanto sono gagliarde…non so se mi ho spiegata.
      bacissimi!

  14. Scusa, ma le Pheeghe Vere lavorano? E se lavorano quanto guadagnano? Si fanno mantenere? O che ne so, come cacchio trovano i soldi per essere perfette? Cioè perchè io mi faccio problemi per 10 euro di maglietta al mercato.

    1. lavorano. e magari guadagnano tanto quanto le altre (la condizione lavorativa – specialmente femminile – è piuttosto livellata, molto in basso). ma sono ricche di famiglia. io mi sono accorta di quanto contassero gli “aiutini” dei miei quando ho smesso di averne. sì, insomma, se dritto o storto riesci a non dover pagare: spese per la macchina, spese per la casa, spese mediche, tasse, palestra e se a ogni ricorrenza ricevi regali da 1000 euro, insomma, è più facile ecco. (no ma io non ho mai ricevuto regali da 1000 euro)

  15. comunque Kartell è roba da “poveracci”(come una Fiat 500 ) e Smeg oramai è passata i moda da un pezzo (come la Smart). (Questo è l’unico ambito in cui posso esprimere un commento autorevole.)

  16. Ciao Vagi. Ho contato gli aspetti che farebbero di me una Pheega Vera e quelli che invece mi renderebbero una comune mortale. Vince la comune mortale 11 a 9. Magrissima e abbastanza attenta al look e amante dei viaggi, mi hanno salvato le origini terrons pugliesi che fanno di me una divoratrice di cibo e non mi permettono di tradire il mare della terra natia. Evviva la Puglia!

  17. Bellissima e fedele descrizione. Io ho avuto a che fare per una quindicina d’anni con le pheeghe vere e posso soltanto e molto francamente dirti che non voglio avere più nulla a che spartire con loro. Non ho bisogno di sovrastrutture da gente annoiata e mi fanno pena le vite preconfezionate. Viva la semplicità, i libri, il cuore, le amiche vere, le tette morbide, la ricchezza interiore, il vino e l’amatriciana. Olè. Comunque anche a me EXPO sembra proprio quello che sembra a te, così a occhio.

  18. Diamine io non mi posso confrontare con loro, Non ho gli attributi femminili. Posso ammirarle o si paga?
    Certo che loro vivono un mondo dorato fatto di gossip e altro, non mi dilungo sugli altri. Potrei rischiare il peggio.
    Pensavo, ma poi proseguendo la lettura ho dovuto fare ammenda, che con quel incipi, che riporto virgolettato “Tutte quelle di voi che capiteranno da queste parti (per lavoro o per piacere, perché sì, pare che moltissima gente vorrà andare a Expo per piacere, sono io che sono grettamente immune al fascino esercitato da questa enorme fiera commerciale, ma no, sicuramente sarò smentita, è l’incontro tra le culture, un’occasione di crescita e confronto, di riflessione sull’alimentazione sana, infatti tra i main sponsor c’è Coca Cola), dicevo tutte quelle di voi che capiteranno a Milano in questi mesi, o che ci verranno in futuro, o che ci si trasferiranno, avranno modo di ” Dico pensavo che tu volessi ospitarci tutti a casa tua per un bel incontro conviviale. Ma forse è meglio così. Ho riso, sorriso e riso ancora.

    1. Quelle che hanno un leggero movimento quando corri, che non si forma quella righetta di sudore e la matita non sta su nemmeno incollandola. Da non confondersi con quelle rifatte…..

  19. All’inizio del post ho pensato che questa italo-americana di nome Vera Pheega facesse la spola tra Milano e New York. Arrivato al punto 11 ne ho avuto la conferma.
    E se va all’EXPO è perché “she needs to be EXPOsed” e figurare sulla rivista gossippara di turno.
    Ma alle Barbie girls di nome Vera Pheega, preferirò SEMPRE una Geena la Tarantina 😎 o una Optometrista che Vale, con o senzavatar ;-).

    P.S. A tutte le “Vera Pheega” di qualsiasi latitudine prima o poi potrebbe capitare un incontro così….

  20. Cosa aggiungere… meno male che vivo nell’estremo Nord Est e qui, posso ancora sopravvivere nella mia serena ingenuità, lontana da qualsiasi tipo di brand alla moda, senza sentirmi una merda… anzi… 🙂

  21. Cara Vagina, io aggiungerei che la Pheega Vera può uscire per due serate di fila a dimenarsi e spaccarsi di vodka tonic fino alle 5 di notte, per poi svegliarsi la mattina dopo fresca come un fiore di campo appena colto, mentre noi pezzenti siamo già in avanzato stato di decomposizione se dormiamo mezz’ora meno del dovuto. Noi strisciamo fuori dal nostro bozzolo di lenzuola con la colata di bava alla bocca e i capelli a mo’ di Carcioghiotto Peperlizia, mentre lei potrebbe già improvvisare uno spot per la Panténe. Tutto ciò è profondamente ingiusto.
    Detto ciò, grazie per regalarmi sempre un sorriso con i tuoi articoli! ^^

  22. Io faccio sempre scarpetta, sempre.
    Anche e semplicemente per il sughetto dei pomodori conditi con l’olio EVO, maronna che buoni!!!
    Ed è per questo che mi sento una vera figa!

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