Single per Scelta?

Una delle domande che, in qualità di single, mi mette più in difficoltà ricevere è: “Sei single per scelta?“. All’apparenza non potrebbe che trattarsi di domanda retorica che a volte allude al fatto che tu sia single per volere di terzi in quanto affetta da qualche particolare forma di repellenza antropologica o biologica (tipo che soffri di reflusso e c’hai il fiato che manco lo zolfo sulfureo, oppure che sei una centrifuga-palle cronica, oppure che sei un cesso). Altre volte, invece, l’interlocutore s’aspetta che tu debba vomitare con disinvoltura, insieme alle tue interiora emotive, iddio sa quale illuminante verità sociale.

Ogni volta che la suddetta questione mi si pone, io vado in screen saver per qualche secondo, sulla mia faccia compaiono i pesciolini di Windows 98 e provo a pensare una risposta intelligente a una domanda demenziale.

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Perché, in verità, cosa significa essere single per scelta? Significa che ho gruppi organizzati di spasimanti respinti che ciclicamente avanzano proposte nei riguardi della mia persona? Significa che, al contrario, vorrei tantissimo un cavaliere templare al mio fianco ma purtroppo il mio Sacro Graal non è abbastanza sacro? Significa che ho condotto un’accurata swot analysis della condizione di single, preferendola alla condizione di accoppiata? Che sono troppo cazzuta? Che sono sfigata? E poi perché me lo chiedi in quel modo, come se fossi una dissidente, la no global del sentimento, la no tav del materasso?

No. Non mi sono mai svegliata una mattina dicendo:”Bene, io da oggi voglio essere single forevvah”.

No. Non sono circondata da scapoli favolosi che pendono dalle mie piccole labbra e che io respingo in qualità di amazzone metropolitana.

Sì. Ho naturalmente fatto un’accurata swot analysis della condizione di single, perlustrandone i pro e i contro.

No. Non sono single per scelta di qualcun altro. Non sono stata mollata di recente, non esiste uomo con cui io brami costruire due-cuori-e-una-capanna che insensibilmente mi rifiuti in favore di una cubista slava.

No. Non sono sfortunata. Penso che le nostre vite sentimentali siano frutto delle scelte che facciamo o che non abbiamo il coraggio di fare, più che della fortuna. Penso che siamo noi che decidiamo cosa procurarci, anche senza accorgercene. Penso che in amore esistano sia i rimorsi che i rimpianti e, più si cresce, più quelli si mischiano, e dipanare le matasse diventa un casino.

Tuttavia, no, non ho scelto di essere single.

Non ho scelto di NON avere mai un accompagnatore in qualsiasi situazione pubblica, dal matrimonio dell’ennesima amica alla serata di capodanno.

Non ho scelto di NON avere una famiglia e dei figli.

Non ho scelto di NON amare nessuno e di non essere amata in quel modo così socialmente auspicabile e rassicurante, come in una monogama coppia eterosessuale, anagraficamente allineata.

Non ho scelto di NON dare ai miei genitori la tranquillità di sapere che ho un gesuccristo accanto con cui spartire problemi e gioie.

Non ho scelto nulla di tutto questo.

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Ho scelto altro.

Ho scelto di non avere accanto un uomo che non mi rispetti.

Ho scelto di non avere accanto un uomo che io non rispetto.

Ho scelto di scoprire il valore della mia libertà.

Ho scelto di non essere sessualmente insoddisfatta.

Ho scelto di non dire bugie. E di non ascoltarle.

Ho scelto di sporcarmi i piedi con la polvere, invece che nasconderla sotto al tappeto.

Ho scelto di guardare in faccia la solitudine per capire che è senz’altro migliore di un uomo sbagliato.

Ho scelto di non essere verbalmente violenta.

Ho scelto di non annoiarmi.

Ho scelto di non simulare. Né l’amore, né l’orgasmo.

Ho scelto di non essere parte di una coppia infelice.

Ho scelto di non essere vittima.

Ho scelto di non essere carnefice.

Ho scelto di affrontare i miei demoni e di scoprire i miei limiti.

Ho scelto di essere quella che sono.

E, nel più profondo della mia vagina, resta il fatto che un giorno mi piacerebbe essere co-autrice di una storia. Sana. Adulta. Consapevole. Normale.

A tratti felice.

143 thoughts on “Single per Scelta?

    1. Caro Francesco, prova a ribaltare le cose: diresti mai ad una donna fidanzata/sposata (insomma non single): “Sicura di averLo (quell’uomo) proprio scelto? Non è che sono stati gli eventi, certi automatismi a farti mettere con lui? Non è che la tua volontà è stata scavalcata e non è quella di stare davvero con lui?”. Lo diresti?? No, non lo diresti. Chissà perchè si dà per scontato che una donna, se è single, lo sia NON per scelta, mentre se è in coppia lo sia ovviamente per scelta.
      Io credo che tra le donne e gli uomini la maggior parte siano accoppiati-non-per-scelta (ma per caso, comodità, paura, interesse ecc…)

      1. Grande V.
        ho scoperto per caso il tuo blog
        sei fantastica e questo articolo da oggi è il mio mantra
        Grazie

  1. Mi fai crepare dal ridere. Io sono con te! E se ti può consolare, mi piaci talmente tanto che sono andata nell’altra stanza per parlare di te al mio boyfriend e gli ho detto “I started following a blog called Memories of a Vagina” e lui già rideva. “She posted a picture of a Nutella jar that’s called Zitella, that in Italian mean Spinster”. E lui “What is a spinster?” e io “An unmarried woman” e lui “there’s NOT a word for that. She’s just not married. I never heard of a spinster”.
    Queste sono le cose per cui amo il Cannada.
    Spero che ti abbia fatto piacere sapere che, se vuoi trasferirti qui, non sarai altro che una bella donna! 😀

  2. Non so .. io conosco un sacco di persone non sposate.. ma tante davvero, per la maggioranza donne. In realtà anche un paio di uomini ultimamente che non mi spiego… ma sono NON sposati. Punto. Capita.

  3. Il problema è che la società si aspetta da noi donne quello che ormai non vogliamo più per noi stesse. Entrare nei ranghi prestabiliti da altri prima di noi non ci fa sentire appagate ma costrette. E condivido le tue scelte, soprattutto quella di non scegliere di rientrare in uno stereotipo solo per compiacere gli altri e non sentirsi una sfigata.

  4. Grazie per questo, Vagina.
    Capita al momento giusto…

    Ho scelto le stesse cose che hai scelto tu, dopo 15 anni con lui.
    E domani firmerò l’atto di separazione.

    Ho scelto me.

      1. Consensuale?
        Noi, cioé io (devo iniziare ad usare la prima persona!) sì.
        Le spese sono tante, già…ma come dice Vagy, basta nascondere la polvere sotto il tappeto.
        Tante volte ho paura, a volte piango, altre volte sono serena…So che con lui era finita, lo so da un pezzo, ma è dura rendersi consapevoli di questo, noi siamo stati assieme 15 anni, fra alti e bassi.
        E abbiamo un figlio. Una meraviglia di 5 anni.
        Difficile, ma arrivi ad un punto che non puoi fare finta che tutto vada bene, quando no, non va un caxxxo bene.
        Ti abbraccio virtualmente, Stella! :*

      2. esattamente uguale.
        consensuale. L’amore morto da anni, ho preso in mano io la situazione.
        “Fermiamoci qui prima che perdiamo il rispetto uno dell’altra”
        non è facile nemmeno quando non si litiga. Matrimonio di 10 anni, bimba di 5.

      3. Maddai, idem!

        Come lo hai spiegato alla pupa?
        Lui sta cercando casa, quindi noi, al nostro, abbiamo detto che papà sta comprando una “casa da maschi”, dove, quando vorrà, potrà andare.
        Prenderanno un cagnolino (lo psy mi ha detto che è utilissima la pet terapy in questi casi) e ci metteranno dentro dei nuovi giochi e una nuova cameretta.
        Gli abbiamo detto che ci vogliamo bene ma che siamo cresciuti (a 19 anni eravamo già fidanzati, puoi capire…) ed abbiamo realizzato che le nostre strade sono diverse.
        Lui sta ancora “elaborando” a mio parere, però capisce. Lo vedo sereno perché sa cosa sta succedendo mentre prima sentiva le discussioni e mi sembrava quasi “spaesato”. Parla spesso della casa dei maschi, ma non in maniera negativa.
        La stiamo gestendo in maniera civile, con rispetto, come dici tu. Per noi e per lui. E cerchiamo sempre di “monitarlo” per vedere se c’è qualcosa che non va, il piccolo è il nostro primo pensiero, anche se fra noi proprio non è andata.

      4. Oh ragazze… dopo starete benone!
        Visto che riuscite ad avere rapporti civili, starete davvero bene. Lo dico per esperienza.
        E se i figli sentiranno di essere molto amati comunque, staranno bene anche loro.
        Già fatto tutto, da un po’.

        Comunque sono sempre le donne a “prendere in mano la situazione”. Gli uomini tirano avanti, salvo rarissimi casi. Chiedete in giro, potete fare le statistiche.

      5. no
        abbiamo il coraggio dei cambiamenti veri, anche se siamo abitudinarie.
        Sappiamo decidere anche quando questo richiede forza, anche quando è scomodo, costoso, difficile.
        Loro tirano a campare… e producono scuse fantasiose per giustificarsi.
        Non tutti, ma molti.

      6. Ecco…io sonno una di quelle rarissime eccezioni,il coraggio di dire basta l’ho avuto io,il cambiamento l’ho deciso io e la forza per fare tutto questo (e ho figli) me l’ha data due cose :1 ho tenuto talmente tanto che avevo la nausea e se l’ho fatto è per i figli (eh si…a volte si sta insieme per i figli perché FA MALE PER UN UOMO ANDARSENE PERDENDO DALLA QUOTIDIANITÀ AL BACIO DELLA BUONANOTTE) ,2 la spinta è stata data dal non mettersi in discussione e decidere di non decidere. Detto questo l’amore è arrivato al capolinea dopo una vita (avevo 18 anni…ora 43) o sceglievo me o morivo,ma vi assicuro che pur scegliendo me quello che ho perso è enorme…niente mi ridarà indietro la gioia di alzarmi in piena notte a rimboccare le coperte ai miei figli.

      7. La convivenza ha una scadenza? In amore esiste un tacito rinnovo o ha bisogno di rigenerarsi? O l’amore “per sempre” esiste veramente ma in pochi lo trovano? Nel dubbio segui il tuo cuore.

      8. @altrirespiri: Grazie. No, sul serio. Perché nel 2015 c’è ancora gente che ti dice “si sta insieme per i figli”.
        Che immagine potranno avere, i figli, dei genitori e, più in generale dell’amore e dei rapporti umani se vengono cresciuti da due persone che non si amano più, che discutono e, nella peggiore delle ipotesi, si fanno ognuno i fatti propri in separata sede?
        E’ una scelta difficile e dolorosa, ma l’Amore per mio figlio è indubbio, incondizionato e non verrà scalfito dal fatto che io e suo padre stiamo prendendo strade diverse.
        Io non giudico, ognuno è libero di agire come meglio crede.
        Ma io voglio alzarmi la mattina e coricarmi la sera consapevole di vivere a posto con la mio coscienza, essere serena. E adesso, che ho scelto, lo sono.

      9. io sono sinceraper indole, anche un po’ fessacchiotta e ingenua, per cui vivere fingendo mi faceva stare male. Ci ho provato, non lo nego. Ho retto due anni. Poi un giorno mia figlia mi ha chiesto “perchè non ridi più” e lì ho capito che stavo sbagliando.

      10. I bambini sono più avanti di noi!
        E comunque è vero: alcuni uomini preferisocno la palude del non-amore, della sopportazione, del tutto-sommato-bene piuttosto che provare a cambiare le cose.
        Lui mi ha anche detto “restiamo così, a me basta stare assieme…”
        E’ un prezzo troppo alto. E’ il prezzo dell’infelicità creata con le nostre stesse mani. No, non ci sto, non ce la faccio.

      11. Mia moglie a questa domanda (se vuoi rimango pure eh ma ognuno fa la sua vita) mi rispose così (non so cosa risponderti)..ovviamente era una provocazione mai e poi mai sarei rimasto con una donna che non portava più nessun rispetto al suo uomo,questo per dire che (sarò una mosca bianca ) che al non amore ho scelto amare me stesso e i miei figli,basta litigate davanti a loro,basta mancanze di rispetto a loro,che di certo non hanno la colpa.

      1. Ciao Fabio, scusami ma non capisco cosa c’è da ridere.
        Le esperienze che stiamo esponendo qui sono per noi dolorose e difficili e ti chiedo gentilmente di rispettarle.

        @Volevolaprinz: grazie per aver postato un punto di visto maschile. Da quello che hai scritto mi sei subito apparso come un uomo sincero e coraggioso.
        Io penso che la scelta “figli+matrimonio infelice” vs “separazione/presa di consapevolezza personale” sarà l’eterno dilemma.
        Io sono cresciuta in una famiglia serena e ho scelto la seconda opzione. Ho scelto me ed il provare ad essere felice, non scendere a patti con la mia coscienza, evitare il “separati in casa” (e ognuno si fa gli affari propri), che solo a sentirlo mi viene l’orticaria.
        Lui è nato perché i suoi erano in crisi e hanno pensato che un figlio potesse ri-avvicinarli. Ha assistito a litigi, urla, bestemmie, spesso dormiva a casa di amici per non sentire i suoi litigare e da adolescente ha chiesto loro tante volte “perché non vi separate?”
        Per lui quella è la normalità.
        Doveva esserlo anche per me.
        Ok, ci vogliamo bene, tu non ami più, sei arrivata a pesare 42 kg, piangi perché finisce il dentrificio però almeno stiamo assieme. PER IL BAMBINO.
        Ma può essere felice mio figlio se io non lo sono? Se non sopporto più mio marito? Se ogni aspetto della vita è buono per sollevare discussioni?
        Secondo me no.
        Sarà difficile. Ma io lo amo e voglio proteggerlo dai nostri errori.
        E sono convinta ce la faremo.

      2. “Ho scelto altro”: ognuna di noi ha le sue motivazioni, la lista delle tue assomiglia molto a quelle che scrissi io per me, circa tre anni fa. Non è facile manco per niente, la gente non vede l’ora di scoprire l’inghippo o veder arrivare il deus ex machina che riporterà tutto allo status quo iniziale, in cui si sentivano tanto comodi, loro. Che poi io non fossi più felice era evidentemente un dettaglio, a cui alla fine mi sono aggrappata per avere il coraggio di rimanere ferma sulla mia scelta controcorrente. Se sapessero, quanto è bella la sensazione di sentirsi libera di scegliere davvero.

      3. Accidenti. Io mi sono sposata da poco, meno di un anno, e leggere queste cose mi fa paura e tristezza insieme. Sono molto onesta.

        E stavamo già insieme da qualche anno. Ma lui è, oggi, ancora la persona che butta una luce unica e speciale su tutto il resto, nella mia vita. E leggere frasi come “non sopporto più mio marito”, nello stesso modo in cui si potrebbe non sopportare più il call center della propria banca o un collega fastidioso, mi stringe lo stomaco. Non riesco a capire come si possa arrivare a questo con la persona che avevi scelto, unica in tutto il mondo, per essere lì accanto a te a combattere giorno dopo giorno.

        Ho detto che sono onesta e onesta voglio essere: spero proprio che a me non succeda. Allo stesso tempo, però, credo che essere consapevoli di quando è necessario dare il via a un nuovo inizio (non chiamiamola fine) sia un atto di grande coraggio e consapevolezza e perché no, amore – nei confronti di se stessi e dell’altro. E vi faccio in bocca al lupo affinché la nuova forma della vostra famiglia vi sia lieve 🙂 e che siate felici.

    1. Devo stamparmi il tuo post e distribuirlo a tutti i miei conoscenti. La maggior parte di loro pensa che sia single perché sono una stronza egoista, il che è anche probabilmente vero, ma non il motivo principale per cui preferisco la solitudine alla noia di stare con qualcuno che non ami e rispetti. Oltre ovviamente al plus di non dovergli stirare le camicie e fare da madre. Le Vagine ringraziano!

      1. ecco, sulle camicie: un giorno la donna di servizio ha deciso di andar via perche’ aveva dei problemi da risolvere. siamo rimasti senza per un mese. non gli ho stirato nemmeno un paio di calzini (figuriamoci una camicia), perche’ lavoro 10 ore e torno a casa morta e perche’ e’ proprio sbagliato: non siamo stiratrici o madri. siamo donne, che non devono fare questi sacrifici, perche’ i sacrifici veri sono altri. questo e’ solo un errore che replica e riproduce all’infinito la modalita’ “donna-madre che scontatamente si occupa di casa igiene e ordine dell’uomo”. io dico no a questo e si’ all’emancipazione della moglie-mamma chioccia.
        E poi, per queste cose in particolare, ognun per se’ e la donna di servizio per tutti.

      1. Ma dividervi i compiti vi fa proprio schifo vero? Meglio perdere tempo a ritirare fuori la voglia di emancipazione (che poi tramutate in stessi diritti…ma i doveri proprio non li volete). Tranquilla…anch’io lavoro 10ore al giorno e bado alla mia sorellina di 7anni nel fine settimana (qunado vivevo con i miei anche tutti i giorni), ma con il mio compagno abbiamo deciso di fare lo stesso tutto da noi…basta parlare e organizzarsi.
        Beata te che puoi permetterti la donna di servizio….però addirittura rimanere un mese senza fare le faccende non è sentirsi realizzate come donna, è pigrizia!

    2. Non dovremmo cominciare ad indignarci se nel 2015 un padre deve rinunciare alla quotidianità con i propri figli in caso di separazione? quello dell’affido è un bel problema, ma non vedo perchè, nonostante dal punto di vista legislativo non sia naturale e scontato che i figli vengano affidati alla madre, nella maggior parte dei casi avviene questo, e neanche ci si stupisce nel sentire un padre che è costretto a rinunciare ai propri figli. che le donne smettano di stirare camicie! come leggo in alcuni post sotto. Mi sembra naturale. ma ci sono cose altrettanto naturali che non notiamo. strano…

  5. Non posso che essere d’accordo con te.La trovo una domanda senza senso.E specialmente:chi la pone che tipo di risposta si aspetta?
    Resto sempre basita e quasi senza parole 😯.Cosa che, conoscendomi, è davvero difficile. Sono giusto un po’ chiacchierona, ma solo un po’ eh😀

  6. io mi stupisco ancora che esistano persone, menomate celebralmente, che possano porre questo tipo di domanda…
    se ti può consolare questa settimana mi sono vista una tipa dell’ufficio accomodarsi sulla mia scrivania e chiedermi “l’hai trovato?”
    Premetto che mi sto separando e acquistando casa per i fatti miei. Quindi ho pensato si riferisse al notaio (visto che trovarne uno che costi decentemente è un sogno) , al nuovo acquirente della vecchia casa. insomma un po’ a tutto.
    alla fine le ho detto
    “Non capisco”
    E lei:
    “un bell’uomo no!?!?”
    ma vaff…. e certo perchè adesso ho proprio in mente quello. Ma va va va va….

    1. @17lastella: stessa tua situazione! A me chiedono se ho mollato il marito per un altro. Solitamente rispondo “Sì, è qui sotto che mi aspetta col Porsche, scusa cara/o, devo andare!”
      Alla domanda “l’hai trovato?” (veramente l’ultimo dei pensieri quando una si sta separando, ma vai a speiegarlo!) rispondo “Sì, su LELO.com ed è davvero delizioso!” (sorrisone e cuoricini!)
      Per i notai hai ragione al 100%, per fortuna ho un avvocato divorzista sposata con un notaio (ogni tanto qualche botta di culo capita anche a me!), pertanto il prezzo è stato di favore!
      In bocca al lupo, Stella!

      1. vogliamo anche parlare di tutti quei fantastici uomini, che appena sanno che ti stai separando, pensano che tu sia diventata una ninfomane e non desideri altro che accoppiarti con loro!?!?!

      2. Uh si, è vero! Gli omini che pensano che senza il loro pisellino noi donne potremmo morire di consunzione e che, quindi, in nome della loro personalissima filosofia fallocentrica, si prodigano con aiuti umanitari…
        Anche lì rispondo LELO.com e tanti sorrisi e tanti cuoricini!

      3. Oddio, pure io cito il LELO a quelli che rompono troppo i biiiip! Se ne vendessero di più sono convinta che ci sarebbero meno coppie infelici in giro e meno domande stupide in agguato anahaha

      1. ok. ho sisposto “woow davvero” a questo commento mentre volevo rispondere ad un altro! ahahah.
        Cmq Alessia si vede che nella ressa acchiappano facilmente visto che ci provano in modo così spudorato 😀

  7. Grande!!Questo post é fantastico! La swot analysis mi ha fatto morire, anche io la facevo quando ero single (questo significa la maggior parte della mia vita) e la faccio anche ora che non lo sono piú ahahhaha

  8. Ciao Stellina bella, non so cosa dire. Il post è semplicemente stupendo, come sempre, mi lasci sempre l’allegria addosso. Ma ormai ti conosco troppo bene, so che questa situazione di fa soffrire molto. Tutti hanno bisogno di dare amore e riceverne e questa bramosia a volte ti spinge a lanciarti fra le braccia di persone sbagliate. Porta pazienza, l’amore arriverà nella sua forma più strana.

      1. Vacillare? Perché la sua bambina non si è ancora sposata a 29 anni? Hai ancora una vita davanti, ti aspettano ancora un paio di matrimoni…. 😊

  9. Non mi capacito del perché ogni volta che mi urge la necessità di cercare delle risposte a qualsiasi domanda – demenziale e non – arrivo qui e le ritrovo. Sempre. Giuste. Equilibrate. Sane. Sincere. Credo che il nodo fondamentale è che tu sia troppo in gamba per fermarti ad essere la comparsa di una storia. Insana. Poco adulta. Inconsapevole. Anormale. E nel più profondo della mia vagina, sono sicura del fatto che un giorno lo diventerai co-autrice di una storia. Sana. Adulta. Consapevole. Normale.
    Non ti conoscerò mai abbastanza per poter rendere credibili le parole di stima che ti rivolgo. Ma mi arriva troppa verità dalle tue “battute” per non farlo. 😉

    1. Ma cosa sarà poi sta storia-sana-adulta-consapevole? Quella col principe azzurro, la villetta, il lavoro a tempo indeterminato, 2 bimbi (il maschio e la femmina), la suocera un cane? (e alle fine il divorzio breve? 🙂 ) Oddio, Vagina, no!!! Non desiderare quello!! E’ la solita stantia favoletta che ci raccontano dall’antecristo… Meglio qualcosa di “insano” “poco consapevole” “non normale” e…. molto più divertente…

  10. Sai qual è l’unico problema, Vagy? (E lo sto sperimentando su me stessa). Il problema è che poi, quando si incontra qualcuno per cui forse ne vale la pena, è difficile scendere dal proprio equilibrio di single faticosamente conquistato per rientrare nella mischia di un equilibrio a due. È complesso e spezza il fiato per la fatica. E ci si chiede se ne valga davvero la pena. Ma Davvero con la d maiuscola.
    Che poi, magari hanno ragione quelli che scrivono che l’amore deve valerne l’allegria, non la pena 😉
    Un abbraccio!

  11. A me che sono fidanzata da 7 anni molti (soprattutto la sua famiglia) invece chiedono: “Allora quando fai un figlio?” che a n s i a !! Vagy la gente ha sempre qualcosa da chiedere a qualcuno che non ha voglia di dar spiegazioni 😀

    L’ultima volta ho dovuto rispondere a sua sorella che quando vorrò un figlio lo deciderò io e di smetterla di chiedermelo ogni volta perché certamente non faccio un figlio perché lo vuole lei.

    Io non capisco come si permettano le persone di fare domande così personali sinceramente. Tra un po’io manco alla mia migliore amica mi permetto di chiederle quando farò un figlio…

  12. Pienamente d’accordo con te! Non c’è sfiga, non c’è trucco, non c’è inganno. È semplicemente vita e, come tale, va vissuta seguendo le nostre scelte. Lo stereotipo del “sei single per scelta?” dovrebbe esser soppiantato dal “e tu sei impegnato per scelta tua o di altri?” Vai vagina, sei una grande! Un saluto da una tua conterranea e con-terrona!

  13. sempre simpatica, ma un po’ pretenziosa stavolta con tutti questi “ho scelto”, fosse così facile! anche mettersi in discussione non lo è.

  14. Nessuno stato è permanente (né quello di single, né quello di coppia), quindi perché dover sempre dare un’etichetta o una denominazione a tutto?

    Quanto alla domanda “sei single per scelta?” fa il paio (per idiozia e grande sensibilità) a quella posta ad una coppia “come mai non avete figli?”

    1. Applauso per fedifrago, e non per il nome (parli con una single ma monorelazionista)…le definizioni ci spezzano, ammazzano l’ormone e pure i sentimenti, essere fidanzati comporta obblighi, essere sposati ne comporta il doppio, essere una coppia all’interno della società spesso ci rende ansiosi di rispettare le aspettative….ma se io volessi godermi un’altra persona nella sua completezza senza rotture di coglioni no??

      1. Il nome è fuorviante. Stai parlando di una persona seria che cerca continuamente il suo vero amore e che apprezza molto le donne. Si diverte quando è il momento e si sposa quando si sente innamorato. A volte sbaglia ma almeno vive la vita, al massimo. L’applauso è dovuto, ad entrambi.

      2. Io sono stato sposato due volte, ed in nessuno dei due casi sono stato “fedifrago”, così come sono stato monogamo anche in altre relazioni importanti (il nick ha una storia troppo lunga per essere raccontata qui, ed ora)

      3. oooops avevo risposto dal mio box commenti e non avevo visto la “difesa d’ufficio” del Pinza.
        Grazie Matt (abbreviativo di mattone), ti devo una birretta

  15. Mi piace pensare che noi siamo o quello che siamo.… punto. Una donna non ha bisogno di definire se’ stessa basandosi sul fatto di avere meno un pene al fianco, stabile o occasionale che sia. Noi siamo noi stesse sempre e comunque, sia quando c’e’ un ulmo sia quando non c’e’…
    Mi piace quando dici vuoi essere co-autrice di un rapporto. Giustissimo. Bisogna essere sempre in due a volere le stesse cose, che sia il sogno di una notte o un impegno per la vita.

  16. Una sera il mio amico a questa domanda fatta da un suo conoscente ha risposto così : eh…chiedilo alle donne. Devo aver fatto una faccia talmente schifata che ha abbassato lo sguardo e non ha più fiatato. Io sono tornato single da poco dopo praticamente due vite..fortunatamente sono appena entrato negli anta,non è una bella sensazione ma mi sto abituando,sto trovando (faticosamente) il mio equilibrio. Cosa succederà? Non lo so e non lo posso sapere..però so che in questo momento calarmi nei crismi di un rapporto canonico mi fa paura..al momento sto da solo,non cerco nulla,non escludo nulla,non pianifico nulla (questo è stravolgente per me) e navigo a vista. Tanto posso sbattere in faccia a qualcosa di bello tanto contro un palo della luce in pieno novembre con la nebbia a Milano. Per indole sono portato a fare coppia fissa senza svolazzare da fiore in fiore,ma finora il palo che ho preso in piena faccia mi basta e avanza…per quello ho indossato un bel casco da minatore con tanto di luce!!!

  17. Innanzitutto complimenti vagy,mi fai ridere e riflettere allo stesso tempo come nessuno!:) ..e comunque condivido gran parte del tuo pensiero, solo aggiungerei che ciò che siamo è il prodotto delle nostre scelte ma anche delle circostanze, più o meno favorevoli.
    ..perché è il caso che ci piazza sulla strada una persona con cui scrivere una storia.Non sempre dipende tutto da noi..certo,a volte mandiamo tutto in vacca con le nostre stesse mani,ma altre semplicemente non ci si incrocia, non ci si ferma, si passa oltre.. Servono anche le coincidenze giuste per trovarsi sullo stesso treno..

  18. Non ho avuto il coraggio di dire basta, sono stata lasciata e ho sofferto molto, ma ora sto apprezzando la mia libertà e sto riscoprendo me stessa e conoscendo dei lati che non sapevo nemmeno di avere. Non ho scelto di essere single, ma almeno per il momento, non ci sto male, anzi.

  19. A me urta lo guardo di pena che accludono alla domanda. Come se fossi infelice a casa sul divano a piangere ogni sera.
    Come se il fatto di essere single includesse una sorta di mancanza di vita. Come se io non avessi concluso nulla diversamente da loro.
    Sono un casino di ragazza, come diceva Meeva sopra, scendere dal mio equilibrio interiore ed estreriore per qualcuno è la cosa più difficile che ci sia, anche nel momento in cui trovo qualcuno che insiste e non molla (tipo ora). Sono un casino veramente. Bridget Jones al confronto è una persona normale. Ma non è da questo che dipende la mia singletudine. Piuttosto dal fatto che stia vivendo nella terza diversa città dopo avere lasciato casa per l’Università. Piuttosto che stia inseguendo qualcosa che mi spinge a cercare un lavoro che mi piace, in cui sia brava e che venga rispettata. Piuttosto che non mi accontento, in nulla e mai. Ma non è questa la risposta che dò alla domanda che mi fanno, piuttosto rispondo “Tu perchè sei in coppia?” e sai qual’è la cosa triste? Che tanti non sanno rispondermi. E io voglio avere la risposta a questa domanda quando sarò in coppia. Per quello sono single, perchè non ho ancora trovato la risposta.

  20. @M.

    Cara M., la domanda che ti fai tu “come è possibile non amarsi e non sopoortarsi più?” me la sono posta anche io, 9 anni fa, quando mi sono sposata.
    E anche io ero sicura non mi sarebbe capitato.
    Eppure finisce, può finire. Le persone cambiano e la vita evolve, anche se anni prima avevi scelto e lui aveva scelto te.
    Giurarsi amore eterno a 20 anni è un terno al lotto, si può maturare assieme e andare nella stessa direzione, oppure capire che si è profondamente diversi. E non trovarsi più.
    Non è che non sopporto mio marito come non sopporto le telefonate del call center, abbiamo un rapporto civile e consapevole, ma le strade vanno in due direzioni diverse.
    Ci sono stati troppo scogli in questi anni, scogli che non possono (e non vogliono) spostarsi. E per stare assieme senza amore e perdendo il rispetto reciproco per me è il male.
    Ti auguro di continuare a lasciarti illuminare da lui, perché è così che dovrebbe essere l’amore.

  21. “scegli la vita! scegli una carriera…
    tirare avanti, lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai”
    (Irvine Welsh citato liberamente con Iggy Pop che suona Lust for Life in sottofondo stile Trainspotting)

  22. Sai ieri che mi ha detto la mia mamma (ormai disperata per la mia singletudine che dura ormai da quasi 3 anni, alla tenera età di 33 anni)? “Io avrei voluto vederti sposata, felice.” Le ho spiegato che le due cose non sempre vanno di pari passo e che preferisco essere single e felice.
    Forse mi sono abituata troppo alla mia indipendenza, forse sono troppo esigente, forse l’offerta maschile è tristemente imbarazzante. Chissà. Anche se ogni tanto mi chiedo come mai le cose non girino in quel senso, a me tutto sommato va bene così: viaggio da sola, esco con chi mi pare, mi diverto e non rendo conto a nessuno, se non alla mia coscienza.
    Credo che in fin dei conti non importi molto se siamo single per scelta nostra o altrui. Forse nostra, perché magari potremmo stare con qualcuno (la disperazione fa fare cose incredibili!), ma amiamo noi stesse e abbiamo dignità. Finché crediamo che la nostra serenità e felicità vengano prima di tutto, al diavolo la coppia!

    1. Eh,mia nonna,94 anni,mi disse che voleva vedermi sistemata…..a lei è bastato uno sguardo quando era ragazza, ci sto mettendo un pò di più (42),chi può dire cosa succederà??? Nel frattempo faccio le mie cose…

  23. @Felice: scusa ma perché criticare chi, anziché una sorellina da guardare nei weekend, ha uno/due/tre figli FULL TIME e magari nel tempo libero, anziché “organizzarsi” ha voglia di rilassarsi e giocare con loro?
    Ma anche in due può valere il discorso. Ok la sacrosanta condivisione dei compiti, ma se mi faccio un weekend con lui e prendo qualcuno a fare le pulizie che male c’é?

  24. Mi mette tristezza. Quando fanno quella domanda, generalmente rispondo che trovare la persona giusta non è facile. Cm se fossi single xe nn voglio farmi una famiglia. … anche i cessi, se sorgesse nell interlocutore un dubbio sul mio aspetto, fanno famiglia. Per cui, , siccome stare cn qualcuno non è cm andare al supermercato a scegliere le banane, direi che è una domanda da bandire. … sn single e allora? Fosse un problema, Allora autorizzo a sopprimermii…..

Parla con Vagina, Vagina risponde

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