Le Mamme delle Single

Esiste una domanda che assedia l’animo, nel profondo, di tutte le madri delle donne single: perché mia figlia è single? Ci sono diversi livelli di apprensione in merito, naturalmente, che tendono a variare in base alla provenienza geografica e al rango sociale, ma il pruriginoso fenomeno, in termini macro, non risparmia nessuno.

Ho riscontrato la presenza di questo lancinante dubbio anche nell’animo di mia madre, che credo conversi all’occorrenza con mia zia di questa situazione, la quale zia ha lo stesso problema in famiglia: una figlia single che, di tanto in tanto, ha qualche frequentazione non ufficiale e tendenzialmente sbagliata con qualcuno di troppo vecchio, o troppo giovane, o troppo sposato, o troppo spiantato.

Nell’evoluzione del percorso di singletudine, l’approccio genitoriale nei confronti dello status sentimentale della progenie tende a subire delle modifiche, che possiamo riassumere in:

  1. Meglio oggi che tra 5 anni, adesso passa, sei giovane, goditi la vita, pensa a te (anche nella versione nazionalpopolare “il mare è pieno di pesci” e “si chiude una porta, si apre un portone”)
  2. Tranquilla, vedrai, arriverà quando meno te l’aspetti. Non ci pensare, sei giovane.
  3. Ma certo che arriverà. Non è facile perché tu hai bisogno di una persona molto intelligente. Ma sei giovane amore.
  4. Forse dovresti uscire di più
  5. O iscriverti a un corso
  6. Eh però anche tu devi predisporti
  7. Hai mai sentito parlare della legge dell’attrazione?
  8. Forse dovresti ridurre un po’ le tue pretese
  9. Io prego che trovi una brava persona!…che poi chi pregano? Dio? Cupido? Marta Flavi?
  10.  Eeee quel ragazzo? Quello che avevi incontrato a quell’evento 3 mesi fa? L’hai più sentito?
  11. Le tue amiche si sono sistemate: convivono, si sposano e tu no…
  12. Se non lo trovi forse è perché tu non vuoi trovarlo
  13. Noi alla tua età avevamo te…
  14. Io non riesco a capire perché: non ti manca niente, sei brava, sei bella…
  15. L’amore può arrivare a tutte le età, prendi Tizio, ha incontrato Sempronia a oltre 40 anni (insomma, assodato che non ti sposerai e non figlierai, speriamo almeno che trovi qualcuno con cui giocare a Bridge a 60 ani, come dice Mika, non “anni”).

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E qualunque cosa tu dica, qualunque statistica, percentuale, probabilità, testimonianza, raffinata analisi sociologica tu possa portare per spiegare e comprovare il fatto che essere single non fa di te una disabile esistenziale, né una donna mutilata nello spirito, né un’incompiuta fallita, essa risulta in definitiva inefficace.

Aivoglia a dire che vedete che uomini single non ce ne sono, e quelli che ci sono, sono sempre single per un motivo (compreso tra l’inchiavabile e il serial fucker).

Aivoglia a dire che moltissimi uomini sono gay.

Aivoglia a dire che è difficilissimo trovare qualcuno con cui incastrarsi e che nelle grandi città è più difficile che mai.

Aivoglia a dire che tutti questi che si sposano adesso, la metà sarà divorziata tra qualche anno, non perché tu sei stronza e gliela meni, ma perché questo dicono le statistiche. Ci auguriamo che non succeda mai ai nostri amici, ma quelli che divorziano sono pur amici di qualcuno.

Aivoglia a dire che in fondo l’amore non si cerca, che l’amore capita, si presenta, si coglie, si conquista, si custodisce, si alimenta, ma non è che decidi con l’interruttore di innamorarti. E che se c’è chi lo fa, tu non ci riesci.

Aivoglia a dire che stai facendo un sacco di cose stimolanti nella tua vita. E che forse una vita può essere ricca anche senza uno che ti butta la monnezza. E che speri di trovarlo, certo, ma che non ti piace sentirti socialmente deficitaria. Perché la tua vita, così com’è, anche da sola, è gagliarda abbastanza da essere vissuta. Quindi niente apprensione, niente compassione, niente giudizio. Al massimo un sincero augurio che capiti, se è ciò che vogliamo.

Perché, in fondo, siamo tutti diversi. E non vogliamo tutti le stesse cose.

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E di queste figlie single che la vita l’affrontano da sole c’è da essere più orgogliose che altro. Di queste giovani donne che difendono le proprie opinioni e le proprie idee, che vivono delle loro passioni, che sognano ancora, che sono piene di stimoli e curiosità. che hanno personalità e non lo nascondono, che viaggiano da sole per l’Italia e l’Europa e il mondo, che conoscono persone, che sanno parlare con tutti, che hanno visto quel film, o quella serie tv, o quel libro, o quel concerto, o quell’evento. Che parlano 3 lingue. Che fanno Pole Dance. Che hanno comprato quel vestito. Che hanno sempre qualcosa da fare. Che hanno paura e che la paura la superano, da sole. E che si rialzano ogni volta, quando cadono, perché sì, cadono spesso, e i lividi se li fanno da sole. Per carità, non è che vadano portate in trionfo come Giovanna D’Arco, non fanno altro che stare al mondo e vivere la vita che hanno, che in parte hanno scelto e in parte è capitata. Esattamente come tutti.

Essere single non è un handicap. E non è nemmeno un super-potere.

E’ semplicemente una condizione – tendenzialmente mutabile – della vita.

Proprio com’è mutabile essere in coppia.

Ma tutto questo pippone sappiate che è inutile e che l’unico modo che avrete per pacificare gli animi delle vostre famiglie è portare a casa un salvifico pene disceso dall’alto dei cieli a portare la pace nel vostro cuore.

ps: e comunque epic win per mio padre, uomo di pochissime e assennate parole, che mi ha detto, ma con dolcezza, giuro: “Prima eri anche un po’ cicciona, adesso magari incontrerai più facilmente qualcuno“.

Un po’ cicciona.

Niente, lo amo.

136 pensieri su “Le Mamme delle Single

      1. ahahahah vabbé ma quelle sono cose scritte nell’afflato della passione creativa.
        io per esempio in questo periodo ho fatto stimolanti lavori in casa con operai ogni giorno e polvere ovunque.
        super-stimolante. non t’immagini 🙂

  1. Mio padre, che tendenzialmente sembra felice di questa mia “condizione”, l’altro giorno, commentando il nuovo “fidanzato” della signora over 55 che fa le pulizie, ha sentenziato: “Lo vedi che non è mai troppo tardi, anche Stefy alla fine l’ha trovato”. E niente. Ora che ho avuto la conferma che “fino a che c’è vita c’è speranza” sono molto più serena 😉

  2. epica mia madre pure: dai se ti trovi un fidanzato puoi portare qui i gatti quando vieni in vacanza! (sono 2 e in aereo da sola me ne fanno portare solo uno). provano a convincermi con i “trucchi” come se fosse un capriccio, come quando ero piccola e non volevo mangiare il merluzzo, tipo “ci sono vantaggi secondari stupendi che non stai considerando!” che tenerezza. e mio padre: “possibile che non c’è nessuno che ti corteggia?!? (giuro usa questo vocabolo) io non ci credo!”. che dire? ti capisco perfettamente.

    1. non è esigenza secondo me, mancanza di socializzazione. Ti conoscono solo se le hai colpite fisicamente per la maggiorparte… quello che hai dentro per molte passa in secondo piano. Non dico che uno debba essere inguardabile (l’occhio vuole la sua parte tutto sommato ha senso di esistere) ma anche uno che è normale e non brad pitt non farebbe male dare una possibilità, spesso uno è timido all’inizio poi si dimostra essere intraprendente con un po di confidenza. La verità è che secondo me siam troppo frettolosi e badiamo troppo al primo impatto!

  3. Porco cane…è il secondo post che leggo nel giro di 5 minuti che mi mette ko,che vi siete messe d’accordo? Io sono tornato single dopo una vita,ci sto con i miei sogni e speranze,con la mia esperienza di vita, con una casa da farmi e,per il momento un cazzo di letto stramaledettamente singolo in una scatola di tonno di 140 mq…In più non sono più di primo pelo,ma neanche vecchio, ma comunque uno che di menate se ne fa ancora. Uno che comunque ha ricominciato, uno che non si arrende,uno che ci crede ancora nonostante tutto. Ora scusa,mi abbracciò il mio cuscino e giro il culo al Duomo.

    1. Idem!
      Solo che io nel lettone ci dormo con un uomo.
      Che ha 5 anni e funge anche da stufetta elettrica per l’inverno!

      Non so, io non mi preoccuperò più di tanto se a enne anni sarà single…non perché è maschio, ma perché…boh, non la trovo una cosa “strana”.
      Come dice la nostra Vagy è una condizione, come l’essere in coppia o gay o etero o atei o buddisti.

      What is the problem?!?

    2. Volevolaprinz quoto in pieno, anch’io sono tornato single dopo una vita, ma dopo un paio di anni sento la mancanza di una compagna di vita.. e quel letto a due piazze non fa che ricordarmi ogni notte la mia “singletudine”

  4. I vecchi (come noi del resto quando vogliamo) si pongono una domanda di natura, che è differente da quella di cultura: crescerà la stirpe? Tu descrivi tante realtà che dicono del coraggio e della forza che ci vogliono a vivere soli, ma, senza entrare nei particolari della forza che ci vuole a vivere in coppia ed a continuare a scegliersi, la sostanza è che la stirpe non continua. Certo siamo nella fase storico sociale in cui impariamo ad amare noi stessi, importantissima; speriamo solo di non arrivare troppo tardi a capire che servirà a niente se non abbiamo imparato così ad amare gli altri ed a trasmettere questa capacità di amare alla nostra prole. I fondamentali li hai: auguri!

    1. eh ma gioia, non è che io non ci pensi.
      però non me lo posso prefabbricare il maschio.
      e non posso continuare la stirpe per il principio di farlo.
      sarò all’antica: ma bisogna essere in 2, almeno in principio, e bisogna volerlo in 2, secondo me.
      per contro, non è che se non procreiamo possiamo flagellarci con un cilicio. sarà bene godersi la vita, la propria, così com’è.
      e penso che se non avrò una mia progenie da amare, amerò i figli dei miei amici, quelli dei miei parenti, farò volontariato.
      insomma, penso che se vorrò amare, qualcuno da amare (magari non sentimentalmente) lo troverò…
      o no? morirò inaridita?
      e chi lo sa 🙂 grazie degli auguri!

  5. Eccomi. presente. Sono l amamma di una single. Ora, seriamente, mia figlia è una ragazza sveglia intelligente bella e piena di interessi. Ma noi mamme vorremmo soltanto che trovasse qualcuno che ami le nostre figlie oltre a noi.

      1. Inquietudini a parte, è vero che non sono mamma e quindi non posso immedesimarmi del tutto, ma credo che se lo fossi, vorrei che fosse mia figlia ad essere amata, che c’entro io?

    1. mi sa che sei stata fraintesa, cmq il pensiero dei miei è proprio uguale al tuo: che io abbia qualcuno che si prenda cura di me e sul cui amore possa contare come posso contare sul loro. purtroppo è un paragone irraggiungibile. mi sembra che nella nostra società donare sentimenti sinceri viene considerato out of fashion, poco figo, io direi che “la posa” è l’esigenza primaria. (non so se si usa in italiano, cmq nel mio dialetto posa=atteggiamenti e comportamenti che ti suggeriscano l’immagine di me che voglio che tu abbia). si vive e si muore solo per la posa.
      è avvilente ma non perdiamo la speranza. auguri a tua figlia!

      1. Ma certo che intendevi quello… Ma sono molto indignata dai commenti stupidi che giudicano inquietante una madre che desidera per sua figlia una persona che la ami oltre a sua madre che ovviamente la ama giá.

    2. io non ho avuto alcun dubbio sul senso del tuo commento, cara rose.
      sono però altrettanto convinta che gli altri stessero solo scherzando, perché la frase si può prestare a una doppia interpretazione, ma secondo me è chiarissimo il significato che le attribuisci.
      detto ciò: sì, lo so che è questo il segreto movente di voi mamme 🙂
      e vi amiamo anche per questo, nonostante la vostra apprensione.

  6. Adesso ciai pure le gambe sicchesicche…. e le ginocchia appuntite…. nonvabbene…

    Mia filgia invece non è mai riuscita a stare da sola, io e sua madre abbiamo sempre cercato di spingerla a starsene un po’ da sola, ad imparare a non dipendere sempre da qualcuno. E per amore se n’è andata.

    1. eh ma sai, anche quello succede. ne conosco persone che sole non ci sono state mai. in teoria uno dovrebbe provare l’uno e l’altro. ma saperla con qualcuno accanto (se è un uomo in gamba) è sicuramente una ottima rassicurazione agli occhi dei genitori…

      1. Io sono una di quelle persone, a casa con mammà fino a 24 anni e poi via con la famiglia e figli. Adesso che vivo da solo soffro come un cane, non ero pronto. Però l’importante è non abituarsi a vivere solo con se stessi, si diventa troppo egoisti.

  7. Il fatto è che le vecchie generazioni di donne ancora sono fossilizzate sulla convezione sociale ante guerra che la donna debba essere sistemata, e a che a sistemarla debba pensarci un maschio + prole. Perchè una volta sistemata con “pene”, inizierebbero comunque a scassarti le scatole con “Quando ci fai un bel bimbo?” E quando avrai sgravato il maschietto ti chiederanno “ma quando ci fai una bella femminuccia?” All’infinito dello scassamento.
    Mia nonna pregò per me Sant’Antonio (che poi è quello che farebbe trovare le cose perse) e io trovai un bidone che mi sono amaramente pentita di aver sposato (a soli 27 anni, i miei fottutissimi anni migliori!!!) e da cui ho divorziato dopo circa 4 anni. Più che una “cosa persa” era una causa persa.
    Ho fatto un figlio (a 28 anni!!) ma pure quello è una gran fatica (provare per credere).
    Inizio a godermi la vita adesso che sono single e il figlio vive a 100 km da me per l’università (cioè dopo 20 anni che mi faccio il mazzo). E da soli si sta da Diooo!! Dillo, Vagy, a mamma e zia: mariti e figli sono una pallaaaaa!!! (e anche loro lo sanno bene, solo che hanno sta idea di convenzione sociale piantata in testa).
    (La monnezza me la scendo da sola, che poi è davvero l’unica funzione utile che svolge un maschio 😀 ).

    1. ahahaha minchia! ti stampo io e ti spedisco a tutte le ottuagenarie donne della famiglia!
      comunque, a parte che condivido gran parte di ciò che dici, mia madre non è ante-guerra, è questo il punto.
      io capisco il perché della sua preoccupazione, che non è che pensi che sono inabile a vivere, è che pensa che se ho un compagno non sono sola. il ché è possibile, ma non è detto. tuttavia questa speranza che uno possa trovare una serenità, c’è. è ineliminabile.
      “come le tue amiche…”

  8. Siamo state spesso cresciute nella speranza che ci emancipassimo da tutta la retorica leggermente perbenista del nostro paese, salvo poi essere un po’additate e bonariamente screditate per non essere diventate esattamente uguali alle altre colleghe “sistemate”.
    Sembra quasi l’espressione materiale della lotta che gran parte delle donne single affrontano nella propria mente ogni singolo giorno.
    E comunque standing ovation per tuo padre!

  9. Io peró da single mi sento veramente sfigata. Certo, ho una pessima predisposizione per il sesso (praticamente sono un cherubino), ho un disturbo alimentare da 27 anni, non ho piú un lavoro (giornalista disoccupata in Sicilia…), non sono ricca di famiglia e non sono bella. Ma sono spiritosa, ironica, sensibile e sto disperatamente cercando di riprendere in mano la mia vita, ance se avere qualcuno accanto sarebbe un ottimo inizio e un potente motore di motivazione e fiducia.
    Insomma, amore, cibo, sesso, impegno, che devo fare ?
    P.s.
    Felice per la tua magrezza conquistata (a proposito, quanto pesi ? Hai seguito una dieta particolare ?) Io invece ho preso 10 chili in un mese e sono disperata…..Ma si capisce, niente lavoro niente uomini, che faccio ? Magno !!!!!

    1. Eh, ok, però non dirlo troppo in giro che hai una pessima predisposizione per il sesso: un uomo può passare sopra il tuo non essere bella, il tuo disturbo alimentare e il tuo essere disoccupata. Ma sul sesso non transige, saresti scartata a priori. 😀

      1. Non serve neppure fare circolare la voce: basta tirare fuori un po’ di “carne” (tette, gambe) fidati che, anche se fossero brutte, i maschi non guardano all’estetica, ma alla disponibilità. Cioè per loro l’equazione è questa: “carne” in mostra = tigre a letto = donna interessante.
        (La cosa divertente di certi miei commenti anti-maschio è che, invece della sollevazione popolare, trovo chi mi “quota”,
        vedi Fedifrago sopra)

    2. allora:
      1. vai con ordine. non cercare di migliorare tutto insieme che se no non riesci a migliorare un cazzo. procedi per step.
      2. non piangerti addosso, le cose le puoi migliorare, solo agli accidenti e alle disgrazie vere non c’è rimedio
      3. visto che hai perso il lavoro puoi andare in palestra tutti i giorni. se non hai i soldi diventa una runner.
      4. per il lavoro, ingegnati e impegnati. considera opportunità varie.
      5. se hai dei disturbi alimentari reali, chiedi aiuto.

      …e forza, che se vuoi riesci a riprendere in mano la tua vita, e senza nemmeno troppa fatica!
      Io sì, ho scritto “Vagina versus Dukan” (scusami, non lo linko) in cui ci sono tutti i miei tips, che spero possano essere utili 🙂
      un abbraccio
      v

  10. Beh! Non tutti gli uomini sono gay, né single. Se si divorzia, come cambiare vestito dalla mattina di lavoro alla sera in uscita un qualche motivo ci sarà pure. Non voglio fare mindagini sociologiche ma forse tutti questi giovini e non più giovani che si uniscono – matrimonio o convivenza -, figliano e poi ognuno per la propria strada, un qualcosa non funziona. Superficialità? Voglia di essere indipendenti in coppia? Preferiscono stare maschi con maschi e femmine con femmine? Non lo so ma qualcosa non quadra.
    Per quanto riguarda le madri non tutte sono uguali. Qualcuna è come hai scritto, altre sono diverse.

  11. Dopo anni di singletudine ora che ho trovato un uomo i miei genitori stanno già facendo progetti per affittare una casa al mare in cui passare le vacanze con i futuri nipotini. Mia nonna che è più pragmatica invece ha sentenziato che lo vuole conoscere solo dopo il matrimonio perché faccio ancora in tempo a cambiare idea.

  12. In effetti essere single non è un handicap, sei lobero fai quello che ti pare e non dai conto a nessuno, ma qualcuno ne patisce perché ti vuole as ogni costo accasare. La tua dolce metà deve essere quella persona con la quale ci devi passare insieme un fetta lunga della tua vita, e con la quale fare sesso non deve essere ne un sacrificio ne chiedere l’elemosina o perché è sempre stanco. Bisogna fottersene dei pensieri altrui e fare come pare a te. Vivere insieme ad un altra persona è una continua reazione biochimica dietro l’altra
    Cioa da Gaetano

  13. Mia madre è al livello
    16. Quando mi fai diventare nonna?

    Cioè vuoi essere single? Mi sta bene…ma procurami un nipote con cui giocare…
    E alla mia risposta “quando sarà andrò a fare l’inseminazione da donatore all’estero” e lei “non puoi scoparti il mondo come tutte le altre, farti mettere incinta e sparire?”

    O.O

      1. Già…e la mia risposta “a ma’ oltre a un figlio mi rigalano anche qualche malattia venerea però” e lei “eh ma allora sei tu” o.O

  14. Vagina da conterraneo e da ex single fino ad età avanzata, vorrei garbatamente far notare che l’elenco delle domande di cui sopra le facevano anche a me single-pene. Ero straconvintissimo che le stesse domande le ponevano anche alle mie conterranee single-vagina, vacillavo nell’immaginare le stesse domande rivolta ai single-pene settentrionali.

    Poi frequentando il nord, mi sono rasserenato..vedevo che era una delle poche cose che unificava l’Italia…. le mamme (e spesso anche i papà) dei single a prescindere, si chiedono: ma perchè pene/vagina non si “trova” qualcuna/o?

    Dubbi amletici che devastano i tranquilli pomeriggi davanti alle tazzine del caffè dei genitori, mentre tu da “the single” magari sta tranquillamente lavorando, facendoti un viaggio, trascorrendo il tuo di pomeriggio in uno dei tanti bei trastulli con cui hai voglia di trastullarti per l’appunto.

    Poi mi sovvengono alla mente quei discorsi tutti meridionali (in quanto li ho sentito solo al sud, ma magari si fanno benissimo anche altrove), che uomini e donne sposati fanno a mò di scherno e presa in giro verso gli scapoloni e le zitellone…. e alla fine percepisco una cosa. E se fosse solo e soltanto tutta invidia (prima ancora di citare tutta la sociologia in ballo) verso la libertà del single?

    Libertà non solo di cazzeggio, ma anche di diverso stile e più di sostanza. Mi ha fatto riflettere molto una frase di un giornalista ottuagenario. Ora che i miei figli sono grandi, e non devo portare a casa uno stipendio per sfamarli, finalmente dico e scrivo quello che penso…. la libertà me la godo adesso prima di morire, non avendola potuta godere a 40 anni perchè tenevo famiglia! (il giornalista era “pene” e nordico).

    Grazie cari genitori, vi siete sacrificati per noi. Ciò non toglie che dobbiate tormentarci i cosidetti perchè voi vi siete sacrificati in un modo, quindi anche noi. Come diceva Carmelo bene, non ho chiesto a mia madre di mettermi al mondo, direi che ad una certo punto, il mutuo di riconoscenza è finito. Spero di non essere stato troppo cattivo

    1. ahahahah no no, io condivido grandemente le tue parole e sono consapevole che comunque l’apprensione non è solo sulle donne (anche se sulle donne di più, perché siamo tradizionalmente più deboli, no?)
      comunque in realtà io vedo anche un aspetto umano, al di là dello scherzo e del tono canzonatorio.
      vedo un comprensibile augurio di serenità, che a volte è così appassionato da diventare opprimente.
      e poi è che forse anche loro a un certo punto della vita iniziano ad aspettarsi cazzonesò, di essere nonni. Forse anche loro hanno sempre pensato che lo sarebbero diventati, come io pensavo da ragazzina che a 30 anni avrei avuto un uomo, un lavoro e un figlio.
      SEHVABBEH.
      io dico che è giusto parlarsi, capirsi, e scrollarsi un po’ di dosso le pose culturali che abbiamo (facile a dirsi).
      e provare a star bene e a essere persone valide. single o accoppiati.
      che il punto è lì.

  15. Come sempre leggendoti mi faccio delle grandi proiezioni, stavolta da madre.
    Di un maschio e di una femmina, più giovani di te ma poco cambia.
    Figlio: non fa parte dei compostabili barra inchiavabili, non è un serial fuck er, non ha un carattere impossibile. Dopo una breve convivenza con una ragazza dal rapporto altamente problematico col cibo è tornato a casa e non c’è verso che si impegni.
    Lavora, esce, amici, pallone, viaggi, e anche se la cosa non mi disturba a volte mi chiedo come mai nè lui nè i suoi amici si impegnino sentimentalmente.
    Figlia. 24 anni, laurea in architettura, ora è in specialistica. Bella, decisamente, e intelligente. Nella sua carriera sentimentale ne ha asfaltati già un tot, tutti (tranne uno) belli, intelligenti, sensibili, innamorati. Ora è all’ennesimo ragazzo coetaneo, carino, intelligente, sensibile, innamoratissimo e lo sembrerebbe anche lei, ma lo sembrava anche le altre enne volte. Io la guardo e anche in questo caso mi chiedo se-chissà mai-forse. Ma sono mere domande accademiche, perché io lo so bene che l’amore arriva, e arriva quando meno te lo aspetti, e non me ne frega più di tanto che si accasino ad minchiam, sarà quando sarà.
    In verità è solo che vorrei un po’ più di libertà io, dal continuo viavai, da questi che non sai mai se tornano, partono, rientrano, escono.
    Poi però quando stanno via per lavoro/studio, per mesi, mi mancano.
    Decisamente non è facile essere single, ma nemmeno essere madri.
    Baci tesó.

    Zia

    1. no ma zia io quanto possa essere difficile essere madre manco me lo so immaginare, per dire.
      sono già così affaticata da essere donna, figlia, amica.
      massima stima. e goditeli fintanto che ti bazzicano in casa, detto da una che se ne è andata.
      un abbraccione
      v

  16. A volte una torna single dopo anni di fidanzamento… quali che siano le ragioni, sei tornata single. Non te lo perdoneranno mai!
    Non importa che lui magari ti cornificava con mezza nazione, che ti lasciava a casa da sola per stare con mammá, che ….
    Vi siete lasciati. Quindi tu hai sbagliato.
    Eccerto che non puoi pretendere di avere un fidanzato se non sai fare (udite udite) l’angelo del focolare…
    Ma papà, lui mi tradiva!!
    Probabilmente non sei stata capace di capirlo…

    Evito di dilungarmi, ma anche in questo caso poco importa che voi siate ora serene, solo un salvifico pene vi può aiutare

      1. Scusa! Io ci sono passata 🙂
        Io ero serena e felice convinta di essere fortunata e poco prima delle nozze ho scoperto”le infinite amiche” del mio ex
        L’ho mollato (si, lui apparteneva alla categoria di quelli che hanno la fidanzata di facciata)
        Sono tornata single
        Ho conosciuto il mio attuale compagno, ma c’ho messo anni a fidarmi

        Ecco nello step prima ero single… con tutti i commenti del caso, tra cui: colpa tua, non sei stata l’angelo del focolare
        🙂 caro papà, ti voglio bene e tutto non ti ho potuto raccontare perché se no avresti reagito in malo modo
        Ma mettiamola così, nel famoso focolare ce l’avrei buttato!!

        Ciao
        Magy

  17. Geena come sempre tocca argomenti delicati con una obbiettività pazzesca per gli standard medi nazionali basati sull’urleria mediatica, la sopraffazione e la faziosità.
    E come sempre fa riflettere seriamente, ti fa fermare a pensarci su e a porti delle domande.
    Partiamo dal presupposto che nessuno nasce accoppiato (tranne i gemelli) è una cosa che si sviluppa col tempo; inoltre ogni genitore ha delle aspettative di livello elevato per i propri figli, quindi vorrebbe non il meglio ma il “non plus ultra” e questo crea grossi problemi a lungo andare.
    Terza cosa non secondaria ma quasi a corollario della prima si crea inconsciamente un transfert da genitore a figlio su quello che il genitore non ha realizzato e che vorrebbe vedere fare dal figlio.
    Detta così fa paura vero? Per certi versi sì. Perchè per compiacere i genitori si rischia di vivere una vita non propria, un Truman Show dove si va contro le proprie pulsioni, aspettative e sogni, scegliendo o aspettando una persona che sembra vada bene a noi, ma in realtà deve piacere a loro.
    Il punto cruciale è quando arrivi a capirlo, perchè ti trovi a dover dire ai tuoi che li ami tanto, ma che è giunto il momento che si tolgano dalla groppa e ti lascino vivere la tua vita, gioie e fallimenti inclusi.
    Loro vorranno sempre la tua felicità, quindi per i loro standard essere single è qualcosa che manca, è incompletezza della vita.
    Può darsi che sia vero, ma il nostro carattere gioca un ruolo basilare. Non tutti sono fatti per la vita di coppia e non tutti amano vedere la loro esistenza transitare come un eurostar senza condividerla con qualcuno. Poi c’è il fattore imponderabile che non sempre incontri le persone giuste.
    Gli amici li potremo sempre scegliere, l’amore no, quello ti capita o non ti capita.
    Non possiamo nemmeno scegliere i genitori, ma è importante che siano presenti nelle nostre vite, anche quando ci strigliano amorevolmente sulla singletudine, pur essendo noi, già più che adulti.

    1. Beh, io sarò drastica, ma un modo c’è per levarseli dalla groppa, i genitori: i moderni telefoni consentono il “blocca contatto”. Io l’ho fatto e adesso loro scassano i maroni solo agli altri miei 6 fratelli. 😀

    2. superbo. ti sei superato.
      credo sia quello che io e i miei genitori stiamo facendo in questi mesi.
      credo che nel rapporto tra genitori e figli, con tutte le sue sottilissime dinamiche, arrivi un punto della vita in cui i figli devono essere lasciati liberi anche di sbagliare. e i genitori di invecchiare. per quanto un genitore vorrà sempre proteggere il figlio da quelli che ritiene errori. per quanto un figlio vorrebbe che i propri genitori non invecchiassero mai.
      abbracciami un poco và.
      v.

  18. grazie. ti voglio bene. questo lo stampo e glielo do la prossima volta che mi suggerisce l’iscrizione a Meetic. Che poi non c’è niente di male a iscriversi a meetic, se uno lo vuole, eh. Però certe volte certe uscite ti lasciano veramente di m! Nell’elenco aggiungerei, perché è l’altra cosa che mi chiede sempre, “ma al lavoro non c’è nessuno di interessanteee?” 😀

    1. ahaahahhaha sì quello a me hanno smesso di chiederlo perché sanno che lavoro in un contesto ad altissimo tasso vaginale…ma è un altro grande classico!
      comunque se ti propongono meetic sono già estremamente avanti!

  19. Ragionando mi son fatto una piccola autovalutazione e il dubbio è sorto rapido come una acciuga.
    Non sono inchiavabile né serial fucker né gay.
    Data la descrizione riportata, a questo punto, che ho sbagliato?

  20. Cara Vagina, parlo con te. È da un pò che ti seguo in silenzio. Stasera ti scrivo. Perchè è una domenica d’autunno, che all’improvviso è buio, che io sono rimasta in pigiama, che neanche ho finito di leggere il libro che sta sul comodino e che, cacchio, quanto mi piace, che mi sento un cesso e invece mia madre sognava che fossi come Rose quando la dà a Jack e poi affonda la nave. Mia madre ha appena concluso la sua filippica: “Non tolleriamo più, io e tuo padre (che il padre è presente e tace perchè legge in santa pace e ogni tanto impreca contro i preti razzisti per lei è un traacurabile dettaglio), questo tuo comportamento da ragazzina irresponsabile. Non hai fermezza, parti, dormi con gli uomini qua e là, non concludi niente di buono, hai paure che ti fanno solo comodo. Trovati un fidanzato e vattene”. Ora, io mi rompo letteralmente il culo 11 ore al giorno: sono una supplente e dò ripetizioni; quando non ho incarichi, dò ripetizioni di latino e greco a sbafo, sono autosufficiente, aiuto papà invalido in ogni modo e perciò non vado via di casa e lei stritola l’anima con il fidanzato ogni volta che mi rubo dei giorni per me, da passare coi miei amici da qualche parte e per scappare da lei?
    Ci sono madre ansiose, di vederci sistemate o di crescersi marmocchi… e poi ci sono le madri stronze che ti castrano dal giorno che ti hanno vomitato a questo mondo, che ti volevano miss Italia e invece è capitata loro la sciagura di partorire una nerd disadattata, che per un poeta si macina 1000km di treno per chiacchierarci un’ora al freddo della notte, in un anfratto putrido di naviglio dimenticato.
    Vedi, cara, questa è un’altra sfumatura della vicenda. E, a ‘na certa, con affetto e con grande rispetto, vaffanculo, mamma.

    1. si tesoro, se una mamma è così, fai pure bene a dire ciò che dici.
      le conosco indirettamente queste situazioni. ho un rapporto speciale con la mia, che è una persona che non ha avuto fortuna nella vita da un punto di vista medico, di salute, ma che ha il privilegio di essere una persona amabile e amata tanto da chi le è intorno (pur essendo bella ruvida, tosta come poche, voglio dire è mia madre e io sono molle rispetto a lei).
      però, situazioni come quella di cui mi parli, sono simili a situazioni che conosco molto da vicino.
      ed entrano in dinamiche assai intime e personali. sulle quali non mi avventuro. ma mi unisco al tuo “con grande rispetto, vaffanculo, mamma”.

      e prenditi i tuoi spazi. e viviti la tua vita, come puoi e al meglio che puoi.
      che la nostra, come la loro, e quella di tutti, è una sola.
      un abbraccio
      v

  21. E ti manca la ormai sempre più usata “sicura che non ti piacciono le donne, adesso?”. Perché se una ragazza non trova un uomo probabilmente è perché non se ne sente più attratta… Insomma, niente, vedo che la condizione di singletudine è uno stato della vita che alle mamme non va giù, le spaventa troppo.

  22. ahahahahha! no ma vabbè stavo per formulare un pensiero serio mentre leggevo il tuo bellissimo articolo ma se mi chiudi con la fantasmagorica uscita di tuo padre, come si fa?! ahahah, come dicono a milano: divino! Lo dicono ancora quelli del centro? 🙂
    E ma qua di cosa dobbiamo parlare?! Di retaggi culturali (maschilisti) ancora mooolto vivi trasversalmente nella società? Delle mamme italiche? Che un pene ha un peso sociale maggiore rispetto alle fatiche (maggiori) delle vagine?
    Io credo che da madre, quale sono, ci sia una sorta di ansia da “prestazione”: nel senso che mo’ che è cresciuta e mi son resa conto che non è più la pupetta mia, a chi la “presto” affinché me la curi, protegga, nutra, guardi.. quando noi madri italiche non ci saremo più a fare questo?! Lo so è un discorso stupido. Ma il mondo è fatto per lo più da discorsi e azioni stupidi. E da ansie genitoriali da procreazione. Perché poi i genitori lì vanno a parare, che ti credi! 🙂
    Divertentissima come sempre. Un saluto! 🙂

    1. ahahahaah si mio padre è stato veramente top, devo dire!
      comunque io anche penso sia come dici tu. non lo trovo stupido. lo trovo tenero. solo che ogni tanto bisogna dare una strigliata altrimenti ci mettono il carico da 90 da sopra…che una già fa tanto per tenere a bada le proprie paturnie, non ha bisogno che vengano fomentate dalle ansie genitoriali! che comunque umanamente comprendo, ecco 🙂
      un saluto a te! 😉

      1. Ansia, è il mio secondo nome.
        Comunque grazie per scrivere. Davvero. Scrivere è una grande cosa, un dono. Io sono una che solitamente commenta sempre poco. Non so bene perché, forse una forma di timidezza virtuale boh. Ma volevo dirtelo: continua a scrivere, ti prego! Ci sono certe persone, blogger, autrici insomma certi “luoghi” che non sono mai banali, che mi tengono compagnia quando la voglio, che mi fanno sempre sorride e piacere leggere. Ecco tu sei uno di quei luoghi, concedimi l’espressione.
        A presto! ciao

  23. La foto in darsena con i boots da motociclista numero uno per sempre.
    Per il resto posso anche capire mammà, ma di sicuro la frase di papà potrei averla tranquillamente coniata io.
    Soprattutto il tono serafico.
    Come la penso sull’argomento lo sai già alla noia, se deve succedere bon.
    Altrimenti ‘sticazzi.

  24. “Tranquilla, vedrai, arriverà quando meno te l’aspetti. Non ci pensare, sei giovane.” dopo qualche anno diventa “Va beh però il figlio del tabaccaio non é poi così male… e quel tuo compagno di classe delle medie lo senti ancora??”. Le mamme vivono la singletudine delle figlie come proprio fallimento personale.

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