Blind Dating Rules

Siamo onesti: quando hai circa 30 anni e sei single, pur vivendo in una città con oltre 1 milione di abitanti (380.000 dei quali membri di un nucleo familiare singolo), non è semplicissimo conoscere uomini appetibili e scapoli. E badate che quando diciamo “appetibili” non stiamo pensando soltanto a Christian Bale. Stante questa oggettiva e conclamata difficoltà sociale, ho riscontrato che se dichiari di usare (o aver usato) dating app, ciò ti espone a un malcelato giudizio morale, all’occorrenza anche retroattivo, del tipo: “Se tu te li cerchi sulle app, cosa pretendi?”.

Innanzitutto, non pretendo niente. In secondo luogo: come se iscriversi a un corso di balli latino-americani o di fotografia con l’intento di imbroccare qualcuno/a sia assai meno triste che usare un’app appositamente pensata per lo scopo. O come se il mondo pullulasse di single purosangue e noi, orbe, non ce ne accorgessimo. O come se non andassimo agli eventi, alle serate, alle cene, ai concerti, come se non vivessimo nel mondo e come se non incrociassimo ogni giorno decine di persone. Per intenderci: ho sentito uomini condannare le donne che usano le app, per poi apprendere che loro avevano “conosciuto” la concubina facendo una ricerca con filtri su Facebook e aggiungendola a caso.

Io ho fatto e faccio tutt’ora un uso assai sporadico di queste app (attualmente credo di aprire Tinder 2 volte all’anno). Le uso così poco solo perché non mi hanno mai regalato incredibili gioie e mi hanno stancata assai in fretta. Ma se non fosse stato così, le avrei usate certamente di più, sconfinando probabilmente nella dipendenza (come è successo a certi miei amici omoscessciuali che invece su Grindr hanno trovato incredibili felicità).

A livello macrologico credo che le dating app abbiano un po’ peggiorato l’approccio e il rapporto uomo-donna (un po’ per quell’idea che il troppo stroppia, che l’eccesso d’offerta, che la semplicità di reperimento, che la comodità d’avercele sempre in tasca, che la fluidità di questi legami che legami non sono, perché mai si creano nodi che uniscano, ecco è come se tutto ciò ci avesse impigriti nella vita reale, ci avesse disabituati a parlare con un estraneo sul tram, per abituarci in compenso a fare sexting con uno sconosciuto su una dating app).

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In ogni caso, ne comprendo e talvolta incentivo l’utilizzo, anche solo per fasi temporanee. Perché in ogni caso le cose è giusto conoscerle, anche solo per cultura generale e per avere una percezione propria e scevra da misticismi/moralismi di questi nuovi strumenti delle relazioni interpersonali.

Così ho deciso di stilare – per chi vi si volesse avventurare – le 10 Blind Dating Rules.

  1. Rendere i blind date quanto più “unblinded” possibile. Fatevi mandare le foto. Occhio. Diffidate di chi vi manda:

– fotografie in cui indossa sempre gli occhiali da sole

– fotografie in cui non ride mai

– fotografie in bianco e nero

– fotografie con troppi filtri e un uso insensatamente smodato del contrasto e della saturazione

– fotografie troppo in posa (ti ricordo che non sei Jim Morrison)

– fotografie troppo reali (va bene la sincerità, ma la fototessera della carta di identità scattata alle macchinette in metropolitana anche no)

– fotografie in cui indossa una camicia Burberry, o i mocassini, o le Hogan, o il costume slippino bianco, ma anche qualunque logo, specialmente D&G e Armani Jeans.

2. Che non ecceda, però, nell’unblinding. Non è necessario che vi invii fotografie del suo membro virile entro i primi 10 minuti di conversazione. Per carità, comodo è comodo, così almeno capite subito se il gioco vale lo smorzacandela. Ma la verità è che la cosa sarà semplicemente spoetizzante, priva di narrazione e quasi sicuramente l’aspirante dater non sarà né affetto da ipogenitalismo clinico, né sarà la versione umana di Furia il cavallo del west. Quasi sempre egli avrà un normo-pene, talvolta bruttarello, e quindi non vi resterà altro che l’insoluta domanda: perché ha così tanta ansia di mostrarlo manco fosse una rarità?

3. Se possibile e se ne avete voglia, fatevi una chiacchiera al telefono. Lo so, è una cosa noiosa, ma è il primo vero approccio sensato. E già dalla telefonata capirete molte cose. La voce, l’accento, la risata, la prontezza ma soprattutto i contenuti espressi. L’eventuale presenza o assenza di verve costituiranno movente cruciale nella decisione di dar seguito alla cosa.

4. L’appuntamento deve necessariamente essere dopo poco tempo (non è che potete raccontarvela su per 6 mesi senza vedervi), però rigorosamente in un luogo pubblico. Che sia chiaro: evitiamo di salire sul calesse di Jack Lo Squartatore dopo 2 minuti, così come rifiutiamo di chiuderci in casa con American Psycho dopo un quarto d’ora. Poi, va da sé, se di fronte c’avete Ted Bundy, quello sarà carino, sembrerà normale, voi vi fiderete e poi v’ammazzerà lo stesso. Però cautelarsi un minimo non guasta mai, giacché non viviamo mica nel regno di Pollyanna.

5. Propedeutica rispetto al punto precedente è la ricerca preventiva delle informazioni. Potrebbe sembrare paranoico, ma non lo è. Appurate il nome, il cognome, cercatelo su Facebook e scoprite se avete amici in comune e guardate chi sono questi amici. Sono persone reali oppure sono, cazzonesò, James Franco? Googlate. Scoprite dove lavora o dove ha studiato. E fatevi due domande se questa persona secondo il colosso di Mountain View non esiste. Io prima di appartarmi faccio sempre in modo di conoscere le generalità e condividerle con qualche amico fidato, in modo che se da quella sera il mio corpo sparisce, qualcuno per lo meno sa chi denunciare.

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6. Siate sempre sul chivalà con l’aspirante dater che vi propone di vedervi troppo tardi, tipo alle 23 di mercoledì sera. Capisco che c’era il derby, capisco che hai tanti impegni,  capisco che al weekend hai di meglio da fare, capisco anche che essendoci conosciuti su una dating app tu presupponga che io abbia un disperato bisogno d’uccello. Ma non funziona esattamente così.

7. Parlare di sesso va bene, ma che si faccia con un briciolo di bon ton. Tenete presente che non l’avete ancora visto e che non vi serve farlo arrivare ultra-barzotto all’appuntamento. Che poi magari non vi piace. Un conto sono le foto, un conto è dal vivo. Magari lo vedete ed è una donna mancata. Magari lo vedete e ha la più pestilenziale fiatella del mondo. Per contro, non c’è motivo di vantarsi di essere meglio di Sasha Grey, creando in lui inusitate aspettative. Lasciate, nel caso, che lo scopra da sé, se siete le dee del sesso.

8. Per lo stesso motivo di cui sopra, poiché non l’avete mai visto, optate per un abbigliamento tranquillo. Se avrete voglia di essere sensuali lo sarete, senza arrivare bardate come una bagascia portuale. Non sto dicendo che dovete andare con i mutandoni di Zia Yetta o con un allevamento di peli secolari sulle gambe. Sto altresì dicendo che, prima di decidere di sedurlo, verificate che lui possa sedurre voi, che lui possa piacervi, al di là del nostro tipico bisogno di piacere e di sentirci rassicurate nella nostra programmatica inadeguatezza.

9. Tornando all’orario: il timing è estremamente importante nei blind date. Da uno studio accurato è emerso che la soluzione migliore è rappresentata da un aperitivo infrasettimanale post-lavoro. Se volete essere Professional Dater, anticipategli che poi forse dovrete raggiungere degli amici a cena, lasciandovi così aperta la possibilità di evadere dopo un’oretta dall’incontro, qualora esso risultasse pernicioso. Viceversa, qualora dovesse piacervi la situazione, fate sempre in tempo a dire che l’appuntamento con gli altri è saltato e che – se va a entrambi – potete mangiare una cosa insieme.

10. Infine: non date troppe informazioni troppo dettagliate su di voi. Niente dati davvero sensibili, tipo dove vivete o in quale palestra esattamente andate. Non intendo suggerire nomi falsi, come Jessica Rabbit o Mia Wallace, ma abbiate a mente che non potete mai sapere se il dater ha nel suo intimo una vocazione da stalker. Quindi, meglio mantenere un po’ le distanze, finché non vi sembrerà quanto meno una persona essenzialmente equilibrata.

L’ultimo punto vale prevalentemente per chi NON vive a Milano, città in cui una diffusa condizione di figafobia rende più moderato il rischio di incorrere in pur minime molestie di matrice virile.

Ma non si può mai dire. Quindi, amiche, siate ugualmente accorte.

E buon blind dating!

 

Vi lascio con una chicca, girata dai miei amici qualche mese fa, sulle dating app!

135 pensieri su “Blind Dating Rules

  1. Sono morta dal ridere! Premetto che non ho mai utilizzato le dating app, perlomeno non queste moderne (detta così sembro una vecchia ottantenne, quando non ho superato neanche i venticinque), e sono d’accordo quando dici che snaturano un po’ il normale relazionarsi uomo-donna. Creano una sorta di filtro, sia gli uomini che le donne possono superare meglio la paura del ‘rifiuto’, ma in questo modo viene tutto un po’ smorzato o, talvolta, ingigantito quando si tratta di sentimenti positivi. D’altra parte mi rendo conto che sono finiti i tempi in cui gli uomini si facevano avanti quando vedevano una ragazza attraente e che ormai anche per una donna passabile è difficile conoscere perfetti estranei che non siano nella cerchia di amici, parenti, scuola, università o lavoro – e anche nell’ambito di questi contesti spesso e volentieri si raggira il problema del ‘conoscersi meglio’ mediante l’utilizzo di Facebook, Whatsapp e chi più ne ha più ne metta. Per questo motivo non giudico chi fa uso di dating app, io stessa ho utilizzato mezzi di comunicazione virtuali in passato, ho conosciuto persone interessanti grazie a questi e ho riso e sofferto come un cane.. credo semplicemente che sia una cosa di questa generazione, come lo sono gli smartphone o i social network, né più né meno. L’importante è farne un uso moderato e consapevole (tra parentesi, Vagi i tuoi consigli sono fenomenali!).

    1. La moderazione, insieme con la pazienza, è una virtù dei forti secondo me, e io ne sono sprovvista.
      Per il resto sono d’accordo, aggiungo solo che presidiare e analizzare i cambiamenti culturali di cui siamo interpreti è un’attività a mio avviso essenziale 🙂
      t’abbraccio!
      v

  2. Poi torno con calma a dire la mia ….intanto commento il punto #2
    Si chiama sindrome “del pescatore”, per cui uno vanta (e spesso crede) di avere (preso) uno squalo ma ha per le mani un avannotto
    😜

  3. sono arrivato al “bagascia portuale” e ho rischiato di morir soffocato dal ridere, non dovrò mai più leggerti durante la seconda colazione. un abbraccio

  4. A me è bastato separarmi.
    Boh.
    Probabilmente prima ero talmente schiacciata da lui (narciso manipolatore possessivo-ossessivo) che nemmeno ci facevo caso…

    Grazie per i consigli, V! :*

  5. Ohhh approvo su tutta la linea e poi mi hai citato Ted Bundy *_*
    Comunque per essere un po’ più seria: consigli sensati (basterebbe il buon senso ma non sempre è così) e condivido anche il giudizio sull’utilizzo di tali app.

  6. Non ho capito niente, di cosa tratta tutta sta roba? Blind che?? Non esistono le care e vecchie agenzie matrimoniali? Mannaggia a sti’ sfussammurt…..
    Se cerchi un maschio libero ed appetibile, e soprattutto supergiov, mi sono separato legalmente mercoledì!! Chiedere referenze al Fedi, sicuramente ci metterà una buona parola…… 😛

      1. Praticamente sono separato da oltre un anno, formalmente non ancora. Pertanto l’unico lutto che mi piacerebbe osservare sarebbe quello relativo al funerale della mia ex (seconda) moglie ……non per odio, ma per via dell’eredità

      2. A parte la veletta (che a me ricorda Madonna anni 80, a ognuno le sue!), io non riesco proprio a…
        Cioè, per avere l’avventura o la botta e via, io passo, non mi interessa. Non mi è mai interessato.
        Io cerco qualcuno che mi scopi il cervello.
        E come dice il mio bff: “nessun scopatore di cervelli all’orizzonte”! 😦

      3. Insomma, uno da seghe mentali….. 🙂
        A me stanno insegnando che per stare bene con gli altri bisogna saper star bene con se stessi in solitudine, fisicamente. Ed io non ne ero abituato.
        Imparato questo sto incominciando a star meglio anche con la persona che amo attualmente.

      4. Sì, Vagy, esistono ancora gli scopatori di testa.
        O forse l’ultimo l’ho beccato io, non so…

    1. Io sto imparando a stare sola, fisicamente e formalmente.
      E ti dirò, dopo anni con un narciso manipolatore possessivo-ossessivo sto pure un gran bene!

      Lo scopatore di cervello non è esattamente uno da seghe mentali, è un uomo che sa che, nel mio caso perlomeno. tutto parte da lì. E che se arriva lì poi può arrivare ovunque.

      @Fedifrago: anche noi consensuale. Definisci “almeno una parte”.
      Io ho versato la metà di quanto acquistato assieme e non (praticamente metà alloggio – che aveva pagato tutto mia madre -, tutto il mobilio e un terreno), in due comode tranche.
      E per il pupo mi passa 200€ al mese.
      Mi hanno detto che dovrei iniziare a leggere immediatamente la biografia di Ivan Trump (o qualcosa del genere…) perché c’è tanto da imparare.

      1. Condivido la questione del cervello, che è il passepartout per arrivare a tutto il resto anche per me così come il fatto che stare da sola m’ha aiutato parecchio, prima e dopo. A parte questo, non ho mai usato una dating app nonostante frequento il web da tanto tempo, e ad esser sincera mi intimorirebbe anche un po’.

      2. infatti pure il giudice è rimasto un po’…basito (il mio ex marito voleva proporre 150! ).
        No, tranquillo, ho capito, basto già io per le pippe mentali!!! 🙂

        Ma instagram vale come dating app?

      3. I figli erano già suoi, per cui nessun mantenimento. La consensuale non la concedo sinché non vedo quattrini ….e almeno una parte vuol dire che mi accontento di un quarto di quanto speso negli ultimi 4 anni, e a cui né lei né la madre hanno minimamente contribuito …..diciamo cinquantamila, ulteriormente arrotondati per difetto.

      4. @Dave: sono delle applicazioni per incontrare persone.
        Tu ti iscrivi, io mi iscrivo, ci mettiamo dentro i nostri gusti, le nostre ambizioni, i nostri hobbies. Se legano (o se a me piace che tu come hobby abbia l’osservazione del martin pescatore), ci parliamo un po’ sulla app medesima, con un direct, poi sicuramente ci scambiamo i numeri e messaggiamo un po’ su kik o whatsapp (altre app) e, finally, ci diamo un appuntamento “al buio”.
        E vediamo se quagliamo.
        Questo a grandi linee.

        @Fedi: ok, capito! 😉
        Ma lei ha accettato?
        La consensuale è veloce e più economica (anche lì: io ho pagato pure la sua parte di parcella dell’avvocato perché “l’ho voluta io”, e pure l’atto notarile per la separazione dei beni che, avendo pagato io e mia madre, sono giustamente tornati a me).
        In bocca al lupo!

      5. Scherzavo…. è che oltre a non averle mai usate mi fa ridere la terminologia utilizzata. Blind date, dater, fare sexting, app…. per trombare adesso bisogna iscriversi ad un corso di aggiornamento…… ma non si fa sempre nello stesso modo? 🙂
        Bei tempi quando incontravi le “tipe” nei locali e se ti andava bene finivi per limonarci duro…..

  7. Ciao Vagina, ti seguo da un po’ e mi piace molto sia il tuo modo di scrivere, che le cose che dici.
    Di dating app ne ho provate un bel po’, facendo la mia ricerca di mercato per vedere quale rispondesse meglio al mio modo di essere, e cmq cambiando decisamente aspettative, rispetto a quando ho iniziato. Vivo a Londra, e lavoro da casa, quindi le dating app sono state e sono ancora una tappa abbastanza dovuta se voglio uscire da questa singletudine prima che mi cadano i denti. Per fortuna che qui non hanno la stigma sociale che si portano purtroppo ancora addosso in Italia (diciamolo: un’altra cosa su cui l’Italia è indietro).
    Due appunti: il “blind date” non è l’appuntamento organizzato dopo essersi conosciuti online, è proprio l’appuntamento al buio, quello che di solito ti organizza un amico, o un’0amica, che vuole farti conoscere “qualcuno che fa proprio al caso tuo”…e in cui poi ti ritrovi seduta davanti a un cesso con le gambe, oppure a qualcuno di carino che però sta su un altro pianeta in quanto a visione della vita, e tu passi tutto l’appuntamento a chiederti “ma i miei amici hanno capito qlcs di me?”. L’appuntamento nato da una dating app non è per definizione “blind”, perché sai già qlcs sulla persona e l’hai già vista in foto (sperando che siano foto vere).

    Secondo appunto: parlami un po’ di qst figafobia. Volevo appunto scrivere un post sulla vaginofobia che ho riscontrato, ahimé, in alcuni uomini. Raccontami il tuo punto di vista…

    Cmq sei una grande!

    1. ahahaha muoio, hai ragione, è un’imprecisione. erano proprio regole da dating app, più che da blind dating…e comunque in bocca al lupo con la ricerca! ma dimmi: quale app ha incontrato di più il tuo favore o, semplicemente, ti ha portato più gioia? 😀

      1. Plenty of Fish, gratis, ha i più boni. Match.com, a pagamento, non li ha necessariamente avuti più seri, anche se dà fin da subito più informazioni. Tinder è in assoluto stata la peggiore, per me, e l’unico motivo che posso darmi è di avere scritto un profilo di tipo 8 righe, ovvero 8 in più dell’utente medio. Ora sto provando “once”, l’opposto di Tinder, che ti dà un match al giorno. Te la smenano come “qualità contro la quantità”, ma ti fanno i match chiedendoti solo due domande sul tuo uomo ideale, e cioè di che razza deve essere e di che religione. Vedi tu, io avrei anche tipo venti altri filtri…

    1. vabbè ma mi devi fare il sunto, il bignami, non mi puoi postare un post così lungo, io vivo in affanno, non so nulla, non leggo, sono analfabeta 😀

      comunque forse solo per la fine che ha fatto l’autore originale, dovrei documentarmi.

  8. App per ciulare.
    Argomento interessante, al di là del fatto che sul web il giudizio più morbido è “ladribbastardiridatemiisoldi” su quasi tutte, devo comunque ammettere che bypassare tutto (o quasi) quello che sta in mezzo al coito può aiutare un sacco di uomini che vengono presi da un’emiparesi all’idea di dover parlare faccia a faccia con un esemplare femminile.
    I consigli mi sembrano sensati, ma resta il fatto secondo me che Ted può nascondersi dietro ogni sorriso.
    Quindi davvero sempre occhio.

      1. See vabbe’. evolvetevi. Dovete dare garanzie . non solo foto ritoccate. Il Manzo è buono? è intelligente? 🙂

      2. Ma Fedifrago, perché non ne parliamo? Già un’amica me l’aveva proposto, ma le cose non si sbloccano. Io ho tre anni di ricerca di mercato alle spalle e conosco il mercato inglese che è sempre avanti, il tuo conoscente ci mette la tecnologia, tu…che so, l’investimento?
        però la ciulapp va nella direzione opposta a quello che voglio io. Per il sesso occasionale ce ne sono già tante (squirt.com, nome orribile!). Ormai ci siamo stufate, ci serve una app per trovare qlcn di serio!

      3. °dave brick Pinza: ma non è vero! ribadisco, in italia si portano ancora una stigma sociale che sarebbe anche ora di smuoversi mentalmente un po’. qui a londra ce ne sono di tutti i gusti, da quella del Guardian soulmarte che quindi si porta la connotazione intellettuale di un certo tipo, a Mibndfuldating, etc. Io conosco ben 5 ragazze che si sono sposate grazuie a una app, quindi… e poi ragiono sempre che, come ci sono io, che sono seria, ce ne sono tanti altri. quindi ben vengano le app, sono solo un modo come un altro per conoscere gente.

    1. ma infatti io uso Facebook come un grande schermo.
      amaro da dirsi, ma se uno non lo trovo, già qualcosa non mi quadra.
      ma di queste derive ne parlerò in un ebook, un giorno. così, tanto per non tediarvi qui. 🙂

  9. Mi sembra un decalogo più che ragionevole e sarebbe utile che fosse inserito nel regolamento di Tinder & affini. Che non si sa mai, la gente in queste situazioni si lascia prendere un po’ la mano. Per il resto, al giorno d’oggi sono così vari i modi in cui ci si può conoscere, che non sarà un’app a mettere fine al mito del romanticismo!

  10. Io su Tinder ci ho trovato il mio attuale compagno xD Dopo nemmeno un paio di giorni che scartavo foto (oh, son troppo difficile di gusti – oppure li ho troppo strani, come sostengono le mie amiche), ho beccato lui… Foto del profilo fatta dagli amici mentre suonava la chitarra ad un pranzo con loro, a mio parere il più figo di tutti gli utenti che avevo visionato… E lui ha pensato lo stesso di me! Ci siamo visti dopo un mese di messaggi serrati (su Whatsapp e Facebook, perchè, appena abbiamo cominciato a parlare, entrambi abbiamo eliminato l’account di Tinder) e le nostre aspettative non sono state assolutamente deluse… Qualche caso fortunato ci sta! 😀

    1. ahahaha guarda, hai tutta la mia solidarietà su quella faccenda dei gusti.
      io ne dibatto animatamente con il mio migliore amico finocchio che sostiene che io metta NO a tutti, e sostiene anche che i più belli sono tutti etero (seh vabbeh), ma ti giuro vorrei screenshottarle le foto che vedo!!!
      buon amore a voi! 🙂

  11. Prima ancora delle app c’erano i siti d’incontri… di cui ho sempre pensato male (pensavo che fregassero soldi, rifilandoti foto di ragazze dell’Est che nella realtà non avresti conosciuto mai).
    Ora penso che sia aumentata un po’ l’affidabilità… e sia solo un modo come un altro per ampliare il proprio giro di conoscenze (sempre meglio che presentarsi al corso latino-americano odiando il ballo).

    Ma scusa… come blog-star non si cucca già tantissimo?
    E poi… si può approfondire il concetto di “figafobia”?

    E comunque brava!

    1. 1. i siti di incontri erano essenzialmente una versione obsoleta e più lenta di queste app
      2. blog-star lo vai a dire a tua sorella 😀
      3. non uso il blog come strumento di rimorchio, è nato con un’altra funzione diciamo 🙂
      4. figafobia non è già chiarissimo di per sé? 😀

      1. 1. Già
        2. Non pensavo (e non volevo) fosse un insulto… anzi dopo l’ultimo tuo post penso sia quasi un augurio… e comunque non ho una sorella 🙂
        3. Dovresti 🙂
        4. No… cos’è la versione 2.0 della misoginia?

  12. Ah bello questo post che consente di riflettere e sdrammatizzare sulle tecnodisgrazie attuali.. Vagy in grande forma :), vai così. Se Milano piange, Firenze non ride..
    Sono stata mio malgrado esperta di appuntamenti più o meno al buio, ma la dating app non l’ ho mai installata, nè il sito di appuntamenti. Mi son sempre rifiutata.
    ( Caxxo pare d’ essere sul banco del macellaio.).
    Diciamo che, per la mia esperienza, la maggior parte delle volte sono stati acchiappi poco felici con gente di certo meno esuberante e disponibile di come si presentava sul blog o su varie piattaforme. Affinità elettive? rare, rare. Ormoni sani? rari rari. Figafobia? un dogma. Al punto che davvero uno ha voglia di dire, e l’ ho fatto:
    ” Ma chi me lo ha fatto fare?” O anche peggio. . Farsi pagare le consulenze psicologiche, le inutili attese, e non continuo oltre… Ci siamo capiti.
    Spesso ho trovato gente che necessita di conferme per la propria autostima con poco sforzo o di una scappatella.
    E’ il caso di non avere troppe pretese. E di stare molto in campana.
    Anche per un’ avventura vi vorrebbe un minimo di impegno, altro che i messaggini, i commentini, le faccine, le fotine.
    Cmq ci vuole il fattore Cxxx, come sempre nella vita. Quindi il web può facilitare, ma poi serve altro.
    Certamente non stiamo andando avanti.. Se la gente esce e spippola tutto il tempo sullo smartphone, invece che guardarsi intorno e parlare il problema c’è. Eccome.
    Francamente son tornata al metodo tradizionale e pare funzionare.

  13. @Dave: mi hai fatta ridere! LOL

    Sì, credo si faccia sempre nello stesso modo, comunque…ho ricordo un po’ vaghi e sfocati (io i ricordi li salvo in jpeg e poi metto un filtro sepia, che così sembro faiga!).

    Ti ricordi quando si limonava duro sui divanetti della disco aperta la domenica pomeriggio?!? Mi sento un po’ Max Pezzali quando scrivo ste robe…ciao Max! 🙂

  14. OK… dovrei avere una decina di minuti per un’altro dei miei sproloqui, poi mi farò perdonare con uno dei miei risotti (ma quando venite??)

    Allora, intanto ha ragione chi dice che l’uso di “blind” non sia corretto, infatti si vedono prima le foto.
    In secondo luogo, non conosco le applicazioni di cui parlate (credo di essere uno dei due o tre che ancora non abbiano un profilo FB né in altri social a parte LinkedIn). Però ho “frequentato” un noto sito di incontri online in passato, e vi conobbi pure la mia seconda (ex) moglie (anche se questo non credo deponga molto a favore del sito stesso). Come in molti altri aspetti della vita credo che valga la locuzione latina “in medio stat virtus”; quando ero iscritto a quel sito non lo usavo come unico metodo per “conoscere”, ma lo affiancavo agli altri tradizionali (e “fuori rete”), tant’è che molti miei contatti lamentavano il fatto che non fossi quasi mai presente soprattutto la sera. E ho visto cose che voi umani …….a parte l’invio di particolari anatomici (da parte delle donne con cui corrispondevo), la maggior parte tendeva ad inviare foto della nipote strafiga, oppure risultato di ore ed ore di photoshop.
    Sono dell’idea che questi sistemi possano aiutare a fare una prima selezione, purché questa non sia solo fisica, ma soprattutto data da un’impressione generale che ci si possa fare dell’altro. Potrei ora rivedere uno ad uno tutti i tuoi punti, ma non farei altro che confermarli; quindi mi limito a rafforzare quello che invita ad avere almeno un approccio telefonico, e soprattutto a non dilungarsi in rapporti epistolari degni di Jacopo Ortis ma nell’arrivare quanto prima ad un incontro diretto.
    E poi, se vi incontrate per un aperitivo e lui/lei non vi piace, siete già “sul posto” per provarci con qualcun altro 😉

    1. Da qualche tempo, concluso un pluriennale rapporto con lo pseudo-fidanzato mammadipendente, ho trovato comodo utilizzare dating app per conoscere persone nuove. 🙂
      Il tutto va chiaramente preso con le pinze…moltissimi sostengono di essere single e invece, come purtroppo ho vissuto sulla mia pelle, ti ritrovi con tizi piu’ o meno fidanzati, piu’ o meno mollati, piu’ o meno conviventi. Ma questo, lo scopri abbastanza presto. Ovvero quando dopo i primi incontri iniziano a tirare scuse, impegni vari ecc., per non parlare degli sposati.
      Io solitamente ci parlo un po’ al telefono prima…incontro dopo 1 settimana max 10 giorni…di piu’ si rischia di andare in overdose da messaggini e poi non sai piu’ di che parlare quando ti vedi o magari vai troppo oltre con dichiarazioni varie o promesse di sesso fantastico che poi nn avviene perché appunto…magari vedendosi lui non piace a te o tu a lui…le foto spesso ingannano. A me che piace l’uomo altro…mi sono spesso trovata dei tappi ma dalle foto sembravano dei colossi. :).
      Poi, non bisogna avere troppe aspettative…tipo sperare di trovare l’uomo dei tuoi sogni. Pero’ puoi trovare qualche bel ragazzo che te lo da volentieri. Io, quando e’ capitato (anche recentemente) non e’ che co ho sputato sopra…anzi. Pero’ avevo ben chiaro che sarebbe stata una cosa temporanea.
      Il dating online non e’ male se lo si vive con buonsenso e un po’ di disincanto…e poi…mai dire mai. 🙂

  15. Io ho messaggiato sul direct di IG con una ragazzo che aveva messo dei like su alcune mie foto…
    Ma messaggi normali, la rava, la fava, bella foto, di dove sei, etc…
    Fra l’altro il tipo ha 13 anni in meno di me…e vabbè!
    Mi chiede foto personale su direct perché gli piaccio e vorrebbe conoscermi e approfondire e vedermi e prendere caffé etc etc.
    Dico no e lui pubblica ufficialmente e visibile a tutti sua foto con faccia triste/labbrino.
    Visto che è proprio carino, gli metto un commento: “Dai, non essere triste, cuoricino!”
    Tempo zero mi si cancella messaggio.
    Argh! Eppure lo avevo inviato, che succede al mio smartphone?
    Mi arriva un suo direct:
    “Per favore puoi non mettere commenti sotto le mie foto che la mia ragazza si incazza come una biscia?!?”

    Ok. Cancellato.

  16. ho un’esperienza di circa un anno, ormai.
    Post separazione, e dopo aver tanto sofferto ma anche dopo averlo dimezzato con somma soddisfazione dei suoi beni, passo 6 mesi con la convinzione di volere uno che mi scopasse il cervello, poi capitolo sul primo svizzero che mi lecca bene che incontro. Mi regalo al meraviglioso mondo delle tromboapp e divento quella che “parli come un uomo” e anche “nooooo, io non potrei mai”, generando indignazione ma in realtà invidia in tutte le amiche, soprattutto sposate/accoppiate.
    nell’esplorazione della mia sessualità incappo in ricciolino e ci faccio sesso settimanalmente da circa 8 mesi. nel frattempo vado a letto con altri.

    tutto questo per dire che si la “regalo” la prima sera ma solo se mi piaci. che le app mi hanno dato, per ora, soprattutto godimento e in alcuni casi veramente veramente molto. che ho conosciuto uomini molto interessanti, medio interessanti e zero interessanti. che con alcuni sono rimasta in contatto, uno è oggi un amico, senza trombo.
    che la vagina è veramente saggia e il suo decalogo andrebbe letto prima di ogni accesso alle app. e pure sottoscritto al momento dell’iscrizione.
    che è facile confondere sesso e amore, quando si è soli e il sesso viene bene.
    che si, ogni tanto torno in una casa vuota e mi dico “non sono fatta per vivere da sola”. poi penso a tutto quello che ho fatto, a cosa ho scoperto di me e degli altri, a quanto sono più felice e IO oggi.
    La consapevolezza è una strada senza ritorno, sia che tu scopi con la tromboapp, sia che tu pratichi la castità [come la mia carissima amica a. in casta singletudine da 3 anni e 1/2] e la Vagi mi accompagna in questa strada con i suoi troppo radi post. 🙂
    Grazie Vagina!

    1. “che è facile confondere sesso e amore, quando si è soli e il sesso viene bene”
      Ecco, l’ho ripetuto anche io sino allo sfinimento, ma ancora non mi danno retta ….dovrebbero tatuarlo a fuoco sulla fronte di molte persone

    2. Franziska, tu mi inorgoglisci in un modo che non ne hai l’idea.
      Dico davvero. E hai ragione, i post sono radi, ma io proverò a impegnarmi di più! 🙂
      che orgoglio cazzo. la lucidità.la consapevolezza. l’analisi. brava.

  17. Franziska, io ti stimo. Per questa consapevolezza, per l’esplorazione della tua sessualità (vissuta come andrebbe, peraltro, cioè liberamente, senza quelle sovrastrutture sociali che ci bloccano il cervello).

    Io vorrei “pensarla come un uomo”, anche se potrebbe suonare anti-femminista, per il semplice motivo che l’uomo, da secoli, non si fa tutte le pippe mentali su sesso/amore che ci facciamo noi!

    Quindi indignazione de che? Massimo rispetto per te, anzi! Tieni dei corsi on line? Perché io, purtroppo, ho bisogno dello scopatore di cervello, in primis, sennò la signorina là sotto continua a farsi le unghie e leggere Vanity, non mi considera proprio! io mi innamoro. punto. Grave, vero?

    Non lo sarebbe se la persona di cui mi innamoro, che mi scopa il cervello, fosse presa al mio livello.

    Invece: quelli che non mi interessano vogliono sposarmi e farsi carico di una 35enne con figlio, quello che mi interessa vuole scoparmi (cervello e non) ma per ora niente legami…

    Ufffff.

    1. Lo so che sarà traumatica questa notizia, ma non siamo tutti uguali ovvero non siamo tutti scopatori seriali. Io trombo solo quando amo……

      Ognuno faccia come vuole ma io personalmente non inizierei mai un rapporto serio con una trombatrice seriale….. e tu? Dipende uno cosa cerca dalla vita.

      1. Sono d’accordo, nemmeno io ci riesco!
        Ma un sacco di uomini sì, gliela fanno benissimo!
        Quindi…
        Io non cerco lo scopatore seriale, perché voglio quello cerebrale, perché sono una che si fa le pippe mentali e un sacco di domande e di se e di ma…
        Per me riuscire a fare sesso senza essere coinvolta è come annullare la forza di gravità, non ce la faccio…
        A volte forse servirebbe un po’ di leggerezza, il sesso è anche gioco…

        Ufffff.

      2. Per me il sesso non è leggerezza, è qualcosa di molto importante. Non potrei mai intraprendere un percorso con una persona che non lo reputi altrettanto importate come me. Poi uno può fare ciò che vuole nella vita ma io ti direi di non invidiare chi riesce a farlo, annulleresti te stessa così. Probabilmente un giorno un uomo si innamorerà di te anche per questo motivo. Il sesso è soprattutto un gioco, ma con la persona che ami, a parer mio. Fortunatamente non siamo tutti uguali…. 🙂

      3. Quindi tu dividi il mondo femminile in sante e puttane ……ma la distinzione non è sempre così netta. Tu dici che fai sesso solo quando ami, ma per arrivare all’amore ci vogliono anche l’attrazione e l’intesa sessuale; allora diciamo che fai sesso nella fase dell’innamoramento, che come ho già detto può evolvere come finire, e quindi non è del tutto vero che fai sesso solo quando ami. Ragionamento tortuoso, ma corretto 😉

        Noi abbiamo troppe sovrastrutture culturali e pseudo-morali, che ci spingono a giudicare una persona dal comportamento di un momento della vita …..Franziska dice che è diventata spregiudicata da un anno, basta questo per definirla trombatrice seriale? E se anche fosse, non potrebbe essere che se trovi l’uomo giusto smetta di farlo con altri? Però tu dici che non le daresti alcuna possibilità a prescindere, e quindi precludi anche a te stesso la possibilità di innamorarti. Io ho passato anni fa un periodo come il suo, e proprio conoscendo “carnalmente” diverse donne ne ho incontrata una che è diventata molto importante ed esclusiva.

      4. Per fortuna non siamo tutti uguali…. 🙂
        Io divido solo le donne con cui mi posso innamorare con quelle di cui non me ne frega assolutaemnte niente. Poi nella vita si può cambiare, si evolve, possiamo dare delle nuove possibilità. Ma di norma chi nasce tondo….. e non è detto che uno nasca tondo e trascorra la vita da quadrato non sapendo di essere tondo….. 🙂

  18. @Dave: ci credi che è bello leggere queste parole?
    Mi infondono fiducia e speranza.

    Non ho ancora incontrato un uomo che voglia “seriamente giocare” con me (sì, diciamolo, “passare dal sesso a fare l’amore”, come dicono i Negrita, è tanta, tantissima roba! 😉 ), ma non importa.

    Diciamo che, a detta di molti, io sono un po’ “peppia”: pesante, impegnativa, pippe mentali, domande, chiedo sempre il perché e il per come di tutto…

    Però sono io, sono così. Forse è per questo motivo che, alle volte, invidio chi si gode la vita, senza farsi il angue gramo…

    Potrei non scalare la montagna, accettare la proposta del sesso senza (troppo, “almeno per ora”, così disse) impegno della persona che me l’ha proposto, che è la persona con cui parlo di più, con cui mi confido, che mi viene a cambiare la gomma bucata alle 2 di notte, che mi coccola l’anima, che mi ha scopato il cervello…

    E invece io quella montagna la voglio scalare, porca miseria, voglio sbattermi e arrivare alla cima sudata e stravolta e dire ehi sono quassù. che vista mozzafiato! Ciaone!

    1. Porca vacca scalala quella montagna!! Non ti accontentare ti essere quella che non sei, segui il tuo animo…. chi nasce tondo….
      Poi magari verrai ingannata anche dalla persona che reputerai all’altezza, ti farai fregare dall’ennesimo uomo che cercherà di approfittare di te, ma perlomeno l’avrai fatto in buona fede senza tradire la tua personalità. Ma quando riuscirai a vedere quella vista mozzafiato…..

      1. Io per ora non mi accontento…infatti sono sola! 🙂
        Sono ai piedi della montagna, questo sì. E la sto osservando dal basso.
        E credimi vorrei prendere le corde e il piccone e seguire le tue parole. Subito.
        Perché la vista è mozzafiato, lo so.
        Ma ho sofferto.
        Ma ho 35 anni, ormai.
        Ma ho un figlio di 5 anni.
        Ma. Ho. Paura.

      2. Ahahah!!! 35 anni!!! Io ne ho quasi 50 e mi sto rifacendo una vita adesso!

        Analizziamo la tua situazione:
        sei al pieno del tuo splendore, non devi correre come fanno tante tue coetanee che voglio avere un figlio prima che sia troppo tardi, non spaventi gli uomini che non vorrebero averli, visto che ce l’hai di già e sei perfettamente in grado di averne altri per chi sia alla ricerca di una donna allo scopo di formare una famiglia. Sei la donna ideale per qualsiasi uomo…… e per quanto riguarda la paura…. ce l’ho anch’io, è normale.

    1. Non lo so ragazzi.
      il sesso per me, in questo momento preciso e specifico della mia vita è proprio così: leggero, giocoso, divertente, scoperta di me e degli altri.
      sono una scopatrice seriale? forse.
      io lo faccio e mi fa stare bene. questo è.
      non faccio la carità, non faccio favori a nessuno. solo a me stessa e a quello che sono e che voglio.

      Alessiawhatelse:
      tenere dei corsi??? No, grazie 😊.
      Hai citato i negrita “passare dal sesso a fare l’amore”. Beh appunto loro passano dal sesso all’amore, tanta roba. sono d’accordo. ma è un passaggio.

      ho riflettuto molto su una domanda pretty woman fattami da un’amica all’inizio di questo percorso: ma tu come fai ad andarci a letto se non li ami?
      ma, amica mia. la prima volta che hai fatto sesso con il tuo uomo [di adesso o di prima, quello che hai sposato, quello che non ci stai più, quello con cui hai figli oppure quello che no] era amore?
      Lo sarà diventato, poi. Ma la prima volta, quella volta lì, era già amore?
      Per me no, io credo che il sesso sia chimica, attrazione. Pelle, caldo, voglia.
      È una sera, una luce, un riflesso sul mare, un odore.

      Forse ha ragione fedifrago, forse sono solo sovrastrutture morali/sociali quelle che ci fanno pensare che dobbiamo essere coinvolti per fare sesso con una persona. ma in ogni caso ognuno se lo viva come vuole, come crede. quello che è vero è che non bisogna tradire se stessi.

      io do’ una primaria importanza al sesso. mi ci metto tutta, in quel letto. con tutte le mie paure, le mie fantasie, le mie voglie. e me lo vivo tutto, fino in fondo e con la leggerezza che merita.

      1. @fedifrago
        Grazie, adesso vado a leggere 😊
        @alessiawhatelse
        Se vagy riuscisse a darti la mia mail mi farebbe piacere uno scambio di punti di vista.

      2. Sì, farebbe molto piacere anche a me, Franziska! 🙂
        Vagy, coi tuoi potenti mezzi informatici, ci metti in contatto per favore?!?
        Grazie! 😉

  19. Sempre puntuale nei tuoi post per descrivere situazioni o precauzioni. Le dating app non mi interessano per il banale motivo che uno non ho uno smartphone- l’oggetto analogo lo uso per telefonare – due non mi hanno mai incuriosito.
    Però devo ammettere che il tuo decalogo è perfetto.

  20. Sono un giovane ragazzo gay, e in quanto giovane ragazzo gay le dating app hanno fatto e fanno parte della mia quotidianità, quanto meno a fasi alterne. Grindr è solo la più famosa, gli sviluppatori si sprecano perché è un mercato costantemente in espansione. Ci sono omosessuali pronti a fare coming out e ad approcciarsi al web per le prime esperienze un po’ ovunque.
    Ma dicevo, le uso e le ho usate, con moderazione, e per un’unica vera ragione. Sono immediate. Sono un luogo semplice e veloce per conoscere gente, fare quattro chiacchiere, sfogare la noia. Generalmente il tempo che passo su una dating app si rivela essere una perdita, ma ammetto che qualche volta ho presso caffè, birre e aperitivi con ragazzi molto interessanti. E che abbia funzionato o meno, il tempo speso è stato di qualità, e non sprecato.
    Certo, ho un catalogo di situazioni imbarazzanti che farebbero arrossire una escort – potrei anche condividerle con i tuoi lettori – ma non le criminalizzo o demonizzo. Il sesso facile, un pomeriggio diverso, la ricerca dell’amore. Le ragioni per cui le persone ci stanno sono innumerevoli, e tutte legittime. E sì, l’ansia del maniaco è dietro l’angolo. La paura (infondata?) che un killer di frocetti ti adeschi per tagliarti la gola a volte ti sfiora il cervelletto. E qui il tuo articolo diventa una stele di Rosetta.
    Ma se le uso sporadicamente non è per il terrore di morire, voglio dire, ho partecipato a un sacco di eventi nel mirino del terrorismo. Ma chi mi ammazza? No, la realtà dei fatti è che le dating app non fanno per quelli come me. Non fanno per i paranoici bipolari con la mania del controllo. Mi spiego. Proprio la velocità e la dinamicità con cui vengono vissute da chi le popola mi spaventano. L’idea di essere nel mezzo di una piacevole conversazione con qualcuno che – potenzialmente – sta avendo la stessa piacevole conversazione con altri diciotto ragazzi. La facilità con cui puoi trovare qualcuno che è solo un pelino più carino, o dolce, o pettoralato, e di essere così sostituito come una carta da gioco nel poker. Sei uno del mazzo, un prodotto sullo scaffale. Basta girare la corsia per trovare un packaging più colorato, un prodotto più salutare, un gusto nuovo, il bio, il gluten-free, il veggie, e altri cazzi. Appunto. L’idea di non sapere se sono meglio o peggio della foto che sta proprio sopra al mio profilo. La competizione nei selfie. La descrizione in cento quaranta caratteri. Le belle chiacchierate che sfumano in un “Ma tu sei a o p?” (attivo o passivo) “Ah, e se sei più a non va bene, io sono solo a.” Tristezza. E pensare che la compatibilità è una cosa che, credete a me che l’ambiente gay lo vivo, percepiresti se solo una persona la portassi fuori a cena.
    E poi mi piace uscire con le persone, darsi un secondo appuntamento perché una seconda chance non si nega a nessuno. Mi piace il corteggiamento tradizionale e l’approccio di chi ha il coraggio di esporsi, di dire “Sei una bellissima donna, posso?” e di intavolare una discussione, così dal niente. La paura del rifiuto sì, quella è infondata. Cosa hai da perdere?
    Scrollare una home page alla ricerca di un pettorale muscolo è facile, e divertente. Ma c’è davvero qualcosa di vero in quel contatto?

    1. Come ho scritto in un precedente commento, non conosco le app ma ho frequento siti “di incontri”. Il fatto è che si da per scontato che chiunque (uomo, donna, etero o omosessuale) si metta in qualche modo in mostra (il mio nick, ad esempio, nacque proprio come provocazione psicologica, ed in effetti il successo con le donne fu immediato e ampio) e scelga; se qualcuno pensa (o pretende) di avere l’esclusiva ha perso in partenza.
      Dato questo presupposto poi puoi scegliere di non utilizzarle (come fai tu) o di farlo, ma in maniera consapevole. E di utilizzarle, come abbiamo detto in molti, Vagy in primis, come primo approccio selettivo …e nella selezione ci sta anche l’approccio fisico, è un dato di fatto.

    2. caro giovane ragazzo gay (scusa, mi ha fatto tenerezza),
      io trovo che tutto il tuo discorso stia su perfettamente. e credo che l’unica cosa sbagliata da fare – se capisci che il sistema delle dating app non fa per te – sia ostinarti a usarle.
      questi strumenti rispondono a dinamiche che nessun singolo utente può cambiare. sono pratiche. sono scorciatoie utili cui all’occorrenza possiamo fare ricorso.
      anche io non faccio un appuntamento così da una vita, ma ho amici che ne fanno 2 alla settimana. non mi preoccupo che non sappiano interpretare il mezzo. penso che forse vogliono solo scopare. oppure che vogliono qualcosa in più, in giro non c’è, e allora invece che starsene con le mani in mano, almeno si buttano, partecipano al grande derby della vita sentimentale e sessuale.

      in fondo ognuno di noi risponde come può, e con gli strumenti che ha, alle istante personali che ha. talvolta manifeste, talvolta meno.
      poi per il resto, sono in linea con te!

  21. Ciao cara ! Ti ammiro molto per ciò che scrivi . E ti devo dire un immenso grazie perché ho letto il questo tuo post e ho scaricato tinder (non avevo mai avuto il coraggio di farlo ) e diciamo che … Ho avuto molta molta molta fortuna . Ho conosciuto un ragazzo .. Ed è stato .. Bellissimo uscire con lui . Ora siamo davvero presi l uno dall’altra. Ti ringrazio ❤️

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