I 30 anni e l’egosbattimento

Ci siamo, li ho compiuti. Ne ho 30 baby. Trenta. Net Net. Tond Tond.

Trent’anni. Mica male.

Se non fosse per quel dettaglio trascurabile che i 30 anni ci mandano in una particolare forma (piuttosto furiosa) di sbattimento, meglio noto come egosbattimento (perché è costituito da una mole di masturbazioni mentali incontrollate, egoriferite, autoreferenziali e deliranti).

Tecnicamente tutti (ok, non tutti, ma molti), uomini e donne, veniamo assaliti dalla paranoia di dover decidere tutto della nostra vita nel giro di un mese, tipo: che lavoro vogliamo fare davvero, dove, con chi, se vogliamo andare a vivere insieme, cambiare casa, comprarla (ahahah) o affittarla, se vogliamo figliare, oggi, domani oppure mai, se vogliamo prendere un fidanzato, se vogliamo prendere un gatto, come gestiremo l’invecchiamento dei nostri genitori? Come sopporteremo una vita in cui forse non avremo mai un giardino con il prato all’inglese, pur essendo cresciuti negli anni novanta sotto l’egida degli stereotipi Fininvest? Come faremo a essere adulti noi che del presente non abbiamo certezza e che siamo generazionalmente con le pezze al culo (tipo che – ad oggi – andremo in pensione non prima dei 75 anni e con 2 arachidi mensili, lorde)

Tante belle pugnette, all’occorrenza inevitabili, che ci soffocano e ci fanno perdere di vista cosa c’è di bello in questi 30 anni, perché in fondo 30 anni non sono mica una cattiva età, vediamo perché:

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  1. Sei grande abbastanza per decidere della tua vita, per iniziare a fare ciò che davvero vuoi e non ciò che gli altri vogliono tu faccia. Puoi assumerti le responsabilità delle tue azioni ed essere abbastanza credibile agli occhi degli altri.

2. Hai fatto un pezzo di strada sufficiente ad avere una buona sicurezza in te stesso/a, ti sei già dimostrato alcune cose e per quanti siano gli obiettivi che ancora non hai centrato, stai sicuro che ne hai già beccati diversi.

3. Sei, d’altro canto, ancora abbastanza giovane da pensare che tutto può succedere. Puoi ancora trovare l’uomo della tua vita. Puoi ancora andare a vivere all’estero. Puoi ancora fare bunjee jumping, se ci tieni.

4. Le persone che ami, bene o male, ci sono ancora. A volte, tutte. O quasi. E nonostante gli acciacchi, puoi tornare a casa e incontrarle, puoi alzare il telefono e chiacchierarci, puoi godere ancora della loro presenza, anche se in un modo fisiologicamente diverso rispetto a quando avevi 17 anni, ma grazie al cielo.

5. Puoi comprarti delle cose e concederti dei benefit e quando viaggi non sei più obbligato a dormire negli ostelli putridi col cesso al piano. Puoi farlo se vuoi, ma per scelta esistenziale, non perché non hai alternativa perché per 1 settimana di vacanza hai in tutto 350 euro. Puoi preferire i treni alta velocità, dopo anni in regionali o in autobus Marino. Puoi scegliere di farti tagliare i capelli da un adepto di Coppola, invece che dal rampante parrucchiere tarantino (che, a me, 3 anni fa, mi ha fatto i capelli arancioni invece che biondi).

6. Puoi ancora sopravvivere a una sbronza, anche se con più difficoltà. E puoi fare l’alba con gli amici perché hai ancora degli amici piacevolmente fancazzisti, che non hanno prole al seguito.

7. Puoi ancora usare i tacchi alti senza restare irreparabilmente paralizzata, e le minigonne, se lo ritieni opportuno. Un po’ come gli uomini che possono andare in giro con le magliette comprate ai concerti e non sembrare ancora “quello ci è rimasto sotto“.

8. Puoi ancora pensare che il tuo corpo sia giovane e fare delle cosa da giovane, come andare a un festival musicale in mezzo ai 20enni, o giocare a calcetto, facendo più fatica di loro, ma ce la puoi fare.

9. Sei ancora chiavabile. Anche se sei invecchiato o invecchiata. Anche se prima non avevi quelle rughe, anche se avevi il doppio dei capelli, anche se non avevi traccia di cellulite, mentre adesso c’hai un cratere di ritenzione idrica sulla chiappa destra che fa spavento, che altro che buccia d’arancia, si potrebbe dire che hai un agrumeto addosso (seguirà una digressione sull’invecchiamento al femminile e quello al maschile).

10. Sei all’inizio della tua vera vita. Quella in cui sei libero di decidere chi essere e come esserlo. Sei al limite del seminato nel quale fino ad ora hai mosso i tuoi primi passi da semi-adulto, facendo tutto ciò che era prevedibile tu facessi: studiare, impegnarti, prendere bei voti, laurearti, trasferirti al nord o all’estero, lavorare, sopravvivere ad anni di contratti precari (perché chi ha 30 anni oggi si è fatto tutta la trafila dei possibili co.co.pro e co.co.minchia), iniziare a mantenerti, cambiare abitudini, evolverti. Adesso tocca a te. Non solo al tuo impegno, ma anche alla tua immaginazione, al tuo coraggio, alla tua onestà con te stesso. E questa adrenalina, di chi è al centro della propria vita, di chi decide cosa essere, scansando un po’ di pressioni sociali e di aspettative etero-indotte, se riesci a coglierla, è splendida.

E allora dall’alto dei miei 30 anni appena compiuti (per i quali però ho iniziato a fare training autogeno almeno 5 mesi prima) mi sento di dare questo suggerimento ai miei compagni di generazione: godiamocela questa età. Godiamocelo il mentre, questo momento rubato, in cui tutto è ancora abbastanza accettabile e noi abbiamo la forza di sostenerlo. Godiamoci persino l’incertezza, la sospensione, la possibilità. Godiamoci il primo peso di questa maturità.  Godiamocela e usiamola per capire, se mai, a cosa teniamo davvero. Come per fare un favore a noi stessi e costruirci una vita come ci va. O che assomigli, in qualcosa, alla vita che ci va. Senza ansia. E so che è impossibile dire “senza ansia”, a noi, che siamo una generazione sommariamente afflitta dall’ansia, e non perché siamo stronzi ma perché ci hanno tolto tutti i cuscinetti sociali, culturali e morali che a loro, a chi c’era prima, permettevano di gestirla meglio, questa tensione di crescere e questa prestazione di vivere.

Ma non dovremmo permettere, all’egosbattimento fisiologico, di toglierci il bello che c’è. Qui ed ora.

In questo momento prezioso e raro, scomodo e stretto. Schiacciato malamente tra il peso – o il mito – del passato e le incognite – o le sorprese – del futuro.

Le. Belle. Sorprese. Del. Futuro.

Volevo lasciarvi con questa meravigliosa effige di me medesima che ballo "Cicale Cicale"
Volevo lasciarvi con questa meravigliosa effige di me medesima che ballo e interpreto (con un certo trasporto) “Cicale Cicale” di Heather Parisi, alla festa per il mio trentesimo compleanno, gentilmente ospitata dal mio amico imprenditore che ama definirsi tale, nel suo attico.

134 pensieri su “I 30 anni e l’egosbattimento

  1. Ho compiuto 30 anni pochi giorni dopo di te e ho deciso di realizzare uno dei miei più grandi desideri: festeggiare un compleanno al caldo. Così sono volata alle Canarie per qualche giorno e il passaggio agli -enta è stato molto meno traumatico di quanto mi aspettassi. E al ritorno, travolta da affetto e regali, mi sono resa conto che è esattamente come dici tu: forse non abbiamo centrato qualche obiettivo, ma di certo abbiamo messo a segno qualche successo e in fondo possiamo ancora fare moltissime cose da ventenni, apprezzandole magari ancora di più. Io non so ancora cosa farò nel prossimo decennio, ma stranamente, sebbene l’ansia tipica della nostra generazione mi divori ancora, non ho più quella smania di sapere, programmare e immaginare il mio futuro, come accadeva fino a pochissimi anni fa. Buon inizio, cara Vagy!

    1. oh cara quanto ti capisco. anche io mi sono riscoperta, incredibilmente, a rivalutare l’incertezza e la libertà del non sapere. specie dopo essere stata a lungo (e in parte lo sono ancora) una pianificatrice folle (controindicazioni di milano).
      l’unico appunto che mi sembra giusto farti è che la prossima volta me lo dicevi e andavamo insieme alle canarie 😀
      auguri anche a te!

  2. se posso dare una buona notizia ai neotrentenni (maschi e femmine) vorrei dirvi che a parte forse sbronze, calcetto (e festival musicali) e tacchi alti (per quanto, ogni tanto), tutte le altre cose sono verissime anche a 40 e 50 anni (sì, anche e soprattutto la 9 e sì, anche le minigonne, se non vi lasciate/non ci lasciamo troppo andare o semplicemente se ne avete/abbiamo voglia) e in qualche caso magari persino oltre. certo, anche l’egosbattimento magari c’è. ma diciamo che avete/abbiamo ancora tempo per le belle sorprese del futuro 😀

    1. A 45, sto rivoluzionando per la seconda volta la mia vita, e molto più pesantemente della prima. Sul calcetto non posso esprimermi per manifesta incompetenza, ma una sbronza ogni tanto e un bel tacco 12 ogniqualvolta ne ho voglia ci stanno tutti.
      La minigonna invece, nonostante il fisico ancora lo permetterebbe, non me la sento più adatta. Le belle sorprese del futuro, bè quelle ancora le aspetto anche io.

      1. Io qualche tempo fa avevo smesso di portare gonne corte, anch’io le sentivo fuori posto, poi ho ricominciato (mica ascellari, eh!). Magari poi smetterò di nuovo, tra qualche tempo. L’importante è fare q

    2. ahahaha ma considera che io già ho vissuto un periodo di negazione della minigonna assai protratto.
      sono tornata a considerarla, paradossalmente, solo per insistenza di Frecciagrossa, il mio miglior amico gaio 🙂
      diciamo che qualche bella sorpresa nel futuro può esserci a qualunque età. o comunque conviene in ogni caso convincersi di ciò 😀 :*

  3. Auguri e complimenti vivissimi per la tua raggiunta consapevolezza 😊
    E vedrai che più andrai avanti più sarà fantastico…nonostante tutto e tutti 🎂
    Da una scalpitante trentaquattrenne.

  4. Nel bel mezzo della crisi del quarto di secolo, mi ritrovai sul tuo post (e guarda che casualita’, seguo fedelmente da qualche tempo) che la domanda era scontata:
    una lettera a te stessa qualche anno fa?

    ps: a grande richiesta!

    Barbs ringrazia

    1. ahahah tu considera che questo blog è nato pochi giorni dopo il mio 26esimo compleanno.
      ed ero in una condizione tremebonda. non che ora sia chissà che favola, ma comunque c’è stato un miglioramento 😀
      quindi hai tutta la mia solidarietà e ti rimando ai post del 2011. dei quali – qualitativamente e umanamente parlando – mi vergogno e mi scuso.
      un abbraccio e daje!

  5. Bellissima riflessione! Vedrai, vedrai come al raggiungimento dei 40 tornerà l’egosbattimento e ti porrai altre domande, anche se simili (di molto) a queste! Tanti auguri, Vaggì! (nella seconda foto, ricordi molto Irene Grandi – e te lo si dice come complimento, eh!)

    Rendl

    1. Io ne ho 48 e i festival musicali me li faccio! Perchè non dovrei, se amo la musica? Non c’è un limite di età per andare ai concerti..
      Mi metto anche la minigonna e gli shorts perchè ho sempre fatto sport e lo sport ti “salva il culo” davvero. Vado in giro con mio figlio 20 enne e gli chiedono se sono la sua fidanzata.
      E faccio presente che la donna ultra40enne va molto, nel senso di chiavabilità (piacciono più le mature che le giovincelle, pare, a detta dei maschietti).
      Vagina, se inizi già con le paranoie solo perchè ormai” hai 30 anni, sei finita! (perchè le tue sono paranoie belle e buone, non è un post sulla bellezza dei 30 anni, ma un port che cerca di placare l’enorme ansia “oddio sono negli enta!)”
      Poi cosa farai a 40 o 50?
      Altro che “sentirsi vecchi” a 30!!!! 😀

      1. Sì, per buona parte del post è come dici tu. Fino al punto 10 che, secondo me, è il nocciolo della questione ed è la bellezza vera che c’è in questo momento della vita.
        Detto ciò, sono contenta per te che a 48 anni c’hai il fisico di una 20enne.
        Fai conto che io a 20 avevo già il fisico di una 50enne.
        Le mamme che vengono scambiate per fidanzate mi spaventano sempre un po’, ma dev’essere un mio problema! 😀
        Comunque: messaggio ricevuto! Andrò di più in palestra 😀

  6. Felice ingresso nei trenta e benvenuta nel club! Io l’inizio di questo decennio l’ho vissuto con ansia, terremoti e bisogno di cambiare molte cose. Diciamo che il tuo decalogo l’ho tracannato in un annetto. E nonostante gli egosbattimenti, è molto più bello dei venti 🙂

    1. anche io ho sentito e sento il bisogno di cambiare alcune cose e di metterne in ordine altre. ma mi sento sempre talmente in disordine che questa roba del mettere in ordine credo mi accompagnerà forevvah.
      detto ciò, non ho dubbi che sia una figata 🙂
      grazie!

  7. Auguri Vagy!

    Io di anni ne compio 25 l’anno prossimo e mi sento già una vecchia finita a volte (questo perché sono una persona che dire ansiosa è dire poco, senza contare le millemila seghe mentali sulla paura di star perdendo tempo senza rendermi conto che così facendo lo perdo davvero), però con questo post mi hai un po’ risollevato il morale, haha 🙂

    1. Grazie cara!
      Ti prego, per te stessa, impara a lavorarci subito sull’ansia, perché tenderà ad aumentare – così come il livello di stress a cui è probabile tu sia esposta. Inoltre le pugnette mentali portano via un sacco di tempo, io lo so bene, e quel tempo è sicuramente meglio investirlo in altro (anche cose basiche, tipo la palestra :))
      Quindi, insomma, mi raccomando, ciao!

  8. Ti seguo da molto ma non ho mai lasciato un commento.Oggi mi sembra piu` che dovuto: Tantissimi auguri di buon compleanno ad una persona che con il suo umorismo mi ha fatto sorridere almeno per qualche minuto anche nei giorni piu` neri. P.s. sto iniziando il training pretrenta anch’ io.😘

  9. Con le ultra quarantenni … è bello amarsi,
    e tenero, e appagante assai, è quel gioco,
    poi che “alla pari” ci arde il giusto fòco ! 🙂

    1. ussignur. è una domanda marzulliana che richiederebbe un post 🙂
      le direi che avrebbe dovuto avere meno certezze, essere più tranquilla, crescere con più calma, amare di più le persone giuste e meno le persone sbagliate. e le direi che le voglio bene, comunque, perché senza di lei non ci sarebbero state nemmeno le cose belle che ci sono oggi (a parte le montagne demmerda eh :))

  10. Eh …sono uomo (oltre che zio tuo, insieme agli altri due babbioni), quindi ho vissuto diversamente i passaggi. Ma ho avuto donne con cui ho festeggiato i loro 30, 40 e 50, e ti dico che ogni età è bella, finché rimarrai bella tu (e non parlo solo di aspetto fisico)

  11. Intanto auguri-auguri-auguri-auguri di cuore da zia Simo che ti lovva proprio tanto.
    Poi stavo pensando che son contenta perché leggo diversi commenti di miei coetanei che mi hanno anticipata.
    Perché c’è più vita da vivere, da una barra due generazioni a questa parte.
    io a 30 anni ero occupata a figliare e quasi tutti i pipponi mentali che ti sei posta me li sono snocciolati dopo i 20, quando un manipolo di amiche si sposò in blocco con tanto di abito bianco perla, bomboniere d’argento e pranzo placé per 200 persone con mega festa e complessino che cantava da Self Control di Raf a My Way a Il Ballo del Qua Qua.
    Vedrai che la tua vita sarà un gran bel Monopoly dal quale ripasserai più e più volte da un VIA che non sarà quello del tuo primo Vagyto (piaciuta? oggi mi escono cazzate come niente,) ma sarà il grido di battaglia di una nuova Te.
    Te lo garantisco, te lo assicuro.
    E sappi che continuerai ad andare ai concerti e cantare a squarciagola, comprerai le magliette e magari le indosserai sotto a un blazer come faccio io ora, se mai i blazer andassero ancora di moda.
    E il sesso potrebbe diventare anche meglio, per poi scendere quasi a zero per poi risalire qualitativamente a livelli inimmaginabili.
    E verrà il giorno in cui guardando le cifre che decreteranno la tua età eslamerai “Ah sì? Apperò! Sono davvero ancora un figone!”
    Nonostante la cellulite, le zampe di gallina e anche qualche doloretto.

    Ti stringo forte, bella che sei.

      1. Allora ….il mio secondo si è svolto in due tempi. Cerimonia civile in villa comunale officiata da un mio amico, con cena con parenti stretti e testimoni (14 in tutto), poi dopo 10 giorni festa in terrazza di un hotel in centro a Milano con una cinquantina di amici. Alla festa ho chiamato a suonare due amici con un repertorio vasto, ma che evitano come la peste queste “porcherie”; alla “tradizione” mi sono concesso solo un duetto con il cantante, in cui abbiamo interpretato “Chiama piano” nella versione Bertoli (io) e Concato (lui)

      1. Concordo sul dopo analisi (mi sa che andrò domattina a donare il sangue, per scrupolo) ….per i, fumo puoi smettere a casa mia, le sigarette sono vietate, concessi solo i cubani

  12. Ben approdata negli “enta”, Geena. Ha i chiuso il capitolo “enti”, ma hai di fronte uno sfolgorante decennio dove costruirai i tuoi futuri “anta”. Eh si, perchè dopo saranno solo e soltanto “anta” per il fisico, ma non per lo spirito.
    Stavo riflettendo sul fatto che i nostri genitori erano più giovani dei nostri nonni alla stessa età e noi siamo più giovani di loro a parità di condizioni. Forse siamo meno legati agli stereotipi e alle convenzioni di quanto non lo fossero loro e quindi sembriamo più dinamici, ma anche la società lo è diventata nel corso dei decenni.
    basta dare un occhio alle foto dei nostri nonni e di noi bambini con i nostri genitori.
    Una cosa mi fa capire che non ho più trenta anni ma cinquantadue: Odio stare scomodo! Poi, se la necessità te lo impone ti adatti, ma ora voglio godermela con tutti i confort. Tanto, a correre devo pensarci tutto il resto della settimana. 😉
    A volte penso che se la passeranno piuttosto male le generazioni future, ma pure io se non metto il turbo adesso avrò una vecchiaia poco dignitosa da pensionato povero. Sai com’è, la giudice Fornero, mi ha condannato ad altri 17 anni di lavoro forzato (che il lavoro ci sia oppure no, non ha importanza per lei) prima di poter dire “sono in pensione” (sempre che qualche altro fenomeno non allunghi il periodo). Se fossi stato meno ingenuo non avrei perso anni preziosi a studiare per una laurea senza avere le necessarie e preziose raccomandazioni politiche che mi avrebbero aperto una sfavillante carriera. Perchè se no per i governanti di oggi sei un bamboccione, sei “choosy”, sei un imbecille che cercava di prendere il massimo quando con 66 una laurea te prendevi uguale….
    ma da giovane nessuno ti diceva che sarebbe andata così….
    Forse è meglio pensare alla modernissima frase di Lorenzo il Magnifico:

    “Quanta bella giovinezza che si fugge tuttavia!
    Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza.”

    Auguri sinceri per i tuoi trenta… e lode 🙂

    Alessandro

    1. caro alessandro,
      le amenità che i ministri hanno sbrodolato nell’ultimo quinquennio non si contano.
      la mia preferita, comunque, resta quella di michel martone…uno che notoriamente s’è fatto da solo no?
      grazie per gli auguri e per la lode, dammi pure il bacio accademico e siamo apposto! 🙂
      v.

  13. In primis auguri! Poi parliamo dei trent’anni. Cosa sono? Il trampolino di lancio per andare in orbita. Sei giovane, hai voglia di vivere, ti senti bene con te stessa.
    Diciamo sei matura al punto giusto ma il bello deve ancora venire.
    Molto ispirata nelle due foto.

  14. Io non vorrei spezzare l’allegria e l’entusiasmo per i 30 anni, per i quali ovviamente ti faccio i miei migliori auguri. È così che dovrebbe essere la nostra età, ci si dovrebbe poter sentire padroni della propria vita, ma per molti non è così. Io non ho ancora 30 anni, ne ho appena compiuti 29, ma poco cambia. Non faccio parte della categoria dei “chefigoho30annioraarrivailbello” ma di quella “hoquasi30anniemisentounabarchettainmezzoalmare”. Finora la mia vita è stata una corsa a ostacoli, ho preso una pausa tra le due lauree perché avrei dovuto sposarmi, cosa che poi per mia volontà non è successo, ho dovuto lavorare per pagare un’università molto costosa e mantenermi nella grande metropoli e così ho terminato gli studi solo a marzo scorso. Nonostante gli ostacoli sono arrivata al traguardo, ero decisa, entusiasta e piena di speranze per il futuro. Da allora ho continuato a cercare lavoro nella speranza di trovare qualcosa di più qualificato ora che ho una laurea magistrale. Purtroppo ho trovato un paio di lavori che mi davano meno di 500 euro al mese con la promessa – poi non mantenuta – che le cose sarebbero cambiate, e adesso sono disoccupata da due mesi. I miei genitori non possono darmi più di 300 euro al mese e sono mesi che non riesco a pagare l’affitto. Non posso permettermi nemmeno di andare a mangiare una pizza fuori, figuriamoci di viaggiare o di comprare qualcosa per me; il fatto che io non possa uscire ha allontanato molta gente e mi toglie la possibilità di avere una vita sentimentale. I lavori che farebbero per me sono disponibili solo per chi ha esperienza, per fare esperienza si offrono degli stage non pagati o pagati pochissimo, cosa che non posso permettermi perché i miei genitori non possono più mantenermi. Ho provato a cercare lavoro come commessa, barista, cameriera e chi più ne ha più ne metta, ma nessuno mi assume, sia perché non ho esperienza in quell’ambito, sia perché sono laureata. E se non riuscirò a trovare lavoro entro gennaio, allora sarò costretta a lasciare Roma e tornare al paesello, delusa, scoraggiata e con la paura di non riuscire a combinare niente nella vita. Ho certamente pensato di andare all’estero, senza soldi da parte però non si può fare. Tu hai sempre argomenti intelligenti, non è la prima volta che leggo ciò che scrivi, cosa ti sentiresti di dire all’altra categoria di 30enni, a noi che non possiamo o non riusciamo a trovare la strada?
    Io sono nata mentre Heather Parisi cantava “Cicale Cicale” e sono sempre stata allegra e spensierata nonostante le difficoltà. Adesso però quella felicità non la ricordo neanche più.

    1. Lizzie, il tuo commento è la triste fotografia dell’italia per i giovani. Se posso permettermi di darti un consiglio, all’estero cercano sempre ragazze alla pari. Le famiglie ospitanti offrono vitto, alloggio e uno stipendio che non fa nemmeno schifo. So che hai studiato e vuoi qualcosa all’altezza delle tue qualifiche, ma è sempre un inizio, impari la lingua e nel frattempo puoi cercare un lavoro adatto a te. Puoi iscriverti ai vari gruppi facebook “italiani a..” “italians in..”, oppure cercare direttamente siti specifici. Non mollare!

      1. Grazie per l’incoraggiamento Irene, purtroppo la maggior parte dei giovani sta messa così. Ti ringrazio dei consigli, ci penserò a fare la ragazza alla pari, almeno all’inizio, ma per la lingua non ho problemi, parlo 4 lingue oltre all’italiano :).

      2. Complimenti per le competenze linguistiche, davvero 🙂 mi spiace doverti consigliare di accontentarti anche solo per poco, ma almeno così potresti avere la possibilità di organizzarti con un tetto sulla testa e trovare qualcosa nel tuo campo. In bocca al lupo per tutto, spero che tu riesca a trovare la tua strada.

    2. Ciao Lizzie, mi permetto di intervenire perché mi dispiace moltissimo leggere questo tipo di testimonianze, che non sono purtroppo per niente rare nel panorama italiano odierno. Però mi sento di dirti sinceramente e senza ipocrisia di non mollare e di considerare seriamente la carta dell’estero: se ora stai pagando un affitto a Roma, con difficoltà, ci sono tante città europee molto meno care di Roma dove la conoscenza delle lingue apre veramente moltissime porte. Per me la città destinazione è stata Barcellona: l’ho scelta per altri motivi, ma è stata la conoscenza delle lingue straniere – anche io sono a 4 – che mi ha permesso di lavorare e potermi mantenere da sola (con un contratto vero e un lavoro molto interessante in una clinica di riproduzione assistita). Le soluzioni ci sono, e di questo sono convintissima: non tornare al paesello, se puoi, considera altre opzioni che ti permetteranno di non disperdere le tue competenze 🙂

      1. Grazie anche a te Giulia 🙂
        Andare all’estero è diventata l’unica possibilità di avere una vita “normale”, tornare al paesello mi permetterà di mettere da parte qualche soldo per potermi pagare il viaggio, al momento non ho risparmi. Proverò a cercare un internship per iniziare (perché all’estero sono pagate), se non dovessi trovarne partirò all’avventura, sperando sia vera questa cosa che la fortuna aiuta gli audaci! 😁

    3. Cara Lizzie,
      arrivo in ritardo e grazie al cielo già Irene e Giulia ti hanno risposto, dandoti spunti, idee e anche link utili 🙂

      Io mi sentirei di dirti che quando si ha poco da perdere si è ancora più liberi. Non hai il lavoro della tua vita nel luogo in cui sei (e che forse non ti sta offrendo abbastanza per tenerti con sé). Puoi fare quello che vuoi, potenzialmente. Certo, nei limiti del buon senso. E certo, recuperare il cash è sempre uno sbattimento. Ma puoi. Ingegnati. Osa. Tenta. Documentati. In ogni caso, non commiserarti. E te lo dico perché mi sono commiserata non sai quanto. Commiseravo me e la mia generazione, laddove io per alcune cose sono stata senza dubbio privilegiata (per esempio non ho avuto bisogno di lavorare mentre studiavo, cioè l’ho fatto ma per viaggiare un po’).

      Ma compatirci non serve a nulla. Non arriverà nessuno con la soluzione. Ci hanno raccontato una balla, ai tempi. La realtà è che tu, in questa totale assenza di certezze, puoi capire cosa davvero ti piace, come ottenerlo (o provarci) e come vivere senza particolari rimpianti. No, non è facile. Un sacco di merda va ingoiata, e un sacco se ne ingoierà in futuro. Ma puoi farlo. #bastachetiorganizzi

      usa la fantasia. e prova a non essere arrabbiata per la truffa che la nostra generazione ha subito.
      non scoraggiarti. sei troppo giovane per scoraggiarti. la vita è lunga e tocca prenderla per le palle.
      anche a costo di spaccarsi il culo, per usare una metafora elegante (e restare anatomicamente attigui)
      buon viaggio e, soprattutto, un abbraccio.
      (e sì, ovviamente vattene all’estero, barcellona mi sembra un’ottima idea)

      1. Grazie Vagy per l’incoraggiamento 🙂
        Per me non è facile anche perché purtroppo i miei non mi incoraggiano granché. Per darti un’idea, oggi mi hanno chiamata dicendomi che è uscito un concorso all’aeronautica (per il quale ho passato il limite di età da un pezzo), il che non mi interessa minimamente, ho studiato per diventare una traduttrice o una scrittrice, insomma da piccola mi vedevo come un’alternativa Carrie Bradshaw. Le mie lingue principali sono inglese e tedesco, quindi Barcellona non sarebbe l’ideale. Ho deciso di partire per gli Stati Uniti, cosa che avevo già comunicato prima di questa amorevole segnalazione, ma quando parlo con loro viene fuori tutto ciò che potrebbe andare storto e nessun “Sono contenta, sei giovane, provaci!”, come ad esempio il fatto che i miei due gatti li terranno per tre mesi, ma non di più. Sono consapevole del fatto che sia difficile, soprattutto in America, ma ho deciso di provarci in ogni caso. Almeno vado via da qui, perché con la situazione attuale sto perdendo gli anni migliori in lacrime e sbattimenti vari.
        Avevo iniziato anche io un blog, ma poi per una serie di cose non ho più scritto. Fammi sapere cosa ne pensi, se ti va, un consiglio da parte di chi scrive già da un po’ è sempre utile per migliorare. Grazie ancora 🙂

      2. allora ti regalo questa perla qui che invece mi ha detto mia madre una volta: “Crescere significa anche imparare a fare qualcosa che i tuoi genitori non approvano”. Perché, secondo te, approvavano o mi incoraggiavano a licenziarmi mentre venivo assunta a tempo indeterminato? Non mi osteggiavano e non mi minacciavano, ma senza dubbio avrebbero fatto una scelta diversa. Avanti su! In bocca al lupo!

  15. Abbiamo la stessa età, tutto vero, tutto giusto, quello che dici.
    Più semplice attuarlo se si dispone di un’autonomia economica, un po’ meno se non la si ha pur cercandola in tutti i modi e dandosi da fare un sacco.
    E allora diventa difficile viaggiare anche solo nell’ostello putrido perchè i 350 euro destinati alla settimana di vacanza ti servono per campare.
    Ci dicono che siamo pronti a cambiare il mondo, noi ci raccontiamo che i 30 sono i nuovi 20 e cerchiamo di crederci.
    Magari sei costretto a vivere ancora con i tuoi come a 20 anni, ma hai inevitabilmente delle esigenze di indipendenza diverse. Passi le notti a pensare a un modo per uscirne con i pochi soldi che hai, perchè di giorno a 30 anni sei ancora un eterno stagista retribuito 500 euro al mese (con prospettive s’intende). Ma di cosa ti lamenti? Ti dicono. Potresti fare il cameriere in pizzeria nel we o nella vita, hai addirittura la pretesa di voler fare il lavoro per cui hai studiato? Te lo meriti allora! Sei choosy!
    Una vita anche solo dignitosamente autonoma sembra un miraggio. Ti chiedi perchè lo fai. Anche con un uomo accanto, anche senza.
    Poi ci sono i lati positivi, gli amici, le sbronze che il giorno dopo rimpiangi di essere nata.
    Hai ragione dovremmo goderci di più tutto, comprese l’incertezza o l’instabilità, perchè sbatterti per essere felice fa sentire incredibilmente forte e poi come dice Vasco Brondi in quella canzone: “Forse si tratta di affrontare quello che verrà
    come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà.[…] Forse si tratta di fabbricare quello che verrà con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.”
    Dovremmo. Solo che a volte pesa un po’.

    1. Una persona di cui avevo enorme stima una volta mi disse “tu confondi ciò che fai con ciò che sei”.
      Non siamo il lavoro che facciamo, e questo forse lo diceva anche Tyler Durden.
      Non sono i 500, i 1.000 o i 1.200 euro che fanno la differenza. Cioè sì, naturalmente la fanno. Ma non è che se ne guadagni 1.200 ti sembra che abbia senso o che sia coerente con la vita che ti avevano raccontato. O che tu possa camparti dignitosamente da solo in città come Roma o Milano. O che tu possa andare alla Seychelles a capodanno.

      Ma secondo me c’è dell’altro. Non è solo una crisi occupazionale.
      Io credo sia molto più profonda, esistenziale ma transitoria (si spera).

      Dovremmo goderci di più tutto sì.
      Per noi stessi. Perché quando la leggerezza la perdiamo (e siamo troppo giovani per perderla), si appesantisce la mente e si occludono gli orizzonti (che – non potrei certo darti torto – sono terribili – tipo io non so se sopravvivrò, partita iva, sono terrorizzata dalle tasse che dovrò pagare, dallo strozzinaggio che subirò…potevo non provarci nemmeno, invece ci provo, magari mi pento, ma almeno ci ho provato. cosa succederà poi? si vedrà. in qualche modo comunque si farà).

      un grande e grosso in bocca al lupo
      v.

  16. A primo acchitto, leggendo il post e varie riferimento, mi sono un pò irritato… non so perché, questa freschezza rampante, sforzata.
    Poi considerando il finale, godersela ballando cicale cicale, cambia tutto.
    Spero ti sia sollazzata al meglio durante la festa, per i tuoi trenta in generale e per il futuro

  17. 30 anni passati da un po’ ma non troppo. Mi è rivenuto in mente ciò che scrissi su faccia libro la sera prima:

    “la mia ultima serata da ventenne….e invece di fare il corrompibile giudice di un concorso “miss maglietta bagnata” di dubbio gusto in un night di periferia e bere come se non ci fosse domani, passo la serata sotto la copertina di pile a rileggere il manuale di paul goodison per la 14sima volta e bevo come se non ci fosse domani.
    MORALE: il bere è l’unica certezza!”

  18. Pensare che ho appena aperto un blog che non è per niente come il tuo, ma l’ispirazione me l’hai data tu. E, in qualche modo, so che apprezzerai. (Trent’anni da sei mesi, ero presa peggio per i ventinove)
    Non ti azzardare mai per nessuna ragione al mondo, in nessun momento della tua vita a pensare di smettere di scrivere

  19. Auguri cara, io li ho compiuti sabato scorso :). Sei sagittaria pure tu, quindi? Molto bene. È il segno dei sognatori incalliti, di chi cade e si rialza sempre, di chi non smette mai di credere in quello che desidera e di desiderare quello in cui crede. Ti consideri ancora uccellabile a 30, 🙂 lo sarai ancor di più a 40 e a 50 e oltre. Le sagittarie invecchiano bene. Anzi, maturano bene. Come un ottimo brandy. E 100 di questi giorni.. :***

  20. Marooooo….. mi sono perso il tuo compleanno……
    Tutto vero, tutto bello. Ma se dai 20 ai 30 ti saranno quasi volati, i quaranta arriveranno veloci e i cinquanta……… lasciamo stare….. Per questo motivo goditi il meglio di quello che ti arriverà, il tempo è sempre il bene più prezioso che nessuno ti potrà ripagare.
    Un grosso bacione…..

  21. auguri e tranquilla che i post del tuo blog potrebbe averli scritti un quindicenne, quindi zia tranquilla che i 30 sono i nuovi 20 e anche qualcosa di meno

  22. Cara Heatherparisi è davvero un piacere vedere gente che si diverte ancora dibbrutto ai trenta con la torta degli Stones.
    Per me l’età del balordone stravolto sono stati i 40 dove ho iniziato a fare la qualunque, compresi due figli.
    Ma suppongo che ognuno abbia la sua.
    Mettila così, sei in forma come wonderwoman, questa è tantissima roba.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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