Caro 2015

Caro 2015,

ti scrivo perché in questo periodo in cui tutti stilano elenchi di buoni propositi personali di cui non gliene frega una beata a nessuno, io volevo banalmente salutarti. So che sembra una minchiata, e in effetti lo è, però – ne converrai – esiste una specie di misticismo laico nella chiusura di un anno, un ciclo di vita, un pezzo di storia, e l’inizio del successivo.

Per questo ti scrivo. E anche perché voglio ringraziarti.

Voglio ringraziarti per le persone interessanti che la mia vita la abitano, la popolano, la bazzicano, l’attraversano e lasciano un segno.

Voglio ringraziarti per gli affetti di sempre che continuano a esserci, quando torno nei luoghi del mio passato, per Pasqua, per Natale o per un arrosto di bombette e salsiccia ad agosto.

Voglio ringraziarti per l’audacia che mi hai dato di tagliarmi tantissimo i capelli in primavera. E di lasciarli ricci. E di trovare un’altra me, assai più simile a come sono io, oggi.

Voglio ringraziarti per avermi insegnato che Milano è bella, da scoprire, da visitare, da mostrare (tanto che quando i miei genitori sono venuti a trovarmi, abbiamo deputato una giornata intera al turismo metropolitano, per la prima vera volta da quando vivo qui).

Schermata 2015-12-18 alle 18.20.36

Voglio ringraziarti per il cane del mio amico imprenditore-che-ama-definirsi-tale, un delizioso Cavalier King con lo strabismo di Venere, che mi è stato molto di supporto (il cane) in momenti in cui solo la pet theraphy poteva salvami da attacchi di misantropia radicale.

Voglio ringraziarti anche per i weekend a Lecce, a Palermo, a Courmayeur, a Copenaghen, a Londra e i numerosi in Abruzzo, e la settimana a Ibiza. E anche per le Spa in cui mi hai fatta alloggiare (sti cazzo di addii al nubilato).

Voglio ringraziarti per il matrimonio della mia prima amica-sorella, che le amiche-sorelle sono quelle che ci si conosce da quando si aveva ancora il monociglio (entrambe), si usavano le camicie di flanella (lei), o si avevano gli occhiali da vista con la montatura dorata e le lenti rotonde (io). Le amiche-sorelle sono quelle che si ricordano la faccia e il soprannome del tipo che ti piaceva al primo anno di liceo (uno del quinto, alto, biondocongliocchiazzurri, che faceva il modello sulle locandine dell’Ipercoop di Taranto), o che ricordano il cognome del tuo primo fidanzato. Quelle che ti hanno prestato milioni di fazzoletti di carta e quelle a cui hai tenuto milioni di volte la porta del cesso. Quelle che non si contano più i capodanni, ferragosti, compleanni, lauree, festini, fronti tenute su mentre “eh ha mischiato troppo” (io) oppure “eh, troppi cicchetti, ora dorme” (lei). Le amiche-sorelle sono quelle con cui si diventa amiche quando non si è ancora capaci di essere amiche tra donne, perché donne non si è ancora, perché si è preda di quel magma psico-ormonale che è l’adolescenza. Ma si resta amiche, punti di riferimento indubbi, famiglia. Ecco, si è sposata la mia prima amica-sorella. Ed è stato forte.

Voglio ringraziarti per le ore trascorse in chiacchiere con mia madre e mio padre, ai quali mi ritrovo a spiegare cosa sia Tinder, come funziona questo mondo d’oggi, in cui la loro deliziosa figlia unica è così unica da essere single. In cui ascolto mia madre che fa un corso di educazione alimentare e mio padre che vorrebbe farne uno di inglese e li amo, e sono orgogliosa di loro, come loro dovevano esserlo di me quando andavo a scuola, che si sa che a un certo punto i ruoli iniziano a invertirsi, tra genitori e figli, no? Tutte quelle ore che servono a recuperare le distanze di questa vita a distanza, fatta di “no, niente di particolare, sì, sì, tutto bene, niente, sì, sono stanca, no, non ho ancora cenato, lì che si dice? Com’è il tempo? Come state?” per un totale di 3 faticosi minuti di conversazione.

Schermata 2015-12-18 alle 18.55.45

Voglio ringraziarti per le decisioni che sono riuscita a prendere e per il coraggio (o follia) con il quale ho deciso di provare a fare ciò che amo, da free lance, senza sapere se sopravvivrò o diventerò una clochard.

Voglio ringraziarti per tutti i momenti di merda che però sono stati cruciali, al fine di accettare la terribile idea di essere adulta, di non essere più la ragazzina di papà, quella che qualcuno prima o poi salverà, quella che può demandare agli altri la propria maturità. E le proprie responsabilità.

Voglio ringraziarti per le 4 sedute di psicanalisi. Un mese, è durata. Poi stava diventando una relazione troppo solida e ho ritenuto opportuno interromperla. Che poi è una cosa bizzarra, la psicanalisi.  Ti siedi di fronte a un estraneo, in una stanza spoglia e piuttosto triste, e gli parli dei cazzi tuoi, quello non ride nemmeno alle tue battute (perché tutto sommato io andavo a fornirgli una prestazione di cabaret) e non sei nemmeno del tutto sicura che ti stia ascoltando, o che non pensi “Diobbuono l’ennesima trentenne interrotta che mi centrifuga le palle con i suoi problemi da primo mondo e con il suo banalissimo disordine interiore“. Comunque magari ricomincio.

Voglio ringraziarti perché nonostante le liti, le discussioni, le lacrime, il nervosismo, lo stress, l’incertezza, l’ansia, le minacce, gli avvocati, gli insulti, gli sputtanamenti, le bugie, le mediocrità, e l’insonnia, nonostante i treni e i voli persi, gli allagamenti in casa e i lavori di ristrutturazione per due mesi, e le tasse da pagare, nonostante tutto ciò, sei stato un anno decisivo.

E ti saluto a testa alta, ben lieta che tu ti tolga dai coglioni, ma senza negarti la tua dignità.

Voglio ringraziarti perché non sei stato un anno semplice, ma di sicuro nemmeno il più difficile.

Voglio ringraziarti, infine, caro 2015, perché mi lasci con un unico, prezioso e fondamentale, proposito per il tuo successore 2016. Ossia rendere più semplice quella cosa complessa e criptica che è amare se stessi, accettarsi, assolversi.

Giudicarsi e giudicare con meno ferocia.

Volersi bene.

Aprirsi, insomma, al cosmo e alle sue infinite possibilità, come dice la mia amica GuruVagina.

(cioè: smettere di fumare, andare in palestra, tonificare, mangiare meglio, leggere di più, viaggiare di più, uscire di più, spugnettare di meno, andare a letto prima la sera, essere più presente per le persone che amo e allontanare i pieni-di-merda. Spalmare la crema in faccia tutti i giorni,  che ormai c’ho 30 anni, fare tutti gli esami medici che avrei dovuto fare 1 anno e mezzo fa e che ho rinviato fino ad ora, frequentare persone che ho autenticamente piacere di frequentare e dire no alle altre. Buttare i vestiti vecchi, le scarpe vecchie, gli amori vecchi…oppure regalarli ai poveri. Cercare stimoli, assecondare passioni, soddisfare curiosità. Esplorare. Non avere paura. Accettare gli inviti a bere qualcosa. Conoscere gente nuova. Volare, lontano, quando possibile. Da sola o in compagnia. Fidanzarsi magari, anzi trovare un compagno di viaggio. E poi ciulare, di grazia, quello sì, con più flessibilità e con standard dignitosi in termini di qualità e quantità).

Ciao 2015, e avanti 2016! E, fammi la cortesia, cerca di essere un buon anno.

61 pensieri su “Caro 2015

  1. A mezzanotte e un secondo avrò passato un confine. Immaginario ma anche reale.
    Mi impegnerò a fondo perchè il domani che verrà non sia come lo ieri che è passato. Non arretrerò più, andrò a riprendermi ciò che mi spetta. Nessuna nostalgia, nessun rimpianto, nessun rimorso. Si ricomincia. Pari avanti tutta. Alla via così.

    Buon 2016 Geena, veramente di cuore.

    P.s. Il mio non è solo un proposito, ma è ciò che farò senza perdere me stesso e ciò che amo. Perchè arrivi a un punto che te lo dici solo “adesso basta”!
    E non sono nemmeno arrabbiato, lo sono stato anche troppo nel corso di questo 2015 troppo bisestile per essere stato un anno dispari e anche piuttosto villano nei confronti e della mia famiglia.

    Alessandro 🙂

  2. Stavo per mettermi a stilare il mio regolamentare bilancio del 2015 e nella posta ho letto che la mia Vagy aveva già scritto il suo e così eccomi qui.
    A dirti cosa? Beh, che leggo con piacere che con te il 2015 è stato friendly, e questo mi riempie di gioia.

    Baci tesò.

    Zia

    1. ahahah zia, in verità, ho deliberatamente scelto di raccontare le cose friendly del 2015 e di tacere le altre.
      perché mi è sembrato più bello e più giusto così.
      by the way: ora tocca occuparsi del 2016…rimbocchiamoci le maniche e rendiamolo un buon anno 🙂
      tanti bacini

  3. Ti dispiace se mi approprio dei tuoi buoni propositi? Spuntati dal primo all’ultimo, è tutto un s’ha da fare. Con in testa un ricomincio-da-zero di quelli grossi che è già in corso.
    Buon anno.

  4. Diamine quanti ringraziamenti! il 2015 ne sarà orgoglioso! 😀
    Mi sa che il 2016 sia un tantino invidioso e farà di tutto per far impallidire il suo predecessore.
    Anno, il 2016, sereno, felice e piendo di soddisfazioni – personali e professionali-

  5. Ho salutato anche io, con sommo piacere, questo cazzutissimo 2015. È stato nel bene e nel male un anno intenso, di quelli che si ricordano e non finiscono nel dimenticatoio. Ma sono contenta che sia finito. E sia finito bene. Facendo quello che volevo con chi volevo. Senza certezze definitive ma con qualche consapevolezza in più. Auguri cara Vagy per un altrettanto cazzuto (in senso buono ) 2016. Cazzuto in tutti i sensi, eh. 🙂 (Ci siamo capite). Ti abbraccio

  6. L’articolo è molto bello a prescindere, ma il motivo del mio commento è quel meraviglioso e sacrosanto “sopravvivrò” che si erge fieramente in un mondo tristemente pieno di “sopravviverò”! Grazie e buon anno 🙂

  7. Un Anno Nuovo, o cara mia @Vagina,
    incombe su di noi in divenire ….
    lieta la sera e lieta la mattina
    sogno per te … per te e il tuo sentire !

    No, non nascondo ch’ anche il nuovo anno
    fra volti nuovi e nuove sensazioni,
    ci porterà rimpianti e qualche affanno,
    e buone, e rie, e nuove altre stagioni …

    Questa è la vita, dolce amica mia :
    noi la perdiàm comunque fra le stelle,
    ma è l’ unica che data a noi ci sia
    per un mistèr che sfioraci la pelle !

    E se Tu tremi, e il mondo ti strapazza,
    ti porterò con me sul mio cavallo :
    oltre le nubi, dove il nulla impazza,
    insieme danzerèm un lento ballo !
    😀

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