“Per non stare da sola”

Nell’ultimo periodo ho trascorso molto tempo con molte persone, molto diverse tra loro, alle quali ho dovuto spiegare in qualche maniera il motivo per il quale sono single.

Lo spettro umano con il quale ho affrontato l’argomento è quanto mai ampio e comprende dalla zia 92enne di mia madre, alla mia amica che vive a Londra e che, pur conoscendo benissimo la mia storia e l’impossibilità generale del mio carattere, continua a chiedersi perché io non sia fidanzata. Passando, naturalmente, per mia madre e mio padre e una, perché no, sempreverde riflessione con Frecciagrossa, prima di addormentarsi, all’alba, nel letto condiviso.

Ora, essere single non è una cosa bizzarra. Il mondo è pieno di single. Eppure, c’è sempre bisogno di spiegare com’è possibile che si compia questo banalissimo fenomeno paranormale di non avere un compagno/a.

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Sia chiaro, se il vostro interlocutore è Zia Teresa, la zia 92enne di mia madre, personaggio di rara bellezza, semi-paralizzata sulla sedia e rotelle da non si sa quante ischemie, ex-fumatrice incallita che continua a chiedermi una sigaretta ogni volta che mi vede, e io le dico che non ce l’ho, e lei mi guarda e mi dice che sono una bugiarda (e, come tutti i vecchi, ha ragione), ecco, se ve lo chiede Zia Teresa, lasciate perdere l’analisi antropologica. Limitatevi a dirle “Eh, è difficile”.

Con tutti gli altri, invece, potete provare a evidenziare i seguenti fattori:

  1. Sono tutti fidanzati/sposati. Quelli che non sono fidanzati/sposati, senza nemmeno voler dire che sono casi umani (cosa che naturalmente sono, nella misura in cui posso esserlo anche io, come minimo), evidentemente non vogliono, non sono inclini, non sono portati per la dimensione della coppia (sebbene alcuni dichiarino, a fasi alterne, di voler ottenere lo status di “partner“). Più volgarmente: se quel fico di 38 anni è single, chissà quante vagine sono cadute nel vano ed eroico tentativo di redimerlo, di cambiarlo, di metterlo dentro una casella che non gli appartiene. Certo, per carità, bisogna comunque provare, perché magari lo becchi esattamente nel momento in cui decide che deve mettere su famiglia, e se lo vuoi anche tu, fate bingo (almeno per qualche anno). Ma adesso, per piacere, torniamo alla realtà.

2. Ci sarebbero i separati/divorziati, che però spesso non hanno alcuna voglia di infilarsi in una nuova relazione stabile. Del resto, perché dovrebbero farlo proprio quando possono tornare a tuffarsi nel mare magnum delle relazioni post-moderne, senza aspettative e senza pretese? (questo non vale per tutti, naturalmente, ma per molti)

3. Vivo in una metropoli dove i canoni della socialità, anche quando non-sentimentale, sono alterati. Figurati quando si tratta di quel rebus complicatissimo fatto di interessi, progetti, aspettative, costumi, culture diverse e di mezzo c’è anche il sesso.

4. La metropoli in questione, inoltre, è Milano: città della moda (e delle modelle), dello stile, della raffinatezza, del pilates, delle bacche di goji e dei pubi depilati col laser. E io non sono Natalie Portman.

5. Posso pure essere aperta, non giudicare alla prima impressione, dare udienza a cristi e madonne. Ma in ultima analisi, mi deve piacere. Ci devo stare bene. Non mi devo annoiare, né sentire a disagio (il ché presuppone, anche, che debba piacergli io, ma davvero).

E fin qui mi sembra tutto legittimo e inoppugnabile, perché per quale altro motivo dovrei condividere una parte così grande del mio tempo con qualcuno, se non perché con quel qualcuno sto meglio di come io stia quando sono da sola?

Un mio amico, mentre ne discorrevamo, a questa domanda ha risposto “Per non stare da sola“.

Che sembra riduttivo, persino un po’ pavido, ma in realtà – a ben vedere – è la scelta più intelligente da fare, in termini darwiniani (infatti io tendo all’estinzione genetica, il ché non è dal punto di vista evoluzionistico una scelta corretta). Inoltre “Per non stare da sola” risolverebbe un casino di problemi. Ma un casino. Tipo: le vacanze (a un certo punto della vita chiedersi “che facciamo ad agosto?” suona più confortevole di “che cazzo faccio ad agosto?”); i weekend; i matrimoni degli altri (diventano weekend fuori col tuo ragazzo, non weekend in cui tutti fanno un weekend fuori col proprio fidanzato, tranne te, ma insieme a te, mentre qualcuno si sposa); la casa (da sola non potrò mai permettermi un trilocale); il soccorso immediato (cioè se hai la febbre a 40, uno stronzo che vada a comprarti la tachipirina ce l’hai, et viceversa).

Tutto vero. Tutto legittimo. Tutto sacrosanto.

E allora, forse, il punto segreto che svela l’arcano, è che magari a me piace “Stare da sola“. Mi ci ha fatto pensare la mia amica che si è sposata l’anno scorso. Mi guarda e mi fa: “Ma sei proprio sicura di volerti fidanzare? No, perché secondo me stai benissimo da sola“.

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Così ci ho pensato e, in questo periodo in cui ho trascorso molto tempo (tipo 2 settimane) con altre persone, h24, avendone amato ogni istante, perché erano tutte persone che amo, mi sono accorta di quanto desiderassi essere di nuovo sola.

Nei miei spazi. Nei miei tempi. Nella colazione al bar dietro casa, cappuccino e brioche, a guardare il cielo plumbeo venato dai fili scuri del tram. Nella mia casa (che è anche il mio ufficio), alla mia scrivania (che è anche tavolo della cucina), sul mio divano (che è anche letto per gli ospiti) e nel mio letto (che a volte è anche un luogo magico in cui si mangiano Magretti al cioccolato), meraviglioso, a due piazze tutte per me, materasso memory foam. Di quanto desiderassi cucinare e cucinare brodaglie e poltiglie di verdura che solo se sei da sola puoi cucinarti (un uomo te le tirerebbe dietro, o dopo si aspetterebbe comunque un porco farcito di lardo, con contorno di patate al forno cotte nel burro). Guardarmi 5 puntate di fila di una serie tv e non essere mai obbligata a vedere, chessò, Trono di Spade. Scrivere fino all’ora che mi va, senza che nessuno mi chieda quando vado a letto. Andare in palestra all’ora di pranzo la domenica, senza preoccuparmi che sia domenica, e che sia ora di pranzo. Leggere, ascoltando Chet Baker, e fumando (anche se sto per smettere). Essere libera di lasciare i piatti sporchi e di lavarli l’indomani, senza sentirmi un pessimo angelo del focolare. Svegliarmi l’indomani e mettere in ordine casa, ascoltando gli Smiths, senza che nessun impallinato del progressive rock mi guardi con sufficienza per questo. Sentire lo strepitio della moca sul fuoco, alle sette di sera, perché ho da scrivere fino a tardi. Ultimo, ma non meno importante: fare la cacca serenamente, in grazia di Gesù, rilassata, senza sentirmi una criminale.

Così ho pensato che forse i single sono un altro gender sociale, transitorio magari, ma piuttosto consolidato dai 30 in su, composto non solo da chi ha resistito alla prima ondata nuziale, ma anche da chi torna indietro, risucchiato dalla risacca dei divorzi e delle separazioni (che, come è noto, sono più che altro tsunami).

Single, che sono single perché quella è la loro natura, in questo periodo e in questo frullatore istantaneo di emozioni, di varietà e culto dell’ego, che è il mondo delle relazioni contemporanee. Single, non necessariamente per sempre, ma che al netto del capodanno e del ferragosto, stanno molto bene con la propria musica, i propri libri, i proprio gatti/cani/piante/amici/interessi/affetti.

Nell’attesa o nella speranza, forse vana – non ci è dato saperlo, che arrivi qualcuno per cui valga la pena fare spazio dentro di sé.

Chiudo con una perla della Zia Teresa di cui sopra, la quale, ormai perse le speranze, mi ha suggerito “Fatti monaca!”.

Avrei voluto risponderle che nei miei periodi di astinenza, in effetti, mi manca solo il velo.

Ma ho desistito.

Ho sorriso e le ho detto: “Eh, è difficile”.

 

186 pensieri su ““Per non stare da sola”

  1. Mi hai fatta sorridere. Mi ci sono ritrovata in tutto il post e anche a me è stato chiesto dai parenti perché io sia ancora single, solitamente rispondo “meglio sola che mal accompagnata ” 😀

    1. tutte le cose che hai elencato le fai ugualmente senza essere single con il tuo partner se è quello giusto, in più ti alzi dal letto con il caffè già pronto.
      da 25 anni

    2. Ciao, condivido appieno quello che hai scritto….ci sono stati periodi nella mi vita fra un fidanzato ed un altro in cui sono stata da sola….e ho abitato anche da sola…senza nemmeno la televisione e so quello che dici….. Sai NON sono molte le persone donne e uomini ( si ci sono anche uomini come un mio amico che per lui stare da solo era tremendo!!!!!)che sono in grado di bastare a se stesse….Si bastare….molti NON ci riescono hanno paura di stare con loro stessi e hanno bisogno di qualcuno per riempire i loro vuoti interiori….NON e` facile farlo….bisogna conoscersi e saper stare con noi, con le nostre fobie, i nostri timori, le nostre insicurezze….apprezzare i silenzi e certe volte la tristezza di rientrare a casa e NON avere nessuno CHE CI ACCOLGA !!!!! Solo cosi ci si puo rendere conto che la coppia NON e’ un ancora di salvezza, o l’unione di 2 persone sole che condividono uno spazio e una vita…….ma l’unione di 2 anime, corpi e intelletto

  2. Io non sono (più) single, ma ho effettivamente aspettato di trovare uno per cui valesse la pena di fare spazio. Ho scoperto tardi ma comunque piacevolmente i tanti aspetti positivi dello stare da sola, tanto che non a tutti ho rinunciato e qualche volta anche quelli a cui ho in parte rinunciato (che appunto, sennò non si fa spazio) ogni tanto mi mancano, nonostante tutto. Il mio lui sa che se scrivo non si sa quando smetterò ed è meglio non disturbarmi. Qualche volta leggo mentre lui guarda la televisione, tanto mi interessa talmente ma talmente poco che non la sento proprio, altre volte leggo per conto mio ed è come quando scrivo.
    Penso che valga la pena aspettare. E se proprio non si trova qualcuno per cui valga la pena, soli va benissimo (se ci si sta bene) 🙂

  3. L’unica cosa che non mi piace è “non sarò costretta a vedere “il trono di spade”, quella serie è spettacolare, te la consiglio vivamente.
    Per il resto condivido pienamente il pensiero.
    Sto natale sono tornata a casa e ho avvisato mia madre che mi sto vedendo con una persona.
    Ovviamente in meno di mezz’ora lo sapevano anche i vicini, ed erano tutti così maledettamente felici, come se finalmente io avessi capito che per vivere bene ho bisogno di qualcun altro, come se lui potesse arrivare dall’alto e curare tutte le mie ferite interiori, tutte le mie ossessioni/paranoie esistenziali.
    Ti svelo un segreto, quando hai imparato a stare così bene da sola, vivere in coppia diventa difficile.
    Dover passare tutti i “miei weekend” insieme a lui, dover progettare le mie vacanze con lui.

    Non so se sono disposta a farlo e non è perchè io non ci stia bene con sta persona, anzi.

    E’ diverso, è che, eh è difficile…

    1. eh quanto ti capisco. credo che il paradosso sia proprio lì, il nostro essere incontentabili e blablabla. che magari aspetti che arrivi e poi quand’è arrivato ti senti improvvisamente stretta. ma credo ci voglia solo pazienza, volontà e quella virtuosa capacità di adattamento che, talvolta, nella singletudine, tendiamo a trascurare…
      detto ciò: ci ho provato con le prime 2 puntate e credimi, non ce l’ho fatta.
      infine: sappi che io a mia madre ho deciso che non lo dirò più, salvo casi eccezionali, perché non si possono alimentare invano speranze di madri, zie, nonni e vicini di casa.
      in ogni caso, mi raccomando, fa la brava e in bocca al lupo 🙂

  4. #1 Psicologia spicciola: scrivi spesso di “singletudine”, cercando confronti (ironici) tra pro e contro, è sempre a vantaggio dei pro. Chissà cosa ne penserebbe Freud 😜

    #2 Per una sana convivenza, ed evitare la tentazione di prendersi a colpi di ferro da stiro, serve una casa su due livelli, con due bagni e due televisori. Che poi ci si sta bene anche da soli 😛

    1. 1. come dice linguenuove, per l’appunto….
      poi, parlarne spesso, ho un blog su cui scrivere appositamente per dare libero e impunito sfogo a ciò di cui mi va di parlare. fosse anche di singletudine, una volta al mese (sarà una deformazione professionale, da quando avevo la rubrica su Cosmopolitan)
      2. non tutti possono purtroppo permettersi una casa su 2 livelli con 2 bagni e 2 televisori. ho visto gente amarsi in 15mq. io non ne sarei capace, ma loro stanno ancora insieme e vivono, ora, in una casa più grande. ognuno s’adatta come può 🙂
      ciao fedi.

  5. Mi hai fatto sorridere un sacco. Non ero sola da tanto e nell’ultimo periodo ho imparato a farlo, alcune mie amiche vedono l’essere single quasi come se fosse un handicap, invece io ho scoperto i lati positivi dello stare sola, del viaggiare da sole, del fare colazione da sole al bar e mi piace, non ho nessun tipo di problema a stare da sola con me stessa.

    1. vivadio!
      no, non è affatto un handicap, anzi. per certi periodi può considerarsi, al contrario, una vera e propria opportunità. poi, per carità, ci sono i momenti di disagio, ma se è per questo quelli esistono anche nella dimensione di coppia 🙂
      un abbraccio
      v

  6. Ciao!! Leggo sempre volentieri i tuoi articoli 🙂
    Anche se da poco ho un ragazzo, sono stata single per tanto tempo, non troppo, solo tanto tanto tempo, perché nel frattempo ho cercato di capire cosa volevo dalla vita e dagli uomini (non che adesso di punto in bianco l’abbia capito eh); mi piace stare da sola e sono sempre stata una sostenitrice del “meglio soli che mal accompagnati”, piuttosto che stare con un ragazzo che non mi piace mi godo tutta la leggerezza e le libertà dell’essere single 😛
    Ma questo mi ha portata ad avere quasi paura di impegnarmi: “come faccio a stare con qualcuno se da sola sto da dio!?” e poi ho capito, o almeno io la penso così, che quando trovi qualcuno che ti piace (e a cui piaci), che non ti annoia né ti fa sentire a disagio smetti di essere sola in senso fisico ma continui comunque ad esserlo, cioè si è soli insieme, o meglio si è liberi insieme 🙂

    1. una volta avevo letto un post che parlava proprio di questo, dell’essere single insieme.
      dev’essere una cosa tipo quella che dici tu 🙂
      anche a me piace pensare che quando trovi qualcuno che ti piace e a cui piaci, in verità, le cose vengono un po’ da sé (ma comunque ci sarà anche un accurato lavoro logistico da fare, ce lo so)
      a questo punto l’unica domanda sarebbe: QUANDO? ma in attesa della risposta, tanto vale continuare a godersi quello che si è e quello che si vive.
      baci

  7. Sei entrata nel vortice, fra poco raggiungerai il punto di non ritorno. Però invidio le persone che stanno bene con se stesse, per me è faticosissimo. Quando entri nel tunnel della genitorialità non ne esci facilmente…..

      1. 🙂 Quando sei abituato ad entrare in casa con i figli che ti accolgono, giochi con loro, ti raccontano la loro giornata, ceni insieme, tifate durante una partita, perdere tutto questo non è facile. Dopo ventanni, rientrare in una casa vuota e dormicchiare solo su un divano è una tragedia, non credo che mi ci abituerò mai e non mi ci voglio abituare. Così non sono felice e non lo sarò mai.

  8. E’ complicato forse è davvero la risposta più corretta. Io sto bene da sola ma non sto bene con me, anzi direi che non mi tollero proprio. Ma so che per anche solo provare ad uscire e magari frequentare qualcuno dovrei lottare contro alcuni miei fantasmi e non voglio: non voglio perchè comunque implicherebbe ammissioni di fronte a terze persone che non mi rappresentano niente (no, per me ad una seconda o terza uscita è comunque un estraneo), non voglio perchè son dell’idea sia tardi, non voglio perchè tentativi precedenti son stati fallimentari. Quindi in buona parte io sono una che sta così perchè ha gettato la spugna e sa che ne paga le conseguenze.

    1. uhm. capisco. intendo.
      credo anche che prima di avvicinarsi a qualcuno sia necessario trovare un equilibrio, essere meno feroci, meno spietate e più tolleranti con se stesse.
      non so quale sia il motivo per il quale proprio non ti sopporti, ma probabilmente non è così grave e probabilmente te stessa non si merita che tu sia così incazzata con te. ecco, quando sarà finita la punizione nella quale ti sei messa, probabilmente (ma non lo so, perché quella di assolversi è una battaglia quotidiana che anche io combatto con un ferocissimo super-io) la spugna si potrà riafferrare.
      ecco. fammi sapere, in ogni caso.
      (sì, certo che dopo 2 o 3 uscite siamo ancora all’estraneità, e non è richiesto condividere tutti i nostri scheletri in un paio di aperitivi, anzi, è altamente sconsigliabile, si consideri di farlo solo dopo prova che l’altro astante è in grado di comprendere, oltre ad esserne interessato)
      un abbraccio
      v

  9. Questo è il tipo di post che ti risolleva l’umore e l’autostima quando tutti i tuoi cugini più grandi sono sposati/conviventi e tu sei l’unica nipote donna in età da marito che deve star lì a parare i colpi degli zii felici che i loro figli abbiano ormai capitolato.

    1. Si, però missà che, tra tutti questi cugini, l’unica felice sei tu 😉 Chi è sposato e ha capito la cazzata che ha fatto, cerca di vendicarsi, consigliando il matrimonio agli altri 😀

      1. Esatto ….infatti io che mi sono sposato due volte lo consiglio vivamente.
        E quando mi dicono che sempre per due volte sono divorziato/separato rispondo che faccio ancora in tempo ad arrivare a quattro ahahahahah

    2. lo so. quella felicità negli occhi degli zii è durissima.
      per non parlare dell’entusiasmo dei genitori davanti ai figli dei parenti. quelle robe che ti evidenziano che tua madre è pronta a essere nonna.
      sei tu che, come dire, non ci siamo proprio.
      ma tant’è, pace all’anima 🙂
      baci

  10. Sono un maestro dello stare solo, sempre aperto ad essere confutato. Però oh, per adesso pare non valga la pena.
    La condivisione delle spese utopicamente si può fare anche con amici, per quanto tutti quelli che mi ritrovo sono a favore della vita di coppia.

  11. Cara Vagy, penso che un giorno o l`altro la società tutta smetterà di fare sciocche distinzioni tra chi é single e chi non lo é…come se avere un partner fisso fosse una vittoria e non averlo una sconfitta o una sorta di incapacità a trovarne (o tenersene uno). Questa evoluzione del pensiero sta già avvenendo in altri paesi, in Italia ci arriveremo, ho fiducia. Sicuramente quando avró l`età di zia Teresa (se ci arrivo) non chiederó a mia nipote se é single o no, al massimo le chiederò se é felice o no. 🙂 Io sono stata sposata e posso assicurare che mi sentivo più sola in coppia che adesso…ho passato l`ultimo Natale da sola e sono stata bene, anzi, ero proprio contenta di godermi il calduccio della mia casa senza rotture vatie. Certo, il bisogno di amare ed essere amati fa pare di noi. Ma Amare ed essere Amati, appunto. Tutto il resto (amici con benefit ecc. ) va bene per divertirsi. E non é nemmeno male a volte. ..basta aver chiare le cose. 🙂 Chiaramente io ti auguro di incontrare quella persona per cui vale la pena fare spazio. ..non solo nel letto. ..ma soprattutto nel cuore. Un bacio

    1. quanto puoi essere bella?
      sono perfettamente d’accordo ed intendo proprio questo quando dico che siamo un nuovo gender sociale e forse siamo i primi o quasi. ecco perché fa ancora così strano. ma so che la cultura cambierà e so che noi saremo diverse, quando saremo vecchie, almeno in questo.
      perché io sarò zia comunque, dei figli dei miei amici. anzi, sarò per certo la zia rock che insegnerà loro le peggio cose, ma anche le più utili.
      e, come te, chiederò se sono felici, non se sono accoppiati.
      t’abbraccio
      v

  12. Non commento mai, ma questa volta mi sento di dirti una cosa: devi trovare una persona con cui fare tutte quelle cose da single… in coppia. E’ una follia, lo so, ma da qualche parte esiste -giuro!-. Esiste qualcuno che si prenda cura di te ma ti lasci dormire la domenica fino a tardi e ti lasci andare serenamente in palestra, che sia con te a qualche matrimonio e non rompa se vuoi scrivere fino a tardi -e il caffè te lo prepara lui-, con cui a Natale discuti se stare dai tuoi o dai suoi ma che durante l’anno mangi con te brodaglie varie (o, quanto meno, te le lasci cucinare in santa pace mentre lui si prepara, sereno, pane e salame). Infine, qualcuno con cui puoi fare la cacca in maniera rilassata. Ridendoci, addirittura.
    Esiste -giuro!- ed è quello che ti auguro di trovare. Un abbraccio!

      1. esatto “rapporto maturo”!
        quello in cui ognuno rimane se stesso, con il piacere di fare quello che farebbe da sola e il piacere di stare anche con un altra persona.

  13. 78, vissute 4 vite, questa la quarta da single, in assoluto la più felice. Ma questo presuppone essere passati attraverso tunnel. Senza questi passaggi non è facile godere a bestia della proprioa solitudine. Che poi solitudine non è se vivi bene con te stesso. Un tentativo potrebbe essere quello del film “L’amore è eterno finchè dura” .
    Baci e brava…………puntualissima.
    Nonno Piero

    1. caro nonno, io dai tunnel ci passerò, quando li troverò davanti.
      alcuni li ho attraversati, anche se non erano matrimoni. erano fasi.
      aperte, consumate, concluse, si spera per sempre. un grande abbraccio.
      e buona solitudine che solitudine non è!
      v

  14. Ciao Vagina,

    ma perchè non fai come tutte le vagine del mondo (di Italia?) e non ti trovi un uomo solo per dire che almeno non sei più sola?
    Scusa la vena da colei che pontifica, ma…in Italia funziona così: rispetto per la donna è zero, e dopo i trenta il più delle coppie diviene tale solo per una specie di accordo di mutuo-soccorso.
    Io sono andata via dall’Italia perchè non mi sentivo più rispettata come donna: a lavoro, dagli amici, da chi mi dava lavoro.
    Non so se quello che scrivi sia perchè ti serva come blogger o perchè la tua situazione abbia di te reso personaggio “famoso” da followare su wordpress.
    Volevo solo dirti che se io sono con il mio uomo (e ingenuamente magari spero serva da ispirazione ad altre), non è perchè almeno non sono da sola, non è perchè lui ha i soldi, non è perchè almeno i miei genitori sono tranquilli, non è perchè “qualcosa”.
    E perchè ci piacciono le stesse cose, è perchè in ogni cosa che facciamo un pò lui mi aiuta e viceversa, è perchè non ho mai trovato nessuno (nemmeno mia mamma, mio papà o uno psicologo da 100€ a seduta di un’ora) che mi sappia ascoltare e capire come fa lui. Non c’è un motivo, se non che lui mi rispetta e mi fa stare bene. Se non che lui mi ascolta in 10 minuti se non più che uno psicologo in una seduta da 60 minuti e 2€ al minuto, o mia mamma e le mie amiche in tutta la loro vita.
    Ti auguro tanto di trovare un uomo così.
    Non c’è ragione per essere single. Io molte donne che conosco sono in coppia solo perchè devono.
    Una è ovvio che sta meglio da sola, ma ti auguro di trovare un uomo che sia alla tua altezza. E se vuoi un banale consiglio, per trovarlo, esci dall’Italia.
    Fidati, e prova.
    Non sono l’unica a dirlo.
    E io sono nessuno, come le altre che me lo hanno detto.
    Ciao

    1. madonna io già faccio fatica a integrarmi coi nordici e tu mi proponi gli esteri?
      ti ringrazio dell’augurio. sono fiduciosa, prima o poi capiterà. 🙂
      (non ho ben capito, ma a me non pare che tutti stiano meglio da soli)

      1. Guarda che gli stranieri (o le straniere nel mio caso) hanno sempre un vantaggio: non puoi pienamente capire se siano stupidi o se si esprimano male nella lingua che parlate in comune. Pensaci! 😀

  15. Io sono quella che ti ha chiesto l’amicizia in un commento su facebook, perché la vediamo sempre allo stesso modo 🙂

    Sai cosa trovo particolarmente fastidioso? Dover spiegare che single sto bene non tanto a parenti ultracinquantenni (buon’anima, mia nonna è morta con questo cruccio, ma tant’è, aveva 88 anni e potevo pure capirla), quanto a miei coetanei trentenni, teoricamente adulti e tutti dalla mentalità più o meno aperta.

    Io sento distintamente lo stridore dei loro neuroni, i quali forsennati li costringono a togliersi rapidamente dal viso quell’espressione da “eh porella, non c’ha proprio nessuno da un po’, che deve dì”.

    Ed è inutile stare lì a spiegare che ho pure lasciato, pur di non condividere il divano con uno e fingere una confidenza che – pur trombando – non c’era. Ed è peggio far notare che “stare bene” è concetto assai diverso da “stare con qualcuno”, che le due cose non per forza coincidono ed è pura cecità convincersi del contrario. Altrettanto inutile far timidamente notare che la loro relazione è infarcita di problemi (coi quali mi fracassano l’anima dal ‘2) e che, appunto, è proprio per evitare di stare come stanno loro che preferisco l’ebbrezza della solitudine.

    Io mi sto abbastanza simpatica e mi voglio abbastanza bene, non vedo perché condividere la cosa più preziosa che ho, il mio tempo, con uno, tanto per averne uno. Non so se forse idealizzo troppo il rapporto di coppia e spero in qualcosa di irreperibile in natura, ma spero di trovare qualcuno con cui tutto venga più o meno semplice.

    Scusami se sono stata prolissa, ma io sento che tu sei una delle poche a credermi 🙂

    1. ahahaah ti credo e mi piace tanto “mi sto abbastanza simpatica”.
      anche io sto provando a starmi abbastanza simpatica e ti capisco, naturalmente, in toto.
      inoltre, il disagio di non avere confidenza pur trombando è una cosa terribile e che dio ce ne scampi.
      un abbraccio e buona fortuna a entrambe!

  16. Tu sei la classica single che ha resistito alla prima ondata di amiche andate a nozze non come invitate, e che tu l’abbia fatto consapevolmente o meno secondo me t’è andata di lusso.
    Il perché te l’ho spiegato già più volte ma sostanzialmente il motivo per il quale è bene tirarla lunga è il seguente: tutta una vita media dei giorni nostri (facciamo 80? Di cui sessantatré da sessualmente attive?) passata con un bipede accanto è sfinente e scivolosa, piena di insidie, peggio della vita nell’undicesimo secolo nelle provincie pedemontane del nord-est, ultimo mio lavoro di ricerca.
    Perché soli si sta bene, ed è una capricorno ascendente scorpione che te lo dice, scorpioncina della zia.
    Perché agli eventi ci si può andare con l’amico gaio o l’amica in fuga dal compagno/marito “almeno per una sera”.
    Perché la Tachipirina di scorta e una confezione di brodo pronto Star (ottimo) e una di tortellini Rana nel congelatore DEVONO far parte del kit di sopravvivenza della single lady.
    Perché c’è tempo, c’è tempo, c’è tempo, per questo mare infinito di gente, Fossati docet.
    Perché prima o poi anche tu incrocerai il tuo destino con quello di un bipede sano anche se single di ritorno, e magari vivrete felici e contenti un po’ a casa di uno un po’ a casa dell’altra.

    Baci

    Zia

    1. Questa volta ti rispondo seriamente (facciamo finta di crederci). Io potrei scrivere il libro “50 sfumature di coppia”, ovvero tutte le varianti dall’essere single ai matrimoni passando per relazioni a distanza e convivenze da “fine settimana”. E tutto può andare bene, dipende da come ti senti in quel momento della vita, e soprattutto dalla persona con cui ti sei andata/o ad impegolare; certo, quando sei “in coppia” serve che entrambi abbiano l’intelligenza di venirsi incontro adattandosi un po’ e tenendo/lasciando i giusti spazi individuali.
      Ehi ….non ho detto sia facile trovare un unicorno 😜

      1. No, non lo è. Va gestita. Tu pensa che quando é nata mia figlia (24 anni fa) a 30 anni venivi considerata “primipara attenpata”, roba da metterti il fuoco alle ovaie e annessi. Ora si esagera nell’altro senso ma da zia navigata ti dico stattene serena almeno un altri 7, 8 anni. Fanculo l’ansia, tutta.
        Baci.

  17. Beh effettivamente esistono pro e contro sia che si è single, sia che si è accoppiati. Una realtà del secondo caso, consiste nel dover dare conto della maggior parte delle cose che fai, che dici, che mangi. Dover dar conto che se vuoi metterti a dieta, l’altr@ ti vuole in carne, vuoi ingrassare e l’altr@ ti vuole filiforme. E’ da dire che le spese si condividono, la vita sembra piena, ma è una lunga battaglia e stare assieme a qualcuno significa, secondo me, avere grande coraggio. Come lo è rimanere single e godersi la pace dei sensi.

  18. Tutto vero, tutto giusto. Ma. Hai un blog sull’essere single, un giorno si e l’altro pure sei qui che analizzi la questione, la svisceri, la giri e la rigiri. Secondo me se stessi davvero bene da single non sentiresti il bisogno di scriverne continuamente. Solo un mio parere ovviamente.

    1. Credo che la ragazza stia bene, e che questo sia dimostrato dal fatto che si nutre sanamente di prospettive diverse, certo per tanti inconsuete, ma in fondo è da poco forse da appena 20 anni che le donne si sentono sensate anche da sole e c’è voluto parecchio, ora tocca un po’ anche agli uomini comprendere che i privilegi per nascita e sesso si stanno esaurendo ed è ora che inizino a lavorarci, mai come oggi intravedo la possibilità di avere rapporti autentici liberi da paure, convenzioni sociali e sostenuti dalla pura volontà di stare insieme perché lo si sceglie ogni giorno cin tutte le vere fatiche che comporta. Se da solo stai bene scegli meglio.

    2. non ho un blog sull’essere single, ma sull’essere donna, sull’ingrassare, il dimagrire, il lasciare il lavoro e provare a fare la free-lance, sui matrimoni delle amiche, sui 30 anni, su whatever.
      parlo spesso di singletudine, si vede che in questo momento mi va così. o mi va che, crescendo, ci sono più pressioni.
      fondamentalmente scrivo e analizzo quanto sento di aver bisogno di scrivere e analizzare.

      poi non si sta forse mai definitivamente bene, o almeno non io. si vivono giorni, momenti, situazioni.
      a volte si sta bene e a volte no. single o accoppiati che si sia.

  19. ..condivido pienamente quello che hai scritto…ho provato l’esperienza della convivenza…non ha funzionato…mi mancava l’aria..il rapporto non ha funzionato ed è finita. Ora sono single da un po ‘ di tempo. Sto bene con me stessa. Se trovi la persona giusta è bello condividere la vita…ma stare con qualcuno solo per non essere sola quello no. Purtroppo essere single dopo i trenta anni per molti è deplorevole. La gente pensa che tu stia male perché non hai qualcuno affianco…
    per stare bene con una persona bisogna in primo luogo stare bene con se stessi. E in ogni caso “meglio soli che mal accompagnati”

      1. Io adoro la solitudine proprio perchè sono stata prima con sette (7!) fratelli e poi con con un marito e un figlio. E adesso loro sono fuori dalle palle. Tutti. Amo talmente la solitudine che sto meglio perfino meglio da sola che con mio figlio. Ebbene si, madre degenere 😀 E la gente fa una fatica boia a capire come mai non mi manchi mio figlio. Ma non mi importa granchè di quello che pensa la gente…

    1. ma che poi sia chiaro, non è che non manchi mai avere qualcuno accanto. non voglio che passi questo messaggio.
      voglio solo dire che il proprio tempo e il proprio spazio può essere riempito da decine di cose più edificanti di un uomo sbagliato, messo lì pur di metterci qualcuno. o magari l’uomo è giusto ma comunque non funziona perché è una cosa che non si adatta bene a noi.
      insomma, prendere il meglio da ciò che si vive e assecondare se stessi.
      nettamente meglio soli che male accompagnati 🙂

    1. Un uomo sarà libero di dire che gli mancano i suoi figli, no? Così come una donna può ammettere che desida un fidanzato, senza essere per forza debole o sfigata e senza che per forza debba accontentarsi del primo stronzo che passa. Credo sia legittimo cercare affetti duraturi che vadano al di là dei nostri genitori o dei rapporti d’amicizia.

      1. Ok, ma bisogna imparare a stare bene da soli, perchè, tanto, prima o poi, nella vita, soli si rimane, per poco ma anche per molto tempo. E allora il non sapere stare da soli porta ad aggrapparsi come disperati alla gente. A chiunque ci getti briciole d’affetto sotto al tavolo.

  20. Tua zia @Teresa … è una gran signora, @Vagy ! Nè sarebbe un danno certo, se Tu le passassi, qualche volta, una sigaretta … e, qualora fosse l’ ultima del tuo pacchetto, magari Tu l’ accendessi e te la fumassi insieme a lei .
    Se ti sentissi sola, se ti pesasse poi il tuo essere “una donna single”, ebbene pensa che SINGLETUDINE, specie per una Donna in gamba come te, non di rado fà rima con BEATITUDINE, che credo sia, sebbene venato di malinconia, il tuo status più vero, più naturale adesso … più aperto e sincero !
    Sai ? Mi piace tantissimo la foto in cui appari seduta sulla spiaggia, mentre rubi al sole i suoi pallidi raggi …. coi tuoi capelli spettinati, i tuoi occhiali scuri, il tuo maglioncino nero, i jeans azzurri ordinati, i tuoi stivaletti lucidi ….
    Sì, cara amica, mi sarebbe piaciuto sederti accanto, senza turbare la tua solitudine e il tuo silenzio, senza ingannare il tuo sguardo malinconico che, nel tuo sogno, va assai al di là dell’ orizzonte fra acqua e cielo !

    1. caro cavaliere,
      il motivo per cui non do la sigaretta a zia teresa è che non gioverebbe alla sua salute (come del resto nemmeno alla mia, infatti sto per smettere). per il resto, mi leggi attraverso in un modo così appassionante che mi fai sembrare bella.
      e di questo ti ringrazio. che è forse il modo in cui vorremmo essere lette dagli uomini.
      anche a me piace quella foto. immortala un certo stato d’animo, particolarmente attuale.
      giustamente malinconico, come dici 🙂
      un abbraccio
      v

      1. Ti faccio sembrare bella ???
        No … @Vagina cara, convincetene : SEI BELLA, e quel che è più importante è che Tu, da questo tuo esser obiettivamente bella, non ti fai condizionare, nè celare la tua interiorità davvero splendida !!!

  21. io in questo momento vorrei essere single, tanto sola lo sono già. Se immagino il mio futuro mi vedo come una “zitella” felice che dorme in diagonale nel lettone. Speriamo

  22. Sai vagina, è capitato anche a me più di una volta di voler tornare “da me”, magari dopo una vacanza divertente con gli amici più cari, credo sia una necessità delle persone felici e fiere della propria indipendenza. Nonostante tutto, credo ancora nel vezzo romantico del “esiste il Lui per cui non devi fare spazio dentro di te, è il Lui che arreda il bilocale interiore che sei, magari ampliandolo con un condono del suo di bilocale interiore”. Te lo auguro davvero!

  23. Stare con qualcuno per non stare da sola è una condanna… Non le capisco quelle che fanno così è ne conosco qualcuna.
    Per stare insieme 24h e farci anche del sesso non basta avere voglia di compagnia, insomma ho litigato con amici per molto meno!

  24. Sono single anch’io e a 48 anni suonati. Condivido molto di quello che ho letto ma ovviamente non tutto. Ad esempio non condivido il dover parlarne il dover motivare il proprio stato quasi come doversi giustificare. E tutto diventa banale. Esiste una regola la più umana e banale di tutte ed è la Realizzazione. Nella coppia ci si deve occupare di realizzare l’altro. Se questo non accade la coppia non ha funzione di essere. E io mi realizzo da solo.

    1. vabbè dare quelle che chiami giustificazioni, in realtà, è semplice interazione sociale con chi s’aspetterebbe di vederti con un compagno accanto.
      ed è anche un modo come un altro per fare il punto con se stessi.
      attività introspettiva che noi donne tendiamo a svolgere con una certa frequenza.

  25. Ciao Vagi, bellissimo post come sempre. Leggendo nei commenti ho notato che spesso si è detto che una volta che si sta bene da soli è difficile stare in coppia. Io penso il contrario, è importante star bene prima da soli, per poi stare bene in coppia. Se non si impara a stare soli allora l’altro è solo una stampella, che prima o poi cade. E’ fondamentale imparare a stare soli ed aspettare di trovare la persona per cui valga la pena, e quando arriva essere in due non deve essere simbiosi, ma uno stare soli condiviso. Se ognuna ha i propri spazi, rompe gli schemi di coppia ed inizia a concepire la relazione come una condivisione e non come una comunione, le cose vanno per il meglio. E’ sacrosanto che ognuno sia persona, a sè, insieme ad un altro/a. Ma questo non avviene mai se prima non si sta bene con se stessi,da soli. Quindi Vagi, ti auguro solo di essere felice sola o accompagnata che sia!

    1. sei un tesoro e dici cose molto sagge.
      in effetti, le coppie migliori che conosco, nascono dall’unione di due individui che anche da soli stanno bene in piedi.
      come ho detto a una coppia di carissimissimi amici “entrambi stareste benissimo anche da soli. la cosa interessante è che scegliete di stare insieme”.
      un abbraccio forte
      v (oggi sono molto affettuosa :))

  26. Beh ,dal mio punto di vista(maschile)trovo fantastica la tua riflessione,vero è però che a volte pesa davvero molto ,al netto di ferragosto e dei matrimoni(ai quali non essendo vagina oramai non mi invitano più).L’unica grande paura,su cui m’interrogo nei giorni pari(in quelli dispari mi dò pacche sulle spalle da solo) è quella di aver spento il cuore…altro non so.

    1. io non credo che il cuore si spenga mai davvero, sai?
      a volte capitano periodi, molto lunghi, di stasi.
      ma credo fermamente che trattasi solo di periodi, per l’appunto.
      la vicenda dei giorni pari e di quelli dispari…troppo vera!

  27. Io sono stata single la maggior parte della mia vita, (non parliamo poi durante gli otto anni in cui ho vissuto a Milano, mi stavo avvicinando al consiglio della Zia Teresa) e pensavo che se non ne valeva la pena era mooolto meglio stare da sola e continuo a pensarlo. Poi, a trent’anni, ho trovato una persona per cui valeva la pena e continua a valere la pena dopo quasi 6 anni. Se dovessi cambiare idea torneró alla mia condizione di sigle, perché meglio sola che male accompagnata (sembro la Zia Teresa ahahahah)

  28. Fare la cacca è importante ed io comunque ho sdoganata subito questo tabù col mio fidanzato dopo aver passato un weekend (il nostro primo weekend fuori casa) con un mal di pancia che sembravo incinta di 7 mesi. Da allora gli ho fatto presente che si, faccio la cacca, e che si, sono molto regolare e si deve fare andare bene anche questo. Ecco perché sto meglio con lui che da sola 😀

  29. Ho letto con molto piacere quello che hai scritto e come lo hai scritto.
    Io sono tornato single dopo, come dici tu, uno “tzunami”. Quando sono tornato single, pure essendo molto lontano dagli standard di bellezza tipica maschile (insomma … non un 4 meno meno ma probabilmente manco un 7) mi sono ritrovato catapultato nell’incredibile, e fino allora sconosciuto, mondo dei single/separati/divorziati over 35.
    Un mondo di cui “gli altri” ignorano l’esistenza ma che è ricco di popolazione più o meno raggruppabile in 3 gruppi etnici: 1. ODDIO voglio farmi (per i single di vecchia data)/rifarmi (tutti gli altri) una famiglia 2. vediamo che succede 3. non sono uno sfigato perchè sono solo, lo sono per scelta.
    Frequento anche io degli esseri umani di tanto in tanto, rivolgo spesso la parola ad altri soggetti (teoricamente) dotati di intelletto. Ma mi piace stare da solo.
    Le ragioni possono essere diverse, alcune patetiche e altre, probabilmente, troppo filosofiche. Probabilmente, alla fine, sono un mix di entrambe. Ma io sto bene.
    Anche perchè, nel post questo aspetto non emerge, io ho anche dei figli (e quindi alla fine non riesco mai a stare da solo quanto vorrei). Avere dei figli è, per me ovviamente, meraviglioso ma allo stesso tempo ti pone dei limiti.
    Non nascondo che a me piacerebbe poter pensare “che faccio ad agosto?” invece di pensare sempre “dove porto i bambini quest’anno?”.
    Per carità, non voglio apparire come un mostro che non vuole dietro i figli. Anzi. Ci divertiamo un mondo in vacanza. Da soli. Senza altre persone che, per ovvie ragioni, hanno gusti/preferenze/abitudini/orari diversi dai nostri. Alla fine stiamo bene da soli.
    In conclusione, ogni volta che mi sento chiedere “perchè non stai con qualcuno?” (anche da mia figlia) mi tocca ogni volta spiegare che, pur non escludendo a priori che un giorno possa anche capitare che io sia disposto a rinunciare a questo stato per qualcuno che ne vale veramente la pena …, per il momento questo qualcuno non c’è o, semplicemente, non ci siamo trovati.
    Probabilmente eravamo entrambi bellamente addormentati sui nostri rispettivi materassi matrimoniali in memori foam.
    PG

    1. hai ragione, non essendo madre tendo sempre a trascurare questo aspetto nei miei post.
      credo che avere una famiglia, dei figli, renda le cose più complicate.
      perché a quel punto non dovete incastrarvi solo tu e lei ma anche la prole.
      tuttavia credo che sia possibile, ci sono tanti casi in cui succede e altri in cui no.
      e la tua posizione mi sembra equilibrata.
      magari, se posso darti un consiglio, non limitarti a non-escluderlo.
      prova a guardare ogni tanto lì fuori che c’è.
      mi dicono che se non guardi, non vedi. e se non vedi, finisce che non trovi, nemmeno quando potrebbe esserci.
      buona fortuna e dio abbia in gloria il memory foam.

  30. Ciao V.
    sono un ragazzo, 27 anni, laureato e vivo a Roma (questo per farti un quadro + o – completo di me). Sono single da anni e devo dire che sinceramente male non sto, nel senso che poi ci si abitua e con abitua intendo che la vita va avanti e diventa diciamo magari “normalità”. Nella categoria dei ragazzi che hai descritto sopra penso però che ti stia dimenticando di coloro che amano le donne, di coloro che sanno quello che vogliono, forse non in toto nella vita (che ultimamente è sempre così frenetica e mutevole) ma dalle donne. Questo è il desiderio di amarle. Non si ama per caso, non si ama per fare, si ama perchè qualcosa ci lega a queste persone profondamente, una condivisione di emozioni, di valori, di modi di vivere la vita. Sono profondamente d’accordo con la frase “le donne vanno amate e non capite”, non perchè siate difficili, che anche noi non siamo da meno. Ma perchè la vita deve essere amore. Sarò forse un eterno romantico?
    Purtroppo spesso mi sono imbattuto in persone che forse nemmeno loro sanno cosa volessero dalla vita, nemmeno loro sapessero che persona volessero al loro fianco. E sì, gli stronzi piacciono, ma mi spiace (forse più per me che per voi) io non riesco che ad essere me stesso. Penso che spesso si dia importanza più a quel solito detto delle “farfalle nello stomaco” che alla scoperta di una persona. L’amore credo sia anche saper aspettare, aprirsi e donarsi, continuamente.

    Grazie per questo spazio

    Matteo

    1. Ciao Matteo,
      credo che ci siano alcune verità in ciò che dici e credo anche che sia più facile dire di volere l’amore che dimostrare coi fatti di volerlo, di essere disposti a costruirlo, aprirsi, donarsi e tutto ciò che giustamente dici tu.
      Purtroppo una ricetta non c’è. Se piacciano gli stronzi non lo so. Forse sì, forse a volte, forse ad alcune.
      Penso anche che, se una persona si predispone in maniera sana ed equilibrata al prossimo, e se vuole – come probabilmente tu desieri – trovare qualcuno davvero, sia solo questione di tempo.
      Ma questo non ci è dato saperlo, se non vivendo.
      E, per scaramanzia, ci sta anche bene ammettere l’ipotesi che non sia scontato trovare qualcuno con cui stare insieme e con cui stare insieme bene. E nella vita ci sono comunque esperienze da vivere e robe da provare. E va lo stesso bene così.
      Ti auguro, ad ogni modo, di trovare ciò che vuoi 🙂
      un abbraccio
      v

  31. Il pezzo è bellissimo, e tipo due anni fa sarebbe stata la mia Bibbia, perchè sono cresciuta( inteso come donna non solo anagraficamente) da sola e sono stata sempre fantasticamente bene. Poi però ho scoperto che in due non è necessariamente rinuncia, è complicato, ma si può essere 1+1 non obbligatoriamente un 2 preso in blocco, e io ci ho messo tanto a capirlo, ma si può! Si può trovare qualcuno con cui condividere, in modo equilibrato e calibrato, che può essere una ciligina sulla torta di una vita gia’ di per se’ piena e completa, fatta di piccole cose dove un pò d’amore non guasta, ecco. Mi verrebbe in mente una citazione di Jim Belushi “Voglio stare sola”, “Anch’io voglio stare solo.” Ti va di stare soli insieme?”

    Detto ciò, spero tu possa trovare una persona diversa, con cui tu possa vedere in santa pace House of Card ( che diciamocelo, è un pò meno mattonazzo di Games Of Throne.), ma poi alla fine ti auguro solo di essere felice e di vivere una vita piena, sola, insieme, in coppia, in tripletta, non ha molta differenza, ma permettimi una domanda.

    Io la cacca la faccio serenamente, ne parlo pure, dici che ho problema di “coppia”?

  32. Cara vagina secondo me…ti divertì di più single perché puoi prendere ciò che voi.. 🙂 🙂 a volte è bello,essere accoppiati sopratutto x sentire un po di calore umano. Imbocca lupo

  33. pienamente daccordo con qualche precisazione:
    1) a me non spiace spiegare perchè amo essere single, eventualmente modulando la risposta rispetto all’età dell’ascoltatore; quello che odio è lo sguardo di pietosa incredulità di alcuni, soprattutto sulla scelta di non fare bambini, come se sia impossibile che una donna possa non desiderare la maternità ma piuttosto se ne convinca perchè non ha la possibilità.
    2) io sto davvero bene da sola ma quando mi innamoro tanto, e, anche se di rado, mi sono sempre innamorata “tanto”, non faccio nessuna fatica a dividere il mio tempo e i miei spazi; forse perchè, per fortuna, mi innamoro solo di persone che non se ne approfittano!
    3) io ho acquisito un’unica mania da vecchia zitella: odio dividere il letto e la camera da letto con persone con cui non faccio sesso, comprese amiche del cuore, sorelle, mamme, ecc… Mia zia dice che succede perchè sono zoccola, ditemi che non sono la sola!

    1. ahahahah dunque:
      1. di questo tema conto di parlare quanto prima (il ché significa nel prossimo semestre), ma capisco perfettamente cosa intendi dire
      2. sarà che io non mi innamoro tanto da tanto tempo…
      3. ahahah a volte a me disturba dividerla anche con le persone con cui faccio sesso, quindi fai te! vai tranquilla, tutto regolare, secondo me (per dirti che io sono così profondamente single che se dormo con altri, non dormo)
      🙂

  34. Se non pesa, è uno status come un altro. Accoppiarsi per poi mettere in piedi il carrozzone della separazione/divorzio forse non vale la pena. Non sono single e non mi pento. Forse ho trovato quella con cui stare insieme bene – per entrambi naturalmente –

  35. No, mai e poi mai mi sognerei di rompere le scatole ad un’amica o parente, o a una blogger famosa, perchè è single.
    Prima di tutto perchè Milano l’ho vissuta anch’io dai 19 ai 28 anni ed è vero… quella città “è difficile” per i rapporti amorosi. Ho bellissimi ricordi di amicizie e soddisfazioni professionali grandissime, ma tanta, tanta solitudine affettiva (e a me, a quella età, pesava).
    Poi perchè a me è capitato di trovare un compagno di vita (non a Milano) stranissimo, così diverso da me eppure a volte così simile, a seguito di coincidenze così fortuite e irripetibili da farmi ritenere che – in sua assenza – sarei a mia volta assolutamente single da anni… e senza la vita brillante che voi tutte, comunque, fate (non negatelo che lo so!).
    Capita di trovarsi. Capita di non trovarsi.
    Capita di trovarsi bene. Capita di trovarsi come una capra strozzata… e allora meglio salutarsi.
    Viviamo insieme da ventuno anni e in tutto questo tempo ho sempre saputo che la mia vita alternativa, se non lo avessi incontrato, sarebbe stata sicuramente da single. E senza rimpianti.

    1. noi chi? (facciamo la vita brillante, intendo :D)
      il punto è che non possiamo sapere cosa capiterà o chi incroceremo e che è giusto godersi il percorso nel mentre, a prescindere da dove ci condurrà (posto che una vaga idea della direzione in cui si sta andando è giusto averla, ma per lo più per questioni di consapevolezza…la cazzo di consapevolezza!)

      ps: grazie di comprendere la difficoltà di milano…all’inizio è tostissima 🙂 poi forse ti abitui, ti milanesizzi, diventi un po’ più simile a lei e lei inizia a sembrarti più simile a te

  36. Ecco (fra il serio e il faceto) il titolo del prossimo libro besteseller che scriverai… “Una single e la città”
    e il tema musicale portante 😛 😉 …. Però; a pensarci bene non è poi così campato in aria…. 🙂

  37. Descrivere la vita dicoppia in questo modo mi sembra riduttivo.
    Vero vivere con un altro ė difficile a volte vorresti che sparisse ma l’altra faccia della medaglia e crecere econdividere insieme.
    Essere in coppia non vuol dire annullarsi e rendere conto di tutto anzi bisogna avere l’intelligenza di capire le esigenze del compagno/a e lasciare gli spazi richiesti.
    Come in tutti i rapporti esistono alti e bassi.
    Personalmente nella mia vita ho sbagliato tanto, per egoismo stupidità ma ogni rappoto mi ha aiutato a crescere e spero a migliorarmi.
    Oggi sono single ma non smetto di provare a mettermi in gioco.
    Non fraintendermi non penso che essere single sia sbagliato importante sia una scelta consapevole e non una scusa.

    1. no ma io non intendevo descrivere la vita di coppia in quel modo, stavo semplicemente evidenziando cosa mi piace di questa piccola quotidianità che vivo oggi. che per me è un po’ diverso 🙂
      fai bene a continuare a metterti in gioco, finché se ne ha voglia, vale la pena di essere predisposti a tentare 🙂

  38. Consiglio/test: provare a fare qualcosa per qualcun altro in maniera continuativa e senza un vantaggio di ritorno e che la soddisfazione personale di farlo sia solo un umano e molto secondario effetto e non il fine o l’obiettivo o il risultato di cui essere fieri e da raccontare a sé e agli altri. Il test non vale se il soggetto è un cane.

  39. Tranquilla, si può andare in palestra a mezzogiorno la domenica, ascoltare la propria musica e lasciare i piatti per il giorno dopo anche se si è fidanzati e conviventi, basta che il tuo ragazzo non ti scambi per la domestica. Sicuramente i figli, invece, sono un consistente limite alle proprie libertà di movimento, ma dicono che ne valga la pena…chissà.

  40. Al di là di tutti i bei discorsi sul “trovare quello giusto”, fare la cacca in libertà è un diritto sancito dalla convenzione di ginevra, così come dormire senza nessuno che russa o ti disturba e poter stre in casa con la tuta. Altrimenti che vita di merda, meglio stare soli ma rilassati. Sono serissima, il mio quasi marito lo sa e capisce

  41. Tutto vero e legittimo… E dici anche una grande verità: Deve arrivare qualcuno per la quale valga la pena! Ma soprattutto, una persona che rispetti te e i tuoi spazi nel limite del rispetto dell’altro e del rapporto che con lui si ha!

  42. ne parli troppo. non è necessario spiegare perchè e percome ogni 2×3. io vorrei però sapere se esiste un lavoro in cui non ci siano persone accoppiate che pensano tu sia strana in quanto single, perchè lo fanno. la candidata ideale per un lavoro generico (che è quello che posso fare io) è fidanzata/sposata, mediamente bora, e condivide il buongiorno coi gattini su fb. I lavori fighi da single, tipo i copywriter,le blogger, ecc li fanno quelli che hanno già i soldi di famiglia, e io, pur essendo istruita e non essendo una bora lieta di scopare lo stesso uomo da 15 anni, soldi non ne ho.

    1. mah.
      in primis, essendo un blog personale ne parlo anche ogni 6×6 se così mi va.
      in secondo luogo, non ho ben capito il discorso sul lavoro, ancor meno la deriva sui lavori “fighi” tipo il copywriter.
      sappi che non sai se un lavoro è figo finché non ti sporchi le mani a farlo.
      e che non tutte le blogger fanno solo quello. e che non tutte hanno un uomo (padre o compagno) che le mantenga mentre fotografano tazze di caffè e biscottini. alcune sì, beate loro.
      ciao.

  43. Mi ci son vista nel tuo articolone mi ha fattobpiacere perchè mi sento sempre più una mosca bianca, una inconpresa, una strana o una “poverina”. L unica cosa che mi fa soffrire in questa situazione è non avere la comprensione delle amiche, molte delle quali invischiate in storie/matrimoni in cui non mi ci vorrei trovare neanche per sbaglio. Tu hai un’amica che ti dice: secondo me tu stai bene da sola. Io ho quelle che mi mandano immagini dri gatti che entrano in casa dicendo “ho saputo che sei zitella” o quelle che mi dicono che io non capisco perchè penso a una persona che non esiste. No belle, quelle che non capiscono siete voi, perchè io da sola non solo ci sto bene, ma ci so stare… che per tanti è il vero problema. Scusa il pippone.

    1. no no, non scusarti, hai ragione e capisco.
      so di essere fortunata ad avere l’amica che ho, che mi dice le cose che mi dice.
      ma qui, come vedi, siamo in tante e la pensiamo più o meno allo stesso modo e viviamo situazioni simili.
      quindi non sentirti un caso isolato e nemmeno una mosca bianca 🙂
      saper stare da soli è uno skill utile da sviluppare, in qualunque caso, nella vita 🙂

  44. Commento #2 (che poi sarebbe 3, visto che nel precedente ve n’erano già due).
    Il “taken” del foglietto è orribile ….come accade sovente per i vocaboli inglesi che hanno parecchi significati, più che “impegnato” evoca la traduzione “preso”; ciò supporrebbe che chi sia in coppia non abbia scelto ma sia stato scelto …..all’Esselunga?

  45. “Fare spazio dentro di sé”, una delle frasi più belle che ho letto ultimamente. Che sembra una cosa buttata lì così ma che apre invece un mondo importante, il nostro mondo interiore.
    Perché non è mica da tutti e per tutti entrare nel mondo interiore di qualcuno. Così come non è mica da tutti e per tutti esser capaci di vivere adeguatamente il proprio mondo interiore.
    E “socazzieh” con sto mondo interiore… Ma quando si riesce/si può/val la pena di (leggetela come vi pare) a far spazio dentro di sé a qualcuno.. ecco è una delle cose più belle che possa capitare.
    Un saluto, sempre piacevolissimo leggerti! ciao!

  46. Quando un* comincia a farsi le ansie, ma soprattutto a darsi le giustificazioni, sul perchè è solo, significa che avverte il malessere d’esserlo… detto questo la vita di coppia è un compromesso, non è un #vaginadixit ma rende bene l’idea che avere una relazione stabile con qualcun* significa necessariamente rinunciare a qlc di noi per far spazio all’altr* e questa rinuncia di fatto è un arricchimento. Buona vita e lascia tutto al caso che vivi meglio.

    1. vabbè ma tutti c’abbiamo l’ansia.
      le giustificazioni, forse, se non vivessimo sotto la costante pressione sociale all’accoppiamento, avremmo meno bisogno di darcele e di darle.
      detto ciò, comunque, il caso vince sempre su tutto e questo è noto! 🙂

  47. Stare con qualcuno per non stare da sola può anche essere accettabile, ma non può durare perchè o ci si stufa o uno dei due si innamora e iniziano i problemi. Il fatto di condividere spazi/week-end/musica/cacca/parenti e tutto quello che si possa immaginare se in un primo momento di cieco amore può sembrare stupendo e perfetto finirà sempre per diventare un luogo di compromessi e sacrifici da parte di entrambi. Io e il mio lui stiamo insieme da sette anni: lui ama lo sci, a me fa cagare, lui è avventuroso e ama visitare luoghi abbandonati munito di torcia e spray al peperoncino contro eventuali aggressori, io preferisco il divano e le serie tv, io ho bisogno di stare da sola, di scrivere e leggere in santa pace, lui vorrebbe condividere tutto e spesso soffre perchè lo faccio andare in montagna da solo mentre io sto 48 ore in pigiama a farmi i fatti miei. Siamo tutti diversi e credo che l’unica banalissima cosa che possa fare coesistere nello stesso appartamento due esseri umani sia l’amore, che a volte è complicato ma che alla fine dà un senso al perchè non si scappa a gambe levate quando lui scoreggia sotto al piumone e lo alza facendoti arrivare la puzza e dicendo: “senti qua che roba”
    Quando troverai l’amore farai spazio automaticamente, nel frattempo datti alla pazza gioia che poi ne avrai solo uno per un lunghissimo lasso di tempo 😀

  48. Io sono del Sud come te, sono stata sempre single fino alla fine dell’università, ed ero tranquilla e felice, tranne un breve periodo di circa un anno per un interesse non completamente ricambiato. Non capivo la pressione di genitori e parenti vari per dovermi trovare un ragazzo a tutti i costi, non capivo alcune mie amiche che avevano fidanzati che non sopportavano, ma ci stavano insieme per avere qualcuno con cui uscire il sabato sera e con cui passare la Pasquetta, non capivo lo sguardo di compassione quando dicevo che non ero fidanzata. Essere single non significa essere incompleti o disperati, come essere in coppia non significa stare bene. Eppure la pressione sociale è ancora davvero fortissima in questo senso, anche sugli uomini che però hanno qualche anno in più di autonomia. Ricordo una mia zia che invece un giorno mi disse “sii felice”, era l’augurio più bello che potessi ricevere. Poi ho trovato la persona con cui stare insieme, e sono ugualmente felice, ma non sono insieme a lui “per non stare da sola”, questo per me non ha davvero senso. E anche la condizione di accoppiata ha pro e contro. Per farla breve, io ti auguro quello che mi disse mia zia, il modo per raggiungerlo è troppo personale, non può essere definito solo dalle convenzioni sociali.

  49. Zia Teresa? Scusa un attimo ma, una piscina di cazzi tuoi no?
    Con simpatia eh.

    Penso di avere consumato la tastiera nello scriverti queste parole.
    Vai bene così, sei troppo intelligente e indipendente per ammorbarti in una convivenza.
    Poi se dovrà succedere, succederà.
    Come la varicella.

  50. Ciao!
    Io ho un compagno da 7 anni, un bimbo di 20 mesi e ne aspetto un altro. il 99% del tempo sono felicissimo della mia vita e delle mie scelte, ma ogni tanto…quell`1% si fa sentire, quello in cui darei qualsiasi cosa pur di passare una delle mie giornate ideali di una decina di anni fa, quando dovevo rispondere solo a me stessa, e trascorrevo la giornata facendo solo cose per me. Ogni scelta alla fine ha un prezzo da pagare, l`importante secondo me e` essere felici (per lo meno la maggior parte del tempo), il resto non conta, i commenti..i giudizi…alla fine sei tu quella che va a dormire felice (o no) la sera

  51. Ciao, non ho mai commentato prima qui. Gynepraio ha condiviso questo tuo post e mi sento di risponderti.

    Non è per forza vero che chi sta in coppia sia perché “così non sta da solo”.
    C’è chi lo fa, e lo fa a 15 come a 65 anni, ma non sono tutti.
    Come non è vero che i restanti lo facciano solo per far star buone le zie e i parenti.

    Io credo che ci voglia un po’ di volontà.
    Se tu in questo momento non hai voglia di trovarti una persona e di scoprire punti di vista diversi dai tuoi, sicuramente questa persona non capiterà.
    E questa non è una critica, sia chiaro.
    Ma quando si vive una condizione con dispiacere (per quanto leggero, ma questo mi è sembrato di intravedere nel tuo post, nel caso mi fossi sbagliata mi scuso) è bene cercare il modo di risolverla, piuttosto che allargare le braccia e dire “è così, io sono fatta così, punto”.

    Stare bene con se stessi non è una condizione esclusiva dei single. Chi in coppia magari sta benissimo da solo, però ha trovato più divertente stare con un altro.

    In generale, credo che vedere lo stare in coppia come un “sacrificio” e lo stare da sola come una condizione giustificabile, forse non è chiaro dove bisogna andare.

    E’ chiaro che non si può avere tutto quello che si vuole, ma tu, tu ti sei chiesta cosa vuoi tu?

    Capisco che scrivere un post su un blog sia per forza riduttivo, e si debba semplificare molto. La vita è sempre molto più complessa di così.
    Ma se è vero anche solo un pezzetto di quello che hai scritto qui sopra su quanto stai bene e sei risolta da sola, allora non sarà difficile trovare qualcuno che non veda l’ora di scoprirlo, senza per forza sabotarti.

    1. cara virginia, la verità non è mai così netta, secondo me, né da single, né in coppia.
      per quanto ne so, la vita è un’altalena, a volte calma a volte movimentata, in cui si sta bene e si sta male.
      conosco coppie che stanno da dio insieme e coppie che stanno molto male insieme, e posto che ognuno è libero di fare ciò che crede, posto che ognuno di noi è mai “risolto”, questo post è semplicemente una riflessione, l’istantanea di un momento. scritto da single che, tutto sommato, da single non ci sta nemmeno così male. a volte. poi altre volte sì. ma è normale che vada così. almeno per me e “quelle come me”

      e rispondere alla domanda “cosa voglio io?” è diffffffficile 🙂
      ma ci rifletto su.
      grazie
      v

  52. In generale, credo che *[se si vede] lo stare in coppia come un “sacrificio” e lo stare da sola come una condizione giustificabile, forse non è chiaro dove bisogna andare.
    (Perdona il refuso)

  53. FB oggi mi ricorda che un anno fa avevo condiviso questo tuo articolo.
    Ancora non avevo un blog, ancora non ti seguivo, ma un paio di mie amiche sì e mi avevano mandato il link, perchè sapevano che avrei voluto stampare copie di questo articolo e distribuirlo in giro alla gente, perchè aprola per parola mi ci ritrovavo.

    Nel frattempo, in un anno, quello che mi piace davvero l’ho trovato, e poi perso, e quindi per un secondo ho perfino pensato di smettere di stare da sola.
    Insomma, i cambiamenti sono stati tanti, eppure, queste parole, sento ancora di poterle stampare e distribuire, perchè parlano di me in ugual modo.

  54. Guarda , tra il vivere un matrimonio che è un quasi totale fallimento ed essere single non c’è molta differenza. La mia metà raramente vuole stare con me. Purtroppo essere poco interessanti per l’altro sesso è un handicap notevole…..

Parla con Vagina, Vagina risponde

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