Cene tra Amiche

Le cene tra amiche non si sa mai che piega possono prendere davvero.

Le aree di conversazione sono potenzialmente inesauribili e pertengono sfere pubbliche, private ed intime, toccando gli argomenti più nobili, e insieme i più deprecabili, per esempio:

  • Sviluppi sul lavoro (5%, a meno che non si sia colleghe, nel quel caso la percentuale sale automaticamente al 70%);
  • Look (un 30% di conversazione su dove trovare degli stivali neri ma belli, possibilmente scamosciati, sexy ma comodi, di qualità e naturalmente che non costino quando uno stipendio; ma anche gli ultimi acquisti fatti su Asos, oppure quel posto dove si spacciano borse uguali a quelle di marca ma unbranded, quindi affordable; e infine il nuovo taglio di capelli fatto in quel salone dove c’è il genio dei ricci)
  • Informazioni logistiche che ti salvano la vita (un 20% su come cucinare questo, o smacchiare quello, o dove trovare quell’altro, la nuova estetista, la sarta di fiducia, la colf)
  • Salute (un 20% di dolorini al seno, problemini alla tiroide, un polipetto, un fibromino, una leggera endometriosy, un nodulino e l’utero setto)
  • Argomenti scabrosi (un 5% di “non faccio la cacca da 1 settimana, 12 ore e 43 minuti, ti prego dammi una pasticca di carbone naturale, ma anche della dinamite” oppure “ho politicamente deciso di smettere con la brasiliana”, per lo meno fino al prossimo appuntamento con un maschio nordico ultra-sportivo che fa colazione con pane e avocado, e che se vede un hairy pussy chiama l’esorcista)
  • Gossip (un 20%, mediamente un quinto dell’agenda mediatica, è fondamentale; questo a patto che non ci siano scoop clamorosi nella vita personale degli astanti o nel gruppo di persone in comune, in quel caso la quota gossip potrebbe raggiungere il 95%; a volte persino il 100%, cioè potrebbe trattarsi di un’assemblea convocata d’urgenza al fine unico di dibattere un preciso e sconvolgente topic)

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Argomenti come politica o sport non saranno in linea di massima affrontati mai spontaneamente da nuclei di sole donne. Per contro esse facilmente azzereranno tutti gli argomenti di cui sopra ogni qualvolta ci sia qualche pene sapiens di cui dibattere. Non importa che sia tuo marito, il tuo storico fidanzato, il collega che ti piace, l’amico di scuola, il panettiere, l’amante, la rockstar della porta accanto,  Michael Fassbender, il limone dell’ultima festa quando eri così ubriaca che ti saresti limonata anche l’appendiabiti, oppure quell’infame che legge il tuo messaggio e non ti risponde. La narrazione virile è, fin da quando siamo pischelle, il più forte dei nostri collanti.

Per esempio, io e la mia amica Janis possiamo avere qualunque genere di aggiornamento nella nostra vita, tipo che lei potrebbe vincere il Pulitzer e io l’Oscar (che comunque regalerei a Leo, nel caso, perché lo amo sempre per sempre), ma l’unico vero argomento davvero prioritario per noi, l’unico per cui siamo in grado di scriverci a qualunque ora del giorno e della notte e di risponderci ultra-tempestivamente nonostante le nostre impegnatissime vite è sempre lo stesso: il maschio.

Qualunque genere di maschio, davvero. Anche quando non ci sono novità, ci chiediamo sviluppi sugli ultimi para-flirt nei quali ci dimeniamo, da quando per ragioni di sopravvivenza ci siamo ritrovate single, in questa giungla metropolitana e sentimentale. Dall’uomo che ti ha fatto male, ma male quello vero, al tizio che non chiami nemmeno col suo nome, perché è talmente superficiale la cosa che non è degno di vera e propria cittadinanza nei tuoi pensieri. Lei inglesizza i nomi: (trombatore) John, Jack, Frank. Io li chiamo come il posto in cui li ho conosciuti. Se lo conosco a una festa diventa Party, se lo conosco su una navetta aeroportuale diventa Shuttle, se lo conosco a un matrimonio diventa Wedding, e via discorrendo. C’è da sperare di non incontrare l’uomo della vita nel cesso di un locale, altrimenti quello sarà per sempre Toilet.

La cosa divertente è che, in un modo o nell’altro, ne vengono sempre fuori delle osservazioni antropo-sociologiche estremamente interessanti, insieme a un quadro futurista delle relazioni tra i 2 sessi nell’anno del signore 2016. Al punto che ho detto a Janis che dovremmo fare una webserie con degli estratti delle nostre conversazioni, ma lei non vuole perché – essendo più saggia di me – tiene ancora a quell’arcaico valore che è la “privacy”.

Tuttavia, ciò che voglio dire è che tra le mille cose cui facciamo fronte nelle nostre vite di donne, alcune delle quali molto più sofisticate e complesse che relazionarci con un uomo, l’argomento sul quale abbiamo più bisogno di supporto/confronto/approfondimento/analisi è sempre lo stesso, quello maschile.

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Come se da tutta la vita ci affannassimo per comprendere qualcosa che non comprendiamo fino in fondo. Che non è l’entità virile in quanto tale, sulla quale abbiamo anzi una enciclopedica conoscenza, essendo essa anche piuttosto elementare suvvia, bensì il segreto per incastrarla con la nostra entità vaginale. Possibilmente senza che ci siano conseguenze catastrofiche prima, durante e dopo.

E così snoccioliamo teoremi, dogmi, assiomi e postulati. Linee guida che ci permettano di orientarci in questa matassa, di trovarne il bandolo, di pensare che continueremo sempre a parlare di uomini, ma in un modo diverso. In cui loro avranno un nome, un cognome e una faccia tridimensionale (non solo inviata via whatsapp per “vedi quanto è bello/mipiaceuncasino/stocesso“). Avrà una voce e non sarà solo una sconfinata quantità di screenshot delle conversazioni forwardate alle amiche per fare un’analisi semiotica e testuale delle emoticon, e delle parole, e degli acronimi in esse contenuti. Un modo che non sarà più categorico, che non sarà più una classificazione per età, per provenienza, per pregresso sentimentale. Un modo in cui non diremo più che li abbiamo “obliterati” e non commenteremo più le loro performance sessuali (con un’agenda mediatica che prevede: dimensioni – che tanto non contano, no? -, durata, preliminari, amplessi, eventuali bis e tris, come siete rimasti dopo? Vi rivedrete?), perché la nostra sessualità sarà privata, perché quel sesso sarà nostro davvero, e dopo anni di penetrazioni occasionali, l’intimità sarà la cosa più bella che sapremo ritrovare.

A patto che, sia chiaro:

“Giurami che non diventeremo mai come quelle che si lamentano dell’asse del cesso alzata ti prego”

“Ahaha cazzo sì, oppure del rotolo di carta igienica finito che lui non cambia mai!”

Lo giuro. Arriverà un giorno in cui parleremo degli uomini in un modo diverso.

Diverso davvero.

73 pensieri su “Cene tra Amiche

    1. ciao grande come sempre, vero anche quello che dici…io quando potevo vedere le mie amiche amavamo per l;appunto parlare di vari argomenti…..ma soprattutto parlare e SPARLARE degli uomini….cosa che ci veniva pure bene!!!! Effettivamente visto che ormai sono una Signora….per via dell’eta’ anagrafica ma Non quella in cui realmente mi sento….qualche sfizio me lo sono tolta….e quindi il mio carnet di racconti era abbastanza ampio….Dico ERA poiche’ ora convivo con l’uomo…mi sono trasferita all’estero….e non vedo quindi piu’ le mie amiche che poi alcune di loro si sono perse strada facendo (per alcune meglio cosi), comunque dammi retta…goditi ancora queste serate anche se a volte gli argomenti saranno sempre gli stessi….almeno avrai una condivisione e potrai farci delle risate…..io ora NON ne ho piu’ la possibilita’ di farlo e credimi mi manca da morire!!!!!! un grosso kusssss

  1. Devo dire che non c’è poi così tanta differenza con una cena tra uomini,a parte il calcio e le auto,di solito si tende a commentare il culo e le prestazioni dell’ultima conquista..cosa che trovo,sinceramente,particolarmente noioso..però mi consola il fatto di sapere che dall’altra parte della luna i discorsi sono simili. Non oso pensare il nome di uno che potresti incontrare in un qualsiasi reparto di urologia sparso nel pianeta!

  2. aveste figli vi lamentereste del rotolo di carta igienica non cambiato da loro e delle scarpe sparse per casa… chissà allora cosa sarebbe la cosa da evitare…

    Io con le mie amiche parlo molto di autoanalisi… sono tanto strana?

  3. C i a o, mi chiamo Andrea e niente, ci tenevo solo a dirti che ti ho conosciuta leggendoti da qualche parte x caso, sono rimasto colpito dal tuo modo di scrivere e mi sono iscritto al tuo Blog, nel senso che ricevo le tue chicche via mail. Sei straordinaria nel modo che hai di descrivere la vita vera, tua ma che è poi quella di tutti (non proprio), con incredibile ironia e auto ironia, che assieme alla brillantezza di pensiero, è uno degli ingredienti che rende la lettura dei tuoi Blog un momento particolarmente piacevole della giornata!!
    Sono del sud anch’io (Catania), ho appena terminato di vedere Narcos e concordo perfettamente con la tua analisi sociale delle serie tv…… Mi è piaciuta da morire, e adesso sto vedendo un’altra serie molto figa (dai registi di Matrix) che a questo punto ti consiglio vivamente ma sono sicuro che l’avrai già vista, SENSE8 sempre su Netflix 😉.
    Ciao vagina mi sei simpatica

  4. Fra uomini gli argomenti da birreria non cambiano mai e dopo i quarant’anni per la maggiore vanno:
    – motori, nel senso la propria moto e che giretto farsi domenica mattina
    – sport, anche quello dei figli senza dover tirare sempre in ballo Messi e Ronaldo
    – e non per ultimo tette e culo della ragazza di fronte al bancone accompagnato dal tipico sguardo allupato da maschilista represso…….

    1. Credimi, Vagina, molto meglio le serate che ti fai adesso, quelle in cui si parla del maschio da penetrazioni occasionali che quelle (rare) e noiose che riuscirai a fare dopo (quando avrai il maschio da penetrazioni fisse e lo avranno anche le tue amiche magari avrete anche sfornato il “prodotto di queste penetrazioni”) perchè verrà meno l’argomento più divertente!! D’altronde paventi anche tu un futuro a parlare di quante camice “mi sporca al giorno e mi tocca stirare” o di quale marca di pannolone per l’infanzia trattiene più pipì, quindi già hai capito l’antifona.
      Goditi queste serate perchè le rimpiangerai!! 😉

  5. Tutto assolutamente naturale, poichè la natura ci da due unici input: SOPRAVVIVERE & RIPRODURCI…………..tutto il resto è sovrastruttura !

  6. Un giorno…forse: al momento però l’esercizio consta nel portare pazienza e tirare ad indovinare (sbagliando, of course) che passa per la testa di tizio (che per l’appunto non è ancora meritevole di nome propri). Dovessi finire a cena con Fassbender avvisa, giusto per vederlo live

    1. no ma io a cena con fassbender non riuscirei a dire una parola che sia una.
      cioè potrei solo dirgli tipo: sorry, you’re too hot. goodbye.
      quanto all’attività olimpionica di ciò che passa per la testa del tipo di turno, dovremmo curarcene meno, ne sono persuasa.
      e pensare a divertirci di più 🙂
      un abbraccio

  7. Insomma ho capito che di tutte le discussione tra amiche si finisce sempre sullo stesso punto scivoloso: il maschio. In pratica è sempre lo stesso argomento scabroso. Gira e rigira. Sesso e maschio.
    Certo che anche l’argomento salute va alla grande. Diciamo che è la ciliegina sulla torta.
    Serena serata e belle chiacchiere tra amiche

    1. facciamo anche delle brevi sessioni sulla salute dei nostri genitori, a volte. o di persone care.
      però sì, maschio e sesso comunque per la maggiore. per lo meno in questa fase della vita e – come si diceva giustamente sopra – è anche il caso di godersele queste chiacchiere, prima di finire davvero a fare (nel mio caso, subire) conversazioni su pappe e pannolini 🙂

  8. Nel “prima” si confrontavano gli uomini in base alle prestazioni sessuali. Nel “dopo”, confrontiamo gli uomini in base alle prestazioni casalinghe. Il mio pulisce i rubinetti che neanche Mastro Lindo! Ma il marito della mia amica sa stirare. E sì, un po’ glielo invidio, altro che invidia del pene, ormai abbiamo l’invidia del maggiordomo!

    1. L’abbiamo capito, infatti in tele vanno per la maggiore i cuochi, ogni anno Gordon Ramsay è sempre nelle prime posizioni come uomo più affascinante. Noi “giovani” uomini facciamo la spesa, cuciniamo, rassettiamo la casa, ci occupiamo dei panni, stiriamo e la lecchiamo come rintintin….. una generazione cresciuta bene. 🙂

      1. Ormai per una donna non c’è niente di più sexy di un uomo con l’aspirapolvere in mano che ti pulisce casa….

      2. Penso che una donna non voglia più fare da madre al proprio uomo e sia giusto viziarci a vicenda. Poi avere Cracco in casa…. per me è un gran rompicoglioni…. e non la lecca per non impiastricciarsi la barba…. 😂

      3. Per dire la verità la mia ex moglie mi ha molto viziato, però mi ha insegnato anche molto sulla gestione di una casa. Me ne sono reso conto vivendo da solo.

      4. Secondo me, gioca molto anche l’età. A 20 anni non me ne fregava niente di avere una casa in ordine… adesso ci tengo di più. Penso valga lo stesso anche per un uomo?

      5. Non mi piace manco giocare…… mi sono fermato praticamente alla uno, con la due ci ho giochicchiato, Xbox360 l’ho appena appena accesa mentre play 3 e 4 zero assoluto, le spolveravo quando pulivo la cameretta.
        Avevo anche il Siga Saturn ma me l’hanno rubato……

      6. bia anche a me comunque è successa una cosa sconvolgente e del genere. a 20 anni zero sbatti per la casa.
        oggi molta più attenzione.
        presumibilmente a 40 sarò una psicopatica germofoba.

      7. No, io ne ho 41 e non sono germofoba… Ma se lavo con cura per terra, e mi vieni a zampettare per casa con le scarpe, facile che ti offro un paio di ciabatte… Lo faccio per te, sia chiaro, per farti sentire comoda come a casa………….

      8. Non ho mai capito come mai le maglietta “Atari” in italia se ne vendono molte mentre quelle “Sega” in giro non se ne vedono…..

      9. Secondo me gli “sbagliati” sono riconoscibili al volo. Quelli egocentrici, magari spilorci, quelli che si servono per primi a tavola, troppo attaccati alla playstation o che preferiscono la partita a calcetto o le prove con la chitarra invece di uscire con te. Chi non può rinunciare…….

      10. egocentrici, o troppo attaccati alla famiglia di provenienza, che viene prima di tutto. Ma anche incapaci di essere adulti, di vedere che c’è il pavimento da spazzare, o il figlio che deve fare i compiti. Soprattutto io incontro uomini adulti che non sanno cosa pensano e glielo devo dire io.
        Però in generale, mai trovato nessuno che facesse le faccende in casa senza doverglielo spiegare. Semplicemente non vedono. (“non hai messo neanche l’acqua per la pasta, sono le otto!” “non me l’hai detto!” conversazione tipica con mio figlio, come col mio ex marito).
        Hai ragione riguardo il “rinunciare”: se ci tieni a me, non rinunci a nulla, decidi di scegliere quel che viene prima. E’ diverso.

      11. @altrirespiri
        Probabilmente perché non hanno mai vissuto da soli; quando non ho potuto permettermi di pagare la colf, ho badato da solo alla casa, magari non sarà stata perfetta ma pulita e ordinata di sicuro. Sarà che ho sempre avuto donne (e mogli) con attività impegnative come la mia, per cui abbiamo sempre distribuito le incombenze …..la cucina a me, preferibilmente.

        @ cippe’s
        Io non so “xc in are”, però ai fornelli me la cavo discretamente 😜

    2. in effetti, potrei censurarmi sul rotolo di carta igienica ma se avessi un compagno capace di stirare (mi accontento, anche solo di cucinare) non credo potrei resistere alla tentazione di parlarne. ma solo con altre amiche accoppiate. deontologicamente non lo farei mai con le amiche single. questo sia chiaro 🙂

      1. Concordo, neppure io me ne faccio vanto con le amiche single. Con loro parlo di quanto invidio la loro libertà ed il poter dormire senza uno che mi sveglia da tanto russa! 😂

  9. ho tre amiche che vivono distanti. con queste tre amiche ho un gruppo su whatsapp che abbiamo chiamato zodiacazzi. questo perché abbiamo stilato una lista con gli appartententi ai vari segni coi quali abbiamo avuto “gioiosi incontri”. ed è come una cena continua nella quale si passa dal commentare la storia del momento con appropriati soprannomi che toilet scansate, al “cosa prepari per cena”? a tutto quello che hai meravigliosamente illustrato tu… insomma, più che cena tra amiche è la vita tra amiche 😉

  10. Cene fra single ?!? 😯
    Noooooo …. Tu non ne hai alcun bisogno, @Vagina dolce ! 🙂
    Piuttosto ….

    Salta con me e stringi il mio cavallo,
    che magico volar sa tra le stelle ….
    lascia da sole, a sera, le zitelle :
    noi siamo attesi là, al grande ballo ! 🙂
    °°°
    Tu che sai uscir da ciò ch’ è volgare,
    Tu che nel sesso cerchi tenerezza,
    lasciati andar, con me, a questa brezza,
    noi non lo dimenticammo il verbo amare !
    °°°
    Oltre lo spalto dove regna il nulla,
    oltre le stelle perse alla memoria,
    io ti racconterò un’ altra storia
    e delle stelle farò per te una culla ! 😀

  11. Ho passato anni a vedere gli stessi tre figuri al pub di giovedì sera, quindi posso dirti che le conversazioni tra uomini variano a seconda dell’età.
    In generale penso che vedere amici in questi contesti sia di sicuro una valvola di scarico, ergo discutere del Bosone risulta complicato, più facile semmai notare i busoni che girano nel locale con i risvoltini e la barba.
    In fondo parlate di maschi, noi di figa, voi di cosmesi, noi di calcio, voi di penetrazione, noi pure (nel senso di quanta poca se ne vede nel quotidiano).
    Con gli anni si aggiunge la politica e la sindrome del “ti ricordi” applicata a vari argomenti, cinema, musica ecc.
    Tutto questo fino alla seconda pinta.
    Poi non ricordo bene Vostro Onore.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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