Pussy Moment a Londra

Sono stata a Londra lo scorso weekend. Ci sono stata a trovare la coppia di miei amici che vive lì, che sono una bella coppia, di quelle che ti fanno venire voglia di essere coppia e che ti fanno pensare che sia possibile, essere coppia. Di tanto in tanto mi adottano, o vengono a trovarmi, e ci facciamo delle grandi chiacchiere, magnamo, usciamo e andiamo in giro per negozi (tipo che io ogni volta pretendo di fare un rendez vois da Primark perché non posso mica ripartire senza comprare imprendibili t-shirt usa-e-getta – a questo giro una dei Joy Division e una dei Nirvana che sono convinta mi renderanno un soggetto molto interessante, quando in palestra squamerò come una carogna al sole mentre mi alleno sul cross trainer).

Sono stata a Londra e ho fatto un sacco di cose: mangiato troppo, cagato poco, dormito il giusto, camminato furiosamente da Covent Garden a Westminster smarrendomi tra stradine colorate e grandi arterie del traffico metropolitano; fotografato la stessa Londra di sempre che è sempre una Londra nuova; urtato contro i passanti; sbagliato treno in metropolitana; bevuto vino e bevuto birra; ballato al Ministry of Sound che pare sia una delle discoteche più fighe di Londra ma-proprio-l’acustica-è-super; ripetuto più volte “Sorri, chen iu ripit slouli plis?“; passeggiato per le vie di Angel tra l’hipsteria e la decadenza, e le boutique vintage, e le caffetterie, e i ristoranti giapponesi; incontrato amici, amici di amici e conosciuto persone nuove.

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E ho riflettuto. Ho riflettuto su quanto tempo passo a patire la vita invece che godermela; su quanto tempo spreco a pensare a ciò che mi manca piuttosto che a ciò che ho; su quanti treni sono passati, e su quanti altri ne arriveranno; e su quanto forse sia solo un gioco, una grande giostra su cui si sale e da cui si scende, la vita; e su quanto poco senso abbia sprecarla ad avere ansia. Su quanto sia fondamentale divertirsi nel mentre, capire cosa ci fa stare bene e farlo, senza pensarci troppo, senza rimuginare, senza essere prudenti al limite della viltà. Costruirla ma non subirla. Accettarla ma non rinunciare a renderla migliore, mai.

E ho riflettuto anche su quanto sia importante avere vicino persone con cui si possa non fingere, con le quali non ci sia vergogna a dire che è un periodo di merda, perché? Non lo so perché. Sono fatti miei, diceva Raz Degan. Non c’è un motivo vero, in realtà, una causa scatenante circoscritta e precisa. È un malessere diffuso e generalizzato, da primo mondo, che penso sempre che un giorno me la prenderò al culo e quando il male vero arriverà io penserò “ma di cosa cazzo ti lamentavi prima?”

“Cosa c’è che ti turba?”, mi ha chiesto un mio amico.

“Niente”, gli ho risposto. “Cioè, tutto”, mi sono corretta.

Il lavoro, il futuro, il passato, il rapporto con i genitori che cambia, i primi veri nodi dell’anima che raggiungono il pettine della coscienza di sé, l’idea che forse ho sopravvalutato la mia capacità di essere sola e di farcela da sola sempre, che sono anni, che sono stanca, che un poco di comfort, eccheccazzo, un po’ di fottuta normalità, la banalità persino, hai presente? Che ho duecento matrimoni, che continuerò a essere l’accompagnatrice dei miei accompagnatori gay (che dio li abbia in gloria), finché anch’essi non saranno accoppiati, e il tempo passa, e io osservo gli altri crescere, vivere cose che io probabilmente non vivrò e nei prossimi anni ne diventerò man mano più cosciente, e sì, sì, lo so già, ho trent’anni, mica 50, ma quand’è che l’ho detto che i 30 anni sono un’età bella? No, i 30 anni fanno cagare. Sei un minotauro, sospeso tra l’illusione e la rassegnazione. Non puoi essere davvero un illuso che pensa che sia plausibile incontrare nel mondo qualcuno che ti piaccia e a cui tu piaccia, che siate entrambi single, che entrambi vogliate la stessa cosa e che riusciate a incastrarvi in maniera ragionevole e appassionata; ma non puoi neppure essere un rassegnato che appende l’apparato genitale al chiodo e si lascia finalmente ingrassare sul divano in tuta di pile ingozzandosi di Hagen Dazs gusto Cookie.

Ecco, cosa mi turba. Il pensiero che vorrei essere diversa e non lo sono. O che dovrei essere diversa, e non lo sono. O che mi sento in colpa a guardare le mie amiche diventare compagne, mogli, madri, mentre io continuo a parlare loro del tipo che ho matchato su Tinder, o di quello che è il maschio di un’altra e io non ho più voglia nemmeno di quello, nemmeno di accettare il Pene2Go, il gettonassimo cazzo-sharing. Oppure dell’ennesimo rigurgito adolescenziale per tale maschio italico, palesemente sbagliato da molteplici punti di vista.

Christina-Paez

È che mi manca, ho detto al mio amico. Mi manca una cosa normale. Non posso farci niente, in questa fase va così. Sono in un pussy-moment, vaginismo estremo, so che è poco appealing, poco figo, incoerente forse, gli ho detto. Ma è così. Mi passerà. Sarà la suggestione del periodo, sarà una fase, tornerò in me, tornerò a professare l’indipendenza, l’auto-consapevolezza, l’auto-determinazione, l’auto-erotismo, la libertà, l’uguaglianza, e la fraternità. Ma ora è così, mi manca qualcosa e non so cosa sia. Perché non è un pezzo che mi manca, e non è una stampella emotiva, e non è nemmeno un maggiordomo/assistente/autista (per quanto gradirei molto avere tutte queste figure professionali al mio cospetto). Però qualcosa mi manca.

E non riesco nemmeno a prendermi per il culo. Non è vero che arriverà, chi cazzo l’ha detto che arriverà? Sai quante ne conosco di donne fighe, gagliarde, più grandi di me, che la vita la vivono da sole e così è, punto e basta, niente principe, niente carrozza, niente matrimonio con vestito da principessa, casa con giardino, prato all’inglese, auto familiare, cose che forse nemmeno voglio (a me i matrimoni non piacciono), ma nemmeno uno con cui ciulare con regolarità, con cui andare a cena fuori e flirtare, o con cui fare le vacanze. Niente. Il mondo lo girano da sole, a cena ci vanno con le amiche, le borse griffate se le comprano coi soldi loro, se ce la fanno, perché farcela da sole non è così scontato, e se s’ammalano s’attaccano al cazzo, si curano da sole, perché così è la vita da single, al netto dei film ammerigani e del tantissimo tempo da dedicare ai propri hobby&work. Sai cosa è successo a una mia amica qualche tempo fa? È rimasta bloccata con la schiena, non riusciva neppure ad alzarsi dal letto, il marito l’ha aiutata. E quando succede a me che faccio? Muoio in casa, paralizzata, nel mio stesso piscio, perché nessuno ha le chiavi di casa mia. E il prossimo passo quale sarà? Prendere un gatto? Partire con un tour operator per cuori solitari? Iscrivermi a un corso per imparare a fare i macarons che, peraltro, mi fanno cacare? Diventare penefobica e repellere gli uomini?

Ecco.

Gli ho detto tutte queste cose, al mio amico, che è single anche lui.

Mi ha detto una serie di cose sagge, lui, a quel punto. Cose che si dicono in questi casi qui, che io ho detto a lui in altri frangenti a ruoli invertiti.  E mi ha detto che nell’attesa che lui sposi Genoveffa Salcazzo e io Ciccio Banana possiamo concentrarci su altre cose della nostra vita, viaggiare, assecondare stimoli e passioni.

Tutto vero. Tutto sacrosanto.

E così mi è tornata la lucidità.

Ho pensato che magari tra qualche anno forse saremo ancora lì a menarcela sull’aridità emotiva delle nostre vite, passeggiando per le vie di qualche città. E magari lui non vivrà più a Londra, ma a New York. E io andrò a trovarlo per portargli una copia del mio libro. E andremo a cena fuori, berremo vino, parleremo, rideremo, penseremo che siamo ancora chiavabili e condivideremo una sessione di nobile fornicazione nel suo appartamento da American Psycho nell’Upper East Side, pagato dall’azienda.

E che tutto sommato andrà molto bene anche così.

Prima di salutarlo l’ho abbracciato. A lungo.

E sono andata via, promettendogli che tornerò.

118 pensieri su “Pussy Moment a Londra

  1. Ma uno psicologo, no? Non lo dico in tono offensivo, ma di suggerimento. È chiaro che tu non stia vivendo un momento indimenticabile (per usare un eufemismo), lo si legge da ciò che scrivi negli ultimi mesi, ma anche leggendo tra le righe.
    A volte – dicono – scrivere e gettare tutto fuori è la cura… ma mi sembra che in questo caso non sia così. Prenditi una pausa da tutto, una di quelle dopo le quali non vorrai più guardare indietro i tempo che furono, ma avanti verso quelli che saranno.
    E complimenti per la sincerità.
    Con affetto,
    una persona che ci è già passata.

    1. dunque, ho fatto ben 5 sedute di analisi lo scorso autunno, poi ho smesso.
      riprenderò, appena sarà motivata a farlo. probabilmente hai ragione, quando dici che a volte scrivere non basta.
      ma è comunque un modo per esorcizzare, sfogare, analizzare e condividere dei malesseri che sono sì individuali, ma anche collettivi.
      e questo stare chiusa in una stanza spoglia non te lo da.
      e poi l’analisi è una fatica. e bisogna essere pronti ad affrontarla. e io forse ora non lo sono.
      però sappi che è un’opzione che di sicuro non escludo.

      prossimamente, tuttavia, parlerò di alcune delle cause di questo mood crepuscolare.
      e dopo averlo fatto, finalmente, potrò smetterla di guardare al passato, definitivamente 🙂
      con altrettanto affetto,
      v

  2. Chi ha detto che i prossimi anni saranno come li descrivi? Chi lo sa, magari una mattina inciampi in un tipo che diventerà il Tuo tipo..ah..ma quando inciamperò io nella mia tipa? Che cazz…

  3. tutto vero……………ma non pensi che l’imprinting ricevuto giochi in maniera rilevante ?
    La vita oggi , perlomeno nel mondo occidentale, è molto più fluida.

    1. ah è un altro mondo. totalmente.
      e per quanto si possa essere consapevoli che il mondo in cui si vive non è quello a cui facciamo riferimento per imprinting, comunque sono meccanismi sottili che hanno lavorato e si sono sedimentati in noi per lungo tempo…
      ne verremo a capo, comunque, prima o poi!

  4. Vagina, i tuoi pensieri sono i pensieri di tante nei momenti down, che tanto ci fanno stare male, che nei momenti up sappiamo mettere in psopettiva, che tutte le varie correnti spirituali e di meditazione varia ti direbbero di viverti appieno perché ti portano a conocerti meglio e altre cagate varie, che in quel momento, di down, poco aiutano. Da questa città dai mille colori e dai mille stimoli, da Londra appunto, mi viene da dirti quello che è diventato il mio nuovo mantra: TRUST YOUR JOURNEY. Sii paziente, un giorno tutto avrà un senso. A me queste tre parole danno una gran calma, e come Fox Molder I WANT TO BELIEVE che davvero, un giorno, tutto il mio percorso di solitudine, di cazzi e mazzi sempre vissuti da sola, del risollevarmi per poi essere di nuovo a terra dopoo 2 gg, tutto avrà un senso e sarà ricompensato. TRUST YOUR JOURNEY. YOU ARE DOING GREAT, BABY.

    1. Ehhh compagna di paturnie, salve :). Forse pensiamo troppo? ecco. e’ ora di smetterla e di vivere appieno ogni momento. Purtroppo non è vero che possiamo fare tutto da sole sia nel lavoro che nelle relazioni . Non lo credo più. Tanti incastri si creano per caso o destino. Quindi tu va’ per la tua strada, e stai all’ erta cmq- come ti avevo detto. Leggo commenti bellissimi che mi porterebbero a credere che un blog non è un luogo di solitudine narcisistica, ma apre a legami particolari e di valore talvolta.

      1. certamente non è un luogo di solitudine narcisistica. io sono molto fiera della piccola community che qui vive e resiste da anni 🙂
        sì, vivere appieno ogni momento è senza dubbio la cosa migliore da fare. non sempre ci si riesce e ogni tanto c’è bisogno che altri ce lo dicano, sebbene l’abbiamo sempre detto noi a loro 🙂
        un abbraccio collega,
        v

  5. Vorrei commentarti passo dopo passo, ma non c’è tempo, questo post è bellissimo. Ti posso solo dire che il tuo Principe magari adesso sarà già sposato o lo sarai tu quando ti troverà, perché non l’avrai aspettato e ti sarai accasata col primo pirla che ti avrà raggirata. Ma da quel momento tutto cambierà, non c’è limite d’età alla felicità. E hai ragionissima, anch’io devo smetterla di patire la vita invece di godermela, che cazzo!!!

    1. oh si pinza nettamente.
      godere invece che patire. dovremmo tatuarcelo.
      tanto pure per i tatuaggi non c’è limite d’età! 🙂
      un abbraccio anche se il pacco io non te l’ho ancora perdonato del tutto!

      1. Nessuno me l’ha ancora perdonato…… sono già in preallarme, mi toccherà pagare un aperitivo infrasettimanale.

  6. E’ che dovrebbero istruirci, fin da bambini proprio, ad essere felici ogni giorno. Oltre che insegnarci a far di conto e leggere o a riordinare i giochi a casa, ad esempio ecco.. E non c’è una regola sul come si può essere felici, ma ognuno a modo suo, ognuno col proprio bagaglio, limiti, passioni, amori, solitudini: dovrebbero insegnarci a vivere ogni giorno, quel giorno, al meglio. Per quello che è. Questa dovrebbe essere la regola: essere felici, sfruttare al meglio quello che la vita ci offre daily. Perché la felicità è uno stato interiore, è una scelta. E si può impararla.
    Invece ti fottono con mille miliardi di regole e programmazioni e progetti e obiettivi da raggiungere (che sono importanti e che ci vengono da fare o immaginare non ce n’è…) ma poi arriva lei, la Vita e ti fotte.
    Che ci sta poi uno se si arrabbia, piange, urla, è triste.. ma per un attimo o quasi; perché poi saremmo in grado di sfoderare la nostra arma segreta, ecco: Il “io sono felice dentro e vaff…”. Che poi, ecco mi piace immaginare che chissà un giorno l’uomo o la donna del futuro siano accessoriati this way 🙂
    Sempre un piacere leggerti! ciao

  7. Che bello questo post, ma bello davvero, mi ha colpito tanto, troppo, forse perchè anche io mi ci ritrovo in quello che scrivi. Beh non in tutto, sono dell’altro sesso e questo già cambia molto, ho un rapporto regolare, pure troppo, ecc… ma molte cose che hai detto mi hanno fatto riflettere. Anche io trovandomici ed esaminando oggettivamente la situazione penso che che i trentanni siano l’età più brutta oggi, e tu non potevi descriverla meglio di così “…sei un minotauro, sospeso tra l’illusione e la rassegnazione…”. E poi avere la convinzione di non godersi la vita come si dovrebbe, la tendenza a rassegnarsi, a vivere di una continua ansia per tutto ed il contrario di tutto, esageratamente e ossessivamente, l’immobilismo per il pensiero di un futuro incerto mentre la gente attorno a me si lancia in imprese anacronistiche che mi fanno sentire diverso, solo, non capito, inferiore. Uno dei buoni propositi di quest’anno è proprio questo, cercare di prendere le cose al volo, cercare di godermela un pò di più, senza magari slanci eccezionali, un gradino alla volta, ci sto lavorando e qualche risultato l’ho già raggiunto, chissà….

    1. guarda, un altro mio amico mi diceva che potrebbe anche morire come le rockstar a 30 anni (vabbé quelle a 27 ma il senso è il medesimo), quando tutti dicono cose come “eh avrebbe potuto diventare eccezionale”, e se non lo è diventato non è per colpa sua. se è rimasto incompiuto, se non ha realizzato, se ha fallito. comunque in tutto questo secondo me giocano un ruolo devastante le aspettative con cui la nostra generazione è cresciuta.
      al di là del mero aspetto sentimentale.
      in sintesi, io a 16 dicevo con sicumera alla mia amica “ovvio che a 30 anni saremo sposate e avremo dei figli”. oltre ovviamente a una discreta carriera.
      dovevamo avere degli ego più modesti e goderci di più i gradini, uno alla volta, come dici tu.
      comunque, a parte i momenti down, tocca goderseli questi anni qui. come andavo blaterando qualche tempo fa in occasione del mio trentennale 🙂
      buona fortuna!

      1. e magari oltre alle aspettative e ai sogni da bambini è proprio questa società che ci spinge ad eccellere, ad essere superiore all’altro, ad avere un lavoro migliore, una macchina più costosa, ecc… chissà

  8. È il nostro ricercare sempre “il meglio” che ci fotte. L’ideale (in qualsiasi campo) è un concetto puramente astratto, ed in quanto tale introvabile e irraggiungibile. Con ciò non intendo che sia necessario accontentarsi, ma nella nostra ricerca di miglioramento capire quali siano i limiti oltre i quali questa diventi ossessione e insoddisfazione.
    Ovviamente fatico ad immedesimarmi nei momenti di “vaginite” cosmica, ma sono giunto alla conclusione che la relazione “giusta” ti capita oppure no; ed è solo questione di culo.

  9. _30 anni: una fase in cui l’incanto diventa disincanto, ci si trova sulla soglia di due mondi. Una fase importante in cui si decide cosa tenere e cosa lasciar andare per continuare il nuovo viaggio negli “enta” che un giorno diventeranno “anta”.
    Astrologicamente parlando, sei faccia a faccia con il guardiano della soglia: Saturno, il suo primo ciclo. Fai una ricerca e capirai 😉

  10. Ti racconto un episodio ilare di qualche mese fa.
    Ho chiamato un amico lontano, un coetaneo maritato e figliedotato.
    Il tempo che passa blabla e bla e siamo finiti a scherzare delle paranoie che avevamo da ventenni, e come alla luce dei diciassette anni passati da allora fossero delle cazzate ridicole.
    Tormenti esistenziali? Drammi per una che non ci sta? Ore e notti a chiacchierare di gnagne dentate e friendzoning? Ma andiamo!
    Oggi abbiamo morose o mogli, lui ha progenie di cui preoccuparsi, mutui, malattie, genitori alla soglia dell’infermità.

    E poi l’intuizione orribile che le rogne di oggi saranno il motivo di risate di domani. Che le cose sono andate peggio, e nulla fa sperare che migliorino. I genitori moriranno, le malattie e le infermità saranno le nostre. I matrimoni, o le relazioni, o anche la vita da single, saranno delle amputazioni di qualcosa in ogni caso. Figli e figlie daranno immense soddisfazioni e orribili grattacapi.

    Ci siamo fatti una risata, in mancanza di alternative.

    Così, giusto per raccontarti qualcosa 🙂

  11. Vagina non ti dare pena. Questi stessi pensieri ansiogeni li faresti anche se fossi accoppiata e con prole. Te lo dice una che a 46 anni convive da 18 e ha due figli preadolescenti e pensa che basterebbe un niente a separarsi, rimanere sola e quindi sguazzante nel proprio piscio, come dici tu. Con in più la responsabilità di altri due esseri umani che si è messi al mondo.

    1. Confermo con quanto dice Tellina, tu nel bel mezzo dei tuoi 30 anni stai vivendo questa fase fisiologica, è normale prima o poi arriva… non ci sono nè cazzi nè mazzi, purtroppo i conti con la vita li devi fare, io a 30 presa dalla smania dello status del momento, era giusto così… così ci hanno insegnato e programmato, mi sono sposata con quello che ritenevo fosse l’uomo della mia vita, l’unico uomo che ho avuto, ho avuto due figli splendidi, adesso adolescenti, peccato che adesso all’alba dei miei 44 anni, 18 di matrimonio, mi ritrovo a fare i conti con una situazione simile alla tua, ma con in più la responsabilità di due figli … e con la consapevolezza che nella vita tutto può succedere, mai dire mai, un casino Vagina un casino … quindi predi con filosofia questo momento e accettalo per quello che è, viaggia esci divertiti, conosci nuove realtà nuove persone, sei in una città che ti offre tanto … fallo te lo consiglio con tutto il cuore, non farti prendere dallo sconforto, vivi…

  12. In questo tuo escursus, che vedo un po’ a metà tra il marzulliano e il desperate housewife, colgo del positivo: hai incamerato nel tuo vocabolario, già ricco, il verbo “ciulare”, indice che frequentare i peggiori bar di Milano non è poi così male 😉

  13. Hai scritto una volta ‘cacare’ e una volta ‘cagare’. Il processo di milanesizzazione è al 50%
    Il kpi Raffo/Spritz come sta messo?

  14. Il punto è che quelle delle amici sono alla fin fine cazzate buoniste per indorare la pillala perchè è vero che nel mentre puoi fare quello che più preferisci ma non cambia la realtà dei fatti nè il fatto che finite queste belle esperienze che non condividi con nessuno perchè gli altri hanno altro da fare ti ritrovi sempre e solo con te.

  15. ❤ ❤ Ti mando cuori di appoggio virtuale per questo post che riflette in gran parte quello che sento anch'io adesso, che sto in una situazione simile, con amiche che diventano mogli/compagne (madri non ancora) e io che sono qui a scorrere su Tinder e di storie vere alle spalle ne ho zero, ma zero al quoto, e quindi al fatidico "arriverà'" ci credo ogni anno sempre meno, e altri vaginismi del genere!

    Il punto e' che i momenti "pussy" ogni tanto arrivano (loro si' che arrivano, puoi star serena che non tardano ad arrivare mai!) e allora tanto vale accettarli e buttarli tutti fuori con un amico saggio, che a tenerseli tutti dentro diventano sempre piu' grandi e piu' difficili da gestire.

    Il bello di questo post e' che tu, esponendo il tuo pussy moment, diventi amica saggia di noi lettori, che ci ritroviamo in quello che dici e ci sentiamo un po' meglio perche' almeno non siamo soli 🙂
    Bacieabbracci e tanto ammmmmore, come al solito!

    PS: io i tuoi post continuo a leggerli in ufficio, al diavole i mille "Vagina" sparsi per la pagina, capibili da italiani e inglesi contemporaneamente! Poi scoppio a ridere da sola leggendo "squamerò come una carogna al sole mentre mi alleno sul cross trainer" e penso che sembro pazza e devo smetterla!

    1. ahahah no ti prego, non smettere che mi ti figuro.
      uno dei motivi per cui espongo questi pussy moment estremamente patetici, è che in fondo questo blog è nato così, senza vergogna per le debolezze e le vulnerabilità. con un po’ di fiction (utile a non ledere la privacy del mio prossimo) ma piuttosto reale.
      ed è forse nella realtà che ci incontriamo, quando per quanto gagliarde possiamo essere, poi ci prendono sti momenti di disagio estremo.
      e che dobbiamo fare!
      dovrei tradurre il blog in inglese, così anche i tuoi colleghi potrebbero iniziare a leggerlo 😀
      un abbraccio grande e non so dirti se arriverà, ma famo del nostro meglio per goderci quello che c’è ❤
      v

  16. Basandomi su buona parte dei miei amici/amiche in cerca di partner, mi sono reso conto di quante ragazze e ragazzi interessanti ci siano single, e proiettando questo su tutta la città di Milano fa specie pensare a quanti/e siamo nella stessa situazione. Per carità, si vedono tante coppie. Ma anche tanti single.

    Al che mi domando: se la cosa ti cruccia così tanto, e sei così motivata ad entrare nel ginepraio di una relazione stabile, perché non approcciare qualche ragazzo per strada e iniziare a parlarci (o almeno è quello che farei io, se in questo periodo non fossi completamente preso con i lavori per la casa). Va bene che dovrebbe essere il maschio a fare la propria mossa, ma o passi la giornata al Carrefour davanti al banco dei salami, oppure cerchi di ottimizzare i tempi di attesa..

    In bocca al lupo!

    1. perché credo, CREDO, che la questione non sia così semplice o così banale.
      non sono motivata ad entrare nel ginepraio di una relazione. al contrario, sono anni che me ne guardo bene.
      sono anni che professo, e pratico, che è meglio essere single che avere una relazione sbagliata. così come che una relazione per il gusto d’averla, che non abbia una motivazione profonda, con me non funziona. lo so già.
      al netto di tutto ciò, a volte si ha comunque la sensazione che qualcosa manchi. e non ci si può fare un cazzo.
      dei salami grazie al cielo non ho bisogno però, perché sono attrezzatissima per sopravvivere anche alla peggiore carestia 🙂
      ciao
      v

  17. La prima cosa che mi viene da dirti è che anch’io quando vado a Londra divento stitica.
    La seconda è che anch’io mi butto a pesce da Primark e il mio ultimo acquisto è stata una Tshirt con scritto “Roses are red, your eyes are blue, I’ve got Alzheimer, Cheese on my toast”, giusto a ricordarmi in maniera demenziale (heheheee!) la caducità della vita.
    Poi comunque non è male nemmeno Topshop.
    Cosa ti manca mia piccola minotaura? Nulla, ma hai già lo sguardo presbite dei sensibilissimi scorpioncini e sai vedere oltre, molto oltre.
    Io posso soltanto dirti che vivere da singolone si può, e non è poi così drammatico. Ammesso e non concesso che ti prenda il colpo della strega portati sempre appresso il cellulare, cercando di non farlo però cadere nella tazza del cesso, che sai quanti/e ne conosco che hanno annegato melafonini e similari.
    Un gatto è un’ottima soluzione: ti ascolta, ti ama in modo gratuito e totale (non ascoltare quelli che dicono il contrario: non hanno mai avuto un gatto,) ma dato che i gatti non sono ancora dotati di pollice opponibile non potrai pretendere da lui/lei che chiami il 118 in caso di bisogno.
    Io penso che la vostra generazione sia destinata per la maggior parte a vivere storie lunghe ma a termine. Guardo i miei figli e i loro amici e vedo questo. Poi per carità, magari mi smentisci in un batter di ciglia impalmando un bel moraccione pugliese o calabrese e sforni pure un marmocchio a tempi ravvicinati.
    E’ che il mondo è cambiato Vagy, e la gente è cambiata e quello che era un percorso di vita regolamentare adesso si è trasformato in una prova speciale di rally.
    Datti tempo, sii clemente con te stessa e poniti meno domande. Vivi giorno per giorno e sii felice anche soltanto per il cuoricino che il ragazzo del bar ti disegna sul cappuccino. Sembra niente ma la felicità, oggi come oggi, va costruita anche su quei “niente” fatti di piccole sensazioni, di sorrisi, di gentilezze, di sorprese che bisogna saper cogliere perché sono le nostre indispensabili stampelle quotidiane.

    In questo momento mi sento 100 anni.

    Ti abbraccio.

    Zia

      1. no, voglio dire che ci sono donne con la diarrea costante.
        (io sono discretamente indifferente alle eventuali presenze, su di me ha effetto la biochimica)

      2. se mangia solo verdurine si intasa terribilmente, come direbbe Stanghellini il guru italiano dell’intestino…
        Veramente la testa comanda esageratamente il colon, e vale per maschi e femmine. Il Matto a malapena faceva pipì in casa mia. Per citare un maschio che non caga in giro.
        Per biochimica intendevo altro.
        Spesso si caga poco per semplice cambio di orari e stile alimentare.

      3. Il mio ex moroso (che forse moroso è una parola grossa). E se lo chiamo il Matto, un motivo c’è.
        Facevi la pipì davanti a lei per esibizionismo, le donne si esibiscono in altro modo 😛

      4. Esibizionismo mica tanto, visto che la faccio da seduto……. sono solo come un bambino, spontaneo e dico sempre quello che penso senza filtri…. 🙂
        Meglio matto che bastardo…..

      5. beh essere matti non esclude essere bastardi. Se ti raccontassi certi dettagli… avresti di che ridere!
        Se sei davvero così avrai molte persone che non ti sopportano (lo so per esperienza).

      6. Ma anche no! E’ il tipo di alimentazione.
        Per contro potrei allora dirti che voi uomini non vi fate problemi a cacare ovunque, nel senso che la presenza della vostra donna non inibisce i vostri sfinteri.
        O sbaglio? 😉

      7. @Dovesei Non tutti … io ad esempio, saltuariamenente per carità, e salvo casi urgenti, soffro di ansia da prestazione fecale se si tiene la riunione di condominio al cesso mentre sono seduto sul trono..

        Scusate l’OT ma la puzzetta di Dave mi ha fatto ricordare un paio di ricordi su altrettante massime proferite da un mio prof di statistica delle superiori (pace all’anima sua): lui sosteneva che le donne si possono dividere in 3 categorie:
        1. Le Stronze – quelle che non la danno a nessuno
        2. Le Puttane – quelle che la danno a tutti, tranne che a te
        3. Le Rompicoglioni – quelle che la danno a te, solo a te e a nessun altro che a te
        Alla beata che se lo sposò, quando arrivò il momento di condividere degli ambienti comuni, Le chiarì perentoriamente in stretto dialetto pavese: “te lo dico subito, io scoreggio”
        😀 😀

    1. Il mondo è cambiato, ma ancora se non hai figli ti guardano male, figurati non accoppiata. I modelli sono diversi, ma la velocità è tale che traballi senza letteratura a supporto…solo la Aspesi ti può aiutare eh eh eh.
      Mi metto nel coro delle sposate con figli e il giochino dei se e i dubbi della vita ne abbiamo a pacchi, soprattutto nei giorni storti (che non sono quelli del ciclo, uomini all’ascolto).
      Però non cascare in paranoia sui 30 anni, questo no. Magari i 40, alziamo la soglia, però i 30 sono fantastici, essuh!

    2. Bella zia! Peccato che anche io che le sono un po’ più zio di te (per maggior vicinanza geografica ed anche maggiore vita alle spalle) non riesco ad uscire dal tunnel delle relazioni (matrimoni inclusi) a termine.

      E dei miei due gatti dei tempi che furono, il maschio riusciva anche a telefonare. Il guaio è che componeva numeri a caso.

    3. io mi sto già impegnando a seguire tutti i vostri saggi consigli.
      dei quali vi ringrazio. tutti. te, come sempre, in particolare. perché, come sempre, riesci a leggere oltre le righe, oltre i caratteri, oltre tutto il detto. sono convinta anche io che si possa essere signorone e sono convinta che non sia tanto male. per esempio quando oggi una mia cara amica mi ha detto che st’estate le tocca una settimana coi suoceri, ho capito che forse casco meglio io 🙂
      un abbraccio fortissimo, meravigliosa zia centenaria che questo centennio te lo porti da dio, dentro e fuori.
      v.

  18. Bellissimo post! Magnifico! Adoro le persone che sanno parlare di sè, sputtanarsi anche, seppur il termine sia completamente sbagliato perchè…sputtanandosi non ci si sputtana, anzi si fa vedere di essere talmente fighi da non vergognarsi di sè stessi.

    Ma dico: frequenti un sacco di gente e non trovi mai dei singles? Oppure li trovi ma non ti piacciono? Mi sa che in parte hai il problema di vedere tutti solo come amici… no?

    1. ahahah ottima lettura dello sputtanamento. che essenzialmente condivido. perché in fondo penso che le nostre debolezze (passeggere o permanenti) siano parte di no, che non bisogna coltivarle ma nemmeno rinnegarle. quindi insomma grazie.

      detto ciò: single pochi, che mi piacciano ancor meno, che mi piacciano e io piaccia a loro, ci sono più panda, per intenderci 🙂
      e poi sì, di sicuro applico dio sa che filtri sugli uomini che incontro, per cui o li vedo come amici, o come una botta e via, e insomma è difficile 🙂

  19. quei momenti lì capitano a tutte le età, e pure dopo matrimoni e con la figliolanza intorno (prima di essere ricoverata io gli ho detto “guarda che dopo l’intervento dovrò un po’ riposare” e lui ha immediatamente risposto “basta che mi fai da mangiare”. Per dire).
    La mia personale opinione è che essere single (o single di ritorno) non è facile, ma essere soli in coppia significa solo doversi preoccupare di lavare anche le mutande di qualcun’altro, senza avere benefici di alcun genere in cambio.
    E ci sono single fortunati che hanno cari amici disponibili a preparare un po’ di the per un infermo. Basta che i single fortunati imparino a chiedere.

    1. beh tra essere single ed essere soli in coppia non c’è alcun dubbio che sia migliore la prima opzione.
      ne esiste anche una terza, però, che è essere in coppia e stare bene.
      ed è una bella opzione, nel senso che è bello riscontrarla quando si hanno intorno persone positive, che sono la dimostrazione che sia possibile essere due ed esserlo costruendo, non svuotandosi l’un l’altro 🙂
      i buoni cari amici disponibili senza dubbio esistono. ma chiedere, specie a milano, non è un’opzione particolarmente contemplata né gradevole 🙂

  20. se ne esce solo abbattendo la routine della vita da single possibilmente facendo cose nuove ma normali e nel mezzo essere pronti ai compromessi, si non è semplice,

  21. Commento #2 (escluse le risposte ad altri)
    Una decina d’anni fa ebbi una relazione con 32enne, che smaniava – per una serie di motivi simili ai tuoi – per “legalizzare” il rapporto e mettere in cantiere un figlio (lei diceva figlia). Inoltre aveva inquietudini anche professionali. Per vari motivi (tra cui i 16 anni di differenza che mi frenavano parecchio), finì.

    Dieci anni dopo, lei vive a Londra con marito/compagno e due figli. Magari tra dieci anni anche tu sarai nella stessa condizione; però stai attenta ad esprimere desideri, potrebbero anche realizzarsi 😉

  22. Ciao! Mi piace pensare di essere una di quelle donne gagliarde che descrivi; non so se sono figa ma di certo non ho principe nè carrozza. Per anni ho scritto diari personali pieni di pensieri simili ai tuoi (ma non così ben scritti…) fino a che non ho deciso di prendere un aereo, entrare in una clinica e iniziare la trafila che mi ha portato, pezzo dopo pezzo, fino a portare, questa mattina come tutte le altre, all’asilo nido due bambine gemelle che portano il mio cognome.
    Sai qual è poi il paradosso? Che nel frattempo è arrivato anche un uomo, non un principe, non il padre delle mie figlie, ma un uomo che abbastanza spesso dorme con me. Insomma c’è tutto, ma in ordine sparso, come se un cubista ubriaco avesse dipinto la mia vita a partire dagli elementi staccati. Però funziona.
    Alcune inquetudini restano, ma le voragini del cuore sono molto ridimensionate.

    1. Bellissima favola moderna. Io ho cresciuto una figlia non biologica e anche se adesso mi sono separato continua a considerarmi suo padre. La famiglia ha tante facce, mi fanno ridere quelli che si battono per quella “tradizionale”….. anche Barilla ha cambiato le sue tagliatelle… 🙂

    2. complimenti a te per essere riuscita a riempire la tua tela, anche se col cubismo, va bene lo stesso.
      del resto, i tempi classici sono finiti da un pezzo no? 🙂
      voragini del cuore. tutto molto chiaro 🙂

  23. Ciao Vagi,
    credo che tutti dovremmo semplicemente smetterla di aspettare che succeda qualcosa…la vita non é un film, ci sono tempi sbagliati e di lunga attesa.
    E per l’amore, bhé certe volte dovremmo semplicemente dare una possibilità all’amore; non possiamo aspettarci di avere un rapporto perfetto all’inizio anzi ,all’inizio fa schifo. Bisogna lavorarci, infondo anche la nostra migliore amica non lo era quando l’abbiamo conosciuta.

  24. Ciao Geena, leggerti mi ha inquietato, per un attimo ho visto le cose con i tuoi occhi e ho provato un profondo senso di smarrimento. Cosa ho visto? Me… alla tua età con gli stessi dubbi, le ansie e i timori che sia tutto sprecato, perduto e insensato.
    Mi vedevo come quel tipo al ristorante che chiede il piatto di stagione e si sente rispondere dal cameriere che “non è ancora stagione”, tempo dopo alla stessa richiesta gli risponde che “la stagione è passata”. Paradosso kafkiano sul fatto che non è mai il momento. Quello che Jung definiva asincronicità, cioè pensiero e azione che non coincidono.
    Ti chiedo per favore, Geena, di non pensare di essere al giro di boa della tua esistenza, perchè non è affatto così.
    Per anni ho creduto ed aspettato la principessa delle favole. Bella, dolce, bionda con gli occhi azzurri e innamoratissma di me, ma più il tempo passava e meno vedevo realizzarsi il sogno. Mi innervosiva vedere che i miei amici si fidanzavano e io rimanevo single. Al massimo si innamoravano di me delle “ciospe” allucinanti o tipe per cui non provavo assolutamente nulla, nemmeno la voglia di farmele. Poi i miei amici hanno iniziato a sposarsi, tutti. E la mia angoscia di essere inadeguato aumentava. Poi finalmente, mi sono fidanzato anche io. Mi sono sposato per ultimo del mio gruppo… e sono stato il primo a divorziare, anzi l’unico. Eppure non capivo ancora perchè avessi fallito così pesantemente. C’è voluta una mia cara amica ad aprirmi gli occhi e a farmi vedere che quello che non volevo vedere di me e del mio carattere.
    Oggi ti posso dire che è sbagliato il ruolo… meglio essere il mago o la fata della favola perchè hai il potere di fare comparire o scomparire gli altri personaggi a tuo piacimento. Essere parte attiva e non passiva della storia.
    Sii felice di andare a matrimoni e battesimi, perchè un giorno (spero il più lontano possibile) finiranno le feste e inizieranno funerali e visite agli ospedali. Ecco… lì capirai di essere al giro di boa.

    Per quanto riguarda il fatto di rimanere inchiodata a letto, posso provare a chiedere alla Beghelli di Valsamoggia, se esiste un prototipo di “TelesalvalaGeena” dove cliccando il pulsante di un medaglione transponder ti risponde un bellissimo operatore che si prenderà cura di te stile “ufficiale e gentiluomo” 🙂

    Se.. e sottolineo se, mi diventi come la chiattona in foto (colore dei capelli inclusi), giuro che anche se non ci conosciamo, prendo l’eurostar e vengo a Milano, mi fiondo da Cosmopolitan e quando ti avrò trovato prendo a calci in culo te e il volpino, anzi prima il volpino e poi te. Perchè il cane? Perchè come dicono Gino e Michele in Cherokee Limited TD 4×4 “A quei livelli nemmeno la bestiola può essere completamente innocente” 😀

    Perchè sfogare nel cibo le proprie frustrazioni non è la soluzione, forse può andare bene per un po’, ma poi tutto salta. Salute compresa. Te lo dice uno che era arrivato a stazzare sul quintale e dove nelle analisi andava bene solo il codice fiscale.

    Geena sei un punto di riferimento per tutti e sai bene che nessuno di noi può essere splendido per 365 giorni l’anno, anzi.

    Mi fai venire in mente che a Taranto l’ultima zia materna rimasta, ha sullo scaffale della libreria in salotto quattro volumi di Eduardo de Filippo intitolati “la cantata”.
    La cantata dei giorni pari occupa solo un volume, quella dei giorni dispari gli altri tre. Dici che significa qualcosa? 😉
    Un abbraccio e un bacione.

    1. grazie. davvero grazie. e ancora grazie.
      colpisci sempre nel segno. anche questa volta.
      e ti giuro che su quella storia di “sii felice finché sono matrimoni e battesimi, che arriverà l’epoca dei funerali” mi hai fatta riflettere.
      quando ho letto. e anche dopo.
      in fondo sono feste, e a parte il fatto che sono dispendiose, si celebra la felicità di qualcuno, di cui essere potenzialmente felici a nostra volta.
      colpita e affondata.
      i giorni no esistono. a me capitano spesso. ma poi ci sono pure gli altri. che sono di meno, ma grazie al cielo esistono.
      un abbraccio forte, di cuore
      v

  25. Di rimanere bloccato a letto con la schiena bloccata è capitato a me recentemente. A me però veniva da ridere, mi sembrava di essere l’insetto della Metamorfosi di Kafka! Poi però fra atroci dolori sono riuscito a mettermi in piedi e lo specchio mi ha confermato che ero ancora io. Un po’ ci sono rimasto male…
    Comunque il trucco è tenere la tachipirina da 1 grammo a bordo letto, prenderne una e riparlarne dopo un’oretta. Anche il telefono può essere utile. E anche una capsula di cianuro.

  26. Vagy, guarda, il tuo post cade a fagiolo: sto cercando qualcuno cui vendere mio figlio. Lo cedo anche gratis. E’ un rompi balle spaziale, mi carica di ansia a mille (non hai idea di come l’ ansia, quando si e’ madri, aumenti al CUBO), mi costa un botto e ha un padre assente. Vedi? Le gioie della famiglia cui tanto aneli SONO INESISTENTI. Darei qualsiasi cosa per tornare alla tua eta’, non cagare quel tipo che e’ diventato il mio ex marito e non scodellare la serpe in seno di mio figlio. Che tanto poi, nessuno ti assicura di non essere sola lo stesso. Goditi sta eta’, che e’ pur sempre meglio dei 40 o dei 50 e smettila con ste paranoie. Da quello che leggo sembri una tipa mediamente piu’ “figa” della media… (anche se sogni l’ attico a Brera :; )

    1. no ma io non ho detto che anelo le gioie della famiglia. io ho detto che cresciamo dando quasi per scontato che ne avremo una e poi ci accorgiamo che non è scontato per un cazzo. a parte ciò, di fatto, è umano sentire a volte un vuoto importante, la stanchezza del non amare, le emozioni che languono e si spengono e non vorresti che questo succedesse. e allora o ti deprimi, oppure cerchi nuovi stimoli, che è ciò che sto provando a fare io. con cose nuove che diano emozioni diverse (non parlo di uomini e nemmeno di un’improvvisa svolta saffica perché sono troppo affezionata alla cosiddetta minchia)

      Però, al netto di questa puntualizzazione, lo so che è tutto difficile dopo, anzi lo è di più. E che se è così complesso far quadrare un solitario, figurarsi un torneo con un uomo e dei figli. Quindi immagino e non oso pensare la faccenda dell’ansia. Quindi hai la mia ammirazione per la partita che giochi ogni giorno.

      Tornerò a godermi i miei ruggenti 30…e il fatto che l’attico dovesse essere a Brera l’avete aggiunto voi me pare, cioè alla fine magari me lo prendo ma a quarto oggiaro 😀
      un abbraccio
      v

  27. Cara Vagi, ti leggo da molto (sì, dai tempi dei tuoi primi articoli su Cosmopolitan), abbiamo la stessa età e sono da anni una “voyeur” sul tuo blog: ho sempre letto avidamente ma non ho mai voluto scrivere, per non ripetere cose che ti avevano già detto altri e per non sembrarti banale.
    Dopo aver ricevuto tanto da qui, oggi sento il bisogno di uscire dal nascondiglio dietro la siepe per dirti grazie.
    Grazie per esporre questo tuo lato intimo, grazie per avermi regalato sorrisi, buon umore, forza, e talvolta anche un certo spleen. Tante volte leggendoti ho rivisto una parte di me, mi sono sentita capita e meno sola. Con questo articolo è stato lo stesso, ho passato molto tempo a sentirmi come hai descritto.
    Vero, è probabile che non incontrerai un single con cui tutto andrà alla grande da subito. Sì, è facile che tu incontri un uomo impegnato ed insoddisfatto, che però non ha ancora lasciato la sua donna perché gli serve una stampella di appoggio finché non trova un’altra. Ma che ne so io di chi incontrerai!
    Oggi che vivo un nuovo amore, dopo tanti anni di singletudine e di rapporti che duravano meno di uno stage universitario, ho finalmente capito questa frase: “La nostra anima, come effetto di ogni incontro d’amore, … ci fa conoscere quel mondo sconosciuto che noi siamo e, fino ad allora, ignoravamo. Questo è l’amore, e non l’altro che ci ama come vorremmo che lui ci amasse. Perché quando le attese pregiudicano l’amore … abbiamo perso la chiave che ci porta alla scoperta di tutte le nostre parti segrete che, con l’avanzare degli anni, rischiano di morire senza essere mai nate”, Umberto Galimberti su D la Repubblica.
    Oggi il mio rapporto mi dà proprio questo, anche se non è l’incastro perfetto StessePassioni-StessiInteressi -IntesaImmediata – ZeroIntoppi che per anni ho cercato. Ho incontrato un uomo molto diverso da me, con cui mi scontro spesso, ma che ha saputo far emergere lati miei positivi che nemmeno conoscevo e che mi permette di essere me stessa. Lo guardo negli occhi e mi emoziona.
    Sto con lui perché ho ribaltato i presupposti con cui guardavo a chi mi passava davanti. Andavo in giro portandomi dietro il mio modello mentale IoSoChiSono e SoCheRapportoVoglio.
    Ti auguro di incontrare presto un uomo sincero che ti faccia vivere belle emozioni e faccia uscire altri lati di te, perché forse l’amore non è quello che pensavamo che fosse ma è l’energia che l’altro sa fare uscire da noi, se gliene diamo la possibilità.
    Grazie ancora Vagi! Un abbraccio

    1. grazie, davvero, di questo commento.
      sono sicura che, se e quando arriverà, sarà qualcosa come dici tu. qualcosa di diverso, di distonico rispetto a ciò che si è sempre pensato sarebbe stato. e forse la verità è che non può essere altrimenti. la verità è che solo un uomo di rottura può cambiare una situazione uguale a se stessa da anni, sorpassare le barriere, volgere in positivo i limiti e trasformarli in nuove e inedite opportunità.
      felice di sapere che il tuo percorso ti ha condotta dove speravi 🙂
      un abbraccio
      v

  28. Solitamente non mi sfuggono mai i tuoi post, appena escono BAM via a leggerli, questo invece visto di sfuggita si è poi perso nel dimenticatoio. Ma stanotte non posso che trovare azzeccatissimo leggere qualche giorno dopo questo articolo. Stanotte che tutto il peso di un periodo così apatico e cupo si è scaraventato su di me, con tutte le nostalgie, il passato, le ansie per il futuro, la certezza che si sgretola, e il sentirsi come sempre terribilmente inadeguata. Ma mentre di solito trasformo l’inadeguatezza in sicurezza, trasformo la mia carenza di esperienze romantiche in un punto di forza, in un indipendenza che proclamo e in cui realmente credo, stanotte l’inadeguatezza è solo quella che è, e io sono solo quella che sono, quella che in realtà gli altri vedono e so bene sotto i loro sorrisi in parte compatiscono (per carità con tutto il bene del mondo sono certa). E tutto questo peso è in realtà qualcosa che non dovrebbe esistere, perché in realtà la mia vita è quasi perfetta, faccio ciò che mi piace e cerco di farlo bene, ho una bellissima famiglia, tanti amici, le serie tv sono tutte ricominciate, la primavera sta arrivando, ci sono nuovi possibili progetti in vista, la salute c’è, i capelli grazie al cielo hanno smesso di cadere, di cosa posso lamentarmi? di un po’ di stress e di essere sempre solo la simpatica amica single? eh sai che fa, si vive benissimo anche così, non sono questi i problemi. Lo so bene, me lo ricordo sempre. Ma ogni tanto, qualche notte, essere sempre la ragazza single, essere sempre la ragazza che non sa nulla, che vive una vita un po’ a metà, avere quei problemi esistenziali e nessuno a cui esporli, essere sempre la terza incomoda, o la quinta, o la settima, sempre il numero dispari della comitiva, ogni tanto, qualche notte, inizia ad essere faticoso, irritante oserei dire. E quindi tutta questa pappardella per dirti che sono felice di essermi inconsciamente risparmiata questo tuo spaccato di esistenza per oggi, per stanotte. Perché mi sono sentita meno sola, meno anormale, o almeno meno sola nel mio non essere esattamente come dovrei. Quindi grazie, non ho mai risposto a nessuno dei tuoi articoli, ma stasera sentivo di doverlo fare, e di doverti ringraziare perché spesso alleggerisci la giornata con le tue battute, e spesso mi aiuti a pensare, a rimettere in prospettiva certe cose, mi ritrovo in ciò che scrivi e ogni volta leggere non è solo leggere ma è fare una seduta di autocomprensione attraverso lo specchio di qualcun altro. Quindi niente Vagi, grazie! Non sei sola, e sei una gran bella donna e una gran bella persona e hai tutte le carte in regola per fare della tua vita quello che vuoi, certo ogni tanto la singletudine diventa pesante, soprattutto se ci guardiamo troppo intorno, ma come hai detto bisogna guardare a ciò che abbiamo, alle possibilità che la vita ci offre e ciò che possiamo fare. Quindi chissà magari prima o poi uno pseudoprincipeazzurro pronto a sopportarci e sostenerci lo incontreremo, ma anche se non dovesse succedere ci auguro di prendere in mano la nostra vita, di viaggiare, di avere sempre qualcuno al nostro fianco sia un amico, un familiare, e perché no anche un gatto, e di riprenderci da questi momenti cupi, vivendoli senza sensi di colpa quando arrivano, ma mandandoli via a calci poco dopo per fare spazio a nuovi progetti e alle cose belle della vita, siano viaggi lontani o anche solo una passeggiata al mare nei primi giorni di primavera.
    Buona fortuna Vagi, con affetto
    V.

    1. il tuo commento è un post più bello del post.
      hai colto tutto, perfettamente, esattamente. sedersi a capotavola. essere il numero dispari. la simpatica amica single.
      tutto. sono io che ringrazio te.
      un abbraccio
      v

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