Donne Che Verranno

Sono in tram. Una bambina inizia a fissarmi.

Succede spesso questo inspiegabile fenomeno, che i bambini iniziano a guardarmi ipnotizzati, e io non capisco perché, dal momento che non cerco mai di attirare la loro attenzione né di entrarci in sintonia.

Sono in tram. Una bambina inizia a fissarmi,  con il suo incarnato mediterraneo e i capelli scuri arruffati, e due occhi neri come la pece, come il cioccolato fondente 99%, come il mio guardaroba. Neri e immensi. Le faccio una linguaccia. E quella sorride stupita, sfoggiando una gran quantità di denti da latte incastonati un po’ a caso nelle gengive. E mi indica, puntando il suo minuscolo indice, che dev’essere lungo quanto il mio mignolo ma nemmeno, contro di me. Distolgo lo sguardo, guardo fuori dai vetri sporchi del tram, vedo un baracchino che vende ramoscelli di mimose. E ricordo che è la festa della donna. Giusto. Vero.

Riguardo la bambina, che ancora non sa cosa le è capitato, a nascere donna, e penso che – se potessi – le direi un sacco di cose su questa magica avventura che l’attende, ovvero vivere la vita da portatrice sana di vagina.

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Le direi che i suoi sogni deve sceglierseli lei, da sé e per sé. E che non deve temere che siano sogni sbagliati, perché i sogni sbagliati non esistono. E che l’unica cosa più sbagliata di sbagliare, è non provare.

Le direi che il primo amore non si scorda mai, e che quindi la prima di cui farebbe bene a innamorarsi è se stessa. Ma non di un innamoramento fatuo e frivolo, fatto di selfie e vanità; bensì di un amore profondo e consapevole, fatto di umanità e accettazione, di comprensione e cura, che dovrà costruire giorno per giorno, adempiendo al titanico compito di volersi bene per quella che è.

Le direi che ciò che lei vuole è più importante di ciò che vogliano gli altri da lei o per lei. E che le capiterà di cambiare idea,  che non è facile capire quello che si vuole, che una volta sarà convinta di volere una cosa, e poi s’accorgerà di volerne un’altra, e che per giungere a una conclusione dovrà vivere, sperimentare, scoprire. Con un po’ di incoscienza prima e con tanto coraggio poi.

Le direi di ascoltarsi, ma non troppo e non sempre, perché spesso noi donne ci diciamo un sacco di minchiate.

Le direi di criticarsi, perché la critica è un atto d’amore. Ma solo per migliorarsi, non per ferirsi, perché a ferirla – probabilmente – ci penserà il resto del mondo.

Le direi di assecondare la propria indole, quale che sia, e di accettarla. Di valorizzarla invece che negarla.

Le direi di coltivare le proprie passioni anche quando sarà l’unica a credere nella loro bontà. E di essere caparbia senza diventare ostinata.

Le direi di non esagerare con le merendine, e di fare sport fin da piccola, perché – deve fidarsi – fare sport da piccoli la differenza la fa e un giorno ricorderà le mie parole e me ne sarà grata.

Le direi di conservare sempre la bellezza che negli occhi ha, per continuare a vedere bellezza in ciò che domani guarderà.

Le direi di non perdere mai la capacità di ascoltare il prossimo e di vestire panni diversi dai suoi.

Le direi di imparare a conoscere il suo corpo, di non fingere l’orgasmo mai e di vivere il sesso con gioia e libertà, che non significa viverlo come puttanizio ma significa viverlo come un’espressione della propria femminilità. Che il sesso a volte si fa per amore e a volte si fa per diletto, e non è sbagliato mai se è fatto con coscienza e protezione.

Le direi di gestire quel tipico bisogno femminile di conferme da parte di terzi, specialmente degli uomini, e di procurarsi da sé le conferme di cui ha bisogno: lavorando, leggendo, conoscendo e sviluppando le sue abilità (che esse siano fare pasticcini, oppure trovare la cura a una malattia incurabile).

Le direi di non credere a quella bugia delle favole, che “vissero per sempre felici e contenti” è una cosa che non esiste, ma ne esistono altre, che a volte sono anche migliori perché sono vere. E che non esistono uomini che ti salvano, e che deve imparare a salvarsi da sola, distribuendo le forze e le energie su fronti diversi. Che a volte ci riuscirà e a volte farà più fatica.

Le direi di non scrivere mai per prima dopo un appuntamento e anche di lasciarsi corteggiare un po’, da questi uomini che non corteggiano più.

Le direi di non avere paura di ciò che la gente dice di lei, e di sbattersene quando le diranno che è troppo bassa, o troppo grassa, o troppo giovane, o troppo vecchia, o troppo diversa, o troppo disinibita, o troppo egoista, o troppo fessa, o troppo stronza. Di andare per la sua strada, senza perdere di vista i suoi obiettivi.

Le direi di non subordinare la sua felicità a quella di un uomo demmerda, mai. E di imparare in fretta a distinguere ciò che le fa bene, da ciò che le nuoce. E di credermi, come fosse un atto di fede, quando le dico che l’amore è quella cosa che ti fa stare bene, che ti rende migliore, non quella che ti peggiora, che ti svuota, che ti fa perdere l’equilibrio e cadere e fratturarti il femore dell’anima. Che poi ti serve una riabilitazione che non finisce più.

Le direi di non spaventarsi se una volta al mese piangerà senza ritegno e senza motivo apparente, o se urlerà contro il tizio che le ruberà il parcheggio, o se bestemmierà in turco per quel problema al lavoro, che in fondo non è di così vitale importanza. Che è tutto regolare. È solo il premestruo.

Le direi di fare shopping ogni tanto, che fa bene, ma di non spendere lì tutti i suoi soldi. Bensì di viaggiare, andare al cinema ma non per vedere i film in 3D, andare alle mostre, andare ai concerti. E per piacere, intorno ai 12 anni di iniziare ad ascoltare il grunge. E poi il rock. L’hard rock. Il post-rock. Il proto-rock. La new wave. I cantautori italiani. E il pop ok, ma selezionato. I Dear Jack per l’amordiddio no.

Le direi che il rapporto con le altre donne non sarà sempre semplice, ma che non è colpa sua e nemmeno loro. Che quanto prima imparerà a non vivere la relazione femminile come una competizione ma come un’opportunità, non come un paragone spietato e rivale, ma come una reciproca occasione di arricchimento; quanto prima capirà che ogni donna ha in sé qualcosa di positivo e che le fragilità che nutriamo sono comuni e simili, tanto prima scoprirà quanto empatica e profonda può essere la complicità tra donne.

Le direi che a volte sentirà un’ansia forte, che dipenderà delle aspettative che ha per se stessa. O che la società ha per lei. E che deve imparare a ridurre e a semplificare. A spogliarsi delle pressioni e a respirare profondamente.

Le direi di credere fermamente in se stessa, di avere fiducia nelle proprie capacità affinché quella stessa fiducia ce l’abbiano gli altri. Perché è una donna, e quando le donne vogliono davvero qualcosa, la ottengono. Perché le donne sono forti, anche quando sono deboli; perché sono combattenti anche quando sono stanche; perché essere donna è un casino ed è una sfida quotidiana a trovare l’equilibrio giusto tra nutrimento e gusto. Una sfida a essere sicura, a essere decisa, a essere tenace, a essere dolce, a fare tre miliardi di cose insieme, a lavorare, a costruire una vita privata, a combattere forze invincibili, come il tempo o la gravità. A emanciparsi, senza snaturarsi. Ad avere i coglioni, ma anche le ovaie.

Le direi, comunque, che la cosa più importante è essere sempre capace di amore. Cioè avere proprio dentro di sé la capacità, intesa come spazio, per contenere questo sentimento ingombrante e complesso, fatto di mille declinazioni ed espressioni.

Le direi che l’amore è una roba che si dimostra, verso un compagno, ma anche verso la famiglia, gli amici, i figli, i figli degli amici, i disgraziati e i diversi.

Le direi di continuare a sorridere il più possibile, anche quando non avrà più i denti da latte, anche quando gli eventi proveranno a indurla a smettere.

Anche se piove.

Anche se c’è il sole.

Anche se la vita andrà come deve andare.

Lo dicevano anche gli 883.

Citazione di altissimo livello.

Cazzo.

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113 pensieri su “Donne Che Verranno

      1. _ il mio senso di “uniche” nn è astratto o generico, è preciso e definito nella singola persona. Nn è neanche un complimento ma una qualità che ognuno di noi, uomo o donna, è [se lo si concede a se stessi], insomma, concetto ben diverso 😉

  1. ♥_♥
    Hai la capacità di trasferire su carta (o su monitor, vabbè) tutto ciò che di nascosto continuo a ripetermi, ma che raramente ho il coraggio di esternare.
    Sono testa dura anche con me stessa. Non ascolto mai i miei consigli a me stessa.

  2. Ho seriamente paura che abbiamo tutte un unico cervello (e un unico metabolismo). Riesci a trasformare in parole tutto quello che penso o sento. Sei fffffenomenale
    (detto a mo dello spot Lipton)

  3. Una bella serie di consigli dettati dal buon senso, che pare sia una merce avariata per molti noi – femmine, maschi e terzo sesso -.
    Tu le fai una linguaccia e lei di risposta ti sorride. Credo che sia una lezione da rammentare.

  4. Ah, averle sapute a 10 anni, queste cose! Invece di scoprirle crescendo, a forza di facciate nel muro… Oppure, meglio ancora, nascere maschio!! La biologia ci frega, essere donne e’ una gran fregatura!

      1. Ma siccome la fortuna è cieca e invece la sfiga ci vede benissimo, rinascerai : maschio, con la testa piccola e gambe sottili, e un minipene che non riuscirai neppure a vedere per via della pancia prominente.

        Lascia perdere, e stai bene come stai 😄

  5. Quello che più mi piace di questo post è che, a parte un paio di eccezioni, le stesse cose si potrebbero dire a un bambino (maschio). Perché siamo tutti troppo qualcosa agli occhi degli altri, perché tutti abbiamo aspettative verso gli altri e soffriamo delle aspettative che altri hanno nei nostri confronti, perché tutti aspettiamo il supereroe o principe azzurro o uomo della provvidenza di turno che ci salvi invece di imparare a salvarci da noi stessi; perché criticarsi fa bene a tutti ma lasciarsi ferire no, perché, soprattutto, l’amore è una cosa che fa stare bene e migliora e che essere capaci di amore è una delle cose più belle che possano capitare nella vita. E io che ho due figli (maschi) provo a dirgliele queste cose. A modo mio, ma ci provo. Non si sa mai… 🙂

    1. Ineffetti se quelle cose qualcuno le dicesse per tempo anche ai maschietti, noi donne avremmo meno esemplari coglioni di maschi “adulti” tra i piedi…

  6. Ecco, io faccio la dispettosa e ti dico che invece a quella bambina piaceranno le donne, quindi metà dei tuoi consigli non serviranno 😀
    Scherzo, potrebbero servire ugualmente… specie perché noi donne sappiamo essere più crudeli degli uomini!
    Un post splendido, come sempre :*

  7. C’è un inarrestabile crescendo rossiniano nella lirica dei tuoi post. Io non “condivido” quasi nulla sul mio fèisbuc, ma stavolta non so proprio resistere !

  8. Queste parole dovrebbero sentirsele dire non solo tutte le bambine, ma anche tutti i bambini. Così forse potremmo avere degli adulti, in un futuro più o meno lontano, migliori.

  9. Giusto dopo aver letto il tuo bellissimo post, giusto oggi che è l’8 marzo, un tipo con cui mi sento ha pensato bene di dirmi che “No, hai fatto male a tirare uno schiaffo al tizio che in un locale ti ha strattonata per un braccio per chiederti se fosse vera tutta quella latteria [ndr: testuali parole eh]. Avresti dovuto solo mandarlo a cagare, in fondo era solo una domanda e se ti ha dato fastidio sono problemi tuoi”.

    Quanta strada abbiamo ancora da fare, Vagy?

    1. lo schiaffo della donna è sempre un gesto di grande coraggio. anche io ne ho preso. veloci, istintivi, spesso tesi, come nel tuo caso, al ripristino della legalità. comunque grezzate così non mai neanche pensato di dirle a una ragazza. ma poi, cosa intendeva per latteria? scua meeva, ma non è che potresti essere più precisa al riguardo?

    1. grazie a te di aver pensato (e scritto) una cosa del genere! 🙂
      c’è una mia amica incinta che dice che alla bimba, invece delle favole, leggerà il mio blog. io sto cercando di dissuaderla 😀
      un abbraccio
      v

  10. Grazie Vagy, solo questo. Di solito aggiungo qualcosa a quello che dici ma questa volta hai scritto tutte le cose che una futura donna deve sapere. ..ma non solo una futura donna, OGNI donna. Anche io che dibanni ne ho ormai un pó e tante cose le devo ancora imoarare. Avere fiducia in me stessa e nelle mie capacità, non dare potere di rendermi felice o infelice agli uominidemmerda, e non smettere mai di provare amore. Ti abbraccio

  11. Leggendo qualche commento anti-maschio, direi che alle bimbe bisognerebbe insegnare fin da subito che dare sempre la colpa agli altri non è la giusta soluzione.
    E che ,come hai già scritto tu (ma io amo sottolinearlo), le donne non devono sperare che gli uomini possano e debbano sempre capirle (anche senza che parlino) e comprenderle, sempre e comunque…. perchè l’uomo vuole una donna, non una bimba paranoica a cui fare da bàlia psicologica e da capro espiatorio.
    Altrimenti è meglio che evitino di incasinare la vita di uomo che se ne stava tanto tranquillo e farsi invece un bello e pratico amico immaginario.

    1. vabbè diciamo che ci sono margini di miglioramento su ambo i fronti e che come voi uomini, anche noi portiamo i segni dell’educazione che riceviamo e del contesto culturale nel quale viviamo. probabilmente sarebbe utile istituire delle classi di educazione sentimentale e sessuale. ma forse certe cose si imparano soltanto vivendo, tecnicamente. altrimenti, se avessi ascoltato per esempio i consigli di mia madre, un sacco di cagate le avrei evitate. e invece 😀

      1. la sai quella della madre che dà consigli sessual/morali alla figlia che si sta sposando? Le dice di non accontentare mai l’eventuale richiesta sessuale del marito quando le proporrà di “girarsi, per farlo dell’altra parte”….
        Dopo un po’ di anni il marito le chiede di farlo nell’altro buco e lei si rifiuta categoricamente ricordando ciò che disse la madre…. e lui:”ma dai ,amore, prima o poi un figlio dovremo farlo!”
        😀 😀 😀

  12. @Vagina cara … capita spesso che, ai miei commenti qui, Tu risponda “Bruno … mi sopravvaluti, Bruno stai esagerando le mie qualità” ! 😐
    Ebbene @Vag, se credi che il mio esaltarti dipenda dalle tue rosseggianti e delicate carnalità in cui amo immergermi ad ogni ora e in ogni momento del giorno e della notte, se credi che l’ attrazione verso te mi spinga ad allargarti più del dovuto, se credi che, soltanto perche ci sei Tu e mi sorridi, una notte gelata e senza luce mi appaia come un blu cobalto rilucente di fulgori, se credi che l’ amare io la tua Memoria ( e la tua storia ) screzi il cristallo nitido che mi evochi … ebbene, mon douce amie, TI SBAGLI di grosso ! 🙂
    Da buon Ingegnere, aduso a misurare la realtà materiale delle cose così come le osservo e studio onde progettarne una qualsivoglia fattibilità, non posso che descrivere quello che vedo e/o sento, e quindi parlare di te come effettivamente sei .
    E, per concludere, la giustezza del mio pensiero la dimostra questo stesso tuo post che sto leggendo magno cum gaudio ! 😀

    1. ahahaha va bene, prometto che non ti contraddirò più (cosa che faccio sempre, con chiunque mi dica qualcosa di carino del resto :D).
      ma ora che so che sei un ingegnere, alzo proprio le mani 😀
      grazie comunque, come sempre.

    1. Giusto : “lo” @883 … cjà rotto le palle, come la parola “crescita” e la saccenza dei 5stellutoidi e del loro mentore @peppegrillaccio ! :mrgreen:

  13. Ogni tanto ripenso all’algoritmo che un bel giorno mi ha fatto capitare sul tuo blog, gli anni che sono passati, le emozioni vaginali che sono stato contento di vedermi rovesciare addosso.
    Soprattutto alla profondità che spesso riesci a buttare dentro in questi pezzoni scritti con l’anima.
    Molto, molto felice di aver ascoltato l’algoritmo.
    Davvero.

  14. Condivido pienamente, in realtà praticamente la maggior parte di quello che scrivi.

    Imparare ad amare e conoscere l’ essere femmina è un’enorme regalo che possiamo farci. Grazie di averlo espresso con questa semplicità.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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