Se è figo, se non è figo

Ho deciso di fare coming out. Ho deciso di dire la verità su come noi donne reagiamo ai flirt.

Perché, dopotutto, siamo convinte di essere molto più sofisticate e complesse degli uomini (e per certi aspetti senz’altro lo siamo), ma inciampiamo anche noi in una riduzione fastidiosa seppur verosimile, subendola ma anche applicandola, e cioè: non gli piaci abbastanza/non ti piace abbastanza.

Per capire meglio a cosa facciamo riferimento, entriamo nel dettaglio di alcune situazioni che tipicamente si verificano nei primi approcci con l’altro sesso e scopriamo quanto, sottoposte alle stesse sollecitazioni, reagiamo in maniera diversa a seconda di quanto sia figo l’uomo in questione. I due scenari che prospettiamo, cum figus e sine figus, non si riferiscono al mero aspetto estetico, ovviamente, ma a quell’insieme di elementi – alcuni evidenti, altri imperscrutabili e nascosti nelle profondità del nostro inconscio – che rendono un soggetto particolarmente appetibile per noi.

Se è figo

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  • Controlliamo il telefono ogni 3 minuti
  • Se vediamo una sua notifica, sorridiamo compiaciute e ci fiondiamo a leggerla
  • Per rispondere aspettiamo circa 10 secondi, il tempo di pensare alla cosa più sagace da dire (che spesso non è poi così sagace, a esser franche)
  • Riponiamo il telefono e lo controlliamo ogni 30 secondi per vedere se ri-risponde
  • A un certo punto, per non fare le groupie, ci imponiamo di non visualizzare e di non accedere a whatsapp per almeno 15 minuti. Generalmente al settimo minuto non resistiamo più e leggiamo.
  • L’ultimo messaggio della conversazione è il nostro, ed è un messaggio inutile tipo un’emoticon
  • Se invece ha troncato lui la conversazione, ci offendiamo un po’, in segreto, e giuriamo a noi stesse che non ci faremo sentire più finché non si farà vivo lui (lasso di tempo accuratamente monitorato e misurato in minuti, poi in ore, poi in giorni)
  • Lui non si fa vivo, quindi pensiamo che in effetti è così figo che possiamo fare un’eccezione, che vale lo sforzo e che possiamo scrivergli noi. Per riuscirci consumiamo circa 350 kcal e mandiamo al macero tutta la nostra educazione sentimentale borbonica che vuole che l’iniziativa sia maschia (ma, del resto, viviamo nel 2016 e, tra criptochecche e amazzoni metropolitane, è difficile discernere il giusto dallo sbagliato, senza contare che “non esistono leggi in amore“)
  • Visualizza, non risponde. Noi controlliamo le spunte. Controlliamo che sia online. Andiamo a controllare se per caso è attivo su Facebook. Se per caso ha pubblicato qualcosa sulla bacheca. Se per caso non è rimasto vittima di un attentato terroristico e per questo non ci degna dell’attenzione che altresì meriteremmo. Niente.
  • Riappare dopo 15 ore. Noi c’abbiamo i coglioni di traverso, ma non diciamo nulla perché siamo donne emancipate e poi sei mica pazzah, che cosa vuoi, ha una vita. Ci vendichiamo al massimo facendolo attendere 30 minuti.
  • I nostri messaggi sono prolissi, viaggiano a gruppi di almeno 3-4 paragrafi per volta. Lui risponde a monosillabi. Comunque non più di cinque parole. Figurati una subordinata.
  • Se ci scrive 50 messaggi al giorno pensiamo che non vediamo l’ora di vederlo
  • Se ci manda una nota audio pensiamo che ha una voce adorabile, la ascoltiamo 8 volte, la forwardiamo all’amica più intima, a cui possiamo dimostrare di aver perso la dignità intellettuale
  • Se ci manda delle sue fotografie pensiamo che avremo dei figli bellissimi, le salviamo e ci intasiamo la gallery di sue effigi nelle quali inciamperemo quando la cosa sarà inevitabilmente andata a mignotte
  • Se ci parla di sua madre, ci chiediamo se piaceremo a nostra suocera
  • Se ci parla del figlio del suo amico, pensiamo che è stupendo, ha anche l’istinto di paternità
  • Se ci manda dei meme pensiamo che sia divertente e se ci manda dei link li guardiamo tutti fino all’ultimo secondo anche se non ce ne frega una minchia
  • Se ci fa una telefonata, sta diventando una cosa importante, quasi amore
  • Se ci invita a uscire, accettiamo. Se abbiamo impegni li spostiamo con tripli salti mortali. Pacchiamo le amiche senza rimorso e senza ritegno, e non mentiamo nemmeno, fiduciose del fatto che le amiche vere capiscono. Le vere amiche sanno.
  • Se ci passa a prendere ci sembra rassicurante e premuroso, e apprezziamo un casino questo fatto che non ci fa sciupare a guidare e cercare parcheggio, o a prendere i mezzi, o a spendere soldi per il taxi.
  • Se durante la cena è loquace, che bello, si sta aprendo, stiamo comunicando! Se invece tace, è tenebroso e affascinante.
  • Se non ci invita a uscire, convochiamo un summit di tutte le nostre consulenti sentimentali, incluse le quote finocchie, per analizzare il caso, decifrare i suoi contrastanti segnali e diagnosticare quale forma di disadattamento abbia, perché è evidentemente che è un disadattato
  • Se ci prova alla prima o alla seconda uscita, va bene. Anzi, forse siamo noi che ci proviamo.
  • Se a letto non è il top, non importa, sono stata molto bene lo stesso. Se a letto è il top, iniziamo a chiederci se cerimonia civile o religiosa.
  • Se dopo la prima uscita non vuole rivederci, iniziamo a patire e a lamentarci della totale assenza di uomini single eterosessuali, non egofroci, equilibrati.
  • Se dopo la prima uscita vuole rivederci, affrontiamo la giornata con un sorprendente buon umore, il ché è la scientifica dimostrazione del fatto che sì, è vero: quando siamo acide è perché non scopiamo abbastanza (o abbastanza bene)
  • Se fa qualche progetto al futuro il cuore ci salta via dallo sterno, perché ei forse allora al matrimonio della mia amica avrò il mio +1. Te pensa.
  • Quando l’affair finisce pensiamo che niente, non avremo mai più una storia,  ormai è impossibile, piangiamo e scriviamo alle nostre amiche intime, a cui possiamo dimostrare di aver perso la dignità intellettuale; quelle ci dicono le cose che si dicono in questi casi e noi le ascoltiamo ma in fondo non riusciamo a liberarci della modalità “futura gattara inesorabilmente disgraziata” per almeno una settimana.

 

Se NON è figo

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  • Controlliamo il telefono e proviamo delusione mista a fastidio quando rileviamo 5 notifiche di quello che non ci piace. Invece che del figo.
  • Non c’è nessuna fretta di accedere a whatsapp e visualizzare i messaggi, del resto sto stalkerando su Facebook la nuova tipa del mio ex. Leggerò quando arriveranno notifiche rilevanti, tipo quelle del gruppo “Assorbenti con le ali per lanciarsi col paracadute” con le amiche della scuola materna.
  • Tra una risposta e l’altra lasciamo passare circa 15 minuti, di modo che anche il più solerte interlocutore sarebbe degnamente scoraggiato.
  • L’ultimo messaggio della conversazione è il suo. Non è colpa mia se mi sono addormentata all’improvviso. È stata una giornata pesante.
  • Non ci facciamo sentire. Se non si fa sentire lui ce ne accorgiamo dopo 1 mese.
  • Magari gli scriviamo un “come va?”, perché in fondo siamo educate e non ha fatto nulla di male
  • Visualizziamo, non rispondiamo. Ricompariamo dopo 15 ore e non osare dirmi nulla, cazzo vuoi, ho una vita
  • Rispondiamo a monosillabi o quasi. Usiamo l’emoticon del pollice per dire “ok” e chiudere la conversazione
  • Se ci scrive 50 messaggi al giorno, pensiamo di bloccarlo
  • Se ci manda una nota audio pensiamo ma che sbatti, sono in pubblico,  ma che vuoi, ma non puoi scrivere?
  • Se ci manda delle fotografie sue, notiamo tutti i terribili errori di stile che commette
  • Se ci parla di sua madre pensiamo che vabbé, dai, cresci un po’
  • Se ci parla del figlio del suo amico, pensiamo che voglia usarci come incubatrici e no, scusa, ma io non sono pronta
  • Se ci manda dei meme pensiamo che sia adolescenziale e se ci manda dei link non ci clicchiamo nemmeno sopra dicendo “lo guardo appena riesco” e non riusciremo mai più.
  • Se ci fa una telefonata, è invadente.
  • Se ci invita a uscire, abbiamo impegni. Siamo piene per le prossime 3 settimane. Guarda sono infognata. Periodo pazzesco. Gli diamo pacco numerose volte consecutive. Alla fine cediamo perché, in fondo, non si può mai sapere.
  • Se vuole passarci a prendere, è uno stalker che vuole sapere dove abitiamo esattamente. No tranqui, prendo un’enjoy.
  • Se durante la cena è loquace, per noi è logorroico; se tace è un disagiato
  • Se ci invita a uscire convochiamo un summit di tutte le nostre consulenti sentimentali per valutare come gestire la possibilità che ne voglia, mentre noi non ne vogliamo
  • Se ci prova alla prima o alla seconda uscita è un inetto, ma non lo capisce, ma per chi ti ha presa, ma perché gli uomini devono sempre sessualizzare tutto così in fretta? Che stress.
  • Se a letto non è il top, addio. Se a letto è bravo e zelante, sì, magari lo rivedo, però insomma non so. Al limite come trombamico nei periodi di arsura.
  • Se dopo la prima uscita non vuole rivederci, tiriamo un sospiro di sollievo
  • Se dopo la prima uscita vuole rivederci, iniziamo a pensare cosa fare per scollarcelo di dosso
  • Se fa qualche progetto al futuro: SENTI STAI CALMO, IO SONO UNA DONNA SINGLE, NON RINUNCIO ALLA MIA LIBERTÀ SIA CHIARO, NON POTRAI INGABBIARMI MAI, NON POTRAI LIMITARE I MIEI SPAZI Né LA MIA INDIPENDENZA E POI GUARDA CHE IO SONO UN CASINO LASCIAMI PERDERE.
  • Quando l’affair finisce pensiamo che niente, è andata così, sono una donna contemporanea e contundente, mi amo & mi odio, forse la mia dimensione è questa perché sì, sai, io non mi accontento, perché io valgoh.

E lo scriviamo alle altre amiche single che, anche lì, comprendono il nostro stato e ci dicono “si, si, certo”. Perché è tutto vero e tutto sarà così, finché non troveremo un altro figo a cui non piacciamo abbastanza. E il ciclo ricomincerà da capo.

E allora, forse, se un modo esiste per venirne fuori, per non dividere il mondo in categorie stagne, in fretta, con questi ritmi serrati dettati dall’iperconnessione in cui viviamo, dall’infinita pluralità di offerta, dall’inafferrabile liquidità dell’instant-relationship, ecco se un modo esiste forse è prendere e pretendere tempo. Da noi stessi e dagli altri. Tempo per conoscersi. Per capire se ci si piace oppure no. Perché non siamo i messaggi che scriviamo, né i meme che inviamo, né i link che condividiamo, né le stronzate che pubblichiamo. Perché siamo anche cose altre, e molte, e per scoprirle ci vuole il fottuto tempo. Altrimenti, in fretta, facciamo presto a decretare che uno è in o out, sulla base di micro-impressioni, di atteggiamenti digitali, di tempi di reazione messaggistica. O di quanto è biondo. O di com’è vestito.

Piacersi dev’essere un’altra cosa. E finché non ci riappropriamo del significato stesso di piacere e piacersi, che è una cosa che presuppone la scoperta, lo svelamento, la condivisione, la comprensione, la partita che si gioca ad armi pari e parità d’intenti, penso che continueremo ad accenderci di facili entusiasmi e a spegnerci di superficiali delusioni.

Indipendentemente dal fatto che siamo portatori di pene o di vagina.

Con questa estrema saggezza concludo.

Andate in pace.

127 pensieri su “Se è figo, se non è figo

    1. Ah portatore sano di pene era un mio neologismo :). Non lo dire, lascia fare.. Si tratta di essere bruciati o no, di mettersi in gioco o no, di guardarsi sul serio o no. E post 30 siamo in pochi a volerlo fare davvero. Regalare attenzione, empatia e Tempo: donare quella sostanza terribile che ci sfugge. Ma la categoria più infame che riduco e brandelli è l’ imbecille o il maiale contento.. non più il maschio in se’ e per se’. Vagy, spero che il vento cambi.

  1. Che bel post …. anche quest’ ultimo, @Vagina cara … e quanta saggezza mostri non ostante il tuo essere una donna giovanissima ! Si indovina da ciò che la tua vita sentimentale non è stata per niente facile e che, un qualche cialtrone, cancellò momentaneamente il tuo sorriso solare ancorchè per poco … Chè Tu non sei tipo da ingabbiarti dietro le sbarre delle delusioni e dei tormenti amorosi, dal momento che c’ è in te ( e chi mai lo potrebbe oscurare … pur ille lecti magister scopandìque ??? ), quando riguardi a te stessa, tutto un firmamento di stelle fisse e/o viaggianti che ha il fulgore dell’ eternità !
    Così io ti saluto, mia cara amica, e ti lascio una canzone bellissima che mai conobbe il tramonto, o le mode effimere, o il sentire diverso delle nuove generazioni !
    Buon ascolto, @Vagy … ed a bientot ! 🙂
    °°°

      1. Certo, non ho mai creduto negli amori costruiti giorno dopo giorno, già al primo sguardo deve nascere qualcosa. Anche solo una sensazione, di quelle che ti fanno sentire bene.

  2. Eh si…eliminando il fottutissimo wa…dando orari a chiamate su Cell…sms e cazzate varie al minimo…vuoi vedere che se si è. Veramente interessati si trova il modo e il tempo diVALUTARE adeguatamente chi ci si para davanti? Un tempo il ragazzo a cui interessavi veramente rischiava di Dover passare prima dal filtro genitoriale del telefono fisso…che dici vagi…un po’ di palle dimostrava di averle a 15anni o no? Oggi sai quanto risparmiano gli ominidi con questi sistemi? Tempo danari e impegno…tutto a costo quasi zero…😊 …ciao..

      1. Vagy, scegliteli vecchi (over 50). Non hanno smarphone, se anche lo hanno non lo sanno usare, se anche lo sapessero usare non sanno dell’esistenza di whasapp e altre terribili diavolerie tecnologiche tipo note vocali ihiihihihi, se anche conoscessero le diavoletie non hanno mai sotto mano gli occhiali o l’ amplifon.. Al limite ti fanno una chiamata dopo cena (alle 18.30) dal fisso della casa di riposo ihihihihih SCHERZO, OVVIAMENTE… il fatto e’ che l’ ultimo non figo che ci ha provato con me (54 anni) mandava gli sms da un cellulare anteguerra (quello coi tastini che per fare la s devi premere 3 volte e che suona pure ad ogni pressione perche ha l’ odiosissimo sonoro ai tasti) ma ogni lettera C era rigorosamente una K! Strazio… il 99% degli uomini non vuole conoscere. Vuole “metterlo”. La voglia di conoscere semmai (semmai) scatta dopo la 3-4 introduzione, ed e’ quasi sempre scarsa, una volta sceso un po’ il livello del testosterone…

  3. Mi dai da pensare …..ok, assodato che non sono una criptochecca, devo considerare l’essere maschio (ma qualcuno ha detto che siamo uguali) oppure l’età ….(e qui sento una leggera fitta al fegato).
    Ovvero, anche se è molto pheegah:
    – il telefono lo guardo quando capita, al terzo messaggio mi girano i maroni e chiamo perché non ne posso più di scrivere la Divina Commedia a puntate
    – non uso FB e me ne frego di bacheche-tweet-esternazioni assortite
    – la passo a prendere per la cena, se viene da sola bene ma se nel dirlo inizia a sudare sospetto che a casa abbia tre figli, due cani, un gatto e il mutuo da pagare
    – se il sesso è il top e si presenta in guêpière, calze di seta e perizoma mi domando quanto aspetterà per infilarsi nel letto con il pigiama di flanella e calzettoni
    – se manda foto mentre sorride all’interno dell’auto mi domando come mai non abbiano mai un ca@@o di posto che sia un po’ più ameno
    – se manda foto nuda o seminuda mi chiedo se abbia a casa tre figli, due cani, un gatto e il mutuo da pagare o se sarà il caso di farmi pagare le mie “prestazioni”
    – niente progetti per il futuro, a meno che oltre a essere molto pheegah non abbia anche un consistente patrimonio personale e sia disposta a condividerlo con me. In questo caso organizzo subito il terzo matrimonio, se vuole anche religioso poiché i primi due sono stati civili.

      1. in effetti sono anche un po’snob ….ho sempre avuto un carattere di merda (si può scrivere “carattere” qui?), per un verso sono estremamente aperto e tollerante, ma per altri aspetti – soprattutto nei piccoli gesti – sono molto rigido e insofferente.

    1. Ahh o perchè non ci regali la tua splendida presenza su fb? Sei uno dei miei idoli. saresti l’ ospite d’ onore del mio salotto culturale e autoironico. (Ovvio io mica uso fb per parlare di dove magno o vado.. ) Certo hai un sano pragmatismo.. Io essendo Musa, mi diletto di conversazioni ai limiti del possibile, tra sapienti, erotomani, estremisti di ogni genere e visionari ;).

      1. A parte il sapiente mi sa che rientro in tutte le categorie 😉
        Grazie ma declino, per FB non ho né tempo né voglia (pensa che ho una pagina aziendale che aggiorna una collaboratrice quando se ne ricorda)

    2. fedi io non te lo volevo dire ma in questo caso il fattore generazionale un ruolo lo gioca. ma secondo me è a tuo vantaggio.
      poi sull’acidità/insofferenza concordo ma vabbé, quella mica è una novità 🙂

  4. Posto che grazie sto ghignando in ufficio come una deficiente (i nostri messaggi prolissi, i suoi monosillabi….ho vagamente presente, tacci sua e glielo dico pure…rapporto inesistente ma alquanto schietto eh) faccio un appunto serio: l’eccessivo entusiasmo è troppo spesso campato in aria perchè sarà anche figo ma ha sempre e comunque un alto potenziale di essere una bella scatoletta vuota….per contro uno non figo dipende un po…certo può essere interessante come persona ma se nn ti scatta un minimo di attrazione (e non dico che non lo si possa guardare eh ma solo che non rientra tra quelli che ti possono piacere, semi ciospi inclusi) c’è pure lì poco da fare. Pardon la sintassi da ritardo in ufficio 😀

    1. lo so cara, è un arduo dilemma.
      e potremmo anche chiederci: dopo quanto possiamo decretare che uno non ci garba?
      perché, ok, quando uno ti fa venir voglia di strapparti le mutande, vabbé, è facile.
      ma poi? ma il resto? negli altri casi? che mondo difficile 😀

  5. Può essere figo quanto vuole ma se mi manda i messaggi vocali lo odio, così come se mi manda una frase spezzata in 4 messaggi.
    Dovrebbero tornare a pagamento tutti i messaggi e farli pagare pure salati.
    Ma credo che ormai siamo arrivati al punto di non ritorno.

    1. Ecco, per dire, ho provato un paio di volte a dettare a Siri un messaggio di testo …..poiché scriveva sempre a “membro di segugio” e non volevo lanciare il telefono dal finestrino, ho rinunciato. Figuriamoci i messaggi vocali

      1. Avevo un’amica che con la scusa che stava guidando mandava messaggi vocali …. per dire cazzate. Un giorno ho annunciato che non li avrei più ascoltati e così ho fatto. Se vuoi scrivere, scrivi; se vuoi parlare chiama. Altrimenti lasciami in pace. Non fa una piega, no? 🙂

      2. Per come la vedo io il messaggio deve avere il dono della sintesi, essere necessario, ed inviato per non disturbare (se sono con un cliente preferisco non ricevere chiamate private). Ma se hai tempo per mandarmene quattro di fila allora puoi anche chiamarmi e dirmi a voce il tutto

  6. Comunque Brava come sempre…e ci hai pure azzeccato….personalmente mi ritengo ancora una di vecchio stampo…i tweetter, i messaggi fb… per me erano ancora lontani almeno 3 fidanzati fa……..con l’ultimo la cosa e’ andata diversamente….via skype….era lontano……e in fondo Non mi e’ dispiaciuto vista la novita’….ci ha provato cosi’a lungo che mi ha preso per sfinimento……ahahahahhaha scherzo….. comunque e’ stato bello….il mio lui NON e’ figo ma mi piace….sara’ diverso????? mi fai sempre divertire….adoro le donne come te che non sempre si prendono sul serio….la comicita’ all’interno del carattere di una donna dimostra anche intelligenza…..ti adoro!!!!!

    1. ma quanto sei bella? 😀
      apprezziamo gli uomini che ci provano a lungo e che sanno prenderci per sfinimento. che sono diversi dagli stalker sia chiaro, ma che sono tenaci e volitivi come non usa più tanto!
      un abbraccio
      v

  7. ecco e poi ci sono io che il TEMPO lo voglio ma trovo tutti pressanti, ansiolitici o che perferiscono solo “amicizie virtuali” ma virtuale de che? che sei un fantasma!?!?
    cmq mi sono rivista troppo sulla condivisione con le amiche! ahahahha

    1. ahahah siamo oneste: esistono gruppi whatsapp di vero e proprio auto-aiuto 😀
      mio dio quelli che vogliono le amicizie virtuali. mio dio gli ansiolitici.
      sì, è proprio la via di mezzo la grande sfida…la normalità, tra virgolette.

  8. “Se ci manda una nota audio pensiamo ma che sbatti, sono in pubblico, ma che vuoi, ma non puoi scrivere?”

    protip: se fai partire la nota audio di whatsapp e poi avvicini il cellulare all’orecchio, smette immediatamente il vivavoce e parte l’audio come in una telefonata normale. in questo modo si possono ascoltare anche in pubblico senza problemi di privacy.

    (non sono capace di mandare messaggi vocali, nel senso che mi impappino, faccio pause di due ore, e ormai ho rinunciato a mandarli. però so ascoltarli!)

  9. Tempo. ..parola chiave che ultimamente mi ripeto tipo mantra per evitare di ricadere nel soggetto di cui al punto A.
    Purtroppo non sempre si é cosí lucide. ..specie dopo un periodo di astinenza prolungata. ..e allora é facile attaccarsi al primo furbetto che ci sa fare e il gioco (per lui) é fatto. Perché bisogna sempre ricordarsi che 9 volte su 10, figo é sinonimo di stronzo.
    Al contrario, siamo talmente assuefatte agli stronzi che qundo uno é carino e gentile e per di più ci cerca e sembra interessato, pensiamo subito alla fregatura e/o lo trattiamo come una cacca.
    Da qui il fenomeno sempre più frequente dello `stronzo di ritorno`, ovvero il maschio che dopo essere stato troppo buono e condiscendente diventa il peggiore dei bastardi. :/
    Baci

      1. Idem ciccia. ..e sono davvero in difficoltà. Non capisco se ci é o se ci fa. …sono talmente abituata ai prestigiatori del cazzo che uno normale e perfino gentile e interessato mi sembra un alieno, una specie non contemplta nel `bestiario` maschile di mia competenza. Mi chiedo. ..dove sta la fregatura? Per questo, penso valga la pena continuare indagare. 🙂

  10. Guarda a mio parere non esiste un comportamento standard in questi casi, strepitoso il TUO modo standard, soprattutto la fatica bestia che tutto ciò comporta, tra app fetenti, social e altre inutili minchiate buone solo per complicarsi una vita già introiata ai massimi (in generale eh).
    No perchè solo a leggere il “fosse figo” a me è girava la testa.
    In buona sostanza vorrei sintetizzare il NOSTRO comportamento con un dialogo oltremodo fedele che potrebbe avere luogo via cellulare parlato (lo so che ti sembra alieno il concetto di telefonata, ma si usa parlarsi).

    -Oh.
    -Bella, com’è.
    -Figa alla fine siamo usciti.
    -Ma quella là?
    -Eh.
    -L’ha mollata?
    -Seeeeeh, ovvio.
    -Gli hai cercato il culo?

    Fine.
    :))))

    1. ahahahahaha quanto vorrei essere uomo e appartenere a un’altra generazione lupo tu non puoi capire!
      comunque io mi sto rieducando alle telefonate.
      mi sto impegnando e sappi che faccio progressi. lenti ma progressi. 🙂

  11. “…Le vostre gioie e i vostri dolori, i vostri ricordi e le vostre ambizioni, il vostro senso d’identità personale e di libero arbitrio, in effetti non sono altro che il comportamento di un gruppo molto numeroso di cellule nervose e delle molecole ad esse associate…” (F. Crick)

  12. Se qualcuno dovesse giudicare me da quanto parlo al telefono o da quanti messaggi invio, sarei fuori dai giochi prima ancora di iniziare.
    Non so parlare al telefono, l’unità di misura della durata è il secondo e se sforo il minuto con un uomo potrei iniziare a considerarlo Amore con la A maiuscola.
    Odio i messaggi vocali, a cui rispondo sempre con una telefonata. Vera.
    Subisco uozzapp perché tutto il mondo ne è ormai succube, lo uso soprattutto quando non posso parlare o penso di poter disturbare con una telefonata.
    E niente riesce a sostituire una serata passata a chiacchierare faccia a faccia, meglio ancora se con una bottiglia in mezzo, neanche un milione di messaggi tutti con le spunte giuste al momento giusto.
    Per tutto il resto, si può trattare, non ci sono mai due storie uguali.

  13. Ho rubato qualche spunto per i miei personaggi 😀
    Diciamo che quello che hai scritto per un osservatore attento si percepisce chiaramente.
    Ovviamente al tempo di whatsapp funziona così, prima al tempo dei pizzini cartacei funzionava più o meno così 😀 con qualche distinguo. Se la tipa – ovvio inverto le parti – non suscitava empatia, per quanto si sforzasse difficilmente riusciva a cogliere il tipo, che di norma reagiva infastidito. Viceversa se la tipa era soggetta alla corte del maschietto di turno – lo stalker antelitteram 😀 – poteva finire in due modi. Il primo un vaffa grande come una casa e il mettersi col tipo odiato dallo stalker. tanto per fargli capire di girare al largo. La seconda soluzione era di cedere, perché il partito era buono.

  14. E niente. È un casino. Solidarietà.
    Comunque Vi vogliamo bene; dissimuliamo alla grande ed esterniamo da colica, ma il sentimento c’è, maleducato, disorientato, ma c’è, ed è sano come un vitellino.
    Ci dobbiamo lavorà un altro pó.
    Un abbraccio,
    Emidio
    Maschio adulto eterosessuale, artigiano.

  15. Per conoscersi, per costruire qualcosa che vada al di là di qualche scopata, ci vuole tempo. Vedo gente che dopo un mese è innamoratissima, dopo due dice di amarsi e al terzo la domenica sono già a pranzo/cena dai suoceri. Mi domando se quello strano sono io. Lo sviluppo tecnologico ha senz’altro facilitato i rapporti, ma appunto, come dici tu, non siamo i nostri link, post o note vocali, c’è sempre un filtro in tutto ciò. Per conoscersi, scoprirsi, apprezzarsi, capire di volersi in toto, serve tempo. Tempo da spendere in uscite, chiacchiere Vis-à-vis, sguardi, pelle, contatti, silenzi. Siamo abituati al “tutto e subito”, quando invece, a volte, togliere il piede dell’acceleratore è così bello. Anche se alla fine della lenta corsa finisci col prendere un palo che ti ci vogliono anni di convalescenza per riprenderti. Ma vabbè, meglio vivere di rimorsi che di rimpianti, no?

    Sermone finito, torno “tera-tera”. La velocità della risposta è inversamente proporzionale alla grandezza delle tette: se c’hai una prima ti rispondo a monosillabi dopo 12 ore, se c’hai una quarta, il culo a mandolino e due labbra che te dico fermate, non solo ti rispondo dopo mezzo secondo, ma so per certo che in tempi brevi avremo un trilocale con giardino, un bassotto e tre bambini bellissimi! 😁
    Ps: analisi vera, ironica, brillante…con un finale da applausi. Bravissima Vaggì, come sempre!

    1. ahahah si vabbè però pure tu: quarta, culo a mandolino e labbra rifatte. la dovete smettere con questo immaginaria femminile alterato, come ve lo devo dire?! 😀

      molto vero, del resto tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione hanno eliminato tanti filtri, da un lato. ma, a ben vedere, li hanno spostati. e prima o poi ce li ritroviamo di fronte, quando siamo con un altro senza un device di mezzo (cosa che, eroicamente, riusciamo a fare a moduli di 30 minuti circa, forse, controllando moderatamente il telefono, a meno che non sei in compagnia di michael fassbender che vabbé, in quel caso, magari) –> questa era solo per rilanciare sulla velina di cui parlavi prima tette grosse, vita sottile, culo a mandolino e bocca rifatta 😀

      1. Ahahah…dai Vaggì, era per fantasticare! Nella realtà ovviamente tette, culo e labbra (possibilmente non rifatte) non bastano, serve di più. E quando trovi quel “di più” della triade sopra citata te ne freghi. Ma trovarlo non è facile, anzi…male male vaggì, male male.
        Per quanto riguarda lo stare davanti ad altri senza device, dato che smanettare col telefono di fronte alla donna che ho portato fuori mi pare poco elegante, ho escogitato un metodo infallibile per superare serate e chiacchiere poco entusiasmanti: guardarla negli occhi mentre parla, annuire, sorriderle, passarmi la mano tra la barba ad intervalli regolari e nel frattempo pensare beatamente ai cazzi miei. Tipo: la maggica arriverà in champions? Il capitano a fine campionato lascia o rinnova?

  16. Ciao, hai visto cosa hanno combinato i tuoi amici islamici a Bruxelles? Cosa ha fatto di male il Belgio? Niente: e’ stato solo governato da buonisti come te per tanti anni.riflettici su.

  17. Ora ho capito perchè fanno poi tutte quelle paranoie quando non rispondo su WhatsApp, ma sono comunque online!! Ahahahaha!! 😛

  18. Quanto mi sono divertita a leggerti tesò! E quanto sollievo nel rilevare per l’ennesima volta di essere giunta al mio capolinea sentimental-sesssuale, e che l’ennesimo bipede 50enne che mi ronza attorno come un moscone su una boazza di bovino, per quanto pseudofigo (data l’età) mi fa solo sorridere. Col suo definirsi “food writer”, con i messaggini su messenger con donnine pronte all’uso o con foto di dipinti erotici. Col suo dirmi, davanti all’unico aperitivo consumato insieme, “Sai, io spavento le donne perché sono un troglodita sul materasso, batto giù come un fabbro.” Ho sogghignato e sorvolato perché il posto era davvero carino e con cichetti squisiti, e poi ci sono tornata col mio Bip, alla faccia del food writer. Che liberazione la maturità!
    Ti abbraccio.

    Zia

Parla con Vagina, Vagina risponde

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