Tinder Chronicles 2 – Il conto da pagare

Sono uscita con il secondo tipo conosciuto su Tinder. Ci sono uscita in friendzone, o meglio, per usare un neologismo più preciso, coniato da un mio amico a cui devo riconoscerne la paternità, in no-fuck-zone, in quanto, di fatto, non si può definire “friend” uno che conosci da 5 minuti.

Il concetto di base resta comunque lo stesso: non si ciula.

Glielo avevo detto anticipatamente, a Tinder2, sostenendo “sei fuori dalla mia portata”, perché questo era uno dei match più fighi mai capitati e – come vi ho già spiegato – sono in un periodo profondo e sensibile della mia vita, per cui esco solo con i belli (per lo meno se sono rimediati sulla più popolare dating app del momento).

Ci esco senza tirarmi a lucido ma rendendomi giusto presentabile e lo incontro tardo pomeriggio-ora aperitivo in modo da divincolarmi eventualmente con “Devo raggiungere gente a cena” qualora si riveli una sòla umana.

Schermata 2016-04-21 alle 10.18.43

Così non è stato, ce la siamo chiacchierata, raccontata, ho collezionato nuovo materiale umano, bevuto vino bianco fermo, abbiamo parlato di lavoro, di amicizie, di relazioni, di Tinder, di socialità milanese, di locali, di standard estetici, di chirurgia plastica, di altri date. E per me è stato come sempre un utile esercizio dialettico perché, naturalmente, io e Tinder2 non avevamo assolutamente un cazzo in comune, ma proprio nulla, dalla provenienza geografica, al vissuto, ai gusti musicali, alle abitudini e alla tipologia di lavoro svolto.

La serata si è rivelata non memorabile, ma piacevole, e tutto è andato liscio fino al momento in cui ho fatto una macabra scoperta, rovistando nella mia borsa: avevo dimenticato il portafogli a casa (nello zaino della palestra), cazzo.

Mi astraggo per qualche secondo, pensando che – merda – ho pure ordinato il secondo bicchiere e non ho cash, ma nemmeno carte, ma nemmeno il libretto degli assegni e così, mentre lui mi spiega che gli piacciono le tipe come Melissa Satta e io confermo che non gliela darò mai per principio, mi chiedo come gestire la situazione. Così lo interrompo su “A me piacciono filiformi, anzi no, sportive” e gli dico qualcosa tipo “Senti, è successa una cosa che mi imbarazza molto, ma mi sono appena accorta di non avere con me il portafogli, però quando usciamo se vuoi passo da casa mia che è qui vic...”.

Tinder2 mi interrompe, mi dice che naturalmente non c’è problema, che avrebbe pagato lui, ci mancherebbe. Che paga sempre lui in queste situazioni, anche quando le tipe sono (f)rigide e non simpatiche come me (che comunque sono anche carina eh, non devo dire quelle cose che gli uomini sono fuori dalla mia portata, che ho delle belle gambe lunghe e si vede anche se ho il jeans, che ho la maglia larga ma che dovrei mettere più in mostra, che tirata “come dice lui” non sono mica male, così gli rispondo che sì sì, non è che sono un mostro – infatti, non hai dei brutti lineamenti – no no, lo so, ma ho delle occhiaie pazzesche, mi fanno schifo i miei denti e ho un brutto culo – perché? – perché è piatto – eh, brutta storia – lo so, vorrei tanto avercelo il culo a mandolino, ma non ce l’ho – t’ammazzi di squat almeno? – no mi fanno male le ginocchia, faccio quelli per handicappati, con il pallone, appoggiata al muro – ah però – si vabbé, ma è una battaglia persa).

Poi torno sul topic e insisto, dico che mi spiace, che se ci rivedremo offrirò io. Lui mi tranquillizza, in maniera in verità molto carina, e da lì iniziamo a disquisire di questo spinoso argomento, pour parler, ovvero la gestione del conto da pagare tra uomini e donne, confrontando il suo punto di vista virile con il mio vaginale.

Lui mi dice che la maggior parte delle donne da per scontato che a pagare sia l’uomo e che moltissime non fanno nemmeno la parte (che sarebbe quella gag per cui tiri fuori il portafogli quando arriva il conto e dici cose come “Senti per piacere, non devi, possiamo dividere, insisto, guarda che le lotte femministe del 68, guarda che siamo emancipate, guarda che lavoriamo, abbiamo la patente e anche il diritto di voto e blablabla” alla quale lui deve tuttavia, improrogabilmente, rispondere che no, che paga lui, punto e basta e così dev’essere perché se per caso quello ha la sciagurata idea di fare 50 e 50 – a meno che non sia davvero SOLO un amico forever – a noi scende la catena in un modo che non ne avete l’idea).

maxresdefault

Inoltre qualsiasi estremizzazione di questa dinamica risulta ulteriormente grottesca, per esempio quelle situazioni in cui alla cassa tiri fuori il contante ed entrambi avete una banconota in mano e la porgete al ristoratore, il quale rimane interdetto, e tu gli dici “ei, ei, sono una donna evoluta, prendimi in considerazione” ma quello inevitabilmente tenderà ad accettare il pagamento dal maschio, non da te. E mentre uscite dal locale vi augurerà buona serata, sperando che per lo meno tu gli offra una fellatio di cortesia.

Insomma, forse Tinder2 ha ragione. Tendenzialmente è socialmente previsto (da noi, ma anche dal ristoratore che ci ignora mentre gli porgiamo il contante o la carta) che a pagare sia l’uomo. E questa cosa vale a prescindere dal tipo di rapporto che intercorre tra le parti, che siano una coppia, che siano amanti, che siano sconosciuti, che te la darò, che non te la darò, che non ci rivedremo mai più.

Scartabello nella memoria le mie esperienze e quelle delle mie amiche, i commenti che ho ricevuto, e per quanto mi renda conto che questa dinamica non sia particolarmente giusta, piuttosto sessista, formalmente obsoleta, antipatica persino, non ci sono cazzi, funziona così.

Chiaro è che ci deve essere equilibrio, dico, non è che una debba approfittarsene e diventare una tassa fissa a carico del povero uomo. Io sono per una divisione iniqua dei costi, del tipo 60 e 40, 70 e 30, a seconda dei casi specifici.

Però tocca ammettere che, tendenzialmente, se sei uomo è statisticamente probabile che il tuo reddito sia superiore al mio, e poi è una questione di etichetta, di cavalleria, e per lo stesso motivo per cui io non esco con te con i baffi in faccia e il pube di un orango, perché la cultura mi impone purtroppo di non essere Frida Khalo, ebbene per la stessa ragione culturale tu puoi anche offrirmi la cena (che non deve essere per forza da Cracco, ma pure dallo Zozzone della Periferia, va bene); del resto io quei soldi li ho devoluti all’estetista, o al parrucchiere, o all’ultima crema antirughe, o al mascara – hai un’idea di quanto costi un mascara? – per risultare gradevole ai tuoi sensi.

Quindi, uomini, non siate spilorci, perché la generosità è una dote che noi donne apprezziamo e il braccino è un difetto che non perdoniamo (peggiore persino del Minipeny).

Offrite e fatelo di buon grado.

Assolutamente NON accettate il fifty fifty, che è veramente cheap (immaginate Nanni Moretti che mi schiaffeggia adesso)

Al massimo, mentre la donna di turno insiste, rispondete “La prossima volta” o “Il prossimo giro”

E se quella non fa nemmeno la parte, beh valutate se vi risulta sufficientemente figa da essere a vostro carico come manco un figlio.

Per contro, voi, donne, non andate in bagno a incipriarvi il naso nel momento esatto in cui il conto arriva a tavola.

E non insistete nemmeno oltremisura se quello dice che offre lui, che diventate moleste. Accettate che offra e basta, non è attraverso il conto da pagare che passa il vostro femminismo. O se lui offre la cena, voi offrite gli amari che andate a bere dopo.

E ogni tanto, tipo 1 volta su 3, offrite voi e mettetelo in chiaro da principio “stasera offro io”.

E non accettate obiezioni.

Educateli a pensare che siamo abbastanza equilibrate da accettare che offrano loro, e da decidere quando offriamo noi.

Che dite, vi fila così?

106 pensieri su “Tinder Chronicles 2 – Il conto da pagare

  1. Sì, ok francamente sticazzi di Tinder perché ormai l’altro sesso mi ha cagato la minchia credo per sempre.

    Però – parlando di cose serie – se vuoi un culo della madonna e non farti male alle ginocchia, ti consiglio il mio nuovo e apertissimo medio-amore (per chi ha giocato a rugby poi non c’è più nulla che lo eguagli): il jumping.

    Figata, e i tappeti elastici spesso danno più soddisfazione di qualunque coglione penedotato, che sicuramente non sarò la prima né l’ultima a pensarci, ma che il cazzo si chiami “pene” di nome e di fatto, un motivo ci sarà.

    1. Te lo giuro! È la prima volta che rifletto sul fatto che il cazzo si chiami pene! Ossignore! Sono dovuta arrivare alla soglia dei cinquanta per capirlo… Oltre che per capire che “penare” mi piace tanto!.. 😉

      1. @Mezzatazza
        Mi sembri un tipo sveglio, magari ci hai già pensato: fare jumping con le geisha ball?

        Se la cosa funziona accetto un invito a cena, se ci rimpiazzi definitavente i peni accetto direttamente un bonifico!

  2. Tinder1 voleva farsi la modella, questo Melissa Satta. Per Tinder3 mi aspetto che ti palesi la voglia di un orgia con l’intero camerino di Victoria’s Secrets. Se non altro trovi gente ottimista!

    A me il discorso fila più o meno su tutto, anche sul fatto che statisticamente il reddito sia maggiore per gli uomini. Però è altrettanto vero che statisticamente le donne sono più colte e nel tempo potrebbe essere vero che le parti si invertano. L’equivalente di quello che spendete adesso in estetista a noi toccherà spenderlo in Viagra… 😐

  3. Ho lasciato una dopo un annetto perchè faceva pagare nelle uscite sempre me. Soldi un pò ne aveva, aveva un lavoro post laurea, insomma non è che si sarebbe delapidata a pagare ogni tanto. Vero che era di origine russa e veniva da un infanzia piuttosto povera però nulla giustifica… Per il resto aveva tante qualità che non sò se riuscirò a ritrovarle tutte insieme (non ultima era molto carina)però era una tale frustrazione che a un certo punto basta discussioni sul punto, tanto non c’era margine di accordo.

    1. Non te lo dobbiamo spiegare noi, vero, che le tipe dell’ est, specie se carine, vengono in Italia per sfondarvi i portafogli, no? Non e’ razzismo ma constatazione dei fatti.

  4. Ora fotocopio (il pagare ogni tanto), e quando vedrò la mia seconda moglie in Tribunale glielo farò consegnare. Che non solo aveva un reddito più o meno pari al mio, ma che per (non so ben quale) principio non ha mai tirato fuori un centesimo uno ……… e non si accontentava solo di Cracco

  5. Io e il mio migliore amico adottiamo lo schema 1-1-3 (una volta pago io, una volta dividiamo e tre volte offre lui). Sceneggiata del “soni una donna emancipata” inclusa.
    Dopo 5 anni col mio ragazzo si divide ogni spesa, lui ha il suo bel foglio excel con la partita doppia (no, non lavora in banca purtroppo).
    Ma il meglio è mia mamma che prima di uscire da i soldi a mio babbo, così alla cassa può fare il brillante e offrire lui per tutta la famiglia (penso che il vero vincitore sia lui xD)

    1. I tuoi sono dei grandi.. se la giocano un po’ con i miei, che hanno il conto in comune e poi al ristorante (o ogni volta che ci sia da pagare) si chiedono a vicenda “Paghi tu? No, dai, oggi pago io!”

    2. Un triplo urrà per il babbo ….la mia seconda (ex) moglie – come scrivo sopra – aveva l’abitudine di lasciar pagare me tutti i conti. A suo dire, perché dava prestigio alla famiglia (inclusi i SUOI due figli) che fosse il marito a pagare ….peccato che quando arrivava l’estratto della carta di credito si girava sempre dall’altra parte

    3. ahahahahah tua madre ne sa tantissimo comunque, perché così non intacca il ruolo di genere di tuo padre!
      e il tuo migliore amico comunque top! io la formula così non ce l’ho con nessun amico, salvo che di mezzo non ci siano dei benefits.
      (per quanto riguarda la tua relazione, capisco che negli anni e a quasi parità di redditi, sia una cosa normale e giusta dividere) 🙂

  6. Generalmente quando esco con una donna, indipendentemente dal fatto che sia un’uscita in amicizia o qualcosa di diverso, mi piace essere io a pagare. Non si tratta di sentirsi sminuire o altro. Diciamo che è una forma di cortesia e rispetto. E’ successo ancora che venissi invitato ad un aperitivo o ad una cena da un’amica che voleva festeggiare qualcosa e dicesse “questa sera offro io”. Ed in quel caso non ho mai avuto nessun problema.
    Ma se usciamo per il piacere di uscire, forse perchè non sono molte le persone con cui mi piace uscire, pago io. Forse per dimostrare quanto ho apprezzato la buona compagnia 🙂

    1. ahahahahah aspettavo il commento sulla parità!! dico al tizio che si firma – non a caso? – sognatore fallito! Allora senti tesoro: tu mettiti i tacchi. E impara a tagliarti le unghie in modo decente, non dico la manicure, ma così almeno quando mi ravani non mi scortichi. E la pillola prendila tu, e visto che sei venalissimo aggiungo: pagala tu. E depilati pure, e stai a casa a guardare i bambini tanto quanto tua moglie, e sucati il 50% dei colloqui con le maestre, e fatti la piega ogni volta che esci e comprati dei trucchi decenti e impara a ballare….come se ci fosse poi sta parità. devo andare avanti? come dici? forse facciamo prima che scuci sti venti euro per la mia pizza? ah ecco. sono d’accordo.

      1. “mettiti i tacchi”, “depilati”, “fatti la piega”, “comprati dei trucchi” e…[rullo di tamburi] : “impara a ballare”.
        Allora mi metto allo stesso livello e ribatto: ma vuoi mettere la fatica di guardare tutte le partite di calcio?
        Un impegno del genere deve essere riconosciuto e controbilanciato dall’altro sesso!!
        Io penso che l’assidua osservazione degli eventi sportivi debba essere ricambiata con del frequente e riconoscente sesso orale.

      2. Sognatore fallito, aggiungo alla lista di Ire su: non dico una doccia e un abito nuovo, ma almeno una sciacquata alla cappella e cambiare quelle mutande che avete da 48 per ahahahahah LA PARITÀ DOVETE CONQUISTARVELA VOI MASCHIETTI, CHE SIETE ANCORA PARECCHIO INDIETRO RISPETTO A NOI. E non certo ovviamente sulle piccole cose tipo pagare il conto o farsi la manicure, ma proprio su questioni basilari di civiltà. I due Tinder di Vagy mi sono sembrati due bei cafoncelli col cervello pieno di Melisse Satte e basta.

    2. vedo che ti hanno debitamente risposto.
      e il falso mito dei “vantaggi” a esser donne è veramente una roba che meriterebbe un trattato di sociologia spiccia, non un becero commento a un post! argomento debole, in ogni caso. povero. poraccio, anzi 🙂

      1. La gente a cui non frega un cazzo della politica, della vita, dei rapporti tra i sessi, di niente, e poi esce la sociologia soltanto per trovare una ragione d’essere alla sua tirchiaggine… sognatore fallito, mi sa che anche come seduttore non sei poi sto granché

  7. Qui dal paese dei walser tinder non è ancora arrivato. (e credo che mai arriverà)
    Per lo stesso motivo, quando si esce con una donna, si paga noi maschietti a prescindere.
    Per il culo piatto invece… che ti frega
    Fatti venire il sorriso a mandolino 😉

  8. Vagi…paga chi invita..punto. E nel caso ci fossero dei dubbi ancor prima di dare conferme si chiarisce …ah tesoro..sono invitata giusto?quindi il conto e’ tuo…con 😃 allegato…Non servitevi su un piatto…mai. Tanto…nel caso proseguisse ci sarà tutto il tempo di fare a metà, a quarti, a staserapagoio. Prima mai.

      1. scherzo? no no…il sorrisetto è ..come dire….non provare a fare il tirchio già al preludio…cheabannartcistoduesecondi.😊😊😊 ps: io sorrido spesso…ecco…come scrivo…vivo!😊

  9. Vero…..anche a me e’successo moltissime volte…..amici, conoscenti, amanti e fidanzati…ho fatto la scenetta del portafoglio…..sinceramente sono sempre stata una indipendente e NON ho MAI dato per contato che il mio accompagnatore di turno dovesse necessariamente pagarmi il conto…qualche volta mi e’ capitato di dire ad un mio carissimo amico pago IO e non se l’e’ MAI presa……. Comunque Voi maschietti da bravi cavalieri se si invita una donna di solito si paga il conto e’ per galanteria…..fermo restante che NOI donne non dobbiamo approfittarcene troppo!!!!! Comunque personalmente fa sempre piacere trovare qualcuno non tirchio…..la manina corta NON piace a nessuno e dimostra scarsa gentilezza…..

  10. sono una di quelle che “il conto si divide”, ma sono pure quella che li trova tutti opportunisti. una delle ultime volte, seconda uscita con un tipo interessante, la prima aveva visto una divisione piuttosto equa, con in più solo il pagamento del cinema (di mercoledì, va detto) da parte sua. alla seconda uscita siamo stati a mangiare hambuger + doppia birra artigianale + cinema. lui ha pagato solo il cinema e, sì, era di nuovo di mercoledì.
    non ho ancora capito quale sia la cosa migliore per me che odio essere sempre ospite, ma non sono nemmeno onassis come forse credono tutti gli uomini che incontro. forse è colpa di quella legenda metropolitana secondo la quale vieni pagato profumatamente se lavori nella moda.

  11. Sono a favore di una volta per uno, di solito non vado a incipriarmi il naso al momento di pagare etc etc.
    Solo una volta son rimasta scioccata.
    Prima uscita: il tipo mi invita al cinema, quando la cassiera dice il costo totale dei biglietti lui fa il calcolo della divisione e mi dice: ” tu metti un euro in più, perché io ho un euro di riduzione”
    Mai più.

    1. ahahahhah…un grande…ci sa fare a pieno sto qua…che teneri possono essere certi bipedi..nessuna donna arriverebbe a tanto…la tirchieria è una caratteristica essenzialmente maschile ed identifica al 90% il personaggio…non c è spazio per altre persone che non siano…se stesso. 😊brrrrr . . alla larga.

  12. personalmente ho sempre pagato io senza secondi fini o altre mire. Però sono un vecchio stampo che non viene più riprodotto. Il fifty-fifty l’ho sempre detestato, anche quando sono in compagnia di soli maschietti.
    Il tuo ragionamenti finale fila e come fila. Fare gli spilorci non conviene – tanto vale dire ‘non esco con te’ – Se la donna insiste, diventa molesta. La prossima volta ci penso due volte prima di uscire.

      1. è vero. ci si incarta su questioni marginali in nome di non so che cosa.
        Beh! sono uomo e non mi ha mai sfiorato il dubbio di non pagare anche per lei. Quindi il pensiero che lei dia per scontato questo, non mi genera né caldo né freddo.

  13. Certo che li scegli con il lanternino…. ma la colpa scusa è solo tua e lo sai…. ti fissi sul l’estetica come fossi una 15 enne e poi….
    Il primo aveva in testa le modelle il secondo le starlette della tv…..
    Contenta tu!?!

  14. Ah ….. donne donne, che mistero grande che siete ! 😯
    Culi a mandolino o culi a gran cassa … voi avete ben altri attributi scoperecci da far valere, se soltanto ne prendeste atto e ve ne avvaleste ‘a pieno titolo’ !!! 🙂

  15. vagi!
    un mese fa, dopo del sesso fatto bene ci viene fame, siamo a casa mia, dove ha già fatto svariate docce e dove se capita si fa pure colazione (tipo che ti sei finito i miei oreo al burro di arachidi ;-)). Pizza a domicilio e cibo thai per me. tira fuori il portafoglio e dice al fattorino: getrennt!
    Getrennt?! Ovvero ognuno paga il suo. e non 50 e 50, attenzione. a ognuno il suo. niente è finita che davanti al ragazzo della consegna gli ho spiegato che io sono italiana e che a casa mia il getrennt non esiste. Soprattutto se mi sei appena venuto in bocca e ti mangi i miei biscotti (testuale). il fattorino ancora ride e lui mi ha detto, pagando per entrambi, che lo shock culturale lo ucciderà!
    per ora, e per quelli che verranno traduco il tuo articolo 😊

    1. Premesso che anche il mio “antifemminismo” ha dei limiti e in tale caso avrei comunque pagato io, vorrei chiarire un dettaglio:
      Davanti al fattorino (e in una lingua a lui comprensibile) hai spiegato che t’è venuto in bocca?
      Sei una dea! Io a quel punto avrei anche ordinato dello champagne! 😀

  16. Comunque vorrei a questo punto aggiungere che non è per questione di tirchieria: io posso anche donare un migliaio di euro per i bisognosi, ma detesto quando si da per scontato che io sia il somaro che deve sganciare.
    Poi… come si dice “dio li fa e poi li accoppia”, quindi io penso che NON ci sia un giusto e uno sbagliato, ma semplicemente queste convinzioni fanno sì che ci si trovi tra persone che la pensano allo stesso modo.
    Per esempio, una tizia che qui m’ha risposto manifestandomi un’opinione lontana milioni di anni luce dalla mio modo di vedere, non potrà mai essere compatibile con me. Sarà compatibile con un altro. E io con un’altra.

    Insomma, credo molto nella legge di “causa ed effetto”.
    E per finire vorrei mettervi in guardia da quei galanti cavalieri che vogliono assolutamente pagare: nessuno fa niente per niente, soprattutto per una sconosciuta. E i soldi servono per comprare gli oggetti.

    1. Ma noi abbiamo la libertà di non darla. Forse si compra a casa tua. (Altro punto in cui noi donne siamo molto piu’ avanti: se uno ci paga il conto la consideriamo una galanteria , voi maschietti un acquisto, un buono-scopata. Uscite dalle caverne.)

      1. Dimentichi che è con noi uomini che hai a che fare.
        Finchè non sceglierai di approcciare le donne, sappi che l’uomo che hai davanti la pensa così.
        E’ così. Purtroppo.
        E’ la condanna dell’essere umano. Per entrambi i sessi.
        Io credo che la vera condanna che ci portiamo appresso fin dalla nascita sia questa. E’ questa la punizione per Adamo ed Eva.

    2. si compera chi è in vendita…se accettare un invito ad una cena del cacchio (che poi già uno che ha cosi tanta fantasia di proporre a una prima/seconda uscita la solita banalissima cena e non altro di inusuale già so che non mi piacerà mai …ma io sono io…non faccio testo) mi DOVESSE in qualche modo OBBLIGARE ad altro…mi fareiqualche domanda..seria. vagi lascia perdere tinder e social scoperecci ..che vuoi trovare li? fossero pure degli adoni…se stanno li a tirar su donne hanno SEMPRE un qualche problema psicologico o di personalità serio…non che quelli in giro per la strada ne siano esenti ma in quei posti li trovi la concentrazione di quel 38% stimato di popolazione maschile italiana disturbata (narcisisti patologici-border line-psicopatici).. ti prego lascia perdere. se la media maschile che ti circonda è avvilente esci dal…circondario…non ci sono altre soluzioni.

    3. marco, non si sta parlando di somari e donne-tasse
      si sta parlando di ordinario buon gusto quando si esce. in cui io non do per scontato che mi campi tu, e tu non fai fatica a scucire i 20 euro di cui sopra (salvo che tu non sia impossibilitato a farlo per qualche reale e tangibile ragione, che persino noi amazzoni metropolitane possiamo comprendere).
      ciò che dici tu è vero, alla fine ci si incastra con persone compatibili ma sappi che nessuna di noi è comprabile con una pizza margherita. e che se volessimo “venderci” il prezzo sarebbe presumo decisamente più alto.
      ma direi che l’argomento l’abbiamo perlustrato abbastanza 🙂

  17. Dopo aver letto tutti i commenti precedenti, si impone un ulteriore commento, in veste di “zio” esperto di bon ton:
    1) è un primo incontro (ma anche secondo), proposto dall’uomo, che peraltro ha anche il dovere di scegliere il genere: aperitivo, per dare modo alla malcapitata di defilarsi elegantemente adducendo un altro impegno per la cena, MAI cena alla prima uscita (anche lei potrebbe essere stimolante come una tisana alla camomilla) e chi pensa “cinema!” dimostra tutti i suoi 16 anni. Paga l’uomo, non ci piove (anche se il primo incontro l’ha proposto la donna)
    2) incontro successivo, la fatidica cena. Se siete sopravvissuti all’aperitivo ci sono buone possibilità di non addormentarsi tra una portata e l’altra; nel dubbio scegliere un locale con musica live, alla peggio vi godrete questa. Paga l’uomo, non ci piove (anche se lei ha ordinato champagne; se sai di avere 20 euro in tasca e la carta brasata resta a casa a guardare Rai 1)
    3) Se durante l’aperitivo lei ti ha esplorato le tonsille con la lingua, per la cena puoi anche azzardare un invito a casa tua. Vietate le stellucce in brodo, ma soprattutto non porgerle il …..conto alla fine (a meno che tu non sia un gigolò).
    4) Una volta stabilita una relazione duratura sarebbe corretto che se invita l’uomo continui a pagare lui. Certo se uscite con la Marcegaglia potete provare voi uomini a fare la scena del portafogli (oppure andate in bagno durante la cena e chiamate per far bloccare tutte le carte di credito)
    5) In caso di matrimonio, o convivenza, non fate come me. È bello che sia l’uomo a pagare, ma con il conto comune.
    E non scordate di aprirle sempre la portiera dell’auto.

    Come diceva Totò: signori si nasce. Aggiungo io: poveri si diventa.

    1. Un vero uomo apre e chiude sempre la portiera ad una donna, consapevole del fatto che, se lo farà da sola, sbatterà quel povero sportello sempre troppo forte! 😁

  18. Personalmente ho sempre pagato io, che si trattasse di un’amica o di un appuntamento galante, e non perché è eticamente/socialmente giusto che sia l’uomo a pagare, ma perché se porto fuori una donna voglio che stia bene, a suo agio e ho piacere ad offrirle il tutto. Al di là di quello che ci sarà o non ci sarà nel dopocena. La parità poi si vede altrove, non al momento del conto. Solo con mia nonna non sono riuscito mai a pagare niente, manco un gelato…capace che mi tirava na ciavatta se aprivo il portafoglio in sua presenza! 😁
    Sul fatto che non devi dire sta cosa che gli uomini non sono alla tua portata, Tinder 2 c’ha ragione: nun te manca niente Vaggì, non ti sottovalutare!

  19. Io appartengo alla vecchia scuola. L’uomo invita, l’uomo offre. E’ questione di bon ton e di galateo. Un minimo di ruoli insomma, almeno all’inizio della partita. Poi puo’ essere una piacevole serata anche senza necessariamente terminare con la “fellatio di cortesia”.
    Mi hanno sempre lasciato perplesso e profondamente irritato, quelle scene becere all’americana dove lui si incazza e sbotta tipo “le ho offerto una cena da cento dollari e quella tr..a non ha voluto venire a letto con me”. Idiota olimpionico. Vai sui viali, carichi una zoccola vera, spendi uguale e vai a botta sicura. 😉
    In gruppo abbiamo sempre diviso alla “romana” cioè in parti uguali anche se c’è immancabilmente quello che si scofana l’impossibile e quella che magia come un uccellino e in tal caso lei pagava il minimo sindacale e il resto diviso fra i restanti.
    Una volta è capitato pure a me di uscire senza soldi dato che li avevo lasciati nella tasca dell’altro pantalone, ma dopo il primo momento di panico assentandomi con una scusa dal tavolo sono andato a parlare col titolare del locale che per fortuna mi conosceva bene e me la sono cavata all’uscita con uno sboronissimo “segna sul mio conto” (saldando ovviamente il giorno dopo).
    Un’altra volta invece una tipa, dopo una serata normale a cena, mi ha fatto una autentica scenata al momento del conto perchè volevo offrire io mentre lei pretendeva assolutamente di dividere. Alla fine mi ha anche offeso dicendo davanti a tutti quelli a portata di udito che anche se avevo offerto non dovevo lontanamente sognarmi di provarci con lei (premetto che non le avevo fatto alcun tipo di avance durante la cena, nè ero stato volgare). Al chè le ho seraficamente risposto che aveva ragione; con una come lei non ci avrei mai provato perchè non era affatto il mio tipo e che anzi le avrei chiamato un taxi per farla riaccompagnare a casina perchè con me, a casa in macchina non ci tornava. Eravamo in una trattoria sui colli di Bologna e lei abitava a San Lazzaro dove ero andato a prenderla mentre io abitavo dalla parte opposta della città. Arrogante e stupida; a volte càpita.
    Concludo dicendo che l’uomo ha dovere di offrire spesso senza pretendere obbligatoriamente una contropartita, la donna ha il dovere di non trattarlo come fosse il Magazzino Viveri della Croce Rossa dove attingere a piene mani. 🙂

    1. Caro Alessandro,
      tutto perfettamente sensato nel tuo commento, come sempre, specie la sintesi conclusiva 🙂
      Quanto alla tipa che s’è infuriata, tu sei stato un gran signore. Ma il sospetto che tu lo sia, da queste parti, ce l’abbiamo già da lungo tempo 🙂

      Che bella Bologna, che bella. La cena a Bologna, che bella ❤

      1. Se dovessi capitare a Bologna sarebbe un grande e vero piacere averti come ospite, sia da parte mia che di Ivana.

  20. Mi fila così?

    Beh, insomma!
    La situazione finale sembra un po’ un compromesso, ma le premesse sono un po’ confuse, a mio parere.

    Ecco come la vedo io.
    Se ti aspetti che sia l’uomo a pagare al primo appuntamento, a prescindere dai motivi anche tendenziali che riporti, allora dovresti essere disposta a fare sesso con lui ogni volta che desidera.
    Ti vedo già strabuzzare gli occhi e dire “Ma che c***o dice questo”? Beh, è la verità.
    Il tirarsi a lucido, il mascara, sono ovviamente importanti, ma l’uomo non appaga il suo bisogno sessuale con la sola gradevolezza dei sensi della donna con cui esce. Questo, ovviamente, non significa che se lui paga/insiste per pagare anche la tua parte tu debba dargliela per forza!
    Se si mantiene il concetto sociale per cui l’uomo, almeno al primo appuntamento, debba pagare sempre e comunque, allora è come se la relazione non fosse paritaria. È come telegrafare all’uomo: il mio tempo vale più del tuo, quindi dovresti pagarmelo. Che (eventuale) relazione potrebbe fondarsi su queste premesse?
    Il gesto della donna che si offre di pagare la sua parte, per noi, è molto importante (sincero però, non finto!). Altra cosa sarebbe il contribuire in proporzione alle proprie possibilità.

    In definitiva, l’equilibrio è sempre necessario!

Parla con Vagina, Vagina risponde

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...