Io Viaggio da Single 1 – Madrid

La prima volta è sempre così: non sei davvero sicura che ti sia piaciuto, ma senti che vuoi rifarlo subito, appena possibile, perché hai la sensazione che più lo farai, più ti piacerà. Vale per il sesso e vale anche per i viaggi da sola.

Vorrei raccontarvi tantissime cose su Madrid, la città che ho visitato lo scorso weekend, ma tutto sommato sono informazioni che potete benissimo trovare altrove, quindi proverò a parlarvi di cosa significhi, per una vagina single 30enne, terrona trapiantata a Milano, viaggiare da sola  senza un pretesto tipo andare a trovare un amico expat, andare a fare un corso di aggiornamento o partire per lavoro. Intendo proprio prenotare un periodo di tempo libero da passare fuori, da sola, per visitare un posto nuovo, e camminare e perdersi per le strade di una città tutta da scoprire.

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Premetto che ci ho pensato a lungo, prima di fare questo test (perché di test trattavasi e, in quanto test, non è che vado a farlo in Perù), perché avevo molte ritrosie: metti che ti scippano, metti che ti stuprano, metti che è triste, metti che non conosci nessuno, metti che ti deprimi, metti che ti viene un chitemmorto e hai bisogno di aiuto, and so on. Poi però, a un certo punto, ho pensato che non avevo più voglia di aspettare, incastrare, proporre, adattarmi, e che se c’è una cosa eccellente in questo specifico momento della mia vita da single è proprio la libertà di prendere e andare, senza chiedere il permesso o attendere nessuno (specialmente l’uomo della mia vita che, se esiste, evidentemente non viaggia su un agile destriero quanto su una testuggine affetta da una grave dipendenza dagli oppiacei). Così ho prenotato, volo e ostello, e sono partita.

Sissignori, ostello. Viaggiare da soli significa non dividere i costi. Pertanto, se siete ricche e potete pagarvi in toto il vostro luxury hotel di design, molto bene. Se non lo siete, l’ostello è una buona alternativa, se ne trovano di decenti, carini persino e con camere private (io, per esempio, ho preso la camera privata, perché va bene la spending review ma ognuno ha i suoi limiti e il mio limite non contempla la possibilità di dormire con 7 sconosciuti sopportandone rumori, odori e presenza). Il bagno era condiviso (“tanto comunque in vacanza non cago”, mi sono detta, prima di partire), ma veniva pulito 2 volte al giorno (lo dico per via di quella tipica germofobia italica che fa parte del nostro igienico standard culturale) e vi assicuro che ho trovato sorprese più sgradevoli nel cesso dell’ufficio che in quello dell’ostello (anche perché, in linea di massima, chi viaggia in ostello tende a essere particolarmente rispettoso degli ambienti in comune, ivi incluso il cesso). Insomma, dormire in ostello si può fare e se ce la faccio io, che ho la capacità di adattamento di un tricheco all’Equatore, può farcela chiunque. Nello specifico, ho alloggiato al Mad4You Hostel, che è molto pulito, con uno staff giovane e super-disponibile, aree in comune tra cui un patio interno attrezzato e una cucina che non ho naturalmente mai utilizzato (di grazia, non cucino a Milano ti pare che devo cucinare a Madrid). La colazione era inclusa nel prezzo, ma io ho preferito farla fuori, in un café adorabile dietro l’angolo, che si chiama Toma Café, di cui ho apprezzato la qualità del cappuccino, il repertorio musicale e il wifi gratuito.

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Detto tutto ciò, però, sarei falsa se non dicessi che in alcuni momenti ho provato sentimenti contrastanti, verso questo “lonely traveling“. Sarei falsa se non dicessi che al terzo giorno, dopo un imprevisto sul quale non vi tedio, ho iniziato a pensare che io tutta questa generale fascinazione per il viaggiare da soli come degli stronzi, non la comprendo e non la condivido poi tanto; che bello eh, per carità, di fare si fa, ma io preferisco viaggiare in compagnia; che io vivo da sola e faccio sempre quello che mi pare e che non ho certo bisogno di andare in culo al mondo per scoprire me stessa, che la conosco già a Milano, io, me stessa; e poi sì, bello fare sempre quello che voglio io. Ma tanto anche con un fidanzato, si farebbe quello che voglio io. E allora? E allora meglio viaggiare con un fidanzato che da sola, no?

Insomma, quello che voglio dirvi, amiche, è che ho avuto un attacco di vaginismo, perché l’ho avuto. E a un certo punto, complice una condizione meteorologica non favorevole (praticamente ha piovuto come manco a Londra a novembre), ho pensato che avrei preferito essere a Milano, con il mio MacBook Pro e il mio abbonamento a Netflix e la mia terza stagione di Californication con David Duchovny. E so che questo mi fa sembrare poco cool ma sticazzi, questa è la verità.

Tuttavia quel momento è passato. E ho camminato. Camminato come un’ossessa. Ho fatto fotografie e ricominciato. Mi sono fermata a fare merenda con Churros e cioccolata calda e sono ripartita. Ho battuto la città in lungo e in largo, per le grandi arterie che la attraversano e che le conferiscono il sapore delle grandi metropoli internazionali, come la Gran Via, Calle Mayor o Calle de Alcala, attraverso le piazze più note, da Sol a Plaza Mayor, passando per Plaza de Santa Ana, scendendo fino al Mercato di San Miguel (dove mi sono ingozzata di Croquetas), e risalendo per piccoli vicoli stretti (perché Madrid è in salita e discesa, e i miei polpacci al secondo giorno gridavano già vendetta), fino alla Catedral De La Almudena e al Palacio Real, per poi tagliare da Plaza De Oriente e l’Opera, bere un bicchiere di vino tinto con un Boccadillo de Jamon e proseguire. Perdermi per le stradine del quartiere universitario, che brulicano di vita e gioventù, entrare in una libreria, fermarmi in una boutique vintage sulla strada del rientro e provare un turbante, due turbanti, tre turbanti, perché volevo tantissimo comprare un turbante. Ma purtroppo, con un turbante in testa, sembro un condom e ciò mi ha indotta a desistere.

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Quel momento è passato, da solo. È passato con la pioggia della sera. Ha lasciato le strade dell’anima bagnate, e la voglia di uscire e andare a cenare a La Taberna della Daniela, da sola, sì, da sola, embé, cenare da soli non è in fondo più triste che cenare in coppia senza guardarsi, e senza avere più nulla da dirsi.  È passato in una chiacchiera con tale 20enne bionda from Toronto che era lì post-laurea a farsi il giro dell’Europa. E con un giornalista 30enne che era a Madrid per seguire so io quale torneo di tennis. E con la cena insieme ad Andrés, il mio amico venezuelano, conosciuto a Londra 10 anni fa e che da 7 anni vive a Madrid, che ho rivisto ed è stata subito carramba. E con le patatas bravas mangiate insieme a Cecilia, mia concittadina che vive e lavora a Madrid. E con la visita al museo del Prado, e le pinturas negras di Goya che sublimano e mostrano il genio e il tormento dell’artista, il buio oltre la tecnica. E con l’ultima passeggiata attraverso Plaza Mayor, la sera, mentre nel cielo buio spiccavano, come lucciole posticce, quelle robe lanciate per aria dai cingalesi. E con la sensazione di esserci e di farcela, di bastarsi e di guardare il resto, guardare tutto, oltre le aspettative e oltre i limiti, dopo l’umido della pioggia, sui mattoni lucidi della notte, tra gli artisti di strada e i senegalesi che vendono borse tarocche, e i turisti, e i madrileni. 

Quel che resta, ora che sono tornata, è la gioia di essere andata, di aver visitato un posto nuovo e di esserne tornata arricchita di stimoli e spunti, di aver superato il limite emotivo che avevo, di aver vinto la paura indistinta che nutrivo. Paura di essere palesemente e dichiaratamente sola. Di giudicare e condannare quella solitudine.

Speriamo che non mi trovo male, con me“, avevo detto a un amico, la sera prima di partire.

Forse è questo il senso del viaggiare da soli: che il compagno di viaggio con cui riuscire ad andare d’accordo, sei tu. E che la persona che impari a conoscere meglio durante la vacanza, di cui scopri nuovi aspetti, o di cui ne ricordi altri vecchi, che avevi dimenticato, sei sempre tu. Lontana dalle sovrastrutture della quotidianità, dai ruoli e dalle posture.

Aperta al fascino di tutto ciò che intorno c’è. Delle stradine del Barrio de Malasana, delle saracinesche dipinte, dei murales, dei balconi con sopra la qualunque, dei vecchi seduti sulle panchine, dei garbanzos con la carne e della tortilla, degli innumerevoli “Do you speak english?” – “Un poquito”, del verde curato, della pulizia, delle fontane, delle ceramiche, dei prosciutti appesi, delle vetrine piene di ventagli, dei negozi di souvenir e dei palazzi enormi, dei taxi economici, delle persiane, delle insegne luminose, dei mendicanti e dei sorrisi che, sul mio cammino, ho incrociato.

Quel che resta, ora che sono tornata, è la voglia di scegliere la prossima meta.

 

104 thoughts on “Io Viaggio da Single 1 – Madrid

  1. Oh Vagy, il turbante condom mi ha fatta morire dalle risate. … ^_^
    Bellissimo viaggio, é una metafora della vita questa. …perché é la nostractessa vita ad essere un viaggio e che ciboiaccia o no bbiamo un compagno che sta con noi 24 ore su 24: noi stessi. Quind vale la decisamente la pena starci bene insieme! 🙂
    Nella vita ho viaggiato, accopoiata, sa dola, con comoagnio occasionali. …ma non so perché le volte che l`ho fatto da sola ho avuto la sensazione che il viaggio fosse piú vero, che mi desse qualcosa di piú.
    Per carità, in coppia o con amici é bello perché condividi tabte cose ma non puoi anche sentirti solo lo stesso. …a me é successo con un moroso con cui passai il capodanno a Parigi una decina si anni fa. …tu dirai. ..e sti cazzi, cosa c`é di piú romantico che passare il capodanno a Parigi con una neve leggera che imbianca gli Champs Elyséés e il bistrot carino a Montmartre? Eppure. …proprio in quel viaggio capii che tra me e quel fidanzato non funzionava e ci lasciammo poco dopo il rientro.
    Il mio ex stronzo pochi mesi dopo esserci lasciati é andato in Egitto con una tizia biondissima e fighissima…a Sharm. ..il paradiso in terra. …e sai cosa ha fatto? Mentre era lí é tornato una sera sulla dating app dove ci ervamo conosciuti per cercarmi! Alle due di notte! Quando in teoria diveva stare a trombare selvaggiamente con questa nel letto a sei piazze e mezza del resort! (Non nego che quella volta provai un certo senso di rivalsa sulle bionde fighe e magre).
    Voglio dire. ..viaggiare in coppia é bello. ..ma se sei con la persona sbagliata puó diventare il peggiore degli incubi. E tu con te stessa. …sei andata alla grande direi. 🙂
    Ti abbraccio

    1. tutto molto vero…c’era un mio ex con cui andavamo all’estero per chiudere. l’abbiamo fatto almeno due volte. delle duemila che abbiamo chiuso 🙂
      e sì, decisamente meglio viaggiare da soli che con qualcuno che ti dice che hai rotto il cazzo. o no?
      un abbraccio a te!
      v

  2. Primo viaggio fatto da sola a dicembre, ma io manco a cena ho attaccato bottone.
    Camminato come non ci fosse un domani e a differenza tua il 15 dicembre mi sono trovata al Parco del Ritiro in maniche corte ad ascoltare un sassofonista strabravo.
    🙂

    1. cazzo ci volevo troppo andare ma diluviava! si perché la verità è che la primavera è stata lo scorso dicembre (io ero al mare in abruzzo senza giacca) e a maggio era autunno…ma è andata bene lo stesso: piovosa ma bellissima 🙂
      ps: anche a te facevano male i polpacci o sono io che sono una mozzarella totale?

  3. Io ho fatto diversi viaggi da sola, alcuni anche relativamente lunghi, e ho notato che non mi annoio né ho paura, ma mi passa lo spirito organizzativo. Cioè non riesco a fare una lista ragionata delle cose che voglio fare, divento dispersiva, mi viene il culo pesante. L’altra cosa che ho notato è che a volte mi sento un po’ sola, anelo a un po’ di sano pour-parler, poi mi imbatto in gente logorroica o che dice cazzate e immediatamente torno nei ranghi.

    1. ahahahah anche io ho avuto un po’ di lassismo con le sveglie mattutine ma c’era il mio amico frecciagrossa che mi whatsappava scrivendo “svegliaaaaaaaaaaaaaaaaa non si dorme in vacanza!” (assolvendo a quel ruolo che in altre occasioni ha interpretato live, ossia mettermi ansia al mattino :))
      capisco benissimo anche il sano pour parler, fuori dal locale in cui sono andata a bere da sola volevo attaccare bottone con 2 dicendo loro “scusate vorrei fare un po’ di conversazione”. ma l’avrei fatto in inglese e li avrei solo stressati. quindi ho lasciato perdere, ripromettendomi però – nella vita, a Milano – di essere più accogliente con le persone che bevono sole nei bar 🙂

  4. Guarda secondo me sarebbe un’esperienza da fare. Anche io sto pensando di iniziare a viaggiare da sola, iniziando a girovagare per i paesi della mia regione per espandere gli orizzonti. Se non avessi questi maledetti impegni universitari mi sarei già girata tutta Italia, ma è una cosa che anche io voglio fare da sola 😀

  5. Vai vagina. Dai weekend passerai ai 5 gg, poi alla settimana, poi alle due settimane… e poi ti lancerai nel backpacking nel sud-est asiatico di un mese, poi a quello di due mesi, e così via… Per scoprire sempre più che il mondo è una meraviglia, che il mondo è bello perché è vario e avariato, e che essere messi di fronte a persone che non sanno nulla di noi, a gente che ha un background completamente diverso, a un senso di spaesamento perché non capiamo niente di cosa c’è scritto nelle varie insegne e per strada… ecco, è lì che emerge la nostra natura vera, che purtroppo nella vita di ogni giorno ormai neanche ascoltiamo, presi come siamo a preoccuparci di tutto, in primis di continuare a rivestire i nostri ruoli e compiacere tutti. buona (ri)scoperta di te stessa!

    1. eh ma tesoro ora il backpacking mi sembra un po’ too much per i miei standard…ma magari ci arriverò. ho un amico che lo fa ed è super affascinante, ma io sono una da trolley e purtroppo ho ancora quello a 2 ruote e anelo a quello a 4 😀
      però sì, ho capito il senso e immagino sia come dici tu…vi aggiornerò, in ogni caso 🙂
      un abbraccio
      v

  6. Viaggiatrice in solitaria per scelta e per necessità. Scelta perchè son stufa di aspettare la disponibilità delle amiche (che se si tratta di economica ci può stare se si tratta semplicemente di decidere con tutta la calma del mondo su una mia proposta pure no, mi son rotta), perchè con alcune amiche nn viaggio perchè hanno la vitalità di un’ameba e io mi disfo di camminate quando sto in giro. Necessità perchè essendo single e rassegnata ad esserlo nn ho molta scelta. Il fatto è che sono arrivata al punto di dire che se una cosa la voglio fare la faccio comunque, che se voglio fare un week end da qualche parte non me ne posso privare solo perchè dovrei stare da sola. Alla fine è la mia condizione abituale no? Con però l’in più di visitare un posto nuovo. Il prox step anche se si parla di un anno temo sarà un viaggio con sconosciuti…oh io in Islanda ci voglio andare!
    Per il resto condivido buona parte di quanto hai raccontato anche se la crisi in solitaria nn l’ho avuta per fortuna.

    1. ahahaha beata te. io l’ho avuta ma, come detto, una complicazione me l’ha provocata.
      sì, è un po’ il discorso che mi sono fatta anche io. ovvero che non posso non-viaggiare in quanto single. e incastrare le proprie esigenze-ferie-abitudini-gusti-economie con quelle di altre persone, a loro volta single o accoppiate, è un casino.
      quindi vale la pena superare certi limiti e partire.
      l’Islanda dev’essere una favola. ma una cosa davvero strepitosa e te l’appoggio in pieno!
      ma come ci vai? avventure nel mondo? o?

      1. assolutamente, anche se nel breve la vedo dura (cmq, opinione personale, a volte meglio sconosciuti in viaggio che amiche al seguito di cui sai già le menate)

  7. Allora buon viaggio, cara Vagi! =)
    E, chissà, magari un giorno ci incontreremo per le strade di Milano o di qualche altra città!
    Un abbraccio!

  8. Ciao, hai fatto bene…Ogni tanto bisogna provare ad uscire dalle proprie aree di conforto……io e chiamo cosi’…quando sei da sola a casa stai bene, hai le tue abitudini, i tuoi rituali e se vuoi circondarti di qualcuno lo chiami o vai al bar o in qualche posto che sai dove trovarli o telefoni agli amici e organizzi qualcosa….. Mi ricordo qualche anno fa che Non ero accompagnata e ho deciso di fare un w.end lungo al mare…a Rimini (non la zona trendy Riverbella)…..mese di Luglio….preso la camera in albergo, la sdraio sul lungo mare e ….sorpresa NESSUNO….mi ha importunata o abbordato neanche il bagnino molto carino che c’era sulla spiaggia…sara’ stato il periodo ma c’erano solo mamme con figli senza il marito lasciato a casa al lavoro…..comunque me la sono goduta…anche se a volte mi spiaceva non poter fare quattro chiacchiere con qualcuno…mangiare da soli in albergo alcune volte mi metteva un po’ di tristezza…poiche’ ero circondata da coppiette poche…e qualche famiglia con bambini piccoli….in compenso la sera ho fatto molte passeggiate e mi sono goduta la calma e la tranquillita e il mare che adoro…’…poiche’ volevo detossicarmi e stare un po’ da sola senza nessuno che mi dicesse cosa fare….e ti diro’ lo rifarei………..

    1. ma sì, certo che rimini a luglio è piena delle mamme coi pupi e i mariti a milano a lavorare 🙂
      e sì, a volte fare queste cose da soli e avventurarsi fuori dalla propria zona di comfort è fondamentale per riprendere il contatto e disintossicarsi…
      non escludere di rifarlo 🙂

  9. Troppo bello troppo bello ! Io sto organizzando il mio viaggio da sola nella West Coast in Us . Ho deciso di partire per gli Usa un giorno a caso e dopo tre mesi ero già sull’aereo ! Daje Vagi ! Dimostriamo che possiamo farcela anche senza un uomo , anche se si , faremmo quello che vogliamo anche con lui hahaha . L’esperienza migliore fino ad ora per me è stata sedermi a Washington Square nella hipster parte di Ny da sola in pieno dicembre mentre iniziava a nevicare . Io , il caffè e un artista di strada che suonava la colonna sonora di Amélie al piano … Meglio del sesso. Aspettiamo il prossimo viaggio Vagi !!!!

  10. Il mio primo viaggio da sola l’ho fatto l’anno scorso, a New York. 10 giorni all alone nella Grande Mela. Anch’io ho avuto un iniziale momento di vaginismo ma poi mi sono detta “e’ il viaggio della mia vita, ci vado a tutti i costi”. È così è stato. Il viaggio più figo fatto finora resta e sarà sempre New York, dove me, me stessa ed io abbiamo camminato camminato camminato da arrivare tutte le sere in ostello con un mal di schiena pazzesco ed un sorriso a 42 denti. Fantastico!

  11. Bella Vaginz. Evviva i viaggi da single.

    Io ho pernottato alla bellezza di 31 anni per la primissima volta in un ostello. Zaino, macchina fotografica e chitarra mini. Inter rail in solitaria, attraverso Germania, Francia, Belgio, Olanda, qualche porno nell’ I-Pad vista la mia totale mancanza di capacità nel conoscere una ragazza e tanta paura.
    E se mi annoio? E se sono triste? E se lei mi rivuole indietro?
    Niente di questo è capitato.

    Ogni giorno volevo essere impegnato in qualcosa, cercavo gente su CouchSurfing per partecipare dalla partita di pallavolo al torneo di scacchi, passando per la corsa in bici seguendo il muro di Berlino fino alla conversazione con argentini ubriachi che giustamente parlavano spagnolo, ed io per stare con loro gli avevo detto che lo parlavo anch’io…che serata di merda..annuivo a tutto e ridevo quando ridevano loro.

    Poi mi son detto “ma che cazzo vado a fare alla maratona Harry Potter in danese?”. E ho cominciato a piacermi, a stare con me, e mi son scoperto un ottimo compagno di viaggio. E la cartella X FILES piena di lesbiche assatanate non è mai stata aperta, ho passato serate a scrivere e a suonare insieme a me. Ho ancora contatti con gente conosciuta in treno, ho limonato una turca che non fumava e aspetto un bimbo (non da quella ragazza), e viaggio con lei.

    Evviva i viaggi da single!

    P.S. la cacca negli ostelli l’ho fatta sempre.

  12. A me viaggiare da sola piace.. quando viaggio da sola è il mio “VIAGGIO” quando viaggio con amiche o fidanzato è vacanza…. una sfumatura diversa a cui do molto peso. Anch’io all’inizio ero insicura, Dopo un primo momento di “vaginismo” e incertezza ho preso coraggio e ho iniziato a viaggiare da sola, io e me stessa.. con i miei tempi, i miei limiti, e le mie capacità. È anche un modo per conoscersi meglio! 🙂

  13. Conosco bene la situazione e la sensazione, da (ex-)solitario-come-un-cane accanito, e devo dire che stare da soli nella propria città, nella routine, con le scadenze, gli impegni e le menate di tutti i giorni non è la stessa cosa che stare DAVVERO soli con se stessi.

    Stai andando al Prado e cambi idea e vuoi andare al parco? Lo fai.
    In viaggio non è la mancanza degli altri a fare la differenza, ma la mancanza di storia, di scadenze, di impegni che permette di riscoprire davvero cosa vogliamo e cosa significa essere soddisfatti momento per momento.

    Nessuna relazione al mondo può dare altrettanto, punto. E questa è una massima di cui tenere conto se si decide di mettere su famiglia, perché a quel punto “con chi?” diventa una domanda concettualmente sbagliata.

    Così, tanto per dire.

    1. molto vero. il plan solitario e autonomo rivela molto di ciò che vogliamo e di ciò che cerchiamo per godere della contingenza.
      io quando sono uscita per andare a cena sapevo benissimo che volevo una croqueta per godere della contingenza 🙂

  14. So, già prima di finire la prima frase di questo commento, che con il mio intervento scatenerò le ire di molti.
    Anche io, come voi, ho viaggiato da solo, in moto e non. Ne ho fatti parecchi di viaggi in solitaria quando sono stato single. Un po’ perché la moto ti spinge a viaggiare da solo e un po’ perché non c’era una bella fanciulla a farmi compagnia.
    Ma, detto questo, tra il viaggiare da solo o in compagnia (che sia il partner o l’amico/a) trovo ci sia una differenza abissale. Io personalmente non ho mai amato viaggiare in solitaria, avrei sempre preferito avere un fido scudiero al mio fianco (o una dama di compagnia ancor meglio).
    Non ho bisogno di viaggiare per conoscermi meglio, non ho bisogno di sentirmi perso per conoscere ed affrontare le mia paure perché quelle vigliacche mi tengono compagnia 365 giorni l’anno e, se va bene, uno come me può viaggiare al massimo 2 o 3 settimane all’anno…
    E poi, in un viaggio in solitaria, manca un elemento fondamentale della felicità, lo stesso che ci porta a leggere i tuoi post e commentarli all together: la condivisione.

    Ognuno è fatto a modo suo, per l’amor di dio. Non dico che la mia visione debba essere quella giusta, magari sono tremendamente in difetto verso l’universo conosciuto ma sono anche convinto che, ultimamente, si sia creata una “falsa fede” verso i viaggi in solitaria dei single. Voglio dire che, molte volte, chi viaggia da solo lo fa perché l’altra alternativa sarebbe quella di rimanere a casa, di rinunciare a qualcosa che si vuole fare. Quindi, tra i due mali (farlo in compagnia o non farlo), uno sceglie il minore.

    1. che era un po’ quello che dicevo io quando dicevo che non capisco questa generale fascinazione per i viaggi in solitaria.
      ma l’ho capita dopo essere tornata. e credo che, semplicemente, le due esperienze siano strutturalmente diverse.
      penso anche che qualunque sia l’esperienza che viviamo, possiamo in qualche modo condividerla. raccontarla a cena agli amici, fotografarla, scriverla. portarla con noi ed elaborarla sotto forma di consapevolezza che in qualche modo torneremo a condividere. una maniera non diretta e non immediata, ma entra comunque in quel bagaglio il cui contenuto siamo liberi di spartire con terzi.
      mi auguro di viaggiare ancora in compagnia e di viaggiare ancora da sola. perché è vero, le paure ci fanno compagnia sempre, ma quando siamo da soli, lontani da casa, scopriamo che possiamo superarle, più di quanto si riesca a fare nella quotidianità.
      che inizialmente si faccia per “scegliere il male minore” è una cosa che non nego. nel mio caso è stato così. posso farmi un weekend fuori, perché non farlo? solo perché non ho un fidanzato da portarmi appresso? ma ti dirò che sono molto contenta di averlo fatto 🙂

      1. Cara Vagina, seguo il tuo blog da qualche tempo e mi trovo a ridere da sola o a cercare di tradurre i tuoi pensieri in spagnolo per le miei amiche! Io amo viaggiare, e ho viaggiato con amici ed in solitario… l’ultima esperienza, forse la piú hardcore della ia vita, é stata in Vietnam. partiti in 4 ad un certo punto ho sentito la necessitá di evadere la relazione che indubbiamente si crea al dover condividere 24 ore al gg, condividendo letti, spazio vitale e psicovaginale! Quindi ho messo il mio zaino in spalla e sono partita verso una delle regioni piú isolate e meno turistiche del Vietnam: Ha Giang. E qui, per un intera settimana della mia vita, non ho potuto parlare. Perché ad Ha Giang o parli vietnamita stretto, o niente. Niente iglese, o francese, per non parlare di altre lingue. E credimi é stata una delle settimane piú belle della mia vita. Ho guidato per 320 km in uno scooter a cui ho sicuramente bruciato gli ammortizzatori, ingollato zuppe di quello penso fosse cane chiedendo di mangiare con la mimica delle mani… sono stata seduta per ore a “comunicare” a gesti con delle signore del paesino di Ha Giang, che mi annusavano i capelli e cercavano di chiedermi se il rosso fosse il mio colore (aimé no). Viaggiare da soli é tornare ad innamorarsi di sé stessi, o almeno capire almeno un pó quello che siamo, quello che vogliamo. Ogni tanto penso sia terapeutico dimenticarsi del mondo e ascoltarsi un pó. Ti mando un abbraccio cara, aspetto con ansia altri post! un saluto da Quito, Ecuador!

      2. vabbè ma tu sei troppissimo avanti! io non credo mica che ce la farei.
        già a madrid che avevano una comprensione risibile dell’inglese, quasi tutti, a una certa mi mancavano le chiacchiere.
        però, anche solo leggendoti, ho sentito per un momento la libertà che devi aver provato.
        e te la invidio, bonariamente.
        magari un giorno ci arriverò. o magari no (ho un senso d’adattamento, per l’appunto, scarsissimo) 🙂
        un abbraccio a te, in ecuador!
        ps: che traduci i miei post in spagnolo per le tue amiche io ti ❤

  15. A ben pensarci non ho mai viaggiato solo …..da ragazzo erano gli amici, per mitiche avventure in tenda su e più per Friuli e Dolomiti o in camper in giro per la penisola, e poi non sono mai riuscito ad essere veramente single, tra mogli-fidanzate-amiche con benefici. Al massimo sono riuscito a fare “safari fotografici” in giornata in Lombardia, perché la compagna del momento si annoiava a venire con me…..

  16. Ora non ti resta che provare il “viaggio da single in due”, così hai qualcuno con cui cenare e, allo stesso tempo, durante il giorno e la notte puoi fare un po’ quello che ti pare senza rendere conto a nessuno. Che poi è quello che vorrei fare io, perché viaggiare da soli è bello, ma in compagnia di più.

      1. Già, non è così facile, gli amici sono tutti impegnati. Quelli che non sono impegnati non si schiodano dal divano. Ma, poi, pensandoci, non è questo il motivo per cui si viaggia da soli? Per quanto mi riguarda, basta rimandare, oggi prenoto per Barca! 🙂

  17. È da tempo che vorrei farlo, per ora mi ha bloccato più la questione economica che non la paura. A gennaio ho fatto una sorta di prova: viaggio a Berlino, dove ho un amico, ma sostanzialemente le cose le ho fatte per conto mio. Ora però avrei bisogno di andare in un posto dove non ho nemmeno l’amico expat con cui passare la serata, che in fondo – forse – è il momento più difficile da affrontare “all by myself” senza sentirmi spersa. Spero veramente di riuscirci prima o poi!

    1. non ho dubbi che ce la farai.
      ma anche io ci ho pensato a luuuuungo. e gli amici expat ero già andata a trovarli un milione di volte e, come dici, è proprio la sera il momento più delicato.
      però quando il momento arriva non ci pensi più, e prenoti.
      e vada come vada, sarai comunque in un posto nuovo da scoprire, ricco di stimoli da cogliere. e questa, di per sé, non può che essere una cosa positiva 🙂

  18. Il mio primo viaggio da sola l’ho fatto a Barcellona, una decina di anni fa. Che non è Madrid ma quasi.
    E avevo le stesse ansie e le stesse paure e sono rientrata con la sensazione che qualcosa fosse cambiato nonostante mi fossi trovata più volte a chiedermi chi me l’avesse fatto fare.

    E oggi, oggi sono nomade da quasi cinque anni, di cui due passati in viaggio completamente da sola. E i momenti di sconforto ogni tanto arrivano e penso che arriveranno sempre.
    Ma d’altro lato c’è la consapevolezza di quello che questi anni mi hanno dato, delle scoperte che ho fatto e della gente che ho conosciuto.
    E in più, credo di essere diventata nomade perché quella la voglia, una volta rientrata, di programmare un nuovo viaggio è diventata talmente forte da non voler più rientrare 🙂

    1. ahahah anche io avevo una voglia pazzesca di prenotare la successiva (ma questo mi capita anche quando torno da una vacanza condivisa :))
      barcellona stupenda, ci ero stata a 20 anni con le amiche dell’università. ma madrid non l’avevo ancora vista e volevo un posto del tutto nuovo. essere nomade da anni, comunque, molta stima per te. a me arriva un momento in cui voglio tornare al mio bagno, al mio letto, al mio macbook pro e al mio david duchovny 🙂
      un abbraccio

  19. il prossimo viaggio lo si può organizzare fra vagine solitarie! anche io lo scorso we mi sono concessa un piccolo viaggio, la sicilia… un bacio grande! per il prossimo se vuoi compagnia, io ci sono!

  20. Che poi, ci sta anche che a qualcuno piaccia e a qualcuno no, viaggiare da soli. Magari non e’ proprio la tua situazione preferita, ma sfidarsi fuori dalla “comfort zone” e’ sempre un bene e porta la grande soddisfazione che hai provato alla fine. Per me e’ estremamente variabile…viaggio da sola quasi solo per lavoro, e a volte la cosa mi esalta a volte mi lascia depressa come se mi fosse passato sopra un camion.

    1. io dico che per chiarirsi le idee sarebbe giusto fare almeno una o due prove ulteriori 🙂
      (e ti dirò che già viaggiare per lavoro secondo me è una cosa diversa…viaggiare con qualcosa da fare è diverso dal viaggiare completamente a nudo così)

      1. Ehm…sul mangiare sano no, se vado, vado in Toscana a mangiar ciccia e bere buoni vini rossi… Però palestra e passeggiate si, per giustificare le abboffate il resto del tempo! 😅

      2. L’unico pessimo ricordo di Londra, è sul cibo… dopo cinque giorni di alette di pollo e gamberetti fritti, ho chiamato a casa implorando pastasciutta al mio rientro! :/

  21. se non si prova, non si capisce. e tu hai capito, pronta per la prossima meta. Forse perché per lavoro ho viaggiato tanto da solo, capisco le tue sensazioni Da quello che deduco è stata un’esperienza che ha lasciato il segno, affrontata con timore e tornata con soddisfazione.
    Poi alla fine hai visto una marea di persone che conoscevi – il giornalista seguiva il torneo ATP di Madrid, che precede quello di Roma-. In definitiva sei stata sola ma ha contattato volti amici.

  22. sto per partire per New York da sola … e anche io ho fatto tutti i tuoi pensieri pre-partenza e sono sicura che farò quelli post-ritorno. Grazie dell’incoraggiamento!

  23. Uno dei primi viaggi che ho fatto da sola è stato a Matera; ero ancora imbarazzata all’idea di visitare una città senza compagnia, però all’ora di pranzo ho deciso che avrei infranto il tabù del ristorante. Non volevo mangiare pizza al taglio, e così sono entrata in un locale che pareva molto carino dicendo tutto d’un fiato “Buongiornosonosola”… non dimenticherò mai il meraviglioso cameriere che mi ha sciolto l’imbarazzo rispondendo, con un sorriso e indicandomi il tavolo, “Meglio per noi”. Ho capito in quella e in altre occasioni che sono venute dopo che, senza nulla togliere alla bellezza della condivisione, viaggiare da sola ti permette la concentrazione per immergerti in una città e coglierne l’atmosfera (e fare foto migliori di quelle che faresti in compagnia!).
    Ora che non sono più single mi capita di rimpiangere quei piccoli viaggi, da cui tornavo ricaricata, con la testa piena di immagini e di idee nuove.

    1. esattamente!
      sorrido molto perché anche io ho detto al cameriere, dopo avergli chiesto se parlasse inglese, “I’m alone”. subito, mettendo proprio le mani avanti. sì, un tavolo, di sabato sera, per cena, nel centro di madrid, da sola, grazie.
      verissimo delle foto, verissimo dei negozietti. verissimo dei tempi e della concentrazione che puoi dedicare al luogo in cui sei, ai volti e ai dettagli. ripeto, secondo me sono esperienze che è ideale coesistano con i viaggi “condivisi”.
      perché sono complementari e toccano corde differenti.
      e comunque matera è DIVINA. letteralmente.
      ho una gran voglia di tornarci anche io…

  24. Il viaggio da sola è un’esperienza che va fatta.. a me è successo una volta, quattro giorni a Roma, per dimenticare la volta che ci ero stata con un fidanzato e che mi aveva lasciato l’amaro in bocca. Infatti, da sola, l’ho trovata una città splendida, avevo qualche conoscente in città ma non qualcuno a cui fare riferimento e quindi sono stata quasi sempre da sola. Ho camminato e camminato… ho visitato luoghi che molto probabilmente in compagnia non avrei visto. Mi serviva per capire che potevo cavarmela da sola….non che quattro giorni in una città italiana siano un’impresa, ma per una tendenzialmente paurosa come me è stato comunque un passo importante.
    Sono stata bene quella volta anche se poi i casi della vita mi hanno portato a ricominciare a viaggiare in compagnia, detto questo, ora so che è un’opzione da tenere in considerazione…e chi lo sa che possa ricapitare, anche perchè io il taboo del ristorante da sola devo ancora infrangerlo!

    1. ti dirò: infrangere il tabù del ristorante da sola è bellissimo…io avevo in borsa anche un libro da leggere, che però non ho letto. perché, in fondo, non ho avuto bisogno di uno scudo del genere. perché non volevo isolarmi ma immergermi 🙂

  25. sicuramente andrò in contro tendenza, ma questa definizione, non mi entusiasma. Viaggiare da soli è una scelta, stupenda e bellissima, come il viaggio stesso. Quando sei dall’altra parte del mondo, poco importa se sei sposata, single o divorziata, sono le emozioni che vivi a rendere speciale ed indelebile quel momento. Uno può scegliere se viaggiare in compagnia, per condividere, in coppia, premesso che non tutti i partner sono compagni di viaggio, o da solo, per mettersi alla prova, ma viaggio da single, ecco, non vuol dire nulla, secondo me.
    Ma comunque mi hai fatto venire una voglia di partire, ADESSO, per Madrid. (:, e soprattutto comprendo in pieno l’ansia da ristorante!!

    1. forse per te che puoi scegliere se viaggiare in coppia o da sola non significa niente.
      per me, in quanto donna e anche in quanto single, un significato ce l’aveva, ma non è detto che debba essere chiaro o condiviso da tutti 🙂
      vacci a madrid, è bella bella!

  26. Ho viaggiato spesso da solo in passato e anche adesso: Sardegna a 18 anni, Normandia in moto, Caponord in moto, India (passi himalayani) in sella ad una Royal Enfield (che tra l’altro mi lasciò a piedi nel posto più improbabile del mondo, DA SOLO, ma con estrema tranquillità aspettai che “giungesse” la soluzione al mio problema…). A me piacerebbe anche condividere il viaggio solo che è difficile trovare qualcuno che poi passi all’azione e si dia da fare. A me non piacciono le chiacchiere e se si deve quagliare è il caso di darsi da fare e organizzarsi e non inventare mille scuse. Da qui la selezione naturale che mi porta, in solitaria, a fare quel CAZZO che voglio! Sempre una bella sensazione. Al momento vi saluto, devo organizzare il mio GR20 in Corsica per il prossimo Giugno, ovviamente da SOLO!

      1. Per quanto riguarda la Corsica che è un’isola con un gran bel mare, mi sto organizzando per spaccarmi il culo su e giù dalle montagne su un sentiero di 180km (appunto il GR20).Cmq non andare in India da sola, rischio stupro discretamente elevato; in India o sono froci o sono infoiati.

  27. Bello, bellissimo post!
    Molto realistico, con quelle descrizioni anche dei momenti negativi. Del resto per tutti è così.
    Hai fatto bene a sfruttare questo lato positivo della solitudine: “la libertà di prendere e andare, senza chiedere il permesso o attendere nessuno“.

    Bella la considerazione quella che: “io vivo da sola e faccio sempre quello che mi pare e che non ho certo bisogno di andare in culo al mondo per scoprire me stessa
    😀
    Meno bella ,seppur quasi sempre vera, questa:”Ma tanto anche con un fidanzato, si farebbe quello che voglio io.“.

    L’unica cosa…non “brutta”, diciamo “malinconica” di queste magnifiche esperienze in solitaria è che… solo tu sai cos’hai provato e solo con te stessa potrai ricordarle.
    Tantissime emozioni, esperienze, amicizie fatte in 10 secondi e altrettanto rapidamente perse, loro esistono ancora da qualche parte nel mondo ma tu le potrai portare soltanto dentro di te, in “segreto”, e nessuno capirà mai perchè ti piaccia così tanto il “viaggiare da soli come degli stronzi“.

    1. ma in fondo abbiamo anche diritto di avere qualcosa solo per noi no?
      non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo sempre e per forza condividere tutto no?
      se un’esperienza è bella, è giusto farla.
      se si può condividerla con qualcuno all’altezza bene.
      non farla mi sembra comunque la scelta più stronza. persino più che viaggiare da soli come degli stronzi 🙂

  28. Non ho mai viaggiato da sola (a parte per lavoro, ma quello non fa testo), però l’ho fatto diverse volte con persone che non conoscevo ma con cui avevo un passione in comune, la vela o la fotografia. Persone di cui spesso non sapevo neanche i nomi, e che ho incontrato per la prima volta in aeroporto o al molo di imbarco, unico punto in comune gli organizzatori dei viaggi di cui mi fido ciecamente. Può essere comunque un azzardo, perché in barca gli spazi sono ristretti e non è che puoi scendere quando vuoi, e i fotografi possono russare come tutti i comuni mortali e quando te ne ritrovi uno nel rifugio che pare un treno sferragliante con tutti i bulloni lenti, o trovi una chiave inglese e inizi a stringerli tutti, oppure la butti a ridere col vicino di sacco a pelo e sopravvivi per qualche ora che tanto all’alba sei già da un’altra parte. Al netto delle pochissime situazione estreme che mi sono capitate, devo dire che l’esperienza è bella e ne sono nate delle grandi amicizie che ancora durano e con cui mi sono ritrovata in viaggi successivi.

    1. ricordo quando mi hai raccontato dei tuoi viaggi con queste persone, fumando una sigaretta, dopo cena.
      e dalle tue parole ho capito che erano state esperienze fighe.
      e io no, non ho il medesimo spirito di adattamento, se uno russa come un treno io perdo la brocca.
      però non si sa mai, un giorno, magari, più avanti…
      chi può dirlo 🙂

  29. Viaggiare da soli è bello…
    Viaggiare in compagnia è bello…
    Da una parte non hai bisogno di chiedere cosa voler fare e sei completamente libero di mangiare porcherie e tirare tardi e “diavolo voglio vedere cosa c’è oltre quella collina”…
    Dall’altra hai la condivisione delle esperienze ed i ricordi assieme ed i compromessi ed il dover tenere conto che “no le 4 di notte al pub a Galway prima e poi a casa della tipa conosciuta in discoteca per partire la mattina alle 7 perché poi passano per le multe e mettono le ganasce alla macchina” non lo puoi fare…

    Ma sono momenti diversi, esperienze diverse… Sicuramente serve fare tutte e due le cose! 🙂

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