Uomini & Dating App

Il mese scorso sono andata a una festa di compleanno, alla quale ho conosciuto un tipo, che era con una tipa ma che però era single e che ha iniziato a parlarmi di quanto sia complessa la vita per gli uomini single a Milano. Ma-cosa-dove-come-quando-minchia-dici? mi son detta, tra me e me, figacentrica come sono, pensando come sempre che sia complesso solo per noi vagine, sopravvivere alla carneficina sentimentale e alla macelleria sessuale del mondo d’oggi. Invece no. Pare che anche per loro, per i portatori di pene, non sia poi così semplice.

“È una guerra, lì fuori è una guerra!”, mi ha detto il tipo. E la cosa mi ha incuriosita a sufficienza da dirgli: “Ok, ti intervisto per il blog”, lasciandogli i miei contatti (e no, non avevo alcun fine di broccolo, lo giuro).

Così dopo una decina di giorni ci siamo visti per un aperitivo al Deus, un posto in zona Isola dove sedersi è quasi impossibile e dove ti servono i cocktail nei barattoli invece che nei bicchieri e, sorseggiando il mio Moscow Mule, mi sono fatta raccontare un po’ dei suoi ultimi date. Così mi ha parlato di quella che si vantava di non pagare mai quando esce, perché lei è una pheega vera; e di quell’altra che nei primi 10 minuti gli ha raccontato i più macabri dettagli della sua promiscua vita sessuale; e di quella che dopo averlo limonato gli ha detto “Sì però scusa, amo un cinquantenne sposato”; e di quella che ha detto che non vuole necessariamente un compagno ma vuole un figlio, un figlio e basta, perché ha l’età per avere un figlio. Ma anche di un’altra che a letto gli ha sbuffato in faccia, e di quella che non voleva che se ne andasse e mentre cercava di persuaderlo armeggiava pericolosamente con un coltello da cucina.

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Urca, ho pensato.

“Ma dove le hai trovate?”, ho chiesto.

“Amici in comune, colleghi, palestra”, mi ha risposto.

“Ah, mi aspettavo mi rispondessi: Tinder, avrebbe avuto più senso”

Tinder con me non funziona. Non matcho

“Com’è possibile?”

“Non lo so, eppure sono bellissimo”

“Certo, infatti…per me fare match è la cosa più divertente, regala facili e superficiali conferme al mio claudicante ego”

“Sei donna”

“Hai ragione, voi uomini mettete like alla qualunque, noi no. Ora che ci penso, un altro mio amico lamenta difficoltà a fare match e quando ho provato a giocare col suo account, una sera che eravamo insieme, è stato leggermente frustrante”

“Sì, non solo, anche se fai match non si parla. Dobbiamo contattarvi sempre noi, sempre, non esiste una donna che ci contatti. E poi cosa vi diciamo?”

“Vabbè un’idea ve la potete far venire, non state a lamentarvi per mandarci un messaggino su”

“Ma sì, però non funziona lo stesso. E poi è pieno di casi umani

“Ahem…”

“Presenti esclusi”

“Ma io sono sulle dating app perché le studio sociologicamente, sia chiaro…”

“Naturalmente”

“Però ci sono anche alcune tra le mie amiche più gagliarde…forse dovrei presentartele”

Ed è stato allora che mi è venuto in mente di suggerirgli questa nuova dating app con la quale sto smanettando di recente, sempre a scopo di ricerca etnometodologica.

“Si chiama Once

“Sì, l’ho sentita…me ne aveva parlato un mio amico a Londra”

“Ecco, io la sto usando in questi giorni”

“E com’è? Cosa cambia rispetto a Tinder? Intanto scarico…”

Ciò che cambia, rispetto a Tinder, è che Once ti mostra un partner al giorno, ogni mattina alle ore 12. Di lì, scattano 24 ore di tempo per matchare e contattarsi. La proposta non si basa solo su un algoritmo e sulla prossimità geografica ma è super-visionata da degli esseri umani, persone in carne ed ossa intendo, i cosiddetti “match-makers” (praticamente versioni digitali di Marta Flavi, per chi se la ricorda).

“A differenza di Tinder, poi, non sei obbligato a fare log-in con Facebook. Puoi, certo, ma hai anche la possibilità di farti un account specifico. E se ti loggi con Facebook, comunque non ti matcha con i tuoi contatti, il ché non è male per la privacy

“Così la collega evita di vedere che sei un disperato su un’app”

“Ma smettetela con questa menata che le app sono da disperati. La gente ha sempre usato la tecnologia per flirtare e rimorchiare. Sempre. Dalla “chat piccante” di Arianna, a mIRC (che era un arcipelago di community, le “room”, create sulla base di argomenti specifici; ma anche un posto dove ci si appartava “in pvt”, in privato); passando per c6, che ti dava direttamente la possibilità di cercare gli utenti con cui parlare sulla base di filtri geografici e anagrafici, oltre che vedendo in anteprima interessi e descrizione. Fino ad arrivare ai vari social network da rimorchio, di cui Badoo e Meetic sono solo 2 dei numerosissimi esempi. E oggi, che viviamo nell’era delle dating app, siamo alla definitiva sublimazione di questa istanza: usare i nostri device allo scopo di inzuppare il biscotto.”

“Tu dici”

“Ma certo. Le dating app fanno ormai parte a tutti gli effetti delle nostre relazioni, può piacere o meno, ma è così, basta usarle con criterio…e anzi il fatto che hai la possibilità di fare un match al giorno ha degli aspetti positivi”

“Tipo?”

“Tipo che evita quell’effetto da ‘polli in batteria’, hai un partner al giorno da vagliare, non 20, puoi non guardare solo le foto ma addirittura spulciare gli interessi in comune, così magari ti viene in mente qualcosa per attaccare bottone!”

“Ma tu che ci hai raccattato li?”

“Esco settimana prossima con un copywriter, ma sempre per fini di indagine antropologica”

“Sì, beh, ovvio…quindi tu dici che la devo provare”

“Sì, dico che devi provarla. Tra l’altro questa offre anche un sacco di info, tipo l’altezza, che è utilissima perché se sei una vichinga puoi valutare se uscire con uno gnomo oppure no, e viceversa. Oppure l’etnia, o la religione”

“E se sono ateo?”

“È una delle opzioni naturalmente…”

“Va bene…ma non sarà pieno anche qui di casi umani?”

“Ma caro, i casi umani sono ovunque: sono in mezzo alla strada, al supermercato, in ufficio, in metropolitana, sui giornali, in televisione, su facebook e pure sulle dating app, basta avere un po’ di pazienza e scegliere”, gli rispondo, mentre nella mia mente passo in rassegna un’etologia completa dei casi umani maschili da dating app:

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– Quello che ti chiede alle 2 di notte se vuoi uscire, e tu gli rispondi che no, grazie, ma te pare. E allora tronca perché “scusa, ma mi rompo a parlare”. Hai ragione, infatti non sei mica su una chat.

– Quello che ha tutte le foto con gli occhiali da sole che o sei Jim Morrison, o sei guercio, non c’è altra spiegazione

– Quello che ha la sindrome del bimbominchia anche se ha 40 anni e si fa i selfie con la bocca a culo di gallina che DIOMADRE

– Quello che ha tutte le foto in cui è con altri amici, che devi concentrarti tantissimo sulla sua fisionomia per riconoscerlo e – salvo che non siano gruppi di rugbisti – ti passa rapidamente il sentimento

– Quello che ha la foto della sua motocicletta, o del suo cane, o della montagna con la neve che, ti voglio bene, ma non uscirò col tuo bolide, né con la tua bestia, né con le Dolomiti intere. Posso vedere la tua faccia?

– Quello palesemente fidanzato o sposato che mette solo foto di schiena, così che tu possa scegliere oculatamente con quale schiena uscire, e andare chessò al cinema, e sederti nella fila dietro di lui per continuare a interagire con la sua schiena

– Quello con le stock photos “sexy” in bianco e nero prese da google, con tacchi a spillo e cravatte, che pensa di sedurci con papiri che manco 50 sfumature di minchia

– Quello che scrive tutto in CAPS LOCK contravvenendo alle basilari norme della netiquette, ed elenca tutto ciò che odia, tutti i tipi di donne che non sopporta, che ti verrebbe voglia di dirgli: “Perché non provi a cambiare gusto del gelato e non solo?”

e via discorrendo. Però non condivido con il mio compagno d’aperitivo questo freak show da dating app. Perché non voglio scoraggiarlo. Perché si può trovare anche qualcuno di simpatico, interessate o piacevole. Perché si può persino fare networking con le dating app (io ho un’amica che in questo è bravissima).

…ma anche perché, nel frattempo, scegliamo il posto dove trasformare l’aperitivo in una cena e l’intervista in una chiacchiera. Tra due single, adulti, metropolitani, che si scambiano suggerimenti per sopravvivere emotivamente nella selva delle relazioni post-moderne.

[Per chi se lo stesse chiedendo: sì, sono stata contattata da Once per testare l’app e parlarne, e qui c’è il link per scaricarla. Scaricatela, curiosateci su per qualche tempo – non un giorno o due – e fatemi sapere la vostra, se v’aggrada :)]

100 thoughts on “Uomini & Dating App

      1. NNNNNUOOOOOOO!!!
        Ecco tesoro, un argomento sul quale non siamo d’accordo. Liga è il mio sogno proibito, la colonna sonora degli ultimi 20 anni della mia vita.
        Io di tutte ‘ste App per rimorchiare c’ho paura e poi non mi servono. In compenso vengo rimorchiata su Facebook e una volta mi iscrissi a Meetic quand’era agli albori e ci trovai il mio ex e sua moglie. Da lì capii molte cose su quella patologia che può diventare il matrimonio.

      2. ahahaha no no ma so che tantissima gente lo ama il liga.
        e comunque ci sono quelle 15 canzoni che salverei anche io. ma vecchie.
        e l’ultima forse risale a quando io avevo ancora gli occhiali con le lenti rotonde e la montatura dorata 😀

        ma questa cosa di rimorchiare su Facebook va tantissimo e io non ho esperienza in merito!

  1. dear vagiaina. Hoo avuto modo di apprezzare altri post, in passato. TI salva anche qui un pizzzico di ironia. Conosco milano. Si può morire di solitudine. Eà una città dove scopare non vuol dire niente. E a meno che tu non sia tra il sedici e i venticinque, questo finisce per farti male. Non riesco a riprendeme da una storia con venature social. Mi sento tradito dal genere umano. E questa roba mi fa piè male della roba, quella vera. quella buona.

    1. non so, penso sempre che dare la colpa al genere umano in quanto tale non serva a molto.
      però le relazioni stanno cambiando, molto e questi strumenti sono solo espressione (in parte) di questo cambiamento (lo stesso per cui i nostri genitori ci mandano i meme su whatsapp o condividono link imbarazzanti su Facebook).
      sì, a milano si può morire di molte cose. tra cui la solitudine.
      e infatti ogni mese qualcuno s’ammazza in metro. non so se c’entri, ma è così.

      1. Io non causerei mai contrattempi, e preferiscvo i tram di legno. Quanto al suicidio. Conosco un paio di sistemi quasi piacevoli. Credo che l’idea della modernità ci stia uccidendo. Magari sono vecchio dentro. Vorrei scrivere tante cose, ma ho premesso, sei felice? In questo caso inutile farsi ulteriori pippe.

      2. scrivendo un bel libro?
        amando riamata?
        e comunque alcuni non saranno mai felici davvero, io no per esempio, ma era un augurio sincero, NON MI PIACE CHI FA FINTA DI ESSERE INFELICE, gli infelici cercano la serenita’>>>in bocca al lupo e crepi iupo, viva la rabbia
        e a te in bocca al lupo

  2. Sono un’ipertecnologica e ho app per la qualunque, dal conto in banca ai biglietti della metro alla posizione delle costellazioni nel firmamento, ma questa cosa delle dating app proprio non la digerisco. Non ho ovviamente niente contro chi le usa, conosco anche qualcuno che ci ha trovato l’amore della sua vita, ma io proprio non ce la posso fare, è una innovazione che non matcha col mio DNA.

    1. eh ma secondo me è anche un fatto un po’ generazionale questo delle dating app, un po’ come con snapchat 🙂
      io ho dovuto evangelizzare personalmente molte amiche coetanee, che avevano la stesse ritrosia tua.
      non so se ho fatto bene, ma qualche match, qualche appuntamento e qualche avventura a rompere la monotonia l’hanno trovata.
      poca roba, dirai tu. ma ci sono periodi in cui poca roba è meglio del deserto dei tartari 🙂

  3. Specchio dei tempi, probabilmente.
    Veloce e da consumare senza pensarci troppo.
    Niente accezione negativa, semplicemente è così. Come per i social, non ti va? Non li usi.
    MiRc! E la mitica room #Italia. Che tempi eroici.
    Secondo me qualche Mod mi cerca ancora adesso.

  4. Credo che ogni gesto della mia vita piu’ recente sia accuratamente mirato ad evitare di finire su una dating app. Dating app, come siti per incontri, mi sembrano la disperazione, la negazione di tutto cio’ che c’e’ di umano, il mercato della carne, la superficialita’…ho ‘ piu’ paura delle dating app che di qualsiasasi altra cosa. Prospettiva di chi non ne ha mai usata una e probabilmente non sa di che cosa parla, ovviamente.

    1. Ne sono fuori anche io, ma da qui a considerarle negazione di umanità e mercato di carne, ce ne passa, come giudizio mi pare un po’ esagerato e generalizzato. Non avendole mai provare poi, non mi sentirei neanche di esprimerne uno.

    2. Io penso che ognuno sia libero anche di mettere la propria carne al mercato, disumanizzarsi e….. e anche di essere disperato.
      Però personalmente le vedo come robe per scopare creando nella propria testa l’idea che si stia cercando l’amore (come scusante per la propria autostima).
      Ma non sono un moralista! Anche conoscere nuova gente e farsi gran scopate fa molto bene!
      Ciò che considero negativo è questa autoillusione, questi giochi psicologici…
      Il problema non è la morale, bensì la confusione nella propria testa.

      1. io non credo che la gente cerchi il grande amore su queste app.
        credo che queste app siano usate principalmente per praticare il mambo orizzontale.
        e che per questo a volte ci sia una perdita di bon ton, ma anche un usa-e-getta piuttosto esplicito.
        detto ciò: succede di incontrare persone diversissime e persone simili, a volte divertenti e a volte può essere piacevole.
        in proporzione, come in tutti gli ambienti, comunque sono più numerosi i casi umani.

    3. ps: con la mia prima frase non intendo dire che lo considero un disumanizzarsi e mettere la carne al mercato. Intendevo dire che ,anche se fosse (o se chi la vede da furori la vede così), non sta a noi giudicare la vita degli altri (visto anche che non fanno del male ad altre persone)
      Ognuno ha i suoi motivi per farlo.
      E nella vita ,magari da adolescenti, magari in tempi remoti che ora fatichiamo a ricordare, ognuno ha avuto qualche periodo buio… periodo durante il quale avrebbe fatto uso anche di tante di queste cose (se fossero esistite a quei tempi). Periodo in cui altre persone, se l’avessero saputo, lo avrebbero etichettato in vari modi negativi.

  5. a Fra sopra, rispondo che è ora di entrare nel 2016 o perlomeno di tenersi queste idee retrograde che limitano la sua vita e possono ferire quella di chi invece a queste app fa ricorso per vari motivi, e che non deve per questo sentirsi etichettato come “disperato” da una o uno che chiaramente ha orizzonti molto limitati. Per altro, credo che i serial killer, le malattie incurabili, gli attacchi terroristici e il fondamentalismo islamico siano alcune cose che dovrebbero fare più paura delle dating app, ma qst è solo il mio parere, di una che le dating app le conosce e usa da 4 anni, e che quindi parla con cognizione di causa.

    Venendo a noi: Once l’ho provata per circa tre settimane lo scorso ottobre, e direi che qui a Londra non ha avuto molto successo. Sì, nasce come risposta al consumo di massa di Tinder, ma nei grossi numeri ci sono anche più possibilità di fortuna. Once è’ stata la novità per un po’ e poi ha lasciato subito spazio ad altre, tipo Happn (l’hai mai sentita?). Il problema di Once per me si spiega facilmente in quello su cui credo che tutte noi donne concorderemo, e cioè: quanti profili vedi su Tinder prima di dare un like? Io, più o meno, do uno swipe right ogni 25 profili. Ho pure provato a sedermi vicino a un’amica e a Tinderare insieme per vedere se ero io particolarmenrte esigente, o se anche lei più o meno aveva la mia stessa media. Ora, se una app ti propone un profilo al giorno, dopo quanti giorni te ne arriva finalmente uno di interessante? Per me è stato così’: dopo 3 settimane piene in cui mi venivano proposti uomini che non mi interessavano manco un millligrammo, ho deciso di farmi più spazio nel cell e togliere Once.

    Vorrei concludere dicendo al tuo intervistato che forse gli uomini italiani saranno diversi dal guazzabuglio londinese, dove in 9 mesi di Tinder sono stata contattata solo due volte da un uomo, e dove tutte le altre ho iniziato io la conversazione (che perlatro nel 50% dei casi non ha mai ricevuto alcuna risposta). In stra-conclusone: è una giungla per tutti.

    1. dunque, la tua osservazione sui grandi numeri maggiore fortuna è corretta.
      però a me in qualche settimana sono passati davanti almeno 2-3 profili interessanti (e molti altri che anche no, naturalmente).
      non so tu ma io di tinder comunque non ho mai fatto un uso quotidiano. e quindi averne 50 in un colpo solo, o 1 al giorno non fa una enorme differenza in definitiva.

      il limite di queste app, spesso, è il fatto che comunque le conversazioni non iniziano e non decollano, nemmeno a match ottenuto. o meglio: nella maggioranza dei casi è così. ma per il resto, abbiamo una vita e cose da fare. cioè io se anche volessi il tempo di parlare anche con 3-4 in contemporanea non ce l’ho. flirtare è time-consuming come si suol dire.

      quanto al resto, sì, condivido che giudicare senza appello una cosa che non si è provata non è corretto. anche se intuisco in che senso questa metodologia di approccio può indurre perplessità.

  6. sono un po’ stanca di chi giudica le app senza mai esserci passato. e mi sembra davvero di tornare ai tempi in cui le mie compagne di università mi facevano passare da disadattata perché ogni tanto chattavo. ora, la vita non si riduce a quello, ma non vedo dove sia la disperazione nel darsi una chance in più. sì, c’è una massa di coglioni e coglione lì in mezzo, ma non è molto diverso da quello che si trova in giro ogni giorno. posto questo, la realtà milanese è – secondo me – a sé stante. sono secoli che non mi capita di uscire e conoscere qualcuno per caso, bevendo in un locale, andando a fare la spesa, in coda in banca o che ne so. quindi mi pare abbastanza automatico cercare alternative, sondare con curiosità le app con la giusta dose di critica e buon senso nell’usarle. ho un mio personale bestiario anche io, scarto continuamente e ogni tanto metto un like. sono uscita con molte persone e tante non le ho riviste dopo un aperitivo, una birra. anche quando c’è un match, se uno esordisce con un “ciao” aspettando che io imbastisca discorsi incredibili spesso non lo calcolo nemmeno. troppo dura? forse, ma è un modo di fare cernita e cercare qualità, tanto della bellezza me ne faccio ben poco senza carattere, interesse, curiosità, una buona dose di humor. a volte sono io quella che comincia a parlare, ma se poi la cosa langue in uno scambio di “che fai nella vita?”, “quali sono i tuoi hoobies?” mi muore il cervello e pure l’ormone.
    detto questo, molto spesso vorrei fare la consulente di immagine da app dating, molti ne avrebbero davvero bisogno, per la selezione delle foto, per quello che scrivono nelle bio (o che non scrivono), per l’approccio iniziale. se qualcuno volesse offrirmi questo lavoro io ne sarei ben contenta! 😀

    1. Apriamo l’attività di consulenza d’immagine per fruitori di app. Io mi occupo dell’aspetto tecnologico e commerciale 😉

      Sarò un milanese atipico (o forse uno dei pochi “non importati” e quindi più vero) ma io conosco ovunque in città, al bar, in fila in banca (dannato home banking). Per il resto rimando ad un commento che mi accingo a scrivere.

      1. fedifrago comunque le metropoli non sono celebri per la facilità nel conoscere gente e instaurare rapporti umani.
        scopriamo l’acqua calda dicendolo, ma pare necessario ricordarlo 🙂

    2. ahahaha condivido assolutamente la necessità di una consulenza femminile nella creazione di certi profili maschili!
      a parte gli scherzi, il tuo commento non fa una piega e completa – per chi ne avesse bisogno – il post, spiegando perché si usano le app e in che modo andrebbero usate.

  7. Io ci ho conosciuto il mio attuale moroso su Tinder (ci conosciamo da più di un anno e stiamo insieme da 7 mesi). Certo, ho avuto un bel po’ di fortuna a beccarlo figo, intelligente, gentile e disponibile nei miei confronti. Però di casi umani me ne sono usciti tanti prima! 😄

  8. solo un suggerimento: nel botta e risposta puoi specificare chi dice cosa? dopo un tot di battute mi sono perso e mi risulta faticoso mettermi a contare se è la risposta pari o dispari 😀

  9. Quasi quasi stavolta sono più stimolanti i commenti del post. Ho detto quasi, non aggrottare subito la fronte!!
    Oramai è risaputa la mia quasi totale avversione per i social, e non uso app di incontri. Però in passato ho frequentato in varie riprese Meetic (prima che diventasse un troiaio, nel senso toscano del termine). Non sono mai stato un disperato, tutt’altro, però trovavo in quel mezzo la possibilità di fare una selezione; non tanto basata sull’aspetto, anche perché molte/i (tra cui me) non pubblicavano foto, ma sulla personalità che si poteva intuire sia dalla presentazione (qualora non fosse troppo sintetica) e dalle conversazioni prima online e poi telefoniche.
    In sostanza si arrivava all’incontro se c’era una parvenza di affinità oltre che di interesse. Ed ho conosciuto molte donne interessanti: con alcune sono nate amicizie (anche in compagnie numerose), con poche ci sono state belle storie, una l’ho anche sposata (e lì ho capito che gli errori si fanno anche online). Certo, ho conosciuto anche molte donne sposate, ma il sesso permea quasi tutti gli ambiti ed ambienti.

    Invece mi lascia perplesso l’applicazione per cui scorri delle foto e scegli, come se stessi guardando sul banco del pesce quello con l’occhio più vivido e che lo faccia apparire più fresco. Per come sono io, mi sentirei più attratto da una che ti dia modo di approfondire, e quindi la forzatura di mandarne una al giorno mi par interessante.
    Il guaio è che in eterno si consuma tutto molto più velocemente, e la pazienza non è certo virtù di chi digita sulla tastiera.

    1. vedi perché è importante curare una minima biografia che non sia come quelle che spesso incontro (“vivi e lascia vivere”, “la vita è un brivido sopra la follia”, e via così scivolando nelle più impersonali espressioni che ti vengono in mente)? è vero, tinder spesso sembra né più né meno che un giro per vetrine, ma chi ha carisma e intelligenza sa farlo diventare qualcosa in più, da lì la selezione. anche le foto sono importanti. evito chi ha solo selfie, chi ha foto in auto, chi fa il culo di gallina e sì, anche chi non ci mette la faccia, io ce l’ho messa. banditi senza nessuna reticenza anche gli strupratori della lingua italiana e gli abusatori di puntini di sospensione (e questo vale sia nel virtuale che nel reale).

      1. Il nickname Fedifrago nacque proprio su Meetic, come contraltare ironico di quanti si presentavano con frasi traboccanti poesia e sentimento, salvo poi l’essere sposati (mentre io ero single). Fu un grande successo di marketing (con una t sola)

    2. allora fedi, non aggrotto la fronte, non più di quando mi hai detto che a te non piacciono le bionde, mai piaciute 😀
      sì, sono d’accordo, quando c’erano strumenti come meetic, nella sua veste originale, che erano più lenti e più approfonditi, gli approcci erano diversi, seppur digitali.
      e sì, è un effetto da macelleria, se vogliamo, quello delle dating app. ma è perfettamente in linea con i tempi stretti che viviamo, con la superficialità e la fluidità dei rapporti. con la loro istantaneità se vogliamo.
      però, come in tutte le cose, il senso ce lo mettiamo in parte noi. al di là dello strumento che ha delle sue logiche, almeno la metà dell’esito della ricerca è nelle nostre mani. al punto che – pare – come riportato anche in un precedente commento, che alcune persone trovino anche un partner fisso con queste app.
      però sì, per la maggioranza è una specie di just eat sessuale.

  10. Anch’io ho sempre considerato le dating app da disperati, ridendo della grossa quando ho saputo che il mio ex storico ha incontrato la nuova donna of his life proprio tramite app. Un paio di mesi fa peró, dopo aver letto un post vaginiano e per ripicca verso un incontro “reale” andato male, ho deciso di scaricare Tinder. Ho parlato con varie persone, ridacchiando di qualcuno ma anche rimanendo piacevolmente sorpresa, perché pensavo di trovare casi umani peggiori. L’ho usata per un paio di settimane, guadagnando un friend with benefits e un sacco di regali (alla seconda birra fuori) da un tipo che dopo il mio rifiuto ha aspettato una settimana e si è fidanzato ufficialmente con un’altra. Nel frattempo avevo giá tolto la foto e aperto l’app di tanto in tanto, senza parlare con nessuno. Questo perché ancora non capisco se accetto questa modalità di rimorchio oppure no e perché, se mai cominciassi a frequentare seriamente qualcuno, non avrei mai il coraggio di dire che ci siamo conosciuti lì, sono sincera….

    1. allora, innanzitutto ci hai rimediato un friends with benefits e ciò è cosa buona e giusta.
      secondariamente, penso che anche questo pudore a dire che ci si è incontrati lì, sia l’ora di superarlo 🙂
      in fondo, se vi incontrate, cosa importa che foste su un’app presuntamente considerata per morti/e di figa/cazzo?

  11. Quanta verità, quanta!!! La vita da single è difficile anche per noi e il mondo è pieno di casi umani dotati di ovaie&co. Su Tinder ho sempre matchato (si dice matchato? Boh) abbastanza, il problema è che il numero di match è inversamente proporzionale alla quantità di psicopatiche incontrate. È pur vero che le becco psicopatiche anche al di fuori delle app, quindi boh, magari diventano sceme nel momento in cui incontrano me, chissà. Comunque, tra le varie psicopatiche tinderine, vincono a mani basse in tre: quella che dopo un aperitivo veloce viene da me e in momento di silenzio mi fa: “Tik tok tik tok, lo senti? È il mio orologio biologico che scorre” (ho citato testualmente, GIURO); quella che mentre mi stavo rivestendo, mi ha chiesto se poteva farmi una foto da far vedere alle amiche e, infine, la medaglia di bronzo va alla cubista 40enne fan del botulino e con un sobrissimo tatuaggio su na chiappa, che voleva farmi prendere un appuntamento con il suo chirurgo estetico per eliminare le occhiaie.
    Once invece la uso poco, c’ho beccato una escort e adesso, ogni volta che invito una donna a concludere la serata da me, c’ho paura che la sua risposta sia “Sì, però so tre piotte”.
    Visto l’andazzo, sto meditando di andare a Lourdes st’estate, o di arrendermi e prendere un pesce rosso! 😊

      1. Ne aveva solo uno, e conosciuta a casa di amici. Però mi mandò anche un mazzo di fiori il giorno del mio compleanno ….prima ed unica volta nella mia onorata e discretamente lunga carriera 😉

      2. La colazione al letto posso portarla, il caffè mi esce bene e so spalmare la marmellata sulle fette biscottate. Per il resto, meglio evitare…passare dal letto al Gemelli per una lavanda gastrica è n’attimo! 😁

    1. no vabbè ma a quella dell’orologio biologico non voglio e non posso credere.
      a quella che ti ha chiesto di farti la foto, ma non poteva prenderla da Facebook o da tinder come facciamo tutte, per dio?
      e la fan del botulino…beh, ben ti sta ad andare con le 40enni rifatte da capo a piedi.

      per il resto non so, secondo me diventa un problema se quella mediata da un’app diviene l’unica modalità d’approccio all’altro sesso. ma finché diventa un facilitatore (presunto), un integratore, un divertissement, va ancora bene.
      e, come tu stesso dici, psicopatiche/i sono ovunque nel mondo. non solo sulle app.
      però tieni duro. la strada tra te e il pesce rosso è ancora lunga!

  12. Io pensavo che le dating app fossero solo il pretesto moderno per far avvicinare un uomo e una donna (e relative combinazioni) per giocare allo stesso gioco che si pratica da qualche migliaio di anni. Invece pare che siano lo strumento del maligno per portare sciagure&scompiglio presso gli umani…

    Un tizio che conosco ha provato ad imbrogliare la geolocalizazione del suo smartphone per apparire in qualsiasi parte del mondo e conferma che le italiane non contattano praticamente mai e, se lo fanno, spariscono quasi istantaneamente. E che in Italia le straniere rispondono più facilmente. Ne deduce che le XX italiche usino le dating app più come corroborante per l’autostima che come modo di socializzare.
    Io per esperienza e confronti con conoscenti non ci ho trovato molte differenze con la vita reale: chi non matcha nella vita, non matcha neanche con le app. Quelli che trovano da trombare anche durante una veglia funebre, matchano anche se nel profilo hanno la foto di un bidone dell’umido.

  13. Vagy, e quelli con labfoto tagliata dove si vedono la spalla o i capelli della moglie i fidanzata? . …Che pietà. 🙂
    Le dating app in italia non sono usate bene, secondo me. …dovrebbero essere un modo come un altro per entrare in contatto e poi conoscersi, qui da noi invece o sono tutti maniaci sessuali o poco ci manca (ho una collezione di foto di peni nel telefono, tutti sospettosamente enormi, che se li vede mia mamma fa un infarto) ….se tu metti un like pensano subito che vuoi scopare, e non ti dico i giri di parole (ma anche le proposte dirette) per arrivare a quello. Io mi diverto a mandarli in bianco. ….si offendono da morire quandi dico che se vogliono scopare e basta devono essere quantomeno uguali ai fratelli Bergamasco se no non mi interessa. …
    Poi ci sono i disperati che giurano sulla nonna di essere seri e di non volere sesso facile. …si attaccano come patelle allo scoglio e non te ne liberi piú.
    Pochissimi quelli con cui si arriva a un appuntamento normale. Una volta ho fatto un calcolo statistico e sono artivata a stabilire che ci vogliono almeno 12 incontri e mezzo in media prima di trovare un `match` vero. …ovvero dove tu piaci a lui e lui puace a te e si vuole la stessa cosa.
    Insomma. …..quasi come cercare lavoro. …
    Baci ^_^

    1. Io credo che il problema sia dato dal fatto che, stando dietro ad un monitor (di pc o smartphone non cambia), molti si sentano autorizzati a mentire. A mentire su tutto, creando personaggi che poi non possono reggere nella realtà, finendo così per apparire come sociopatici o maniaci.
      In realtà basterebbe che tutti dichiarassero subito le loro intenzioni: A) voglio solo scopare, basta che respiri B) voglio scopare, ma solo se mi piaci C) voglio scopare, però solo se ci sia anche dell’affinità che vada oltre il sesso. La stupidità è nel credere, invece, che sia più facile presentarsi come principi azzurri (o come Biancaneve, per le donne) quando invece èil contrario ed è più facile dire chi si è e cosa si vuole realmente.

      1. Io penso che hai ragione, peró continuo a non capire perché in tanti prendano queste app solo come possibilità per andare a letto …. e conoscersi no? Poi chiaramente se due decidono di essere trombamici o mettersi insieme lo stabiliscono in seguito, dopo essersi visti!
        Io apprrezzo chi dice chiaro cosa vuole, cosí sono libera di scegliere. Se uno vuole solo sesso e lo dice papale papale, se mi piace magari un giro e anche due lo faccio pure ma se cerca un`amica per il sesso e si comporta come se sesse cercando altro, e scrive pure sul profilo che vuole una relzione seria é un cretino e basta. E comunque vedo solo qui in Italia questo modo di fare. Altrove queste app servono a conoscersi normalmente e poi quel che viene viene. Ho amici stranieri che se la ridono di gusto quando racconto certe cose….come sempre noi ci distinguiamo in peggio.

      2. Ma infatti è quanto dico anche io, ovviamente ho accentuato l’aspetto sessuale. Come scrivo sopra, anni fa frequentai Meetic, e si formò un gruppo di amici (uomini e donne) sparso tra Milano e Genova con cui la frequentazione durò per diversi anni. Senza “benefici” sessuali 😜

    2. Io posso parlare solo di Tinder, ma ti assicuro che nei tre paesi in cui ho vissuto negli ultimi cinque anni ho incontrato forse più casi umani che in Italia.
      Non vedo questa grande differenza (e non mi pare che all’estero siano usate per conoscersi come dici tu).
      Ho trovato quello che dopo una mezz’oretta di chat vuole raggiungerti a casa alle due di notte. Quello che (sempre dopo una mezz’oretta di chat, senza incontri del vivo) ti dice “allora sei la mia fidanzata?”. Quelli con le foto dei figli. Quelli che scrivono esplicitamente che cercano moglie (io sarò cinica, ma non credo che Tinder abbia scopi matrimoniali…). Quelli che vogliono la scopamicizia, però in esclusiva. Quelli che ti mandando la foto del pene subito dopo aver scritto “ciao”. Quelli con cui chatti felicemente per qualche giorno, poi si fissa un incontro (sapendo che sarà l’unico, perché poi lui riparte il giorno dopo), va tutto bene, si ride, si scherza, si flirta e poi ti saluta col bacio sulla guancia (salvo poi mandarti un messaggio mezz’ora dopo con “peccato, la serata poteva finire diversamente”).
      E potrei continuare.

      1. Ciao. …evidentemente i cretini sono variamente distribuiti in tutto il pianeta. Comunque. …io ho sempre trovato gli uomini stranieri, salvo eccezioni, piú educati e meno volgari degli italiani in proporzione di 8 a 10. Non so come mai gli italiani (anche qui, con le dovute eccezioni) siano cosí fissati con il sesso. Evidentemente lo fanno poco e male. ^_^

      2. @Spirito Libero (non so bene dove finirà la risposta…).
        Nella mia esperienza è esattamente il contrario.
        Scusa se rispondo a te, ma dopo tanti anni di peregrinazioni (con conseguente scoperta di quanto tutto il mondo è paese…) qualunque forma di esterofilia mi fa esplodere… 😀 😀 😀

    3. totalmente come cercare un lavoro cara!
      MA COMUNQUE NE HAI FATTI COSì TANTI?
      se sì la devo commissionare a te la rubrica “Tinder Chronicles” (o Once Chronicles) 🙂
      e comunque sì, percepisco molta preparazione in materia, nelle tue parole che ritraggono una fotografia assolutamente plausibile di molti tipi umani presenti.

      1. Potrei scriverci un libro cara ^_^ Sulla fissa dei nostrani per mostrare i gioielli si famiglia. …haha, si vero. ..sarà per via del sangue caliente. 🙂 Ma almeno facessero vedere l`originale…a quanto pare sono tutti Rocco Siffredi. :)))

      2. comunque una tizia in ammeriga ha fatto una mostra con tutte le fotografie di peni non richieste che lei e le sue amiche hanno ricevuto. questo per spezzare una lancia in favore degli uomini nostrani. la tendenza è diffusa. ed è avvincente, avrei voluto scriverci un post. perché non c’è nulla di erotico o di eccitante in questa tendenza. è puro esibizionismo.

      3. Potremmo scriverci un libro a quattro mani cara Vagy ^_^ Haha. .sulla fissa dei nostrani di mostrare i gioielli di famiglia é vero. ..sarà il sangue caliente. ..ma almeno mostrassero quello originale…a quanto pare sono tutti gemelli di Rocco Siffredi! :))))

      4. Nella successione dei commenti non capisco se rispondevi a me o a Spirito Libero.
        Comunque, se ti interessa il mio bestiario tinder (e non tinder, sia chiaro) internazionale, scrivimi pure!
        (la mia mail la vedi, no?)
        Non so se in termini quantitativi è statisticamente rilevante, ma cinque anni vorranno pur dire qualcosa, no? 😉

      5. madò gioia ho in arretrato tipo 50 mail a cui devo ancora rispondere.
        quindi ti direi “sì ti scrivo” ma so che non avrò mai il tempo di farlo.
        perché purtroppamente lo so.
        però capiterà di riparlarne come minimo da ste parti!

  14. Appunto Fedifrago …queste app dovrebbero servire proprio a questo. …far conoscere persone che altrimenti nella vita reale non avrebbero nessuna chance di incontrarsi 🙂 Poi. …che sia amicizia, sesso, amore…. solo la vita puó dirlo 🙂

    1. però è anche vero, qualcuno non so quando l’ha detto, che usare le dating app per conoscere gente nuova è come usare youporn per vedere i film 😀
      però confermo che all’estero se ne fa un uso differente, stando a quanto riportano le mie fonti, oltre a spirito libero 😀

  15. Come incipit la prima strofa di un vecchio pezzo del 1983;

    IT’S JUNGLE OUT THERE (Bonnie Tyler)
    I hear you call it civilization
    It’s a jungle out there
    It’s a jungle out there
    Unending nights of temptation
    It’s a jungle out there
    But you just don’t care
    Each night you dress up to kill them
    Down at the watering hole
    You stalk your prey with high fashion
    With self control, you play the roll
    The lonely and the lonely heart hunters
    The neon love life, oh it cuts like a knife…

    Pare che non sia cambiato molto in fatto di rapporti umani se non che la tecnologia ha fatto da amplificatore con i social media, e questo ha fatto si che ci fosse una esplosione darwiniana di casi umani.
    Gente che dietro ad una tastiera si trasforma e tira fuori il mister/miss Hyde mentre cerca da sempre di farsi passare per Dr. Jeckyll e gentile signora….

    Forse la mia generazione aveva un po’ più di tempo per conoscere e riflettere, il massimo del social era “il telefono, la tua voce…” altrimenti… carta, penna e francobollo 😛
    La cosa migliore però, rimaneva guardarsi occhi negli occhi e provare a capirsi parlando.

    Credo che la tua guida ai social sia assolutamente necessaria, (come tutte quelle che hai postato fino ad ora) per sdrammatizzare le nevrosi di oggi perchè come cita il ritornello di un vecchio gioco per Amiga (Cannon Fodder) “War has never been so fun” la guerra (fra i sessi) non è mai stata così divertente (se la racconta Geena) 😉

    1. i tuoi commenti arrivano quasi sempre a concludere la carrellata e sono sempre per me un appuntamento immancabile.
      io credo che tu abbia sostanzialmente ragione. e rilancio con una considerazione che non ricordo dove ho sentito ma che ho condiviso: un tempo i pischelli per interagire con noi dovevano chiamarci, usare il telefono quello fisso, e rispondeva nostro padre o nostra madre. c’era questa prova da superare. ci voleva a volte un certo fegato, era formativo. e anche queste banalità, che si sono perse, e che siamo convinti non significassero molto, modificano. tutto modifica. e il minimo che possiamo fare – per noi, finché parteciperemo alla partita – e per i figli di domani (non miei, ma tipo io sarò la zia di quelli dei miei amici e sarò l’unica che li comprenderà, perché i miei amici sposati hanno già 10 anni più di me su questi temi) è capirne le dinamiche. come possiamo. fin dove possiamo 🙂
      un abbraccio neh.

  16. bah sono tutte app piena di “tasse per la figa” crediti crediti e forse poi si scopa, ma chi? puttanai over 45 sovrappeso più o meno passabili

  17. Credo che le “app per appuntamenti” …funzionino poco…poichè:
    -molti profili sono “scaduti” e non vengono più visionati dai “titolari”, che non li hanno disattivati …per dimenticanza…
    -altre persone (donne soprattutto) hanno creato il profilo solo per vedere quanti messaggi ricevono e quindi solo per “auto-gratificarsi”, decidendo (a priori) di non rispondere mai o di rispondere solo in casi eccezionalissimi..cioè se capita uno bellissimo o/e ben messo in senso di posizione sociale
    -altri lo hanno fatto solo per parlare …in chat …nei momenti di noia.
    Mettere un profilo senza una minima descrizione o con foto fatte palesemente solo per dare una “particolare e falsata idea originale e naif” di se stessi ….non è serio (e non aiuta gli altri a farsi una minima idea ed a decidere quindi se contattare o meno).
    Ovviamente sto parlando delle app tipo “Once”…. cioè quelle “serie”, che nascono per ipotetiche storie “serie”….
    Poi per fortuna se uno/una non è orrendo magari un dialogo o un appuntamento lo ottiene ma…credo rarissimamente..e poi iniziano le vere cose serie…la conoscenza di persona

Parla con Vagina, Vagina risponde

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