Come Gestire una Non-Relazione

Un paio di giorni fa sono inciampata in un articolo dell’Huffington Post sulle non-relazioni. Poche ore dopo mi ha chiamata una mia amica, per aggiornarmi sugli sviluppi della sua più recente non-relazione che dura ormai da un trimestre (il ché, per gli standard milanesi, ha quasi dell’eccezionale). Così ho pensato che fosse giunto il tempo di parlare di questo fenomeno relazionale: le non-relazioni [precisiamo subito che quando si parla di non-relazione non ci si riferisce alla cosiddetta “trombamicizia“, che rappresenta piuttosto uno status temporaneo, un momento di magico e transitorio equilibrio, in cui ambo gli astanti sono disposti a godersela senza particolari complicazioni di sorta. Il tutto prima che uno dei due perda la brocca per l’altro].
A voler essere pignoli, infatti, bisogna puntualizzare che il mondo non si divide soltanto in single e accoppiati. Esiste, a ben vedere, un folto sottobosco di non-single e non-accoppiati, nel quale si rifugiano non solo gli amanti di contrabbando che vivono relazioni clandestine, ma anche tutte quelle persone che sono all’inizio di una relazione potenziale o presunta, che però non viene definita ufficialmente tale.  Rapporti che non ricevono etichetta alcuna, perché noi siamo la generazione di “ehi le etichette si mettono ai barattoli, non alle persone (o ai sentimenti)“.
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Succede così che la questione della nomenclatura del rapporto, ridotta a poco più che una roba da burocrati del sentimento, non venga minimamente affrontata. Eppure, l’emotività spesso sfugge a queste posture squisitamente intellettuali e può crearci qualche difficoltà nella gestione della non-relazione che, teoricamente, ci aspettiamo di vivere con la più totale disinvoltura perché sai-noi-siamo-gente-di-mondo, ma talvolta ci causa qualche forma di disagio.
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Proviamo quindi a stilare alcuni consigli utili per gestire queste non-relazioni e per dar loro la chance di evolversi in qualcosa di più oppure di perire miserevolmente.
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1. Parola d’ordine: pazienza. Calma. Slow down. Lo so. C’abbiamo fretta. Tic tac, tic tac. Lo so, vorresti un casino andare a quel prossimo matrimonio e avere il tuo +1. Lo so, vorresti dire a tua madre che hai la ragazza, ok. Ma dovete avere pazienza. Siamo adulti e abbiamo i nostri complessi bagagli da portare al seguito. Dopo un paio di mesi non sai ancora cosa ci sia nel bagaglio del tuo non-partner. Puoi intuirlo o capirne un pezzo ma è un pezzo piccolo. Quindi al tuo non-partner devi darci tempo. Le cose buone ne richiedono. E la gatta frettolosa fa i figli ciechi (per il mio abuso di proverbi, fate le vostre rimostranze a mia madre)
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2. È vero, siamo adulti e non abbiamo più bisogno di millemila anni per capire se quella persona ci piace (ciò apparentemente giustificherebbe quei fenomeni paranormali di ultratrentenni che si incontrano, dopo 3 mesi convivono, dopo 10 mesi si sposano). Però, essendo adulti, sostanzialmente più completi rispetto a quanto lo fossimo 10 anni fa, prima di impegnarci consapevolmente in una relazione propriamente detta, ci pensiamo di più. Non vuol dire che quella persona non ci piaccia. Vuol dire che dobbiamo capire se siamo in grado di farle spazio nella nostra già edificata vita. Dobbiamo capire se essere due invece di uno è compatibile con noi stessi. Con il modo in cui siamo. Con tutte le sovrastrutture che abbiamo costruito per stare al mondo da soli. Con tutti gli impegni che abbiamo preso. Con quella vita che abbiamo impostato e vissuto per anni, single come eravamo, perché scusa-sai-ma-non-potevo-mettermi-in-stand-by-finché-non-arrivavi-tu.
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3. Se non facciamo spazio nella nostra vita, vuol dire che quella persona non ci piace abbastanza? Probabile. Ma non è detto. Prima di decretarlo, prendiamo e concediamo il tempo necessario, di cui al punto uno.
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4. Il tempo non lo decidiamo soltanto noi. Lo decide pure l’altro. E no, non deve essere un tempo indeterminato, naturalmente, perché sì, hai ragione, il tempo passa.  Ma deve essere un TEMPO, in un’epoca in cui siamo abituati al non-tempo. L’abbiamo parcellizzato, ottimizzato, atomizzato, creando micro-rapporti, contatti simultanei, costanti e superficiali. Se uno non ci scrive per 5 ore sbrocchiamo. Se non si fa sentire per 1 giorno è uno stronzo. Ma 5 ore e 1 giorno sono una nullità, in termini di tempo, e da questa nullità noi facciamo dipendere la vita e la morte di questi rapporti (del tipo “ha visualizzato 3 ore fa e non mi ha risposto: TAGLIATEGLI LA TESTAAAA). Questa è un’aberrazione di cui siamo vittime, il non-tempo non può che generare non-relazioni. Perché se il non-partner che ha osato non scriverci per un paio di giorni, fa una cosa amarcord come farci una telefonata dopo 3 giorni (che sarebbe una cosa di per sé carina, che sarebbe stata la normalità 10 anni fa) quello ci trova come minimo letalmente offese perché non ha passato le precedenti 48 ore a mandarci messaggini. Eddai. Essù. Di cosa stiamo parlando?
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5. Nel frattempo, mentre stiamo a vedere la vita come va, se questa non-relazione s’accede e c’incendia o se fa la fine di un cerino del campo santo, se proprio fate fatica ad avere pazienza: distraetevi. Non vi fissate. Non siate pesanti. Non chiedete risposte. Non pushate. Non pretendete conferme. Semplicemente vivete, cazzo. Conoscetevi. Conoscete tutto, anche le sue micro abitudini, i suoi toni, il suo modo di fare, i suoi ritmi. Scopritelo e comprendetelo, poi valutate se vi garba oppure no. Ma di base se non siete disposti a comprendere un altro essere umano all’infuori di voi stessi, è inutile anche che pensiate di avere una relazione.
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6. Dedicatevi a voi. Proseguite con la vostra vita. Con i vostri progetti, i vostri sport, i vostri impegni, i vostri viaggi, i vostri rapporti. Uscite con gli amici, siate attivi e positivi e non appendete il vostro umore all’atteggiamento di una persona che solo lo scorso inverno non sapevate nemmeno esistesse sul globo terraqueo.
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7. Proseguite anche con i vostri flirt, che non vuol dire datela via come se faceste volantinaggio, o diffondete il vostro seme nell’ambiente come fosse uno spray. Più semplicemente, vuol dire: non dimenticate che nel mondo esistono altri esseri umani, che il non-partner non è il solo e neppure l’ultimo. Di fatto, finché non decidete insieme di investire coscientemente il vostro capitale emotivo reale in questo rapporto, finché non siete concordi sul fatto che sia un investimento sensato, allora è corretto distribuirete i rischi (lo so, sembra cinico, ma sì, in effetti lo è)
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8. Naturalmente però, anche se differenziate, se il non-partner vi piace, spererete comunque che la cosa vada in porto. Affinché al porto abbia la possibilità anche solo di attraccare, e non naufraghi al largo, dovete sapercela condurre, la nave. In altri termini, dovete essere piacevoli. Dovete essere appetibili. Dovete essere desiderabili. Il ché ci conduce al nono punto, che è il più critico.
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9. Per essere desiderabili, dovete trovarvi desiderabili. Dovete crederci, che lo siete. Dovete fare pace con la merda che avete, perché di sicuro ne avete e ne avete più di quanta ne aveste a 22 anni, per il banale fatto che siete più vecchi. E spesso la merda ce la portiamo dai 5 anni di età, e poi se ne aggiunge altra e altra ancora, ed è inevitabile che sia così. È la monnezza della nostra vita, alcuni la gestiscono meglio e altri peggio, certi la riciclano per bene e certi altri sono Napoli (state calmi, amici napoletani, non è razzismo, è solo che vi ricordate quando non si parlava d’altro che della monnezza a Napoli? Ecco. Prendetevela con i media. Certo, Napoli non è solo quella e neppure quella di Gomorra, del resto io vengo da Taranto dove c’è la diossina, vivvubbbì). Dicevo, tutti abbiamo la nostra monnezza e dobbiamo gestirla e smaltirla e non possiamo pensare che un partner, chiunque esso sia, venga a fare il Bertolaso nell’anima nostra. Quindi no. Che tu sei dolcemente complicata a quello non interessa. Che tu hai paura dell’abbandono a quello non gliene frega. Se sei insicura del tuo corpo, se sei frustrata dal lavoro, se sei arrabbiata come una faina, quello non ti prende. Ma giustamente, perché dovrebbe prendersi un pacco? Tu sei un pacco? No che non lo sei. E allora non venderti come se lo fossi. Non fargli vedere in primis la tua monnezza. Che non vuol dire truffarlo, ma vuol dire NON far sì che lui ti veda attraverso la lente che usi tu. Lascia che scelga lui la lente attraverso la quale guardarti. E prova a mostrare le cose migliori di te. Non dico ostentarle, ma dagli la possibilità di vederle. È come quando fai una foto e ti metti dal profilo migliore. Non è che ti fai la foto per venire intenzionalmente un cesso, né diventerai Sharon Stone (quella di Basic Instinct). Però provi a farti carina. Provate a farvi carini per l’altro. A esserlo. A dare, oltre che a pesare quanto ricevete. Vigili sul fatto che sia vicendevole, certo, ma senza sfociare nella patologia.
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10. Scegliete i vostri confidenti e non seguite consigli a caso. Per carità, sfogatevi pure, ma fate ciò che il vostro buonsenso vi suggerisce. Il buonsenso ce l’avete eh. Guidate, lavorate, votate, ogni giorno prendete delle decisioni. Quindi ne siete equipaggiati. Semplicemente: usatelo. E non fatevi condizionare da ciò che dicono terzi. Né quando eccedono in entusiasmo, che già vi vedono con il brillocco al dito, né quando (spesso per protezione nei vostri confronti) vi scoraggiano. Perché la verità brutale è che state parlando con chi? Con un’amica che nella sua vita è stata single 1 ora in tutto? Una che gli uomini li gestisce da dio, per carità, ma nel suo modo, col suo aspetto, con il suo carattere, non col vostro. E voi siete persone diverse. Con chi ne parlate, con la vostra amica sposata che non sa nemmeno quale sia l’icona di Tinder? Con il vostro amico gay che ha una vita sessuale che è un mattatoio? Con quell’altro che non ha mai avuto una relazione che sia durata più di 2 mesi? O con quella che vi impartisce lezioni di vita mentre è la fidanzata cornuta o l’amante di qualche altro? Per carità, sono tutte persone che possono dirvi cose intelligenti, illuminanti, profonde o utili. Ma un conto è ascoltare, un conto è seguire. Io, per esempio, parlo sempre con mia madre, non seguo mai i suoi consigli (purtroppo), ma ascolto sempre le sue intuizioni (e poi penso che aveva ragione lei e, ogni volta, glielo dico; o me lo dice lei, che me l’aveva detto dal primo momento).
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Concludo con un rimedio della nonna, per i momenti di crisi:
Quando io mi trovo in queste situazioni, sul terreno di una non-relazione, quando ho voglia di dire e spiegare, quando ho voglia di fare a un uomo uno di quei discorsi pesantissimi vaginali che nessun pene sopporterà mai, scrivo. Scrivo lunghe missive, convinta che le spedirò l’indomani. Il giorno dopo le rileggo e mi accorgo che NO WAY, che sono over-emotiva  e che ovviamente non le spedirò. Ma scriverle mi è servito, non solo come sfogo, ma come misura, chiara e inequivocabile,  della mia assurda pesantezza.
Alla fine salvo un 20% di quello che ho scritto (il nucleo valido, l’istanza vera, ripulita dalle assurdità vaginali) e ne parlo – se mai – a voce con l’interlocutore (oppure produco una versione editata della prima stesura, molto più sintetica ed efficace).
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Lo so, lo so, è proprio un rimedio della nonna.

Ma, a volte, i rimedi della nonna funzionano ancora.

91 pensieri su “Come Gestire una Non-Relazione

    1. Cara Vagina, vorrei farti i miei complimenti, bravissima, sei di ispirazione continua! Grazie per quello che scrivi puntualmente e, soprattutto, per come lo scrivi. Ho letto oggi il tuo post dell’8 marzo e ne griderei ogni parola 🙂 A presto, Amelie

  1. _”Proseguite anche con i vostri flirt, che non vuol dire datela via come se faceste volantinaggio, o diffondete il vostro seme nell’ambiente come fosse uno spray. ” AHAHAHAHAHAH

  2. Ad arrivarci ad una non relazione mia cara, ad arrivarci (seh, vabbè qua mi devo mettere in croce io però).
    Comunque troppe volte siamo convinti di saper gestire una situazione perchè è vero non siamo ancora presi per bene, siamo moderni, siamo liberali ma poi entra in gioco l’insicurezza (ecco non mi scrive, non gli piaccio, è con altre 10 donne, mi odia) la solitudine che ci fa attaccare al primo individuo che mostra un cenno di potenziale interesse. Insomma, al solito è un gran casino.
    Però scusa, l’immagine del seme sparso a mo’ di spray è agghiacciante…con tutte le gravidanze di sto periodo (alcune evitabili) mi faccio vacinare!
    Ps. ma possibile un paio di settimane fa circa tu fossi su un autobus non distante dalla zona di san vittore?

    1. dunque tesoro, no, non ero io.
      autobus non ne prendo praticamente mai 🙂
      quanto al resto, sì, è vero, è tutto un gran casino. ma spetta a noi provare a domarlo no? per lo meno la parte di nostra competenza, che oscilla dalle paranoie indomite all’attaccamento precoce a chi mostri di essere anche solo, semplicemente e transitoriamente decente.
      un abbraccio
      v

  3. Ecco, stavolta non saprei cosa dire (non cadere dalla sedia!) …..in questo caso il gap generazionale si sente moltissimo (ché dire l’età, la mia, mi pare brutto visto che ancora io e gli altri zii non siamo ancora da Baggina)

  4. Ecco, io come prologo al mio commento metterò Te, Vagy cara.

    ” Io, per esempio, parlo sempre con mia madre, non seguo mai i suoi consigli (purtroppo), ma ascolto sempre le sue intuizioni (e poi penso che aveva ragione lei e, ogni volta, glielo dico; o me lo dice lei, che me l’aveva detto dal primo momento).”

    E parlateci con le vostre Mmmadri, ragazze e ragazzi, che capiscono e ne sanno una cifra più di voi, vuoi perchè sono nate prima e tante ne hanno viste, vuoi perchè sono nate prima e tante ne hanno vissute (e questa sono io).

    Ho vissuto in una non-relazione per una decina di anni, forse anche di più, calcolando un altro paio di mordi e fuggi che però forse sarebbero da catalogare come trombamicizie. Non è facile viverci e viverle alla leggera ma di base ci sta il fatto che probabilmente il tizio/tizia non vi convince al 100% o è già accasato e con mutuo a estinguersi nel 2023, e questo è stato il mio caso.
    Ho un caro amico single di ritorno dopo la fine disastrosa di un matrimonio 25ennale. Se dio vuole ha trovato dopo due anni (DUE ANNI…) una donna di 39 anni che lo ama e lo brama. La signora è divorziata, senza figli, lavora, ha casa proprietà e un fisichino palestrato. E’ paziente, premurosa, tenera, comprensiva MA… (cit.) “Sai Simo, non è che sia proprio una bellezza, di viso intendo. E’ che ha un naso un pò…” e giù a fare segni astrusi e grugni tipo cinghiale. Fino a che ho incontrato la donna. Ha un naso normalissimo, certo lontano da quello di Charlize Theron ma è senza dubbio una bella donna. Il mio amico, è bene dirlo, ha sessant’anni suonati, ben portati, per carità, ma sessanta (60…) sono, e la sua ex moglie ha, lei sì, un canappione alla Barbra Streisand e allora, dico io, se per ufficializzare una relazione devi aspettare che lei capisca che lui vorrebbe si facesse una rinoplastica, ciaone proprio, è una non-relazione senza senso.

    Esempio N.2
    La mia piccolina, la mia figlioletta 24enne, è stata lasciata dal moroso proprio alla vigilia della partenza per la Scozia dove ha fatto l’Erasmus. Ha sofferto molto, l’ho molto sostenuta ed abbiamo parlato molto durante i mesi di lontananza. Come da manuale il ragazzo si è pentito e le ha scritto una lunga mail ma nel frattempo la mia ragazzina ha pensato bene di mettersi con un architetto 27enne scozzese incontrato per lavoro.
    “E sì mamma, lo so che all’inizio è tutto bello ma lui è così cariiiino! Sai, mi mette al centro di tutto, mi coccola, mi porta la colazione a letto. Sì mamma lo so che devo andarci coi piedi di piombo ma lui è così coinvolgente. Mi sono detta “io questo treno lo prendo, tanto posso sempre scendere a qualche stazione.”
    Peccato che sia già invitata al matrimonio del fratello di lui, a Ferragosto, e che lui le abbia già chiesto di andare a vivere là, tra le nebbie e le brughiere. Ha pure uno studio di architettura con un socio e quindi le darebbe pure il lavoro.
    Tutto questo per porvi alla fine una semplice domanda: ma è così difficile restare soli? Non dico per la vita ma, chessò, per un anno? E’ così difficile lasciar passare sferragliando questi treni che in fondo non interessano più di tanto?

    No, così… hashtag #perdire.

    1. Se fossi madre, sarei nel panico. Ci sono davvero persone che non riescono a stare da sole, ma che ci fai? Non è che glielo puoi insegnare, è una cosa che si impara prima o poi o non si impara mai. Bastarsi non è poi così semplice….. ma a 24 anni onestamente io mi godrei il momento 😛

      1. però a 24 anni è ancora presto, secondo me, per decretare se imparerà o no, a star da sola.
        voglio dire che tra i 24 e i 30 ci passano 10 donne di mezzo. che siamo sempre noi stesse. ma cambiamo e cresciamo velocemente. e clamorosamente, in una manciata d’anni.
        zia simo ci aggiornerà 🙂

    2. Che saggia Vagina! Come direbbe una mia cara amica: “non te devi invorticà”. “Invorticà” è un termine che mi piace tantissimo, rende subito chiaro il punto, la sensazione. Baci.

    3. Cara zia, cosa dire.
      La tua storia la conoscevo e non la definirei una non-relazione, perché è durata tanto, è stata immensa e passionale, anche se è finita come non avresti voluto. Come nessuno vorrebbe. Ma del resto, esiste un modo in cui vorremmo che i nostri amori finissero?

      La vicenda del tuo amico mi disturba, non poco, perché è la sintesi di come siamo messe. Cioè che te pigli uno 20 anni più vecchio di te e questo sta a fare le pulci per il naso. Che io dico, ma figa, ma perché? Comunque gli uomini, che io sappia, se possono tendono a non stare da soli da quando hanno circa 25 anni. E lo fanno anche a costo di stare con qualcuna che sia sotto i loro standard (che molleranno sfacciatamente appena ne troveranno una che li compiaccia di più, sui vari fronti). Forse al tuo amico non succederà, perché ha na certa, ma mai porre limiti alla provvidenza. E auguriamoci che, se continua, lui sappia amarla nonostante il suo normo-naso che non va bene.

      Per quanto riguarda la figlioletta, dunque, spesso anche le donne non sanno stare da sole. Ed è una cosa che si impara. Se, banalmente, sei sempre stata fidanzata, se sei sempre stata abituata ad affrontare la vita in 2, non è semplice ritrovarsi a fare tutto da soli. Io, prima di iniziare questa lunga fase di singletudine, ormai pluriennale, ho vissuto anni in cui passavo da una relazione all’altra, senza sosta. Fermarmi, a un certo punto, per me è stato necessario. L’ho voluto io da me stessa (poi a na certa se mi rimetto in gioco non è che mi dispiace eh, ma erano anni che mi servivano questi). Voglio dire che magari lei ci arriverà. Dalle tempo e fiducia. Sbagliare serve per crescere e, soprattutto, non è detto che sia uno sbaglio.

      Piuttosto, ciò che io le direi è: MA SCUSA SEI ANDATA IN ERASMUS, BELLA LIBERA, SINGLE, E MI TI FIDANZI APPENA ARRIVATA? MA COME TI VIENE IN MENTE COME? TE LA DEVI GODERE (e usa le precauzioni), CHE L’ERASMUS SI FA UNA VOLTA NELLA VITA, MENTRE PER ESSERE LA FIDANZATA DI QUALCUNO, HAI TUTTO IL RESTO DEL TEMPO 😀

      t’abbraccio, as usual
      v

  5. Essere pazienti e fare pace con la merda che hai dentro sono due consigli da stampare a caratteri cubitali e appiccicare sul frigo fino a che non ti entrano nel cervello.

    Grazie per ricordarmelo quando sono nel mezzo di una non-relazione 😀

  6. In ogni tuo articolo mi ritrovo sempre. Ma questo….hai centrato il mood di questa settimana..il punto 4 StraVero! E ho proprio sbroccato qualche giorno fa con il mio Non-partner per non nulla rovinando una non-relazione che andava bene!
    Sei grande!!!!

    Ciaooooo

  7. Guru. Guru assoluto, soprattutto per “quando ho voglia di fare a un uomo uno di quei discorsi pesantissimi vaginali che nessun pene sopporterà mai, scrivo”. Ma dov’eri quando ho preso la mia ultima batosta da “non-relazione” in cui non ho seguito praticamente nessuno dei 10 punti.😭

  8. A me dura da sei mesi, tra tira e molla vari. Confermo tutto, anche se ho solo vent’anni… 🙈 ed uso lo stesso rimedio della nonna!

  9. Unica. Hai riassunto in questo articolo tante cose che ho sempre pensato in questi due anni di non-relazione con quello che sento che è il grande amore della mia vita. E leggere queste parole, proprio ora che sembra sia finita davvero…boh,. mi lascia un qualcosa che non so spiegare. E sai una cosa? Il rimedio della nonna… le ha tutte lui le mie 20 lettere e quasi ad ognuna di esse, si è commosso… scrivere serve. A me per sfogarmi, liberarmi del peso delle parole che di persona mi sono sempre morte in gola, che per un motivo o un altro non sono mai riuscita a dirgli. E so che sono servite anche a lui, per riflettere, per conoscere meglio la mia anima e per emozionarsi un pò qualche volta. Una volta mi ha detto che le più importanti le ricorda quasi a memoria… Mi manca… mi manca da morire dopo 2 anni cazzo….

    1. Guarda cara, io non dubito che le tue lettere gli siano servite, e che lo abbiano commosso e che lui le ricordi tutte.
      Come puoi immaginare, prima di arrivare a questo punto in cui scrivo e cestino, ho passato anni a mandare missive (se vuoi saperla tutta, al mio primo fidanzatino, MANDAI UN QUADERNO!!!)
      Però, per quanto li abbia colpiti, per quanto li abbia amati, per quanto loro abbiano amato me, per quanto non mi abbiano dimenticata, per quanto alcuni non potranno mai, e lo so, e lo dico proprio con onestà intellettuale, nessuno di loro è al mio fianco.
      Non è una cosa collegata, sia chiaro, ma potrebbe essere un segnale.
      Che forse, quello che può starci accanto, è uno a cui le cose riusciamo a dirle dal vivo, guardandolo, trovando le parole, tenendogli le mani. È uno che non abbiamo bisogno di commuovere con il nostro pathos, ma con cui possiamo scegliere dove andare a cena domani. O in vacanza ad agosto. Qualcuno che ci lasci tendere all’equilibrio, al benessere e non allo struggimento da drama queen che forse fa parte di noi. Ma che non ha prodotto case history di successo.
      Se ti manca, goditi la mancanza.
      E non riaprire quel capitolo. Fidati. Lo dico per esperienza.
      Altrimenti perderai anche tutto. Anche questo languore un po’ dolce, un po’ amaro. Anche l’illusione che fosse un grande amore incompiuto. Se lo riapri, ti accorgi che l’amore non è questa roba qui.
      Un abbraccio
      v

  10. Uffa come sono complicati questi giovani. Non-relazione, non-partner, non-socosa.
    Ma è così cdifficile togliere il non e osservare il mondo, ovviamente intendo quello che ci circonda, per quello che è, capire cosa può piacermi oppure no. E’ evidente, mi pare ovvio, che per fare una coppia si deve essere in due. Dunque se l’altra metà si nasconde dietro il non, beh! Posso aver perso un’occasione ma forse anche l’altra persona l’ha persa. Siamo pari e palla al centro.
    Ascoltare i consigli -??? preferisco i suggerimenti o meglio ancora le osservazioni – va bene, poi si decide con la propria testa. Io ho sempre fatto così e mi sono trovato sempre a posto. Errori? Cert e chi non ne commette?
    Il rimedio della nonna? E’ perfetto. Mantiene agile la testa, la mana e non si perde il gusto di scrivere sulla carta.

    1. non siamo complicati noi giovani. che poi non siamo nemmeno più così giovani.
      è il mondo che è cambiato assai in fretta. prova a guardarlo e a metterlo a confronto con quello di quando eri giovane tu.
      non solo sulle relazioni. su tutto. sulla comunicazione. sulle abitudini individuali e collettive, che necessariamente hanno modificato anche il rapporto tra i generi.
      forse allora ti avvicinerai. ma comunque non potrai capirlo del tutto, come non può capirlo del tutto mia madre. anche se pure lei si avvicina, perché io mi spertico in spiegazioni 🙂
      un abbraccio

      1. Sarà come dici tu ma quando uno si complica la vita anziché semplificarla, allora non certa l’età ma semplicemente la testa. Il buon senso ce l’abbiamo tutti ma troppo spesso fingiamo di non averlo.
        E’ vero che non sono più giovane ma di fronte a un problema non cerco di complicarlo ma di risolverlo. Di fronte a un muro, se non riesco scavalcarlo, lo aggiro. Spesso osservo giovani, ma anche non giovani, che in nome di qualcosa che loro chiamano libertà, indipendenza o altro, si intestardiscono nel tentativo di buttare giù l’eventuale muro o risolvere il problema come se gli altri non esistessero.
        Sarà cambiato il mondo, le relazioni, le comunicazioni, ecc. ma alla fine gli aspetti della vita rimangono sempre gli stessi. Se il nuovo si misura così, ok preferisco il vecchio.

      2. sembra tutto facile, da fuori.
        sicuramente esistono persone che si intestardiscono, persone che abdicano al proprio buonsenso. anzi, sarebbe più corretto dire che quasi tutti noi siamo stati almeno una volta quel genere di persona. poi certo, quando c’è intelligenza, si impara. certo, a un certo punto si prova a semplificare e non a complicare.
        tuttavia trattare chiunque incontri delle difficoltà relazionali nel mondo d’oggi, come fosse un idiota, mi sembra una riduzione approssimativa e grossolana.
        tutto qui.

      3. nessuno vuol trattare chi incontra delle difficoltà relazionale come se fosse un idiota, dico semplicemente che se tutti si comportassero così non sarebbe un bel vivere.

  11. Meravigliosa..
    Certo potevi scriverla qlc anno fa…ma pure qualche mese. Cmq PRIMA 😂
    non che non ci avessi pensato ma messa così e detta da 1 altra ha 1 effetto molto maggiore e migliore

  12. Spessissimo leggo (più e più volte) i tuoi vecchi post. Perché quando li scrivevi ancora non ti conoscevo. Faccio una ricerca immettendo una parola casuale, o mirata, per sapere cosa ne pensi di un argomento che in quel momento mi frulla per la testa. L’altro giorno, ho letto un commento in cui una persona ti definiva “oracolo”. È proprio vero. E quando oggi ho aperto questa pagina non potevo crederci perché giusto ultimamente mi interrogavo sulla questione “non-relazione” e avevo bisogno dell’oracolo, ma ancora non ne avevi parlato approfonditamente!
    Detto ció….io sono di Taranto e vivo in Abruzzo, se ti incontro per caso posso abbracciarti e farmi adottare da te come sorella minore?

    1. rido molto.
      comunque cara, no, non sono un oracolo. faccio un sacco di cazzate, poi le frullo e le condivido qui.
      e nel frattempo ci rimetto salute emotiva, mentale, capelli, rughe, eccetera 🙂
      detto ciò, se mi incroci DEVI salutarmi e sì, possiamo anche abbracciarci!
      sull’adozione pensiamoci: va bene anche come cugina? (sai sono abituata da 30 anni a essere figlia unica :))
      bacio!

  13. Pensavo proprio al “tempo” l’altro giorno (ho appena terminato una comeunatartaruga-relazione durata due mesi) e mi sono messo a fare due calcoli. Mettiamo che mi vedo con la mia lei una sera a settimana (3/4 ore?) e un po’ nel weekend (7/8 ore? Non contiamo le ore di “sonno”). Fanno 10-12 ore la settimana. In un anno sono circa 550 ore, più o meno il tempo che passeremmo con la nostra lei un mese al mare, dove è impossibile stare da soli, o passare parte della giornata per cavoli propri o con gli amici. Vogliamo fare il passo dopo soli 3 mesi ?

    Arrivati a una “certa” non esiste più il tempo: non bastano più 4/5 ore di sonno, dobbiamo pulire casa, fare la spesa, cucinare, perdere tempo (tantissimo tempo) alle poste per la qualunque… Poi magari vogliamo passare del tempo con gli amici, che ormai – per fortuna – sono rimasti i soliti due o tre – e ogni tanto farci una maratona su netflix.

    Non c’è (più) tempo quindi perché lasciarlo andare via?

    1. trovo il commento molto interessante ma non credo di coglierne il punto.
      è giusto aspettare, perché trovare il tempo per una relazione, in età adulta è un casino?
      oppure non è appropriato perché ormai abbiamo le ore contate? 🙂
      sono confusa

  14. Ciao Geena, mi spiace non aver potuto rispondere all’articolo sulle 15 frasi del maschio standard, (che avrei avuto riflessioni amare anche lì….) ma veniamo a questo articolo che, come sempre, hai gestito con una cura e una sapienza come solo tu sai fare.
    Eh sì. La cosa è scabrosa assai. Mi sono venuti i brividi e poi ti spiegherò perchè ( anche se ti sembrerà che ci vada giù pesante).

    Fino ad oggi mi ero imbattuto nel non compleanno di Alice (testimonial il Cappellaio matto e lo Stregatto); oggi incontro una non relazione…. sappiamo che che non è una trombamicizia, che è qualcosa in potenza, ma anche in atto, che il fattore tempo è cruciale per capire dove si potrebbe instradare….
    Ma vedo anche qualcosa di lucido, di razionalmente adamantino, dove c’è l’incontro ma non la passione che scatena l’innamoramento….
    é come trovarsi perennemente nella corsia di accelerazione senza mai entrare in autostrada.
    E’ l’amore non corrisposto; siamo insieme per un tempo definito ma senza identità e non lo siamo per il resto. E’ la non condivisione, o meglio la condivisione part-time… ma di cosa? di sentimenti che non si provano? Non mi quadra! Nemmeno un po’!
    La piccola e provinciale Bologna è ancora indietro rispetto alle nevrosi di una grande metropoli come Milano, che è solo agli albori di quello che New York ha già visto negli anni 80 del XX secolo.
    E torniamo a bomba al nòcciolo della questione; così come non si può rimanere sempre in corsia di accelerazione perchè questa finisce, le relazioni interpersonali devono avere un momento di svolta. O si evolvono, o terminano. L’innamoramento deve diventare amore oppure trasformarsi in odio perchè non è stato corrisposto.

    Oppure si arriverà a qualcosa di terribile e agghiacciante, come nei racconti di Philip K. Dick.

    Una “non relazione”, che metterà incinta una donna le farà partorire un “non bambino” e allora bisognerà disfarsi di questo inutile fardello, di questa “non persona”…

    Ecco cosa aveva immaginato P.K. Dick nel racconto “Le pre-persone”

    1. Caro Ale,
      il link è lunghissimo e lo guarderò dopo che avrò finito di rispondere ai commenti.
      Venendo al tuo, di commento, mi pare centratissimo. E, infatti, nessuno dice che queste non-relazioni debbano durare secoli.
      Quale sia la scadenza? Non lo so. La verità è che certezze non ce ne sono. E cosa facciamo? Usiamo il buonsenso. E i sentimenti, certo. Che senza quelli la partita non la apriamo nemmeno. Ci facciamo un giro di giostra e poi bon, avanti n’altro. Oppure avanti n’altro trimestre di astinenza. Pertanto, se arriviamo anche solo a porci il problema, è un buon segno.

      L’innamoramento che ci accende? Ma sai, cosa significa esattamente? Un fuoco che s’accende facile non è detto che duri più a lungo. Il vero punto è che non è giusto, secondo me, mettere fretta (e io ne ho messa, sia chiaro, in passato). È che la voglia di legittimazione ci porta a non occuparci nemmeno davvero di capire una serie di cose che siamo chiamati a capire, oggi, molto più di quando eravamo ragazzini. Perché abbiamo 30 anni e, checché se ne dica, siamo uomini e donne. Quindi forse è il caso di liberarsi dalle tonnellate di paturnie (o almeno da parte di esse) e approcciarci in maniera ANCHE razionale alla persona che intendiamo conoscere.

      Poi magari tra qualche tempo giungo a una conclusione altre. È che al momento la penso così e mi pare che abbia tutto sommato senso.
      Per ora. Non so. Che dici tu?

      1. Ciao Geena, infatti quello che scrivi ha perfettamente senso. Ha senso nel tempo, nel luogo e nello spazio di oggi.
        Io vengo dal vissuto dei famosi/famigerati anni 80/90 dove tutto sembrava facile ma in realtà era un bagno di sangue. Dagli approcci dove eri perfettamente trasparente e la tipa guardava oltre te, allo stereotipo “è un gran bastardo ma stasera vado al letto con lui perchè mi prende troppo, meno male che tu sei un amico….. ecc. ecc.”
        Poi va da sè che meglio che niente, meglio piuttosto… O come diceva Ligabue “se ti accontenti godi così, così”. Salvarsi la vita è un must e anche un’arte, quindi una non-relazione va bene se ci si da il tempo di arrivare ad una conclusione/inizio. Cioè fine della non relazione inizio di una storia seria. Oppure tento con un’altra non relazione fino a quella giusta.
        I miei brividi scaturivano da qualcosa di storicamente terribile. Nel 2009 ho visitato Dachau, l’incubatore di tutti campi di concentramento dove gli esseri umani diventavano NON persone. Quindi perdonami, ma il NON davanti a… mi ha fatto rivivere quell’incubo ad occhi aperti. La spersonalizzazione su larga scala dei sentimenti, mi ha creato un corto circuito emotivo.
        Quello shock per me è stato terribile ed io l’ho visto in tempo di pace…. Chiedo scusa.

      2. urca, lungi da me l’associazione che hai fatto e di cui capisco l’intensità (anche io sono stata a Dachau in gita scolastica e rimasi in paranoia per diverse ore, e poi ci scrissi una cosa su, naturalmente).
        io credo che quel “non” prima sia una controindicazione della modernità, della trasposizione umana su larga scala per intenderci, dai Non-luoghi, alle non-persone, alle non-relazioni.
        Ma per fortuna nella modernità continuano a esistere anche i luoghi, le persone e le relazioni propriamente dette.
        un abbraccio
        v

  15. Io vorrei tanto instaurare un rapporto di sana e bella trombamicizia con una donna, ma sono tutte troppo ipocrite e bigotte per accettare una persona sincera. Preferiscono essere prese per il sedere con mille stupide illusioni, e io questo non voglio farlo perché non sopporto le menzogne, le femmine talmente sciocche da credere ancora alle fiabe e le approfittatrici morte di fame che si illuminano appena vedono qualcuno che conduce una vita agiata.
    All’inutilità dei falsi sentimenti preferirei dare e ricevere belle sensazioni fisiche, godere a pieno di una viva sessualità in completa libertà.

    Sinceramente non capisco su quale pianeta viviate voi. Un po’ invidio la disponibilità immensa di felicità di cui sembrate di poter disporre, mi sembra così irreale, così distante dalla quotidianità da assumere quasi la connotazione di un utopico sogno.

    Questa società retrograda e moralista per gli spiriti indomiti.

    1. Non ho capito esattamente dove sia il problema.
      Tu vuoi solo scopare senza dire bugie a nessuno? E fallo. Non trovi donne che acconsentano. Eh beh, ci saranno altre motivazioni probabilmente.
      Noi siamo irreali? E perché mai? Perché, oltre alle one-shot, o alle nobili trombamicizie, possiamo aver piacere di approfondire la conoscenza di qualcuno? E l’unica cosa che bisogna imparare a fare è gestire le diverse istanze e i diversi tempi, trovare un punto di incontro, che è una cosa del tutto normale in qualunque relazione interpersonale, con o senza sesso.
      Ma tu forse sei troppo avanti per noi.
      Tu vero uomo che te ne intendi, avanguardista e illuminato.

  16. I punti 7, 9 e 10 dovrebbero essere impressi a fuoco in ogni persona. Molto spesso, e parlo per esperienza, si ricopre di aspettative massime la sfortunata (lo sfortunato) di turno per poi entrare in uno psico-loop nel quale ogni pensiero cosciente è bandito, si perde la brocca (cit) ed entriamo in quella fase dove nulla è più importante se non lei/lui.
    Credo comunque che il problema sia solo uno, e tu l’hai centrato in pieno. Viviamo un periodo dove il non-tempo (cit) detta il ritmo di tutto. In molte occasioni, e non solo quelle relazionali, la parola d’ordine dovrebbe essere PAZIENZA ed invece molte volte trattiamo qualsiasi cosa come fosse una colica che ci prende alla sprovvista in piena notte.

    Brava, ottimo articolo e scritto in maniera egregia…come al solito.

    P.S.: I rimedi della nonna sono sempre i migliori.

    1. anche io sono convinta, profondamente, che questa faccenda del tempo, e la pluralità infinita di scelta che è un vantaggio solo apparente, abbiano in definitiva danneggiato le relazioni e la nostra capacità di gestione di certe situazioni.
      ma che abbiano anche ridotto all’osso la nostra tolleranza più o meno di qualunque cosa.
      e senza tolleranza è difficile che ci sia qualunque rapporto, anche non sentimentale.

      ti ringrazio per l’apprezzamento. anche l’esempio della colica è molto efficace 🙂
      baci
      v

  17. Ho iniziato una non-relazione all’inizio di aprile. Che fosse una non relazione effettivamente non lo sapevo allora e ovviamente me ne accorgo ora soprattutto dalle cose che sto imparando a 28 anni e un mese.
    La PAZIENZA, questa sconosciuta. L’idea che una persona debba essere folgorata da me a tal punto da dire “Hey la mia vita prima di te non aveva senso, da oggi in poi voglio dedicarmi h 24 ad averti qui” era qualcosa che davo per scontato e automatico, complice il tasso inverosimile di egocentrismo che scorre nelle mie vene. Da questo le mie frustrazione e i miei pianti, quando per qualche ora non ricevevo messaggi su whatsapp. Finché un mio amico mi ha detto una grande verità: uno non cambia la sua vita solo perché riceve un pompino, seppur stupendo. Credevo di essere adorabile e di poter legare a me col sesso la persona che a turno avevo deciso di adorare.
    Beh, nella mia non-relazione di sesso ce n’è pochissimo e causa vite impegnate e precarie, ci sono anche pochi incontri. Ma ogni volta l’emozione di stare anche solo in sua compagnia a parlare e tenerci per mano è impagabile.
    Il mio unico cruccio è proprio il sesso. Come considerare in questa situazione il tema della monogamia?

      1. è un principio da me lungamente accantonato, ma che mi rimbalza dentro la coscienza da quando vedo il mio non-ragazzo. soprattuto nei momenti di assenza, mi chiedo veramente se fare l’amore solo con lui sia la scelta giusta o se dovrei, come ho fatto prima di conoscerlo, ridarmi al sesso senza cuore quando ne ho l’occasione. D’altronde essendo una non-relazione possiamo considerarlo un (non) tradimento?

    1. tesoro, il tuo amico t’ha detto una cosa sacrosanta. che varrebbe, del resto, anche per te. se tu non focalizzassi le tue energie tutte sul fatto che sono 3 ore che non ti scrive. però ti sento molto lucida e auto-sarcastica, il ché mi sembra un ottimo rimedio per sdrammatizzare e gestire la situazione.
      goditi il tempo che passate insieme quando riuscite a passarlo MA, se capita di rado che riusciate a incastrarvi, e se il sesso è poco, e se di fatto non l’avete consacrata a relazione, se a te VA di uscire con altri, non vedo perché non dovresti farlo.
      la monogamia un po’ viene spontanea, un po’ è un impegno. valuta se ti viene spontaneo accollartela. valuta se hai voglia di accollartela.
      sei sicura che lui non abbia un’altra relazione no?

  18. invitato da un’amica. leggo. penso quante cazz..e. poi penso anche che se Vagina scrivesse sull’argomento allora si che si leggerebbe qualcosa di interessante.
    e infatti.

    messaggio di servizio per l’amica che mi hai inviato l’articolo: per non-relazione non si intende quello che hai visto mezza volta ad un matrimonio, un’altra mezza volta in stazione e che chattate moltissimo e vi telefonate pure. quello è uno che ha un’altra. in testa. e forse pure di presenza. quindi ‘NEXT’ e che almeno sia una vera non-relazione. con tutti i benefits del caso.

    1. la tua amica è incappata in un smartphonemane. quelli che pensano che per tenere una donna in caldo basti mandarle i messaggini e farle una telefonatina. e vederla 2 volte all’anno.
      il danno è che con la carestia che c’è a volte riescono anche nell’intento.
      come giustamente dici, una non-relazione ha più benefitS 🙂

  19. La non-relazione può essere anche intrigante se vissuta in modalità relax e da persone che già singolarmente hanno una vita piena, che poi sono anche le basi per una sana relazione vera e propria, almeno per il mio modo di vedere le cose. Infatti ho deciso di mettere un po’ in stand-by la questione”relazioni serie” per concentrarmi di più su progetti futuri e superamento dei miei problemi di autostima e di timidezza, la mia personale dose di monnezza, come la chiami tu.
    Tuttavia leggendo il punto 4 e qualche commento qui sotto mi è venuto da chiederti che cosa ne pensi del lato telematico delle relazioni.
    Se potessi lo abolirei, odio poter essere rintracciata in qualsiasi momento da un tizio che sto conoscendo per parlare del più e del meno, cosa che preferirei fare di persona perché almeno sarebbe più facile comprendere se c’è feeling o no o capire chi hai davanti. Purtroppo non posso tirarmene fuori perché per la mia generazione (ho 20 anni, anche se pensandoci vale un po’ pure per gli altri) è la prassi e sembrerei strana.

    1. Cara Paola,
      per avere 20 anni mi sembra una cosa già eccellente che tu stia lavorando allo smaltimento della tua personale dose di monnezza. Impara a farlo e sappi che è un lavoro che tende a non finire. Che in certi periodi si dirada e in altri si intensifica, ma che la nettezza urbana dentro noi stessi non deve andare in ferie mai.
      Detto ciò, del lato telematico credo di averne parlato diverse volte, ma mai organicamente.
      Raccolgo lo spunto e ci torniamo. Per quanto riguarda te, fai buon viso a cattivo gioco. Sii contattabile moderatamente e prova a dire “te lo racconto quando ci vediamo”. Vedersi è una bella abitudine e tanti uomini (anche 40enni), con i nuovi device stanno tendendo a perderla.
      un abbraccio
      v

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