[SessuOhhhlogismi 3] – La Sublime Arte dell’Irrumazione

[Prima di iniziare questo nuovo capitolo di SessuOhhhlogismi – la rubrica mensile nella quale parliamo di argomenti pruriginosi e scabrosi in compagnia di OHHH – devo fare un disclaimer per i miei parenti, per i miei ex professori del liceo, per il prete che mi ha battezzata e per tutti quelli che si chiedono, turbati, cosa mi sia successo, manco fossi diventata Sara Tommasi e facessi porno, o mi bucassi, o trafficassi in armi e organi umani (il tutto per il semplice fatto che – tra gli altri argomenti – scrivo di sesso). Insomma: non leggete questo post. Davvero, non fatelo. Ricordatemi come quella ragazzina bionda e paffuta, piena di sogni e ambizioni. Rivediamoci al prossimo post. O a quello dopo ancora. Oppure leggetelo solo se accompagnati. Sappiate in ogni caso che il contenuto potrebbe disturbare il vostro fragile catto-equilibrio intestinale]

Fare una fellatio sembra una cosa semplice. Ma non lo è.

Per carità, le donne d’oggi sono tutte illustrissime artiste del risucchio, e ciò è noto perché esse stesse se ne bullano pubblicamente con gran sicumera, mutuando un atteggiamento ultra-maschilista di cui talvolta nemmeno gli uomini della peggior borgata sono capaci. Ma che volete farci, siamo così, dolcemente complicate, sempre più sboccate, emancipate, ma potrai trovarci ancora qui. Non è questo il punto.

Il punto è che nessuna, nemmeno quelle che potrebbero competere nel campionato internazionale delle gole profondissime, nasce imparata a farli, sti benedetti pompini (ok, chiamiamole “fellatio” che se no mi sento una vecchia bagascia e penso che non troverò mai l’amore vero). Voglio dire: non è che si sappia per istinto cosa fare, come, quando e perché. Non è che si abbia un’idea naturale di quali e quante variabili possano definire la qualità di una fellatio. Per lo meno per la mia generazione (e per tutte quelle cresciute prima dell’avvento di youporn) è stato così. Non abbiamo mica avuto un’inesauribile quantità di video-tutorial da cui apprendere tutti i segreti del flauto traverso. Nossignori. Ai nostri tempi esisteva la posta di Cioè, l’atlante di medicina fatto coi punti della Esso e I Bellissimi di Rete 4 che, se ti diceva bene, erano soft-porn (e poi le donnine nude di notte sulle reti locali, ma non si può dire che ci fosse alcunché di istruttivo in loro, per noi). Fine. Per il resto, noi ci siamo formate attraverso una militanza attiva e partecipata alla causa. Un percorso accidentato di prove ed errori, di troppo timore e troppo entusiasmo, troppo zelo e troppa poca iniziativa, troppa foga e senti anche meno, più piano, più veloce, oh, come sei brava. Noi abbiamo acquisito e raffinato la nostra consapevolezza e la nostra competenza nel tempo, gradualmente, step by step e sì, per quello molte finiscono a farsene un vanto. Perché imparare a fare bene una fellatio è FATICOSO, un po’ come una laurea ingegneria (e infatti tutti gli ingegneri si vantano di essere tali).

Schermata 2016-06-14 alle 23.06.17

Perché è così difficile? Non solo per una banale questione di coordinamento moto-respiratorio, come si potrebbe supporre (o perché una discreta percentuale della popolazione femminile, in verità, continua a non gradire la pratica, cosa che peraltro potrebbe risolversi in parte con una più solerte cura dell’igiene intima maschile, del tipo che sì, se vi siete fatti l’ultima doccia 20 ore fa, sappiatelo, non profumate di glicine a primavera). E non è nemmeno perché mentre ci raccogliete i capelli, c’è puntualmente una ciocca che si impiglia nel vostro orologio e pensiamo che avete vanificato le ultime 10 pasticche di integratori per capelli che abbiamo assunto. E no, non è nemmeno perché il tempo nei pompini è come il tempo dei cani: quello che nel mondo reale appare come 1 minuto, per noi sono 7 minuti, in cui continuiamo a fare con il nostro collo ciò che i piccioni di solito fanno con il loro.

Al netto di tutto ciò, l’ulteriore livello di difficoltà consiste nel fatto che si fa in fretta a dire “fellatio”, come se di “fellatio” ne esistesse una soltanto, come se imparata quella stai a posto per tutte. E invece no! Gli uomini non sono tutti uguali e non lo sono nemmeno i loro gusti.

Certo, per carità, esistono dei magic trick che sono dei grandi classici contemporanei con i quali si va sul sicuro. Ed esistono degli how to altrettanto imprescindibili (del tipo “no i denti no, i denti mai, nemmeno quando pensi che sentire i tuoi incisivi sulla sua Cappella Sistina possa eccitarlo, NO”, ma anche “Questi ci perdono le diottrie a consumare tutti i filmati in POV di Pornhub quindi per piacere ogni tanto ricordatevi di guardarli negli occhi”), tuttavia c’è dell’altro. C’è che ci sono duecento optional e duecento tipologie di fellatio. Per esempio:

Fellatio Passiva: il maschio si mette lì in panciolle e si fa servire come se fosse in un resort pensione completa con formula all inclusive. Bibite escluse.

Fellatio Attiva: il maschio decide che tu stai ferma e lui fa gran parte del lavoro, facendo con la bocca ciò che andrebbe fatto col tuo fiore di loto. L’attività del maschio, in questo frangente, segna la nostra passività, la disponibilità a lasciar fruire il nostro corpo in maniera totale o quasi, a “sottometterci” in un ménage essenzialmente speculare alla Fellatio Passiva nella quale, invece, è l’uomo a subire, abbandonato a noi e alla nostra magistrale sapienza oratoria.

Fellatio Attiva Hard-Core: il volgarmente detto “soffocone”, per cui ti torna su la peperonata della settimana scorsa mischiata ai succhi gastrici che ti corrodono l’esofago. Penso sempre che questa pratica sia stata concepita come contrappasso per quelle che fanno le fellatio dando i bacetti al pene. Ora, per carità, nel sesso finché le cose piacciono a entrambi va tutto bene, e fare di tanto in tanto un saggio per dimostrare che in ognuna di noi c’è una piccola Cicciolina, ok. Resta il fatto che queste porno-tracheoscopie per cui finisci a lacrimare come se t’avessero bruciato la collezione di Barbie a 5 anni e per cui sbavi come fossi un cane di Pavlolv, io francamente le comprendo fino a un certo punto anche se, come sempre, de gustibus non est disputandum.

Fellatio Partecipata: il maschio decide che comunque, nel mentre, farà qualcosa su di voi, dedicherà attenzione a qualche vostra parte anatomica, dalla palpata di tette (non dubitate mai delle abilità contorsioniste di un uomo intenzionato a raggiungere le vostre zinne), all’andare alla ricerca del clitoride perduto, al ricambiare la generosa passionalità in ugual misura, coinvolgendovi nella proverbialmente detta “69” che se ha degli indubbi aspetti positivi (per esempio essere uno dei momenti di più intimo scambio e accettazione che una coppia possa vivere) è pur vero che vi distoglierà e vi ritroverete ad alternare momenti di massima concentrazione a momenti di delizioso abbandono. E, in tutto ciò, lui sarà estremamente entusiasta, sentendovi mugugnare di piacere così a ridosso del suo gioiello di famiglia. Ed è per questo motivo che la pratica della 69 rientra a pieno diritto tra le varie possibilità di Fellatio Indurente.

Fellatio Indurente: trattasi di quella performance che viene eseguita allo scopo principale di portare il masculo al suo punto massimo, l’apogeo di eccitazione che la sua virilità possa raggiungere, l’azimut della sua aquila reale. Questa è una fellatio intelligente e strumentale, messa in atto per il bene comune, dei cui benefici gioveranno ambo i partner. Tristemente, ciò va detto, ci sono casi in cui essa diventa una conditio sine qua non.

Fellatio Gratificante: è la fellatio di non ritorno, quella che ha lo scopo unico di gratificare il vostro partner maschile e rendergli grazie a seguito di qualche evento o di qualche prestazione per cui sentite che se la merita proprio un sacco. Questa è la fellatio per eccellenza, quella priva di interruzioni, ricca, diretta al punto, appassionata, il cui epilogo è strettamente legato al gusto soggettivo della donna, ma in ogni caso ai titoli di coda bisogna arrivare. Poi scegliete voi se restare lì finché non finiscono, o alzarvi appena parte la musica e si riaccendono le luci la sala. Decidete se con un poco di zucchero la pillola va giù, oppure se è il momento giusto per cambiare le lenzuola dopo che avrà fatto i fuochi d’artificio con il suo prezioso fluido organico, o se semplicemente volete fare come Kate Winslet e Leonardo Di Caprio sul Titanic (allego foto esplicativa). Fate vobis. Ma il concetto è chiaro.

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E poi ci sono, naturalmente, altre innumerevoli varianti: la Fellatio Liscia, essenziale e minimalista; la Fellatio Condita, che s’avvale del pregevole supporto manuale (il ché a volte è cruciale per offrire qualche secondo di recupero alla mandibola, altrimenti esposta al rischio slogamento); la Fellatio Safari, che è quella audace che non ha paura di avventurarsi nella savana delle sue gonadi; la Spicy Fellatio, che divide molto e non piace a tutti ed è, proprio come con il piccante, strettamente legata al gusto personale (oltre ad avere alcuni effetti collaterali assimilabili al piccante, ma ne parleremo in altra sede).

Insomma, le possibilità di scelta sono numerose e gli errori in cui potenzialmente incorrere altrettanti. Ne ho parlato con alcuni amici uomini (che, del resto, hanno uno strumento di cui io sono sprovvista e mi pareva pur giusto interpellarli). Mi hanno raccontato delle Fellatio Svogliate, in cui si vede che la partner è schifata e che lo fa sforzandosi (suggerendo che in quel caso è meglio non farla affatto, per il rispetto di entrambi); delle Speedy Fellatio, troppo veloci e troppo accanite, contro le quali bisogna ricordare che il pene è un genitale, non il cambio di una macchina sportiva, che va “coccolato” (cito testualmente), con ritmo e passione; delle Fellatio Executive, con così tanto professionismo che la magia quasi si perde (perché ricordate che va bene essere preparate ma che ostentare la propria esperienza non sempre paga); delle Fellatio Loquaci, durante le quali le donne interloquiscono con il membro o con il suo portatore, elargendo complimenti all’uno o all’altro, oppure auto-insultandosi, prendendosi a male parole da sole.  E via discorrendo così.

Risulta in conclusione evidente che lo scenario è ampio e, come sempre, non ci sono diktatricette segrete. L’unica cosa fondamentale è ascoltare e capire i propri desideri, assecondarli e intercettare quelli del partner. Ricordare che a letto è bello sperimentare, giocare, incontrarsi. Stare bene e far stare bene l’altro, nel rispetto reciproco. Chiarito ciò, potete anche farvi schiaffeggiare con il suo augello, se ciò v’aggrada, o fargli esprimere il suo piacere sulla messa in piega che vi ha fatto Coppola.

Tutto è lecito, se ci sono consapevolezza e consenso.

Vi lascio con due perle di due miei amici.

Il primo dice: “Non bisogna mai perdere l’umiltà, perché anche quelle brave possono sempre migliorare.

Il secondo dice: I pompini sono come la pizza, anche quando non è buonissima, la gusti lo stesso.

Noi ci aggiorniamo a luglio con la prossima puntata di SessuOhhhlogismi!

(qui trovate la prima, su “Le Dieci Tipologie di Limone” e la seconda “Guida Base ai Preliminari“)

122 thoughts on “[SessuOhhhlogismi 3] – La Sublime Arte dell’Irrumazione

  1. Capisco che il referendum sia andato a monte, ma abbiamo dimenticato la fellatio trivellina, quella durante la quale la lingua spinge nell’uretra fino ad entrarvi.
    Apre la strada ai cultori del canto.
    Sacro.
    No, profano.

  2. L’ha ribloggato su squarcidisilenzioe ha commentato:
    Una donna che scrive di sesso? Mammamia! (attenti a scrivere commenti bigotti, questo reblog è altamente esplicito, non leggere se non si gradisce)
    Sì, non una donna che scrive racconti pseudo erotici da social, ma una donna che scrive di sesso vero, quello di tutti i giorni. Quel sesso che fa ridere, che diverte, che è fatto in coppia, per la coppia, anche solo per una volta, perché no, ma che è la base di ogni relazione sana.
    Sì, perché non esiste sesso senza amore e quando in due si sta bene, tutto diventa possibile. Anche i giochi più spudorati.
    Anche quando è una donna a scriverne 🙂
    Chiara

      1. Ma è una realtà il fatto che mediamente alle donne piaccia farlo ma non parlarne.
        E non è solo una questione di pudore o maschilismo.
        Eppure ,per un uomo, è molto eccitante sentire la donna che ,durante l’atto, dice delle gran porcate.
        Idem l’idea di una donna che si masturba.

      2. Mmmm…..
        Ognuno di noi tende a credere che tutto il mondo sia come il nostro piccolo mondo che ci circonda….!
        In realtà la nostra personalità raduna attorno a noi le persone che noi coscientemente o subcoscientemente selezioniamo.
        Io lo chiamo “effetto motoraduno”: se ti trovi in mezzo a un motoraduno sei porta a credere che chiunque possieda una moto.

  3. Davvero complimenti!
    Tra l’altro mi stupisce notare tutta questa passione in una donna… dico una passione tale da portare a scrivere un lungo articolo, con dettagli, consigli, ecc.
    E ,considerando che i pompini migliori sono quelli fatti con passione, beh…complimenti.

    Però…. 1 “però” c’è! Come tutte le donne, hai dato poca importanza (in termini di spazio nell’articolo) al momento finale.
    Invece noi diamo al momento finale un’importanza erotica altissima, sproporzionata. E devo dire che è un vero peccato che la natura abbia deciso che ,circa questo punto, ci sia questa enorme differenza di vedute tra il maschio e la femmina!
    Il momento dell’eiaculazione meriterebbe un intero articolo tutto per sè.
    Guarda i pornazzi: terminano sempre con l’eiaculazione non solo nella bocca, ma anche su tutto il viso.
    Importante (anche se estremamente difficile) è che voi in quel momento non facciate smorfie come quando al mare la vostra amica vi spruzza l’acqua, ma anzi sarebbe meglio un lieve sorriso.

    Ma una cosa che proprio nessuna arriva a capire da sola è [rullo di tamburi] : durante l’eiaculazione il pene diventa sensibile (anzi diventa sensibile a momenti alternati) e lo sfregamento nella bocca è un fastidio che rovina dannatamente quel momento per noi tanto importante.
    Il mio consiglio è ,per andar sul sicuro, fermare il movimento della testa e lasciare che sia lui a muoversi (anche se si trova nella posizione passiva).
    Le più intraprendenti invece potrebbero meritarsi il titolo di regine dell’olimpo sincronizzando lo start e stop della testa con gli schizzi di lui: la prostata si contrae e si rilascia ritmicamente, come una pompetta che si espande per prende liquido e poi si strizza per schizzarlo. Ecco: il momento in cui dovete stare immobili è il momento in cui la pompetta ricarica, mentre potete (dovete) muovervi durante lo schizzo.
    Ma questo è veramente da dee. E c’è il rischio che lui vi chieda di sposarlo.

    1. il fatto, sognatore, è che la conclusione risponde in maniera ultra-soggettiva ai gusti di chi la fellatio la pratica.
      tu parli di facial con estrema disinvoltura, reclamando addirittura un sorriso.
      cioè, ora, non è che la pratica sia scontata o piaccia a tutte.
      però capisco che un post sul pompino, scritto da un uomo, avrebbe dato molto più spazio a questo aspetto.
      e sì, anche i porno ne danno. ma, in effetti, qua siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, essenzialmente donne 🙂
      però i tuoi spunti (anche quelli estremamente tecnici), sono naturalmente benaccetti!

      1. cazzo, non lo capisco proprio!
        So di pompini con la caramella alla menta, con in bocca anche l’acqua e pure i cubetti di ghiaccio….
        Ma spicy non mi dice niente.
        Forse significa che prima ha mangiato un peperoncino? Che è? Pompino calabro??? 😀 😀 😀

      2. AAAAh! E io pensavo che quello fosse il “safari”! Invece le gonadi sono i testicoli!
        Ho capito, ho capito. Ecco perchè gli “effetti collaterali assimilabili al piccante” 😀
        Esperta, la nostra Vagina, eh?!

  4. È tutto talmente individuale e soggettivo, per cui ci sarebbe da aggiungere molto ma anche nulla.
    Solo che io avrei aggiunto una parentesi, nella frase “de gustibus non est (di)sputandum” ….considerando il contesto 😛

  5. Nooooo. Meravigliosa esposizione di una cosa che sembra una passeggiata… Davvero, cioè ha preparato molte ragazze sul fronte del sesso. Peccato che quando lo leggevo con le mie amiche schiattavo dalle risate.

      1. Eh, in realtà è proprio questa caratteristica (troppo cattolica) che alla fine darebbe i migliori risultati, ma la mia prendila come una cosa divertente da fare, non come una provocazione.

  6. Bravaaaaaa…Hai saputo come sempre essere brillante e mai volgare anche descrivendo qualcosa che molte donne fanno fatica ad accettare…..ancora adesso molte donne Non lo fanno….Considerano tale pratica alquanto vergognosa o inaccettabile….peccato che quelle donne che Non lo fanno ai loro mariti o compagni…questi forse poi si trovano qualcun altra che magari non si tira indietro…….

    1. In genere il sesso è vissuto male, in base a distorti condizionamenti morali e sociali, da molte donne.
      Alcuni anni or sono (ai tempi del vecchio blog di Splinder) venni contattato da una donna attorno ai 40anni che – dopo avermi conosciuto di persona – mi chiese di poter realizzare con me alcune sue fantasie. Accettai cautamente, per quanto abbastanza vizioso vi sono diverse pratiche che non gradisco, per poi scoprire che il tutto si riduceva al fatto di potersi masturbare mentre veniva penetrata per poter aumentare il suo piacere. Mi disse di non averlo mai fatto con i suoi compagni per pudore/tabù.
      Quanti danni produce la colpevolizzazione della gioia del sesso…..

    2. eh tesoro, ci sono mariti e compagni che si trovano qualcun altra anche se sono sposati con la più promettente alunna del conservatorio dei pompini, quindi non è tanto questo. è che il sesso orale è una parte importante del sesso, di cui è un peccato che la coppia si privi, sia in un senso che nell’altro.
      ma comunque, grazie ❤ 😀

  7. Ne parlavo giusto ieri con la mia migliore amica, è un lavoro, fatto ad arte e con arte, ma un lavoro. È ora che il masculo medio comprenda questa realtà. Uno ben fatto richiede la giusta attenzione, basta farla facile come se fosse una passeggiata. E mi permetto di aggiungere una postilla: uomini, la Fellatio dovete meritarvela ❤️

    1. Intanto smettiamola con il politicamente corretto, stiamo parlando di sesso e quindi chiamarla fellatio mi fa pensare al “si fa ma non si dice” dei finti moralisti. Un pompino è un pompino, comunque lo si voglia chiamare.

      Detto questo, anche leccare la passera (non dirò cunnilungus neppure sotto tortura) richiede una bella dedizione e molto impegno, perché così come l’uomo anche ogni donna è diversa da un’altra.

      1. arriveremo a parlare anche di quello.

        detto ciò: facciamo che restiamo libere di usare i termini che più ci aggradano, stante che stiamo comunque parlando di succhiare l’uccello, ok? 🙂

  8. Altra standing ov(ulv)ation per Geena. 🙂 🙂 🙂
    Questa è la riprova che se gli americani pensano di essere avanti i latini lo erano moooolto di più un paio di millenni fa.

    Confesso di essere andato a guardare il vocabolario per “irrumatio”, termine medico legale dal latino che di recente va a sostituire il termine “fellatio” (che andava molto di moda ai tempi delle riprese di “Processo per stupro”)
    E poi il latino fa molto confessionale 😉
    “Mi perdoni padre perchè ho “fellato”
    “Quante volte figliola?” 😀

    Sulle tipologie mi sono apparsi in visione stile Blues Brothers gli “sponsores” (altro termine latino)
    Fellatio passiva all inclusive – sponsor “I viaggi del Fellatio”
    Fellatio attiva – sponsor “Duracell dura di più”
    Fellatio hard core – sponsor “Findus, I Soffoconi di Quattro Salti in Padella gusto peperonata”
    Fellatio partecipata – sponsor “Banca Intesa 😉 ”
    Fellatio indurente – sponsor “Mapei / Kerakoll”
    Fellatio di non ritorno – sponsor “Stargate per una roba spaziale”
    Fellatio liscia – sponsor “Boario Fonte Essenziale”
    Fellatio condita – sponsor “Roma ab urbe condita” 🙂
    Fellatio safari – sponsor “Camel Adventures”
    Fellatio spicy – sponsor “Giallo Zafferano”
    Fellatio svogliata – sponsor “Cepu, ce poi riuscì”
    Fellatio speedy – sponsor “Findus, Speedy Pizza pronta in 5 minuti”
    Fellatio executive – sponsor “Alitalia first business class lounge privè” molto Ethiad divisa rossa calze verdi 😛
    Fellatio loquaci – sponsor “Wikipedia, dona due euro a fellatio”

    Mi rimane un dubbio: perchè se un pompino è un lavoro di risucchio gli americani lo chiamano blowjob, lavoro di soffiatura? sono stati forse a Murano?

    P.S. Fedifrago in merito allo spicy si riferiva magari allo zenzero? 😉
    P.P.S. Marco S. F. parlava di caramelle alla menta; con le Monks/Fishermans/Frisk si definisce Fellatio Artica o Pompino Artico.
    P.P.P.S. In merito al finale della Fellatio se ne avessi parlato ci stava lo sponsor della Birrah 😀

  9. nessuno nasce maestro. Tutti imparano col tempo e non si smette mai di imparare. Saggio il tuo amico della prima citazione.
    Che dire? Il pompino va di moda. Il post è intelligente e arguto, perché in poche righe mette a nudo difetti e pregi dell’arte della fellatio

  10. Ciaaaoooo … @VAGINIK, va bene, sulla fellatio ( o pompa, o pompino, o bocchino, o trombino che dir si voglia … ) sei stata esaustiva e propositiva, ma a quando un tuo bel post su “TULIPANI & MARGHERITE”, oppure su “RONDINI & RONDONI”… per non parlare di “CIELI AZZURRI & CIELI BIGI” ?!?
    Il sesso, a mio parere, indaga, propaga, appaga … ma poi sbraga, e spalanca le porte al dejavù, al suppergiù, all’ ormaipiù … alnonsenepopiù ! 😯
    Onde … INSISTERE HUMANUM EST, SED CONSISTERE DISUMANUM ! 😀

  11. Premesso che sull’immagine del movimento del piccione sono morto….
    Mi sento di consigliarti di continuare a chiamarli pompini al posto di fellatio, proprio per favorire l’incontro con l’amore della tua vita. Perché visto che è la domanda che crea l’offerta, aumenta il bacino di utenze : in tanti se gli parli di fellatio pensano sia il nuovo acquisto del Milan nel calciomercato estivo. E’ una questione statistica 😉

    p.s. Oscar al pompino gratificante, imho

  12. Fellatio… In Emilia Romagna è chiamato affettuosamente “truflone”.
    E’ altamente impegnativo e performante, forse perchè io lo considero come omaggio gratuito (nel senso che al momento non voglio nulla in cambio, se mai dopo).
    E sì, ci vuole un controllo mandibolare mica uno scherzo, e buone rotule se la cosa si svolge in luoghi non comodi, però è bello regalarlo al proprio compagno, ed è bella la sensazione di tenerlo letteralmente per le palle.
    Ma perchè i denti no? Certo è come essere un samurai che maneggia la sua katana attorno a una salsiccia, ma può essere molto gratificate per l’uomo.

    Ti abbraccio Vagy.

    Zia – Sì, anche le zie praticano –

    1. rivedo Samantha Jones nel “tenerlo per le palle”.
      quanta saggezza ci ha insegnato quella donna, quanta!
      questa cosa dei denti me la devi spiegare meglio perché tutti i miei intervistati hanno segnalato un NO definitivo (al di là della mia esperienza personale intendo :D)
      t’abbraccio pure io, meravigliosa zia praticante 😀

      1. Samantha Johnes meriterebbe una statua equestre in ogni capoluogo. Altro che Masters e Johnsons.
        Quella dei denti, che ti devo dire… hanno sempre apprezzato 😃
        Magari in privato ti spiego, ecco.
        Ti abbraccio pure io 💜

  13. Quanti bei ricordi mentre leggevo, alcuni anche recenti. Riguardo al buon vecchio sixtynine, poi, hai detto parole di pura poesia.

  14. sono ingegnere e sono brava a far pompini, posso vantarmi di entrambe le cose. Magari non contemporaneamente, che in un colloquio di lavoro potrebbe essere controproducente. O garantirmi un posto da dirigente, dipende! 😀

  15. Quello che so di sicuro è che trovare personale esperto nella suddetta pratica è sempre stato per me parecchio difficoltoso.
    Ricordo una tapina che appena prima di attaccarsi al microfono mi guarda e mi fa “come ti piace?”.
    Come mi piace? Siamo mica dal parrucchiere.
    Suvvia tesoro stupiscimi e ricambierò molto volentieri la chiacchierata col triangolino che ci esalta.
    Negli anni ho capito che c’è davvero poco training culturale, ma mica solo discutendo di chinotti (esatto per me continuano ad essere figli dell’agrume siculo), ma anche e soprattutto nella nobile arte della raspa.
    Potrei andare avanti per ore citando sventurate che ti trastullano il batacchio con la grazia di un Caterpillar pala da cava.
    In sostanza ben venga tutta l’info possibile, sia mai che faccia ancora a tempo ad incrociare qualche volenterosa formata alla Vaggy-scuola-per-giovani-gole-profonde.
    Sarebbe oltremodo gratificante.

    1. “Sono brava a far pompini” è quasi sempre millantato credito, spesso poi sono le acque chete che hanno il tocco magico.
      E la falegnameria è davvero arte negletta derubricata a semplice seghino “che puoi farti da solo!”, che lei le mani mica se le sporca a manipolare lo scettro! Ah, sapessero!

    2. Rido molto.
      Dunque, ho alcune considerazioni:
      1. chiedere come ti piace credo denoti un livello di consapevolezza già piuttosto avanzato. Ovverosia sapere che ogni uomo può avere gusti e preferenze diverse. Io a volte ho detto “se faccio qualcosa che non ti piace dimmelo”, che per lo meno non è una domanda diretta, ma un puro segno d’apertura, volto al raggiungimento del massimo benessere 🙂
      2. la raspa/falagnameria (come la chiama Them) è in effetti un po’ declassata e a me sembra sempre una roba che per quanto bene possiamo farla, non la faremo mai bene quanto potete farvela voi. inoltre è faticosa (e scrivendolo, rido)
      3. in queste cose la formazione si fa sul campo, quello che possiamo fare qui cincischiandone, è sdoganarla un po’, o rendere l’idea che sia una pratica normale e benevola (in tutte le sue molteplici declinazioni :))

  16. Ritornado al pompino spicy….ma non si chiamava “alla spagnola” col dito in culo? Magari mi hanno informato male ma spicy non l’ho mai sentito.
    Purtroppo non ho molta esperienza in questo campo in quanto le mie lunghe relazioni le ho avute con donne che non praticavano (e non per problemi d’igiene) accampando scuse risibili. Peccato perchè al contrario il sottoscritto non ha mai fatto mancare la propria lingua nei momenti che contavano (cioè sempre). Detto questo concordo con chi auspicava un certo approfondimento del momento clou del pompino, ovvero la sua conclusione, ovviamente descritta dal punto di vista femminile (piace? Non piace? Come potrebbe piacere? etc…). Una domanda rivolta a Vagina e anche all’universo femminile che legge: quanto è importante (se è importante) che il maschio faccia sentire alla propria partner che a lui piace ciò che gli state facendo? Lo chiedo perchè io sono un tipo molto silenzioso ma mi è stato fatto capire che un po’ più di casino sarebbe stato ben accetto: è tanto importante farsi sentire?

    1. a te piace quando le donne sono silenziose?
      secondo me nel sesso si comunica sempre, che non vuol dire che bisogna urlare come maiali scuoiati vivi, ma che uno scambio di feedback tra i partner è un ingrediente fondamentale.
      quanto al resto, io credo che sia una cosa davvero troppo soggettiva. e probabilmente se non ho approfondito quell’aspetto è perché è davvero troppo soggettivo per tirare delle somme generali 🙂

  17. ah sì, sarebbe un tema da trattare: la silenziosità dell’uomo. come se a esprimersi venisse meno la virilità. fatelo un gorgheggio ogni tanto, almeno non pensiamo che non vi si stia facendo del bene o che siate morti sul campo. 🙂

    1. Nella prossima puntata di Quirk Quork Quark, vedremo da vicino l’esemplare di bipede irrumato…
      Ecco che esso si può distinguere, ad oggi, per l’appartenenza a due specie: il Primitivo, ed il Chapliniano…
      Si narra che da quella del primitivo si possa incontrare una specie nuova: il vessillatore….

  18. Mi sono imbattuto in questo divertente articolo navigando sul web e anche se ormai è passato un po’ dalla sua pubblicazione vorrei provare ad esporre il mio punto di vista.
    C’è chi, come me, non ha una gran sensibilità al pene per cui per molti aspetti alla tipologia maschile a cui appartengo non si applicano la maggior parte dei consigli sopra esposti.
    Diciamo che siamo un po’ la classica eccezione che conferma la regola…
    Dovete sapere care donzelle che maschietti come noi hanno bisogno di stimoli molto intensi per godere a pieno di questa nobile pratica; un linguaggio scurrile ed una certa destrezza sono sicuramente ottimi punti di partenza per una buona riuscita della stessa, ma purtroppo non sono sufficienti.
    L’uso della bocca è ovviamente imprescindibile, ma nel nostro caso bisogna anche saperci fare con la mano perché non ci bastano due o tre colpi decisi per farci godere, piuttosto nel nostro caso sono indicate un gran numero di ripetizioni nel minor lasso di tempo possibile.
    Per rendere l’idea: è lo stesso ritmo che avreste se tagliaste un pezzo di legna con l’apposito strumento, del resto secondo voi perché l’atto masturbatorio maschile è chiamato sega?
    Per quanto concerne l’uso della bocca l’importanza della lingua nel nostro caso è vitale: esploratelo per bene perché anche se ne abbiamo pochi abbiamo comunque i nostri punti più sensibili.
    Una volta che avrete compreso questi semplici punti c’è solo un’ultima cosa che mi sento di consigliarvi: andateci pesante in tutti i sensi 😉

Parla con Vagina, Vagina risponde

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