Kiki & i Segreti del Sesso. E dell’Amore.

Una volta, quando ero giovane, mi sono ritrovata a uscire con uno che, in macchina, sugli scogli accidentati del litorale pugliese, ci ha provato sfacciatamente. Io non ero tanto per la quale, non gli concessi nemmeno il limone politico per intenderci, ma quello non si decideva a demordere, e tra uno strusciamento qui e una palpata lì, è finito zitto zitto sui miei piedi. O meglio: è finito sulle mie scarpe. Ha iniziato a leccarmi i tacchi (giustamente doveva pur limonare con qualcosa, il ragazzo). Inutile dire che la scena, privata del pur minimo ardore erotico, ha suscitato in me turbamenti più di natura igienico-sanitaria che ormonale. E quello è stato il mio primo incontro ravvicinato con il feticismo (al singolare, come se di feticismo ne esistesse uno soltanto, quando sappiamo benissimo che così non è).

Negli anni a seguire mi sono imbattuta in uomini che facevano un uso a dir poco disinibito del turpiloquio (pratica alla quale sono anche favorevole, nei tempi e nei modi appropriati, ma se è il primo giro di giostra e mi chiami “cagna”, come detto in altre occasioni, “cagna sarà tua madre”, con tutto il rispetto per la signora). Oppure quelli che si sono messi a quattro zampe perché nella vita ricoprivano posizioni di potere tale che a letto volevano essere sottomessi (cosa che a me, femmina del sud cresciuta con valori solidi per i quali il sacro sfintere maschile non si profana assolutamente, mi ha imbarazzata non poco, ai tempi). Oppure ancora quelli che mi hanno proposto menage a trois, gite in club privée, sesso a pagamento e pure i fashion-victim che nel periodo di 50 Sfumature hanno deciso di fare dell’audacissimo bondage, legandomi con una cravatta. Vabbé.

Tutte queste sublimi memorie sono riaffiorate ai miei pensieri dopo la visione dell’ultimo film di Paco Lèon, Kiki e I Segreti del Sesso, che ha avuto un successo pazzesco in Spagna, che arriva in Italia domani, 23 giugno, e che ho visto in anteprima perché sono raccomandata (e avrei voluto parlarvi d’altro questa settimana, ma siccome mi è piaciuto, vi parlo di questo).

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È un film che parla di sesso, permeato di fascino latino, e di colori vivaci, e di una fotografia essenziale, convincente e fortemente evocativa; un film che parla di diversità apparente e di normalità sostanziale, e lo fa in una maniera deliziosa, spregiudicata, divertente e romantica. Posto che parlare di sesso non è MAI facile, perché il sesso è un argomento che siamo culturalmente abituati a trattare in maniera pudica, o accademica, o scientifica, o pornografica, ma raramente ironica, io questa pellicola l’ho adorata.

Trattasi di una trama corale, nella quale 5 diverse storie si alternano e si sfiorano, ruotando attorno alla vita sessuale dei protagonisti, alle loro deviazioni e trasgressioni, ma più di tutto attorno alla loro umanità. Dai giovani Natalia e Alex (che stanno per sposarsi anche se lei ha una leggera Arpaxofilia, cioè si eccita quando viene aggredita e derubata), al triangolo poliamoroso di Paco, Ana e Belén, alla Dacrifilia di Maria Candelaria (sposata da 10 anni con Antonio, dal quale vorrebbe un figlio che non arriva), che si eccita se vede il marito piangere, fino al chirurgo plastico José Luis che scopre di soffrire di Sonnofilia (è attratto dalla moglie quando è addormentata), passando per la storia di Sandra che ha la perversione dell’Efelefilia (cioè si eccita con determinati tessuti) e Rubén, un ragazzo sordomuto.

Kiki e I Segreti del Sesso riesce ad affrontare il tema dei feticismi e delle varietà sessuali senza diventare mai greve, mai volgare, mantenendo sempre i toni della commedia, a tratti grottesca ma esilarante. Tenera persino. La struttura del film sta su e non tradisce mai le ragioni della narrazione, che si delineano pian piano e si manifestano armoniose nella conclusione, facendo quadrare il messaggio, la morale se così vogliamo chiamarla, che regala una definitiva coerenza alla visione intera.

E in verità è proprio quella morale, quel messaggio non esplicito ma fortemente presente nel film, il motivo reale per il quale ve lo consiglio. Non è un titolo che studierete sui manuali di storia del cinema e se siete abituati ad andare al cinema per guardare soltanto i grandi kolossal in 3D, oppure i film dei supereroi, o se per voi la comicità sono i cinepanettoni, allora no, questo film non fa per voi.

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Ma se, invece, sapete guardare un film con gli occhi, e le orecchie, e il cuore; se sapete cogliere gli spunti di cui la trama è disseminata, tutti i ganci emotivi che possono acchiappare la vostra empatia; se sapete ridere senza falsi pudori; se amate i dettagli e i colori; se sapete godere di una commedia originale, brillante e insolente, squisitamente libera da tabù, allora dovreste guardare questo film, che vi farà divertire, un po’ arrossire e soprattutto riflettere.

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Riflettere perché il vero tema di Kiki e I Segreti del Sesso è innanzitutto l’amore. I feticismi diventano tuttalpiù l’occasione (e la provocazione) per ricordarci che quel complesso sentimento al quale ci dedichiamo per tutta la vita, ha innumerevoli sfumature; che amare significa essere liberi di esprimere le proprie fantasie e le proprie diversità, e sentirsi accolti invece che respinti (e certo, non è sempre facile, ma è possibile); che il sesso deve essere terreno di incontro e non di allontanamento, soprattutto quando è condito d’amore; che non esiste oscenità quando c’è umanità e che la cosa più vergognosa che si possa fare con il sesso è negare la sua vitalità e costringerlo; che le stranezze non sono delle persone strane, ma di tutti noi; che la comunicazione (sia essa verbale, o gestuale, come quella di Sandra e Rubén) è uno degli ingredienti fondamentali delle relazioni umane e delle storie sentimentali; che amarsi significa comprendersi senza pregiudizi, accettarsi anche nelle eccentricità, corrispondersi con intensità e leggerezza, come in una festa, come in una danza sfacciata e felice, in una notte tiepida dell’estate, noncuranti, tra tutti gli altri. Oltre la diversità, che da ostacolo diventa collante, che invece di spaventarci e complessarci, ci diverte con spontaneità e delicatezza.

Questo film è una chicca, che ci consiglia che in amore non esistono feticismi (il giorno che mi innamoro di uno che mi lucida le scarpe con la lingua, ve lo faccio sapere). E che, anche se a volte l’amore complica, anche se alcuni faticano a condividere il sesso più disinibito con il proprio partner ufficiale, anche se a volte è più comodo prendere scorciatoie, cercare palliativi, non condividersi, il modo più bello per fare sesso, resta fare l’amore.

E il modo più bello per fare l’amore, resta fare sesso.

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Trailer:

59 thoughts on “Kiki & i Segreti del Sesso. E dell’Amore.

  1. Il “Limone Politico” è una gran frase. Sapevatelo. Ah! Giusto per, immedesimandomi un attimo: ma uno che ti lecca la scarpa al primo appuntamento, ma cos’è? Devi avere i cincillà nella testa.

  2. Ineffetti il feticismo e’ comicissimo, esilarante! Ed il mondo e’ pieno dei feticismi piu’ strani! Ci sono quelli che leccano i tacchi e quelli che amano indossare il pannolone (ebbene si, mia cugina ne ha beccato uno in un forum femminile sulla cistite). Quelli che vogliono essere umilati, i cosiddetti schiavetti e quelli feticisti delle iniezioni che vogliono essere punti sul sedere. Quelli che adorano fare da water (essere inondati dai prezosissimi liquidi e solidi del partner) e quelli che vogliono essere picchiati con frustini o altri gadget. Ho bazzicato chat e gruppi su FB per vedere a quanto di strano la gente potesse arrivare e ho scoperto che non c’e’ limite allo strano. Molti uomini hanno lamentato di non sentirsela di palesarsi all’ esterno dei social e di preferire cercare nell’ anononimato. Hanno detto che le loro donne non li capiscono. La costante e’ sempre quella del “non trovo donne cui piaccia il feticismo e tutte quelle che accettano di farlo sono prezzolate”. Ho tratto le mie conclusioni: forse il feticismo alle donne piace poco, ma chi lo sa, il mondo e’ vario. A me personalmente fa sganasciare dal ridere: nel periodo in cui ho bazzicato i social mi sono fatta un mare di risate, ma prorio tante!!😆
    (Vagy, ma se mai nella vita verra’ a piacerti un feticista dei tacchi, dopo la limonata al tuo stiletto, te la farai infilare in bocca la stessa lingua che ha leccato il cicles appiccicato sotto la suola??)

    1. Se a uno piace leccare i tuoi tacchi avrà cura di regalarti qualche paio di scarpe che costano come un’utilitaria, il cui raggio di azione sarà confinato alla camera da letto. Pratico e igienico. Magari economico no.

      Purtroppo o per fortuna io e la mia prostata coabitiamo senza condividere un’intensa passione (ci abbiamo provato ma pare non funzionare troppo, ci piaciamo abbastanza ma è tutto qui…) però immagino che per gli appassionati del punto P un certo sdoganamento di certe pratica possa giungere come una liberazione. Forse magari chiamandolo “prostato”?
      Tutto ciò in attesa della recensione di Vagina dello strap-on dello sponsor che leggerei con curiosità! 😉

    2. ahahahah vedo che ti hanno già risposto pertinentemente per la faccenda scarpe.
      per quanto concerne il resto, francamente non saprei. di sicuro tutti i feticismi, o la maggior parte di essi, guardati lucidamente, a mente fredda e decontestualizzati, sono ridicoli/strani/disgustosi talvolta.
      però credo due cose:
      1. il limite che ciascuno di noi ha è estremamente soggettivo (e molti di noi hanno limiti assai prima dei feticismi, tipo donne che non se la fanno leccare, uomini che non la leccano, aree anatomiche che non si possono coinvolgere nei giochi e via discorrendo)
      2. nella vita e nel sesso, mai dire mai. il ché significa, di base, che se un partner è in grado di agganciarti mentalmente, secondo me può riuscire a portarti anche laddove non avresti pensato di arrivare, non so se mi spiego…
      baci!
      v

  3. Ora mi sono incuriosita che quasi mi toccherà andare a vedere il film… io non sono raccomandata, quindi pago, ma ho uno sconto 2 al prezzo di uno valido dal lunedì al venerdì

  4. “Natalia e Alex (che stanno per sposarsi anche se lei ha una leggera Arpaxofilia, cioè si eccita quando viene aggredita e derubata)”

    Se stanno davvero per sposarsi quello si eccita venendo aggredito e derubato è Alex, non Natalia…

  5. “che le stranezze non sono delle persone strane, ma di tutti noi” questa frase è tanto vera quanto bella e se la gioca alla pari con la frase “il modo più bello per fare sesso, resta fare l’amore”.

    Questo articolo mi ha fatto sorgere una domanda: quale sia la mia perversione.
    Il solo fatto di porsela, questa domanda, dovrebbe essere preoccupante (si presume che un uomo si conosca almeno un po’) ma a mia discolpa potrei dire che la vera perversione è la normalità (cit).

    Mi hai messo un elefante nell’orecchio…grazie per la dritta.

      1. Lo sa Fedii che una feticista della stirella specie nei mesi estivi può essere dichiarata dal giudice semi inferma di mente vero? 😀 😀
        Lo dico sempre alla mia metà. Che mi mostra ovviamente il dito medio. L’anulare è già occupato. 😉

  6. Ciao Vagi!

    Credo che questo film sia la trasposizione di un film australiano, le storie mi sembrano identiche… si intitola “the little death” (i francesi chiamano l’orgasmo “la petit mort”). L’avevo visto per caso e l’ho adorato!
    Spero che questo sia altrettanto bello.

    Grande articolo comunque, as usual!
    😉

  7. Un post interessante per chi frequenta le sale cinematografiche – cosa che non faccio da anni. Stare al cinema mi annoia e non riesco a stare fermo un secondo. Conclusione non ci vado –
    Di certo sarà un bel film da come l’hai presentato e non dubito che farà un discreto successo.
    Interessanti le tue esperienze feticiste.

      1. Non riesco a stare per troppo tempo seduto a vedere delle ombre colorate. Sento la necessità di alzarmi fare un giro, ecc. Davanti alla TV lo faccio e alla fine non guardo il film.

  8. Guarda The Little Death di Josh Lawson. Stessa identica storia, ma é un film uscito nel 2014. Così, per curiosità! Magari poi scegli l’interpretazione che ti piace di più 🙂

  9. A @Vaggì … continuerai a parlà de sesso ??? Capirai … a me me inviti a nozze, che me te soggnjo de gjorno e de notte …. mmmhhhh …. quanto sei bbona !
    E si te bbecco, hai voja Tu a mollamme er pjede … de quello nun me ne potrebbe fregà de meno : io, so per er seso naturale … er sesso che l’ ommo ficca e rificca e la donna acchjappa drento … senza barjere e/o fetiscismi a la page !!! 😀

  10. Ma perché nel tuo post non dici che il film in questione é un remake di un film australiano del 2014 che si chiama The Little Death ?

  11. Sottoscrivo, in particolare le ultime righe. Fare sesso facendo l’amore senza inibizioni, accettare e sentirsi accettati in tutto, nei gusti, nelle inclinazioni e anche nelle inevitabili imperfezioni; potersi spogliare non solo dei vestiti è quanto di più bello possa accadere in una camera da letto (o in un qualunque altro posto si voglia 😅)

  12. Ehhhh
    ..sarebbe bello. Gli stessi desideri fantasie modi tempi etc etc. Partner perfettamente allineato. Invece c e di ben peggio…o vere e proprie ossessioni…cioè posso pure scendere al livello dello stiletto ma non ogni due per tre…e se scendo compromissoriamente al suolo ogni tanto anche perché non mi destabilizza l amigdala non è che poi ritengo di compromettermi anche con il sesso di gruppo perché tanto…fantasia x fantasia..😊 Ma esiste DA SEMPRE di peggio…scegliere partner per cui il sesso è importante e piace tanto quanto l olio di ricino a colazione DA SEMPRE (ma che…SI AMA..ovvio)….e poi andare in cerca di qua e di la del Piave e suoi affluenti di soggetti che possano compensare tale carenza..e non di sicuro per chissà quali pratiche. Sapere cosa si vuole e quanto è importante per noi…tutto li. Non si trovano i…corrispondenti? Ehhh..facciamoceme una ragione. Il resto…almeno statisticamente…sono romanzi…o pochi fortunati.

  13. Leggendoti (sempre con grande gioia et meraviglia per quanto sei capace e intelligente e spiritosa e arguta e vabbè lo sai che ti adoro…) a me è venuto in mente il casereccissimo “Viaggi di nozze” verdoniano con l’episodio del “o famo strano?”
    Nel senso che sì, fare l’amore è la più bella forma d’amore, almeno per un lungo tratto, ma secondo me quando un uomo, o una donna, per eccitarsi ha bisogno di un qualche “ismo”, significa che a livello di desiderio e spinta sessuale si è un pò alla frutta. Perchè se ami il tuo/a bipede non hai bisogno di nulla a parte, vabbè, la cravatta o la fascia per capelli per cecarlo (una volta, poi che palle!) o che ti dica la fatidica e abusatissima “dimmi che sei mia”, sempre nel mentre, intendiamoci, con aggiunta di zoccola-troia e sono d’accordo con te, deve esserci un livello di intimità e giocosità notevole, se no parte uno sganassone.
    Ci può stare un pò di nutella, o vino, o ghiaccio, dopo una serata particolarmente ingrifante, ma tutto il resto… boh…
    Però il film lo andrò a vedere.

    Baci

    Zia

    1. Aaaah di frasi (stupide, prese fuori contesto ma a volte anche nel contesto) “richieste” durante l’atto copulatorio (che magari se dico scopare in vece di fare l’amore qualcuno/a mi sgrida) ne ho una collezione.
      Nel periodo FediSplinderiano, ovvero quello di mia maggiore “attività” me ne capitò più d’una che chiedesse (a volte con intento retorico) “quante donne hai fatto godere con questo ..beeep..?”. Alla terza o quarta, credo, risposi: “tante, e tutte hanno posto la stessa domanda ….se non hai qualcosa di originale da dire limitati a mugolare”. Idem per la frase “dimmi che sono la tua pu………a” – risposta “va bene, purché dopo tu non mi chieda di essere anche pagata”.
      E prima che qualcuna mi dia del maschilista, confermo di essere Politicamente Scorretto ed anche Full Bastard Inside da molti anni.

      1. Ma dai? Ci sono donne che fanno domande tipicamente maschili?
        Pensavo che nella media ci si preoccupasse al limite di nascondere la buccia d’arancia.

      2. Fedi, ho sentito di una leggenda metropolitana dove lei chiede a lui:
        “con quante donne hai dormito?”
        e lui:
        “solo con te cara, con le altre stavo sveglio”
        e lei lo ha aggredito massacrandolo…..
        😀 😀 😀

    2. cara zia, come dimenticare varie panna e nutella e altre cose appiccicose che ti vengono prima o poi spalmate addosso…
      hai ragione, secondo me, ma io penso a una cosa un po’ diversa. cioè non due persone che vivono la sessualità in maniera piuttosto regolare (come quasi tutti) che poi provano il gioco per provare a mettere pepe. piuttosto a quelli che già hanno dei gusti, delle preferenze, di cui sono consapevoli, che sono chiare e che dovrebbero sentirsi liberi e libere di condividerle, con chi incontrano. più difficile, con chi è già al loro fianco. non so se mi ho spiegata 🙂

  14. Ala fine si tratta pur sempre di complicità. Basta volere le stesse cose, ed essere da un lato espliciti e dall’altro non giudicare e provare a volere esplorare un mondo che magari non si conosce e che ci spaventa. Ma ci vuole tempo e capacità di affidarsi all’altro. Altrimenti si rovina tutto.

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