Mollarsi ai Tempi di Facebook

Discutevo di recente con un mio amico di quanto sia tutto più difficile adesso, in termini di relazioni sentimentali. Lui non era d’accordo, sostenendo che oggigiorno, al netto di tutte le mie obiezioni, è  estremamente più semplice conoscere (cioè sdraiare) gente (a caso). Alché gli ho fatto notare che non si tratta solo della fase conoscitiva, perché le relazioni non si esauriscono mica nell’incontro e nell’approccio. A volte esse vivono, crescono e – spesso e volentieri – dopo un ciclo di vita di qualche giorno/mese/anno finiscono.

“Prendi Giovanna e Valerio”, gli ho detto.

“Eh”

“Lei continua a mandarmi a giorni alterni screenshot di lui con la nuova tipa”

“Ma deve smetterla di stalkerizzare su Facebook, deve rifarsi una vita”

Certo. Facilissimo a dirsi. A volte, un po’ meno a farsi. Senza contare che non si tratta solo di Facebook, parliamo di Facebook per agilità (come quando diciamo Coca-Cola ma intendiamo tutte le bevande gassate in commercio). Nel dire Facebook ci riferiamo anche a Instagram, Twitter, Snapchat, Whatsapp, Telegram, Pinterest, Vine, Youtube, Myspace ed MSN Space, anche se non esistono più, per stare proprio sicuri.

Giovanna e Valerio sono (erano) una coppia di nostri amici. Insieme da tanto (troppo) tempo, conviventi, giunti a quel punto della vita in cui o “ci sposiamo per ammazzare la noia che ci ammazzerà“, oppure “ci molliamo“. Hanno deciso di mollarsi. Lui ha deciso di mollare lei e, per la legge virile per cui un uomo non lascia mai un pertugio se non ne ha già un altro pronto e collaudato nel quale rifugiarsi, dopo 5 secondi stava già con un’altra. Non che lui l’abbia ammesso, naturalmente. Non che lui abbia usato sincerità nei confronti della donna con la quale ho cagato nello stesso cesso per centinaia di giorni, ogni giorno, per centinaia di cagate. No. Lui ha detto che aveva bisogno dei suoi spazi e dei suoi tempi, che è quella formula universale con la quale tutti noi – quando siamo in una storia che non ci garba più – rivendichiamo il nostro diritto individuale a evadere in uno spazio-tempo diverso, nel quale formalmente dobbiamo ritrovare noi stessi e praticamente abbiamo già in testa (o tra le cosce) qualcuno che ci piace di più del nostro attuale-partner/imminente-ex.

Ora, la fine di una relazione non è mai bella (spesso nemmeno pacifica, spesso nemmeno civile), tanto più per chi la subisce, per così dire. Non doveva essere una passeggiata di salute neppure, chessò, nel 1996. Ma oggi, nell’anno del signore 2016, possiamo starne certi, è faccenda ben più perniciosa. E a renderla così perniciosa è proprio la presenza dei social network.

La povera Giovanna di cui sopra, neosingle da circa un semestre, continua a mandarmi foto di lui con la nuova tipa, felice e noncurante, mentre lei è lì che si lecca la ferita (così profonda che il potere taumaturgico della saliva pare non essere sufficiente e forse ci vorrebbero una ventina di punti di sutura nell’anima). Parallelamente, inizia a destreggiarsi goffamente nel rinnovato mondo delle relazioni interpersonali tra generi, il cui panorama è cambiato – e non poco – dall’ultima volta che è uscita con un tipo, probabilmente nell’anno 5 A.W. (ante-whatsapp).

È un fatto, tuttavia, che Facebook è uno strumento di screening potentissimo quando conosciamo qualcuno, mentre lo frequentiamo e, ahinoi, pure quando l’abbiamo mollato. Ciò che di solito succede è quanto segue:

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  1. Controlli se pubblica e cosa pubblica
  2. Controlli se stringe nuove amicizie
  3. Controlli chi sono le nuove amicizie, ringraziando sempre l’alto dei cieli quando i nuovi contatti si dimostrano degli sprovveduti con la privacy ai minimi livelli
  4. Controlli i like che mette
  5. Controlli i like che riceve (che sono persino più inquietanti)
  6. Schedi quelle che gli mettono like, di cui impari a conoscere generalità, segni particolari, preferenze musicali e orientamento politico
  7. Quando incroci una che gli mette like, a cui lui mette like a sua volta, è fatta, ce l’hai! ECCALLÀ.
  8. Scrivi al suo migliore amico chiedendo “Ma si sta scopando Quella???????” (questo è l’unico caso in cui la grammatica italiana ammette l’uso reiterato dei punti interrogativi)
  9. Il suo migliore amico, ovviamente, non ti dirà nulla, giustamente. Che cazzo pretendi.
  10. Alché scrivi alle TUE amiche per dire che La Merda mette like a Quella e che Quella gli mette like, e che è assurdo, che avesse almeno il gusto di dirtelo (come se non sapessi perfettamente come funzionano queste situazioni, e in effetti se è la prima volta che ci passi, no, non lo sai). Le tue amiche ti diranno che vi siete mollati e che devi smetterla di guardarlo. Anche se in effetti sì, lui è una fogna a cielo aperto e potrebbe almeno essere più discreto.
  11. Si scambiano commenti. Taggandosi. I commenti diventano flirt, apparentemente innocui ma sufficienti a farti venire un rivolo di sangue dal naso
  12. Ti viene voglia di sbrodolare uno status pieno di livore. Ti viene voglia di mettere like a tutte le loro foto. Ti viene voglia di compiere un’azione offensiva e provocatoria, di rompere le regole della civile convivenza digitale, ma non lo farai. Ti trattieni. Tutte le tue amiche (le stesse che dicono che devi smettere di guardarlo perché vi siete mollati), ti dicono di non farlo e non lo fai.
  13. Scruti attentamente tutte le fotografie di Quella chiedendoti come sia possibile, che La Merda era un feticista dei tacchi e ora va girando con una che usa i sandali francescani; che La Merda era di sinistra e ora va con una di casa pound; che La Merda amava il post-rock e ora sta con una che ascolta i Modà.
  14. Comparirà una foto di gruppo nella quale ci saranno entrambi, vicini. Seduti a tavola affianco oppure gomito a gomito durante concerto. Un banale indizio per l’umanità, una prova inconfutabile per te.
  15. Da allora, è solo questione di tempo, arriverà la prima foto di loro insieme, il loro primo SELFIE. E, indipendentemente che ti appaiano bellissimi o bruttissimi, digerirla sarà dura, sarà una mandria di cinghiali appollaiata sul tuo intestino emotivo e non si schioderà, nel migliore dei casi, per tutta la giornata.
  16. Screenshotterai la foto e la manderai alle tue amiche che ti diranno che vi siete mollati, che devi smetterla di guardarlo. Anche se in effetti sì, lei è l’entità femminile più simile a Pippo Franco che abbiano mai visto (e ti diranno così anche allorquando non fosse del tutto vero).
  17. Prima o poi faranno la prima vacanza insieme. E nella tua home comparirà l’album fotografico. Tu lo guarderai.
  18. Andranno a convivere e vedrai le fotografie della casa in cui vive con lei, dopo aver vissuto con te.
  19. Ci sarà un’emorragia di cuori rossi in tutti i commenti, che ti farà venire più vomito che speranza, e gli amici in comune che mettevano like alle vostre foto, quelli che “eravate una coppia bellissima”, metteranno like alle loro foto. E i tuoi amici faranno a La Merda gli auguri per il compleanno che tu dirai “ma-come-cazzo-minchia-è-possibile”.
  20. La Merda e Quella cambieranno lo status sentimentale. Un giorno comparirà quella cosa patetica del cuoricino grigio con affianco scritto “Impegnato” (se sono irrecuperabili, scriveranno anche con chi sono impegnati) e inizieranno a chiamarsi pubblicamente “amore” (o qualche altro deprecabile nomignolo ingiustificabile per persone che abbiano superato la tarda post-adolescenza).

E poi sarà solo un crescendo. Un giorno si faranno un tatuaggetto insieme. Un giorno festeggeranno l’anniversario e lui la ringrazierà pubblicamente della felicità che gli ha regalato. Un giorno saranno al mare. Un giorno saranno a sciare. Un giorno ceneranno sul loro terrazzino con i fiori che coltivano. Un giorno ci sarà l’album di un matrimonio. Un giorno ci sarà la foto di un’ecografia. Una pancia. Una micromano minuscola, dentro la mano dell’uomo che hai amato. Un giorno arriverà un selfie di famiglia con uno status tipo “TRE!”. Oppure “Trois” se vogliono fare i fichi.

E tu guarderai questo fotoromanzo della vita del tuo ex, apparentemente bellissima (perché su Facebook tutti dimostriamo d’avere vite bellissime ovviamente, che nulla giustamente dicono dei momenti di noia, degli attriti, della libido che cala, delle bugie che ci diciamo, dei compromessi beceri a cui scendiamo, dei rimpianti che coviamo, dei sensi di colpa che abbiamo accumulato e compostato come fossero i rifiuti organici della nostra esistenza e che ora usiamo per concimare il futuro, della merda da pulire dal culo e delle nottate in bianco perché il pupo non prende pace). Tu guarderai questa cronaca in tempo reale della sua felicità e – indipendentemente da quale sia la tua condizione – cioè che tu sia ancora lì a capire come funziona Tinder o che tu ti sia accasata con un manzo brillante e sessualmente appagante- , la vera domanda è: perché?

Chi te la fa fare?

“Io a Giovanna ho detto di cancellare e bloccare, ovunque”

“Ma perché? Così fa capire che soffre

“E allora?”

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E allora soffrire, dimenticare, cancellare, difendere il proprio spazio e il proprio inalienabile diritto a NON sapere e a NON vedere, a NON assistere all’ostentazione di queste vite filtrate e ritoccate, offrirsi la possibilità di dimenticare, come si faceva un tempo, quando a mollarsi non ci si sapeva più, quando – superati il rancore e il dolore – forse rimanevano i bei ricordi, l’illusione di aver condiviso per qualche tempo qualcosa di esclusivo che non venisse riproposto nella stessa identica formula con quello che è venuto dopo di noi, ecco tutto questo è un nostro diritto emotivo.

Un diritto che non è mai stato necessario rivendicare, prima che Zuckerberg ci privasse culturalmente del piacere dell’oblio, della possibilità di dare sepoltura (degna o indegna che fosse) a una relazione, ma anche di credere ad alcune di quelle piccole bugie che facevano un po’ male ma anche un po’ bene, tipo quando l’ex che non vedevi e sentivi da mesi ti mandava un sms o ti faceva una telefonata. E ti diceva che gli mancavi ancora. E tu potevi credergli, una piccola parte di te poteva accoccolarsi nella melensa menzogna che ti diceva, bevendosela tutta, dissetando il proprio ego ammaccato, perché lo vedi che eri speciale? Lo vedi che gli manchi ancora? Anche lui ti manca ancora un po’, certo. MA SOPRATTUTTO POTEVI CREDERGLI PERCHÉ NON AVEVI GUARDATO PER SEI MESI TUTTO QUELLO CHE AVEVA POSTATO SU UN CAZZO DI SOCIAL NETWORK.

In conclusione: cancellate, bloccate, dimenticate.

Che ai tempi dei social network gli amori sono più difficili da far partire, da mantenere e pure da chiudere.

 

133 pensieri su “Mollarsi ai Tempi di Facebook

  1. La prima cosa che faccio quando una storia è finita è cancellarne ogni traccia anche sui social. WhatsApp. Facebook… via tutti i collegamenti. Proprio per non cadere nella tentazione di fare quanto hai descritto.

  2. Sono totalmente d’accordo con quello che hai scritto, specie perche’ ci sono passata anche io (e ci sto ancora passando, ma con meno assiduita’ e un po’ di piu’ machicacchiosenefotte). Il bello e’ che io sono quella che ha lasciato lui dopo quasi 13 anni insieme e che aveva un pertugio, come dici tu, in cui ripararsi.. non staro’ tanto a perdere tempo dicendo che il pertugio e’ stato solo colui che mi ha fatto capire come la storia non andasse gia’ da un po’.

    La cosa piu’ dolorosa sono gli amici in comune (ndr: amici tuoi che poi ovviamente in 12 anni e un po’ sono diventati anche amici suoi) che nonostante dicano che non sia vero, che tu ti fai le paranoie, chiaramente si schierano.. e se poi tu te ne sei andata 6 anni fa dal tuo paesino per studiare/lavorare stigrancazzi, e’ stato bello conoscerti e ora ciao, welcome alla nuova ragazza. E se tu glielo fai notare, che ti senti esclusa, che ti sembra che loro si siano allontanati, che quando ci si vede (insieme col tuo nuovo ragazzo) sembra tutto un po’ forzato, loro per tutta risposta di dicono che sei gelosa del tuo ex e che non accetti che ora sia felice come una Pasqua con la nuova tipa. Cazzo, no! Non e’ vero!

    Sono incredibilmente riuscita a quasi uscirne del tutto senza bisogno di bloccare nessuno: forse e’ stato perche’ la nuova tipa che non aveva nessun setting della privacy su FB si e’ svegliata e l’ha messa 🙂 E in piu’ sono arrivata alla conclusione che e’ proprio vero che i veri sono quelli che ci sono anche se non li senti/vedi tutti i giorni.. con molta sofferenza l’ho capito anche io e ora sto abbastanza meglio.

    Scusa lo sfogo, ma stavolta mi sono sentita troppo presa dal tuo bellissimo articolo!

    Chiara

    1. Dunque cara, io penso che quando una storia finisce ci sia una fisiologica (e dolorosa) mutazione anche nelle relazioni sociali con i network di amici che si erano sovrapposti. e che questa cosa vada bene o male accettata, senza recriminare troppo e senza soffrirci oltremodo. Certo, all’inizio è strano. All’inizio lo noti, eccome. Solo che poi fa parte del gioco, della partita e della situazione.
      Ciò non significa che le persone speciali che hai incontrato e con cui ti sei condivisa siano perse per sempre. A volte sono solo fasi transitorie.

      L’importante è uscirne e tu ne sei uscita senza nemmeno bloccare nessuno: brava tu!
      🙂

  3. Concordo… da sempre ritengo fb quanto di più dannoso psicologicamente l uomo abbia inventato…”verità” supportata da foto e didascalie del qui e ora assunte a vita aeternum amen il più delle volte solo per autorassicurarsi oppure x tenere lontani (ahahah) eventuali elementi altri di possibile attacco allacoppia (questo solo se entriamo nel campo delle cosiddette relazioni amorose)…per il resto dovrebbe bastare il semplice fatto che fra le altre cose ti ritrovi anche profili validi di gente ormai purtroppo deceduta. Solite obiezioni: si ma è elemento utile per questo quello quell altro ..eh già…peccato non diano la patente per usarlo bene il fb. Ci vorrebbe uno studio serio sui danni che ha già provocato il fb…di ogni tipo…mmmhhhhh….che non convenga al…mercato?😊😈😊😈

    1. beh cara, io lo dico da tempo e senza sarcasmo che bisognerebbe educare all’uso dei social. certo, io generalmente mi riferisco ai ragazzini ma ho la sensazione che anche moltissimi adulti ne abbisognerebbero.
      quanto al resto, facebook, come tutte le cose, ha molti pro e molti contro. ciò che mi turba è la quasi totale inconsapevolezza dei “contro” che c’è in giro.
      al mercato conviene. soprattutto a zuckerberg. ma ormai ci siamo dentro, in un modo o nell’altro, quasi tutti 🙂

  4. Mi sono rivista in tutto quello che hai scritto e posso dire che io ho fatto anche di peggio, purtroppo. Quando lo stalker non basta più, inizia l’hackeraggio.

  5. io invece trovo sempre molto soddisfacente controllare su fb quanto è sfigato il mio ex, ovviamente senza mai iteragire né raccogliere provocazioni… ma l’ho mollato io e sono una brutta persona

  6. Ma sai che da quando ho chiuso il mio account facebook sto da dio?
    Cioè, ammetto che mi manca un po’ quell…..quella ILLUSIONE di poter stare sempre in contatto coi miei amici e di averne potenzialmente a centinaia, quella ILLUSIONE di… di “esserci di più”, quella ILLUSIONE di essere più partecipi e potenzialmente venire più informati.
    Ma in realtà…. è tutta una gran cagata.
    Che ,per di più, viene usata solo per gli scopi negativi e mai per i positivi.
    Io mi ero iscritto nella speranza di riuscire ad avere più comunicazione con i miei amici circa le uscite, le proposte, ecc. Invece non solo fb non viene mai usato per questo, ma addirittutra va finire che alcuni se ne risentono perchè vedono che tu sei sei andato con tizio piuttosto che con caio nel tal bar anzichè nel suo , ecc.
    Insomma è come aver inventato l’energia atomica ma anzichè usarla per la medicina viene usata per le bombe.

    Per quanto riguarda il dimenticare il passato….non ho esperienze dirette, perchè sono completamente impegnato dai tempi a.f. (anvanti-facebook) ma credo che in ogni epoca la cura migliore sia sempre tagliare i collegamenti il più possibile.

    1. Hai centrato in pieno quello che è anche il mio pensiero. Anch’io ho fatto un percorso (maremma come suona psichiatrica la cosa così…) praticamente identico al tuo.

      1. Ti dirò, mi sono creato un’altro account (con dati personali inventati) per scopi puramente pratici: alcune associazioni (motoclub, rifugi alpini, ecc) hanno come unico sito una pagina facebook!

        Non sono andato a cercare di nuovo gli amici, anche se fb ci prova continuamente, proponendomi persone che secondo lui conosco (e… dannato marchingegno, qualche volta c’azzecca, ma come fa?).

        Sta di fatto che m’è capitato di provare a dare di nuovo un’occhiata, ma subito sono fuggito come un ex-fumatore quando sente l’odore di fumo.
        Non è cambiato niente: solo frivolezze e frasi che denotano patologie psichiatriche.
        Dai un’occhiata a questo mio vecchio articolo:
        https://sognatorefallito.wordpress.com/2015/06/16/facebook-evidenzia-le-patologie-mentali/

    2. visto il tuo blog e letto l’articolo, grazie della segnalazione, tornerò con calma a leggere anche altro. Per i contenuti che hai postato tu sul post effettivamente si può parlare di follia e paranoie. Fortunatamente non è sempre così.

    3. ahahaha si si, facebook ha dato vita a moltissimi fraintendimenti e non sei il solo che conosco ad aver optato per una soluzione radicale come la chiusura del profilo.
      detto ciò: tagliare i collegamenti il più possibile è semplicemente diventato più difficile da quando siamo tutti iper-collegati.

  7. Quando ne mollo una la blocco/rimuovo io. Così elimino il 90% dei problemi (ci sono sempre amici in comune, ma dopo un po’ anche loro si scassano il cazzo di girarle le foto mie).

  8. Bloccare. Subito. O il prima possibile. Purtroppo è più facile a dirsi che a farsi, ma quando ci si arriva è davvero una liberazione. E togliere dal feed gli amici comuni. Anche un periodo di astinenza da Facebook non è affatto male, aiuta a ridimensionare la vita virtuale che a volte prende il sopravvento su quella reale.

  9. è stata una delle cose migliori che abbia fatto: togliere dagli amici il mio ex non appena c’è stato il patatrack per evitarmi congetture e pippe mentali che già mi ero fatta senza lesinare sul finire della storia.
    è tornato in questi giorni a bussare alla mia porta e da cose dette capisco che un po’ deve avermi spiata, per quanto io abbia un profilo abbastanza blindato.
    in passato non avevo avuto la stessa prontezza e lo stesso acume e ne ho pianto tutte le conseguenze, capendo solo dopo quanto sia mistificante la visione attraverso i social. è che quando ci sei dentro non lo capisci mai. spero di conservare questa lucidità semmai servisse per il futuro.

  10. Mah ….io sono “al di sopra” di tutto ciò, a parte LinkedIn (e un uso scarso di whatsapp) non sono presente su alcun social, e quindi le uniche informazioni reperibili in rete su di me sono quelle professionali.
    Però ai tempi di Splinder ebbi una relazione con una blogger, che dopo avermi brutalmente scaricato continuava a venirmi a leggere (vabbè, mi mandava anche messaggi notturni e deliranti) …..ora anche nel blog non entrò più in dettagli della mia vita personale e reale.
    Ribadisco la mia visione di trovare aberrante documentare e mettere in rete ogni singolo istante della propria vita.

  11. Concordo soprattutto sul fatto che feissbuk non ti dice tutto, ti da solo un’immagine patinata, quella che lui vuol far apparire e così fa ancora più male. Covare rancore non serve, a nessuno, tantomeno a chi soffre.
    Bloccare è la scelta migliore. Ad un certo punto il tempo avrà fatto il suo lavoro e tu ti dimenticherai che l’avevi bloccato. Semplicemente non yi sfiorerà neanche l’idea di voler sapere

  12. E infatti, ho cancellato e bloccato. Poi ho sbloccato, ma non sono andata neanche mezza volta a guardare il profilo. Perché finalmente ho smesso di farmi del male da sola. E chi ci tiene a vedere le loro foto sdolcinate al mare? Io no di certo.

  13. Dopo sette anni, non mesi, anni, da quando mi ha lasciato per Lei (con annessi commenti/foto/frasi/ ampiamente documentati su Facebook) lo incontro fuori dal mio posto di lavoro (che voglio dire che minchia ci fai lì?), mi chiede se convivo col mio attuale fidanzato, gli rispondo che stiamo valutando, gli chiedo se lui convive, mi dice di no.
    Il giorno dopo sulla HomePage di Facebook troneggiano le foto delle loro nozze.
    Ma la sensazione impagabile di commentare ‘auguri e figli maschi!’, ne vogliamo parlare?

    1. ODDIOMADONNA.
      vedi, la gente sta malissimo, oggettivamente.
      io fui avvisata mediante messaggio lunghissimo e stracciamutande, dall’ex medesimo, del fatto che si sarebbe sposato.
      mi ringraziava anche, perché facevo parte del percorso che l’aveva condotto a trovare il suo karma. il tutto farcito di “come te nessuna mai” – “non ti dimenticherò mai, per esempio di te ricordo questo, questo, questo, questo, mapperò non volevo sapessi da Facebook che mi ero sposato”.

      insomma, gentilissimo.

      1. La cosa bella è che, da aspirante avvocato quale sono, mi ritrovo a fantasticare sul momento in cui Lei verrà da me per chiedere la separazione perché Lui l’ha cornificata. So che lo farà.
        Bello sognare, eh?

  14. Fatto. Bloccato. Lui, lei, tutta la famiglia di lui e tutta la famiglia di lei, perché non volevo neppure rischiare di vedere commenti in giro!
    Ora sono passati 7 anni, lui e lei hanno fatto un figlio, io ho un compagno che mi sopporta, insomma passa il tempo e tutto appiana. Così li ho risbloccati e abbiamo amicizia su facebook, con lui, con lei, e con famigliari tutti.
    Così carini che ho messo un like alla loro foto insieme!
    A volte c’è pure l’happy end 🙂

  15. Shapò! (ammesso che si scrive così). Beh, a prescindere se “Quella” è di sinistra o di casa pound rimane il fatto che il pelo è uguale. Può cambiare il colore, essere biondo, rosso o nero, avercelo o non avercelo in stile brasiliano, ma rimane sempre uguale, ed è quella la cosa che attira maggiormente, a prescindere se Quella ascolta Bieber o Lady Gaga.
    A mio parere la tua amica potrebbe confortarsi pensando che tutto ciò che sta vivendo La Merda con Quella, non è altro che una riproposizione di una cosa già vissuto, di cui Giovanna è stata, e sarà per sempre, la prima persona ad averla provata. un pò come dire assaggiare una tavoletta di cioccolato fondente e dar da mangiare la stessa tavoletta ad un’altra persona…. Fa un pò schifo la cosa.

    1. tutto molto giusto ma quando giovanna incontrerà un nuovo uomo, che è stato in precedenza l’uomo di altre (quando non in contemporanea), non varrà forse la stessa storia della tavoletta?
      o meglio, non siamo tutti già delle tavolette già assaggiate e non consumate da qualcuno?

  16. Scagliarsi contro i social, in un contesto come questo, è fin troppo semplice.
    Il succo del discorso è che potere non equivale a dovere. Ora mi spiego.
    Il processo dell’abbandono è una delle prove più difficile che un essere umano è chiamato a sostenere. Non importa se causato da una relazione finita male o da un genitore non presente. Tutti noi abbiamo dovuto (o dovremmo) gestire un qualche tipo di abbandono. Detto questo, allora ne conviene che il processo che governa tutto l’iter per poter tornare di nuovo a sorridere (passatemi il romanticismo) è fatto da diversi step: l’abbandono, la metabolizzazione, l’accettazione ed infine il superamento. A parte il primo passo (che molte volte viviamo in maniera passiva accentando una volontà altrui), gli altri 3 step dipendono completamente da noi. E’ per questo, sempre a parer mio, che facciamo molta fatica a procedere lungo questa scaletta.
    Dicevo…potere contro dovere.
    E’ vero, facebook permette di monitorare vita-morte-miracoli di ogni persona. Ma Facebook non ci obbliga a farlo. Poterlo fare non è uguale a doverlo fare. Tornando alla tua amica, credo che consigliarle di bloccare l’ex possa essere completamente inutile in quanto troverebbe un altro metodo per rimanere in quel limbo dove non si vuole lasciar andare il passato e non si vuole procedere con il presente. Una sorta di “apatia-atemporale”…se mi si concede di inventare un termine per identificare quella fase transitoria in cui perdiamo la brocca, non capiamo più nulla e non abbiamo voglia di fare nulla se non struggerci ricordando i bei tempi andati dimenticandoci, in primis, che sono appunto andati. Facebook è solo uno strumento, non un mezzo. Per capirci: tutti noi abbiamo dei coltelli in casa ma non per questo andiamo in giro ad accoltellare la gente o li usiamo per tagliarci le vene.

    La cosa più difficile, quando termina una relazione, è rimanere calmi. L’immagine del cinghiale è bella e fa ben capire lo stato d’animo di una persona che si trova a dover gestire un cambiamento forzato: ci siamo passati tutti e tutti noi ricordiamo quelle sensazioni. Ma credo basti un bel respiro, dirsi nella maniera più sincera possibile che “non è più affar mio” ed aspettare che la propria mente ritrovi un suo equilibrio…possibilmente evitando di tirare un pippone lungo un chilometro ad ogni nostro amico/a nel mentre eh eh

    Brava, come sempre!

    1. uhm sì, ok, va bene. è ovvio che non è sufficiente bloccare una persona su Facebook e che questo è solo un piccolo passo, un modo per agevolarsi in un percorso molto più ampio e complesso.
      tuttavia, se sei a dieta, non ti compri i pan di stelle. se sei depresso e qualcuno ti vuole bene, i coltelli da casa te li toglie.
      e via discorrendo.
      ovviamente bisogna volerne uscire. ma non vedo perché non provare a semplificare il processo, eliminando alla radice il problema almeno nella sua forma digitale.
      esiste una ragione per non farlo? nun me pare 🙂

  17. Solo io non apro né aprivo il profilo de LaMerda perché ho l’ansia che mi scappi un like da qualche parte per sbaglio?
    Sì, sono un po’ psicopatica effettivamente.
    Comunque nelle rotture tendo ad essere lucida nella mia stessa mancanza di lucidità: rompe le palle alle amiche sì, mi struggo su canzoni/foto/ricordi sì. Ma mai perdere la calma. Non è mai morto nessuno, e per non vedere un profilo basta solo non aprirlo. Cedere alla propria debolezza il meno possibile concedendosi di essere deboli in maniera più “sana”, perché anche lì c’è modo e modo.
    Ti seguo con grande affetto Vagy, come sempre riesci ad esprimere meravigliosamente pensieri che faccio anch’io.

  18. Il fatto che lui consenta di vedere quello che fa, significa che vuole proprio così. E’ come mettere su una piaga sale e aceto per soffrire di più. Che lui abbia mille colpe è sicuro ma lei non cerca di cancellare quello che è stato e che non tornerà. Capisco che è dura ricordare tutti i momenti passati insieme ma è pacifico che quando la storia finisce se ne deve prendere atto.

  19. Io a volte mi domando se non avere un profilo FB sia visto con sospetto oppure no. Penso soprattutto a datori di lavoro o possibili relazioni sentimentali.

      1. ma non c’è nulla di spaventoso.
        è semplicemente la cultura che cambia e sì, quando selezioni qualcuno per un colloquio, guardi la sua pagina Facebook (cosa che molti che hanno il profilo infestato di foto da sbronzi dovrebbero imparare a capire).
        è una specie di elenco telefonico, con le dovute distinzioni.
        è la cultura che è cambiata.

      2. Attenzione, anche io facci controllare i profili di FB dei candidati ….e se cantano sul tavolo del ristorante in mutande non li convoco.
        Quello che trovo spaventoso e aberrante, è che mi si guardi con sospetto perché NON ho un profilo su FB, con l’idea che io abbia qualcosa da nascondere.

      3. giusto.. Ma è ovvio che la cosa ha del patologico. E devo dire che non so se ho riso di più quando ho visto una tizia che fa foto erotiche dichiarare amore al suo fidanzato 10 volte al giorno, o quella single eternamente ferita dall’ amore crudele- come tutte lo siamo state- che ostenta felicità e saggezza nella solitudine col contorno delle cosce. Scusate sono stronxa.

      1. Ma infatti. Lo sfogo ci sta, le polemiche pure..Ma la videocronaca della vita, le foto delle vacanze, sul cesso, con gli amici ( ?), con la neve, con l’ abitino nuovo o in costume o coi parenti no. no grazie. Mai è venuto qualcosa di buono dall’ ostentazione.. Tutte culo e tette abbondano in rete no? e parla una che ha la fissazione della lingerie e che lo specchio lo frequenta abbastanza.

  20. La volta scorsa hai scritto un post che mi ha toccato il cuore.
    Oggi hai scritto un post che mi ha fatto sorridere, e ridere (quella delle centinaia di cacate nello stesso cesso mi ha fatto anche riflettere su quanto brava io sia stata a pulirlo per anni e facendo pure la pendolare, un certo cesso in quel di Brescia,) ma sto anche riflettendo su ‘sti maledetti “soscial” che mó m’hanno rotto li cojoni, come ben dicono a Roma. Io sono un po’ fatta a modo mio. Da secoli ho il mio blog, da un paio d’anni sto su Facebook ma in realtà è come non ci fossi: bacheca blindatissima, pochisssimi amici e tutti in carne ed ossa, e poi scrivo veramente poco. Instagram invece mi piace molto così come Twitter. Quando ho lasciato il bipede bresciano causa relazione esaurita e comparsa all’orrizzonte della sua attuale metà sono stata da lui stalkerata in ogni modo, sputtanata perché l’avevo mollato a suo dire senza un perché. Non glie ne fregava una cippa dei “soscial” ma si è buttato a pesce su Twitter e Instagram a menare fendenti che, chi ci conosceva, sapeva bene a chi fossero diretti. Bipolare qual’è ancora, ogni tanto mi ritrovo ancora chiamata in causa, anche se l’uomo che conoscevo e amavo non c’è più.
    Era omofobo fino al midollo? Ora non perde occasione per pittare il suo profilo con l’arcobaleno. Ha cresciuto una figlia e convissuto con la moglie alzando troppo spesso le mani? Ora fa proclami contro la violenza di genere. Era razzista fino alla punta dei capelli? Adesso mette hashtag #againstracism che fanno vomitare chi lo conosce veramente. Non l’ho mai bloccato perché alla fine delle fini credo sia giusto non farlo, e anzi vedere quanto beceri e ridicoli si possa diventare pur di apparire presentabili, buoni, bravi e politically correct. E a quel punto si può perfino tirare un bel respiro di sollievo per lo scampato pericolo.

    1. Io a volte mi domando perché certi facciano tutta ‘sta fatica per crearsi un personaggio “social” e/o per rompere i coglioni al mondo intero.
      Poi mi bevo una birretta e mi dimentico la domanda…..

      1. E scusate chiudo qui ( mi è partito l’ invio nel commento precedente) il social per quanto mi riguarda serve a mettermi in contatto con persone che hanno i miei interessi o anzi che possano ampliare gli orizzonti, per condividere cose belle. Però davvero è una fatica cmq ..perchè si creano aspettative e cmq fb cerca di lucrare anche sulla mia paginetta culturale 😛

    2. e cara zia, anche tu hai ragione.
      è solo che prima di arrivare a vederli beceri e ridicoli (o mentre appaiono beceri e ridicoli), succede anche che ti ritorna su tutto ciò che di quella situazione non hai digerito, che raccatti too much information, e via discorrendo.
      e allora, se si può, perché non concedersi il lusso di non saperne più? di non guardarli neppure?
      i sosciàl meritano tante riflessioni, e hai ragione. e lo stalking non si limita a Facebook, anzi le vite su instagram sembrano pure più belle con tutti quei filtri 🙂
      un abbraccio
      v

      1. Ohh. applausi sempre al Fedi e a Dovesei.. Bisogna fare un uso oculato della tecnologia, certamente e anche io tifo per la sacralità della privacy.. Del resto, come già abbiamo constatato, è lecito dubitare di chi si fidanza a tempo di record dopo la fine di un legame non effimero .. E sono gli ominidi che spesso che scelgono le famose utilitarie – è il primo articolo tuo che ho letto Vagy e te ne sono grata :)-.. Come già dissi evidentemente tutti i miei amici fraterni- in-comune erano sciacalli.. e anche quella a cui avrei donato qualunque cosa, che era tornata ammantandosi di finta saggezza ( di neopsicologa- ve le raccomando). Spero di sputarle direttamente in faccia.. Vi voglio comunque far sollazzare un attimo, contemplando la saggezza del karma. Io ho cambiato del tutto ambiente e giro, per non incrociare nessuno. Purtroppo non mi sono potuta trasferire ancora e .. chi ti trovo in un locale ubicato a non più di 500 mt da dove abito ? trovo l’ ex musicista, il narcisista edipico, scaricato anche dall’ utilitaria che doveva finanziare la sua carriera musicale..E ci vuol poco a capire che non è più lui.. E’ proprio uno che ormai fa il dj nei locali fighetti e si traveste pure per la notorietà. il 38enne solo soletto si nasconde dietro una colonna tutta la sera per non salutarmi, anche perchè sono in compagnia del mio attuale fidanzato.. Anzi quando vado a meleggiarlo, finge un abbraccio che evito bruscamente .. Ma il meglio lo do’ nella mia filippica ( email ) ..che era doverosa considerando i suoi modi.. Naturalmente escogita un piano ridicolo perchè lui non può perdere così e ammettere di aver solo distrutto tutto quanto dentro e fuori di se’.. Mi trovo ad incontrare una conoscente comune di cui avevo stima.. ci prendo un caffe’ che mi va decisamente di traverso.. Questa neosposina mi fa una strana difesa di quell’ imbecille . Quello che scopro è che praticamente oltre a confortare chiunque possa fargli far carriera è che conforta quasi sicuramente anche il marito della neosposina.. Chiaramente la mossa finale ve la potete immaginare.

  21. Appena rientrata nel mondo dei blog, abbandonato per anni a causa di “devo fare mille cose, non voglio un impegno costante” come si fa dopo esser stati fidanzati da tanti anni…e insomma incappo nel tuo blog e, nello specifico, in questo post!
    Ti seguo, mi piace un sacco come scrivi e l’approccio con cui affronti i tuoi spunti riflessivi 🙂

  22. La donna con la quale ho cagato per anni nello stesso bagno, ha deciso di mollarmi tre settimane dopo la morte di mio padre. Aveva anche lei bisogno dei suoi spazi. Ovviamente ha detto “bisogno di spazi” per non dire che aveva un altro (un simpatico giovanotto meglio noto come “supplì con le gambe”). Non è stato facile e non lo è nemmeno adesso. L’ho vista passare dai concerti rock a quello di Emma Marrone, dai weekend in giro per il mondo a quelli a Ostia in mezzo ai bori (il VERO romano va al mare a Fregene, nrd), dai tacchi alle ballerine, dalla passione per i miei interessi, la mia barba ad il mio 1.92 m, a quella per un uomo sciapo, basso e più glabro di un neonato. Ho passato giornate intere ad aggiornare i social e a vedere come realizzava quelli che erano i nostri progetti con un altro. Adesso è anche incinta e chissà, magari gli darà uno dei nomi che avevamo deciso per i nostri figli, quando la sera fantasticavamo sul futuro. Ho pianto, ammorbato quella santa donna di mia madre, i miei e i suoi amici (che poi dopo anni erano diventati i “nostri”) poi ho finalmente bloccato tutti: lei, lui, la sua famiglia, amici, conoscenti e anche un paio di vicini di casa. Ovviamente un click sul tasto blocca non è una bacchetta magica, non cancella né la delusione né il dolore, ma è un piccolo passo avanti per riprendere in mano la propria vita. Occhio non vede cuore non duole. O meglio, duole un po’ di meno.

    Ps: in quanto a te Vaggì, ad ogni nuovo post penso “questo è il più bello di sempre” e poi puntualmente la settimana dopo mi smentisci!

    1. sante parole le tue, tutte.
      completamente.
      come la cosa di guardare i progetti comuni realizzarsi con un altro. o altra.
      tutto molto vero. tutto già vissuto.
      com’è vero che se l’occhio non vede il cuore duole di meno. non è che smette. ma duole meno.
      per il resto ti ringrazio ma ti faccio notare che dichiarare con questa specie di nonchalance la tua altezza, proprio qui, è un colpo basso. sappilo.

  23. Questo è uno dei motivi per cui odio e continuerò ad odiare facebook e tutti i social! Per fortuna ne faccio pochissimo uso e non sono una che ci scrive tutto, anche quando va in bagno.
    Una delle peggiori invenzioni di sempre, credo.
    Comunque bellissimo post, mi hai fatto ridere e sorridere dall’inizio alla fine nonostante in realtà l’argomento traspiri depressione da tutte le lettere…

  24. Sicuramente l’avvento dei social network ha cambiato (in peggio, anche secodo me) il nostro modo di relazionarci in generale. La quasi totale mancanza di privacy toglie quel pizzico di giusto mistero che ci vuole tra due persone…
    Sapere che amicizie femminili (o maschili) ha un partner ci rende inevitabilmente piú insicuri, e si corre appunto il rischio di passare giornate e nottate intere a ravanare ossessivamente il suo profilo alla ricerva di indizi di vere o potenziali corna…idem per whatsapp e affini. Passiamo il tempo a controllare le maledette spunte e se é o non é online e per quanto tempo, cosį ci facciamo dei mostruosi pipponi mentali che a volte non sono giustificati ma tante altre si… come diceva il vecchio volpone Andreotti “A pensare male si fa male ma a volte ci si azzecca”…
    Il lato positivo di tutto questo, se vogliamo, é che grazie ai suddetti social ci mettiamo molto meno tempo a capire con chi abbiamo a che fare….senza sapere nulla forse le storie durano di piu’ ma magari ci teniamo uno stronzo per anni e anni…
    Cosi almeno lo sappiamo subito ed evitiamo inutili perdite di tempo.
    Diverse mie storie/relazioni degli ultimi tempi sono state chiuse in tempi relativamente brevi grazie alle preziose informazioni che ho ricavato da fb…senza cui non avrei mai scoperto tresche, bugie e tutto il corollario di cose penose che certi soggetti fanno, pensando di non essere sgamati. Per dire, un volta un tizio mi ha detto “Sei la donna piu’ importante della mia vita” e lo stesso giorno, convinto di non essere beccato, ha scritto a una su facebook “Vorrei essere il tuo telefono per sentire il tocco della tua mano”.
    Il tutto sicuramente non é stato piacevole ma mi ha dato modo di allontanare tale individuo (e anche altri simili cazzoni) dalla mia vita.
    Baci 🙂

    1. “Vorrei essere il tuo telefono per sentire il tocco della tua mano” è tipo la versione soft del “Vorrei essere il tuo tampax” che il principe Carlo rifilò a Camilla. 😁

    2. ahahaahha un genio il tizio a cui fai riferimento.
      a questo punto rilancio con una domanda: e se prima magari queste situazioni fossero state meno frequenti? se, in altri termini, la disponibilità di mezzi che lasciano fermentare tresche, che le rendo facilissime, anche quando solo platoniche, avesse messo ulteriormente alla prova la trasparenza sulla quale i rapporti dovrebbero fondarsi.
      che poi oggi con questi strumenti, a tradire o simili, ci vuole davvero del talento, secondo me.

      1. Bella domanda… guarda Vagy, secondo le corna a questo mondo ci sono sempre state e un tempo forse Lamerda riusciva a gestire piu’ relazioni di nascosto…la cosa preoccupante é che oggi le corna sono soprattutto virtuali… ovevero spesso non sono nemmeno consumate nel reale, ma non per questo fanno meno male..insomma… oggi tradire é forse piú facile visti i numerosi mezzi ma é anche piú facile che uno si faccia beccare 😊

      2. Della serie…prima l uovo o la gallina??? Ahaahahah….l occasione rende ladri o il ladro non si fa sfuggire l occasione? Mah….fra cento anni tutta gente nuova…forse.😉

  25. Stessa storia della tua amica Giovanna. Dopo sei anni insieme mi lascia per la sua ex, tornata in pompa magna la scorsa estate tra i miei più o meno convinti tentativi di “esserle amica”, perché si sa, magari avevamo iniziato con il piede sbagliato. Lui nega ogni coinvolgimento, e io ci provo anche a credere, senonché…dopo cinque giorni che ci eravamo lasciati noi, lei molla il suo ragazzo di tre anni e sventola il suo status di single anche alla vecchia del forno sotto casa; dopo un mese iniziano a “starsi addosso” (is the new “scopano”?); dopo sei si mettono “ufficialmente fidanzati” sul mitico Facebook.
    Bloccato ovunque, come tu dici.
    Purtroppo nel mio caso mi scrive ancora sms strazianti in cui mi supplica di parlare per chiarire, che vuole starmi accanto, che se ho bisogno lui c’è. Nel mentre lui, o lei, o entrambi, mettono in giro voci sconclusionate sul mio essere “ancora innamorata”, con tanto di sguardi lacrimevoli e impietositi di amici in comune, o appuntamenti al buio per voltare pagina.
    Citando una simpatica vignetta, proverò a fare quanto mi ha consigliato il terapista: scrivere una lettera alla persona che mi ha ferita e subito dopo bruciarla. Va bene, ma della lettera cosa ne faccio?

    1. Se c’é una cosa che trovo insopportabile sono le persone che ti mollano e poi continuano a tampinarti con messaggi ecc…. ma che vogliono?
      Io la lettera non gliela metterei accesa nel serbatoio della macchina, ma proprio li’, in quel posto.

    2. aahahahaha non voglio istigarvi alla violenza.
      strappa la lettera. o se vuoi, conservala in un posto dove tu possa ritrovarla tra 10 anni facendo le pulizie e vedere quanta strada hai fatto da allora. t’abbraccio. e un giorno, quando sarai pronta, se lo vorrai, parla con lui. perché l’amore è una cosa strana, molto strana. e siamo strani anche noi. e a volte ci feriamo, ma non vuol dire necessariamente che non ci siamo amati.
      ti abbraccio

  26. Ho letto questo post quando è uscito, ho rimuginato. L’ho riletto, non ho commentato. L’ho riletto di nuovo e ora commento, anche se non so se lo leggerai. In qualsiasi caso, tutto verissimo.

    Non ho mai avuto il coraggio di fare un account vero su facebook, ma uno fasullo ce l’ho. Comunque. A gennaio ho cominciato a frequentare un tipo. E, causa relazioni passate andate male, avevo una paura matta e sono partita giá prevenuta che sarebbe stato un disastro. Ma tralasciamo questo particolare. Quando non ci vedevamo ancora da soli, parlando con un amico in comune disse che aveva tanto sofferto quando si era lasciato con l’ex,  raccontandolo come se questa “sofferenza” fosse durata secoli. Registrai l’informazione. Mi chiese da quanto fossi single e io dissi due anni. Ricambiai la domanda e disse “mesi”. Registrai l’informazione. Disse di non avere facebook, registrai l’informazione. Ci siamo frequentati per un mesetto, io ossessionata dalla mia paura e lui, presuntuoso, pensava di poterla abbattere. A un certo punto notai un suo allontanamento. E casualmente, lo trovai su facebook. Casualmente, circa un mese prima aveva mille foto tutto languido con una tipa. Casualmente una sera che dovevamo vederci con altri amici, non venne e lo beccai con quella tipa. Smisi di vederlo e sentirlo senza dare motivazioni. Passarono un paio di mesi e mi torturavo perché, anche se in cuor mio sapevo che ci fosse l’esistenza di un altro pertuso, facevo finta di non capire perché lui si fosse allontanato. Lo chiamai per chiarire. Disse che si era allontanato per quella storia della mia paura. Ricominciammo a vederci. Sparí nuovamente. Poi uscí “impegnato” e poi “fidanzato ufficialmente”. Non con me, ovviamente.

    Morale della favola:
    1) Sono assolutamente d’accordo sul fatto che sia utile eliminare tentazioni da stalker con gli ex. Coi miei ex ha funzionato benissimo.
    2) In questo mio caso particolare, facebook è stato particolarmente utile per avere indizi sul comportamento del maschio stronzo e per stare in guardia
    3) In questo mio caso particolare, non sto a parlare della razionalizzazione e degli attacchi d’ansia davanti a ogni aggiornamento. Forse meglio non sapere? Forse si forse no.

    1. sicuramente facebook può rendere più difficile raccontare menzogne o fare doppi giochi, senza dubbio.
      ma i professionisti, e in giro ce ne sono, sono più bravi e non stanno a farsi sgamare così facilmente ecco 🙂
      per il resto penso che, una volta appurato ciò che si voleva appurare, una volta registrata l’informazione cardine, sia opportuno procedere alla rimozione coatta e risparmiarsi il maggior numero possibile di ansie, quello sì.
      e mi auguro tu l’abbia fatto!

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