20 Segnali Allarmanti di una Frequentazione

Sono un po’ di giorni che medito su una lista di segnali allarmanti che bisogna rilevare all’inizio di una frequentazione con un tipo. Segnali che indicano il fatto che questo individuo potrebbe piacerti e potrebbe finire con l’interferire con la tua vita da single (perfettamente architettata e strutturata in anni di introspezione, masturbazione mentale e libera pugnetta in libero status).

Ora, prima che vi allarmiate: no, non mi sono fidanzata, accasata, sposata, trasformata in una zelante massaia che finalmente può entrare nel club delle sciure milanesi, no, stiamo tutti molto tranqui. Semplicemente, di recente, ho avuto modo di riflettere su questo tema e di tirare giù questo elenco di preoccupanti sintomi.

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  1. Hai perso il conto delle volte che l’hai visto. Ma dopo ogni appuntamento continui a fare un reportage a una ristrettissima selezione di amiche, spiegando loro quanto sia surreale frequentare una persona normale in un modo normale, con normalità, nel senso normale della parola normale. Sentirti a tuo agio. Parlarci. Riderci. Oziarci. A volte stare zitti. Il tutto puntualmente corredato da un appendice con tutte le cose carine che ha detto o fatto per te, e quelle che tu hai detto o fatto per lui.

2. Quando ci passi il tempo insieme abbandoni il tuo smartphone, ormai naturalizzata propaggine dei tuoi arti superiori e all’occorrenza inferiori. Inspiegabilmente. Per ore. Ore. Ore. Al punto che i tuoi amici iniziano a pensare di dover contattare la Polizia o la Sciarelli per appurare che fine tu abbia fatto. Quando riprendi il telefono in mano, trovi decine di notifiche tutte relative a messaggi il cui tenore è “Tesoro? Dove sei?” – “Che fine hai fatto?” – “Oh, tutto ok?” – “Non accedi da 6 ore, sono preoccupatissimo” – “Dammi notizie” e via discorrendo.

3. Dormi a casa sua. E lo fai dormire a casa tua.

4. Compri casualmente uno spazzolino nuovo che non ti serve, ma può sempre servire. Lo dai a lui. Lo lascia da te.

5. Per strada ti abbraccia e glielo lasci fare.

6. Ci limoni in pubblico anche se nutri una profonda idiosincrasia per quelli che limonano in pubblico.

7. Lo ascolti con interesse quando ti parla della sua famiglia.

8. Gli fai domande sul suo lavoro e (ciò è incredibile) presti attenzione alle risposte.

9. Ti viene voglia di cucinare per lui. A te. Che hai brevettato un metodo infallibile, economicamente disastroso e nutrizionalmente disturbato per non accendere MAI i fornelli.

10. Lo porti a un evento dove ci sono anche dei tuoi amici, di quelli che non ti vedono arrivare accompagnata a un evento da quando su Facebook si parlava ancora in terza persona.

11. Acconsenti ad andare a cena con i suoi amici, invece che con i tuoi. Ciò comporta che inizierai a fare tripli salti mortali con la tua agenda, a uscire in continuazione perché se c’è una cosa che il fondamentalismo single ti ha insegnato è che non esiste pene al mondo per il quale tu debba trascurare i tuoi amici. Il risultato sarà che diventerai un animale sociale, dissesterai le tue finanze essendo sempre in giro e sarai perennemente stanca. Ma quasi felice.

12. A letto vi abbracciate anche se ci sono quattromila gradi centigradi, e poi vi separate (perché ti prego, ci sono altri 30 centimetri dal tuo lato, per piacere vai). Ma nel corso della notte vi cercate altre dieci volte. Il ché significa che dormi di merda, ma è secondario.

13. Perdi il tuo (già precario) equilibrio intestinale perché non potresti mai fare la cacca a casa sua. Vorresti, sia chiaro. Ma non puoi. Il tuo intestino ha deciso che non s’ha da fare.

14. Addio all’uso delle pochette. Devi sempre portare in borsa un mini-beauty con le salviette struccanti, lo spazzolino da denti e una bustina con l’intimo di ricambio. Non lascerai volutamente nulla a casa sua perché purtroppo conosci a memoria Sex and the city e pensi che in ogni uomo esista un piccolo Mr. Big.

15. Uscite insieme anche se sei al primo giorno di ciclo. Lui lo sa e vuole vederti lo stesso.

16. Sbirci il vostro riflesso in tutte le vetrine/specchi/pozzanghere possibili. Pensi che sia strano. Pensi che sia bello. Vorresti avere una foto di voi insieme, ma è una roba da bimbiminchia quindi respingi il pensiero e, ti prego, siamo seri.

17. Non gli hai mai dato un pacco strategico, per tirartela. Non adotti particolari strategie. Non lasci strategicamente i messaggi con le doppie spunte blu senza risposta. Non scrivi troppo. Non ti agiti se non risponde lui.

18. Se qualcosa ti da fastidio, provi a spiegarlo con calma zen, senza essere precipitosa, o feroce, o contundente, o provocatoria, o inutilmente sarcastica. Non è detto che tu ci riesca, perché sei troppo abituata a essere tutte quelle cose lì. Ma ci provi e l’impegno qualcosa significa pure.

19. Inizi a usare delle voci imbarazzanti quando ci parli. Succede di rado, ma succede. E non succedeva da secoli. E tu cerchi tra i tuoi contatti il numero di Padre Karras affinché accorra prontamente a praticarti un esorcismo d’emergenza, così che tu possa tornare in te e smetterla di comportarti come una persona mentalmente danneggiata.

20. Last but not least: NON scrivi un post su di lui, spiegando chi è, com’è, quanti anni ha, cosa fa, di dov’è, dove l’hai conosciuto, quando, cosa e perché no, NON ti sei fidanzata, accasata, sposata, trasformata in una zelante massaia che finalmente può entrare nel club delle sciure milanesi, no, stiamo tutti molto tranqui. Forse ne scriverai, più avanti. Ma lo farai come quando si stampavano le fotografie dopo le vacanze.

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Era diverso, allora. Allora ci si godeva la vacanza e al massimo si scattava. Il resto veniva dopo. Non si perdeva tempo a selezionare, ritagliare, ritoccare, editare, pensare alla frase, scegliere gli hashtag, pubblicare, contare i like e rispondere ai commenti in tempo reale.

Prima si viveva e le fotografie si guardavano al rientro alla normalità.

Ecco, se ne scriverò, lo farò così. Al rientro alla normalità.

Per ora mi godo il viaggio. Il panorama. Il vento caldo. L’inaspettata serenità. Questa passeggera, e deliziosa, micro-felicità.

79 thoughts on “20 Segnali Allarmanti di una Frequentazione

  1. con me il punto 9 non vale molto perché mi capita di cucinare anche per i trombamici, coi fornelli e pure il forno acceso, ma credo sia per quel qualcosa di SUDicio che mi scorre nelle vene. così come per il punto 14, la mia borsa è normalmente una depandance dei miei 40 mq (è patologico, sì lo so).
    per tutto il resto, che dire, mi è salito un magone nostalgico che scansate proprio, nonostante io abbia guardia single piuttosto alta.
    e quindi buon viaggio, goditela tutta, fallo anche per me, che sorrido della tua micro-felicità (ad maiora!).

    1. non sai quanto invidio voi che c’avete il talento e la voglia di sfornellare. anche perché credo fermamente nel potere seduttivo di questa dote di cui sono tragicamente sprovvista. quanto al resto, guardia single assai alta anche per me. felicità istantanee. vi aggiornerò, al ritorno dalle vacanze 🙂
      un abbraccio!

  2. p.s. che è da un po’ che lo voglio scrivere: avevo iniziato a leggerti con diffidenza e un po’ di puzza sotto il naso. per fortuna non sono una che non cambia idea, a oggi questo è uno dei blog di cui aspetto il prossimo post per godere della lettura e per le discussioni che spesso nascono tra i commenti. mi sembrava giusto dirtelo.

  3. Mi piace!
    Ottima anche attitudine: sentirsi sempre un pó single, ma accogliere senza stress e ansie quanto di bello ci viene dato. E poi come dico sempre anche per me…se son rose fioriranno, se no, so che so stare bene anche da sola 👍😊. Ma la cosa piú fuca in assoluto é stare bene soli anche stando insieme. Baci

      1. Be si..a volte non c’é nemmeno bisogno di chiarirsi che le cose son chiare da sé e sappiamo giá cosa fare.. e comunque sia…l’importante é che sia stato un bel viaggio finché é durato 🙂 🙂

  4. Come disse mio padre al rientro dalla mia prima vacanza con il mio presente marito:” non hai postato foto,non hai scritto post,vuol dire che ti sei divertita,sei stata bene”
    Dopo due mesi abbiamo annunciato che ci sposavamo,ovviamente nel frattempo io mi sn fatta una settimana in completa singletudine a Londra e qualche giorno a Roma,sempre per il fatto che se stai bene cn una persona non vuol dire che ti stai accasando e via dicendo

  5. A chiunque sia colpito dalla stitichezza circostanziale: vi volevo segnalare che se non defecate, un probabile effetto collaterale è che vi puzzi l’alito… di deiezioni, almeno vagamente. Get over it! Aprite i rubinetti per creare sottofondi fuorvianti, portate i deodoranti per ambienti in borsa, mettete la musica a bomba fuori dal bagno o dentro il bagno, qualunque cosa, ma FATELA.

  6. Tutto, ma proprio tutto, così vero!!
    E per quanto riguarda il punto #14: dopo 6 mesi di “frequentazione” mi sono dimenticata a casa sua la maglietta che usavo per dormire (quel giusto connumbio di comodo e sexy). Caso vuole che mi abbia lasciata due giorni dopo…
    Sono quasi sicura che tanto la maglietta sia finita dietro al letto e stia facendo la muffa. Spero venga trovata dalla nuova “frequentazione”, di 16 anni più piccola di lui.

  7. “da quando su Facebook si parlava ancora in terza persona.” è uno dei modi più chiari che abbia letto per indicare il tempo che passa (quasi come “da quando si ricevevano trilli su msn)! 😉

  8. Un buon viaggio inizia prima di partire, solo così te lo potrai godere fino in fondo.
    Ed è quello che contiamo di fare io e la mia splendida compagna.
    Baci & abbracci.
    Alessandro

    P.S. Quei 20 segnali sono tutt’altro che allarmanti, anzi… 😉

  9. Se ti accasassi sarei felice per te.
    Ma non per me…tu sei un sostegno, virtuale, ma esistente. E’ come quando vai via da casa se vivi fuori. La tua vita può cambiare anche totalmente ma a casa deve rimanere tutto uguale. Io vorrei che la Vagi virtuale rimanesse sempre così, a darmi conforto nel suo status così simile al mio.
    Ma ovviamente Vagi é reale e le auguro ogni bene.

  10. L’unica cosa che non mi corrisponde è la cacca: se la devo fare la faccio anche a casa sua per il resto boh. Mi sento capita a pieno. 🙂

  11. E allora dove è il problema? Sarebbero gli uomini a dover porsi dieci punti per capire il pericolo che corrono vista la naturale ed inestabile essenza dei sentimenti delle donne, che oggi ti amano da morire ( o al meno cos’ dicono), e domani all’improvviso “si sentono diverse”.

  12. leggendo i 20 punti e la chiosa finale sul viaggio, dico solo che stai bene con lui. Poi se tutto finisce, amen. Almeno per un periodo sei stata bene con un compagno.
    Zelante massaia? Uhm! o si nasce oppure non si diventerà mai. Questo è l’esperienza di vita vissuta. Tu non mi smentirai.

  13. poi però finisce tutto… e finisce perchè più si diventa maturi più diventa diffiicile accettare compromessi col un portatore di pene che “affrancatosi” e diventa un figlio e cerca una mamma uguale alla sua

    1. non credo di aver capito bene il senso del tuo commento comunque sì, le relazioni prima o poi finiscono. sempre, dice ester viola in un libro che ho appena letto “tutti si lasciano, è solo questione di tempo”

  14. Fai bene. Goditi il momento senza ansia o aspettative e, soprattutto, fallo privatamente. In un’epoca il cui la condivisione é quasi obbligatoria, é importante riscoprire il piacere di una dimensione privata.

  15. Beh, ma quando lo troverai almeno informerai il tuo blog se l’hai trovato su Tinder o simili. Se non altro per quelli che sono ancora spaiati e devono decidere quanti giga prendere col piano tariffario.
    Comunque questa cosa della stitichezza sentimentalmente indotta sta diventando troppo intensa: eventualmente succedesse, la mia metà la vorrò con la colite…

  16. Quanto hai ragione!!! …commento solo oggi perchè sono una vigliacca schifosa… Avevo letto il tuo post appena prima delle mie vacanze e mi ci sono identificata da morire, quindi stamattina essendomi svegliata accanto a lui che ha dormito da me e mi ha abbracciata tutta la notte, ho deciso di tornare sul tuo blog e commentare. (eh si Vagy scusa ma mo ti ammorberò!) Pensa che ieri sera l’ho presentato alle mie due più care amiche e al mio migliore amico ed ora a te in modo virtuale.
    E poi cazzarola, il post su di lui l’ho scritto appena 4 giorni dopo averlo conosciuto!!!
    E’ preoccupante?
    Un bacione!

  17. Secondo me, su tutte, l’acquisto dello spazzolino è la chiave.

    E il lancio dello spazzolino, è la fine. Ma è premeditato, è frutto di una elaborazione. Dura un secondo, crea tanti pensieri. Ma è liberatorio.

  18. Ti leggo dalla Scozia, dove vivo ormai da anni, e ogni volta trasformi le mie pause dal dottorato di “5 minuti, 5 minuti”, in mezz’ore. Grazie per farci pensare, farci leggere cose di cui se no non si parla, e anche per le risate da pisciarsi addosso che mi faccio ogni volta, che bella cosa ridere in casa da sole! Buon viaggio, intanto!

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