Matrimoni: cosa pensiamo e NON diciamo

[Il seguente post contiene contenuti forti e sincerità esplicite. L’acidità non è stata censurata. Se ne sconsiglia la lettura a buonisti, fondamentalisti romantici, illusi e Pollyanne varie]    

Recentemente una mia amica si è sposata e non mi ha invitata al suo matrimonio. Non è che fosse proprio una mia amica stretta. Abbiamo lavorato insieme, fatto delle cene, qualche aperitivo, visto qualche puntata di X-Factor a casa sua, per carità. Uno di quei rapporti amichevoli normali, che tutti quanti intessiamo nella nostra quotidianità, basati su stima, simpatia, circostanza, non tantissimo di più e non molto di meno.

Un’altra amica in comune mi ha scritto che le spiaceva che non mi avesse invitata. Così ci ho pensato, ma mi sono accorta che io ero proprio serena, sollevata quasi. Tutt’altro che offesa. Tutt’altro che esclusa.

Ci ho pensato e ho capito che se non abbiamo un rapporto stretto, se non ti ho mai retto la fronte mentre vomitavi ubriaca, se non mi hai mai tenuto la porta del cesso o non mi hai mai prestato i fazzoletti per asciugare la pipì, se non mi ricordo come cazzo ti vestivi a 15 anni; se non sai il nome del più grande amore sbagliato della mia vita, se il tuo compleanno me lo deve ricordare Facebook, se non hai idea di come si chiamino i miei genitori; se il tuo fidanzato l’ho visto meno di 5 volte nella mia vita; se non ti ho mai consolata mentre piangevi perché non hai mai pianto davanti a me; se non siamo mai state almeno 3 ore a parlare e ridere da sole, se non abbiamo mai fatto una vacanza insieme, se ci sentiamo due volte all’anno, ebbene in tutti questi casi SE NON MI INVITI al tuo matrimonio, mi fai un favore enorme e io ti vorrò più bene di prima. Perché? Mò te lo spieco.

A me i matrimoni, di per sé, non piacciono, si può dire senza essere lapidati in pubblica piazza? Lo so, sono una persona brutta, morirò grassa e sola, e brucerò all’inferno, lo so. Ma non posso farci nulla. Vi giuro che ho provato a farmeli piacere, senza dubbio sono migliori dei funerali (come qualcuno mi ha suggerito) ma purtroppo mi fanno piuttosto cacare, e posso dire con certezza di non essere la sola (siamo un bel gruppo, diventeremo associazione, poi partito, vedrete).

Devo dunque essere estremamente motivata per affrontarli, devo volere MOLTO bene alle persone che si sposano, intendo proprio affetto, intendo una cosa che vada oltre la simpatia, la piacevolezza, l’etichetta, la politica, il network. Devono proprio essere miei amici e allora, per esempio, mi commuovo quando il padre scorta la sposa all’altare, mi commuovo quando i nubendi dicono cose tipo “prometto di prendermi cura di te sempre, nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia e blablabla“. A volte mi commuovo anche quando a fine ricevimento tagliano la torta a 12 piani e sono persino felice perché intorno ci sono tutti i miei amici e penso che forse queste sono le ultime occasioni nelle quali riusciamo a trovarci ancora tutti insieme, mentre viviamo sparsi per il mondo, ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso per i fatti suoi. E ciò è bello.

Ma, ripeto, vale per poche, pochissime persone. Viceversa, io i matrimoni li soffro. Assai (specialmente quando ne collezioni circa 10 nel giro di un triennio). Perché?

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1. I matrimoni costano. Assai. Troppo. A tutti. Agli sposi e agli invitati. Richiedono spesso e volentieri che tu debba spostarti in un’altra città, fare un weekend fuori (durante il quale ci sarà la cerimonia), pagare un volo aereo, gli spostamenti annessi e connessi, la notte in hotel, fare il regalo, andare dal parrucchiere e ovviamente comprare il vestito, le scarpe, la borsa, gli accessori, fare la manicure e la pedicure.

2. Riciclare i vestiti è problematico, nell’era dei social network in cui le foto di tutti i matrimoni infognano le timeline da maggio a settembre senza soluzione di continuità. Bisogna variare. Non sta bene.

3. Il regalo. Io capisco che non abbiamo più bisogno dei servizi della Regina Elisabetta e della Porcellana di Boemia, ma raga qualcuno deve dirvelo quanto sia di pessimo gusto ricevere un invito accompagnato da un IBAN. Certo, voi direte: come si fa? C’avete ragione. Ma se il concept del matrimonio contemporaneo è questo, sappiate che non è elegante. Ovvio è che da qualche parte questo conto corrente ce lo dovete pure indicare, quindi in alternativa ci sono i siti web che raccontano la vostra storia, il vostro sogno, il viaggio che vi regaliamo (o insomma le coordinate per ripagare, almeno in parte, i costi del sontuoso ricevimento).

4. Ai matrimoni si soffre. Fisicamente, si soffre. Le donne soffrono perché sono su trampoli insensati per i quali già a metà della cerimonia, a fare alzati-e-siedi-alzati-e-siedi-scambiatevi-un-segno-di-pace non ne possono più. E gli uomini, i poveri uomini, perché squamano come carogne putrefatte all’Equatore, con il vestito, la camicia e la cravatta in una Chiesa d’estate.

5. A questo proposito: conoscete gli sposi da 2 anni, 5 anni, 10 anni, 15…vent’anni e non li avete MAI visti o sentiti andare a messa. MAI cazzo. Manco per sbaglio. Mai dire una cosa anche solo vagamente cattolica. Ovviamente, tuttavia, a ridosso delle nozze essi ti guardano e ti dicono: “No ma io credo in Dio”, aspettandosi che tu ci creda perché, in fondo, la fede è un fatto privato, come il meteorismo. Tu annuisci e dici “Certo”, accettando tacitamente quel lieve imbarazzo che si crea. Che, per inciso, a me non cambia nulla se vi sposate in Chiesa perché così vuole la mamma che paga il ricevimento, o perché in Chiesa è più suggestivo. Figurati se non capisco l’importanza della location, i fiori, l’organo, il teatrino, un celibe canuto che vi spiega il senso più profondo del matrimonio, attraverso la parabola di una religione che non praticate da quando avete fatto la Prima Comunione.

6. I matrimoni sono noiosi. Sono mortalmente noiosi. Quasi tutti (state calmi, ho detto “QUASI“). Lenti, formali e con un velato sapore nostalgico, un’aria da “siamo diventati vecchi”. Ve lo giuro che non sono divertenti. Non lo sono neppure quando pensate che lo siano. Di norma ai matrimoni non c’è Martina Stella, né Marco Cocci. E neppure Stefano Accorsi. E manco Santamaria o Pasotti, che quando il livello di disperazione sale pure Pasotti va bene. E noi, invitati sotto la meno-andropausa, non vediamo l’ora che arrivi la fine della festa, il salvifico momento dell’open bar, in cui finalmente possiamo ubriacarci, toglierci le scarpe e ballare. Eh lo so, costa assai un matrimonio, mò vogliamo pure l’open bar? Ma certo: no alle bomboniere, sì al gin tonic.

7. Dai matrimoni torni facilmente stremato. Fisicamente, come detto (l’illusione che la messa alle 16 del pomeriggio di agosto sia una passeggiata, è per l’appunto un’illusione, perché ok che non sei tutto ingiuppinato dalla mattina alle 10, ma ci sono comunque 8 milioni di gradi centigradi lì fuori e tu non sei esattamente in shorts e infradito). Ma anche emotivamente (fatta eccezione per gli unici 2 invitati, su 150, che ciulano, che – di solito – sono il testimone single e l’invitata più bella, che non sei tu). Di base, se sei in coppia pensi che non sei ancora sposato, che forse dovresti anche tu, che perché lui a te ancora non lo chiede? Se sei single, lasciamo perdere, puoi al massimo appellarti alle statistiche sui divorzi o agli studi sulla sessualità delle coppie coniugate, poi sentirti una persona orrenda, struccarti e andare a dormire. Se sei sposato da anni probabilmente pensi: perché lo fate, disperati ragazzi miei. Se sei gay e sei single non hai nemmeno più la scusa che non puoi sposarti perché non si può. Ora puoi, anche se non è proprio-proprio matrimonio. Quindi vieni qui fratello, dammi il cinque.

8. In compenso è rarissimo cuccare ai matrimoni per il fatto molto semplice che gli uomini sono tutti accoppiati, oppure in Sindrome da Branco per cui il loro unico intento è bere, urtare il bicchiere con il coltello, fare i cazzoni. E beati loro, sia chiaro, che almeno forse un poco si divertono. Di sicuro non mirano a broccolare normo-donne tirate a lucido e sul depresso-andante, che, salvo che non siano Kasia Smutniak, si sentiranno più invisibili dei neutrini.

9. Il lancio del bouquet, mioddio, è una delle espressioni più retrograde e misogine di tutta la manfrina nuziale, per quanto mi riguarda. Donne che s’accapigliano per prenderlo, donne che lo evitano manco fosse un piccione orbo con la diarrea che s’avventa su di loro. Se sei single, inutile dirlo, il fatto di doverti disporre — solo in quanto portatrice di vagina — in mezzo a quelle che si sposeranno prossimamente – laddove il tuo matrimonio con Mr. Invisible è dato 100 a 1 alla Snai – è disturbante quanto una sodomia non consenziente.

10. C’è talmente tanta gente, ai matrimoni, che è impossibile godersi gli sposi, che devono giustamente stare dietro a tutto il baraccone e omaggiare a turno gli ospiti. Quindi ti fai questo supplizio per i tuoi amici, che a stento incrocerai per 10 minuti nell’intera giornata.

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E solo questo può edificare l’ultimo, scottante tema, ovvero l’addio al nubilato, e cioè il fatto che per lo meno ti godi la sposa in un contesto più raccolto e informale rispetto alle nozze. Addio al nubilato, che tuttavia è diventato la definitiva espressione turbo-sentimentale del capitalismo. Un’aberrazione totale per la quale nel giro di pochi anni siamo passati dalla pizzella tutta al femminile, a se-non-vai-come-minimo-a-fare-un-weekend-a-Formentera per festeggiare il fatto che un’altra ha trovato marito (un’altra, non tu!!!) non sei nessuno. Oppure possiamo restare in zona e andare alla Spa, fare il percorso benessere, il massaggio, la cena tutte insieme al ristorante argentino, e poi andare a ballare (che praticamente, a Milano, spendi tanto quanto andare a Barcellona. e non c’è nemmeno Gaudì). In alternativa, puoi andare in giro vestita come una deficiente, insieme ad altre vestite come delle deficienti. E sì, prima che le addioalnubilato-planner di tutto il mondo si rivoltino nelle loro t-shirt fosforescenti, e nei loro giochi a tema, e nei loro gadget a forma di cazzo, io sono felice se voi vi divertite a fare queste robe. Semplicemente, io non mi diverto.

Tutto questo per dire che tutta questa menata dei matrimoni posso sopportarla se il tuo fidanzato mi ha retto la fronte mentre vomitavo ubriaca, se ti ho prestato innumerevoli fazzoletti per asciugare la pipì e se mi hai tenuto la porta del cesso. Se posso prenderti per il culo perché a 15 anni indossavi le camicie di flanella e se ti ricordi che quando mi hai conosciuta avevo la borsa della Phard e il monociglio. Se sai il nome del più grande amore sbagliato della mia vita, se ci siamo scambiate le scarpe e prestate i vestiti, se il tuo compleanno me lo ricordo a memoria da 15 anni, se i tuoi genitori mi hanno vista crescere, se con il tuo fidanzato ci ho chiacchierato per ore e per ore ci ho riso. Se sono passata a prenderti in macchina decine di volte e decine di volte ti ho aspettata perché non eri pronta mai. Se ti ho consolata mentre piangevi, tutte le volte che mi hai pianto davanti. Se hai risposto alle mie telefonate alle 3 di notte mentre stavo sbroccando per qualche stronzo della mia vita. Se abbiamo fatto le vacanze insieme, e visto le giornate finire e ricominciare, all’alba, sulla spiaggia. Se mi ricordo quanto eri pesante quando a scuola non prendevi un voto abbastanza alto, e mi ammorbavi per tutto il tragitto della Circolare Rossa, mentre tornavamo a casa. Se abbiamo fumato insieme le prime sigarette. Se ho imparato a capire i tuoi silenzi. Se ci siamo allontanate e riavvicinate. Se siamo andate insieme al primo Heineken Jammin Festival. Se abbiamo perso il conto dei capodanni, dei ferragosti, dei festini, delle partite a carte, degli arrosti di carne, dei limoni e delle vodke al limone, dei giri in motorino, delle nottate in villa a parlare. D’inverno e d’estate.

Se tutto questo è successo, farai bene a invitarmi e io l’ennesimo matrimonio me l’accollerò. E non sarò cattiva, lo prometto. Anche se i matrimoni mi fanno cacare. Ma sarò felice, sinceramente, per te. Lo sarò del fatto che ami un uomo, che ti ama a sua volta, e che insieme state facendo una scelta coraggiosa, come giurarvi eterni amore e fedeltà.

E se poi un giorno dovessi mai sposarmi con un ricevimento ultra-tradizionale e barocco, con i colombi che volano, i petali di rosa, i fuochi d’artificio, il velo in testa, lo strascico di 6 metri, in Chiesa, dal mattino alla notte, senza open-bar, con le bomboniere, ecco giuro che chiederò ammenda per questo post.

Al momento preferisco fantasticare sul mio non-matrimonio, che sarà una festa, dove ci sarà tanto alcol, e della buona musica, e la piscina per tuffarsi di notte. Delle friselle. Delle bombette di Martina Franca arrostite. Formaggi freschi. Frutta. Gelato. Del digestivo. Gli amari. Le stelle. I grilli che canteranno. Le scarpe basse. Raffaella Carrà e Donatella Rettore, perché lo sapete che ci saranno. E gli amici, quelli veri. E i parenti, quelli stretti.

E poi verrà l’alba. E io e il mio non-marito ci chiederemo, abbracciati sotto un plaid umido, su una sdraio umida, mentre il cielo si tingerà di striature tra il rosa e l’arancio: “Chissà se si sono divertiti”. E voialtri sparlerete del nostro non-matrimonio. Ma noi saremo felici lo stesso e forse questo è ciò che alla fine importa.

Che siate felici. Insieme.

121 thoughts on “Matrimoni: cosa pensiamo e NON diciamo

  1. Beh…che dire…hai detto tutto tu e per quanto mi riguarda concordo al 100%, ma proprio su tutto quanto, dalla noia della quasi totalitá di essi alla possibile futura organizzazione matrimoniale che farebbe storcere il naso a più di qualcuno. Ce ne sarebbero di discorsi da fare sull’argomento ma penso che tu abbia fatto un semplice quanto esaustivo sunto. Ti stimo.

  2. Dammi il cinque! Mi toccherà un matrimonio il 28 dicembre…si hai letto bene! E conoscerò solo un invitata e gli sposi e sarà un matrimonio sud style in pieno nord con duecento invitati e già sarò reduce dal natale in famiglia e dovrò seguire anche questo. Voglio morite. Ah, ovviamente in chiesa.

    1. io consiglio un mese di puro detox per prepararsi alla combo pasti natalizi + matrimonio.
      questo è un altro tema: coloro che pensano di rendere più comodo il matrimonio piantandolo a ridosso delle feste o dei ponti estivi, senza considerare che in realtà no, non è esattamente così 😀

      1. Ma infatti il piano è digiuno dall immacolata a natale poi dal 26 mattina al 28 e di nuovo sino al cenone. Ovviamente dal primo pane e acqua ma il pane soli a gg alterni (e di nuovo: che c###o metto il 28 dicembre? !)

  3. Posso solo dire che l’openwifi Milano non va un cazzo, che al parco di piazzale Cuoco è strapieno di tigri volanti.
    Ma.
    Quando ho intuito l’accoppiata meteorismo/fede ho sboccato il cornetto algida dal ridere.
    Questo non è il commento, il commento seguirà.
    Per dire eh.

  4. T R O P P O V E R O !
    il modo “canonico” di celebrare i matrimoni è frutto antico delle più patetiche concezioni borghesi sul vivere comune (e non scevro da retaggi primitivi se non proprio trogloditi in spessi casi, specie qui al sud).
    Preferisco quelli celebrati da un finto Elvis Presley a Las Vegas, sono meno farlocchi.
    Dovrebbero essere feste di amore e condivisione, non fiere, sagre o sfilate.

  5. 1) I matrimoni costano perchè le aziende ci lucrano sopra. Un vestito che, ad occhio e croce costerebbe non più di 200 euro te lo pioppano a 2500 euro, senza scarpe ne velo.
    2) Chi se ne frega del vestito riciclato. i soldi sono i miei e preferisco indossare un vestito più volte con dignità che non grattarmi la testa per vedere come pagare l’ultimo capo di alta moda da sfoggiare per l’invidia dei parenti.
    3) Il regalo. Niente IBAN, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere motivazioni sulla presenza di quella cifra sul conto personale. Meglio la bustarella con tanto di nome e cognome. Fa molto retrò.
    4) Ai matrimoni si soffre. Purtroppo. Ma più di tutti la sposa. 5 chili di vestito addosso non sono una passeggiata. Se la sposa vuole qualcosa di leggero farebbe meglio a buttarsi su della lingerie. Gli abiti da sposa leggeri sono alla stregua di una camicia da notte.
    5) Io in Chiesa ci vado tutt’ora. Si, per criticare la politica italiana assieme alle amiche della “domenica della parrocchia”. E’ fede questa? 🙂
    6) Sono noiosi ma da ultimo si stanno rivoluzionando. Basta avere un pò di inventiva per ottenere un bel risultato che coinvolga grandi e piccoli.
    7) Si, concordo. Torni stremato, con il ventre gonfio (dopo che cacci i soldi della busta vuoi almeno mangiare decentemente senza tornare a stomaco vuoto?), i piedi fracassati, le orecchie tappate e una gran voglia di sbottonare la camicia e finalmente emettere un pò d’aria.
    8) Cuccare…. Beh se è il matrimonio di un/a parente che cucco, mio cugino? Mio zio? Ah, no, dimenticavo il dj e l’animatore. Perennemente ultra cinquant’enni (costano meno).
    9) Il lancio del bouquet. Vedo che non hai mai assistito al taglio della cravatta. Ancor peggio.
    10) Forse gli sposi non godono appieno quel giorno. Tra acconciature, foto, prove e riprove, giro dei tavoli, brindisi con il prozio americano e la protocuginetta che regge il velo non credo che riescano neanche a gustarsi il sorbetto di metà menù.

    In compenso. A parte ciò credo che il matrimonio, che sia esso civile o religioso, debba essere preso sul serio. Solo così la cerimonia, più che un’investimento, sarà considerata un lieto evento.

    P.S. Hai parlato di addio al nubilato. Mai sentito dire della spaghettata di mezzanotte da fare A CASA DEGLI SPOSI in modo da impedire loro di trascorrere la prima notte di nozze?

    1. ahahahah ma sei preparatissima sull’argomento!
      dunque, no, mai spaghettata, mai taglio della cravatta, sì lancio della giarrettiera di cui non ho fatto menzione, cuccare se è matrimonio di amici dovrebbe essere possibile e volendo anche dei parenti, che a loro volta inviteranno degli amici, si presume (solo che saranno in buona parte sposati anch’essi).
      infine, sarò retrò, ma anche io preferivo la cara vecchia busta, che faceva tanto entroterra borbonico 😀

      1. Rigorosamente firmata!!!! Ah la spaghettata… Forse ho dimenticato di dire che la sposa è obbligata a cucinare con addosso l’abito bianco!!!!

  6. Se chi non regge i matrimoni brucerà tra le fiamme dell’inferno, allora ho idea che saremo in parecchi laggiù, e farà ancora più caldo del previsto. Magari ci si organizza pure una grigliata.
    E condivido tutto ma proprio tutto.
    Detto ciò, non ho mai pensato al matrimonio neanche nei momenti più alti, però se avessi deciso di farlo sarebbe stato proprio come il tuo non-matrimonio, con la variante del camioncino dei panini con la porchetta portato sul posto a disposizione degli ospiti, birra e cocktail come se piovesse.

  7. Pienamente d’accordo con te xD Ho partecipato ad un unico matrimonio, quello di mio fratello… ed a più o meno trenta minuti volevo già morire. Un caldo d’inferno (ovviamente cerimonia estiva), le scarpe scomodissime, la ghiaia sotto i tacchi, il fango in cui affondavano i tacchi, le zanzare, un’ora e passa di cerimonia passata in piedi sotto il sole cocente, un rinfresco che porca miseria facevo meglio io senza chiamare il catering, il pranzo anche peggio, una torta indecente… e le maledettissime foto e gli odiosissimi invitati che non rivedrò mai più nella vita ma ugualmente dovevano venire a conoscermi perché boh, è tradizione. E non parliamo dei balli di gruppo… e di un meteorite che ha cercato di sedermisi addosso. Ecco perché quando mi sposerò sarà in comune, io e il mio fidanzato, qualche amico e parente… e poi via di cena in trattoria.

    1. io ti approvo totalmente questo format!
      e brava, brava, hai sollevato un altro punto: IL SUOLO AI MATRIMONI NON è MAI NORMALE. cioè hai i super tacchi e devi sopravvivere sui ciottoli, sul prato, che diventa fango se per caso pioviggina o è umido…
      sì, insomma, ci siamo capite…

      1. Ahah infatti xD Allucinante. Sembra quasi una gara a chi rende la vita più complicata agli ospiti.

  8. Sfondi una porta aperta. Già io, avendo una certa, i matrimoni li reggo poco, e alla fine penso siano una sorta di sagra dove spesso si finisce col rompersi i maroni pur cercando di dare il meglio di sè, ma io sono in quella fase della vita in cui o ci si è già risposati (in punta di piedi,) o si convive serenamente senza bisogno di proclami.
    Mia figlia invece è in Scozia, dove un paio di mesi fa si è trovata un moroso, ovviamente scozzese, e ieri ha partecipato al matrimonio del dilui fratello. Breve cronistoria: quando ha detto “vengo in chiesa” l’hanno guardata come una marziana perché a quanto pare il rito è una cosa privatissima tra sposi, testimoni, damigelle di rayon vestite, parenti stretti. Dopo la cerimonia è stata appioppata a dei vicini di casa dei suoceri, che avevano figlie della sua età, perché anche il pranzo è faccenda molto privata fra sposi, testimoni, familiari degli sposi (tra i quali ovviamente c’era pure il moroso scottish) e pochi altri eletti, ma non è stato proprio possibile aggiungere un coperto in più, così la mia imbarazzatissima pargola ha trascorso il pomeriggio assieme a delle sosia di Adele, sentendosi in imbarazzo perché era l’unica senza cappellino e senza ciglia finte. Alle 8 di sera finalmente la festa for all, dove si è scatenata in balli con signori sessantenni perché a quanto pare non è molto facile interfacciarsi coi coetanei di lassù.
    A questo punto, pur essendo io allergica ai matrimoni intesi anche come festa conunitaria in sè, mi sento solo di dire una cosa: VIVA L’ITALIA. Saremo dei cazzari ma almeno siamo friendly.
    Ciao Vagy tesoro.

    1. Cara co-zia
      Anzi tutto, io ai matrimoni dei “conoscenti” trovo sempre modo per declinare gentilmente (ma con fermezza) l’invito. E per conoscenti intendo anche i parenti della “fidanzata” (diverso è per quelli della moglie di turno, impossibili da evitare salvo rompersi di proposito una gamba il giorno prima).
      Non me la sento di sprecare il mio poco tempo per persone di cui francamente non mi interessa nulla, e poi temo di diventare come Enzo Miccio (non gay, sia chiaro) e criticare ogni singolo aspetto della cerimonia.
      Sull’essere più friendly concordo …..da single ai rari matrimoni ho (quasi) sempre “cuccato” (e non solo la nonna della sposa……)

    2. ahahah cara zia, la tua pargola sta facendo un sacco di esperienze assai formative lassù. incluso il matrimonio scottish. senza cappellino e ciglia finte sarà stata sicuramente la più bella e la più elegante. e mi unisco alla tua causa. almeno qua in italia, se al matrimonio ci vai col moroso, non vieni seduta altrove in mezzo a sconosciute a caso. viva l’Italia 😀

  9. Due matrimoni, rigorosamente con rito civile (ed officiati da due amici sindaci ….sarà che gli amici sindaci portano sfiga?). E a quelli degli altri non entro in chiesa, di solito trovo il prete sulla porta che mi dice “no, tu no”.

    Però al matrimonio di una mia amica, fuori Milano, la sera prima in albergo ho “dormito” con un’ invitata molto “easy” 😁

  10. Leggendo i commenti mi rendo conto che i matrimoni a cui partecipa la maggioranza della gente sono veramente da suicidio. Ho partecipato a circa una decina di matrimoni negli ultimi diciamo 6 anni… tutti matrimoni di amici davvero cari e mi sono non divertita, di più! C’è da dire che erano matrimoni di ragazzi giovani quindi magari con più inventiva per quel che riguarda l’intrattenimento, ma davvero ben organizzati in modo da far divertire gli invitati e far passare un momento piacevole perché alla fine il ricevimento di matrimonio dovrebbe essere una festa allegra, non un banale pranzo con ottocento portate giusto per fare ostentazione.

    Vagy mi dispiace che tu non abbia mai assistito a un matrimonio come si deve!!!

  11. Cara Vagy, volevo quotare qua e lá ma il commento sarebbe stato lungo un chilometro. Ma ti quoto idealmente tutta. 🙂
    In uno di quei canali che ora non ricordo…Real Time credo, c’é un format che si chiama se non sbaglio “Il Boss dei natrimoni”…in pratica un tizio che possiede un castello alle porte di Napoli dove la gente va a farsi il matrimonio “principesco”…non ti sto a dire le risate che mi faccio ogni volta. 🙂
    Eppure per molte persone “il matrimonio” é quello: l’arrivo in carrozza, lo strascico di mezzo chilometro, i fuochi artificiali, le signore vestire di rosa confetto o celestino con cappelli a falde larghe e traballanti sui tacchi, il dj neomelodico che fa piangere (in tutti i sensi) ….ecc ecc.
    Ma mi piace molto di piú il tuo non-matrimonio, con le burratine da mangiare con le dita e tanta allegria, le lucciole sul prato a farlo sembrare un cielo di stelle e il vento di mare tra i capelli sciolti. Non ti ho mai vista di persona e quindi non mi inviterai mai (grazie sin d’ora per i mille euro che mi farai risparmiare tra vestito, scarpe, aereo e regalo in argenteria) , ma ci saró lo stesso con il pensiero. :*****

    1. tesoro caro, per ora dobbiamo trovare la materia prima.
      quando c’è quella lo organizzo per bene, il non-matrimonio! 😀
      quanto alle cerimonie pomposissime, ricordiamo le statistiche sui matrimoni.
      cioè ma investiteli dopo 10 anni tutti quei soldi, che poi vi mollate dopo un biennio ed è stato uno spreco insensato di capitale 😀
      ti abbraccio :*

  12. Concordo con ogni sillaba, ogni pensiero, ogni virgola! Probabilmente questo fa di me una persona orribile, ma devo anche ammettere che la cosa che piu’ mi “scoccia” dei matrimoni sia il fatto che -a mio avviso- siano dei concentrati potentissimi di egoismo e auto-celebrazione. Centinaia di persone ad applaudire, celebrare, pagare fior di soldi, sfacchinare, sudare, ascoltare musica di merda… in onore di due che han deciso di dire al mondo che LORO CIULANO? Ma perche’? Io non son sposata e mai mi sposero’, e la ragione principale e’ davvero che quasi mi vergognerei di chiedere a familiari e amici di investire una preziosa giornata e spendere soldi (che ultimamente non ci sono mai)… per cosa? Perche’ io e il mio compagno ci vogliamo bene e vogliamo farlo sapere a tutti? E vogliamo che tutti ci guardino mentre ci limoniamo?

    1. ahahaah ma sai, secondo me può esserci anche un senso nell’idea di fare una festa da condividere con le persone care, per celebrare due persone che scelgono di sposarsi, che il matrimonio di per sé non è una cosa light, cioè è un contratto vero e proprio, alquanto vincolante, e quindi io riconosco che possa esserci un motivo per condividere quella che si presume essere una gioia con amici e parenti.
      il punto, come sempre, è il come.
      e il concept mainstream, dobbiamo dirlo, non è questo granché.

  13. A parte la sodomia che sarebbe CONSENSUALE e non CONSENZIENTE, capisco che in generale una festa pomposa (fosse anche quella dei 18 anni), se è di qualcuno a cui non teniamo, la viviamo come una noia mortale. Io mi sono sposata (non in chiesa, quindi in 15 minuti liberi tutti e via a magna’), ma fatico comunque ai matrimoni dei conoscenti.
    Di certo comunque una disposizione d’animo diversa può aiutare a non desiderare di darsi la morte impalandosi su una scultura di ghiaccio 🙂

  14. Tranquilla, per gli uomini sono pure peggio. Sai che divertimento picchiare il coltello sul bicchiere e urlare ‘evviva gli sposiiii’ quando tu al poverino l’avevi gettato nel naviglio pavese e solo il saluto che gli rivolgi fuori da quel circo è qualcosa che la nonna Assunta e la zia Concetta non vorrebbero mai sentire.

  15. che dire, tutto quello che scrivi è pura e sacrosanta verità.
    Nei miei 29 anni di beata singletudine mi sono sorbita forse un centinaio di matrimoni, tra parenti, amici, conoscenti, sconosciuti e chi più ne ha più ne metta. però ti dirò che ho sempre cercato di trovarci qualcosa di positivo, tipo il cibo, la festa, l’openbar e cose così ma ahimè molto spesso il tutto era solo una noiosissima palla che doveva rispecchiare canoni di “divertimento” del 1900 probabilmente…

    Detto questo, ad un certo punto, inaspettatamente mi sono fidanzata pure io così allergica ai legami e quando io e il mio ragazzo abbiamo deciso di sposarci abbiamo subito avuto le idee chiarissime:

    1-escludere dall’organizzazione i genitori di entrambi, la festa è nostra e ci pensiamo noi, se vogliono farci il regalo di pagare bene, altrimenti anche a quello ci pensiamo noi

    2-invitati: pochi ma buoni (eravamo una settantina compresi i parenti), insomma il prozio l’ho lasciato a casa, e pure l’amica di mia madre…

    3- la location + dresscode: spiaggia, mare, piedi nudi, abbasso i tacchi, viva il pareo

    4- cerimonia: ecco, sia io che mio marito non mettevamo piede in chiesa dalla comunione (se escludo ahimè i vari funerali e matrimoni altrui) dunque, Comune sia e in un quarto d’ora tutti fuori a bere

    5-Ricevimento: buffet in spiaggia, senza l’obbligo di aspettare i 300 primi e i 200 secondi, mangiate come e quanto volete e QUANDO volete

    6-freebar + deejay: musica italiana – no grazie! cocktail al chiringuito: fino al coma etilico

    7-vestito: semplice e a meno di mille euro, insomma non volevo proprio sembrare una ciofeca, si spera di sposarsi una sola volta, ma spendere di più secondo me è una cazzata oltremisura

    8-bomboniera: una bella boccia di vino e passa la paura

    9- regalo: soldi? posate? anche niente? ho dato libera scelta a tutti

    Ti devo dire che con queste premesse ho fatto venire la gastrite sia ai miei che ai miei suoceri ma il mio è stato IL MATRIMONIO che tutti si ricordano e che tutti vorrebbero fare e non fanno…

    1. detta così, venivo pure io 😀
      no sul serio. il tema della scarpe basse, quello dell’open bar, la sabbia (uno l’ho fatto in spiaggia e per lo meno c’è il vantaggio innegabile della comodità), bello il vino come bomboniera. bello tutto.
      e condivido assai anche la considerazione sull’abito. cioè come posso spendere migliaia di euro per un vestito che indosso 1 giorno e campare vestita da zara tutti gli altri giorni della mia vita?
      prendo spunto eh! 🙂 che nella vita mai dire mai

  16. Ahahahahah…recentemente a metà luglio sono stata ad un matrimonio al sud. Abbiamo dormito in Campania,siamo stati in chiesa in Basilicata e siamo andati a mangiare in Puglia. Un incubo: siamo usciti la mattina alle 9,30 e siam ritornati alle 2 dinotte! In compenso era la settimana dell’anticiclone della minchia che ci ha regalato il matrimonio più freddo e umido della storia: 16 luglio, 12 gradi! Insomma invece di grondare di sudore, ci siamo congelati! 😂 e comunque ci vuole classe ed originalità anche per sposarsi. Io sono una che odia i matrimoni, ma se trovi l’amico/a che ti organizza un matrimonio originale e alcolico allora diventa anche molto divertente.

      1. Il secondo l’ho fatto in due tempi:
        1 – cerimonia in comune e cena con parenti ed amici strettissimi (venti persone)
        2 – festa serale in terrazza (di un hotel in centro a Milano) con una cinquantina di amici a distanza di una decina di giorni

        Se ti serve un organizzatore, a pagamento, pensa a me 😉

  17. Condivido molto il tuo pensiero senza filtro sul Matrimonio, anche se ci sono sempre le eccezioni! io ad esempio l’ho fatto a Las Vegas portandomi appresso 12 tra gli amici più intimi!! …ci siamo ammazzati dalle risate 😀
    L’anno successivo, per il Matrimonio del mio amico e poi socio Luigi, abbiamo inventato Given2 proprio per risolvere il problema dell’IBAN scritto sull’invito 😉
    A questa punto allora faremo una sezione speciale per chi vuole organizzare un “Non-Matrimonio” e ripercorrere la propria storia insieme ai (pochimabuoni) invitati. Ciao!

  18. Mi hai fatto morire dal ridere! Mi sono sposata il 16 luglio e la mia cerimonia e’ stata divertente x tutti! Forse gli invitati sono quelli che si sono divertiti di piu’! Dovresti vedere le cose con piu’ romanticismo..questo credo proprio che ti manchi! Per il resto sei davvero simpaticissima!

  19. Intanto voglio diventare tua amica perché voglio essere invitata al tuo non-matrimonio e finire ubriaca a cantare all by myself su un tavolino (con sigaretta d’ordinanza). Poi faccio un mea culpa e ammetto che il mio è stato un matrimonio così, che alcune persone erano invitate solo perché sennò si sarebbero offese; in chiesa perché all’epoca ero credente e andavo a messa ogni santa domenica; con l’abito avorio che mi ero disegnata io; i fiori, il pranzo luculliano, le foto. Lo rifarei? MAI NELLA VITA. E non solo perché poi ho divorziato. Oggi farei un pic nic, la salamella, gruppi di amici che suonano, palloncini e litri di vino, birra (artigianale), vodka che sennò chi li sente i miei amici. E piangerei di gioia e mi divertirei. Del mio matrimonio ricordo solo la pioggia incessante di ottobre a Otranto, il pianto di mia sorella (perché – saggia lei – stavo a fa na cazzata), e la vergogna di aver dimenticato le mutandine in hotel il giorno dopo. Per fortuna ho amici che non si sposano, quasi nessuno, anche se con le unioni civili rischio di recuperare con gli interessi, ma sono certa che mi divertirò.

    1. però che bello a Otranto ❤
      e sì, forse quando si cresce si impara a prediligere un format diverso di matrimonio. non so. credo che spesso dipenda anche dalle ingerenze genitoriali che non sono perfettamente trascurabili…
      senti se ti invito con le burratine e le bombette, mi inviti al pic nic?

  20. Due matrimoni, uno crocefisso e l’altro ovviamente comunale.
    Dei due ricordo che per lo più c’erano amici che ancora citano a memoria cosa hanno mangiato e cosa hanno bevuto.
    Fondamentale.
    Quindi vorrei andare controcorrente, io ai matrimoni altrui ci sguazzo come un gamberetto in salsa rosa.
    No ma proprio mi diverto, bevo come una spugna, tuono “viva gli sposi” anche se manco so chi sono e tacchino le cugine.
    A uno degli ultimi abbiamo organizzato una fumatina simpatica sballando il fotografo che ti lascio immaginare.
    Intendiamoci me ne ricordo uno tragico, di un cugino (che non frequento più), al quale ho fatto il favore di presenziare sebbene fosse il mio 40th day e lui per tutto ringraziamento mi ha inchiappettato nel tavolo sfiga coi suoi colleghi.
    Andrea, prima o poi la pagherai.

    ps rimane la regola base, non farlo e basta.

    1. bravo lupo, tacchina le cugine per l’amor di dio!
      quanto all’alcol, sebbene io abbia sempre tentato di ubriacarmi, non ci sono mai riuscita. non saprei dire perché.
      è come se una terribile lucidità in quei momenti mi ancorasse a una gravosa sobrietà…
      saprò dirti dopo i prossimi…

  21. l’amica – ma si può parlare di amica quando vi siete viste qualche volta fuori dalla professione? meglio dire una conoscente un po’ più approfondita – non ha sbagliato nel non invito e tu da persona intelligente l’hai capito al volo.
    Il matrimonio? Certo è tutto quello che hai scritto in bella forma, perché la realtà è anche peggio. Il mio? molto semplice. Lontano da tutti solo io e mia moglie.
    Ai matrimoni? Non ci vado, se non costretto con la pistola alla tempia. L’addio? una scemenza colossale. Non aggiungo altro. Hai già scritto tutto tu.

  22. Cara Vagina, ti seguo da poco, e non ho ancora capito se il tuo blog mi piace o no.. a volte mi ci riconosco altre meno… però hai un modo di scrivere e di vedere le cose intelligente, ironico e fottutamente sincero che ammiro molto… quindi voglio raccontarti qualcosa di me abbastanza in tema con questo post. premetto che in tutta la mia vita sarò stata si e no a 3 matrimoni, funerali invece molti, e li preferisco.. detto ciò, nonostante mi fanno cagare i matrimoni, e la vedo esattamente come te, nonostante io mi senta single dentro anche ora che convivo più o meno felicemente con il mio compagno e nostra figlia di un anno, tra poco più di un mese mi sposo. e ti dirò di più, ne sono anche entusiasta. Allora voglio raccontarti una storia che forse ti piacerà, magari è solo una goccia nel mare ma magari non siamo gli unici: mi sposo tra 5 40 gg e non ho nulla, se non un appuntamento con il sindaco del piccolo comune che abbiamo scelto. hai capito bene, nulla. non un vestito (uno lo comprerò credo, ma conto di spenderci max 50 euro e rimetterlo tutte le volte che mi andrà),nè un ricevimento, ci saranno le frise, e le bombette, e gli amici, quelli veri, porteranno strumenti musicali e abbracci, e ricordi di quando mi reggevano la fronte, o vedevamo l’alba insieme, e i parenti, quelli stretti, spero portino la parmigiana. e niente iban. Ci siamo innamorati due anni fa, colpo di fulmine, e subito, ma proprio subito, nelle calde notti di luglio, sotto le stelle, sulla sabbia, in macchina, a tutte le ore, abbiamo desiderato e concepito una bimba. Ora siamo una bella famiglia, niente mulino bianco, ci scanniamo per cazzate e a turno rimpiangiamo la vita da single almeno una volta al giorno. ma ci amiamo, e cresciamo insieme, e ci va di raccontare questo amore agli amici, quelli veri, e ai parenti, e vivendo lontano da casa sposarci è il modo più semplice per averli tutti insieme, davanti al mare, a vedere da vicino la nostra vita. E per chiudere ti dirò grazie, il tuo post mi ha fatto venire ancora più voglia di sposarmi, se nn altro per ribadire che si può fare anche senza spendere miliardi per organizzare un evento che alla maggior parte degli invitati farà cacare!!

    1. ma guarda, una cosa fatta così per me ci può anche stare.
      ma, sebbene qui in molti abbiate raccontato questi “matrimoni alternativi”, la stragrande maggioranza di essi rientra ancora sotto un cappello simile a quello che ho descritto nel post.
      quanto al resto vi auguro di passare una giornata speciale con le persone che amate. e le storie come la tua ci fanno pensare che queste cose possano succedere. il ché, come puoi immaginare, di sicuro non guasta 😀
      un abbraccio grande

  23. la penso come te! Su tutto. Però è perché sono single e da single ho una visione ancora troppo romantica dell’amore. Il tuo non matrimonio è romanticissimo infatti. Probabilmente, invece, quando alla fine l’amore, quello reale e non quello che sognamo, arriva, le cose cambiano. Ci conformiamo. E il tuo non matrimonio si trasformerà nel rito classico abito bianco chiesa 150 invitati IBAN e tutto il resto. O forse sono solo delusa da tutte le amiche ex single che una volta trovata l’anima gemella o presunta tale si sono accasate dimenticando tutte quelle convinzioni che sbandieravano con tanto ardore appena prima.

  24. Ciao, scusa una domanda, non per polemizzare ma per capire, ma perchè ci vai?
    Se non ci vai risolvi tutti i punti dall’1 al 10 addio compreso…

  25. Il mio potente apparato psico-somatico fa si’ che io riesca a sviluppare malattie autentiche (giuro!) in concomitanza dei matrimoni. Piu’ di uno e’ stato quindi evitato con regolare certificato medico.

  26. Condivido dalla prima all’ultima parola. Ne parlavo proprio stamattina con mia madre, mi chiedevo perche’ invitare duecento persone di cui conosci solo il cognome, perche’ preoccuparsi di far bella impressione sulla prozia che ti guarderà storto se non indosserai l’abito bianco, perche’ sposarsi in Chiesa se a uno non gliene frega una mazza, perche’ sposarsi per forza in estate, perche’ perdere mesi a scegliere un dannatissimo sottobicchiere e perché impazzire per trovare un tema da sballo per la cerimonia, se poi ai duecento nominati prima interessa solo sfondarsi di lasagna e tornare a casa a guardare la partita, e sarà un giorno come un altro.

    Nel mio non-matrimonio saremmo al massimo cinquanta persone, in spiaggia, con le infradito e una polaroid, e spenderei tutti i soldi che avrei investito in sottobicchieri per fare il viaggio piu’ fico della mia vita, da sola, col mio non-marito. Senza postarlo su Facebook, perché il book fotografico al massimo lo tengo per riempirci le pareti di casa, non per i Mi piace.

  27. Mi ha strappato una risata l’ossimoro ” un celibe canuto – matrimonio”. L’ho sempre pensato e mi meraviglia come pochi ne colgano l’ironia. Hai mai notato l’analogia tra la messa e l’addestramento dei cani? In piedi, seduti, in piedi… bravi, ecco un biscotto!

  28. Il primo matrimonio è una palla. perché te lo organizza la mammà. Coi cugini di terzo grado e le zie rinco e “bisogna ben figurare”. E tutto quel che dici tu, anche peggio. Solo che io, femminista, nel ‘ 76 il vestito bianco non l’ho messo. Il secondo che io ho fatto a 50 anni dopo 20 di convivenza, bello bello, te lo organizzi tu. Niente parenti se non gli intimissimi (la mamma si vergogna che sei divorziata), solo amici. Niente vestito bianco, un bel taierino blu. Niente chiesa, in municipio ce la si sbriga in 5 /6 minuti, chiami a celebralo un amico e ci si diverte. Niente riso ( a 50 anni il rito della fertilità sarebbe imbarazzante). Niente fotografo, basta un amico. Niente regali (quando convivi da 20 anni il frullatore già lo possiedi) . Mi hanno solo pagato il cantante per ballare!. Buona cena, bella festa, niente scemenze tipo taglio della cravatta, lancio del bouquet (amici e amiche hanno più o meno la tua stessa età e nessuna si vuole sposare). Mio marito ( il secondo), dice che il primo matrimonio bisogna sopportarlo, come il morbillo e la leva (ai miei tempi ancora si facevano entrambi), pazientemente. E passare al secondo che è uno sballo. Una festa tra amici, e basta! Abbiate fede.

  29. “L’uomo si sposa perché non ha giudizio, divorzia perché non ha pazienza, si risposa perché non ha memoria.”
    Anonimo

    Che dire? hai ragione al 1000%.
    Solo che a questa conclusione ci sono arrivato oltre i 50…
    e credimi che ne ho viste e fatti di quasi tutti i colori. Ma erano matrimoni di amici, che all’epoca reputavo veri, ma che in alcuni casi ho perduto per strada.
    Si era soggiogati dal film must “Quattro matrimoni e un funerale” e si pensava che sarebbe stato più o meno così.
    Ho recitato tutti ruoli escluso il chierichetto e il prete officiante.
    E’ come un gran premio, parti dalle file in fondo e pian piano ti avvicini all’altare, in terza fila, quella dei parenti stretti se si sposa tua tua sorella/fratello; poi seconda fila quando fai il testimone; e poi la pole position quando è toccato a me. E’ strano trovarsi con tutti alle spalle, ma soprattutto non c’è nessun semaforo che dia la partenza…. (col senno di poi sarei sgommato via come una F1)
    Ho fatto anche da autista diverse volte (si vede che il mio coupè fa ancora scena dopo 11 anni e costa zero rispetto a un noleggio 😉 ).
    Ma oggi sono arrivato al capolinea. Per tutti motivi che hai esposto e anche per altri.
    Ogni matrimonio a cui si viene inviatati è un ricevimento da restituire (e sono cavoli amari), per non parlare dei battesimi che quasi sempre seguono a ruota.
    Una mia carissima amica che la vede esattamente come te, ha detto che se dovessi mai risposarmi farebbe da testimone a me e alla mia compagna. Un sacrificio pazzesco, ma per noi, amici veri, lo farebbe senza battere ciglio.
    Mi basta sapere questo….
    Bacioni.
    P.S. Per il tuo futuribile grosso grasso matrimonio tarantino non hai, fra le altre cose, citato la “pizzica”(che tu non balli). Ahahahah. 😀 😀 😀 😛 😛 😛

    1. NO CARO, niente pizzica. Niente reggae. Per chi m’hai presa, per l’amordiddio!
      Bella la metafora della formula 1. Delle file che avanzano. Io per il momento sono industrissimo. Ultimi banchi, come a scuola. E ciò mi fa sentire piuttosto bene, nel complesso 🙂
      Io sto con la tua amica, e la stessa cosa vale per i miei amici più stretti, quasi fraterni. Ma è giusto si sappia, se i matrimoni ci fanno cacare 🙂

      1. Infatti la mia era una bassissima provocazione per la pizzica e la taranta. 😀 😀 😀
        Baci. Ale

  30. Concordo con Metalupo e vado controcorrente: siccome, Vagina, hai ragione da vendere, al posto di scoglionarmi, cerco qualcuno da “stalkerizzare” per farmi 2 risate e passare il tempo. 2 anni fa, al matrimonio di un’amica dove feci da testimone, mi intrattenni con altri 2 amici mezzi tossici per cui, tra una bomba e l’altra, la serata passò indenne. Lo scorso Luglio, al matrimonio di mia cugina, mi sono intrattenuto con la figlia della sorella della sposa (mia cugina pure lei), 15 anni e una gran voglia di spaccare il mondo. Pearcing al naso, capello mezzo rasato e mezzo no, un tipo interessante. Insomma, per evitare il solito trenino quando partono i ballo di gruppo e non fare la solita coreografia di YMCA dei Village People posso assicurare che la giusta compagnia può salvarvi la giornata.

    1. quindi tu dici che bisognerebbe puntare sui soggetti più strambi e fare comunella con loro per sopravvivere alla giornata? io di individui tossici ai matrimoni non ne ho beccati mai. l’avessi trovati, probabilmente mi ci sarei relazionata volentieri.
      viverli invece come uno studio ravvicinato sui millennial, ci penserò. per ora ho visto solo bambini di tipo 5-6 anni. e lì sorry, ancora non ce la posso fare 😀

  31. io ti voglio bene, sinceramente. Anch’io detesto i matrimoni e gli addii al nubilato per gli stessi esatti motivi elencati da te e chi se ne frega se la gente ci guarda in cagnesco, a me continueranno a non piacere i matrimoni. Oh senti mi scogliono a comprare vestiti gia di mio, figurati come sto al pensiero di comprare roba che metterò ad andar bene tre volte in vita mia e vorrei spendere poco e non lo farò.

  32. Ma fondiamolo sto partito contro i matrimoni! Come hai detto giustamente tu si spendono un sacco di soldi per stare scomodi, stancarsi, rivedere amici di amici di cui non te ne frega più niente (che magari in un’altra vita ci hanno provato con te o viceversa e quindi situazioni di imbarazzo che manco a dirlo), spesso e volentieri si mangia male (anche perché sfido io a cucinare per 300 persone!)…e il trenino e Witney Houston per il primo ballo degli sposi mentre cadono bolle di sapone a forma di cuore non ce li vogliamo mettere?! Il trionfo del kitch, robba che con tutti i soldi spesi per un matrimonio ci si sfamavano intere famiglie di rifugiati…

  33. Analisi accurata e perfettamente azzeccata. E lo dico da uomo sposato in chiesa, nonostante non sia praticante, in un pomeriggio di fine giugno dal caldo non atroce (ma sempre di fine giugno in Puglia stiamo parlando eh) con ricevimento a seguire. Almeno l’open bar c’era, però.
    Da invitato, reggere tutto questo é fattibile solo se a legarti agli sposi é vero e sincero affetto. Quando li guardi e ti vengono gli occhi a cuoricino, nonostante le due camicie che hanno già chiamato il time out in macchina e la giacca che resiste indossata solo grazie ad una abbondante dose di stoicismo. Per non parlare della cravatta.
    Da festeggiato é dura uguale, perché é una giostra lanciata a folle velocità di cui il giorno dopo provi a ricostruire i frammenti per avere un quadro generale e ricostruire cosa si mangiava come antipasto, che hai saltato miseramente impegnato com’eri a girare per i tavoli.
    Ma incrociare gli sguardi di chi volevi-fortissimamente-volevi fosse lì in quel momento, sapendo che non potrai dedicargli il tempo che vorresti (salvo recuperare all’open bar finale, in cui vi ritroverete per accannarvi fino a quando il guardiano della sala vi farà capire non più tanto gentilmente che é la festa é finita, andate in pace a fare i barboni altrove) perché devi salutare tutte le Zie Marielle che hai invitato perché devi, unica mossa fattibile per evitare lo scoppio di conflitti ad alta intensità interfamiliari. Incrociare quegli sguardi e leggervi in una frazione di secondo “sono felice per voi e sono felice di essere qui con voi”, dicevo, ti ripaga di tutto. Tranne del conto della sala, ma a quello pensano le buste che non saranno chic ma, dai, il gatto di ceramica smaltata da mettere sulla credenza l’ha fatto fuori persino mia nonna e nel salotto ipermoderno con la parete attrezzata di cubi sospesi non hai spazio per metterci una tv decente figuriamoci il set di calici in cristallo di Boemia. Gli svantaggi del design.
    Dicevo, hai ragione, perfettamente. Il problema é chi non si riesce a dare una regolata, nei matrimoni da 300 invitati di cui 250 a stento conoscenti. Quei matrimoni a cui dico di no, giocandomi magari un +1 su facebook, fregacazzi. Altra storia invece per quelli che aspetti da anni, quelli per cui non vedi l’ora di rispolverare il set di camicie buone dall’armadio, di organizzare ferie e viaggi transnazionali con mezzi più o meno di fortuna, di sudare, sgomitare al buffet di antipasti (che pratica barbara, i buffet, andrebbero vietati) e tornare a casa completamente sfatto, ma felice. Per gli sposi.

    Buone ferie, Vagina, e meno matrimoni. Ma buoni.

    1. bravissimo, hai colto proprio perfettamente il senso 🙂
      ed è quella frazione di secondo, quello sguardo, quell’istante nel girotondo di saluti e convenevoli, in cui riesci a far capire ai tuoi amici il motivo per il quale sei lì, che vale il supplizio dell’intera giornata.
      meno matrimoni. più buoni. ti quoto. 🙂
      le ferie stanno per finire e io sto per tornare, ahimè

  34. 25 anni e amici che cominciano a sposarsi. Ma che avranno da sposarsi tutti quanti? Ma perchè? (immaginami rannicchiata in un angolo con le mani sulle orecchie mentre mi dondolo, con gli occhi sbarrati e spaventati).

  35. D’accordo su tutto, ma devo fare un appunto: “sodomia non consenziente” non è solo “disturbante”, è stupro.
    I termini della similitudine sono un po’ squilibrati. Scusa se te lo faccio notare, ma proprio perchè mi piace come scrivi e quello che dici, non posso accettare che sia fatta passare una banalizzazione del genere.

    1. anch’io sono rimasta colpita dalla definizione “sodomia non consenziente” ed ho pensato la stessa cosa, Claudia, ma riflettendoci ho immaginato che Vagina intendesse dire qualcosa tipo “non è che proprio mi vada a genio ma facciamolo lo stesso” e se è così, considerato il consenso, non si tratta di stupro….. resta l’amara riflessione sul fatto che purtroppo certe (o spesse) volte noi donne (forse non tutte tutte, ma molte sicuramente) accettiamo di malavoglia situazioni per noi sgradevoli pur di compiacere il nostro uomo…… e se è nostra abitudine lo facciamo più e più volte fino a toccare il limite e a quel punto da un lato il crollo dall’altro la salvezza…….. ma questo è un discorso ampio, che non si ferma certamente sotto le lenzuola…… attendo con curiosità l’intervento di Vagina 🙂

      1. Io penso che finchè saremo noi stesse a permettere certe ambiguità non otterremo mai il rispetto che esigiamo. E in questo senso anche il linguaggio è importante. “Non consenziente” significa che io non voglio e nel momento in cui lo subisco contro la mia volontà, non è che mi dà solo “fastidio” o mi arreca un “distrurbo”, no: sto subendo una violenza. Ma se questo non ce lo abbiamo chiaro noi per prime, sarà difficile farlo capire agli altri.

  36. hai perfettamente ragione, Claudia, è incontestabile, ma io sono convinta che per quanto fondamentale possa essere l’uso corretto del linguaggio, ai fini del rispetto sia più determinante puntare all’educazione sentimentale femminile: apparteniamo ad una “cultura” che vede ancora la massima realizzazione della donna nel matrimonio piuttosto che nel coltivare le passioni personali per raggiungere la piena soddisfazione di sé…. la ricerca del tanto contestato “principe azzurro” in realtà resta ancora tra i più ambiti obiettivi femminili, così come il classico far finta di non vedere pur di tenere unita la famiglia….. siamo ancora molto lontani dal comprendere che il valore di una donna non si misura in base al suo stato civile…. purtroppo chi si salva probabilmente si è scottata fortemente direttamente o indirettamente in giovane età e paradossalmente ha delle chances in più……. metti la mano sotto l’acqua che scorre, afferrala e chiudi il pugno: quando lo riapri ti trovi solo la mano bagnata e assolutamente nulla di concreto e questo è quel che trova intorno a sé chi si sveglia dopo anni di “è un momento, passerà…” e facciamo finta di niente, oppure “sta soffrendo/nervoso/ha problemi ecc” e lo accontentiamo anche se non ci va: è scegliere di vivere in questa condizione subordinata che consente agli altri di mancarci di rispetto perché siamo noi le prime a farlo…. purtroppo non siamo dotate di tasto RESET né di quello REPLAY e ci resta la speranza di “servire” da esempio da non seguire e di educare le nostre figlie nell’amore verso sé stesse……. credimi, non è l’uso del linguaggio più o meno appropriato a fare la differenza…..

  37. Tutto stravero e scritto con la solita sapienza…. ma con l’occasione volevo accordarmi alle parole di Alessandra dell’8 agosto. Cito “il mio è stato IL MATRIMONIO che tutti si ricordano e che tutti vorrebbero fare e non fanno…” Parole sante: la cosa peggiore e poco rara sono gli sposi prigionieri di mega-matrimoni cui sottostanno “perchè bisogna”…. Al mio matrimonio si era in 16 compreso l’amico frate che ci ha sposati (nozze religiose, io ci tenevo ma almeno il marito non ha fatto ipocritamente la Comunione…. ), lontano dalla nostra città, nessono lo sapeva, ottimo ristorante, in inverno avevo un bel cappotto bianco, partecipazione a nozze avvenute, piccola lista dove c’erano i piatti che ci piacevano. Amen. Lo ripeterei cento vole

  38. I matrimoni mi fanno cagare, compreso il mio, che avverrà il prossimo mese. Il mio fidanzato ci tiene a questa cosa, perchè lui vuole sapere che tutto quello che è suo sarà anche io e vuole solo me in caso di bisogno. Lui vuole essere “legale” e per esserlo vuole anche festeggiare un amore che è così bello che manco te lo so dire.
    Io non volevo e non voglio tutt’ora montare questo carrozzone, però per lui lo faccio e so che è l’unico per cui lo farei. Non vado a matrimoni da invitata perchè non voglio spendere soldi per vestiti pietosi, non voglio indossare scarpe che non metterei neanche se andassi a battere su una consolare e non voglio intasare le mie arterie con quelle mangiate pantagrueliche, però mi sposo consapevole del fatto di aver dato la libertà alle persone che ho inviatato: so che sembra un paradosso, ma non lo è. Non vado in chiesa perchè non credo nel matrimonio come istituzione, figuriamoci poi se credo alle parole di un tipo vestito di bianco che sposato non c’è stato mai; indosserò delle comodissime scarpe da ginnastica, saremo in mezzo ad un prato circodato da campi di luppolo, ci saranno vino e birra a volontà e tutto quello che ci sarà quel giorno è stato fatto a mano da noi. Sono stata chiara con le persone “sentitevi liberi anche di non venire e di dirmi che il matrimonio vi fa schifo, non andate a spendere soldi per vestiti, scarpe e tutto il resto”.
    E poi si, ho scritto l’IBAN sull’invito, perchè purtroppo dovrò cambiare casa prima della fine dell’anno e, ti assicuro, non ho bisogno di boriose cornici d’argento per mettere le foto ricordo del matrimonio (il fotografo l’ho voluto solo durante la cena, giusto FYI), ho piuttosto bisogno di “argent” per garantirmi un tetto sulla testa.
    Abbiamo speso davvero poco per fare questa festa e so che non rifaremo neanche la metà di quello che abbiamo speso ma, che importa? Io festeggio l’amore che lui prova per me, incondizionatamente. Resto dell’avviso che i matrimoni mi fanno così cagare che io mi sarei sputtanata tutto quel poco che avevamo a Las Vegas, ad un tavolo di black jack.

  39. Mai divertito ai matrimoni. Il primo pensiero? Di solito è tipo:”nuoooooooo”.
    Poi ora sono sempre più subdoli perchè hanno iniziato a sposarsi pure a ottobre…tu arrivi a giugno tranquillo, dai cazzo qest’anno nessuno si sposa. Sfangata alla grande. Niente pezzate Olimpiche sotto il sole della campagna milanese del 20 di luglio, con tafani e zanzare che ti azzannano al primo tentativo di camporella. Niente portate da modelle a dieta di cui decantare le lodi. Nessuna trovata raccapricciante dello sposo di turno per far emozionare la sposa in sala mensa. E invece no. Benvenuto ottobre, davvero sentivo la tua mancanza.
    Personalmente ho stimato solo la scelta di una coppia di amici che si sono sposati in comune solo con i genitori e i 2 testimoni (non 8, cazzo è una fusione tra multinaizonali?)e solo dopo essersi sposati l’hanno detto agli amici e hanno organizzato, in un’altra data, una festa. Vestiti casual, free drinks che il coma etilico era a portata di tutti, musica e stop. Chi aveva figli, me compreso, li ha lasciati da nonni o badanti, per cui nessun dramma familiare e tutti sono stati liberi di divertirsi per festeggiare gli sposi in una festa da dulti per adulti. Ah, le intrattenitrici per bambini ai matrimoni costano un sacco e non servono a niente. I bambini non ci voglionio stare.

    Ultima cosa, andare ai matrimoni è moooolto meglio da single che da accoppiati. Non tanto per cuccare, ma perchè NESSUNO ti chiederà mai: e voi?Ma vivete insieme almeno?Figli?Cani? E poi diciamolo, il tavolo dei single è nettamente più divertente. Avete presente i discorsi che purtroppo molte coppie fanno riguardo chi, come, quando fa le pulizie in casa, chi fa la spesa, etc etc?

    1. ahahahaha hai ragione anche tu.
      le coppie che parlano di chi non cambia il rotolo della carta igienica finito. i bambini. le domande.
      il format dei tuoi amici mi piace. ed è quello che promuoverei anche io, onestamente.
      e comunque io vado a un matrimonio a ottobre st’anno 😀 ma questo è speciale

  40. Condivido ogni parola.
    E l’idiozia è che TUTTI la pensano così, ma tutti continuano a mantenere in vita questa usanza.
    Ah, altra cosa: hai considerato il divorzio? Dico: dopo tutti i casini e i fastidi per partecipare al matrimonio, quei 2 stronzi si permettono di divorziare???!?!?!?!?!?
    NO CAZZO!!!! ADESSO STATE INSIEME!!!!!

  41. Il punto 8 è meraviglioso. Io sono stato solamente ad un matrimonio (avendo vent’anni non ho ancora amici che si sposano) e posso confermare che, nonostante i miei 14 anni dell’epoca, il mio intento fosse quello di mangiare, bere e fare il cazzone (soprattutto) :’)
    Ah, leggo del tizio che avrà il matrimonio il 28 dicembre. Quei furbacchioni dei miei genitori, benché non fossi ancora nato e quindi non fosse problema mio, si sono sposati a S.Stefano…

  42. Bellissime le tue parole. Le condivido. Infatti noi ci siamo sposati a Las Vegas senza Elvis 😊… e non mi sono pentita della scelta. Chi voleva, ha visto le foto e il video. La cosa migliore? Il tutto è durato 7 minuti: TOP!
    Demi

  43. Io sono stata a pochi matrimoni, non frequento gente con la tendenza a sposarsi, molti single o ancora giovani. Mi piace solo perchè posso conciarmi come una specie di Carrie Bradshaw sfigata mettendomi finalmente uno dei miei 45 vestitini vintage o presi al mercato che con gli accessori abbinati (sempre del mercato) e un pennacchio in testa faccio sempre un figurone con 30 euro addosso per tutta la mise. Ovvio, poi ci vado per “rimangiarmi” i soldi del regalo. Tutto il resto è noia, coinvolgimento non pervenuto anche in caso di persone molto amiche…perchè fondamentalmente, mentre risucchio la linguina allo scoglio penso “poi tanto tra un po’ si lasceranno pure loro”. Come mio cugino, dopo solo due anni dalla cerimonia durante la quale gli avevo pure cantato un pezzo di Elton John. Mi sono sentita truffata. Come testimoniano qui quelli che sono al secondo matrimonio, il primo, se avviene, è una roba temporanea quasi sempre, oggi. Quindi il problema non è la festa con l’iban, i tacchi e il vestitone contro il party in spiaggia con l’infradito e rutto libero, gli sposi meno amici o più amici. Il problema è che si festeggia nel momento sbagliato, quando ancora si è ben lontani dall’aver portato a casa il risultato. Festeggiate quando siete riusciti a stare 40 anni insieme…allora sì che vi sarete meritati tutti i regali e il sudore delle camicie degli invitati. E ci risparmieremmo tutti, credo, più della metà dei matrimoni.

  44. Ciao! Io non sono stata invitata ad un matrimonio di un’amica che, in effetti, non è amica amica ma, del resto, io di amiche (e amici) non ne ho! Un po’, però, ti viene da fare la risentita o ti viene da essere più distaccata dato che non sei stata considerata così amica… Però, cos’avrei fatto io al suo posto?!? Questa è la domanda clou. Io pensavo di essere invitata.
    Certo, è giusto che ognuno faccia quel che si sente di fare e che inviti chi desidera davvero, siano poche o tantissime persone. Certo, se per me il rapporto con un’amica è da 8 e per lei è più basso, forse è bene livellare il tutto, no?! Però il suo può essere più basso perché mi sono allontanata o non sono stata in grado di esprimere quanto tenessi a lei.

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