[SessuOhhhlogismi 5] – Questione di Precocità

Mentre siete lì che vi fate ancora rosolare dagli ultimi scampoli di questa estate; mentre ve ne state incolonnati in autostrada nel traffico post-vacanziero, coi piedi sul cruscotto e la rustichella in bocca; mentre rientrate nelle vostre abitazioni e sistemate nel freezer il polpettone della mamma, pensando che proprio non volete tornare in ufficio, qui lo show must go on e noi siamo arrivati alla quinta puntata di SessuOhhhlogismi, l’empia rubrica nella quale trattiamo temi scottanti in compagnia di Ohhh.

E così, dopo aver amorevolmente discorso di limoni, preliminari, fellatio e cunnilingus, avevo in programma di parlarvi di altro ma, dopo aver incontrato una mia cara amica (recentemente mollatasi con lo storico zito), che a seguito di due gin tonic ha aperto i rubinetti delle confidenze del talamo nuziale, rievocando in me sopite memorie di frustrazioni passate, ho deciso di rivedere il calendario dei nostri argomenti e affrontare questo scomodissimo tema: l’eiaculazione precoce.

Dicesi eiaculazione precoce (EP, d’ora in avanti) una disfunzione sessuale maschile che colpisce mediamente 1 uomo su 3. Straordinariamente, tuttavia, solo 1 uomo su 100 pare essere consapevole del suddetto disturbo e solo 1 su 300 fa qualcosa per porvi rimedio.

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Gli altri prediligono la strategia dell’ignavia, assumendo che per noi donne non sia poi questo gran problema se i loro coiti durano meno dei loro starnuti e che, in fondo, non sia questo grande tema perché MAGARI per le donne il piacere sessuale non è così importante come per loro. Del resto l’esistenza delle zone erogene femminili è ancora assimilata al mito, l’orgasmo è incerto, apparentemente molteplice ma in qualche modo irraggiungibile, il punto G è una specie di Nessy sommerso nelle profondità della nostra femminea concavità…cosa sarà mai – nell’economia emotiva di una relazione – se l’uomo non riesce a condividere in maniera ragionevole (cioè, non stiamo parlando dei maratoneti del materasso capaci di fare “30 ore per la Fica”, bensì di una normale durata media di un rapporto) il piacere sessuale con la propria partner?

Un CASINO. Ecco cosa sarà mai. Conseguenze nefaste, saranno. Nell’emotività della donna, infatti, quando ha un partner-leprotto, si creano pericolosi meccanismi mentali, consequenziali, praticamente un percorso tortuoso di frustrazione, la cui destinazione ultima è la ricerca di emozioni altre, il risentimento, il rancore, l’insostenibile frigidità dell’essere.

Al momento dell’approccio, la donna si ritrova infatti a pensare cose come:

Uff, di nuovo, madonna non c’ho voglia. Eddai smettila di appoggiarti. Però boh, quasi, quasi…No ma tanto lo so già come finisce. Sì, ok, va bene, te la do. Spero tu ti sia fatto una sega nelle ultime 12 ore…vabbé che peggio dell’altra volta non può andare. Almeno però pensa agli attentati terroristici, all’imminente inizio del Grande Fratello Vip, al surriscaldamento globale, alle malattie incurabili. Ok, ok, dai, non male, ok. Dai, non malissimo, quasi bene, dai, bene. Mh. Bene. Bene, continua. Dai, crediamoci. Magari stavolt…No, no dai. Ti scongiuro non venire. Sì. Così. Bravo. Continua. No dai, cazzo fai?! Se gemo rallenti, interrompi, salti fuori come una biscia dalla tana. Dio mio, preferisci che sbadigli? Oh no. No. Conosco quella smorfia…Sì sì, lo so, sta per succedere. Eccallà. Non ci posso credere. È SUCCESSO DI NUOVO. This is the end, my only friend, the end. Ansima, ansima, che la mamma ha fatto gli gnocchi. STRONZO! 

E, per un lasso di tempo di variabile durata, immediatamente successivo, vi detestiamo. Semplicemente. Vi detestiamo a maggior ragione se commentate la performance. Se dite che è colpa dell’orario, dello stress, della posizione, dell’emozione, dell’andamento delle piazze finanziarie. Vi detestiamo se dite che siamo noi che vi eccitiamo troppo (manco avessimo 16 anni e potessimo ancora credere a simili minchiate), che siete passionali, che la prima volta è così (come se al secondo giro dovessimo assistere a un lungometraggio, e invece sempre un trailer ci tocca). Vi detestiamo anche se non dite nulla, se tacete, perché è come se deste per scontato che ormai così è e va bene che così sia. Ma, più di tutto, vi detestiamo se iniziate a dire che vi dispiace, mentre andate in bagno a lavarvi o vi girate dall’altra parte, perché the party is over, venuti voi, venuti tutti, e nel mentre dobbiamo presumibilmente anche consolarvi (e il nostro umore non è che sia molto migliore del vostro) o raccontarvi che va bene così, che non importa, che non è un problema.

Sfatiamo un mito: CERTO CHE è UN PROBLEMA. Ovviamente è un problema. Ma non è un problema se non hai una performance da pornodivo, perché neppure io sono Selene, per l’amor del cielo. Il problema è che hai un problema, che non possiamo chiamare “problema” perché se no diventa un “problema” ancora più grosso, e fingi di non averlo. Il problema è che per me donna è assai complesso dirtelo, che è un problema. Perché non voglio offenderti, non voglio ferirti, non voglio sembrare un’amazzone che rade al suolo la tua virilità. Ma tu sappi che EVIDENTEMENTE è un problema (ed è peggiore del mio grasso, o della mia cellulite, o del mio culo floscio). EVIDENTEMENTE è un problema se tu hai finito prima ancora che io abbia iniziato. E sì, sì, parlo a te. A te che sei convinto di durare 20 minuti e ne duri 1. A te che sei convinto ti capiti una volta ogni tanto e invece l’eccezione è quando riesci a durare più di uno spot su Youtube non skippato. A te che non hai mai pensato di fare una ricerca in internet per capire come mai non riesci proprio a dominare i tuoi spermi indifferenti e strafottenti. A te che non hai mai pensato di comprarti un preservativo ritardante o una di quelle pomatine apposite perché tu, vera icona del machismo contemporaneo, non ne abbisogni di certo. A te che non ti curi del fatto che la tua partner non venga, né prima, né durante, né dopo la tua performance da Benny Hill. A te che non ne parleresti mai con un andrologo o con un altro medico. A te che innalzi un muro attorno a questo tema, con la tua compagna, invece che affrontare con lei la situazione e tenere quanto più in salute la vostra sessualità, che dev’essere condivisa e non ridursi a un pretestuoso svuotamento delle tue gonadi.

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E allora, caro 33% della popolazione maschile, mettiamola così. Mettiamola che tu stai più attento alla qualità e alla durata delle tue prestazioni, senza chiamare in causa ansie e sbattimenti, perché lo fai per il benessere tuo e delle tue partner sessuali. Se il fenomeno inizia a diventare troppo frequente, continuativo, praticamente una costante della tua vita erotica, magari prendi qualche provvedimento sensato. Nel frattempo, se hai l’inclinazione a godere il flashforward, eccoti alcuni consigli che non può farti male seguire:

  1. I preliminari. Falli. Falli e falli bene. Il sesso è – vivadio – un’esperienza ampia e assortita. La penetrazione è un ingrediente (assai importante) ma non è l’unico. Distribuisci i pesi e i tempi, offri spazio a tutto ciò che viene prima e gioca d’astuzia. Insomma, falla venire prima, usando tutti i tuoi tool. E no, stai tranqui, se hai la tendenza a essere particolarmente sollecito, non è che senza preliminari duri quanto l’esalogia di Star Wars. Non cambierà molto, stai tranqui, quindi nel dubbio falli.

2. Quando dico “tool” non mi riferisco solo alle tue mani, e al tuo apparato orale (che EVIDENTEMENTE farai bene a chiamare in causa per sopperire a eventuali, successive celerità), quanto anche alla possibilità di introdurre nel menàge dei sex toys (un benamato dildo con cui tu possa giocare, insieme a lei, e scaldarla debitamente da prima, per esempio)

3. Fai caso alle posizioni e alle pratiche che ti accelerano di più. Da sopra, da sotto, davanti, da dietro, a testa in giù come un prosciutto. Vedi tu, ma facci caso. Così saprai cosa fare per allentare e cosa fare per andare dritto al punto.

4. Quando sei lì, al quid della sporca faccenda, fai ciò che devi e fallo senza esitazioni. Nel senso che prolungare la sessione in maniera incerta, titubante, esile, come se questo potesse migliorare radicalmente gli esiti, è persino peggio. E allora se devi durare 20 secondi, durali, ma almeno durali con convinzione. Anche perché non saranno quei 10 secondi in più di mestizia che svolteranno la situazione.

5. Falla venire. Se hai finito e lei non è riuscita a seguirti, rinsavisci, pulisciti, fai ciò che devi, e poi riprendila. Afferrala, senza esitazioni, e falla venire. Gioca ancora, fallo senza timore, senza chiedere il permesso e senza farle come fosse un favore (cit). E lo so, che dopo i fuochi d’artificio tu vorresti soltanto collassare in panciolle, sudato, e dormire, o ruttare, o giocare alla play, o quello che te pare. Ma hai una donna accanto, e sarà il caso che tu faccia l’uomo, giacché come forse saprai il sesso regola moltissimo gli equilibri nella coppia e le donne DOVETE FARLE VENIRE. O almeno ci dovete provare sinceramente, con zelo e buona volontà. Senza ossessione ma con sentimento. Non so se ci siamo capiti.

Detto tutto ciò, il sesso è un affare umano, fatto di incontro, condivisione, scoperta e – naturalmente – imperfezione, lo sappiamo bene, non fraintendeteci. Ma, se nel sesso viene meno l’idea irriducibile dell’altro, del suo piacere e del suo benessere; se poniamo fine al dialogo tra i corpi, al dibattito dei sensi, allo scambio, all’interazione fatta di carne e sudori, e umori e odori, se rinunciamo a quella complicità che dalle lenzuola si estende nella vita, ebbene priviamo di poesia ed efficacia quello che dovrebbe essere il principale collante di una coppia.
O di chiunque, a vario titolo, si impegni per un po’ ad amarsi.
Per quello che è. Per quelli che siamo.
Pensateci. 
Il sermone è finito. Qui è tutto, ci riaggiorniamo a settembre con la sesta puntata di SessuOhhhlogismi!

76 thoughts on “[SessuOhhhlogismi 5] – Questione di Precocità

  1. Consiglio come sussidio autodidattico a chi ne avesse bisogno “Il primo libro di Li Po”. Offre suggerimenti interessanti, che uniti ai tuoi dovrebbero in poco tempo eliminare il fastidioso problema (meno fastidioso delle ragadi anali all’ora di cena, comunque). Se no, c’è l’agopuntura. Un mio amico l’ha fatta e dice che ha funzionato; sinceramente non gli ho chiesto dove gli hanno infilato gli aghi e non lo voglio sapere. Aiuta anche mettere una sveglia rotta sul comodino, che vada molto più veloce del dovuto, e quando lei dirà che siete durati poco dite: “e cavolo, mica posso star qui tutta la notte! E’ un’ora che sto qua sopra!”.

  2. Standing ovation! Fate finta che non sia nulla e vi ritroverete soli, ad un certo punto. Perchè la compagna può sostenere, comprendere, pazientare, ma la situazione dovete essere voi uomini a prenderla in mano! Nel mio caso, invece, alla fine l’ho presa in mano io, gli ho detto che aveva un problema, gli ho proposto un incontro con un andrologo, ce l’ho accompagnato…ma ormai era tardi, ormai la nostra storia stava naufragando. E così forse lui il problema l’ha risolto ma io non lo saprò mai. Perchè mi pare indelicato andare a chiederglielo adesso. o a chiederlo a sua moglie. Ma in realtà è una domanda che mi porterò nella tomba!

    1. Hai fatto bene ad affrontare il problema e ad accompagnarlo da un medico. Quale che sia stato il risvolto di questa decisione, anche nel caso in cui non avessi beneficiato tu dei suoi progressi, in ogni caso l’hai aiutato a cercare una soluzione e – prima ancora – a prendere consapevolezza di un “problema”. Brava.

  3. Un buon modo per trattare di rispetto della propria donna al di la di quello che quotidianamente si sente trattare nei blog e nei media. Insomma, una donna ha anche le sue esigenze e il rispetto (o la condivisione di un momento così intimo) in tale ambito è fondamentale. Godi tu, godo io. Le strade a senso unico sono solo nei paesini di periferia!

  4. Arriverà il giorno in cui l’uomo capirà che godersi prima l’orgasmo femminile e poi il proprio è il nuovo mantra del godimento reciproco. Io sono dell’idea che se la prima sera ti delude in termini di “qualità”, passa oltre.

    Anche nel sesso esiste un’alchimia e quando si crea lo si intuisce immediatamente. Quando si fa sesso basta anche solo una notte per capirlo. Inutile affrontare tutti quei discorsi che sento nominare da molti miei amici che se la raccontano “aveva mal di testa”, “ero stressato dalla giornata lavorativa”, “non mi attira più come una volta…” e tante altre…

    L’uomo e la donna devono godere e giocare, insieme. Ed in questo il nostro paese, così cattolico, fa crescere generazioni di incapaci 😉

    Bell’articolo, complimenti.

    1. d’accordo su tutto, tranne sul fatto che se non c’è feeling la prima sera sia necessariamente da “cestinare”.
      nel senso che l’affinità si cerca, si trova, si crea anche nel tempo. per carità, è una figata quando la trovi tutta bella e fatta. ma c’è qualcosa di bello anche nel crearla insieme. il punto secondo me è quando si ha da subito il sospetto che il partner sia ingeneroso. Ecco, il sesso prevede fondamentalmente generosità e rispetto, gioco e godimento come giustamente dici.
      In quel caso, secondo me, val bene la pena di passare subito oltre!
      Grazie e ciao! 🙂

  5. Leggo il post e nel mentre parte in automatico il ritornello di “It’s not fair” di Lily Allen nella testa, accompagnato da ghigno malefico. Shit happens, dicono gli anglofoni, ed è ridicolo negare che può capitare, anche a chi non ne soffre per condizione patologica. Come affrontare la cosa poi sta ad ognuno di noi, l’importante è non farne tragedie o far finta di nulla: il terrore di essere giudicati, l’esempio sbagliato da abuso di porno e l’ovvia idolatria per il proprio membro rendono l’uomo estremamente sensibile a failure di questo genere. Ignorarle però, fa solo male. E, se posso, chiederei a voi donne di non limitarvi allo sguardo torvo da “duri-10-secondi-fatti-vedere-da-un-medico-ma-non-te-lo-dico-perché-ti-offendi” che comunque dice tutto. O meglio, il maschio ci vedrà più che altro un enorme cartello al neon con scritto “FAIL” e il vostro intento di non ferire il partner sarà completamente ribaltato. Quindi, parlate. Posso capire l’imbarazzo se dovesse accadere in una one-shot, in cui ok, si può anche soprassedere, ma in un rapporto stabile – o che voglia essere tale – credo che l’onestà da entrambe le parti sia fondamentale.

    Nota a margine: veramente non mi capacito possa esistere ancora qualche maschio che non si curi di far venire la propria compagna. Se esiste, e avete avuto la sfortuna di incontrarlo, mi dispiace veramente per voi. Per lui, invece, solo pena e schifo.

    1. Può capitare…una volta ogni tanto! In un rapporto stabile credo sia chiaro a entrambi se è una cosa che è capitata per caso o se è un vero problema. Io ho una relazione stabile, a volte capita che il mio compagno non riesca a trattenersi abbastanza per far godere prima me ma so che non è sempre così, anzi e quindi non me ne preoccupo più di tanto. Ma quando succede in modo sistematico è davvero come descrive la nostra Vagina, ti vien male anche solo a cominciare, figurati quando finisce ancora prima che tu ti sia riscaldata (o quasi). E’ davvero frustrante perchè sai che hai i secondi contati e chi è che riesce a fare sesso con l’orologio che ticchetta in sottofondo?

    2. D’accordo su tutto. Ok. Niente sguardo di riprovazione. Ok, parlarne.
      Sappi che non è facile. Sappi che parlare di qualunque “difetto” della sessualità condivisa, apre un piano di confronto che rischia di essere assai scivoloso all’interno della coppia. Tu dirai: vale la pena farlo. Io ti dico: quanti sono emotivamente e intellettualmente capaci di farlo davvero? Pochi, secondo me. Pochi davvero. Ed è così che ci si ritrova in meccanismi di accettazione e tolleranza, frustrazione e indifferenza. E l’amore viene offuscato, a un certo punto, da questo groviglio di sensazioni non esattamente gratificanti.
      Certamente che esistono maschi che ancora non si curano di far venire la propria compagna. Non sono tutti così, grazie al cielo. Ma naturalmente esistono.

      1. Certo che non è facile, ne sono certo. Un conto è parlare di sesso, annessi e connessi con le proprie amicizie, un conto è farlo con il proprio partner. E’ proprio il particolare rapporto emotivo a bloccare, per cui una cosa su cui hai riso e scherzato sino a 10 minuti prima con la tua cerchia ristretta di confidenti, diventa improvvisamente un enorme elefante rosa nella stanza, di cui non si sa come parlare.
        Vero anche che aprire (e gestire, evitando che degeneri in pseudo risse verbali) un tale discorso, richiede una sufficiente dose di consapevolezza e onestà, nei confronti propri e dell’altro. Ma se l’alternativa deve essere questo lento arrendersi, un’apparente normalità che cova però sotto la sua superficie le braci dell’insoddisfazione, del risentimento e della frustrazione, non vale forse la pena di provarci? Ribadisco che parlo di coppie stabili o che vogliano esserlo, per le quali si suppone che entrambi i partner abbiano messo in conto che amore sì, ma l’amore non ti rende perfetto. Venirsi incontro è un dovere in questi casi e bisogna saper accettare anche la critica costruttiva e tesa al miglioramento della vita di coppia.
        La soluzione, e ci aggiungo purtroppo, non può che partire da una iniziale fase di conflitto, che qualcuno deve pur innescare. Se il vostro uomo fa finta che problemi non ce ne siano, le cose sono due: o non gliene frega nulla, e dunque non vi merita a priori, oppure ha paura di affrontare la cosa e di arrivare ad un confronto con voi e con il medico. Nel primo caso non devo certo suggerirvi cosa fare, nel secondo posso solo dire che, forse non subito, ma il vostro compagno alla fine vi sarà grato di tutto l’aiuto e il supporto che potrete dargli: ad un uomo che tiene alla sua compagna, fa male sapere di non riuscire a soddisfarla e risolvere l’EP non farà star meglio solo voi, ma anche lui.
        Scusate il papirone 🙂

  6. Ma che poi penso davvero che il problema principale sia quando ci fanno sentire colpevoli della cosa. Troppo sexy/intraprendente/attiva/passiva/vogliosa/rumorosa. Qualsiasi cosa pur di non ammettere di essere ‘in difetto’.

  7. concordo con tutto vagy, anche se non ce la faccio ad essere così dura con gli uomini… possiamo anche affrontare poi l’annoso problema del non venire mai invece? anche li non è che noi donne reagiamo molto bene; mi spiego meglio, la prima volta ti dici ma chi era un treno??? ma poi piano piano inizi a pensare che forse sei te che non lo ecciti abbastanza, che magari non gli piace il sesso con te… e via di paranoie e film vari, o sono l’unica a cui è successo?????

    1. Pensavo anche io all’aspetto opposto. Mi è capitato di avere a che fare con un velociraptor ma anche con uno che ci metteva ere geologiche. Entrambe le situazioni sono frustranti…nella prima rimani con quel “embé?”, ma nella seconda pensare alla lista della spesa diventa molto piú divertente e nel frattempo hai qualcuno che ti sta scartavetrando la bagiana, la quale ci rimetterà almeno due settimane per riprendersi, poverina…

    2. ahah hai ragione, dovremmo parlare anche del caso opposto!
      per il resto: io tendo a non essere – personalmente – dura con gli uomini. ma continuare a ignorare un problema che invalida (perché questo succede) il benessere sessuale della coppia, è un atteggiamento che un po’ le palle le fa girare. non è un caso che nelle compagne spesso si riscontrino sentimenti che hanno i tratti della rabbia, oltre che della frustrazione. e a volte compassione. insomma tutte cose non belle, che potrebbero risolversi innanzitutto con la consapevolezza della situazione. non so se mi sono spiegata!

    1. Per l’uomo vale il detto “buona la prima!” …..almeno dopo qualche anno di ex gioventù.
      Invece ho conosciuto diverse donne per cui era buona anche la seconda …la terza, la quarta; quindi il problema non si pone.

  8. A me nel sesso piace sperimentare spesso con i preservativi, anche perchè costa molto meno che sperimentare con le donne. Coi ritardanti ho esperienze varie ed eventuali. La più classica è non averli addosso le volte in cui ti sarebbero serviti, sia per figure oggettivamente barbine sia per quando avresti voluto proseguire il discorso ancora un po’. In compenso in un’occasione era l’ultimo rimasto nella scatolina e devo dire che la signorina dopo aver fatto il suo corso ha cominciato a patire la querida presencia. Io non ho concluso non avendo nessun feedback e ho pensato di averlo perso, almeno fino a quando non ho smaltito la lidocaina. Da quella volta sono sempre dubbioso se calzarne uno.

    Una nota a parte è il fatto che i preservativi ritardanti li facciano solo nella misura standard. Apparentemente se hai un pene XL sei tenuto ad averne la padronanza assoluta! In effetti da grosso pene derivano grosse responsabilità…

  9. Vagy secondo me sei stata troppo tenera nelle percentuali.
    Facciamo pure due su tre, perchè uno e mezzo Mannheimer non me lo passa.
    Io penso che più che un problema da andrologo sia un problema di testa. Ne parlavo col mio ex marito, che aveva il problema. Ora, io non sono un uomo ma sono certa che se uno, dal momento in cui inizia il ballo non fa che pensare “oh cazzo finalmente si tromba, sì, stiamo trombando, sì che bello si scopa! Vai pisellone mio! Vai Black&Decker! Vai vai vai!” è chiaro che la auto-pompata all’ego fa sì che tutto finisca in a blink of an eye.
    Morale: anche nel sesso ci vuole testa, controllo e cuore.

    P.S: scusate se mi sono espressa senza troppi francesismi.

    1. Se è un problema di testa bastano un paio di Negroni ……cioè non due nigeriani, ma due bicchieroni di cocktail. Allentano la tensione è in più l’alcol allunga i tempi (certo non bisogna esagerare, per evitare che si ritrovi a dar di stomaco con il pisello moscio)

    2. ahahahah io amo quando ti esprimi senza troppi francesismi.
      black&decker mi ha fatta star male.
      detto ciò, sicuramente c’è anche l’elemento cerebrale ed è preponderante. anzi, penso che la maggior parte delle volte sia più un fattore emotivo che “meccanico”. però quando l’EP diventa proprio una certezza, una conditio sine qua non di qualunque amplesso, ecco allora forse si può prendere in considerazione anche il consulto da uno specialista (andrologo o sessuologo che sia :))
      baci grandi!

  10. Di recente una donna mi ha detto una cosa semplice. Il sesso si fa in due.
    Raramente un coito insoddisfacente è “colpa” di uno dei due, ma della loro interazione.
    Tralasciando le avventure occasionali che sono tutto un’altra storia, io sono stato con una donna anni avendo il problema in questione. Ne ero consapevole e cercavo di farla venire in altro modo. Parlare imbarazzava più lei di me. Dentro di me pensavo di essere io il problema, di non essere in grado di far godere una donna e da questa consapevolezza nasceva la mia esigenza di uomo di soddisfare la mia donna.
    Finita questa storia, ho incontrato un’altra donna con la quale il problema è scomparso. Senza andrologi, senza psicologi, senza pastiglie, senza goldoni ritardanti. La prima notte che abbiamo fatto sesso, nonostante la mia ansia legata alle mie prestazioni precedenti, non solo non si è presentato il problema ma lei è venuta con la penetrazione. Per sua confessione, al primo appuntamento non le era mai capitato con nessuno. Sono stato un mago io?No, evidentemente tra noi il sesso viene bene. Il motivo non lo so, ma è cosi. Per me, passare dalle decine di secondi alle decine di minuti dall’oggi al domani è stata la scoperta di un mondo nuovo.
    In definitiva, vivere il sesso come qualocosa legato alla persona e non alla coppia è l’altra faccia della medaglia dell’egoismo sotto le lenzuola. Se va bene è merito mio, se va male è colpa mia (o viceversa).

    1. io sono d’accordo in linea di principio con ciò che dici. e sono felice che a te il problema sia scomparso così, magicamente, dall’oggi al domani come riporti. ed è vero, la sessualità è della coppia e blabla.
      tuttavia esistono uomini che questo problema ce l’hanno con tutte le donne. e no, non passa semplicemente cambiando partner.

  11. Per mia esperienza personale….purtroppo ci sono uomini cosi…anni fa uno e’ stato velocissimo.e dopo che ha finito……io sono rimasta di sasso……povero e Lui lo faceva cosi con la moglie!!!!!! Poveraccia la tipa in questione .dopo quella volta…….adieu!!!! certe volte a me sorge il dubbio…..ma e’ LUI che e’ veloce o sono io che sono lenta????? certe volte ho avuto partner che andavano sul pezzo per molto tempo……….e io del mio orgasmo neanche l’ombra………….Gli anni sono passati e la mia difficolta’ con il mio orgasmo e’ rimasta (come l’ho capito????) Mi sono resa conto che forse non tutti erano MR CONIGLIO, ma che la sottoscritta con la classica penetrazione avevá ed ha delle difficolta’……………a me fa piu’ effetto una sana masturbazione con il sex toy a livello clitorideo che una classica scopata…..che assume connotati ancora piu’ tragici se il tipo dura veramente poco……..

    1. Se dopo due ore di duro lavoro di Mr. Siffredi ancora non sei venuta, forse fai bene a porti delle domande. Comunque nessuno ti vieta di stimolarti il clitoride durante il sesso con un uomo.

      Sempre con grande umiltà e con la massima ironia ( da parte mia e di Rocco) 😛

    2. beh non ci sarebbe nulla di strano se tu non raggiungessi il piacere con la penetrazione. pare che sia una cosa che succede a moltissime donne e, come dice il fedi, nessuno ti vieta di combinare le stimolazioni. sappi, anzi, che esistono dei sex toys pensati appositamente per essere usati durante il rapporto e garantirti una stimolazione clitoridea proprio mentre vieni penetrata.
      quindi, su questo punto, stai molto serena.
      e sì, certamente che esistono gli uomini che vengono nel tempo di uno starnuto!

  12. Cara Vagy, gli Speedy Gonzales sono una specie da evitare tout court…ma anche quelli che non vengono mai…ne ho avuto uno per parecchi anni ed era un dramma ogni volta. :). Ergo, siccome la vita é breve e quella sessuale ancora di piú, se uno non funziona con te a letto….non ha senso spendere tempo ed energie… avanti un altro! 🙂

    1. ahahaha anche tu hai ragione cara, è che spesso non è così semplice. è che spesso si instaura un coinvolgimento emotivo con il partner, che magari è il tuo fidanzato, o tuo marito, o una persona a cui vuoi bene e con la quale vorresti poter migliorare, insieme, invece che dire “semplicemente” avanti un altro.
      è tutta lì la difficoltà.
      certo è che, se come suggerisci, uno li segasse proprio alla prima avvisaglia, non correrebbe il rischio di trovarsi in situazioni più complesse poi. ma che vuoi farci. quante volte corriamo rischi di questo genere? e, invece che “discriminarsi”, non sarebbe più utile per tutti affrontare i limiti della sessualità condivisa? Dimostrare per lo meno l’interesse a migliorare? Non so. Pongo domande… 🙂

  13. E’ sempre un piacere leggerti. Anche se (purtroppo) hai spesso ragione. Dopo essere stata frustrata sessualmente per ben 4 anni con il mio ragazzo storico, che non ne voleva proprio sapere di migliorare, ho capito che il sesso poteva anche essere una cosa piacevole, e non una tortura a cui sottoporsi. Vorrei che più donne parlassero apertamente e non accettassero queste prestazioni che definirle sessuali è fare un complimento.

  14. Esistono quelli troppo rapidi ma anche quelli che non vengono mai.
    Io all’inizio ho fatto parte del secondo gruppo, ma solo per ansia da prestazione del principiante.
    Anzi credo che tra i 2 tipi di problemi sia molto più facile guarire dal secondo , mentre la rapidità è spesso una caratteristiche che accompagna per tutta la vita.
    Vorrei aggiungere una cosa e spero di sentire i pareri di altri: secondo me la “rapidità” è un problema sessuale tipico più dei figaccioni (i “casanova”), mentre l’eccessiva lentezza è tipica più dei timidi, degli sfigatelli che [finalmente] trombano per le prime volte.
    No?
    ————-
    Tornando a parlare di rapidità, ho letto che è causata da un inconscio desiderio di finire al più presto per levarsi prima possibile da quella situazione che ci è emotivamente scomoda.
    Io ,come detto, non ne ho mai sofferto, ma ho provato a farci caso e devo ammettere che sono stato più rapido (in modo incontrollabile) quelle volte in cui non avevo molto voglia ma la lei aveva preso l’iniziativa (e non volevo tirarmi indietro), mentre per assurdo mi riesco a controllare perfettamente quando invece sono molto eccitato e ho una voglia pazzesca.
    Forse è inutile tenere quella maschera da machi e fighi: l’inconscio ci fotte ed esce lo stesso.
    La sincerità e la confidenza col partner sono la soluzione a tantissimi problemi sessuali, di entrambi i sessi.

    1. Per la prima parte direi di no, mai stato possibile passare o essere preso per figaccione e ho avuto la mia dose di precocità. Invece mi trovo di più nella seconda, la velocità spessissimo è dipesa da come mi sentivo, se più a mio agio o meno. Anche prescindendo dalla partner, che comunque è il fattore maggiore: ad esempio a me trombare in auto non piace nemmeno un po’ e le poche volte sono state all’insegna dello skizzo lesto.

    2. dunque. per la mia esperienza: NO, non riscontro una concomitanza tra EP e fighi, e lunghe performance da sfigati. io non sottoscriverei questa tesi. quanto al resto, mah, non so. l’inconscio sicuramente verrà fuori, però a me pare che quando si verificano queste situazioni, siano frustranti assai per entrambi…

  15. “O’ cazz’ nno vvole pinziere”
    antico detto napoletano

    “Un uomo è uomo finchè ce la fa, una donna è donna sempre”
    anonima

    Questa volta Geena è arrivata con la forza di un sonoro ceffone, come di una porta chiusa sulla faccia e per un momento ho provato un senso di smarrimento…. se è un problema medico perchè detestare?
    Poi ho letto con più attenzione, ed ho capito che il ceffone è per tutti quelli che si nascondono dietro ad un dito, che sono poco cresciuti e rifuggono i problemi fingendo che non ci siano o siano colpa di qualcos’altro.
    Il rapporto sessuale è il momento di condivisione più intimo all’interno di una coppia; quindi se qualcosa va storto “una tantum” fa parte degli eventi occasionali, ma se accade “cotidie” allora è un guaio serio, perchè è come se venisse a mancare il collante nucleare della relazione.
    Quindi il suo vademecum inclusivo dell’uso di sex-toys è di sicuro un buon instradamento, ma nei casi più seri il rivolgersi ad uno psico sessuologo è un imperativo categorico.

    In ogni caso il mio piccolo suggerimento è di non farne un dramma più grosso di quanto non lo sia in realtà, ma di affrontarlo con degli specialisti, perchè ne va della qualità della vita.

    1. esattamente caro. esattamente proprio.
      aggiungo anche che si potrebbe consultare degli specialisti senza neppure far passare 4 anni di malessere di coppia (perché davvero vi detestiamo, la relazione non ne giova, potete non accorgervene in un giorno o due, ma ve lo giuro).
      una volta io lo dissi a una persona con cui stavo. ci dissi che avevo accumulato troppa frustrazione, al punto da iniziare a flirtare con un altro (lo so, ero giovane). quello mi rispose che anche io ERO CICCIONA, ma non per questo lui aveva iniziato a flirtare con altre.
      il fatto qual è. mi spiego? ecco questo secondo me è un problema serio nel modo di ragionare. ma serio.
      perché – fatti alla mano – il mio essere cicciona non gli precludeva il piacere erotico.
      la sua eiaculazione precoce (con tutto il deterioramento che nel tempo aveva comportato), precludeva senza dubbio il mio.

      va pure detto che all’epoca ero giovane. poco preparata e forse poco capace di gestire con intelligenza la situazione. ma la preparazione che gli uomini hanno in materia è anche questa. ed ecco perché a volte un ceffone ci vuole 🙂

  16. Sai Ste’ …ci ho pensato un po’, se fare la battuta cazzara (un’altra? …dirai) o meno; poi ho deciso che non me la posso tenere (spero apprezzerai il fatto che non abbia fatto una “battuta precoce”, ma che abbia atteso il giusto.

    – Donne, se il vostro uomo hai dei problemi sessuali, non esitate a “venire” dall’esperto –

    (sempre con grande umiltà, e con la massima ironia ) 😁

  17. Beh… posso dirti una cosa? Sincera e dritta al punto.
    Trovo, il tono del tuo articolo abbastanza orribile.
    Vengo al punto (magari non subito che ti piace di più). Faccio un piccolo Escursus personale. Ho avuto periodo di merda, periodi ottimi, periodi da idillio del sesso. Sono venuto presto, venuto giusto, venuto mai.
    In totale direi di avere avuto una vita sessuale piuttosto soddisfacente.
    Non mi sono mai nascosto quando quelle poche volte le cose non andavano. Non era l’orario, non era l’eccitazione… ero io. Perchè, per come… difficile spiegarlo.
    Mi sono applicato, ho leccato vagine per ore, ho imparato a toccare con applicazione e voglia, perchè credo che l’orgasmo femminile sia la cosa più bella al mondo.
    Mi sono ricordato anche quando avevo periodi in cui, non venivo. E non venivo davvero. Perchè per come.. ricordo anche però che proprio in quei momenti vedevo la mia compagna stare bene e a me bastava,. Bastava!
    Chiaro che poi facevo in modo che venissi appagato pure io.
    Sarebbe cambiato il vento, sarebbe passato. Era un momento. Basta saperne parlare, basta non nascondarsi e basta essere un filo empatici con l’altro che non sai in quel momento cosa cavolo possa avere.
    Abbaiare, pretendere, ringhiare non fa che allontanare l’altro.
    Vi confido un cazzo di segreto: non siamo di ferro e non sapete quanto cazzo questa società possa mettere sotto pressione il genere maschile. Che fugge, trova scuse. Perchè qui è tutto “buona alla prima”. Non c’è pazienza nel saper capire, aspettare, attendere. Buono alla prima.
    E quindi che succede? Che scappi, fuggi, non ammetti.
    Magari non hai un problema, magari in quel momento è così. Magari ti auguresti questa scena, con il cazzo che già ti gira rivolgerti alla tua lei dicendo “scusami, non è bello neanche per me” e magari ricevere un gesto di “ho capito, vieni qua vai…”.
    Magari ecco… dopo questo gliela leccheresti per 10 ore di seguito..
    Empatia bambine…empatia…

    1. bambine.
      grazie.
      guarda io il tuo punto lo capisco. e il tono dell’articolo da semplicemente voce a quelle donne esasperate che non sanno come affrontare questa questione. perché, davvero, è complessa da affrontare. EVIDENTEMENTE non si parla di casi sporadici. EVIDENTEMENTE ci si riferisce a sessualità all’interno delle quali l’egoismo e l’indifferenza diventano la cifra caratterizzante.
      e sì, generalmente non crea empatia, o comprensione, o accoglienza.

  18. Ho giá commentato parlando di quelli che ci impiegano le ere geologiche e torno a commentare perché la mia frustrazione è alle stelle.
    Breve storia triste: il trombamico con l’eiaculazione precoce.
    Che ti chiedi: non provo nessun sentimento, non mi diverto perché lui dopo 3 carezze contate già finisce e sparisce….ma chi me la fa fare? Piuttosto faccio ammuffire la patata senza farle vedere un uomo per anni ma la frustrazione per uno qualsiasi no!
    Scusa lo sfogo a caldo….

    1. L’unica spiegazione sensata è che il trombamico sia ancora nel periodo di prova. Altrimenti o c’è del sentimento latente oppure una sindrome da crocerossina da curare in terapia intensiva.
      Il trombamico non deve essere perfetto ma minimo minimo almeno divertente, eh.

      1. Il sentimento non c’è, altrimenti la trombamicizia non sussisterebbe. Mi ha solo molto bruciato il fatto che qualcosa che avrebbe dovuto essere divertente in realtà non lo era (per me). E ció si inquadra in un contesto di sfiducia totale verso il genere maschile (siii lo so, è sbagliato, ma per l’errore di pochi pagano tutti). Quindi la frustrazione.
        Inoltre, oggi a freddo la vedo già diversamente. Un’altra possibilita me/gliela do. Se alla prossima rimane il problema, ciao…

      1. Ti ho sempre letta con aviditá, e altrettanto avidamente ho commentato e aspettato le tue risposte. Continueró a leggerti, ma non credo commenteró piú. E lo dico anche se probabilmente mi beccheró della matta che deve comprarsi due vibratori e non solo uno.

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