Piuttosto Forte

Mi viene da piangere.

Mi viene da piangere forte. Come una bambina di 5 anni a cui hanno appena rapato a zero la collezione di Barbie.

Mi viene da piangere e da singhiozzare, senza vergognarmi.

Mi viene da piangere, e da frignare, e da piangere ancora più forte.

Se piango fortissimo forse non te ne vai, penso.

Se piango fortissimo, forse resti qui, per vedere come va. Per scoprire insieme l’effetto che fa.

Mi viene da piangere. Ma non piango.

Nessun uomo è mai rimasto accanto a me per le lacrime.

E quando ho pianto fortissimo li ho terrorizzati.

E io non voglio terrorizzarti. E non voglio nemmeno dirtelo, che vorrei tantissimo che non te ne andassi.

Wow, fighissimo, ma certo che devi andare! Sei giovane, non hai legami, sei libero di fare ciò che vuoi della tua vita, certo che devi andare!”, ti ho detto, quando mi hai parlato per la prima volta della possibilità di partire. Grande opportunità, ho detto. Che ogni volta che si parla di “grande opportunità” c’è sempre della vasellina da procurarsi, della margarina, del burro d’arachidi. C’è sempre da lubrificare. A volte il culo. A volte il cuore.

E lo pensavo, mentre te lo dicevo. Che era una figata. Che certamente dovevi andare.

Mi viene da sorridere adesso, se ci ripenso. Da sorridere, mentre piango fortissimo intendo.

Mi viene da sorridere adesso, che non vorrei per nulla al mondo che tu andassi. Non vorrei che scegliessi di restare, bada. Troppa responsabilità sarebbe, quella, per un’adulta come me. Vorrei proprio che non ci fosse in ballo questa possibilità. Vorrei che non ci fosse stata mai.

E sì, lo so, lo so che se non avessi saputo da principio che era una vacanza a tempo determinato, la nostra, non mi ci sarei nemmeno infilata. E sì, lo so, che è stato così bello perché abbiamo potuto viverla al riparo da quelle paturnie che ci sarebbero naturalmente venute: cosa siamo, cosa vogliamo, dove va a finire questa cosa, mi piace davvero questo pischello sbarbato, mi piace davvero questa 30enne che scrive un blog che i più pensano sia pornografico?

E sì, lo so, che la tua partenza fa parte di questo gioco e che senza di essa forse non ci saremmo stati neppure noi. Lo so che io ti avrei trovato duemila cose inchiavabili, e tu me ne avresti trovate duemila insopportabili. E sì, lo so, che saremmo finiti a fare le solite strategie, i soliti giochi di genere, i soliti pacchi tattici, le solite doppie spunte senza risposta. Che invece non abbiamo fatto, mai. E di questo, anche se te ne stai andando, ti ringrazio. Di questo ci ringrazio.

E ti ringrazio delle volte che mi hai fatta ridere.

schermata-2016-09-14-alle-01-26-57

Ti ringrazio delle volte che ti sei lasciato prendere per il culo e delle volte che mi hai presa per il culo tu.

Ti ringrazio dei cocktail che abbiamo bevuto insieme in giro per questa città, quando pioveva ogni volta che uscivamo e quando faceva un caldo criminale, che si pezzava anche stando fermi. Ma al baretto finocchio ai giardini di Porta Venezia sembrava quasi di essere al mare. Con gli alberi, e le zanzare, e i mojito, e la musica sfranta. Se solo non ci fossero state le auto, se solo non ci fosse stato l’asfalto.

Ti ringrazio della tua eroica apertura verso la cucina fusion e verso il sushi che “è un’invenzione dei milanesi”. Ti ringrazio di quelle prime volte che siamo usciti insieme, in cui il tuo impaccio ha risvegliato in me una tenerezza che non ricordavo d’avere. Ti ringrazio per quando mi hai baciata in mezzo alla strada, e io non ero abituata, ed ero rigida, e non funziona mica così. Ti ringrazio perché dopo qualche tempo mi sono trovata a miagolarti addosso, disprezzandomi anche abbastanza per questo, ma era una vita che non facevo le fusa a nessuno. E fartele mi è piaciuto un casino.

Ti ringrazio per le chiacchiere e anche per i silenzi, ti ringrazio per non essere stato il solito egofrocio che parla sempre e solo di sé.

Ti ringrazio per avermi preso ogni volta la mano mentre sceglievi sul menù cosa ordinare, e per avermi aiutata a scegliere perché io ordino sempre di merda.

Ti ringrazio per tutte le t-shirt che mi hai prestato per dormire da te, e per gli asciugamani puliti e profumati che mi hai dato ogni volta, e per l’aria condizionata a palla durante la torridissima estate che abbiamo avuto. Ti ringrazio per tutte le mattine che mi hai svegliata con il durello e anche per quelle (poche) in cui mi hai lasciata dormire. Ti ringrazio di avermi comprato le gocciole per colazione e di avermi fatto scegliere il cuscino più comodo a letto ogni volta. Ti ringrazio per avermi mandato il buongiorno ogni mattina, e la buonanotte ogni sera. E per aver mangiato la mia cena e aver detto che era buona anche se forse faceva cacare.

Ti ringrazio per avermi cercata nel sonno, per esserti intrecciato a me ogni notte, per avermi stretta forte, per avermi ripetuto un casino di volte che ero bella, anche quando mi sentivo un cesso.

Ti ringrazio per esserti lasciato cercare, intrecciare, abbracciare e baciare. E guardare al mattino mentre, tutto profumato e pettinato dopo la doccia, ti abbottonavi la camicia prima di andare in ufficio.

Ti ringrazio per avermi raccontato il tuo passato e per non avermi fatto troppe domande sul mio. Ti ringrazio per esserti lasciato contagiare dal mio feticismo per gli occhiali, e per aver comprato i libri che ti ho consigliato e per aver visto le serie tv di cui ti ho parlato. E forse un giorno lo farò anche io, forse un giorno lo guarderò, quel Trono di Spade lì.

Ti ringrazio per tutte le volte che mi hai fatto da co-pilota mentre, in maniera assai demascolinizzante, io guidavo e tu eri al sedile del passeggero. Ti ringrazio per quando hai ritrovato l’anello di mia madre, che avevo perso in aeroporto, e sei diventato ai miei occhi un eroe epico che scusa, Ulisse, scansati. Ti ringrazio per le passeggiate, per le fotografie, per i tuffi, per il pranzo a Taranto a casa dei miei amici, per le salite e le discese di Ostuni, per tutto l’azzurro di Polignano a Mare, per il rooftop di Amsterdam e pure per quello di Milano.

Ti ringrazio per non aver avuto paura delle cose che scrivo e per avermi fatto capire che il passato passa.

E che il futuro può avere in sé sorprese dolcissime. Anche se tu no, certamente non sei dolce. Sei un duro. Un bruto. Praticamente Bruce Willis degli anni novanta.

Ti ringrazio, anche se stai andando via.

Ti ringrazio, anche se non mi sono infilata di nascosto in uno di quegli scatoloni, insieme ai vestiti e alle scarpe, per venire con te in quel posto a duemila ore di fuso orario da qui, con un tasso di umidità standard del 90%.

Ti ringrazio, perché è stato bello incontrarti. Per caso. Nell’avanzo di esistenza che c’è, mentre costantemente diventiamo altro.

Ti ringrazio, perché è stato bello che tu ci sia stato. O che tu ci sia. O quelchelè.

 

99 pensieri su “Piuttosto Forte

  1. Eh no, e che cazzo scusa 😦 e sia chiaro che lo capisco, che se è così sicuramente è una grande occasione e che per dire a qualcuno “non coglierla” devi avere lo stomaco foderato di ghisa, ciò non toglie che non avrei voluto leggere questo anche se un saluto migliore non avrei potuto immaginarlo!
    Ps: sai che deve essere il periodo? Un mio collega ha dovuto salutare la moglie che è volata molto oltre oceano per un’altra opportunità unica…

  2. Una gomitata dritta nello stomaco fa molto meno male, Quand’è così mi viene in mente sempre De André, “io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”, ma questo lo sai già.
    È sempre meglio avere un passato e dei ricordi che voltarsi indietro e trovarci il nulla, pure se c’è da spaccarsi il cuore solo a pensarci.

  3. Ecco, ti leggo e mi leggo.
    Città diverse, età diverse, vite diverse, ma alla fine il prodotto di una forte scarica di sentimeni nel nostro corpo, è lo stesso.
    Sì, fa male star male, ma ancor peggio è non vivere.
    Ermelinda Esse fb

  4. Vai con lui. Ti prego. Io non ho piú nessuno da seguire. E vorrei tanto perdere il nulla che mi è rimasto per fuggire e ricominciare, in due.

  5. Ma quella volta che lei disse che la sua occasione era imperdibile, irripetibile, che prima o poi sarebbe tornata, ma “poi” ci siamo odiati per i km e la mancanza e la rabbia, quella volta che io non ebbi il coraggio di dire rest e avrei voluto…ho pensato che non è un cazzo vero, che imperdibili siamo noi non i lavori. Imperdibili sono le persone uniche e irripetibili nella storia della nostra vita non i lavori che magari non sarà figo da paura come quello che sta a Timbuctu ma magari uno piuttosto figo che stesse, che so, in Austria, magari l’avrebbe trovato. Ed era un altro paio di maniche. Non so Vagi, ho scelto di scegliere le persone, non più le cose, perché le cose belle ricapitano, le persone meravigliose a volte no. Anche se spero infinitamente che per te perdere una persona meravigliosa sia l’occasione per trovarne una ancora di più.

    1. Sono sciocca e sentimentale e dannatamente precaria ma mi vorrei accodare a Francesco col cuore.. . Mi hai fatto commuovere. Ecco io due parole a questo baldo giovine gliele direi ( fossi in te).. Inseguire no.. Ma un saluto.. ;).. Incrocio le dita.. e so che la vita ci può sempre stupire. E me lo auguro.

  6. Gennaio 1976 una diciottenne e un ventenne escono insieme per la prima volta,si odorano,si piacciono,si frequentano; stessi amici,stessi posti,maturitá all’orizzonte da una parte,esami di scienze politiche da fare dall’altra.
    Nemmeno due mesi dopo il ventenne riceve una telefonata per un colloquio a Milano, che sul lavoro nemmeno negli anni ’70 si scherzava.
    Il lavoro è suo: destinazione Bandar Abbas, Iran,Medio Oriente; c’era sempre lo Sciá,le donne si truccavano e potevano lavorare, ma mancava “l’internet” e il ventenne doveva controllare dei tubi in mezzo al deserto.
    Settembre 1980, i due, rispettivamente 22 e 24 anni, in un’uggiosa giornata settembrina-era Sabato 13 Settembre- convolano a nozze, migliaia di chilometri di lettere dopo, e migliaia di musicassette registrate ascoltate e riascoltate (avevano creato le note vocali di whatsapp senza saperlo).
    Ottobre 1982 nasce la loro principessa e continuano le registrazioni e le lettere scritte.
    Agosto 1987 nasce la loro principessa zuccherina,le lettere e le registrazioni sono diminuite come i km di distanza,ormai la famiglia riesce a stare insieme durante quasi tutti i weekend.
    Ieri i miei genitori hanno festeggiato 36anni insieme, di cui una buona parte nelle stazioni, negli aeroporti, in attesa di potersi abbracciare e baciare,ma comunque sempre insieme.
    Se ci sono riusciti due ventenni negli anni ’70 direi che la cosa è fattibile,no?!

    Non esiste niente di impossibile,casomai impassabile, diceva una certa Alice.

      1. Forse, ma sai, noi siamo gente di mare, siamo nati sapendo che il pranzo della domenica si può fare anche di martedì, che Natale non deve necessariamente essere festeggiato il 25 Dicembre, o che si può festeggiare due volte, che i compleanni sono solo date su un calendario e che la cosa importante è stare insieme nei momenti in cui si può, e godere di questi momenti.
        E’ difficile, non lo nego, è complicato, ma cosa non lo è?!

      2. Infatti: la vita è già di per sè complicata. Ma andarsele anche a cercare……..!
        Che poi io dovrei stare zitto, perchè mi sono trovato una a 1300 km di distanza e tutt’ora siamo assieme (lei s’è trasferita al nord).
        Però resto dell’idea che sarebbe meglio partire col piede….”più facile”.

  7. Spero che queste cose tu le stia scrivendo mentre sei già in aeroporto. Perché non so se è quello giusto, ma di persone che ti facciano sentire così ne esistono pochissime nella vita – forse una, appunto?
    Tu scrivi, e scrivi benissimo. E lo puoi fare per lavoro. E grazie all’internet-superveloce-di-Fastweb o di qualunque altra azienda, lo puoi fare da ovunque. Quindi chiudi ‘sto cazzo di computer e prendi il volo (lo so che sembra un po’ perentorio, ma insomma il mio consiglio è questo 🙂
    Non pensare a “lui mi vorrà o non mi vorrà?”. Perché probabilmente non lo sa anche lui. Non aspettare la sua mossa. Fai la tua. Non ci pensare, parti, vola, vivi.

  8. Il saluto è bellissimo, mji pare che ti abbiano già detto tutto, solo tu puoi sapere se vale più la pena di tenere un ricordo intatto o rischiare (e cosa e quanto si rischia, nel caso). Ascoltati molto bene, perché dopo una vita a cercare sempre di soppesare e valutare, sto imparando che l’istinto sbaglia molto raramente.

  9. Sarò (come quasi sempre) controcorrente (rispetto agli altri commenti). Certi momenti e certe storie sono speciali proprio perché hanno un termine ….e comunque sia ci cambiano, in meglio.
    È stato bello e una fortuna che tu l’abbia vissuta, e che non sia finita invece tra recriminazioni e litigi.
    Probabilmente “il prossimo” (o uno dei prossimi) potrà godere di questo tuo arricchimento.

      1. E ti dirò che tutti/e questi/e che scrivono “vai, corri, non ci pensare” mi fanno incazzare come un cammello a tre gobbe. Ma andate voi, in giro per il mondo senza lavoro per una “storia” che ancora non è consolidata; io le mie “cazzate” le ho fatte, e in un modo o nell’altro le ho sempre pagate, vorrei vedere quanti di questi hanno rischiato di andare oltre il bar all’angolo nelle loro vite.

    1. Sono visioni di vita e priorità differenti, tutto qui. Io mi unisco al coro di chi dice “seguilo”, a 24 anni ho mollato università e lavoro per un uomo conosciuto da sei mesi, perché sentivo che non perderlo veniva prima di tutto il resto. E niente, ora siamo sposati, ho un altro lavoro e sto per laurearmi. È stata la miglior decisione della mia vita e non sono un’eccezione, conosco altre persone per cui ha funzionato.

  10. Ma, ma, ma..nooo, ho il magone. E manco ti conosco! E’ che quello che hai scritto…boh, sarò un’inguaribile romantica ma non penso si possa scrivere per una storia a tempo determinato. Io ci leggo l’amore..o comunque qualcosa che varrebbe la pena continuare a tenere in vita. Però la smetto perché la scelta è tua e io commento sull’onda del magone..Che dire, ti abbraccio forte.

  11. Mi piace questa sottile consapevolezza che probabilmente tutto questo non sarebbe avvenuto se non per il pensiero di una cosa a tempo determinato. E cosa vi sareste persi.
    Che strane e incomprensibili le relazioni umane.

  12. Sicuramente questo è amore perché fa dannatamente male e ti fa piangere forte (di nascosto, di notte, così nessuno ti vede e il giorno dopo sei di nuovo tu).
    Non seguirlo, lascialo andare. Lascialo passare.
    Secondo me dovresti seguirlo solo se te l’avesse chiesto, perché in caso contrario significherebbe che avrebbe scelto sé stesso (e chi lo fa preferisce sempre sé stesso).
    Ma se col passere del tempo ti senti soffocare, allora forse considera un viaggetto nelle vacanze di Natale!

  13. ah vagy, prima di tutto ti stringo forte, ti stritolo. sento quasi il tuo dolore, le tue lacrime sulla mia spalla mentre piangi. vorrei poterti dare un pezzettino del mio cuore per poter alleggerire un pochino il tuo… vorrei dirti di andare, ma andare dove? a fare cosa? invece ti dico che sei speciale, che lui non potrà mai dimenticarti e che io così insignificante, ti sono vicina e ti mando un bacio grandissimo, forza patata!

  14. Concordo con Fedigrafo. Continua a ricordare quanto sia stato bello e vai oltre. Scommetti su te stessa anche quando ti danno “10 a 1”, quando sembra impossibile che certe condizioni possano realizzarsi di nuovo. Alla prossima persona che si affaccerà alla soglia della tua vita presenterai una figura di te stessa forgiata anche dal dolore che stai sentendo adesso e che ti renderà più forte nelle prossime pessime giornate che ti si proporranno davanti. Ce la puoi fare. Chiappe strette, sguardo alto verso l’infinito e non mollare mai.

  15. …..è successa anche a me una cosa del genere. È proseguita con video chiamate su Skype alle ore più assurde ed è andata via via scemando. Finché non è diventata un bel ricordo che ancora adesso, se ci penso, inizio a sorridere come una polla. Sono belle, queste cose qui, proprio perché finiscono. Anche perché, diciamoci la verità: se non volevi che finisse, eri già lì a fare le valigie.
    Ma va bene così 🙂

  16. Mah… tu avresti dovuto dire “fai ciò che ritieni meglio per te” , ok , ma aggiungendo anche “io però preferirei se restassi“.
    Sai…. giusto per….
    E lui, da parte sua, se ha preferito andare…. significa che tra te e la partenza ha preferito partire. Quindi….insomma Vagi… una come te dovrebbe dire “ ‘fanculo! Vai, allora!.
    E’ sempre una questione di scelte e sliding doors, come dicevamo nell’articolo precedente.

    ps: comunque…cazzo se sei sfigata!

  17. Piango, mi si spezza il cuore.
    Fra un mese e mezzo anch’io vivrò la stessa cosa, e da qualche giorno non faccio che contare i minuti che mi separano dalla fine di questa cosa bellissima.
    Ti abbraccio Vagy

    (sí, ti leggo sempre ma non ho mai commentato)

  18. Premetto che mi ritrovo in questa esatta situazione, in una relazione a tempo che finirà a breve, e che sto cercando di vivere in ogni suo più insignificante secondo possibile, ti ringrazio, per le parole che hai detto e che io non avrei potuto esprimere meglio. Grazie perché benchè non ci si conosca è bello sapere che c’è chi prova ciò che provi tu, da qualche parte del mondo. Grazie per la tua fragilità e per la tua forza. Ti dono la mia empatia.

  19. Noooooooooooooooooooo!!!! ❤ ❤ ❤ (tanti cuori per te). L'insostenibile "leggerezza" dei complessi rapporti umani. E noi lettori che, in quanto tali, speriamo sempre nei romanticissimi lietiiii finiiii… Ma chissà, c'è sempre una relazione tra gli eventi, tutto può essere. Forse questa lontananza è solo l'inizio di voi. Ti auguro ogni bene, davvero! E adesso abbisognagno uscite distensive e consolatorie con le amiche, magari anche un po' di shopping compulsivo-compensativo ❤
    Vai, e scegli tutto ciò che è il meglio per te. E quando ti renderai conto di non avere proprio niente da perdere, magari potresti regalarti un viaggetto, dall'altra parte del mondo "a duemila ore di fuso orario da qui, con un tasso di umidità standard del 90%."
    Ti abbraccio forte.
    Forzaaaa!

  20. Qui vedo una mancanza di coraggio e di una rinuncia a un sentimento.
    Ti seguo da tanto tempo e silenzio, ma credo che in una situazione del genere non bisognerebbe nemmeno porsi il problema. Ci vuole coraggio ad imbarcarsi in una relazione del genere ma la voglia di incontrarsi e di viversi superera’ ogni difficolta’.

    Peccato l’atteggiamento disfattista. Peccato.

  21. Ciao,
    Non permettere alla distanza di non farti vivere questa storia, un tentativo fallo.
    Da come ne parli, credo tu abbia trovato un raro esemplare di UOMO…..persone rare di questo tempo.
    In bocca al lupo!

  22. Perché seguire una persona a km e km da casa, dalla famiglia, dagli amici,dal lavoro…perché di meglio non c’è. E se anche un piccolissimo, microscopico granellino di polvere ci mette in dubbio…allora prendi una moneta e giocaci a testa o croce…così saprai quel che vuoi.

  23. Mi hai fatto sorridere e sei una grande. Dirò una cosa fuori dal coro però: parole stupende, ma hai descritto semplicemente sebbene magistralmente (questo bisogna ammetterlo) i primi sei mesi di molte storie (se non tutte). Sarò stata fortunata ii magari. Comunque, non seguirlo e beccati per l’eternità la bellezza di un amore incompiuto: di quelli che ti faranno compagnia in ogni giornata malinconia da qui a venire.

    1. D’ accordo al 100%. Nei primi 6 mesi tutti hanno il durello di prima mattina (specie se “sbarbatelli”) tutti baciano per strada e tengono la mano mentre scelgono il menu ecc… lo scrivo piu’ che altro per quelli che ti invitano a partire, perche’ da come scrivi , e’ chiaro che tu lo sai meglio di noi. E comunque io ti preferisco single… Quando terrai famiglia smetterai di scrivere o parlerai solo di pannoloni e pappette 😉

  24. Chiedigli di restare. Da espatriata, a cui nessuno ha chiesto di rimanere, ti dico chiedigli di restare.
    O vai, che la freelance puoi farla anche dove l’umidità è al 90%.

  25. Mi sono riletto anche io nelle tue parole.
    Mi sono riletto, di quando io 35 anni lei 22, le ho detto “parti per l’erasmus, fallo”. Perché sapevo che era importante. Perché mi sono sempre impegnato perché facesse le cose che appartenevano alla sua età, e non necessariamente alla mia. Perché sapevo che imparare una lingua nuova è come imparare una vita nuova, sono occhiali speciali per il cuore che ti fanno vedere e sentire più cose.
    Timing pessimo: lei parte, io ho un nuovo lavoro, fichissimo, irrinunciabile. Ci siamo visti cinque volte in un anno. Ma abbiamo resistito a un erasmus in Spagna. In Spagna. You know what I mean.

    Due anni dopo, tornata in Italia, cinque e mezzo passati insieme, lei è andata via. Nel modo più classico: nascondo tutto, non ti faccio capire che le cose non mi stanno più bene. Per mesi. E quando trovo un altro, confesso a mezze parole e ti scarico. In due settimane.
    Scrivo due lettere, mai avuto risposta. Sei mesi dopo mi cancella da Facebook perché vede la mia foto con un’altra, nuova.

    Questo per dirti, che non sono le distanze, le lacrime o le partenze a fare le occasioni. Sono le persone. I loro comportamenti.
    Anche io le compravo i suoi biscotti preferiti, la coccolavo la mattina nel letto, mollavo tutto per attraversare la città, aprire il motorino e farlo ripartire, l’ho consolata a distanza quando all’estero ha combinato minchiate. l’ho portata in viaggio a sorpresa per il suo compleanno. Le sbucciavo la frutta.
    Insomma ci sono sempre stato, con tutto il mio 100%. compresi i miei difetti. Anche lei ne aveva, enormi. Ma avevo imparato ad amare anche quelli. Anche quando venivo lasciato solo la sera perché aveva altro da fare.

    Non mi pento di niente di quello che ho fatto. Restano cicatrici enormi, che hanno sanguinato per tanto. Ma no, mia cara. Non sono le distanze, le lacrime, il burro di quello che vuoi a rendere qualcosa piuttosto forte o meno. Sono le persone, il cuore, l’anima e la giustizia che ci sanno mettere. Ragione e cuore vanno a velocità diverse, accettalo e alle tue barbie rasate ricresceranno capelli nuovi che non avresti mai immaginato prima. Promesso.
    Un abbraccio

      1. ahhah, grazie! consideralo un buon metro quando ceni con qualcuno, anche e soprattutto se è una di quelle cene arrangiate, di quelle che hai il frigo cghe fa l’eco da quanto è vuoto e cucini la peggio cosa. Lo spicchio di mela posato davanti a te senza che tu gliel’abbia chiesto saprai cosa possa valere…

    1. Hai fatto tante cose che molti uomini si sognerebbero di fare per le loro donne..Comunque è vero, a volte possiamo fare i salti mortali, dare il nostro massimo, la parte migliore di noi, e tanto, le persone non riusciamo a trattenerle. Le cosiddette “perle ai porci” che sempre tornano (con tutto il rispetto per la tua ex, era solo una metafora, eh!)

      1. Cara La Prof in realtà non ho fatto nessun salto mortale, ma solo quello che per me è normalità quando voglio bene qualcuno. Io sono fatto così, chiamami sentimentale, inguaribile romantico, sognatore…. non me ne vergogno. L’amore per me è quello che ha descritto Saffo, mi travolge e forse mi fa travolgere un po’ anche chi amo.
        Le persone poi non credo si trattengano, le persone, e anche noi stessi, restano perché ci credono o vanno via perché non ci credono più. L’amore in fondo è basato sulla libertà, non su una libertà che si dà o si nega, per “trattenere” o meno qualcuno. La libertà non si può dare, perché la libertà esiste. Ma ha un limite, che è sta nel bene o nel male che fai agli altri. La differenza fra i “porci” e quelli “meritevoli di perle” la fanno i comportamenti, quelli che nascondendosi dietro la loro libertà, dietro il loro Io maiuscolo, seguono il loro percorso e dopo averti coccolato ti dicono “io non ti amo più” e poi scopri che da tempo si erano già preparati il terreno con un’altra persona. Quelli che gli chiedi “perché te ne vai”, e sanno solo risponderti “perché tanto non migliorerai mai”. Purtroppo ci sono maiali che la mattina sul cuscino accanto a tuo sapevano brillare come perle.

  26. Noi ci trovammo, dopo aver cercato in giro per il mondo entrambi. Ci trovammo con la consapevolezza che sarebbe stato tutto temporaneo, che tre settimane dopo sarebbe salito su quell’aereo perché il biglietto l’aveva in tasca da tanto. Cosa facciamo? Tre mesi di fusi orari, di faccio colazione quando tu vai a dormire, di mi manchi. Ho preso quell’aereo un anno fa e da allora abbiamo continuato insieme, mano nella mano.

  27. Seguilo! Io l’ho fatto e non mi sono mai pentita…..ogni tanto mi sento sola e lontana ma se penso ad una Roma senza lui, preferisco mille volte questa leggera malinconia.

  28. storie a distanza ne ho vissute, e non lo rifarei, non lo consiglierei.
    Immagino che se hai deciso di non seguirlo avrai i tuoi motivi. Però tieniti stretta le sensazioni, le emozioni. Perché hai scoperto quanto puoi stare bene, che non sei sbagliata. E non accettare nulla di meno in futuro. Da lui o da un altro.

  29. Io non dico niente riguardo a cosa dovresti o non dovresti fare, sicuramente lo sai e non serve che una sconosciuta ti dia suggerimenti.
    Ti dico solo che leggendo mi sono sentita come se me l’avesse raccontato la mia migliore amica, sul divano di casa, con una tazza tra le mani.
    E questo credo la dica lunga sul modo bellissimo in cui scrivi.

  30. Una lettera bellissima. Se è riuscita ad emozionare perfetti sconosciuti come me o gli altri lettori, posso solo immaginare l’effetto che avrà sul destinatario.
    Spero tu riesca a costruire la tua felicità, che sia a Milano o in capo al mondo. E’ il miglior augurio che possa farti.

  31. quello che penso dopo averlo letto è:
    che palle! si che palle.
    che palle perché non si può vivere di strategie, di paure e di paranoie.
    che palle perché le cose belle ce le facciamo sfuggire di mano per orgoglio
    che palle perché non sappiamo tenere chiusa quella boccaccia quando dovremmo e non la apriamo per dire quello che proviamo
    che palle perché tutto è così difficile
    che palle perché ci siamo abituati a consumare persone, sesso, amore come se tutto fosse infinito, ma non lo è
    che palle che preferiamo la mediocrità all’estasi
    che palle che per paura della fine non ci permettiamo l’inizio

    che palle

    emanuele

      1. beh in questo caso no Lorenza, io mi butto a capofitto e senza rete di protezione. ovviamente neanche per te. ma si incontrano molte persone che per una serie di motivi si tirano indietro.

  32. Si fa presto a dire seguilo. Sono sicuro che ci avrai pensato un milione di volte. L’unica cosa che devi fare è seguire te stessa.
    Tre settimane fa con le palle a mollo io e mio fratello abbiamo deciso che, avessimo potuto ricominciare, la scelta sarebbe stata ben diversa.
    In sostanza gira il mondo, lavora per mantenerti, segui le onde.
    Mi sento di regalarti l’ennesima gandalfata del cavolo: non inchiodarti qui, viaggia, vedi, impara.
    Sei giovane e capace, non farai fatica.
    Se poi, incidentalmente, vi ritroverete, sarà ancora più bello.

  33. Ciao va,
    Perdonami ma…una xplessitá mi sovviene…ma se il tuo sbarbato nn fosse stato a scadenza ti saresti persa allo stesso modo?
    Xké. ..a me viene un po’ il dubbio che te la conti su un pochetto…
    A me dai l’impressione che voi fa’ la Parker della situescion ma ogni tanto esaggeri…
    Così. ..a spanne eh!?

  34. Magari se legge questo post torna indietro, o ci ripensa, o ti chiede di andare con lui…gli hai dedicato delle parole davvero molto belle.
    In bocca al lupo per tutto, comunque vada 😉

      1. ehm, sei lui?
        come fai ad immedesimarti nel suo stato d’animo?
        spiattellate addirittura…manco ne avesse parlato male.
        io la vedo come una dichiarazione d’amore vera e propria, questa. Non sarebbe una di quelle cose che mi da fastidio se le ricevessi, ma non conosco la situazione e non giudico.

  35. Ma che va a Singapore??
    Seguo l’hint del fuso orario ma soprattutto dell’umidità… Io mi ci sono trasferita da 10 giorni!
    Vieni anche te Vagy… Guarda che si sta bene. E il sushi come lo fanno qui a Milano se lo sognano… E all’umidità ci si abitua presto (i capelli quelli no però).

    Insomma tutto questo per dire SEGUILO CAZZO!
    In bocca al lupo ❤

  36. “Quando arrivate ad un bivio, imboccatelo”
    Yogi Berra

    “Vagifone; messaggio gratuito: la persona che amate non è al momento raggiungibile, riprovate fra due/tre anni…”
    “Vagifone; free message: the person you love is not responding. Please; try years later…”
    Alessandro

    Questo è uno di quei “thread” a cui non risponderai (… o per lo meno non dovresti).
    Quando ho letto il post mi sono sentito come uno spettatore cretino che entra in sala sui titoli di coda del film. (Ultimo tango a Milano, direi visto che si parla di lubrificanti solidi per la scena del burro…)
    Poi, dopo un paio di respiri profondi, ho riletto il tutto ed ho iniziato a comprendere.
    Il giro è stato bello, breve ed intenso, ma siamo al capolinea e non avrebbe molto senso rimanere sull’autobus, anche perchè l’autista è sceso per fine turno e non avrebbe senso rifare lo stesso giro con un altro autista, visto che ti piaceva quello che è appena sceso.
    Sapevi che come sarebbero andate le cose, come lo sapeva anche lui. Sapevate che sareste arrivati a questo punto, ma non immaginavate il livello di coinvolgimento che avreste avuto. Soprattutto tu.
    La scelta è giusta? Sbagliata? Non c’è modo di saperlo adesso. Sai solo che fa un male pazzesco, dopo tutto il bene che c’è stato. Ma ne eri in qualche modo consapevole.
    Ho solo un paio di dubbi: Gli hai chiesto come si sente lui? E soprattutto… lui ti ha chiesto di partire con lui?
    Qui secondo me si incardina tutta la storia. Se ti ha solo avvisato della grande opportunità che gli capita e non ti ha chiesto di partire allora hai preso la decisione giusta e dolorosamente corretta per te. Ma se le cose non stanno così…. allora dovrai fare un approfondito controllo sui tuoi meccanismi difensivi perchè la perdita per questa rinuncia è enorme.

    E poi meglio un Bruce Willis – McClane degli anni 90 che quello di oggi che con un computer dentro una vasca da bagno urla come un ebete “Pre-e-ndeeeh”.

    Per le Barbie, invece consiglio la Barbie divorziata… costa seicento euro ma vuoi mettere? Ha la casa con piscina di Ken, il cavallo di Ken, la Macchina di Ken… 😉 😀

    Un abbraccio forte… fortissimo.
    Ale

  37. Millemila pensieri che mi frullano per la testa, millemila esempi di vita che potrei citarti ma non lo faccio, non oggi.
    Mi hai fatto immagonare perchè… perchè sì, ma hai fatto bene a non seguirlo.
    Segui la TUA, di vita. Non fare l’errore enorme e madornale di pensare di ricostruirti da un’altra parte solo perchè un discreto Mr.Write ci sta andando. Non farlo mai.
    Buttiamola in vacca: non ti è bastata Carrie con Aleksander Petrowsky?
    Che poi ci tocca , noi zii, fare una colletta per venirti a riprendere e io soffro di jet lag.

    Scherzo perchè non posso essere lì ad abbracciarti e dirti che comunque hai fatto bene, è andata bene, l’avete finita bene.
    Piangi tranquillamente.

    Zia

  38. ma… sono l’unica (o quasi) cinica e cattiva cui viene da dire che devi farti un po’ di domande?
    Cioè tu affermi che se non aveste saputo che era a scadenza non avreste nemmeno cominciato, che avreste fatto pelo e contropelo reciproco e avreste trovato troppi difetti e addio.
    Ovvero stai dicendo che non dai opportunità, che o è perfetto subito o niente, se non per una storiella per passare il tempo.
    Ma ti accorgi da sola che poi hai scoperto che questo imperfetto era davvero notevole, così notevole da piangere forte.
    Magari rivedere i propri obiettivi e soprattutto le proprie paure?

    Di zii qua ne hai che bastano, e molto più saggi di me. Però quello che penso te l’ho detto lo stesso. E ti abbraccio, che ne hai bisogno.
    Ma anche di una bella strigliata hai bisogno, secondo me.

  39. Ciccia…non sará mica per sempre, no? Quanto sta via? C’é skype…ok non é il massimo glvedersi in video dopo essersi vissuti pelle a pelle ma nn sarete i prmi né gli ultimi e ricorda…la distanza é come il vento: spegne i fuochi piccoli e alimenta quelli grandi.
    E io credo da quello che ho letto, da quelli che trasoare dalle tue parole, che il fuoco non si spegnerá così facilmente. Sono orove difficilu ma…tenete duro…nel vostro caso ne vale assolutamente la pena.
    Ti abbraccio forte

  40. le distanze contano e non contano – non è un gioco di parole -. Perché? Se quello che è stato, ha un senso, troverete il modo di riunirvi. Capisci perché ho scritto così all’inizio? Questo vale per entrambi. Se invece era una parentesi, piacevole e nulla più, allora la distanza conta e come conta. E’ un crepaccio che non si potrà colmare. mai.

  41. Buuuu, piango e frigno io per te!!!! 😦
    Deve esserci un epidemia comunque, di vacanze a tempo determinato, anch’io ne sono reduce giusto ora e, per la cronaca, ho pianto e singhiozzato fortissimo, però davanti alle amiche! Loro non si spaventano, almeno! 🙂
    Tanto amore!

  42. Vagy, va bene cosi’, te lo dice una un po’ piu’ grande.. Bisogna sempre scegliere quello che e’ meglio per noi stessi perche’ poi ci si potrebbe pentire di aver rinunciato a qualcosa per qualcuno. Se lui non partisse, prima o poi potrebbe rinfacciarti di averlo trattenuto.Se lo seguissi tu, dopo un po’ potresti rinfacciargli il sacrificio fatto. E non mi sembri proprio una che segue un uomo.
    Penso anche che sia stato bello perche’ era precario. Penso che lui sia stato carino anche perche’ aveva lasciato la porta aperta per andarsene. Gli entusiasmi sono solo per i primi mesi.

  43. Ti leggo da sempre ma non ho mai commentato.
    Mi hai fatto commuovere.
    Anch’io avevo incontrato un ragazzo di poco più giovane e sapevo che sarebbe stata una storia “con scadenza”. Lo sapevo che la sua perenne insoddisfazione nel lavoro lo avrebbe portato, prima o poi, a partire. E forse anche per questo ho cercato di vivere così, alla giornata, senza pormi troppe domande. Ed è finita. Me lo aspettavo, lo sapevo, ma questo non vuol dire che non faccia male ugualmente. La parte meno razionale di me continua a disperarsi, perchè non è giusto. E’ così difficile trovare una persona che ti faccia stare bene (almeno per me lo è molto) e, una volta trovata, stai lì, a vederla partire, e mentre dentro ti fa un male cane, non puoi che dirgli che sei felice per lui. Ti sono vicina.

    1. Vagi chiediti dentro di te se vale la pena seguirlo.se vale la pena aspettarlo.se lui ti ama e vuole che tu faccia parte della sua vita,adesso o dopo.se tu lo ami.comunque sia…vivila perché ne vale la pena!si capisce dalle righe che gli dedichi. Buona fortuna.

  44. @Vagì sei proprio speciale, candida e lussuriosa nel contempo, innocente e perversa, unica donna, fra le tante che conosco, capace di parlare di Sesso ( anche estremo … ) e far Poesia ! 😀
    Io ??? 😯
    Entrerei dentro di te e non vorrei uscirne più … poichè dentro di te, oltre al piacere fisico che da uomo proverei, vedrei questo mondo cialtrone e cinico, coi colori rosei della speranza e dell’ ottimismo !
    Un abbraccio e …. 😀
    @Bruno

  45. Chi ci accompagna lo fa per una ragione, una stagione, o una vita intera.
    E vale in generale, per tutte le persone che capitano sulla nostra strada. E per noi che capitiamo sulle strade degli altri.
    Quello che bisogna fare è fare tesoro dell’incontro e del tempo concesso (nel bene e nel male), catalogare nuovi ricordi e continuare il proprio cammino.
    Altra gente capiterà al nostro fianco durante il percorso, terrà il nostro passo per un po’, alcuni un bel po’, altri meno, alcuni ci faranno bene e altri male (e alcuni entrambe le cose) più o meno inconsapevolmente, non lo possiamo sapere, ma alla fine saremo più ricchi in ogni caso.
    Ti abbraccio forte. ❤

Parla con Vagina, Vagina risponde

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...