Amori a Confronto

Esistono alcune cose che tutte sappiamo che non andrebbero fatte mai. Ciononostante, talvolta, le facciamo.

Per esempio, tutte sappiamo che non bisognerebbe mai mangiare in uno stesso pasto sia la pasta che il pane. Oppure che non bisognerebbe andare a letto senza essersi struccate (ok, se ti sei scolata una boccia di Gewurztraminer da sola, sei giustificata). Oppure che non bisognerebbe mettere a confronto gli amori che abbiamo vissuto.

Una mia amica la settimana scorsa era a Milano per lavoro ed è venuta a dormire da me.

È arrivata dopo l’ufficio e dopo il treno, siamo andate a fare un aperitivo, che poi è diventato una cena, che poi è diventata un amaro del capo a casa mia, e ci siamo aggiornate un po’ sulle rispettive vite. Da un lato io, con il mio intramontabile talento per infilarmi in situazioni para-sentimentali categoricamente ingestibili. Dall’altro lei che, dopo qualche anno di singletudine, sta vivendo i primi mesi di una relazione apparentemente sana con un nuovo ragazzo, o dovremmo dire uomo, conosciuto per lavoro (questo lo sottolineo, non l’ha trovato su una dating app, non era un Tinder match, era proprio un old but gold “piacere Pino” – “piacere Pina”).

Ora, la mia amica c’ha un passato sentimentale simile al mio, che è tipo la Striscia di Gaza dell’amore. È una che le sue belle badilate di merda le ha viste scorrere sotto i ponti, una che ha amato e che è stata amata, che ha odiato e che è stata odiata. Che si è lanciata senza paura nella selva oscura delle relazioni sbagliate. Che si è consumata l’anima in nome dell’uomo che voleva accanto. Che ne ha saggiato i pregi e le mediocrità. Che ha perlustrato i propri limiti. Che ha investito più soldi in analisi che in scarpe. Che ha confuso a volte l’amore con il dolore, con il possesso, con la legittimazione, con la misura del suo valore come donna. Una che ha amato nel modo in cui, secondo una certa tradizione e una certa retorica dell’amore, bisognerebbe amare: senza riserve. Una che si è fatta male e che s’è impegnata a guarire, per intenderci. Anche se le cicatrici, diciamoci la verità, noi sappiamo benissimo d’averle.

Sapete no, che le amiche, quelle vere, si dividono in due macro-categorie: quelle uguali e quelle diverse. Quelle uguali sono quelle a noi inclini per indole, vissuto, esperienze, quotidianità. Quelle diverse sono quelle dotate di tutte quelle meravigliose virtù di cui noi siamo sprovviste, tipo la calma, la lucidità sistematica, l’equilibrio, una relazione sana e pluriennale. Poi, ovviamente, non è che le seconde siano Mohatma Gandhi nel mondo dello zucchero filato, né che le prime siano Charles Manson in premestruo. Siamo tutte un po’ tutto, ovviamente, però abbiamo dei tratti predominanti nelle nostre personalità, definiti dal nostro carattere ma anche dalle diverse esperienze che viviamo (e che scegliamo). Ecco. E, tutte noi, a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno, consultiamo a volte le une (quando vogliamo sentirci legittimate a fare una minchiata, o rassicurate dopo che l’abbiamo fatta, o comprese e non giudicate; e quasi sempre si tratta delle amiche che vivono la nostra stessa condizione, che sia di single o di neo-mamma, ma insomma qualcuna che parli esattamente la nostra lingua e che capisca senza troppi sottotitoli la condizione in cui viviamo); e in altri casi consultiamo le altre (quando abbiamo bisogno di qualcuna che riporti un po’ di razionalità nei nostri deliri e nei nostri squilibri emotivi, e quasi sempre si tratta delle amiche che vivono la situazione esistenzialmente opposta: per intenderci l’amica sposata che ti consiglia di essere paziente, o l’amica single che – mentre implodi sotto il peso della vita familiare – ti ricorda che hai ancora una tua individualità da presidiare, che puoi farlo e che il diritto a te stessa o lo rivendichi tu o non lo rivendica nessuno per te).

schermata-2016-09-22-alle-13-16-03

Entrambe queste tipologie di amiche sono, naturalmente, fondamentali. Perché le amiche, cioè persone intelligenti che possano da un lato offrirsi empatia, dall’altro spronarsi a migliorarsi, dall’altro comprendersi, ma anche criticarsi in maniera costruttiva, ci servono. Io e Pina siamo del genere “amiche uguali” (e “Pina”, qualora fosse necessario specificarlo, è un nome di fantasia).

E così, tra un pollo fritto con verdure saltate (lei) e un pollo in salsa gong bao con riso bianco (io, sto ancora digerendo), siamo finite a parlare di cosa NON va bene di Pino (è una peculiarità squisitamente femminile, quella di maledire il fato perché non trovi un uomo normale e poi, quando l’hai trovato, iniziare a lamentarti della sua normalità). Ma roba che possiamo proprio sfiorare il paradosso. Lamentarci che è troppo presente dopo Ere Emotive in cui abbiamo sofferto la latitanza dei cazzetti che frequentavamo. Lamentarci che vuole ciulare la sera troppo tardi quando siamo stanche, o la mattina presto quando vogliamo dormire, dopo Ere Sessuali di astinenza prolungata e di partner che non ci hanno fatte sentire in pace con il nostro corpo. Lamentarci delle sue insicurezze, del suo essere troppo poco maledetto, dopo esserci giurate che i maledetti anche basta. Insomma, lo spettro delle lamentele possibili che possiamo esprimere, quale che sia la nostra condizione sentimentale, è essenzialmente infinito.

A ciò s’aggiunge che, come dicevamo all’inizio, una i confronti finisce col farli. Anche inconsciamente. Una finisce col pensare che l’amore sia quella roba lì, quello che ha già vissuto con un altro, come se di amore ce ne fosse uno soltanto. E che finché non trova qualcosa che riesca a risvegliare quel tipo di coinvolgimento, quei morsi nel ventre, quell’apparente completezza, quella presunta compatibilità totale (tanto più perché mitizzata dalla memoria), non sia vero amore. Non sia un sentimento di Serie A, per intenderci. Io questo lo so molto bene perché l’ho già vissuto in una delle mie precedenti vite sentimentali, prima ancora che nascesse questo blog. Così faccio notare a Pina alcune cose, facendole un ragionamento che spesso ho fatto a me stessa, quando sono caduta nella trappola subdola del confronto sentimentale.

Le faccio notare che quell’amore che ha già vissuto, quel sentimento lì, con quel tipo di intensità, non lo vivrà più. Per il fatto semplice che le persone sono diverse e che lei stessa è cambiata, è cresciuta. Grazie al cielo aggiungerei, perché oggi è più bella, più interessante e più donna di ieri. Le faccio notare che ogni volta che le manca il bollore di budella, lo struggimento da drama queen, dovrebbe fare retromarcia, immediatamente, e tornare alla realtà. Le faccio notare che sì, in quella storia lì, l’Innominabile, ci sono stati momenti bellissimi, è vero. Ma anche una quantità imponderabile di momenti di merda. E, a volerli pesare, forse la merda è superiore alle rose. Che quelle certe storie che restano così, sospese nel passato, nella mitologia del “ci amavamo tanto ma non è andata bene, perché nella vita a volte succede così“, sono certamente storie che hanno una loro dignità, o che in qualche modo l’hanno avuta, anche quando ci sono sembrate degradate e degradanti. E che questa cosa la sai solo quando le hai vissute, quando ci sei stata dentro, quando sei andata oltre i facili giudizi e le etichette, quando hai toccato con la pelle, con gli occhi, con la saliva, l’amore che davi e che ricevevi. Quando nel tempo rielabori, comprendi gli errori che tutti hanno fatto, inclusa tu. Quando impari a far pace con quel pezzo del tuo passato. Tutto vero. Quella roba lì era amore. Lo sa lei, lo so pure io, e la capisco.

Eppure, le dico, è ironico. Perché quando è capitato a me di essere reduce dal mio personale Vietnam sentimentale, a un certo punto mi sono chiesta cosa sapessi, io, dell’amore.

Da un lato tutto, mi sono risposta.

Perché sapevo perfettamente che certi apici non li avrei provati mai più. Ne avrei provati altri, diversi, ma non quelli. E lo sapevo. Ne ero certa. A volte il pensiero mi sconfortava. A volte pensavo che, per lo meno, potevo dire di averli esperiti, almeno una volta nella vita. Conoscevo e ricordavo dettagliatamente, anche mio malgrado, la profondità e l’intensità di quelle emozioni, che stavano lì, radicate nelle viscere, tra gli organi interni. Non riuscivo a cancellare tutto il bene e tutto il male, che quella potenza vitale mi aveva dato. Non riuscivo a dimenticare l’energia della felicità, né l’impeto della disperazione, né il rumore sordo e torbido della sconfitta. Perché smarrire il confine tra sé e l’altro, fondersi e diventare un corpo solo e un pensiero solo, sprofondare insieme in un’allucinazione passionale, è sublime. Ma infettarsi le miserie reciproche, è pericoloso. E di questo gioco, se vogliamo chiamarlo amore, io so tutto. Quindi, forse, dell’amore tutto so.

D’altra parte, le ho detto, io dell’amore non so nulla.

schermata-2016-09-22-alle-13-09-20

Un uomo che si svegli accanto a te tutte le mattine, con cui dividere spazi e tempi, con cui crescere e costruire, io non lo conosco. Quella forza che ti fa mettere in discussione il tuo mondo, per aprirlo a quello di un altro essere umano, e includerlo, inciampando nella routine quotidiana, negoziando l’evoluzione del rapporto day by day, lavorando insieme per farlo funzionare, oltrepassando gli ostacoli, incastrando le psicosi rispettive, essendoci per lui e sapendo che lui c’è per te; ecco io questa roba qui la ignoro per lo più. E questa specie di normalità, delle mutande mie che si mischiano con le mutande sue in lavatrice, della serie tv da guardare insieme sul divano la sera dopo il lavoro, del maledetto asse del cesso alzato o abbassato, questa roba che ho sempre snobbato, questo piccolo ed eroico standard amoroso “da popolino”, per me è un mistero. Una prova che non ho affrontato mai e che non è scontato superare. E, forse, le ho detto, l’amore è anche questa cosa qua. Non migliore, non peggiore, non più vero, non più noioso. Semplicemente un amore altro. Non il patetico uomo interrotto che sta rielaborando nella sua fantasia vaginale, ma questo normalissimo ragazzo della sua età che, con tutti i suoi limiti e le sue insicurezze, con tutte le sue qualità e il suo bagaglio di vita, ha il coraggio di starle accanto.

Di affrontare i suoi malumori. Di decidere insieme cosa fare nel weekend. Di desiderarla quando è in tiro, e pure quando è struccata al mattino. Di mangiare il cibo dalla sua dispensa e di comprarle i biscotti per la colazione. Di lasciare un paio di magliette a casa sua, senza scompensarsi che lei voglia una relazione seria. Di risponderle sempre quando lei gli invia un messaggio. Di farla ridere. Di condividere i suoi interessi. Di farle capire senza esitazioni quanto lei gli piaccia. Di parlarle delle sue paure. Di farle domande e ascoltarne le risposte. Di accettare i suoi giudizi (anche se diciamo sempre che non giudichiamo perché giudicare è male, ma comunque giudichiamo sempre), e di confutarli, quando necessario, con intelligenza.

Forse l’amore è, prima di ogni altra cosa, farsi bene. L’uno all’altra. L’altra all’uno. Che, se ci pensa, se ci pensiamo, cos’è che possiamo volere in primis da un compagno, se non  che accetti le nostre ferite, se non che apprezzi le nostre doti. Se non che ci faccia del bene. Se non che sia in grado di accogliere il bene che possiamo, riusciamo e vogliamo fare noi a lui.

Forse l’amore è chi ha il coraggio di esserci.

Non chi si rammarica di non esserci stato.

Io non so se alla fine della fiera il pippone le sia servito. Ma mi è parsa più serena. E, al momento, continuano a “frequentarsi”.

65 thoughts on “Amori a Confronto

  1. Sei stata un tesoro.
    Io ho fatto l’errore di confidarmi con una amica “altra”… che non ha capito niente. Ha distrutto tutto con il martello pneumatico della saccenza, dei luoghi comuni, senza un briciolo di dignità di donna, senza comprendere quello che non si può dire, perché non ha parole ma devi solo intuirle.
    Risultato? Settimane di tristezza assoluta, apatia, convincimento di essersi illusa e ingannata.
    Si, da lei. La realtà è che certi amori non hanno parole, li devi solo vivere… o confidare a chi ascolta oltre e raccoglie i cocci riaggiustandoli con affetto vero

    1. ❤ facciamo del nostro meglio, per essere buone amiche ❤
      mi spiace per la tua esperienza ma scegliere confidenti validi è una cosa che dobbiamo imparare a fare noi…e sono sicura che adesso tu abbia imparato 🙂
      un abbraccio

  2. non siamo mai contenti di quello che abbiamo. questo vale quasi sempre, ma per fortuna non sempre. confronto con gli amori perfetti passati va detto anche che sono finiti, e non per un asteroide caduto sulle loro teste, ma anche per la % di merda di quella relazione. dalla mia scarsa esperienza ho imparato che molte persone sono affezionate a sentirsi in un certo modo (trattate male, sminuite, svalutate, ect ect) e rinunciare a queste abitudini è destabilizzante. Berne lo chiamava copione di vita, ma i succo è che tutto quello che è stato ci rassicura, anche se è merda.
    tifo per la tua amica e per lui.

    1. anche io tifo. un casino.
      un mio amico la chiamava “coazione a ripetere”.
      io lo chiamo schema. ma il senso è quello.
      poi capirai quanto ci fotte la memoria, edulcorando tutto, e facendo sbiadire ciò che non ha funzionato. palesemente.
      comunque cosa dire, se non che la vita è una disciplina che s’impara vivendo.

  3. Fa quasi sempre bene parlare con le amiche, è rigenerante, anche sentire punti di vista diversi e confrontarsi con persone che hanno un vissuto diametralmente opposto al tuo. Poi ovvio, ci sono amiche e amiche, dipende chi abbiamo accanto. Confrontare le persone, le storie, gli amori è umano, basta che la cosa non sia ripetuta però. Bisogna saper apprezzare ciò che si ha. Se non lo si apprezza, forse non è così importante. Va bene tornare al passato con la mente, ma questi viaggi pindarici, in genere non ci aiutano granché a focalizzarci sulla situazione presente, anzi, ci confondono ancora di più.

    1. io condivido che un certo tipo di confronto sia inevitabile e, in dosi sostenibili, persino costruttivo.
      ma dev’essere fatto, appunto, con più razionalità che emotività. è vero, al cuore non si comanda. ma spesso secondo me sono altri i fattori che intervengono. la ricerca di una sensazione familiare. la tendenza a boicottarsi quando, magari, la persona che hai di fronte può essere reale. e può funzionare davvero. insomma, è difficile. ma con la giusta sensibilità, ce la si può fare.

  4. È indubbio che i maledetti siano mille volte più attraenti. Non ti stanchi mai con loro, perché sei sempre sul filo del rasoio. Detto questo, devo anche aggiungere che io sono sempre stata una grande egoista: “sto con te se ci sto bene, altrimenti che senso ha?”
    È così che ho sempre affrontato le mie relazioni. Poi, è ovvio che non è sempre tutto rose e fiori, ma vedo i rapporti sentimentali come una scatola dove ognuno deve mettere qualcosa; ci saranno periodi in cui lui metterà di più e io di meno, ci saranno periodi che accadrà l’inverso, ma l’importante è che nessuno dei due dia per scontata la scatola. È così che mi ritrovo a lavare le mie e le sue mutande da 8 anni. Non sempre tutto è fantastico e non sempre tutto fa schifo, come la vita in generale, del resto. Credo che in amore si debba essere felici, ma non dobbiamo credere che la felicità sia l’amore. Dobbiamo amarci per prime, per poi poter donare amore e/o riconoscere se l’altro ci ama. Detto tutto ciò, alla domanda “cosa sia l’amore?” mi viene in mente la risposta che mi dà sempre il mio fidanzato: “amore è risolvere in due i problemi che da solo non avresti”.

    Ps: hai un modo molto bello, divertente e fluido di scrivere 🙂

  5. Mi hai fatta emozionare e allo stesso tempo mi sono resa che anche io per quanto mi sento ancora legata al passato, in realtà sono consapevole che quell'”amore” viscerale, nevrotico e malato non lo avrò mai più, che proprio come te conosco solo quel tipo di amore e per quanto fingo di non cercare un amore “normale” invece mi manca da morire e sono pronta a viverlo. Ma per qualche strana ragione quando conosco uno faccio vincere le emozioni di pancia invece di ragionare e prendermi tempo e probabilmente do un impressione sbagliata di me per questo e nessuno si vuole fermare a conoscere la vera me che darebbe anche l’anima per chi ama.

    1. il tempo è un ingrediente imprescindibile. DEVI prendertelo.
      è importante.
      e, se posso dirlo: grazie al cielo che gli amori tossici non li vivremo più. non così tanto tossici, per lo meno. (o almeno si spera)
      ti abbraccio
      …il tempo, davvero, prendilo, che è tuo.

  6. Credo che gran parte delle nostre insicurezze sentimentali siano dovute ad un inconscio confronto non fra questo amore e quello passato. Quanto invece da quello che ci circonda, dalla realtà (finta o vera che sia) che ci fa apparire le nostre vite monotone e insipide. Nonostante si abbia accanto una persona che non vede l’ora di poter sentire il nostro odore o accarezzare i capelli, ci scontentiamo del fatto che si sceglie questa meta di viaggio anzichè quell’altra. Nonostante il partner accetti ogni difetto (ad esempio il pelo maldestro di un baffo fatto con una ceretta casalinga, senza certificazione di esperta estetista) preferiamo che ci faccia vivere una storia come quella di 50 sfumature di grigio. Nonostante la buccia d’arancia sia per l’alt@ una sola imperfezione di poco conto, ci trastulliamo il cervello perchè non viviamo un’avventura ai limiti dell’anormale, che faccia di ogni giorno un diario di bordo. Questo in quanto siamo infinocchiati dalla realtà mediatica dei social, dall’eccessiva voglia di prevalere sugli altri, dimostrando che la nostra esistenza sia la migliore, la più rosea. Ecco perchè non sono su FB.

    1. Dunque. Ci sono degli spunti che condivido nel tuo commento. Per esempio il modo in cui a volte, anche nelle relazioni felici (in senso lato) ci si irrigidisca su temi non rilevanti. Oppure che si faccia sempre un estremo show-off sui social network della propria vita (ironico che a dirlo sia io, poi, ma io ho mostrato innanzitutto le mie sfighe). È vero anche che c’è forse una diffusa immaturità emotiva di fondo, che ci porta ad avere un bisogno reiterato di “brivido”, altrimenti ci pare che non sia amore, che non sia vita, che non sia abbastanza. E, infatti, credo che crescere passi anche per questo. Vedere il valore della quotidianità, della presenza, della progettualità. Che, per carità, magari non basta e non è tutto, però è molto importante.
      TUTTAVIA, mi viene da pensare che la gente facesse questo genere di paragoni da molto prima che arrivasse Facebook… 🙂
      ahinoi.

    2. io sto rivalutando la banalità e la routine. ed uso di proposito queste parole spesso considerate negativamente, perché non si può vivere in uno stato costante di felicità, saremmo ebeti, ma in un continuo altalenarsi di emozioni ed eventi tra cui la noia e la banalità.

  7. Io non ho mai avuto vere e proprie storie del primo genere, di quell’amore che un po’ distrugge e un po’ rende vivi, perché sono morte prima ancora di nascere, però capisco bene l’emozione che descrivi. Del secondo una storia l’ho avuta, finita per un motivo che non lo so se è un motivo, ovvero la distanza. E so bene anche cos’è un ragazzo così, con cui è tutto subito facile e mai ti passa per la testa di dover architettare strategie per come e quanto e quando contattarlo. Quello che però mi fa ancora esitare nel cercare di fare andare le cose con questo tipo di persone, o perchè no con una in particolare, è che ho sempre paura che non sia una scelta dettata dall’amore ma da altre aspetti tipo la paura di stare soli, mi sembra sempre di accontentarmi perché magari non ricevo scosse elettriche ma serenità. E allora poi ci penso, e penso che magari non è il ragazzo giusto, mi dico che per capire queste cose devo stare sola, mi dico che sono ancora giovane (il che è vero anche se ho amiche che iniziano a pensare a convivenze e figli) e che non devo disperare, e intanto attendo inviti da una persona che so benissimo che non è adatta a me e che mi ha detto di aver “perso fascino” perchè lo ho cercato troppo.
    P.s. se fossimo amiche saremmo sicuramente amiche dello stesso “tipo”.

    1. Allora cara, io non so quanti anni tu abbia, comunque sia:
      1. sì, prenditi il tuo tempo e di ciò che progettano le tue amiche, fregatene. Non è una gara di velocità, il risultato si vede sulla lunga distanza
      2. quando sarai cresciuta (non che si cresca mai definitivamente, ma quando sarai più consapevole di adesso) probabilmente capirai qual è il giusto mix che ti serve, per avvicinarti a una specie di amore sano. In cui ci siano un po’ di scosse e un po’ di serenità. Sia chiaro, il cocktail perfetto non esiste. Ma troverai qualcuno con cui capirai che – per lo meno – vale la pena provare.
      3. non cercare troppo gli uomini. mai. lo so che a volte lo facciamo, ma è proprio strategicamente sbagliato. ok, non esistono leggi in amore. ma a meno che tu non sia certa che meritino le tue attenzioni e la tua fiducia, lascia che siano loro a cercare te (cazzo, parlo come mia madre)
      4. stare soli serve tantissimo, non è sempre facile, ma è davvero molto utile, anche nei suoi periodi più complessi. Quindi goditela.
      t’abbraccio

      1. Di anni ne ho 26, sono giovane davvero 🙂 e il tuo abbraccio me lo prendo tutto e ricambio! e mi rileggo mille volte soprattutto il punto 3 visto che qualcuno è ricomparso ma di nuovo sparito e io non posso e non ci riesco a cercarlo di nuovo ed è meglio che ascolti te e la mia amica che mi ha detto: non perderti in un bicchiere d’acqua. Ah, le amiche!

  8. mi hai fatto emozionare, come sempre ultimamente.
    Sarà che sto attraversando un periodo di transizione, saranno i trent’anni, ma tant’è.
    Mi sono resa conto, leggendoti, che fin’ora ho vissuto solo quel lato dell’amore, quello travolgente ma un po’ malato e che ultimamente mi sono ritovata a pensare che quella parte dell’amore, l’altra, quella che tu hai descritto magistralmente, è esattamente ciò che deve essere l’amore. Almeno per me. Adesso. “Quella forza che ti fa mettere in discussione il tuo mondo, per aprirlo a quello di un altro essere umano, e includerlo”
    Grazie vagy

    1. E allora siamo vicine, perché siamo in un punto simile.
      E, aver sperimentato così dettagliatamente l’amore malato, forse ci servirà un giorno a godere ancora meglio di quello sano. Che non sarà perfetto. Ma non sarà neppure questo colera sentimentale.
      bacio!

  9. Che dire cara Vagy…i confronti tra gli amori, anche se non servono perchè quel che é stato é stato, un pó li facciamo lo stesso alla fine perché un nuovo amore, inevitabilmente, ci fa leggere quello passato sotto una nuova luce…
    Io ho avuto bisogno di una nuova persona per capire quanto fosse stato stronzo il mio ex e quanto scema io ad averlo voluto cosi tanto anche quando tutto urlava che le cose erano una cacca…..
    Ma per un sacco di tempo mi sembrava che quelle emozioni e sensazioni vissute insieme fossero il top che giustificava tutto il resto…..mi dicevo “non avrò mai nessuno fico come lui”, “mai piú così intenso”…ecc.
    Per fortuna poi si rinsavisce. A volte in breve tempi a volte dopo mesi o anche anni, a volte proprio grazie a un’amica preziosa che ci fa leggere meglio dentro noi stesse, e a volte grazie a un uomo migliore che ci fa capire quanto scadente fosse quello prima.
    Un bacio

    1. tutto molto vero.
      mi piace pensare che un giorno ripenseremo con tenerezza a quando dicevamo “no, non mi capiterà mai più, mai più, mai più”
      guardando a quella versione più giovane e acerba di noi, che credeva di sapere tutto e invece non sapeva poi granché 🙂
      agli uomini migliori, e alle buone amiche! (immagina, non so perché, che facciamo un brindisi a questo punto)

  10. “Forse l’amore è chi ha il coraggio di esserci.”

    E credo che un uomo che, dopo essersi sorbito il mio ennesimo sfogo lavorativo al telefono, mi ordina una pizza già pagata e me la fa recapitare a casa (dato che non aveva modo di venire lui stesso), sia il qui ed ora della serenità.

    Sì, Vagy. L’amore è chi ha il coraggio di esserci. In infiniti modi, con infiniti casini, con infiniti salti mortali a volte. Davanti a problemi e momenti belli, davanti a un tacco dodici e ad un naso gocciolante di influenza. Sì Vagy, l’amore è anche quella cosa lì.

  11. Questo per me e’ assolutamente il post giusto al momento giusto (e non e’ la prima volta che succede con il tuo blog). Grazie!
    Tra l’altro ho avuto l’impressione leggendo che tu sia allo stesso tempo l’amica uguale e quella diversa. Il che in sostanza fa di te l’amica perfetta.
    Confesso che invidio un po’ “Pina”… 😉

    1. ahahaha lo so, è fortunata la mia amica, ad avere un’amica per eccellenza come me! 🙂
      scherzo…
      il fatto è che, con tutte le nostre diversità e specificità, viviamo spesso emozioni simili.
      e qua proviamo a parlarne
      un abbraccio 🙂

  12. Vagi, quindi mi stai dicendo che la mia decennale relazione non può svanire nel nulla per un uomo che mi sta facendo letteralmente impazzire, della quale conosco soltanto il nome, i lineamenti del suo viso ed il sapore delle sue labbra?
    Mi stai dicendo che il perenne buco allo stomaco che ho quando penso a lui è in realtà dettato dalla mia infima natura femminile di non riuscire ad accontentarmi?

    Sono arrivata in quel punto in cui non riesco più a baciare l’uomo che mi ama e che vuole starmi accanto consapevolmente, senza che mi venga in mente l’altro..
    L’altro comprende anche 6 mesi di messaggini idioti e solamente 3 incontri in vita reale… insieme ad una buona dose di mistero e qualche bacio rubato..

    Possibile che la mia mente non riesca più a trovare dei validi motivi per chiudere questa situazione definitivamente, lasciandosi invece accecare da sensazioni come mancanza di ossigeno, pensieri a senso unico e voglie sessuali di vario tipo?
    Mi sento bruciare dentro, sento l’implosione molto vicina…accetto disperata dei consigli…
    Ah.. ho trent’anni suonati… 😐

    1. posso solo dirti che è la situazione che ti fa bruciare, che ti fa mancare l’ossigeno, che ti fa affannare anche solo al pensiero di un bacio.
      Poi quando – e soprattutto se mai- sarete un nuovo noi, tu e l’acchiappante novità, dovrai fare i conti con la realtà, che si sa essere piuttosto difficile.
      ho sempre pensato (per esperienza) che un periodo di “assestamento” prima di prendere una decisione ci possa essere….ma guarda, se hai tradito l’uomo che ti ama, lo tradirai ancora. E se non lo lascerai per mr. mutanda di adesso, lo lascerai per un altro mr. mutanda.
      Ergo, evita di perdere tempo, riprendi in mano la tua situazione sentimentale, e lascia vivere il povero uomo che ti ama.
      Ne sarete un giorno felici in due.
      In bocca al lupo!

    2. @Sononeguai….e si…ci si proprio nei guai fino collo mi sa…non tanto per quel che ti succede (puó capitare a tutti la sbandata, siamo umani) ma perché a 30 anni suonati leggere di ste corna cosí superficiali fa veramente tanta tanta tristezza.

    3. Cara inguaiata 🙂
      la cosa che mi lascia interdetta non sono tanto le tue sensazioni (come dicevano gli altri, la sbandata può succedere) ma i 6 mesi di messaggini idioti. Per me, quando si arriva a fare quella roba lì, si fa l’errore peggiore, cioè, per me faresti meno danni se almeno ti ci chiudessi in una camera di hotel a farti deflorare degnamente da questo individuo. Per lo meno, in questo modo capiresti se ne vale la pena oppure no. Se è davvero questo granché che ti sembra adesso, che la tua fantasia e la tua immaginazione ci hanno ricamato sopra, come sempre ci succede in queste situazioni. Sentiresti il suo odore, il suo sapore. Cose che, piuttosto facilmente, ti fanno capire se un uomo ti piace oppure no. In quel senso un po’ “animale” che stiamo intendendo. Al di là dei giochetti mentali intendo.
      E, proveresti com’è, il dopo. Se sei a tuo agio oppure no. Se era solo un gioco oppure no.

      In tutto questo però, mi viene il sospetto che forse con il tuo compagno, per te, sia finita. Sono sicura tu gli voglia bene e sono sicura che ti spaventi l’idea di perderlo. ma pensaci, perché così rischi di fargli ancora più male, che parlandogli sinceramente.
      buona fortuna!

  13. Secondo me l’amore che fa unire le mutande nella lavatrice è quello con picchi di emozioni meno estremi, meno acuti e con meno cambi di direzione.
    Mi spiego: quando ho provato farfalle nello stomaco e altre robe del genere, si trattava di infatuazioni spesso basate in gran parte sull’estetica.
    Quando ho iniziato invece la relazione che continua da più di 15 anni, allora non mi sembrava di esser poi così preso. Le emozioni erano molto belle ma “spalmate”, NON delle botte di gioia (e poi di disperazione).
    Posso quindi dire che io non credo nei colpi di fulmine. L’amore vero nasce piano, matura man mano che ci si conosce e ci si frequenta.

    Poi ,avanti con gli anni, succede che quei picchi iniziali si smussano, si spalmano. E se potessimo disegnare un grafico, diciamo che la linea si stabilizza a una certa quota (che poi…. qualche onda c’è sempre!).
    Tutto dipende dalla quota dove si stabilizza.
    Secondo me è abbastanza facile prevederlo fin dall’inizio del rapporto, facendo una “media” di quei picchi iniziali. Un po’ come stabilizzare la corrente mettendo dei condensatori.

    1. sui condensatori ti ho perso, però sì, sono d’accordo che l’amore che tende all’equilibrio sia un’altra cosa rispetto a quello fatto di grandi picchi, in alto e in basso.
      e forse anche sul fatto che maturi nel tempo. voglio dire che non credo che l’uno sia amore e l’altro no.
      credo che siano espressioni diverse di uno stesso sentimento che, a seconda di cosa vogliamo, cerchiamo, attiriamo, assume sembianze diverse tra loro. a volte anche molto diverse. il comune denominatore, restiamo noi. man mano che cresciamo. forse eh.

  14. E’ lo stesso identico discorso che ho fatto a me stessa quando ho avuto l’opportunità di frequentare un ragazzo che non era uno squilibrato.
    Mi sono detta più volte che forse non sarebbe andata perché io non sentivo quel pugno allo stomaco che mi avevano lasciato altre storie, eppure quando mi sono chiesta cosa sapevo dell’amore SANO e mi sono detta che vivi un amore diverso a seconda di chi hai davanti mi sono lasciata andare.
    E ora mi sento innamorata in maniera diversa ma serena.
    Le serate vodka e sigarette con le amiche non sono finite, perché gli aggiornamenti e le lamentele ci sono sempre, ma sono rilassate e non piene di rancore.

    Pina ha un’amica davvero speciale.

    1. che bello quando si riesce ad amare senza il rancore.
      capisco, intuisco, auspico la stessa cosa. per noi tutte, ex militanti dell’amore infermo 🙂
      grazie, riferirò alla pina 🙂 ma secondo me anche le tue non se la passano male, ad avere te

  15. Proprio in questi giorni riflettevo su questo. Ho avuto una storia con certi apici epici, se così vogliamo dire, e ora che sto cominciando a provare qualcosa per un altro uomo mi accorgo che non é della stessa intensità. Così mi sono fatta un discorsetto da sola e sono arrivata a dirmi proprio ciò che hai scritto: ogni storia é diversa. E grazie a dio, aggiungerei! Questo post mi é stato utile, scritto al (mio) momento giusto. Intanto la prossima settimana parto per il mio primo viaggio da sola, destinazione Valencia. E ripenso al tuo viaggio a Madrid!

  16. Gli sfoghi tra donne sono differenti di quegli tra uomini (che peraltro sono rari e quasi mai troppo intimi, se il livello alcolico non è da coma etilico), quindi di questo non so nulla.
    Probabilmente non sono neppure in grado di descrivere l’amore, considerando due ex mogli ed un tot di relazioni chiuse.
    Sono più spesso stato quello maledetto, anche quando le apparenze erano differenti ed anche quando ero quello su cui fare affidamento e sempre presente. Ora sto cercando di farmi passare quell’inquietudine che anche la mia “fidanzata” percepisce, perché voglio costruire una relazione matura. Amore è una parola grossa, che molti usano a sproposito e con facilità ed altri ancora non sanno distinguere da altri tipi di sentimento (attrazione, passione, sesso ….ma questo l’ho scritto più e più volte negli anni); l’amore – a mio avviso è alla mia età – si costruisce, non è un lampo che arriva dal nulla scagliato dal divino Giove (o da Cupido, per chi lo preferisce, ma – come cantava Ruggeri – “penetra i capillari molto lento”.
    Certo, non provare lo “sperdimento” e la voglia di scopare in ogni angolo e in ogni momento può far pensare che non sia amore, invece credo sia l’opposto e che molti si confondano proprio con la passione che può anche diventare amore ….ma raramente evolve e più spesso finisce in nulla.
    Certo anche che è più facile dirlo per noi zii (attendo in questo la zia Dovesei) che abbiamo già vissuto tutto ciò di cui parli, ed anche oltre. E ritengo sia giusto che anche voi più giovani ci arriviate con l’esperienza personale, perché le nostre parole non possono e non devono bastare.
    In questo stai maturando, e mi sembri sulla buona strada. Se non ti farai confondere ancora dagli ormoni potresti anche trovare Mr. Right

    1. ahahaha ma zio fedi, io non credo nell’esistenza di mr. right.
      però sto provando a credere nelle persone che ci rendono migliori, e non peggiori. quelle che ci fanno stare meglio, e non peggio. e nel fatto che a nostra volta, possiamo dare affetto sano. insomma.
      detto questo, capisco ciò di cui parli e mi sembra di condividerlo.
      e niente, sto invecchiando, la verità è questa signori 🙂 attendo anche io dovesei, ma anche il lupo, mentre il pinza ormai io l’ho perso!

  17. @SonoNeiGuai
    Secondo commento, solo in risposta alla ragazza/donna di cui sopra.
    Uno o due incontri sporadici possono anche “passare”, se l’altro non ne viene a sapere nulla. Se però gli incontri sono di più (con la stessa persona) ed hanno il corollario di messaggi, chiamate, pensiero più o meno costante si chiamano “relazione parallela”: in sostanza hai un amante fisso.
    In questo caso sarebbe meglio chiudere la relazione decennale, oppure farti venire la forza di troncare con l’amante (anche se a mio avviso è già troppo tardi per la tua relazione).
    Non badare al mio nick (è un gioco e si riferisce ad altro), ma ti dico che per far funzionare una relazione servono maturità ed impegno, se hai bisogno di “conferme” trovale in te e nel tuo partner, fatti passare le inquietudini ed il desiderio di cercare qualcosa in più o “di meglio”; nella vita c’è sempre qualcosa di meglio, la sua ricerca è vana e destinata al fallimento.

  18. Grazie Geena per farci scoprire ogni giorno nel profondo l’universo femminile e i meccanismi che lo regolano, perchè c’è sempre qualcosa di inesplorato e di sconosciuto nella mente di una donna, qualcosa che percepiamo solo guardando ai comportamenti esteriori, che però spesso ci traggono in inganno.

    Il resto del mio pensiero lo lascio a questo pezzo musicale scritto fra l’altro da Enrico Ruggeri.

  19. ben fatto! ed io ci credo davvero a tutto questo… la tentazione di cadere in questi errori e’ tanto forte, ma bisogna mantenere quel briciolo di razionalità e valutare bene 😉

  20. Alla faccia.
    Io e te di ‘sta roba dovremmo scrivere una cazzo di Treccani in due volumi.
    Parte 1 sottotitolo – pisello.
    Parte 2 sottotitolo – vagina.
    Senza falsa modestia sono abbastanza sicuro che in due ne abbiamo viste che voi umani.
    E ho una gran paura che il balordone non sia mica finito.

  21. Mi hai fatto un po’ piangere. Perché sono sette anni che nego di amare il mio compagno, perché ho paura di ammetterlo. Sette anni di cui gli ultimi tre a lavargli le mutande, comprargli le sue brioches preferite per colazione, e cercare di renderlo felici. E lui se lo merita, mi dico, perché mi ama di un amore che forse non conosco. Chissà, magari devo ancora diventare grande… perlomeno nei sentimenti

  22. Mi sento abbastanza distante da qualsiasi tipo d’amore ultimamente, che sia quello passionale, travolgente o quello che ha trovato la fortunata Pina. Leggo, annuisco, mi sembra di essere stata lì con voi a bere, parlare, mangiare. Probabilmente avrei avuto le parole giuste per Pina (per le amiche quasi sempre si hanno le parole giuste), quelle che poi dimentico quando si tratta di me.
    Non è che ogni tanto possiamo andare a mangiare qualcosa di più leggero insieme così mi ricordi quelle cose che so dire tanto bene alle altre e non a me?
    Ho milioni di pensieri su quel che hai scritto, ma è tardissimo e quindi magari li metto insieme in maniera più logica domani.

  23. In questo momento sono come Pina, smarrita e confusa un po stupita dagli eventi dopo 6 anni amarissimi… Anche a me non piace lo squallore del quotidiano, a raccontarlo e meno poetico dello struggimento cosmico, certe cose sono piu letterarie perche piu drammatiche, pero come dici tu e una cosa nuova, reale e positiva che sto imparando giorno per giorno a vivere…

  24. Il tuo articolo e’ fenomenale! Sei bravissima. A volte leggo quello che scrivi e penso … li hai scritti per me? Comunque volevo farti i complimenti, sei una ragazza veramente in gamba. Un caro saluto. Simona

    Inviato da iPhone

    >

Parla con Vagina, Vagina risponde

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...