Tradimento: da Guerra e Pace a Noi

Uno degli aspetti positivi delle serie tv, quelle che ti prendono bene voglio dire, è che quando finiscono vivi una crisi d’astinenza tale da iniziare a documentarti sui fatti a cui sono ispirate, sul periodo storico di riferimento, oppure sui libri da cui sono tratte. Mi è successo ai tempi di Romanzo Criminale (quando ho dato fondo a tutti i possibili documentari sulla Banda della Magliana), mi è successo con Narcos (dal quale sono finita a pormi interrogativi sulla storia dell’America Latina, ingiustamente trascurata da noi eurocentrici) e mi sta succendendo anche con Guerra e Pace, la serie prodotta da BBC e messa in onda da LaEffe (canale 139 di Sky, il venerdì sera dalle 21.10), che ripropone in chiave televisiva le vicende narrate nel romanzo di Tolstoj.

La serie, di per sé, ha raccolto l’entusiasmo di pubblico e critica, promossa come la migliore trasfigurazione televisiva dell’opera letteraria (considerata a sua volta, in maniera piuttosto trasversale, il miglior romanzo di sempre). Voi sapete che sono analfabeta e che faccio purtroppo una vergognosa fatica a leggere, quindi non credo che mi avventurerò realisticamente nelle millemila pagine piene di nomi russi che vabbeh-addio (sebbene Feltrinelli, per l’occasione, rilanci una versione economica del capolavoro). Però, è un fatto che in UK, dopo la messa in onda della serie, il romanzo sia entrato per la prima volta nella classifica dei libri più venduti.

Guardando le prime puntate di Guerra e Pace non ho potuto non riflettere su quanto l’amore, come leva delle relazioni umane, sia cambiato da un lato, ma rimasto uguale dall’altro. Come se gli ingredienti fossero sempre gli stessi, elaborati in maniera differente: intrigo, desiderio, passione, aspettativa, idealizzazione, attesa. E, anche, tradimento.

Picture Shows: Anatole Kuragin (CALLUM TURNER) and Helene Kuragin (TUPPENCE MIDDLETON) - (C) BBC - Photographer: Mitch Jenkins
Picture Shows: Anatole Kuragin (CALLUM TURNER) and Helene Kuragin (TUPPENCE MIDDLETON) – (C) BBC – Photographer: Mitch Jenkins

Ora, se in Guerra e Pace uno si ciulava (o tentava di) la moglie (o promessa sposa) di un altro, finiva che i contendenti si sfidavano a duello con le pistole e alle volte ci scappava pure il morto. Certo va considerato che, a quei tempi, si reputavano fidanzati per un bacio a stampo, perdevano la brocca per una punta di lingua e ci si sposava senza aver neppure consumato (con un partner spesso deciso dalle famiglie rispettive, in virtù dei vantaggi economici che il matrimonio avrebbe procurato). E, sebbene all’epoca non ci fossero i social network, se due se la intendevano, prima o poi la cosa veniva fuori.  Insomma, i rumors giravano anche allora.

Così mi sono chiesta cosa e quanto sia cambiato, da allora, dall’800 a oggi, nella nostra concezione e gestione del tradimento (salvo che, se oggi ci scappa un morto, lo consideriamo un caso di cronaca nera e non la normalità).

Non molto, a ben vedere. Innanzitutto, si fa presto a dire tradimento, come se i tradimenti fossero tutti uguali, come se non esistessero contorni soggettivi al concetto di tradimento e come se le persone non manifestassero diversi margini di tolleranza rispetto allo stesso. E no, non mi sto riferendo al sempreverde “il pompino non è tradimento“. Mi sto riferendo al fatto che – per quanto fastidioso e doloroso sia subirlo – esistono individui capaci di razionalizzarlo meglio di altri (che nel frattempo si armano per mettere in atto un’offensiva fisica nei confronti del partner fedifrago). Ma anche al fatto che intorno ai tradimenti si esprimono sempre moltissimi giudizi, con una facilità d’analisi spesso frettolosa, si attribuiscono responsabilità e colpe in maniera automatica e si trascura quanto, invece, l’argomento sia pernicioso e sfaccettato.

Ma cosa intendiamo per diversi tipi di tradimento? E sono essi, tutti, ugualmente imperdonabili?

1. Tradimento Platonico –> il partner intrattiene una fitta corrispondenza, talvolta intima, con una persona dell’altro sesso, sebbene con essa non abbia mai fatto nulla di fisico. Non è necessario che arrivi a scrivere sconcezze e a inviare porno-selfie, perché ci sia la sensazione di tradimento. Ci si può sentire traditi anche di fronte a una grande complicità, al buongiorno e alla buonanotte inviati all’altro come a noi, alle confidenze, al fatto che il partner sembri comunicare con più piacere con l’altro che non con noi. È sufficiente, in altri termini, che il partner stabilisca un legame di intesa con una terza persona, senza la nostra approvazione (o consapevolezza), per creare in noi i sintomi delle corna.

2. Tradimento Occasionale –>  la sbandata, la scappatella, del tipo che lei non te la dava da 6 mesi ed è arrivata Jessica Rabbit che ti ha circuito e violentato e a un certo punto tu non hai resistito. Oppure che lui ti trascurava da una vita, non ti appagava, non ti faceva sentire sufficientemente donna-donna-donna-con-la-gonna-gonna-gonna e tu hai valutato opportuno indulgere alla avances del collega del terzo piano. Il tradimento occasionale (spesso ritorsivo) succede ed è possibile che la situazione si riproponga giacché il tradimento è un po’ come le droghe: basta rompere il ghiaccio e superare lo scoglio morale iniziale (non credete MAI, anche se a volte ci si crede, al “Non capiterà mai più”). Una simpatica variante del Tradimento Occasionale è il Tradimento Superficiale, ovverosia il “ci siamo solo baciati” che, ammesso e non concesso sia vero, dona un’altra sfumatura ancora e solleva ulteriori quesiti: un bacio è tradimento?

3. Tradimento a Pagamento –> additato dai più come la forma più abietta di infedeltà, con implicazioni morali che conducono dritti all’inferno alla sinistra del Diavolo, in realtà presenta numerosi e sottostimati vantaggi: niente complicazioni, niente coinvolgimento, niente rischi di scleri e, non meno importante, sesso protetto. Semplice evacuazione con gnocca preposta allo scopo di appagare le fantasie del cliente. C’è il consenso tra le parti. C’è una transazione. Con la escort non si manderà i messaggini della buonanotte, né la chiamerà di nascosto dal cesso di casa dei suoceri dopo il pranzo di Natale. Chiaro è che in questo ragionamento non rientrano le donne che sono schiave della prostituzione, che sarebbe ben altro discorso.

4. Tradimento Seriale –> è quello che non ce n’è, per stare con un traditore seriale o devi accettarlo o devi essere tu un/a Inconsapevole Integrale (laddove l’Inconsapevole Integrale altro non è che una figura mitologica di uomo/donna ontologicamente ignaro/a di natura, comportamenti e abitudini del partner). Il Traditore Seriale non cambierà mai, non si limiterà mai, forse solo a volte e comunque con moltissima fatica. No way. Questo tradimento può persino sfiorare la patologia e nessuno, non i figli, non la casa cointestata, né le famiglie, né gli amici, né il Labrador, potrà arginarlo. Può sovrapporsi al tradimento a pagamento ma non è detto, perché talvolta è mosso da un latente e insaziabile bisogno di conferme. Oppure da un’incontenibile passione per il mambo orizzontale,  purtroppo spesso non condivisa abbastanza chiaramente con il partner ufficiale.

5. Tradimento Sentimentale –> una delle peggiori forme di tradimento, in cui non si instaura solo una relazione sessuale con un’altra persona, ma le si offre se stessi, in salsa romantica. Si creano rapporti paralleli che coesistono a fatica, che sono destinati quasi sempre a finire in maniera dolorosa per qualcuno, o per tutti. Questo è IL tradimento tout court, quello per eccellenza, quello che danneggia realmente, materialmente, economicamente ed emotivamente gli astanti coinvolti. Ma 1 volta su 100 finisce anche con un happy ending.

Esistono traditori che sostengono che il tradimento sia una cosa sana, che il segreto delle coppie felici sia praticare sesso extra-coniugale e avere piccole avventure clandestine, che offrono passione e tensione erotiche come in una relazione di lunga durata è facile che non ci siano più. Per tornare a casa, poi, e guardare più serenamente lo sceneggiato (Guerra e Pace, naturalmente) in tv. Alcuni sostengono che l’importante sia solo non farsi scoprire.

Picture shows: (L-R) Helene Kuragin (TUPPENCE MIDDLETON), Boris (ANEURIN BARNARD)
Picture shows: (L-R) Helene Kuragin (TUPPENCE MIDDLETON), Boris (ANEURIN BARNARD)

I traditi, per contro, sostengono che il tradimento faccia male. Sempre. E comunque. Che non importa di che tipo sia. Che chi tradisce viene prima o poi scoperto. O che il partner comunque se ne accorge. I traditi sostengono che il tradimento andrà sempre a ledere qualcosa di molto profondo dentro di noi, che tocca sì l’amore, ma anche il rapporto con noi stessi. Che il tradimento ci investe, interessa tutto il nostro ego e tutta la nostra sfera emotiva, sradicando le presunte certezze di cui avevamo bisogno. Facendoci sentire vulnerabili e feriti proprio dove avremmo voluto, invece, sentirci protetti e forti.

Ora, guardandola dall’esterno, possiamo ipotizzare che il motivo per cui il tradimento ci risulta così insopportabile, oggi come ai tempi di Tolstoj, è la menzogna che esso implica. La presa in giro e la conseguente compromissione del rapporto di fiducia tra i due compagni; ma anche l’impossibilità culturale di concepire una relazione in cui l’esclusiva sessuale non sia necessariamente sinonimo, presupposto e conditio sine qua non dell’amore. La confusione, stringente e innaturale, della monogamia con il sentimento.

Forse (e dico forse) se riuscissimo a evolvere la nostra concezione di relazione amorosa (alcuni ci provano, impostando una “coppia aperta” ma non è una pietanza per tutti i palati, e non è detto comunque che funzioni); se riuscissimo a non pretendere di bastare a un partner per tutta la vita, o a pretendere che ci basti solo lui; se non drammatizzassimo troppo la nostra fallibilità umana; se ci impegnassimo a essere onesti, con noi stessi e con i nostri amanti; se guardassimo quali e quanti ingredienti compongono una relazione, al netto della fedeltà formale sul materasso, e di quante emozioni diverse, è fatta la felicità; se nel sesso leggessimo meno peccato e più libertà, se lo pensassimo come espressione di sentimenti diversi, poliedrici come noi siamo, in quanto creature complesse, se ci evolvessimo al punto di saper amare e sentirci amati affrancandoci dal possesso (reale o apparente), forse il tradimento assumerebbe un valore diverso e meno nocivo, nella nostra emotività.

Dico FORSE non a caso. Poiché, come sempre, lo scarto tra la teoria e la pratica è determinante. E, tra il dire e il fare, io mi sono sempre rivelata una terrona gelosa. Però mi fa riflettere, questa similitudine, tra noi e i protagonisti di un romanzo ambientato più di duecento anni fa.

Attorno a un tema che, ciò va detto, nei secoli non è passato di moda mai.

59 thoughts on “Tradimento: da Guerra e Pace a Noi

  1. Secondo me, questa volta, nel tuo discorso c’è un po’ di confusione di fondo.
    Il tradimento, per essere tale, implica soprattutto la menzogna (ed è questo, personalmente, che trovo inaccettabile, la fiducia tradita).
    Se tra due partner c’è un accordo di non monogamia (e, in genere, questo implica delle “regole” condivise tipo “don’t ask, don’t tell” o “i partner terzi vanno scelti insieme” o “solo con professionisti/e” o chessoio), allora manca l’inganno e il progetto di vita condiviso non è (o potrebbe non essere) intaccato proprio perché non si basa sulla presunzione dell’esclusiva sessuale. Può funzionare o no, ma non è come andare a scopare in giro (o qualunque altro dei punti della tua lista) all’insaputa dell’altro/a.
    Come si fa a sovrapporre le due cose?
    A meno che nel tuo post non volessi sovrapporre il concetto di “tradimento” con “presenza (fisica e non) di terze persone nella coppia”.
    Anche io, nella pratica, sono sempre stata una terrona gelosa, ma capisco che altri possano trovare un equilibrio in scelte diverse (e per certi versi più razionali delle mie).
    Peraltro, almeno per la mia (limitata) esperienza di trentaduenne con una sola storia lunga alle spalle, prima o poi bisogna sempre fare i conti col fatto che uno dei due (o entrambi) proverà una forma di attrazione più o meno platonica per una terza persona, che può o non può rimanere una fantasia. Personalmente credo che ignorare il problema significhi aprire la porta al “tradimento”, anche non fisico ma che probabilmente ferirà il partner. Accettando che prima o poi accadrà, si può provare a evitare l’inganno e a decidere insieme come affrontare la cosa, dando più chances alla coppia di trovare una soluzione accettabile per entrambi. Capire che prima o poi un partner sarà attratto da un’altra persona, condividere le proprie fantasie con l’altro, accettare che ci possano essere “amicizie speciali” (anche solo platoniche, anche solo per poco tempo) penso che siano cose necessarie per una relazione adulta che abbia aspirazioni monogamia di lungo periodo. E lo dico pur essendo una terrona gelosa! 😉
    (ovviamente, nulla di tutto questo vale per il traditore seriale)
    Certo, la teoria è bella… 😉

    1. Ada, l’hai letto tutto l’articolo o solo metà? Copio e incollo: “Ora, guardandola dall’esterno, possiamo ipotizzare che il motivo per cui il tradimento ci risulta così insopportabile, oggi come ai tempi di Tolstoj, è la menzogna che esso implica. La presa in giro e la conseguente compromissione del rapporto di fiducia tra i due compagni”.
      Dove la vedi la confusione di fondo? L’ha scritto nero su bianco che il problema è la menzogna. Per il resto si tratterebbe di essere più consapevoli dei limiti insiti in una coppia, insieme, senza mentirsi. Vagina l’ha detto per tutto il post, a me sembra cristallino, senza offesa.

      1. Era proprio a quel paragrafo che mi riferivo, e soprattutto a quello che viene subito dopo, in cui mi pare che si mettano sullo stesso piano il tradimento e la non monogamia consensuale (chiamiamola così, come ho detto secondo me ci sono tante sfumature possibili). È lì che (mi pare) sta la confusione.
        Ovviamente ho letto tutto il post. Non ha caso ho ripreso proprio le sue parole. Il mio commento non voleva essere per nulla polemico. L’idea era offrire una sfumatura diversa. Perché ci hai visto critiche?
        Detto ciò, potrei aver capito male io, ma direi che a questo punto la padrona di casa potrà dirimere i dubbi.

    2. Ciao Ada,
      mi pare che diciamo esattamente la stessa cosa, ovvero che ciò che ci risulta insostenibile nel tradimento è la menzogna.
      Tutta la difficoltà del caso, la scelta tra il dire (difficile) e il non-dire (molto più frequente), i diversivi che aiutano la realizzazione di un progetto di lungo corso, e il resto, mi trovano concorde.

  2. Lasciando da parte la “teoria” del tradimento, altrimenti se ne potrebbero scrivere due di Guerra e Pace, credo esistano due macroaree in cui classificare i tradimenti: sentimentali e non.
    I primi sono affettivi prima che fisici, i secondi sono dettati dall’impulso del momento. Nei primi troviamo in un’altra, terza, persona, quello di cui abbiamo bisogno e che evidentemente al momento il nostro partner ufficiale non riesce a darci, o non ci ha mai dato. Nei secondi è l’impulso del momento, l’adrenalina, gli ormoni a scatenare il tutto: il collega bello e fisicato, l’amica di amici con lo sguardo da cerbiatta…
    I tradimenti carnali a mio avviso sono superficiali e li comprendo: come hai scritto dobbiamo sempre fare i conti con la nostra umana fallibilità, e può capitare di inciampare. Comprenderli però non vuol dire giustificarli: nessuno ci ha puntato una pistola alla testa quando abbiamo deciso di imbarcarci in una relazione monogama, che in quanto tale è fatta anche di sacrifici; resistere alle tentazioni, anche quando ti parte l’ormone a palla e il cervello va su off in automatico. Credo sia un fallimento per il traditore in primis, che evidentemente non è in grado di rispettare quanto ha promesso al partner.
    I tradimenti sentimentali invece pregiudicano quelle che sono le basi di un rapporto di coppia e sono per me incomprensibili. Nel momento in cui ci si rende conto che quanto si provava per il partner è rivolto ad un’altra persona, bisognerebbe avere l’onestà e il coraggio di troncare la relazione precedente, non fosse altro che come forma di rispetto per quello che l’altra persona e il rapporto stesso è stato ed ha significato per entrambi.
    E’ evidente che non è una classificazione rigida, il tradimento è una grande nube grigia: può essere che quello che è nato come un tradimento carnale si trasformi in sentimentale ( il contrario mi sembra improbabile però) e che stiamo sempre parlando per ipotesi.
    Come suggerisci in chiusura, bisognerebbe evolvere il concetto di relazione più che cimentarsi in elaborati sofismi volti a giustificare, a noi stessi in primis, il tradimento. Perché è chiaro che è questo che facciamo: cerchiamo una giustificazione che ci assolva.

    1. Sono d’accordo sulla divisione generale in tradimenti “carnali” e “affettivi”.
      Il punto, secondo me, è che come dici si tratta di scale di grigio, per le quali questa divisione binaria non è sufficiente, temo. Voglio dire che secondo me in molti tradimenti, si cercano risposte a domande (anche inespresse) che toccano la nostra sfera sessuale, emotiva, primitiva, non necessariamente una alla volta ma anche tutte insieme (poi magari siamo noi donne che siamo più articolate eh :)). E anche che, in caso di tradimento affettivo, spesso non è che il sentimento per l’amante soppianti quello per il partner. Ma qui poi ci ritroveremmo a parlare del poliamore e davvero non la finiremmo più 🙂

      1. Si può amare più di una persona contemporaneamente? non lo so, onestamente non mi è mai capitato. Provare attrazione sì, amore mai. Credo si possa amare in maniera differente più persone (credo che il sentimento verso i propri consanguinei possa definirsi amore, anche se non romantico), ma il punto è quello: differente. Posso dire di amare un’altra donna come amo mia moglie? No, perché in lei vedo cose che in tutte le altre non vedo. Penso che Fedifrago abbia colto nel segno quando ha detto che l’amore verso il proprio partner è qualcosa che si coltiva, in due, giorno per giorno. Una cosa simile non penso possa essere fatta verso due persone contemporaneamente: sarebbe come cercare di costruire due castelli di carte insieme, il solo muoversi dall’uno all’altro può generare un alito di vento e farne crollare uno. O entrambi. E poi, torniamo di nuovo al discorso: nessuno costringe a imbarcarsi in una relazione esclusiva come quella, inutile nasconderlo, attualmente considerata standard e il tradimento è concepibile solo all’interno di tale sovrastruttura. Se eliminiamo la “coppia”, e quindi l’esclusività della relazione (come in una relazione poliamorosa), ha senso parlare di tradimento? Non saprei, ma sarei orientato a rispondere negativamente.

  3. Oggigiorno le storie serie, impegnate, dove due partner si impegnano a rispettarsi sono rarissime e quasi schernite. Per la maggioranza, essere fedeli é out. Se sei fedele, se ti concentri solo su una persona alla volta, sei un/una pirla.
    La normalita é il tradimento, é una pratica ormai ampiamente sdoganata con tanto di siti di dating specifici per persone non libere. Il famoso caso Ashely Madison insegna.
    Cosa significa questo? Che un tempo tutti erano santi e oggi no?
    No. Anche un tempi c’erano le corna, le doppie vite e quant’altro.
    Ció che oggi peró colpisce é la superficialitá con cui si tradisce. Una volta, credo, fosse una questione piú intima…meno buttata lí. Not che le corna anni 60 fossero piú giuste…ma essere amante aveva un senso diverso. Era un rapporto a tutti gli effetti, giusto o sbagliato che fosse. Oggi per dire, non esiste nemmeno piú il concetto di amante segreto. Si tromba quando si ha voglia e con chi si ha voglia con un click, nessun impegno, nessun rapporto, solo il desiderio di soddisfare un istinto del momento.
    Trovo tutto ciò un pó triste.
    Leggevo d’altro canto un articolo che sosteneva che il tradimento é causato dalla monogamia, cosa per cui la natura non ci ha fatti (nessun mammifero é monogamo) , quindi la tesi sostenuta era che siccome una persona sola non puó soddisfare tutti i bisogni, dovremmo avere tutti piú partner, cosí tutti sarebbero piú soddisfatti e il tradimento in quanto tale cesserebbe di esistere, cosį come la gelosia.
    Non so se funzionerebbe cosí in effetti…ma magari un pó di vero c’é.

    1. io sono d’accordo con l’articolo che citi e la penso a questo modo da anni. non ho mai impostato una mia relazione in questo senso ma concettualmente sono assolutamente concorde.
      quanto alla facilità e alla superficialità con cui si tradisce oggi, sì e no. nel senso che certamente, da un certo punto di vista è come dici tu. dall’altro, però, sono convinta che esistano ancora le amanti di lungo corso, le relazioni parallele e anche i “segreti”.
      resta il fatto che la tua intuizione è secondo me comunque giusta, il caso di ashley madison lo citavo anche io nell’ebook che non ho mai più pubblicato, proprio sul tema del tradimento 🙂

  4. Condivido l’analisi, che trovo completa e obiettiva, e condivido soprattutto la conclusione. Chi si appella e limita solo al concetto di menzogna, quando parla di tradimento, parte dal presupposto che il tradimento non sia mai ammesso. Io dico che, escludendo il tipo traditore seriale, compulsivo e patologico, in tutti gli altri casi possiamo trovare la metà di responsabilità di un tradimento anche nel tradito, al quale fa comodo sostenere che tutto stava filando liscio ed egli è solo la vittima. Un saluto

    1. in termini ancora più radicali ti dirò: l’impostazione monogama del rapporto, sul lungo periodo, nel mondo d’oggi (che è concettualmente molto sessualizzato anche se pare che si scopi sempre meno), tende a produrre due esiti principali: o la frustrazione (perché prima o poi la libido cala, poche storie); o la menzogna (perché prima o poi si tradisce).
      applausi sul fatto che il tradito non è necessariamente la vittima al 100%!

  5. Intendiamoci (e mi ripeto): quando scrivi “fedifrago” o precisi che non parli di me oppure aggiungi la ®
    Detto questo, ho un po’ di esperienza in più, nel corso della quale sono stato monogamo (nota che non ho scritto “fedele”, attributo che riconosco ai cani e non agli umani) così come libertino e credo anche di avere (qualche volta) subito il tradimento (sebbene non lo abbia mai saputo ufficialmente).

    Punto 1. Il fatto che non ci sia atto fisico non importa, il dedicare pensieri ed attenzioni costanti ad un’altra persona incide – e molto – sul rapporto. Diverso è il caso del flirt (sempre platonico, chiaramente) occasionale, magari se utilizzato per riportare all’interno della coppia la carica sessuale che scatena.

    Punto 2. Non credo a chi dica “a me non è mai successo” (a meno che non abbia 13 anni) o “a me non succederà mai”; mentono sapendo di mentire. Può non essere dannoso, tenendo però presente che può facilmente scivolare nei punti 4 o 5. Per essere veramente occasionale deve essere consumato una sola volta, meglio se in un altro continente con una persona che sta per trasferirsi su Marte e che quindi sei certo di non incontrare mai più.

    Punto 3. Perché pagare per cose che si possono facilmente avere gratis? A meno che tu non sia Berlusconi (ottantenne che vuole scopare le ventenni)

    Punto 4. Il seriale farebbe bene a restare da solo. Più divertimento e meno sbattimento, oltre ad essere più corretto.

    Punto 5. Se in una relazione entra come costante una terza persona, la relazione finisce. Che poi alcuni restino insieme per convenienza economica o sociale è un altro discorso, ma non è pensabile che non porti profondi mutamenti nei rapporti.

    In sostanza credo che in tutte le relazioni, prima o poi, passi qualche “scopata extra”; l’importante è che sia veramente extra. Credo anche poco alle coppie aperte, nel senso che – a mio parere – ciò possa accadere se non ci siano in giro sentimenti più profondi. Mi spiego: io e te ci vogliamo bene, scopiamo anche bene, ma non intendiamo andare oltre con una condivisione più profonda di sentimenti e progetti di vita; in questo caso ci diciamo che possiamo vedere anche altre persone e la cosa può funzionare. Almeno sino a che non crescano sentimenti per un’altra persona.
    Il concetto è che una relazione è esclusiva, nel senso che ne può vivere solo una per volta e diverse relazioni non possono coesistere. Non per un concetto morale, ma per un puro dato di fatto, quindi se credi in una relazione devi impegnarti per farla funzionare (poi, come dico sopra, la scopata con il/la marziano/a può anche capitare)

    1. Ineccepibili tutti i tuoi punti. Ma rilancio con due domande:
      1. sei davvero convinto che si possa amare solo una persona alla volta?
      2. sei davvero convinto che la coppia aperta non nutra sentimenti profondi? che l’apertura sessuale (per lo meno nel fantamondo) non sia in realtà l’agio di una profonda, collaudata, intelligente complicità di base? affinità di intenta? mutua accettazione dei limiti e delle libertà dell’altro? non dico sia sempre così ma mi piace immaginare che a volte possa essere così. poche volte. ma buone volte.

      1. Sempre a mia modestissima visione:
        1. Penso si possano provare sentimenti per più persone contemporaneamente, ma poiché sono convinto che l’amore (definizione che ho più volte chiarito, da non confondere con altri sentimenti o stati d’animo) non derivi da un colpo di fulmine bensì debba essere fatto crescere, si ama una sola persona alla volta. Se fai crescere l’amore per due differenti persone sei un pirla (scritto in terza persona, ma parlo per me)
        2. Ribadisco di non credere alla coppia aperta. Ovvero, due persone adulte e mature possono concepire che l’altro possa – in via del tutto occasionale e non cercata – scivolare nel letto di qualcun altro; però che metodicamente ed apertamente si mantengano più relazioni contemporaneamente penso possa essere una situazione del tutto momentanea, destinata a crollare nel momento in cui i sentimenti per un altro (o un’altra) si facciano più forti.

  6. Argomento complesso, anche perchè qui vedo trattare sia la questione “sesso” che la questione “sentimenti”.
    Poi ognuno ha la sua “soglia limite”. Per esempio, per mia moglie sto già tradendo in questo momento commentando su un blog di una donna di età compresa tra i 13 e 80 anni.
    Un *tentativo* di commento filosofico completo sarebbe talmente lungo che non saprei da che parte iniziare e… probabilmente nemmeno dove finire.

  7. e il caso di quegli uomini o donne che vanno regolarmente a letto con un altra/o ma sono convinti di non tradire perché fanno solo sesso senza “coinvolgimento” come viene classificato?

    1. Si chiamano comunque “relazioni parallele” ……e il coinvolgimento prima o poi arriva.
      E la regola di “una botta e via” non vale per le sequenze reiterate, neppure se ogni volta con persone differenti 😛

  8. cambiano i tempi ma la sostanza resta. Questa è la teoria che proponi e che è del tutto condivisibile. perché? Anche se torniamo indietro di 200 anni o di 400 o ancora di più, tutto resta immutabile. Tradire crea poroblemi da qualunque parte la si voglia girare. Credo che essere onesti prima con noi stessi e poi col partner sia il miglior viatico di una relazione. Onestà uguale rispetto verso l’altra/o.
    Se il rapporto non funziona o si sta deteriorando, basta essere onesti e chiuderlo senza ricorrere al tradimento e alla menzogna, che quando viene a galla fa molto male.
    Per Guerra e pace, consolati. pur essendo un lettore da 40 libri l’anno in media, questo non sono mai riuscito a superare la prima pagina.

    1. eppure, mio caro, dicono che sia il romanzo definitivo, anzi IL ROMANZO, quello di sempre, quello eterno. quindi, tu che hai il privilegio di essere un lettore, forse dovresti leggerlo 🙂

      quanto al resto, sì, tutto vero. ed è vero anche è la mancanza di rispetto (nella fattispecie di trasparenza) a essere più dolorosa e inaccettabile dell’infedeltà in sé, secondo me.

  9. Argomento spinosissimo….Secondo me è impossissibile in una relazione affrancarsi dal possesso…È umanamente impossibile a meno che non si sia presi in quel modo totalizzante proprio dell’amore…ovviamente non si può e non si deve perdere di vista il diritto alla libertà dell’altro e il rispetto,che consiste anche nel non soffocare l’altro…ma come si fa a sopportare di “condividere” il sesso e in generale la complicità che hai con il tuo partner…no,non si può…E se dovesse capitare il tradimento…Se ci si tiene al rapporto meglio non confessare. Negare sempre…Anche l’evidenza.

    1. una volta uno con me ha negato davanti alle FOTOGRAFIE. FOTOGRAFIE. prove più evidenti non potevano esserci.
      bene. detto ciò. sì, è sicuramente estremamente difficile affrancarsi dal possesso. ma è anche vero che si può (forse solo in teoria) pensare di avere un rapporto talmente forte, talmente intimo, talmente solido e viscerale, che non sarà una ciulata fuori porta a metterlo in discussione. senza contare il fatto che spesso, nella vita, le esigenze sessuali cambiano, il fabbisogno erotico, se così vogliamo chiamarlo, non è detto che resti allo stesso livello per uomini e donne…insomma è difficile. difficile.

  10. Scrivo senza leggere i commenti altrui. Ho sempre guardato al tradimento, di qualsiasi natura esso sia, attraverso la lente del “ti manca qualcosa”. Non credo che nella vita riuscirò mai ad accettare la poligamia, è un mio limite. Penso che se la persona che sta con me deve ricorrere ad altri incontri (chiamiamoli così), il nostro rapporto ha delle falle che evidentemente non sono riparabili nell’ambito della coppia. E allora diamoci libertà, ognuno per la sua strada. Sono tranquillissima nei rapporti tra trombamici, là dove non ci sia un rapporto progettuale, ma se stiamo costruendo qualcosa non sono tollerante. Ho anche perdonato in passato, ma raramente quello che è rotto può essere riparato, specie se si tratta di fiducia. Sarà che dovrei imparare a vivere più serenamente il tradimento, ma a me viene il sangue agli occhi e la serenità diventano vaffanculo a catinelle. Del resto son terrona pure io.

    1. Un mio conoscente, molto nordico, tornò a casa in momento imprevisto. Entrando in camera scoprì un suo amico a letto con sua moglie; i due, nel pieno della scopata, non si erano accorti di nulla. A questo punto, in maniera molto pacata iniziò a rimproverare l’amico per aver tradito la sua fiducia e la moglie per avergli serenamente spalancato le gambe.
      Dopo qualche minuto di queste lamentele disse: “però almeno mentre vi parlo potreste anche smettere di scopare!”

    2. ahahah ti capisco perfettamente.
      però, però, però. io temo che l’argomento sia fluido, aperto ad analisi e confronti e soprattutto passibile della specificità di ciascuno di noi. voglio dire: in una vita, una vita intera, no facciamo pure 10 anni, non ci verrà mai e dico mai voglia di andare con un altro uomo? sì? no? (pongo la domanda al femminile, poiché la risposta per gli uomini secondo me è “sì, anche dopo 10 mesi, o 10 settimane, o 10 giorni, o 10 ore”). e se quella voglia ci viene, vuol dire che non amiamo più il nostro partner? che non possiamo più desiderare di costruire un progetto insieme a lui?

      ho il sospetto che alla fine ci sia un punto da fermare, un punto fermo, e che ognuno di noi lo fermi dove ritiene giusto. per esempio: l’attrazione è normale, ma non devi cedere alla tentazione. ma la vita è un casino. i rapporti di coppia lo sono altrettanto. e forse a volte ci obbligano ad analizzare e comprendere anche cose che a prima vista ci sembrano incomprensibili o indegne di analisi…

      oddio, non so se mi sono spiegata.

      1. non so se ho capito a dire il vero, in sintesi potrebbe essere una sorta di: sono aperta a valutare le cose di caso in caso? se è così posso essere d’accordo, ma alla fine so pure di essere piuttosto gelosa e con questo devo fare i conti. alla mia età si può aver sperimentato tanto e quindi vedo meno plausibile quel tipo di pensiero, punto più sulla costruttività. cioè, a un certo punto dovrai pur privilegiare il rapporto che – si suppone – ti dia molto rispetto alle picchiate di testa.

  11. “Molte sono le strade che conducono al tradimento”
    Tom Clancy – La grande fuga dell’Ottobre Rosso
    “Ho visto i teorici della coppia aperta devastati dagli spifferi”
    Paolo Rossi

    Perchè si tradisce? perchè siamo esseri imperfetti, finiti, che non riescono a trovare nel reale ciò che cercano nell’ideale.
    Ma non può e non deve essere un alibi. “E pluribus unum” (Da molti uno solo) rimane l’incipit degli Stati Uniti d’America, non del rapporto di coppia.
    Abbiamo un senso del possesso inversamente proporzionale alla latitudine, da Nord a Sud desiderare (e prendere) la donna d’altri è foriero di casini mondiali in tutte le parti del pianeta (esclusi gli Innuit del Polo Nord)… Tuttavia, come si dice a Bologna, una noce sola nel sacco non ciocca, cioè per tradire si deve essere (almeno) in due.
    Un rapporto di coppia non è solo sesso e non è solo sentimento, quindi per andare a brucare l’erba in altri pascoli, ci deve essere sostanzialmente un rapporto potenzialmente in crisi; uno spiraglio dove il “predatore” entra di taglio e poi si mette per traverso. La “preda” (se di preda si tratta) cerca di risolvere all’esterno problemi che non può o non riesce a risolvere all’interno del menàge, per cui la soluzione ovvia diventa nella maggior parte dei casi un incontro esterno col predatore/trice seducente.
    Questo articolo mi ha richiamato alla mente quello “Sei come una droga”. Siamo esseri dipendenti, perchè l’amore (e il sesso) chiedono sempre, e quando non trovano soddisfazione continuano la ricerca altrove.
    Giusto o sbagliato, è un bel problema. Dominare gli istinti non è mai facile, da tempi immemorabili si sono consumati adulteri e vendette. Fino a pochi anni fa esisteva nell’ordinamento giuridico italiano il delitto d’onore per “lavare col sangue, l’onta del tradimento” e ristabilire il diritto alla reputazione…..
    Oggi è tutto relativo, coppie aperte, di fatto, de jure, etero o omo, ma il tradimento e i suoi meccanismi sono rimasti nel “core” sostanzialmente inalterati, come lo sono i sentimenti che si provano a tresca rivelata da parte di tutti i coinvolti.

    1. anche il delitto d’onore lo citavo nel libretto sul tema che non ho mai più pubblicato 🙂
      tutto vero, tutto giusto. specialmente quando dici che un rapporto non è solo sentimento e neppure solo sesso. e anche i tradimenti, non sono così o bianchi o neri, secondo me. vero pure che siamo inclini a cercare ciò di cui abbiamo bisogno, che sia all’interno o all’esterno del menage che abbiamo scelto.
      l’unica aggiunta che farei, è che non è detto che chi è all’interno del menage sia preda (come giustamente accenni) e che spesso, ma davvero spesso, è cacciatore. poi, quando le carte si scoprono, racconterà che è stato/a l’amante, a circuirlo e si autodipingerà come un incapace di intendere e di volere, facendo risultare le corna una specie di circonvenzione di incapace.
      ma la verità è, spesso, ben altra. del resto: quando sei single per 5 anni, tra i 25 e i 30, perdi il conto degli uomini sposati e fidanzati che ti fanno avances 🙂

  12. Credo che l’ errore di fondo, o meglio, l’ abbaglio, sia illudersi che l’amore sia “eterno”.
    Prima o poi ci si stufa della stessa minestra mangiata a pranzo e a cena. Personalmente, dopo una settimana, per me e’ gia routine. Infondo, le posizioni, a letto sono sempre quelle e infretta diventa una noia, con la stessa persona.
    Se partissimo da questo presupposto non esisterebbe neppure il tradimento. Si sta insieme per un po’ e quando si sente la necessita’ di guardarsi intorno, ci si lascia. Dal mio punto di vista dovremmo smetterla con l’idea dell’amore da mulino bianco, la villetta, 2 gemelli e il labrador, perche’ poi son cazzi…

  13. Una volta ci si sposava con persone scelte dalla famiglia e probabilmente sì tradiva con la persona che si amava veramente. Ma adesso che la persona la scegliamo noi?
    Secondo me c’è anche una forte componente di narcisismo: sapere che appartieni anche ad un altro/a, che ci sono due persone che ti vogliono e non più soltanto una, ti appaga, ti accresce l’autostima e, a volte, ti dà anche una sensazione di potere.
    Quando, dopo anni, le sensazioni con il tuo partner sono sempre le stesse, la novità dell’altro/a ti stuzzica, ti appaga, ti fa sentire di nuovo affascinante quando magari non credevi più di esserlo. Quando, improvvisamente, qualcuno ti corteggia, potresti perdere la testa…

  14. Mi spiace ma stavolta mi sono fermata a guerra e pace che é davvero il miglior romanzo di sempre..un po’ anche per quello che dici tu, la bellezza di scoprirsi esseri umani molto simili anche a distanza di secoli….leggilo!😁

  15. Bellissimo articolo! Sei molto molto brava. Le tue parole catturano l’attenzione di chi le legge. Cari saluti e ancora complimenti. Simona

    Inviato da iPhone

    >

  16. Articolo bellissimo come sempre!
    A mio parere le strade possibili sono due:
    1)Decidere dall’inizio di avere una coppia “aperta” ed essere sinceri fino in fondo. Ciò implica “smarrimento” da parte dei due soggetti in questione perchè, ovviamente, a fatto accaduto ci si sente in colpa e si ha paura di perdere la persona tradita. Per cui non si ammette ciò che si è fatto—->tradimento della fiducia.
    2)Giurarsi amore eterno e finire dopo 3-4-10 anni a tradire perchè subentra la noia o perchè il sentimento è cambiato. A quel punto meglio chiudere ed evitare danni.

    La sincerità dovrebbe essere alla base di tutti i rapporti, soprattutto in quello di coppia.
    Il vero problema è che spesso mentiamo a noi stessi, questo è il vero tradimento.
    Ammettere che l’attrazione fisica o mentale verso quella persona è finita è un primo passo per evitare di fare cazzate e di vivere con i sensi di colpa.
    Una persona, quando siamo impegnati, ci attrae per due motivi:
    1)Abbiamo bisogno di conferme e siamo insicuri di noi stessi
    2)Siamo annoiati o i sentimenti ve3rso l’altra persona sono cambiati.

    Ovviamente questo è un mio modesto parere.

    Ciao Vagi.
    Silvia.

    1. cara silvia,
      secondo me il tuo modesto parere è ben centrato.
      ed è assai vero che spesso, alla base di questa giungla dei tradimenti, ci sono contenziosi aperti che abbiamo con noi stessi, oltre che con gli eventuali partner. è vero pure che siamo molto poco allenati all’introspezione (soprattutto gli uomini, noi donne a volte, al contrario, c’abbiamo l’acido lattico nel cervello per le pugnette che ci facciamo), ed è vero anche che la paura di restare soli, la tendenza a conservare lo status quo rassicurante, la coppia che esiste per quanto possa essere inappagate al confronto con la nuova coppia potenziale, frizzante ma incerta, è un altro fattore che influenza queste scelte.
      voglio dire: non è semplice guardarsi, vedersi, analizzarsi, comprendersi e tanto meno assumersi le responsabilità di se stessi e della persona alla quale siamo legati. non lo dico per giustificare il tradimento. lo dico per evidenziare la nostra fallibilità umana generale.

      forse la risposta è mettere la trasparenza nella coppia come bene principale. ammesso e non concesso che in coppia sia giusto o saggio essere sempre trasparenti al 100%. anche su questo ci sarebbe da riflettere 🙂
      un abbraccio
      v

  17. Dunque…
    Ho tradito e sono stata tradita. Sono passata oltre (non si perdona un tradimento, mai,) una sola volta.
    Sono stata per anni con un traditore platonico e occasionale che nella sua precedente vita sentimentale era stato un traditore sentimentale e anche a pagamento, nel senso che mi confessò di essersi trombato la proprietaria di una boutique perchè “era una bella gnocca e mi faceva sconti del 70% sui completi.” Ecco, sì, forse avrei dovuto capire qualcosa ma ci amavamo à la folie.

    Poi sono passati gli anni ed è ripartito dal via: mi ha cornificato in modalità occasionale, gli ho reso pan per focaccia ma poi dato che mi amava sono passata oltre. Quando mi sono resa conto che era entrato in modalità platonica l’ho mandato a cagare in un campo di ortiche.

    Sentirsi attratti verso qualcun altro è umano, è normale. Mettere su un mulino ogni volta che questo accade è roba da psicoterapia.

    1. la tua chiusa, quanta saggezza che c’è in essa.
      nel mio curriculum ne ho uno che in un anno ha tradito, meta-tradito, e nel giro di 10 mesi a essere “amore” eravamo state in 3.
      alla follia. che a volte è contagiosa.

  18. Di esperienze con il tradimento ne ho a iosa:

    1. Ho scoperto che mio padre tradiva mia madre. L’ho affrontato, abbiamo parlato. Lui ha capito che stava ferendo me e che se avesse ferito anche mia madre mi avrebbe persa per sempre. Ma i miei genitori si sono amati da quando avevano 15 anni e si amano ancora. L’ho perdonato.

    2. Il mio ex (egoista, imbecille, omuncolo, ecc..) era un traditore cronico e io giù a credere ciecamente che fosse un uomo (uomo???) fedele e che mai mi avrebbe ferita. Ho scoperto tutto sul suo tradimento dopo che FINALMENTE è uscito dalla mia vita.

    3. Il mio attuale partner ha tradito la sua ex con la sottoscritta, e io che ho sempre ritenuto che non sarei mai stata la seconda e mai mi sarei innamorata di un traditore ho finito per innamorarmi di lui perché lui ha dimostrato di essere follemente innamorato di me.

    Quello che ho imparato? il tradimento va contestualizzato, mai credere negli assoluti, mai essere granitici nelle nostre convinzioni, e che è molto meglio essere pronte a tutto!

    Ps. Io non ho mai tradito se non platonicamente, ma tornassi indietro al mio ex un bel paio di corna gliele stamperei volentieri!

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