Inventario Generazionale Maschile

Quando hai una navigata gavetta sentimentale alle spalle, hai sforato i 30 e sei formalmente single, non puoi non constatare che trovare un partner diventa sempre più complesso. Proprio in termini di “parametri di ricerca” intendo, che naturalmente, sì certo, ovvio, lo sappiamo benissimo che l’amore non si cerca, che quello arriva all’improvviso mentre stai facendo la cacca, però insomma ci siamo capite.

Affrontiamo la questione scientificamente, procedendo per macro-gruppi generazionali.

  1. Millennials: gli under30 per intenderci (i millennial veri voglio dire, non quelli che hanno giocato con il Grillo Parlante da bambini e che hanno programmato in MS-DOS nel Piano Nazionale Informatica dei licei scientifici italiani); sono giovani, più giovani di te. Sono maschi di 26, 27, 28 anni. Per carità, va bene. È fico da raccontare al tuo migliore amico finocchio. C’hanno un sacco di voglia di vivere (e di ciulare), hanno dei bei corpi, delle pregevoli erezioni spontanee che li rendono sempre pronti; non hanno particolari defaillance, non devi fare una tarantella per risvegliare l’anaconda sopita, e manifestano una discreta capacità d’apprendimento (data dall’autorevolezza sessuale che evidentemente ti riconoscono per via del gap generazionale). Resta il fatto che sono pischelli. Certo, non tutti. Prendi il più maturo dei millennial, il più interessante, il più sensibile, il più evoluto che trovi e sappi che difficilmente starà pensando alle stesse cose che pensi tu. Sappi che, probabilmente, starà ancora definendosi come persona, nel bel mezzo di quel processo che conosci assai bene perché c’eri dentro fino a un pugno di anni orsono (non che ora tu abbia finito). Sappi che mentre tu senti l’urgenza di rispondere alle aspettative che la società ha su di te, quello si chiede cosa mangiare per cena o se andare o no a vedere la partita della sua squadra del cuore. Che non ci sta pensando, che sei la donna della vita. Che c’ha proprio altri cazzi per la testa. Che non ha fatto una lista di tutti i tuoi straordinari benefits, per i quali sicuramente non vorrà perderti. E mentre tu ti sperticherai con fare materno, dedicandogli attenzioni e cura, abbi a mente che tra un paio d’anni si metterà con una 7 anni più giovane di te. Non venitemi a dire che “però Selvaggia Lucarelli” perché non è che siamo tutte bone come Selvaggia Lucarelli, ok? Voglio dire, è successo a Demi con Ashton. Figurati se non succede a noi.

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2. I trentenni: ahisahduifinfnfdknfgjnfbds. Volevo digitare con i gomiti, mentre mi mettevo le mani nei capelli e ce le lasciavo. Che meraviglia, i nostri coetanei. Quelli che NON sono fidanzati o conviventi (se ne registrano circa 20 in tutto il paese, affrettatevi), sono tendenzialmente dei millennials noncresciuti che non hanno neppure fatto il passo di imbarcarsi in una relazione seria. Proliferano i Golden-Single, che sono proprio vergini, che hanno un’educazione sentimentale pari a quella di un cactus dell’Arizona, l’expertise di uno stagista dell’amore e rimorchiano ancora le 18enni su Wechat. E poi ci sono quelli che sono usciti da una storia di 12 anni con la fidanzatina del liceo e quindi adesso prima dei 40 non vogliono sentirne parlare. Tanto hanno un decennio di vantaggio biologico rispetto a noi donne. A 40 troveranno una nostra erede culturale, ugualmente in sbattimento, che se li accollerà. Quasi tutti, comunque, sono infognati in un interminabile processo di definizione di se stessi (fonte di ansia indomabile, implicito egocentrismo, variabile vanità e costante misurazione dell’indice di successo della loro vita – con conseguente margine di tolleranza del successo di una partner eventuale). Pluriaccessoriati di insicurezze, si trincerano in un cameratismo virile fatto di concerti, partite di calcetto (o di basket, o di tennis, o di golf), dating app, viaggi con la mega-cumpa di amici, playstation, serie-tv, libri e fumetti. Non mi sento neppure di dar loro torto, in effetti. Si appassionano platonicamente a donne inarrivabili, decisamente fuori dalla propria portata, e trattano con sufficienza quelle a cui – per brevi lassi di tempo – hanno accesso. La risposta, in questi casi, è che se hanno superato i 30 e sono single, evidentemente, è perché single vogliono essere. E chi siamo noi per indurli a fare una cosa che, intimamente, non vogliono fare, cioè farsi rompere i coglioni da una femmina che poi pretende pure, chessò, di parlare al telefono? O di uscire? O di fare delle cose insieme? O di avere un regalo a Natale? O che tipo poi le devo pure pagare la pizza quando quei soldi mi servirebbero per andare al concerto de I Cani? (questo a grandi linee è il livello di analisi della situazione)

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3. I Quarantenni: molto bene. Il 40enne single è come il 30enne ma con un bagaglio di 10 anni in più di autoreferenzialità pura. Voglio dire: non sei la prima. Sai quante commilitone ci sono già passate? Sai quante hanno già provato a redimerlo invano? Cosa ti fa pensare di essere migliore delle altre? Di poter riuscire dove altre hanno fallito? Una possibilità in effetti c’è, ed è il puro tempismo. Cioè che il 40enne, se e quando ha capito di averlo lungo abbastanza, può finalmente occuparsi di fare contenta la mammà e scegliere un’incubatrice. E se tu hai la fortuna di trovarti proprio lì, al momento giusto, con l’outfit giusto, se riesci a venderti abbastanza bene da sembrare abbastanza figa (o abbastanza accondiscendente e remissiva, dipende dal tipo di maschio) per lui, allora forse je la fai. Devi essere curata, esteticamente appetibile e ancora competitiva con quelle che c’hanno 24 anni, possibilmente benestante perché l’uomo contemporaneo non è che non ci faccia caso, e comunque in età fertile (“Dai 35 anni in su, non so, ma le escludo per una relazione seria” cito testualmente). Altra possibilità è che a 40 anni il maschio abbia magari superato la sbornia della sua precedente rottura, e dopo 7 anni di scopate occasionali (o di agghiacciante astinenza, dipende dal tipo di maschio), si senta pronto a imbarcarsi di nuovo in un presunto regime monogamo. Tuttavia, c’è un però. Però diventare così adulti da soli, vuol dire avere un’architettura di abitudini e nevrosi, con le quali dovrai essere capace e disposta a incastrarti. Certamente ce la farai, amica, se lo vorrai, io credo in te. Sappi però che non è così facile. Cioè dopo averlo trovato, tocca pure farlo funzionare. In tutti gli altri casi, il 40enne è sposato e abbiamo detto (no, non in questa sede ma in altre sì), che con gli uomini delle altre anche basta. Talvolta è padre. Talvolta è divorziato. Questa è una casistica che mi manca e in effetti potrei sperimentarla, prima di considerare conclusa la mia indagine etnometodologica dell’amore. Sai no, provare con il ruolo dell’ex moglie a cui passare gli alimenti. L’affidamento congiunto dei figli. Ne ho già fatti e non ne voglio altri. E altre robe di questo tipo.

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4. I Cinquantenni: essi presentano numerosi vantaggi. In primis, il ventennio che vi divide farà comunque di te una dea ai loro occhi. Lo sguardo del cinquantenne sul tuo corpo, sulle tue imperfezioni, sulla cellulite, il cuscinetto, la pelle che non tiene più come teneva 10 anni fa, sulle prime rughe, sarà sicuramente meno giudicante (o così lo percepirai tu), rispetto allo sguardo di un coetaneo. Quindi tu ti sentirai più libera, più sicura, più femmina. In secondo luogo, il cinquantenne è rassicurante, empatico, intuitivo. Chiacchierarci sarà un piacere e la posizione in cui lo farai, quel paternalismo non detto ma inevitabile che si instaura, quel dialogo di sicurezza e giovinezza, lo scambio vicendevole e benefico, l’afflato di due anime anagraficamente distanti ma eccezionalmente capaci di cogliersi, è una delle dinamiche più confortevoli che esistano. Sessualmente, poi, il cinquantenne ha esperienza. Non è uno di questi damerini di nuova generazione. Quello la fica la conosce, pure bene. E, tendenzialmente, la ama, in quanto tale. Col pelo, senza il pelo, di sopra, di sotto, di traverso. La riconosce ancora come l’oggetto del desiderio, il movente di una sessualità sincera, fisica, gioiosa e vitale. Si è formato quando il sexting non esisteva e non era neppure immaginabile. E il fatto che tu sia la sua ultima primavera sessuale, in verità, gli farà sparare le ultime scorte di cartucce con una passione che manco i 16enni. Inoltre, è raro che un 50enne ti chieda di fare a metà del conto al ristorante. Non che questo faccia di lui un eroe,  ma sappi che è così. L’aspetto negativo è che comunque l’età c’è ed è un fatto. Il corpo non è giovane, ed è un fatto. La sua vita, una lunga parte di essa, l’ha già vissuta e quegli anni che non avete condiviso, in cui tu eri ancora uno spermatozoo e lui andava a Londra per la prima volta senza le low cost; in cui tu guardavi Dawson’s Creek e lui cresceva dei figli che adesso hanno pochi anni meno di te, sono andati. Non li riavrai. E, qualora volessi riprodurti (perché come il nostro governo insegna, è una domanda che dobbiamo comunque porci), sarà abbastanza difficile che tu lo faccia con un uomo così maturo; e qualora lo facessi, i compagni di scuola di vostro figlio penseranno che lui sia il nonno che va a prenderlo all’uscita da scuola. A me verrebbe da dire anche sticazzi. Però ti segnalo questi punti, amica, perché è giusto tu sappia. Sappi, infine, che le sue chiappe potrebbero essere molli, i suoi capelli radi, le sue gonadi canute. Donna avvisata…

(tutti i vantaggi testé elencati, come dimostra l’immagine allegata, non valgono per qualunque 50enne)

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5. I 60enni e gli over60: vabbè…purtroppo di Sean Connery ce n’è uno solo nel mondo.

Ora, come sempre io parlo dal mio parziale e vaginale punto di vista, ma sono sicura che si possa stilare un elenco invertito sul genere femminile. Anzi, prima che qualche brillantissimo lo faccia, mi porto avanti e vi anticipo cosa dirà (così non me la menate col solito sessismo):

1. Le ventenni: fighe, toniche, leggere, bisognose di conferme, manipolabili, spregiudicate, vogliose. Al massimo un po’ superficialotte.

2. Le trentenni: che Dio ce ne liberi, in sbattimento totale, alla ricerca disperata di un seme che le fecondi. Schizzate, indecise, convinte di avercela solo loro ma pronte a lanciarla dietro al primo stronzo che passa, salvo poi chiedersi dove siano finiti i bravi ragazzi, che puntualmente snobbano. Pretese altissime. Fisicamente si stanno già sfasciando. Complessatissime per il fatto che tutte le loro amiche si sposano e loro sono ancora su Tinder.

3. Le quarantenni: se sei fortunato le trovi ancora ben conservate, hanno quasi tutte abbandonato l’idea di procreare o hanno già procreato con terzi. A volte, però sono ancora un po’ troppo incazzate e cazzofobiche. A letto, una bomba.

4. Le cinquantenni: sono il nuovo Eldorado, quelle tenute bene. Materne, rassicuranti e a bassissimo mantenimento; sono quelle tornate single, i figli già ce li hanno e non ne vorranno altri e pure se li volessero puoi stare sereno che la menopausa risolve i problemi! Non sono alla costante ricerca di conferme e rassicurazioni, sanno cucinare, sono indipendenti (anche economicamente), non hanno bisogno di essere né aiutate né salvate, e poi la femminilità non ha età. Sono grate della tua presenza nella loro vita perché le fai sentire ancora giovani, desiderabili e ogni volta è una sorpresa per loro essere ancora chiavate da uno che potrebbe, sulla carta, essere il fidanzato delle loro figlie. O quasi.

5. Le sessantenni: hanno comunque un loro pubblico…

Insomma, è un mondo difficile lì fuori.

Un gioco faticoso, l’amore.

Un terno al lotto.

Le possibilità di vincere sono poche.

Per averle tocca comunque partecipare.

E perdere.

E non smettere.

104 thoughts on “Inventario Generazionale Maschile

  1. mancano all’appello quelli sposati in seconde nozze con una più vecchia che non amano più… ma che non riescono a lasciare …
    quelli forse sono i più pericolosi… forse meglio definirli uomini senza palle!!!

    1. gli sposati di qualunque genere di nozze sono volutamente esclusi dal panel…
      ma è un argomento trattato proprio in una sede separata. consiglio lettura delle varie fasi dell’amante.
      per il tuo caso, nello specifico, consiglierei “la terza fase dell’amante” 🙂

  2. Si desidera sempre ciò che non si ha.
    Vedo che non pensi ad altro, ma guarda che poi… quando lo troverai finirai a litigarci e a separarti.
    Al limite può essere utile per avere figli e un coglione che per i prossimi decenni ti passi una fetta del suo stipendio.

    1. inizio a essere un po’ annoiata da quelli che dicono “non pensi ad altro”.
      io SCRIVO di questo. sono donna, ho 31 anni, ho tanti amici, tanti progetti, tanti impegni fissati in agenda, però sì, ci penso, ciononostante ci penso, la gente mi racconta le sue esperienze, sia gli amici, sia gli sconosciuti, quindi sì: CI PENSO E NE SCRIVO.
      se l’epilogo sia necessariamente quello che dici tu non lo so. è sicuramente una delle possibilità.
      nel mondo esistono comunque anche delle coppie che durano. poche. con i loro limiti (non esistono coppie che non ne abbiano) ma ci sono. coppie belle e coppie di merda. il resto si vedrà.

  3. Molti dei punti delle cinquantenni sono anche delle quarantenni, ma non sono affatto ben visti dagli uomini medi.
    Essere indipendenti, abituate ad arrangiarsi, costrette e quindi abituate ad essere forti… è una cosa con cui i pochi maschi single o single di ritorno, non vanno d’accordo.
    E sul fatto che il cinquantenne ti veda come una dea… è vero, ma finisce!

      1. esatto: difficilissimo!
        (no neppure i giovani, perchè vogliono che non gli rompano le palle, ma ad intermittenza, a seconda di quando va bene a loro. E se sei tipo che si arrangia, non lo sei ad intermittenza)

  4. Ah, ah, divertentissimo! Tifo per i cinquantenni (anche se ormai sto più di là che di qua… più vicino ai sessanta che ai cinquanta volevo dire) ma avverto che dopo i 28 il degrado è inevitabile. Esclusi i e le presenti, ovviamente.

  5. E da quasi trentenne la vedo esattamente come te.
    Basterebbe trovare una persona che riesca ad “incastrarsi” al nostor modo di essere.
    Meritiamo tutte un Johnny Depp maturo ed interessante di 35 anni!
    Un abbraccio!

  6. Ho ghignato forte scorrendo la classificazione, giocando il bonus dell’essere sposato e quindi fuori dal campione analizzato e rappresentato 🙂 Segnalo però che il 30 voglioso di essere single, in verità, è ben raro: più probabile si tratti di incapacità di instaurare una relazione, non avendo ancora raggiunto un livello di maturità adatto (o quantomeno richiesto a qualcuno con 30+ primavere sulle spalle) che cosciente desiderio di singletudine. Quindi donne, se ritenete possa essere una valida scelta, rompete pure le palle al trentenne di turno: probabilmente ve ne sarà grato.

    1. ma sai, io tendo a pensare, probabilmente sbagliando, che se una cosa la vuoi, riesci a farla. e se a 30+ anni permani in uno stato di incapacità, di inettitudine emotiva, secondo me è perché in fondo non la vuoi una relazione (bada che estendo questo pensiero, talvolta, anche a me stessa, nel senso che mi dico che, tutto sommato, se il mio obiettivo primario nella vita fosse stato diventare moglie e madre, probabilmente lo sarei diventata :))
      ciò non toglie che forse sì, forse tutti noi 30+ poi ci rifugiamo in un’idea platonica di ciò che vorremmo e ci incastriamo nell’incapacità di confrontarci – per più di qualche settimana o mese, nei casi migliori – con la realtà.

      fatto sta che il problema spesso è proprio alla radice.
      e va bene essere pro-attive e “rompere le palle” al trentenne di turno. ma ci piacerebbe anche che uno s’accorgesse da sé, se ci vuole oppure no. o sbaglio? 🙂

      1. Non sbagli affatto. Personalmente, qualche anno addietro (ma ero più vicino ai 20 che ai 30), già impegnato in una relazione stabile, mi sono guardato allo specchio e mi sono chiesto: cosa voglio dalla vita? La risposta è stata “stare con lei”. Siamo felicemente sposati da quasi tre anni e non mi sono mai pentito della scelta fatta. Mi rendo conto però che non è facile oggi, scegliere di porsi dei paletti. La nostra generazione può ragionevolmente cominciare a fare un punto sulla propria vita attorno ai 30-35 anni, quelli che ci riescono prima sono rari. Tra studio, università, lavoretti arrangiati, andare avanti in un costante stato di precarietà è normale. Diventa un modus vivendi che si riflette anche nelle relazioni, imho. Poi non so se è effettivamente vero, ma la sensazione che ho, su cui influisce probabilmente anche il mio essere vecchio dentro, è questa.

  7. Sono un’ostetrica e già il fatto di parlare con Vagina mi sembra una cosa fantastica 😄!! Ho 30 anni e mi sono imbattuta in un quasi 40enne… L’hai beccato in pieno, ogni giorno “combatto” con la sua “architettura di abitudini e nevrosi” 😂!! Sei fantastica!!!

  8. e io leggo e rido. moltissimo.
    celiho, tutti. tranne il 60enne. comunque sui 40enni al secondo giro ci beviamo un bicchiere prossimamente e ne discutiamo ;-). bacio

  9. Più o meno a metà strada tra i 50 e i 60, le trentenni al massimo le invito a cena a casa, ma in compagnia degli altri zii 😜
    Seriamente parlando, sotto i 40 non le considero se non come potenziali compagne di aperitivo. E basta, non le prendo in considerazione neanche per una sera di sesso (non te la prendere, ma sono fermamente convinto che molte donne raggiungano il meglio tra i 40 e i 50)

    1. A proposito, stiamo cercando di organizzare un ape prima di Natale, cercando di trovare una data che vada bene a quella “pelle di stracchino” del Pinza. Nel gruppo whatsapp ho dato incarico al Lupo di coinvolgerti …se riesci a liberarti da tutti i corteggiatori, pensaci

  10. Assolutamente d’accordo su quanto hai detto delle trentenne, le querantenne e quelle di cinquanta. Hai fatto centro!!!!!!!!!! Ma evidentemente sei una donna e non potevi sbagliare. Su ciò che hai detto degli uomini non sarei tanto d’accordo. Ma concordo al 100% sul resto, sulla parte femminile. Mi hai fatto ridere come un matto col fatto delle trentenne, disperate per farsi fecondare dal primo scemo che trovano. Ho avuto l’esperienza delle ventenne, trentenne, quarantenne e adesso ho la cinquantenne… e HAI FATTO CENTRO!!!!!!!!! Complimenti.

    1. beh se è così precisa la parte sulle donne, presumibilmente ci sarà del vero anche in quella sugli uomini.
      che dirti, goditi la 50enne.
      forse siamo una generazione di figli che sono rimasti figli e non sono diventati adulti mai e preferiscono il comfort di un partner più adulto. e ciò vale sia per le donne che per gli uomini…anche se concettualmente io preferisco sempre l’utopia del circa-coetaneo.

  11. Sul fatto che i millenials abbiano dei bei corpi avrei qualche dubbio: troppi escono da un’adolescenza vissuta senza sport praticati, con culi flaccidi e panze ammaccate. Sulle donne 50enni sottoscrivo: non c’è niente di meglio che una notte di sesso con una donna d’esperienza e di cui non ti devi preoccupare di renderla gravida!

  12. Le riduzioni che hai fatto per ridere un po’ mi sono piaciute: sono divertenti e poi hai saputo usare stereotipi puntuali per agganciare lettori e lettrici. Non male. C’è però una cosa che mi lascia perplesso: parli dei cinquantenni e ne parli confidando che sia un bene trovare in loro una figura paterna. Mi sembra un po’ particolare come punto di vista. Vorrei chiederti cosa pensi di un uomo che afferma di trovare nella sua compagna una figura materna.

    1. non intendevo esattamente quello.
      intendevo che un filo di paternalismo si instaura necessariamente. è più un pattern con cui giocare, dettato dalla diversità anagrafica, non è la ricerca eterna e freudiana del proprio padre.
      nessun uomo, di nessuna età, ci risolve. l’accettazione e la comprensione di se stesse, è un lavoro che spetta a noi, da sole.
      però a volte, l’esperienza di un uomo adulto, è certamente più confortevole dell’inesperienza (emotiva e umana) di un pischello. non so se sono stata più chiara.

  13. Da tua coetanea concordo su noi trentenni, uomini e donne, sarà la generazione? Che siamo cresciuti con merendine all’olio di palma? La congiuntura astrale? Non so, ma per il nostro gruppo di età in generale non la vedo bene, su entrambi i lati.
    I quarantenni uomini, per carità divina, c’è solo da fuggire lontano, non aggiungo altro. Le quarantenni donne invece non sono per niente male.
    Mi sarebbe piaciuto avere esperienza con un cinquantenne, ci sono andata vicina tempo fa con un uomo intrigante, fantasticavo sullo scambio di vissuti che avrebbe potuto esserci, ma purtroppo non ho potuto approfondire, peccato davvero.

    1. Mi dispiace solo dirti che un uomo di quaranta sarà sempre più in forma di una donna della stessa età. Voi donne pensate solo all’intrigo, alle fantasie… Noi andiamo al sodo invece. Non è meglio ne uno ne l’altro modo di essere, è solo che non ci troveremmo mai. Anch’io, come te, la vedo male per entrambi i sessi. Se da una parte, gli uomini sognano una donna appagante a letto (e il resto può andare a farsi benedire), dall’altra le donne sognano solo uomini che non esistono. Il desideriosi sveglia nelledonne dopo i quaranta circa, ma a quell’ora è ormai un po tardi per pensare ad avventure con uomini intriganti. Se solo per una volta scendiate dal piedistallo, tutto sarebbe così semplice. Non aggiungo altro.

      1. Noi donne dobbiamo scendere dal piedistallo, è vero, spesso ce ne accorgiamo tardi, ma di un quarantenne uomo in forma, pieno di sé con sovrastrutture di abitudini e nevrosi per dirla come Vagina, beh non me ne faccio niente, grazie.
        Non è questione di fantasticherie, sarei passata al sodo pure io e molto volentieri con il 50enne, il sesso piace molto pure a noi donne, anche se ci mettiamo più tempo a diventarne consapevoli, non so se per l’educazione ricevuta o per qualche altro motivo. Nel mio personale caso non ci ho fatto niente perché non ero completamente libera e non me la sentivo di fare stronzate, mi rammarico dell’occasione perduta ma in quel momento era così.

      2. Carla, hai parlato con sincerità, e lo aprezzo. Io sono un paio d’anni dopo i quaranta. Chi mi conosce sa come sono fatto. Da tempo ho mollato con le donne. Ci faccio qualche complimento quando mi gira, ma non do un passo in più. Credo che Dio ha sbagliato qualcosa all’ora di programmare il cervello femminile, o quello maschile, e li ha fatti talmente diversi che mi sono sempre chiesto che senso ha fare due esseri umani così diversi, che si attraggono (in teoria), ma non si complementano per niente. Ora sono in pensione con le donne. Appello all’autoerotismo come tutti fanno e nessuno dice, ma vivo l’amore sessuale nella mia mente. La realtà non è ciò che avrei voluto. Dici che alle donne piace il sesso? Forse, dopo i quaranta, e dopo tre o quattro anni di avventure si spegne la candela. Quando ero più giovane ho avuto una relazione con una donna vent’anni maggiore di me… ed è stata colei che mi ha inseganto: “Il primo sparo di un uomo giovane accende l’ultimo fuoco di una donna matura.” La frase mi è piaciuta per molto tempo, finchè non ho capito finalmente il senso di L’ULTIMO fuoco. Dura poco il desiderio nelle donne, spesso solo abbinato al voler avere dei figli, e non è giusto che Dio abbia creato un essere così bello ed attraente per dover imparare a godersilo solo con gli occhi, perchè a letto, lasciamo perdere.

      3. Forse sono stato fortunato, o forse ho scelto meglio, però le donne – e non sono poche, incluse due ex mogli – che ho conosciuto io erano e sono completamente differenti da quelle che descrivi qui ed anche nel commento più sotto.
        Peccato, perché hai perso molto, oppure – mi ripeto – sono stato molto fortunato io.

      4. Fedifrago, sei stato fortunato. Chiediti solo per chè tanti italiani maschi vanno all’estero a cercare quella disinibizione femminile che qui non hanno mai trovato. Credo che sei stato fortunato. Io no, ma a differenza di altri… mi accontento. Ormai sono un quarantenne con tanta esperienza alle spalle da aver capito che alle donne il sesso non piace. Si divertono, è vero, godono un pò se ci sai fare, ma loro abbinano il sesso a tante altre cose, come il farlo con la persona giusta, il momento giusto, sapersi protette, cercate, avere dei projetti insieme (sicurezza economica compressa). basta che manchi uno di questi elementi e per loro che senso avrebbe anadare a letto con qualcuno. Loro non si alzano al mattino con qualcosa di duro tra le gambe ne perdono il sonno pensando al figo che hanno forse conosciuto oggi al lavoro. Certo, le mosche bianche esistono, ma sono così strane da non trovarle mai, perchè già qualcuno prima di noi le ha trovate e se le tiene strette. 🙂 🙂 🙂

      5. Sarai stato forse sfortunato, però sono d’accordo con te quando dici che molte donne lasciano a desiderare. Come ho scritto prima, non cresciamo consapevoli dell’importanza del sesso nella vita di una persona e di una coppia

      6. Il commento mi è partito prima di essere concluso…. stavo dicendo, noi donne durante la nostra crescita veniamo educate quasi come se il sesso fosse un complemento o una cosa disdicevole, e non come uno dei massimi piaceri della vita. Parlo per me e le mie conoscenze femminili intorno ai 30 anni, premetto che non sono cresciuta in una famiglia religiosa oppure bigotta. Una volta adulta mi sono resa conto che mentre per mio fratello da adolescente erano battute e incoraggiamenti a divertirsi con le ragazze, per me c’è stato il silenzio più assoluto al riguardo. Tutto ciò non aiuta certo a trarre il meglio da questo, e vuoi anche l’inesperienza, all’inizio non fai faville a letto, pensi solo che quello che conta è trovare l’amore, il sesso è secondario. Servono anni per divenire consapevoli che il piacere fisico è fondamentale quanto l’amore. Io credo che le più giovani non abbiano questi problemi, anzi adesso stanno forse esagerando con il consumo sfrenato. Forse ci vorrà tempo perché noi donne riusciremo a trovare il giusto equilibrio, per vivere il sesso con la giusta gioia e tranquillità. In questo invidio Vagina, ha la disinibizione che avrei voluto avere io negli anni passati.

      7. Carla, comprendo, rispetto e accetto il tuo punto di vista. La tua esperienza è molto comune, e molto è poco. La conosci la storia della Bella Addormentata? Beh, apparentemente è una fiaba per bambini, ma non lo è affatto. La donna è bambina (asessuale) finchè un giorno si punge il dito con un ago ed esce una goccia di sangue (primo ciclo mestruale). Dopodichè cade in un profondo sonno che potrebbe durare anni (del sesso no le interessa niente e niente farà per scoprire la sua sessualità). Un giorno un principe la trova e la bacia sulla guancia (il primo contatto intimo con un uomo, che non sempre è una benedizione la prima volta ma diciamo che per questa volta è stata una gradevolissima esperienza), a quel punto apre gli occhi e si chiede: “Ma cosa ho fatto tutto questo tempo a dormire?”
        Insomma, non c’è niente da fare. Alcune mosche bianche ci saranno sempre, ed altre mosche nere che sarebbe meglio se restassero coi loro gatti a casa in eterno a furia di fare le schizzinose. Il resto, la generalità… prenderà sempre il sesso come la ciliegia sulla torta. Per noi maschi, invece, da sempre il sesso è stata la torta. Niente da fare, Carla. Perfino gli angeli buoni ci invidiano per essere degli esseri sessuati, e poter godere di questo piacere unico e supremo, ma Dio a noi maschi ha datto una voglia pazzesca verso le donne, e alle donne ha datto tanta bellezza, da essere forse l’unica preoccupazione della loro vita.
        Una coppia di innamorati passa pressi dalle mani ed incrocciano due ragazze che camminano insieme. Una volta incrociati, le due ragazze si voltano per guardare chi dei due? Lui o lei? (Solo se è George Clooney guardarebbero lui), ma invece guardano la sua ragazza, per vedere com’è vestita, se è bella o più bella di loro. Ecco cosa hanno le donne come impulso sessuale: L’eterno paragone tra di loro, senza rendersi conto che ogni donna è unica e bella come nessun’altra.

      8. Pinarosas… Ho già qualche anno dopo i quaranta. Non mi interessa essaurire niente. Ho conosciuto donne molto calde, ed altre freddissime. Faccendo una media tra tutte… La media è quella che dico. Un uomo si spoglia per strada e nessuna si fermerebbe a farlo salire in macchina, solo una tipa oltre i cinquanta lo farebbe. Una donna si spoglia per strada e vorrebbero tutti farla salire in macchina. Questo esempio risponderebbe ad una equità nel desiderio sessuale di entrambi i sessi? Se ti spoglio dieci uomini davanti ti piacerà uno o due (così selettive siete). Se ad un uomo li spogliamo dieci donne davanti di sicuro prenderebbe otto o nove, per non dire tutte.
        Voi siete da un altro pianeta, non mi interessa arrivare a capirVi. Avete di quegli atteggiamenti assurdi verso la sessualità che fanno rabbia. Un uomo vorrebbe la naturalità degli attributi sessuali secondari femminili (niente pelli sul viso, capelli lunghi, i seni, ecc). Invece, siete così profondamente pseudo-lesbiche (senza offesa), che gli attributi sessuali secondari degli uomini vi fanno schifo (La barba, i pelli sul corpo e sul petto…ecc) Quasi potrebbe dirsi che più somiglia un uomo ad una donna e più ricercato ed attraente risulta per voi.
        Mi dici che dico delle assurdità? Tanto, in questo mondo pieno di assurdità ce n’è per tutti.

      9. Alessandro, questo titolo lo conosco di memoria. Dici che dopo leggerlo hai cambiato il modo di affrontare la realtà? Il mio modo non è cambiato eppure l’ho letto tempo fa. Credo che sarebbe meglio credere che domani potrei vincere un mucchio di soldi prima di credere che alle donne il sesso piace “eccome”. Stasera conosci una e la serata sotto l’enzuola va alla grande. Domani vorresti ripettere l’esperienza e ti dirà: “Ma tu pensi sempre allo stesso”.
        A loro il piacere orgasmico (quando raggiunto) può durare mesi, settimane, perfino anni. Noi dobbiamo ripristinarlo tutti i giorni. Non siamo uguali.

      10. Scusa, Alessandro, ma c’è qualcosa che vorrei aggiungere. Tempo fa, ho trovato sul web l’opinione di qualcuno su questo stesso discorso e li ho fatto notare che ero d’accordo con lui. Non ricordo il sito, e nemmeno le parole testuali, ma diceva che per le donne il sesso era come andare a ballare per lui (a lui non piaceva ballare per niente). Insomma, a lui non piaceva ballare, ma una volta che partiva la festa con gli amici alla fine si divertiva e lo riconosceva che ballare era bello. Beh, secondo lui, alle donne capita lo stesso con la sessualià: Forse tutte le rotture per arrivare all’intimità con un uomo siano in partenza una bella rtottura per loro. Lui sosteneva che alle donne il sesso non piaceva, che lo abbinavano ad altre necessità, come avevo proprio detto io in altri commenti. Ma alla fine, per loro, è solo la ciliegia sulla torta. Possono anche vivere senza tutta la vita. Ma che senso ha cercare di dire queste cose se alla fine in un mondo pieno di ipocrisia la verità sarà sempre un’offesa? Ci saranno sempre pseudoconoscitori della natura femminile, la maggioranza di essi classici sfigati che credono di aver capito qualcosa e pur di ottenere un pò di favori femminili fanno finta di essere dei gentiluomini ben conoscitori della sensibilità femminile.
        Alla fine, una donna è tanto profonda di spirito quanto tutto il trucco e le scarpe in cui investono soldi a destra e sinistra. Vorrebbero essere prese in considerazione per ciò che sono dentro e non dall’apparenza esterna, per dopo non riuscire a guardarsi allo specchio per la mesura dei loro seni, glutei, ecc. La donna è così profonda che se conosci una oggi e avevi un look quella sera, non puoi fare lo sbaglio di cambiare domani il taglio dei capelli, ne il modo di vestire, perchè allora non sarai più quello che lei ha conosciuto. La donna è così profonda che mi fa solo che ridere l’idea della sua profondità.

      11. Ma tutte le sgallettate frigide le hai conosciute tu allora? Una donna normale no? io ho cercato di dialogare all’inizio, ho anche fatto autocritica dicendo che noi donne per arrivare ad apprezzare appieno gli incontri a letto abbiamo bisogno di alcuni anni di esperienza (almeno fino alla mia generazione di trentenni, le più giovani non credo); però tu adesso inizi a dire che la profondità delle donne si esaurisce al trucco e alle scarpe, discorsi del peggiore becero maschilismo, ma per favore!! Fai anche tu un esame di coscienza, credo che tu ne abbia bisogno, prima di incolpare sempre gli altri, anzi le altre.

      12. Carla, ti chiedo scusa. Io dalle donne sono profondamente deluso. Ecco per chè parlo così. Non ho beccato tutte le sgallettate frigide (sorrido), ma una buona parte si. E’ come comprare dei gratta e vinci: Perderai sempre.
        Ciao, io qui mi fermo. Ti chiedo scusa ancora. Volevo solo dirti che mentre voi Vi prendete degli anni di tempo perchè non siete ancora pronte, per quando lo sarete, a quell’ora ci siamo ormai ammazzati tanto da soli… che allora sarà troppo tardi perchè il vostro corpo nudo non sarà mai quello dei films dove siamo stati costretti a trovare rifuggio davanti a tanta attesa, e auqell’ora Vi chiederete per chè non siete abbastanza per produrre un’erezione. Alla fine, la sessualtià non è altro che un atteggiamento mentale. Io dalle donne vere ormai posso fare a meno, grazie ad Internet. Ciao e buona fortuna.

      13. Trillo, mi sono letta tutta la tua dissertazione a puntate. Ci hai detto la tua età e il tenore delle tue esperienze personali. Volevo chiederti: da dove scrivi?

        Poi provo a dirti alcune cose, perché mi sembra giusto farlo, anche se ci hanno già provato Carla, Fedi e Alessandro. Invano direi.

        1. Alle donne il sesso piace. Non a tutte. Ma a molte.

        2. Sì, non caricano in macchina un beota che si spoglia in mezzo alla strada, perché la loro eccitazione si attiva con stimoli diversi. Voi siete più visivi, noi meno (that’s why a volte andiamo con uomini brutti ma capaci di affascinarci, voi lo fate molto meno, e potreste avere accanto la donna più brillante del pianeta, guardereste comunque la sgallettata, ventenne figa. Se siete di classe, e spesso non lo siete, lo fate con discrezione; è così che funziona, a grandi linee)

        3. Detto ciò, se passa un manzo ti assicuro che mediamente comunque lo notiamo.

        4. Non è vero che gli uomini ci piacciono “femminili”. Ho amici che hanno i peli sulla schiena e sono fidanzati. Tuttavia, se un uomo è così peloso da assomigliare più a un primate che a un homo sapiens sapiens, nessuno gli vieta di rivolgersi a un’estetista. Se ci sono donne – tante – che mensilmente si strappano via i peli dal pube e dalle grandi labbra, possono esistere uomini che se li strappino dalla schiena. Si fanno cose per risultare appetibili all’altro sesso. Così è. Anche io vorrei avere le gambe di Roberto Baggio negli anni novanta. Invece mi depilo.

        5. Le cultura che viene “impartita” alle donne sul tema sessuale (per lo meno fino alla nostra generazione, come dice Carla) è molto diversa da quella impartita ai maschi. Nessuno dice alle donne che sono libere, che possono esplorare il proprio corpo, che possono godere. È una conquista che fanno da sole, lentamente, negli anni. Gli uomini possono lagnarsi dell’incomprensibilità delle donne, e sentenziare che sono frigide. Oppure possono essere Uomini, capaci di condurle attraverso questo percorso di consapevolezza. Accompagnarle, anzi, più che condurle. Ma, tu che lamenti la “profondità” femminile, lasciati dire che non pari tanto profondo dall’approssimazione dell’analisi che hai condiviso.

        6. Io, se a 40 anni ci arrivo, sono sicura che un’erezione saprò procurarla lo stesso.

        7. È vero, le donne sono ossessionate dal confronto reciproco, cosa c’entra?

        8. È vero, le donne a volte cercano uomini che non esistono. Quindi siccome non la danno via a chi dite voi, non amano il sesso in quanto tale?

        9. È vero, ci sono alcune per cui il sesso non è importante, o che lo vivono più come un dovere che come un piacere. Alcune, non tutte.

        10. È vero, il desiderio passa a volte. Hai mai pensato che potrebbe dipendere anche dal partner, cioè dall’uomo? Proprio sessualmente eh. Che forse non sapete cosa fare (e magari anche loro non lo sanno) e che il problema se mai potrebbe essere una generale ignoranza sessuale – che riguarda ambo i sessi – che si trovano ancora a vivere una delle sfere più importanti della propria individualità inciampando in tabù e assenza di competenza?

        Generalizza meno. Poi prosegui nella tua scelta. Ma davvero, generalizza meno.
        Perché il mondo non è il tuo paesello, o la tua città, o la tua regione, o il villaggio turistico dove sei andato in vacanza una volta.
        con cordialità
        v

    2. Carla, sì, la nostra è una generazione con ennemila difficoltà, tutte interconnesse tra loro, ma forse è pure vero che un po’ tutte le generazioni pensano questo di se stesse. Di essere state quelle con più problemi, e poi, quando invecchiano, di essere state quelle vissute nei tempi migliori. Poiché, notoriamente, si stava sempre meglio quando si stava peggio.

      L’esperienza con il 50enne se capita bene, ma se non sei riuscita a viverla perché eri in una condizione che non te lo permetteva, secondo me hai fatto meglio a non fare “stronzate”. Io penso che ci siano cose irrinunciabili, che esercitano su di noi un’attrazione alla quale non è possibile sottrarsi, e poi tutte le altre. Se il tuo 50enne era tra tutte le altre, hai fatto bene a fare così. Probabilmente non sarebbe stato questo granché 🙂

  14. scusa volevo  inoltrarlo a un’amica!! figura di merda :))) comuqneu complimetni ti seguo da pochissimo ma mi piace il tuo stile, coraggioso direi :)silvia

  15. la ludopatia amorosa può essere entusiasmante oppure deludente. Dipende dall’obiettivo. Penso che tra femmina e maschio ci dovrebbe essere 5 anni di differenza max. A fa vore del maschio. La trentenne che pesca nel mazzo degli over 40. Uhm… mi sa che di strada ne faccia poca. Un po’ come l’over 40 maschile quando va a pescare le under 30. All’inizio si può ingranare, leggi sesso ma poi il tutto scoppia.
    Divertente questo post. Analisi lucide.

    1. grazie caro…
      si, la differenza d’età può essere un incentivo, regalare delle belle esperienze, spesso molto intense. sul lungo periodo, forse, è più facile essere coetanei. ma sai, è vero pure – e io un po’ ci credo – che l’amore non ha età. e che alla fine scegli la persona, non il suo anno di nascita, no?

      1. Che l’amore non abbia età è un modo di dire a cui credo relativamente poco. E’ vero che quello che conta è il sentimento che ci accomuna ma… Quando lei è troppo giovane rispetto a lui, passato il primo momento di euforia nascono esigenze diverse. Conosco una coppia, lui 83 e lei 70, che fino a quattro/cinque anni fa andavano d’accordo. Adesso ci sono incomprensioni e litigi. Sarà un caso ma.
        Vale anche il viceversa con lui sensibilmente più giovane di lei.
        Insomma un range di quattro o cinque anni va bene.

  16. “Quarant’anni. E’ quell’età in cui ti senti finalmente giovane.
    Ma è troppo tardi”
    Pablo Picasso

    “Quant’è bella giovinezza,
    che si fugge tuttavia!
    chi vuol essere lieto sia:
    di doman non v’è certezza”
    Lorenzo de’ Medici – Canzona di Bacco ne i canti Carnacialeschi

    Un altro splendido “livre de poche” da parte di Geena.
    Un condensato di analisi azzeccate sulle nevrosi delle varie fasce d’età, maschili e femminili e su come cercare di evitare di prendersi una cantonata guardando ai “sintomi” che affliggono il modello tipo di quella fascia.

    Uomini e donne sono per loro natura “asincroni”. Non sono mai in fase, uno oscilla in orizzontale, l’altra in verticale. Fare coincidere le cose diventa difficile. L’uno è un ingegnere cavernicolo, l’altra una romantica rompiscatole che vuole redimere e migliorare il cavernicolo, che di per sé non capisce il perchè debba essere migliorato e soprattutto perchè debba uscire dalla sua amata caverna.

    Oggi poter spaziare nelle relazioni amorose in un range d’età molto più ampio di quello che le convenzioni sociali permettevano in passato è una grande opportunità, ma che comporta anche il rischio di molta più confusione.
    Bisogna capire in quale strada ci si va ad infilare, cercando di evitare di finire in un “cul de sac”. E qui l’analisi di Geena è fondamentale, perchè non sempre capisci al volo i segnali non verbali che l’altra parte ti invia. Insomma se lo/la conosci la eviti, ma anche “piatto ricco mi ci ficco”.
    Io nei nei cinquantenni mi ci ritrovo in tutto, ma non ho nè il fisico, nè il reddito di Vacchi 😛
    Brava Geena!!! Ancora una volta a segno.

    1. io ringrazio il cielo che tu non SIA gianluca vacchi.
      certo, sicuramente mi inviteresti a delle feste che potrebbero rivelarsi divertenti OPPURE mi faresti dei bei regali. ma io preferisco nettamente che tu sia come sei.

      detto ciò, anche secondo me la possibilità di spaziare crea opportunità da un lato e confusione dall’altro. ed è anche verissimo che siamo fuori sincrono. ma la mia anima tremendamente romantichenji in questo periodo mi induce a pensare che, in qualche maniera, per quanto difficile, ce la faremo, forse. a trovare qualcuno con cui condividere un pezzo di strada, intendo 🙂

  17. Esilaranti le descrizioni, come ultraquarantenne mi riconosco nei lati negativi di tutte le generazioni, soprattutto le abitudini e le nevrosi. Sulle palle canute controllerò alla prima occasione, garantisco però sulla verità di un facile cambio di consonante! 😀

  18. Ciao tesoro, quoto tutto….soprattutto che noi quarantenni milione siamo bombe a letto. Un pó paranoidi pure. E vorrei anche vedere, visti i casi umani che abbiamo “visionato”. Ma insomma, per i benefit che diamo un pò di paranoia si può pur perdonare. 🙂
    Riguardo ai millenials….devo segnalare che ho appena registrato una paurosa defaillance sessuale di un 27enne…é stato uno choc per me, ma vivaddio anche questi gallettini fanno cilecca! Anche loro sono umani! :))
    Per il resto….si, l’amore arriva quando cazzo vuole lui…di solito proprio quando sei impegnata a fare un cazzo di altro, e non lo cerchi più, e nemmeno ci pensi lontanamente.
    Un bacio

    1. Spirito Libero, scusami per questo intervento, ma sei sicura di essere irressistibile agli occhi di un ragazzo di 27? Quando avevi tu 27 eri una bomba a letto? Forse quel ragazzo vedendo che quelle di 27 se la tirano, avrà voluto provare del diverso. Sei davvero una bomba? Il solo sguardo di un pene in erezione ti fa venire l’irresistibile voglia di averlo in bocca, senza preoccuparti di ricevere in bocca anche tutto il resto? Adori e baci i suoi genitali e tutto il suo corpo quanto lui sicuramente adorerà la tua bella ed il tuo profumo? Non è che ti viene da vomitare durante certi atteggiamenti leggeri nell’intimità con un uomo? Sicura che sei una bomba a letto???

      1. Dunque….a 27 anni non eri molto esperta, non come certe 20enni di oggi che in quanti a zoccolaggine possono fare conferenze. Il 27 enne ha insistito lui per fare sesso ….quindi penso che fosse almeno un po attratto credo… non l’ho certo costretto io… non metto in dubbio che abbia avuto un’ansia da prestazione e non dico di essere una modella eh…ma con altri amanti più giovani non ho mai avuto problemi e ho sempre avuto riscontimri molti positivi e molti complimenti. Saluti

      2. Sono un uomo. Ma non credo nelle bombe a letto. Di donne ne ho avute e il settanta percento di esse hanno sempre fatto le schizzinose. E’ facile muoversi e fare finta di godere e addirittura urlare. Dall’altra parte c’è qualcosa che deve diventare duro, e se non si alza chiediti per chè. Bigotto? Tutto il contrario. A 14 anni sono andato a letto con mia zia. Non ti racconto dell’altro, lasciamo perdere. Ma non credo nelle bombe a letto. Il porno esiste precisamente per la mancanza assoluta di quegli atteggiamenti nelle donne nella vita reale. Il giorno che le donne la smetteranno di fare le schizzinose, il porno non avrà più senso di esistere. Aimè delle donne italiane.

      3. io ti ho approvato il primo commento, perché era più sobrio degli altri.
        sul fatto tu abbia fatto sesso a 14 anni con tua zia, ne parlerei con un analista.
        per il resto ti rivelo che non sono le donne reali a dover somigliare alle donne del porno, ma quelle del porno a essere create per alimentare uno standard che poi si scolla dalla realtà.
        i tuoi commenti mi deprimono per l’ottusità irreversibile che dimostrano. lo dico senza cattiveria. e so che non sei l’unico, so che vi infilate in queste architetture di luoghi comuni, e non ne uscite più.
        boh.

    2. guarda, ho appena pubblicato un post sulla Disfunzione Erettile e pare, appunto, che sia un fenomeno che interessa anche i giovani…ma fin qui, l’ansia da prestazione non ha età 🙂 poi di défaillance ce ne sono tante e varie…
      enjoy i millennials comunque 😀 siamo con te!

  19. non entro nel merito delle tue convinzioni perché, come hai già ribadito, sono tue e ne sei pienamente convinto. Ritenere megliore un pezzo di plastica di un rapporto (che per forza di cose non è solo ed esclusivamente sessuale) con un’altra persona però, mi comunica un senso di aridità inaudita. Mi dispiace per te.

  20. Non so se nelle tue parole rifletti quella che è o è stata la tua esperienza, ma non generalizzare. Il tuo vissuto non è necessariamente quello di ogni uomo del mondo e sicuramente non il mio. Credo si vada oltre la tristezza e l’aridità d’animo quando si paragona, in termini prestazionali – valutandoli in base alla capacità di “svuotare la prostata” – un essere umano e un pezzo di gomma. Qui subentra proprio il ribrezzo.
    Parla da solo allo specchio, ridi da solo alle tue battute, apparecchia la tavola per uno, confidati con il muro, progetta un viaggio senza curarti di chi ti siederà affianco in aereo. Prenditi cura di una pianta. Sono sicuro che starai benissimo, e con le palle sgonfie. Non pare ti serva altro per essere felice.

    1. Hai fatto Centroooo!!!!!!!!!! Non mi serve altro per essere felice. Mi hanno appena fatto il Tema Natale ed è stato tutto quanto è venuto fuori. Mi viene solo che da ridere con questa tua sentenza. Non mi serve dell’altro, Giuseppe. Ciao, e buona fortuna.

      1. Stai evidenziando quel che ancora non è stato acquisito dalla cultura maschile, la quale soffre ancora di machismo. Ma io, a dirla bene, lo chiamerei masochismo. Tu hai trovato la formula dell’efficienza massima con il minimo lavoro, il che è economia. Tra l’altro è l’economia che sfrutta il principio dell’edonismo, cosa estremamente in linea con i meccanismi del sistema in cui ci siamo evoluti. Sì, da parte mia hai ragione quando parli di fatiche insensate, insensate sofferenze. Non generalizzerei sulle donne, sul disprezzo verso di esse, ma su tanta insensatezza che ci attanaglia un po’ tutti, donne e uomini, sono d’accordo. Per la generalità della cultura femminile occidentale, invece, la formula che esprimi è stata acquisita da maggiore tempo rispetto a noi uomini e, fortunatamente, non viene ostacolata come avviene per noi. Una donna che usa un giocattolo sessuale, per darsi piacere, non scandalizza più in linea di massima rispetto ad un uomo che usa un giocattolo sessuale per darsi piacere. E una donna che sceglie il giocattolo rispetto ad un appuntamento che trova troppo critico viene perlopiù compresa, mentre l’uomo stenta a venire compreso. Sia ben chiaro che parlo in generale come generale è articolo, con le inevitabili riduzioni cui si è costretti a soddisfare. Ecco, dicevo che quell’uomo apparirà agli uomini che vivono nella cultura machista come uno sfigato (si usa ancora dire così?). Insomma, viene deriso. Poi, sì, c’è anche qualche donna che lo chiamerà sfigato. Ma generalmente le donne che gli assegneranno questo appellativo credo che ragionino in questi termini: “voglio l’Uomo vero”. Uomo lo scriveranno con la U maiuscola un po’ come gli uomini all’inizio del Rinascimento si appellavano non ad una donna, ma alla Donna con la D maiuscola. Ma poi dico… Che saranno mai queste Donne e questi Uomini con tutte queste maiuscole? Idealizzazioni, certo, e quanto hanno fatto e fanno vivere male. Pensa ad una donna che subisce una gravidanza isterica perché la Donna deve figliare entro una certa età. E lei deve assolutamente soddisfare quella Donna, deve diventare quella Donna. Terribili sofismi. E questa è colpa degli uomini. Dall’altra parte troviamo una colpa femminile nel produrre a loro volta l’Uomo con la U maiuscola. Pensa agli uomini che vengono colpiti da accidenti non per alimentazione, non per una vita sedentaria né dissoluta, ma per la tensione di soddisfare quella U maiuscola. Li ha toccati l’ipertensione, e il loro corredo genetico non parlava propriamente di ipertensioni, occlusioni possibili, ereditarietà… Però in fondo l’emiparesi li ha colpiti. O l’infarto. Sì, in definitiva sono d’accordo con te, ma ripeto: sono d’accordo sul disprezzo verso le insensate sofferenze, le insensate tensioni, ma non tanto sul disprezzo verso le donne o gli uomini tout court. Per il resto mi sbalordisco anch’io nel vedere come spessissimo si vada incontro alla sofferenza scambiandola per manna dal cielo: la felicità non sembrerebbe di questo mondo, mi verrebbe da dire, o almeno non parrebbe per tutti. O non parrebbe durare. Ma dai, in fondo l’umanità è un po’ come un’equazione che non può fare a meno dell’infelicità. E se arriva a qualche soluzione questa svanisce presto, prestissimo, e si rimonta in groppa ad una nuova infelicità per annusare ancora una volta i fumi della vita. E tutti verso un’altra fuggevole soluzione, tutti attratti da un’altra fuggevole manna… E il criceto e la ruota son di casa…

  21. Ho scoperto il blog da poco, che dire molto bello e scritto con grande verità ed ironia, per cui prima di tutto complimenti.
    Ti ringrazio perchè da oggi ho scoperto di essere un millennial avendo 27 anni, e devo dire che in alcune cose sono d’accordo mentre su altre, però sono casi sporadici, sono un po’ contrario, ma giustamente ci sta.
    Più che tutto penso che nel giro di 4-5 anni ci sia un cambio di mentalità ed aspettative di vita molto più rapido di quanto ci si aspetti per cui ti ritrovi a parlare con persone che hanno pochi anni di differenza da te ma che hanno 2 visioni completamente diverse dettate da lauree, lavori che entrano, indipendenze,ecc…
    Trovo però che ci siano anche molto persone che hanno fatto il salto involutivo, cioè al contrario, scendendo di “livello” nella tua scala, ma è una mia considerazione dovuta alle conoscenze fatte
    Ciao
    Francesco

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