Niente, è quasi Natale

Niente, volevo dirti che è quasi Natale.
Volevo dirti che qui è freddissimo e che ancora non capisco come cazzo facciano i milanesi a sopravvivere all’inverno senza fare ricorso alla piuma d’oca. Sì, io i piumini ce li ho. Sì, sono una terrons, lo sai perfettamente. Però mi rifiuto di usarli, perché vivo a Milano da troppo tempo, lo capisci. Il problema, vedrai, è che a forza di fare la figa e uscire col cappottino quando qua ci son due gradi, m’ammalo. Un bel Natale con l’influenza.
Janis dice che i milanesi mettono i micropiumini sotto i cappotti. Così non muoiono di freddo. Dimenticavo che i milanesi sono magri. E comunque, volevo dirti, povere oche.
Niente, è quasi Natale. Milano è bellissima. Hai presente quando il freddo ti prende a schiaffi appena varchi la soglia di casa e l’aria è densa ma leggera insieme? E c’è quella specie di nebbia incerta, che sembra di muoversi nel latte totalmente scremato, e i respiri si condensano all’istante subito fuori dalle nostre bocche? Ecco. È così. Però con le luci di Natale appese da una sponda all’altra delle vie. Gli alberi. Le vetrine a festa. Le pasticcerie che scintillano. Le vecchie con le pellicce di visone. I vecchi coi cappelli. Le sciurette che spingono le carrozzine. Le auto che suonano i clacson. Le persone che ti invitano all’aperitivo pre-natalizio. Alla festa pre-natalizia. Alla cena pre-natalizia. Che insomma placatevi. Partiamo per una settimana di ferie, mica per il Vietnam.
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Niente, è quasi Natale e volevo dirti che non ho comprato nessun regalo. Non farò regali a nessuno quest’anno. Ho troppi pochi soldi e troppa poca voglia. Spero anche che nessuno me ne faccia. Se tu ci fossi, però, a te lo farei. Ne avrei già in mente due o tre, di cose, che mi piacerebbe regalarti.
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Niente, è quasi Natale e tornerò giù. Sì, farò le mie solite tappe. Prima l’Abruzzo, poi la Puglia. Ma non mi fermerò a lungo. Ho un sacco di lavoro arretrato da sbrigare. Succede così quando sei free-lance. Non hai un capo da cui andare e dire: “Senti hai rotto il cazzo, io questa roba non la faccio! Sono piena”. Il tuo capo sei tu. E, insomma, tutto ciò che arriva lo prendi. O quasi. Voglio dire, hai capito. Tipo come i ragazzini pre-adolescenti quando si infilerebbero anche in un buco nel mobile di legno della nonna, fatto dalle tarme.
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Niente, è quasi Natale e sono terrorizzata da quanto mi faranno mangiare i miei parenti. Ma sono tanto felice di rivederli. Anche perché ormai non li vedo quasi più. Succede così, quando si cresce. Però, quest’anno ho giocato d’anticipo e sono andata in palestra come una pazza furiosa per ben 6 giorni consecutivi, prima di partire. Tutti i giorni, per mettermi in forma prima del salasso alimentare. Comunque non ho perso un solo kg.
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Niente, è quasi Natale e a me non piace il torrone. Neppure il panettone. Neppure il pandoro. Mi piace la pasta al forno con le melanzane fritte che fa mia zia. Che mangi quella e muori. Mi piace il polpettone che fa mia madre. Mi piace quando dopo la siesta giochiamo a sette e mezzo. Mi piace quando diciamo che non ceneremo perché a pranzo abbiamo mangiato troppo e alle 19.40 apparecchiano di nuovo la tavola giusto con i taralli, le olive, i nodini di mozzarelle, il capocollo, e i miei mangiano di nuovo perché “devono prendere le medicine” e non possono farlo a stomaco vuoto. Certo.
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Niente, è quasi Natale e per il primo anno non si rispetterà la “tradizione del 27” con i miei amici. Che venivano a casa mia già mangiati e si giocava a zumpacavallo, prima, e a poker alla texana, poi.
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Niente, è quasi Natale e io ancora non so cosa farò a Capodanno. Penso niente. Penso che neppure mi importa, a dire la verità. Che un tempo organizzavo le super-feste, iniziavo a mobilitarmi da ottobre. E invece ora non lo so. Non so dove sarò e non so con chi. È solo una sera, come tutte le altre, no?
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Se tu ci fossi, però, con te saprei cosa fare. Inviteremmo a cena i nostri amici. Cucinerei io ma mi farei aiutare dalle altre. Tu ti occuperesti del vino e della musica. E li accoglieremmo tutti in sala, nella casa vera che avremmo, proprio una casa intendo: non un garage adibito a casa, non un sottotetto adibito a casa, una cosa vera, con il bagno con la finestra, per dirne una.
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Datemi le giacche, le appoggio in camera da letto.
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Useremmo il servizio buono di piatti, come i veri borghesi. E dopo cena mi aiuteresti a metterli in lavastoviglie. Si può lavare il servizio buono in lavastoviglie, no? E poi giocheremmo a carte, o parleremmo, e rideremmo, continuando a bere vino. E aspetteremmo la mezzanotte. E poi, intorno all’1 i nostri amici gay se ne andrebbero per andare a ballare da qualche parte. Gli altri resterebbero ancora un’oretta, a bere un amaro o una grappa. E poi resteremmo soli. Finalmente. E forse saremmo troppo stanchi e troppo ubriachi per scopare. Forse io mi struccherei in bagno mentre tu ti lavi i denti, mi aiuteresti a tirare giù la zip del vestito, mi daresti un bacio sulle spalle. Forse commenteremmo qualche aneddoto che i nostri amici ci hanno raccontato, spegnendo tutte le luci. Forse, infilandomi a letto ti direi che l’anno prossimo però, se tutto va bene, se ho più soldi, ce ne andiamo in vacanza al mare, in qualche posto esotico di quelli che su Instagram prendono un casino di like. Tu mi stringeresti, da dietro, acconsentendo. Forte, fortissimo. E ci addormenteremmo di sasso. Satolli. Un po’ sbronzi. Molto sereni.
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E l’amore lo faremmo la mattina dopo.
Appena svegli.
Per dare il buongiorno al nostro nuovo anno.
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Se tu ci fossi. Se tu esistessi.
Il fatto, invece, è che niente, è quasi Natale, e tu non ci sei.
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121 pensieri su “Niente, è quasi Natale

  1. Sarà la situazione in cui mi trovo, l’ansia, lo stress, le preoccupazioni, Milano, la nebbia, gli ormoni, la pioggia, il pre ciclo, la solidarietà femminile, ma mi é scesa la lacrima…
    Se solo esistesse…

    1. Gia’ e ‘quasi Natale…e io sono in questa grande casa vuota…..e’ cosi dura…L’anno scorso e’ stato l’ultimo anno passato con nostra madre…… e ora Lei non c’e’………..e’ ricoverata in una struttura e ha una malattia che annienta i ricordi,,,,,,,,,,dimentica noi le sue figlie…………chi era………e chi e’………Gia’ e’ quasi Natale mamma e tu non sei qui con noi…………

      1. eh gioia. che ti devo dire. è questo che intendo quando dico che bisogna godersi tutto ciò che c’è e tutte le persone che ci sono mentre ci sono. t’abbraccerei, contasse qualcosa.
        un bacetto te lo mando, comunque

  2. Niente, è quasi Natale e la vita scorre, sono a tirare le conclusioni di un’esistenza un po’ amara. Soprattutto è quasi Natale, un uomo ce l’ho, ma non scopa più neanche il giorno dopo…

  3. Io uso le piume per coprirmi dal freddo, come l’uomo primitivo, mica per sfoggiare il vestito e fare il fighetto. Quindi mi dispiace per le oche, ma…. del resto mi dispiace pure per le piante di cotone.
    Il capodanno è da parecchi anni che non lo festeggio più e sto solo bene: ho sempre detestato quell’ansia da “divertimento e tutti i costi”.
    Qui comunque posso comprendere molto bene la mancanza che senti: le feste d Natale mettono una gran tristezza e senso di solitudine…

    1. porcoggiuda.
      ma comunque, per carità, ho la fortuna di tornare a casa, di trovare la famiglia, i vecchi amici, e poi tornare su, e trovare gli amici dell’età adulta, con i quali ho passato un capodanno adorabile, a dire il vero. ho anche sboccato, alla fine. cosa volere di più?

  4. Certo che se in sei giorni speri di perdere un chilo ….😜
    Per il resto non posso farci nulla, i miei amici sono tutti grandicelli per te, e i figli quasi tutti troppo giovani …aperitivo da Gattullo?
    😊

  5. Io ho un gilè bruttissimo di pelo che metto sotto al cappotto perché non ho più giacche a vento.
    Il pezzo è molto bello, ma mi chiedo chi te la faccia fare la fatica di avere nostalgia anche di qualcuno che non esiste, con tutte le nostalgie che s’hanno già d’avere.

  6. eh già. “come in un libro scritto male” la mancanza appare a natale.
    e non so dirti se sia peggio “che tu non esista” o “che tu non ci sia”, perché allora esisti, ma con tutta evidenza non sei qui, nulla di tutto ciò sarà mai.
    (per i cappotti il segreto sono guanti di pelle e scarpe buone, che con mani e piedi al caldo non hai mica paura più di niente)

  7. Il 9 dicembre 2013 (così mi risulta dalla posta inviata )fa ti scrissi una mail in cui ti raccontavo della crisi mistica che mi pigliava ogni anno a Natale e che ha molto a che fare con questo tuo post. Ti scrissi anche della mia tristezza nel non avere nessun uomo a cui fare il regalo e tu mi risposi che “Non fare il regalo ad un uomo a Natale è una cosa ottima in verità”. Mi avevi fatto sorridere con questa tua risposta e avevi scacciato come per magia lo spleen vaginale natalizio che mi ammorbava. Spero che in qualche modo la Vagina di allora ritorni in te e mandi via la malinconia. Se ti può consolare sono sempre nella situazione di quando ti scrissi allora..però da quella volta, grazie a te, cerco di vedere tutti lati positivi del mio essere single… non solo per la questione regali ovviamente. Ti abbraccio forte e ti auguro che questo possa essere un buonissimo Natale anche se l’uomo dei tuoi sogni ancora non è arrivato!

    1. Alla fine, dopo due (ex) mogli e diverse altre relazioni “importanti”, ho trovato una donna che la pensa come me, ed i regali ce li facciamo in altri momenti anziché a Natale.
      Quindi non fatevi immalinconire da questo periodo, che francamente a me non piace particolarmente (direi tutt’altro, anche)

    2. non puoi capire quanto mi fa piacere quando mi scrivete queste cose. anche qualche post fa. quando vi ricordate delle risposte che vi davo alle mail ❤ 🙂
      comunque certo, la malinconia è un momento, o una serie di momenti, vanno, vengono. si capisce com'è.
      poi una si riprende, e apprezza gli affetti che ha. che pochi non sono 🙂

  8. Adoro i tuoi pezzi…quasi sempre…ma questo no…ti prego!! Tu no!! Non puoi anche tu !! Il Natale, la mancanza, la nostalgia…solito sentimentalismo, a cui ho sperato che almeno tu rifuggissi!! Da Terrona, da donna disadattata che sono, proprio non riesco a digerire l’atmosfera di plastica di un Natale che, esclusi i bambini, dovrebbero vietare agli Adulti!..

    1. sono d’accordo che dovrebbe esistere solo per i bambini. detto ciò, ognuno di noi sente quel che sente.
      e ciò che sentiamo, non è sindacabile. sono momenti. voci di passaggio. e a volte il cinismo – che come sai pratico ampiamente – non basta. a volte.

  9. Si potrebbe fare l’ennesimo gruppo whatsupp “Quelli che a Natale senza compagni/e”… ma sarebbe ugualmente tedioso… odio le discussioni di massa, figuriamoci i piagnistei!

  10. Già… Se solo esistesse… O se ci fosse magari nn sarebbe come me l’aspetto alla perfezione…
    Io in realtà non so se essere felice che il nuovo anno stia arrivando o stia finendo… Mi ha portato via la persona più importante… Magari vorrei solo ricominciasse

  11. Ciao cara, non so se la cosa può consolarti ma anche io non so ancora cosa farò l’ultimo dell’anno. Probabilmente il 31 lo passerò a casa (ultimi giorni prima di traslocare) in vestaglia di pile a fare un mega bilancio (impietoso) degli ultimi 8 anni della mia vita, alla fine dei quali mi ritrovo a fare i conti con precarietà lavorativa e assenza di un pene stabile.
    Tuttavia, sono serena. Perché ne ho passate tante e sono ancora qui, in piedi, ammaccata ma non spezzata.
    Questo tuo post è bellissimo e malinconico ma parla anche di un sogno, quello di una vita serena e fatta di cose semplici. La vita reale purtroppo é una faccenda complessa e a volte caccosa, e posso dire per esperienza mia diretta e di conoscenti, lo é anche nella convivenza….e forse esserci passata mi ha vaccinata da certe nostalgie e ora, devo dirlo, sono un filino gelosa della mia libertà. Nel senso…si, vorrei un uomo nella mia vita ma probabilmente non sotto lo stesso tetto. 🙂 Detto questo ovviamente ti auguro che il tuo Mr Big si palesi quanto prima.
    E un abbraccio, forte, intanto, te lo mando io ❤

    1. è che quello che mi piace se n’è andato a puttana ladra. lontano. assai. porco il mondo.
      ma vabbè. s’appaleserà. e sì, che la convivenza non sia AFFATTO rose e fiori me l’immagino molto bene!
      io intanto ricambio il tuo abbraccio, stessa precarietà e – a parte momenti critici – stessa serenità, e non ci lamentiamo, e andiamo avanti che andiamo avanti bene lo stesso ❤

  12. Ti sto odiando in questo momento, perché…niente, è il mio compleanno, è quasi Natale, sta per finire questo anno di merda e ho veramente l’ansia a pensare che l’anno prossimo possa essere peggio.
    Ma ti sto amando perché quello che provi, quello che provo lo stiamo provando in tanti, e la condivisione è sempre una bella cosa di questi tempi, ti fa sentire meno peggio.
    E dunque amica alla lontana, e amici alla lontana che siete sparsi per il mondo e che sentite questa nebbia dentro… spero con tutto il cuore che in queste feste riusciremo ad essere quantomeno un po’ felici, a sentire un pochino meno quel nodo in gola, e che inizieremo l’anno nuovo con un sentimento che almeno quest’anno cazzo, non sia la malinconia.

      1. Grazie per gli auguri! E sai che anche la mia nebbia si è diradata in questi giorni? Forse ci stiamo riuscendo a portarci fortuna! Daie che abbiamo bisogno di vitamina d!! 😜 buon anno tesò

  13. Iniziare a leggere il post con un sorriso, terminare e ritrovarsi con lo stesso sorriso, ma velato di malinconia. Il Natale è così, ti accarezza con la sua aria di festa ma quando vuole, ti pugnala freddamente alle spalle. E forse non è un male infrangere le solite tradizioni o non curarsi di cosa fare la sera di Capodanno. Non sarebbe stato ciò che vuoi, avresti soffocato questo tuo ideale di serenità nell’ennesimo tentativo di divertimento a tutti i costi. Vuoto. Bulimia ludica.
    A volte, sentirsi così, fa bene. Aiuta a fare piazza pulita, mettere un po’ d’ordine nel caos delle nostre vite. A focalizzare ciò che vogliamo e chi vogliamo essere. Ad apprezzare quello che normalmente diamo per scontato.
    Sopravviverai al Natale, ai pranzi che diventano cene e poi di nuovo pranzi, alla bontà volemosebbene Mulino Bianco. E tornerai quella di prima. Meglio di prima.
    Ti abbraccio forte.

  14. quasi Natale? Sai quasi non me ne ero accorto 😀
    Come si fa a uscire col cappottino e la mini gonna? L’hai detto ti prendi l’influenza, bene che vada. Eppure dicono che i magri non sopportano il freddo. Ma come è cambiato il mondo.
    Però il pensiero finale, quello di capodanno merita che sia esaudito. Non manca molto alla notte del 31.
    Intanto comincio con gli auguri di Natale. Mangia e rilassati in serenità Felice Natale.

  15. E niente, per me il natale è famiglia, andare al Sud, mangiare come non ci fosse un domani (fregandomene dei chili) e va benissimo così. Capodanno, ormai da anni, è trovarmi unica etero nella mia famiglia milanese, il tacchino ripieno di Davide, bere come tutte le altre sere in cui siamo insieme, fare programmi per andare a ballare per poi finire a boccheggiare su un divano. Va bene così.
    Ma poi penso che non mi spiacerebbe neanche un po’ avere qualcuno da portare con me e ridere sguaiatamente con lui e tutti gli altri e poi, a un certo punto, salutare tutti e andare a casa con lo stesso tuo copione che culmina nel risveglio più bello che esista.
    Ma così non è e al momento ho talmente tanti pensieri che cerco di non pensare almeno a quello.
    (mancavo da un po’, ho sicuramente mille arretrati, ma ho letto il link da fb e sono corsa ad abbracciarti nell’unico modo che questo mezzo consente).

    1. Consiglio Moorer, italianissima azienda (veronese, mi pare). Fa dei piumini leggeri e poco vistosi, ma caldi quanto basta a Milano. E se non vi basta potete sempre tenere in tasca una fiaschetta di grappa ahahahaha

  16. Ma…ma…ma…..un finale cosi’ non mi infinocchiava emozionalmente minimo da 6 anni! dopo i piumini nascosti, i non regali da fare, le abbuffate spaccamilza mi vai a finire sul melò????? imperdonabile! (quanto mi rode che mi hai fatto venire un groppo in gola e stranamente non dato dal solito reflusso gastroesofageo…questa me la ricorderò..)… per il resto Vagi…lassa perde….natale è solo una data..piu andrai avanti nella vita e meno te ne farai fregare,,,credimi..e sarà tutta salute..psichica.

  17. Vag, oh vag.. sentire la mancanza di un qualcuno a Natale, è un falso positivo. Come la sera quando ti devi addormentare, come il 14 di febbraio. Non significa alcunché di patologico, è fisiologico quanto il kg in più quando ti alzi da tavola perché hai provato a colmare il vuoto con le lasagne 😌 non ci piace, è fastidioso e deprimente.. ma passa. Dio se passa. Me lo ripeto da giorni, giorni malinconicissimi anche per me da quando ci siamo lasciati e tanti auguri. Finché non ti manca ancor prima di scender dal letto, finché non piangi sul cuscino appena suona la sveglia.. siamo come tutti. Un abbraccio 💝

  18. È quasi Natale, il solito Natale, costruito in solitudine con un uomo che neppure sa che regali ho scelto per i nostri figli, per i suoi genitori, per i nostri amici. Un uomo che vive perennemente attaccato al cellulare sognando una vita senza di noi. La vita allontana in mille modi.
    Di tutte le volte che ho immaginato il Natale, mai nessuna era così. Di tutte le volte che ho immaginato la vita, nessuna così.

  19. Dai, sì che c’è… Forza! Troverai anche tu quello che passerà gli esami importanti, quello che giudicherai adatto pertanto che la formula di questo giudizio sia così volatile e cangiante. E credo che sia cosa comune. Però arriverà o, chissà, forse per te c’è in serbo qualcos’altro… Lo sai che l’idea della coppia è un’espressione delle attuali correnti maggioritarie, ma a dar retta al consenso generale si rischia di impallidire se quella strada non rientra nelle nostre corde. Perciò vorrei dirti: sei in tempo a ribaltare il piano. Sempre che ti vada di farlo, sempre che ti riguardi. Per il resto vale il mio augurio per te, per la tua ricerca. Dai!

  20. Ma guarda che d’inverno è impossibile essere fighe, e le milanesi “in tendenza” hanno scoperto da mò il gilet di ecopelliccia da stratificare sul cappottino. D’inverno fa niente se si è meno fighe: l’importante è non ritrovarsi con la bronchite e la cistite che vanno a braccetto.
    Poi volevo dirti che i piatti del servizio buono non vanno messi in lavastoviglie.
    Ma passiamo al cahier des doléances ; ´st’omo che non c’è. Il fatto è che inizio a preoccuparmi per la tua malinconia dovuta a questa non presenza. Non va bene tesoro, non va bene.
    Ti farò un discorso da zia che millemila ne ha viste e passate. Goditi il presente, e cioè gli amici, la famiglia, le melanzane fritte della zia e la tenerezza dei tuoi genitori. Perché prima o poi lui arriverà e in a blink of an eye , finito il miele e subentrato il tran-tran, ti ritroverai felicemente accasata a fare tutto quello che hai immaginato nel tuo capodanno casalingo ma a pensare che in fondo, magari in fondo in fondo in fondo, un po’ di nostalgia per quando eri free la provi. Stare sole, senza un compagno, non è poi una iattura, dai.
    Non mi sfanculare, ti prego. Parlo sempre a ragion veduta.
    Ti voglio bene.
    Un abbraccio.

    Zia

    1. ahahah ma sì zia, è esattamente ciò che ho fatto, godermi tutto ciò che c’è, tutto ciò di cui parli tu.
      i piatti li ho pure lavati, ma a mano, per non farlo fare a mia madre o a mia zia che s’erano già fatte il mazzo a paiolo a cucinare. però, per non sembrare paranoica, sappi che mentre scrivevo non è che avessi in mente un fantasma. ne avevo uno nel cuore. lontano. ma che esiste. e che sono anche riuscita a vedere durante le feste. e quindi niente. sono momenti ma io quotidianamente mi impegno per apprezzare tutto quello che c’è 🙂
      buone feste, un abbraccio forte

  21. Ma gli uomini accasati che scrivono sul blog possono testimoniare di risvegli del primo gennaio a tutto sesso oppure la proposta erotica maschile incontra l’acidità di stomaco da prosecco di lei? 😀

    Sulle piume d’oca suggerisco un attenta calibrazione dell’intensità. Per il letto mi sono munito di piumino e ho esagerato prendendo il modello top: il risultato è che anche per il clima invernale milanese è troppo e a volte mi provoca l’effetto cotechino fra le lenzuola. Poi io sono freddoloso e me lo faccio andare bene ma girare in piumino sudate non mi pare un buon viatico per trovare l’uomo dei sogni, eh… 🙂

  22. Io, da quando sono zitella (felicemente, da due anni, quindi è il terzo natale) ho riscoperto cos’è mettere in primo piano aspetti che da fidanzata inevitabilmente perdono valore. Ho sempre cercato di non trascurare la famiglia, gli amici, gli hobby, ma passa tutto in secondo piano. Punto. Questo è il terzo Natale in cui torno giù per il piacere di stare in famiglia. Per il piacere della coperta buona sul divano buono. Per guardare i film della Disney con sorella e cugina. Per fare le torte in una casa dove c’è un forno. Per magnarmele tutte io. Senza il rischio di pranzi coi parenti non tuoi per cui sei costretta a sorridere ed essere educata quanto sei soltanto “Quella”. Senza il rischio del “cosa facciamo stasera” a tutti i costi. Senza cinemini tristi. Senza litigare perché è Natale. Io me la godo a pieno la mia vita da zitella. È un meccanismo di difesa cosí radicato che anche la mia terapeuta si è arresa. Ma io STO BENE. E il mio star bene si quadruplica quando sotto il piumino ho 3 maglie, 2 calzamaglie e il jeans. Perché ho freddo e non vedo perché dovrei mettermi il cappottino che metto ad ottobre. Buon Natale Vagi. Goditi a pieno i nodini di mozzarella che regalano la felicità.

    1. ahaha tesoro anche io mi godo tutto. ma io sono al boh, sesto o settimo o non lo so più. riparliamone tra qualche anno, se un pelo di nostalgia non ti viene. magari se c’è anche qualcuno a cui vuoi bene, ma è molto molto lontano 🙂
      un abbraccio grosso e w i nodini di mozzarella e tutto il cosiddetto “bendiddio” magnato…

  23. Ciao Geena. Oggi niente incipit, sarebbero stonati nel giorno di Natale.
    Non sai cosa darei per vedere i tuoi desideri si avverarsi. Eppure sento che succederà…
    Natale è un giorno speciale. Per chi ha ancora il coraggio di viverlo con la magia di quando era bambino.
    Hai messo in moto qualcosa Geena, tu sei pronta….
    Arriverà Geena, arriverà. Non oggi, non domani o per l’Epifania. Ma quella persona arriverà. Quando non te lo aspetti, quando penserai che non arriverà più, quando crederai di aver perduto tutte le speranze.
    E saprai che è lui perchè tutto andrà come deve andare, in modo naturale; talmente naturale che ne avrai quasi paura.
    Ma non c’è nulla di cui avere paura. E quello non sarà che l’inizio di una costruzione di un grande progetto a due. Un progetto che prenderà forma le cui fondamenta saranno la, pazienza, la tenacia, l’amore che ti da la fiducia e la certezza, anche quando sembra di amarlo meno. Vi rivelerete l’uno all’altra come non avrete mai fatto. Sarete nudi e disarmati, senza strategie o astuzie o mimetismi. Eppure non avrete paure o imbarazzi. Vi accetterete così come siete, le vostre rispettive imperfezioni vi renderanno complici e da due diventerete uno.
    Per me è stato così, quando la mia vita era in macerie e non avevo più nulla dare o da chiedere.
    Oggi è l’undicesimo Natale che passo con la mia lei. Abbiamo avuto tutti i casini possibili e siamo stanchi e acciaccati… Ma siamo ancora lì, insieme e questo vale più di tutte le ricchezze del mondo.

    Buon Natale Geena.
    Ti vogliamo bene.

      1. La regola dei morti non c’era ma tanto non parlo mai con nessuno… sono di poche parole. Anche perché durante il gioco non è che capisco molto e la lingua non mi aiuta. Ho intuito qualcosa quando mi sono ritrovato con cinquanta euro in tasca…

  24. Bellissimo, solitario e malinconico, ma pieno di quella luce natalizia che, diamine non dirlo a nessuno, ma io ci sguazzo di brutto.
    E quindi, alle porte del minchione Valentino ribadisco.
    Buon Natale tesoro.

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