La Gelosia Autoimmune

Il problema della gelosia è che essa è una specie di malattia autoimmune che, una volta contratta, può andare avanti tutta la vita. Una cosa che non ho mai avuto il privilegio di raccontarvi, a mia memoria, è che sono una persona gelosa. Ora, questo, finché conduco indisturbata la mia routine da single di vecchia data, lo capite, non è un problema di dimensioni rilevanti. Cioè è come un ragnetto nascosto dietro il mobile in un salone di 70mq. Chi se lo caga. Quello può anche starsene lì, tessere la sua ragnatela, ma io me ne dimentico persino.

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Unfortunately però, quando mi capita di frequentare qualcuno per un lasso di tempo che superi l’aperitivo, ecco che l’aracnide fa capolino. Io continuo a ignorarlo, dicendomi che sono grande e lui è piccolo, dicendomi che sono cambiata, che sono cresciuta, che non sono più quella ragazzina insicura che ha amato un homo puttanierens e ciò le ha causato irrimediabili ferite interiori. Che non ho più bisogno di controllare, che sono consapevole di chi sono e di quanto valgoH, che imparare a dare fiducia al prossimo è il presupposto di qualunque relazione e se questo non siamo capaci o disposti a farlo, forse non dovremmo neppure pensarci ad avere una relazione. Oppure dovremmo fregarcene, chessò. Sdrammatizzare il tradimento, non vivere con così tanta ossessione il feticcio dell’esclusiva sessuale o la paranoia dell’essere presi in giro. Insomma signori, posso ben gestire questo ragnetto. Certo, posso farlo.

E questa convinzione è valida, è solida, è importante. Finché, all’improvviso, il ragnetto non si rivela per quello che è: IT. Oppure La Cosa. Oppure Alien. Insomma una roba gigante, spaventosa, che trascende le mie oggettive possibilità di domarla. E questo non va bene, perché la gelosia è un sentimento deteriore, perché è uno dei più gravi peccati sentimentali, la gelosia. E, a quel punto, tra le nubi che offuscano la più cristallina delle relazioni, tra gli iperbolici dubbi e la paura di rivivere emozioni che ci hanno scorticati dentro riempiendoci di cicatrici mediamente ripugnanti, ecco cos’è che si fa?

Come minchia si gestisce la Gelosia Autoimmune (che, in quanto tale, non è nemmeno giustificata)? Perché non esiste un video-tutorial che ce lo insegni, il management della gelosia? Sì, ok, le solite menate politicamente corrette, va bene, ma quando sono lì che la palpebra mi balla, e la vena mi pulsa, e fumo una sigaretta dietro l’altra, e controllo l’orario chiedendomi come cazzo ci si possa ridurre con l’1% di batteria nel ventunesimo secolo inoltrato, che abbiamo pure le flebo per i telefoni, esattamente cosa devo fare per non dare di matto? E perché non è rientrato? E perché non mi scrive? Ecco, in quei momenti, quando ormai sappiamo che sono tutti sintomi di quella specifica patologia, del Sospetto Incontrollato della Qualunque, quando sappiamo che no, non è con quella tal dei tali, a fare le acrobazie su un materasso circolare, a acqua, ma siamo comunque preda di un inarrestabile turbamento, ecco, che cazzo si fa?

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Proviamo a rispondere:

  1. Respira. E mastica chewing-gum invece di fumare 20 sigarette in 1 ora, che non è il caso. Puoi anche sputarle appena hanno perso il sapore, le gomme, e ne metti in bocca un’altra. Puoi ruminare e non ammazzarti di nicotina. Che è meglio.

2. Niente. Non fare niente. Non scrivergli nulla che a te sembri “easy”. Perché NON sarà easy. Sarà come minimo una bacchetta passivo-aggressiva, una domanda inquisitoria travestita da domanda scanzonata e disinvolta.

3. ASSOLUTAMENTE NON CHIAMARLO. Per un duplice ordine di ragioni. Nel caso ti risponda, sembrerai comunque la femmina oppressiva che telefona per controllare. Voglio dire, è fuori con i suoi amici, sarà pur libero di passare 3 ore della sua vita senza contemplarti no? Se, invece, sciaguratamente non dovesse risponderti, è finita, lo capisci. Puoi salutare la tua salute mentale, e lottare invano contro l’impulso a chiamarlo ininterrottamente (nei miei periodi più bui, sono arrivata a fare anche 40 telefonate senza risposta e, solo ora, scrivendolo, nero su bianco, dopo 10 anni, m’accorgo di quanto fosse malato il tutto).

4. Ti direi anche di non stare lì a controllare l’ultimo accesso su whatsapp. Perché è una cosa che ti farà solo ribollire il sangue. Tanto più se dovessi vedere che accede e che non ti caga. Stai serena. Sta contattando gli amici con cui ha appuntamento, sta scambiando informazioni logistiche con gli altri, non ti sta mandando i messaggini coi cuoricini. Fattene una ragione e stai CALMA. Leggi un bel libro. Guardati Masterchef e alimenta fantasie erotiche con Bastianich e Cracco, insieme o in rapida successione, come preferisci. Drogati di Netflix. Fai quello che ti pare ma IMPONITI di distrarti.

5. Se proprio non riesci, come estrema difesa, metti il tuo telefono in modalità aereo, o spegnilo. Adotta una soluzione radicale. Taglia il problema all’origine. Se lui è assente, renditi più assente di lui. E stai buona.

6. Quando l’emorragia emotiva sarà rientrata, chiediti se c’è motivo di essere gelosa. È una persona ambigua che ti ha dato ragione di dubitare della sua trasparenza nei tuoi confronti? O gli stai cucendo addosso il ruolo che era di un altro? In questo ultimo caso, smettila. Comportati come una donna e non come una bimbaminchia. Nel primo caso, invece, se è plausibilmente un bugiardo (e ormai sei grande, gli strumenti per capirlo lucidamente ce li hai), renditi conto che c’è un problema e che devi affrontarlo, per il tuo benessere. E che non si risolve quando lui finalmente, rientrato a casa, ti scrive che uno pterodattilo gli aveva rubato il telefono, ma lui l’ha rincorso e con l’aiuto di una fionda è riuscito ad abbatterlo e a recuperare il suo smartphone e, finalmente, a ricontattarti.

7. L’indomani non fargli domande. Cioè, se vuoi fagliele, ma è giusto? Serve? Qual è il momento in cui devi far capire che sei psycho? Che sei quel genere di donna che controlla, verifica, mappa tutte le altre donne che possano a diverso titolo interferire con la sua vita?  Vuoi davvero spaventarlo? Vuoi davvero che ti consideri una donnetta media? Che si accorga che sei così poco self-confident? Attenzione, perché dimostrargli questo vuol dire dargli un consistente vantaggio su di te. Vuol dire mostrargli una vulnerabilità che non può aiutarti a risolvere, perché te la devi risolvere da te.

8. Vuoi davvero che inizi a giustificare l’orario in cui torna a casa? Sai che poi devi fare altrettanto? Sai che più domande inizi a fare e più te ne saranno fatte? Sai che se uno inizia a rinunciare a una parte della sua libertà, poi pure l’altro è chiamato a fare altrettanto? Sai che questo genere di rapporto non è sanissimo? Che le coppie migliori sono quelle che sanno condividersi nel rispetto degli spazi individuali? È questo ciò che vuoi? Trasformarti in una maniaca del controllo e del possesso?

9. Puoi anche farti venire un’embolia per l’ansia, ma non cambierà nulla. Non hai nessun potere, nell’immediato. Prova a usare la tua fervida immaginazione (quella che se esistessero gli Academy Awards per i Film Mentali tu faresti incetta come manco Ben Hur, o Titanic) per pensare a scenari positivi, e non necessariamente a catastrofi sentimentali, a fanta-universi post-nucleari popolati da zombie col cuore putrefatto; prova a pensare all’amore come a qualcosa di benefico e non a una lotta per la sopravvivenza.

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10. Scrivi alle tue amiche, non per ammorbarle ma per sapere come stanno. Evadi dalla bolla di disagio personale nella quale ti sei imprigionata, concentrandoti sugli altri invece che su te stessa e, nel frattempo, prendi atto. Registra. Regolati di conseguenza. Non ti caga quando è in giro? Bene, la prossima volta che esci, anche tu godrai meglio della compagnia delle persone con cui sei, senza pensare a mandare i messaggini a lui.

Ma, più d’ogni altra cosa, in generale, ricorda che la gelosia non è indice d’amore ma di insicurezza. Non esprime attaccamento ma sfiducia. Non genera fedeltà ma insofferenza, subordinazione a volte, allontanamento spesso. Persino incoraggiamento a tradire.

Ricorda che la gelosia è un sentimento comprensibile ma non encomiabile e che, nel tempo, essa ci fa apparire quanto di meno desiderabile agli occhi di chi, invece, vorremmo ci trovasse le più desiderabili tra i desideri tutti.

Non so se con voi funzionerà. Io comunque, quando ho le crisi, me le gestisco così.

79 pensieri su “La Gelosia Autoimmune

  1. Io diciamo che me ne fotto abbastanza. Più che la gelosia, al massimo, è la questione del perché non si fa sentire. E poi passa pure quello, aó se non ti va mica mi posso ammalare per te! 😉
    In ogni caso Whatsapp è il male assoluto.

  2. La gelosia è questione di ormoni… io ho smesso dopo la menopausa… smesso nel senso di smettere di nascondere un secondo cellulare nella sua macchina dove poi andare a consultare la cronologia di google maps e vedere se corrispondeva ai suoi racconti… oggi sono una donna diversa e vi giuro che non me ne frega una beata minchia… gelose attendete con giubilo la vostra terza età!

  3. Secondo me la gelosia è in parte generata dalla propria insicurezza e in parte dalle esperienze. Parliamo delle esperienze: se per esempio uno è stato cornificato da tutte le donne che ha avuto, sarà portato a dubitare moltissimo della fedeltà anche della propria attuale donna.
    Insomma, dipende da ciò che hai vissuto fino adesso.
    Tuttavia ,visto che c’è sempre una prima volta, le corna sono sempre in agguato…
    Io penso che ,quando il rapporto è ormai consolidato, questi giochini del tentare di non far trasparire gelosia non abbiano più senso e serva invece il gioco opposto: far sentire il partner un pochino sotto controllo (senza esagerare) serva a farlo riflettere 2 volte nell’eventualità che gli capiti qualche occasione.
    Voglio dire: le occasioni fanno l’uomo ladro e… se non c’è la polizia e siamo sicuri di non finire in prigione, si finire per sgraffignare qualcosina, poi qualcosa di più… poi si svaligia una banca.
    Io non sono geloso, ma certe volte faccio apposta a farlo. Mi forzo a farlo. Non solo per farle provare ciò che fa provare a me, ma anche -appunto, come dicevo- per non farla sentire troppo…”al sicuro”.

    1. secondo me non bisogna far percepire all’altro del disinteresse. quello sì. quello è bene evitarlo.
      ma da qui a controllarlo di nascosto, a stare male (perché la gelosia può far stare fisicamente male), c’è molta strada.
      e sì, in parte dipende anche dalle esperienze vissute, certamente. ma se uno viene cornificato da tutte i partner della sua vita, forse deve farsi una domanda sui suoi criteri di selezione, o su cosa non quadra mai nel rapporto.
      stante che l’unica certezza che si può avere in fatto di corna è averle o non averle messe. sulle ricevute, chissà.

    1. ma da quale pianeta venite voi non gelosi io non lo so ancora (rido)
      comunque ascolto volentieri aneddoti, via mail diunavaginamemorie@gmail.com
      io posso tuttavia dire di non aver mai avuto uomini particolarmente gelosi e di non aver sentito mai la mancanza della gelosia. cioè sono proprio del tutto tirannica: gelosia a senso unico, posso solo io! rido

  4. anche il Valium aiuta. Per me la gelosia e’ una manifestazione della mia ansia. Quindi 40 gocce di Valium di solito mi aiutano. Non dico che risolvano il problema, ma almeno mi aiutano a prendere le distanze quando mi sento soffocare.

  5. Una gelosa autoimmune (e pure parecchio più giovane di me, secondo errore) l’ho frequentata. Sono arrivato a spaccare un telefono contro il muro per non dover più ascoltare la sua ventesima telefonata (consecutiva, in orari serali deputati al relax) in cui mi accusava di tutto e di più. È durata tanto quanto il secondo telefono, spaccato pure lui ho deciso di chiudere (con lei, non con i telefoni)

    Ora la “mia ragazza magica” di tanto in tanto lancia qualche frecciatina, è un po’ di innervosisce ….non per altro, ma sto proprio facendo “il bravo”. Ecchediamine!

    1. se fate i bravi ci aiutate senza dubbio a fare i bravi.
      no io comunque non credo di aver mai fatto rompere telefoni a nessuno 🙂
      cioè quando ho raggiunto i miei apici di follia, NE AVEVO BEN DONDE! (a volerle trovare, le prove si trovano e credo che il segreto di molte coppie sia, semplicemente, non cercarle)

  6. Brava che te la gestisci.
    Sappi che c’è anche chi si scoccia della mancanza di gelosia.
    Lo dico per esperienza: molto raramente sono stata gelosa in vita mia, e quando lo sono stata, il mio istinto aveva visto giusto.

    1. guarda per me la prova è quando mi dicono “sei pazza”
      cioè ormai “sei pazza” per me è la prova che ho ragione.
      comunque in effetti essendo single da 2 ere geologiche, non me lo dicono da un pezzo.
      la mancanza di gelosia può essere interpretata come mancanza di interesse a volte, lo so, ne parlavo con un’amica qualche tempo addietro. ma io le ho detto che no, che preferisco un uomo che ogni tanto mi sembra disinteressato a uno che mi opprime e mi controlla…
      se ti capita che qualcuno si lamenti, mandalo da queste parti a leggere le testimonianze e a capire meglio cosa si risparmia 🙂

  7. Gelosa io? Ma va va… Penso sempre che la gelosia sia una mancanza di stima verso se stessi e che il mondo sia circondato da persone migliori di noi. Se so di essere la persona giusta, perché essere gelosa? Tipo. Una volta una collega la vedo entrare al lavoro e farli: tesoro bello, come va? In quell’istante mi si sono avvampate le budella, poi l’ho guardata bene e mi sono fatta una risata. Bassa (tipo la metà di me), due cosce che sembravano le strade di Roma tanto dei buchi che ci stavano e mi son detta:
    Secondo te, un uomo, tra un’aragosta e una bistecca del discount, cosa preferisce?

    1. In parte posso essere d’accordo con te nel senso che secondo me la base della gelosia è anche una bassa autostima. Ma perdonami, considerare una persona “bistecca da discount” solo per aumentare la propria autostima non è che sia un comportamento sano, a mio parere (e l’ho fatto anche io più di di una volta). Tutti siamo aragoste per qualcuno. Spero però che la persona che ci apprezza come aragoste ci apprezzi anche e soprattutto per altri aspetti e non solamente per l’apparenza da aragoste…

    2. Ci sono un paio di cose che mi lasciano perplessa tuttavia.
      1. in primis il fatto che non sempre sappiamo di essere la persona giusta per qualcuno; cioè la storia è costellata di innamorati convinti di essere quelli giusti di qualcuno, ma che non lo erano. viceversa di ex convinti di essere ancora loro quelli giusti per noi, senza che lo siano. così come a volte anche se siamo giusti, ci sentiamo trascurati, abbiamo bisogno di attenzioni che latitano; così come, a volte, non crediamo intimamente di meritare la felicità che viviamo (e qui si torna alla bassa stima di sé e al bisogno di boicottarsi o di fagocitare conferme in quantità, più che in qualità). e queste sono solo alcune delle motivazioni alla base del tradimento.

      2. al tempo stesso, la storia è costellata anche di uomini e donne che tradiscono con individui che sono molto meno “aragoste” del partner. e come la spieghiamo questa cosa? che puoi pure mangiare aragosta tutti i giorni, ma a una certa è umano che ti venga pure la voglia della bistecca del discount (stante che poi l’attrazione passa certamente per l’aspetto fisico ma non solo per quello, e grazie al cielo anche le donne con i buchi di cellulite sulle cosce possono risultare attraenti per qualcuno)

      non so se mi sono spiegata. capisco la tua reazione e certamente non c’era motivo di essere gelosa di una collega, della confidenza con una partner professionale. ma il tradimento è tema molto più insidioso di quanto si creda ed è difficile ridurlo a semplificazioni. con esso, anche i meccanismi della gelosia 🙂
      non so se mi sono spiegata

  8. Io non sono gelosa. Mai stata. Ho una forma di autodistruzione più complessa, che posso riassumere con “L’uomo che amo non mi tradisce. Se mi tradisce, significa che non è l’uomo che pensavo fosse, pertanto non lo amo più”. Contorto ma conciso!
    E comunque, io i pensieri impudici li faccio su Cannavacciuolo… ho un debole per gli omoni ❤ (sarà pure per questo, che non temo il tradimento? certo la moglie di Cracco avrà ben più dubbi in merito… 😀 )

    1. ahahaha rido per la moglie di Cracco.
      ecco io impazzirei, per dire.
      su Cannavacciuolo mi avete già ripresa e chiedo venia per averlo escluso. in effetti nelle sue vongole frullate anche io posso sentire un certo trasporto 😀

      il tuo ragionamento è corretto e molto razionale. da giovane applicarlo, per me, era impossibile. perché il presupposto primo e inconfutabile era il mio amore per lui. poi il resto si doveva adattare a quello.

  9. uh, come mi sento punta sul vivo. ho passato anni in cui la gelosia c’era, ma ho saputo gestirla piuttosto bene. poi è arrivato lui, quello che mi ha pluricornificata dandomi della paranoica, pazza, e chi più ne ha più ne metta. ha fatto sì che quello che fino a un certo punto era gestibile è diventato uno strumento di autodistruzione. da quella relazione controllo, controllo tutto e mi faccio (veramente) delle paranoie che scansati. e lo so che è solo un problema mio di insicurezza, ma non riesco ancora a uscirne nonostante questo causi grossi problemi poi nelle relazioni. sto cercando di riprendermi, di non vedere tradimenti ovunque, certo le ultime relazioni non mi hanno aiutata granché.

    1. sorella, ho detto pochi commenti fa che se ti dicono “sei pazza” vuol dire che ci hai preso in pieno.
      detto ciò, io qui posso vantarmi di guardare anche gli amici “aggiunti di recente”.
      così, tanto per fare del monitoring.

      questo per dirti che non lo so se si guarisca mai davvero. secondo me no. sono passati anni e nello stesso modo, ogni volta che vivo qualcosa che assomiglia a una relazione, mi accorgo di quanto sia pesante questo limite. però è un limite, per l’appunto. è una malattia autoimmune. bisogna curarla forse a vita, conviverci, tenerla a bada. e far sì che non comprometta le nostre possibilità di fidarci. non so se ce la faremo. ma ci aggiorneremo su questi monitor…
      un bacio

  10. Quest’articolo lo stampo e lo attacco su frigo, scrivania e letto. Ché mi serve. Ma che faccio quando il ragnetto non esce fuori mentre lui non c’è? Cioè, se ho la vena che pulsa quando lui sta parlando con una che si è messa i tacchi solo perché così è più facile arrivare con le tette alla sua faccia? (Giuro, sono entrambi ancora vivi e io ho avuto il Nobel per la calma, ma non so se ce la farò un’altra volta. La prossima volta mi gioco la carta Bob Dylan e il Nobel se lo tenessero pure, che io c’ho il corso di ricamo).

    1. guarda cara io una risposta definitiva non ce l’ho ma manifestare la gelosia, quando è imbizzarrita, ci fa apparire così poco attraenti cazzo.
      la mia policy da qualche tempo è: se qualcosa mi da al cazzo, mi ritiro per deliberare. opto per il silenzio.
      e comunque il corso di ricamo spacca, noi donne moderne queste robe non le sappiamo fare più…

  11. Io parto con il bonus, il bonus della fiducia finché non succede qualcosa che mi faccia cambiare idea. Qualcosa di tangibile, non immaginato per illazioni. Si lo so che potrebbe essere controproducente quanto a fregature, e l’ho sperimentato sulla mia pelle, però partendo già con la sfiducia, che di sicuro ti ritroverai incornata con la prima figa che passa, che credi di poter costruire? Il terzo grado lo trovo ancora più controproducente, a me farebbe scappare a gambe levate a maggior ragione con la coscienza a posto. Se il tipo poi è palesemente uno dedito al poliamore, termine che va un sacco di moda ultimamente, beh da me si direbbe “pija la mano tua” (sottotitolo per i non ternani: vai per la tua strada). Escludendo la gelosia patologica, se ogni volta che lui/lei esce con gli amici si percepisce un’ansia che non ci dovrebbe essere, beh c’è qualcosa non va.

    1. eh c’hai ragione. su tutto eh. cioè dalla prima parola all’ultima. quando dici che avvertire quell’ansia è sintomo che c’è qualcosa che non va.
      il punto è che la cura definitiva ancora non è stata trovata. se non provare a capire le radici di quell’ansia, conoscerla, gestirla e provare a essere razionali, dicendo alcune delle cose che giustamente dici anche tu.
      a mia discolpa, quando io sono stata gelosa pazza, ne avevo ben ragione 🙂

  12. certo alimentare fantasie erotiche con Masterchef e i suoi autori deve essere ben acuta la gelosite.
    La gelosia è un tarlo che si mangia tutto dentro di noi. Si dovrebbe ricorrere alle cure per i tarli. Iniettare un liquido adatto a ucciderle e poi tappare il buco con pasta di legno.
    Forse provandoci il tarlo muore.

  13. È che noi siamo molto semplici e a compartimenti stagni, se esco con altri quello faccio, non posso fare due cose. infine altre due cose: se è una serata fra amici non si sta a fare smancerie anche per evitare di esser presi in giro, se si tratta di amici di vecchisima data, una donna, la tua donna, non potrà mai surrogarli (anche se tutte lo volete fare) ci si incastra e basta…. poi è ovvio ci sono le mille varianti dal porcone a quello che sta talmente bene che l’unica cosa che cerca è stara con la donna sul divano davanti alla tv.

    1. ahaha hai ragione, è che noi donne spesso compiamo il grande errore di dimenticare che siete molto semplici e a compartimenti stagni.
      e, per carità, la serata con gli amici è giusto che sia passata con gli amici, e non a mandare i messaggini alla fidanzata.
      e vale anche il viceversa, chiaramente.
      semplicemente, però, tra passare la serata col cellulare in mano e sparire per 6 ore, ci sono delle vie di mezzo, ecco 🙂

  14. Bel post anche se rischia di servire poco a chi ne soffre. Chi è geloso ha una predisposizione (genetica?) all’embolo della gelosia che non ha nulla di razione e porta la discussione se non addirittura le litigate in terreni simili alla fantascienza. Io non sono geloso ma mi sono sempre stupito di quanta energia venga sprecata nell’assecondare l’embolo suddetto. Non lo so, forse è predisposizione naturale o forse alcune persone sanno come impiegare il proprio tempo meglio invece che farsi delle mega pippe mentali sul proprio/a compagno/a.Ho avuto una ragazza gelosa. Alcune volte ho assecondato le sue richieste per farle capire che non aveva nulla da temere, poi ma sono rotto il cazzo e l’ho sfankulata: a tutto c’è un limite!

    1. è che ci vuole un po’ di sensibilità per comprenderla la gelosia. è un sentimento complesso, che affonda le radici nel rapporto che abbiamo con noi stessi e si ramifica poi nella relazione di coppia (a volte anche nelle amicizie, pensa)
      ogni volta che viene ridotta a un “pippe mentali” ho la sensazione che si parli di cose diverse. ovvio, c’è gelosia e gelosia. c’è intensità e intensità. e ognuno di noi ha un cervello e una “cultura emotiva” con cui affronta i propri mostri.
      è vero però quando dici che non c’è nulla di razionale e che, appunto, in quei momenti, il torrente in piena sfonda gli argini del buon senso e – se travolge un innocente – l’innocente non può che rompersi il cazzo.

      in questo senso invito a riflettere sull’oggetto della gelosia. sul ruolo del partner. sul capire se quella gelosia è fondata o no. e sul provare a gestirla. ma, chi sta con un soggetto geloso, e lo capisce o a qualche titolo lo accetta, deve collaborare. è un nemico che si sconfigge in due, temo. certo, il grosso spetta al soggetto interessato. ma non funzionerà mai se dall’altra parte c’è qualcuno che liquida tutto con “sei una paranoica” (poi la gente spostata di mente c’è, ma non parliamo di casi così irrecuperabili)

  15. Bellissimo articolo, mi ci ristrovo al 100×100… stanotte nel mio dormiveglia pensavo giusto a questo. Basta essere gelosa… esco con un HOMO PUTTANIERENS… sposato… ma chissene, non voglio più rovinarmi la vita, basta… meglio scrivere alle amiche, quelle rimangono sempre e soprattutto sono più sincere!

    1. no vabbè vi prego vi imploro basta homini puttanierens. lo so che ci passiamo tutte, non tutte ma molte, ma vi prego, cosa ci aspettiamo poi da questi che sono pure sposati, cosa cazzo? hai letto le 2 fasi dell’amante? la terza fase dell’amante? gesù devo preparare la quarta.

  16. Mi chiamo Pinza, ho quarantacinsettttttot…..anni… e sono geloso…. del presente, del passato e del futuro…

    Credevo fosse passata con l’età invece probabilmente era la routine dopo vent’anni di convivenza che faceva la differenza. Adesso che mi si sono riattivati tutti i sensi in un modo che non avrei mai manco immaginato, anche il peggio di me si è riacceso. A fatica sto rispegnendo tutti gli interruttori… ma che lavoraccio…

    E’ come l’herpes labiale, se conduci una vita regolare non si presenta più…

      1. Almeno io lo dico subito e col tempo miglioro, invece di quelle che assolutamente non sono gelose, non lo sono mai state… e poi incominciano con me… quando uno ha troppo fascino… 🙂

      1. No no… pazzia pura… ahahah!!!
        Cmq dipende dal passato, ovvero chi nasce tondo non può morire quadrato. Nel senso, se tu mi dici che la tua vita sessuale è sempre stata di quelle che la davi via come il pane ma adesso che mi conosci mi sarei sempre fedele… adesso, che sei al picco dell’innamoramento… ma dopo? Appena passerà un po’ di passione, cosa accadrà? Appena potrai la scappatella arriverà? Qui subentrano passato e futuro… lo so, cercherò di farmi curare… 🙂
        Scherzi a parte, col tempo passa ovvero quando inizi a conosce meglio l’altra persona, alla fine la gelosia è questione di fiducia.

      2. come dice mia madre: se gli piaci, del tuo passato non deve interessargli.
        d’altra parte è molto difficile che un uomo non ci giudichi per il nostro passato.
        quindi la soluzione è non raccontarglielo. di certo non nei dettagli. grossolano errore femminile 🙂
        detto da me, che il mio passato ce l’ho documentato su un blog 🙂

  17. Ciao Vagy..anche io sono gelosa ma ho scoperto di non sopportare la gelosia altrui ..quindi “mi contengo”. Nel senso che non rompo se uno non mi risponde subito , visto che non voglio essere rotta in casi analogo.
    Bisogna accettare il fatto che ognuno di noi ha una vita varia, con contatti, conoscenze, amicizie e “cose potenziali”. Ho imoarato,come fanno gli uomini, a non avere contatti esclusivi. Che se anche mi ouace uno tengo aperti altri canali di comunucazione. Perche’ non mi illudo che il tipo di turno pensi solo a me dalla mattina alla sera…quindi mi adeguo.
    Non dico di fare le zoccole a destra e manca, ma nemmeno immolarsi.
    Poi io penso che se due si amano davvero, sanno creare una complicita’ tale da tenere il resto fuori.
    A me finora non e’ successo…ma mai disperare. 🙂

    1. hahaha guarda a me non sembra sbagliata la tua policy. la trovo realista e pragmatica. e anche io mi contengo, ma con fatica, grande, enorme, gigantesca fatica. poiché anche io non amo subirla.
      detto ciò, se uno ti piace essa tende ad aumentare, perché poi entrano in ballo meccanismi più profondi secondo me. e lì, il tema dell’esclusiva (e della relativa trasparenza), quando ci si avventura sul campo emotivo della relazione più che della frequentazione, diventa più controverso temo…
      ma questo è un altro tema. io comunque te l’appoggio e non dispero, insieme a te 🙂

  18. D’accordo su tutto, tranne sul fatto di non manifestare le proprie debolezze. Se fossi gelosa e soffrissi per questo lo direi, mica devo fingere che tutto vada bene o di essere più forte di quel che sono. Può andare bene all’inizio di una relazione, dove un po’ di autocontrollo non guasta, ma se il rapporto è consolidato non ha senso. Ma se il rapporto è solido perché essere gelosi? Siamo sicuri che il problema sia di chi è geloso e non di chi non è in grado di darci abbastanza sicurezza? Fatto salvo i casi di maniaci/che del controllo che sono solo persone pericolose da cui scappare.

    1. ma io non dico che le proprie debolezze non vadano manifestate in assoluto, ma che vadano manifestate col giusto tempismo 🙂
      e sì, spesso il problema non è di chi è geloso ma della relazione che non è strutturata per dare sicurezza, del partner (generalmente ogni geloso autoimmune se l’è presa ar culo dolorosamente, almeno una volta).
      è che questo genere di debolezza rientra in quel genere di debolezze che richiedono uno sforzo di comprensione (cioè non è “esco pazza per le scarpe devo comprarne un paio alla settimana se no sclera”), quindi consiglierei di mostrarle a chi può comprenderle, anche nelle loro manifestazioni meno razionali. perché sono debolezze che, come detto prima, affondano le radici nel rapporto con noi stessi e si ramificano nella relazione con l’altro. e ci si può convivere, si possono pure potare, ma ci vuole intelligenza. non poca. da ambo i fronti.
      non so se mi sono spiegata… 🙂

  19. mi spiace ma la gelosia non è mai sana, e i più delle volte manda le cose a farsi benedire. Voglio dire, arrivare a nascondere un telefono in macchina per vedere sulla cronologia di google maps dove il tuo lui è stato (non ce l’ho con l’autrice del gesto, anzi, massima stima che ne ha parlato), perché non ti fidi di lui… ma allora come fai a dormirci insieme, a viverci, a condividere il bagno, l’intimità, le cose belle o brutte… Io ho avuto un ex compagno che in un’ultima fase ha fatto una cosa così. Per carità, eravamo oramai alla frutta, ma da lì indietro non ci siamo tornati. Il controllo totale mi spaventa, forse sarebbe più importante ricordarsi perché si sta insieme più che controllare che lui non vada altrove… a me questi esempi di estremo controllo mi spaventano, li sento a pelle come malati…

    1. beh ma è chiaro che quando arrivi a compiere questi gesti non sei proprio emotivamente a postissimo.
      io non ho mai fatto una cosa del genere. ma sono passata di notte a controllare che la macchina fosse dove doveva essere parcheggiata (che è pure peggio, perché è meno smart, ma ai tempi non esistevano gli smartphone a mia discolpa).
      detto ciò, in quei momenti, non stai bene. ma come le persone che NON stanno bene, non è che vai messo in croce. in teoria vai aiutato. solo che non essendo una patologia vera, ti devi aiutare da solo. e non è facilissimo uscire dal loop.
      inoltre, a volte, e in questo i traditori possono essere molto bravi, non sai più dove sia l’asticella del buon senso. perché tu hai il tuo istinto e i tuoi sospetti, quello ti dice che sei tu che ti fai i film mentali, e per questo inizi a cercare le prove. perché metti in dubbio te stessa. e sbagli. ma le prime volte non lo sai. ciò che si può sperare, è che impari.

      dico tutto questo per dire che sì, hai ragione. ma sono cose comprensibili. non encomiabili, ma comprensibili.

    2. Ecco, mi sa che tra le varie ossservazioni hai centrato il punto. Anziché concentrarsi sul trovare prove ai propri sospetti (per poi farne cosa, per rinfacciare o per avere conferma di una decisione in fondo già presa?) sarebbe meglio adoperarsi per rivitalizzare la propria relazione. In caso contrario meglio chiudere e passare ad altro.
      Con l’occasione può capitare che l’uomo quanto la donna si concedano dei diversivi, ma se si vuole che siano occasionali bisogna partecipare alla coppia anziché spingere l’altro – con le proprie gelosie e recriminazioni – definitivamente verso altri lidi.

  20. “tu digli a quel coso, che sono geloso
    che se lo rivedo gli romperò il muso”
    Gianni Morandi – Fatti mandare dalla mamma

    “il senso del possesso che fu pre-alessandrino
    la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse m’ incatena”
    Franco Battiato – Sentimento nuevo

    Un altro splendido compendio di come affrontare uno dei nostri lati oscuri per eccellenza. La gelosia. Nessuno ne è immune.
    Quante volte abbiamo detto: “sono geloso/a delle mie cose non le voglio toccate”.
    Almeno una volta nella vita di sicuro.
    La gelosia investe la nostra sfera personale e qualunque cosa o persona ne faccia parte.
    E’ uno dei cavalieri dell’apocalisse dei sentimenti.
    L’innamoramento portà all’esclusività del rapporto di coppia nelle fasi inziali. (una sorta di fascia di sicurezza dove il resto del mondo è fuori). Un fraintendimento di un gesto, di una frase o come va di moda oggi una mancata segnalazione sui social-media, scatena la furia autodistruttiva della gelosia.
    Si scatena una iper-reazione senza basi oggettive. L’immaginazione ci fa interpretare in maniera errata dei segnali che ci portano in modo del tutto irrazionale a dare per vero ciò che è solo una delle tante ipotesi possibili.
    Mi sono chiesto perchè per molto tempo.
    Avevo dei rodimenti e delle paturnie da adolescente che mi rendevano assolutamente poco godevole agli occhi degli altri.
    Tutto nasce dal senso del possesso che è innato in noi. Non abbiamo da bambini il senso del denaro, vediamo una cosa che ci piace e automaticamente la prendiamo.
    Stessa cosa quando da adolescenti la tempesta ormonale della pubertà ci scatena una marea di sentimenti nuovi e sconosciuti, ma altrettanto potenti e assoluti.
    E più siamo caratterialmente dei passionali più questo lato oscuro emerge prepotente.
    E non è vero che con l’avanzare degli anni si affievoliscono, riusciamo solo a contenerli un po’ meglio finchè la demenza senile non li fa riesplodere a volte con conseguenze grottesche, altre volte tragiche.
    Io ho lavorato duramente sulla mia gelosia, ho imparato a guardare con più distacco alle cose, perchè gli oggetti passano e tenerli a tutti costi come feticcio o come totem fa solo male; su ciò che riguarda la persone ho imparato a dare fiducia alla donna della mia vita, perchè l’amore maturo ha le sue basi nel rispetto reciproco, nella sincerità e nella complicità, ed ho anche imparato che quasi mai le persone agiscono come ti aspetteresti debbano fare, ergo prima di partire per la tangente, mi pongo sempre delle domande a cui cerco riscontro.
    Non è proprio la guida Michelin dei rapporti personali, ma nel mio caso funziona abbastanza bene. 😉

    1. nell’amore adulto io confido.
      quello che si basa sul rispetto reciproco, sulla sincerità e sulla complicità.
      sarà una sfida, dura, confrontarsi con quello.
      ma quando sarà, un tentativo, andrà fatto senza dubbio. e lì sì, lì bisognerà gestirla bene, questa carogna di gelosia (che, esattamente come dici, ti fa interpretare e leggere dettagli ed eventi con una chiave del tutto deviata, che tuttavia appare perfettamente plausibile)
      però se qualcuno ce la fa, posso farcela pure io 🙂

  21. Il punto 8 e il punto 10, su tutti.
    Ok non è semplice per un cazzo, ragionare in certe situazioni è davvero complicato, la gelosia è un filo del rasoio largo un metro e mezzo.

    1. Sul punto 8 ci ho costruito una vita intera. Esserci senza invadersi. Poi mi guardo intorno e vedo tante partite a Risiko, ma io non sono mai stata capace a giocarci.
      E hai ragione, non è semplice per un cazzo.

    2. la gelosia è una merda.
      però a me piace pensare che ci si possa convivere, arginarla, tenerla a bada.
      ma anche qui, è lavoro che spetta principalmente a chi ne è affetto, con la consapevolezza del partner eventuale…

  22. Carissima, sono precipitato per caso sul tuo blog e 1) mi sembra di conoscerti da sempre 2) il punto 1) deriva dal fatto che oltre a scrivere benissimo, sei simpaticissima!
    Dopo essermi fatto un’intensa cultura sul tuo sito, ora mi leggo il tuo posto sulle tipologie di maschio e magari in futuro saprò come firmarmi 🙂
    Un’apprezzamento da un tuo nuovo follower!

    PS: fossi al posto tuo, metterei su un bel canale facebook, risonanza-anza-anza!! 🙂

  23. Ora, l’articolo è bello e tu sei fantastica, ma con quella parte finale (anche se in teoria doveva essere una dolce “scossa” per farci svegliare dal torpore di questo sentimento debilitante – e la mia parte razionale lo sa e condivide ogni cosa che hai detto)… mi hai ucciso completamente. In questo momento, oltre a dover controllare le mie tendenze manicali possessive devo anche controllare quelle depressive, dopo essere giunta alla conclusione che morirò sola e abbandonata, o “gelosa e cornuta” nel migliore dei casi. Da una disagiata, linea allo studio.

    1. rido. ma no io sono convinta che la gelosia possa essere gestita. è faticosa, come tutti i malfunzionamenti dell’animo, da domare. richiede impegno, volontà e, non ultimo, un destinatario decente. ma ce la si può fare. ce la si deve fare.altrimenti è dura. praticamente impossibile…

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