105 thoughts on “Amare M’Affatica

  1. Ho versato un fiume di lacrime leggendoti. Mi ci sono specchiata, anche se ho passato i 30 anni da un pezzo… Non è che posso inviare direttamente il tuo articolo?? 😀

  2. E a 25 anni? Leggo e penso che si cavoli, io prima di tutto, se non mi sta bene com’è che si fotta…ma forse posso ancora sbraitare e aggrapparmi alle speranze che qualcosa cambi come quando ne avevo 18? Alla fine la speranza é l’ultima a morire no?

  3. io oggi ne ho fatti 35 di anni e riflettendo tra me e me, invece, mi sono detta che se c’è una cosa che non rimpiango per niente della passata decade è proprio quell’essere collerica e rancorosa… tutto il resto, però, lo sottoscrivo!

    1. oh ma pensa quanta energia sfogavamo (o sprecavamo) pensa quanta.
      oh no a me a volte manca, quando temevo che i vicini chiamassero i carabinieri per le urla, oh sì, dai, una volta all’anno, non dico tanto.
      giusto per regredire un attimo e poi tornare a essere questa cosa nuova e corretta che (forse) siamo diventate 🙂

      1. l’ultima litigata di questo tipo è finita che il pene insipiens di turno, caduto da solo, è stato da me invitato a restare a terra perchè è a terra che stanno gli stronzi. Comunque raccontarle, le scene di isteria, mi piace sempre tanto! ps per me non si tratta di essere diventata corretta. E’ che invecchiando sono diventata pigra 😉

  4. Quante pippe mentali che ci facciamo noi donne! Purtroppo è tutto vero, tranne il fatto che se vuoi una cosa la devi chiedere! Per gli uomini è tutto molto più semplice e lineare, il modo migliore per farsi capire: essere diretti. Se ci giri intorno perché stai a pensare al tono da usare non capiscono xD
    Non sto dicendo che sono stupidi, solo diversi da noi /:

    1. Concordo, se vuoi qualcosa devi chiederla, ovvio non puoi pretenderla ma chiedere è necessario, il più direttamente possibile altrimenti non ti capiscono. Se poi trovi l’uomo giusto sarà lui a fare lo sforzo di capire e di conciliare le sue esigenze con le tue. In realtà il problema è tutto lì, trovare quello giusto, a quel punto è tutto molto più semplice di quanto pensi

    2. guarda sulla diversità non nutro alcun dubbio.
      sull’esplicita richiesta sì. ma perché ho perplessità sulla capacità di articolare risposte (sorrido).
      quanto alle capacità di comprensione del testo femminile, anche, potremmo parlarne a lungo 🙂

  5. fino a qualche tempo fa mi sarei rispecchiata in pieno in quello che hai scritto, perche’ hai descritto perfettamente i miei dubbi, le mie paranoie, le mie domande, le mie insicurezze.
    che faccio chiedo o non chiedo cos’e’ questo rapporto?e se poi chiedo e sembro troppo esigente e lui se ne va? ma lui non si chiede dove stiamo andando? ansia.
    Ora mi rendo conto che alla fine quando trovi la Persona, la tua persona, e’ tutto davvero molto chiaro. le domande te le fai lo stesso certo.. perche’ le tue paure mica le vuoi abbandonare cosi..ci hai vissuto una vita con loro 🙂 pero’ il rapporto va come deve andare e come tu vuoi che vada e lui dice quello che tu hai bisogno di sentirti dire e se non te lo dice sai che puoi chiederglielo. sono contenta di non dover piu’ fare giochini con le parole o mille calcoli alla lavagna su come e’ giusto che io sia.
    Ecco questo era per farmi odiare alle 8 del mattino?! 🙂 no..era per dire che arrivera’ Vagina e ti sembrera’ ti aver trovato il “posto” fatto apposta per te.

    1. MALOSSòòòòòò
      ho pure sentito il sapore, l’antipasto, l’odore. di quando le cose vanno come devono e basta e non c’è bisogno neppure di fare troppe domande e troppe paturnie. ma poi, sai, la vita è fluida, così i legami,i percorsi e quindi alé. giù così.
      però se voi dite che DEVE ANCORA ARRIVARE, io vi credo eh.
      VI CREDO.

  6. Il postulato principale è dato dal fatto che per l’uomo la distanza minore tra due punti è rappresentato da una linea retta, per la donna da una sinusoide 😁
    Comunque sia parlare è giusto, ed anche capire a qualsiasi età …tempo fa la mia “ragazza magica” mi ha chiesto cosa volevo fare della nostra relazione, ci siamo chiariti ed ora stiamo costruendo ogni giorno quello che sarà. Ad oltre 50 anni

      1. Ah ah ah! 🙂
        Intendevo dire che, fatte salve le opportune & debite eccezioni, noi maschi siamo molto lineari e diretti e soprattutto non riusciamo a leggervi nel cervello. Una delle poche forme di comunicazione che in qualche modo garantiscono ancora qualche possibilità di successo nello scambio di informazioni è la lingua letteraria. Ergo, parlate. E quindi chiedete. Se non chiedete le cose non potete sperare che il lavoro di interpretazione dei sottotesti lo facciamo noi e non potete incazzarvi se poi non capiamo quello che stavate pensando e che volevate dire (che non sempre coincide temporalmente).
        Il mio consiglio: chiedete, chiaramente, senza troppi giri di parole, trovando il momento e il modo giusto.
        Quando vai dal gioielliere, chiedi per avere qualcosa, e sei anche decisamente precisa nel scegliere le parole per descrivere esattamente quello che vuoi, giusto?
        Perché con noi dovrebbe essere diverso? 🙂

        Mandi

      2. massì, ma poi è la conclusione del post, che bisogna parlare, che bisogna aprirlo il dialogo e sostenerlo, altrimenti siamo noi per prima a negare il rapporto, lo scambio dialettico e tutte quelle menate lì.
        e se il gioielliere ha ciò che cerchiamo bene. se non ce l’ha, giacché comunque l’oro non lo regala nessuno, se non ci garba ciò che ci propone, siamo pur libere di andare a trovarne un altro, di gioielliere, no? 🙂

  7. Nessuno è indispensabile per nessun altro, e, se mai è possibile diventarlo, non succede in un paio di mesi. Forse nemmeno in un paio di anni.
    Ecco, credo che il problema da entrambe le parti sia tenere il profilo giusto (seducente ma accomodante) per i primi 10, 20 anni.
    Poi intervengono la complicità, la maturità, l’età, il calo dell’ormone, l’invecchiamento cerebrale, l’abitudine…
    Sostanzialmente muori dentro, e tutto diventa più facile.

      1. Hahahahaha :DDDD
        No! Non più di tanti almeno. Certo, sopravvivere al mio stesso cinismo è stata un po’ dura all’inizio, ma adesso che mi sono abituato sono sereno, e nelle giornate buone le mie risate me le godo 😉

      2. ti do’ una notiziona: non moriamo dentro, se decidiamo di non farlo. Indipendentemente da chi abbiamo vicino. Se è quello sbagliato, cambi, se stai male da solo cerchi qualcuno con cui stare bene.
        Muori dentro se ti convinci che la passione non è compatibile col mondo.

      3. uhm, bella idea (?)
        Ma poi le iperboli? Cosa faccio? le butto tutte? Mi resta solo il letterale?
        E i legami umani forti? Che faccio? li etichetto in giusti e sbagliati e taglio quelli ‘sbagliati’?
        Già fatto: non è stato così facile distinguere gli uni dagli altri, e alla fine avrei quasi preferito non farlo. Non sono una persona di passioni, ma di testa, e non farei cambio per niente al mondo 🙂 (questione di gusti)

      4. La vita senza passione non è nulla secondo me.
        E pur essendo molto pragmatica e abituata al pensiero scientifico… ogni tanto scelgo di pancia.
        Le migliori scelte della mia vita. Mai pentita. Anche se mi son fatta male.

      5. Come te. Le scelte da farfalle nello stomaco sono quelle che mi hanno dato di più, nonostante gli effetti collaterali, e quelle di testa non sono minimamente paragonabili. Detto da un’altra che ci pensa quasi sempre bene prima di prendere una decisione. Quasi.

  8. ho rivisto Lella Costa in un suo spettacolo di tanti anni fa, in cui faceva una lista lunga almeno venti minuti di cose che una donna deve essere…
    Forse dobbiamo solo essere noi stesse, chi ti sa guardare davvero, quella sarà la persona giusta.

  9. Già.
    Chissà perché non ci si pensa. Anche noi ometti avremmo dovuto provarci prima: essere semplicemente noi stessi, dolcemente complicati, e aspettare che una ragazza ci guardi davvero per quello che siamo.
    Tristi, e così in virtù della nostra tristezza meritiamo anche di essere condannati alla solitudine.
    Certo. Pollicione in su per una vita senza compromessi!
    😛

  10. Quando voi donne imparerete a farvi meno pippe mentali e a dire senza giri di parole cosa volete, sarà un mondo migliore. Sempre se noi uomini riusciremo a capirvi, ho i miei dubbi.

  11. “No, non si può fermare il tempo,
    non si può mutare il vento
    quindici anni aveva lei,
    ricordo quando mi baciò”
    Equipe 84 – Bang Bang

    “Now he’s gone, I don’t know why
    And till this day, sometimes I cry
    He didn’t even say goodbye
    He didn’t take the time to lie”
    Nancy Sinatra – Bang Bang

    Cara Geena, a volte (ma solo a volte) penso che tu sia la donna giusta con le idee giuste in una città che è giusta; ma questa città ha dei sentimenti sbagliati, perchè è inadeguata a sé stessa. Vorrebbe sembrare cinica e spietata come New York, dove le donne dovrebbero essere tante Carrie Bradshaw (che alla fine, come dici tu, non esistono)… ma che tutto sommato ha un DNA italo-lumbard con tutti i limiti storico – geografici del caso. Eppure Milano ha vitalità da vendere e tanti bei lati da scoprire se solo la smettesse di scimmiottare New York e le sue frenesie.

    Tu sei consapevole di ciò che sei, ha le idee chiare su ciò vorresti e su come intendi perseguirlo…. in una frase: Tu Sei Pronta.
    Hai dei progetti per il futuro; nella tua vita ci sono caselle piene, alcune in fase di riempimento, alcune vuote.
    Per ora quella dell’uomo che sarà il tuo compagno è ancora vuota, ma sono fermamente convinto che non resterà tale a lungo.
    Ci vuole solo un uomo che si fermi un attimo a guardare e che voglia andare oltre le apparenze; un uomo che sia altrettanto consapevole su ciò che vuole e come intenda perseguirlo; un uomo abbastanza flessibile da capire che la strada è bello farla insieme ad una donna che sia capace di fare squadra e che sappia camminare insieme a lui.

    I 15/20 anni sono quelli dell’innamoramento dove ci stanno tutte le paturnie di quella fase, ma a 30 le cose sono differenti perchè cambiano le prospettive e le priorità. Essere maturi non significa diventare indiretti e sfuggenti; ricordiamoci che anche il milanesissimo Manzoni nei suoi Promessi Sposi fa sì che “l’uomo vecchio si ritrovi d’accordo col nuovo” nella scena dove Frà Cristoforo manda a quel paese il potentissimo Don Rodrigo.
    Quindi dire le cose come stanno, quando ne va della nostra felicità e del nostro futuro con l’altra persona, non solo è doveroso ma necessario. L’amore maturo rifugge dall’ambiguità.

    C’è un momento dove il rapporto fra due persone giunge ad un bivio; da un lato l’occasionalità dall’altro la stabilizzazione…. Beh, lì si deve scegliere ed essere chiari.
    Nel mio caso avevo percepito una certa insicurezza in lei. In quel momento giocai il tutto per tutto.
    Le dissi semplicemente queste parole: “Io scendo in campo per giocare questa partita. Tu cosa vuoi fare? Stare in tribuna o scendere in campo anche tu?”

    Mi è andata bene.

    Ci è andata bene. 🙂

    1. lo so, lo so che è indispensabile, doveroso e necessario a un certo punto.
      ed è infatti la conclusione a cui giungo.
      e sì, non si possono evitare le domande per timore delle risposte.
      non può essere un soliloquio, e sono d’accordo. e come giustamente dici, si arriva sempre a un bivio. e bisogna essere chiari.

      per quanto riguarda le caselle vuote, e tutto ciò che mi dici, non puoi sapere quanto mi riscaldi.
      soprattutto la tua convinzione che quella casella non resterà vuota per sempre. cosa che, com’è noto, invece, suscita in me molteplici perplessità 🙂
      un abbraccio a te e a quella che è scesa in campo invece di restare in tribuna 🙂

  12. l’amore a trenta è uguale a quello a aventi o quaranta. Come hai detto è una specie di negoziato tra due persone che vogliono stare insieme. Certo è fatica e rinunce. Si, anche rinunce a qualcosa, perché l’amore è un bel compromesso. Un passo indietro da parte di entrambi e non un passo avanti. Senza quello indietro si va a sbattere e poi sono dolori.

    1. eh, ma nel 2017, la nostra generazione nata nei ruggenti anni ottanta, fa più fatica che mai a far fare un passo indietro alla propria individualità, per l’eventuale passo avanti insieme. non vale per tutti, naturalmente, ma per molti di noi è evidentemente così…
      e per ora son dolori 🙂

  13. Cazzo se è faticoso, sempre. A venti perché non ne sapevo niente, a trenta perché avevo iniziato a costruire un qualcosa in cui credevo, a quaranta perché ne ho dovuto ammettere il fallimento dopo tante difficoltà superate. E ora che intravedo i cinquanta, gioco solo se ne vale la pena, altrimenti preferisco la panchina. L’effetto collaterale delle cicatrici che ho addosso è che non è rimasto tanto posto e una in più non può fare così male. Non più di tutte le altre.

    1. Almeno le cicatrici non dovrebbero fare più male… a perte quando il tempo peggiora e si fanno sentire. Io ho paura che le mie ferite sanguineranno per sempre, non c’è sutura che tenga.

  14. Ogni volta che sto attraversando un momento complicato legato alla mia relazione, a tratti non relazione, con una persona che per ora è dall’altra parte del mondo, ci sei tu che scrivi un post che mi arriva come un pugno nello stomaco. Perché me lo sono chiesto mille volte se sia giusta questa gestione “radical chic” dei sentimenti. Dove ci porterà. Personalmente mi sta portando a vivere un amore che amore non è. Che mi fa agire con troppa razionalità buonsenso ed equilibrio quando invece a volte lo vorrei perdere tutta questa cazzo di ragione, di calma. Quello che tu hai scritto è esattamente quello che mi chiedo da un po’ di tempo a questa parte. Ora non mi resta che trovare la forza di porre fine a tutto questo. Ma la paura di ritrovarmi esattamente nella stessa situazione è tanta.
    Sei l’amica con cui avrei bisogno di parlare in questo momento!❤️

    1. trova il coraggio di parlarne, prima di trovare il coraggio di chiudere.
      è questo il senso. che se c’è un rapporto, ci deve essere un confronto. altrimenti siamo sempre noi che ce la cantiamo e ce la suoniamo.
      non sai quanto ti capisco 🙂
      e t’abbraccio ❤

  15. E’ difficile, troppo. Trovare qualcuno che capisca quello che pensi, che sia proiettato ad una relaz…ehm..rapport…ehm…storia … uguale a quella che sta nascendo nella tua mente, non è solo impegnativo, è semplicemente inverosimile.

    1. non impossibile.
      forse neppure inverosimile.
      semplicemente, non è semplice. e anche qualora nasca la stessa idea di storia, la pratica è un’altra cosa. la vita ha i suoi percorsi, le sue difficoltà. le sue indecisioni. eccetera. eccetera.

  16. C’è troppo poco coraggio in tutto questo.
    Parlate di uomini ci infilate un sacco di etichette e poi finite per incasellarvi da sole in un ruolo che neanche volete. C’è timore, paura di essere se stesse, senza capire che il problema sta lì: se non ti esponi per chi sei, non potrai mai ottenere ciò che vuoi.
    Questo post si scorda una cosa: essere se stessi aldilà di tutto.
    Rischiando di non essere capiti o capite, ma è l’unico atto che puoi fare, se vorrai arrivare a ciò che vuoi.
    Troppo invadente? Forse. Dipende chi hai di fronte, dipende da quanta voglia hai ancora di non voler abbassare l’asticella.
    Solo un appello: non arretrate, non smettete di sperare, non recitate seguendo un copione imposto dal “buon senso generale”, osate, rischiate di essere maledettamente fragili e ferite… se no il Nulla avanza e Fantasia muore.

    1. Ah psssss… non lo dite a nessuno, ma quando riuscite ancora ad arrossire un po’, ad essere un po’ insicure, graffiate, sciupate… non è che forse forse… siete pure meglio?

    2. Mi permetto di fare una osservazione: Se vogliamo che diventi una “Neverending story” of love, bisogna avere il coraggio di essere se stessi, in due però. Altrimenti uno rischia tutto e l’altro nulla, anzi, può giocare con i sentimenti dell’altro come meglio gli aggrada.
      L’ego(ismo) gioca sempre ruoli basilari in questo confronto dei sentimenti.
      E quasi mai c’è un Dragofortuna in soccorso. 😉

    3. beh, il senso di questo post è un po’ questo.
      quanto a questo culto di se stessi, secondo non ci siamo proprio tantissimo. un conto è non fingersi altro, un conto è pretendere di essere se stessi al 100% perché chi abbiamo di fronte deve accettarsi TUTTI per quelli che siamo. idea affascinante. non la condivido però (ma, d’altra parte, io non ho case history di successo).

      per il resto, quoto alessandro.

  17. Allora, mi permetto di raccontarti una storia.

    Qualche anno fa, stavo proprio facendo questi ragionamenti. “Dovrò parlare? Dovrò chiedere dove stiamo andando? Non sarà troppo presto?” intanto aumentava l’intimità, l’intensità, la frequenza… passavano i mesi. Al settimo mese mi sono detta: o la va o la spacca. Ed ho chiesto: “Dove stiamo andando?”
    Risposta: “Non sono innamorato di te”.
    Praticamente uno schiaffo in pieno viso. Gli ho detto che allora non valeva la pena continuare, che finiva lì.
    Ed è finita.
    Io ho passato qualche mese a gironzolare, a conoscere altra gente. Non ci siamo più sentiti, neanche un messaggino.
    Sono passati quattro mesi.
    Ci siamo rivisti con una scusa (io ero stata all’estero ed ero tornata in Italia, ed era il suo compleanno).
    L’ uomo tutto d’un pezzo, che a Milano ne stendeva mille con uno sguardo, lui, proprio lui, mi ha detto: “Ho capito di aver sbagliato. Non è vero che non sono innamorato di te”.
    Sono passati sei anni.
    E a settembre ci sposiamo.

      1. Non era per aumentare le fantasie criminali, ma solo per aiutarti a pensare che bisogna mettere un punto. Un conto è se ci fa piacere stare nel limbo (ci può fare comodo per mille motivi, il primo è che noi stesse non ce la sentiamo di impegnarci, e ci sta!), un conto è se ci arrovelliamo perché vorremmo stare tranquille che “è” o che “non è”.
        Questo era il succo del mio discorso, ed il motivo per cui ti ho raccontato la mia storia. A volte bisogna anche andare incontro ad uno schiaffo. Non si sa mai 😉

  18. Boh, non so, dovrei solo star zitto, ho perso da mò il diritto di sentenziare su questo argomento. Però consiglierei ad una ragazza di levarsele da sola le ragnatele, che forse è meglio che portarsi a letto l’ennesimo coglione bimbo minchia di quarant’anni. E forse bisogna sapere anche pescare nel mare giusto.

      1. Il senso è che l’ho interpretato anche io come un meglio soli che male accompagnati, a qualunque età. Non è che siccome ho quasi cinquant’anni mi dovrei accontentare del bimbominkia di cui sopra.

    1. pinza tu presupponi sempre che siamo noi a pescare nel mare sbagliato, e poi cosa pretendiamo?!
      beh, sorry, non è così.
      ah sì, le ragnatele ce le togliamo già da sole. ma come saprai meglio di noi, non è sempre tutto lì.
      con i bimbiminchia a una certa si smette. infatti è pieno di ultratrentenni che praticano fedelmente l’astinenza. che però insomma capisci…

      1. …o nuotare nel mare sbagliato… il risultato non cambia… 🙂 Il senso era meglio soli che male accompagnati. Sono sempre più convinto che i rapporti occasionali o amici con benefici non facciano bene. In amore c’è bisogno di responsabilità. E i bimbiminchia che dicevo io erano quelli di quarant’anni che di responsabilità non se ne vogliono prendere e ti svuotano completamente l’anima. E se non sai riconoscerli subito ti rubano pure gli anni più belli della tua vita.

      2. Gli anni più belli… per me quando i bambini erano piccoli. Alla fine questi li perdi solo per un fattore fisiologico, ad un certo punto la natura dice basta. Direi che sei ancora in tempo… 🙂

  19. L’amore E’ imprescindibilmente una fatica tesoro della zia.
    Perchè l’amore è impegno ed è viaggiare allo stesso passo, cioè due cose estrememente faticose. Arriverai ad un punto in cui troverai il bipede che saprà starti al passo e non ti caricherà di fardelli non tuoi e pipponi mentali, ma ci vuole tempo, e anche una buona dose di culo.

    TIVIBI’, sempre, anche se passo più raramente.

    Zia.

      1. ❤ adesso sono persino fuggita nel centro italia…ma secondo me st'anno presto o tardi un giro dalle tue parti ci scappa!
        dal sorriso comunque io DEDUCO tu sia "piuttosto impegnata" in cose buone! 😀

    1. E già…. viaggiare alle stesso passo… cerchi di adeguarti al suo, finchè non inciampi. Ci sono dei momenti che vorresti correre, sempre più forte. La differenza sta nel farlo.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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