La Quarta Fase dell’Amante

Quando sei stata un’Amante Veterana, cioè sei passata per Le 2 Fasi dell’Amante, e poi per la Terza, e hai finalmente raggiunto la Quarta e ultima fase, che poi è un attestato che consegui a vita, una specie di laurea ad honorem in Merda Sentimentale, e ti trovi a parlare con le Matricole,  quelle cioè che per la prima volta nella loro vita si misurano con la discutibile posizione di essere “l’altra”, provi a dar loro tutti gli strumenti in tuo possesso, affinché si traggano in salvo prima che lo tsunami di fogna le travolga.

Tuttavia, poiché generalmente la cosa più utile che si fa con i consigli è ignorarli, si tratta spesso di un dispendio di energie fine a se stesso, un po’ come quando hai avvistato l’Iceberg e urli al Titanic di virare, “VIRA, TUTTO A BABORDOOOO”. Ma sappiamo benissimo qual è stato poi il destino dell’inaffondabile transatlantico. Resta il fatto che noi, che siamo qui di vedetta e guardiamo le nostre colleghe inciampare una dopo l’altra negli stessi errori che abbiamo commesso noi, per i quali adesso abbiamo un gigantesco MAI PIÙ tatuato nell’anima, noi che ormai decliniamo le avances degli uomini impegnati con la stessa scrupolosa cura con la quale eviteremmo di contrarre la lebbra, non possiamo fare altro che mettere il nostro know how a disposizione delle più inesperte reclute della battaglia amorosa.

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1. Il fatto che lui non ti abbia mai parlato di “avere una tipa” (dove tipa può significare qualunque figura femminile compresa tra un campionario di trombamiche e la moglie con la quale ha procreato una squadra di rugby) non significa che quella tipa non esista. Chiedere è lecito. Domanda esplicita, diretta, secca. La formula che io uso generalmente è “Sei sposato/fidanzato/convivente/padre/single-del-genere-non-mi-avrete-mai?”. Questo perché gli uomini appetibili, single e intenzionati ad avere una relazione, lo abbiamo detto diverse volte ormai, sono frequenti e facili da esperire quanto l’aurora boreale.

2. Ti dice che no. Non c’è nessuna. O meglio, niente di serio. Molta, molta attenzione a quel “niente di serio” perché la storia ci insegna che per ogni uomo che vive “niente di serio” con una donna, esiste una donna che fa progetti nuziali, immobiliari e genetici con lui. Oppure una ex con cui è in pausa di riflessione, che ci spera ancora un casino, che è la migliore amica di sua sorella, che sua madre la chiama per nome e con la quale lui – con buona approssimazione – si vede ancora. Non dico che dobbiate licenziarlo immediatamente, non siate la Gestapo dell’Amore, la vita di nessuno è realmente il deserto dei tartari, dai su, non pretendiamo l’assurdo, neppure la vostra lo è. Però ecco, non prendiamo per oro colato tutto. Una volta che abbiamo posto la domanda (punto 1), proviamo a capire se la risposta è sincera. Teniamo alta la guardia. Non viviamo nel mondo dei folletti e dei minipony. La gente mente. Lo fanno gli uomini e lo facciamo pure noi donne. Non dobbiamo approcciarci al mondo con radicale sfiducia, ma neppure credere al Mago Do Nascimento. Quindi, senza diventare inquisitorie, se sul sedile posteriore della sua macchina c’è un seggiolino per bambini (che magari è per suo nipote eh), almeno notiamolo. Se quando andiamo da lui, in bagno troviamo una maschera per capelli all’olio di Argan e lui è calvo, una domanda facciamocela. Se ci sono due spazzolini, due accappatoi, un pacco di assorbenti che fa bella mostra di sé (quindi ovviamente non aprite mobili, che sareste pazzeh, dico se è proprio lì), o qualunque genere di indizio che dimostri chiaramente che in quella casa c’è una donna bene insediata, sul serio, facciamo resuscitare dal coma la Angela Lansbury che è dentro di noi (specialmente se è tipo luglio e la compagna è stata provvidenzialmente spedita in Riviera a far fare un po’ di mare ai pargoli, che il mare fa bene ai bambini, si sa, e lui è rimasto nella calura metropolitana dove si consola con tutte le vaginesingle e non – in cui inciampa). Così come, se si fa sentire durante l’orario lavorativo e la sera sparisce, badiamoci. Idem se si smaterializza ogni cazzo di weekend. Per carità, può pure andarci benissimo un ménage del genere, ma almeno che siate consapevoli e non vi facciate prendere per il culo. Che poi quando siete coinvolte è un casino tirarsi fuori da queste situazioni, e levarsi di dosso il senso di stupidità per essersi fatte prendere in giro (era fidanzato/sposato e non me l’ha detto), è più difficile che buttare giù i kg di troppo dopo le festività.

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3 Altra ipotesi è che ti dica che in effetti sì, un rapporto ce l’ha, ma naturalmente in crisi. Una storia sulla via del tramonto. Una relazione senza futuro. Si stanno lasciando. È questione di tempo. Mesi. Giorni. Minuti. Guarda se non lo interrompevi lui proprio in quel momento stava andando a lasciare la moglie! Se voi non farete la cosa più intelligente da fare in quel momento (cioè girare i tacchi e andarvene liete per altri peni), probabilmente inizierà a raccontarvi cosa non va bene della compagna, che vogliono cose diverse, che si sono amati ma ormai le cose non funzionano più, che si sente incastrato in una vita che non è la sua e che vuole riprendere in mano il coraggio e tornare a VIVERE. Bla. Bla. Bla. Amiche, abbiate chiara a mente una cosa: quasi nessun uomo vi dirà mai “sì, in effetti con la mia partner va tutto bene, solo che sai, ogni tanto ho voglia di farmi una ciulata diversa, che la quiete è un poco noiosa, e quindi niente, chiaviamo?“. Loro sanno perfettamente che il deal che vi propongono non è vantaggioso (lo è solo all’inizio, un investimento che rende un casino nell’immediato e che vi manda in bancarotta emotiva sul lungo periodo), quindi devono tendenzialmente farcirlo bene. E spesso sono bravi. Spesso sono COSì BRAVI che si convincono anche loro. Finché la bolla non scoppia e non subentra la realtà.

4. La realtà generalmente è che NON la molla. E voi ci perdete X mesi se non anni, intere porzioni di vita, lustri in cui darete del lungo ad altri papabili candidati, perché sarete in stand by ad attendere il vostro grande amore che però, eh aspetta, oggi ha avuto una giornata difficile in ufficio, non posso parlarle; domani cade sua madre, neppure; dopodomani lei è in premestruo e rischia d’ammazzarlo, e tu vuoi metterti con un uomo morto? No certo che no, meglio aspettare. E poi il giorno dopo muore il suo gatto Ciccì, che aveva 45 anni, il momento è delicato. Fino al giorno in cui: eh niente, è incinta, avremo un bambino, ma no non ti ho mentito, non andavamo a letto insieme da secoli, è successo solo una volta, era il suo compleanno, e comunque zero attrazione, la libido è morta, lo sai che amo te. Certo. Morta come muore il vostro cuore che, per carità, resusciterà, ma dopo anni di psicanalisi e fisioterapia che per rimettervi in piedi l’anima e la fiducia nel genere maschile ci vorrà quasi la divinazione.

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5. PEGGIO MI SENTO: la molla davvero. Lì voi pensate, povere illuse, che arrivi il bello, che finalmente starete insieme. POVERE ILLUSE. Chiariamo una cosa: rompere una coppia NON è un fatto auspicabile, neppure se l’oggetto del vostro desiderio ci è incastrato dentro. Quando la rottura si compie (TRANNE RARISSIMI CASI, le eccezioni che confermano la regola) viene il peggio: il senso di colpa, la guerra dei roses, il fallimento, le famiglie, la casa co-intestata, gli amici in comune, un intero sistema sociale che se va a mignotte. Anzi a mignotta, cioè te, perché è questa la description che accompagnerà il tuo nome per lungo tempo. Lo ami così tanto che non ti interessa? Eccellente. Sappi però che un conto è essere amanti, un conto è vivere la vita vera. Un conto è crogiolarsi in un’alcova di desiderio e impossibilità, di struggimento e zero-responsabilità, BEN ALTRA è assumere un ruolo, scendere in campo e giocare una partita (per vincerla). Vale tanto per te quanto per lui. Può diventare tutto meraviglioso all’improvviso (seh vabbeh), puoi ritrovarti in un incubo e chiederti come cazzo ci sei finita (e, darling, risponderti che ci sei finita con le tue gambe, sarà il riscontro più duro da dare a te stessa). Ora, lo so che il mio ti sembra terrorismo emotivo, che in fondo stai solo andando a prendere un caffè, non c’è niente di male. Che in fondo vi scrivete e basta. Che in fondo tu gestisci tutto benissimo. Che tu non vuoi rompere la sua coppia. Che smetti quando vuoi. Blablabla. Per questo leggi qui.

6. Le persone non escono dalle rotture che sono proprio primule a primavera. Specie se di mezzo ci sono avvocati, cause, alimenti, danni morali. Specie se di mezzo ci sono figli. Pensaci, cazzo. Pensaci. Pensaci per lui (saprà reggere tutto questo? è davvero così forte e così convinto?), pensaci per te (vuoi davvero accollarti un accumulo di macerie? Lo ami abbastanza da ricostruire insieme quello che resta di lui? Se sì, procedi. Se no, o non ne sei proprio sicura, Ctrl + Alt + Canc, uscita forzata e via).

7. Se resti lì, sappi che ti toccherà spalare una quantità inaudita di merda. Sappi che lei ti odierà, e tu odierai lei, in una specie di allucinazione emotiva nella quale finirai persino col dimenticare che sei tu l’abusiva, non lei. Quando parlerai di lei con le tue amiche trapelerà il disprezzo dalle tue parole, per una donna che neppure conosci se non attraverso i racconti alterati del suo compagno fedifrago. E saranno racconti dei quali non dubiterai, perché sarai totalmente obnubilata. Ma ricorda che senti sempre solo una delle campane.

8. E l’unico fatto concreto, che hai sotto gli occhi e che potresti valutare, fingerai di non vederlo. Il fatto, incontestabile, che l’uomo che presumi di aver scelto tra tutti gli uomini che popolano il pianeta Terra, quello che presumi d’amare così tanto, che ti sembra il migliore per te, il più desiderabile tra i desiderabili, è un uomo che ha mentito e ha preso per il culo un’altra donna. Non una qualsiasi. Quella che teoricamente amava e rispettava di più. Quella con la quale spartiva il tetto e il talamo, con la quale magari ha messo al mondo dei figli, con la quale ha sottoscritto un contratto (perché il matrimonio è un contratto), firmando che si sarebbe preso cura di lei per sempre. Ora, per carità, le storie finiscono, gli amori pure e le convivenze anche. Le famiglie s’allargano. Viviamo tutti in questa continua dinamica fluida delle relazioni, nella quale non esistono più punti d’approdo definitivi, e questo non è necessariamente un male. Però, ricordalo, ci sono modi e modi, anche per chiudere una storia. E ai suoi modi, quelli che usa con la sua partner, ti prego di fare caso. Perché il modo in cui un uomo tratta le sue ex, è il biglietto da visita che ci fa capire come tratterà (o potrebbe trattare, un giorno) noi.

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9. L’aspetto generalmente più avvincente di queste situazioni, apparentemente trascurabile ma che nella sua sostanza rivela il paradosso di questi affair, è che tu nel giro di poco probabilmente ti troverai a essergli fedele. Cioè non andrai con altri. Non indirai una gara d’appalto per accaparrarsi la tua virtù. Al contrario, diventerai ligia e monogama, votata a questo amore in un regime non-detto (perché raramente il tema si affronta apertamente) di monogamia. L’apogeo di follia, molto comune tuttavia, si raggiunge quando lui inizia persino ad essere geloso di te. Una gelosia che ti lusingherà persino all’inizio, facendoti pensare che “ehi vedi che ci tiene“. Stronzate. È possesso, manipolazione, alterazione dei fatti: non devi alcuna esclusiva a uno che ogni notte dorme nel letto con un’altra persona. TATUATELO.

10. Tu mi dirai che in realtà tutti questi punti non corrispondono alla tua situazione. Perché tu non sei innamorata di lui, non sei mica stupida, non fai alcun progetto (e generalmente sappi che non se ne fanno mai, semplicemente a un certo punto le cose sfuggono al controllo). Tu mi dirai che lui però ti fa sentire speciale, per quegli scampoli di vita che condividete, perché è l’uomo più piacevole che tu abbia incontrato negli ultimi 5 anni e scusa se a un certo punto anche tu hai voglia di passare un po’ di quality time con un pene. Che non è mica colpa tua se sono già tutti presi. Che tu lo rendi un marito migliore, perché anzi lui con te sta bene quindi torna a casa e sopporta meglio l’oppressione della routine. Che siete solo due adulti consenzienti e che – tutto sommato – non fate del male a nessuno. E a questo ti rispondo che – a meno che non sia davvero solo e soltanto sesso animale (mah…) – va bene, hai ragione, continua pure, fino al giorno in cui sarà il tuo compleanno e lui non ci sarà; fino al giorno di Natale, che festeggerà a casa dei suoceri mandandoti gli auguri di nascosto; fino al Capodanno, quando partirà con lei e sparirà. Ma ehi, tu sei forte. E sarai forte sempre, finché un giorno non vedrai comparire sul suo smartphone la chiamata in arrivo di lei, che è salvata in rubrica “Amore“. Finché non ascolterai per caso una telefonata tra loro, nella quale lui sarà affettuoso e noncurante, tenero e falsissimo e non potrai in alcun modo fingere di non accorgertene. Non sentire un brivido d’orrore per la sua doppiezza. E in quel momento, anche se probabilmente non lo farai, vorrei tanto che dessi ascolto al tuo istinto di sopravvivenza e lo mandassi a cagare.

E sì, certo, esistono ALCUNI casi in cui delle storie iniziano clandestine e poi si stabilizzano, durano, vivono liete e feconde. Ma sono eccezioni che confermano la regola. E la regola è quella testé illustrata. Potete avere la presunzione di essere eccezionali, purché siate pronte ad accettare poi la media e la mediocrità degli esiti.

Insomma, nella Quarta Fase dell’Amante assomigli un po’ agli ex eroinomani, o agli ex bulimici/anoressici, che adesso vanno in giro a fare campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto per dire a chi sta vivendo la stessa difficoltà, che ce la si può fare, ma che per uscirne bisogna volerlo.

Insomma, sei una specie di testimone e testimonial dello sfacelo emotivo. Ma sei anche una reduce. Sei una sopravvissuta. Sei una che dopo essersi ferita in trincea, conosce il valore inestimabile della pace. Anche in amore.

ps: ovviamente, sia chiaro, non solo le donne sono amanti, non solo gli uomini tradiscono, la cosa può valere anche a ruoli invertiti, con i dovuti distinguo, e blablabla, state sereni, lo sappiamo.

80 thoughts on “La Quarta Fase dell’Amante

  1. Hai detto quarto stadio? Hai detto senso di stupidità e mancanza di fiducia negli uomini? Eccomi! Ah… hai detto pure mignotta… Capisco perfettamente il tuo punto di vista, lo sottoscrivo e aggiungo che quando mi rivolgo a quelle povere sventurate neofite, mi sento come Cassandra quando prevedeva la fine di Troia (e detto così, nel contesto, suona malissimo). Insomma, divento una specie di matta del paese che profetizza la rovina del mondo. Ma in fondo neanch’io, quando è cominciato tutto, se qualcuno me lo avesse detto (e forse qualcuno lo ha fatto), ci avrei creduto.

  2. Sottoscrivo la tua analisi ma mi chiamo fuori dalla dinamica: io piuttosto me la tengo per sempre, spero che la fase della vita in cui riuscivo a pensare a così tante cose di fila sull’argomento, senza che le stessi leggendo, sia FINITA.
    Diciamo che sono saltata alla quarta fase senza mai essere stata amante.

    Comunque, quel film lì sulla Guerra dei Roses 2.0, è meraviglioso. Finale docet.

      1. Egocentrismo, germofobia e un po’ di disturbo da serotonina.

        In generale, io non condivido piselli: penso sia disgustosa la mia di vagina, figuriamoci quella delle altre.

        No multiproprietà: mi si chiude l’orifizio.

  3. È tutto verissimo. Ma il casino non lo creiamo noi femminucce pretendendo dagli uomini che siano loro a dare senso alle nostre esistenze ? La colpa non è nostra che senza di loro non sappiamo vivere e poi come li abbiamo nostri li ingabbiamo fino a farli soffocare e noi con loro ?

    1. eh vabbè, allora sempre colpa nostra è! sorrido.
      no, in realtà io credo che ciascuno, in queste situazioni, abbia le sue responsabilità e che qualunque lettura che le attribuisca tutte a una sola delle due parti, sia sbagliata.
      persino chi viene tradito, spesso, delle responsabilità ce le ha, minori a volte, ma ce le ha. voglio dire che siamo sempre – in ultima analisi – o spesso per lo meno, artefici di ciò che ci accade. ma non ridurrei tutto al dire che siamo noi donnette-che-abbiamo-bisogno-di-eccetera. esistono -ahinoi – numerosi gradi di complicazione e coinvolgimento, anche…

  4. Punto 2.
    (Lei) “È così domani ti sposi”
    (Lui) “Sì …ma niente di serio”
    (da Tre uomini e una gamba, Aldo Giovanni e Giacomo)

    comunque nel mio periodo di libertinaggio (ufficialmente single, ufficiosamente con alcune trombamiche – di cui diverse sposate) ero solito prevenire la domanda, lasciando nell’ingresso di casa un distributore di “biglietti numerati” 😝

  5. Ottimi consigli che, come tu stessa hai scritto, verranno bellamente ignorati. Perché certe lezioni si possono imparare solo sbattendo la testa contro il muro e facendosi male. Molto.
    Apprezzo sugli altri il punto 8. da cui parte la mia riflessione odierna: la necessità di tradire.
    Ora, probabilmente la totalità delle donne esistente su questo pianeta è assolutamente cerca che l’uomo è perfettamente in grado di tradire. Credo che tutte vivano con la più o meno esplicita convinzione di poter essere tradite, sempre che ciò non sia già accaduto ma non sia stato ancora scoperto. E, sottolineo, ancora.
    Vorrei provare a ribaltare questo punto di vista. Vorrei provare a sottolineare le pesantissime – a mio avviso – implicazioni morali del tradimento.
    Come detto da Vagi, il matrimonio è un contratto. E un contratto, per l’ordinamento italiano, è un patto avente forza di legge tra le parti. Mettete le corna a vostro marito/moglie? siete dei fuorilegge 🙂
    Ogni matrimonio è storia a parte e certo non dico che debbano essere tutti rose e fiori. Nel caso peggiore, una gabbia dalla quale non poter uscire. Ma porca miseria, avete sottoscritto un patto con il quale vi impegnate a restare al fianco dell’altra persona fino alla fine dell’esistenza dell’uno o dell’altra. Se non avete più amore verso questa persona, almeno abbiatelo verso voi stessi. Ci sono problemi? Non amate più vostra moglie o vostro marito? Volete rifarvi una vita, provare di nuovo la leggerezza di non dover più dar conto a nessuno? Bene. Giusto.

    Lasciatevi.

    Prendete i vostri attributi in mano, andate dalla vostra non più tanto metà e mettete le cose in chiaro.

    C’è gente, tanta, che ha lottato, tanto, per conquistare questo diritto. Decenni fa, l’amante, le corna, erano l’unica strada possibile. Oggi, non hanno motivo di essere.

    Nessuno vi ha obbligato alla monogamia. L’avete scelta voi. Da soli.

    Ci sono i bambini, come devo fare con il mutuo, cosa devono pensare i miei amici/colleghi/parenti, dove devo andare a dormire, l’avvocato mi leva pure le mutande di dosso?

    Scuse.

    Quando avete CONTRATTO matrimonio, se lo avete fatto in chiesa, di certo il prete vi ha detto che il matrimonio non è cosa facile. Altrettanto, non è facile lasciarsi. Ma se quello che volete è NON STARE più con la persona che avete al fianco, dovreste intraprendere questa strada, consci delle difficoltà che comporta.

    Il tradimento, non è una scorciatoia. Non è un modo per salvare capra e cavoli, anzi. Ci sono ottime probabilità di mandare all’aria capra, cavoli, ovile ed orto tutto. E ritrovarsi con un pugno di mosche in mano e un avvocato intenzionato a strapparvi pure quelle. Continuare nella finzione del matrimonio e sperare di sopravvivere “respirando” nei fugaci momenti con la terza parte, è una pia illusione.

    Con che coraggio chi tradisce è in grado di rientrare a casa e guardare il proprio partner ufficiale negli occhi? Con che coraggio è in grado di guardarsi allo specchio senza abbassare gli occhi? Quanta viltà ci vuole per calpestare in questo modo la dignità del proprio partner e, prima ancora, la propria?

    Perché il primo tradito, è il traditore. E la cosa peggiore, forse, alla fine, è proprio tradire se stessi.

    Mi sono dilungato e, nel farlo, probabilmente ho anche suscitato le ire di qualcuno. Mi dispiace, ma su questo argomento in particolare sono poco propenso a credere alle sfumature tra il bianco e il nero.

    Ah, sempre citando Vagi: se state con qualcuno che con voi tradisce il proprio partner, scappate. Ammesso (e non concesso) che diventiate il partner “titolare”, tradirà anche voi. Non sarà diverso, con voi. Non cambierà. Non gli darete ciò che cercava, perché tanto poi cercherà altro.
    Come tutte le cose, la prima volta è quella difficile. Le successive, vengon da sé.

    1. Analisi impeccabile
      Sono due settimane che ho lasciato il mio amante, dopo 5 anni e mezzo di relazione, “felicemente ” affamigliato. Sto di merda, ma tanto tanto…..ma so anche di avere fatto la cosa giusta…finalmente.

      P.s. Mi fanno vomitare quelli che continuano a sostenere che si è bigotti e antiquati a pensare che un uomo o donna sposato che tradisce, non possa contemporaneamente amare alla follia la cornutissima ma fortunata e amata moglie. Raccontate sta mankiata a voi stessi per lavarsi un po la coscienza sporca sporca che avete….

    2. Allora, dunque, la tua analisi non fa una piega e se tutti riuscissero a essere così netti, forse sarebbe tanto meglio.
      Io sono molto tranchant in questo post, ma lo sono con un intento – come dire – “protettivo” nei confronti di chi in queste situazioni ci si infila senza avere idee di quale fogna (spesso e volentieri) si rivelino. Il giudizio su chi, poi, tradisce, ce l’ho più sfumato. Nel senso che penso che la vita sia complessa e che tutti siamo fallibili, ma soprattutto poco allenati a capire cosa ci fa bene, cosa ci fa male, emotivamente analfabeti, come si suol dire. Penso che non sia semplice affatto dire “non ti amo più, lasciamoci”. Penso che a volte tradire non significhi nemmeno necessariamente non amare più in senso stretto. Penso che il tradimento abbia duemila letture possibili, a volerle leggere. Però si può anche trattarli tutti nello stesso modo, e credere con fermezza indubitabile che siano il MALE, e forse sarebbe anche molto più semplice così, in effetti. Solo che quasi tutti tradiscono e, forse, un motivo ci sarà. Anzi, più d’uno. Ho scritto un post a riguardo, sulle duemila sfumature del tradimento…ma insomma il tema è oggettivamente complesso. e qui prendiamo una scorciatoia per dire che – se si può – meglio tenersene fuori. ecco 🙂

      1. Effettivamente il mio commento si discosta dal tema del tuo post, prendendone solo ispirazione. E bene fai a suonare le campane a lutto per chi ha le farfalle nello stomaco, senza poi dire “te l’avevo detto”.
        Che la vita sia complessa e noi esseri imperfetti, siamo d’accordo. Non desiderare la donna (o l’uomo) d’altri, è una pia illusione. Io sono sposato e sarei un grandissimo ipocrita nel negare di essere mai stato attratto da altre donne. Credo che chiunque si sia trovato nella situazione di poter dire “volendo, ce n’è”.
        Ma il punto è quello. Il fatidico salto tra il pensare e il fare, che non è mai per caso. Non ho mai sentito di qualcuno che si sia ritrovato inconsapevolmente nudo nel letto di qualcun altro 🙂
        E potrei anche arrivare a capire la sbandata di una sera, la mente obnubilata dall’alcool, le discussioni a casa, una tentazione troppo facile da cogliere a portata di mano.
        Potrei capirla, dicevo, a patto però che ci sia un successivo esame interiore. Perché se è successo, è difficile che dietro non ci sia qualche motivo da approfondire. Qualcosa di cui discutere, responsabilità da chiarire e da saper, anche, accettare.
        Pretendere che un matrimonio fili via liscio per 40 anni senza scossoni di sorta, è irrealistico. Ci saranno sempre momenti di confronto, anche duro, anche doloroso, anche potenzialmente definitivo. Ma è giusto che sia così, tra due persone che per quanto abbiano scelto di condividere la vita, restano due individui distinti e separati.

        Ma se ti fai l’amante, la storia parallela, il doppio/triplo/quadruplo cellulare, il viaggio di lavoro in cui di lavoro c’è ben poco, beh, non credo ci sia molto da capire e da perdonare.
        E’ evidente che ci sia sotto una volontà ben precisa, una coscienza delle proprie azioni innegabile.
        E nulla conta che, come dici e della cosa sono convinto anche io, si ami ancora il proprio partner. Un amore in senso lato, probabilmente più affetto o abitudine.
        A ben pensare, non mi spingerei neanche a definirlo amore in senso lato.
        Perché, come ricordo di aver letto in qualche tuo post (correggimi se sbaglio), amare è anche rinunciare a qualcosa di sé a favore dell’altro. In questa categoria, di default, rientra anche la sveltina con la collega (per i traditori “disimpegnati”) e in maniera ancor più netta la storia con l’amante.
        Non penso di avere la verità in tasca, sia chiaro. Finora mi sono solo limitato, nelle situazioni in cui il mio rapporto poteva venir messo in dubbio, a mettere sulla bilancia i pro e i contro. Quello che l’altra persona rappresenta per me, ciò che io rappresento per lei, quello che abbiamo costruito insieme e che ancora dobbiamo costruire; il nostro capirci senza parlarci, anche quando ci sono troppi kilometri a separarci. La pace che provo addormentandomi con la testa sul suo seno, la forza che provo tenendola stretta tra le mie braccia. Questo, e tanto altro, ha sempre spazzato via qualsiasi cosa mettessi sull’altro piatto della bilancia. Sono stato fortunato? Forse. Sarà sempre così? Me lo auguro.
        Ma anche non dovesse essere così, so cosa farei.
        Non è facile dire “non ti amo più”, è vero. Non è facile neanche tradire e tornare a casa la sera come se nulla fosse. Tra due cose difficili, la questione diventa quindi quale è quella giusta e quale sbagliata.
        E lì possiamo raccontarci quello che vogliamo, sugli infiniti percorsi di vita che ci hanno segnati ognuno in modo differente, sul non poter giudicare se prima non si è vissuto, possiamo filosofeggiare sul perché e sul per come. Ma alla fine, il nocciolo duro, inevitabile ed innegabile, è la responsabilità che abbiamo verso il nostro partner e verso noi stessi.
        Siamo tutti adulti, a volte però oltre che dircelo dovremmo anche dimostrarlo.

        Perdona l’ennesimo commento fiume 🙂

      2. io riporterei anche una citazione di uno dei miei film preferiti”l’uomo che amava le donne”di truffaut….alla fine lei,la narratrice afferma che il protagonista ha inseguito un’impossibile felicità nella moltitudine PERCHè ABBIAMO BISOGNO DI CERCARE IN TANTE PERSONE CIò CHE LA NSOTRA EDUCAZIONE PRETENDE DI FARCI TROVARE IN UNA SOLA…ed è verissimo dal mio punto di vista…lo diceva anche bukowsky come fai a dire di amare una sola persona se al mondo ci sono miliardi di persone che potresti amare di più se solo le incontrassi.il punto è che non le incontri…il punto è che ognuno ci da e ci trasmette svariate sensazioni e cid a qualcosa di sè di così autentico che quasi nn potrei accusare il fedifrago…il problmea è quando lui ti dice di aver trovato in te il tassello mancante e dopo poco se la da a gambe levate….boh!

  6. quando si è arrivati al quarto stadio, credo che si sia irrecuperabili, perché si crede di sapere tutto e quindi di scansare il letame, volgarmente detta merfa, che il ventilatore a soffitto sparge con nonchalance.
    Lui ci prova, lei ci crede e il connubio diventa perfetto.
    Se si supera la prova amante e si diventa la seconda – o terza compagna – credo che la fine sia solo questione di tempo. Lui ci proverà di nuovo, visto che è andata bene per almeno tre volte.

    1. non so se sia così. certo è che sarebbe utile fermarsi a riconoscere che esiste uno schema, più o meno universale, per queste situazioni. ed è per questo che l’abbiamo pubblicato qui 🙂 (plurale, io e le mie identità multiple :))

  7. Porcalaputtana.
    Mette i brividi.
    Certo che vivere da femmina dev’essere un casino mica da ridere, meglio o peggio non saprei, casino assoluto senza dubbio.
    Un costante, devastante, perpetuo arrovellarsi su la qualunque.
    Mette i brividi.

    Passando al core business in questione, tradimenti e matrimoni.
    Ho dato in abbondanza, da ogni lato si valuti la questione e sono stato uno di quelli “Ah! Io mai! Separatevi no?”.
    Seeeeh bbelli, facile charlare a mente fredda, facile per un cazzo trovarsi immersi nelle Everglades fino ai cojones, famiglia/muto/moglie/riskioavvocati da una parte e Jenna Jameson dall’altra.
    Ma soprattutto se non sei proprio il figliodiputtana da galera, trovarsi in mezzo a sentimenti veri che ti smembrano da ogni parte come i famosi cavalli.
    Perchè succede, più di quanto si possa immaginare.
    Soluzioni? Azioni risolutive? Varie ed eventuali?
    None folks.
    Ho sentito che Paolino Paperino Trump ci vuole mettere le mani, non prima della scissione del piddì, juve merda, evviva sanremo.
    Questo è quello che mi sento di dire.

    1. Non avendo mutuo e figli in comune, mi preparo ad asfaltare (legalmente, si intende) la mia seconda moglie.
      E comunque agli uomini, ma anche alle donne, che dicono di non aver mai (o che non avranno) avuto “incontri extra” credo tanto quanto a Babbo Natale che beve mojito con Fidel Castro

    2. ahahah lupo ti mettono i brividi le pugnette che ci facciamo? eh, c’hai ragione, lo so, ma tant’è.
      comunque hai ragione e hai toccato un tema che io ho – non casualmente – accantonato o non sviscerato: i sentimenti che ti smembrano da tutte le parti. perché questo punto ci porta in un altro grande terreno inesplorato, quello che ci vuole innamorati ed emotivamente legati a una persona sola, una nel mondo, una su miliardi di esseri umani, per sempre. e invece in queste situazioni succede, succede anche di amare – o di sentirsi legati – a più di un essere umano contemporaneamente. eh sì, succede anche questo.
      però resta valido il consiglio: STATENE ALLA LARGA. ecco.

  8. Personalmente ho sempre avuto un ego troppo importante per sentirmi comoda al secondo posto, mi sono sempre fermata alla fase uno e appena mi sentivo dire “non posso rispondere ti chiamo io” li sfanculizzavo. Mi sono salvata perche sono troppo protagonista!
    Verso i 30 pero mi trovavo a volte colta di sorpresa da uno che dopo aver flirtato per due ore mi diceva di essere sposato! Perche mi sono resa conto di essere entrata in un altra dimensione, un conto e quanto uno ha una fidanzatina e ci prova con un altra, un conto é il matrimonio… almeno per chi ci crede, io credo in quello degli altri e forse meno nella realizzazione del mio… ma cmq che schifo!ahahaha

    1. è che semplicemente loro continuano a fare ciò che facevano prima, solo che per una questione anagrafica non sono più fidanzati con quella di terzo superiore ma c’hanno moglie. sei stata molto brava a fermarti sempre alla fase uno. seriously. è l’unico modo in cui queste situazioni possono reggere e non fare troppi danni. perché se procedi, niente di buono ne viene, in linea di massima 🙂

  9. Siamo due traditori che si sono trovati. Fidanzata io da 10 anni, lui da 5. Colleghi a lavoro. La tresca è durata qualche mese, coinvolgente ed emozionante. Lui lascia lei. Lo fa sul serio, nonostante io gli dica sempre che Non lascerò il mio amore di sempre, anzi, continuo ad organizzare il matrimonio. Stronza come poche, mi rendo conto di tutto il giorno prima dall’apertura dei cantieri nella futura casa con il fidanzato. E lo lascio. Questo 11 anni fa. Siamo sposati, io traditrice lui traditore, da 9 anni, abbiamo una casa, due bimbe, e un amore che nasce dalla consapevolezza che si sbaglia, si mente, e che si può perdere tutto in un attimo, mai abbassare la guardia, l’amore costruito va difeso ogni momento, prima di tutto da se stessi e dalle proprie debolezze.

    1. a queste storie credo e ne conosco anche io. una soltanto però, contro decine dell’altro genere.
      va anche detto tuttavia che sono storie nate in una situazione non paritetica, quelle che conosco io (non da 2 traditori, ma da 1 traditore – uomo o donna – e 1 single) e forse questo qualche differenza la fa.
      comunque sono lieta del vostro lieto fine, perché l’amore è affare imperfetto, e ci sta, e l’importante – come dici tu – è difenderlo non solo dall’ambiente esterno ma innanzitutto dalle proprie debolezze. brava!

  10. Ho una storia? Non lo so, non ci siamo mai nemmeno sfiorati, ma sua moglie è gelosa. Lui non mi può incontrare, sono stata bandita e bollata, perché lei pensa che lui pensi a me, che sia un tradimento di testa. Ogni tanto ci sentiamo ancora, raramente, è la scommessa persa di chi rinuncia ad accertarsi estranei. Ora lui promette lettere. Scrive di promettendo di scrivere, ma sono parole vuote senza riferimenti alla realtà, caso mai si sappia che sono aggiornata su quotidianità che non mi appartengono. Nella mia vita ho sempre avuto presenze maschili. La sua si è svuotata e incancrenita, ma non so se sia un tradimento. Il tradimento di testa. Questa era nuova

  11. Io ci sto dentro con tutte le scarpe, desiderosa di uscirne.
    Il piano era “tanto io non lo voglio un compagno, voglio essere libera e prendermi il buono, il frivolo, il divertimento, possibilmente il sesso”. Non pensavo di fare male alla sua compagna, pensavo “ci svaghiamo entrambi”.
    Non avrei mai e poi mai immaginato di trovarmi ad avere a che fare con un “uomo” totalmente incapace di gestire: se stesso, me, noi due, la quotidianità (nel senso che qualunque imprevisto lo fa ammattire), un qualsivoglia barlume di sentimento sincero. Proietta su di me le sue insicurezze e insoddisfazioni, e mi ritrovo a fargli da “amante”, da amica, da mammina che lo rassicura e gli prenota le visite mediche (!).
    Mi dicevo “ok ma almeno il sesso sarà meraviglioso”, ma a quanto pare no, a quanto pare è impotente o finge di esserlo o non sa di non esserlo, fatto sta che in svariati mesi non si è fatto se non una mezza cosa una volta, per il resto sono solo scuse su scuse. Ho la sensazione che in tutto questo la compagna stia tirando un sospiro di sollievo, ad esserselo tolto dalle scatole per un po’.
    E mentre scrivo mi rileggo e mi dico “non sta capitando a me”….!

      1. Difatti sto cercando di chiuderla, la consapevolezza di com’è é arrivata lentamente. Strano perché uno pensa alle storie clandestine come a luoghi di perdizione e dimenticanza di sé e invece lui l’ha usato, quel luogo, per esprimere se stesso come non mai. Paturnie, ansie, litigi continui e poi niente sesso scusa sono scosso.

      1. Di certo non la sindrome da crocerossina. Propendo per l’obnubilamento del raziocinio dovuto alla sua abilità nel corteggiare e ad una mia prolungata, per quanto desiderata, singletudine.

      2. Più che la sindrome da crocerossina sarebbe la sindrome del policlinico, sezioni amministrazione ed economato incluse!

    1. oh santo cielo.
      come ti hanno già detto gli altri: ma perché?!
      comunque non massacrarti. la persona alla quale ti sei interessata in prima istanza, era probabilmente una persona diversa rispetto a quella con cui hai a che fare adesso e in questo non c’è nulla di strano. tradire può essere molto eccitante, ma pure estremamente stressante e non tutti riescono a reggerlo, il peso. chi è nel ruolo di amante parte con l’essere il diversivo esotico e si ritrova ad essere la seconda compagna (da qui tu che lo devi calmare, rassicurare, fargli da mammina). Con buona probabilità, però, gli rompi anche le palle, o lo tratti con sufficienza, o manifesta in maniera anche non palese ma percettibile il disprezzo che provi per lui e che trapela anche da questo commento. E queste situazioni sono circoli viziosi, in cui quando il mood diventa negativo, non si può che peggiorarsi a vicenda. Voglio dire che uscire da questo rapporto – prima di vederlo trasformarsi in qualcosa di persino più brutto – farebbe bene a te e pure a lui. E – come quasi sempre in questi casi – la decisione spetta a te. E io ti consiglierei di prenderla, più prima che dopo 🙂
      buona fortuna 🙂

      1. Cara Vagina, scusami ma utilizzerò questo tuo spazio per uno scopo molto personale.
        Devo fare ammenda.
        In nome dell’evoluzione di me stessa, e della speranza, che segretamente coltivo, di diventare domani una persona migliore di come sono oggi, devo chiedere scusa.
        A me stessa innanzitutto, perchè rileggendo i miei commenti mi è venuto un senso di disgusto profondo per la banalità, l’acredine, la grevità e il rancore che ho manifestato verso un uomo che di certo non mi ha maltrattata, che al massimo ha provato un po’ a manipolarmi, a usarmi per stare meglio (ma chi non lo fa, col prossimo), che sicuramente mi ha mentito ma mai quanto con la moglie, che ha cercato di destreggiarsi in una brutta situazione senza riuscirci.
        A parlare era la mia frustrazione, quella che noi donne proviamo quando le parole del maschio che abbiamo davanti non coincidono coi fatti, quando ci dibattiamo tra il desiderio di credere a lui, nonostante tutto, o all’istinto, il quale continua a ripetere che le cose non tornano.
        Non mi tornavano quando dopo due mesi diceva di essersi innamorato di me ma contemporaneamente al mio domandargli “quando ci rivediamo” si stizziva e mi faceva sentire in colpa, sbattendomi in faccia le bugie che doveva dire a casa, i chilometri che doveva farsi per venire da me, i soldi che “buttava”.
        Non mi tornavano quando mi scriveva, a distanza di sicurezza, cosa mi avrebbe fatto una volta soli per poi inventarsi, ogni volta, una scusa diversa per non fare l’amore (e quanto è odioso non sentire il desiderio di chi desideriamo da matti?)
        Non mi tornavano quando durante le discussioni infinite lo sentivo continuamente mettersi al centro di tutto ignorando, consapevolmente o meno non lo so, le mie esigenze, e quando ancora oggi mi scrive che intende ribadire la “genuinità” dei suoi sentimenti per me (ma chiedendomi di non rispondere al suo messaggio, perché “non è necessario”).
        Mi ha fatta arrabbiare e sto male ancora, e standoci male sono andata avanti per mesi tormentando le mie amiche, sostanzialmente per non rinunciare a qualcosa che ancora non aveva trovato una vera definizione, perché tanto sapevo di poter tollerare quello e anche di più.
        Ma in nome di che cosa, mi dico oggi?
        Però niente, non si meritava, nessuno se lo meriterebbe, tutto quel disprezzo da parte mia. E’ solo un povero diavolo, alla fine, incoerente con se stesso prima ancora che con me, e mi sentirei di ribaltare la frase che ho letto scritta qualche commento più su, dicendo che se un uomo sposato tenta di portarti via la tua singletudine, la miglior mossa da fare è tenertela stretta 🙂

  12. Moglie. Scopro un tradimento dopo 30 anni. mentre sono malata, molto. La cosa che chiedo alle amanti. Quello che mi ha fatto sentire schiantata è il far parte mio malgrado di un cinepanettone. Il senso infinito di ridicolo che provavo all’idea di essere la moglie di un Boldi qualsiasi. Uno che si chiudeva al cesso col cellulare! Uno che inventava balle patetiche. Che piangeva: non lo faccio più. Lo credevo un uomo invece era un De Sica qualsiasi. Ma voi che in questo film di Natale vi infilate volontariamente, come fate? Non vi sommerge il senso del ridicolo? Come fare volutamente a innamoravi di uno che sapete già che è un cinepanettonaro? Se vi dice che ci ha lasciate, non credetegli. L’abbiamo lasciato noi. Come diceva un noto film degli anni ’50: la peggior vendetta di una moglie tradita contro due amanti è lasciarli andare a vivere assieme liberamente.

    1. Credo sia quello che accomuna mogli e amanti, la consapevolezza di avere a che fare con qualcuno che è meglio perdere. Perché va bene la sbandata, va bene innamorarsi e affrontare duramente la realtà anche a costo di calpestare cuori… ma crogiolarsi nel proprio cinepanettonismo, o ancora peggio nel melodramma, quello no.
      Quando impareremo a fare fronte comune, noi donne, sarà sempre troppo tardi 😉

      1. Fronte comune delle donne …..ma vorresti includere anche coloro (e sono tante) che “tradiscono” a ripetizione i loro mariti? Una delle poche differenze che riconosco a favore delle donne, è che quando lo fanno sono meno ridicole e più apertamente spudorate di tanti uomini.

      2. ah ma il fronte comune delle moglie con le amanti è una cosa tipo alla asimov.
        cioè magari, magari si riuscisse. forse, a volte, in certi casi. ma di certo è cosa rara, siamo oneste su questo 🙂

      1. Fedifrago, hai ragione, ho peccato di qualunquismo.
        Più che altro sarebbe bene che chi viene tradito non si accanisse contro il terzo incomodo quanto piuttosto con il traditore (senza tralasciare una fase indispensabile di autoanalisi, che male non fa mai).

      2. Sai, trent’anni di matrimonio. La promessa nelle buona e nella cattiva. Una, prima di lasciare, un minimo ci pensa. Per me, il mio matrimonio era una cosa seria. Vivere assieme una vita significa anche accettare gli errori, capire anche le proprie responsabilità. Dare una opportunità. Ma poi ti accorgi che è morto il rispetto. Magari non l’amore, ma il rispetto sì

    2. Bella domanda. Forse non ci si “innamora volutamente” per definizione. E di questo ci sono innumerevoli esempi, voglio dire.
      Forse che è proprio un cinepanettone, quando sei alle prime armi, non te ne accorgi neppure.
      Forse ognuno ha il suo percorso, e cerca cose che è difficile intuire da fuori, e a volte crede di trovarle, magari solo per fortuita circostanza, in una persona non libera. A volte forse è la solitudine o, magari, quella tragica assenza d’ambizione sentimentale che a volte abbiamo (e altre volte, invece, ne abbiamo troppa). Non dico questo per contraddire la tua lettura che – oggettivamente – non fa una piega. Lo dico solo per lasciare intendere che queste analisi lucidissime, spietate e vere, non sempre si riesce a farle al momento opportuno. Tu sì, tu ce l’hai fatta, dopo 30 anni di matrimonio, durante la tua malattia, con i tuoi strumenti – che però non tutti hanno, in termini di sensibilità e di esperienza. Non so se mi sono spiegata.
      E comunque sì, anche io una mattina ho letto su una bustina dello zucchero al bar “se uno ti porta via la moglie, la miglior vendetta è lasciargliela”. E qualcosa di vero c’è 🙂

  13. Tutto molto vero e condivisibile, e altrettanto apprezzabile l’impegno a rendere edotta la popolazione, ma vero pure che urlarlo ai quattro venti o scriverlo a caratteri cubitali non servirà a una beneamata mazza.
    Perché il traditore seriale lo sappiamo ormai riconoscere anche da lontano, facile da identificare e da allontanare; i cazzi arrivano quando non è di questo che si tratta.
    Perché l’esperienza conta poco, men che meno se è di un altro; conta poco l’aver sinceramente pensato “IO non lo farò MAI”, conta poco persino l’essere stati dall’altra parte della barricata e sapere che vuol dire.
    Perché ci si può arrivare anche partendo da posizioni meno ovvie di quelle che hai descritto, certe cose succedono così velocemente che non hai neanche il tempo di capirle, in modi così improbabili che manco HAL 9000 sarebbe in grado di prevederle. Ma succedono, succedono e basta.
    Perché quando ci sei dentro, non è tutto così bianco o nero come la morale comune e gli sputasentenze vorrebbero imporre, non è tutto 0 o 1 neanche per me che campo da sempre di informatica e calcolatori.
    Quando ci sono di mezzo sentimenti veri non c’è un cazzo da fare, il tasto on/off non l’hanno ancora inventato. Per nessuno.

    1. oh beh, ma lo so molto bene che il tasto on/off non esiste per nessuno. e so anche molto bene che questi precetti di sopravvivenza non possono calzare (come scrivo, del resto) su tutte le situazioni. e che un ragionamento generale non può, ovviamente, tener conto delle specificità.
      tuttavia questo schema, questa evoluzione di questo genere di rapporto, è piuttosto collaudato e sì, volutamente taglia via le sfumature, non perché non riconosca ad esse dignità, ma perché ad andare fino in fondo in queste situazioni ci si fa molto male, nelle sfumature ci si annega e ci si confonde, e a volte serve fare il punto e guardare i fatti. per quanto grossolana sia la riduzione degli stessi. come quando parli con un’amica che non capisce quanto profondo sia ciò che dici, ma che nella sua burbera riduzione ti infila dentro anche qualche verità. che magari ti fa riflettere da una prospettiva diversa. non so se mi sono spiegata 🙂

  14. Gia’ io appartengo alla schiera delle indefesse…o meglio dire FESSE!!!!!! Si perche’ ci sono cascata 2 volte…la prima grande amore….km macinati da lui per vedermi, serate fantastiche e gelosie le SUE apocalittiche…..ma geloso di chi??? e Perche????? non sei mica sposato tu??? e ti permetti di fare sceneggiate e melodrammi???? Ebbene si quest’uomo e’ arrivato a fare anche questo…e poi alla fine dopo essere sparito per una settimana e io pazza a rincorrerlo telefonicamente…l’ho mandato definitivamente a cagare………ed ora lui sta con la mogliettina che ha anche problemi fisici gravi…cosi come lui mi diceva……mahhhhhhhh ….A parte noi signore…vi racconto brevemente la storia di un amico che per oltre 10 anni e’ stato l’amante di una DONNA……sposata con figlio e marito che a suo dire…..aveva un piede nella fossa…..peccato che il maritino e’ durato oltre 10 anni e tutte le volte che chiedevo al mio amico ma il marito della tua donna sposata che frequenti ma e’ ancora vivo?????? Tutte balle signori….anche le donne se si mettono sanno benissimo come prendere per il culo Voi maschietti e Non soltanto Voi potete vantarvi di questa capacita’……. Riassumendo fare l’altro/a…NON porta a NIENTE di BUONO anzi….trascorri mesi, anni devastandoti il cuore e la psiche dietro a degli esseri che NON sono degni nemmeno di respirare….sono degli infami che tradiscono la fiducia delle persone con cui hanno a che fare per avere dei moti di vitalita’e di ebbrezza che li porti ad uscire dallo squallidume delle loro vite insulse……VANNO LASCIATI A LORO STESSI!!!!!!!!!

    1. Maria Grazia, tesoro. ma ti leggi? Tu saresti fessa perché hai creduto e voluto che il tuo grande amore lasciasse una moglie con problemi fisici gravi e lui non l’ha fatto? E per questo è un infame? E sei dispiaciuta perché il marito dell’amante del tuo amico non è schiattato togliendosi dalle balle? Mio marito mi ha tradito mentre io lottavo contro il cancro. Forse ha incontrato una come te. Ecco, io non sono schiattata, mi spiace

    2. Sì, sono gelosi anche se sono sposati. Sì.
      Le ragioni per cui si tradisce sono, a mio avviso, molteplici. Io non credo nel solo e universale concetto di tradimento e non credo nelle riduzioni estreme che li vogliono tutti indistintamente classificati come “merde”. Credo, semplicemente, che sia meglio non infilarcisi, o uscirne per tempo, o uscirne in ritardo, comunque uscirne appena si può. Perché, al di là della qualità delle persone coinvolte, queste non sono situazioni buone. E anche le persone migliori, qualora ci si trovassero (e sì, può succedere anche a esseri umani tutto sommato decenti, in certi momenti della vita, di trovarsi in posizioni scomode), farebbero fatica a gestire per bene menage – come dire – complessi.

  15. Oh Vagina, quando deciderai di “girare i tacchi e andartene lieta per altri peni” fammelo sapere che mi faccio trovare intorno. Ho sempre amato la lietezza. P.S.: zona città studi per non cercarci troppo!!!

    1. Fedigrafo, per un date con la vagina non solo passerei da tutti gli zii, ma rifarei anche gli esami di maturità’, di III media, della patente e del catechismo!!!

      1. quelli che mi spaventerebbero di più, in fin dei conti, sono quelli del catechismo. Mammamia. 😀

      1. poi oh, ognuno tara la relazione per come se la sente sua. Per me, al momento, è la soluzione ideale e mi ci trovo estremamente a mio agio 🙂

      2. La coppia aperta presuppone però più o meno uguale accesso a materiale vaginale o penico eterologo. Nel caso in cui uno dei due incappi nel periodo “unplugged” prolungato come reggono queste coppie? La coppia aperta non è una pretenziosa scopamicizia? Ah, saperlo…

      3. sì, ma poi parliamo di altro sterminato campo, quello della coppia aperta. si fonderebbe su un presupposto magari più onesto – più naturale e meno culturale – di quello della coppia monogama, ma ho il sospetto che ci voglia un certo pelo sullo stomaco, una certa ampiezza di vedute, a viverla, in un rapporto serio che non sia per l’appunto solo una versione pretenziosa della trombamicizia (che comunque era già un’ottima formula, ormai passata di moda pure quella purtroppo), e ho il sospetto anche che siano davvero in pochi ad avere gli strumenti emotivi per viverla, la coppia aperta. magari ci tornerò, sul tema.

  16. e poi l’altra opzione ancora più strana e forse apparentemente meno complessa nella quale loro sono separati in casa(a detta sua)in cui lui sente te giorno notte in lunghe conversazioni fino al mattino..e nemmeno quindi ci divide il letto…mah!

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