Amore e NormoAmore

Recentemente mi è capitato di riflettere, complice il chiacchiericcio su Emmanuel Macron e la moglie Brigitte, sulle norme sociali dell’amore. Mi spiego: prendete una coppia qualunque, eterosessuale, anagraficamente allineata, senza grilli per la testa, in cui lui abbia un buon lavoro e porti a casa possibilmente un po’ più soldi di lei, in cui lei si occupi delle faccende domestiche un po’ più di lui; una coppia con ambizioni genitoriali, che vada in vacanza nei villaggi turistici attrezzati per le famiglie con il mini-club e la pensione completa; che ogni mese paghi la rata della macchina o del mutuo; che passi il Natale coi genitori dell’uno e Santo Stefano con i genitori dell’altro, e che a Pasquetta vada a fare la scampagnata con altre coppie di amici, altrettanto munite di prole. Nessuno, in linea di massima, storcerebbe il naso, davanti a una coppia così. Ciò che c’è poi nell’intimità di quella coppia (si amano davvero? Si rispettano? Si supportano? Comunicano? Litigano? Sono violenti verbalmente/psicologicamente/fisicamente l’uno con l’altra? Scopano? Si tradiscono? Sono felici? Si sono sposati per interesse? Lei lo sfrutta? Lui la manipola?) non è affar nostro. Non sentiamo, cioè, il bisogno di indagare, di ficcanasare, di porre in discussione la bontà della loro unione. Questo perché, molto semplicemente, sono talmente “normali” da non urtare i nostri schemi, da non richiederci un pur minimo sforzo cognitivo, da non farci ergere in maniera per lo più immediata a paladini della Resistenza Sociale ai Cambiamenti Culturali (pensate quanto reagiamo male quando Facebook cambia qualche impostazione del lay-out, per avere una misura di quanto tendiamo a prediligere lo status quo, anche a discapito di eventuali migliorie). Questo genere di amore possiamo chiamarlo NormoAmore e possiamo sintetizzare che con il NormoAmore il pubblico non ha nulla in contrario.

Senza andare troppo lontano, per chiarire quanto poco basti per sollevare obiezioni e quanto radicati siano i nostri pregiudizi, è sufficiente che uno solo degli ingredienti succitati sia assente, o abbia dosi diverse. Pensate a una coppia in cui lei sia 15 cm più alta di lui (voglio dire, l’abbiamo fatta pesare a Tom Cruise, figurati a qualunque povero gesuccristo). Pensate a una coppia in cui lei guadagni più di lui e lui si occupi delle faccende domestiche (ce le immaginiamo, le suocere, disperate al pensiero che spetti al figlio programmare la lavatrice e cucinare la cena; e sì sì, lo so che esistono coppie paritetiche, non discuto questo). Pensate alle coppie aperte. A volte, semplicemente, basta pensare alle coppie che non si trasformano in un agglomerato umano unico, che conservano cioè la propria libertà individuale, coltivando interessi personali che esulano dal microcosmo coniugale (uhm, sicuramente qui gatta ci cova! Fossi in lui/lei mi preoccuperei di questo “corso di T-E-A-T-R-O”).

Insomma, come vedete, i commenti pruriginosi fioccano assai in fretta, persino quando si rimane nel perimetro del NormoAmore. Figurarsi, poi, se ci si avventura al di fuori. Figurarsi se si persegue l’Amore in quanto tale, qualunque cosa sia, qualunque forma abbia, qualunque condizione imponga, sradicando quel rassicurante prefisso “Normo”. Quando l’Amore diventa quella spinta, quell’urgenza, quella scossa che s’alimenta nella diversità, nello scambio umano, nel flusso di esperienze condivise e raccontate, nella ricerca di qualcosa in più, nell’imperfezione, nel coraggio di oltrepassare i ranghi e viversi per il gusto di farlo. Lì, addio. Lì sì, che la vulgata può scatenarsi. E se abbiamo imparato a capire (non tutti, ma comunque si capisce più d’un tempo) che una donna può amare un’altra donna, e che un uomo può amare un altro uomo, e che possono addirittura amarsi per un lungo tratto della vita, e che possono persino costituire una famiglia (e, badate, tocca ancora dibattere in merito), ci sono molti altri amori che vengono sommariamente passati per le armi del giudizio collettivo, sottoposti alla gogna del moralismo. Se non condannati apertamente, quanto meno esposti allo scherno, alle insinuazioni, al ludibrio, alla strumentalizzazione, alla psicanalisi da bar, alla morbosità e all’ipocrisia. Penso a tutti gli amori diversi, come quelli tra persone diverse per provenienza, cultura, formazione, classe sociale, religione, colore. Penso agli amori tra persone sane e persone disabili. Penso agli amori tra persone che hanno un passato turbolento, dei vizi, delle difficoltà.

E, naturalmente, sovrani indiscussi degli amori diversi sono gli amori tra persone anagraficamente distanti. E sono proprio questi, tra tutti, a infastidirci e a esaltarci di più, dividendoci in detrattori e ultras, insofferenti e curiosi, tutti comunque interessati e intenti a esprimere la propria. Come se apparisse incomprensibile l’idea di amare qualcuno più adulto (o più giovane) di noi. Come se non fosse un tipo di amore raccontato, scritto, cantato, filmato, in tutte le epoche. Come se nessuno si fosse mai preso una cotta per la prof di italiano, o per il prof di filosofia. Come se un amore di questo tipo fosse contro-natura (che poi persone ben più illustri di noi tutti abbiano dibattuto per decenni, secoli forse, sulla confusione tra “natura” e “cultura”, rimane un fatto secondario).

E sì, certamente esistono donne che stanno con uomini più vecchi per interesse (in quei casi risponderei che, comunque, si potrebbe trattare di mutuo interesse, che il 60enne che sta con la topa di 22 anni magari non lo fa solo per la sua anima ma pure per le sue chiappe d’acciaio e per i suoi ormoni a mille); e certamente esistono uomini che stanno con donne più mature per un complesso edipico irrisolto, o per una latente omosessualità, o qualunque altra sofisticata ipotesi sia stata avanzata nei giorni scorsi su Macron. Tuttavia, esistono donne che amano uomini più maturi perché ne sono affascinate, perché l’amore è anche un fatto di complementarietà, perché trovano stimoli maggiori, più attenzione, più intuizione, meno paturnie tipiche dei millennial e, diciamolo, una passione più sfacciata per la nostra benamata virtù. Così come esistono uomini che amano donne più adulte, magari perché si sentono più rassicurati, più compresi, meno giudicati, più liberi di essere se stessi senza essere soppesati come carne da macello dalle coetanee e asfissiati dalle loro pretese.

Quali che siano le ragioni, questo tipo di Amore esiste, e non è di Serie B rispetto al NormoAmore. Spesso richiede più audacia, più forza, più responsabilità. E quelli che ne sono infastiditi, che chiamano in causa la biologia, gli ovuli e Freud, forse dovrebbero iniziare ad abituarcisi. Emmanuel e Brigitte non sono i primi e non saranno neppure gli ultimi (guardatevi intorno, io ho almeno 3 amici che vivono relazioni con donne 10 anni più grandi di loro). Non è la fantasia erotica di felliniana memoria; non è la figura archetipica della nave scuola; neppure una favola, non un simbolo politico, né un cliché romantico, né una rivendicazione sessista. È la scelta di una compagna più adulta, semplicemente. È una delle infinite alternative possibili di Amore, in un’epoca in cui ci è abbastanza chiaro che quello è eterno finché dura.

E, tutto sommato, a me (che anagraficamente parlando, con Macron, ci starei meglio di Brigitte), non dispiace lo sdoganamento di questo tipo di unione, questo passaggio da L’Era delle Pollastrelle a quella delle Galline che fanno buon brodo. E non tanto perché, come suggerito da Augias, così “c’è speranza per tutte”, quanto piuttosto perché approvo l’idea che lamore sappia riconoscersi anche senza un fine esclusivamente riproduttivo; e che la seduzione non si eserciti solo attraverso un paio di tettine sode (che comunque, sia chiaro, conservano il loro indiscusso fascino).

Tanto il NormoAmore continuerà a esistere sempre. Allora perché non smetterla di stigmatizzare tutte le altre espressioni dello stesso sentimento? Ai posteri l’ardua sentenza.

57 thoughts on “Amore e NormoAmore

  1. È amore. Punto. Tutto il resto sono seghe mentali tipiche di chi non ha una vita propria da vivere. Vogliamo incasellare tutto nei ripiani del giusto/sbagliato che ci sono stati insegnati da piccoli! Ma hanno senso di esistere quei ripiani? Grazie come sempre per tutti gli spunti. Un enorme in bocca al lupo per tutto 😉

  2. Poco da aggiungere. Se almeno su queste osservazioni superficiali ci si limitasse a farsi gli affari propri o (tò lo concedo) ad un’alzata di spalle per una coppia che non si capisce (personalmente mi riferisco ad eccessive differenze d’età) si vivrebbe tutti meglio. Credo che oltre all’essere restii ad accettare ciò che esce dalla norma ci sia anche il non riuscire a comprendere cosa possa legare due persone apparentemente tanto dissimili (come fa a stare con quel vecchio; come fa a stare con quella cessa…son solo banalissimi esempi) senza riuscire a considerare l’individualità di ogni persona e la non necessaria aderenza a quello che è il pensiero comune. Siamo, perchè mi ci metto pure io di mezzo, portati a giudicare e valutare tutto coi nostri metri di misura e sulla base di ciò che non pensiamo, facciamo o faremmo in determinati contesti e credo che questo sia un limite altrettanto duro da superare quanto quello dell’avversione all'”anormalità” di cui tu parli.

  3. Gli “amori diversi” ci mettono in discussione, fanno paura perchè sono la “prova provata” che si può vivere ed amare, anche in modi differente, che l’Amore si prende gioco delle nostre regole, delle nostre convinzioni, che sono spesso prigioni.

  4. Fammi capire …stai mettendo le mani avanti per quando avrai 60 anni e ti fidanzerai con uno di 35? 😛

    Comunque hai ragione, è ora che la finiscano di guardarmi male per la strada quando poso lo sguardo sulle chiappe di qualche ventenne in minigonna a filoditopa o con i leggins che si infilano tra le natiche!

  5. Sempre sul pezzo, ti adoro. Unica cosa che mi sento di aggiungere e’ che non solo c’e’ chi giudica gli “amori diversi” ma anche chi dai pregiudizi si lascia condizionare, e certi amori se li lascia sfuggire, o li rifiuta.
    P.S. Perdona gli accenti/apostrofi, ma scrivo da una tastiera UK.

  6. Un piccolo appunto, conosco abbastanza bene la situazione in Francia e sembrerebbe che Brigitte si sia sbattuta Emmanuele quando lui aveva 15 anni e lei 32. Fate voi……

    1. Lui 16 e lei 41 per la precisione…e comunque sono cavoli loro visto che alla fine lui ha deciso di sposarla e non era certo più un ragazzino quando lo ha fatto 👍

  7. eh vagi
    leggerti è sempre un grandissimo piacere.
    invio il link a tutte le persone che quando uscivamo dicevano: “Ma ha 10 anni meno di te?!? Beh ti va bene perché tu sembri più giovane”
    ma anche vaffanculo, no?
    un bacio

    1. Gran bel post. L’intro ha il sapore del monologo di transpotting di Welsh, la naturalezza e la bontà della parmigiana di melanzane di mia moglie la domenica e la freschezza di un testo di Bernard Sumner. Mi sono ritrovato in pieno nella descrizione della coppia qualunque, dove però nell’intimo si celano gli occhi di mia moglie più belli ogni mattina di risvegli assieme, le cene io e lei da soli dove ogni cibo ha il sapore dei sorrisi e della felicità, i viaggi mano nella mano, la gioia di una casa costruita insieme e delle serate tra aperitivi, amici e sigarette, tutto insomma ha la semplicità di una vita che mi piace.

  8. Concordo con quello che dici ma sono pessimista sul fatto che la gente possa fare quel salto di qualità da “ma come cazzo fa a stare con quello/a” a “bella coppia, contenti loro contenti tutti”. Lo dico con estremo dispiacere visto che ho avuto la fortuna di frequentare una donna di 15 anni più grande di me con la quale si andava alla grande ma la differenza d’età era il SUO cruccio che l’ha portata a mollare il colpo. Dirò di più, secondo me fequentando un partner di qualche anno più grande (maschio o femmina che sia) si ha la possibilità di crescere e avere un punto di vista sulle cose della vita diverse. È un’esperienza che consiglio.

  9. quando due stanno bene insieme, qualsiasi soluzione abbiano trovato per convivere. questa funziona e funziona pure bene.
    Il guaio è che abbiamo sempre una certa dose di ipocrisia e bigottismo ma in particolare ci fanno paura che possano esistere sentimenti diversi per natura. Quindi dobbiamo trovare dei secondi fini in queste unioni. Anche il normoamore ctra problemi. L’hai scritto pure tu. Figuriamoci il resto.

  10. Io italiana e lui rumeno..BAM! La rovina dell’umanità..ne ho sentite di ogni..dai più sfacciati “eh, attenta che i rumeni hanno DNA DIVERSO” agli ipocriti “ma si dai, che sarà mai..anch’io ho un vicino che ha un cugino che conosce una rumena ed è una brava persona TUTTO SOMMATO”…
    Oltretutto sono in un paesino mooolto piccolo e quindi figurarsi l’effetto che fa vedere la ragazza “studiata” che prenderà un bel stipendio insieme all’operaio rumeno..
    E ovviamente, l’evergreen “chissà perchè lui sta con lei ;)..si sa che quegli stranieri pensano solo a come fregare il prossimo”
    E invece noi viviamo un Amore Diverso, con un sano equilibrio che ci permette di ridere delle cattiverie e ci ha forse reso più uniti, perchè lo abbiamo scelto e difeso nonostante gli sguardi degli altri!
    EVVIVA I NOSTRI AMORI DIVERSI E PIENI DI COLORI!

  11. condivido, mi dispace solo che la tua analisi non contenga il perchè sia più diffuso il normoamore, probabilmnte avrebbe generato una sintesi più completa.

  12. Vagy sono d’accordo penso che gli amori con grosse differenze di età siano come altri amori….nascono, si evolvono e possono durare o finir e come gli altri.
    Quello che amiamo è la persona nella sua interezza.
    Non ho mai capito le maldicenze su donne che scelgono uomini più giovani e viceversa.
    Secondo me me un compagno più giovane ha tra l’altro molti vantaggi che non sto a spiegare. 🙂
    Un abbraccio

    1. secondo me qualunque incontro tra due persone che si stimano, che si rispettano, che sanno dimostrarsi affetto, è un fatto positivo.
      e penso che possano verificarsi con molte differenze, incluse quelle anagrafiche. sia in salita che in discesa 🙂

  13. AMEN. Io e il mio compagno abbiamo ben 26 anni di differenza.
    “esistono donne che amano uomini più maturi perché ne sono affascinate, perché l’amore è anche un fatto di complementarietà, perché trovano stimoli maggiori, più attenzione, più intuizione, meno paturnie tipiche dei millennial e, diciamolo, una passione più sfacciata per la nostra benamata virtù.”

  14. Che poi, il normoamore è altro da tempo. Io ho oltre sessantanni. Quasi tutte le donne che frequento non sono alla loro prima storia importante e neppure i loro compagni. Noi siamo tutte più vecchie. Alcune, tipo me, con due/tre anni più del marito, ma altre anche 10/12. Coppie consolidate da 20/30 anni di vita in comune. Non so dirti perché, è capitato.

  15. Grande come sempre e ben scritta e descritta la situazione relativa agli amori con differenze di eta’……Per esperienza personale ti dico che quando ero giovane intorno ai 22 anni ho avuto un fidanzato di 9 anni piu’ vecchio di me ed e’ durata per circa 10 anni…e tutto sommato sono stata bene e mi ha aiutato a crescere…e questo purtroppo ci ha allontanati….e qualche anno fa sulla soglia dei 40 ho avuto un altro stavolta piu’ giovane di ben 11 anni!!!!!!!!!! Non ti dico i commenti!!!!!!!, Di solito se lui e’ piu’ vecchio (ma non di molto) sembra che dai benpensanti sia tollerato…altrimenti si scade in base alle malelingue nella situazione padre figlia….uomo che si approfita dellla ragazzina ecc ecc che tu ben sai e hai ampiamente descritto…..Viceversa in base alla mia esperienza con il “GIOVANE” ti dico che me la sono goduta…..mi sono divertita e sono stata molto bene con Lui…..peccato che le cose poi sono finite per motivi personali miei seri e anche per la sua immaturita’ che in quella situazione si era palesemente dimostrata……..

  16. il NormoAmore ha la stessa dignità egli altri amori. (comunque la seduzione è sia cervello che corpo quindi il più delle volte tette sode ma anche pettorali scolpiti non guastano il più delle volte)

  17. comunque sul fine riproduttivo: non è che due ventenni stanno insieme solo per figliare anche quando decidono di figliare, e quando Brigitte ed Emanuel si sono conosciuti lei era quarantenne quindi teoricamente il figlio avrebbero potuto farlo, hanno semplicemente deciso di non averlo

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