Management delle 30enni

Qualche tempo fa un mio amico millennial, sì, insomma, uno di quelli leggermente sotto i 30 anni, con i tratti tipici della virilità contemporanea, si lamentava delle ultime tizie con cui era uscito. Ragazzine, diceva. Troppo immature per lui. Troppo poco interessanti (adoro gli uomini, quando si sentono Jean-Jacques Rousseau e si lamentano della poca profondità delle donne che incontrano).

Così io, facendo sfacciatamente gli interessi della categoria, mi sono lanciata in un’appassionante televendita delle 30enni. Ne ho elencato pregi (essere indipendenti, con un discreto appetito – se capite cosa voglio dire – combinato con l’esperienza; più capaci di quanto fossimo 10 anni fa di gestire i nostri scompensi emotivi, più empatiche, più consapevoli e così via). D’altro canto, mi sono sentita in dovere di metterlo in guardia su una serie di errori o pericoli nei quali potrebbe incautamente incorrere. Poi ho pensato di rendere questo servizio alla popolazione mondiale, spiattellando i frutti di quelle chiacchiere qui sul web ed elencare DIECI comportamenti che sarebbe consigliabile NON attuare nel caso in cui non si abbiano intenzioni, come dire, vagamente, ipoteticamente, genericamente “””serie””” con una 30enne.

Partiamo col dire che, com’è noto,  le relazioni si fondano su uno scambio di segnali, di input, di output, di stimoli e reazioni, di sollecitazioni e risposte. Quindi, se volete, amici uomini, evitare che prima o poi la 30enne vi prenda e vi appenda al muro pretendendo di DEFINIRE che cazzo di rapporto avete, provate a seguire i seguenti accorgimenti. Ma prima, lasciatemi spezzare una lancia in favore delle mie esimie colleghe: sappiamo tutti benissimo che questo patema di taggare e meta-taggare le relazioni risulta decisamente poco cool; d’altra parte è pur vero che quando passano i mesi e ci si ritrova in una situazione sentimentale che non si capisce che cazzo sia, qualche domanda una se la fa; è vero pure che l’hic et nunc, il vivere alla giornata, lo step by step, col quale siamo cresciute da quando c’avevamo 17 anni ci ha letteralmente scatafasciato i coglioni, anzi, le ovaie, le tube e tutto l’armamentario completo; è vero pure che se avessimo voluto “navigare a vista” per il resto dei nostri giorni, avremmo fatto il concorso in Marina, e invece una pur minima direzione ci piacerebbe averla, perché l’amore sia una bussola in una vita già piuttosto complicata di per sé, invece che una misteriosa dimensione nella quale non esistono punti cardinali, né sopra, né sotto, né alto, né basso e neppure la destra e la sinistra che ormai, si sa, non esistono più in generale (soprattutto la sinistra, non esiste più); non ultimo c’è il tema dell’esclusiva, della monogamia che – siamo franchi – è una scelta che facciamo, non un istinto – se non per i primi 5 mesi, periodo di vita medio di qualunque innamoramento; vale a dire: faccio i cazzi miei oppure no? Te li fai oppure no? Stiamo costruendo qualcosa e quindi mi metto il tubero in salamoia, oppure stiamo solo ingannando l’attesa di qualcuno più speciale di me e più speciale di te?

Lo so, amici uomini, c’avete già il mal di testa. Per voi è tutto più semplice e noi per questo vi invidiamo, credeteci. Ma se non vogliamo che il genere umano si estingua, se non vogliamo alienarci nei nostri microcosmi di genere, dobbiamo provare a capirci. Se fate le seguenti cose, sappiate che la donna (qui parliamo delle 30enni ma secondo me la faccenda calza anche su altre fasce anagrafiche) interpreterà il vostro rapporto in chiave sentimentale e, anche se lo nasconderà, inizierà a chiedersi se piacerà a vostra madre. Se rito civile o religioso. Se un banale ristorante o villa con piscina, catering e dj set.

  1. Farsi sentire tutti i giorni.

2. Mandarle, tutti i giorni, il buongiorno e la buonanotte. –> questa cosa crea serialità, quindi dipendenza. E rievoca in noi reminiscenze adolescenziali di quando il fidanzatino ci chiamava tutti i giorni, alla stessa ora e chiacchieravamo fitto-fitto chiuse nella nostra cameretta prima di cena.

3. Abbracciarla per strada, in luogo pubblico. Si può ammettere l’abbraccio strumentale al limone, naturalmente. Ciò che davvero ci confonde, sono cose come CAMMINARE ABBRACCIATI. Esagero: CAMMINARE MANO NELLA MANO. Se fate questa cosa, noi iniziamo a guardare il nostro riflesso (nostro + vostro) nelle vetrine, nei portoni, in qualunque superficie riflettente –> ergo, ci visualizziamo – letteralmente – come COPPIA

4. La mazzata definitiva, quella che suggellerà per sempre la vostra immagine insieme, l’errore capitale (sempre ammesso che voi la vogliate come amica con benefici, e non come vostra morosa) è farvi i SELFIE INSIEME. Dovete capire che a quel punto lei penserà che forse davvero sta succedendo. Passerà lassi di tempo non calcolabili a scrutare il vostro ritratto congiunto su pixel, pensando che siete molto carini, diversi, fighi, teneri, simpatici. Spammerà tutte le sue amiche con i vostri selfie, raccogliendo emoticon assortite e cuori variopinti da tutti gli angoli del pianeta. State attenti: NON SI FA. Voi, nella vostra purezza, nella vostra semplicità, penserete che non significa nulla. Che pure tra amici ci si fanno i selfie insieme. Certamente, ma tra amici non si tromba e non si fanno tutti gli altri punti che ora elencheremo.

5. Il sesso. Ok. Si può fare sportivamente. Lo sappiamo benissimo. Solo che farlo sportivamente per 8 mesi di fila, per esempio, è diverso da farlo sportivamente per 3 volte nella vita. Se poi dopo, non so, si resta insieme, si chiacchiera, ci si abbraccia, si dorme insieme, e ci si sveglia insieme, e si fa colazione insieme, e si rifà all’amore, e se questa cosa inizia a succedere tutti i weekend, e poi anche qualche volta in settimana, insomma, lo capite anche voi che i sintomi assomigliano più a quelli di una relazione che di una one-shot, no?

6. Farvi un weekend fuori insieme. Allora, raga. La 30enne single che ha passato gli ultimi anni della sua vita ad andare in vacanza con le coppie di suoi amici, etero o gay; oppure con viaggi avventure nel mondo a scarpinare nella giungla e a dormire in 12 in una casa con un solo cesso e tanti mosquitos; oppure DA SOLA raccontando poi al ritorno di essersi sentita molto indipendente e molto onnipotente, CREDETEMI, darà un valore ENORME al vostro primo weekend fuori insieme. Ve lo dico solo perché lo sappiate, perché così è. Voi penserete che sì, tutto sommato meglio andare con lei che con il vostro amico che emette indesiderate flatulenze. Lei si chiederà se voi piacerete ai suoi genitori.

7. Conoscere i suoi amici, presentarle i vostri amici, ed essere affettuosi davanti a entrambi. Passerà giorni a raccogliere feedback dai suoi amici su di voi, e passerà giorni a bramare feedback dei vostri amici da parte vostra. Ci terrà un casino che voi piacciate ai suoi, e che lei piaccia ai vostri. E qualora così fosse, inizierà a pensare che siate perfetti e che dovete, proprio DOVETE, stare insieme, perché quando ricapiterà uno che vada bene ai suoi amici? Del resto, a voi quando ricapiterà una unica e irripetibile come lei? Non voglio spaventarvi, voglio che siate consci.

8. Se le mostrate le foto della vostra famiglia, avrà voglia di conoscerla. Se le mostrate le foto della casa che state scegliendo, avrà voglia di arredarla con voi. Immaginerà quando negli inverni freddi vi rintanerete lì insieme. E quando nelle calde estati inviterete i vostri amici a fare un aperitivo sul terrazzino. Nei casi più irrecuperabili penserà a quando inviterete sul terrazzino la sua famiglia, o la vostra famiglia, tecnicamente un incubo al quale andrebbe incontro senza esitazioni, nella leggerezza della fantasia vaginale.

9. Dirle che vi manca quando non c’è. Questa è pesante amici. Maneggiatele veramente con molta cura delle dichiarazioni così importanti. Poi quella si pensa che le volete bene, che siete innamorati, che avete finalmente capito che è speciale e che non volete perderla. Che siete diversi dagli altri. Io dico: perché dovete alimentare invano simili illusioni? Su. Siate bravi (sempre a meno che non pensiate – consapevolmente – di volerla come vostra partner; e sempre che ci teniate a evitare quel momento in cui – se non è abbastanza pudica – vi dirà cose come: “Mi avevi detto che ti mancavo!! Cos’è che ti mancava eh? Eh??”, immediatamente dopo il vostro puntuale “non sono pronto” – “non me la sento ancora” – “in questo periodo…” – “non sono abbastanza maturo”)

10. Farle un regalo. Non lo so. Molta attenzione su questo punto. Ci sono contesti in cui diventa imprescindibile, tipo che se vi frequentate da un semestre e la vedere IL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO, sarà sconsigliabile presentarsi a mani vuote, si capisce. Qua non entro nel merito perché dipende, siete precari o siete i nipoti di Moratti? Che tipa è lei? Quello che posso dirvi è che dovete valutare qualcosa che sia personale, ma non troppo. Se la relazione non è importante NON regalatele assolutamente nulla di jewelry. Intendo neppure il braccialetto di merda di cautchù. Sappiate che la gioielleria è il punto d’arrivo dei regali di qualunque donna. La gioielleria, di qualunque livello sia, dice una cosa sola e una soltanto: COMMITMENT. ATTACHMENT. IMPEGNO. Nei casi più irrecuperabili, persino Accessorize può dirlo, a una che abbia voglia di intendere ciò. Quindi voi andate sul sicuro: prima ci sono i libri, i massaggi, le borse, le sciarpe, i profumi, le creme, le maglie, le scarpe. Poi gli orecchini (la prendete alla lontana). Poi il braccialetto. Poi la collanina. Poi qualunque cosa che vada indossata su una delle 10 dita (non necessariamente l’anulare sinistro). Ok?

Io ho concluso e spero di aver chiarito alcuni elementi sui quali palesemente noi donne mettiamo tantiiiiiissimo significato (e spesso lo facciamo da sole). Voi fate la vostra parte, siate bravi, cooperate, siate un poco etici che ormai siete grandi. Avanti.

35 pensieri su “Management delle 30enni

    1. Non so quanti anni tu abbia, ma ti posso dire dalla mia veneranda età (e dopo parecchi anni con il titolo onorario di FBI) che per quanto tu possa essere chiaro e diretto troverai sempre una donna che interpreterà a modo suo qualsiasi tua parola o gesto (vedi anche il mio commento a seguire più in basso)

  1. Cara vagina, sono sempre io, quello che ti aspetta in zona città studi nel caso dovessi passare di qua. Ma se mi dai appuntamento mi posso anche spostare. Che so, zona Paola Sarpi? Tu dimmi il posto e l’ora. Io a me mi riconosci. Sono quello che dei 10 errori da non commettere i primi 8 se li brucia dopo circa tre settimane dal primo bacio (che di solito avviene in un momento di distrazione… la sua… ).
    Sei sempre illuminante.

  2. Ok, qui va spezzata una lancia (in faccia) a noi pene-muniti: è difficile, davvero difficile, fare almeno un paio di queste cose e non rendersi conto che si creano aspettative. Quindi se il vostro lui le fa e poi vi viene a dire che “ma mica lo sapevo che ti stavi innamorando” (o similia) non gli credete. Lo sappiamo, è che abbiamo questo meccanismo mentale per cui le cose che non sono a nostro favore decidiamo di ignorarle.

    1. Confermo! i bravi ragazzi lo sanno benissimo, mentre gli stronzi, cioè quelli che hanno quel fascino irresistibile che noi bravi ragazzi non abbiamo, beh, quelli mentono sempre… anche quando ve li sposate e poi vi tradiscono per sport, ma poi vi giurano sempre di non averlo mai fatto!

  3. Sarò ripetitiva ma tu dovresti tenere discorsi nei licei, altroché. Gli uomini vanno educati il prima possibile e le donne… Be, alle donne vanno aperti gli occhi il prima possibile 🙂

    P. S. Dove ho già visto la tipa col segnalino “30+ single”?

  4. Avevo un coinquilino a Barcellona che usciva al massimo 12 volte con una tipa, perché poi lei pensava che fosse una cosa seria. Con tutte applicava piú o meno lo stesso schema: primo appuntamento si cena qui, e poi un cocktail li, secondo appuntamento cinema e poi a casa, etc. Al primo appuntamento metteva bene in chiaro che non era pronto per una storia seria e diceva che funzionava perfettamente, purtroppo abbiamo avuto solo la sua versione…

      1. il tipo di Barcellona ha solo applicato uno schema difensivo degno del Barca… del tipo: si fa così, e così colgo quello che mi interessa chiudendo la strada un attimo prima di mettermi in gioco veramente.
        Rodare ben benino un meccanismo per godere e gioire insieme a una donna ci può stare. Ha scritto le istruzioni per giocare e vincere, quantomeno dal punto di vista del risultato pratico, una partita dal punto di vista tecnico. Chi ha navigato un po’ saprebbe dire la sua apportando consigli migliorativi e ulteriori accorgimenti. Ma non mi interessa argomentare di questo.
        Mi chiedo piuttosto cosa lo spinga ad auto tarparsi le ali: forse se le sarà bruciate in precedenza e ora non gradisce l’idea di rimettersi in gioco… che non si sa mai che faccia male… o forse vuole provre a se stesso che ciò che conta è vincere una sorta di campionato… oppure di base gli piace stare solo, e la teoria del 12 gli garantisce la voluta autonomia, e questo è ben comprensibile…
        Mah …
        mi è rimasto comunque un sapore come di pasta scaldata al microonde… tutte le volte più o meno la stessa solfa… prima uscita coctail li… seconda uscita cinema e casa… un po’ triste sapendo che man mano sale il numero della puntata si avvicina la compiuta dozzina e dunque il fatidico momento dello scrollarsi il pesante fardello in procinto di presunto innamoramento…
        vai a vedere che il totale abbandono con grave rischio di sfracellamento totale valga comunque la pena di essere vissuto… magari si scopre che:
        nel menu di salita è previsto un originale apporto di adrenalina pura (in quanto unico e autentico con quella persona)…
        la salita verso l’apice di un rapporto non prevede un numero di tappe predeterminato. Può durare anche oltre quanto noi maschi siamo in grado di concepire…
        quando meno te lo aspetti incomincia una brusca discesa: le regole in quel giorno non le detti tu, e ti ritrovi solo senza aver capito neanche perchè. Capita. Ma si sopravvive, perchè vivere e amare senza freni secondo me fa solo bene, anche se di colpo ti buttano giù da un trampolino molto alto e ti ritrovi in acqua ad annaspare…
        Va bhè, fanculo: sei vivo ed arricchito.
        Solo allora, quando guadagno la sponda e mi ritengo sobrio per capire ed analizzare, penso sia ancora più gustoso darmi un nuovo tono, alzarmi e dire…
        NEXT, please…

  5. Cari trentenni vagine o penemuniti a trent’anni o + dovreste avere un compagno/a e figli …non vivere nell’adolescenza prolungata d masturbazioni mentali.. .. Cavoli mi accorgo che parlo da vecchio 😃!

  6. Questo decalogo dovrebbero impararlo tutti a memoria….millenials e non solo…
    La regola base: mai suscitare l’amore di una donna se non sei più che intenzionato ad amarla!
    Il mio ex boyfriend ha fatto i primi tre errori all’inizio della relazione (farsi sentire ogni giorno, dare il buongiorno e buonanotte e la famigerata passeggiata mano nella mano) e poi ci ha messo un anno intero a cercare di farmi capire (ma senza dirlo chiaro ovviamente) che per lui ero solo una “cara amica” con cui trombare allegramente di quando in quando. Sfortunatamente aveva ormai attivato il famigerato “imprinting” e io ho continuato ad andargli dietro come la paperella del famoso etologo (di cui ora non ricordo il nome). E non ho più vent’anni e nemmeno trenta, ma anche le donne più grandi ci cascano..e si!
    Insomma: vuoi una scopamica? Abbi le palle di essere nesto. Magari può andarti bene o anche no, ma almeno non prendi in giro nessuno. 👍

    1. si chiamava Konrad Lorenz e…ed il paragone con l’imprinting è azzeccatissimo, nonchè l’accenno al fatto che 20/30/40/50 anni, si capita sempre!

      1. Ecco…Konrad Lorenz, grazie 😊Si purtroppo l’età non rende immuni…si cerca di stare all’occhio ma alla fine uno che ti frega per bene prima o poi lo trovi sempre….

  7. “Sono una donna così profonda….. che non si tocca”
    Sconsy – Anna Maria Barbera

    “Posso farglielo a prova di errore, ma non a prova di stupido”
    Alessandro (frase ricorrente nel mio lavoro)

    Cara Geena, i tuoi decaloghi andrebbero scolpiti nel marmo delle Apuane come una sorta monte Rushmore italico e lì andrebbero portate le carovane di turisti per leggerli ed a riflettere.
    Girerò la tua lezione alla mia amica che è incappata in una dis-Avventura di questo genere, ma come dicevo qualche post orsono è appena entrata nei 50 dopo separazione e lui si è comportato esattamente come non avrebbe dovuto.

    Cari saluti.
    Alessandro

  8. C’è un bel concorso di colpa, eh, perchè metà (se non tre quarti) di lista sono cose che farebbe qualunque essere umano decente e vagamente empatico. Comunque sono cose che fanno atmosfera e sono parte dell’esperienza sensoriale come quando vai a dilapidare lo stipendio in shopping e vuoi essere trattata come una cliente gradita. Mica ti fai il film di essere Jennifer Lopez in preda a shopping rampage.

    Innamoriamoci caso per caso.

  9. Decalogo interessante ma, permettimi di obiettare, con un macroscopico difetto: è scritto da una donna che pensa, giustamente, da donna. L’uomo, lo sapete, è un essere semplice, per il quale un “no” significa effettivamente ed incredibilmente, “no”. Una lista di divieti quindi, lo porterà a non mettere assolutamente in pratica tali comportamenti (ammesso che l’esemplare in esame abbia effettivamente a cuore i sentimenti della controparte al momento oggetto di avances) portandolo, con sua somma frustrazione, a mancare il risultato atteso.
    Il perché è presto detto: cercando di rispettare il decalogo esposto, con l’intento di rendere chiare le proprie intenzioni, l’inconsapevole portatore sano di pene incorrerà in altri, altrettanto gravi, pericoli.
    Vediamo, per esempio, la reazione ad alcuni dei punti citati di un’esemplare di sesso femminile vagamente interessato all’ominide cui si accompagna che, credendosi particolarmente smart, metta in pratica i tuoi consigli alla lettera:

    3) contatto in pubblico: il maschio che rifugge dal contatto in ambiente pubblico, genera solitamente sospetto. La passeggiata, da rilassante passatempo, si trasforma in un sistema binario instabile, due pianeti che si attraggono e respingono a vicenda generando uno spiacevole effetto elastico. Lei comincerà a guardare non il riflesso delle vetrine ma il loro contenuto; lui ne approfitterà per una partita a sgamo ad Angry Birds o similari.

    7-8) non presentarle gli amici/famiglia: l’ingenuo maschio che decida di non fare parola del suo giro di amicizie, genererà tempo zero nella controparte IL SOSPETTO per eccellenza: che il giro di amici sia in realtà il giro di amicHE, tra le quali, ovviamente, si trova l’ALTRA. Nei casi più gravi, addirittura LA FIDANZATA.
    L’assenza di fotografie di famiglia poi, alimenta la convinzione che il maschio oggetto di valutazione di idoneità pre-trombata sia completamente anaffettivo ed in quanto tale, da scartare. Nei casi più gravi, si arriva al sospetto di avere a che fare con un pericoloso serial-killer ricercato dall’interpol per aver trucidato la sua famiglia di origine e tutte le donne che siano incautamente cadute nella sua rete.

    6) weekend fuori: nel tentativo di mettere in pratica i punti 6-7, è facile che il maschio single pensi incautamente che scapparsene per un paio di giorni in un posto carino ed appartato sia il tappeto rosso verso un weekend di sesso sfrenato. Altro errore, sad trombone in loop sullo sfondo.

    Pertanto, credo dovresti scrivere non una lista di cose da NON fare per trombarsi una trentenne, piuttosto una di cose da fare. Una lista positiva che, seguita alla lettera (ricordiamo la semplicità di fondo degli uomini), possa garantire un discreto margine di successo nel quadrare il cerchio: portarsi a letto una donna senza troppe complicazioni e senza che la stessa si senta ferita o tradita nelle aspettative 🙂

  10. Sai cosa? Passati i trenta, dopo che ti hanno scartavetrato i maroni fuori e dentro le relazioni con “la loro indipendenza”…beh…cominci a dargliela. E a prenderti anche la tua.
    Qualcuno si fa male?
    Ehi baby, eri così forte con gli stati copincollati da “La stronza impulsiva” e quelle foto con backpack che fan tanto donnavventura…come potevo immaginare fossi un’esserina da campana di vetro?
    Fa’ prima pace col cervello, tratta col cuore, poi rapportati al mondo.
    Peace.

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