Quando Meno Te l’Aspetti

Mettiamo subito le cose in chiaro: mai, mai, mai nella vita, mai neppure se mi mettessero gli elettrodi sotto le piante dei piedi, se mi torturassero come i narcotrafficanti sudamericani, se mi legassero a una seggiola e mi spalancassero gli occhi come ad Alex di Arancia Meccanica obbligandomi a un binge watching estremo di Temptation Island, neppure se mi imponessero di ascoltare per intero l’album di Fedez e J-Ax, ecco neppure in quel caso direi una di quelle frasi odiose, insopportabili, che ti fanno venire il Cristo Immediato, tipo: “L’amore arriva quando meno te l’aspetti”.

La ragione, assai semplice, è che chi l’amore non ce l’ha, se l’aspetta (e se non se l’aspetta, c’è comunque un fittissimo tessuto sociale che s’aspetta che se lo procuri). D’altra parte è facile non pensarci se l’hai trovato già (come dire che “i soldi non sono un problema”, per chi ce li ha). Ma, soprattutto, in che modo dovrebbe essere incoraggiante o consolatorio pensare che chi se ne sbatte altamente la uallera lo trova, mentre noialtri no? Insomma, mai mi sentirete proferire una frase del genere. Tuttavia, per onestà, devo ammettere che io non ci stavo pensando affatto.

Non che mi fossi dimenticata della mia cronica singletudine, che a un certo punto per me è diventata come un tatuaggio, un piercing, una cicatrice che non t’accorgi neppure più d’avere se qualcuno non la indica o non ti chiede cosa significhi, o come te la sia procurata. Semplicemente ero molto presa da altro. Era la settimana di uscita del romanzo, figurarsi se stavo a pensare al maschio-che-non-ho; m’aspettava un discreto rendez-vous di lancio: presentazioni, interviste, trasferte, photo-shoot. E ne ero ben lieta, sia chiaro, poiché nella mia vita scrivere è stata sempre l’urgenza più forte, forse l’unica, vera. Insomma, era la settimana in cui si realizzava un sogno di lunga data, a suo modo più importante di un partner, di un progetto familiare, di una discendenza al Trono di Pulpo. Pensavo semplicemente ad altro, quando ho incontrato una persona.

“Chi è? Com’è? Quanti anni ha? Cosa fa? A chi appartiene? Sta sposato?” sono solo alcune delle domande che le mie amiche mi hanno posto, tutte mediamente sconvolte dal fatto che io abbia accolto questo esemplare di maschio nella mia vita, senza neppure convocare un summit, inviare 1 terabyte di screenshot, avvalermi di consulenze psichiatriche, imbastire analisi semiologiche dei suoi post sui social. Insomma, le capisco pure: quando sei single da una vita, quando sei LA SINGLE del gruppo, quando la gente ha ampiamente perso le speranze (per quanto ufficialmente ti dica ancora “arriverà”), tu che fai?! Senza battere ciglio, zitta zitta, aumma aumma, incontri uno e le cose filano. Ma poi così. All’improvviso. Senza chiedere il permesso. Insomma, ne converrete: è un atteggiamento bizzarro.

Naturalmente io stessa vivo momenti di profonda crisi mistica. Cos’è sta roba qua? Che significa? Che vuole questo da me? Come si permette? Ma poi come lo devo chiamare? Boyfriend? Non ho mica 14 anni. Fidanzato? No, per l’amorediddio. Compagno? Madonna l’ansia. Ragazzo? Amico? Accompagnatore? Frequentante? Persona? Homo Sapiens? Più uno? Mr. Pig? Come dovrei definirlo, etichettarlo, questo tizio che, senza tema di trauma emotivo, ha deciso di usurparmi il sonno, di compromettermi il già precario equilibrio intestinale, di riempire i vuoti che c’erano, di indurmi a illuminare gli angoli bui di me stessa? Come dovrei chiamarla, questa roba che mi spinge fuori dalla tana, che mi obbliga a indagare i miei limiti, tutti quei difetti che comodamente ignoravo da anni, decidendo che un dialogo umano, personale, intimo davvero, non lo avrei avuto più? E poi, quanto durerà? Quando mi stancherò? Quando inizieremo a trovare insopportabili tutti quei dettagli dell’altro che in prima istanza ci avevano attratti? Quando inizieremo a starci sul cazzo, a litigare, a urlare, a piangere? Quando ci annoieremo? Tra quanto avremo voglia di altro? Quand’è che rovineremo tutto? Riuscirò a non sentirmi oppressa? Riuscirò a sopravvivere a questa cosa, questa disciplina amorosa nella quale non sono stata brava mai? Cambiamo? Sono cresciuta? Ma non si dice, in fondo, che chi nasce tondo non muore quadrato? E tutti quegli schemi ricorsivi? Quei pattern emotivi? La coazione a ripetere? La negoziazione degli ego? E tutta quell’architettura di alibi, e tutte quelle agili categorizzazioni dei tipi umani e dei sentimenti, cosa me ne faccio adesso? Ce la posso fare a sopravvivere a un altro fallimento? Sono davvero disposta a espormi al rischio di dover ricomporre di nuovo i cocci? È forse vero che crescendo diventiamo più forti o siamo, invece, solo più stanchi? Solo più fragili? Perché è così “giusto”? Dov’è la fregatura, il bug, la sòla? E ammesso e non concesso che non ci sia nessuna truffa aggravata dietro, resta il fatto che cambiare status è uno sbattimento immane. Perché uno pensa che valga soltanto per quelli che sono accoppiati e poi si ritrovano catapultati – per volontà loro o loro malgrado – sul mercato dei single. E invece no! E invece non è così! È uno stress pure all’incontrario! Perché uno la sua singletudine l’arreda, la ristruttura, colora le pareti, riempie i mobili, appende i quadri ai muri. Uno la propria singletudine, a volte, diciamolo, la sceglie pure. Non è che sia sempre una iattura. Non è che sia sempre un fardello di cui liberarsi. Uno alla fine nella sua singletudine ci si identifica persino. Specialmente io che da anni ne scrivo, della mia singletudine. E mò di che cazzo parlo?

Per non entrare poi nel merito dell’amore in sé. Voglio dire: ci sono cose che uno sa fare e certe altre che uno NON sa fare. Tipo quelli che sono portati per le lingue o per la matematica. Io per esempio so scrivere i bigliettini di auguri ma non so cucinare. So organizzare eventi fighi ma non so contare. E tra le cose che non sono buona a fare, c’è amare.

Amare è una roba che non mi riesce bene mai. Non riesce bene quasi a nessuno, a dire la verità, ma la gente non se ne accorge, mentre io lo vedo con chiarezza che in amore sono una merda. In amore peso e soppeso, offro ma pretendo in cambio, e quando mi sento in credito sono peggiore di Equitalia. Quando sono amorevole spesso lo faccio solo per sentirmi dire “brava”. Per narcisismo. Per auto-compiacimento. Per conquistare potere. Uso le persone. Le manipolo. Le danneggio persino. E sono talmente sega che danneggio pure me stessa. Io di amare forse non sono neppure capace. Io dall’amore dovrei ritirarmi, consegnare in bianco, andare via.

“…e invece a volte il cuore ci fa dei regali”, m’hanno detto. Che sono serena, m’hanno detto. Che mi brillano gli occhi. Che, straordinariamente, si vede che sono felice, persino io che felice non lo sono stata mai. E quindi, insomma, che devo fa?

Correre il rischio, temo. Godermela, finché dura. Non invocare disgrazie e complicazioni, che tanto arriveranno comunque.

Vivere, sostanzialmente.

<<e così soltanto, solo vivendo, solo non ritirandoci dalla partita, ballando anche nei momenti in cui la musica si spegne e ci imbarazza col suo silenzio, continuando a giocare e a perdere, a cadere e a rialzarci, a sporcarci e a ripulirci, così soltanto possiamo capire i perché e i per come di noi stessi, di chi amiamo e di chi odiamo.>>  

[allego un fotoreperto, pieno di rughe e di felicità]

114 pensieri su “Quando Meno Te l’Aspetti

  1. L’amore si impara, richiede impegno e dedizione, ma si può… basta forse riscoprirlo, perchè riposto tempo fa nello scrigno della singletudine. L’Amore è (già) dentro e lo riconosci in lui, che insegna, che apprende…

  2. eh bhe, mi fa sempre piacere leggere la rassegnazione all’emozione… abbellaaaa, tocca a te !!!
    E… “ringrazia Dio con la faccia per terra” !!!

  3. Beh… io ho un “fidanzato coinquilino”. “Fidanzato” è un concetto antico, ma secondo me “coinquilino” lo sdrammatizza…

  4. Scrivi ancora “pattern emotivi” e ti do una testata.
    Per il resto lo zio è contento, va da sè, dopo le ferie presentalo.
    Che se fa il cattivo gli spezzo i braccini.
    😅😅

  5. L’amore così è: quando arriva arriva tesò. E adesso hai questa faccetta meravigliosa (comunque di rughe ne ha più lui,) e poi tra un tot litigherete, e poi farete la pace regolarmente sul materasso, e poi vi annoierete per poi trovare ancora millemila argomenti su cui confrontarvi. Perché l’amore è come la vita: up and down ma la sfida, la bellezza, sta proprio lì nel viverlo.
    Tu non sei tipo da appiattirti: se il gioco non varrà la candela – che chissà poi che cazzo vuol di storia è questa, della candela – la cosa finirà.
    Se lui riempirà tutti i tuoi vuoti e saprà leggerti come il più prezioso e complesso dei manoscritti, durerà, e non dico altro.
    Ah, sì: sono offesissima. Ma come? Ti metto su Instagram in stratosferica compagnia e con regolamentari hashtag che ci ho messo dieci minuti e tu non mi caghi pari? Manco un “Grazie zia” che sembra il titolo di un soft porno anni ’70?
    Questa me la sono legata a un dito, ma il libro mi è piaciuto un cifrone.

    Ti abbraccio (risentitamente)

    Zia

  6. Mi sono sentita dire “tu in fondo sarai sempre single” ,(ndr convivo da 7 anni)
    Non perché cornifichi il mio compagno, non perché me ne vada in giro cercando altri… ma perché la mia singletudine l’ho arredata cosi bene che faccio e farò sempre fatica a ragionare da”ammogliata” e a parlare usando il noi… ma malgrado questo sono contenta di stare con un imperfetto lui

  7. Di consigli non ne hai bisogno, lo sai già da te quel che devi fare… e a guardare la foto, stai facendo bene ❤️
    (P. S.: scambio una lezione di cucina con una di scrittura di bigliettini di auguri)

  8. La foto è così bellissima che potrebbero usarla per una pubblicità della mentadent (o pure della durex in realtà) ed è bello quello che racconti, sempre ma stavolta un po’ di più. Temi di perdere la maschera che ti sei costruita e lo dichiari ai quattro venti, a chi ti conosce, a chi ti segue, a chi non sa chi sei…e anche a quell’uomo che è fortunatamente inciampato nella tua storia. Coraggiosa *_*
    Grazie per la tua sincerità, leggerti è come incontrare un’amica al bar

  9. Ma la tua vita e’ un romanzo! Dopo anni di tenace lavoro, sofferenza, e fatica…ecco che arriva il libro e insieme il principe azzurro!

    Pero’ in effetti mo di cosa scrivi??

    1. rido…ma poi no i principi azzurri figurati se esistono!
      Adesso non so, potrei scrivere di quanto sia COMPLESSO viverla una relazione…dopo anni in cui abbiamo detto di volerla, forse, o forse no! 🙂
      un abbraccio

  10. Ti direi che sono le stesse cose che ho pensato un anno fa… Ma alla fine le rughe di felicità sono le uniche che non stonano… Goditela…. 💝💝

  11. Io che stavo così bene… Gatti, uscite, mostre, vernici, gite, vacanze di gruppo, divano, casa la pulisco quando dico io, accappatoio con macchie di trucco nero, letto sfatto, frigo vuoto ad eccezione del vino, tutto l’armadio a disposizione, niente viking metal, sesso a domicilio, insomma… Il paradiso. Poi arriva lui: armadio ridotto, casa riordinata, garage riarrangiato, montagne di libri di ingegneria vicini a quelli di archeologia, calzini da appaiare e camicie da stirare, frigo che esplode, pentole in funzione, caos ovunque… Il paradiso amplificato a mille. Non esiste niente di più bello di quelle braccia intorno alle spalle. Lì dentro ci sei solo tu, tu esattamente come sei, tu con ogni difetto che hai, tu amata incondizionatamente, anche se hai il naso con la gobba e la parlantina di Sgarbi. Lì finalmente trovi la serenità che cercavi. Bisogna innanzitutto amarsi, ma se trovi qualcuno che conferma che te lo meriti è proprio il massimo.

  12. Sono felice per te! Trovarsi è una magia. 🙂 Standing ovation per gli uomini che sopportano le creative e le intellettuali. In più io purtroppo c’ aggiungo un sacco di beghe :P. un abbraccio

  13. Sei meravigliosa! Quella foto dice tanto, anche ciò che i più non saprebbero descrivere e, anche se riuscissero, forse farebbero perdere il senso banalizzando il tutto pericolosamente.
    Felice per te
    Con stima… single incallita e, come te, Equitalia mi fa un baffo🤣(Quanto ho impiegato per capirlo non ti dico)… un abbraccio

  14. e va bene. Goditi questo amore o come diavolo lo vuoi etichettare. Si vive una volta sola e perso il treno si rimane sul marciapiede della stazione a pensare se hai fatto bene a lasciar sfilare il treno.
    Poi ci racconti, eh!

  15. ok hai una storia, mi nonna direbbe ti sei fidanZata… questo stravolge tutti i piani specialmente quelli di chi con la singletudine ha costruito una carriera… buona vita

  16. Aristotele diceva che “l’uomo è un animale sociale”,quindi non è fatto necessariamente per star da solo. È giunto il tuo momento. E basta farsi tutte ste pippe mentali! Goditela fin quando dura e fai in modo che duri. Il fatto che tu non sia più single non vuol dire che tu non abbia più nulla da raccontare: spiega come si evolve il vostro rapporto, sono sicuro che servirà a molti di noi che leggono e a te che scrivi. PS: ma ha la barba pure lui? Che palle! Basta con ste barbe, non se ne può più!!!

    1. rido! io sono una fan della barba, si sa.
      quanto al resto, mi sembra una giusta chiave. devo solo modulare gli ingredienti, trovare la formula e soprattutto il tempo (tra le ferie, il tour di presentazione, i cazzi e i mazzi, mi sembra di essere diventata lavativa)

  17. Arrivato a “compromettermi il già precario equilibrio intestinale” mi sono squartato dal ridere… Non ho consigli, solo tanti auguri di felicità! 😉

  18. Questo intervento e quella foto mi hanno davvero commosso. Estremamente contento per te, come se fossi io al tuo posto…chissà, magari anche a me capiterà come a te un giorno, “quando meno me lo aspetto”..:) in bocca al lupo, un abbraccio-Luca

  19. Ste’! Sono Rossy! Rossana dell’Alma Mater, la Puglica Foggiana. Non sono particolarmente social, quindi senza un account Facebook, Twitter o Instagram, sono un po’ tagliata fuori, ma ti leggo in silenzio da un TOT… volevo darti il mio abbraccio virtuale, sperando di venire a vedere la presentazione del tuo libro a Bologna. A proposito, quando è prevista? A presto <3!

  20. Grazie per questo post. È cone se mi avessi aperto la testa e avessi raccolto quello che ne usciva per metterlo nero su bianco. L’unica differenza è che non arrivo da periodi di singletudine… Ma è anche vero che si è più single con l’uomo sbagliato che sole.
    E niente, non è che ti posso dire: non pensarci e goditela. Certo, la fanno facile. Quante volte mi sono chiesta quante altre volte volevo commettere lo stesso errore? Anche se questa volta sembra tutto troppo giusto per essere accomunato con gli errori del passato. E allora, al massimo sarà un errore nuovo, bellissimo, che ci ha fatto battere il cuore come non pensavamo proprio più.

  21. Sai cosa dicevano a me??? lo troverai quando smetti di cercarlo! Che in sostanza non vuol dire un cazzo e mi faceva andare in bestia tipo trasformazione in mostro mitologico sbavoso a quattro teste!
    Ti abbraccio!

  22. Le ultime tre righe.
    Sai già che fare, non hai certo bisogno che ti venga ripetuto da chi ti segue qui.
    E quella foto merita di sicuro una cornice, indipendentemente da tutto, da come andrà.
    Qui, come al solito, si fa il tifo per te. ❤

  23. Sono single da sempre,la single del gruppo,come dici tu,quella che cerca solo amori difficili,quella che sceglie uomini che in realtà vogliono fare le ” prime donne” e che sei tu a dover rincorrere per un briciolo di attenzione.
    Inizialmente ,data la profonda insicurezza, celata, però, dietro un carattere aperto e una mente astuta (a detta di altri), mi proponevo sessualmente,sperando che da lì potessero nascere grandi storie d’amore e invece…ovviamente rimanevo sola; poi l’anno scorso,incontro un ragazzo,bello come il sole ,divertente,prima donna (ovviamente),tormentato da una ex (la storia della mia vita) e mi ci trovo bene ,mi fa vedere la sua casa,la sua famiglia,tutte cose per me nuove a cui io (e solo io) ho dato una immensa importanza ,mi dice di aspettare ma io dopo un anno e più bassi che alti voglio di più,molto di più e allora lui mi “appende” dicendo che fisicamente non sono il suo tipo.
    Adesso lui esce con una di 10 anni più piccola ma che evidentemente gli piacerà o gli darà meno problemi( questo è quello che mi racconto) e io,invece, odio il mio fisico e vivo nel ricordo di noi.A volte nei miei sprazzi di lucidità penso come faccio ad essere così ,come faccio ad avere così poca dignità ,autostima , perché non riesco a vedere quanto lui sia mediocre,perché non riesco a godere di quello che ho o della mia,finalmente quasi arrivata,realizzazione professionale?
    Tutti mi dicono “arriverà quando meno te lo aspetti” ma hai ragione tu ,io me lo aspetto SEMPRE e spero che sia talmente bello e grande da farmi capire che fino ad ora non ho mai capito nulla.

    1. A parte il fatto che si smette di andare appresso agli uomini prime-donne quando si smette di cercare conferme o rassicurazioni in loro, di tutte le persone con cui io ne ho parlato in questi anni, ce n’è una che mi ha sempre liquidata con un semplice, sintetico, riduttivo: non sei ancora pronta.
      Non ne ho capito il significato, finché non mi sono sentita un po’ più pronta.
      Quello che voglio dire è che non arriva niente per magia divina, se non apparentemente. Quello che voglio dire è che mi concentrerei su tutto il lavoro che puoi fare su di te, per migliorare la percezione di te stessa e la stima di te stessa (cosa che non dipende necessariamente dalla quasi soddisfazione professionale). Ricorda che l’asticella del nostro valore la fissiamo anche noi. E l’errore più ripetuto che commettiamo, è fissarla nel punto sbagliato (a volte troppo in alto, a volte troppo in basso).
      ti abbraccio

  24. Vagi sono felicissima per te!! 🙂 io sono sempre presa da altro..nell’ultimo anno e mezzo da tanto lavoro e tante soddisfazioni ma non arriva una cippa lippa di uomo interessante…solo casi umani con problemi ds risolvere da cui per fortuna mi faccio attrarre da lontano ma poi neanche mi ci avvicino. Allora la teoria secondo me è solo un bel popòdi fortuna..,tu che dici? Baciotti

  25. La foto è bellissima (e pure gli orecchini) e faccio il tifo per voi!! Complimenti anche per il libro, la tua è una bella storia di tenacia e dà coraggio a chi crede ancora che i sogni possano avverarsi!! Viviti tutto al massimo!!

  26. Azz! Parto per le ferie che sei single e ritorno trovandoti accoppiata! 🙂
    Presa in contropiede e palla in rete.
    Ma quanto sono belli questi gol… 😉
    Eri pronta, solo che tutto il resto non dipendeva da te.
    Bene. Ora continua(te) questa partita e andate ai rigori ad oltranza, perchè nessuno dei centomila spettatori del Blog-stadium alzerà la lavagna per i minuti di recupero.
    P.S. se gli altri zii gli spezzano i braccini io ho sempre pronta la Vagyforce di dispiegamento rapido che come è noto non fa prigionieri 😛 😀
    Un abbraccio fortissimo. La più bella notizia che potessi ricevere in questa lunga estate calda.
    Alessandro
    P.P.S. ti ho cercato su Linkedin ma non so se sono riuscito a mandarti l’invito…. 😦

    1. madò io linkedin tendo a ignorarlo! devo cercarti tra le richieste!
      quanto al resto, che dire, stiamo a vedere come va. sì, è vero, era un pezzo che tu dicevi che ero pronta, che doveva solo arrivare. proviamo. giochiamo. tiriamo. vediamo se riusciamo a segnare e qualificarci. tu intanto incrocia le dita. e tifa. piano ma fortissimo 🙂
      un abbraccio

  27. Che dire… avevo salvato il posto su Facebook per leggerlo in un momento di tranquillità. Per fortuna che l’ho salvato e per fortuna che l’ho letto.
    Che dire, Vagi… Tutto arriva quando sei pronta a riceverlo: altra frase del cazzo che i single si sentono ripetete come un mantra tibetano. Però è così ovvia da essere vera.
    Io mi identifico in toto in tutta la prima parte di questo post. La mia conclusione è diametralmente opposta alla tua. Tienici aggiornati sugli sviluppi, che forse mi riaccendi la speranza! 😉
    Buon cammino!

    1. certamente vi aggiornerò! e sì, quella frase della minchia che ci fa venire il cristo, ha qualcosa di vero, FORSE, in sé!
      un abbraccio grande! e buon cammino anche a te, che la cosa importante è saper camminare da sole. poi se qualcuno ci affianca bene, se no l’importante è avere la propria destinazione ❤

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