Le 5 Resistenze da Single

“Come si fa?”, mi ha chiesto un’amica che da un paio di mesi è alle prese – pure lei – con una specie di relazione propriamente detta. “Come si supera la paura di essere invasi, di perdere i propri tempi e i propri spazi, la propria vita da single che tutto sommato va pure bene? La paura di essere di nuovo fregati, di ritrovarsi di nuovo a pezzi? Come si fa a proteggersi senza chiudersi a riccio, precludendosi la possibilità di stare di nuovo bene in due?”. “Tu ce l’hai fatta”, mi ha detto. “Magari hai qualche dritta da darmi”, ha concluso. Io ce l’ho fatta. A fare cosa, le ho chiesto? A non farmi più seghe mentali? A non avere più paura? A non inciampare un giorno sì e l’altro pure nella difficoltà che rappresenta includere una persona, invece che escluderla? No, non ce l’ho fatta. Ci sto provando, che è molto, molto diverso.

Come si fa a non concentrarsi sui difetti invece che sui pregi, per procurarsi la scusa necessaria a restare nella propria comfort-zone (salvo che poi,  a volte, ci sta pure una bella dose di discomfort in quella zona, però almeno è un discomfort che ci è familiare, che abbiamo più o meno imparato a gestire e quindi ci pare comunque più tollerabile)? Come si fa, eh, eh? Perché uno la fa facile. Uno pensa che il problema, la parte difficile, sia trovarlo un esemplare di pene sapiens decente (o perlomeno con un indice di casumanità abbastanza ragionevole da renderlo papabile). E beh sì, è difficile eccome. Ma non è la parte più difficile, perché poi, quando lo trovi, ammesso e non concesso che non sia la solita truffa, ebbene lì inizia la vera partita. E, fatevelo dire, la disciplina è faticosa. Lo ribadisco: FATICOSA! Ed è così faticosa perché qualunque single di vecchia data non può non inciampare nelle 5 Resistenze da Single.

1. DIVENIRE & ESSERE –> guardiamo in faccia la realtà: non siamo più ragazzine e, salvo frequentare un minorenne, è possibile che anche il nostro Campione non lo sia. Questo, se da un lato è un bene perché ci dota di quella fantomatica esperienza che dovrebbe tutelarci da un ampio spettro di fregature, vuol dire pure che abbiamo tutti la nostra storia, il nostro bagaglio di relazioni, la nostra cronologia di fallimenti, un ampio inventario di errori già commessi, di malintesi e ferite che ci portiamo necessariamente appresso. Non solo: abbiamo anche i nostri impegni, le nostre ambizioni, le idee, i traguardi, i mutui, i contratti. Da adulti dobbiamo conoscerci in un senso diverso. A differenza di quando avevamo 20 anni (che tutto sommato ci accoppiavamo con più flessibilità e ci univamo senza troppa fatica) la proporzione tra il divenire e l’essere è invertita. Per carità, eravamo anche allora, e diventiamo anche adesso, ma siamo persone costituite molto più di quanto lo fossimo prima. I nostri ego sono edificati (non sempre a norma, infatti a volte crollano) e le persone che siamo, spesso lo siamo diventate da sole. Con il prezioso contributo di terzi (e quarti, e quinti, e sesti), ma il perimetro della nostra identità non è stato dettato da un partner, non si è definito in contiguità a quello di un’altra persona a cui ci legava una relazione sentimentale apparentemente “definitiva”. Insomma, siamo ciò che siamo, coi nostri pregi, le nostre storture e i nostri irrisolti. Comprenderci e renderci intelligibili a un altro essere umano è impresa tutt’altro che banale.

2. LA LOGISTICA –> Al netto dell’enorme dispiego di forze emotive, empatiche e psicologiche (che assorbiranno ore di vita in dialoghi sfiancanti, infarciti di riflessioni intro ed esterospettive), c’è proprio che bisogna avere la capacità e la voglia di adattarsi. Se sei abituata ai tuoi famosi “spazi“, non ti viene facile cederli. Se sei abituata ad avere il tuo TEMPO per te, a disporne al 100%, è evidente che anche una riduzione del 30% sarà rilevante nell’economia della tua vita. Per dirla facile: quelle ore passate a snocciolare intere stagioni di serie tv, a leggere libri speditamente, a condurre interminabili sessioni di whatsapping con le tue amiche alla sera, a farti la manicure e la pedicure serenamente, ebbene tutte queste attività – soprattutto all’inizio – sembrano svanire dalla tua quotidianità. E sarà destabilizzante. E varrà per il tuo equilibrio circadiano/alimentare/intestinale/sociale e in alcuni casi persino professionale (perché voglio vederti al meeting delle 9 dopo che hai fatto le 3 di notte a fare all’ammore di mercoledì sera travolta dall’impeto della prima passione). Il risultato sarà che avrai arretrati di tutto (email e mutande da lavare), ti parrà ci sia più caos di prima, ti sentirai in una specie di ipotiroidismo esistenziale costante. Però ci sarà anche altro di mezzo, quindi tendenzialmente procederai.

3. LA NEGOZIAZIONE –> un altro dato di fatto, quando sei una donna adulta single, è che nelle tue precedenti relazioni non hai trovato la formula giusta, l’alchimia necessaria alla sopravvivenza del rapporto. Quasi tutte, infatti, abbiamo vissuto parentesi oscure nelle quali siamo state donne-zerbino e altre in cui siamo state donne-tiranne. E la soluzione del rebus – questo è un dato – non l’abbiamo mica trovata. Sedendoci al tavolino di una nuova relazione, dunque, dovremo capire quanto di noi siamo disposte a cedere e quanto a trattenere. Quali parti della nostra individualità dobbiamo assolutamente presidiare nonostante l’insinuazione del Maschio e cosa, invece, possiamo rielaborare insieme. Ora, detta così pare una faccenda complicatissima, e in parte lo è, ma non vorrei scoraggiarvi. Di fatto, oltre alla razionalità, ci guida anche l’istinto. Ed è vero pure che a forza di fare pratica, si impara. E che, altra cosa importante, questo negoziato non è unilaterale. Se il Candidato ha le carte in regola, possiamo aprire la trattativa con lui e usare tutti gli strumenti in possesso di entrambi per condurla a buon fine.

4. IL RISCHIO –> Sì, iniziare una nuova relazione è rischioso, certamente lo è. D’altra parte la cosa più rischiosa che possiamo fare con la vita è viverla. E vivendola, ci esponiamo al pericolo di danneggiarci e danneggiare, di collezionare nuove delusioni e di procurarne, di perdere quell’ultimo barlume di fiducia nel genere umano che – a torto o a ragione – continuiamo a nutrire. Lo sappiamo bene perché le contusioni ce le portiamo addosso. E qualcuno si porta addosso quelle che gli abbiamo elargito noi. Potremmo dire che a un certo punto si tratta di “scegliere” se rischiare o meno, ma la verità è che nei casi migliori non si sceglie nemmeno. Nei casi migliori si asseconda la vita e basta, cercando di non auto-boicottarsi troppo, con la consapevolezza della fallibilità che ci distingue ma con la speranza che si possa incontrare un buon compagno con cui fare squadra almeno per un po’. Abbiamo la sfortuna, ma secondo me è un privilegio, di non credere più alle favole, di aver debellato le tracce disneyane dalla nostra identità, di aver assistito alla fine dell’eternità. Abbiamo, in altri termini, gli strumenti per valutare, e per capire, l’altro e noi stesse (perché poi oh, magari ci sta che la dimensione di “coppia” proprio non ci calzi, tipo i jeans skinny, bisogna averci la conformazione fisica per starci dentro, altrimenti ti ci senti ineluttabilmente a disagio).

5. IL MAGO OTELMA –> proprio perché ormai sappiamo come gira il mondo, poiché abbiamo visto fiumi e affluenti di merda scorrere sui letti della nostra vita, quando ci fermiamo a pensare con lucidità al fatto che stiamo mettendo la nostra felicità (perlomeno una porzione di essa) nelle mani di un altro essere umano (peggio mi sento, un uomo), sotto l’egida della relazione eterosessuale monogama ed esclusiva, è chiaro che un brivido di terrore non possa che percorrerci la spina dorsale. Buona parte della mia vita sentimentale, per esempio, si è fondata su schemi ricorsivi, dinamiche pluri-collaudate da tutte le disfatte amorose che mi hanno vista partecipe e interprete (in ruolo offensivo o difensivo, non è rilevante). Insomma, sono l’indovina della tragedia, precorro le malefatte, le intuisco, le realizzo, le subisco. Ho il potere divinatorio di individuare subito il marcio e concentrarmici. Se ho sbagliato in passato, sbaglierò di nuovo. Se hanno sbagliato con me in passato, continueranno a sbagliare. Ora, questo in parte è plausibile, ma solo in parte. Non è mica detto che ciò che è accaduto debba ripetersi. Non è mica detto che le persone siano tutte uguali, che sottoposte alle stesse sollecitazioni rispondano in maniera identica. Non è detto che noi stesse non siamo cresciute, anzi. E non è detto neppure che questa relazione sia comprata al grande magazzino dell’amor pubblico e non piuttosto cucita su misura sulle due persone che la pongono in essere, una storia unbranded, fuori dalle etichette dell’amor borghese.

Insomma, le domande che mi ha posto la mia amica non mi sono parse banali, né puerili. Esse hanno, anzi, messo in luce una serie di meccanismi di auto-difesa che io stessa distinguo in me stessa. E non so se alla fine sia riuscita a risponderle come avrebbe voluto, perché non conosco soluzioni infallibili, formule vincenti, brevetti segreti. So solo che ci provo. Con trasparenza, con fiducia, con onestà. Dicendo ciò che penso, senza l’idea di dover dimostrare qualcosa, di dover aderire a un’immagine formale, di dover riempire la casella vuota nella vita di un altro. Dicendo ciò che penso, anche delle mie difficoltà e dei miei limiti, con la franchezza che userei con un amico, un pari, un socio, un adulto, un compagno. E per il momento va bene così.

 

 

35 pensieri su “Le 5 Resistenze da Single

    1. io lo stesso, yosoyyo. Sempre pronto a lanciarmi, a provare, con entusiasmo e gusto della novità. Il difficile è soprattutto trovare qualcuna disposta a fare altrettanto, nonostante tutte le scottature passate, che ormai alla nostra età è inevitabile aver vissuto

      1. eppure nel mondo gente disposta dev’esserci. quanto meno c’è tanta gente che si lamenta di gente che non è disposta.
        la soluzione secondo me è più immediata di quanto crediamo, ho in serbo un post.

  1. Una cosa che ho capito è che se una storia viene intrecciata da ventenni si riesce a gestirla meglio, si arriva ad un punto dove i due partner riescono a cambiarsi vicendevolmente plasmandosi secondo le esigenze di ciascuno. Non so se sia un pregio o un difetto ma le relazioni dopo i trent’anni sembrano apparire più difficili, proprio per il bagaglio di esperienze che ci si porta dietro. Magari potrebbe essere un motivo in più per impreziosire le proprie conoscenze, ma anche una limitazione se si parte già prevenuti. Non saprei.

    1. è più difficile, è più difficile. da giovani si accettano molte più cose, se ne comprendono molte meno. si è in generale più flessibili. di positivo, nell’età adulta, c’è che si ha esperienza, che c’è consapevolezza. che forse ci si può fare meno male, perché si conoscono i propri spigoli e si distinguono prima gli spigoli altrui. insomma: le faremo sapere 🙂

  2. Cristo santo sembra scritto da un commercialista.
    😅
    Tesò di zio, ascolta un autentico pirla certificato, è perfettamente inutile sbatterci il crapone. Sviscerare, sbudellare e alla fine brasare il problema con la polenta. Le robe accadono e basta, in linea di massima non abbiamo tempo per chiederci come mai ha scelto il quarto cassetto o perchè al martedì non si tromba c’è la Champions. Tutto è liquido e fluisce.
    Ci vogliono solo bettoniere di pazienza e un pò di sano culo.
    Tutto qui.

    1. Il lupo parla così perchè ha sempre la bombola di gas da mettere sotto l’auto se non si comportano bene. 😀 😀 😀
      Parola di Fedifrago, eh. 😉 😛

  3. Io ci ho provato da single ad autodifendermi , a costruire muri tra me e il mondo. E per un pò ha funzionato, ma poi è arrivato lui e nessun muro ha tenuto … è stato spaventoso e meraviglioso allo stesso tempo.

  4. Ragazze non vorrei scoraggiarvi ma sono tre anni e mezzo che combatto con le resistenze e ancora non se ne esce… Sarà che sono un pene insapiens ma comincio a pensare che non ci sia soluzione: o la resa o la fuga…

  5. l’amica che si pone quelle domande vuol dire che non ha trovato la persona giusta per abbandonarsi allo stare insieme. Lo stare insieme significa condividere tutto, spazi compresi, rinunciare a qualcosa di sè, leggi compromessi con se stessi, affrontare il mare in burrasca, ovvero le difficoltà di navigare la vita.
    Naturalmente anche il partner deve essere sulla medesima lunghezza d’onda, se si vuole che funzioni la navicella.

  6. Credo che il problema “coppia” restera’ sempre un problema, stanti i limiti oggettivi dell’ uomo (inteso come essere di sesso maschile). L’ uomo non e’ geneticamente programmato per fare coppia. E’ programmato per altro. Dopo una certa eta’, poi, peggiora. I pochi decenti sono ” presi” e in giro ci sono solo i difettati.
    Le donne staano iniziando a rendersi conto che, in fondo, perstare bene un uomo non serve.

    1. urca. dunque: per stare bene un uomo non serve. giusto. vero.
      in giro ci sono solo i difettati. ni. anche questo è un tema sul quale vorrei tornare meglio e con più calma. sia chiaro, io stessa l’ho pensato e detto molto spesso. eppure c’è qualcosa che non mi convince in questa sintesi. voglio dire che i nostri difetti ce li abbiamo tutti, ce li ho pure io, e incastrare difetti è faticoso, certamente.
      ma appunto, dovremo parlarne con più calma, e in maniera se possibile più ampia.

  7. “Il conflitto è componente integrante della vita umana, si trova dentro di noi e intorno a noi.”
    Sun Tzu – L’arte della guerra

    “…Il negoziato è il mezzo fondamentale per ottenere dagli altri quello che vogliamo. In tutti i campi – dal lavoro all’amore, dalla vita famigliare a quella sociale…”
    WILLIAM URY, FISHER ROGER, BRUCE PATTON – L’arte del negoziato

    Cara Stella, io non ho il dono essere sintetico come il “Lupo” , tuttavia provo a dire qualcosa anche io.

    Il confine fra single e accoppiati oggi è permeabile e bidirezionale, si passa da uno stato all’altro meglio che con gli accordi Schengen, quindi non posso non sorprendermi quando la tua amica ti dice “Ce l’hai fatta!”, perchè ti fa sembrare una transfuga dalla Corea del Nord al mondo libero.

    Quello che scrivi è vero, senza ombra di dubbio.

    1) E’ vero siamo cresciuti; Panta rei, tutto scorre. Abbiamo fatto esperienza ed abbiamo imparato. Nel nostro background abbiamo un vero e proprio arsenale di conoscenze e consapevolezze.
    2) E’ vero le risorse sono limitate; ma lo erano pure prima, solo che ora abbiamo meno tempo libero come single, ma il resto lo investiamo per crescita della coppia.
    3) E’ vero si tratta e si contratta; ma se non si capisce su cosa andiamo a trattare, si finisce col creare un conflitto, quindi bisogna scoprire i reciproci limiti fondamentali.
    4) E’ vero il rischio c’è; qualunque impresa, qualunque investimento comporta dei rischi. Costruire un percorso comune richiede onestà intellettuale e trasparenza, ma anche pazienza e perseveranza. In fondo vogliamo un progetto a lungo termine, no?!
    5) E’ vero il futuro è mutevole; è l’incerto che diventa certo nel presente, che si cristallizza in esperienza nel passato. “Le opportunità si moltiplicano mentre vengono colte” così scriveva Sun Tzu nel suo “Bing-Fa”, io aggiungo che se abbiamo imparato non c’è coazione a ripetere, com’è stato non sarà, se non saremo noi a volerlo.

    Un abbraccio forte.

    1. Caro Alessandro,
      la tua ultima frase racchiude il mio pensiero e la mia speranza. Tutto il resto sì, tutto il resto è vero.
      Non c’è coazione se non lo vogliamo. La perseveranza, la pazienza, la trasparenza, sono strumenti fondamentali. Il lavoro è tanto e bisogna farlo in due. E forse la risposta è nel tuo “progetto a lungo termine”. La motivazione, forse, è nel costruire qualcosa, per quanto sollevare i mattoni non sia proprio una passeggiata di salute 🙂
      un abbraccio altrettanto forte a te
      s

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