50 Sfumature di Molestia

L’altra sera sono uscita con un’amica e mentre bevevano uno spritz inutilmente costoso, lei mi ha chiesto cosa ne pensassi di tutta questa, aperte virgolette, faccenda delle molestie, chiuse virgolette. Nei giorni precedenti me l’avevano chiesto anche altre persone, dal vivo, via mail, nei direct messages di Facebook. Così, sebbene avessi deciso di non parlarne, ho cambiato idea. Et voilà, eccoci qua, accolliamoci questo argomento bello leggero.

Di tutta questa storia, mi colpiscono soprattutto due cose. La prima è come il dibattito, in Italia, sia permeato di misoginia. La seconda è l’incredibile resistenza al cambiamento culturale che le donne stesse (spesso colte, indipendenti, in gamba) oppongono. Per chiarire meglio la mia posizione, prenderò in esame alcune delle argomentazioni e dei commenti nei quali sono inciampata più frequentemente nelle ultime settimane. Tenetevi forte.

1. Te ne ricordi dopo vent’anni? → questa è la più gettonata in assoluto e si riferisce, naturalmente, ad Asia Argento. Il sottotesto è sempre lo stesso: prima hai approfittato della situazione, hai fatto carriera, hai goduto dei benefici e adesso fai la vittima? Posto che il punto non è decidere se Asia Argento ci piaccia oppure no, quale sia stata la sua condotta, con quanta rettitudine abbia vissuto la sua vita (se l’avesse denunciata Geppi Cucciari, una violenza subita 20 anni fa, ci avrebbe lasciati altrettanto perplessi?), sarebbe opportuno ricordare che non è così raro che la memoria delle molestie e degli abusi (e le relative confessioni) affiorino con anni, a volte decenni, di ritardo. Lasciatemi anche dire che le molestie non scadono, che denunciare non è semplice, che si teme sempre di non esser credute e di diventare mangime per il pollaio social-mediatico globale (che è esattamente ciò che è successo alla Argento). Ma queste cose le hanno già dette molti altri, meglio di me.

2. Si sa che in certi ambienti funziona così, hanno scoperto l’acqua calda. Il prossimo scandalo quale sarà, che nel backstage dei concerti circola droga? → su questa io reagisco come i giudici di X Factor nelle eliminazioni complicate: chiamo il tilt. Ma cosa significa, esattamente? Il diritto al consenso è universale, farlo dipendere dal contesto è una stortura abominevole. Per capirci meglio, chiamiamo in causa la solita prostituta e diciamo che anche lei ha diritto di dire “NO”, esattamente come ce l’ha una maestra di scuola elementare, ok? Per capirci ancora di più, diciamo che essere molestate in discoteca non è più accettabile che essere molestate in parrocchia, ok? Il valore del consenso, inteso nel senso più lato possibile, poiché in esso contiene innumerevoli sfumature, è uguale per tutte le donne, è un fondamento di civiltà, non ci si dovrebbe neppure discutere su. Punto. E lo so che vi sembra una rigidità vetero-femminista, ma santiddio, fidatevi. Viceversa, pare che crediate all’esistenza di una classificazione morale delle donne, in base al loro aspetto e alla loro professione. Se questa è la vostra idea, forse dovreste mettere al rogo le minigonne, i jeans attillati, i tacchi alti, le maglie scollate, la metà delle professioni che siamo libere di esercitare, e più in generale tutto ciò che, un domani, potrebbe indurre qualcuno a dire che, d’altra parte, ce la siamo cercata.

3. Sono le donne le prime a offrirla su un piatto d’argento → Ammettiamo che esistano aspiranti-qualcosa che, per facilitare il proprio percorso, ricorrano alla seduzione del potente di turno (e non dimentichiamocele, le olgettine che dichiaravano che giammai avrebbero fatto un lavoro normale per guadagnare 1000 euro al mese, come noialtre, povere stronze). Ammettiamo però anche che,  dall’altra parte, c’è un lui, un maschio, che però è anche un uomo, un professionista, un produttore, un politico. Invece che concentrarci solo sul valore morale della parte femminile, potremmo concentrarci sul valore morale della complicità maschile, dell’avallo di chi è in una posizione privilegiata, di maggior potere e controllo. Dove sta scritto che l’uomo che accetta, che magari c’ha pure moglie e figli, è tutto sommato nell’ordine delle cose (perché è la natura, no? Il maschio è cacciatore, si sa), mentre una donna che si offre è passibile di condanna immediata? (sta scritto nel Grande Libro del Patriarcato Incrollabile, è ovvio, ma soprassediamo)

4. Quelle che fanno così penalizzano le altre donne per bene, che certi compromessi li rifiutano → semmai è il sistema che penalizza le donne che non accettano questi compromessi. Di nuovo: l’uomo non è una parte passiva dell’ingranaggio. Se alcune donne adottano questa condotta è anche perché esiste un sistema, talmente consolidato che pare incrollabile, che ha penetrato le nostre coscienze al punto da apparirci naturale (come nel caso dello showbiz), che insegna che fare così è premiante. Il punto non è decidere se Tizia o Caia siano sante o puttane, se ci piacciano o no, se ci marcino sopra o meno. Il punto è che per la prima volta sembra possibile scardinare questo meccanismo e non vedo perché una donna, o un uomo intelligente, dovrebbero essere infastiditi — se non addirittura contrari —  a questa evoluzione.

5. Noi donne lo sappiamo SEMPRE → con questa ci si riferisce, invece, alla rapidità con cui possiamo capire che quell’uomo ha delle mire su di noi, che probabilmente stiamo prestando il fianco a una situazione scomoda, nella quale ci verrà chiesto qualcosa che non abbiamo intenzione di concedere. Anche questo, è vero. Non per tutte, ma per molte sì. Sappiamo che quando un tipo ci invita a vedere la collezione di farfalle, vuole altro, vero? Sappiamo che ritrovarci in una camera di hotel, o in uno studio con una jacuzzi al centro, può essere preludio di atti sessuali, vero? Quello di cui a volte non si tiene conto, tuttavia, è che spesso queste cose accadono a donne molto giovani. E sì, sì, sì, certo, ormai le pischelle sono sempre più sgamate, i nostri 19 anni equivalgono ai 13 anni di oggi, va bene, però fatemi un favore lo stesso: guardate nel vostro passato e ditemi se non avete scheletri nell’armadio, situazioni spiacevoli, tresche di cui vi siete pentite, imbarazzi che col senno di poi vi risparmiereste volentieri. Io sì, più d’uno. Il primo è Peppe Felisia, come lo memorizzai sul mio cellulare. Non mi piaceva, era basso e zarro, si attaccò a me in discoteca (Felisia era il nome della discoteca, per l’appunto) come una cozza, per tutto il tempo, quella sera. Finii persino a baciarlo quando, non so perché, mi ritrovai isolata dagli altri. Scrissi un sms al mio amico “Per piacere, sono dietro i tendoni bianchi, vieni a salvarmi”. Fine. Mentre ci pensate, però, immaginate che al posto di Peppe Felisia ci fosse un uomo potente, capace di avvicinarvi alla professione dei vostri sogni, in un contesto culturale in cui non era poi così peregrina l’idea di essere perlomeno “carine”. Certo, a voi non sarebbe successo, ma potete capire meglio che l’esperienza e l’età un ruolo ce l’hanno?

6. Poveri uomini, siamo arrivati alla caccia agli stregoni. Poi vi lamentate che non prendono più l’iniziativa. Grazie al cazzo. Rischiano di essere denunciati se solo vi invitano al cinema. → Adesso non esageriamo, per cortesia. Dire che questa ondata di consapevolezza non farà che rendere ancora più fragile e inconsistente l’identità virile, mi pare ardito e ancora figlio di una logica antagonista del rapporto tra i sessi. Una relazione trasparente, non offuscata dall’abuso di potere, non asservita alle dinamiche impari tra i generi, si fonda su una grammatica comune, che magari va raffinata ma che esiste già e che regola tutte le nostre interazioni sociali. Abbiamo detto che “noi donne lo sappiamo”, e allora diciamo che anche gli uomini lo sanno. Diciamo che non è poi così difficile leggere il consenso, in un rapporto. Esistono le parole, la comunicazione non verbale, i comportamenti. Possono essere soggetti a interpretazione? In parte, certamente. Se uno non è proprio una lince a cogliere l’apprezzamento femminile, a distinguere l’educazione dall’attrazione, e la cortesia dalla proposta indecente, per stare al sicuro, potrebbe adottare una semplice linea guida, che garantirebbe anche maggiore meritocrazia nel contesto professionale: non scopi con le persone con cui lavori. Punto. Non inviti e non accetti inviti. Punto. Tieni il pisello fuori dall’ufficio. Punto. Lì fuori, del resto, ci sono tutte le cassiere di Vittorio Feltri, che non aspettano altro che te.

7. Noi donne non siamo tutte agnelli indifesi!!! → È vero, l’immagine che ne esce delle donne è sconfortante, monocorde, sviluppata attorno a un unico asse narrativo, come se l’alternativa fosse esclusivamente “troia vs debole”. Fa parte del racconto che i media costruiscono attorno a questi fatti, non corrisponde alla verità. Esistono certamente le donne forti, capaci di sfanculare un porco, e di denunciarlo immediatamente, e di difendere la propria dignità e di rinunciare alla carriera che sognavano, oppure di perseguire comunque le proprie ambizioni con la consapevolezza di ottenere meno, ma non vale per tutte. Queste donne ci sono, vivaddio. Dimenticarle, sarebbe ingiusto. Ma, se ammettiamo che esistono le spregiudicate disposte a tutto, dobbiamo ammettere anche che esistono donne altre, più fragili (intellettualmente, culturalmente, psicologicamente), non per questo meritevoli di molestie. Mi sembra demenziale dirlo, ma a quanto pare è necessario farlo.

8. Allora domani mattina chiunque si sveglia e denuncia qualcuno di molestia/abuso/stupro, con decenni di ritardo e senza nessuna prova, e va bene così! Le carriere di queste persone sono rovinate! E così le loro vite private, pensa alla moglie di Brizzi! → Innanzitutto è necessario fare chiarezza su cosa sia una molestia, cosa un abuso, cosa uno stupro, cosa un’avance, e invece ci muoviamo in questo calderone nel quale vale un po’ tutto e il contrario di tutto. In secondo luogo, esiste un terzo protagonista in questa vicenda: l’opinione pubblica. Famelica, ansiosa di schierarsi, smaniosa di emettere condanne capitali attraverso processi sommari e sempre pronta a dare visibilità ai millantatori, o alle vittime, o alle finte vittime, o ai finti millantatori. D’altra parte, siamo cresciuti osservando arringhe televisive e siamo diventati adulti tuonando sentenze in 140 caratteri. La pubblica gogna è esistita sempre, è sempre più ingovernabile e ci siamo dentro fino al collo, tutti. È il sistema mediatico che strappa like alla nostra riprovazione, che vuole scandalizzarci e indignarci quotidianamente, indurci al dileggio nell’ignoranza dei fatti, alimentando la macchina finché ce la fa, finché non ci viene la nausea. Siamo sempre liberi di ricordare che i processi non si fanno su Facebook, né su Twitter, né su Vanity Fair.

9. Mi sembra che adesso sia proprio una moda, quella di urlare alle molestie → generalmente detto come se tutte queste donne fossero mitomani, come se per tutte la denuncia fosse solo un pretesto per attirare l’attenzione, per farsi notare, per speculare, per recuperare un’ospitata da Barbara D’Urso; è comprensibile, del resto, che la faccenda prenda questa piega macabra. Un argomento di simile urgenza e delicatezza viene affidato a Le Iene (LE IENE), e poi rimbalza per giorni da un media all’altro, mentre il minestrone di opinioni viene rifocillato dalle dichiarazioni di Nancy Brilli, Alba Parietti, Sandra Milo (!) e il confine tra consapevolezza e gossip s’assottiglia fino a svanire, delegittimando un tema cruciale, rendendolo fenomeno di costume, argomento del momento, infografica, campagna video, hashtag, fanta-femminismo, quiz: “Dimmi come molesti e ti dirò che personaggio famoso sei”. La responsabilità di tutto questo, di nuovo, non è di chi denuncia ma di chi, attorno a quelle denunce, fomenta il prurito e la morbosità del pubblico.

10. Le vere violenze sono altre. Perché nessuno si occupa delle donne che subiscono soprusi veri? → E questa è l’argomentazione più pericolosa, perché ti fa pensare davvero alle donne che vengono violentate con la forza, a quelle che vengono picchiate dai mariti, a quelle che lasciano il loro compagno e quello poi si perita di fare un falò con il loro corpo. Ti fa pensare che una donna normale, sconosciuta, qualunque, che denuncia uno stalker viene letteralmente ignorata dalle autorità, finché quello non le lancia un barile d’acido addosso, finché non le fracassa il cranio, finché non la strozza o non l’accoltela 56 volte. E queste sono tutte cose serissime e gravissime, tanto più al cospetto di una qualsivoglia attricetta di serie B, che denuncia un regista che s’è fatto un raspone davanti a lei. E in effetti ci sta, sono livelli diversi, per questo non andrebbero mischiati, anche se afferiscono alla stessa sfera. Inoltre, per questa logica, dovremmo smetterla di lamentarci di qualunque cosa: “Fa freddo” — “Eh, vabbé, pensa agli esquimesi”; “Ho fame” — “Eh, vabbé, pensa ai bambini in Africa”; “Sono infelice” — “Eh, dài, pensa a chi ha una malattia incurabile”; “Mi hanno rubato l’iPhone” — “Eh, dài, pensa a chi ha ancora il Nokia”; “Vorrei una casa più grande” — “Eh, vabbé, pensa ai clochard”. È ovvio che esistano malesseri minori e malesseri maggiori. Ma sempre malesseri restano. Ognuno ha i suoi. Tra qualche settimana non si parlerà più di molestie e potremo tornare a concentrarci sui femminicidi. Non prima di aver degnamente celebrato la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulla Donne, condividendo bellissimi video, e fotografie, e poesie, e aforismi, sulle stesse bacheche dove la settimana prima abbiamo dato della bottana a questa o a quella.

In conclusione, la risposta che alcuni commentatori non colgono, è sempre nella cultura e la cultura cambia anche grazie a questi movimenti, che ci piacciano oppure no. Sono certa che nell’agenda degli argomenti femminili, per esempio, ne esistano di più impellenti. Sono certa anche che, a voler parlare dei diritti delle donne, si possano interpellare esponenti più autorevoli di Mara Venier. Tuttavia, mi piace pensare che se domani avessi una figlia, e quella tra vent’anni volesse tentare la carriera di attrice (perché ha studiato, è brava, magari pure bella), potrebbe farlo senza succhiare gioielli di famiglia a destra e a manca. Senza rischiare che un produttore 40 anni più vecchio di lei le chieda di spogliarsi al primo provino (salvo che il produttore non sia Rocco Siffredi, ovviamente, nel qual caso sarebbe un altro discorso).

Mi piace pensare che anche ciò che “Tanto si sa che funziona così” può essere cambiato. D’altra parte, al mondo, alla società, succede questo.

“Perché proprio adesso?” mi ha chiesto Frecciagrossa, il mio migliore amico gay, un po’ scettico sul tema.

“Perché oggi i gay possono sposarsi e 50 anni fa non potevano farlo?” gli ho risposto.

È la storia che fa il suo corso. È la cultura che matura. Il risultato di questo battage, forse, sarà che d’ora in avanti gli uomini in posizioni di potere ci penseranno qualche volta in più, prima di molestare o abusare di qualcuno, uomo o donna che sia. E questo, a me, di per sé, pare un progresso. Possiamo discuterne i modi, ma non possiamo ignorare la potenza di questa svolta.

D’altra parte, se l’umanità si fosse storicamente limitata a “Tanto si sa che funziona così”, probabilmente vivremmo ancora con la schiavitù, la dittatura, la segregazione, i manicomi, le lampade a olio, i pozzi al posto dell’acqua corrente e le carrozze trainate dai muli.

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  1. alexiel80 ha detto:

    Guarda, concordo pienamente con te su tutti i punti. L’unica cosa di questa ondata (?) di denunce che mi disturba è il mezzo. E’ tutto in mano ai media che ormai hanno fiutato il sangue e ne parlano in ogni modo e in ogni salsa fomentando la folla che inizia a non ragionare e a parlare per frasi fatte e vuote. Io mi auguro, non lo so ammetto di seguire solo in parte, che tutte queste ragazze e donne che hanno denunciato pubblicamente delle molestie passino anche alle denunce sul piano giudiziario o che per contro tutte queste dichiarazioni facciano muovere chi di dovere ad indagare. Perchè lasciando tutto in mano alla sola stampa si rischia anche di mettere in croce degli innocenti che avrebbero la vita rovinata e nel clima attuale realmente chiunque può svegliarsi e accusare qualcun’altro di molestie e questo sarebbe un male sia per l’ingiustamente accusato sia per le donne perchè nel momento in cui una sola bugia venisse accertata allora tranquilla che diverrebbero TUTTE bugiarde e sarebbe un danno enorme.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      sono d’accordo e auspico che seguano provvedimenti nelle sedi competenti.
      sì, se venisse fuori che qualcuna ha inventato tutto, se ciò fosse provato, sarebbe un danno enorme.
      e speriamo che non succeda. decisamente.

  2. nerodavideazzurro ha detto:

    Oddio, Frecciagrossa , bello de casa, che domande fai? ^^’ (detto con affetto)
    Complimenti davvero, Vague; c’è un equilibrio in questo tuo invidiabile, nelmodo sano, nel modo che lo si potrebbe ridurre a soluzione e iniettarlo e sarebbe medicina. Complimenti soprattutto perché, da donna, nell’essere equilibrata, sei solidale in modo genuino.
    Io incornicerei il “i processi si fanno nei luoghi deputati” (forse uso parole duversi, ma il senso quello era, giusto?). E via con l’adagio “valutare caso per caso”: costa poco e non fa danno. 😉

    1. memoriediunavagina ha detto:

      esatto. e grazie. è che a volte bisogna fermarsi, ragionare un attimo, non cedere alle pulsioni emotive, né da un lato né dall’altro. mi ha scritto una ragazza, dopo questo post, e mi ha ringraziata perché leggendolo è riuscita a vedere la faccenda più in prospettiva, più proiettata al futuro, superando le perplessità che alcune di queste denunce le suscitavano. Fa la psicologa, quindi non è persona poco incline all’empatia (devo ancora risponderle, tra l’altro). è solo che a volte, quando si parla di questi temi, è molto complesso riuscire ad avere quella che definisci “solidarietà genuina”. si scivola facilmente da un lato o dall’altro. io ci ho provato e son felice se ho aiutato qualcun altra a provarci 🙂

  3. mollymelone17 ha detto:

    Finalmente. Sei una ventata di buon senso. Grazie

  4. Atipico ha detto:

    C’è una cosa che però non condivido, quando parli del Ferlisa e del tipo che ti tampina tutta sera e tu ti concedi a lui anche se non vorresti: perché? In quel caso ne fai una questione di maturità e posso concordare ma molte delle testimonianze sono state riportate da donne non di primo pelo, donne che dovrebbero sapere cosa vogliono dalla vita e in che modo. Ti faccio un esempio: quando sono andato in India un giorno mi si è affiancato un uomo abbastanza distinto (rispetto alla media indiana inguardabile) e ha iniziato ad attaccare bottone e a fare lo spiritoso con me. Dopo 1 minuto mi ha messo la mano sul culo. Gli ho tirato un ruzzone e un calcio nel suddetto in tempo zero! Ora il tipo avrebbe potuto approcciarsi in maniera più mellifua ma io, il mio culo, non gliel’avrei mai dato perché non sono frocio. Ritornando al caso se una donna sa cosa vuole e come lo vuole non ha necessità di fare pompe gratis a 360 gradi ma rimane salda ai propri principi (se li ha). Concordo sul fatto che il clamore mediatico stia distorcendo non poco la realtà dei fatti: adesso si scopre che Brizzi ha obbligato circa 30 donne a trombare con lui. Brizzi è un bell’uomo magari un po’ di quelle 30 hanno preferito la scorciatoia della seduzione per avere la parte. Se Weinstein si fosse difeso allo stesso modo magari gli avremmo riso in faccia visto che era uno scaldabagno ambulante!

    1. occhineri ha detto:

      e se il tizio in india magari era più “forzuto” e dopo ti avrebbe costretto a fare ciò che non volevi? lo avresti denunciato? avresti raccontato tutto alla polizia? avresti sopportato le eventuali battutine a doppio senso (perché spesso per un uomo è ancora più difficile denunciare gli abusi che per una donna)? e dopo come avresti reagito se qualsiasi persona anche una sola ti avrebbe detto che te la sei cercata, per esempio, andandotene a fare un viaggio in india (tanto per citare una delle argomentazioni assurde che inventa la gente)?

      1. Atipico ha detto:

        Guarda, non vorrei fare lo sbruffone, ma il tipo è riuscito a fare quel poco che ha fatto perché mi ha colto alla sprovvista e, infatti, capita l’antifona, ha preso decisamente il largo. Ci sono cose su cui i maschietti non transigono e poteva scendere il più grosso frocio indiano a fare lo spiritoso ma sarebbe finita con una rissa di proporzioni gigantesche che il “royal rumble” del wrestling sarebbe stato un the inglese tra gentiluomini. Detto questo se una persona è fortemente motivata affinché non capiti una determinata cosa farà di tutto perché quella cosa non accada, soprattutto se ha a che fare con la propria integrità corporea. Se agogno un posto di lavoro e il tipo mi dice “dammi il culo e ti do il lavoro”, io alzo i tacchi e vado a cercarmi il lavoro da un’altra parte.

      2. occhineri ha detto:

        non credo che gli uomini (e le donne) che abbiano subito violenze sessuali se la siano andata a cercare… e cmq penso che con “il più grosso frocio indiano” come lo definisci tu, al di la delle tue “abilità di lottatore” non sarebbe finita bene come avresti auspicato… è triste sapere che c’è ancora chi crede che chi subisce uno stupro “se la sia cercata”

    2. memoriediunavagina ha detto:

      Dunque:
      1. il fatto che tu avresti fatto una rissa con l’ipotetico gay indiano non significa che una donna possa parimenti reggere una rissa; non per ricalcare il mito del sesso debole, ma se parliamo di pura forza fisica, in una lotta, è possibile che la donna non abbia la stessa tenuta di un uomo.

      2. quando dici “se voglio che una cosa non mi succeda, non mi succede” è un po’ come dire che te la cerchi, se ti capita (ho visto che sotto chiedevi “dove l’ho scritto?”, beh, l’hai scritto tra le righe). Teoricamente dovrei aver diritto di camminare in minigonna rasofica in circonvallazione alle 2 di notte senza essere stuprata. Direi che nello stesso modo dovrei aver diritto di andare a fare un provino senza diventare oggetto di attenzioni sgradite, nel migliore dei casi.

      3. certamente esistono casi di donne che si sono sottratte a questa dinamica, e altre che hanno – più o meno consapevolmente – prestato il fianco. quando però mi parli di donne “non proprio di primo pelo” esattamente cosa intendi? ti sembra che le attrici esordienti abbiano di solito 45 anni? a me no. a me pare che queste carriere abbiano inizio da giovani, mi pare che il clima sia che “tanto si sa”, mi pare che le ripercussioni non siano mai chiare (tanto che oggi, nel 2017, c’è comunque chi dice in serenità che è solo mitomania)

      Non so se ti ho risposto, comunque questo è quanto.

      1. Atipico ha detto:

        1) e invece riproponi il mito del sesso femminile come sesso debole, mi spiace ma è così: chi ha detto che una donna non può spaccare il naso ad un uomo o fracassargli lo scroto se quello si approccia violentemente? Io, personalmente, insegnerei o inviterei una mia eventuale figlia ad imparare le basi per l’auto difesa. Tu mi potresti dire: ma non dovremmo arrivare a questo? Hai ragione, nella nostra società non dovrebbero esserci ladri, assassini, stupratori, spacciatori, approfittatori….dimentico qualcos’altro? Nella misura in cui ci sono attrezziamoci!
        2) tra le righe io non ho scritto assolutamente nulla. Io dico, se vai ad un colloquio e questo fa il buffone hai tutta la libertà di preservare la tua integrità fisica, alzarti e sfankulare il soggetto. Se il tipo usa violenza io, come riportato nell’esempio indiano, scatenerei la terza guerra mondiale piuttosto che farmela nei pantaloni. Sono scelte personali.
        3) mi riferivo al fatto che, soprattutto per il caso Weinstein, le persone molestate non fossero solo attrici ancora in erba ma anche sceneggiatrici e assistenti un po’ più navigate. Tra l’altro, proprio per questa tipologia di persone faccio notare che la nomea di certi personaggi era già nota, le voci già circolavano, io lavoro in televisione e se uno fa il buffone e il porco sicuramente la voce circola. Weinstein era più di 25 anni che faceva il mignottaro della peggior risma, tu attrice, sceneggiatrice, assistente di lungo-medio corso vai in camera sua per un colloquio e ti stupisci se poi lui si comporta come sapevi si sarebbe comportato? Beh, allora un vaffankulo te lo meriti tutto!

      2. Paolo ha detto:

        io non credo che una Gwyneth Paltrow agli inizi e non ancora famosa sapesse tutto di Weinstein ma anche se fosse: certamente esistono tante donne forti capaci di difendersi da sole, dare calci nei testicoli agli uomini che se lo meritano dobbiamo però accettare il fatto che non tutte le donne sono Beatrix Kiddo o Wonder Woman (personaggi che adoro). Brecht diceva “beati i popoli che non hanno bisogno di eroi”, evidentemente noi abbiamo bisogno che ogni donna che subisce molestie dall’attrice semi-esordiente, alla studentessa alla cameriera d’albergo si trasformi istantaneamente in una eroina senza macchia. Accettiamo tranquillamente il fatto che non tutti gli uomini siano Superman, perchè non fare lo stesso con le donne?

      3. occhineri ha detto:

        grazie vagy! risposta perfetta! 😉

  5. diamanta ha detto:

    Sottoscrivo tutto, punto per punto, quello che hai scritto.
    Ogni altra parola è un di più.

  6. occhineri ha detto:

    ti faccio i miei complimenti per questo bellissimo articolo!! mi è piaciuto molto e apprezzo anche che è stato scritto proprio da una donna!! 🙂 spero che aprirà la mente di molte persone, sia uomini che donne! non sai quanti discorsi del genere ho dovuto sentire ultimamente e quando provavo a difendere asia argento mi sembrava che parlassi un’ altra lingua.. nessuno capiva o voleva capire… soprattutto in una città della “terronia” dove vivo io e dove la mentalità della gente deve ancora evolversi…

    1. Atipico ha detto:

      Scusa, mi sono perso, ti risulta che io abbia scritto che chi viene stuprato/a se l’è andata a cercare? Mi sai indicare dove l’avrei scritto?

    2. memoriediunavagina ha detto:

      eh, in terronia c’è ancora più lavoro da fare. tu però non stancarti, e continua, un po’ per tutte ❤

      1. occhineri ha detto:

        sisi infatti, sperando che con il tempo la mentalità cambi anche “qua giù”! 🙂

  7. "Cippe's" ha detto:

    👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏

  8. Volpesio ha detto:

    Ecco, ma perché al punto 2, dire che “si sa che è sempre stato così” non va bene, ma il punto 8 dice che “la pubblica gogna è esistita sempre” e quindi va bene così?
    Quindi, ora chi è vittima di accuse infondate “se l’è andata a cercare”?

    1. memoriediunavagina ha detto:

      no scusa, ma mi sfugge il punto.
      “si sa che è sempre stato così” non va bene.
      il concetto sulla pubblica gogna, invece, è un po’ più articolato e si completa dicendo che sì, è esistita sempre, ora è peggiore di sempre perché i social hanno moltiplicato la viralità (o virulenza) delle opinioni, radicalizzandole, affrettandole, condividendole sempre di più –> ERGO possiamo non partecipare al processo in qualità di cittadini, di utenti, di opinione pubblica e lasciare che i processi vengano fatti nelle sedi appropriate.

      è più chiaro così?

  9. stefano ha detto:

    1)quoto, e aggiungo che sei mesi massimo per denunciare uno stupro (Italia) sono una barzelletta.
    2)quoto
    3)ni. A me fa schifo sia lo Weinstein di turno, il cacciatore, sia la preda consenziente, ovvero un umano che _non versa in uno stato di bisogno_ e che acconsente per avere vantaggi. Alcune poi non è che gliela danno due volte, se lo sposano e ci fanno dei figli. Ne conoscerai sicuramente anche tu.
    4)un po’ troppo individuale come posizione. Il sistema è formato da domanda e offerta, e l’offerta in questo caso è complice della domanda, alimentando il tutto in un circolo vizioso. Sperare che i predatori si redimano per risolvere il problema è come sperare che la gente smetta di bucarsi per sconfiggere i trafficanti di eroina.
    5)quoto, e inoltre alcuni luoghi (tipo i vagoni della M2 o la 90) non sono proprio come l’attico con la jacuzzi in cui sei entrata alle tre di notte, ma il culo te lo toccano lo stesso.
    6)quoto ma solo in Italia, negli USA ho qualche dubbio. Cerca ‘stare rape’ su Google per degli esempi.
    7)quoto.
    8)non mi limito a quotare, proprio standing ovation.
    9)standing ovation.
    10)peggio dei porci ci sono giusto i benaltristi.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      dunque 🙂

      3) ti fanno ugualmente schifo cacciatore e preda, ma converrai che la preda è per definizione in una posizione più scomoda rispetto a quella del cacciatore.

      4) in realtà dico che se l’eroina fosse talmente istituzionalizzata da esser data per scontata, endemica nella società, non dovremmo stupirci di avere tanti eroinomani per strada. ora, non so se il paragone possa realisticamente reggere, ma limitare il problema al caso specifico di alcuni “mostri” o “porci”, senza vedere il sistema e la sua dinamica più dall’alto, mi sembra un po’ comodo e limitante. no?

      sul resto accolgo con piacere le tue ov(ul)azioni 🙂

  10. Piero Indrizzi ha detto:

    L’ho scaricato, voglio rileggerlo più attentamente. Poi dico.

  11. newwhitebear ha detto:

    direi un’ottima carrellata di motivi e spunti di riflessioni, specialmente sul zibaldone dei nomi: molestie, violenze, ecc come se l’italiano avesse perso la lucidità che ogni parola ha.
    E’ vero che l’uomo non è di legno e la donna lo sa ma è anche ovvio che l’uomo ci prova abusando della sua posizione. Diciamo che un minimo di buon senso da parte di entrambi ridurrebbe non poco questo triste spettacolo.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      il buon senso, questo sconosciuto.
      appelliamoci a lui, se lo usassimo di più, le cose andrebbero un bel po’ meglio 🙂

      1. newwhitebear ha detto:

        del tutto convinto

  12. marzia b ha detto:

    decisamente perfetta

  13. Lupesio De Lupis ha detto:

    1) Certo, se una persona commette un omicidio e ci se ne accorge dopo venti anni, la si incarcera. Se si tratta di uno stupro, probabilmente per legge non è così ma non mi sembrerebbe tanto assurdo cambiare le leggi sulla prescrizione e perseguire lo stupratore dopo venti anni, trattandosi di un delitto grave. È anche immaginabile che la vittima ne resti così traumatizzata da non volerne parlare dopo tanto tempo. Detto questo, come si fa venti anni dopo a sapere cosa è accaduto? Non abbiamo una vittima e un carnefice, abbiamo un’accusatore e un accusato; se l’accusatore ha ragione è vittima, se l’accusa è falsa la vittima è l’accusato. Prendere le parti di Asia Argento contro Weinstein perché è una donna contro un uomo ha senso come prenderne le parti perché Weinstein è ebreo e Asia Argento appartiene alla razza ariana.
    Io, personalmente, anche se avessi subito un’ingiustizia, eviterei di lanciare accuse che non posso dimostrare.
    Detto questo, il termine “molestia” è molto vago: uno che tocca il sedere a una ragazza che cammina merita una condanna penale, a maggior ragione se agisce in gruppo; uno che fa un apprezzamento pesante merita che qualcuno gli dica che è una bestia; ma cosa me ne frega di sapere che Tizio ha detto “bella figa” a una venti anni prima? Nel frattempo o si è reso conto che era un atteggiamento inappropriato, oppure si è consolidato una reputazione di molestatore con altre azioni simili se non peggiori.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      non ho capito. quindi stiamo zitti e non ne parliamo?
      quanto al resto, inclusa la razza ariana addirittura chiamata in causa, l’articolo prova ad avere – per l’appunto! – una visione più articolata, elevandosi dalla logica (sminuente, inappropriata, inutile) del tifo. del prendere le parti dell’una o dell’altra. io non ho parlato né di mostri, né di bestie, né di condanne esemplari.
      ho parlato del panorama sociale e culturale in cui questo dibattito si sta consumando e di come, a volte, l’empatia, la comprensione (per tutti gli astanti coinvolti) sia auspicabile, necessaria persino.

      1. Lupesio De Lupis ha detto:

        Per carità, si può parlare di tutto, però nel mondo avvengono molte più cose di quante se ne possa parlare, per cui, affinché il fiato non sia sprecato inutilmente, è di solito opportuno fare una selezione. Il silenzio è spesso una virtù sottovalutata.
        Che senso ha parlare del fatto che Tizio dice che Caio l’ha molestato venti anni prima? Il senso del parlare di situazioni del genere può essere:
        1) accertare la verità, per capire se Tizio è un calunniatore e fare in modo che smetta di calunniare la gente o se Caio è un molestatore e sanzionarlo. Certo, in questo secondo caso, o Caio si è reso il conto che toccare il culo a una ragazza in autobus è sbagliato oppure ha continuato a fare cose del genere se non peggio, per cui il problema è che continua a farlo e visogna farlo smettere
        2) Creare appunto tifo, con una fazione che dice che le donne sono tutte troie e una che dice che gli uomini sono tutti maiali, imbastendo un calderone in cui il vero e il falso sono irrilevanti e in cui un’occhiata, un tentativo di approccio, una tastata inopportuna, un ricatto sessuale e uno stupro di gruppo hanno la stessa gravità.
        Dal momento che i fatti sono impossibili da verificare, una visione articolata sul nulla è impossibile. Siamo nel caso 2), ai livelli di gossip, di tifo da stadio, e tutto questo non migliorerà di una virgola le condizioni delle donne vittime di molestie. Però fa vendere tanti giornali e acchiappare tanti click.

  14. Paolo ha detto:

    sono d’accordo; faccio solo notare che in questa storia non c’è nessuna spregiudicata arrivista che ha sedotto weinstein per fare carriera; la stragrande maggioranza delle attrici non sono state a letto con Weinstein, sono state molestate e sono uscite disgustate da quella stanza: il successo che hanno avuto se lo sono conquistato grazie al loro talento quindi non hanno fregato nessun posto ad attrici “più meritevoli” e non c’è nessuna “preda consenziente”

  15. Lupesio De Lupis ha detto:

    3) Ci sono due casi diversi: il primo è uno scambio di favori, in cui uno dà qualcosa e ottiene in cambio qualcos’altro. Può essere amore in cambio di amore, sesso in cambio di sesso, soldi in cambio di lavoro, soldi in cambio di sesso. Dal mio punto di vista, sono trattative private tra due persone e non do giudizî morali su chi scambia cosa con chi. La sproporzione di potere è ovvia: se compro una mela da un fruttivendolo, io ho il potere di pagarlo, lui quello di permettermi di mangiare la mela. Quindi, non c’è la poco di buono, ma neanche c’è il maschio prevaricatore.
    Il secondo è il caso in cui una persona riceve qualcosa dando in cambio qualcos’altro che non le appartiene (ad esempio, la Minetti che diviene consigliere regionale a suon di pompini): la vittima è chi si prostituisce? È chi le offre un’incarico pubblico in cambio di sesso? Nessuna delle due: sono i contribuenti che le pagano lo stipendio e gli altri potenziali candidati (uomini o donne) che non ottengono quel posto. È semplicemente un sodalizio corruttivo di due persone ai danni della collettività.
    Dall’altra parte non c’è necessariamente un uomo: la storia del cinema e della politica conta più e più casi di donne in situazioni di potere (le imperatrici Elisabetta e Caterina di Russia, che affidarono a loro amanti uomini importanti cariche pubbliche, e in tempi recenti Rosy Mauro che ha fatto assumere il suo gigolo come membro della scorta, il ministro Federica Guidi, che ha proposto un emendamento per favorire il giovane amante, Alla Nazimova, attrice lesbica dei primi del novecento che favorì la carriera di alcune sue amanti, Luchino Visconti, che lanciò nel mondo dello spettacoli giovani attori passati dal suo letto, etc.)
    Poi, giudicare il comportamento morale di un uomo in modo diverso perché ha moglie e figli mi sembra una delle affermazioni più patriarcali che si possano fare. Il progresso dovrebbe essere liberare le donne da ruoli precostituiti del genere, non rimarcare quelli già presenti che riguardano gli uomini.

  16. Lupesio De Lupis ha detto:

    “Il risultato di questo battage, forse, sarà che d’ora in avanti gli uomini in posizioni di potere ci penseranno qualche volta in più, prima di molestare o abusare di qualcuno, uomo o donna che sia.”
    No, guarda, il risultato di questo battage è che gli uomini (o le donne) in netta posizione di potere contro un signor nessuno continueranno ad abusarne, per il fatto stesso che se sono veramente in posizioni di potere nessuno li denuncerà. Viceversa, se io fossi il capo di un’azienda o un leader politico, eviterei accuratamente di assumere collaboratrici donne, per quanto valide, perché potrebbero accusarmi di molestie o ricattarmi minacciando di farlo, e certo, i processi non si fanno nei salotti televisivi né sui social, ma intanto avrei la vita e la carriera rovinate. Non perché le donne siano di per sé stronze, ma perché, se vogliono essere tali, hanno maggior potere di ricatto. È una conclusione tanto logica che sicuramente qualcuno ci sarà già arrivato.

  17. Atipico ha detto:

    Per Paolo: l’esempio Paltrow è poco pertinente in quanto figlia di regista e attrice hollywoodiani e penso che l’abbiano istruita a dovere riguardo le varie situazioni in cui sarebbe potuta incappare….ma ho capito lo spunto, tuttavia: tu parli del fatto che non è che una donna (o uomo) si debba travestire da supereroe per preservare se stesso. Ma stiamo scherzando? Perchè supereroe? Cioè se una donna viene aggredita il concetto di difesa della propria persona diventa un concetto superomistico? Ma a che punto di pronazione del proprio deretano siamo arrivati? Io non lo concepisco; se uno ha voglia di aggredirmi ci provi pure e vediamo chi cazzo ne esce peggio soprattutto se l’aggressione ha una connotazione estremamente intima come la sessualità. Io dico che, partendo dal presupposto inevitabile che adescatori e infami vari ci saranno sempre forse è il caso che ciascuno si attrezzi NON con il cannone come dicono certi personaggi politici ignoranti ma con la conoscenza che ti consente di mettere a pecora l’infame di turno senza subire grosse conseguenze. Forse tu e Vagi auspicate un mondo dove ci sia il rispetto reciproco tra tutti. Pensa un po’ anch’io vorrei la “Pace nel mondo” però forse sarà il caso di non farsi trovare a difendersi a parolacce quando si scatenerà la guerra. Faccio un esempio: 25 anni fa ci fu il caso giudiziario più grosso e articolato che scoprì un mondo di corruzione i cui miasmi arrivavano di traverso alla società civile: Mani Pulite. Partiti politici che esistevano da 40 anni spariti dall’oggi al domani, politici ingabbiati un giorno sì l’altro pure. Uno tsunami che metteva a nudo una realtà che la massa aveva già intuito anche se non aveva le prove (rivedersi il bellissimo “Il Portaborse” di Daniele Lucchetti che uscì proprio l’anno prima) e dopo un quarto di secolo possiamo dire che i nostri politici non rubino più? Non penso proprio….allo stesso modo l’ondata di indignazione che sta attraversando il mondo per gli scandali sessuali sacrificherà sull’altare dello spettacolo qualche testa (Weinstein, Spacey e qualcun’altro) ma tra 10 anni chi vorrà ancora fare il coglione lo farà lo stesso. Auspico che dall’altra parte ci sia una donna consapevole del fatto che possa ricevere proposte indecenti e che risponda in maniera consapevole alle suddette proposte: se vuole far carriera e ha pelo sullo stomaco farà il massaggio al cretino di turno, se invece ha altri principi gli alzerà il dito medio e lo sfankulerà. Se il coglione è talmente invasato spero proprio che lei gli cavi un occhio e gli frantumi gli zebedei: un po’ di soddisfazione personale mi sembra inevitabile.
    Detto questo peace and love.

    1. Vlad ha detto:

      al di là del caso Weinstein ti invito a riflettere sul fatto che non tutte le donne sono esperte di arti marziali che possono mettere a terra gente più grossa di loro, ti invito a rflettere che quando una donna viene aggredita sessualmente da un uomo più grosso di lei può a suo rischio e pericolo difendersi con la forza, ma ci sono anche persone che non sanno di arti marziali che il rischio di essere ammazzate di botte da un uomo più grosso di loro non lo vogliono correre (vorresti che si sacrificassero come Maria Goretti?) quindi al di là dei casi di molestie di cui stiamo parlando andare a dire a una donna stuprata “non ti sei difesa abbastanza, io lo avrei messo a terra con una mossa di karate” è una forma di colpevolizzazione della vittima come “portavi la minigonna”. Io sono un uomo esile e non faccio arti marziali se qualcuno più grosso mi aggredisse io per non finire ammazzato mi arrendo quindi sono meno vittima?.
      Forse mi sbaglio ma ho questa impressione: tu vorresti un mondo popolato da Bruce Lee e Beatrix Kiddo che con il kung fu abbattono qualunque malintenzionato e anch’io auspico un mondo dove sempre più persone sappiano difendersi da sole dalle aggressioni fisiche ma vorrei anche un mondo dove non sei obbligato a diventare Bruce Lee per poter camminare la sera da solo. Tu dici: ci saranno sempre i violenti e gli stupratori così come ci saranno sempre alluvioni o terremoti, come se il male commesso dagli esseri umani non fosse frutto di una scelta consapevole ma fosse una catastrofe naturale che si può solo sperare di scansare, da cui ci si può difendere ma non si può far cessare. Magari hai ragione tu, non lo so, ma lasciamelo dire: che tristezza perchè vuol dire che questo mondo apparterrà solo a quelli o a quelle abbastanza forti da difendersi da sè

    2. Paolo ha detto:

      al di là del caso Weinstein ti invito a riflettere sul fatto che non tutte le donne sono esperte di arti marziali che possono mettere a terra gente più grossa di loro, ti invito a rflettere che quando una donna viene aggredita sessualmente da un uomo più grosso di lei può a suo rischio e pericolo difendersi con la forza, ma ci sono anche persone che non sanno di arti marziali che il rischio di essere ammazzate di botte da un uomo più grosso di loro non lo vogliono correre (vorresti che si sacrificassero come Maria Goretti?) quindi al di là dei casi di molestie di cui stiamo parlando andare a dire a una donna stuprata “non ti sei difesa abbastanza, io lo avrei messo a terra con una mossa di karate” è una forma di colpevolizzazione della vittima come “portavi la minigonna”. Io sono un uomo esile e non faccio arti marziali se qualcuno più grosso mi aggredisse io per non finire ammazzato mi arrendo quindi sono meno vittima?.
      Forse mi sbaglio ma ho questa impressione: tu vorresti un mondo popolato da Bruce Lee e Beatrix Kiddo che con il kung fu abbattono qualunque malintenzionato e anch’io auspico un mondo dove sempre più persone sappiano difendersi da sole dalle aggressioni fisiche ma vorrei anche un mondo dove non sei obbligato a diventare Bruce Lee per poter camminare la sera da solo. Tu dici: ci saranno sempre i violenti e gli stupratori così come ci saranno sempre alluvioni o terremoti, come se il male commesso dagli esseri umani non fosse frutto di una scelta consapevole ma fosse una catastrofe naturale che si può solo sperare di scansare, da cui ci si può difendere ma non si può far cessare. Magari hai ragione tu, non lo so, ma lasciamelo dire: che tristezza perchè vuol dire che questo mondo apparterrà solo a quelli o a quelle abbastanza forti da difendersi da sè

      1. Atipico ha detto:

        In Olanda, sin dalle elementari insegnano ai bambini a nuotare. Sai perchè? Hanno i canali e quindi, per evitare che un olandese di qualsiasi età affoghi cadendo nei canali, gli vengono forniti gli strumenti per salvarsi (senza che nessuno diventi Phelps, Ian Thorpe o la Pellegrini). Ora, se si evidenzia un problema di socialità nello stato italiano si dovrebbe agire su 2 piani: insegnare ed educare al rispetto delle persone e delle differenze che caratterizzano le persone, insegnare quel minimo di auto difesa che fa aumentare anche l’autostima in una popolazione di morti di sonno e cagasotto. Troppo difficile? Basta volerlo. La verità è che un popolo pecorone e cagasotto è più facilmente manovrabile e gestibile. La paura ha sempre funzionato come strumento di sottomissione. Nella fattispecie una componente femminile organizzata e sicura di sè, secondo me, farebbe crescere meglio la società che le sta intorno secondo il detto “educa un bambino e avrai un cittadino modello, educa una bambina e avrai una tribù modello”. Tra l’altro ti faccio notare che se i nostri mezzi d’informazioni così avidi di storie e storiacce iniziassero a raccontare di presunti stupratori e similari ricoverati con le proprie gonadi al posto delle tonsille ho lo strano presentimento che la situazione “violenza sulle donne” non scomparirebbe ma verrebbe decisamente ridimensionata. In ogni caso sono d’accordo con te, anch’io voglio la pace nel mondo!

      2. Paolo ha detto:

        io ho solo detto che vorrei un mondo dove anche la gente che non è in grado di mandare le gonadi in gola con un calcio possa camminare per le strade prendo atto che questo mio auspicio viene equiparato a una retorica buonista e ingenua da anima bella (“voglio la pace nel mondo”). Ma poi io sono pure d’accordo a insegnare nozioni di difesa personale a tutti assieme al rispetto delle differenze, mi pare una buona cosa ma non contrasta con ciò che ho scritto. Accetto il fatto che il mondo appartiene solo ai duri e alle dure. “Questa è Spartaaaaaah!!”. Ripeto: va benissimo spronare bambini e bambine a essere forti, difendersi da soli e reagire anche con la forza a chi ci aggredisce fisicamente, va bene, lo insegneerò ai miei figli se mai li avrò ma insegnerò anche a non disprezzare chi non ha questa forza

  18. cattiverrimo ha detto:

    L’importante, a mio parere, è scardinare il sistema.
    Poi è ovvio che ogni storia è diversa, anche se noi abbiamo questo bisogno di dare una “regola generale ed univoca” di giudizio.
    Voglio dire, tra chi è stata molestata 20 anni fa ci sarà chi ha subito un vero abuso, chi era concorde a un quid pro quo, chi si è ribellata e chi l’ha proposto al potente di turno.
    Ci saranno anche situazioni al contrario, in cui uomini hanno dovuto sottostare, più o meno concordi, alle molestie femminili.
    E anche oggi, ci sarà chi denuncia perché ha finalmente trovato il coraggio per la prima volta, chi l’ha trovato grazie a non essere la prima a denunciare, e chi, dopo essersi offerta volontariamente, cavalca l’onda per recuperare una carriera in declino.
    Scardinando il meccanismo si otterrà, forse, non solo di fermare chi molesta, ma anche di limitare chi provoca, perché i provocati ci penseranno due volte ad accettare delle avances.

    Se vivessimo in un mondo in cui la sessualità fosse realmente libera questo problema non si porrebbe, comunque. Il sesso ha un forte valore di scambio perché è stato caricato di questo valore dalla nostra società contorta. Se il sesso fosse libero l’intero sistema sociale sarebbe rivoluzionato, forse si comincerebbe davvero a vivere, invece di inseguire potere, auto, tacchi e borsette. Ci sono le fasce protette in TV in cui si può mostrare gente che si spara, ma non che copula. I bambini acquistano pistole giocattolo (finti strumenti di morte), ma scandalo se vedono un dildo (riproduzione di un organo naturale) nella vetrina di un sexy shop. È tutto sbagliato, e ogni volta che c’è di mezzo il sesso la cosa diventa lampante.

    La maggior parte dei crimini sono legati all’inibizione sessuale e alle sue conseguenze. Ma ora basta, che sto divagando…

    1. Paolo ha detto:

      se è concorde non è una molestia, e le attrici molestate da weinstein non erano concordi

  19. nuwola ha detto:

    Parole tutte da sottoscrivere e condividere. Perché non invitano te nei talk invce di questi che non sanno nemmeno articolare i loro pensieri? Mah . Cmq pensavo… la misoginia di certe donne potrebbe derivare dal fatto che anche loro hanno subito certe avances e screditare chi denuncia può essere un modo per rifiutare qualcosa che al solo ricordo provoca sofferenza? Non tutte hanno la forza di denunciare, alcune preferiscono affermare che il problema non esista per paura o per dolore, per mantenere una facciata di integrità . Mi interessa la tua opinione a riguardo

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