10 Sintomi della Bimbaminchieria

Diciamo la verità: la vita da single non è semplice, ma neppure quella da coppia. E, se prima dovevi preoccuparti delle grevi insidie della solitudine (tipo rischiare di scivolare nel piatto doccia e restarci fino alla putrefazione), adesso ci sono nuove preoccupanti minacce che incombono sulla tua quotidianità. Perché dobbiamo essere oneste: possiamo ripeterci ininterrottamente che iniziare una relazione non ci cambierà, che noi resteremo sempre le stesse, che noi non faremo tutti quei vergognosi errori che abbiamo visto commettere a TUTTE le nostre amiche, o perlomeno a buona parte di esse. Credetemi, possiamo dircelo e ridircelo. Dircelo tantissimo. Ma le parole non bastano, servono i fatti, serve un attento e severo apparato supervisore della Bimbaminchieria, quella spericolata deriva nella puerilità amorosa che – quasi certamente – a un certo punto – ti travolgerà (alcuni studiosi sostengono che il fattore anagrafico non costituisca antidoto di per sé e che, anzi, spesso quanto più tardi ci si innamora, tanto più tragicamente si rincoglionisce). E poco importa che della propria singletudine si sia fatta bandiera, poco contano quegli anni passati a coltivare ogni piccola acidità interiore, a innaffiare ogni minima idiosincrasia nei confronti delle relazioni sentimentali. Niente. Nulla. Neppure se ti sei ribellata con tutta te stessa al potere normativo delle coppie e al loro ruolo livellante sulla società, sui diversi, sui freak, sui single, neppure in quel caso potrai considerarti immune alla Bimbaminchieria. Scopriamo meglio di cosa si tratta:

1. Succederà un giorno, all’improvviso. O meglio, te ne accorgerai all’improvviso e solo allora realizzerai che succede già da tempo. Ebbene sì, mia cara, hai messo a punto un assortito ventaglio di vocine del cazzo e di paroline buffe che usi ormai solo con lui. La vostra personale e vomitevolissima micro-lingua è già nata, senza che tu te ne accorgessi neppure. Stai molto attenta, amica, perché ci vuole un attimo che ti ritrovi a parlare come una persona con un disturbo della personalità in pubblico. In mezzo ai vostri amici. Al telefono, sui mezzi. Rifletti. Tu avevi giurato che quella roba lì non l’avresti fatta mai.

2. Ti scapperà e, di nuovo, te ne accorgerai quando il danno sarà già fatto: inizierai a parlare alla prima persona plurale. Inizierai a rispondere con il “noi” quando la gente ti chiederà cosa hai fatto, cosa hai mangiato, cosa ne pensi, cosa hai in programma. Ecco, adesso, a questo punto della tua vita ti sembrerà anche normale, per la famosa Legge della Banderuola (quella per cui quando sei in auto odi i pedoni e quando sei pedone odi gli automobilisti): ora ti sembrerà del tutto normale rispondere alla prima persona plurale ma ti prego di ricordare quanta pietas ti abbia suscitato in precedenza questa cosa.

3. Limonerai in pubblico. Se conserverai ancora un briciolo di dignità intellettuale, a volte, ti capiterà di guardarti da fuori, come se ti fossi presa la chetamina, e ti vedrai. E ti disprezzerai. E penserai “Cazzo ma ce la fate? Ma quanti anni avete? Ma prendetevi una camera!”.

4. Sarai attanagliata da una tentazione come manco Gesù Cristo nel deserto, come manco Jim Morrison nel deserto (insomma chiunque nel deserto non se la passa benissimo e questo è chiaro): vorrai, davvero vorrai, intasare il web di vostri autoritratti digitali artisticamente editati. Insomma, di vostri selfie. Nei casi più critici, ma in questi consiglierei di rivolgersi a uno specialista, la tentazione sconfinerà nel feticismo morboso, instillando in voi il dubbio che dovreste forse creare un format di coppia, un filone sai, la riproposizione reiterata e ossessivo-compulsiva di una vostra specifica parte anatomica (tipo i piedi, o la schiena, o le mani) o un oggetto che rappresenta l’unione suggellata per l’eternità delle vostre anime (tipo un peluche), in tutti i possibili contesti. Resisti, diomadonna ti prego resisti. Ricorda cosa pensavi quando vedevi gli altri farlo.

5. Finalmente sei uscita con il tuo migliore amico, o con la tua migliore amica (per quanto bisogna riconoscere che continuare a parlare di migliori amici e migliori amiche dopo i 15 anni di età sia vagamente border ma insomma ci siamo capiti), non vi vedevate da un botto (che magari è tipo 1 settimana o 2, ma per i vostri standard è come essersi persi di vista per un paio di ere geologiche), lui è lì che ti racconta i suoi ultimi aggiornamenti e quando raggiunge il climax della narrazione, tu ricevi una telefonata dal tuo moroso, che ti chiama per dirti che è uscito dall’ufficio (…), che in ufficio è stata una giornata pesante (…), che ora forse va a casa (…), che è indeciso su cosa mangiare a cena (…) e altre informazioni di capitale importanza che ti terranno al telefono per 30  minuti, mentre tu sarai lì in bilico tra la pazienza vacillante del tuo amico e il timore di ferire la sensibilità del tuo nuovo concubino. Io, sappilo, sono dalla parte dell’amico.

6. Darvi un…soprannome. Ecco questa storia dei soprannomi è veramente imbarazzante e la sublimazione dell’imbarazzo, già molto imbarazzante di per sé, è quando questi nomignoli diventano di pubblico dominio. Ora, qualunque rapporto d’affetto prevede (o può prevedere) epiteti di vario genere e natura. Pensiamo a tutti gli amici e le amiche che appelliamo “tes”, “tesò”, “amo”, “amò”, “cuore”, “gioia” e via discorrendo. Però c’è un però. Anzi, un PERÒ. C’è che esiste una soglia di dignità al di sotto della quale non bisognerebbe scendere mai, quindi se proprio decidete di appellarvi “pulcino&pulcina”, “orsetta&orsetto”, “micino&micetta” fatelo nel privato.

7. Iniziare qualunque discorso con “Lui mi ha insegnato”, “Lui mi ha raccontato”, “Lui mi ha regalato”, “Lui mi ha fatto vedere/leggere/scoprire/assaggiare/guardare/capire”. E tutto quel filone dialettico dal quale traspare che tu e la tua identità intellettuale non siate esistite mai prima dell’avvento del maschio redentore.

8. Trascurare gli amici e le amiche, che non vuol dire riuscire a esserci politicamente una volta ogni tanto per sentirsi la coscienza pulita e mettersi al riparo dalle più ovvie critiche di latitanza. Vuol dire prestare attenzione agli amici, a quelle persone che c’erano fino al giorno prima, ….e questo avrai la sensazione di non farlo mai abbastanza bene.

9. Nei casi più gravi succederà che inizierai a confrontarti con lui prima di accettare in via definitiva l’invito per qualunque aperitivo, cena, appuntamento, in orario serale, sperando che matchi con la serata in cui lui gioca a calcetto, o a poker, oppure si vede col gruppo per suonare. Peggio ancora, inizierai a proporre ai tuoi amici di vedervi esattamente quando lui ha altro da fare, secondo l’obiettivo scientifico di tappare i buchi. Il punto di non ritorno lo raggiungerai quando qualcuno ti inviterà a uscire e tu risponderai: “Non esco perché non esce lui”. Giuro, mi è successo. Di essere dall’altra parte, intendo. Di sentirmelo dire. Per capirci: alcune delle mie più care amiche, da quando si sono accoppiate, non le ho più viste da sole se non ai rispettivi addii al nubilato.

10. Farvi un tatuaggio di merda.

Presidiando con attenzione tutte queste aree sensibili della vostra relazione, potrete riuscire ad avere una storia senza ridurvi alla stregua di quegli human cases che avete così lungamente sofferto e compatito nelle precedenti epoche single della vostra esistenza.

Nella speranza di esservi tornata sufficientemente utile, vi saluto calorosamente,

vostra

V.

32 commenti Aggiungi il tuo

  1. Atipico ha detto:

    La slinguazzata in pubblico non si tocca. Fankulo tutti ma se si vuole limonare va bene ovunque, magari non a mezzo metro dall’altare di una chiesa però ha il suo perché.

    1. occhineri ha detto:

      sono d’ accordo (una volta in chiesa ci sgridarono perché eravamo abbracciati..)

    2. memoriediunavagina ha detto:

      ahaha beh sì certo che ha il suo perché…

  2. claudio80to ha detto:

    Per quanto riguarda il micro-vocabolario di coppia o l’elenco di ciò che l’altra persona ci ha fatto scoprire, io li ritengo personalmente molto positivi. Secondo me indicano una certa affinità positiva. Per il resto…. dipende dal buon gusto e dalla dignità 😉

    1. memoriediunavagina ha detto:

      dignità…questa sconosciuta, in fase d’innamoramento! 😀

  3. occhineri ha detto:

    1 e 2 … essendo una persona sdolcinata al limite del diabete.. le faccio anche io…
    3 non la vedo una cosa così negativa baciarsi in pubblico.. però se capita che siamo noi 2 e una terza persona tipo un parente o un amico/a evitiamo per non farlo sentire il 3 incomodo
    4 mai pubblicate foto sul web perché non ho nessun social e poi perché penso che porta sfiga. i nostri selfie ce li teniamo per noi 🙂
    5 quando usciamo tra amiche e chiamano i rispettivi ragazzi/mariti/compagni/frequentatori, ne a mie ne alle mie amiche da fastidio, anche se la telefonata è lunga (cmq le mie di solito sono brevi)
    6 (come la 1 e la 2)
    7 non l’ ho mai fatto fino ad ora, perché ho sempre imparato/visto/letto/comprato tutto da sola, ma forse questo dipende dal fatto che sono più grande di mio marito
    8 assolutamente mai, le amiche sono sacrosante!! le sento quasi tutti i giorni e le vedo almeno una volta alla settimana. purtroppo al contrario di me quelle sposate o fidanzatissime sono scomparse, infatti la maggior parte delle mie amiche sono single, tranne 2 o 3
    9 se intendi che per esempio il sabato sera devo uscire da sola con le amiche e lasciare mio marito a casa, su questa cado per 2 motivi: 1: mi dispiace lasciarlo a casa, 2: se devo tornare la sera tardi ho la fobia di tornare da sola con l’ auto, anche perché la zona dove abito la sera fa un po’ paura.. cmq di solito usciamo in comitiva e gli amici e amiche li vediamo lo stesso e con le amiche mi vedo da sola durante la settimana nel tardo pomeriggio quando torno da lavoro
    10 assolutamente no per scaramanzia… se divorziassi (spero di no ovviamente!!) dovrò anche pensare a rimuovere il tatuaggio..

    1. memoriediunavagina ha detto:

      ma sai che anche io penso che pubblicare i selfie e mettere in vetrina la felicità porti un po’ di sfiga? 🙂
      buona per gruppo amici nel weekend, e amiche one-to-one in settimana. mi pare sempre la soluzione più plausibile

  4. Piero Cancemi ha detto:

    ma quando “Non esco perché non esce lui” non si chiamano i servizi sociali? :/
    Comunque seguirò il tuo blog di coppia solo per il defollow 😉

    1. memoriediunavagina ha detto:

      haha madò non ho capito: vuoi seguirmi solo per defollowarmi?
      (ammetto di non averli chiamati, i servizi sociali, in quel caso)

      1. Piero Cancemi ha detto:

        lo farò solo se dovesse esistere un tuo blog di coppia.. ma sarà solo come forma di protesta 😛

  5. Antome ha detto:

    Ciao. Dài ti auguro di trovare una persona che non rovini la tua vita sociale. Se ti accorgi che ti chiede troppo per sè, forse non vale la pena di innamorasi.
    P.s e vale anche quando lo fa una donna ;).

    1. memoriediunavagina ha detto:

      beh sì, speriamo nella non-distruzione della vita sociale 🙂

  6. Aida ha detto:

    Nulla di tutto questo e sono anni che andiamo avanti senza problemi di diabete. Vedo mio fratello con la fidanzata che fa beggio di ciò che descrivi e, credimi, sono tentata di andare nell’armadietto dei farmaci e prendere le medicine per il diabete che ha mio padre!!!

    1. memoriediunavagina ha detto:

      eh si diciamo che certe coppie sono più inclini all’iperglicemia di altre…

  7. magicamente73 ha detto:

    La cosa più drammatica é quella del noi.

  8. Dovesei ha detto:

    L’unica in cui mi sono riconosciuta è che ancora limoniamo in pubblico. Udio, non slinguazzate pazzesche, che quelle non le ho mai praticate nemmeno nella mia lontanissima adolescenza, però se capita che ci guardiamo e scatta l’overdose d’amore, si fa eccome.
    C’è in noi anche, ancora, un pò di punto 7. Perchè è vero, il Bip spesso mi dice, mi insegna e faun sacco di cose per e con me 🙂
    Tragica verità è che il top di questi comportamento, la bimbaminchioneria più tragicamente profonda la raggiungono gli ultra 40-50 enni, e che chi tiene le redini del tutto è purtroppo la parte femminile. Il maschio medio si adatta.

    Ti abbraccio,

    Zia (dura e pura)

    1. Alessandro ha detto:

      Zia Simo “Dura & Pura”… Già ti vedo col Kolbak (vista la stagione) e la maglietta CCCP mentre in sottofondo si sente l’inno dell’Unione Sovietica stile caccia a Ottobre Rosso…. “Sovjetska Sojuza lalà la lalà là” 😀 😀 😀

      1. Dovesei ha detto:

        Ti sei dimenticato “limonare duro sulla Prospettiva Newsky” 😝

      2. Alessandro ha detto:

        Sei una grande Simo. 🙂

    2. memoriediunavagina ha detto:

      dure e pure, non molliamo MAIIII!
      rido un casino
      baci zia bella!
      s

  9. newwhitebear ha detto:

    in effetti è difficile conciliare le parole – sprecate in precedenza – con le azioni nel presente. tanto bravi nel criticare gli altri, quanto somari nel fare le stesse cose. Insomma predicare bene ma razzolare male.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      malissimo. razzolare malissimo.

  10. Vagina in love ci piace, in fondo la singletudine non è una condizione identitaria, anzi, questi post fanno ricordare che si può essere femministe e innamorate allo stesso tempo!
    E poi…. Dice il saggio (tarantino): “a ci parl, accapp!”. 😀

    1. memoriediunavagina ha detto:

      rido tantissimo per la citazione del proverbio tarantino! ❤
      e ti ringrazio di questo commento, perché sì è vero, la singletudine non è una condizione identitaria, anche se lo sembra. ma ci vediamo il 26 dicembre al gandalf?

  11. carlo ha detto:

    STREPITOSA !!!

  12. Alessandro ha detto:

    “Est modus in rebus” (C’è una misura nelle cose)
    Quinto Orazio Flacco- Satire
    “E bis, unum” (Da due, uno solo)
    altro latino scopiazzato e adattato dallo stemma degli USA “E pluribus unum”

    A uno come me che è over fifty (e tra un po’ anche overtime coi minuti di recupero) non viene in mente di usare le smancerie in pubblico. Un bacio si, anche più di uno, ma i selfie restano privati e niente condivisione sui social. Niente tatuaggi (per ora), men che meno di coppia.
    Sono all’antica su questo. E a me e alla mia metà va bene così.
    Siamo cresciuti insieme in questi 13 anni e non c’è nulla di male se lei parla di noi e di come abbiamo imparato l’uno dall’altra. Nessuno di noi si sente sminuito per avere imparato, anzi ci fa sentire migliori e più uniti.
    Hai ancora una volta ragione, ci vuole una regola e un po’ di modi, altrimenti si scade nel ridicolo anche perchè il 16 entra nel 48 tre volte mentre il contrario no.
    Se abbiamo superato l’adolescenza il rischio di sembrare ridicoli anzichè carini aumenta esponenzialmente, poi però ognuno è libero di fare ciò che crede, siamo ancora un paese libero… almeno credo ;-).
    Trascuriamo gli amici perchè il lavoro a volte ci stressa, ma poi li recuperiamo tutti a tavola.
    Sempre per troppo lavoro ci eravamo dimenticati le uscite… ma stiamo cambiando il regolamento; se vogliamo uscire con i rispettivi amici o andare a vedere qualcosa che interessa anche da soli lo faremo (alla faccia della Fornero 😛 )

    Anche per noi come la per la Zia Simo vale la cosa del Kolbak e la maglietta CCCP con la musica in sottofondo … 😀 😀 😀

    1. memoriediunavagina ha detto:

      Caro Ale, come giustamente osservi siamo in un paese libero e tutto sommato se – per esempio – i miei iniziassero a pubblicare loro selfie insieme, la cosa mi farebbe più tenerezza che altro. È solo che iniziare una relazione cambia davvero tante abitudini, tanti parametri, oserei dire l’approccio stesso alle cose. E questo è non poco preoccupante, per me, che avevo stilato un lungo elenco di cose giuste o accettabili e cose sbagliate o insopportabili. Detto ciò, che ognuno adotti la sua formula, quale che sia l’età. E speriamo che vada (e continui ad andare) bene 🙂
      Anche io voglio Kolbak eccetera! Si può? 😀

  13. Gianluca ha detto:

    Edonismo,edonismo,edonismo.La società odierna offre questo.È inutile girarci intorno,stare insieme,formare una coppia esige sacrificio reciproco…Sacrificio?!Orrore!E chi si vuol “sacrificare” oggi..?Ma quando mai?I privilegi di cui godiamo,sono frutto dei sacrifici delle generazioni precedenti.A volte persino la vita è stata sacrificata..pensate alla seconda guerra mondiale.Ma ormai si pensa che l’aperitivo,l’ultimo o iPhone comprato a rate…siano diritti.Nulla è per sempre.L’amore è per chi vuol costruire,chi ha voglia di ascoltare oltre che essere ascoltato.Il resto è solo sesso e divertimento,tipo..”a Jessica…o famo strano?” Non si può coniugare lo stare insieme con la libertà totale perenne.O si rinuncia a qualcosa oppure meglio avere la consapevolezza che si deve stare soli e accontentarsi di sesso occasionale…oppure di un sano onanismo:)) p.s:Non sono un bacchettone…rispetto lo stile di vita di tutti.Fate buon anno e speriamo in bene ragazzi..perché in giro vedo aria di tempesta..altro che aperitivi..!

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