Mr. Penguin – La Recensione Definitiva

Da bambina mi hanno insegnato che ogni promessa è debito (cioè che bisogna mantenerle, le promesse) e poiché avevo promesso un’accurata recensione di un cadeau ricevuto lo scorso dicembre, è giunto il momento di parlarvi del prodigioso Satisfyer Pro Prenguin Next Generation. Un succhiaclitoride, per chi se lo stesse chiedendo.

Ma facciamo un passo indietro.

Mi è stato chiesto più volte da dove sia nata questa passione per i cosiddetti giocattoli per adulti (insomma, com’è successo che sono diventata una specie di Chiara Ferragni dei cazzi di gomma?). La domanda, in sé, non è peregrina. La gente, di solito, ha altri hobby, altri interessi: colleziona calamite, francobolli, braccialetti, schede telefoniche, rollinz dell’Esselunga. In ogni caso, non sex toys. La risposta, piuttosto banale, affonda le sue radici nel pieno della mia gioventù, quando seguivo le puntate di Sex & The City con lo stesso fervente trasporto con cui i neocatecumenali vanno a messa la domenica mattina. In quel periodo, le quattro smandrappate newyorkesi apparivano ai miei occhi come le fondatrici di una nuova era matriarcale basata sulla consapevolezza e sulla libertà sessuale femminile. Non avevo mai visto nulla del genere, mi pareva rivoluzionario e non avevo torto poiché, indipendentemente da quanto possa apparirci vetusta la serie oggi nel 2018, ai tempi (immaginate un’espressione di dolore sul mio volto, mentre scrivo “ai tempi” sentendomi un’ottuagenaria signora) Sex &The City era l’espressione televisiva di un nuovo femminismo metropolitano che sbocciava negli States e colonizzava di conseguenza, con la dovuta differita, il resto della cultura occidentale. Bene. Coloro che hanno seguito la serie ricorderanno certamente la puntata sul vibratore rabbit, un portentoso ritrovato della tecnologia che pareva offrire nuovi orizzonti di piacere autoerotico per signore. La curiosità, a quel punto, sorse spontanea in me, come le domande di Lubrano. Avevo una vita sessualmente attiva, sia chiaro, non necessitavo di un surrogato maschile (del resto, i sex toys, nonostante un diffuso pregiudizio in merito, non servono mai a sostituire il sesso alla vecchia maniera, fatto da due persone, due corpi, due apparati genitali e due cervelli), però ero curiosa. Molto curiosa.

Galeotta fu una vacanza ad Amsterdam (città nota per i suoi morigerati e sobri costumi), durante la quale, complici i chilometri che mi dividevano dalla mia identità ufficiale di brava studentessa universitaria (non ero ancora così smart da appellarmi a un sexy shop online e quelli che c’erano pareva t’attaccassero una malattia venerea solo a digitare la url), feci il grande passo e comprai il mio primo rabbit. Inutile dirlo, fu un’epifania. Decisi che quello sarebbe stato il sex toy della vita. Decisi anche che l’autoerotismo era un ingrediente necessario per una sessualità sana, completa, felice. Insomma, la masturbazione coadiuvava la comprensione del mio corpo. Rimpiansi anche di aver iniziato “così tardi” a interloquire con la mia vagina e il suo vicinato, perché se ci pensate gli uomini iniziano a farlo quando hanno circa 11 anni e non c’è da stupirsi che poi sappiano esattamente come raggiungere l’acme del piacere, sì insomma, che per loro l’orgasmo sia pressoché un fatto garantito, mentre per alcune donne resti una specie di flash-mob: raro, improvviso, difficile da replicare.

Da allora sono passati oltre dieci anni, durante i quali ho – tra le altre cose – iniziato a scrivere su questo blog, parlando – tra le altre cose – di sessualità al femminile. Lo capite, non ho mai ricevuto una borsa di Prada o un paio di scarpe di Valentino in omaggio, ma i giocattoli erotici non sono certo mancati. Li ho accolti e sperimentati, con curiosità e interesse, sempre convinta che nessuno di quei gingilli tecnologici potesse seriamente competere con il mio amato rabbit.

FINCHÉ NON È ARRIVATO LUI, MR. PENGUIN, il succhiaclitoride. Quando ha bussato alla porta della mia maison, non l’ho provato subito. Ho dovuto aspettare, elaborare, capire che non si intrattengono rapporti monogami con i sex toys e che il mio rabbit non avrebbe sofferto se avessi provato il succhiaclitoride. Che non dovevo nascondermi, né mentire. Che avrei anzi potuto, nel migliore dei casi, cambiarli a piacimento, dilettarmi in conturbanti auto-ammucchiate e via discorrendo. Così, mi sono fatta coraggio. Ho aperto la confezione, ho tastato la bontà del materiale, ho srotolato il cavo usb per ricaricarlo e mi sono preparata emotivamente al grande test.

Ho scoperto di lì a poco che Mr. Penguin ha ben UNDICI livelli d’intensità per undici centimetri di lunghezza (una grande scelta per un oggettino così grazioso e compatto). È silenzioso. È impermeabile, se siete feticiste dell’autoerotismo da bagno, in doccia o nella vasca. Non meno importante, è esteticamente accattivante (dimenticate certi minacciosi dildo neorealisti, Mr. Penguin ha vinto un premio all’edizione 2017 dei Reddot Design Award, dunque potete davvero lasciarlo in esposizione in salotto senza destare sospetti, spacciandolo per un soprammobile ricercato, qualora non voleste imporgli la claustrofobia del cassetto del vostro comodino).

Ma come funzionerà mai, questa diavoleria tecnologica, mi sono chiesta, prima di lasciargli conquistare la mia intimità, guardandolo nel musetto e resistendo alla raccapricciante tentazione di dargli persino un nomignolo. Risposta: grazie a una punta di silicone, che mira esattamente al vostro piccolo e prezioso gioiello, Mr. Penguin (ma ce ne sono molti altri, di vibratori di questa categoria) esercita onde di pressione variabili, che creano vuoti e pulsazioni,  portandovi – con la velocità che più v’aggrada – ai fuochi d’artificio, la fine dello spettacolo, il sipario calato e dieci minuti di applausi del pubblico in sala (se ci siamo capite).

Voi direte: vabbè ma i sex toys non sono tutti uguali? No, ovviamente no.

Non servono tutti alla stessa cosa? No, certo che no.

Ne esistono di deludenti? Sì, in effetti sì.

Mr. Penguin ha superato l’impietosa selezione vaginale? Decisamente sì.

Ha spodestato l’amato rabbit dal suo podio? Diciamo che si è ritagliato il suo spazio.

Vogliamo schierarlo in campo per giocare la partita del benessere sessuale, del piacere personale, della gioia di scoprire il proprio corpo e le lussureggianti sensazioni che ci riserva? Sì. La risposta è sì.

Insomma amiche, se Mr. Penguin fosse un film vi direi di andare al cinema a vederlo, se fosse un album vi direi d’ascoltarlo, se fosse un ristorante vi suggerirei d’andarci a cena. Essendo un sex toy, vi consiglio di divertirvici. Sfacciatamente. E liberamente.

34 commenti Aggiungi il tuo

  1. Them ha detto:

    Non ricordo precisamente se ti avessi ricordato in passato che aspettavamo (o almeno io aspettavo) con curiosità questa recensione. Grazie per aver rispettato l’impegno, ne è uscito un pezzo spiritoso e informativo! 🙂

    Non essendo dotato di clitoride sulle prime non ne vedevo un uso possibile per il mio use case. Poi però ripensandoci verrebbe molto utile per quei casi in cui la “paziente” è piuttosto lunga. Sempre in ossequio alla tua arguta osservazione che il sex toy non è un concorrente nel letto ma un complice e un aiutante!

    1. memoriediunavagina ha detto:

      ahahah ma certoooo! il sex toy è un valido alleato!!!

  2. Fedifrago ® ha detto:

    attenzione a non confonderlo con un pinguino vero …..quello vero ha il becco 😛

    1. Alessandro ha detto:

      Dopo il pinguino climatizzatore ci voleva un pinguino aspiraclito con forza ciclonica. Lo battezziamo Dyson DeLonghi? 😀 😀 😀
      E’ troppo carino!!!

      1. memoriediunavagina ha detto:

        se fosse Dyson, però, costerebbe 5 volte di più! 😀

    2. memoriediunavagina ha detto:

      rido 😀 ha evidenti differenze, comunque. tipo che si ricarica

  3. metalupo ha detto:

    No vabbeh il succhiapinguino.
    Siamo al top.

    1. Dovesei ha detto:

      Sai che sono seriamente tentata all’acquisto?
      E poi è così tenero a vedersi…

      1. memoriediunavagina ha detto:

        io ve l’ho detto, il pinguino spacca (nel senso buono del termine)!

      2. Dovesei ha detto:

        Speriamo bene… 😝

    2. Alessandro ha detto:

      Metalupo… detto così lo fai sembrare un “calippo” artico 😀 😀 😀
      E’ geniale un design del genere.

    3. memoriediunavagina ha detto:

      lo so lupo lo so. dove andremo a finire? dove? 😀

  4. 321Clic ha detto:

    Dopo questa recensione potrei anche comprarlo 😎

    1. memoriediunavagina ha detto:

      io lo dico: l’oggetto merita 😀 ❤

  5. Chef V. ha detto:

    😲M’illumino d’immenso😲🤗🤗

  6. mollymelone17 ha detto:

    Io ho ricevuto a Natale il Sona, direi che il meccanismo è simile. Me ne dicevano meraviglie e devo dire che subito mi ha molto delusa. La prima volta ho squirtato con dolore. La seconda ho avuto un orgasmo, ma non piacevole dopo fastidio/dolore. Poi l’ho provato sul frenulo maschile e il risultano è stato evidentemente piacevole. Allora mi sono incaponita e recentemente sono riuscita ad avere due piacevoli orgasmi. Forse bisogna solo fare amicizia, conoscersi meglio 🙂

    1. memoriediunavagina ha detto:

      ahahaha d’altra parte ognuno ha i suoi tempi! l’importante, però, è giungere a un vantaggioso compromesso. rido.

      1. mollymelone17 ha detto:

        Eh. Ci si prova 😜

  7. newwhitebear ha detto:

    tutto chiaro per il pinguino indubbiamente accattivante come estetica. Per il resto mi fido di quello che hai detto.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      trust me 🙂
      e se hai amiche particolarmente stressate, ricordatelo come prossimo regalo 😀

      1. newwhitebear ha detto:

        un sorriso. terrò a mente 😀

  8. Dovesei ha detto:

    Come aspetto gli do 10.
    Di te mi fido ciecamente e, come ho detto a Luperrimo, sto meditando l’acquisto.
    Di sicuro no riuscirò mai più a guardare un pinguino con gli stessi occhi.
    Addio Pingu, dolce compagno dei pomeriggi coi miei bimbi…

    1. Alessandro ha detto:

      Simo, ti giuro avevo pure io pensato a Pingu… 😀 😀 😀

    2. memoriediunavagina ha detto:

      rido un sacco. se procedi con l’acquisto, naturalmente, fammelo sapere!
      ci tengo a confrontare le rispettive recensioni 😀

  9. Mezzatazza ha detto:

    La mia educazione cattolica ha storto il naso al titolo
    la mia parte bestemmiatrice ha aperto il post
    appena smettono di litigare tra loro, me lo compro.

    1. memoriediunavagina ha detto:

      inutile dirti per quale delle due parti di te io faccia il tifo… 😀

  10. 321Clic ha detto:

    E comunque sul sito che hai linkato non c’è più… Urge rifornimento!

    1. memoriediunavagina ha detto:

      nuoooo! ma sei riuscita a recuperarlo alla fine?

      1. 321Clic ha detto:

        Recuperato dallo stesso sito…
        Dai sempre ottimi consigli! 😉😎

  11. frammenti ha detto:

    bellissimo cadeu…

  12. Emanuele ha detto:

    I neocatecumentali vanno a messa il sabato sera, la domenica mattina ci vanno a malincuore.

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