Avete Rotto i Coglioni

Sono giorni che sono perseguitata da un senso di nausea. No, non sono incinta, state sereni. Non ho neppure mangiato in uno di quei deprecabili all-you-can-eat che uno se la meriterebbe pure, la nausea (o la diarrea) dopo. No, niente di tutto questo. La faccenda è ben più perniciosa e, purtroppo per me, non si risolve con una seduta plenaria sul cesso di casa.

In questi anni ho imparato — a livello personale — che tutto cambia, tutto è in continua evoluzione. Grazialcazzo, direte voi. Io, invece, per capirlo c’ho impiegato un decennio. Cambiano i rapporti, cambiano le amicizie, gli amori e persino le antipatie più radicali. Cambiano i corpi, le vite, le case. Cambia, ovviamente, la società.

Ecco, quando sette anni fa mi sono ritrovata single, in una serata in cui ero tragicamente depressa, ho aperto il blog “Memorie di Una Vagina”. Ebbi un’intuizione che allora non era così scontata: creare subito gli account social. Per il resto non si trattava di un progetto editorialimprenditoriale (non ero Freeda, per intenderci, che, a parte esser nato molto tempo dopo, c’aveva i soldi e un posizionamento chiaro da principio; e non vi segnalo a caso un esempio positivo: potrei citarne molti altri veramente tristi, ma voglio suggerirvi cose belle). Memorie di Una Vagina era un blog, punto e basta. Un blog che ha funzionato molto bene, per quello che era (il diario di una ragazza meridionale in sovrappeso, che viveva e lavorava a Milano e che, raccontando di sé, raccontava le donne della sua generazione, o almeno così m’è parso di capire dalla tonnellata di riscontri, lettere e messaggi che ho ricevuto in sette, SETTE, anni).

Insomma, la Vagina ha avuto successo e l’ha avuto spontaneamente, organicamente se preferite. Tecnicamente, io non mi sono mai intrufolata nei feed di notizie con la didascalia piccolina sotto “Sponsorizzata”. Qua ci siete venuti da soli. Io non vi ho raccattati con la rete, né selezionati col cecchino. Vi ho accolti con gioia e gratitudine, certo, ma non vi ho rincorsi né implorati. Non vi ho comprati. Non vi ho premiati con buoni sconto quotidiani, codici promozionali, offerte, viaggi. Non vi ho neppure scongiurati di comprare il mio cazzo di romanzo uscito a giugno (a differenza di quanto facciano molti altri scrittori-del-web). E non perché non fosse mio interesse, non perché delle classifiche non mi importasse, ma perché io non ho trattato mai questa community come un target commerciale. Certo, ogni tanto qualche marchetta l’avete vista, e la vedrete, ma francamente poche, e coerenti, e il punto non è comunque questo (d’altra parte, sveglia, vivete nel 2018, vivete dentro una marchetta, siete delle marchette, lo siamo tutti…mi inducete persino a fare una semi-citazione di Giuliano Ferrara e per questo non vi perdonerò MAI).

Fatto sta che qui ci siete venuti voi e io vi ringrazio, perché è stata un’esperienza che m’ha fatta crescere e mi ha dato la possibilità di interloquire con una community, questa, che per buona parte della sua vita è stata bellissima. Io me ne sono proprio vantata, della bontà della community che gestivo. Qui (e intendo sul blog e sulla pagina Facebook) si è parlato tanto, tantissimo, di qualunque cosa e quasi sempre con un ottimo livello di civiltà. Come mai? Non lo so, forse la Vagina era nata in un periodo in cui esistevano ancora peli di fica capaci di tirare più dei carri di buoi. Forse perché era, nel suo piccolo, un’avventura straordinaria. Gli altri blog languivano con 4 commenti e io ne riscuotevo almeno 100 a post. Per non parlare della pagina Facebook, che vantava un tasso di interazione da far impallidire pagine dieci volte più “grandi”. Ma, sia chiaro, non era solo un fatto quantitativo. Era soprattutto la qualità delle conversazioni che si animavano. Era il fatto che esistesse finalmente un angolo del web “italiano” (che non era un anonimo forum) nel quale le donne si sentivano libere di parlare, con leggerezza e ironia, ma pure con pathos e puerilità (erano libere,  per l’appunto, non giudicate), di amore, relazioni, sessualità, aspettative sociali, paure, consapevolezza di genere, premestruo e bodyshaming. Mica capitava ovunque. Noi, qui, abbiamo parlato di queste cose prima che queste cose avessero un nome anglofono, o un hashtag. E, in effetti, allora, mica tutti avevano opinioni. Eravamo ancora intorpiditi dagli strascichi della tv generalista, e Facebook ci sembrava ancora un mezzo per tenere i contatti con gli amici del liceo, più che una latrina dove vomitare quotidianamente livore, frustrazione e ignoranza, sotto qualsiasi stronzata. Credetemi: è durato anni e sono stati anni speciali, chi di voi s’è trovato sa di cosa parlo, sa di essere stato in qualche modo partecipe di una bella officina, di un gruppo che è stato utile e che ha fatto bene a molte donne, me compresa.

Da un po’ di tempo, però, le cose sono cambiate. Ogni giorno, qualunque cosa io pubblichi, proprio qualunque, so che ci sarà un variabile numero di stronzi che romperà inutilmente il cazzo nei commenti. Credetemi. Qualunque cosa io pubblichi, mi tocca almeno un’ora di ansia a controllare quale manifestazione di socialdemenza leggerò in tempo record. Se sono politicamente scorretta, come ti permetti! Se sono moralista, eccheppalle sei moralista. Se sono femminista, merito di bruciare sul rogo. Se scrivo una battuta sugli uomini, sono sessista. Se sono antifascista, sono una radical chic che dev’essere stuprata da quei negri che difende. Se dico che Milano è bella c’è qualche coglione che scrive che rinnego le mie origini meridionali. Se scrivo che il Sud è bello c’è un altro coglione che mi suggerisce di tornare a mangiare le cozze col culo in mare. Se pubblico un’insalata di quinoa c’è qualcuno che mi insulta perché è non-cibo, se pubblico le bombette di Cisternino c’è qualcuno che mi caga il cazzo perché povere bestie, sei un’assassina. PERSINO PER I CROSTINI BUITONI MI AVETE CAGATO IL CAZZO. Per non parlare di quella che si è inalberata a seguito di una mia Instagram Story  PERCHÉ SECONDO LEI MI IMPEGNAVO A NASCONDERE IL MIO ACCENTO. Se sono single, sono una sobillatrice di vecchie zitelle inferocite e demonizzo gli uomini. Se sono innamorata, sono melensa, non va bene, guarda eri meglio prima, non sei più quella d’una volta, t’abbiamo persa (uhm, interessante eh, ma andate a cacare). Se pubblico una foto dove si vede un ventesimo del viso del mio compagno, e scrivo che sono felice, c’è qualcuna che viene a insegnare, A ME CHE HO SCRITTO UNA BIBLIOGRAFIA IN MERITO, liberamente consultabile online, che è un messaggio sbagliato associare la felicità a un uomo. Ma davvero?! Ma hai mai letto mezzo mio post? Ma cosa cazzo commenti? Ma hai capito su che pagina sei? Ma la prossima volta entra in chiesa e spara un bestemmione, che risulti più appropriata.

Così ho deciso di scrivere questo post, per dirvi quanto segue: tutto cambia, pure le blogger. Questo spazio è come il mio salotto, siete tutti benvenuti naturalmente, ma resta il mio blog e la mia pagina e se arrivate per pisciare sul tappeto o a scoreggiare in faccia agli altri ospiti, o tanto per il gusto di rovinare la festa e riempire le vostre miserrime vite con qualche discussione inutilmente aggressiva, sboccata, offensiva, o esageratamente stupida (a mio insindacabile giudizio, naturalmente), io vi metto cortesemente alla porta e non ho nessun interesse a rivedervi da queste parti. E, badate, non sono una che mette volentieri la gente alla porta. Per contro, sentitevi liberi di prenderla da soli, la porta, se non vi sentite rappresentati dalla linea editoriale vaginale, davvero. Ma provate a capire quanto siete STUPIDI a perdere ore di vita per insultare una pagina che non vi piace. E vale per tutto, perché ovviamente questo mica succede solo nel mio piccolo angolo di web, lo fate OVUNQUE: giornali, programmi televisivi, personalità pubbliche. Dico, capitelo per voi stessi, mica per me. Potete fare qualcosa di più edificante nella vita, sfogare diversamente la vostra collera, provare a essere persone migliori.

Per coadiuvare la vostra riflessione, lasciate che vi aggiorni: non ho più 26 anni ma 32, vivo sempre a Milano, continuo a raccontare le mie esperienze, a commentare l’attualità, a parlare di sessualità e relazioni. Ho perso 20 kg, ne ho ripresi 7, calzo la 46 ma c’è sempre qualcuno deluso perché non sono abbastanza “curvy” o perché “sei magra, che delusione“.  Voglio essere libera di continuare a parlare del cazzo che mi pare, nel modo in cui ho sempre fatto: secondo il mio buon senso. Se non incontro il favore di tutti me ne farò una ragione. Non pretendo di piacere all’unanimità e apprezzo i detrattori intelligenti ed educati che, purtroppo, sono una tragica minoranza.

E se questo discorso non vi piace, se vi sembra arrogante, proseguite la lettura, così sarà tutto più chiaro: oltre ad aver lavorato per 7 anni in un’agenzia di comunicazione su clienti internazionali, scrivo sul web da un decennio, ho curato per due anni una rubrica sull’edizione italiana di Cosmopolitan, dal 2013 collaboro con Linkiesta.it per cui ho scritto un sacco di pezzi fighi (e qualche pezzo di cui mi vergogno o che, col senno di poi, stempererei, ma questo è normale per chiunque scriva); da gennaio scrivo per RollingStone.it e ho pubblicato in questi anni su corriere.it, vanityfair.it, foxlife.it, Gioia e su Sette (quello nuovo, di Beppe Severgnini) dove non ho scritto di dating app ma di POLITICA (questo per rispondere a una che, sotto una citazione antifascista di Pasolini mi ha scritto “è meglio quando non fai politica”…signora, le suggerirei di seguire quelle pagine che vivono di screenshot fasulli che tanto vanno di moda, quelle sì che sono divertAnti).

Se non vi fosse sufficiente: il mio primo concorso di scrittura l’ho vinto a 13 anni, tra i 19 e i 20 ne ho vinti altri sei con altrettante pubblicazioni, ma tra una fase e l’altra ho anche creato il giornale scolastico autogestito e autofinanziato, che al suo secondo numero era in attivo di 50 euro e a quell’età 50 euro erano soldi. Di me hanno parlato Vanity Fair, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera, Radio Deejay, Radio m2o, Radio Popolare, Panorama, Libero e persino Rai1 e Rai4, le televisioni, cioè ho portato la parola “VAGINA” in sovrimpressione sulla rete ammiraglia del servizio pubblico alle 9.30 del mattino, e scusate ma questa sì che è una pietra miliare nella storia del femminismo italiano. Per non parlare di tutte le web-radio indipendenti e le testate locali. Sono stata invitata a parlare in eventi come Il Tempo delle Donne, il Milano Film Festival (anche se non ne conservo un buon ricordo), il Caffé della Versiliana, l’Internet Festival, il Cinema delle Terre e del Mare, il FashionCamp. Non ultimo, mi hanno proposto di tenere corsi per insegnare ad altri il mio lavoro, e non erano corsi tenuti nello scantinato di mio zio, bensì alla Scuola Holden di Torino, quella fondata da Alessandro Baricco, che forse avete persino sentito nominare.

Ora, io capisco che vada di moda derubricare le competenze a un feticcio del secolo scorso, siamo arrivati al punto di non fidarci neppure più della professione del medico, per dire, figurarsi di quella di “scrittore“, o “comunicatore” (e non mi definisco “giornalista” perché il tesserino non me lo sono preso, sebbene pubblichi regolarmente da anni, ed è come se lo avessi). Davvero, lo capisco, ma sorry, la competenza un valore ce l’ha, esiste, e io la mia ce l’ho. Inoltre, è assai probabile che nel tempo che passate a insultare chiunque online, io legga saggi di sociologia, italiani e stranieri, libri di attualità, che studi, sostanzialmente, per fare il mio lavoro. E voi, che lavoro fate, che vi lascia così tanto tempo libero per intasare il web con le vostre brutali opinioni prive di approfondimento? Fatemi capire: rientrate nel 40% di italiani che legge almeno un libro all’anno, magari di Fabio Volo o di Bruno Vespa, oppure proprio nel restante 60%?

Certo, certo, lo so, so che è sbagliato prenderla sul personale, so che è proprio laggggente che è cambiata, che sbiella perennemente online, che è convinta di avere opinioni interessantissime comprovate dai 5 like che acchiappa sulla propria bacheca, o dai consensi che riscuote nei gruppi whatsapp. Lo so, ma sono nauseata dalla cosiddetta libertà d’opinione, inclusa la mia. Pensateci, era meglio quando c’era la televisione a intorpidirci i pensieri, ad annientarci le menti, perché tanto le capacità di analisi, di critica, di comprensione della complessità della realtà sono imbarazzanti. Un popolo di analfabeti funzionali (il 70% degli italiani legge e non capisce un cazzo di ciò che legge, non lo dico io, lo dicono i dati), un gregge esagitato che non distingue una fake news da una notizia provata, ma che si considera intelligente abbastanza da sproloquiare e che ha troppo tempo libero per alimentare i suoi istinti più biechi, i suoi comportamenti più volgari (ho pubblicato un post sulle donne e la politica, in cui parlo dell’odio per Laura Boldrini – in maniera moderata, cioè non sono una con la foto di Laura Boldrini sul comodino – e i commenti erano così puerili, e collerici, e feroci, e superficiali, e miopi, che mi è venuta la puzza di vivere).

Ah, naturalmente c’è un premio in palio (il mongolino d’oro, fatemelo dire, che è tanto amarcord) per il primo che commenta, seriamente: “E tu chi sei per dire questo?” Chi sono? Nessuno, a parte la padrona di casa. Non sono un messia, non sono un oracolo, non sono una candidata politica, non sono neppure stipendiata da voi. Ciò che scrivo non è la Bibbia (come spesso mi hanno detto delle entusiaste lettrici). Ciò che scrivo è passibile di errore, di refuso, di critica e sono aperta al confronto, perché lo amo, quando è edificante ed educato. Poi c’è il mongolino d’argento per chi viene a dire “Sei tu che ti esponi, dunque devi accettare le critiche”, come se l’unico modo per evitare certe idiozie debba essere star zitta. Ecco, io qui mi sono esposta, mi sono confrontata e l’ho fatto per anni. Non smetterò di farlo per i commenti di quattro bacchettoni infeltriti, o di quattro subnormali incapaci di mettere in fila tre parole senza seminare sbroccoli e senza sfoggiare abomini grammaticali che avrebbero dovuto essere debellati non oltre la terza elementare.

Non smetterò di farlo perché, graziaddio, questo spazio è ancora pieno di persone brillanti, originali, pacate, educate e interessanti. Ed è per loro che continuo. Per loro e per me stessa. Di certo non per i troll, gli hater, i beceri, i maleducati, i leoni da tastiera (espressione che detesto) e i webeti (grazie Mentana, grazie per sempre di questo neologismo), in generale. I militanti della cloaca virtuale sono invitati a prendere le distanze. Vadano pure a condividere meme repellenti sulle tragedie di Macerata, a urlare di patria e di razza, a fare apologie indegne di un paese civile, a stuprare la sintassi italiana in litigi digitali che durano giornate intere, tanto che cazzo c’hanno da fare?

Con questo è tutto. Spero di esservi salita sui coglioni.

Così almeno siamo pari.

270 pensieri su “Avete Rotto i Coglioni

  1. VENTI MINUTI DI APPLAUSI!!!!
    Adesso lo prendo e lo giro a tutte le persone che conosco e che stimo, so che saremo sempre una minoranza (Moretti docet) e sempre di più in questi tempi bui, ma non siamo soli!

  2. Ahahahah BRAVA VAGINA!

    Che con il successo aumentino i cagamenti di minchia, si sa.

    Che debba continuare ad andare bene, anche no.

    Sono d’accordo su tutta la linea: rassegnarsi all’idiozia e alla stupidità, mai.

    In tutto questo, tu continua che a noi normodotati, piaci.

  3. Guarda … da un lato sono senza parole a leggere che ci sono in giro così tanti fallitifancazzisti che hanno tempo di commentare le cose che non gli piacciono …. da un lato concordo su ogni singola parola in quanto, tristemente, quanto da te descritto tutti i giorni.
    Personalmente trovo che tu abbia un fantastico modo di scrivere, i post si leggono da soli. Arrivano subito con un linguaggio diretto ripulito da quel certo “finto perbenismo” che spesso si trova in rete.
    Per quanto mi riguarda (e sono un maschietto) continuerò a leggere tutti i tuoi post con curiosità ed interesse. Se qualche volta non sono d’accordo … pazienza … se fossimo sempre sullo stesso pensiero il mondo sarebbe terribilmente noioso.
    A questo aggiungo un ringraziamento di cuore. Dopo aver letto il tuo post su Mr. Penguin l’ho comprato.
    La mia ragazza ringrazia, con entusiasmo, ripetutamente 🙂

  4. Oh Vagina, mia Vagina, tu sei per me la regina.
    I re vanno e vengono, tu sei immortale e per questo tutto il resto vano appare.
    Le stagioni sono come i precedenti coglioni, ma tu sei differente
    ti distingui tra la gente
    non ti curar di loro ma cammina
    tanto sono quasi imbecilli, oh mia Regina
    😀
    Ciao, mitica!

  5. Questa è la prima volta che commento uno dei tuoi post, nonostante siano anni che ti seguo (lo ammetto, non dall’inizio, ma io arrivo sempre tardi sulle cose belle). Se commento è per applaudire. Ci fosse un tasto per far partire un applauso lo schiaccerei.
    Potrei dire che hai ragione, che così e colà, ma hai già detto tutto tu e io sono semplice concorde con quanto hai detto, metterci qualcosa di mio sarebbe superfluo.
    Quindi niente, io sono quella sul fondo del tuo salotto, arrivata per ultima, ma che batte le mani fino a spellarsele.

  6. Ti scriveranno che in questo pezzo sei presuntuosa,a tratti volgare,arrabbiata oltremisura,arrogante e saccente.Credo che arroganza a parte avranno ragione su tutto per una sola ragione e cioè che tutto ciò che scrivi è vero perchè tu sei vera e te ne va reso merito.E sei ancora più vera oggi che ti hanno fatto così arrabbiare.Solo una cosa Stella volevo dirti se vuoi pensarci perchè spesso dopo rodimenti colossali cerco sempre anch’io di ricordare,tutta questa inutile webetudine non capirà ciò che dici e non si farà domande perchè non ha capacità di elaborazione,non ha empatìa,non esiste un canale di comunicazione anche più basico da utilizzare per arrivare ad una connessione.Tutela la tua mente e i tuoi scritti,non perdere tempo con chi non merita.Un abbraccio,Monica

    1. Cara Monica,
      hai probabilmente ragione. In molti hanno commentato che i destinatari di questo post non avrebbero compreso più del 20% di quanto in esso espresso. Ma va bene lo stesso. Erano pensieri che avevo bisogno di mettere nero su bianco e l’ho fatto. Quanto al resto, la rabbia in particolar modo, è facile che arrivi a un certo punto. Esistono persone che pagano un prezzo altissimo per gli shitstorm nei quali si trovano coinvolti. Questi strumenti, usati ormai dai più senza la minima cognizione di causa, sono potenti e intrusivi. E inciampare in un “variabile numero di stronzi” ogni santo giorno, credimi, il rodimento di culo te lo fa venire. Chiuderei dicendoti che “terrona, cicciona e arrogante” è tipo il mio trade mark. Quindi me lo dicessero pure 🙂
      un abbraccio grande
      v

  7. Come direbbe un avo antico italico nostro…

    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa

    vai avanti per quello che sei che vai bene 😉

  8. Finalmente un post senza peli sulla lingua! Sono d’accordo che era meglio quando era peggio, quando la tv ci trattava tutti da deficienti. Si è dimostrato che in gran parte lo siamo per davvero, e non perdiamo occasione per ribadirlo.

    1. ecco. sintesi eccellente, la tua. “in gran parte lo siamo per davvero”. è una realtà tristissima, era più rincuorante dare la colpa alla tv generalista, decisamente. adesso, invece, è evidente che il limite è il nostro. ed è monumentale. preoccupante. forse invalicabile.

  9. Mi unisco ai minuti di applausi e ho dato il via, anche una standing ovation.
    Adesso appellano “haters”, i troll degli anni 2000, forse perché si sono incattiviti di più. Che poi, li incontri dal vivo (mi è capitato) e spesso, ti trovi davanti esseri insignificanti, incapaci di sostenere lo sguardo. Concordo: probabilmente non hanno nulla da fare e cercano di dimenticare le proprie frustrazioni, prendendosela con chi, inconsciamente, invidiano.
    La strategia più efficace è ignorarli: rosicano abbestia!

    1. Guarda, ignorarli è una strategia, è vero. Ma è vero pure che se li ignori continuano a ruota libera.
      Poi per carità, l’argomento è super-complesso e tendenzialmente sottostimato, non escluderei di tornare a parlare in futuro, magari con un taglio meno “di pancia” 🙂
      Per il momento faccio incetta del vostro supporto e della vostra stima, che sono essenziali per fare questo lavoro. E vi ringrazio. E proseguo per la mia strada ❤

  10. Propongo anche l’istituzione del mongolico di bronzo per il primo che ti dirà che sei mestruata e/o non scopi abbastanza. Dopo questo brillante suggerimento ammetto che, per fortuna a questo punto, leggo sempre il blog poco dopo la pubblicazione così che i post son quasi solo degli storici e non ho avuto modo di leggere certi brillanti interventi. Ammetto che non ne sono minimamente sorpresa perchè questo è il destino di tante pagine che prendono ad essere note (non solo ad avere un buon seguito). La notorietà attira cani e porci (con rispetto delle due categorie) che di base non hanno nè interesse nè capacità di leggere gli argomenti trattati ma OH! ne parlano tutti! devo assolutamente dire la mia. I risultati purtroppo li leggiamo tutti. Il web è uno strumento di comunicazione potentissimo ma negli anni ha portato alla spersonalizzazione. Così se io ti insulto non sto insultando una donna ma una serie di pixel. Poco importa se probabilmente dal vivo non mi permetterei mai di dire certe cose. Se oltre lo schermo non c’è una persona posso dare sfogo ai miei pensieri più bassi. La libertà di espressione è ormai sopravvalutata quindi ben venga il despotismo sulle proprie pagine.

    1. Grazie cara. Grazie su tutta la linea. Sul blog, devo dire, c’è meno assalto, è ancora uno spazio privilegiato (nel senso che qui si limitano, alcuni, ad augurarmi la morte, lo stupro, malattie terribili, ma essendo casi chiaramente umani, li cancello). Per il resto, si respira più ragionamento e più civiltà qui, di quanto non avvenga sui social.
      Detto questo, però, il problema vero è proprio quello che indichi, e cioè la necessità di esprimere opinioni a prescindere e spesso di farlo con un ingiustificato livore. Verissimo anche che, molti, dal vivo, avrebbero certamente un atteggiamento diverso. Che molti se percepissero che dietro qualunque tweet, o post, anche delle redazioni, c’è una persona, che magari sbaglia perché si può sbagliare, perché sbagliare è umano, ecco forse userebbero modi e toni diversi.
      Tuttavia, conosciamo la situazione attuale e dunque sì, viva il despotismo sulle proprie pagine 🙂

  11. L’unico punto in cui mi trovi in disaccordo sono le bombette di Cisternino… Le sognavo da giorni,avrei dovuto mangiarle oggi a pranzo e invece il destino ha voluto per altro… Cisternino senza bombette è il mio personale “mai na gioia”…

  12. Cara Vagina, ti faccio un inchino. Non potevi essere più esplicita. Sono completamente in sintonia con te. Purtroppo il mondo è fatto di tanti imbecilli, troppi…tu continua così che a noi piaci molto!

  13. GRAZIE. Mi viene davvero da ringraziarti per questo sfogo che, in quanto tale, riesce a mescolare “insulti” e “parolacce” col buon senso. Grazie perché sono giorni che vivo col tuo stesso retrogusto di vomito, con la voglia azzerata di buttarmi in qualsivoglia confronto perché non sopporterei di leggere/ascoltare altre parole sgrammaticate e prive di pensiero critico.
    M’è preso uno sconforto infinito, acutizzatosi con ciò che è successo a Macerata. Ciò che mi lacera è l’ignoranza mescolata con l’assenza di empatia. Proprio mi distrugge.
    Io mi chiedo cosa possiamo fare per arginare questa valanga di becero no sense… Sono talmente sfiduciata da certi essere umani che non riesco più ad intravedere la possibilità di una risalita e credo che sia un pessimo presagio.

    E poi vabbè, mi scuso ma il premestruo e il grigiore Torinese che forse hanno un po’ preso il sopravvento ma insomma, grazie!

    1. sorrido molto leggendo questo tuo commento, perché riconosco il senso di sconforto e nausea che la maggior parte delle discussioni online crea anche a me.
      detto questo, però, possiamo sicuramente provare a contrastare questa deriva, ad arginarla e, se necessario, a sbatterla a calci fuori dal nostro spazio, dal nostro feed di “social-notizie”, dal nostro cosiddetto network.
      resistiamo, ci tocca farlo.
      un abbraccio, da una milano soleggiata 🙂

  14. Mi vergogno anche solo di darti del TU nonostante militi sul tuo blog oramai da una cinquina di anni. Complimenti per la carriera e ammiro il tuo senso di lotta e la tua umiltà. Se può farti piacere cito una frase di Umberto Eco che mi è rimasta impressa:
    “Internet ha dato parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere.” Mai cosa vera fu detta negli ultimi anni!!!!!

    1. quella frase di umberto eco era talmente corretta e talmente puntuale che ci ha folgorati tutti!
      per il resto, ci mancherebbe che tu non debba darmi del TU. anche quando faccio lezione mi faccio dare del TU, figurati 🙂
      per il resto non so se possa considerarmi effettivamente umile, o arrogante, ma di base avevo l’esigenza di dire queste cose. e, come sempre, le ho dette 🙂
      un abbraccio
      s

  15. Ciao Vagy, come dicevano gli antichi “tanti nemici, tanto onore” 😊
    Quello di cui tu parli purtroppo è uno dei risvolti (il più fastidioso e odioso indubbiamente) di avere un blog pubblico. Nel momento in cui mettiamo online le nostre cose, i nostri pensieri, i nostri c@zzi (veri o di gomma) ci sarà sempre e dico SEMPRE qualcuno/a che avrà qualcosa da ridire….perché certa gente, avendo una vita misera, non sa che cavolo fare delle proprie inutili giornate e passa il tempo a rompere nei blog altrui….
    Anni fa avevo un blog abbastanza seguito che causò l’invidia verde di alcune blogger…..alcune si sono messe addirittura in cordata per provocarmi e cercare di sminuirmi finché ho deciso di trasferire il blog altrove e non permettere più alle galline impazzite di raggiungermi.
    Ora il mio blog é un posto tranquillo….poche persone mi seguono ma sicuramente sono quelle che davvero hanno a cuore quello che scrivo. Ho preferito essere meno “popolare” ma più serena.
    Alla fine scriviamo per noi stessi…..per dare una forma ai nostri pensieri….ovviamente essere seguiti da molte persone fa indubbiamente piacere… ma spesso la cosa migliore nei confronti di certuni é semplicemente ignorarli.
    Perché loro vogliono proprio questo….la reazione, vederti scoppiare, farti incazzare. Non gliene frega niente di tutto il resto.
    Falli scivolare via, con leggerezza. Con ironia.
    Io alla fine davo anche ragione alle galline sui loro giudizi e loro poi non capivano perché non me la prendsessi e così le spiazzavo…cioè …è proprio gente così, non ci arrivano se li prendi per il culo.
    Ma nel momenti in cui ti fai vedere incazzata…ecco…hanno ottenuto il loro scopo.
    Lascia perdere, non rispondere ai commenti…..questo li neutralizzare e poi se ne vanno da soli.
    Ad ogni modo, se hai sentito di dover precisare delle cose che ritenevi importanti hai fatto bene.
    Baci

    1. Ciao cara,
      sì, ho ritenuto di doverle precisare e di mettere un poco di punti sopra un poco di “i”.
      Il fatto, più che altro, è che non amo censurare/bloccare/cancellare le persone. Per anni non ho avuto bisogno di farlo, ma da un po’ di tempo non si ragiona più. Quanto al rispondere, evidentemente evito di farlo (dico, nella quotidianità), ma scrivere questo post è stato terapeutico e liberatorio. E i vostri commenti mi hanno dato l’energia per continuare, evidenziandomi un dettaglio che a volte si tende a dimenticare: le persone che apprezzano sono più presenti di quelle che disprezzano. Punto.
      Quanto all’attacco delle tue galline virtuali, non fatico a credere che esistano gruppetti del genere. Forse, anche per quello, ho preferito sempre essere un’outsider! 🙂
      Ricambio i baci e grazie, anche a te, per la tua testimonianza ❤

  16. io ti adoro. Prendi i pensieri più incasinati della gente e li metti giù..nero su bianco, dando voce anche a noi che purtroppo non abbiamo la tua stessa “penna”. Sei incredibilmente vera ed è per questo che ti sosterremo nella tua battaglia contro i tastieristi repressi.. ti amiamo Vagy

  17. Ti seguo da pochissimo e non avevo mai commentato, ma stavolta sento il dovere di esprimere quanto ti apprezzo e farti i complimenti. Sia per questo post, sia per questo blog che nel 2018 dovrebbe parlare di argomenti “sdoganati” ed invece sono ancora sconosciuti o peggio ancora tabù. Standing ovation!!!!!!!! E grazie davvero per la tua opinione e il modo così brillante con il quale la esprimi.

  18. Ti voglio bene, detto sinceramente. Ti seguo da tempi immemori anche se scrivo poco e ce ne fossero di blogger interessanti almeno la metà. Standing ovation per il finale, lagggente non imparerà mai a farsi una vita.

  19. Cosa non darei per la tua penna 🖤 In mancanza di spada, di arco e di ascia, hai la mia stima e la mia ammirazione. E tutta la gratitudine per la tua straordinaria e smisurata capacità di argomentare in modo lucido e tagliente, anche quando stai mandando a cagare qualche imbecille che scambia la libertà di opinione con la libertà di dire minchiate.
    Sempre tua, Molly

  20. Cara Stella, non c’è dubbio che tu abbia ragione da vendere. Sono totalmente d’accordo con la tua linea di pensiero e sul disgusto che si prova di fronte alla povertà intellettuale di certe persone. Purtroppo sono disagi che derivano dalla popolarità. Fino a pochi anni fa il tuo blog era come un salottino privato dove le amiche e gli amici possono incontrarsi e parlare di qualsivoglia cosa senza le ombre del perbenismo e della moralità popolare pronte a farli sentire dei disadattati. Ora però sei un personaggio pubblico (e spero tu possa diventare ancora più di rilievo nel panorama letterario, radiofonico, televisivo ecc..) e devi fare i conti con queste rotture di balle.
    L’unica cosa che mi sento di consigliarti, dal basso del mio anonimato, è di non cadere nella rabbia e nell’indignazione verso l’idiozia della gentaglia e di conseguenza cedere alla tentazione di parlare di te, di scoprirti, per giustificarti e mostrare loro quanto vali.
    Potresti anche aver vinto il Premio Strega, il Nobel per la Letteratura e perché no, inventato una nuova lingua universalmente riconosciuta da sostituire all’Inglese, saresti comunque oggetto di critiche (prive di spunto critico) e di attacchi da tutte le parti.
    Ti seguo da un po’ e credo di aver capito (forse mi merito un “capitan ovvio”), che sei una persona estremamente riservata e gelosa del suo vissuto e delle proprie esperienze. Continua a conservarti e a proteggerti, a loro non devi niente.

    Ciao

    Julie

    1. Ciao Julie, ti ringrazio delle tue parole. Hai ragione, non bisogna giustificarsi né pretendere di spiegarsi a chi è disinteressato a capire. Ma sai quando si dice che le lettere che scriviamo agli uomini, per esempio, in realtà le scriviamo a noi stesse? Che lo facciamo per noi e non per loro, anche perché figurati se loro c’hanno realisticamente desiderio di leggersi papiri infiniti di pugnette mentali. Ecco, è una cosa del genere. Di questo post avevo bisogno io, forse pure di sbrodolare autoreferenzialità e spocchia. Ogni tanto ci può stare 🙂 D’altra parte, questo, è un blog personale.
      Detto ciò, la tua osservazione è certamente centrata. Accolgo il tuo consiglio di proteggermi e ti abbraccio
      s

  21. Ottimo !
    Giro subito il pezzo ai miei figli (maggiorenni, prima che qualcuno si scandalizzi) con i quali da un pò discutiamo su quale coacervo di merd@ stia progressivamente diventando la rete (a causa appunto dei tanti “Napalm 51” che intasano i commenti di tutto, ma proprio tutto, ciò che c’è in rete).
    Grazie, soprattutto per la chiarezza con la quale esprimi il tuo – condivisibile – pensiero.
    Saluti. G

    1. E vorrei dire che la causa di ciò è che c’è gente che non ha niente ma proprio niente da dire e per questo sputa commenti a caso, generalmente critici o denigratori, perché solo così si sente qualcuno e finalmente si sente importante.

  22. Solo tanti, tantissimi applausi. Non commento mai ma leggo sempre e credimi, il tesserino non fa giornalista così come il giornalista non è fatto da un tesserino.
    E basta così, ti stimo molto!

  23. Grazie.
    Grazie per aver saputo definire, con la tua
    penna inconfondibile, ciò che fb (o l’internet per estensione) sono diventati oggi.
    Una fogna, quasi nel senso letterale del termine.
    Però ti prego tu non smettere di fare quello che fai (in qualsiasi moda tu voglia definirlo).
    Perché ogni tanto noi “normodotati” come qualcuna qui sotto ci ha definiti (grazie) abbiamo bisogno di aprire la mail e trovare la tua newsletter con un nuovo post invece che la solita spam di groupon.

  24. Tutto ciò che hai detto (e il modo in cui lo hai fatto) mi ha scosso positivamente.
    Mi dispiace per quelli che risponderanno a ciò che credono che tu abbia detto, ma del resto è così che funzionano “i nostri eroi”,no?
    Sono un “novizio della vagina”(non sono riuscito a resistere alla tentazione di fare la battuta da scuole medie), ma il modo con cui ti esprimi è così simile al mio (sebbene il tuo sia veramente curato) da avermi provocato il desiderio di leggere i tuoi articoli al di fuori di questo sito. Continua così che sei troppo forte, cazzo!

  25. Pure ‘sta volta… Letto tutto d’ un fiato e sono girate le palle pure a me! La bravura si paga e come mi diceva sempre un prof…. “Piacere a tutti è la cosa peggiore che possa capitare, rischi di non migliorarti mai”… E in quest caso mediocrità, noia e finto perbenismo… Ti hanno tirato fuori.. La passione per quello che sei e che fai! E Dio.. Se sai come trasmetterla! Quindi…concordo, ti appoggio e ti stimo! Io dal tuo salotto non schiodo ;-)!

  26. ….. in una sola parola Invidia..
    Difficile da digerire per chi come te scrive divinamente.
    Fai sempre quello che ti senti e scrivi quello che provi che non fai male a nessuno.. Anzi, io muoiooo dalle risate per la tua ironia sopprafine…
    Ti ho digerita benissimo.. Buona scrittura sempre…

  27. Premessa: non mi capita mai di commentare, perché nn sono realmente interessata o motivata, ma questa volta è diverso!
    Se non vi piace qualcosa smettete di leggere, di seguire una pagina, un blog… O quello che è! La vita è così semplice, non serve complicarsela!!!
    Detto ciò: è sempre bello leggeri anche quando sei “inca**ATA”!

  28. Ti seguo da diversi anni, non in maniera integralista e difatti è la prima volta che commento. Mi sono sempre ritrovata in ciò che scrivi compreso adesso. Complimenti!

  29. Finalmenteee, io ti adoro da tempo immemore e sinceramente sono estremamente felice per te. Sul web la gente si nasconde dietro ad un nome e spara a zero su tutto e tutti senza pensare che dietro ad uno schermo c’è comunque una persona. Personalmente posso confermare il mio amore per te e la tua innata ironia. Continua così, chi ti ama ti seguirà sempre.
    P.S Da meridionale però devo dirti che le bombette sono originarie di Martina Franca ahahah

  30. Se non fossi contrario al matrimonio ti sposerei. Spiace un po’ che ti tocchi burionizzarti, ma credo che nel 2018 ci siano poche scelte.

  31. “l’indignazione del frate, trattenuta a stento fin allora, traboccò. Tutti que’ bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo: l’uomo vecchio si trovò d’accordo col nuovo; e, in que’ casi, fra Cristoforo valeva veramente per due”

    Fra’ Cristoforo contro Don Rodrigo
    (Per tutti quelli che non hanno mai studiato i Promessi Sposi del milanesissimo Alessandro Manzoni….)

    “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!”
    A. Sordi – Il marchese del Grillo – ripresa da un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli “Li soprani der monno”

    Stavolta Stella ti hanno fatto “scendere la catena” come si dice a Bologna. E ci sta! Perdìo se ci sta!

    Ho sempre detestato visceralmente questi cazzari del web, capaci di sentirsi qualcuno solo dietro ad una tastiera; capaci di usare i social media soltanto come poligoni di tiro, ma di non risponderne mai perchè sono massa nascosti nella massa.

    Questi nessuno mischiati col niente che stanno portando la rete sotto il controllo statale perchè abusando della loro libertà di opinione ne decreteranno la fine salvo alzare lamenti e invettive quando verranno messi sotto dalle leggi e dai regolamenti che imporranno comportamenti e cosa si potrà e non si potrà scrivere.

    Questi ignoranti analfabeti che seguono le mode come pesci morti nella corrente di un fiume inquinato.

    Questi ineducati, amorali, arroganti; dediti all’integralismo e allo squadrismo della rete, alla violenza verbale gratuita, perchè incapaci di conoscere e riconoscere il valore e il rispetto degli altri.

    Questi vigliacchi travestiti da black blocks del web perchè incapaci di confrontarsi civilmente.

    A questi, di qualunque estrazione siano oggi dico:

    Anche io sono Stella e mi avete rotto i coglioni!!!

    Lei non è tornata, perchè è sempre stata qui! Prima di voi!
    E’ qui durante voi!
    E ci sarà dopo di voi, perchè lei è universalmente valida nello spazio e nel tempo al contrario di voi falliti destinati a cadere nell’oblio….

    1. Ale il tuo trasporto in questo commento è quasi commovente. Ora, io quando scrivevo questo post ero evidentemente nel mood “io sono io e voi non siete un cazzo”, però ciò che dici è vero, specialmente quando parli di “squadrismo della rete”. purtroppo, come si è già detto innumerevoli volte, sono stati messi strumenti potentissimi in mano a chiunque, a qualunque genere di persona. avrebbero dovuto istituire una patente per il web, per i giovani, per i vecchi, per gli uomini e per le donne. immagina se tutti guidassimo senza saperlo fare. ecco, online sta succedendo più o meno questo. oltre alla sublimazione della rabbia, e dunque dell’ignoranza.
      le reazioni a questo post, però, sono state così compatte che mi hanno dato nuova fiducia.
      grazie a tutti, specialmente a te!

  32. Ne avevi di roba da smaltire…leggerti è piacevole anche quando scleri, paghi in questo momento il prezzo della visibilità, l’era dell’ anarchia verbale…purtroppo…si deve fare il conto con “l’opinione”, che rende possibile esternare il proprio pensiero anche a chi di regola farebbe meglio a tacere…

    Continua così.

  33. Cara Vagina,
    Ti leggo da secoli e apprezzo quello che scrivi anche se non ti ho mai commentata…. e se te lo stai chiedendo, Non c’è un MA.

    Mi sono ritrovata in questi giorni a fare riflessioni uguali alle tue su la gente che popola i social network, e bada bene, mi è partito l’embolo pure a me.
    Non riesco ancora a capacitarmi che persone più o meno adulte, persone che hanno studiato, che hanno lauree o posizioni importanti nella nostra società usino Facebook (o chi per lui) per fare cattiva informazione, per cercare miseri like o fomentare le masse verso qualche genere o “razza”.

    Fake news che vengono condivise piene di sdegno, offese gratuite verso chi magari manco se le merita davvero, persone che si nascondono dietro una tastiera perché nessuno gli può tirare due sberle quando dicono cazzate (e in questo caso vorrei proporre come soluzione una vita a casa con mia madre).

    I social non ci hanno rovinati.
    Ci hanno rovinato l’ignoranza, i pregiudizi, la mancata voglia di confronti edificanti e la totale assenza del rispetto.

    Webeti non lo avevo sentito, ma mi piace.
    Credo che lo comincerò ad usare anche io, grazie di avermi insegnato qualcosa di nuovo.

    E per quanto riguarda il tuo blog, scrivi il cazzo che ti pare, dopotutto è tuo, ed a me piace.

    1. Credo tu abbia ragione di brutto: non sono i social ad averci rovinati, siamo stati noi a rovinare i social.
      Quando li usava meno gente, erano una figata. Molto vero.
      Detto questo, ti ringrazio. Continuerò a scrivere di ciò che voglio, e a provare sgomento per ciò che persone teoricamente colte, o per meglio dire “non marginali nella società” esprimono online.
      Prima di rinchiudermi in un eremo, scollegata da tutti, a fare crostate, intendo 🙂

  34. Meno male che è finita in un sano vaffanculo. Dalle premesse avevo per un attimo temuto che lasciassi prevalere la nausea e decidessi qualche assurda sospensione. Ma sei troppo, troppo in gamba.
    Avanti così, mia cara.

  35. Io di lavoro non faccio quello che fai tu, sono un tecnico di messa in onda, mi piace molto il mio lavoro, ma tre anni fa ho aperto um blog per me stessa, perché mi piace, perché mi rilassa. Ed è da mesi che spesso e volentieri ho i cagacazzo che vengono lì e fanno le pulci a tutto quello che scrivo. E io non sono poi così tanto famosa, probabilmente vengono a cercarmi col lanternino perché hanno finiro la lista di quelli famosi a cui rompere i coglioni e si sfogano su quelli che non conosce nessuno. Ed è una rottura di coglioni, anche se -lo devo dire- io li invidio. O meglio, gli invidio il tempo libero.

    1. Andrebbero reclutati per lavori socialmente utili.
      Oppure segnalati ai loro datori di lavoro, perché oggettivamente se hai ORE e ancora ORE da perdere online a cagare il cazzo a tutti, è legittimo supporre che tu il tuo lavoro in effetti non lo stia facendo per un cazzo.
      Detto questo, grazie della tua testimonianza, perché aiuta a capire quanto capillare e pervasivo sia questo fenomeno di merda (scusa, mi sono infervorata di nuovo)
      Per il resto, il fatto che il blog non sia famoso, in qualche misura ne preserva l’autenticità. Quindi goditelo 🙂

  36. Non so se ritenermi una persona brillante, originale e interessante anche se sicuramente sono educata. Pacata no, non riesco davanti all’ignoranza becera e peggio ancora davanti alla presunzione e all’arroganza con cui si sfoggia quell’ignoranza. Se mi capita di interagire con i webeti mi spunta proprio il “vaffanculo” sulla punta della lingua, mi sale il sangue al cervello e rischio spesso di cadere nella loro trappola, commettendo il loro stesso errore. Crescendo lo faccio sempre meno, sto imparando a gestirmi. Questo post mi ha colpito perchè banalmente non mi fa sentire sola le volte in cui sbotto contro una certa fetta della società. E soprattutto se in momenti di sconforto dovessi ripensare “Ma che cazzo mi sbatto a studiare medicina da anni che tanto sono tutti medici di staminchia?!?” mi risponderò a gran voce che lo faccio per me e per tutti quelli che credono nelle competenze, nell’impegno, nella serietà, nella coerenza. E gli altri pazienza. Quindi grazie Vagi perchè con il tuo esempio dimostri che sfogarsi è lecito, sfanculare è d’obbligo ma andare avanti nonostante tutto è la soddisfazione più grande.

    1. grazie a te! davvero.
      io sinceramente immagino la nausea che chi ha competenze mediche prova, a fronte di alcune delle polemiche che hanno animato i nostri social negli ultimi mesi. seriously.
      quanto al resto sì, le competenze un valore ce l’hanno e chi si impegna per avercele fa più che bene a rivendicarne l’importanza!
      un abbraccio e resisti, anche tu.
      e qualche sbrocco ogni tanto continua pure a concedertelo 🙂

    1. grazie a te.
      proviamo ad arginarli, a costo di ripetere fino alla nausea le nostre posizioni.
      poi a volte è inutile. in quei casi c’è sempre l’opzione “rimuovi dagli amici”, o “abbandona il gruppo”, o nel mio caso “blocca utente”

  37. Leggo da anni il tuo blog, ho letto il tuo libro, mi è capitato di leggere qualche tuo articolo… non ho mai scritto e non ho mai commentato, ma quando ci vuole, ci vuole… BRAVA! Solo questo, BRAVA, ma tutto maiuscolo 🙂

    1. eh beh, mi pare proprio di sì.
      ma soprattutto leggere qualcosa che ti fa cacare e continuare a farlo per il semplice gusto di sfogare il proprio rodimento di culo, continuando a non vedere cosa c’è che non va, se poi hai tutta sta bile da rovesciare. o così tanto vuoto da riempire. e comunque ci sono modi migliori, all’occorrenza più carnali, di riempire vuoti e rilassarsi. così, per dire.

  38. Io ti seguo dal 2012, quando ero fuorisede a Firenze. Le Memorie sono venute con me a Parigi e adesso a Torino. Non ho mai commentato, mi bastava sorridere o indignarmi con te mentre ti leggevo. Però una cosa te la devo dire: vieni presto alla Holden 🤘

  39. Ma dai tesoro della zia… non dirmi che non hai riconosciuto quel banalissimo sentimento che inizia con IN e finisce con VIDIA…

    Poi oltre che ad essere cambiata tu, è cambiata la tua visibilità; somma le due cose ed otterrai terreno fertile per, ben che ti vada, i rompicoglioni, mal che ti vada gli haters: femmine, maschi, etero e gay. Pensa che io, nel mio piccolissimo ne ho collezionati un tot, sul mio blogghettino, per non parlare di qua da te, dove più o meno regolarmente trovo qualche pigna in culo, tipo l’ultimo che prima mi ha tacciata di “astio”, poi ottenuta una risposta a dimostrazione che il mio non era un commento astioso, si è lanciato in una lezione di stile, a farmi capire, ammè, povera mortale, come ci si deve abbigliare per calcare un red carpet (non in tuta, mi dicono).
    E’ normale, è umano quando si raggiunge una certa notorietà, suscitare invidia; la terrunciella non si sente più rappresentata perchè ti sei milanesizzata, il quintalino ti vede magra e pheega e taaac! scatta l’invidia. Il borderline mangereccio dalla bombetta al piattino masterchef style viene vissuto come incoerente, ma in fondo, appunto, a te… chettefrega? Io ti ho scoperta non ricordo quando nè come, e di te mi hanno colpito immediatamente l’intelligenza, l’ironia, il coraggio e la bellezza a 360′. Probabilmente sono risolta a sufficienza da restare salda anche se su Instagram vai a presentare il tuo libro a Londra ma te ne torni anche al sud a bere Raffo coi compagnucci di una vita. Sono quelli/e che ti rompono i coglioni ad essere sbagliati, non certo tu. Tu resta come sei: intelligente, ironica, sintatticamente ineccepibile, e adesso anche decisamente glam.
    Solo una cosa non ti perdono: sei RI-passata per Treviso e io l’ho saputo da due fette di polenta.

    Ti abbraccio forte.

    Zia

    1. Simo, se si organizza una “polentata con le schie”, io vengo. Bella gente e buon cibo. What else?
      E brinderemmo alla salute nostra in primis e dei webeti, forse, poi 😉

    2. Zia, allora, vado per punti:
      1. Ti lovvo tanto ma questo lo sai già
      2. Ma che cazzo invidiano, ma cosa dio buono, è pieno di influencer che girano il mondo gratis, che vestono gratis, che mangiano gratis, che vanno in televisione, conducono trasmissioni, fanno cose e vedono gente, ma perché giusto a me cacare il cazzo (non per sminuirmi, ma cosa cazzo invidi? che so scrivere due righe, e vabbè, in compenso sono un cesso a cucinare, per dire).
      3. Ho sorriso tantissimo sul tipo che ti ha spiegato come ci si abbiglia sul red carpet, me lo ricordo, ma tu sei stata magistrale come sempre
      4. Vedo che conosci anche tu il tema dei rompicoglioni. Solidarietà.
      5. Su questa roba del Veneto dobbiamo venirne a capo! Io ci faccio sempre scappate di 24 ore a trovare la suocera (rido immensamente), e non sono certa di avere il tuo numero: ERGO, scrivimi da qualche parte che non sia qui, che la prossima volta ti scrivo! E se me ne dimentico, puoi tirarmi le orecchie tempestivamente e rimediamo! ❤ Fosse pure solo per uno spriss (rido)
      6. niente, ❤ ❤ ❤

  40. lo sai non sono donna ma ti leggo volentieri anche se talvolta nono sono d’accordo con te. Però la discussione pacata e civile serve a tutti, anche a me. Quello che hai scritto è giustissimo. Il salotto è tuo, la casa è tua. Giusto mettere alla porta chi si comporta da incivile, incapace di vivere in un contesto fatto di persone e animali, piante e altro ancora.
    Secondo me il guaio nasce da quella minoranza che credendosi unta dal signore possa dire tutte le cavolate che vogliono – come vedi cerco di essere educato anche quando scrivo in casa d’altri.

    1. ahahaha non ho mai pensato neppure per un secondo di condurti alla porta di questo salotto. e, sia chiaro, adoro il fatto che in questo spazio ci siano uomini e donne, di qualunque età, capaci di parlare e di confrontarsi più o meno su qualunque argomento venga loro proposto ❤
      quindi grazie anche a te

  41. non ho controllato gli oltre 100 commenti, quindi perdonami se qualcuno l’ha già detto prima di me, ma quanto hai scritto oggi mi ricorda qualcosa avvenuto più di 50 anni fa, quindi consolati 😀

  42. Non ho tempo e voglia per leggere …tutti i commenti, il post l’ho letto.
    E all’avete rotto i coglioni aggiungerei anche un bel vaffanculo, che tanto non guasta mai.
    Se poi insistono mandali dagli zii Lupo e Fedi (il Pinza l’abbiamo perso) che una sprangata in testa non la negano a nessuno 😁

    1. I commenti te lo riassumo io: 100% di sostegno ricevuto, 90% di lettori che non avevamo mai commentato e hanno deciso di palesarsi proprio qui.
      Io sono parente un po’ meno prossima, ma per le sprangate in testa ci sono sempre anche io. Ora che arrampico sul ghiaccio sono dotata anche di piccozze.

      1. Mi unisco alla VAGYFOR di dispiegamento rapido. 😀 😀 😀

        “Parla piano e vai in giro con un grosso bastone”
        Theodore Roosevelt

  43. Leggendo questo pezzo mi sono accorta di un fatto: non so quando ho cominciato a seguire il tuo blog, ma so perché: perché ha un nome che non poteva non interessarmi (salve, mondo, ho anche io ho una vagina); perché tratta di argomenti assolutamente irrinunciabili, spesso tabù, e lo fa in maniera intelligente; perché più di una volta mi sono ritrovata a pensare che, non solo i tuoi contenuti sono interessanti, ma hai anche una scrittura magnifica: eloquente e scorrevole, espressione di una generazione di cui facciamo parte e insieme originale. Una voce tutta tua. E credo che tu lo sappia già. Ma soprattutto, il tuo blog mi piace perché hai parlato di te, di storie tue, delle tue budella. Le tue budella che si sono intrecciate alle mie, alle nostre, le budella di noi millennials attempatelle che viviamo lontane da casa, perdiamo e ritroviamo amori, chili, sogni di gloria, e scriviamo un blog.
    Io non so da quando ti leggo, ma so perché: perché sei brava. Sai scrivere e sai fare marketing (detto alla buona, eh, lo so che sto usando una parola in maniera impropria). La tua crescita organica ce l’hai avuta perché l’hai saputa fare, perché hai coniugato contenuti intelligenti e impegnati, storie estremamente personali e momenti di leggerezza che tutti, come esseri umani, ci meritiamo.
    Io sono una che ha poco più dei tuoi anni e che condivide con troppi i suoi coetanei l’angoscia soffocante della precarietà e dello stazionamento eterno in questo limbo di gioventù scaduta, a condividere case, a inanellare stage, master, sfruttamenti, lavori di merda, lavori sottopagati, lavori di merda sottopagati, brevi illusioni di stabilità. In tutta sta carneficina generazionale, tu sei una che ha avuto successo, e te lo meriti, cazzo.
    Sono felice che questo non sia stato un post di addio, come avevo temuto. Continuerò a leggerti con piacere, come sempre.

    1. mi sono venuti i brividi leggendoti.
      davvero, grazie. non solo delle parole (fighe, cazzo) che hai scritto su di me, ma per lo spaccato che racconti, che è quello di tutti, o perlomeno molti di noi.
      dico sempre che ciascuno conosce le proprie battaglie, le sfide del proprio tempo. e se non possiamo pretendere che le capiscano persone 30 anni più grandi di noi, o 15 anni più giovani, abbiamo la possibilità di condividerle con quelli della nostra età. quindi qua la mano, che si continua.
      un abbraccio
      s

  44. Anche io non commento mai e proprio oggi mi sento invece di farlo. Sì perché, come dice sempre quel santo uomo del mio fidanzato, questa gente ha pure il diritto di voto. Persone che credono a qualsiasi stronzata leggano su facebook, o che si infiammano per il caso dell’immigrato di turno all’urlo tutti a casa, sono poi gli stessi che decidono bene di spendere il loro tempo nel riempire il web di commenti a cazzo. Ma quanto ci vuole a capire che, se una cosa non ti piace, basta smettere di leggerla? C’aveva ragione la mamma di Tamburino, a dirgli: “quando non sai cosa dire è meglio che non dici nulla.”
    Purtroppo non ci sono più le mamme a dirti di essere educato e non dire cazzate, perché sono anche loro attaccate a Fb.
    We are living in hard times…

    1. hai fatto una fotografia ineccepibile di uno spaccato della società in cui viviamo.
      mi hai pure fatto venire nostalgia per le mamme che ci insegnavano a chiudere la bocca, ogni tanto. e non solo quando masticavamo.
      hard times, hai ragione. ma questi abbiamo e questi ci tocca vivere. provando a schivare le più aberranti manifestazioni della nostra epoca (è impossibile, infestano qualunque luogo, ma ne verremo a capo)

      1. Giusto oggi leggevo altre idiozie e mi chiedevo, ma ce la faremo mai? Tu resisti intanto, spero sia passato l’attimino di bile in gola, che di vagine libere ne abbiamo bisogno! Un abbraccio!

  45. Ad un certo punto ho avuto paura. Paura che tu chiudessi il blog e te ne andassi su una montagna per due anni, tipo. Fiiuuuu…

    Posso solo dire: BRAVA!
    Ne conoscevo molti ma non sapevo di tutti i tuoi successi. Alcuni sono davvero grandi traguardi,complimenti

    Già prima ti amavo. Sappilo… ora di più!

    APPLAUSI.

  46. OK, ti sei sfogata, ma per favore non smettere di scrivere per colpa dei trogloditi, come ha già fatto una blogger che seguivo. No, non ha smesso, ha smesso solo di esprimere una qualsiasi opinione e parla solo dei luoghi di interesse turistico a Miami. Non fare che dei microscopici esseri influenzino la tua vita!

    1. ❤ no, io non vi racconterò i luoghi di interesse turistico a Milano, lo prometto.
      e, salvo intoppi (immagina che io mi gratti i coglioni che non ho, non fisicamente), conto di continuare a esprimere opinioni. se incondivisibili, tanto meglio.
      un abbraccio

  47. L’invidia.
    Adesso sei una scrittrice pubblicata e sei pure fidanzata. 🙂
    Le piccole menti nun gliela fanno a reggere l’ altrui successo.

  48. Condivido tutto, con tutta la partecipazione e l’affetto.
    A margine, cara Vagi, vorrei farti notare che nei 120 commenti non ce n’è uno di haters, o gente di quel tipo. Post da ritagliare e conservare 🙂

  49. Di solito non torno due volte sul medesimo argomento, ma ci sono anche le dovute eccezioni.
    Dopo aver dimostrato (ammesso che ce ne fosse bisogno) che i social-media sono armi a doppio taglio e che, anche noi all’occorrenza siamo in grado di tirare sonore legnate ai cosiddetti “webeti”, mi sono messo a riflettere su un paio di cose;
    La prima è che la comunicazione uno Vs. molti è bidirezionale, esiste da parecchio sui giornali patinati (o periodici che dir si voglia) come rubrica…
    Che si chiamasse “lettere al direttore, alla redazione”, ecc; che la si chiamasse “posta del cuore, dell’anima, dell’utero” o come diavolo la si volesse denominare, prevedeva la pubblicazione di una o più lettere con le relative risposte. Ma si chiudeva lì, in unico unico round di lettera “privata” con domanda pubblicata e lettera con risposta pubblica sul giornale. Ma chi decideva di dare o meno visibilità (e risposta) era sostanzialmente la redazione del giornale (correggimi Stella se sbaglio, perchè le redazioni dei periodici le conosci meglio tu di me).
    Quindi questo fa presupporre una sorta di filtrazione altissima e senza possibilità di appello.
    Tuttavia a proposito di imbecilli o di haters mi è tornato in mente l’episodio eclatante in TV di Sandra Milo con la famigerata telefonata di quella donna che le diceva che il figlio Ciro era rimasto (falsamente) coinvolto in un grave incidente.
    All’epoca i media concorrenti dileggiarono la povera Milo con una crudeltà quasi peggiore di quella perpetrata con la telefonata in diretta. E altri casi analoghi seguirono su altri programmi e altre reti TV, prima di arrivare ad inserire un sistema di filtraggio delle telefonate.
    “E ora tocca al web”, parafrasando il titolo di un racconto di Philip K. Dick (Ora tocca al Wub, che fra l’altro calzerebbe pure come lettura). Già, ma chi metterà la sordina a queste bocche scucite?
    La possibilità di una normativa che regolamenti la questione, mi fa venire i brividi, ma non si può nemmeno lasciare continuare questa enorme corrida del tutti contro tutti su tutto.
    L’unica soluzione che mi viene in mente è che la maggioranza silenziosa, di gran lunga maggioranza, sia molto meno silenziosa e intervenga a stroncare gli ebeti della rete, a tutela di chi fa vera informazione come te Stella, anche perchè così si potrà salvaguardare la loro/nostra oasi di incontro garantita da luoghi di socializzazione virtuale come il TUO blog.
    Grazie ancora Stella per tutto quanto fai per noi.
    Alessandro

    1. Ale, grazie a voi, in realtà. Perché questo blog non sarebbe cresciuto, se non fosse arrivato alle persone giuste, e forse nel momento giusto. È chiaro che risolvere questa situazione è complesso, così come creare norme che distinguano ciò che si può dire da ciò che non si può dire. il punto è che c’è un dilagante disagio sociale, c’è una brutalizzazione lenta e imperterrita in atto da decenni, acuita dalle possibilità degli strumenti di comunicazione contemporanei. la ricetta io non ce l’ho, ma mi sembra sensato supporre di ELIMINARE gli imbecilli dal proprio contesto virtuale. questo non vorrà dire risolvere il problema, ma vorrà dire che se dici cose demenziali, se fai apologie indegne, se sei inutilmente aggressivo, ti blocco. non è una ritorsione, è che proprio non mi interessa vedere i tuoi contenuti. questo, ovviamente, è un palliativo. le amenità continueranno a circolare, a fomentarsi, a lasciarsi manipolare, ma nel nostro piccolo secondo me possiamo iniziare a fare questo.

  50. ma tu pensa la gente che non ha proprio niente di meglio da fare che insultare persone sconosciute. ho 20 anni più di te quindi sono fuori target ma ti leggo sempre con piacere, mi piacciono i tuoi post, gli argomenti e il modo di esporli, mi piace inoltre il tuo sguardo sui trentenni d’oggi, mi serve anche per capire di più il mondo di mia figlia. difficile non curarsi delle cattiverie gratuite ma pensa comunque che la maggior parte di chi ti legge, ti vuole bene, gli piacci e non ti chiede niente in cambio: ne di cambiare il tuo punto di vista, ne di smettere di mangiare la quinoa. nella vita si cambia? certo che si si hanno opinioni diverse? ma per fortuna. Ci sono delle persone ignoranti? ci sono sempre state è che adesso hanno preso forza. Comunque io ho anche letto il tuo libro (me lo sono comperata) ho cercato i tuoi vecchi articoli su l’Inkiesta ma non riesco a trovarli: mi dici come si fa?. tieni duro Roberta

Parla con Vagina, Vagina risponde

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