L’Insostenibile Leggerezza del Coito Interrotto

Sono nata a metà degli anni ottanta. Da bambina sono rimasta traumatizzata dalla visione di Philadelphia con Tom Hanks e Denzel Washington, sono cresciuta con gli spot dei condom a cena e ho fatto una specie di educazione sessuale a scuola.
…forse anche voi avete ricordi dal sapore quasi comico, di quando ci prendevano, pre-adolescenti com’eravamo, coi jeans della Lee e le felpe colorate Benetton 0-12, e ci portavano nell’auditorium (se la scuola ce l’aveva), o in palestra (se la scuola ce l’aveva), e ci facevano un pistolotto sull’importanza del sesso protetto, a noi, che il più delle volte non avevamo ancora limonato con nulla che non fosse un cucchiaino da caffè, tanto per fare pratica.
Ad ogni modo, come il genere umano perpetrasse la propria esistenza, l’appresi all’età di 9 anni, da mia madre. Era un periodo in cui in tv non si faceva che parlare di “preservativi” e Aids, e io chiedevo continuamente delucidazioni, in qualunque situazione immaginabile, finché la mia genitrice non decise che era giunto il momento di darmi una risposta. Mi prese e mi spiegò per sommi capi cosa significasse fare all’amore, mi disse che quella roba si faceva quando si era, per l’appunto, innamorati e che in quel modo nascevano i bambini, me compresa. Eravamo sedute al tavolo della cucina, con mio padre sull’uscio della porta, incastrato da mia madre e dal suo “DOVE TE NE VAI? È GIUSTO CHE CI SIA ANCHE TU!”, proprio mentre provava a sgattaiolare via da quell’imbarazzo che la sua unica figlia femmina gli stava imponendo. Ottenute le informazioni necessarie, dal canto mio, mi limitai a commentare con un lapidario: “CHE SCHIFO!”. Di positivo ci fu che mentre certe mie compagne credevano ancora d’esser nate sotto un cavolfiore o nel becco di una cicogna, io sapevo la verità. E, a quel punto, sapevo pure cosa fossero quei fantomatici “preservativi“, anche se sarebbero passati molti altri anni, prima che ne facessi uso.
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La scenetta mi è tornata inevitabilmente in mente quando, la scorsa settimana, sono stata invitata a un evento Durex, per parlare della loro nuova campagna #EmozioniSenzaInterruzioni e per commentare i dati emersi dalla Durex Global Sex Survey del 2017, ovverosia un’analisi svolta in 36 paesi, su un campione di circa 30.000 persone, per conoscere meglio le abitudini sessuali di uomini e donne, accoppiati e single, etero e gay, di qualunque età. Come dire: moooseca per le mie orecchie.
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A parte alcune prevedibili scoperte (come che il 55% degli intervistati riconosce tra i benefici del sesso l’aumento del buonumore e dell’autostima, insieme a una riduzione del grado di stress), dall’indagine emergono dati interessanti e, diciamolo francamente, un po’ preoccupanti, soprattutto per quel che concerne – tanto per cambiare – il nostro paese. L’Italia, infatti, rispetto alle altre nazioni europee, tende a evitare l’uso del profilattico in favore di metodi contraccettivi alternativi e non sicuri (sì, parliamo di lui signori, MrCoitus Interruptus). Se il salto della quaglia è considerato una disciplina di nicchia in SpagnaSvizzeraGermaniaInghilterraFrancia e Austria (praticata al massimo dal 9% della popolazione), con apogei di civiltà in Olanda (dove la percentuale scende al 5%), l’Italia conquista la medaglia d’oro della Maleducazione Sessuale, con un rampante 23% di “saltatori”.
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Cosa significa? Che quasi un 1 italiano su 4 s’affida sistematicamente al coito interrotto e NON pratica sesso protetto. Nelle Top Queries 2017 di Google, il “coito interrotto” è il quarto metodo contraccettivo più ricercato dagli italiani. Ora, sia chiaro, non siamo qui per pontificare, per fare la lezioncina su quanto sia importante proteggersi dalla Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) e dalle gravidanze indesiderate (perché é vero che possiamo abortire, ma è vero pure che non è mai una passeggiata di piacere farlo); però una riflessione è il caso di spenderla e siccome abbiamo ormai un’età (alcuni di noi sono ADDIRITTURA genitori, altri stanno per diventarlo, altri lo saranno in futuro e altri invece mai, ma auspicabilmente per loro continueranno ad avere una vita sentimental-sessuale), è anche il caso di parlare del segmento più fragile di questo panel: i giovani. Quando dico giovani, intendo giovani veri, non voi che avete 35 anni e ancora non accettate il fatto che Luke Perry sia diventato così:
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Quando dico giovani, parlo dei ragazzi compresi tra i 13 e i 24 anni d’età (non è che noi siamo vecchi eh, per i signori del Marketing diventiamo “young adults“, un bell’ossimoro che ci permette di sopportare la maturità e il peso delle responsabilità in cambio di un modesto potere d’acquisto). Fatto sta che il 73% dei g-g-giovani non è in grado di indicare 5 Malattie Sessualmente Trasmissibili, il 45% non è consapevole dei loro rischi e il 70% di essi si informa da fonti non qualificate (equamente distribuite tra internet, scuola, amici e pornografia). È significativo, in proposito, che solo il 24% degli italiani dichiari di aver ricevuto un’educazione sessuale, contro il 77% degli intervistati negli altri paesi.
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Sarebbe fin troppo scontato, di fronte a questi dati, constatare quanto l’educazione al sesso e ai sentimenti sia un bisogno della nostra società, al quale troppo raramente viene data risposta. Scontato, ma inevitabile. Cosa bisognerebbe fare? Avviare un dialogo aperto su questi temi, per esempio. Favorire il confronto culturaleapprofondireinformare. Fare, in sostanza, un lavoro capace di permeare la società e di attecchire anche sui più giovani.
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E, in questo senso, Durex la sua parte la fa, da decenni, promuovendo una cultura libera del benessere sessuale; intercettando il registro giusto per raggiungere il proprio target, facendo un ricorso intelligente all’ironia (le pubblicità di Durex sono bellissime, soprattutto quelle censurate in Italia, e se questa vi sembra una marchetta, sappiate che è piuttosto una dichiarazione d’amore per il noto brand di condomS).
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Per esempio, ai dati della Global Sex Survey 2017Durex risponde lanciando la nuova campagna #EmozioniSenzaInterruzioni, volta a valorizzare gli aspetti positivi del SafeSex: non solo la sicurezza in termini di MST e prematuri eredi al trono (che non sono dettagli trascurabili), ma anche la libertà di godere appieno dell’atto, fino al suo climax, senza interruzioni, senza crucci e senza palpitazioni postume del genere “Ommioddio! Ho 5 minuti di ritardo” (oppure “Chissà come mi va il prossimo pap-test”). 
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Naturalmente Durex è un’azienda, non il Ministero della Salute, non è che può fare miracoli, non è che può dare la vista ai ciechi, oppure l’udito ai sordi. Ciò che può fare, in quanto leader mondiale nel suo settore, è creare occasioni di condivisione, di entertainment, di formazione, per ricordarci ciò che tendiamo a dimenticare, per segnalarci le aree sensibili della nostra cultura (oltre a quelle erogene del nostro corpo) che tendiamo a non presidiare.  A questo punto m’aspetto che tra voi ci sia qualche sciachimista che mi dica: vabbè, ma Durex li produce i profilattici, è ovvio che vogliono che li usiamo, a loro conviene!1!!!
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Il fatto, però, è che conviene soprattutto a noi, usarli. E bisognerebbe porre rimedio a questo fatto che ce lo stiamo dimenticando.
Ammesso di averlo mai capito davvero.
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Concludo su questa preziosa riflessione, e vi saluto. E, già che ci siamo, essendo San Valentino, lo faccio ricordandovi che proteggersi è un atto d’amore, sempre.
Per chi c’è. Per chi ci sarà.
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Con viva cordialità,
vostra
V.
 .

65 pensieri su “L’Insostenibile Leggerezza del Coito Interrotto

  1. Con tutta l’importanza del non procreare a caso…da quarantenne single…trovo che la piaga sia la battaglia per l’ovvio nei rapporti occasionali…al grido di “ma tanto ci conosciamo”…i 40/50enni rifiutano di mettere il preservativo arrivando a rinunciare a quella parte fondamentale del gioco!!! Spaventoso e demente!

  2. quando era adolescente c’era la pubblicità che parlava di prova d’amore e complessivamente TV e giornali erano più liberi di parlare ci sesso, prevenzione, aids. adesso il vuoto spinto salvo appunto le pubblicità delle durex. la sensazione che ho, da cinquantenne, è che siamo tornati indietro, prigionieri di bacchettoni impauriti anche della loro ombra.

    1. purtroppo la sensazione di fare passi indietro quotidiani interessa moltissimi ambiti del vivere pubblico e privato. la maleducazione sessuale, e tutto ciò che essa comporta, è una delle facce di questo tempo. che, in questi giorni più che mai, mi pare un tempo di merda, ecco.

  3. io credo ci siano ancora troppo pochi genitori disposti a parlare liberamente e apertamente ai propri figli di sesso, di malattie legate al sesso e della necessità di prevenirle proteggendosi: nessun padre penserebbe di fare questo discorso alla propria figlia 13enne, ritenedola ancora bambina. e probabilemente nessuna ragazzina di 13 anni (ma vale anche per i maschietti) andrebbe di propria sponte dai genitori a chiedere lumi. meglio cercare informazioni sul web! ed ecco che, come scrive Cinemastino, “bel bidet nella coca cola è un ottimo anticoncezionale”.

    1. d’altra parte finché non si inizia, è difficile che le cose cambino. sdoganare, con intelligenza e ironia, gli argomenti legati al sesso non è semplice, servono strumenti, consapevolezza, un poco di audacia e non tutti ne sono provvisti. da qualche parte, però, bisognerebbe iniziare.

    1. Secondo me oggi, a nove anni, sanno già tutto 🙂
      Fammici pensare…intanto una volta ho scritto questo:

      “Le direi di imparare a conoscere il suo corpo, di non fingere l’orgasmo mai e di vivere il sesso con gioia e libertà, che non significa viverlo come puttanizio ma significa viverlo come un’espressione della propria femminilità. Che il sesso a volte si fa per amore e a volte si fa per diletto, e non è sbagliato mai se è fatto con coscienza e protezione.”

      e qui trovi il post completo, non è abbastanza, ma è un inizio 🙂
      https://memoriediunavagina.wordpress.com/2016/03/07/donne-che-verranno/

  4. Non sono una fan del preservativo (e nemmeno del sesso occasionale), dove possibile l’ho sempre evitato
    ma
    essendo anche io caduta nell’approssimazione una volta di troppo
    #MAIPIÙSENZA.

  5. Gli ultrasessantenni come me hanno fatto il servizio militare E la sera libera uscita s’andava con le professioniste del sesso loro ci imponevano l’uso del profilattico E questa abitudine è rimasta anche dopo il servizio militare

  6. Ciao Cara, io ho invece notato un’altra tendenza allarmante. Il / la tua gine, se mai hai richiesto la pillola o altro metodo anticoncenzionale analogo (es. anello o spirale) ti ha mai consigliato prima di prescrivertela di farti le analisi sulle STDs / HIV e di estendere ciò anche al tuo partner? A me mai, nemmeno in germania (lì nemmeno le analisi per rischio trombosi mi hanno fatto fare). Per me manca tantissimo questo tipo di comunicazione da parte dei professionisti, soprattutto per le ragazzine che magari pensano solo a eliminare il rischio di rimanere incinte e il resto lo sottovalutano (hello, HPV!)

  7. Non so se il sito accetti anche la mia opinione: ho provato diverse volte. Sia come sia le invio il commento ad un suo post su Durex

    SinceramenteMan “Perché é vero che possiamoabortire” e da aggiungere a pendat: avec nonchalance n’estpas?

    Target, market usa e getta (dopo eiaculatio & relax,ah l’amour) insomma una botta di vita come scriveva un tempo Goldoni,Luca non il commediografo.“ Durex (un brand penetrante ndrme)la sua parte la fa, da decenni, promuovendo una cultura libera delbenessere sessuale; intercettando il registro giusto per raggiungereil proprio target, facendo un ricorso intelligente all’ironia (lepubblicità di Durex sono bellissime, soprattutto quelle censurate inItalia, e se questa vi sembra una marchetta, sappiate che èpiuttosto una dichiarazione d’amore per il noto brand di condom5)”Una pubblicità del cazzo, via. Avanti il prossimo spot per il gregge edonista fine a se stesso che s’abbevera alla prosa d’unagentil pulzella: prezzolata? Durex Uber Alles, vabbene oltre allasolita messa in opera, ecco, del Missionario…In alto i cuori enon…solo quello che oggi poi è San Va + lentino e ci siraccomanda: lento pede chi vi corre di dietro che “di doman non v’ècertezza”. Man

    1. guarda, il problema principale dei tuoi commenti è che si fa fatica a leggerli. non so che problemi tu abbia con la formattazione basica del testo, ma dalla verbosità che riversi nei post mi pare chiaro che scriverli ti dia molto gusto. mi fa piacere.

  8. Ho imparato come si fanno i figli guarando Beautiful. Tornavo a casa da scuola proprio a quell’ora e dopo il Tg5 trasmettevano questa lungimirante fiction. Mia madre la seguiva credendo che fossi stupida nel capire le scene, ed invece sapevo perfettamente che due persone, per amarsi, dovevano stare nude. Altro che schifo… Educazione sessuale a scuola? Ma manco per la testa, tipo che ricordo solo l’impollinazione e le gimnosperme. Mah!

    1. rido. l’impollinazione. hai ragione.
      purtroppo proprio a scuola bisognerebbe farne, e poi a casa bisognerebbe parlarne e non bisognerebbe subappaltare al web l’aspetto formativo del sesso (che quasi quasi era meglio beautiful :))

  9. Io sono della generazione in cui la mamma iniziava a spiegarti le cose da mooolto distante, tipo le api, i fiori, il polline… ero anche molto piccola, tipo terza elementare, e ovviamente non me ne fregava nulla, sicchè un paio d’anni dopo mia mamma mi fece trovare sullo scrittoio della cameretta un libro, molto esplicativo, oserei dire esplicito. Era per ragazzi e ragazze dell’età delle medie ma evidentemente la mia dolcissima mamma era anche una donna pratica e ci teneva a che io fossi istruita per tempo. A un certo punto il libro sparì, ma lo ritrovai nella libreria dei miei, molti anni dopo, e l’ho usato con i miei figli (interesse ZERO da parte del maschio, discreto da parte della femmina.)
    Come si cofecchiasse sul serio l’ho imparato da Duepiù, rivista pseudo scientifica e guardata storto da molti genitori, che ci passavamo di nascosto tra amichette. Il primo preservativo l’abbiamo comprato, appunto per vedere com’era fatto, da un distributore automatico di una farmacia in via Santo Stefano a Bologna; tolto dalla confezione l’abbiamo srotolato, io e le mia amichette, ne abbiamo annusato il puzzo e ci siamo chieste chi mai potesse avere un “coso” tanto lungo, dopodichè io, di persona personalmente, ho fatto la simpatica appendendolo al manubrio di una bicicletta.

    Anni dopo, quando ho iniziato la mia vita sessuale, ho fatto ampio uso di preservativi e ho raccomandato ai miei figli di non farne mai a meno. spero che ora che sono adulti il safe sex sia per loro una priorità.

    1. ❤ brava tu e brava anche la tua mamma, a istruirti per tempo, fornendoti un libro con dentro tutte le risposte. io completai la mia formazione attraverso le guide al sesso di Top Girl, gli atlanti di medicina, e Porci con le Ali. ero al liceo e avevo ancora amiche dubbiose sulla materia.
      per il resto, avrei pagato per vederti fare del vandalismo progressista con le biciclette in via santo stefano ❤ ❤ ❤

  10. Anche a casa mia a un a un certo punto comparì un libro per adolescenti, “Come nascono i bambini”. Me lo ricordo ancora adesso, la teoria l’ho imparata li.
    I miei non sono mai stati bacchettoni ma il sesso era argomento tabù e quando mia madre scopri che avevo fatto anche un po’ di pratica non mi parlò per una settimana. Non sapevo come affrontarla così le scrissi una lettera per spiegarle che non c’era stata leggerezza in quello che avevo fatto ma solo quel che pensavo fosse amore. Ancora oggi so spiegarmi meglio per iscritto che a voce.

    1. ma poi che bella doveva essere questa lettera a tua mamma, dalla giovane te, in cui spiegavi ciò che spiegavi? mi rendo conto che il sesso dev’essere un argomento spinoso da trattare con i figli, in qualunque caso. ma la cosa importante è contemplarlo tra gli argomenti da affrontare prima o poi, e affrontarlo, anche se in maniera imperfetta, anche se attraverso un libro (o un tutorial), insomma, non fingere che questo pezzo della vita non esiste, o non far passare il messaggio che nel farlo ci sia qualcosa di male. a patto che sia fatto bene. 🙂

  11. Anche nella mia famiglia il sesso era argomento tabù e anche io trovai un libro nella libreria di casa. Solo che era un libro di ispirazione ultraconservatore, ricordo solo che leggendolo mi pareva una tale boiata che non riuscì a plasmare la mia mente arrapat… ehm, curiosa e speculativa. Non mi spiego nemmeno da dove arrivasse, non erano così bacchettoni i miei, pur non avendo mai affrontato l’argomento direttamente. Ad istruirmi ci riuscirono le dispense allegate al Corriere della Sera che collezionai insieme al raccoglitore in cartone. Mia madre non si oppose, anche perchè anche io sono della generazione “alone viola” e il safe sex è stato un must anche prima di imparare l’inglese.

    Avendo una netta preferenza per i rapporti occasionali il preservativo lo uso da sempre e lo usavo senza farmi troppe domande. Sono piuttosto naif e non ho mai capito quelli che si straniano perchè devono interrompere i preliminari per calzare il gommino come fosse una cosa insormontabile: diamine, vuol dire che di lì a pochi secondi andrai in buca, che menate ti fai?
    E’ stata una donna a segnalarmi l’esistenza di preservativi di taglie diverse e da quel momento ho deciso di informarmi meglio e di stare più comodo anche durante la copula. Fu una vera epifania: visto che li devo usare tanto valeva farmeli amici e introdurre un aspetto ludico anche nel sesso protetto! Ho naturalmente i miei preferiti ma ho anche un piccolo arsenale variegato di condom per ogni evenienza: da quelli sottili per quando penso ne valga la pena a quelli più spessi che uso come fossero ritardanti a quelli femminili (la stragrande maggioranza delle donne alle quali li mostro non hanno idea della loro esistenza, non li hanno mai usati e quasi sempre non vogliono provarli) fino a quelli in materiali alternativi al lattice, dovesse la fanciulla essere allergica.
    Quanto al coito interrotto usando sempre il preservativo non sono mai stato un adepto e nemmeno capisco come si possa finire fuori con l’ansia per la stragrande maggioranza delle volte. Capisco che a volte non si faccia fisicamente in tempo ad arrivare ai condom ma sempre proprio no.

    Nel frattempo ringrazio chi è incaricato di esaudire i miei desideri: grazie per la serata di San Valentino passata a letto ma la febbre non era esattamente quello che avevo in mente!

    1. “Vuol dire che di lì a pochi secondi andrai in buca, che menate ti fai?” rido molto
      mi sembra eccellente, il tutto, così come la varietà per le diverse esigenze e situazioni.
      perché diciamolo che c’è un ampio inventario di condom, per qualunque evenienza, e che si può trovare il modello più appropriato per sé.
      bravo!

  12. per i young adults forse un minimo di cultura sessuale, bella o brutta, c’è stata ma per gli adults, fascia superiore, forse per molti è stato un miraggio.
    Certo che l’uso del preservativo fa diffuso. I rischi sono superiori a benefici. E quando capita è troppo tardi per metterci una pezza, a volte.

  13. A me il profilattico toglie tantissimo piacere fisico! (e li ho provati tutti) Forse anche agli altri maschi fa quest’effetto se sono reticenti nell’usarlo?

    Io fortunatamente non sento il bisogno di volare tra un fiore e l’altro e fino ad oggi sono stato sempre fedele, quindi le MTS non sono la mia preoccupazione principale e per il controllo delle nascite per fortuna esistono altri metodi.

    Ovviamente chi ha rapporti occasionali e non li usa è semplicemente un pazzo!

    1. Beh ma in una relazione di lungo corso ci sta non farne uso.
      Il punto è che spesso quell’uso non viene contemplato neppure nei rapporti occasionali. Questo è il problema.
      Quanto al piacere fisico, non avendo un pene, non so dirti. Immagino che per molti non sia piacevole, che molti lo vivano come una riduzione del piacere, come un limite, come una distrazione. Però molti altri no, dunque del gusto dev’esserci, evidentemente, anche nel sesso protetto.

      1. Io sono dell’idea che uomini e donne siano diversi ma non così diversi come ci piace credere. Anche per i maschi il sesso è roba che coinvolge il cervello (chi più, chi meno: io meno, per dire, anche piuttosto spesso).
        Io scrivevo che i preservativi me li sono fatti amici ma è un’amicizia di pura convenienza. Però mi rendo conto che in mente il sesso senza preservativo è, per citare il claim di un’azienda che produce hardware, “the game the way it’s meant to be played”. Dopodichè si applicano ancora tutte le raccomandazioni sacrosante sul perchè si fa sesso sicuro, etc., ci mancherebbe, però è piuttosto comune pensare che il sesso gommato sia di seconda scelta. E’ certamente piacevole anche il sesso col preservativo in mancanza di quello senza, probabilmente lo è come essere in vacanza in un villaggio turistico economico e guardare oltre la recinzione del resort a 7 stelle a fianco. 🙂

  14. L’ho condiviso su FB,
    il 90% dei miei contatti va dai 20 ai 25 anni.
    Per esperienza, so che la lettura non farà male.
    Grazie Stella, continua così!

  15. ” Due settimane fa sono stato coinvolto in un buon esempio di contraccezione orale. Ho chiesto a una ragazza di venire a letto con me e lei mi ha detto di no.” (Woody Allen)

    “Vi ho visti voi tre: tu, il tuo amante e il tuo diaframma.”
    (Woody Allen) – Anything Else

    I dati che hai evidenziato Stella, sono da brividi. Troppa reticenza, troppi tabù, poco è cambiato.
    Il profilattico è l’unico elemento che permette contemporaneamente di evitare malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate.
    C’è ancora oggi la disturbante tendenza a pensare che l’uso del profilattico sia cosa destinata agli incontri con prostitute o travestiti.
    Altri sistemi contraccettivi sono “binari” (esempio: diaframma e crema spermicida) oppure servono al solo uso “anti” gravidanza (esempio: spirale o pillola).
    A Bologna fino a diversi anni orsono c’era la famosa fabbrica del “settebello”.
    Era da ganzi avere in tasca il settebello o goldone come lo chiamavano quelli che andavano in quinta superiore e noi pischelli di tredici/quattordici anni eravamo ammirati da questi maschi con la M maiuscola.
    Ma noi non servivano, perchè tanto guardavamo le riviste erotiche che ci facevano da scuola poichè nessuno sapeva in pratica cosa succedesse e come. Quasi nessuno ci spiegava come funzionasse in realtà. Io qualcosa di più avevo scoperto perchè a casa mia c’era l’enciclopedia medica edizione 1962 (capirai!) e delle foto in bianco nero (e guarda caso per nulla chiare) più o meno spiegavano in termini medichesi qualcosa. Comunque avevamo poche idee e pure confuse.
    A pensarci bene abbiamo rischiato parecchio, vista l’ignoranza imperante.
    Io non ho mai amato particolarmente il profilattico, per un semplice motivo; per quanto ti lavassi, ti rimaneva a lungo addosso la puzza del “copertone di gomma”. Oggi si va da signori con tutte le fragranze e i tutti gusti più uno disponibili. E dico che va usato, in tutte le fasce di età “fertili” sia maschili che femminili, ed anche oltre visto la duplice funzione che ho citato prima.
    E’ meglio di una copertura assicurativa, poichè previene sia il “guasto” che “l’incidente”.
    E’ triste scoprire che su questo punto siamo tornati clamorosamente ai blocchi di partenza.
    La buona vecchia reclame che recitava “far bene l’amore fa bene all’amore” vale ancora oggi.
    E a proposito della retromarcia… funziona quasi bene solo sulle auto con i sensori e la telecamera, ma non mi pare che come sex toy l’abbiano ancora testata.
    Il coitus interruptus (sti latini quanto ne sapevano!) pare che faccia pure male alla prostata perchè trattenersi crea delle pressioni interne tutt’altro che basse, senza tenere conto del fatto che non sempre la “guarnizione” tiene in maniera stagna e qualche perdita è sempre possibile.
    A proposito di perdite… un suggerimento lapalissiano, ma tant’è… noi maschietti con l’impermeabile una volta venuti, non dobbiamo rimanere all’interno all’infinito, perchè il rischio di sfilamento e riversamento dal profilattico una volta tornati a dimensioni normali è sempre possibile. 😉
    Bell’articolo Stella, ecco l’informazione vera ed utile.

    1. Caro Ale, grazie come sempre per il tuo contributo. Mi ha fatta sorridere pensare alla Bologna dei tempi che furono, che non ho conosciuto ma che provo a ricavare dai ricordi che io ho di quella città, della sua atmosfera e del suo accento. Le enciclopedie mediche, comunque, il loro ruolo l’hanno avuto anche nella mia formazione e sono comunque felice di essere cresciuta prima dell’avvento della pornocrazia.
      Detto questo, sì, andrebbero usati SEMPRE nei rapporti occasionali e a discrezione della coppia come metodo contraccettivo. Il fatto d’essere tornati indietro significa soprattutto che abbiamo più lavoro da fare adesso, perché smettere di parlarne non è in generale possibile.
      Ti ringrazio ancora e ti abbraccio
      s

  16. educazione sessuale nell’era degli smartphone

    “babbo, ora che sono solo con la mia fidanzata, che devo fare?”
    “devi mettere la cosa lunga che hai sotto la cintura dove lei fa la pipì”
    “babbo, ora che ho la gamba incastrata nel water cosa devo fare?”

  17. Come Paolo anche a me capita di perdere tutto il piacere con indosso l’impermeabile: mai venuto dentro il preservativo. In compenso, avendo avuto storie lunghe e serie con persone serie, sono campione mondiale di coitus interruptus. Dal punto di vista fisico mai avuto problemi a praticarlo, sicuramente non la pratica adatta per infilare il proprio piffero nel primo pertugio che uno trova. Vagy, puoi chiedere se la Durex ha in serbo un profilattico veramente sottile tale da far sentire ció che succede là sotto?

    1. ma ci sono già i profilattici super-sottili, ci sono i ritardanti, gli stimolanti, quelli che sincronizzano. vero è anche che se hai una relazione stabile e adottate altri metodi contraccettivi, usarlo è meno prioritario.

      1. Come forse scrissi sul tuo blog in passato quelli che mancano sono i preservativi che abbinino due caratteristiche peculiari. Se sono sottili non sono stimolanti, se sono larghi non sono resistenti, se sono ritardanti non sono larghi. Insomma, siamo costretti ad affidarci un po’ troppo al nostro naturale entusiasmo per la patata!

        Quanto a quelli che sincronizzano, dovendo sincronizzarsi con una donna diciamo che sono piuttosto ottimistici… 😀

  18. Mia cara,
    una cosa molto importante, sta nel fatto, che se il tuo sesso è stabile ad una relazione con un compagno o ad una compagna allora il sesso protetto rimuove quel piacere unico nell’essere una cosa sola ; se questo viene allargato a persone che conosci ma non abbastanza, allora la accortezza non nuoce e li il preservativo non dispiace; l’esempio di un incontro bellissimo della vacanza estiva, tanto bello dove è inevitabile il sesso sulla spiaggia a mezza notte e dove finto tutto tornata a casa o tornato a casa scopri che proprio in quella vacanza porti a casa il ricordo incancellabile malattia, forse qui la protezione davanti ad uno sconosciuto, forse anche bello, poteva rendere la vacanza, quella felicità indimenticabile. Ciao a presto

  19. E poi diciamola tutta, il vero uomo si riconosce nel momento critico: quello che piagnucola o insiste per soprassedere quando gli chiedi di indossare il preservativo va messo alla porta senza indugio.

  20. Nei rapporti occasionali sono da usare, c’è ben poco da discuterne, tra l’altro chiedi a uno sbarbato se sa cos’è la sifilide, ti guarda come Renzi il 6 marzo (salvo smentite).
    L’unica cosa se posso, visto che sei pappa e ciccia (ormai pochissima), con durex, che s’inventassero un diavolo di sistema comodo per “metterli su”, che io li ho sempre trovati balordissimi.

    1. Per la verità altri produttori hanno fatto dei preservativi con le ali, due linguette laterali da impugnare per aiutarsi nello srotolamento. Io ne ho usato un tipo e devo dire che non sono male. Non mi pare che il sistema abbia avuto molto successo, però. Tutto sommato trovo più comodo prendere i preservativi un pelo più larghi che si calzano meglio, stringono meno e aumentano l’autostima!

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