Troppo Grassa

Meno di una settimana fa, una mattina, Beatrice si è svegliata, si è preparata e sua madre l’ha accompagnata in stazione dove avrebbe preso il treno per andare a scuola, come al solito. Se non fosse che, intorno alle 7, la 15enne si è avvicinata al binario, ha superato la linea gialla sulla banchina e si è lasciata cadere sotto il convoglio in arrivo. Beatrice si è suicidata perché era “troppo grassa” (o almeno così hanno detto i giornali). Da allora ho continuato a pensare a questa vicenda, anche se non avevo ancora avuto il tempo di fermarmi e buttare giù queste parole, perché questa è, in qualche misura, la vicenda di tante di noi.

La prima volta che qualcuno mi ha dato della “cicciabomba” avrò avuto non più di 7 anni. Quando ne avevo 12, mia nonna disse a mia madre: “Chissì no s vò azzicchinì”. Questa non vuole dimagrire. Parlava di me e del fatto che non sarei mai stata magra, esile, filiforme, aggraziata come una libellula. Ci aveva sperato, mia nonna, per un po’, che “dando lo sviluppo” sarei improvvisamente diventata una fuscello armonioso ed elegante, come mia cugina. Ma ciò non avvenne.

Quando avevo 13 anni, una che veniva in classe con me disse: “Sei una ragazza di merda”. Intendeva esteticamente e non aveva neppure tutti i torti. Del resto, non si può dire avessi una corte di pretendenti, nonostante la faciloneria ormonale delle scuole medie. Le mie compagne, specie quelle già con le tette, o quelle senza tette ma col mitologico “culo a mandolino”, ecco loro avevano un folto nucleo di estimatori. Io, ancora nessuno. Una volta uno mi disse, sempre alle medie (che, come è evidente, furono un periodo complesso per me): “Sei brutta, ma sei simpatica”.

Da allora non potrei contare le volte in cui mi sono sentita dire che ero grassa, cicciona, obesa, chiattona, culona, rotonda, comeunquadrodiBotero. Con serietà, con cattiveria, con goliardia. L’ho sentito da estranei, da parenti, da amici, da genitori di amici, da colleghi e, più in generale, da un variabile numero di stronzi che hanno usato il mio sovrappeso per schernirmi, o sminuirmi. Tante volte, poi, è successo che le persone siano inciampate in una specie di imbarazzo impacciato (quell’esasperazione del politically correct che si manifesta anche con certe etnie, religioni disabilità) tipico di chi ti considera cicciona ma non vuole dirtelo, perché teme di ferirti (come se tu non avessi uno specchio in casa, o non sapessi esattamente come sei). L’anno scorso, per esempio, ero in piscina con un’amica che si lamentava di essere ingrassata e che, per farmi capire la gravità della situazione, disse: “Cioè, sono praticamente più larga di te!”. Si scusò tantissimo e si affannò a spiegare che non voleva dire quello. Io non me la presi, anzi, essere l’unità di misura del suo presunto scofanamento, mi fece sorridere. D’altra parte, ci ero abituata. D’altra parte, ero cresciuta con amiche magre che si lamentavano con me di essere arrivate addirittura a 53 kg. D’altra parte, per tutta la vita avevo subito gli sguardi scettici delle commesse dei negozi, quando chiedevo una gonna corta, che secondo loro non avrei potuto permettermi, in quanto grassa. Insomma, essere pesata sulla grande bilancia del giudizio estetico collettivo è stata una delle cifre caratterizzanti della mia vita, fin dall’infanzia. E dall’infanzia a oggi ho perso il conto di quanti kg io abbia preso e di quanti kg io abbia perso, e di quanto chicchessia si sia lamentato sia dell’una che dell’altra cosa.

Se avessi potuto chiacchierare con Beatrice, le avrei raccontato che viviamo in una società in cui chiunque si sente legittimato a rompere i coglioni sul peso altrui. Viviamo in una cultura che considera il corpo un fatto pubblico, in quanto esposto, in quanto visibile, dunque giudicabile. E su questo palcoscenico della perfezione, in questa tensione all’eccellenza e all’uniformità, a quelle paffutelle come noi non resta che cercare il proprio equilibrio, ritagliandosi il proprio spazio nella figacrazia: un immaginifico regno popolato solo da donne magre con le tette grosse, la vita sottile e le chiappe di marmo, eternamente e indelebilmente giovanissime.

Ma in che senso equilibrio?, mi avrebbe probabilmente chiesto lei. Nel senso che veniamo a capo di quella costante altalena tra l’ accettazione e il disgusto di sé, tra l’aspettativa e la realtà, tra l’elaborazione del confronto e lo smaltimento dell’insulto. Da un lato, facciamo pace con alcune caratteristiche di noi che dobbiamo accettare. Dall’altro, proviamo a migliorarne altre. Proviamo a mangiare meglio, a fare sport, ogni tanto cediamo ma torniamo sempre a presidiare quell’aspetto della nostra vita, perché non possiamo trascurarlo, perché è così che funziona per noi: non potremo mai dire che mangiamo come scrofe senza ingrassare; a noi non capita che quando siamo stressate ci passi l’appetito, ANZI; a noi il fritto profuma, mica puzza. E, di base, va bene così. Migliorarsi è un’avventura che dobbiamo intraprendere per il nostro benessere, non per l’approvazione degli altri (che può, al massimo, essere un piacevole effetto collaterale); sentirsi meglio nel proprio corpo è un’esperienza possibile e lei, se lo avesse voluto, avrebbe certamente potuto farcela, come tutti. Semplicemente non lo sapeva, o non ci credeva. Probabilmente non pensava neppure di riuscirci perché è difficile avere fiducia in se stessi, soprattutto quando si è adolescenti irrisi, soprattutto quando le proprie carni sono crudamente esposte al sarcasmo feroce di chi non sa.

Perché il tema è anche questo. Non si tratta solo di critiche alla tua persona, di perfidia, di bullismo. Si tratta proprio di ignoranza. Di non sapere. Di non conoscere l’argomento di cui si parla. Di un’impronta culturale che trova legittimo ironizzare sui ciccioni, perché i ciccioni fanno ridere, sono buffi, sono goffi, sono comici, da un lato. E anche perché i ciccioni sono considerati sempre responsabili, cioè colpevoli, della loro ciccia. Insomma, poiché sono così a causa delle loro cattive abitudini esistenziali, meritano di essere messi alla berlina. Naturalmente le cose non stanno così, il rapporto col cibo è intimo e personale, c’è una componente genetica, spesso complicazioni mediche, i problemi alimentari hanno ramificazioni psicologiche profonde, dimagrire di colpo o ingrassare molto, spesso sono segnali di un malessere interiore, di debolezza, di un momento difficile in cui subiamo la vita invece di viverla. Ma a questo nessuno pensa mai. Se sei ciccione è perché sei ingordo e pigro, dunque non meriti rispetto, fine della storia. Certo, la gente potrebbe limitarsi a non trovare di pubblico interesse il nostro indice di massa grassa, andrebbe già bene così. Ma, come sappiamo, il popolo ama giudicare il prossimo e una delle categorie che quasi nessuno difende è esattamente quella delle persone in sovrappeso.

Mi chiedo, per esempio, se Beatrice avesse mai sentito parlare di body-shaming; se sapesse che si inizia a discutere, in maniera assolutamente germinale, di “gordofobia”; se fosse a conoscenza del fatto che la società si prepara a migliorare lentamente anche da questo punto di vista, persino su questo sdrucciolevole terreno popolato di calorie e grassi, carboidrati e lipidi, beveroni e integratori. Mi chiedo cosa avrebbe risposto, se qualcuno le avesse chiesto di essere uno dei volti di questo cambiamento, di resistere nella sua personale trincea, di portare testimonianza della sua unicità, di rivendicare il suo diritto insindacabile di essere imperfetta, le sue qualità altre che prescindono dall’estetica. Mi chiedo se sarebbe stato utile, farle sapere che la tua storia è la storia di molte di noi e che sappiamo molto bene quanta esperienza, quanta forza e quanta maturità ci vogliano per mettere a tacere gli stronzi, per ignorare gli stupidi, per affermare la propria identità.

Il dispiacere principale che mi suscita la storia di Beatrice è proprio questo: che non si sia concessa il tempo per conquistarla quell’esperienza, quella forza e quella maturità. Che non abbia pensato possibile reagire a tutto questo. Che non si sia permessa di diventare una favolosa donna pronta a gustarsi la rivincita che la vita le avrebbe certamente offerto (perché la vita sa come pareggiare i conti, sempre), su quelli che l’hanno fatta sentire tanto vulnerabile, tanto vilipesa, tanto inutile, in quanto “troppo grassa”.

La cosa che mi addolora è che Beatrice non abbia scoperto quanto femminile e sensuale potesse essere il tuo corpo, quanto felice potesse vivere senza gli addominali scolpiti, quanto una sessualità libera e gioiosa passi da qualunque taglia, incluse quelle forti. E lo so, perché lo so, che adesso è tardi, ma ci scommetto che lì fuori, in questo preciso momento, è pieno di donne che si sentono come si è sentita lei e che è giusto sappiano che non c’è ragione alcuna per patire così tanto. E che il primo modo per reagire a chi ci considera pattumiera, è amarci con ancora più tenacia e ostinazione. È affrontare ciò che ci spaventa. È reagire ai commenti. È liquidare le critiche sterili. È ribadire la varietà e l’ampiezza delle proprie doti, al di là del proprio aspetto fisico.

Vorrei dire a Beatrice che crescendo sarebbe potuta diventare figa e appetibile, se era ciò che voleva. Sarebbe potuta soprattutto diventare anche molto altro: talentuosa, intelligente, capace, affidabile, brillante, affettuosa, onesta. Avrebbe imparato che il fascino non ha taglia, ma anche che sulla propria taglia si può lavorare, con l’alimentazione e con lo sport, se è questo che si vuole. E che le imperfezioni sono il nostro dna. E che ciascuno di noi ha le proprie. E che la parte più inestimabile di noi, sul cui valore dobbiamo lavorare sempre, è una parte che non si vede, non si fotografa, non si esibisce, non si pubblica su Instagram. E che non esiste un numero sulla bilancia abbastanza alto da rendere la vita vana; e che agli stronzi bisogna rispondere, perché altrimenti continueranno a essere stronzi sempre, ma anche che la noncuranza è il miglior disprezzo. E che lei era una persona che doveva ancora diventare: una cantante lirica, una musicista, una compagna, un’amica, una madre, un’artista, una casalinga felice, una globetrotter, qualunque cosa avesse voluto. E che tutte queste cose avrebbe potuto esserle pur essendo “troppo grassa”, perché l’unica domanda valida sarebbe stata:

Troppo grassa, per cosa? Troppo grassa, per chi? Troppo grassa, perché?”

Insomma, non lo so se Beatrice adesso, ovunque si trovi, abbia la copertura 3G e possa leggere questo post. Temo di no e trovo anche piuttosto grottesco pensare a lei come se fosse al sicuro in qualche misterioso altrove ultraterreno. Resta il fatto, però, che sono sicura esistano molte Beatrice in incognito, in questa società, ed è a tutte loro, quelle che lo sono o che lo sono state, quelle che lo saranno, quelle che odiano il proprio corpo perché così è stato insegnato loro, quelle che non hanno imparato che i giudizi sul loro aspetto non definiscono nulla, a parte la natura di chi li esprime, ecco è anche a loro che scrivo:

Amatevi, perché se non lo fate voi è difficile lo facciano gli altri. Accettatevi, perché non potete vivere perennemente in guerra con voi stesse, e di voi stesse dovete anzi essere complici, sostenitrici e benefattriciMiglioratevi, perché migliorarsi è possibile e fa bene al cuore.  Ribellatevi a una società che vuole pesare il vostro valore di donne e di persone, con una bilancia. Siate molto di più di un numero di kg, sempre. Ingombrate la vita e l’anima delle persone che amate. Sentitevi padrone di decidere chi siete.  Buttate al cesso le etichette che vi affibbiano. Non abbiate paura. Divertitevi. Sognate. Concentratevi sui mille tasselli che compongono la vostra personalità. Affrontate gli spettri di cui avete vergogna.

Siate libere. Perché lo siete. Perché abbiamo bisogno di esserlo.

Perché anche Beatrice aveva bisogno di quella libertà, e ne aveva un bisogno così radicale che è andata a cercarsela sui binari di un treno in corsa.

107 pensieri su “Troppo Grassa

  1. Più in generale, sono assolutamente convinto che le persone insicure (o, peggio, consce della propria pochezza) cerchino – anziché migliorare ed elevarsi – di attrarre verso la propria bassezza gli altri. E così usano parole e gesti per porre in atto questo “livellamento verso il basso”, e per sfogare le proprie frustrazioni.
    Per dirla in modo elegante, circola un sacco di gente di merda.

    P.S. ieri sera, prima di addormentarmi ho carezzato lungo la schiena della mia compagna, e poi ho posato una mano sul suo ventre …lei protesta perché ha “preso” un paio di chili, però nel carezzare quei due chili in più mi sono intenerito (beh, non “tutto” intenerito ….)

    1. Circa un sacco di gente di merda, ok, ma circola anche un sacco di gente insicura, che viene conservata insicura, alla quale non vengono forniti (per non dire negati) gli strumenti basilari per reagire.
      Non è facile, c’è un lavoro enorme da fare, e sarà un lavoro per sempre incompleto perché il disgusto per il proprio corpo è talmente connaturato nella femminilità che fatico a immaginare donne del tutto libere da queste paturnie. Però, un conto è deprimersi ogni tanto, un conto è subire discriminazioni e vessazioni quando si è più fragili.
      Detto ciò: anche io protesto sempre quando mi si tocca la pancia.

  2. Non si può e non si deve morire a 15 anni sotto un treno, non si può!
    Quando sento queste cose vorrei prendere tutti quei ragazzini che decretano chi è dentro e chi è fuori e mostrargli i corpi senza vita dei loro coetanei.
    E poi farei la stessa cosa con i loro genitori e insegnanti

    1. Mi sembra una terapia d’urto, senza dubbio, ma non credo che sia questo il metodo sul lungo periodo.
      Purtroppo il body-shaming, come moltissimi altri malcostumi che ci affliggono, nasce nei contesti più insospettabili: in casa, a scuola, nel cortile del condominio, in palestra. Ci arriva dalla televisione, dai selfie su Instagram, dall’assoluta certezza che il nostro valore di donne sia determinato dalla nostra appetibilità estetica e sessuale. Questo per dire che si tratta proprio di un lavoro culturale da fare, che dovrebbe coinvolgerci tutti: in quanto donne, in quanto persone, in quanto madri, compagne, figlie, sorelle e amiche.

  3. I ragazzi sono crudeli perché ancora non sanno cosa significhi la carne per un uomo, quale potere erotico abbia la donna che si fa sconfinata nel corpo: il godimento ancestrale che si prova nello sprofondare in questa meraviglia è, per i ragazzi, ancora sconosciuto: un uomo sa di quale godimento sto parlando, lo sa intimamente, sempre che abbia visssuto e viva il rapporto con la donna in modo profondo e vero, senza armi esaltate dalla volontà di potere né puerili, dannose negazioni. E anche la donna sa cosa significhi sprofondare in un uomo cosiddetto sconfinato nel corpo.
    Il problema non trascurabile è nella cultura mediatica, che adotta prospettive adolescenziali perché, bisogna dirlo, vuol far presa tra coloro che ancora non sono formati e tra coloro che presentano insicurezze.
    Mi spiace che questo tempo, dove la possibilità di conoscere profondamente quel che avviene fuori e dentro l’individuo, casomai esistesse una netta separazione, è accessibile pressoché a chiunque abbia la volontà di comprendere, ebbene mi spiace che questo tempo si sia incastrato in questa trappola circolare, viziosa, apparentemente senza scappatoia.

    1. La scappatoia c’è, ed è la cultura. È la coscienza del problema ed è un nuovo immaginario che siamo liberi di rivendicare.
      Certo, non si fa in fretta. Certo, non convincerà tutti. Certo, la maggior parte della gente continua a vivere all’ombra degli schemi culturali nei quali cresce. Ma c’è chi ha il coraggio di avventurarsi fuori. Ci sono professoresse che hanno fatto leggere questo articolo in classe, alle proprie ragazze. Questo significa iniziare a creare una contro-coscienza, un contro-pensiero, una prospettiva più libera e più evoluta del nostro ruolo e del rapporto col nostro corpo.
      Ci vuole tempo, pazienza, attenzione. Liberi si diventa, non si nasce. Perlomeno non culturalmente. E forse non si può pretendere neppure di essere liberi del tutto. Ma la cultura cambia, e cresce, e questo è l’importante.

    1. Sono naturalmente d’accordo. Anche perché poi spesso, davanti a questi casi, siamo tutti pronti a unirci nel cordoglio e nell’indignazione. Dal giorno dopo “guarda quella c’ha un culo che fa provincia”. C’è molto, ma molto, lavoro da fare.

  4. Il corpo della donna da secoli e millenni è sempre stato considerato un oggetto…e anche oggi, pur avendo raggiunto molto traguardi, il corpo resta ancora un tabù. Coperto da certe culture, ingabbiato da taglie assurde in altre….esposto, nascosto, insultato.
    Fortunatamente le donne non sono corpi ma persone, con la loro specifica unicità individuale, intelligenza, forza. Dobbiamo essere noi stesse a crederlo per prime e non permettere a nessuno di sminuirci per i chili in più o in meno…noi siamo quello che siamo e dobbiamo esserne orgogliose sempre. Nessuna donna é un corpo e basta e non bisogna permettere a nessuno di ridurci a questo. Beatrice non ha avuto tempo di arrivarci a questa consapevolezza, purrroppo. Ma denunciare queste cose può davvero fare la differenza. Un abbraccio

  5. Ma una ragazzina arriverebbe ad ammazzarsi “solo” per quello?

    Non so… sono d’accordo, comunque.

    Con me, che da altissima sono stata ciccia qualche anno e sembravo l’omino delle caramelle dei Ghostbusters, lo hanno detto una volta in particolare.

    Sui venti (anni, miei) una lontana parente acquisita mi disse che era ora buttassi giù qualche kg, perché ero troppo grassa.

    Che era vero: buttare giù qualche kg mi avrebbe fatto solo bene.

    Ma io non ero cresciuta abituata alla critica diretta sull’aspetto fisico: al contrario, per i miei ero sempre bellissima.

    Quindi, tra il divertito e l’offeso, risposi che poteva farsi una gran barca di cazzi suoi.

    Non so come avrei reagito, a 12 anni.

    Però, pur non sul peso, me ne sentivo dire davvero di ogni tipo e sono in terapia adesso (31 anni) per quello.

    Mi pare strano che una ragazzina si ammazzi “solo” per il peso.

    Per essere tanto fragili, a me vien da dire che serve altro…

    1. Ahaha se può consolarti io ho giurato eterno odio a una parente che ebbe il buon gusto di chiedermi se i 12 kg che aveva perso lei li avessi messi tutti su io. Per carità, c’aveva ragione, ma comunque vai a cacare (anche io, ero comunque adulta).
      Venendo a Beatrice, penso che se sei una ragazzina, se sei grassa, se ti senti completamente non attraente in un contesto culturale e in un’età in cui essere attraente è parte fondamentale della tua identità femminile, forse puoi arrivare anche a tanto. Non lo so. Probabilmente c’era dell’altro. Probabilmente basta una delusione su un altro fronte della tua vita per farti pensare che per te non ci sia in serbo nulla di buono, nel futuro, al punto che forse non è necessario restare qui, a vedere come va. Non ho una risposta a questi dubbi. Ho solo la chiara percezione di quanto sia fondamentale che le donne imparino che il corpo non è la sola unità di misura del loro valore. Mettiamoci comode, ci vorranno decenni perché l’apprendimento avvenga.

      1. E chissà se avverrà. Ma anche io ero supercessa, a confronto con parenti fighe (mia madre compresa).

        Sì, magari c’era anche molto altro sotto, ma sono “gocce” che hanno un gran peso…

      2. la bellezza fisica non è l’unica unita di misura del valore di qualcuno, però non possiamo neanche mentire e dire che non conta pure per gli uomini mica solo per le donne. bisogna combattere il bullismo e al tempo stesso dure che esistono davvero uomini e donne che in linea di massima sono più belli fisicamente e più appetibili sessualmente di altri, è la realtà e non c’è nulla di male. E saremmo tutti meno insicuri se accettassimo questa realtà: chi ha un brutto corpo può attrarre e può piacersi, ma chi ha un bel corpo attrae di più, vale pure per gli uomini

  6. Ovviamente condivido tutta la linea del tuo discorso ma mi pongo una domanda cui non so rispondere. Ho l’impressione che il numero di vittime di questi attacchi sia aumentato. Con vittime non intendo “solo” chi come noi (e mi ci metto a pieno titolo) ha subito prese in giro e isolamenti vari ma proprio che ad un certo punto cede e non ce la fa più e come questa ragazzina decide di farla finita. Non capisco se questa impressione sia solo frutto di un ricordo alterato che quindi non mi fa ricordare troppi episodi simili di 10/20 anni fa o se proprio la società si è modificata in maniera tale da rendere questi attacchi ancora più pesanti e le vittime ancora più deboli. Mi viene da pensare che l’attuale diffusione della comunicazione di conseguenza degli sfottò e l’importanza data all’immagine sia reale che virtuale abbiano avuto come risultato quello di esasperare questi malesseri.

    1. A grandi linee condivido la tua intuizione.
      Anche io ho l’impressione che oggi ci si arrenda più facilmente di prima ma, a parte essere un’impressione non supportata da alcun dato, non penso dipenda dal fatto che noi fossimo più forti. Al contrario, penso che oggi gli adolescenti siano esposti a pressioni maggiori, in un’età in cui di pressioni ce ne sono già notoriamente molte. La facilità con cui oggi si creano opinioni e pregiudizi, la rapidità con cui essi viaggiano, la virilità con la quale si propagano e il modo in cui si rimanga quasi del tutto impotenti di fronte a queste dinamiche – letteralmente impotenti, impotenti a qualunque età di fronte allo sputtanamento della propria immagine online – credo preparino il terreno per gli episodi a cui assistiamo.
      Per contro, non vorrei dire una cosa obsoleta e insopportabile, ma non escluderei che ci sia meno dialogo dove dovrebbe essercene sempre di più, in quegli spazi del vivere condiviso nei quali gli adolescenti DEVONO trovare risposte e strumenti per sopravvivere agli spigoli della vita. Mi piacerebbe scoprire se esiste qualche progetto che lavora con i ragazzi, a questo proposito e nel caso indagare un po’…

  7. Sento commenti “una volta queste cose non succedevano” e vorrei rispondere che secondo me, sono sempre accadute, solo se ne parlava meno. Io sono stata vittima di bullismo perché ero cicciona e avevo pure la sfortuna di essere povera, pertanto venivo emarginata e presa costantemente in giro per la taglia e perché mettevo i vestiti smessi dai parenti che gentilmente ce li regalavano (e che pertanto erano vecchi, fuori moda, troppo larghi o troppo stretti e così via).
    Non ho mai provato il desiderio di ammazzarmi, solo una grandissima rabbia del tipo “ve la farò vedere io!”, voglia di reagire, di dimostrare con i fatti che ce l’avrei fatta.
    E sì, ce l’ho fatta. Ho vinto io, contro tutti loro, contro i bulli che mi hanno deriso per anni.
    L’amarezza sta proprio nel pensare che questa ragazza non si sia data questa possibilità ma abbia, in questo modo, “fatto vincere loro”

    1. Come te, penso anche io che queste cose siano successe sempre.
      Penso anche, però, che prima le informazioni (dunque anche i pettegolezzi, le prese per il culo, i commenti acidi) fossero più contenuti a delle cerchie sociali, e non diventavano il tuo biglietto da visita nel mondo (come succederebbe oggi, invece, a un adolescente che veda infangata la sua web-reputation…perché oggi devono preoccuparsi pure di quello, oltre alle solite paturnie che avevamo noi).
      Anche per me è fonte di amarezza pensare che Beatrice non abbia pensato di poter vincere lei. Perché secondo me avrebbe fatto il culo a tutti, nel tempo.

  8. Vagina, d’accordo con te su tutto ma vorrei spezzare una lancia anche in favore delle “troppo magre”. Purtroppo il body-shaming è fatto anche all’opposto e, personalmente parlando, è altrettanto umiliante e doloroso. Quando sei di costituzione esile sembra che sia considerato “meno offensivo” che ti venga detto: “Ma mangi?” “Sei anoressica” “Sei un mucchio d’ossa” “Non sei una donna perchè sei senza curve” “Sei trasparente” “Sembri uscita da un campo di concentramento” … Io sono una magra, molto magra, nonostante mangi (anche tanto cibo spazzatura), nonostante faccia pesi in palestra per mettere su un po’ di massa ( “almeno attacchi un po’ di muscolo a quelle ossa” ), nonostante non abbia MAI fatto una dieta (dimagrante) in tutta la mia vita, anzi ne ho fatta una “ingrassante” e il più che sono riuscita ad aumentare è stato 1 kg. Sono magra di natura, sono fortunata (alcuni dicono) perchè posso sfondarmi di cibo e non ingrassare, ma io non sempre la considero una fortuna, perchè piacerebbe anche a me avere qualche kg in più, riuscire a trovare abiti che mi stiano bene senza sembrare “una scopa vestita”, senza dover comprare nel reparto bambini (che a volte conviene pure da un punto di vista economico ma è un po’ imbarazzante provarsi i pantaloni nei camerini con le bambine di 10 anni). Anche noi “troppo magre” siamo prese in giro ma a volte ho l’impressione che passiamo sempre in secondo piano, irrise anche dalle cosiddette “ciccione” … “Le magre sono tristi” “E’ magra perchè non si gode la vita” … Io sono una magra felice e mi godo la vita: mangio quello che mi piace e quando mi pare, viaggio, ho un ragazzo che amo, ho una famiglia meravigliosa, sono SANA. Siamo donne anche noi “troppo magre” e (se come dici tu, da ragazzina mi facevo un sacco di paranoie) ora ho imparato ad amare me stessa, sempre con l’obiettivo di migliorarmi (ma non solo fisicamente) e di vivere il più serenamente possibile.

    P.s. il virgolettato si riferisce a frasi sentite direttamente e rivolte a me

    1. A me, ad esempio, mi davano del maschio perché a detta dei miei compagni non avevo nè culo, nè fianchi. In gita, poi, mi misi il costume da bagno per tuffarmi nella piscina e molti di loro, giuro, ebbero una reazione che la dice lunga sul chiamarmi uomo. Se qualcuno apprezzava il mio corpo, c’era invece sempre la questione del viso. Troppo brutto per i loro gusti. Lentiggini, occhi piccoli e di colore marrone cacca (mi dissero) che però se ci metto un cuscino sopra sono scopabile.
      Beh, a ricordare tutto mi viene da ridere, perché la mia rivincita l’ho avuta ed anche presto. Se mi guardo dal mangiare, se faccio attività fisica è perché voglio sentirmi bella per me stessa, e di conseguenza per il mio partner che non si è neanche accorto che ho un’inizio di cellulite…

      1. ci sono anche visi maschili e femminili più belli di altri e anche questo va accettato serenamente, ma chi deride ha dei problemi lui/lei

      2. e poi c’è da dire che a quell’età, ma a un po’ a tutte a ben vedere, c’è un mucchio di gente che butta merda solo perché è invidiosa; e ci sono un mucchio di ragazzi (poi uomini) che invece di ammettere semplicemente che gli piaci, ti denigrano e dicono che fai schifo, per nascondere la propria timidezza e imbarazzo.

      3. No, aspetta. Per qualcuno puoi pure fare schifo rispetto a quelle coetanee molto più belle e più graziose. Non è giusto fare finta di avere il vomito perché quel ragazzo ha scoperto che tu lo vuoi. Non è giusto tirare un ceffone in testa scusandosi con testuali parole: “Mo vediamo se la tua faccia si aggiusta”.
        Che poi dico, avessi avuto quelche difetto, e va beh (questo non giustifica nessuno scherzo). Ma se è tutto a posto, perché fare del male? Dalle foto quella ragazza non era male, bastava darle autostima, consigliarla, essere amica e dire come migliorarsi per piacere a se stessa. Non aizzare sul fatto di essere grassa. Che poi tutta sta grassezza manco ce la vedevo.

      4. dire “scusa ma non sono attratto/a da te” è legittimo; fare il verso del vomito è bullismo è questo è sbagliato. Avere gusti e preferenze estetiche è legittimo, bullizzare e offendere chi non corrisponde ai nostri legittimi gusti non è giusto

      5. Infatti, credo bisognerebbe educare al rispetto, ad avere il coraggio di dire “Guarda, mi dispiace, non sei il mio tipo”. Già il “mi dispiace” edulcora molto il colpo che riceve la persona, che intuisce di non essere la persona adatta. Se ne farà una ragione un domani, ma di certo non penserà di farla finita. Credo che manchi molto la delicatezza negli esseri umani.

      6. rido molto perché ricordo un mio ex che al liceo disse a un nostro compagno di classe che ero brutta, così che non ci provasse.
        dopo un mese ci provò lui. fine strategia.
        quanto al resto, è verissimo: ci sono uomini che conservano questi atteggiamenti da scuola media anche nell’età adulta. probabilmente perché adulti non diventano mai davvero. non in questo senso, perlomeno.

    2. Questo avrei potuto scriverlo io: le grasse non vanno bene, le magre neppure. Io sono magra, con i polpacci di una gallina, senza culo e con le spalle scarne. Da quando ho 12 anni sento gli stessi commenti di Veronica e penso che quando sarò grande mi lasceranno in pace.
      Ho 52 anni e sto ancora aspettando….

      1. cara guia, come detto a veronica, è una causa sicuramente trasversale, che non distingue tra grasse e magre, ma tra persone che vorrebbero che finalmente il proprio corpo non fosse più argomento di pubblica dissertazione sempre.

    3. Cara Veronica,
      sollevi un punto corretto che non avevo esplicitato nel pezzo. Naturalmente, sono d’accordo. Naturalmente, il body-shaming vale per le grasse, le magre, quelle troppo alte, quelle troppo basse, quelle col nasone, quelle con gli occhi storti, quelle coi dentoni che vengono soprannominate “Ronaldo” e via discorrendo.
      Di base, il punto è proprio il rapporto che intratteniamo con i corpi, nostri e altrui. L’idea che essi significhino e determino la qualità della persona, che possano essere oggetto di commento, che siano considerati territorio di rivalità. Certo, non tutte siamo Angelina Jolie. Certo, ognuna ha la sua buona ragione per vergognarsi del suo aspetto (o meglio, per far sì che gli altri la facciano sentire a disagio con il proprio aspetto). E questo non va bene, mai. In nessun caso.
      La ragione per cui quando si parla di body-shaming si tende ad associarlo più al problema del sovrappeso che al suo inverso, credo sia che comunque il grasso è socialmente più stigmatizzato rispetto alla magrezza. Per carità, hai ragione, esiste un ampio inventario di insopportabili frasi che vengono rivolte anche alle donne magre, e tu ne hai fornito un buon campionario, ma la colpevolezza insita nella grassezza, la condanna che la società ti impone, le ragioni e i perché del tuo corpo che gli estranei pretendono di sapere perché semplicemente ti vedono, trovano più terreno sulle donne grasse che su quelle magre. In linea generale, sarebbe molto meglio se ci rieducassimo a guardare le qualità delle persone, non solo quelle estetiche. E anche la loro bruttezza interiore, oltre alla loro avvenenza esteriore.

  9. Sono di Torino e lavoro a 200 metri dalla stazione in cui e’ capitata la tragedia. Mi e’ piaciuta una parola fra tutte quelle che hai detto: ignoranza. La cattiveria ed il dolore partono tutti da li’. Ed io che sono padre di una figlia femmina mi pongo l’interrogativo se noi genitori saremo in grado di dare a nostra figlia gli strumenti culturali ed intellettuali per vivere serenamente la propria vita! Grazie per i perenni spunti di riflessione che fornisci! 🙂

    1. Ah io non so quanto coraggio, quante premura, quanto acume ci vogliano, oggi, per crescere dei figli. Pure ieri eh, per carità, semplice non dev’essere stato semplice mai. Ma io ammiro davvero il vostro coraggio, perché in quanto genitori avete un ruolo determinante, necessario e urgente (comunque puoi sempre farle leggere i miei post, dopo averli accuratamente selezionati :))

      1. Da parte mia li potrà leggere anche tutti, senza alcuna censura. Mi auguro (anche se in tutta onesta’ lo dubito moltissimo) che il contesto culturale in cui mia figlia diventerà ragazza prima e donna poi sia diverso. Una società ed una cultura che non richiedano che delle persone scrivano gli articoli che scrivi tu per richiedere che vengano rispettati i diritti di base!!
        Grazie come sempre 🙂

  10. premessa: non c’è nessuna figacrazia, solo che l’attrazione fisica non è l’unica cosa che conta nelle relazioni sentimentali però conta anche quella al pari di tutto il resto (complicità, intesa, attrazione mentale ecc.) e ci sono molti uomini che hanno un corpo più bello e più attraente di altri uomini, e molte donne che hanno un corpo fisicamente più bello e attraente di altre donne. E ci sta che un uomo molto bello e una donna molto bella siano più sessualmente desiderabili e abbiano mediamente più successo sentimental-sessuale di chi non ha vinto la lotteria genetica, è una cosa che va accettata, c’è chi ha vinto la lotteria genetica e chi no, è la realtà non è una imposizione dei media ma questo non giustifica il bullismo (che avviene verso femmine e maschi, e anche per i maschi la propria immagine corporea conta ed è giusto così in certa misura).
    Non entro nel discorso salute perchè tutti sappiamo cosa rischia chi è obeso (e non chi è in lieve sovrappeso) e chi è troppo sottopeso (non chi è sanamente magro) dico solo che l’ obesità è spesso dovuta a un mix di cause: genetica sfortunata (il che spiega perchè esistono persone che mangiano come tribunali e restano relativamente snelle) e stile di vita sbagliato dovuto a molteplici fattori, la genetica resta quel che è, lo stile di vita si può cambiare (e cambiarlo farebbe bene anche a quelle persone snelle di natura che sono pigre e troppo golose come alcuni grassi/e), in ogni caso il bullismo è sbagliato ma per combatterlo bisogna prima di tutto accettare la realtà: esistono donne formose armoniose non obese e donne snelle non scheletriche che sono fisicamente più belle e più attraenti di altre, stesso discorso per gli uomini, non è giusto nè ingiusto, è la realtà. Le persone con un bel corpo, snelle, culo a mandolino, toniche, pancia piatta o lieve pancetta o formose armoniose non obese sono reali, non sono photoshoppate o rifatte, sono reali e ci sa che attraggano di più, vale per uomini e donne. Certo che pure chi non è bello fisicamente può attrarre fisicamente (mica i brutti e le brutte sono tutti single!) ma chi ha un bel corpo attrae di più in linea di massima, accettiamolo e ripeto: vale per ambo i sessi.
    Sul suicidio di Beatrice: esistono corpi maschili e femminili fisicamente più belli di altri i corpi snelli sono più belli di quelli scheletrici, i corpi formosi e armoniosi sono più belli e attraenti di quelli molto grassi o obesi, questo è un fatto e questi corpi belli e attraenti snelli non scheletrici e formosi non obesi non sono irreali, esistono davvero, sono reali, naturali e non sono pochi. Sul suicidio di Beatrice: ecco cosa scrive la psicologa costanza jesurum: ” Una giovane che si suicida, non si suicida perchè è grassa. Ogni volta che cediamo alla retorica per cui qualcuno si ammazza o si fa gravemente male in primo luogo per una pressione culturale, stiamo dandogli del cretino, stiamo affibbiandogli una semplicità che non appartiene nè a lui o a lei nè a nessun altro. Anche senza volerlo nelle spiegazioni semplicistiche di suicidi o dipendenze gravi o comportamenti lesivi per se o per altri, tarate solo sul potere della cultura c’è invariabilmente, o sessismo, o razzismo, o classismo, o una qualsiasi forma di paternalismo. Il plagiato è sempre qualcuno più semplice di noi.”. Io dico questo: le ragioni per cui ci si suicida sono tante e complesse nessuno si suicida solo perchè è grasso, ma dico che bisogna combattere l’obesità (che è un fattore di rischio per la salute e non solo un inestetismo, mia madre è obesa e diabetica, lo so per esperienza), non bisogna combattere le persone obese! bisogna accettare serenamente che esistono persone fisicamente più belle e attraenti di altre e rispettare tutti. Poi il bullismo sui ragazzini va combattuto sempre, per rispettare qualcuno non occorre trovarlo attraente fisicamente.

    1. Allora, nel tuo commento c’è un sacco di roba.
      1. Rispondendo all’estratto che citi sul suicidio di Beatrice: mi sembra piuttosto ovvio che ci sia dell’altro, e non a caso riconduco l’associazione di sovrappeso e suicidio ai titoli di giornale che – in quanto titoli – spesso non sono l’essenza dell’approfondimento. Certo, c’è del paternalismo e del semplicismo, nell’imputare alla “società” una vicenda come questa. D’altra parte Beatrice aveva la metà dei miei anni, e ci può stare che non fosse né cretina né semplice, ma semplicemente più giovane. Fine della questione, direi. Io che grassa lo sono stata (e in una certa misura lo sono – o perlomeno mi ci sento – ancora) conosco il peso che questo elemento ha sulla psiche e sul rapporto con se stessi. E sia chiaro che io il mio sovrappeso l’ho gestito anche grazie alla consapevolezza di avere altre qualità, di piacere agli uomini (perché ho modestamente fatto le mie vittime) e di non essere giudicata solo per quello (ma anche, per esempio, per qualche mio presunto talento). Senza questi elementi, il peso della mia insicurezza estetica sarebbe stato certamente più pesante. Direi che la verità la conosceva solo Beatrice e la conoscono solo persone a lei emotivamente vicine. Noi possiamo solo parlare, speculare e rammaricarci.

      2. È indubbio che esistano persone (sia uomini che donne) più belle di altre. Stai tranquillo, non facciamo così tanta fatica ad ammetterlo. Il punto è che l’aspetto delle donne viene soppesato, esibito, giudicato e vilipeso molto più di quello degli uomini. Per carità, la società è in costante cambiamento, e abbiamo assistito in questi anni a una diversa attenzione degli uomini nei confronti della propria estetica (pensa al ricorso virile alla chirurgia in costante ascesa), detto questo però non trovo realmente paragonabili le due cose. Per una donna essere “bella”, essere “giovane”, sono comandamenti assoluti che in parte, forse, solo adesso iniziamo a porre in discussione. Quanto poi al fatto che la cultura non influenzi e che non esista una narrazione collettiva del corpo femminile, mi permetto di dissentire.Mi spiego meglio: certamente esistono donne meravigliose, tutte belle, con le forme al posto giusto. Il punto è proprio che ne esistono moltissime altre a cui non viene data voce. Il punto è che esiste eccome uno standard estetico dominante, col quale la mia generazione si confrontava attraverso giornali e televisione e le ragazzine di oggi, probabilmente, con i selfie su Instagram. Ma il succo non cambia.

      3. Chiarito tutto ciò, sì, certo, il bullismo è condannabile su tutta la linea.

      1. non sono d’accordo, la bellezza fisica conta per uomini e donne; conta anche per gli uomini. E quanto al presunto “standard dominante”: un corpo obeso è meno fisicamente bello di uno formosetto armonioso, un corpo sanamente snello è più bello fisicamente di uno scheletrico e vale anche per gli uomini e va accettato senza lamentarsi.
        E gli uomini e le donne con un bel corpo esistono, sono reali non sono tutti rifatti o photoshoppati, sono persone vere con un vero corpo e un vero viso e dobbiamo accettare che il potere attrattivo delle persone fisicamente belle (non “perfette”, belle) sarà sempre maggiore di chi bello/a non è (e comunque possono attrarre anche loro, mica sono tutti e tutte single o vergini, a volte attraggono persino chi è più bello di loro e io che non ho un bel corpo ma ho un bel viso, un po’ ci spero), bisogna accettare che ci sono persone fisicamente più belle e attraenti fisicamente e sessualmente di altre (in linea di massima) e non è uno standard imposto, è la realtà della vita. E le persone fisicamente belle oltre che reali e vere non sono così poche.
        Internet da’ voce a tutti, le pagine facebook “body positive” non si contano, e a volte il loro messaggio si riassume con”dovete dirmi che sono una bellezza mozzafiato anche se peso 200 Kg per un metro e mezzo oppure io sono una bellezza mozzafiato, chi non è d’accordo si fotta”, non è un messaggio giusto, se pesi 200 Kg per un metro e mezzo non sei bello/a fisicamente, avrai forse tante altre doti ma la bellezza fisica no e lo devi accettare e non sei bello/a neanche se sei scheletrica stile prigioniero di Auschwitz (e non entro nel discorso salute. Se Danny De Vito dichiarasse “sono un gran figo, il mio corpo è bello, bello come quello di Fassbender anzi di più perchè il corpo di Fassbender è irreale” sarebbe giusto dargli del pazzo: Danny De Vito è fisicamente brutto e il corpo di Fasbender non è irreale è solo più bello del suo e lo si deve accettare. se Kathy Bates dichiarasse “Margot Robbie ha un corpo irreale, nessuna può averlo, io sono più bella di lei” anche lei direbbe tre falsità, e vale lo stesso per le persone comuni, che belli e brutti ci sono anche fra loro. Forse bisognerebbe anche accettare che se la persona cheti piace (fisicamente e non solo) ti sta dicendo che non è attratta da te non ti sta dicendo che “non vali nulla” sta solo dicendo che non è attratta fisicamente da te, ha i suoi gusti come tu hai i tuoi.
        Un’ultima cosa: non so come tu fossi in passato, ora sei formosa, non sei grassa

  11. quando ho letto della tragedia di Beatrice, perché si certo è stata un tragedia per lei e per chi le voleva bene, ho pensato a te e ai tuoi post dove parlavi in maniera schietta e diretta del problema che ha afflitto la ragazza.
    La società è crudele, come sono crudeli le persone. Quindi se una persona non è determinata finisce per odiare il suo corpo fino alla distruzione.
    Quello che c’era da dire, l’hai scritto tu e non riesco aggiungere nulla alle tue sacrosante parole.

    1. Bisogna aggiungere dove serve, nella società e nelle conversazioni quotidiane su questi temi. Esprimere opinioni e prestare attenzione alle persone. Non sempre ci riusciamo, ma è importante ricordarsi che in definitiva non conosciamo i perché e i per come altrui.
      Un abbraccio

  12. voglio farti i miei più sentiti complimenti per questo articolo perché cogli il punto essenziale di tante che guardano la vita dal tuo stesso punto di vista. mi hai fatto commuovere, mi hai dato anche speranza perchè leggere questi pensieri rincuora. Grazie al cielo esistono persone come te, ce ne vorrebbero decisamente di più. Fantastica ed emozionante.

  13. Ho letto questo tuo articolo oggi. Non avevo mai letto un articolo tuo. Oggi mi sono svegliata pensando di me cose orribili. Io sono una sportiva, una che si fa un mazzo tanto per migliorare di un minuto su una maratona, una che frequenta medici e palestre, che non fuma e non beve. E oggi mi sono svegliata pensando di essere troppo grassa. Troppo grassa per tutto questo.

    Forse è vero tra l’altro. Sono troppo grassa per essere un’atleta da Instagram.

    Però poi ho letto questo articolo.
    E ti dirò, grazie. Perché se siamo “troppo grasse” per qualcosa, siamo perfette comunque per essere noi stesse.

    Grazie

  14. Grasso non significa brutto.
    Magro non significa bello.
    Sono magra, anzi, “come vuole la moda” (sarcasticamente parlando) sono SCHELETRICA (sana, cioe’ senza patologie, di costituzione, non anoressica perche’ mangio, ho 50 anni, un figlio e sono in menopausa, tanto per precisare, onde si eviti per l’ ennesima volta di dirmi: ma mangi?????)
    Ma, se ne facciano una ragione i detrattori della ciccia, non sono felice. Sono complessata da sempre per la mia secchezza e da sempre mi sento diversa e sento che la gente non riesce a capire perche’.
    Ragazze, smettete di inseguire questo stupido mito, perche’ a me ha portato solo problemi:
    Scapole, clavicole, costole e vertebre che si possono contare , NON SONO BELLE.
    Le vene azzurre in evidenza (perche’ non c’e’ carne) sotto la pelle bianca NON SONO BELLE.
    Gli abiti che ti cascano addosso come ad un attaccapanni NON SONO BELLI.
    Il viso che intorno ai 40 anni si scava NON E’ BELLO.
    Le rughe che arrivano prima perche’ sotto la pelle non c’e’ niente, NON SONO BELLE.
    Le tette che si svuotano e scendono NON SONO BELLE.
    Il fatto che possiamo mangiare di tutto e strafogarci NON E’ VERO perche’ mangiare merda fa stare male anche noi: insaccati, grassi, cibo spazzatura non creano solo problemi di ciccia, ma intossicano anche gli organi di noi magri e anche noi soffriamo di colite, gastrite ecc. se ci riempiamo di merda.
    LA CELLULITE VIENE ANCHE ALLE MAGRE perche’ non c’ entra con la ciccia ma con la circolazione e la ritenzione idrica ed e’ costituzionale ( un sedere piatto e cellulitico fa piu’ senso di un sedere grasso.)

    Essere magri non rende, di per se’, automaticamente felici.

    La felicita’ viene da molto altro e prescinde dall’aspetto fisico.

    Compro volentieri una decina di kg da chi crede che, dimagrendo, sara’ felice.
    Cedo la mia magrezza a chi non l’ ha mai sperimentata, certa che me la restituita’ quanto prima, non sapendo cosa farsene.

    Sentirsi dire per tutta la vita ” sei dimagrita ancora?” credendo di farmi un complimento, crea sofferenza esattamente come sentirsi dire ” sei grassata?”

    Se e’ difficile per noi adulti accettarci per come siamo, posso immaginare come debba essere complicato per i ragazzi, oggi.
    Noi adulti abbiamo una enorme responsabilita’, perche’ il mondo in cui loro vivono, lo abbiamo creato noi.

    Comunque, un bellissimo post. Come sempre ci fai riflettere.

    1. un corpo scheletrico non è bello per niente come non è bello un corpo molto molto grasso. La formosità armoniosa o anche una snellezza sana (non scheletri con un po’ di carne attaccata) è bella e tralascio il discorso sulla salute. Ma è vero che cibo spazzatura e poco movimento fanno male anche alle persone magre da sempre, per natura.
      e ribadisco che parlo di uomini e donne

      1. E bisogna dirlo che scheletro non e’ bello. Non e’ cosi’ scontato. Perche’ nella nostra attuale societa’ piu’ sei magra piu’ sei bella.

      2. non è vero. Un corpo snello maschile o femminile è bello così come un corpo formoso ma armonioso non obeso. Francamente, a parte feticisti delle osa e persone non mentalmente a posto, ne conosco veramente pochi che trovano attraenti i fisici scheletrici, io sono rimasto fermo al fatto che la bellezza fisica (sì lo so che non c’è solo quella ma per ora parliamo di quella) è armonia del corpo e ciò che è eccessivo (in un senso o in un altro) è nemico dell’armonia. E bada che io sono esile (anche se non mi considero uno scheletro) e vorrei tanto incontrare una bella donna attratta dal mio corpicino quindi non parlo pro domo mea

      3. poiché l’attrazione – vivaddio – non risponde solo alle logiche estetiche, avrai probabilmente occasione di trovare qualcuna che trovi attraente il tuo corpicino esile. se nel frattempo, poi, durante la tua crescita, ti fossi sentito sminuito, per via del tuo corpo; discriminato, sottovalutato e indebolito, forse coglieresti meglio il punto attorno al quale stiamo parlando. perché alle donne, in genere, è questo ciò che accade.

      4. ma che ne sai che non mi è mai capitato di essere sminuito per via del mio corpo? Che ne sai tu della mia vita? posso dire che io crescendo ho accettato serenamente che esistono uomini con un corpo in linea di massima più bello del mio, non sono uomini irreali e non mi racconto che sono tutti rifatti o drogati per consolarmi (qualcuno lo sarà ma non tutti). Certo che spero di trovare una donna (bella e attraente secondo i miei gusti) che trovi bello e attraente il mio corpicino esile (per fortuna ho un bel viso, mi dicono che aiuta) ma se non dovesse succedere lo accetterò e non darò la colpa agli “standard imposti” se le donne che attraggono me non saranno attratte da me lo accetterò, le loro preferenze estetiche sugli uomini sono legittime come le mie sulle donne.
        Ed è vero che si può essere attratti/e anche da una persona fisicamente brutta ma primo va accettato che in linea di massima chi è bello/a attrae di più, secondo anche quando sei attratto da una persona non bella l’attrazione fisica per il suo corpo comunque gioca un ruolo, non c’è solo l’attrazione fisica ovviamente ma c’è anche quella. Personalmente non potrei mai innamorarmi di una donna di cui mi attrae solo il carattere e non il fisico o solo il fisico e non il carattere, ci vogliono tutti e due

    2. Grazie a te e grazie di aver aggiunto una prospettiva ulteriore all’articolo. Naturalmente, qualunque stigma sul corpo delle persone (uomini e donne, ma capita più frequentemente alle donne) non va bene, che siano esse magre e che siano esse grasse. Non va bene neppure la rivalità che le stesse donne hanno sui rispettivi corpi, che diventano campi di una battagli senza vincitori, nella quale chi ci perde è solo la nostra sicurezza e la nostra autostima.
      Grazie, grazie di aver chiarito e raccontato la tua esperienza. Come dici, abbiamo una responsabilità enorme. E non sono sicura che ce ne rendiamo abbastanza conto.
      un abbraccio

      1. insisto che anche la bellezza maschile conta, e anche i ragazzi a scuola vengono derisi per l’aspetto fisico. Certo bisogna anche capire che se la ragazzina o il ragazzino che ti piace non è attratto/a fisicamente da te e te lo dice non ti sta deridendo sta solo esprimendo il suo legittimo gusto. C’è modo e modo di rifiutare qualcuno ma il rifiuto anche su base estetica deve essere legittimo e vale per ambo i sessi

  15. Ho visto le foto di Beatrice e al netto del dolore mi è saltato all’occhio il fatto che non era grassa, era al limite una ragazzina un pò sovrappeso, ma anche avesse pesato di più non cambierebbe nulla di ciò che sto per dire. La nostra è una società schizoide in cui i mass media propinano immagini di modelle barra attrici barra attricette barra veline come fossero the only way, per poi passare alla pubblicità dove ti viene servita la bevanda gassata più famosa al mondo come accompagnamento a ogni porcata gastronomica (in senso positivo,) dalla pizza, al piattone di pasta, alla bistecca succulenta, alla lasagna. Per poi passare allo spottone della palestra fighissima in cui donne e uomini fighissimi fanno cose che mi fanno accumulare acido lattico solo a ricordarle. Non si può andare avanti così, non si può.
    Per mia fortuna, mi tocca dirlo a questo punto, i miei figli sono sempre stati magri, una addirittura iper sportiva, quindi non ho mai dovuto proteggerli da quel tipo di bullismo, ma mi chiedo un’altra cosa: i genitori dei bulli… che ruolo hanno avuto i tutto questo? Che senso del rispetto hanno trasmesso ai loro figli? Che valori? Perchè all’inizio di tutto, alla radice di tutto, c’è sempre il terreno malsano nel quale crescono queste merde umane.
    Insegna ai tuoi figli il rispetto per il prossimo e lo praticherà, salvo variabili impazzite che però più tu glie lo instilli, meno possibilità avranno di intervenire.

    Educateli questi figli, cazzo! Non buttateli nel mondo lasciandoli poi soli tra dementi come loro cresciuti a pane e tivù pazzatura, e con la testa affondata in uno smartphone.

    1. d’accordo sull’educazione ai figli e sul no a bullismo.
      Pubblicizzare le palestre è giusto, e gli uomini e le donne (“fighissimi” o meno) che fanno quegli esercizi esistono e hanno corpi reali e naturali come è reale il corpo dell’attrice-velina. Quando un uomo o una donna ha vinto la lotteria genetica continua ad essere belloccio/a con un bel viso e un bel fisico anche al naturale senza photoshop. Esistono persone fisicamente più belle di altre, vale anche per gli uomini, accettiamolo e staremo meglio. E non c’è nessuna “the only way”. Ci sono donne e uomini snelli che sono fisicamente attraenti e belli, e uomini e donne troppo magri che non sono belli per niente. E ci sono persone formose (non obese) che sono altrettanto belle fisicamente. La curvy model Laura Brioschi è più in carne della magrissima Anna Mazzamauro ed è decisamente più bella. Un corpo snello è più attraente di uno iper-magro, un corpo formoso è più attraente di uno molto grasso in linea di massima e vale per uomini e donne. Questo non impedisce a nessuno di trovare l’amore ed essere felice o infelice come chiunque altro

      1. Paolo, al di là del fatto che io resto convinta che i pubblicitari dovrebbero puntare su situazioni più normali, modelli e modelle più raggiungibili, più affini ai medioman e mediowoman che quasi tutti incarniamo, come può una ragazza di 15 anni avere gli strumenti e l’autostima per potersi difendere da coetanei che la bullizzano? Al netto della loro ignoranza, cattiveria, superficialità, io inorridisco di fronte a un mercato che ci instilla obblighi irraggiungibili. Siamo alla follia: pubblicità per assorbenti per incontinenza femminile, che deve essere un problema diffuso e pesante, ma perché mi metti lì una signora di età indefinibile che balla il samba vestita come una carioca facendomi credere che indossa un Lines anti piscio? Andiamo su un terreno più gradevole: possibile che a qualunque età servano degli integratori? Possibile che sembri da sfigati essere stanchi, fiacchi, sfiniti? Possibile che il mercato faccia di tutto per farci credere che è disdicevole avere le rughe, non andare a correre insomma anche nel caso di persone adulte e si spera emotivamente più attrezzate si tende a far arrivare il messaggio “o sei così o sei sulla china discendente”.

      2. anche i corpi delle modelle (curvy e non) e dei modelli sono reali affermare che medioman e mediawoman equivale a scarsa avvenenza fisica è sbagliato e non aiuta a combattere il bullismo.
        accettiamo il fatto che esistono uomini e donne con corpi (nè scheletrici nè obesi) fisicamente più belli e attraenti di altri, questi corpi sono normali come chiunque altro e insegnamo ai ragazzini a rispettare tutti

      3. Paolo, perdonami, è tipo il 50esimo tuo commento che leggo con gli stessi contenuti. Abbiamo capito: ci sono persone che vincono “la lotteria genetica”, persone più belle e persone più brutte. E il bullismo non si fa. E su questo, davvero, siamo tutti d’accordo.
        Mi pare poi chiaro che tu non colga l’influenza della società, della cultura e dei modelli dominanti. Che tu pensi che il problema sia photoshop e che ignori del tutto il sempre più visibile ricorso alla chirurgia estetica, per donne anche giovanissime che oggettivamente non ne hanno bisogno. Detto questo, ci concederai di confrontarci, e di ammettere che esistono delle pressioni estetiche, che noi lo sappiamo, che noi sentiamo e che conosciamo al dettaglio essendoci cresciute.
        Quanto alla “realtà” delle immagini che difendi, continuo a nutrire perplessità.

      4. le persone giovani con un bel viso e un bel fisico hanno vinto la lotteria genetica non sempre ma di solito e non sono tutte e sempre rifatte anche se a chi ha perso la lotteria piace crederlo.
        Nessuna pressione obbliga la maggioranza delle persone a trovare che in linea di massima (con eccezioni) uomini e donne snelli non scheletrici o formosi armoniosi non obesi sono più belli fisicamente e attraenti, è la realtà, nessuno lo impone. Confermo quel che ho scritto e non cambio idea

    2. Vero. Ignobilmente vero. Non essendo genitore, non mi sento di dispensare consigli su come bisognerebbe crescerli, questi pargoli, per evitare che a 10 anni siano già degli stronzi patentati. Resta il fatto che non c’è dubbio sul ruolo fondamentale che famiglia e scuola dovrebbero, come sempre del resto, avere nell’affrontare questi argomenti, nel dibatterli e nel fornire gli strumenti necessari ai ragazzi. certo, a volte basta interloquire con alcuni genitori, per capire come possano accadere le cose che accadono.

  16. D’altronde “finché non lo capiremo noi, non possiamo pretendere lo capiscano i cazzetti, la società, le aziende e quei froci impuniti degli stilisti”. (da un tuo post del 2012).

  17. Troppo grassa, troppo secchiona, hai l’apparecchio… fai schifo.
    Credo di essermi sentita.dire queste cose dalle medie in su.
    Ci ho sofferto
    Ancora oggi ci sto male ripensandoci. Perché?
    Perché per quattro stronzi ho passato anni che potevano essere felici e spensierati, isolandomi dal mondo
    Perché ho pensato per anni di non essere mai abbastanza
    Perché anche oggi se un uomo mi fa un complimento penso che mi stia prendendo in giro
    Perché, come mi.hanno spier, ci son tanti che ” ci provano con le grassone” perché è più facile…
    Potrei andare avanti ore

    E sto male per quella povera ragazza, che non ha neanche osato provare ad isolarsi, a vedere se crescendo e cambiando scuola, qualcosa sarebbe cambiato
    O semplicemente lei sarebbe cambiata

    1. e quando un uomo si mostra attratto da te, nove volte su dieci, vuol dire che lo è. La maggioranza di noi non sa fingere l’attrazione sessuale

    2. Ribadisco mia cara gli imbecilli esistevano ed esisteranno sempre perché come diciamo a Roma : ” la madre degli imbecilli è sempre incinta ”

      Io ad esempio mi sono sempre vergognata del mio seno: te li immagini i commenti nel vedere passare una ragazzina di 15 anni con una quinta misura? ancora oggi io tendo a camminare gobba , oggi che vedi certi senoni rifatti apposta!

      ShErabuonagiornata

      1. Verissimo!!
        Ma sono anche dell’idea che la gente ci tratta per come noi glielo permettiamo
        Ci sono donne non magrissime, che sono sicure e portano bene la loro fisicità.
        Questo andrebbe imparato

    3. Anche io sto male per Beatrice, in questo identico senso.
      Sì, avevo scritto un articolo su una nuova moda dei giovani anglosassoni, che si chiamava “Pull a Pig”
      Oggetto di scherno: ovviamente le ragazze in sovrappeso.
      Al netto di questo, comunque, la verità è che secondo me c’è proprio un lavoro di riappropriazione personale della femminilità, che ciascuna di noi a un certo punto compie (o è bene compia): per accettare i propri difetti, per migliorare, per valorizzarsi e imparare a stare meglio. Con sé e con gli altri.
      Ti abbraccio (e non pensarci più a quegli stronzi :))

  18. Io credo che questa ossessione per l’aspetto fisico e per il peso sia qualcosa che in Italia viene esasperato. Non voglio dire che il resto del mondo ne sia immune, ma dopo 8 anni in Belgio mi suona stranissimo quando qualcuno dice “quello e’ brutto” oppure quando torno in Italia i primi commenti che sento riguardano il peso (sei dimagrita/sei ingrassata). Il fatto che questi commenti stridano alle mie orecchie significa che non ci sono piu’ abituata. Mentre prima mi parevano la normalita’. Prima ero seriamente convinta che il peso/aspetto fisico fosse la misura di gran parte del valore di una donna. Potere della cultura circostante.

    1. grazie della tua testimonianza. utile soprattutto a segnalare a quelli che pensano che la cultura non abbia responsabilità, che basta spostarsi di poco per accorgersi di quanto cambi. (a cosa te lo dico a fare che per anni è stato il primo responso ogni volta che tornavo anche io: sei dimagrita/sei ingrassata)

  19. Parole benedette. Mi riconosco nel tuo racconto di gioventù, conosco la quotidiana e familiare altalena tra l’accettazione del proprio corpo e il controllo critico di esso. Tutti hanno sempre ritenuto opportuno dire la propria sul mio peso, sul mio aspetto, sui miei fianchi, il mio culone e la carenza di tette.
    Ho quasi quarant’anni e, per la prima volta dopo moltissimo tempo, il mese scorso ho guardato il mio corpo nudo in uno specchio e lo ho amato. Non accettato, proprio amato, fin quasi a sembrarmi bello.
    Ero in ospedale, il giorno dopo aver partorito per la quarta volta. Era un corpo deformato: il ventre flaccido, svuotato; la cellulite a disegnare curve in più; le smagliature, tutte, quelle vecchie della mia adolescenza, quelle delle altre gravidanze, le ultime, ormai poche, che hanno segnato questa nuova vita.
    Non pensavo che avrei potuto amarlo. Temevo di guardarlo e temevo di rimanerne offesa.

    La società ci impone modelli, ci dice che, se sei brava e volenterosa, puoi (devi?) mantenere un corpo sano e tonico anche dopo aver fatto figli. Ma io quel corpo che gli altri vogliono non lo avevo neppure prima di diventare madre.

    Ci pesano, misurano, giudicano fin dalla nascita, intromettendosi sempre.
    I medici, i parenti, gli amici, i fidanzati, gli insegnanti, gli estranei… Chiunque, fin da quando nasciamo, ci insegna a rapportarci in maniera ossessiva col nostro peso, con le nostre misure, come se quelli fossero gli unici valori indicativi per definire come stiamo o, peggio, chi siamo.
    Ci inculcano persino che altri presunti difetti sono accettabili, ma solo su un corpo magro, tonico, desiderabile: le orecchie a sventola, un naso importante, il mento prominente… tutto può essere “perdonato” e diventare caratterizzante se ti mantieni in forma, ma farà peggiorare la situazione se hai svariati chili di troppo.

    1. la bellezza fisica non è l’unica unita di misura del valore di qualcuno, però non possiamo neanche mentire e dire che non conta pure per gli uomini mica solo per le donne. bisogna combattere il bullismo e al tempo stesso dure che esistono davvero uomini e donne che in linea di massima sono più belli fisicamente e più appetibili sessualmente di altri, è la realtà e non c’è nulla di male. E saremmo tutti meno insicuri se accettassimo questa realtà: chi ha un brutto corpo può attrarre e può piacersi, ma chi ha un bel corpo attrae di più, vale pure per gli uomini

    2. Letizia, i corpi snelli, più o meno tonici o formosi non obesi sono veramente più belli di altri vale anche per gli uomini; le orecchie a sventola e un naso importante su un corpo snello e bello o formosetto non obeso davvero non guastano la sua bellezza mentre peggiorano la situazione esteticamente se sei molto grasso o scheletrico, questa è la verità. Letizia, bisogna accettare la realtà: un uomo obeso grave o scheletrico è brutto fisicamente, una donna obesa grave o scheletrica è brutta (oltre che a rischio per la salute), è la realtà non è una imposizione esterna. Gli insulti, il bullismo sono inaccettabili ma dobbiamo accettare le cose come stanno: ci sono uomini e donne più sessualmente appetibili di altri e nelle relazioni amorose anche questo conta, non vuol dire che se non sei bello/a non trovi il fidanzato o la fidanzata lo trovi lo stesso (a volte pure più bello di te) ma se hai vinto la lotteria genetica e hai un corpo bello, più o meno tonico non grasso nè scheletrico ma snello o formoso sarai più attraente in linea di massima, è la realtà. Tenersi in forma è importante anche per la salute e vale per uomini e donne ma c’è chi ha un corpo bello, snello, normopeso e più o meno tonico anche senza tanto esercizio pure questo va accettato. Troveremo sempre chi ha un corpo più bello e più attraente del nostro, più desiderabile vale anche per gli uomini e non è un disonore, è la vita: c’è chi è bello fisicamente e chi non lo è; accettiamolo e andiamo avanti con la nostra vita

  20. Penso vivo e sono tutto quello che hai scritto.Le soddisfazioni arrivano,sono lente,ma arrivano.Arrivano a lavoro,in amore,nelle amicizie e dentro di noi.E proprio in quel momento ci diciamo…Troppo grassa?? E per cosa ,per chi e perche?? Ma la domanda invece di avvilirci ci fara’ solo sorridere con soddisfazione!😉

  21. Permettimi di sottolineare che un conto è essere cicciottelle come tu hai detto da qualche parte e ben altra cosa è essere obesi.
    E l’obesità come la anoressia è un grosso segnale di allarme psicologico o dell’organismo.
    Dopodiché il bullismo la cattiveria l’idiozia soprattutto sono male assai peggiori.

    Io ad esempio non sono mai stata una libellula ma una già (a)normale taglia 46 con una bella quinta di seno … tendo ad ingrassare e dunque non dico di stare a dieta ma sto attenta alle dosi e al cibo vado in palestra dopo il lavoro due tre volte a settimana perché mi rendo conto e non credo a chi dice il contrario che essere sovrappeso faccia bene sulla lunga distanza alla salute.

    Sheracarisaluti

    1. un sovrappeso lieve può far bene alla salute (c’erano delle ricerche in proposito ma non so se sono state confermate) , ma un sovrappeso lieve per l’appunto. L’ obesità non è un lieve sovrappeso ed essere scheletrici non è essere snelli

      1. Completamente d’accordo con te .
        Credo che mai come in questi due estremi obesità anoressia)in mezzo sia la virtù! Con l’aiuto di specialisti.
        Non superare, per quanto riguarda il peso eccessivo, la misura per non affaticare cuore polmoni e articolazioni.
        Non lasciarsi incantare dal lo slogan Grasso è bello perché non è così.
        Sheracarisaluti

    2. condivido. adoro. qua la mano, socia di 46!
      (il miglioramento di sé è un fatto fondamentale e possibile, ma non lo sappiamo da principio e forse Beatrice non lo sapeva ancora; anch’io alla sua età non lo sapevo)

      1. Ciao ‘collega’ 😉
        Infatti abbiamo sempre bisogno di un piccolo aiuto perchè in questa società pompata col vuoto utilizza meccanismi subdoli.
        Cmq qualcosa si muove anche per il mio seno(ne) propompente comincioano a vedersi camicette decenti …

        sheràbietot

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